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Dying Light, nessuna demo e nessun embargo

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Il massimo della trasparenza.

I ragazzi di Techland non hanno nulla da nascondere e lo dimostrano con i fatti: Dying Light, titolo multipiattaforma in arrivo a Gennaio, non avrà embargo. Maciej Binkowski ha infatti affermato: “No, non abbiamo nessun embargo di quel tipo. Vogliamo essere più trasparenti possibili nei confronti dei nostri fan, quindi non preoccupatevi, non ci sarà nessun embargo pre-lancio per le recensioni del titolo“. La dichiarazione è arrivata dopo che alcuni giornalisti del settore avevano chiesto quali fossero i loro piani in merito alle recensioni del titolo e se c’era la volontà, da parte del team, di far uso del metodo “Ubisoft” e di permettere articoli sulle prove solamente dopo l’uscita ufficiale sul mercato.

Visto l’andamento dell’industria videoludica è sicuramente un bene che i ragazzi di Techland mantengano ancora un buon comportamento nei confronti dei consumatori.

I giochi del 2015 da tenere d’occhio!

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Si prospetta un anno spettacolare!

E’ giovedì mattina, non mi sto particolarmente annoiando, e il mio dovere di redattore qui in 4newsit è quello di tenere informati i nostri lettori; quale maniera migliore di farlo se non rendendovi partecipi della mia opinione in merito ad alcuni titoli in arrivo nel 2015? Non si tratterà di TUTTI i titoli che arriveranno, ma dei titoli che, a mio avviso, vale la pena di monitorare costantemente lo sviluppo fino alla fatidica data d’uscita e, ovviamente, l’acquisto! Al via, dunque con la nostra lista dei titoli del 2015 da tenere d’occhio:
 
The Legend of Zelda U – non dovrebbe esserci motivo di spiegare il perchè, ma lo faremo comunque: è un titolo Nintendo e si tratta di The Legend of Zelda, è abbastanza? Seriamente, si tratta di una delle svolte più significative nel franchise e, quindi, ne vale la pena di tenere d’occhio questa produzione di alto livello made in Nintendo.
 
Halo 5: Guardians – rimaniamo in tema di esclusive ma ci spostiamo su Xbox One; chiunque sia un amante della console di casa Microsoft non può perderlo di vista ed anche se non si è possessori, vale comunque la pena di osservarlo perchè potrebbe essere un ottimo incentivo verso l’acquisto della console stessa.
 
– Bloodborne – potrebbe non piacere a tutti, ma per chi come me è un appasionato della serie Souls, beh, c’è poco da dire dato che si tratta di una diretta evoluzione della serie seppur non brandisca più, all’interno del titolo, il tanto acclamato titolo che lo distingue dalla massa.
 
The Witcher 3: Wild Hunt – si tratta della nuova apparizione di Geralt nell’ultima opera di CD Projekt Red; le premesse per un capolavoro ci sono tutte, è vero che ha subito diversi ritardi, ma siamo sicuri che ne varrà la pena quando l’esperienza di gioco, alla fine, sarà degna di una produzione di nuova generazione.
 
Dying Light – giochi d’azione se ne vedono tutti i giorni, first person shooter anche, ma first person shooter con un alto tasso d’azione come Dying Light sono abbastanza rari; tra parkour e zombie ci sarà da divertirsi!
 
Batman: Arkham Knight – ennesima apparizione videoludica del cavaliere oscuro e probabile ultimo capitolo della serie “Arkham”; rappresenterà la prima apparizione giocabile della batmobile che, a detta dello sviluppatore, sarà un piacere da utilizzare (non parliamo poi del suo alto tasso distruttivo).
 
Mortal Kombat X – qui davvero non ce la sentiamo di commentare, è difficile da spiegare… ma quanti di noi attendevano con trepidazione l’annuncio del nuovo capitolo?
 
Just Cause 3 – recentemente vittima di numerosi leak era comunque un annuncio che da tempo si aspettava che Square Enix facesse; adessimo siamo sicuri del suo arrivo e siamo ansiosi di continuare a vedere cosa sarà in grado di offrirci!
 
Crackdown 3 – si tratta forse della IP in arrivo su Xbox One che tutti più attendono, forse anche più di Halo 5; ne vale la pena tenerla d’occhio solo per essere sicuri che mantenga l’alto livello qualitativo dei predecessori e, se così fosse, beh, valutarne anche l’acquisto!
 
Per adesso è tutto, e voi quali titoli in uscita nel 2015 terrete d’occhio poichè franchise a voi cari?

I giochi del 2015 da tenere d'occhio!

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Si prospetta un anno spettacolare!

E’ giovedì mattina, non mi sto particolarmente annoiando, e il mio dovere di redattore qui in 4newsit è quello di tenere informati i nostri lettori; quale maniera migliore di farlo se non rendendovi partecipi della mia opinione in merito ad alcuni titoli in arrivo nel 2015? Non si tratterà di TUTTI i titoli che arriveranno, ma dei titoli che, a mio avviso, vale la pena di monitorare costantemente lo sviluppo fino alla fatidica data d’uscita e, ovviamente, l’acquisto! Al via, dunque con la nostra lista dei titoli del 2015 da tenere d’occhio:
 
The Legend of Zelda U – non dovrebbe esserci motivo di spiegare il perchè, ma lo faremo comunque: è un titolo Nintendo e si tratta di The Legend of Zelda, è abbastanza? Seriamente, si tratta di una delle svolte più significative nel franchise e, quindi, ne vale la pena di tenere d’occhio questa produzione di alto livello made in Nintendo.
 
Halo 5: Guardians – rimaniamo in tema di esclusive ma ci spostiamo su Xbox One; chiunque sia un amante della console di casa Microsoft non può perderlo di vista ed anche se non si è possessori, vale comunque la pena di osservarlo perchè potrebbe essere un ottimo incentivo verso l’acquisto della console stessa.
 
– Bloodborne – potrebbe non piacere a tutti, ma per chi come me è un appasionato della serie Souls, beh, c’è poco da dire dato che si tratta di una diretta evoluzione della serie seppur non brandisca più, all’interno del titolo, il tanto acclamato titolo che lo distingue dalla massa.
 
The Witcher 3: Wild Hunt – si tratta della nuova apparizione di Geralt nell’ultima opera di CD Projekt Red; le premesse per un capolavoro ci sono tutte, è vero che ha subito diversi ritardi, ma siamo sicuri che ne varrà la pena quando l’esperienza di gioco, alla fine, sarà degna di una produzione di nuova generazione.
 
Dying Light – giochi d’azione se ne vedono tutti i giorni, first person shooter anche, ma first person shooter con un alto tasso d’azione come Dying Light sono abbastanza rari; tra parkour e zombie ci sarà da divertirsi!
 
Batman: Arkham Knight – ennesima apparizione videoludica del cavaliere oscuro e probabile ultimo capitolo della serie “Arkham”; rappresenterà la prima apparizione giocabile della batmobile che, a detta dello sviluppatore, sarà un piacere da utilizzare (non parliamo poi del suo alto tasso distruttivo).
 
Mortal Kombat X – qui davvero non ce la sentiamo di commentare, è difficile da spiegare… ma quanti di noi attendevano con trepidazione l’annuncio del nuovo capitolo?
 
Just Cause 3 – recentemente vittima di numerosi leak era comunque un annuncio che da tempo si aspettava che Square Enix facesse; adessimo siamo sicuri del suo arrivo e siamo ansiosi di continuare a vedere cosa sarà in grado di offrirci!
 
Crackdown 3 – si tratta forse della IP in arrivo su Xbox One che tutti più attendono, forse anche più di Halo 5; ne vale la pena tenerla d’occhio solo per essere sicuri che mantenga l’alto livello qualitativo dei predecessori e, se così fosse, beh, valutarne anche l’acquisto!
 
Per adesso è tutto, e voi quali titoli in uscita nel 2015 terrete d’occhio poichè franchise a voi cari?

Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea, primo trailer e screenshot ufficiali

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Ancora RPG per PlayStation 3.

Previsto per Marzo 2015, Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea è l’ennesimo JRPG in arrivo su PlayStation 3, sviluppato da Gust e pubblicato da Tecmo Koei; per la prima volta dall’annuncio del titolo a questa parte ci è possibile ammirare in tua la sua bellezza un trailer completamente in inglese per il titolo oltre ad una serie di screenshot rilasciati sulla pagina Facebook ufficiale dedicata al titolo.

