Home Blog Pagina 111

Recensione Split Fiction, un gioco che sfida le leggi della narrazione

0
CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 96

Dopo A Way Out (2018) prima e del clamoroso It Takes Two (vincitore del GOTY del 2021) poi, Hazelight Studios torna con Split Fiction. Incentrato – al pari degli altri due – sulla collaudata modalità cooperativa, è pieno zeppo di idee grandiose e brillantemente realizzate. Dovrete collaborare – sfruttando nuove e innovative meccaniche – per risolvere enigmi, annientare nemici, saltare da una piattaforma all’altra e molto altro ancora, il tutto attraverso una narrazione tanto intrigante quanto “fuori dagli schemi” e una veste grafica all’avanguardia e davvero superlativa.

Split Fiction è un vero trionfo, nel vero senso della parola. Ha superato di gran lunga le già mastodontiche aspettative che avevamo. È un gioco che riesce a essere tante cose contemporaneamente, e non è solo merito della sua particolare premessa (della quale vi parleremo fra poco). Split Fiction è, cosa più importante, si una dimostrazione evidente di come deve essere sviluppato un gioco cooperativo ma è anche una meravigliosa ode al gioco come forma d’arte.

Split Fiction è attualmente disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X/S e Windows PC.


Versione testata: Xbox Series X


Prima di proseguire, vi segnaliamo che sul nostro sito abbiamo preparato delle guide dedicate al gioco:

Narrativa e Atmosfera

Il predecessore, It Takes Two, è stato spesso criticato per la sua narrazione. La trama di Split Fiction – invece – è uno degli aspetti più interessanti del titolo. La storia si sviluppa attraverso una serie di eventi misteriosi che si intrecciano in un viaggio emozionante e talvolta criptico. Nello specifico, si concentra su una coppia di aspiranti romanzieri chiamati Zoe e Mio che si ritrovano intrappolati in una macchina che mira a trasformare le storie – puramente di fantasia – in vivide realtà. Le idee di Mio sono principalmente incentrate sulla fantascienza mentre quelle di Zoe sono basate sul fantasy e il gioco passa da un mondo all’altro con una certa regolarità. Nessuno dei due ha la priorità sull’altro; stiamo parlando di idee fantastiche che sembrano prendere ispirazione da una pletora di IP per entrambi i generi. Mentre il duo è portato a credere che l’editore stia semplicemente offrendo loro la possibilità di “vivere” le storie scritte, diventa presto chiaro che la macchina a cui sono collegate è progettata per rubare le loro idee. Tocca a voi aiutarle a fuggire e a porre fine all’avida Rader Publishing. La narrazione è ben scritta, con colpi di scena che mantengono alta l’attenzione del giocatore. La capacità di unire elementi psicologici e fantasy/sci-fi arricchisce ulteriormente l’esperienza, portando il gioco a esplorare temi profondi come la percezione della realtà, la memoria e l’identità ma altresì con una evidenziazione marcata sulle varie minacce affrontate dalle arti creative, dall’avidità aziendale all’intelligenza artificiale. La colonna sonora e gli effetti sonori contribuiscono in maniera significativa a creare un’atmosfera sensazionale, che si adatta perfettamente a tutte le fasce età. Ciò che abbiamo particolarmente apprezzato del gioco è che la sua premessa non è un mero incipit lasciato a se con gli scrittori che entrano ed escono da mondi onirici di loro creazione, anzi, ogni idea, ogni paesaggio, ogni minaccia, serve a dare un senso (e una giustificazione) a qualsiasi cosa. Mentre alcuni capitoli di It Takes Two sembrava quasi che non servissero alla trama, qui niente sembra fuori posto; tutto funziona all’interno di un quadro ben più ampio.

Gameplay e Meccaniche

Il gameplay di Split Fiction si distingue per la sua originalità. Ogni espediente e idea che salta fuori durante il gioco è sorretto da una solida struttura platform. Non c’è una meccanica in Split Fiction che sembri poco elaborata o messa lì “tanto per starci”, specialmente quelle che scompaiono completamente dopo il loro minuto di celebrità. La sua natura platform (accompagnata da quelle adventure, action e rompicapo) che talvolta ci ha riportato alla mente titoli di alto profilo, come Super Mario (soprattutto per la responsività ed immediatezza), Rayman, Crash Bandicoot e tanti altri ancora e anche se alcune parti possono sembrare piuttosto autoguidate, il mix funziona alla perfezione.

La meccanica principale ruota attorno alla manipolazione della realtà (in particolar modo degli scenari di gioco) e del tempo, un concetto – quello della manipolazione – che si riflette in numerose sezioni di gioco. I giocatori sono chiamati a esplorare mondi frammentati e a risolvere enigmi (alcuni piuttosto complessi e articolati) utilizzando il potere di alterare il flusso temporale e le dimensioni (anche dei personaggi che possono assumere – in più di una occasione – svariate forme, animalesche e non). La profonda connessione tra la storia e gli obiettivi individuali è ciò che eleva Split Fiction oltre l’essere un piacevole turbinio di idee che vengono lanciate addosso una dopo l’altra, ad una velocità pazzesca, quasi che si fatica a starci dietro. La varietà assoluta di ciò che chiede il titolo è sorprendentemente ampia e, proprio come con It Takes Two, i momenti migliori arrivano quando Zoe e Mio devono usare i rispettivi poteri in tandem per progredire. Questi poteri sono unici in ogni livello, che si tratti di azionare un flipper con un giocatore che assume le fattezze della biglia e l’altro come pagaia, di cambiare i piani gravitazionali per eseguire trucchi prospettici da capogiro, di trasformarsi in una lontra che respinge i piranha per sollevare una canna di bambù attraverso un guanto acquoso di piante mangiauomini, di adottare una prospettiva isometrica in stile Diablo per ruttare acido e caricare i nemici come due draghi colorati, o persino di avere un giocatore che cerca di disattivare una sequenza di autodistruzione su una motocicletta con tanto di test Captcha di Google. Da soli, i poteri in questione, sarebbero comunque geniali ma è il modo in cui Hazelight li usa per rivelare di più sulle loro eroine che li fa davvero brillare.

La fluidità dei controlli è altrettanto impeccabile (salvo qualche sporadico “inceppamento”), con un input immediato e una reattività che rende il gioco avvincente. L’interfaccia utente è pulita e intuitiva, permettendo di concentrarsi completamente sull’esperienza di gioco. Ci sono momenti in cui le sezioni che siano di fantascienza o fantasy sembrano prolungarsi un po’ oltre al dovuto, ma nel complesso abbiamo trovato entrambe (con una inclinazione maggiore verso quelle fantasy) estremamente impressionanti e molto divertenti da giocare. Un qualcosa che vogliamo assolutamente sottolineare è quanto ambizioso sia questo terzo progetto dello studio. Chiaramente, il successo di It Takes Two ha portato ad un budget più alto, e niente di quel budget è stato sprecato: alcune delle sequenze di gioco in Split Fiction sono davvero mozzafiato e vi lasceranno a chiedervi come siano riusciti a realizzarle. L’ultima porzione di gioco – in particolar modo – è così bella che non siamo riusciti a smettere di esclamare quanto fosse incredibile. Sebbene sia un’esperienza piuttosto lineare c’è la possibilità di vivere svariate storie secondarie. Man mano che si avanza nel gioco, ci si imbatte inevitabilmente in piccole sfere di luce che conducono a missioni secondarie che offrono esperienze di gioco significativamente diverse. Non vogliamo assolutamente rovinarvi la sorpresa ma una che è già stata svelata pubblicamente riguarda un paio di maiali (uno dei quali usa il potere della flatulenza per muoversi) che ci sono piaciuti tantissimo, ma ci sono un sacco di altri esempi che sicuramente vi piaceranno e vi divertiranno. Alcuni probabilmente diventeranno dei veri e propri meme virali!

La cosa migliore delle storie opzionali, però, è che sono sempre del genere opposto a quello a cui state giocando nella campagna principale. Quindi se vi trovate in ​​una delle storie fantasy di Zoe, ad esempio, tutte le quest secondarie saranno di stampo fantascientifico in stile Mio, e viceversa. Sono del tutto facoltative e alcune sono ben nascoste nel livello, ma arrivano sempre al momento giusto per darvi qualcosa di diverso prima di proseguire raggiungendo l’obiettivo di mantenere alto il ritmo del gioco e – al contempo – per raccontarci di più sui due personaggi principali.

Purtroppo non è tutto perfetto. Sia chiaro, Split Fiction è più di un gioco, è una vera e propria esperienza di vita (strabiliante e memorabile) che vi terrà incollati allo schermo ma non è esente da alcuni difettucci. Split Fiction è decisamente più complesso di It Takes Two, in quanto sarete chiamati ad affrontare piattaforme complesse, combattimenti difficili (in cui morirete più e più volte) e alcuni enigmi che potrebbero lasciarvi perplessi e incerti. Ci sono modi per mitigare questo problema, come una funzione nel menu che riduce i danni dei nemici per uno o entrambi i giocatori (e ci sono anche checkpoint davvero generosi persino durante le boss fight), ma in definitiva ci sono momenti in cui un giocatore – soprattutto occasionale – potrebbe sentirsi sopraffatto come se gli venisse chiesto di fare troppo e troppo in fretta senza un attimo di pausa tra una sezione e l’altra. Ma per tutti gli altri, per la mole di contenuti offerti, di varietà di gameplay e sezioni, è fin troppo accessibile e divertente anche in situazioni complesse e apparentemente insuperabili.

Grafica e Performance

La grafica di Split Fiction su Xbox Series X è semplicemente stupefacente. Grazie alla potenza della console, il gioco riesce a restituire ambienti dettagliati (dai paesaggi urbani al neon passando per le foreste esotiche e dimenticate e fino ad arrivare alle dune sabbiose), modelli dei personaggi estremamente curati e effetti visivi che sembrano saltare fuori dallo schermo e intensificano la narrazione e il ritmo dell’azione. Il supporto per la risoluzione 4K e il frame rate stabile a 60fps garantiscono un’esperienza fluida e senza incertezze di sorta.

Longevità

Split Fiction offre una buona longevità (fra le dieci e le quindici ore complessive) grazie alla varietà delle sue missioni e alla possibilità di affrontare le sfide in modi diversi, a seconda delle scelte fatte dal giocatore. L’elemento della manipolazione temporale e dimensionale offre diverse strade per completare gli enigmi, rendendo ogni partita unica. La presenza di contenuti extra e segreti nascosti invoglia anche a rigiocare il titolo, aumentando il valore complessivo del gioco. Noi abbiamo provato il gioco in locale ma è possibile giocare anche online e sfruttare la funzionalità “friend pass” che consente a voi e ad un amico di giocare al gioco completo, anche se solo uno di voi lo ha acquistato.

Commento finale

Split Fiction è un capolavoro di game design e un altro esempio di come il team di sviluppo, nell’arco di tre giochi, sia riuscito a riscrivere completamente il manuale su come sviluppare storie divertenti e incredibilmente creative e potenti. Hazelight Studios, ha superato di gran lunga le già mastodontiche aspettative che avevamo proponendo un gioco che riesce a essere tante cose contemporaneamente; Split Fiction è in definitiva, si una dimostrazione evidente di come deve essere sviluppato un gioco cooperativo e una meravigliosa ode al gioco come forma d’arte ma sarà ricordato negli anni a venire – tra le altre cose – per un qualcosa che forse ormai siamo propensi a sottovalutare e che invece dovrebbe avere un peso maggiore nelle nostre vite, ovvero: quanto sia importare il potere dell’amicizia.

