Playground Games ha ufficialmente rivelato i dettagli grafici di Forza Horizon 5 su PlayStation 5, confermando che il gioco sarà PS5 Pro Enhanced. Questo significa che sfrutterà la maggiore potenza della console mid-gen di Sony per offrire un’esperienza più raffinata, con miglioramenti significativi rispetto alla versione standard.
Su PlayStation 5 Standard, i giocatori avranno la possibilità di scegliere tra due opzioni. La modalità Performancegarantirà un gameplay a 60 FPS, permettendo un’esperienza di guida più fluida, mentre la modalità Quality offrirà un comparto grafico più dettagliato, mantenendo però il frame rate a 30 FPS. Sebbene non siano stati specificati i target di risoluzione su PS5, su Xbox Series X il gioco gira in 4K nativo in modalità Quality e in 1600p upscalato a 4K in Performance Mode, rendendo probabile una configurazione simile anche per la console Sony.
Forza Horizon 5 su PS5 Pro: ray tracing e miglioramenti grafici
Chi possiede una PS5 Pro potrà beneficiare di miglioramenti esclusivi. Playground Games ha confermato che la modalità Performance presenterà una qualità visiva superiore rispetto alla versione standard, anche se i dettagli tecnici esatti non sono ancora stati svelati. La modalità Quality, invece, introdurrà una delle funzionalità più richieste dai giocatori: il ray tracing per i riflessi delle auto, visibili sia durante le gare che nell’esplorazione libera. Questo aggiornamento promette di rendere il mondo di Forza Horizon 5 ancora più realistico, enfatizzando i dettagli delle vetture e degli scenari.
Data di uscita e contenuti aggiuntivi
L’attesa per l’arrivo di Forza Horizon 5 su PlayStation 5 è quasi finita. Il gioco sarà disponibile dal 29 aprile 2025, con un’uscita anticipata il 25 aprile per chi acquisterà la Premium Edition.
Inoltre, l’uscita su PS5 sarà accompagnata dal lancio dell’aggiornamento Horizon Worlds, che introdurrà nuovi contenuti gratuiti per tutte le piattaforme. Questo update offrirà un’ulteriore espansione dell’universo di gioco, mantenendo attivo il supporto al titolo anche dopo il suo debutto su console Sony.
Forza Horizon 5 sbarca su PlayStation: una rivoluzione per la serie?
Per la prima volta nella sua storia, la serie Forza Horizon approda su PlayStation, segnando un cambiamento epocale nel panorama dei racing game. Con il supporto a PS5 Pro, il ray tracing, e le diverse modalità grafiche, Playground Games vuole assicurare ai giocatori Sony un’esperienza di guida open-world paragonabile a quella su Xbox.
L’annuncio ha acceso le discussioni tra gli appassionati, soprattutto riguardo alle prestazioni effettive del gioco su PS5 Pro e alla possibilità che il titolo possa sfruttare ulteriormente le caratteristiche della console nel tempo. Sarà interessante vedere come il pubblico PlayStation accoglierà il debutto di Forza Horizon 5 su una piattaforma che, fino a oggi, non aveva mai ospitato la serie.
L’attesa per il ritorno del geco più irriverente dei videogiochi sta per finire. Limited Run Games ha finalmente annunciato che Gex Trilogy, la raccolta che include i primi tre capitoli della serie, arriverà su PC, PS5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch nell’estate 2025.
La notizia è stata accompagnata da un nuovo trailer, che offre un primo sguardo alle sequenze di gameplay delle versioni rimasterizzate, mostrando le migliorie introdotte grazie all’utilizzo del Carbon Engine, lo stesso motore utilizzato per la riedizione di Tombi! pubblicata lo scorso anno.
Gex Trilogy: tre classici in una nuova veste
La raccolta include i titoli Gex (1995), Gex: Enter the Gecko (1998) e Gex 3: Deep Cover Gecko (1999), tre platform che hanno lasciato il segno grazie all’umorismo tagliente del protagonista e al loro stile parodistico. I giochi originali hanno rappresentato un’icona degli anni ’90, con il carismatico Gex che passava da una dimensione all’altra, citando film e programmi TV con battute memorabili.
Grazie al Carbon Engine, questa riedizione offre un restauro fedele ma arricchito con alcune funzionalità moderne. Il gioco potrà essere giocato in formato widescreen 16:9, garantendo un aspetto più immersivo rispetto agli originali. Saranno inoltre presenti opzioni di riavvolgimento per correggere errori durante il gameplay e il salvataggio istantaneo, una funzione pensata per migliorare l’accessibilità e ridurre la frustrazione dei giocatori.
Un ritorno nostalgico tra citazioni e platforming
Con Gex Trilogy, Limited Run Games punta a riportare in auge una saga amata da chi ha vissuto l’epoca d’oro della prima PlayStation, offrendo un’esperienza nostalgica per i veterani ma anche un’occasione per le nuove generazioni di scoprire questi titoli. Il lavoro svolto con il Carbon Engine dovrebbe garantire una conversione fedele ma migliorata, mantenendo lo spirito originale della serie senza stravolgerne il gameplay.
L’uscita della raccolta è prevista per l’estate, anche se non è stata ancora rivelata una data precisa. Maggiori dettagli verranno probabilmente condivisi nei prossimi mesi. Nel frattempo, i fan possono godersi il trailer ufficiale e prepararsi al ritorno del leggendario geco con il suo inconfondibile sarcasmo.
A pochi anni di distanza dalle eccellenti sperimentazioni di Marvel’s Midnight Suns, Firaxis Games torna al suo franchise di maggior successo con Sid Meier’s Civilization VII. Un titolo capace di far sussultare tutti gli amanti del genere, non solo per gli evidenti meriti storici di una saga leggendaria.
Strabiliante è infatti la capacità della serie di reinventarsi continuamente, per reclamare ogni volta con rinnovato vigore la corona di miglior strategico 4X in circolazione. Una missione compiuta con successo nel 2016, con quel Civilization VI impostosi tra gli allori della critica e l’acclamazione del pubblico. Proprio il nuovo successo raccolto dal titolo nei confronti dell’utenza home console ha condotto il team di sviluppo ad interrogarsi sul next step da compiere. Nasce così un settimo capitolo tremendamente ambizioso che punta a rendere l’esperienza più agile ed intuitiva, senza lasciar indietro innovazioni destinate forse a far da apripista per il genere. Ma è possibile raggiungere un tale rivoluzionario obiettivo senza tradire le proprie origini nonché le fasce più fedeli degli appassionati?
Sid Meier’s Civilization VII è disponibile dall’11 Febbraio per PC (via Steam), PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series e Nintendo Switch.
Versione testata: PlayStation 5
Il fascino del falso storico
Ma in cosa esattamente Sid Meier’s Civilization VII segna una netta rivoluzione rispetto ai capitoli precedenti? Si tratta di un discorso piuttosto articolato che inizia da uno dei cambiamenti più evidenti fin dall’avvio del titolo.
Firaxis Games ha infatti deciso di infrangere con forza un diktat da sempre fondamentale per la serie. Quello dello sviluppo temporalmente lineare di una civiltà dagli albori del genere umano fino alla conquista delle stelle. Un iter divenuto negli anni fin troppo lineare e schematico, anche per via dell’atavico problema della stanchezza dei turni conclusivi causato dal classico “effetto cascata” di ogni strategico. Gli sviluppatori hanno dunque rivoluzionato questo aspetto con due audaci decisioni, destinate a far discutere e dividere l’utenza.
Anzitutto, in Civilization VII è possibile scindere la rigida connessione tra leader e fazioni. All’avvio della partita occorre infatti preliminarmente scegliere il primo e, solo in un secondo momento, la civiltà. Una feature che apre le porte ad incroci storici davvero stravaganti… immaginate un Napoleone alla guida del popolo giapponese! Si tratta di una decisione, quella compiuta da Firaxis Games, che attribuisce maggiore importanza alle maggiori figure storiche ed, al contempo, permette di creare sinergie intriganti con le specificità individuali di ogni potenza.
Purtroppo non potrete prendere Roma e portarla per mano attraverso tutte le ere.
La progressione così delineata diventa imprevedibile e sempre diversa in ciascuna run, permettendo al titolo di essere uno dei più vari e longevi della saga. Il tutto grazie al concorrere di un maggior numero di variabili che dinamicizzano lo sviluppo (con una progressione quasi in stile ruolistico sul modello occidentale), altrimenti tendenzialmente statico.
Gli sviluppatori non si sono fermati qui. Civilization VII stravolge infatti la periodizzazione tradizionale frammentadola in tre epoche separate e distinte: Antichità, delle Esplorazioni e Modernità. Si tratta, in questo caso, di una rivoluzione copernicana che altera completamente la prospettiva e la tradizione della serie (prendendo anche spunto dalle sperimentazioni della concorrenza, Humankind su tutti). Viene messa da parte una campagna lunga ed omogenea in favore di sessioni più brevi. Esse risultano dedicate a specifiche civiltà con peculiarità individuali in termini di caratteristiche ed obiettivi da perseguire. Non solo infatti c’è una tripartizione temporale, ma al passaggio ad una nuova era si è costretti a scegliere una nuova civiltà.