Vi auguriamo una buona visione!

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Minecraft, ora disponibile anche su Windows Phone 8.1

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Il successo di Notch è ovunque.

I possessori di un dispositivo dotato dell’ultimo sistema operativo mobile di Microsoft, Windows Phone 8.1, potranno scaricare Minecraft: Pocket Edition per giocare anche quando non si è al PC. La versione sarà identica a quelle già disponibili su altri sistemi operativi e potrà essere acquistata al costo di 6,99$.

Pokémon, nuovo film nel 2015

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Uscita prevista solo per il Giappone.

In concomitanza del lancio di Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha, The Pokèmon Company ha svelato l’arrivo di un nuovo film dedicato a Pokémon X & Y. La trasposizione cinematografica per il momento uscirà solamente in Giappone (ma non è escluso un futuro arrivo in Occidente, anche se sicuramente non al cinema) il 18 Luglio 2015 e vedrà in azione Pokémon leggendari come Kyogre, Rayquaza, Groudon e tanti altri, fra i quali spicca anche Hoopa.

Di seguito potete trovare il trailer ufficiale giapponese:

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Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Record Breaker, confermato l’arrivo per il Nord America

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Un altro titolo ATLUS in arrivo su Nintendo 3DS.

Remake dell’originale Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 originariamente rilasciato su Nintendo DS, il nuovissimo Record Breaker è in dirittura d’arrivo in Nord America su Nintendo 3DS nei primi mesi del 2015; la notizia arriva da ATLUS stessa che più decisa che mai a far gustare in occidente il sapore di questi giochi tipici del panorama nipponico si da da fare con tutte le piccole perle che è possibile trovare sull’incredibile libreria della portatile della grande software ed hardware house di Kyoto. Vi lasciamo adesso al comunicato stampa ufficiale ed al trailer d’annuncio, nella speranza che ATLUS possa presto avere notizie anche per noi abitanti del vecchio continente:

Records are Meant to Be Broken — Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Record Breaker Coming to North America Early 2015

IRVINE, Calif. – Dec. 10, 2014 – Your days are numbered. The chilling reminder that the apocalypse is upon us comes from Atlus U.S.A., Inc. and the upcoming strategy role-playing game, Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Record Breaker. Exclusive to the Nintendo 3DS™ handheld system, Record Breaker offers nearly double the content of the original Devil Survivor 2. The new Record Breaker content also includes fully voiced English story dialogue, giving new depth to the cast of Devil Survivor 2’s original story. Record Breaker requires no knowledge of the story from the original Devil Survivor, so newcomers to the series won’t lack any crucial plot information. The game will be available at retail and on the Nintendo eShop for Nintendo 3DS for $49.99 in early 2015. Additional information can be found on the official website at www.atlus.com/devilsurvivor2rb

The world of Record Breaker is on the brink of non-existence. Just before the heralding of the apocalypse, when life was normal, some thrill-seekers were registering on a website that promised to deliver fake videos of their friends being killed. As people wondered what these videos could mean, an invasion began and humanity was forced to face a struggle to survive in an unprecedented catastrophe. For the main character and his friends, they stand up for humanity when the very same website uploads an application on their cell phones, summoning demons. From there, newly minted demon tamers begin the fight to survive and save the future of mankind, but the protagonist’s decisions aren’t without consequences. What he chooses may save the lives of his friends, or seal their fate.

For those who played the original Devil Survivor 2, the new plot expands the story by continuing the game from the ending of the original game. This continuation introduces a new character to the game, Miyako Hotsuin, but her origins are deeply shrouded in mystery. Record Breaker gives players the option of either skipping to the new content right away or playing through the original game first, suiting the needs for all experience levels.

Main features in Record Breaker include:

Tactical Combat with a Side of Demon Fusion — The elements that make the Devil Survivor series great are back and better than ever with robust, turn-based strategic combat. Since the game is part of the Shin Megami Tensei franchise, fusing demons together to form a stronger army is back as a core mechanic!
Choose Your Own Fate — The line between life and death is razor-thin in Record Breaker. Actions have their consequences, and in the wake of the apocalypse, a wrong choice can result in the permanent death of a character. Multiple endings present the challenge of making all the right choices at the right time.
Extra Content ATLUS is Known For — Record Breaker expands on the original Devil Survivor 2 by nearly doubling the amount of storyline for a total of more than 100 hours of strategic game play and consuming plot, with the additional mystery of Miyako Hotsuin to unravel.
New Personalities to Discover — For the first time, Devil Survivor 2 is getting fully voiced English story dialogue. The voiced dialogue in both the new content and the original story gives added depth in bringing the game’s characters to life from ominous beginning to dramatic end.
Enhanced game play — Record Breaker gives player characters new abilities, and the world is chock full of more demons to fuse.

Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Record Breaker will be available in the Americas in early 2015 for $49.99. Details on release date, and pre-order bonuses are still to come. The game received a rating of T for Teen from the ESRB. For more information, visit the official website www.atlus.com/devilsurvivor2rb

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Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Record Breaker, confermato l'arrivo per il Nord America

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Un altro titolo ATLUS in arrivo su Nintendo 3DS.

Remake dell’originale Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 originariamente rilasciato su Nintendo DS, il nuovissimo Record Breaker è in dirittura d’arrivo in Nord America su Nintendo 3DS nei primi mesi del 2015; la notizia arriva da ATLUS stessa che più decisa che mai a far gustare in occidente il sapore di questi giochi tipici del panorama nipponico si da da fare con tutte le piccole perle che è possibile trovare sull’incredibile libreria della portatile della grande software ed hardware house di Kyoto. Vi lasciamo adesso al comunicato stampa ufficiale ed al trailer d’annuncio, nella speranza che ATLUS possa presto avere notizie anche per noi abitanti del vecchio continente:

Records are Meant to Be Broken — Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Record Breaker Coming to North America Early 2015

IRVINE, Calif. – Dec. 10, 2014 – Your days are numbered. The chilling reminder that the apocalypse is upon us comes from Atlus U.S.A., Inc. and the upcoming strategy role-playing game, Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Record Breaker. Exclusive to the Nintendo 3DS™ handheld system, Record Breaker offers nearly double the content of the original Devil Survivor 2. The new Record Breaker content also includes fully voiced English story dialogue, giving new depth to the cast of Devil Survivor 2’s original story. Record Breaker requires no knowledge of the story from the original Devil Survivor, so newcomers to the series won’t lack any crucial plot information. The game will be available at retail and on the Nintendo eShop for Nintendo 3DS for $49.99 in early 2015. Additional information can be found on the official website at www.atlus.com/devilsurvivor2rb

The world of Record Breaker is on the brink of non-existence. Just before the heralding of the apocalypse, when life was normal, some thrill-seekers were registering on a website that promised to deliver fake videos of their friends being killed. As people wondered what these videos could mean, an invasion began and humanity was forced to face a struggle to survive in an unprecedented catastrophe. For the main character and his friends, they stand up for humanity when the very same website uploads an application on their cell phones, summoning demons. From there, newly minted demon tamers begin the fight to survive and save the future of mankind, but the protagonist’s decisions aren’t without consequences. What he chooses may save the lives of his friends, or seal their fate.

For those who played the original Devil Survivor 2, the new plot expands the story by continuing the game from the ending of the original game. This continuation introduces a new character to the game, Miyako Hotsuin, but her origins are deeply shrouded in mystery. Record Breaker gives players the option of either skipping to the new content right away or playing through the original game first, suiting the needs for all experience levels.

Main features in Record Breaker include:

Tactical Combat with a Side of Demon Fusion — The elements that make the Devil Survivor series great are back and better than ever with robust, turn-based strategic combat. Since the game is part of the Shin Megami Tensei franchise, fusing demons together to form a stronger army is back as a core mechanic!
Choose Your Own Fate — The line between life and death is razor-thin in Record Breaker. Actions have their consequences, and in the wake of the apocalypse, a wrong choice can result in the permanent death of a character. Multiple endings present the challenge of making all the right choices at the right time.
Extra Content ATLUS is Known For — Record Breaker expands on the original Devil Survivor 2 by nearly doubling the amount of storyline for a total of more than 100 hours of strategic game play and consuming plot, with the additional mystery of Miyako Hotsuin to unravel.
New Personalities to Discover — For the first time, Devil Survivor 2 is getting fully voiced English story dialogue. The voiced dialogue in both the new content and the original story gives added depth in bringing the game’s characters to life from ominous beginning to dramatic end.
Enhanced game play — Record Breaker gives player characters new abilities, and the world is chock full of more demons to fuse.

Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2 Record Breaker will be available in the Americas in early 2015 for $49.99. Details on release date, and pre-order bonuses are still to come. The game received a rating of T for Teen from the ESRB. For more information, visit the official website www.atlus.com/devilsurvivor2rb

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Perché Gigi D’Alessio? Intervista agli autori di Zannablù

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ThePorkingDead

Quattro chiacchere con i Dentiblu, che ci hanno svelato il “segreto del nome”! Ah… (cit.)

Saremo sinceri: quando Star Comics ci ha proposto di intervistare i Dentiblù la nostra reazione iniziale è stata molto biblica: “Mi hai chiamato, eccomi!”. Nel momento in cui ci hanno rivelato che sarebbe stata solo un’intervista a distanza, però, il nostro entusiasmo è scemato ed il primo commento è stato: “Ah…” Eppure, superata la delusione iniziale per non poter incontrare Barbara di persona, i suoi interventi su queste “pagine” sono stati tanto interessanti ed illuminanti da farci chiedere come abbiamo potuto dubitare, anche solo per un momento, della bontà di questo e-meeting. Ah.. sì certo, anche quelli di Stefano sono stati buoni… sì.

ThePorkingDeadInsomma, scherzi a parte il loro ultimo lavoro, The Porking Dead, ci ha tenuti con un sorriso da ebeti sulla faccia dalla prima all’ultima pagina e le loro risposte in questa lunga intervista non sono state da meno.

Ora bando alle ciance e mano ai caffè: dopo questa introduzione inutile che ci siamo sentiti in dovere di scrivere solo per giustificare il nostro “stipendio”, visto che non abbiamo dovuto metter penna su un’intervista che si è praticamente scritta da sola, vi presentiamo Biondone76 (?!?) e BellaTopolina, in arte Dentiblu!

Partiamo con le dovute presentazioni: i Dentiblù dopo 14 anni sono ormai noti, sia come autori che come editori. Chi sono però le persone dietro questo nome? Qualche informazione la si può trovare in rete e sugli albi, ma c’è qualche “segreto” che potete svelare in esclusiva ai lettori di 4News? Etimo del nome (o ipotesi etimologiche con annessa storia su un classico bar-ritrovo, cliché biografico di ogni collaborazione artistica), ruoli nella creazione del fumetto (chi si occupa del disegno e chi della sceneggiatura?), aneddoti su periodi difficili superati grazie a, non so, un cinghiale che vi ha attraversato la strada… Sbizzarritevi pure senza preoccuparvi della lunghezza della risposta, non abbiamo i vincoli della carta stampata.

Oh mamma, siamo naturalmente portati alla logorroicità, ma dopo la quinta parola già ci sembra di sentire il rumore delle mandibole dei lettori che si spalancano per sbadigliare. Ma per sbizzarrirci possiamo provare col format “le dieci curiosità sui Dentiblù”. E un bel caffè forte per i lettori.

dentiblu1) Chi siamo? “Un uomo e una donna” è un po’ generico. “Due coniugi” fa troppo personale. “Una coppia artistica” ci fa montare la testa. “Stefano e Barbara” può andare quasi bene. Un amico, anni fa, ci definì “un branco di pazzi” anche se siamo solo in due e, se non si vuole, è un modo piuttosto azzeccato, nonostante a volte ci incravattiamo (Stefano, non Barbara, che al più si mette gli orecchini) e ci fingiamo persone serie per fare i creativi fighi delle multinazionali buone o gli editori navigati nel mare in tempesta della distribuzione italiana. Ecco, andiamo sul “branco di pazzi”. Ma non ditelo ai nostri committenti.

2) L’etimo del nome ci viene chiesto sin dalle nostre primissime comparse in pubblico. No, per carità, non intendiamo svilire la domanda, anzi… è forse una delle prime che vengono in mente. Peccato che le volte che abbiamo dato la risposta seria abbiamo notato sguardi fissi, sorrisi morenti e voci che pronunciavano con secca mestizia il termine “Ah.” Preferiamo ricordare piuttosto quando un Maestro del fumetto italiano, di cui non facciamo il nome perché altrimenti sembra che ci vogliamo gloriare di aver condiviso con lui simposi e vacanze romane, ci disse “Dentiblù. Complimenti, è un nome che si fa ricordare.” Al che rispondemmo qualcosa tipo “Ma grazie, Giorgio, è davvero un onore che il re di topi e paperi ci faccia un simile complimento”. Però non vi diciamo chi era.

3) Ok, sappiamo che siete delusi se non ci siamo sbottonati neppure un po’ con l’etimo del nome. Sapete cosa? Ve lo diciamo. Così imparate una buona volta a chiedercelo. Allora… taaanto tempo fa non esisteva l’internet se non nelle basi militari e/o nei laboratori degli scienziati e/o fra i geek più geek del mondo, ma la gente voleva comunque rimorchiare stando seduta comodamente in una poltrona o al bar-ritrovo (lo volevate? Eccolo!) e alcuni locali si dotarono dunque dei vintagissimi “Videotel”. Qualche anno dopo si sarebbe parlato di chat, ma allora non ci si poneva neppure il problema. Ebbene, ancora sotto le mentite spoglie di Stefano e Barbara, mentre sgranocchiavamo noccioline o alzavamo il gomito con qualche invereconda bibita semi-alcolica, ci divertivamo a imperversare su quelle chat svolgendo il ruolo che oggi si potrebbe tranquillamente definire “troll”. Quindi, in mezzo a nickname che da soli volevano essere avances in bianco destinate a tutto l’altro sesso, ne avevamo scelto uno con l’intento di spiazzare. Andò a finire che accanto a Biondone76 o OcchiBlu o BellaTopolina, iniziò a comparire questo enigmatico “Denti Blu” (poi compattato nello pseudonimo odierno) dal quale i malcapitati utenti si vedevano pervenire celie di vario tipo e che vi risparmieremo per onor di decenza. Ecco qua il vero etimo. “Ah.”

4) Scemo chi legge.

5) Il lavoro per la creazione di un fumetto è piuttosto articolato, ma col tempo ci siamo ben divisi i ruoli. Il concetto di base nasce da un brainstorming fra noi due che può durare anche settimane (vabbè, in maniera piuttosto rarefatta… non stiamo settimane a un tavolo a parlare) e anche alcune gag “si accumulano” in questa fase. Molte non vedranno mai la luce, altre verranno ripescate. Da lì stendiamo scaletta e trattamento: la prima è spesso di Barbara, il secondo è ancora a quattro mani. La fase successiva sarebbe la sceneggiatura, ma anziché dilungarci in descrizioni (dato che comunque è tutto ancora inter nos e non c’è un gran bisogno di mettere “a bella copia”) abbozziamo direttamente le vignette in uno storyboard. Questo ci permette ben quattro cose: la prima è renderci conto se un concetto è davvero disegnabile o meno. Lavorando su altri progetti con sceneggiatori esterni, a volte ci è capitato quello che non aveva una grande immaginazione visiva e ci richiedeva cose tipo “due quadrighe che corrono una gara fra due schiere di folla, in mezzo alla quale un allibratore prendeva una scommessa”. E qui ci andava bene perché al di là della complessità e della cacofonia visiva, la cosa era ancora disegnabile. Quando invece si dovevano vedere gli dei dell’Olimpo che dall’alto osservavano l’assedio di una città greca e bisognava far notare dettagli sia degli dei che degli assedianti, nasceva un po’ di malanimo. La seconda cosa è sfruttare la freschezza di espressioni e pose abbozzati al volo, con la famosa parte destra del cervello. A volte diventano la base vera e propria del successivo disegno, seppure realizzato più metodicamente. La terza cosa è la possibilità di vedere direttamente l’ingombro dei testi nei balloon. La quarta ce la siamo dimenticata, abbiamo scritto troppo nel frattempo. “Ah.”