Split Fiction supera i due milioni di copie vendute in una settimana: un successo travolgente

0

Il fenomeno Split Fiction continua a crescere a ritmi impressionanti. Hazelight Studios, in collaborazione con Electronic Arts, ha annunciato che il titolo ha raggiunto due milioni di copie vendute in una sola settimana dalla sua uscita ufficiale, avvenuta il 6 marzo 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (Steam).

L’annuncio è arrivato direttamente dai canali social del team di sviluppo, che ha condiviso la notizia con evidente entusiasmo:

«Santo cielo, siamo sbalorditi! Semplicemente incredibile… Grazie a tutti i nostri fan, nuovi e vecchi: adoriamo quanto siate emozionati per il nostro gioco!»

Un risultato impressionante, che testimonia la forza di un’esperienza cooperativa innovativa, capace di coinvolgere il pubblico con il suo mix di narrazione e gameplay in continua evoluzione.

Un debutto esplosivo e un pubblico affamato di esperienze cooperative

Split Fiction aveva già fatto segnare un milione di copie vendute nelle prime 48 ore, dimostrando sin da subito un’accoglienza straordinaria da parte dei giocatori. Il rapido raggiungimento del secondo milione sottolinea non solo la qualità del titolo, ma anche la crescente richiesta di esperienze cooperative originali e coinvolgenti.

Un ruolo chiave nel successo del gioco è stato sicuramente l’introduzione del Pass Amico, una funzione che consente ai possessori del titolo di condividerlo con un altro giocatore senza che quest’ultimo debba acquistarlo separatamente. Un incentivo che ha spinto sempre più persone a provare il gioco, contribuendo al passaparola positivo che ha accompagnato il suo lancio.

Un’eredità importante e il confronto con It Takes Two

L’impatto di Split Fiction ricorda molto da vicino il successo di It Takes Two, il precedente titolo di Hazelight, che ha conquistato pubblico e critica fino a vincere il Game of the Year ai The Game Awards 2021.

Le somiglianze tra i due giochi, pur con le loro differenze, hanno spinto molti fan a dare fiducia a Split Fiction, alimentando il suo incredibile debutto. Lo stesso Josef Fares, direttore creativo dello studio, ha recentemente rivelato che le vendite di It Takes Two hanno raggiunto cifre impressionanti, lasciando intendere che Split Fiction potrebbe seguire un percorso simile.

Scopri le nostre guide su Split Fiction

Se hai appena iniziato la tua avventura in Split Fiction o vuoi scoprire tutti i segreti del gioco, abbiamo preparato delle guide dettagliate per aiutarti a sfruttare al massimo l’esperienza.

Un segnale per l’industria

Il successo di Split Fiction è più di una semplice vittoria commerciale: rappresenta un messaggio chiaro per il settore videoludico. L’interesse per esperienze cooperative ben realizzate è più vivo che mai, e la speranza è che sempre più sviluppatori e publisher prendano nota di questo trend.

Con due milioni di copie vendute in appena una settimana, Split Fiction si conferma come uno dei titoli più rilevanti del 2025. Resta ora da vedere se riuscirà a mantenere questo ritmo e a consolidarsi come uno dei successi dell’anno.

Silent Hill f torna sotto i riflettori: nuove inquietanti rivelazioni dalla Silent Hill Transmission

0

Dopo mesi di silenzio, Konami ha finalmente riportato alla luce Silent Hill f, il nuovo capitolo della storica saga horror annunciato per la prima volta nell’ottobre 2022. Durante l’evento Silent Hill Transmission, il publisher giapponese ha rivelato nuovi dettagli sul titolo, che promette di essere un’esperienza disturbante e innovativa.

Il gioco è previsto per PC (Steam, Epic, Windows), PlayStation 5 e Xbox Series X|S ed è già possibile aggiungerlo alla propria lista dei desideri sulle varie piattaforme.

Un Silent Hill diverso dal solito

A differenza degli altri capitoli della serie, Silent Hill f abbandona le atmosfere della cittadina nebbiosa per trasportare i giocatori in Giappone negli anni ’60, precisamente nel villaggio rurale di Ebisugaoka.

La protagonista, Shimizu Hinako, si ritrova improvvisamente immersa in un incubo quando una nebbia inquietante avvolge la sua città, trasformandola in un luogo ostile e misterioso. Hinako dovrà esplorare il villaggio, risolvere enigmi e affrontare creature grottesche note come Kera, in un viaggio che mescola body horror e psicologia del terrore.

Il gioco è scritto da Ryukishi07, celebre autore della serie When They Cry (Higurashi no Naku Koro ni e Umineko no Naku Koro ni), e sviluppato da NeoBards Entertainment, team che ha già collaborato con Capcom su diversi progetti. La colonna sonora è affidata a Akira Yamaoka e Kensuke Inage, garanzia di un comparto sonoro capace di amplificare l’atmosfera inquietante.

Bellezza e orrore: il concept dietro Silent Hill f

Il cuore dell’esperienza di Silent Hill f ruoterà attorno al concetto di trovare la bellezza nell’orrore. Il gioco esplora tematiche di rimorso, destino e inevitabilità, con una forte influenza dalla cultura giapponese.

Il nuovo trailer mostrato durante la Silent Hill Transmission ha rivelato un’estetica disturbante e surreale, con elementi di body horror che ricordano le opere di Junji Ito. Tra fiori rossi che crescono dai corpi delle vittime, ambientazioni in decomposizione e la protagonista immersa in un mondo in rovina, il gioco punta a creare un senso di inquietudine profondo e persistente.

L’idea di ambientare la storia in Giappone è nata anche dal desiderio di riportare Silent Hill alle sue radici nipponiche, dopo anni in cui il franchise si era allontanato troppo da questo aspetto. Il team ha voluto creare un’esperienza profondamente giapponese, ma senza perdere le caratteristiche fondamentali che definiscono la serie.

Gameplay e direzione artistica: cosa sappiamo finora

Dal punto di vista del gameplay, Konami non ha ancora svelato dettagli specifici, ma sembra che Silent Hill f potrebbe rappresentare un’evoluzione per il franchise. Si parla di un’esperienza narrativa immersiva, con elementi di survival horror e puzzle ambientali, in linea con la tradizione della saga.

L’atmosfera del gioco, invece, è già chiara: silenzio, nebbia e orrore psicologico si fondono in un’esperienza che vuole disturbare profondamente il giocatore. Il trailer mostra scene in cui Hinako percepisce il suo villaggio sotto una nuova, inquietante luce, popolato da creature mostruose e fenomeni inspiegabili.

Un ritorno attesissimo per il franchise

Non è stata ancora annunciata una data di uscita per Silent Hill f, ma il titolo è già tra i più attesi dai fan dell’horror. Il progetto si inserisce nel più ampio piano di Konami per il rilancio del franchise, affiancandosi al remake di Silent Hill 2 e al misterioso Silent Hill Townfall.

L’attesa è alta e le premesse sono intriganti: Silent Hill sta tornando, e lo sta facendo con un volto nuovo e inquietante.

Lo sviluppo di Warhammer 40,000: Space Marine 3 è ufficialmente iniziato!

0

Il publisher Focus Entertainment ed il team di sviluppo Saber Interactive hanno annunciato l’inizio dello sviluppo per Warhammer 40.000: Space Marine 3.

La notizia non giunge inattesa, dopo il grande successo di critica e pubblico raccolto dal secondo capitolo lo scorso settembre per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5. Al momento, non sono state annunciate le piattaforme né la finestra di uscita per il nuovo titolo della saga.

“Siamo lieti di annunciare che lo sviluppo di Warhammer 40.000: Space Marine 3 è ufficialmente iniziato presso Focus Entertainment, Saber Interactive e Games Workshop” ha dichiarato l’editore nel comunicato ufficiale. John Bert, vice amministratore delegato di Focus Entertainment, ha dichiarato: “Siamo stati onorati dall’incredibile risposta dei fan dopo il lancio di Warhammer 40.000: Space Marine 2. Continueremo a sostenere il gioco con contenuti interessanti e aggiornamenti regolari nei prossimi anni. Oggi siamo entusiasti di annunciare che l’avventura continuerà con Space Marine 3. I giocatori possono aspettarsi una campagna coinvolgente, una modalità multigiocatore e innovazioni che ridefiniranno gli standard dei giochi d’azione in terza persona. Il titolo porterà il genere a nuove vette introducendo battaglie su larga scala ancora più spettacolari”.

Matthew Karch, CEO di Saber Interactive, ha aggiunto: “Space Marine 2 ha dimostrato di essere un gioco trasformativo per Saber. È il culmine di tutto ciò che abbiamo imparato sullo sviluppo dei giochi nei nostri 25 anni di attività. Ora stiamo iniziando a sviluppare Space Marine 3, un gioco che porta con sé enormi aspettative da parte della nostra fanbase in rapida espansione. Mentre continueremo a supportare e a far crescere l’universo di Space Marine 2 nei prossimi anni, prenderemo tutti i nostri insegnamenti e li applicheremo a un gioco ancora più grande e spettacolare per il terzo capitolo. La consideriamo un’opportunità per creare una vera e propria lettera d’amore all’universo di Warhammer 40.000”.

Preparate l’idropulitrice: PowerWash Simulator 2 è ufficiale!

0

Dopo il successo raccolto dal precedente capitolo, FuturLab ha annunciato ufficialmente PowerWash Simulator 2, in arrivo entro la fine dell’anno su PlayStation 5, Xbox Series e PC.

“PowerWash Simulator 2 è una naturale evoluzione del suo predecessore”, ha dichiarato Dan Chequer, in un comunicato stampa. “Il design del gioco originale era incentrato sull’eliminazione di tutto ciò che toglieva la pura soddisfazione di prendere qualcosa di sporco e renderlo pulito. PowerWash Simulator 2 si propone di aggiungere ancora più possibilità ai giocatori di raggiungere lo stesso senso di soddisfazione, con nuovi strumenti, funzioni e miglioramenti della qualità della vita. Siamo davvero entusiasti di vedere i giocatori rispolverare le loro idropulitrici e lanciarsi in questa nuovissima campagna, che offre ancora più cose da pulire e ancora più modi per scaricare la pressione“. Chris Mehers ha aggiunto: ”Non potremmo essere più entusiasti di annunciare finalmente il seguito di uno dei nostri titoli di maggior successo. Con oltre 17 milioni di giocatori in tutto il mondo, PowerWash Simulator ci ha permesso di autopubblicare un sequel, una sfida entusiasmante che siamo lieti di intraprendere. Non vediamo l’ora di portare ai giocatori il prossimo passo avanti nella serie PowerWash Simulator”.

Rispolvera la tua idropulitrice e concediti un po’ di sano relax e divertimento. Elimina ogni singola chiazza, macchia o granello di sporcizia per riportare Muckingham (e non solo) al suo splendore.

Hai ancora voglia di pulire?

In PowerWash Simulator 2 i lavori e l’acqua non finiscono mai. Gioca una campagna inedita e scopri i misteri che aleggiano su Muckingham. Inoltre, addentrati in nuove ambientazioni incrostate di sporco come Sponge Valley, Power Falls e Lubri City.

Casa-base dolce casa-base

Rilassati nella tua casa-base dopo una dura giornata di pulizie. Stabilisci la tua base e personalizzala collezionando mobili e oggetti decorativi per abbellirla, invita i tuoi compagni di pulizie per mostrargli il tuo angolo di paradiso.

Pulizia potenziata

Guarda le tue preoccupazioni svanire a ogni passata di idropulitrice. Pulire è ancora più soddisfacente in PowerWash Simulator 2 grazie a un sapone all’avanguardia che attacca le macchie più ostinate e annienta lo sporco.

Pulisci a schermo condiviso!