Da un lato tale scelta aumenta la varietà e la dinamicità del gameplay, proponendo anche un’esperienza più focalizzata soprattutto per i giocatori novizi. Dall’altro lato, quello che risulta inevitabilmente sacrificato è il senso di omogeneo e costante avanzamento che da sempre è anima e cuore di Sid Meier’s Civilization. Non tanto per la nuova suddivisione della timeline, quanto perché al giocatore non restano che pochi bonus da ereditare nell’era successiva, a fronte di una interruzione piuttosto brusca ed anticlimatica.
La mappa è stupenda.
Guerra e pace
Civilization VII si spinge ovviamente oltre quanto finora detto, puntando in direzione dell’ottimizzazione di quanto esistente. Sia dal punto di vista di un suo miglioramento complessivo, sia per quanto riguarda la volontà di rendere più immediata l’esperienza.
Firaxis Games attua dunque un gargantuesco elenco di razionalizzazioni, puntando ad alleggerire soprattutto l’ambito della microgestione. Vengono rimosse funzioni oramai divenute desuete come le unità dei lavoratori, visto che adesso i miglioramenti rurali delle città vengono edificati automaticamente. Alcune opzioni sono state ridistribuite per renderne più intuitivo l’impiego. Ad esempio, il sabotaggio adesso è incluso tra le opzioni diplomatiche. Anche la gestione delle città è stata ripensata nel nome della semplificazione intelligente. I nuovi insediamenti iniziano infatti come borghi, che possono aggiornarsi in città vere e proprie. Una differenziazione introdotta per alleggerire le dinamiche da attenzionare durante gli scenari più avanzati. Gli sforzi maggiori hanno tuttavia riguardato la gestione dei conflitti e le opzioni di gestione delle relazioni di pace.
I Comandanti risolvono brillantemente alcuni problemi legati alla gestione dei conflitti armati.
L’intera gestione bellica è stata rivoluzionata grazie alla introduzione dei Comandanti. Si tratta di unità speciali che possono accumulare esperienza ed ottenere specializzazioni. A loro volta essi possono formare armate in grado di occupare una singola casella sulla mappa. Questa modifica risulta molto comoda, permettendo di risolvere il problema del sovraffollamento delle unità e degli spostamenti in modo più pratico ed efficiente. Il risultato è un nuovo feeling che contraddistingue le battaglie di Civilization VII, adesso finalmente più tattiche e meno caotiche.
Anche la diplomazia è stata ripensata, attraverso l’introduzione di una nuova risorsa derivante dalla resa delle celle: l’Influenza. Attraverso l’impiego di quest’ultima è possibile gestire ogni tipologia di accordo. Tuttavia sarà necessario impiegare Influenza sia per gli accordi proposti, sia per quelli ricevuti. Viene così aggiunto un ulteriore strato di tatticismo, legato anche al ruolo del contraente forte che per primo avanzerà proposte. L’Influenza trova ulteriori impieghi legati, ad esempio, alle azioni di sabotaggio nonché alla cura dei rapporti con le Potenze Indipendenti (gli ex barbari e le relative città-stato che sorgono nell’Antichità). Il tutto gestito in maniera più che convincente dalla IA, che non si limiterà ad un ruolo passivo ma tenderà a proporre attivamente nuovi accordi (oltrettutto spesso piuttosto scaltri).
La guerra non è l’unica via, ricordatevelo sempre.
La via della seta
In quest’ottica generale di miglioramenti e ricalibrazioni, non appare molto convincente quanto implementato dal punto di vista della gestione del commercio.
La principale aggiunta, su questo versante, è rappresentata dall’introduzione di rotte commerciali dinamiche. Esse infatti si adattano alle condizioni geopolitiche nonché ai nuovi traguardi tecnologici. Non solo esse cessano di essere statiche (pertanto, richiedono adesso una pianificazione più attenta e ragionata), ma svolgono altresì la funzione collaterale di influenzare l’avanzamento culturale e scientifico. Sfruttare le rotte diventa dunque non solo utile ma addirittura indispensabile, visto che alcune risorse sono diventate essenziali per lo sviluppo di specifiche costruzioni.
Tutto molto bello e gratificante sulla carta, peccato però che Firaxis Games abbia deciso di vincolare l’uso dei materiali ottenuti alla loro disposizione manuale nelle varie località per goderne dei benefici (soprattutto per le rarità). Ci sfugge la ratio di una tale scelta, che pesa su tutto il commercio e richiede operazioni dispendiose in termini di tempo ed attenzione. Peraltro, senza un adeguatamente parametrato riscontro per il giocatore. Una decisione un pò in controtendenza per quella che è la direzione generale del titolo.
Alcuni elementi di gameplay non verranno granché apprezzati da tutto il pubblico.
Dal punto di vista tecnico, Civilization VII risulta ben ottimizzato su PlayStation 5. Al di là del nuovo stile grafico (meno fumettoso e più realistico, la preferenza è prettamente soggettiva stante il buon lavoro svolto) e del comparto sonoro (eccellente, come da tradizione), il colpo d’occhio appare di qualità. La minuziosità della resa visiva e del livello di dettaglio è evidente, così come la pulizia generale. Piccolo neo per i caricamenti, che tendono ad essere un filo lunghi nel passaggio tra le ere.
L’interfaccia utente, al netto degli sforzi profusi per renderla più accattivante e maggiormente fruibile, non è esente da qualche riflessione. Il traguardo estetico si può dire raggiunto, ma non altrettanto si può affermare sul versante della praticità di utilizzo. Alcune funzionalità sono infatti fin troppo nascoste tra un menù radiale e l’altro, finendo con il compromettere un pò troppo il flow del gameplay. Atavico è invece il nodo riguardante l’implementazione dei controller in questo genere di titoli, con il DualSense che vive di alcuni disagi iniziali… fortunatamente, arginabili con la pratica.
Su console c’è bisogno di un pò di pazienda per assimilare i comandi.
Commento finale
Sid Meier’s Civilization VII rappresenta un capitolo destinato a segnare una nuova era per il leggendario franchise strategico. Ambiziosa è la volontà, da parte di Firaxis Games, di puntare verso una rivoluzione tale da accontentare contemporaneamente i fan della saga ed il nuovo pubblico. Non altrettanto impeccabile tuttavia è la sua messa in opera, con alcune scelte che rischiano di creare delusioni e malcontento soprattutti nei confronti dell’utenza più affezionata. Il settimo capitolo del re dei 4X è ancora una volta eccellente, ricco di brillanti ed intriganti spunti. Attenzione però: alcune novità potrebbero non essere molto gradite.
Universal Pictures ha condiviso il primo teaser trailer per Shrek 5, nuovo capitolo dell’amata saga di animazione, confermandone il cast ufficiale… con una sorpresa!
Il breve filmato consolida il ritorno delle voci storiche dei personaggi principali: Mike Myers (Shrek), Eddie Murphy (Ciuchino) e Cameron Diaz (Fiona). A questi si aggiunge una novità assoluta: Zendaya, che interpreterà Felicia, la figlia di Shrek e Fiona!
Nelle prime immagini è possibile altresì vedere, oltre ad una satira sui meme nati sui social riguardanti l’orco verde, i nuovi design dei personaggi. Oltre alle rughe di Shrek e Fiona, vediamo Ciuchino con un inedito pizzetto bianco mentre Felicia è adesso cresciuta.
Shrek 5 uscirà nella sale cinematografiche il 23 Dicembre 2026.
L’attesa è finita. Dopo mesi di silenzio, Leggende Pokémon Z-A è tornato a mostrarsi durante ilPokémon Presents 2025, svelando nuove informazioni che hanno acceso l’entusiasmo dei fan. Il trailer ha portato con sé dettagli importanti su starter, ambientazione e meccaniche di combattimento, confermando anche il grande ritorno delle megaevoluzioni.
Ma cosa possiamo aspettarci davvero da questo nuovo capitolo della saga Pokémon? Scopriamolo insieme.
Una scelta di starter che sorprende
Se c’è una cosa che ha fatto subito discutere, è stata la selezione dei Pokémon iniziali. Chikorita, Tepig e Totodile sono i tre starter tra cui i giocatori potranno scegliere all’inizio dell’avventura. Una scelta piuttosto curiosa, soprattutto perché due di questi appartengono alla seconda generazione (Pokémon Oro e Argento), mentre l’ultimo proviene dalla quinta.
Questa decisione potrebbe nascondere qualche indizio sulla storia del gioco, oppure essere semplicemente un omaggio ai fan di lunga data. Di certo, il ritorno di Pokémon iconici potrebbe rievocare un po’ di nostalgia nei giocatori che hanno vissuto l’epoca d’oro dei primi titoli Pokémon.