6) Periodi difficili? Beh, niente è una passeggiata, ma finché siamo motivati non ci spaventano neppure le sfide più complesse. Fu ad esempio una bella incognita prendere e partire per il San Diego Comicon con quattrocento copie di “Pigsty of the Caribbean” da spacciare nell’area Small Press, ma rimandiamo ad altre sedi gli aneddoti sull’episodio. Più brutti i periodi di scoraggiamento, anche se col tempo abbiamo adattato il palato sia al dolce che all’amaro: una quindicina di anni nel settore ci dà l’illusione di esser vecchi e saggi (anche se poi non è proprio così). Proprio per questo ricordiamo bene quando agli inizi, a pochi mesi dall’uscita del numero zero di Zannablù, eravamo in albergo durante una piccola fiera di settore. Barbara scoppiò a piangere, facendo mente locale sul fatto che nonostante tutti gli sforzi, a nessuno importasse di noi. Era vero, certo: alla fine eravamo una delle tantissime proposte di lavori da esordienti. Ma adesso saremmo molto più propensi ad affrontarla con un “embeh?” e a inventarci qualcosa.

7) Barbara ha un fenicottero di peluche a cui è molto affezionata. Il simpatico pennuto è riuscito a tenere a bada il suo desiderio di maternità per alcuni anni. Ora invece è la vittima sacrificale di due deliziose fanciulle che hanno preso il suo posto.

8) Stefano fa di tutto per superare il provincialismo endemico dell’ambiente in cui è cresciuto e per questo si finge intenditore di single-malt col whisky dell’ipermercato, fa il fotografo navigato solo perché ha una reflex e ascolta musica alternativa, o almeno finché Barbara non gli impone di spegnere la radio. Ah, i suoi trascorsi da studente di Economia laureato con lode lo spingono a fare il sapientone su Facebook ogni volta che qualcuno parla di debito pubblico, sovranità monetaria e mercato del lavoro. Speriamo riesca a trovarsi un hobby decente.

9) Il nostro studio è una stanza di circa tre metri per tre, con quattro computer, due tavolette Cintiq, un tavolo da disegno, un armadio, degli scaffali, libri, carta, pavimento, soffitto e altre cose utili a fare fumetti. Come ci entrano le nostre ingombranti persone in mezzo a tutta questa roba? Questo è un mistero anche per noi.

10) Se a uno di noi viene chiesto “che lavoro fai?”, la prima cosa che risponde è un sospiro. Poi qualche istante di silenzio per decidere se rispondere “disegnatore” o “editore” e prepararsi al corollario di domande che seguiranno. Nei casi più estremi c’è anche la tentazione di rispondere “cartongessista” e chiuderla lì.

Zannablù è il “Vostro” personaggio ed in questi anni si è reso protagonista di innumerevoli avventure e parodie. Ce n’è una in particolare che amate più delle altre o a cui siete più affezionati? E, oltre all’epopea tolkeniana, quali altre parodie sono nate da vera ammirazione per le storie che vi apprestavate a mettere alla berlina?

Stefano: quando si parla di preferenze vado sempre in crisi, perché mi danzano davanti tutti i distinguo che potrei fare e i diversi criteri di classificazione. Forse i miei, da piccolo, mi hanno chiesto il fatidico “vuoi più bene a mammà o a papà” e ho rimosso l’episodio. Ma mi butto: io sono particolarmente affezionato a “Le Fiabe Deficienti di Zannablù”. Non posso dire che è l’albo migliore di tutti, dato che è estremamente sui generis, né quello che fa più ridere (perché ad esempio, con storie tipo “Kill Pig” o “Spider-Mad”, letteralmente me le faccio e me le rido). Ma l’esperienza di scrivere fiabe demenziali tutte in rima, inventarci una storia che facesse da trait-d’union e studiare un modo del tutto diverso per illustrarle il libro, ficcarci dentro cameo e strizzatine d’occhi “per molti ma non per tutti” è stata una bella sfida e sono molto contento del risultato.

Barbara: Uh, ce ne sono diverse che amo e non è facile scegliere: sono tutti figli che ho cresciuto con dedizione! Ma c’è da tirare fuori un titolo e uno solo, direi “Zannablù non deve morire” che recentemente ho riportato a colori nella raccolta “Il Signore dei Porcelli… non deve morire”. E’ la storia di Zannablù che… muore. Detto così non sembra granché divertente, ma lo è davvero. Il nostro cinghiale visita l’Inferno, che appare come un connubio tra un trenino delle paure e la tangenziale di Milano, poi il Purgatorio con il suo sapore Voodoo, poi l’altissima montagna del Paradiso e la sua atmosfera zen, fino a raggiungere l’ufficio personale di Colui Che È. Tutto questo per colpa di una tigre un tantino aggressiva, che diciamolo, per me è stato il personaggio più divertente da disegnare in tutta la mia carriera. Questo fumetto è il mio preferito, seguito a ruota da “Il Trono di Spiedi”, “Le Fiabe Deficienti di Zannablù”, “Spider-mad”, “Kill Pig”, “The Porking Dead” e “Il cimitero del Vampiro Mannaro”. Ma anche tutti gli altri non li disdegno. Insomma, lo ammetto: io sono la più grande lettrice di Zannablù… il che è preoccupante…

Come pensate cambierà il vostro lavoro ora che il cinghiale, animale selvatico per eccellenza, è entrato nell’allevamento Star Comics? Per quanto possibile, fate finta che la domanda non verrà mai letta dall’ufficio stampa dell’allevatore (senza offesa, rimango nella metafora campestre).

Ok, se fingiamo quello, allora possiamo dire che con Star Comics la situazione adesso ci ricorda il classico cliché da film, con lui e lei a letto che si fumano una sigaretta e si chiedono “com’è stato?”. La risposta è ovviamente “bellissimo”, poi per il prosieguo bisogna vedere se il telefono squillerà di nuovo o meno. Scherzi a parte (anche perché, finzione a parte, lo staff di Star Comics è qui che legge… a proposito, ciao carissimi!), è prematuro pensare se le cose cambieranno o meno. L’esperienza è stata stimolante: con la loro supervisione abbiamo anche osato un po’ di più, tanto avevamo chi ci avrebbe contenuti. Eppure ci hanno dato grande libertà e Zannablù ha conservato fino all’ultima molecola del suo DNA. Dal canto nostro, contiamo di aver fatto bella figura con l’ottimo esordio dell’albo a Lucca Comics & Games 2014, con le sue 1300 copie vendute. Vediamo adesso se il popolo delle edicole si avvicinerà alla nostra creatura, dato che lì è terreno quasi completamente vergine per noi.

Passiamo a The Porking Dead: da fan della serie originale non ho potuto non notare che, volenti o nolenti, avete dovuto sorbirvi anche alcune delle peggiori puntate degli zombie maratoneti. C’è stato un momento in cui vi siete chiesti: “ma chi ce lo fa fare?” E c’è stato, durante la trasformazione in maiale, un personaggio che vi ha procurato più grattacapi degli altri?

Michael Rooker 2013 02 croppedEffettivamente, nel corso delle varie stagioni, si sono viste puntate in cui l’evento più eccitante era Rick che si soffiava il naso o Michonne che sbadigliava, ma alla fine la parodia si nutre tanto del bello quanto del meno bello. Alla “maializzazione” siamo piuttosto avvezzi, oramai, anche se va detto che certi connotati non sono poi tanto compatibili col model tipico del maiale o del cinghiale. Per questo è andata a finire che per certi personaggi abbiamo violato un po’ i canoni e si è perso un tantino di “maialità”. Come fare, ad esempio, a conciliare i rocciosi lineamenti di un Michael Rooker con le paffutezze dei nostri suini? Il “Merlo” che ne è venuto fuori è tanto distante sia dall’uno che dall’altro punto di riferimento. Ma alla fine, magari, ha comunque il suo perché.

Tra zombie “obiettori di coscienza” e cinghiali che mangerebbero volentieri un panino al prosciutto, quanto c’è di satira sociale, piuttosto che semplice antropomorfizzazione, nel cannibalismo di Zannablù? Insomma, la dieta dei personaggi è un semplice ricalcare le abitudini alimentari umane o c’è, dietro alle risate, qualcosa di più profondo nello stomaco del vostro cinghiale?