La soddisfazione raddoppia! Per la prima volta, condividi i progressi della tua campagna online. Oltre alla modalità online, fa il suo debutto la modalità co-op a schermo condiviso. Collabora e affronta lo sporco con una doppia potenza di lavaggio, comodamente su un unico schermo.

Split Fiction: Guida Completa, tutte le soluzioni ai puzzle principali

0

Split Fiction è un’avventura co-op esplosiva firmata da Hazelight Studios, i creatori del premiato It Takes Two. I protagonisti Mio e Zoe si ritroveranno immersi in storie incredibili, affrontando enigmi complessi che metteranno alla prova la vostra capacità di collaborare. Se siete rimasti bloccati su uno dei puzzle del gioco, questa guida contiene tutte le soluzioni dettagliate e precise per proseguire rapidamente nella vostra avventura.

Neon Revenge: superare la Griglia Elettrica

Sei in una piazza cyberpunk e davanti a te hai un muro elettrificato che ti blocca il passaggio. Usa Mio e sfrutta subito la Gravity Shift della sua spada sul pad rosa che trovi a sinistra, così può salire sulla parete evitando di friggere.

A questo punto Zoe entra in azione: lancia dei bastoni elettrici sulla parete creando dei punti d’appoggio temporanei, così Mio può attraversare. Attenzione però, perché spariscono dopo poco!

Appena Mio passa la barriera, Zoe rompe una finestra con un altro bastone e raggiunge una passerella rialzata grazie a un trampolino. Ora Mio deve colpire velocemente il canister rosa per attivare il trampolino sotto Zoe, che le permetterà di avanzare ancora.

Nel tratto finale c’è bisogno di sincronizzazione perfetta: Mio attiverà rapidamente due contenitori rosa, mentre Zoe, con la sua frusta laser, si aggrappa alle braccia meccaniche mobili e supera l’ultima parte del percorso.

Hopes of Spring: risolvere il puzzle del Totem

Davanti alla casa del Re di Ghiaccio ti trovi davanti tre totem da mettere in ordine. Guarda la parte alta del cancello e noterai subito la sequenza dei colori da rispettare: blu in alto, poi giallo e infine rosso in basso.

Trasforma Zoe in albero, falla interagire con il grande fiore rosso vicino ai totem: così potrà bloccare temporaneamente i pilastri. Adesso Mio, in forma di scimmia, può saltarci sopra e spostarli facilmente nell’ordine giusto. Fatto questo, la porta si aprirà e potrete continuare.

Final Dawn: puzzle delle barriere laser e nodi esplosivi

Nel livello Final Dawn dovrai affrontare alcune barriere laser colorate che separano Zoe e Mio. Stavolta devi giocare con le granate adesive. Inizia facendo lanciare a Mio una granata rossa contro la barriera laser rossa, creando una breccia.

Subito dopo Zoe deve lanciare la sua granata blu su una delle casse mobili che attraversano la stanza. Quando la cassa si trova davanti alla barriera blu, falla esplodere per aprire il passaggio a Mio.

Attraversata la barriera, Mio deve girarsi subito e lanciare una granata per aprire una nuova breccia e consentire a Zoe di raggiungerla dall’altro lato. Ora siete nuovamente insieme e pronti a proseguire.

Rise of the Dragon Realm: il puzzle dei Geyser d’Acqua

Qui la comunicazione tra Mio e Zoe è essenziale. Mio deve calpestare il simbolo sul terreno che attiva il primo geyser blu, lanciando Zoe in aria fino a raggiungere il muro con l’edera.

Ora Zoe ha davanti a sé sei pulsanti, che corrispondono ai simboli dei geyser che Mio attraverserà con il suo drago rosso. Mio vola verso il primo simbolo (a forma di boomerang), Zoe attiva il geyser corrispondente appena Mio si trova sopra. Ripetete l’operazione coordinandovi sui simboli successivi: il secondo è simile a una lettera “b”, il terzo ricorda una ciotola di zuppa, mentre l’ultimo è un simbolo a forma di aeroplano.

Con un po’ di tempismo, Mio supererà il muro e potrà finalmente riunirsi a Zoe.

Rise of the Dragon Realm: aprire il Cancello con le statue dorate

Arrivati al cancello con le statue dorate dei draghi, Zoe col drago blu (in forma di palla) attiverà per primo l’interruttore a sinistra. Mio subito dopo, con il drago rosso, sputerà acido sulla statua di destra.

Ora Zoe deve colpire rapidamente l’interruttore a destra e Mio, contemporaneamente, spruzzare acido sulla statua di sinistra. Se sincronizzate bene i movimenti, il cancello si spalancherà e potrete avanzare.

Isolation: oltre la barriera laser di “Down the Rabbit Hole”

Nel capitolo Isolation vi trovate su una nave-prigione spaziale. Zoe deve usare la frusta laser per aggrapparsi a un braccio meccanico controllato da Mio, che la sposterà lentamente oltre la barriera laser rossa, mettendola al sicuro.

Proseguendo, troverai una piattaforma troppo lontana da raggiungere normalmente. Zoe prende controllo del motore a reazione della navicella vicina per creare un getto d’aria, che permette a Mio di volare oltre la voragine usando la sua abilità ombrello.

Più avanti Mio userà un arpione magnetico per creare una sorta di corda tesa sulla quale Zoe può agganciarsi per avanzare in sicurezza fino all’area successiva.

The Hollow: il Mosaico dei Ricordi

In The Hollow, Zoe può spostare dei detriti con il suo potere vortice creando piattaforme temporanee. Saltate sui detriti spostati da Zoe, che automaticamente vi porteranno in alto verso la torre centrale.

Arrivati all’interno, Mio genererà una piattaforma luminosa con il suo disco di luce. Zoe dovrà sollevare questa piattaforma tramite il vortice per permettere a entrambi di procedere verso l’alto sfruttando le piattaforme luminose che si generano dai fasci di luce.

La seconda parte richiederà ancora più attenzione: Zoe muoverà il disco luminoso per creare ulteriori piattaforme in movimento. Saltando rapidamente e con il giusto tempismo, arriverete facilmente nella zona successiva.

Split: puzzle della Rana e del Laser

In quest’ultimo puzzle, Mio utilizza un grande cannone laser, mentre Zoe si occupa di riempire con acqua un contenitore a forma di pesce sospeso da una corda mobile. Zoe deve spostare questo pesce fino a posizionarlo proprio sopra un portale in fiamme.

Quando il pesce pieno d’acqua si troverà esattamente sopra il fuoco, Mio dovrà sparare al pesce col laser per far cadere l’acqua sulle fiamme e spegnerle. Questo passaggio richiede tempismo perfetto e comunicazione continua tra entrambi.

Quando la porta sarà finalmente libera, potrete proseguire la vostra avventura.

Se dopo aver superato tutti questi puzzle volete scoprire ogni side story di Split Fiction e dove trovarle, date un’occhiata alla nostra guida completa qui: Split Fiction – Tutte le side story e dove trovarle o se volete raggiungere il 100% del gioco date uno sguardo alla guida ai trofei e alla guida completa su tutte le soluzioni ai puzzle principali.

Se siete amanti dei segreti, assicuratevi di scoprire tutti gli Easter egg e i riferimenti nascosti nel gioco, tra citazioni a Assassin’s Creed, Dark Souls e molto altro:

È tempo di tornare in azione

Adesso avete tutte le carte in regola per proseguire la vostra avventura senza intoppi. Split Fiction è un gioco che premia soprattutto la comunicazione e il gioco di squadra, quindi ricordate di collaborare e divertirvi mentre superate insieme ogni ostacolo.

Recensione Two Point Museum, una notte al museo

0
CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 85

Two Point Museum è la piacevole dimostrazione di come l’industria videoludica possa essere, talvolta, sorprendente in senso positivo.

Otto anni fa, la fondazione di Two Point Studios da parte dei veterani Ben Hymers, Mark Webley e Gary Carr mai avrebbe potuto far presagire un futuro così roseo. Indubbiamente, era intrigante mettere insieme professionisti del settore con successi alle spalle come Fable, Black & White e Theme Hospital. Ancor di più era l’idea di proporre un seguito spirituale proprio di quest’ultimo titolo, un fantastico e dissacrante gestionale ambientato nel mondo ospedaliero divenuto cult. Il successo incredibile raccolto da Two Point Hospital ha permesso agli sviluppatori di osare e proporne una versione ambientata nel mondo universitario di stampo anglosassone. Two Point Campus è stato accolto da un successo di pubblico e critica perfino maggiore, portando gli sviluppatori a proseguire l’improbabile serie dedicata ai propri gestionali ironici.

Si arriva così a Two Point Museum, terzo capitolo di questa saga, che stavolta mette i giocatori nei panni di novelli curatori di strutture museali. Tra mostre da organizzare, spedizioni da commissionare, personale da gestire e pubblico da erudire, scopriamo insieme le ragioni di questo nuovo successo edito da SEGA.

Two Point Museum è disponibile dal 4 Marzo per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.


Versione testata: PlayStation 5


Ironia della sorte

La contea di Two Point è alle prese con una carenza culturale piuttosto accentuata, a causa del degrado in cui versano i siti dedicati ai musei. Pochi fondi da investire e strutture fatiscenti, che non riescono a proporre al pubblico una degna offerta intellettuale. Tuttavia, non c’è da disperare: con un po’ di buona volontà, spirito di iniziativa ed un buon acume gestionale, nulla è impossibile in Two Point Museum.

Questa è sostanzialmente la premessa che stavolta gli sviluppatori propongono al pubblico. Dopo aver risollevato le sorti di inverosimili nosocomi ed aver dato nuovo prestigio ai campus universitari, stavolta è il momento di dedicarsi alle strutture museali. Da questo punto di vista possiamo già confermarvi un elemento che potrebbe essere piuttosto evidente dalle immagini a corollario di questa recensione. Two Point Museum offre il medesimo spirito leggero reso famoso dalla saga, con un umorismo contaggioso che pervade ogni aspetto della produzione. Dalla presentazione alle dinamiche di gameplay, l’obiettivo è ancora una volta quello di destreggiarsi tra le richieste del gioco al fine di realizzare un perfetto traguardo di gestione, tra follie impreviste, iniziative ambiziose e voci di bilancio.

Tutti amano i dinosauri.

Two Point Museum offre così una alternativa iniziale tra due opposte modalità.

Da un lato una proposta introduttiva che segue una vera e propria campagna. Questa porterà il giocatore dal ruolo di umile curatore di una struttura in disuso ad abile gestore delle migliori proposte museali del Paese. Si tratta dell’opzione che introduce al mondo di Two Point Museum, alle sue peculiarità strutturali nonché alle meccaniche di base. Aspetti che vengono introdotti gradualmente ed in maniera incredibilmente ponderata, senza rigidità imperative e con un occho di riguardo verso ogni tipologia di pubblico.

Dall’altro lato, il vero cuore pulsante del titolo ovvero la modalità libera. Qui troverete davanti a voi tutte le enormi possibilità del titolo, con la piena libertà di costruire il vostro museo dei sogni mattone dopo mattone, una esposizione dopo l’altra.

Vedere un museo girare a pieno regime è una soddisfazione immensa.

Quella dovrebbe stare in un museo!

A prescindere dalla modalità che deciderete di intraprendere, Two Point Museum regala un’esperienza semplicemente eccellente. E lo fa calandosi perfettamente nel contesto della gestione totale di un museo, che va ben al di là del semplice posizionamento di oggetti d’arte all’interno di una struttura.