Il ritorno delle megaevoluzioni
Era una delle feature più amate dai fan, e finalmente è stata confermata: le megaevoluzioni saranno presenti in Leggende Pokémon Z-A. Introdotta per la prima volta in Pokémon X e Y, questa meccanica permette a determinati Pokémon di trasformarsi temporaneamente in forme più potenti, ottenendo abilità e statistiche migliorate.
Dopo essere stata accantonata nei giochi più recenti, la megaevoluzione tornerà come uno degli elementi cardine di questo capitolo. Il trailer ha mostrato alcuni Pokémon in azione, suggerendo che questa volta potrebbe essere più integrata nel gameplay rispetto al passato.
Luminopoli prima di X e Y: una città in trasformazione
La storia del gioco sarà ambientata a Luminopoli, la metropoli simbolo della regione di Kalos. Tuttavia, rispetto a come la conosciamo in Pokémon X e Y, qui la città sarà ancora in fase di espansione, con un piano di sviluppo urbano ad alta tecnologia che la trasformerà nella capitale moderna vista nella sesta generazione.
Nel trailer è stata confermata anche la presenza di AZ, accompagnato dal suo Floette Eterno. Questo dettaglio suggerisce che la storia si svolgerà molto tempo prima degli eventi di Pokémon X e Y, probabilmente durante la costruzione di Luminopoli.
Nuove meccaniche di combattimento
Un altro aspetto interessante riguarda le nuove dinamiche di combattimento. In Leggende Pokémon Z-A, le mosse avranno un raggio d’azione, il che significa che il posizionamento dei Pokémon sul campo di battaglia avrà un ruolo strategico. Sarà possibile schivare e posizionarsi per evitare attacchi avversari, aggiungendo un livello di profondità mai visto prima nella serie principale.
Questo sistema potrebbe rivoluzionare il modo in cui affrontiamo le battaglie, rendendole più dinamiche e realisticherispetto al classico combattimento a turni statico.
Quando uscirà Leggende Pokémon Z-A?
Per ora, Game Freak non ha rivelato una data di uscita precisa, ma il gioco è confermato per fine 2025. Con un’attesa ancora lunga davanti a noi, è probabile che nei prossimi mesi vengano rilasciate ulteriori informazioni su nuovi Pokémon, meccaniche e dettagli della storia.
Il ritorno delle megaevoluzioni, la scelta degli starter inaspettati e l’ambientazione di una Luminopoli in costruzionefanno di Leggende Pokémon Z-A uno dei titoli più intriganti della prossima generazione Pokémon. Resta solo da scoprire quali altre sorprese ci riserverà il 2025.
Il Pokémon Day 2025 ha portato con sé un nuovo Pokémon Presents, l’evento annuale in cui The Pokémon Company svela le novità in arrivo per il franchise. Dai titoli mobile fino ai nuovi giochi principali, passando per il Gioco di Carte Collezionabili e la serie TV su Netflix, il mondo dei Pokémon si prepara a un 2025 ricco di contenuti.
Tutte le novità dal mondo Pokémon
Come da tradizione, ad aprire la presentazione è stato Tsunekazu Ishihara, presidente di The Pokémon Company, ricordando l’importanza del 27 febbraio, giorno in cui 29 anni fa venivano lanciati Pokémon Rosso e Verde in Giappone. Da lì in poi, spazio agli annunci, tra conferme, aggiornamenti e sorprese inedite.
La Concierge Pokémon torna con una seconda stagione
Il primo annuncio ha riguardato La Concierge Pokémon, la serie animata in stop-motion di Netflix, che tornerà con una nuova stagione. La protagonista Haru e il suo Psyduck saranno affiancati da nuovi Pokémon, tra cui Arcanine e altri volti noti. I primi quattro episodi della nuova stagione saranno disponibili dal 9 marzo sul canale YouTube ufficiale Pokémon, mentre l’intera stagione arriverà su Netflix a settembre.
Pokémon GO: nuovi eventi e Pokémon leggendari in arrivo
I festeggiamenti proseguono con Pokémon GO, che vedrà l’arrivo di Victini e Meloetta cromatici, disponibili tramite una ricerca speciale e un biglietto Tour Deluxe. In programma anche un evento speciale legato alla regione di Unima, con la possibilità di affrontare Kyurem Nero e Kyurem Bianco.
Pokémon Masters EX, Pokémon Café ReMix e Pokémon Sleep
Gli altri titoli mobile non sono stati dimenticati:
Pokémon Masters EX introduce nuovi allenatori, tra cui Vera con ArcheoKyogre cromatico e Brendon con ArcheoGroudon cromatico.
Pokémon Café ReMix accoglie Fuecoco, Sprigatito e Quaxly, oltre a nuove ricette e costumi per Pikachu ed Eevee.
Pokémon Sleep si arricchisce con Cresselia e Darkrai, Pokémon legati ai sogni e agli incubi.
Pokémon Unite: Suicune si unisce alla battaglia
Anche Pokémon Unite si aggiorna con l’introduzione di Suicune, Raichu di Alola e Alcremie. Lo Stadio Pelagotornerà nelle partite classificate, insieme a una nuova mappa che richiederà di segnare 500 punti per la vittoria. Con il codice POKEDAY25, i giocatori potranno sbloccare la medaglia di platino di Suicune.
Gioco di Carte Collezionabili Pokémon: nuove espansioni in arrivo
Il GCC Pokémon si prepara a una nuova espansione: Luce Trionfale, in arrivo il 28 marzo. Annunciate anche le MegaEvoluzioni di Lucario e Gardevoir, che faranno il loro debutto nel corso dell’anno.
Pokémon Scarlatto e Violetto: aggiornamenti e nuovi contenuti
Gli allenatori di Pokémon Scarlatto e Violetto potranno riscattare due nuove cover per Rotom usando i codici SBOOKCOVER e VBOOKCOVER. Inoltre, sono stati annunciati nuovi Raid Teracristal e gli eventi speciali dedicati ai Pokémon Emblema della Forza Assoluta.
Pokémon Champions: il nuovo gioco in arrivo su Switch e mobile
Uno degli annunci più importanti riguarda Pokémon Champions, un titolo in sviluppo per Nintendo Switch, Android e iOS, con un focus sulle battaglie competitive tra Pokémon. Il gioco è sviluppato da Pokémon Works sotto la supervisione di Game Freak, ma al momento non ha ancora una data d’uscita.
Sarà compatibile con Pokémon Home, permettendo agli allenatori di scambiare Pokémon tra Pokémon GO, Scarlatto e Violetto e altri titoli della serie.
Leggende Pokémon: Z-A – Nuovi dettagli sul prossimo capitolo
La chiusura dell’evento è stata dedicata a Leggende Pokémon: Z-A, il nuovo capitolo della serie Leggende ambientato a Luminopoli, la metropoli più grande mai vista in un gioco Pokémon.
I giocatori inizieranno l’avventura con una scelta tra Chikorita, Tepig e Totodile, esplorando la città tra vicoli e tetti, affrontando nemici e catturando Pokémon nelle zone selvagge, aree limitate sparse per la mappa.
Per la prima volta nella serie, le mosse avranno una traiettoria e una portata, introducendo una componente strategica negli scontri. Confermato anche il ritorno delle MegaEvoluzioni, elemento centrale di questo nuovo titolo.
L’uscita di Leggende Pokémon: Z-A è prevista per il 2025, con ulteriori dettagli che verranno svelati nei prossimi mesi.
Un 2025 ricco di Pokémon
Il Pokémon Presents 2025 ha confermato che il franchise non ha intenzione di rallentare, con nuovi giochi, aggiornamenti e contenuti per ogni tipo di giocatore. Dai titoli mobile fino ai giochi principali, passando per la serie TV e il GCC, il mondo Pokémon continua a espandersi, regalando sempre nuove avventure agli allenatori di tutto il mondo.
L’attesa ora è tutta per Leggende Pokémon: Z-A, il titolo più ambizioso annunciato nell’evento. Sarà all’altezza delle aspettative? Lo scopriremo nei prossimi mesi.
Dopo aver conquistato il pubblico di tutto il mondo a colpi di Kickstarter di successo, il classico moderno ideato da James Wilson torna a lambire le coste italiane con l’attesissimo Everdell Farshore. Ad un anno e mezzo dall’esordio negli Stati Uniti, la nuova versione dello strategico di Starling Games va a prendersi il posto di punta di diamante tra le proposte di inizio anno dell’editore Asmodee Italia. Lo fa riproponendo tutte le migliori caratteristiche che hanno contribuito alla popolarità del gioco da tavolo, guardando al contempo a nuovi orizzonti ed un più ampio pubblico.
Messa da parte la rigogliosa vallata di Everdell ed il suo imponente Albero Eterno, Farshore trasporta i giocatori in una costa selvaggia traboccante di avventura e mistero. Sotto l’occhio vigile di un maestoso faro, ai giocatori viene chiesto di affrontare una grandiosa avventura e costruire una vivace città marittima. Per farlo, sarà indispensabile raccogliere preziose risorse ed inestimabili ricchezze tra mari imprevedibili ed isole dimenticate.
Il titolo è attualmente disponibile al prezzo di 99,97 € nei negozi fisici e presso i rivenditori online (come Amazon).