Grazie per la domanda, effettivamente la satira sociale è sempre stata un ingrediente importante per le storie di Zannablù e siamo lieti che con The Porking Dead riesca a venir fuori. La parodia è una delle forme della satira, il cui succo è quello di dissacrare un’opera che è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia il nostro stile non è tanto quello di scimmiottarla e schernirla scena per scena, quanto piuttosto stravolgerla sin dalle fondamenta con una chiave di lettura del tutto sui generis che potrebbe quasi rendere superflua la conoscenza dell’originale. Ma ammettiamo che la nostra voglia di satira non si ferma lì. La satira politica è però fin troppo “ideologica” per i nostri gusti e ci cimentiamo malvolentieri. Invece, con la satira sociale ci andiamo a nozze, anche perché è la più democratica di tutte: parla delle persone e noi stessi ne siamo potenziali vittime. Si dice che ognuno di noi sia tutt’altro che unico, ma abbia settantamila repliche in tutto il mondo. Magari non è proprio così, ma potrebbe essere qualcosa di molto simile. Per noi, ad esempio, è quasi routine star dietro a un banco nelle fiere di fumetto e da lì abbiamo una visuale privilegiata sull’umanità che ci passa davanti. Le conclusioni che ne traiamo sono, sì, che ognuno di noi è a suo modo unico, ma anche che, presi in blocco, possiamo essere tipizzati con un’accuratezza insospettabile. A fronte dello stesso input si contano decine e decine di reazioni pressoché identiche e l’immagine dei settantamila cloni sembra meno lontana. I social network poi sono l’ennesima riprova, forse addirittura più accentuata che nel mondo reale, data la mancanza di ritegno di chi sta dietro una tastiera e tutti quei meccanismi di emulazione che si innescano. Quindi da lì a prendere i vari filoni di pensiero – ognuno a suo modo rispettabile, per carità – a portarli all’estremo nei nostri personaggi, è davvero un attimo. E, per lo stesso motivo per cui non abbiamo la pretesa di essere gli unici senza i settantamila replicanti, così non intendiamo risparmiare nessuno: stigmatizziamo (con ilarità, s’intende) un comportamento e il suo contrario, ognuno a suo modo è un inetto e un gran figo, dipende dai punti di vista. Abbiamo colpito qua e là, in The Porking Dead, ma senza un male o un bene assoluto. D’altronde siamo toscani e qui un insulto può anche arrivare a significare “ti voglio bene”.

È arrivato ora il momento della domanda più importante di tutte, il quesito che mi impedisce di prendere sonno la notte: ma con tutti i cantanti italiani tra cui potevate scegliere… Gigi D’Alessio… perché proprio Gigi D’Alessio?

La domanda è talmente importante che sarebbe riduttivo dare una sola risposta. Ne diamo quattro, ne scegliete una e poi ci dite se l’accendiamo:

a) Questo è quello che si chiedono tutti quando sentono passare una sua canzone alla radio.

b) Non dovreste chiederlo a noi. Dovreste chiederlo a Gigi D’Alessio.

c) Ma non è Gigi D’Alessio! È Jiji D’Alexis! Come vi vengono in mente certe cose?

d) 42.

zanna-giggi

Un’ultima domanda d’obbligo: quali sono i progetti Zannablù per il 2015? Nel post-vacanze, intendo… e non vale rispondere “altre vacanze”!

No no, basta vacanze. Semmai una trasferta ludico-terapeutica su qualche spiaggia assolata dell’emisfero sud. Ma le due creature e il fenicottero di peluche richiedono troppa attenzione, sicché rinunciamo a monte. Per quanto riguarda Zannablù (e per cercare di essere seri, almeno un po’), il 2015 vedrà concludersi la saga “Le Cronache del Porcomondo”, col quarto e ultimo volume della miniserie. Vale a dirsi che dal 2016 in poi, le storie a soggetto originale di Zannablù si svincoleranno dalla continuità che si era creata con questo esperimento di serialità. Esperimento che a nostro avviso avrebbe anche funzionato, se non fosse per quei lettori che attendono la conclusione della miniserie prima di iniziare a leggersi il primo volume… Poi, come da consuetudine, la stagione autunnale sarà il turno della parodia, anche se al momento ci sono fin troppe cose in divenire per sapere quale coniglio tireremo fuori dal cappello. Intanto i nostri lettori non mancano di darci i suggerimenti più disparati. Noi ne siamo sempre lieti, anche le volte in cui ci invitano a parodiare opere conosciute solo dal relativo autore e da sua madre. Vedremo cosa succederà.

Vi ringrazio per la disponibilità e spero di avere l’occasione di incontrarvi di persona prima o poi.

Speriamo davvero anche noi. A meno che non ti dobbiamo dei soldi. Grazie mille per averci lasciato sparlare.

 

THE PORKINGDEAD©2014 Stefano Bonfanti, Barbara Barbieri, Edizioni Star Comics srl. Tutti i diritti riservati

Perché Gigi D'Alessio? Intervista agli autori di Zannablù

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Quattro chiacchere con i Dentiblu, che ci hanno svelato il “segreto del nome”! Ah… (cit.)

Saremo sinceri: quando Star Comics ci ha proposto di intervistare i Dentiblù la nostra reazione iniziale è stata molto biblica: “Mi hai chiamato, eccomi!”. Nel momento in cui ci hanno rivelato che sarebbe stata solo un’intervista a distanza, però, il nostro entusiasmo è scemato ed il primo commento è stato: “Ah…” Eppure, superata la delusione iniziale per non poter incontrare Barbara di persona, i suoi interventi su queste “pagine” sono stati tanto interessanti ed illuminanti da farci chiedere come abbiamo potuto dubitare, anche solo per un momento, della bontà di questo e-meeting. Ah.. sì certo, anche quelli di Stefano sono stati buoni… sì.

ThePorkingDeadInsomma, scherzi a parte il loro ultimo lavoro, The Porking Dead, ci ha tenuti con un sorriso da ebeti sulla faccia dalla prima all’ultima pagina e le loro risposte in questa lunga intervista non sono state da meno.

Ora bando alle ciance e mano ai caffè: dopo questa introduzione inutile che ci siamo sentiti in dovere di scrivere solo per giustificare il nostro “stipendio”, visto che non abbiamo dovuto metter penna su un’intervista che si è praticamente scritta da sola, vi presentiamo Biondone76 (?!?) e BellaTopolina, in arte Dentiblu!

Partiamo con le dovute presentazioni: i Dentiblù dopo 14 anni sono ormai noti, sia come autori che come editori. Chi sono però le persone dietro questo nome? Qualche informazione la si può trovare in rete e sugli albi, ma c’è qualche “segreto” che potete svelare in esclusiva ai lettori di 4News? Etimo del nome (o ipotesi etimologiche con annessa storia su un classico bar-ritrovo, cliché biografico di ogni collaborazione artistica), ruoli nella creazione del fumetto (chi si occupa del disegno e chi della sceneggiatura?), aneddoti su periodi difficili superati grazie a, non so, un cinghiale che vi ha attraversato la strada… Sbizzarritevi pure senza preoccuparvi della lunghezza della risposta, non abbiamo i vincoli della carta stampata.

Oh mamma, siamo naturalmente portati alla logorroicità, ma dopo la quinta parola già ci sembra di sentire il rumore delle mandibole dei lettori che si spalancano per sbadigliare. Ma per sbizzarrirci possiamo provare col format “le dieci curiosità sui Dentiblù”. E un bel caffè forte per i lettori.

dentiblu1) Chi siamo? “Un uomo e una donna” è un po’ generico. “Due coniugi” fa troppo personale. “Una coppia artistica” ci fa montare la testa. “Stefano e Barbara” può andare quasi bene. Un amico, anni fa, ci definì “un branco di pazzi” anche se siamo solo in due e, se non si vuole, è un modo piuttosto azzeccato, nonostante a volte ci incravattiamo (Stefano, non Barbara, che al più si mette gli orecchini) e ci fingiamo persone serie per fare i creativi fighi delle multinazionali buone o gli editori navigati nel mare in tempesta della distribuzione italiana. Ecco, andiamo sul “branco di pazzi”. Ma non ditelo ai nostri committenti.