Motore propulsivo principale del titolo è infatti introdotto da subito dal team di sviluppo: le spedizioni scientifiche. I reperti da esposizione, si sa, non crescono sugli alberi e non si acquistano dai grossisti. Per trovarli, nel ruolo di curatore dovrete organizzare missioni esplorative in giro per il mondo con l’obiettivo di riportare alla base nuovi tesori da poter mettere in mostra nelle sale del vostro museo. Si tratta di una meccanica parallela alla gestione del museo in sé e per sé, tuttavia ad essa legata in maniera indissolubile. Ciascuna spedizione infatti avrà requisiti e caratteristiche diverse. Nel selezionare quale missione intraprendere, il giocatore dovrà valutarne le tempistiche, il rischio di infortuni, le conoscenze specifiche richieste da parte del team scientifico da inviare. Un successo porterà a nuovi ritrovamenti da inserire nel vostro museo, ma al contempo non tutte le spedizioni potrebbero risultare positive portando ad esiti nefasti.

Le esposizioni soprannaturali sono piuttosto citazionistiche.

Se le ricerche scientifiche costituiscono un elemento fondamentale per dare impulso alle proposte culturali del museo (oltre che foriere della introduzione di un piacevole fattore di collezionabilità legato allo sblocco di tutte le esposizioni), la gestione del museo diventa poi la principale fonte di impegno per i giocatori.

Two Point Museum permette di costruire il vostro museo dei sogni, spaziando liberamente dalle fondamenta alla natura delle esposizioni. Dalla archeologia al soprannaturale, il titolo offre cinque ambiti culturali da poter gestire (e mescolare) a piacimento, ciascuno con esigenze specifiche. Volete creare la vostra versione dell’American Museum of Natural History? Si può fare, ma attenzione alle caratteristiche dei vostri reperti. Potrebbero avere bisogno di particolari manutenzioni per restare in ottime condizioni, oppure necessitare di ambienti con una giusta temperatura. Dovrete dunque ottimizzare la struttura per rispondere alle esigenze delle vostre attrazioni, ma al contempo innalzare l’interesse nei loro confronti disponendo efficacemente totem informativi ed oggetti funzionali a tenere alto l’engagement dei visitatori.

I musei acquatici hanno esigenze molto particolari alle quali prestare attenzione.

Cultura e capitalismo

Al di là degli aspetti culturali di un museo, il nuovo capitolo della serie Two Point non dimentica che le mostre permanenti sono anche e soprattutto dei microcosmi economici.

Il vostro obiettivo non sarà solo quello di realizzare il museo esteticamente più raffinato (o fuori di testa, la scelta è vostra), ma anche quello più profittevole. Maggiore sarà la soddisfazione culturale del pubblico, maggiori saranno i vostri potenziali introiti. Le persone avranno tuttavia esigenze diverse: alcune preferiranno determinate tipologie di esposizioni, altre vorranno comode aree relax, i bambini preferiranno esibizioni interattive. Senza dimenticare lo spazio destinato alle esigenze fisiologiche, al ristoro nonché agli immancabili negozi di souvenir.

Ovviamente il museo non andrà avanti da solo e dovrete occuparvi anche delle assunzioni del personale, suddiviso in mansioni, che automatizzeranno le attività a loro dedicate. Ci sarà bisogno di lavoratori per le biglietterie, ma anche inservienti per mantenere lindi i corridoi, così come ricercatori per sviluppare nuove attrazioni, guardiani per assicurare la pubblica sicurezza o studiosi da formare per le spedizioni scientifiche future. Il tutto sempre prestando attenzione alle loro necessità: un dipendente felice è un dipendente produttivo.

Ricordatevi sempre di piazzare gli appositi totem dedicati alle offerte dei visitatori.

Il loop ludico che si instaura diventa così quello tipico di qualsiasi gestionale. Una continua rincorsa al miglioramento della propria struttura, attraverso l’ottimizzazione dei costi e l’incremento massimo dei ricavi. Ovviamente in pieno stile Two Point, dosando saggiamente leggerezza, facilità di approccio e profondità strategica. Da questo punto di vista, Museum rappresenta probabilmente il titolo più ponderato ed equilibrato della saga, sebbene potrebbe essere considerato troppo permissivo dai veterani degli strategici. Ad esempio, il lato economico è semplificato in alcune macro voci di rapida consultazione, senza troppi sofismi. Al contempo, gli effetti legati al posizionamento di alcuni oggetti non sempre producono effetti in modo chiaro, soprattutto negativi. Il risultato è che tende a sentirsi poco il peso degli errori nel micro management, salvo nei casi più macroscopici che possono portare ed evidenti problemi finanziari.

Gran parte del merito del successo di questo capitolo è poi da affidare all’interfaccia utente. Mentre altre produzioni del genere faticano a trovare un compromesso che possa mettere d’accordo il pubblico PCista e quello delle home console, Two Point Museum riesce a trovare una perfetta soluzione. Tutto è di facile ed intuiviva consultazione anche da console, permettendo una eccellente esperienza su qualsiasi piattaforma. Nello specifico poi, la versione PlayStation 5 appare molto curata nell’estetica e nel sonoro anche al netto di qualche rallentamento (infinfluente) nelle situazioni più concitate.

I souvenir saranno poco culturali, ma fanno molto bene all’economia di un museo.

Commento finale

Two Point Museum è l’ennesimo trionfo di una saga nata casualmente, dal successo del seguito spirituale di un titolo cult. Costruire il museo dei propri sogni è una esperienza gratificante e divertente, alla portata di tutto il pubblico grazie al perfetto bilanciamento delle caratteristiche ludiche. La cifra stilistica del franchise è ancora improntata all’ironia ed alla leggerezza, che si ripercuote anche in un gameplay tendenzialmente permissivo che potrebbe non essere apprezzato dai culturi dei gestionali più impegnativi. Ma al di là di questo, si tratta di un titolo da non lasciarsi scappare. Potrebbero persino sbocciare nuovi amori verso questo genere, ve lo garantiamo.

John Wick 5 è ufficiale: Lionsgate conferma il nuovo capitolo

0

Solo poche settimane fa, Keanu Reeves ribadiva che John Wick era morto al termine del quarto capitolo, lasciando intendere che non ci sarebbero stati sviluppi futuri per il suo personaggio. Ora, però, Lionsgate ha ribaltato completamente la situazione, confermando ufficialmente la realizzazione di John Wick 5.

L’annuncio ufficiale e il futuro del franchise

Durante un evento di anteprima per la John Wick Experience di Las Vegas, Jenefer Brown, responsabile dei prodotti e delle esperienze globali di Lionsgate, ha rilasciato un’intervista a ComicBook in cui ha svelato la notizia tanto attesa:

“Questo mondo continua a crescere ed espandersi in modi incredibili. Il prossimo capitolo sarà Ballerina, il nostro primo film spin-off per il grande schermo. Non vediamo l’ora che esca al cinema. Ovviamente, abbiamo anche annunciato che stiamo lavorando a un quinto film di John Wick e posso confermarlo. Stiamo sviluppando un nuovo capitolo… John è morto? Siamo tutti col fiato sospeso in attesa di scoprirlo.”

Le parole di Brown confermano che il franchise di John Wick è tutt’altro che concluso, ma lasciano aperte numerose domande sulla direzione che prenderà il quinto film.

John Wick tornerà davvero? Le ipotesi su trama e struttura

Con il finale del quarto capitolo, il destino del protagonista sembrava ormai segnato. Tuttavia, la conferma di un nuovo capitolo apre diversi scenari. Potrebbe trattarsi di un prequel, che approfondisce il passato del leggendario sicario prima degli eventi del quarto capitolo, oppure di un sequel, rivelando che John è riuscito a sopravvivere in qualche modo alla sua ultima missione.

Un altro aspetto da considerare è il coinvolgimento di Keanu Reeves. L’attore, che ha superato i 60 anni, ha più volte dichiarato di aver dato tutto al personaggio e di essere soddisfatto del finale. Per convincerlo a tornare, Lionsgate potrebbe essere pronta a offrire un cachet da capogiro, un elemento non nuovo nel mondo di Hollywood per assicurarsi il ritorno di una star tanto amata.

L’attesa per Ballerina e il futuro dell’universo di John Wick

Prima di John Wick 5, i fan potranno tornare nell’universo della saga con Ballerina, il primo spin-off cinematografico che vedrà protagonista Ana de Armas nei panni di un’assassina legata agli eventi principali della serie. Il film esplorerà nuovi aspetti, ampliando l’universo creato da Chad Stahelski.

Con questa conferma, è evidente che Lionsgate voglia continuare a sfruttare il successo del franchise, espandendo la storia con nuove prospettive e personaggi. Ora resta solo da capire in che modo Babà Jaga potrà tornare sul grande schermo e se Keanu Reeves sarà davvero disposto a riprendere il suo iconico ruolo.

L’attesa per ulteriori dettagli potrebbe non essere troppo lunga, ma una cosa è certa: John Wick 5 è in arrivo e il mondo degli assassini non è ancora pronto a dire addio al suo volto più noto.

Sadie Sink entra nel Marvel Cinematic Universe: sarà in Spider-Man 4

0

l Marvel Cinematic Universe si arricchisce di un nuovo talento. Sadie Sink, nota per il suo ruolo in Stranger Things, è stata ufficialmente ingaggiata per Spider-Man 4, dove affiancherà Tom Holland nel prossimo capitolo della saga dedicata all’Arrampicamuri.

Un ruolo ancora avvolto nel mistero

Al momento non è chiaro quale personaggio interpreterà Sink nel film, ma secondo alcune indiscrezioni riportate da Deadline, il suo ruolo sarà significativo. Tra le teorie più accreditate, si ipotizza che potrebbe vestire i panni di Jean Grey, la potente mutante degli X-Men già interpretata in passato da Famke Janssen nella saga originale e da Sophie Turner nei film più recenti.

Marvel Studios e Sony Pictures, che collaborano per la realizzazione dei film di Spider-Man nel MCU, non hanno ancora rilasciato commenti ufficiali sull’ingresso di Sink e sul personaggio che interpreterà. Tuttavia, la sua presenza nel cast è destinata a far discutere i fan, soprattutto per la possibilità di un collegamento tra il mondo degli X-Men e quello di Spider-Man all’interno dell’universo cinematografico Marvel.

L’MCU si espande: cosa aspettarsi da Spider-Man 4

Dopo il successo di Spider-Man: No Way Home, il quarto film dedicato all’Uomo Ragno interpretato da Holland è ancora avvolto nel mistero. La pellicola, attesissima dai fan, dovrebbe approfondire le conseguenze del finale del terzo capitolo, con Peter Parker che, dopo aver sacrificato la sua identità, si ritrova a ricostruire la sua vita da zero.

L’aggiunta di Sadie Sink al cast potrebbe segnare un punto di svolta per il franchise, magari introducendo nuovi eroi e aprendo le porte agli X-Men nel Marvel Cinematic Universe. Non resta che attendere conferme ufficiali e nuovi dettagli sulla sua partecipazione.

L’attesa per Spider-Man 4 continua a crescere, e con l’ingresso di un volto amato come quello di Sink, l’hype è destinato ad aumentare ancora di più.

Split Fiction: tutte le Side Story e dove trovarle

0

L’universo di Split Fiction è pieno di storie nascoste che arricchiscono l’esperienza di gioco con momenti unici e imprevedibili. In totale, ci sono 12 side story da scoprire, ognuna con il proprio stile e una dinamica di gioco diversa. Questi racconti emergono come anomalie nella simulazione, influenzate dalla presenza di Mio e Zoe, mentre Razer cerca di rubare idee e bozze delle loro storie.

Ogni storia si integra perfettamente nel mondo di gioco, ma alcune possono essere più difficili da individuare. Qui vedremo tutte le side story, con i dettagli su cosa aspettarsi e qualche suggerimento su come affrontarle.