Confezione di vendita
Fin dal primo capitolo del franchise, Everdell si è sempre distinto per una presentazione di alto livello fin dal packaging. Farshore, in questo senso, non fa eccezione.
La confezione è un quadrangolo regolare da 29,7 cm di lunghezza per 29×7 cm di altezza, oltre che 7,2 cm di profondità. Stupenda è la direzione artistica della copertina, già candidabile tra le migliori dell’anno, grazie alle illustrazioni di Jacqui Davis. Una scatola di dimensioni importanti e dal peso non trascurabile, vista anche l’abbondanza di componentistiche ivi contenute. Aspetto sul quale il franchise, come da tradizione, punta forte.
Il contenuto di Everdell Farshore è davvero imponente. Iniziamo dal corposo tabellone di gioco, dall’iconico faro e dal ricco regolamento, che riassume ogni aspetto del titolo nei minimi particolari (anche l’appassionante variante per giocatore singolo). Le fustelle permettono di ricavare un totale di ventiquattro Tessere Mappa, dieci Tessere Isola, otto Tessere Rosa dei Venti, oltre cinquanta Segnalini Tesoro ed oltre cinque Indicatori Colore. Si passa poi alla componentistica di alta qualità: ventiquattro Pedine Lavoratore Animale (legno), dodici Segnalini Ancora (metallo), quattro Navi (plastica) ed oltre cinquanta Segnalini Punto Conchiglia (plastica). Le risorse si suddividono poi in oltre venticinque unità cadauna per Legnami (legno), Alghe (plastica), Sassolini (plastica) e Funghi (gomma). Completa la dotazione un insieme di centocinquantacinque carte, tra cui ventinove riservate per la modalità in solitario.
Parliamo dunque di un colpo d’occhio davvero considerevole, che omaggia la tradizione del franchise di proporre un gran numero di componenti di pregevole fattura. Splendida poi la direzione artistica, apprezzabile con le magnifiche illustrazioni delle carte. L’unboxing iniziale non è forse granché appariscente, ma non fatevi trarre in inganno. La confezione è attentamente studiata e parametrata non solo per ospitare comodamente tutti i materiali, ma anche per rendere asssolutamente sicuro il trasporto. Decisamente apprezzabile, poi, è la scelta di proporre un generoso numero di sacchetti protettivi extra. In questo modo, non solo è possibile riporre anche tutti i segnalini al sicuro, ma anche farlo con estrema comodità e praticità.
Regole della partita
Al netto di un setup che nella prima partita richiederà del tempo extra per essere assimilato, Everdell Farshore prevede un classico esempio di titolo facile da apprendere che tuttavia riserva una generosa stratificazione.
Distribuite le dotazioni iniziali per i giocatori (da due a quattro, se non si opta per la modalità in solitario), ciascun turno di gioco prevede che venga svolta una tra tre azioni.
La prima opzione è Collocare un Lavoratore. Si tratta di una delle meccaniche principali del genere e prevede la possibilità, da parte del giocatore, di occupare uno dei luoghi presenti nel tabellone (o nella propria città, se già costruita) al fine di ricavare preziose risorse. Queste sono fondamentali in quanto permettono di avere i materiali di costruzione per edificare la città marittima. Inizialmente ciascun giocatore ha a disposizione pochi lavoratori che, una volta piazzati, non potranno essere rimossi. In alcuni casi, il piazzamento di un lavoratore precluderà agli avversari di piazzarne a loro volta sullo stesso luogo. Si tratta di una fase di elevata portata strategica che indirizza non solo l’andamento del round, ma dell’intera strategia individuale.
La seconda opzione è Giocare una Carta. Ciascun giocatore, a seconda delle risorse in proprio possesso, potrà decidere di giocare una carta tra quelle della propria mano o direttamente da quelle comuni presenti sul tabellone. Pagato il relativo costo in risorse, la carta si trasformerà in una nuova componente della propria cittadina. Ciascuna carta avrà effetti diversi. Alcune potrebbero assegnare punti o generare risorse, oppure permettere effetti più particolari legati alla pesca di carte. Creare le giuste sinergie tra le carte giocate permette ai giocatori non solo di fare passi avanti verso la vittoria. Scegliere oculatamente le carte da giocare apre infatti le porte, a determinate condizioni, anche al recupero delle Tessere Mappa nonché all’avanzamento della propria Nave lungo il tracciato del tabellone. Entrambe circostanze che porteranno ad accumulare ulteriori ricchezze e punti.
La terza ed ultima opzione è Prepararsi per la Stagione. Si tratta della casistica che ricorre allorquando il giocatore ha esaurito le possibilità offerte dalle altre opzioni. In questo frangente, il giocatore decide di far trascorre il tempo e proiettarsi nella stagione climatica successiva. Questa scelta permette di riprendere in mano tutti i Lavoratori, nonché di sbloccarne altri aggiuntivi ed attivare gli effetti di talune carte. Si tratta di una meccanica asincrona: ciascun giocatore può infatti decidere di cambiare stagione indipendentemente dalle azioni altrui.
Completate tutte le Stagioni, vince la partita il giocatore con il maggior numero di punti. In caso di pareggio, chi ha mosso la propria Nave più lontano è il vincitore. Se la parità persiste, corrono in soccorso ulteriori criteri di spareggio: il maggior numero di Mappe, il maggior numero di Tesori, il maggior numero di risorse rimaste. Se la parità persiste ancora, i giocatori condividono la vittoria.
L’esperienza di gioco
Everdell Farshore vanta tutte le migliori caratteristiche dell’incredibile successo firmato da James Wilson.
Ancora una volta, i giocatori dovranno occuparsi della edificazione della migliore città possibile. Per farlo, sarà necessario gestire non solo le possibilità offerte dalle carte di gioco, ma soprattutto costruirsi la propria fortuna attraverso le migliori decisioni strategiche. In questo senso, Farshore permette di raggiungere la vittoria in ancor più sistemi rispetto all’originario Everdell. Lo fa grazie al nuovo tracciato riservato alla navigazione, che apre le porte a nuove possibilità di guadagnare quantità consistenti di punti e risorse. Ciascun giocatore, in questo modo, potrà inseguire la propria tattica e raggiungere la vittoria in modi sempre diversi. Meglio puntare su uno sviluppo armonico o puntare a solcare i mari prima degli altri? Ostacolare gli avversari con il piazzamento lungimirante dei Lavoratori o scegliere di attingere rapidamente ad ulteriori possibilità anticipando il passaggio delle Stagioni?
La varietà delle situazioni è davvero eccellente e, se avete amato il titolo originario e le sue espansioni, non faticherete ad amare anche Farshore. Se invece non avete mai avuto occasione di cimentarvi con Everdell, la nuova edizione strizza l’occhio a tutti i giocatori anche grazie ad un manuale ottimo, chiaro e puntuale. Coloro che non si sono mai appracciati alle meccaniche di piazzamento lavoratori connesse alla gestione di risorse, troveranno qui un titolo praticamente perfetto per addentrarsi in questo mondo.
Ironicamente, sono tuttavia proprio i fan più sfegatati del franchise che potrebbero trovare meno mordente in questo capitolo. Se alcune feature sono state introdotte in Farshore direttamente dalle espansioni di Everdell, altre variabili possono apparire come delle semplificazioni forse eccessive per il pubblico più esperto. La nuova funzione dei Segnalini Ancora, la sostituzione degli Eventi con le Mappe ma anche la rimozione della possibilità di occupare alcuni posti delle città altrui, sono elementi che nel complesso rendono l’esperienza più accessibile ma al contempo anche più elastica. La sensazione dunque, per chi ha amato anche gli aspetti più spigolosi dell’Everdell originale, è che l’esperienza possa risultare a tratti più permissiva.
Anche il prezzo di vendita di Everdell Farshore rappresenta un ulteriore oggetto di riflessione per l’utenza. Nonostante la ricchezza e qualità indiscutibile della componentistica, cento euro non sono esattamente un’agevolazione per chi vuole avvicinarsi a questo tipo di giochi da tavolo. Probabilmente si poteva anche risparmiare qualcosa su alcuni elementi che, all’atto pratico, si sono rivelati non proprio utili. Ad esempio, il faro è davvero così imprescindibile? Alcuni elementi della componentistica potevano essere semplificati o realizzati in maniera meno dispensiosa? Sono considerazioni che potevano essere affrontate in modo più approfondito, al fine di piazzarsi in posizioni maggiormente concorrenziali sul mercato.
Commento finale
Farshore si conferma come un ennesimo successo per James Wilson. Il ritorno nel fiabesco mondo di Everdell si sposta stavolta verso la fiera regione a nord della Vallata, in un’ambientazione costiera tanto selvaggia quanto magnifica. Un titolo entusiasmante e magnetico, grazie ad una direzione artistica sopraffina ed un gameplay intrigante ed ulteriormente raffinato dal punto di vista strategico. Paradossalmente, proprio la sua estrema fedeltà al titolo originario potrebbe renderlo un prodotto non così imperdibile per i fan del franchise (anche per via di alcune scelte che semplificano taluni aspetti della ludica). Viceversa, proprio coloro che non hanno mai vissuto le avventure all’ombra dell’Albero Eterno potrebbe trovare in questa nuova edizione una perfetta introduzione anche per il mondo dei titoli basati sul piazzamento lavoratori e sulla gestione delle risorse. Issate l’ancora, fortuna e gloria attendono i marinai più coraggiosi!