2) L’etimo del nome ci viene chiesto sin dalle nostre primissime comparse in pubblico. No, per carità, non intendiamo svilire la domanda, anzi… è forse una delle prime che vengono in mente. Peccato che le volte che abbiamo dato la risposta seria abbiamo notato sguardi fissi, sorrisi morenti e voci che pronunciavano con secca mestizia il termine “Ah.” Preferiamo ricordare piuttosto quando un Maestro del fumetto italiano, di cui non facciamo il nome perché altrimenti sembra che ci vogliamo gloriare di aver condiviso con lui simposi e vacanze romane, ci disse “Dentiblù. Complimenti, è un nome che si fa ricordare.” Al che rispondemmo qualcosa tipo “Ma grazie, Giorgio, è davvero un onore che il re di topi e paperi ci faccia un simile complimento”. Però non vi diciamo chi era.

3) Ok, sappiamo che siete delusi se non ci siamo sbottonati neppure un po’ con l’etimo del nome. Sapete cosa? Ve lo diciamo. Così imparate una buona volta a chiedercelo. Allora… taaanto tempo fa non esisteva l’internet se non nelle basi militari e/o nei laboratori degli scienziati e/o fra i geek più geek del mondo, ma la gente voleva comunque rimorchiare stando seduta comodamente in una poltrona o al bar-ritrovo (lo volevate? Eccolo!) e alcuni locali si dotarono dunque dei vintagissimi “Videotel”. Qualche anno dopo si sarebbe parlato di chat, ma allora non ci si poneva neppure il problema. Ebbene, ancora sotto le mentite spoglie di Stefano e Barbara, mentre sgranocchiavamo noccioline o alzavamo il gomito con qualche invereconda bibita semi-alcolica, ci divertivamo a imperversare su quelle chat svolgendo il ruolo che oggi si potrebbe tranquillamente definire “troll”. Quindi, in mezzo a nickname che da soli volevano essere avances in bianco destinate a tutto l’altro sesso, ne avevamo scelto uno con l’intento di spiazzare. Andò a finire che accanto a Biondone76 o OcchiBlu o BellaTopolina, iniziò a comparire questo enigmatico “Denti Blu” (poi compattato nello pseudonimo odierno) dal quale i malcapitati utenti si vedevano pervenire celie di vario tipo e che vi risparmieremo per onor di decenza. Ecco qua il vero etimo. “Ah.”

4) Scemo chi legge.

5) Il lavoro per la creazione di un fumetto è piuttosto articolato, ma col tempo ci siamo ben divisi i ruoli. Il concetto di base nasce da un brainstorming fra noi due che può durare anche settimane (vabbè, in maniera piuttosto rarefatta… non stiamo settimane a un tavolo a parlare) e anche alcune gag “si accumulano” in questa fase. Molte non vedranno mai la luce, altre verranno ripescate. Da lì stendiamo scaletta e trattamento: la prima è spesso di Barbara, il secondo è ancora a quattro mani. La fase successiva sarebbe la sceneggiatura, ma anziché dilungarci in descrizioni (dato che comunque è tutto ancora inter nos e non c’è un gran bisogno di mettere “a bella copia”) abbozziamo direttamente le vignette in uno storyboard. Questo ci permette ben quattro cose: la prima è renderci conto se un concetto è davvero disegnabile o meno. Lavorando su altri progetti con sceneggiatori esterni, a volte ci è capitato quello che non aveva una grande immaginazione visiva e ci richiedeva cose tipo “due quadrighe che corrono una gara fra due schiere di folla, in mezzo alla quale un allibratore prendeva una scommessa”. E qui ci andava bene perché al di là della complessità e della cacofonia visiva, la cosa era ancora disegnabile. Quando invece si dovevano vedere gli dei dell’Olimpo che dall’alto osservavano l’assedio di una città greca e bisognava far notare dettagli sia degli dei che degli assedianti, nasceva un po’ di malanimo. La seconda cosa è sfruttare la freschezza di espressioni e pose abbozzati al volo, con la famosa parte destra del cervello. A volte diventano la base vera e propria del su
ccessivo disegno, seppure realizzato più metodicamente. La terza cosa è la possibilità di vedere direttamente l’ingombro dei testi nei balloon. La quarta ce la siamo dimenticata, abbiamo scritto troppo nel frattempo. “Ah.”

6) Periodi difficili? Beh, niente è una passeggiata, ma finché siamo motivati non ci spaventano neppure le sfide più complesse. Fu ad esempio una bella incognita prendere e partire per il San Diego Comicon con quattrocento copie di “Pigsty of the Caribbean” da spacciare nell’area Small Press, ma rimandiamo ad altre sedi gli aneddoti sull’episodio. Più brutti i periodi di scoraggiamento, anche se col tempo abbiamo adattato il palato sia al dolce che all’amaro: una quindicina di anni nel settore ci dà l’illusione di esser vecchi e saggi (anche se poi non è proprio così). Proprio per questo ricordiamo bene quando agli inizi, a pochi mesi dall’uscita del numero zero di Zannablù, eravamo in albergo durante una piccola fiera di settore. Barbara scoppiò a piangere, facendo mente locale sul fatto che nonostante tutti gli sforzi, a nessuno importasse di noi. Era vero, certo: alla fine eravamo una delle tantissime proposte di lavori da esordienti. Ma adesso saremmo molto più propensi ad affrontarla con un “embeh?” e a inventarci qualcosa.

7) Barbara ha un fenicottero di peluche a cui è molto affezionata. Il simpatico pennuto è riuscito a tenere a bada il suo desiderio di maternità per alcuni anni. Ora invece è la vittima sacrificale di due deliziose fanciulle che hanno preso il suo posto.

8) Stefano fa di tutto per superare il provincialismo endemico dell’ambiente in cui è cresciuto e per questo si finge intenditore di single-malt col whisky dell’ipermercato, fa il fotografo navigato solo perché ha una reflex e ascolta musica alternativa, o almeno finché Barbara non gli impone di spegnere la radio. Ah, i suoi trascorsi da studente di Economia laureato con lode lo spingono a fare il sapientone su Facebook ogni volta che qualcuno parla di debito pubblico, sovranità monetaria e mercato del lavoro. Speriamo riesca a trovarsi un hobby decente.

9) Il nostro studio è una stanza di circa tre metri per tre, con quattro computer, due tavolette Cintiq, un tavolo da disegno, un armadio, degli scaffali, libri, carta, pavimento, soffitto e altre cose utili a fare fumetti. Come ci entrano le nostre ingombranti persone in mezzo a tutta questa roba? Questo è un mistero anche per noi.

10) Se a uno di noi viene chiesto “che lavoro fai?”, la prima cosa che risponde è un sospiro. Poi qualche istante di silenzio per decidere se rispondere “disegnatore” o “editore” e prepararsi al corollario di domande che seguiranno. Nei casi più estremi c’è anche la tentazione di rispondere “cartongessista” e chiuderla lì.

Zannablù è il “Vostro” personaggio ed in questi anni si è reso protagonista di innumerevoli avventure e parodie. Ce n’è una in particolare che amate più delle altre o a cui siete più affezionati? E, oltre all’epopea tolkeniana, quali altre parodie sono nate da vera ammirazione per le storie che vi apprestavate a mettere alla berlina?

Stefano: quando si parla di preferenze vado sempre in crisi, perché mi danzano davanti tutti i distinguo che potrei fare e i diversi criteri di classificazione. Forse i miei, da piccolo, mi hanno chiesto il fatidico “vuoi più bene a mammà o a papà” e ho rimosso l’episodio. Ma mi butto: io sono particolarmente affezionato a “Le Fiabe Deficienti di Zannablù”. Non posso dire che è l’albo migliore di tutti, dato che è estremamente sui generis, né quello che fa più ridere (perché ad esempio, con storie tipo “Kill Pig” o “Spider-Mad”, letteralmente me le faccio e me le rido). Ma l’esperienza di scrivere fiabe demenziali tutte in rima, inventarci una storia che facesse da trait-d’union e studiare un modo del tutto diverso per illustrarle il libro, ficcarci dentro cameo e strizzatine d’occhi “per molti ma non per tutti” è stata una bella sfida e sono molto contento del risultato.