Prima di proseguire, vi segnaliamo che sul nostro sito abbiamo preparato altre guide dedicate al gioco:

Neon Revenge: Il pericolo della città cyberpunk

Una delle prime side story che i giocatori incontreranno è The Legend of the Sandfish. Mio e Zoe si ritrovano in un mondo desertico dove un’enorme creatura si aggira sotto la sabbia. Coordinarsi è fondamentale per scappare dalle sue fauci, pianificando il percorso e sfruttando ogni opportunità per avanzare. A un certo punto, i due protagonisti finiranno persino sulla schiena del Sandfish, in una corsa frenetica che metterà alla prova riflessi e tempismo.

Un cambio di tono arriva con Farmlife, una delle side story più bizzarre e ironiche. Qui, Mio e Zoe si trasformano in maialini da fattoria. Sembra un’idea simpatica, finché la realtà non si fa più inquietante: il loro destino non è vivere una vita serena nel fienile, ma finire trasformati in salsicce.

Hopes of Spring: Tra fuga e spettacolo letale

Il tono cambia con Train Heist, che abbandona l’atmosfera rilassata per lanciarsi in un’azione frenetica a scorrimento laterale. Mio e Zoe devono sfuggire all’inseguimento del Conductor, un enorme boss sferico che sembra deciso a eliminare gli intrusi dal suo treno.

Molto più tesa è l’esperienza di Gameshow, in cui i due protagonisti vengono intrappolati in un assurdo quiz televisivo condotto da un robot psicopatico. La loro sopravvivenza dipende dalla capacità di passarsi velocemente delle bombe, evitando trappole come fuoco, scariche elettriche e piattaforme che scompaiono.

Drammatico e visivamente impressionante, Collapsing Star mette Mio e Zoe di fronte alla morte di un sole. L’astro, in fase di collasso, emette onde letali di luce che costringono i giocatori a nascondersi dietro strutture sicure. La chiave per sopravvivere è coordinare l’uso degli scudi, alternando la protezione tra i due personaggi.

Final Dawn: Tra corse acrobatiche e gatti da salvare

L’azione continua con Kites, una spettacolare sfida aerea in cui Mio e Zoe devono gareggiare tra tunnel e correnti d’aria, cercando di mantenere il controllo sui loro aquiloni. Una minima distrazione può essere fatale, specialmente se si manca uno dei cerchi che offrono una spinta in avanti.

Più rilassata ma altrettanto interessante è Moon Market, che trasporta i giocatori in un pittoresco mercato notturno lunare. L’obiettivo? Salvare quattro gatti dispersi per aprire dei cancelli che bloccano il passaggio. Interagire con gli elementi del bazar, tra cui pozioni misteriose, può rivelare sorprese inaspettate.

Molto particolare è Notebook, un livello interamente realizzato in stile disegno a matita, dove Zoe modifica la storia in tempo reale. A ogni cambiamento, porzioni della mappa appaiono e scompaiono, trasformando il livello in un puzzle narrativo interattivo.

Rise of the Dragon Realm: Azione e platform mozzafiato

Il ritmo accelera con Slopes of War, che ricorda i vecchi giochi di snowboard arcade come SSX. Mio e Zoe sfrecciano su tavole futuristiche cercando di ottenere il punteggio più alto con acrobazie mozzafiato.

Decisamente più ansiogena è Space Escape, che porta i protagonisti nello spazio, alle prese con una fuga disperata a gravità zero. L’ossigeno è limitato e bisogna collaborare per trovare taniche d’aria prima che sia troppo tardi. Anche il rampino torna in gioco, ma in un ambiente privo di gravità può rivelarsi difficile da gestire.

Ironico e nostalgico, Birthday Cake rappresenta una delle poche storie senza pericoli reali. Scritta da Mio quando era bambina, trasforma i personaggi in denti animati che devono illuminare le candeline su una torta prima di ritrovarsi in un inquietante studio dentistico.

Con queste 12 side story, Split Fiction offre un’esperienza ricca di varietà e sorprese, mescolando azione, umorismo e momenti di grande tensione. Ogni storia aggiunge un tassello al mondo di gioco, regalando situazioni uniche che premiano l’esplorazione e la cooperazione. Hai trovato tutte le side story? Se ve ne manca qualcuna, torna sui tuoi passi e preparati a scoprire ogni segreto di questo fantastico viaggio.

Death Stranding 2: tutto quello che sappiamo sul prossimo gioco di Hideo Kojima

0

Nel 2019, Hideo Kojima, il creatore di Metal Gear Solid e forse l’autore di videogiochi preferito di Hollywood, ha pubblicato il suo primo gioco (Death Stranding) come capo del suo studio indipendente, dopo essersi separato da Konami. Un gioco molto particolare tant’è che all’epoca ci furono opinioni contrastanti; Death Stranding per molti poteva essere un’opera visionaria e per altri qualcosa di completamente incomprensibile, o addirittura entrambe le cose. C’è però da dire che è un’esperienza indimenticabile che è riuscita, grazie e soprattutto alla Director’s Cut del 2021 a convincere anche i più scettici andando vicinissimo a conquistare il premio di migliore gioco dell’anno 2019, andato poi a Sekiro: Shadows Die Twice.

Ora Kojima è pronto a tornare con Death Stranding 2: On the Beach. Come il suo predecessore, è pronto a combinare un gameplay escursionistico unico con cutscene cinematografiche, i sorprendenti design dei personaggi di Yoji Shinkawa e una trama fantascientifica profondamente strana sulla creazione di connessioni tra persone in un mondo solitario e ostile in cui tra la vita e la morte c’è un velo sottilissimo.

Se vi state chiedendo cosa dovrete aspettarvi da questa nuova esperienza, siete nel posto giusto. Ecco tutto quello che sappiamo su Death Stranding 2.

Quali sono le ultime novità su Death Stranding 2?

Hideo Kojima ha preso parte a un panel speciale al SXSW 2025 il 9 marzo e ha rivelato che Death Stranding 2 uscirà a giugno, nello specifico il 26 giugno 2025. Ha anche condiviso un nuovo trailer di 10 minuti che ha dato qualche dettaglio aggiuntivo sulla trama e ha presentato diversi nuovi membri del cast: Luca Marinelli come Neil (che assomiglia a Solid Snake), Debra Wilson come Doctor e Alissa Jung come Lucy. C’è anche un cameo della star d’azione coreana Ma Dong-seok.

Death Stranding 2 è un’esclusiva PS5?

Almeno all’inizio, sì, ma un’uscita successiva per PC è quasi certa (qui la nostra analisi del primo capitolo in versione PC), e un’uscita per Xbox non così improbabile. Come il gioco originale, Death Stranding 2 è il risultato di una partnership tra Kojima Productions e Sony, e con ogni probabilità rimarrà un’esclusiva per console PlayStation per un po’. Come avete potuto intuire, per ora, è stata confermata solo l’uscita su PS5.

Perché si chiama On the Beach?

Nel mondo di gioco, un evento apocalittico noto come Death Stranding ha causato la comparsa di strane creature chiamate Beached Things (BT) che vagano per la Terra. Questi mostri inquietanti sono creati dai morti e, se consumano una persona viva, causano un’esplosione devastante. Si dice che i BT provengano dalla Spiaggia, una strana dimensione che è una specie di aldilà o purgatorio. C’è molto di più, ma queste sono le premesse. Perché questo regno metafisico è chiamato Spiaggia? Bella domanda. Forse perché è uno spazio di transizione tra due stati diversi: terra e oceano, vita e morte.

Chi fa parte del cast?

Il cast principale di Death Stranding 2 comprende tre star di ritorno e diversi volti nuovi.

  • Norman Reedus torna a vestire i panni del personaggio principale, Sam Porter Bridges
  • Léa Seydoux torna a vestire i panni della collega di Sam, Fragile, ora a capo dell’operazione Drawbridge
  • Troy Baker riprende il ruolo di Higgs, l’antagonista del primo gioco
  • Elle Fanning interpreta Tomorrow, un nuovo personaggio che sembra avere una sorta di legame con la spiaggia
  • Shioli Kutsuna interpreta Rainy, un agente del Drawbridge che è incinta
  • Luca Marinelli interpreta Neil, un contrabbandiere messicano che ricorda l’iconico Solid Snake
  • Debra Wilson interpreta Doctor
  • Alissa Jung interpreta Lucy
  • Ma Dong-seok appare in un ruolo sconosciuto

Inoltre, non sarebbe Death Stranding senza le apparizioni cameo di alcuni dei registi preferiti di Kojima; il primo gioco ha dato ruoli piuttosto sostanziali a Guillermo del Toro e Nicolas Winding Refn. Tre i registi che appariranno invece in Death Stranding 2 con tanto di scansione in motion-capture e le performance vocali eseguite da altri attori.

  • George Miller (Mad Max) interpreta Tarman, un medico e geofisico che è anche capitano e pilota della nave di Drawbridge, la DHV Magellan. (Interpretato da Marty Rhone)
  • Fatih Akin (The Edge of Heaven, In the Fade) interpreta Dollman, un ex medium la cui anima è ora intrappolata in una marionetta. (Interpretato da Jonathan Roumie)
  • Nicolas Winding Refn (Drive) torna a vestire i panni di Heartman, un ricercatore che ha un infarto ogni 21 minuti. (Interpretato da Darren Jacobs)

Qual è la storia?

Kojima Productions ha effettivamente rivelato parecchio su Death Stranding 2: On the Beach in tre lunghi trailer. Ma, come spesso accade con un gioco di Hideo Kojima, più ci si addentra, meno si ha la sensazione di capire.

Il primo teaser trailer del gioco mostra Fragile che si prende cura di un bambino. Si tratta di Lou, la BB (Bridge Baby) che Sam ha liberato dal suo baccello simile a un sarcofago e rianimato alla fine del primo gioco. Poi c’è una nuova scena in cui Sam e Lou vengono attaccati nel loro bunker e fuggono, ma Lou viene ucciso, riemergendo come una versione BT (Beached Thing) di se stessa nel suo vecchio baccello.

Nel secondo trailer, questa versione BT di Lou accompagna ancora una volta Sam nella sua avventura come BB. Il trailer delinea l’ambientazione generale del gioco, che apparentemente è ambientata qualche tempo dopo gli eventi dell’originale. La rete chirale che Sam ha creato in Death Stranding funziona, quindi non servono più facchini umani per collegare l’UCA (ex America) e gli ex colleghi di Sam a Bridges hanno preso strade separate.

Ma una nuova organizzazione chiamata Drawbridge, guidata da Fragile e finanziata da un misterioso benefattore privato, sta lavorando per collegare aree esterne all’UCA. Sam va a lavorare per Drawbridge; i suoi capelli, che erano diventati bianchi, per qualche motivo tornano castani. L’organizzazione ha una base mobile fantastica, la DHV Magellan, che sembra essere in grado di viaggiare attraverso il catrame nero da cui emergono le BT.

Anche Higgs, l’antagonista del gioco originale, è tornato. Nonostante sia stato lasciato sulla spiaggia alla fine del primo gioco, è vivo, più o meno. Viene trasportato in giro in una bara rossa da una squadra di robot. Indossa una maschera inquietante su un volto ancora più inquietante e ha un’arma simile a una chitarra elettrica. Lou prende il controllo dei suoi robot per combatterlo. La scena non ha senso, ma è allo stesso tempo ridicola e assurdamente cool, nel classico stile di Kojima.

Tornata a bordo del DHV Magellan, Fragile indossa una maschera che ricorda un paio di mani blu e, in compagnia di Tarman, salva Tomorrow da un altro oggetto simile a un sarcofago pieno di catrame nero. (In una clip video pubblicata in seguito, apprendiamo che Tomorrow proviene da un altro luogo, o dimensione, dove i bambini non nascono mai, ma rimangono nel grembo delle loro madri.)