Con un inatteso annuncio condiviso sui social, Jensen Ackles ha confermato che The Boys 5 vedrà la sorprendente reunion dei personaggi principali di Supernatural con l’ingresso nel cast di Jared Padalecki e Misha Collins.
L’annuncio ha fatto sussultare i fan della serie Prime Video nonché quelli della serie creata da Eric Kripke oltre vent’anni fa e conclusasi nel 2020, dopo 15 stagioni e ben 327 episodi. Nessun dettaglio è stato condiviso in merito ai personaggi affidati a Padalecki e Collins, mentre è ovviamente confermato il ritorno di Ackles nei panni di Soldatino.
Di seguito vi proponiamo il videomessaggio condiviso dai profili Instagram di The Boys e dei tre attori.
The Boys non è nuova ad ospitare veterani dalla serie soprannaturale. Nel corso degli anni si sono infatti avvicendati anche Jeffrey Dean Morgan, Jim Beaver, Rob Benedict e Christian Keyes. Inoltre, Alexander Calvert entrerà a far parte del cast dello spin-off Gen V.
L’appuntamento con The Boys 5 è previsto per il 2026, in esclusiva su Prime Video.
Il quindicesimo signore del tempo torna con la seconda stagione di questa nuova era del Doctor Who. La serie cult arriverà su Disney + e BBC player il 12 aprile 2025.
Russel T. Davies, storico showrunner della serie “senza tempo” per eccellenza, torna a dirigere il quindicesimo volto del Dottore: Ncuti Gatwa.
Davies aveva già diretto la serie dando vita alla sua era contemporanea, occupandosi delle stagioni dei primi anni 2000. Al suo fianco, i due primi dottori della nuova era: Christopher Eccleston e David Tennant.
Doctor Who è una serie che, come il suo protagonista, è ben poco classificabile o anche solo identificabile in dei precisi parametri di spazio-tempo.
Parliamo di seconda stagione, certo, ma è in realtà anche la quarantesima. Lo show britannico, infatti, va ormai in onda da più di 50 anni e sembra anche riuscire a reinventarsi ogni volta, rimanendo al passo con i tempi, invecchiando senza mai decadere.
Protagonista della serie, un signore del tempo, ultimo sopravvissuto della grande guerra che ha visto il suo popolo, i Gallifreyani, scontrarsi con i loro nemici sempiterni, i Dalek.
Negli anni, il dottore ha indossato diversi volti. Sua caratteristica, infatti, è la capacità di rigenerarsi ogni qualvolta incontra la morte. Questa capacità ha permesso, col passare delle stagioni, a diversi attori ed attrici di confrontarsi con questo ruolo così impegnativo ed iconico.
Ora è il tempo di Ncuti Gatwa, che sembra aver preso il testimone a testa alta e senza tentennare. Sostenuto, sicuramente, dalla firma inconfondibile di Davies, che riporta la narrativa della serie alle modalità del 2005.
Un connubio perfetto che soddisfa i fan di vecchia data e sembra, al contempo, essere in grado di sollevare l’interesse anche di chi il Doctor Who non lo ha mai visto prima. Complice, sicuramente, anche la rimodernizzazione di effetti speciali e fotografia sostenuta da un budget, quello della Disney, che nelle stagioni precedenti non era certamente disponibile.
Attendiamo tutti ansiosamente di vedere se anche questa volta il Dottore e i suoi compagni riusciranno a sfidare le leggi del tempo e a conquistare anche il 2025, senza perdere colpi, rimanendo gli stessi in un modo, ogni volta, un po’ diverso.
Asmodee Italia festeggia l’arrivo nei negozi fisici e presso i rivenditori online di Frosthaven, l’atteso successore del celebre Gloomhaven.
Da uno a quattro giocatori potranno unirsi alle nuove battaglie nelle gelide terre del Nord, all’interno di una avvicente ed imprevedibile campagna collaborativa adatta dai quattordici anni in su.
Già disponibile dal 2022 in taluni mercati internazionali, Frosthaven è stato accolto con clamore dal pubblico e dalla critica, assestandosi su un altisonante rating di 8.8 su Board Game Geek.
Lo avete aspettato a lungo, ma ora è finalmente disponibile: Frosthaven, da oggi, 27 febbraio!
L’unico avamposto nelle spietate terre del Nord è sull’orlo della distruzione. Circondata da minacce feroci e misteriose, la piccola città di Frosthaven ha bisogno di grandi guerrieri e condottieri per sopravvivere all’inverno in arrivo… Sfortunatamente, tutto ciò che ha siete voi: un gruppo di tormentati vagabondi senza più un posto dove andare. Riuscirete a respingere gli invasori e a costruire una comunità fiorente, o il gelo reclamerà ogni cosa?
Frosthaven offre una campagna collaborativa di combattimenti tattici e narrazione ramificata, in un mondo fantasy unico. Guiderete il vostro gruppo di mercenari attraverso una vasta serie di scenari che offre un gioco profondo e senza l’utilizzo di dadi, contro nemici completamente automatizzati. Lungo il percorso costruirete l’avamposto di Frosthaven, proteggendo i suoi cittadini dagli attacchi attraverso una moltitudine di edifici utili. Inevitabilmente, i vostri mercenari si ritireranno e voi continuerete l’avventura selezionando nuovi personaggi tra le 17 diverse classi disponibili.
Le possibilità del Nord sono quasi infinite e aspettano solo di essere esplorate.
Michelle Christine Trachtenberg, l’attrice statunitense divenuta celebre per i ruoli nelle serie TV di Buffy l’ammazzavampiri e Gossip Girl, se ne è andata all’età di 39 anni.
La tragica notizia è stata condivisa inizialmente dal New York Post, citando fonti della polizia. La ragazza è stata ritrovata dalla madre nel suo appartamento di New York City, intorno alle 8 del mattino (ora locale). Non ci sono conferme ufficiali sul motivo del decesso. Negli ultimi mesi, l’attrice si era sottoposta ad un trapianto di fegato.
Conosciuta soprattutto al pubblico dei Millennials, Trachtenberg ha iniziato la sua carriera negli anni ’90 con la serie Nickelodeon Le avventure di Pete e Pete. Ha tuttavia raggiunto la notorietà nel ruolo di Dawn Summers, sorella della protagonista di Buffy l’ammazzavampiri. Successivamente ha poi vestito i panni di Georgina Sparks in Gossip Girl per sei stagioni. Tra le sue pellicole più famose, ricordiamo Ice Princess – Un sogno sul ghiaccio, EuroTrip, 17 Again – Ritorno al liceo e Poliziotti Fuori – Due sbirri a piede libero.
Cordoglio sui social da parte del pubblico e dei colleghi che hanno lavorato con la giovane ragazza, tra cui Ed Westwick, Chace Crawford, Blake Lively, Sarah Michelle Gellar, Alyson Hannigan e James Marsters.
Nintendo ha condiviso l’overview trailer per Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition, in arrivo su Switch il prossimo 20 Marzo.
Il filmato esteso permette di apprezzare tutte le informazioni principali sulla riedizione dell’action RPG di Monolith Soft, apparso per la prima volta nel 2015 per WiiU.
Mira è un enorme mondo alieno con oceani sconfinati, vaste pianure, imponenti catene montuose, giungle esotiche e altri ambienti, ognuno con i suoi segreti e pericoli. Durante i tuoi viaggi in Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition potrai spostarti senza interruzioni su tutta la superficie del pianeta ed esplorare zone immense, osservare le forme di vita dei vari ecosistemi e incontrare creature gigantesche e sconosciute, contro cui potrai lottare per ottenere risorse utili.
Installando sonde dati in ogni continente espanderai il sistema FrontierNav, che ti permetterà di visualizzare più informazioni sulla mappa del mondo. Esistono vari tipi di sonde dati, che offrono una varietà di vantaggi, come ad esempio l’aumento della potenza in combattimento: prova a scoprire quali sono quelle che fanno più al caso tuo.
Dopo aver dimostrato di avere la stoffa dell’agente BLADE, ti guadagnerai il diritto di pilotare e personalizzare il tuo Skell, una potente macchina capace di volare, di trasformarsi in un veicolo con cui spostarti velocemente sul pianeta e di sprigionare un’immensa potenza nei combattimenti.
Unisci le tue forze a quelle di vari alleati per avere più possibilità di sopravvivere nella natura selvaggia di Mira. Se dedicherai del tempo ad approfondire il rapporto con i tuoi compagni di squadra, il loro supporto in battaglia aumenterà e potrai anche sbloccare missioni per ottenere equipaggiamento raro.
