Gen V non avrà una terza stagione, ma i suoi personaggi saranno ancora nell’universo di The Boys

La notizia era nell’aria da settimane, ma ora è ufficiale: Gen V, lo spin-off di The Boys ambientato tra i corridoi e le aule della Godolkin University, si ferma dopo due stagioni.

Niente terzo anno per gli studenti supereroistici creati da Eric Kripke ed Evan Goldberg. Una notizia dolceamara però: se è vero che le porte della Godolkin si chiudono, tuttavia i suoi protagonisti non scompariranno. Infatti, è stato confermato che le loro storie continueranno altrove, all’interno di un universo narrativo che Prime Video espanderà con diversi progetti.

Le dichiarazioni ufficiali

A confermare la cancellazione e, insieme, il futuro delle storie sono stati gli stessi produttori esecutivi con una dichiarazione che suona più come un “arrivederci” che come un addio: “Anche se avremmo voluto continuare la festa per un’altra stagione alla Godolkin, siamo impegnati a portare avanti le storie dei personaggi di Gen V nella quinta stagione di The Boys e in altri progetti dell’universo VCU all’orizzonte. Li rivedrete.”

I volti diventati familiari nello spin-off troveranno dunque spazio altrove, a partire dalla stagione conclusiva della serie madre, già in onda, e nel nuovo prequel Vought Rising, che ha appena incassato una finestra di uscita ufficiale fissata al 2027.

Un tuffo negli anni cinquanta… e non solo

Proprio Vought Rising riporterà il pubblico alle origini dell’universo supereroistico targato Vought, con un’ambientazione cupa e satirica nella New York degli anni Cinquanta.

A guidare il cast ci saranno Jensen Ackles, di nuovo nei panni di Soldier Boy, e Aya Cash, che riprenderà il ruolo di Stormfront. Due ritorni pesanti, che promettono di scavare ancora più a fondo nel marcio che The Boys ci ha insegnato a riconoscere dietro la patina eroica dei super.

L’ecosistema di The Boys non si limita a Vought Rising. È in fase di sviluppo anche uno spin-off in lingua spagnola ambientato in Messico, a conferma che la galassia creata da Kripke e Goldberg punta a ramificarsi in direzioni geografiche e culturali diverse. La cancellazione di Gen V, in questo quadro, somiglia più a uno smistamento di personaggi e linee narrative che a una ritirata. Una riorganizzazione che, almeno sulla carta, serve a mantenere alto il controllo creativo sull’intero universo narrativo, sacrificando un singolo titolo per rafforzarne la coerenza complessiva.

The Boys verso un’epica conclusione

La fine di Gen V arriva mentre la quinta e ultima stagione di The Boys è in corso, e Kripke non ha nascosto la filosofia dietro la decisione di chiudere anche la serie principale: “Penso che sia uno show che richiede una conclusione. Non puoi lasciarlo andare avanti per sempre e poi spegnersi lentamente. Serve un finale definitivo ed esplosivo, perché gran parte della storia ruota attorno alla battaglia tra due squadre. Lasciare che si ripeta all’infinito rischierebbe di prosciugare energia e impatto. Ci sono solo tanti anni in cui possono inseguire Homelander e i Sette, arrivare quasi al punto ma non del tutto, prima che il pubblico inizi ad annusare il trucco. È tempo di far saltare tutto.”

Parole che restituiscono il senso di un progetto costruito con un arco preciso in mente, dove ogni tassello – Gen V compreso – ha avuto un ruolo funzionale all’insieme.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

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