Oltre a Lou, Sam è accompagnato nei suoi viaggi da Dollman, che ha l’aspetto di un burattino di legno parlante animato in stile stop-motion. A un certo punto incontra di nuovo Heartman dal primo gioco e l’equipaggio del DHV Magellan è raggiunto da Rainy, una donna incinta.

Il terzo trailer introduce i personaggi di Neil e Doctor, e approfondisce alcuni dettagli sull’ambientazione. Death Stranding 2 è ambientato 11 mesi dopo la formazione dell’UCA. I server costeggiano la spiaggia e le consegne sono state automatizzate, lasciando apparentemente senza lavoro facchini come Sam. Il chiralium della spiaggia continua a deformare l’ambiente proprio mentre una nuova fazione sta diffondendo la sua influenza. Ma niente di tutto ciò, a quanto pare, impedirà a Sam di fare il suo lavoro.

Presentando il secondo trailer ai The Game Awards 2022, Kojima ha detto di aver riscritto Death Stranding 2 per riflettere l’impatto della pandemia di COVID-19. Considerando che le visioni profetiche del primo gioco di lockdown e isolamento sono state spesso commentate, sarà affascinante vedere come questi temi si svilupperanno nel sequel.

Cosa sappiamo finora del gameplay?

I trailer sono molto scarni in termini di dettagli del gameplay rispetto alla trama, ma ciò che vediamo è piuttosto familiare. Sembra che avremo a che fare con escursioni, il trasporto di carichi, l’esplorazione open-world introdotto nel primo gioco. Considerando quanto sia unica questa prospettiva, non è una brutta cosa.

I trailer rivelano alcuni nuovi biomi (deserto, così come affioramenti rocciosi neri e sterili) ed effetti paesaggistici dinamici (inondazioni improvvise e frane). C’è anche un nuovo veicolo: un buggy a quattro ruote, simile a un carro armato.

Vi ricordiamo che Death Stranding 2: On the Beach sarà disponibile dal 26 giugno 2025.

Azure Striker Gunvolt Trilogy Enhanced arriverà in estate: ecco cosa includerà

0

Inti Creates ha annunciato Azure Striker Gunvolt Trilogy Enhanced per la PlayStation 5 e Nintendo Switch. Uscirà ufficialmente il 24 luglio prossimo. Include versioni rifinite e aggiornate di tre classici giochi d’azione 2D a scorrimento laterale, vale a dire Azure Striker Gunvolt (2015), Azure Striker Gunvolt 2 (2016) e infine Azure Striker Gunvolt 3 (2022), inclusi tutti i contenuti scaricabili disponibili. L’occasione perfetta per godere non solo dell’azione offerta da Azure Striker Gunvolt, ma anche della sua storia profonda accompagnata da una voce narrante completa (solo in giapponese in Azure Striker Gunvolt e Azure Striker Gunvolt 2 ) e un totale di 37 tracce vocali che vi immergeranno nel mondo distopico della serie.

Sarà disponibile anche una Complete Box per il 10° anniversario che include:

  • Una copia del gioco;
  • Azure Striker Gunvolt Series Official Complete Works – Un artbook formato A4;
  • Una colonna sonora completa in sei dischi con tutta la musica inclusa in Azure Striker Gunvolt Trilogy Enhanced;
  • Album CD con musica inedita;
  • Arazzo formato B2 con illustrazioni esclusive dell’illustratore della serie, Yoshitaka Hatakeyama;
  • I preordini per qualsiasi edizione fisica includeranno, inoltre, una cartella trasparente formato A4.

Recensione Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii, “Il cane pazzo di Shimano” alla conquista dei mari!

0

Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii rappresenta uno degli spin-off più audaci (e assurdi) della celebre serie sviluppata da Ryu Ga Gotoku Studio. Dopo il successo di Like a Dragon: Infinite Wealth dello scorso anno, il “nuovo capitolo” catapulta i giocatori in un’avventura esotica con protagonista nientedimeno che Goro Majima. Il più squilibrato dei leggendari Yakuza della serie, noto anche come “Il cane pazzo di Shimano“, sicuramente non ha paura (con o senza l’amnesia che lo colpisce all’inizio di questo gioco) di indossare il mantello di un capitano pirata e salpare per i mari alla ricerca di un tesoro perduto, esplorando scenari mozzafiato e affrontando nemici spietati. È un incipit che eleva Pirate Yakuza in Hawaii da semplice spin-off a un’avventura davvero memorabile e che si distingue con sicurezza sullo sfondo della serie nata nel 2005. È ancora un titolo Like a Dragon in tutto e per tutto, con un’abbondanza di minigiochi, missioni secondarie e un enorme hub aperto da esplorare. La versione PC – da noi provata – garantisce un’esperienza fluida e dettagliata, ma non è priva di alcune incertezze di natura tecnica. Ma andiamo con ordine!

Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii è attualmente disponibile per PC (via Steam), Xbox One, Xbox Series X e S, PlayStation 4 e PlayStation 5.


Versione testata: PC (Steam)


Trama avvincente e personaggi carismatici

La narrazione si svolge sei mesi dopo gli eventi di Infinite Wealth e segue il viaggio di Majima, arenato sulla spiaggia di un’isola remota al largo delle Hawaii. Vicino alla morte e con pochi frammenti di ricordi, viene salvato misericordiosamente da un ragazzino di nome Noah Rich e dal suo cucciolo di tigre che vive sull’isola insieme al padre Jason e alla sorella Moana. Majima ripaga la generosità di Noah aiutando l’isola a gestire un problema di pirati piuttosto importante. Stiamo parlando di pirati nel senso più stretto del termine: galeoni dotati di potenti cannoni e vele minacciose, governati da lupi di mare affamati di tesori luccicanti. Dopo un periodo trascorso a fare commissioni sull’isola, non passa molto tempo prima che Majima ottenga una scintillante nave pirata, la Goromaru, e un equipaggio eterogeneo tutto suo. E così inizia un’avventura (con un focus sul leggendario tesoro di Esperanza) che sposa con successo una narrazione in stile Treasure Island con tanto di intrighi politici e basato sulle fazioni di Like a Dragon. Sebbene non sia ai livelli dei capitoli principali della fortunata serie, è comunque una storia divertente ed emozionante dall’inizio alla fine, con un finale assolutamente di prim’ordine. Il cast di personaggi è variegato e ben caratterizzato (anche se alcuni risultano soltanto abbozzati), con volti nuovi e ritorni apprezzati, tra cui Taiga Saejima e Ichiban Kasuga. Il tono della storia oscilla tra momenti drammatici e situazioni assurde, mantenendo lo stile narrativo tipico di Yakuza.

Esplorazione e ambientazione esotica

L’ambientazione si distingue per la varietà e il livello di dettaglio. Oltre alla città di Honolulu, già vista in Infinite Wealth, i giocatori possono esplorare Rich Island, Madlantis e Nele Island, ciascuna con caratteristiche uniche. Le isole offrono un mix di missioni principali e secondarie, tra cui sfide a tempo, cacce al tesoro e interazioni con personaggi eccentrici. Le attività extra, da sempre un punto di forza della saga, comprendono il ritorno di minigiochi amati come il karaoke e Dragon Kart, insieme a nuove aggiunte che ampliano ulteriormente l’esperienza di gioco.

Gameplay

Il titolo mantiene il classico sistema di combattimento action della serie, introducendo – al contempo – nuove meccaniche legate proprio al tema piratesco. Majima può alternare due stili di lotta: “Mad Dog”, caratterizzato da velocità e combo frenetiche (che è come la maggior parte degli altri titoli di 
Like a Dragon), e “Sea Dog”, che permette di utilizzare armi come sciabole e pistole. Lo stile di combattimento di “terra”, brandendo il suo iconico coltello e impiegando attacchi rapidi, un potente gap closer, lanci e altro ancora, è ideale per affrontare un singolo bersaglio o una piccola squadra di cattivi; quello di “mare” – invece – è sicuramente il più interessante dei due, poiché Majima indossa il suo abito da pirata, brandisce due sciabole e ha accesso a una pistola a pietra focaia e un uncino (diventando quasi invincibile considerando anche che ha la possibilità di eseguire combo aeree, il che da agli scontri una certa dinamicità). È molto più adatto ai combattimenti su larga scala che è chiamato (piuttosto frequentemente) ad affrontare durante le missioni della storia e le battaglie sul ponte. Sebbene abbia una certa potenza, tanto che a livello normale il gioco non è stato per niente impegnativo, è necessario comunque giocare in modo intelligente e ponderato. Soprattutto quando bisogna inseguire i bersagli/taglia di Honolulu, un contenuto secondario che consente di ottenere un bel po’ di denaro contante utilizzabile per sbloccare i potenziamenti per Majima e la sua nave.

A proposito di nave, le battaglie navali, elemento inedito per il franchise, offrono una sfida strategica, con la necessità di gestire equipaggio (arruolando membri sparsi per Honolulu ognuno in grado di fornire buff specifici come l’aumento dei danni che andrete ad infliggere alla poppa di una nave nemica, o l’aumento del numero di volte in cui è possibile sparare una cortina fumogena per oscurare la visuale del nemico mentre rianimate i compagni abbattuti o siete alle prese con pericoli come incendi o nebbia velenosa) e potenziamenti (fra cui  la resistenza e la potenza di fuoco della nave) della nave per affrontare pirati rivali (con tanto di possibilità di affrontare un contenuto dedicato che prevede sfide in alto mare di tenore crescente). L’attacco si basa sui cannoni di dritta e di sinistra, sulla mitragliatrice che spara dritto in avanti, speronando le navi e usando il lanciarazzi mentre si è sul ponte. I danni, alla vostra nave, potrebbero essere cagionati sia dagli scontri (naturalmente) e sia da elementi ambientali come fulmini o trombe d’aria. Gestire le riparazioni della nave è semplice: se la nave è in fiamme, basta stare sul ponte e tenere premuto un pulsante in una posizione stabilita anziché dover correre in giro per spegnere le fiamme (come accade in Sea of Thieves). E vi diremo, costruire il proprio equipaggio e conseguentemente aumentare la reputazione – sebbene non ci troviamo dinanzi alla profondità di Assassin’s Creed 4: Black Flag o Skull and Bones in termini di dettaglio o realismo – è comunque immensamente appagante.

Altresì, durante la navigazione, ci sono altre cose da fare, come ad esempio il poter esplorare le vaste acque che circondano le Hawaii e altri luoghi degni di nota (anche se si poteva fare uno sforzo maggiore in termini di cura complessiva), alla ricerca di tesori o – per chi lo volesse – persino intraprendere una massiccia storia secondaria che vede Majima e l’equipaggio abbattere i Devil Flags, una famigerata armata di pirati. Detto questo, gli scontri con le navi nemiche possono diventare piuttosto lunghi ad un certo punto del gioco, il che aumenta il tempo complessivo necessario per il viaggio in mare. E mentre il Goromaru può sfruttare le correnti d’aria per navigare più velocemente, il semplice atto di viaggiare da A a B può comunque richiedere un bel po’ di tempo. Soprattutto quando ci si imbatte costantemente in altre flotte nemiche pronte a darci battaglia.