Barbara: Uh, ce ne sono diverse che amo e non è facile scegliere: sono tutti figli che ho cresciuto con dedizione! Ma c’è da tirare fuori un titolo e uno solo, direi “Zannablù non deve morire” che recentemente ho riportato a colori nella raccolta “Il Signore dei Porcelli… non deve morire”. E’ la storia di Zannablù che… muore. Detto così non sembra granché divertente, ma lo è davvero. Il nostro cinghiale visita l’Inferno, che appare come un connubio tra un trenino delle paure e la tangenziale di Milano, poi il Purgatorio con il suo sapore Voodoo, poi l’altissima montagna del Paradiso e la sua atmosfera zen, fino a raggiungere l’ufficio personale di Colui Che È. Tutto questo per colpa di una tigre un tantino aggressiva, che diciamolo, per me è stato il personaggio più divertente da disegnare in tutta la mia carriera. Questo fumetto è il mio preferito, seguito a ruota da “Il Trono di Spiedi”, “Le Fiabe Deficienti di Zannablù”, “Spider-mad”, “Kill Pig”, “The Porking Dead” e “Il cimitero del Vampiro Mannaro”. Ma anche tutti gli altri non li disdegno. Insomma, lo ammetto: io sono la più grande lettrice di Zannablù… il che è preoccupante…

Come pensate cambierà il vostro lavoro ora che il cinghiale, animale selvatico per eccellenza, è entrato nell’allevamento Star Comics? Per quanto possibile, fate finta che la domanda non verrà mai letta dall’ufficio stampa dell’allevatore (senza offesa, rimango nella metafora campestre).

Ok, se fingiamo quello, allora possiamo dire che con Star Comics la situazione adesso ci ricorda il classico cliché da film, con lui e lei a letto che si fumano una sigaretta e si chiedono “com’è stato?”. La risposta è ovviamente “bellissimo”, poi per il prosieguo bisogna vedere se il telefono squillerà di nuovo o meno. Scherzi a parte (anche perché, finzione a parte, lo staff di Star Comics è qui che legge… a proposito, ciao carissimi!), è prematuro pensare se le cose cambieranno o meno. L’esperienza è stata stimolante: con la loro supervisione abbiamo anche osato un po’ di più, tanto avevamo chi ci avrebbe contenuti. Eppure ci hanno dato grande libertà e Zannablù ha conservato fino all’ultima molecola del suo DNA. Dal canto nostro, contiamo di aver fatto bella figura con l’ottimo esordio dell’albo a Lucca Comics & Games 2014, con le sue 1300 copie vendute. Vediamo adesso se il popolo delle edicole si avvicinerà alla nostra creatura, dato che lì è terreno quasi completamente vergine per noi.

Passiamo a The Porking Dead: da fan della serie originale non ho potuto non notare che, volenti o nolenti, avete dovuto sorbirvi anche alcune delle peggiori puntate degli zombie maratoneti. C’è stato un momento in cui vi siete chiesti: “ma chi ce lo fa fare?” E c’è stato, durante la trasformazione in maiale, un personaggio che vi ha procurato più grattacapi degli altri?

Michael Rooker 2013 02 croppedEffettivamente, nel corso delle varie stagioni, si sono viste puntate in cui l’evento più eccitante era Rick che si soffiava il naso o Michonne che sbadigliava, ma alla fine la parodia si nutre tanto del bello quanto del meno bello. Alla “maializzazione” siamo piuttosto avvezzi, oramai, anche se va detto che certi con
notati non sono poi tanto compatibili col model tipico del maiale o del cinghiale. Per questo è andata a finire che per certi personaggi abbiamo violato un po’ i canoni e si è perso un tantino di “maialità”. Come fare, ad esempio, a conciliare i rocciosi lineamenti di un Michael Rooker con le paffutezze dei nostri suini? Il “Merlo” che ne è venuto fuori è tanto distante sia dall’uno che dall’altro punto di riferimento. Ma alla fine, magari, ha comunque il suo perché.

Tra zombie “obiettori di coscienza” e cinghiali che mangerebbero volentieri un panino al prosciutto, quanto c’è di satira sociale, piuttosto che semplice antropomorfizzazione, nel cannibalismo di Zannablù? Insomma, la dieta dei personaggi è un semplice ricalcare le abitudini alimentari umane o c’è, dietro alle risate, qualcosa di più profondo nello stomaco del vostro cinghiale?

Grazie per la domanda, effettivamente la satira sociale è sempre stata un ingrediente importante per le storie di Zannablù e siamo lieti che con The Porking Dead riesca a venir fuori. La parodia è una delle forme della satira, il cui succo è quello di dissacrare un’opera che è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia il nostro stile non è tanto quello di scimmiottarla e schernirla scena per scena, quanto piuttosto stravolgerla sin dalle fondamenta con una chiave di lettura del tutto sui generis che potrebbe quasi rendere superflua la conoscenza dell’originale. Ma ammettiamo che la nostra voglia di satira non si ferma lì. La satira politica è però fin troppo “ideologica” per i nostri gusti e ci cimentiamo malvolentieri. Invece, con la satira sociale ci andiamo a nozze, anche perché è la più democratica di tutte: parla delle persone e noi stessi ne siamo potenziali vittime. Si dice che ognuno di noi sia tutt’altro che unico, ma abbia settantamila repliche in tutto il mondo. Magari non è proprio così, ma potrebbe essere qualcosa di molto simile. Per noi, ad esempio, è quasi routine star dietro a un banco nelle fiere di fumetto e da lì abbiamo una visuale privilegiata sull’umanità che ci passa davanti. Le conclusioni che ne traiamo sono, sì, che ognuno di noi è a suo modo unico, ma anche che, presi in blocco, possiamo essere tipizzati con un’accuratezza insospettabile. A fronte dello stesso input si contano decine e decine di reazioni pressoché identiche e l’immagine dei settantamila cloni sembra meno lontana. I social network poi sono l’ennesima riprova, forse addirittura più accentuata che nel mondo reale, data la mancanza di ritegno di chi sta dietro una tastiera e tutti quei meccanismi di emulazione che si innescano. Quindi da lì a prendere i vari filoni di pensiero – ognuno a suo modo rispettabile, per carità – a portarli all’estremo nei nostri personaggi, è davvero un attimo. E, per lo stesso motivo per cui non abbiamo la pretesa di essere gli unici senza i settantamila replicanti, così non intendiamo risparmiare nessuno: stigmatizziamo (con ilarità, s’intende) un comportamento e il suo contrario, ognuno a suo modo è un inetto e un gran figo, dipende dai punti di vista. Abbiamo colpito qua e là, in The Porking Dead, ma senza un male o un bene assoluto. D’altronde siamo toscani e qui un insulto può anche arrivare a significare “ti voglio bene”.

È arrivato ora il momento della domanda più importante di tutte, il quesito che mi impedisce di prendere sonno la notte: ma con tutti i cantanti italiani tra cui potevate scegliere… Gigi D’Alessio… perché proprio Gigi D’Alessio?

La domanda è talmente importante che sarebbe riduttivo dare una sola risposta. Ne diamo quattro, ne scegliete una e poi ci dite se l’accendiamo:

a) Questo è quello che si chiedono tutti quando sentono passare una sua canzone alla radio.

b) Non dovreste chiederlo a noi. Dovreste chiederlo a Gigi D’Alessio.

c) Ma non è Gigi D’Alessio! È Jiji D’Alexis! Come vi vengono in mente certe cose?

d) 42.

zanna-giggi

Un’ultima domanda d’obbligo: quali sono i progetti Zannablù per il 2015? Nel post-vacanze, intendo… e non vale rispondere “altre vacanze”!

No no, basta vacanze. Semmai una trasferta ludico-terapeutica su qualche spiaggia assolata dell’emisfero sud. Ma le due creature e il fenicottero di peluche richiedono troppa attenzione, sicché rinunciamo a monte. Per quanto riguarda Zannablù (e per cercare di essere seri, almeno un po’), il 2015 vedrà concludersi la saga “Le Cronache del Porcomondo”, col quarto e ultimo volume della miniserie. Vale a dirsi che dal 2016 in poi, le storie a soggetto originale di Zannablù si svincoleranno dalla continuità che si era creata con questo esperimento di serialità. Esperimento che a nostro avviso avrebbe anche funzionato, se non fosse per quei lettori che attendono la conclusione della miniserie prima di iniziare a leggersi il primo volume… Poi, come da consuetudine, la stagione autunnale sarà il turno della parodia, anche se al momento ci sono fin troppe cose in divenire per sapere quale coniglio tireremo fuori dal cappello. Intanto i nostri lettori non mancano di darci i suggerimenti più disparati. Noi ne siamo sempre lieti, anche le volte in cui ci invitano a parodiare opere conosciute solo dal relativo autore e da sua madre. Vedremo cosa succederà.