Dopo il mese più breve dell’anno, Netflix si avvia con Marzo alla chiusura del primo trimestre del 2025 con la lista di tutti i film e le serie TV in arrivo per i propri abbonati.
Se Febbraio ha sorpreso grazie ad un catalogo numericamente modesto ma al contempo ricco di appuntamenti imperdibili, Marzo 2025 segue sostanzialmente lo stesso trend. Produzione più attesa del mese è la pellicola The Electric State, blockbuster sci-fi diretto da Anthony e Joe Russo e con un cast ricco di stelle tra cui Millie Bobby Brown, Chris Pratt, Ke Huy Quan, Stanley Tucci, Anthony Mackie e Woody Harrelson. Altrettanto attesa è poi The Residence, nuova serie murder mystery prodotta da Shonda Rhimes e Betsy Beers. Ma c’è spazio anche per Il Gattopardo, Delicious, Plankton – Il film e la seconda stagione di Nuova Scena.
Netflix ha condiviso il catalogo delle nuove uscite per Marzo 2025sulla propria pagina ufficiale, tuttavia sulla piattaforma arriveranno altri prodotti che troverete nell’elenco sottostante.
Troverete inoltre qualche piccolo consiglio sui titoli da tenere in considerazione in grassetto per il Marzo proposto da Netflix, oppure per le novità del mese di Febbraio laddove vogliate più consigli.
1° Marzo
Resident Alien 2 (Serie TV)
The Potato Lab (Serie TV)
Frieren – Oltre la fine del viaggio (Film di animazione)
Tartarughe Ninja – Caos mutante (Film di animazione)
Spider-Man: Across the Spider-Verse (Film di animazione)
2 Marzo
Ci sei Dio? Sono io, Margaret (Film)
4 Marzo
Andrew Schulz Life (Intrattenimento)
With Love, Meghan (Docuserie)
5 Marzo
Medusa (Film)
Un solo sguardo (Miniserie)
Il Gattopardo (Miniserie)
7 Marzo
Formula 1: Drive to Survive 7 (Docuserie)
Quando la vita ti dà mandarini (Serie TV)
L’operazione Chaos e gli omicidi Manson (Docufilm)
Striking Distance Studios, il team dietro The Callisto Protocol, è stato investito da un’ondata di licenziamenti. Tuttavia, secondo Krafton, la società madre, lo studio continuerà a operare, seppur con un organico ridimensionato.
Licenziamenti a Striking Distance Studios: cosa sta succedendo?
La notizia è emersa dopo che diversi ex dipendenti hanno condiviso la loro situazione su LinkedIn, segnalando licenziamenti di massa all’interno dello studio. Jesse Lee, ex-direttore del reparto concept art, ha dichiarato che “la maggior parte degli sviluppatori è stata licenziata”, mentre Zach Volker, ex-direttore dell’animazione, ha parlato di “molti licenziamenti”. Anche Seth Spitkoski, ex-ingegnere cloud devops, ha confermato di essere tra i numerosi dipendenti colpiti.
Krafton ha voluto chiarire la situazione con una dichiarazione ufficiale, spiegando che la riduzione del personale serve a mantenere lo studio “agile e sostenibile”, senza però compromettere il supporto già pianificato per il gioco.
Un progetto ambizioso che non ha trovato il successo sperato
Fondato nel 2019 dal creatore di Dead Space, Glen Schofield, Striking Distance Studios nasceva con l’obiettivo di creare un’esperienza narrativa originale nell’universo di PUBG. Tuttavia, il progetto si è poi trasformato in The Callisto Protocol, un survival horror che ambiva a raccogliere l’eredità di Dead Space.
Nonostante le grandi aspettative e un comparto tecnico all’avanguardia, il gioco non ha raggiunto il successo sperato, sia in termini di vendite che di critica. Come evidenziato nella nostra recensione, The Callisto Protocol ha dimostrato di avere un sistema di combattimento solido e un’ottima direzione artistica, ma senza riuscire a innovare veramente il genere.
Un trend preoccupante per l’industria
Questi licenziamenti si inseriscono in un quadro più ampio di riorganizzazioni nel settore videoludico. Solo ieri, Warner Bros. Games ha annunciato la chiusura di Monolith Productions, Player First Games e WB San Diego, cancellando anche il tanto atteso Wonder Woman (ne abbiamo parlato qui).
Il mercato dei videogiochi sta attraversando una fase turbolenta, con sempre più studi che devono fare i conti con tagli drastici e progetti cancellati. Striking Distance Studios, nonostante la riduzione del personale, continuerà a operare, ma il suo futuro rimane incerto.
Sono passati anni da quando il nome Half-Life 3 è diventato una leggenda tra i fan dei videogiochi, un sogno irraggiungibile tra leak, smentite e meme che hanno attraversato intere generazioni di giocatori. Eppure, stavolta, qualcosa potrebbe essere diverso: un nuovo leak suggerisce che il titolo sia nelle fasi finali di sviluppo presso Valve, pronto a stupire con tecnologie all’avanguardia e meccaniche rivoluzionarie.
Il leak che fa sognare: Half-Life 3 (o Half-Life X) in sviluppo avanzato
La fonte di queste indiscrezioni è il dataminer Tyler McVicker, un nome noto per le sue scoperte legate all’universo Valve. Analizzando un recente aggiornamento di Dota 2, McVicker ha individuato riferimenti a un progetto che sembrerebbe proprio essere il tanto atteso Half-Life 3, indicato anche come Half-Life X. Ma c’è di più: il gioco sembrerebbe ormai in una fase avanzata, con il team di sviluppo concentrato sulle ottimizzazioni finali.
Cosa significa questo? Se il leak fosse confermato, potremmo trovarci davvero vicini a un annuncio ufficiale dopo anni di silenzi e speculazioni.
Tecnologia next-gen e intelligenza artificiale avanzata
Il lavoro di Valve su Half-Life 3 sembrerebbe puntare a un livello di realismo mai visto prima. L’implementazione della tecnologia di upscaling FSR 3 di AMD, generalmente utilizzata nelle fasi finali dello sviluppo, suggerisce che il team stia lavorando agli ultimi dettagli per garantire un’esperienza fluida e ottimizzata. Ma ciò che colpisce maggiormente è l’evoluzione dell’intelligenza artificiale: gli NPC potrebbero reagire dinamicamente non solo ai suoni e alla vista, ma persino agli odori, adattando il loro comportamento in base agli stimoli dell’ambiente. Questo sistema, oltre a rendere il mondo di gioco più credibile, consentirebbe di ridurre il carico computazionale, regolando la reattività dei personaggi in base alla distanza dal giocatore. A completare il quadro c’è un motore fisico migliorato, capace di gestire simulazioni più complesse, come la distruzione degli ambienti e la propagazione dei fluidi e del fuoco con un realismo ancora più avanzato.
Rigiocabilità e nuovi elementi di gameplay
L’approccio al gameplay sembrerebbe mirare a rendere ogni partita diversa dalla precedente. I dati emersi dal leak suggeriscono un sistema di rigiocabilità dinamico, sulla scia di quello utilizzato in Left 4 Dead, dove il posizionamento di nemici e oggetti potrebbe cambiare di volta in volta. Questo sistema creerebbe un’esperienza meno prevedibile, costringendo i giocatori a rimanere costantemente vigili. Un altro elemento interessante riguarda la possibile introduzione della simulazione dei veicoli, sia terrestri che acquatici, espandendo le possibilità di esplorazione e di interazione con l’ambiente di gioco.
Un annuncio imminente?
Oltre ai dettagli tecnici, c’è un altro elemento che sta facendo impazzire i fan: un criptico teaser rilasciato dall’attore Michael Shapiro, voce storica del personaggio G-Man. Il suo riferimento a un “grande annuncio nel 2025” ha scatenato l’entusiasmo della community, che ora vede sempre più concreta la possibilità di un reveal ufficiale nei prossimi mesi.
Half-Life 3 è realtà o solo un’altra illusione?
Come sempre, quando si parla di Half-Life 3, è fondamentale mantenere un certo scetticismo. Nessuna di queste informazioni proviene da Valve in via ufficiale, e non è la prima volta che ci troviamo di fronte a leak e rumor poi smentiti. Tuttavia, la quantità di dettagli e la loro coerenza rendono difficile ignorare la possibilità che il mito stia finalmente per diventare realtà.
Il 2025 potrebbe essere l’anno in cui Half-Life 3 smetterà di essere solo uno scherzo tra i gamer e diventerà il gioco che tutti stiamo aspettando.
Dopo oltre due anni di attesa, Turbo Overkill aggredisce il mercato delle home console dopo aver conquistato il cuore di un piccolo grande stuolo di appassionati tra la platea PC. Un successo di pubblico coadiuvato anche da una valutazione estremamente positiva da parte della stampa specializzata, al punto da considerarlo come uno dei migliori sparatutto indie degli ultimi anni. Si tratta di un biglietto da visita di non poco conto, oltretutto con un editore alle spalle che sfoggia il fascino amarcord del marchio Apogee. Non la stessa azienda che diede direttamente i natali a titoli come Duke Nukem, bensì un nome ereditato da una costola della storica ed originaria 3D Realms.
