Ghost of Yotei (qui la nostra recensione completa) si svolge secoli dopo gli eventi narrati in Ghost of Tsushima, ma il mito di Jin Sakai non è scomparso. Nella regione di Ezo, il protagonista Atsu può imbattersi nel lascito del Primo Shinobi, un uomo che scelse di abbandonare l’eredità dei samurai per seguire la via più ambigua, ma efficace, degli shinobi. Per gli abitanti del mondo di gioco è soltanto un fantasma perso nel tempo, ma per noi giocatori resta il leggendario eroe che ha scritto una pagina indelebile della storia videoludica.
La ricerca degli oggetti di Jin non è immediata, anzi: si tratta di un percorso che si sblocca soltanto più avanti nella storia, quando la trama conduce Atsu alla costa di Oshima, ultima delle cinque disponibili. Qui, tra foreste pittoresche e santuari nascosti, ha inizio una missione che mescola mito e memoria, combattimenti e scoperte, fino a restituire nelle mani del giocatore parte del potere e del simbolismo di Jin Sakai.
L’inizio della leggenda: il santuario e la volpe nera
Dopo aver sconfitto l’Oni e la Kitsune e aver ottenuto accesso alla costa di Oshima, Atsu raggiunge la casa del Clan Matsumae, collocata in un’area circolare affacciata sulla costa. Qui il narratore racconterà il mito del Primo Shinobi, introducendo per la prima volta il collegamento diretto con Jin Sakai.
Da questo punto, la strada porta verso un sentiero nella foresta. Il percorso è costellato da piccoli dettagli, come bambù da abbattere e scorci che richiamano alla poetica di Ghost of Tsushima. Alla fine del tragitto si trova un santuario con l’emblema di Jin: pregando al suo cospetto appare una volpe nera, guida silenziosa che condurrà Atsu verso la prima parte del lascito. Seguire la volpe significa addentrarsi più a fondo nel bosco, affrontando sezioni di platforming e piccoli enigmi ambientali.

In questo cammino si trova anche un luogo di meditazione con una scatola contenente un antico haiku scritto da Jin. Un tocco che lega ancora di più la narrazione al ricordo del samurai che scelse di farsi fantasma.
Nella cascata: l’elmo e la lama dello spettro
Il viaggio conduce fino a una radura dominata da una cascata e una vecchia casa fatiscente. All’interno si trovano numerosi cimeli che richiamano la vita e le gesta di Jin: il rampino, la sella, le armature dei nemici sconfitti. Qui è possibile recuperare l’Elmo del Cervo, l’elmo spezzato del Primo Shinobi, prima vera ricompensa di questa lunga ricerca.
Dal tetto della casa è possibile arrampicarsi lungo la parete rocciosa ed entrare dietro la cascata, dove è custodita la lama dello spettro, la spada leggendaria di Jin. Non si tratta però di un recupero semplice: una volta trovata la spada, i predoni dei Misteriosi Nove tendono un’imboscata, riuscendo a sottrarla. Inizia così un inseguimento tra grotte e burroni, con Atsu costretto a superare ponti crollati, cadute accidentali e nemici ostinati prima di poter proseguire verso la destinazione finale.

La casa e la tomba del Primo Shinobi
Guidato ancora una volta dalla volpe nera, Atsu raggiunge una grande radura fiorita che ospita la casa del Primo Shinobi. Qui emergono altri frammenti della vita di Jin dopo gli eventi di Tsushima, dettagli che arricchiscono il suo mito. Ma il vero obiettivo si trova poco oltre, oltre un cancello che conduce alla Tomba del primo Shinobi, la tomba del guerriero che scelse una strada diversa.
La scena culmina in un duello contro il ladro dei Misteriosi Nove, convinto di poter sfruttare la potenza della lama dello spettro. Dopo una battaglia intensa, Atsu riconquista la spada e sblocca la tecnica più iconica di Jin: la Danza dell’Ira, una mossa devastante capace di eliminare rapidamente i nemici circostanti.

Una volta completato lo scontro, il giocatore può rendere omaggio alla tomba e ricevere l’ultima ricompensa: la maschera di Jin Sakai, simbolo definitivo del passaggio da samurai a fantasma, ora nelle mani del nuovo protagonista.

La ricerca della spada, dell’elmo, della maschera e della Danza dell’Ira in Ghost of Yotei non è soltanto una quest secondaria. È un vero e proprio tributo alla memoria di Jin Sakai, il Primo Shinobi, che continua a vivere attraverso gli oggetti e i racconti tramandati nel tempo. Recuperarli significa non solo ottenere cosmetici esclusivi e una tecnica potente, ma anche immergersi ancora una volta nell’eredità di uno dei personaggi più amati del mondo PlayStation.
In un titolo che ha scelto di costruire la propria identità lontano dalla storia di Tsushima, questa missione diventa un ponte ideale tra passato e presente, un omaggio che regala ai fan un motivo in più per perdersi tra le foreste, le cascate e i fiori di Ezo.
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