Prestazioni su PC

Dal punto di vista tecnico, la versione PC presenta alti e bassi. Graficamente, il gioco brilla per la cura delle ambientazioni (sebbene si potesse fare decisamente meglio) e la fluidità delle animazioni, ma soffre di alcune problematiche di ottimizzazione. Da segnalare – anche se il gioco è più che ottimizzato – diversi cali di frame rate, sia in mare quando si verificano condizioni meteorologiche avverse come temporali e sia nelle sezioni più concitate, e problemi con il supporto DLSS, che necessita di aggiornamenti per garantire una resa ottimale. Nonostante questi difetti, il comparto visivo resta solido, con effetti atmosferici ben realizzati e un’illuminazione convincente.

Configurazione di prova:

CPU: AMD Ryzen 5800x
Scheda madre: MSI B450M-A PRO MAX
RAM: 16GB DDR4 Crucial Ballistix
GPU: NVIDIA GeForce RTX 3080 Ti
Case: Thermaltake Core P3 open frame
Storage: Kingston NVMe 500GB + 2 HDD da 2TB
Alimentazione: Corsair RM750
OS: Microsoft Windows 11 Pro

Requisiti minimi

  • Processore: Intel Core i5 3470, AMD Ryzen 3 1200
  • Scheda video: NVIDIA GTX 1650, AMD RX 560, Intel A380
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Storage: 56 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 10

Requisiti consigliati

  • Processore: Intel Core i7 4790, AMD Ryzen 5 1600
  • Scheda video: NVIDIA RTX 2060, AMD RX 5700, Intel A750
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Storage: 56 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 10

Colonna sonora e doppiaggio coinvolgenti

La musica, curata da Saori Yoshida, spazia tra brani epici per le battaglie e tracce più rilassate durante l’esplorazione ed è una perfetta fusione di temi tradizionali giapponesi e ritmi polinesiani. Il doppiaggio, disponibile in giapponese e inglese, è di ottima qualità, con interpretazioni che enfatizzano la personalità uniche dei protagonisti. Le voci contribuiscono a rendere i dialoghi ancora più coinvolgenti, mantenendo il giusto equilibrio tra serietà e comicità per tutta la durata del gioco. Una durata di circa 25 ore (attraverso i cinque capitoli che compongono la campagna) se ci si dedica prettamente al plot principale che arrivano – se puntate al 100%, fra le 30 e le 40 ore totali.

Commento finale

Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii è un’esperienza audace ed imperdibile per i fan della saga. L’introduzione delle meccaniche piratesche aggiunge freschezza al gameplay, mentre la narrazione avvincente e i personaggi iconici garantiscono un’avventura memorabile. Tuttavia, la versione PC necessita di alcune correzioni per risolvere i problemi di performance. Nonostante queste pecche, il gioco offre ore di divertimento e conferma ancora una volta la capacità di Ryu Ga Gotoku Studio di innovare senza tradire le radici della serie.

Recensione The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II, ritorno a Calvard

0

The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II giunge sul mercato occidentale a poco più di sette mesi di distanza dal proprio ottimo predecessore. Un lasso di tempo piuttosto breve, che tuttavia attesta al contempo l’impegno di NIS America e l’ambizione di Nihon Falcom. Con un lodevole fronte comune, publisher e team di sviluppo vogliono consolidare sempre di più la presenza della storica saga in Occidente. Lasciata così alle spalle la necessità di recuperare i titoli più risalenti (il secondo Daybreak è uscito in patria nel 2022), adesso il mercato dell’ovest resta ad un solo titolo di ritardo dalle terre orientali con Kai no Kiseki -Farewell, O Zemuria- da adattare. In attesa, ovviamente, del vero e proprio progetto che punta ad essere una svolta per il franchise con la release in contemporanea mondiale, Trails in the Sky 1st Chapter.

Digressioni a parte su questa longeva saga, Daybreak II costituisce un seguito diretto delle precedenti avventure dello spriggan Van Arkride. Se il predecessore poteva essere considerato sia un punto di arrivo sia una nuova ripartenza per la saga, questo nuovo capitolo ne perfeziona ed arricchisce taluni aspetti cedendo inevitabilmente il fianco a qualche critica.

The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II è disponibile dal 14 Febbraio per PC (via Steam), PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch.


Versione testata: PlayStation 5


Le sabbie del tempo

Senza spoilerare troppo al riguardo, gli eventi di Daybreak II si pongono a breve distanza dalla conclusione del precedente capitolo.

Dopo il ritorno della pace per la gente di Calvard, Van Arkride è tornato alla sua routine lavorativa quotidiana di tuttofare ad Edith. Un giorno, una ragazza bussa alla porta degli uffici della Arkride Solutions. Si tratta di Elaine, amica d’infanzia del protagonista (nonché sua cotta adolescenziale), nonché Bracer di rango A della gilda. La richiesta è molto semplice: indagare su alcuni cruenti omicidi apparentemente perpetrati da un singolo individuo in grado di trasformarsi in un Grendel… una abilità rara condivisa dallo stesso Van. Mosso dalla volontà di chiarire il mistero e di scagionarsi dal crescente sospetto nei suoi riguardi, lo spriggan si troverà davanti ad una situazione ancor più pericolosa e complessa.

I personaggi hanno un ruolo preponderante in Daybreak II.

Non è semplicissimo affrontare il tema della sceneggiatura di Daybreak II, soprattutto in relazione a quanto proposto dal Nihon Falcom con il suo predecessore. Se il primo Daybreak era infatti un ideale entry point per tutti coloro che desideravano avvicinarsi alla saga, il sequel scivola nei tipici vizi di The Legend of Heroes. Non solo viene richiesta la conoscenza degli eventi del predecessore e dei suoi personaggi (fin qui, si tratta di un requisito comprensibile), ma anche e soprattutto di eventi e personaggi provenienti da Reverie, Sky, Crossbell e Cold Steel. Si tratta indubbiamente di un ulteriore attestato della ammirevole e grandiosa capacità, da parte della saga, di tessere la propria intricata ed affascinante lore nel corso del tempo. D’altro canto, tradisce parzialmente le intenzioni di Daybreak come saga pienamente godibile dai neofiti del franchise.

Anche riflettere sullo svolgimento stesso della storia non è un compito agevole. Dal punto di vista dei personaggi e del loro approndimento, ci troviamo di fronte ad un capitolo semplicemente imperdibile. La scrittura, da questo punto di vista, è straordinaria e riesce non solo ad approfondire quanto presentato nel primo Daybreak, ma anche ad arricchire ulteriormente il cast corale pescando dal passato della saga (il lavoro compiuto su Swin e Nadia è encomiabile). Merito anche delle missioni secondarie, che segnano un sostanzioso passo avanti rispetto al predecessore in termini di scrittura e struttura.

Viceversa, la storia principale tende inaspettatamente a “soffrire” un ritmo fin troppo dilatato non solo nelle fasi iniziali ma anche in quelle centrali. La causa è probabilmente da rintracciare in uno degli snodi narrativi offerti da Daybreak II. Non vogliamo sbottonarci troppo, ma ha a che vedere con il concept dei loop temporali in stile Ricomincio da capo. Una caratteristica indubbiamente intrigante, la cui realizzazione si presenta tuttavia fin troppo guidata. Con il risultato di prestare il fianco alla ripetitività nonché ad un triste svuotamento di pathos legato ad alcuni momenti. Ah, a scanso di equivoci: anche Daybreak II presenta unicamente il supporto alla lingua inglese.

A livello di presentazione, il titolo è pur sempre del 2022.

Vi hanno potenziati

Sul versante del gameplay, i passi avanti compiuti da Daybreak II sono evidenti e francamente ottimi.

Anzitutto, rispetto al capitolo precedente la difficoltà generale è stata ritoccata verso l’alto. Il primo Daybreak era stato infatti accusato, soprattutto dai fan della saga, di essere fin troppo permissivo anche alle difficoltà maggiori. Il sequel risolve la problematica, pur mantenendo inalterate le caratteristiche strutturali del sistema di combattimento che vi abbiamo raccontato nella nostra recensione. Dimenticatevi adesso di poter uccidere tutti i nemici senza pianificare attentamente le azioni da compiere. Adesso ogni avversario è tendenzialmente molto più aggressivo e vanta una difesa notevole. Solo i più deboli possono essere decimati nelle fasi di azione, rinviando altrimenti agli scontri a turni. I buff e le Arts offensive sono adesso praticamente indispensabili, così come l’ottimizzazione dei setup Orbment che richiede un uso più razionale e meno distratto dei Quartz.

Le novità del sistema di combattimento rendono l’esperienza più gratificante ed impegnativa.

Il sistema di combattimento in senso stretto ha visto l’introduzione di due meccaniche tese a bilanciare la maggiore difficoltà di Daybreak II.

Anzitutto, la schivata perfetta degli attacchi avversari permette di eseguire un Cross Charge. Si tratta di una sorta di switch tra personaggi in concomitanza di un attacco pesante. Sembrerebbe un’aggiunta di poco conto, ma nell’economia ludica rappresenta una introduzione gratificante e tatticamente preziosa. A questo si aggiunge l’introduzione delle EX Chains, una manovra che permette di attaccare due volte i nemici storditi da due distinti personaggi del party, a patto di essere posizionati abbastanza vicini. Questo attacco speciale riesce a danneggiare notevolmente non solo i nemici bersagliati, ma anche quelli che si trovano nel fuoco incrociato. Ogni scontro nasconde così un attento studio dei piazzamenti, in funzione delle nuove possibilità introdotte che rendono i combattimenti al contempo più impegnativi e più divertenti.

La cura grafica legata ai personaggi ed alle loro abilità ha un risalto superiore rispetto al passato.

Virtuosismi e virtualismi

Ulteriore novità proposta in Daybreak II, a metà tra esigenze ludiche e narrative, è il Märchen Garten.

Si tratta di un dungeon procedurale (qualcosa di simile al Reverie Corridor presente in Trails into Reverie) liberamente affrontabile da qualsiasi party. L’inserimento del Märchen Garten risponde a diverse esigenze. Anzitutto, permette di derogare a determinati vincoli di trama che altrimenti non permetterebbero di selezionare sempre liberamente i membri del proprio team. Ma soprattutto questo mondo virtuale si rivela un potente strumento nelle mani dei giocatori. I player potranno infatti esplorarlo, sfruttarne le difficoltà per aumentare di livello e scambiarne le risorse uniche per ottenere ricompense e miglioramenti assortiti. Inoltre, sarà possibile affrontare i minigiochi di Daybreak II, tra cui la divertentissima pesca e lo sfizioso hacking.

Il Märchen Garten purtroppo è abbastanza scarno strutturalmente e visivamente.

Non tutto è però oro luccicante. Il Märchen Garten soffre di una eccessiva ripetititvà strutturale, senza significative variazioni (al contrario del citato Reverie Corridor). Il rischio di trovarsi all’interno di sezioni ripetitive e tediose, purtroppo, non è remoto. All’interno di un titolo che può portar via serenamente ottanta ore per il pieno completamento, non si tratta di un aspetto di poco conto.

Per quanto riguarda il comparto della presentazione in senso generale, Daybreak II è pur sempre un titolo del 2022. Tuttavia, mostra continui passi avanti nell’ottica del franchise. Pur nella semplicità di alcune soluzioni grafiche, la cura riposta nella realizzazione dei personaggi è sempre più alta grazie anche alla direzione artistica. Le prestazioni su PlayStation 5 appaiono tendenzialmente fluide, pur dovendo riscontrare problemi di framerate nelle situazioni più concitate proprio all’interno del Märchen Garten.

La colonna sonora firmata dal team composto da Hayato Sonoda, Shuntaro Koguchi, Yukihiro Jindo e Mitsuo Singa ha un taglio diverso rispetto al capitolo precedente. L’impiego di una strumentistica più profonda, pesante e grave potrebbe non piacere a tutti, ma è indiscutibilmente di ottima qualità.