Al di là delle complesse (ma affascinanti) storie legate alle citate aziende americane, Turbo Overkill rappresenta l’esordio di Trigger Happy Interactive a base di piombo, motoseghe e wall running. La prospettiva vi stuzzica? Beh, sappiate che effettivamente ci troviamo di fronte ad un titolo che fa della frenesia e del ritmo forsennato i suoi mantra spirituali. Al contempo, chi si aspetta un nuovo punto di riferimento nel campo degli FPS, potrebbe trovare qualche sorpresa imprevista soprattutto nell’ambito dell’adattamento per console.
Turbo Overkill è disponibile dal 29 Gennaio su Nintendo Switch, PlayStation 4 e 5, Xbox One e Series X|S.
Versione testata: PlayStation 5
Metà acciaio, metà carne
Come è facile immaginare, il pretesto narrativo alla base di Turbo Overkill è volutamente ispirato al meglio (del peggio?) dei B-movie.
In un tetro mondo cyberpunk, vestiremo i panni di Johnny Turbo, un cacciatore di taglie potenziato da innesti cibernetici ed accessori peculiari… come una motosega impiantata nella parte inferiore della gamba. Tornato a Paradise, la sua città natale, scopre con orrore che l’intera popolazione è stata infettata e posseduta dalla pura malvagità di Syn, un’avanzata intelligenza artificiale. Alla ricerca disperata di denaro per espiare gli errori del proprio passato, Johnny deciderà di sfruttare le sua peculiari abilità per distruggere la minaccia e diventare un eroe.
Esteticamente il titolo non vi trasmetterà particolari spunti di novità.
Attingendo dall’immaginario di Blade Runner e dalle atmosfere ludiche di classici come Doom, il titolo di Trigger Happy Interactive si propone di essere una celebrazione delle proprie fonti di ispirazione. Se è innegabile il carattere derivativo di molti aspetti del titolo (una IA malvagia che altera in maniera contorta i viventi, SHODAN sei tu?), d’altra parte Turbo Overkill festeggia a modo suo l’influenza della golden age di Apogee/3D Realms. Lo fa creando un mix sopra le righe colmo di esplosioni, raggi laser e sangue, a metà tra l’estetica di un boomer shooter ed un trip allucinogeno sci-fi.
Una follia che cresce col passare dei livelli e delle situazioni, al punto di arrivare a sezioni totalmente inattese e platealmente fuori di testa, incalzate da una colonna sonora di impatto. Non altrettanto convincenti sono tuttavia i design degli avversari. I deviati abomini che attendono solo di essere massacrati non sono infatti granché carismatici, mentre altri appaiono ancor meno ispirati. Un pò un peccato all’interno di un quadro che stride rispetto all’appeal di Johnny Turbo, della sua motosega e di tutto il suo esagerato arsenale.
Far piovere morte dal cielo, lo stai facendo nel modo giusto.
Come get some
Il vero cuore di Turbo Overkill, al di là di una narrativa eccentrica ma secondaria, è tutto nel gameplay. E non potrebbe essere diversamente, grazie alle pesanti ispirazioni tratte da classici come Doom e Duke Nukem 3D ma sopratttutto Quake.
L’esordio di Trigger Happy Interactive si fonda infatti su un ritmo forsennato, su una mobilità esaltata fatta di salti impossibili e scivolate assassine. Le ondate di nemici attaccano furiosamente mentre Johnny Turbo mette mano ad un arsenale che spazia dalla doppia magnum allo shotgun con lanciagranate, passando per soluzioni gustose ed originali. Impossibile non citare il fucile da cecchino che teletrasporta direttamente il protagonista dentro l’avversario di turno, facendolo esplodere in un tripudio di sangue. Avete presente il meme di Ant-Man e Thanos? Ecco.
Tutte le minacce possono essere distrutte col giusto strumento.
Ma Turbo Overkill non è solo ed esclusivamente sparatorie ad alto ritmo. O meglio… lo è, ma la varietà e il coraggio non mancano.
Lo shooter è infatti denso di chicche e meccaniche extra che si palesano ad ogni passo, tali da rendere l’avventura non solo imprevedibile ma anche costantemente creativa per level design e possibilità di approccio. C’è davvero di tutto. Dal Turbo Time, che permette di accedere ad una forma particolare di slow motion, al wall-running in sezioni platform. Dalla possibilità di affettare i nemici con le letali scivolate con motosega all’utilizzo di uno speciale rampino per novelli Spider-Man 2099. Ci sono fasi a bordo di veicoli, livelli segreti, puzzle di combattimento, collezionabili che modificano il gameplay nonché una pletora di potenziamenti tali da rendere ancora più forti le armi e Johnny stesso con modifiche fisiche.
L’esperienza è resa ancor più avvincente dalla gestione degli avversari, che tendono ad aumentare vertiginosamente con il passare dei livelli. La loro effettiva aggressività costringe i giocatori non solo ad adattarsi ad ogni circostanza (e non viceversa) ma anche ad un sapiente utilizzo dell’arma giusta al momento giusto, dell’uso oculato delle abilità del protagonista nonché del controllo consapevole del terreno di gioco. In un certo senso, Turbo Overkill rielabora alcune lezioni di game design di Doom Eternal. Il che, a nostro avviso, è un eccellente attestato di merito.
A volte Turbo Overkill diventa persino platform.
Entrata a gamba tesa
Turbo Overkill è un’esperienza dunque incredibilmente frenetica, volutamente esagerata ed orgogliosamente incalzante. Un vero paradiso per gli amanti delle esperienze dal forte animo arcade. Proprio per questi motivi siamo rimasti un pò interdetti da alcuni suoi passi falsi.
Anzitutto, la voglia di incrementare costantemente nuove meccaniche ed idee non va di pari passo con una adeguata cura per ciascuna di esse. Si tratta del tipico scenario da “buffet di nozze”, dove ci sono molte pietanze da assaggiare ma non tutte della medesima qualità. Ne sono esempi emblematici la gestione delle scivolate con la motosega, o il wall running. La prima mette in evidenza una meccanica scenografica ma legata ad hitbox eccessivamente precise, finendo con il risultare paradossalmente una mossa molto meno accurata del previsto. Dal canto suo, la seconda richiede a volte degli spazi di interazione davvero risicati, che portano spesso ad un inevitabile fallimento.
A volte il titolo punta più sulla frenesia che sulla precisione.
Ma le sorprese impreviste si sono palesate anche di fronte ad altri fattori, legati al comparto audio. A nostro avviso, Turbo Overkill non presenta con costanza un’effettistica sonora adeguatamente rappresentativa dell’azione a schermo. Il riferimento è espressamente legato al feedback dei colpi esplosi da Johnny Turbo. Talvolta, alcune armi producono meno fragore di quello che sarebbe lecito attendersi. In altre situazioni, a mancare è una commisurata reazione legata agli effetti di proiettili ed esplosioni sugli avversari. Il risultato è di uno shooter in cui si fa presto palpabile la sensazione che “manchi qualcosa” per vivere appieno l’ebrezza della sua incandescenza.
Una sensazione, quest’ultima, che si accresce ulteriormente a causa delle tristi carenze riscontrate nell’adattamento del titolo per PlayStation 5. Se sul fronte del framerate non abbiamo particolari segnalazioni, purtroppo ci siamo trovati di fronte altresì ad un codice piuttosto acerbo con diversi bug (talvolta anche piuttosto rilevanti, ma che saranno oggetto di adeguati fix). Il sistema di controllo è reattivo ma non sufficientemente preciso come quello originario. Simbolica è poi la gestione della ruota delle armi. Questa appare davvero poco responsiva e tale da provocare veri e propri singhiozzi nel ritmo di gioco.
Quello che poi manca totalmente è un adeguato supporto alle funzionalità proprie del DualSense. Non sono presenti infatti né feedback aptico né implementazione dei grilletti adattivi. Ma soprattutto, a mancare è addirittura la funzione di vibrazione. Imbracciare armi prorompenti capaci di sprigionare luci accecanti nel contesto di azioni funamboliche perde molto mordente se poi non se ne percepisce la potenza e l’agilità in alcun modo al di là dei meri effetti visivi a schermo. Un vero peccato che speriamo possa essere oggetto di introduzione successiva a mezzo patch.
Davvero un peccato l’assenza di alcune feature che riteniamo basilari in un titolo del genere.
Commento finale
Turbo Overkill è un FPS frenetico e spregiudicato, a tratti esaltante per ritmo e varietà. Sono proprio i suoi eccessi, tuttavia, che potrebbero renderlo meno appetibile del previsto verso i fan più puristi degli shooter. L’incessante ricerca di una escalation di violenza esagerata finisce infatti col lasciare per strada alcuni aspetti che rendono il titolo meno compatto di quanto sperato, soprattutto nell’ambito dell’adattamento per home console. E così, il sistema di controllo finisce per mostrare il fianco a qualche nervosità eccessiva ed alcune feature sono inspiegabilmente assenti. Ad ogni modo, resta un must try per gli amanti del genere ed un esordio encomiabile per Trigger Happy Interactive.