Vi ringrazio per la disponibilità e spero di avere l’occasione di incontrarvi di persona prima o poi.

Speriamo davvero anche noi. A meno che non ti dobbiamo dei soldi. Grazie mille per averci lasciato sparlare.

 

THE PORKINGDEAD©2014 Stefano Bonfanti, Barbara Barbieri, Edizioni Star Comics srl. Tutti i diritti riservati

Alien Isolation, due nuovi livelli di difficoltà

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Fuggire dall’alieno sarà ancora più complicato… o più semplice.

SEGA e Creative Assembly hanno recentemente annunciato di aver rilasciato un aggiornamento per Alien Isolation, introducendo così due nuovi livelli di difficoltà, Novizio e Incubo.
Gli sviluppatori hanno esaminato attentamente le richieste degli appassionati, rendendo il gioco più appetibile a coloro che chiedevano un’esperienza meno tesa e più votata all’esplorazione e a chi desiderava mettersi alla prova con un’avventura praticamente impossibile. Nella modalità Novizio i giocatori alle prime armi saranno decisamente a proprio agio, con nemici meno combattivi e uno xenomorfo molto più permissivo, mentre nella modalità Incubo l’utilissimo rilevatore di movimento presenta lo schermo danneggiato ed è molto meno preciso. Oltre a questo, le risorse sono ulteriormente limitate e l’Alien presenta un’intelligenza artificiale capace di prevedere le mosse dell’utente e giocare d’anticipo.

Ricordiamo che Alien Isolation è disponibile dallo scorso 7 Ottobre per PlayStation 3, Xbox 360, Pc, PlayStation 4 e Xbox One.

The Last Guardian è ancora in fase di sviluppo

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Nessuna novità per il momento.

Sull’ultimo numero della rivista Dengeki PlayStation sono state pubblicate alcune brevi interviste a vari sviluppatori giapponesi, tra cui Fumito Ueda, che ha approfittato dell’occasione per confermare che The Last Guardian è ancora in fase di sviluppo.
Purtroppo non ci sono novità di alcun tipo. Ueda assicura ancora una volta che il gioco è in produzione e il team sta lavorando per rifinire al meglio vari aspetti del progetto. La data di uscita è ancora avvolta nel mistero, ma con ogni probabilità The Last Guardian uscirà su PlayStation 4 e le probabilità di vedere il titolo sulla vecchia console Sony sono ormai decisamente ridotte.

Nippon Ichi Software, la software house è a rischio chiusura

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Un fallimento commerciale potrebbe decretare le sorti della software house.

I ragazzi di Nippon Ichi Software ormai da qualche tempo a questa parte non sembrano essere molto fiduciosi nel mondo dell’industria videoludica e mostrano le loro preoccupazioni dichiarandosi preoccupati per il franchise Disgaea nonchè per le sorti della software house stessa che, in caso di un fallimento commerciale per il nuovo capitolo del franchise, Disgaea 5, in arrivo su PlayStation 4, potrebbe decretarne l’immediata chiusura; la preoccupazione, fanno notare i ragazzi della software house, arriva principalmente dalla data di uscita di Bloodborne, decisamente più spinto con una campagna di marketing aggressiva, fissata per lo stesso giorno dell’arrivo nei negozi di Disgaea 5.

Tekken 7, disponibile un nuovo trailer in 1080p/60fps

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Lunga vita ai fighting games.

Dopo l’annuncio di Street Fighter V durante il PlayStation Experience, sembra che il mondo dei picchiaduro stia godendo di nuova vita per merito di un acclamato ritorno del genere da parte dei fan da tutto il mondo; Bandai Namco approfittando della foga rilascia un nuovo trailer in 1080P e 60FPS per il suo fighting game di nuova generazione, Tekken 7; sarà possibile vedere in azioni numerosi e diversi lottatori più o meno famosi della saga, non ci resta che augurarvi una buona visione!
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Bloodborne, personalizzazioni simili ad altri RPG

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From Software tranquillizza i fan del titolo.

Durante il PlayStation Experience non è mancata occasione per i fan di fare delle domande a Hidetaka Miyazaki, Game Director di Bloodborne presso From Software, a cui è stata prontamente fornita una risposta; durante il corso dell’evento il direttore ha rassicurato i fan indicando che Bloodborne permetterà delle personalizzazioni simili a ciò che ci è stato possibile vedere in Dark Souls 2 ed in altri vari RPG, facendo leva soprattutto sul fatto che si tratti di un Action RPG e che come tale permetterà ai giocatori di personalizzare l’equipaggiamento a disposizione, enfatizzando soprattutto sulle varie tipologie di armi a disposizione.

 

Final Fantasy XI, arrivano dettagli sull’aggiornamento di Dicembre

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Square Enix ama trattare bene i suoi MMORPG.

A lungo tanto atteso dai giocatori di Final Fantasy XI, Square Enix annuncia finalmente i dettagli in merito all’aggiornamento di Dicembre, ormai in fase di arrivo; i punti salienti del nuovo aggiornamento, secondo quanto divulgato dalla software house stessa, saranno i seguenti:
– Nuove quest che ci immergeranno ancora di più nella storia di Adoulin concentrandosi sulle streghe di Blackthorne Coven e gli esorcisti;
– Il debutto del sistema di “Regali” che permetterà ai giocatori sbloccare numerosi bonus ed equipaggiamenti specifici alla classi;
– Cambiamenti totali ai ratei di precisione delle skill e delle armi utilizzabili ad una mano, insieme a vari lavori di rifinitura per tutte le classi;
– L’aggiunta di nuovi mostri noti per le battglie “Wanted”, e molto altro ancora;
Maggiori informazioni possono essere trovate sul sito web ufficiale di Final Fantasy XI.

Final Fantasy XI, arrivano dettagli sull'aggiornamento di Dicembre

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Square Enix ama trattare bene i suoi MMORPG.

A lungo tanto atteso dai giocatori di Final Fantasy XI, Square Enix annuncia finalmente i dettagli in merito all’aggiornamento di Dicembre, ormai in fase di arrivo; i punti salienti del nuovo aggiornamento, secondo quanto divulgato dalla software house stessa, saranno i seguenti:
– Nuove quest che ci immergeranno ancora di più nella storia di Adoulin concentrandosi sulle streghe di Blackthorne Coven e gli esorcisti;
– Il debutto del sistema di “Regali” che permetterà ai giocatori sbloccare numerosi bonus ed equipaggiamenti specifici alla classi;
– Cambiamenti totali ai ratei di precisione delle skill e delle armi utilizzabili ad una mano, insieme a vari lavori di rifinitura per tutte le classi;
– L’aggiunta di nuovi mostri noti per le battglie “Wanted”, e molto altro ancora;
Maggiori informazioni possono essere trovate sul sito web ufficiale di Final Fantasy XI.

Bravely Second, 30 minuti di footage dalla demo

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Una demo a più di 4 mesi dalla data d’uscita…

Hype o meno, è un evento davvero raro che una software house tanto quotata quanto odiata come Square Enix lanci una demo di uno dei titoli più attesi sul mercato con ben 4 mesi di anticipo; tutto ciò è avvenuto con con Bravely Second, la cui demo è già disponibile sul Nintendo eShop di Nintendo 3DS esclusivamente per il territorio giapponese, e la cui data d’uscita ufficiale è stimata per l’Aprile del 2015. Nintendaan è uno dei pochi fortunati possessori di un 3DS d’origine giapponese in territorio europeo ed ha deciso di realizzare un video con 30 minuti di gameplay direttamente dalla demo; buona visione!
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Square Enix, annunciato Theatrhytm Dragon Quest

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Amanti del franchise, gioite!

Era il lontano 2012 quando per la prima volta Square Enix fece lo strano esperimento di lanciare un Rhytm Game ambientato nel mondo di Final Fantasy in esclusiva su Nintendo 3DS; l’esperimento fu un successone e con una colonna sonora di tutto rispetto, contenente tutti i brani o quasi dei più famosi Final Fantasy, Square Enix decise di fare un sequel, Final Fantasy Theatrhytm: Curtain Call, rilasciato poche settimane fa. Il franchise non è destinato a morire ed è Square Enix stessa che annuncia per il territorio nipponico Theatrhytm Dragon Quest, in arrivo sempre in esclusiva su Nintendo 3DS e la cui uscita è prevista per il 25 Marzo del 2015.