È di ieri l’annuncio ufficiale del nuovo volto di Albus Silente nella nuova serie tv basata sulla serie di romanzi fantasy senza tempo Harry Potter.
Sarà, infatti, John Lithgow ad interpretare il preside di Hogwarts, la scuola di magia teatro delle avventure di Harry, Ron ed Hermione.
L’attore ha dichiarato di aver accettato il ruolo con una certa difficoltà. Tutti i ruoli all’interno della saga portano con sé un certo grado di iconicità di cui, come si è visto nel caso del cast della serie di film, è molto difficile liberarsi. Il rischio di essere definiti dal proprio personaggio diviene particolarmente alto, poi, considerando che si sta parlando proprio di Silente, uno dei più amati dai numerosi fan della serie. Sono proprio questi i dubbi che hanno portato Lithgow a tentennare, soprattutto perché questo ruolo andrà a definire quella che lui stesso ha chiamato “l’ultima parte della sua vita”. “Avrò circa 87 anni quando finiranno le riprese”, ha dichiarato l’attore, ma nonostante ciò ha deciso di imbarcarsi in questa nuova avventura.
Lithgow è il primo membro del cast della serie tv HBO ad essere ufficialmente confermato. L’inizio delle riprese dell’atteso riadattamento sarà nell’estate del 2025, con il progetto di portarlo sugli schermi verso la fine del 2026, o, alla più lunga, l’inizio del 2027.
Nonostante i dubbi per l’impegno a lungo termine che l’interpretazione di questo ruolo richiede, l’attore ha accettato la sfida più che volentieri.
Nel frattempo si continua a vociferare su quali siano gli altri componenti del cast e sembra che Paapa Essiedu potrebbe essere il nuovo volto di Severus Piton. Per quanto riguarda Harry, Hermione e Ron, invece, non si hanno ancora ipotesi.
Ciò che è certo è che la selezione del nuovo cast di Harry Potter, andrà fatta con grande cautela. Gli sceneggiatori hanno tra le mani un cult senza tempo e con una fanbase estremamente ampia, pronta sicuramente ad insorgere nel momento in cui venissero fatte le scelte sbagliate.
In ogni caso, questa prima selezione sembra essere adeguata ed aver incontrato anche il favore dei numerosi cultori della serie.
Un terremoto ha scosso l’industria videoludica: Warner Bros. Games ha chiuso tre studi di sviluppo, tra cui Monolith Productions, il team dietro La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor, e ha cancellato il gioco dedicato a Wonder Woman. La notizia, riportata dal noto giornalista Jason Schreier di Bloomberg, getta un’ombra sul futuro dei progetti legati a DC Comics e sulla strategia della compagnia.
Tre studi chiusi e un progetto cancellato: cosa sta succedendo in Warner Bros. Games?
La scure dei licenziamenti ha colpito Monolith Productions, Player First Games e WB San Diego. Monolith, che stava lavorando al titolo dedicato a Wonder Woman, ha visto il progetto cancellato e il team smantellato. Player First Games, invece, era noto per Multiversus, il brawler che aveva inizialmente riscosso grande successo prima di perdere rapidamente slancio. Infine, WB San Diego, uno studio impegnato nello sviluppo di un misterioso gioco AAA free-to-play, non ha mai avuto l’opportunità di dimostrare il proprio valore prima di essere chiuso.
Secondo le informazioni trapelate, il gioco di Wonder Woman era già in difficoltà da tempo. Il progetto, annunciato nel 2021, avrebbe dovuto sfruttare il sistema Nemesis già visto nei giochi de L’Ombra di Mordor, ma i dettagli sullo sviluppo erano sempre stati scarsi.
Una crisi per Warner Bros. e i giochi DC
Le recenti mosse di Warner Bros. Games sembrano riflettere un momento particolarmente difficile per il comparto gaming della compagnia. Dopo il flop di Suicide Squad: Kill the Justice League, lanciato tra forti critiche e vendite deludenti, l’azienda sembra aver deciso di rivedere drasticamente la propria strategia.
Anche il franchise di Batman è in stallo, con Rocksteady che non ha annunciato un nuovo titolo dedicato al Cavaliere Oscuro. Gotham Knights non ha avuto il successo sperato e Suicide Squad ha deluso sia i giocatori che i vertici aziendali.
Per quanto riguarda Multiversus, il gioco aveva inizialmente riscosso grande successo, ma il calo di utenti e l’insoddisfazione della community hanno portato alla chiusura dello studio di sviluppo.
Un futuro incerto per i progetti di Warner Bros. Games
Il report di Schreier non è ancora stato confermato ufficialmente da Warner Bros., ma la sua affidabilità e il peso della notizia lasciano pochi dubbi sulla situazione. La cancellazione di Wonder Woman rappresenta un duro colpo per i fan della DC, che vedevano nel gioco una possibilità per rilanciare il brand dopo il successo dei titoli dedicati a Batman.
La chiusura di tre studi in un solo colpo lascia intravedere un futuro incerto per Warner Bros. Games, che ora dovrà ricostruire la propria lineup con meno team a disposizione. Resta da vedere quali saranno le prossime mosse della compagnia e se ci saranno altre ristrutturazioni in vista.
Il primo trailer della seconda stagione di Andor è stato pubblicato nella giornata di ieri, lasciandoci vedere uno scorcio di quella che è la nascita dell’Alleanza Ribelle che tutti conosciamo. Anticipando l’uscita della stagione, che sarà il 22 aprile 2025, il trailer riporta sugli schermi Cassian Andor (Diego Luna), la senatrice Mon Mothma (Genevieve O’Reilly), Bix Caleen (Adria Arjona), Luthen Rael (Stellan Skarsgard) e Syril Karn (Kyle Soller). Il cast è lo stesso della prima, acclamata, stagione della serie Disney+, ma anche del film Rogue One: A Star Wars Story. Infatti troviamo: K-2SO (Alan Tudyk), Saw Guerrera (Forest Whitaker) e Orson Krennic (Ben Mendelsohn).
Il creatore e produttore esecutivo Tony Gilroy ha dichiarato che la seconda stagione seguirà Cassian e la sua evoluzione da cinico disinteressato a volontario rivoluzionario. La conclusione di Andor 2 vedrà un consolidamento delle relazioni dei personaggi che andrà di pari passo con l’avvicinarsi di una guerra in cui Cassian giocherà un ruolo chiave. Tutti verranno messi alla prova e, con l’incremento di rischi e tradimenti, i sacrifici e i conflitti si faranno sempre più profondi.
Un mix perfetto di intrighi politici, pericoli, tensioni e grossi rischi andrà a comporre quello che è il prequel di Rouge One. Ci troviamo, infatti, cinque anni prima degli eventi narrati nel film.
Tony Gilroy ha scritto i primi tre episodi, mentre Beau Willimon si è occupato di quelli che vanno dal quarto al sesto,di Dan Gilroy è la penna dietro gli episodi che vanno dal settimo al nono, mentre gli ultimi (fino, quindi, al dodicesimo) sono scritti da Tom Bissell. I registi saranno: Ariel Kleiman, Janus Metz e Alonso Ruizplacios.
Xbox Game Studios, Playground Games ed Eidos Montreal hanno confermato ufficialmente che Fable non riuscirà a rispettare la release window del 2025: pertanto uscirà direttamente nel corso del 2026.
“Voglio solo iniziare dicendo che [siamo] davvero entusiasti dei progressi compiuti, davvero entusiasti del punto in cui si trova Playground”, ha detto Craig Duncan di Xbox Game Studios nell’ultimo Official Xbox Podcast. “In precedenza avevamo annunciato la data di uscita di Fable per il 2025, ma in realtà abbiamo deciso di concedere più tempo a Fable, che ora verrà distribuito nel 2026. So che forse non è la notizia che la gente vuole sentire, ma quello che voglio assicurare alla gente è che vale sicuramente la pena aspettare”.
La triste notizia è stata addolcita da un piccolo nuovo sguardo al gameplay del titolo, in fase pre alpha. Lo trovate di seguito, a partire dal minuto 15:56.
“Ho una fiducia inequivocabile nel team di Playground. Se si pensa alla loro storia e alla loro eredità per Forza Horizon, gli ultimi due giochi – acclamati dalla critica, premiati, bellissimi, giocati alla grande. E quello che stanno portando a Fable come franchise, basti pensare alla grafica che ci si aspetta da Playground Games, oltre a un gameplay straordinario, all’umorismo britannico, alla versione di Playground di Albion, così ispirata a ciò che è stato fatto in precedenza con il franchise, ma con la loro interpretazione. E francamente, la versione di Albion più ben realizzata che abbiate mai visto. Quindi sono davvero entusiasta dei piani e del futuro e voglio che la comunità capisca che facciamo queste cose per il meglio dei giochi e dei team e che alla fine il risultato è il miglior gioco o il miglior gioco per la comunità”.
Fable arriverà dunque nel corso del 2026 per Xbox Series e PC.