Codice review gentilmente fornito da https://keymailer.co

Rispetto al primo Daybreak, dovrete razionalizzare più attentamente lo sviluppo dei personaggi.

Commento finale

Trails through Daybreak II è un piccolo grande paradosso firmato Nihon Falcom. Da un lato, il nuovo capitolo di The Legend of Heroes perfeziona e valorizza gli ottimi risultati segnati dal suo diretto predecessore, rappresentando a tutti gli effetti un passo avanti. Dall’altro lato, presenta una sceneggiatura meno impeccabile del previsto con annesso ritorno del relativo atavico problema della stringente e propedeutica necessità di avere una pregressa conoscenza di lore e personaggi. La nuova avventura di Van Arkride vive così una doppia natura: un prodotto praticamente imperdibile per chi ha amato il primo Daybreak, una produzione difficilmente consigliabile a tutti coloro che invece non hanno avuto modo di approcciarla.

Start-up e digitalizzazione: strumenti essenziali per partire col piede giusto

0
four people using laptop computers and smartphone
Photo by Canva Studio on Pexels.com

L’ecosistema delle start-up è in continua espansione, e in Italia il numero di nuove imprese innovative cresce costantemente. Il percorso imprenditoriale, però, non è privo di ostacoli: dalla definizione del modello di business all’ottenimento di finanziamenti, fino alla gestione operativa. In questo contesto, la digitalizzazione gioca un ruolo cruciale, offrendo strumenti che semplificano le operazioni e ottimizzano i processi.

Fondamenti di una start-up: dalla normativa alle strategie di crescita

Per comprendere il fenomeno, occorre partire dalla sua definizione. Una start-up è un’impresa emergente che punta a sviluppare un’idea innovativa e scalabile. In Italia, le start-up innovative godono di agevolazioni grazie alla normativa introdotta nel 2012, che permette loro di accedere a finanziamenti dedicati e semplificazioni burocratiche.

Avviare una start-up richiede competenze trasversali: dalla gestione finanziaria alla conoscenza del mercato. Un’analisi accurata del settore e della concorrenza è essenziale per posizionarsi in modo efficace e attirare potenziali investitori.

Digitalizzazione e strumenti imprescindibili per le start-up

Un’impresa che nasce oggi non può prescindere dagli strumenti digitali. Alcuni sono obbligatori per legge, altri rappresentano un valore aggiunto in termini di efficienza e competitività. Tra i principali strumenti digitali troviamo:

  • PEC (Posta Elettronica Certificata): obbligatoria per comunicare con enti pubblici e gestire documenti ufficiali con validità legale.
  • Firma digitale: essenziale per la sottoscrizione elettronica di documenti, velocizzando le pratiche burocratiche.
  • Fatturazione elettronica: standard per la gestione delle transazioni, riducendo errori e semplificando la contabilità.

A questi si aggiungono soluzioni facoltative ma altamente strategiche, come il cloud computing, che consente l’accesso ai dati aziendali da qualsiasi dispositivo, e la fibra ottica, per garantire connessioni stabili e veloci.

Il cloud come leva di scalabilità

Il cloud non è solo un’opzione tecnologica, ma un vero e proprio abilitatore di crescita. Permette di archiviare e condividere documenti in modo sicuro, senza necessità di server fisici. Per una start-up, questa flessibilità è cruciale: riduce i costi iniziali e garantisce accessibilità immediata alle informazioni, facilitando il lavoro da remoto.

L’importanza dell’hardware e il ruolo del noleggio tecnologico

Avere dispositivi performanti è essenziale per operare con efficienza. Tuttavia, l’acquisto di computer, server e periferiche può rappresentare un investimento oneroso. Un’alternativa valida è il noleggio di attrezzature informatiche, che consente di accedere a strumenti aggiornati senza immobilizzare capitali. Servizi come quelli offerti da Noleggio-computer.it permettono alle start-up di dotarsi della tecnologia necessaria con costi contenuti e formule flessibili.

two men sitting facing on flat screen monitors
Photo by Proxyclick Visitor Management System on Pexels.com

Strategie per ottenere finanziamenti e incentivi fiscali

Il capitale iniziale rappresenta spesso una delle maggiori difficoltà per le start-up. Fortunatamente, esistono diverse soluzioni di finanziamento:

  • Bandi pubblici e agevolazioni statali: il governo italiano offre diverse opportunità per le imprese innovative, come contributi a fondo perduto e prestiti agevolati.
  • Venture capital e business angels: investitori privati disposti a finanziare start-up con alto potenziale di crescita.
  • Crowdfunding: una strada sempre più battuta per ottenere capitali direttamente dal pubblico, spesso attraverso piattaforme digitali.

Le agevolazioni fiscali, come le detrazioni per investitori privati e i crediti d’imposta per ricerca e sviluppo, rappresentano ulteriori incentivi per chi decide di intraprendere questa avventura imprenditoriale.

Partire con il giusto mindset

Avviare una start-up richiede una visione chiara e un utilizzo strategico degli strumenti digitali. La tecnologia non è solo un supporto, ma un fattore chiave di successo. Senza una solida infrastruttura digitale, l’operatività rischia di essere inefficiente e poco competitiva. Le imprese emergenti devono quindi integrare le soluzioni più adatte sin dall’inizio, per garantire una crescita stabile e sostenibile.

Indiana Jones e l’Antico Cerchio, trapelata la possibile data di uscita su PS5

0

Indiana Jones e l’Antico Cerchio potrebbe presto approdare su PS5, e con esso una delle esclusive più apprezzate di casa Xbox potrebbe finalmente raggiungere anche il pubblico Sony. Secondo le ultime indiscrezioni rivelate dal noto insider billbil-kun, il gioco sviluppato da MachineGames e pubblicato da Bethesda dovrebbe arrivare sulla console Sony il 17 aprile 2025.

L’informazione, diffusa inizialmente dal listino di un distributore di videogiochi e successivamente confermata dalla rivista PlayStation Inside, diventa ancora più credibile se consideriamo la fama di billbil-kun, noto per la sua capacità di anticipare con precisione le uscite dei giochi più attesi. Se il rumor venisse confermato, sarebbe una notizia di grande rilevanza per i possessori di PS5, che attendono da tempo di poter vivere l’ultima avventura di Indiana Jones sulla loro piattaforma.

Edizioni disponibili e dettagli sui prezzi

Stando alle informazioni diffuse, il titolo sarà disponibile in due edizioni fisiche:

  • Standard Edition – 79,99€
  • Premium Edition – 109,99€, con accesso anticipato di due giorni (dal 15 aprile) e diversi bonus in-game

Per il momento non è stata annunciata una Collector’s Edition, ma non è escluso che ulteriori dettagli possano emergere nelle prossime settimane. Le prenotazioni per entrambe le versioni dovrebbero aprire intorno al 25 marzo, dando modo ai giocatori di bloccare la propria copia in anticipo.

Un titolo attesissimo dal pubblico PlayStation

Sin dal suo annuncio, Indiana Jones e l’Antico Cerchio ha suscitato grande interesse, soprattutto per l’approccio narrativo e cinematografico che MachineGames ha saputo infondere nel gioco. Il team, noto principalmente per il lavoro svolto sulla serie Wolfenstein, ha costruito un’avventura che rende omaggio ai film di Steven Spielberg, restituendo in pieno l’atmosfera che ha reso celebre il leggendario archeologo interpretato da Harrison Ford.

La versione Xbox e PC, già disponibile da qualche tempo, ha ricevuto recensioni molto positive, con la critica che ha elogiato il comparto narrativo, il gameplay e l’attenzione ai dettagli. In particolare, il gioco è stato apprezzato per il suo sistema di esplorazione, che mescola azione e puzzle ambientali, e per la capacità di far vivere un’autentica esperienza da Indiana Jones.

Ora, con il possibile arrivo su PS5, il titolo potrebbe raggiungere una nuova fetta di pubblico, ampliando il successo di una delle migliori trasposizioni videoludiche mai realizzate per un franchise cinematografico.

Manca solo la conferma ufficiale

Al momento, né Sony né Bethesda hanno confermato ufficialmente l’uscita del gioco su PS5, ma la fonte dell’indiscrezione e la coerenza delle informazioni suggeriscono che un annuncio ufficiale potrebbe essere imminente.

Resta da vedere se il titolo arriverà con eventuali miglioramenti tecnici o feature esclusive per la console Sony, magari con l’aggiunta del supporto al DualSense per un’immersione ancora più profonda.

Non ci resta che attendere ulteriori dettagli, che potrebbero arrivare già nelle prossime settimane. Nel frattempo, i fan di Indiana Jones possono prepararsi a impugnare nuovamente la frusta e lanciarsi in un’avventura che promette di essere memorabile.

Silent Hill f sarà svelato ufficialmente con una Silent Hill Transmission

0

Konami rompe finalmente il silenzio su Silent Hill f, uno dei progetti più misteriosi e intriganti legati al rilancio della celebre saga survival horror. Con un annuncio che ha scatenato immediatamente l’entusiasmo dei fan, la compagnia giapponese ha confermato che giovedì 13 marzo alle ore 23:00 (italiane) trasmetterà una nuova Silent Hill Transmission dedicata proprio a questo attesissimo capitolo.

Una svolta orientale per Silent Hill

Sin dal suo annuncio ufficiale, avvenuto a ottobre 2022, Silent Hill f ha colpito per la scelta decisamente originale della sua ambientazione: abbandonata la celebre e nebbiosa cittadina americana, il gioco ci porterà per la prima volta nel cuore del Giappone degli anni ’60. Una decisione coraggiosa che permetterà di esplorare tematiche inedite, attingendo direttamente a inquietanti leggende del folklore giapponese.

Questa nuova direzione ha destato subito grande curiosità, rafforzata dalle prime inquietanti immagini viste nel trailer di presentazione: bambole dall’aspetto sinistro, una ragazza terrorizzata e una misteriosa creatura avvolta da fiori macabri. Dettagli oscuri che suggeriscono una storia psicologica e disturbante, in pieno stile Silent Hill.

Una penna d’autore per un horror psicologico

Un’altra grande ragione per attendere con interesse Silent Hill f è la presenza, dietro le quinte, di Ryukishi07, autore giapponese celebre per la visual novel When They Cry, noto per la sua straordinaria abilità nel creare narrazioni complesse e atmosfere cariche di tensione e inquietudine. Una firma perfetta per un capitolo della serie che promette di riportare Silent Hill ai fasti del passato, facendo leva sul fascino del perturbante e dell’orrore psicologico.

Cosa aspettarsi dalla Silent Hill Transmission?

Durante la presentazione del 13 marzo, Konami promette di rivelare dettagli significativi su Silent Hill f, probabilmente svelando informazioni sulla trama, i personaggi principali, il gameplay e, si spera, una possibile finestra di lancio. Dopo il successo ottenuto con il remake di Silent Hill 2 e qualche passo falso come Silent Hill: The Short Message, c’è grande attesa e soprattutto la speranza che questo nuovo capitolo possa restituire al franchise il lustro che merita.

La Silent Hill Transmission sarà visibile in direlive streaming sul canale YouTube ufficiale di Konami, giovedì 13 marzo alle ore 23:00 (ora italiana). Sarà quindi l’occasione ideale per scoprire finalmente cosa ci aspetta in questa inquietante avventura orientale.

Non ci resta che attendere pochi giorni per avere le risposte che tutti i fan stanno aspettando: Silent Hill sta per tornare, e questa volta sembra volerci terrorizzare con atmosfere completamente nuove.

Nuovi rumor sulla Xbox next gen: manca l’accesso ai devkit

0

Anche se le console di ultima generazione (PS5, Xbox Series X|S) dureranno ancora per parecchio tempo, considerando anche il fatto che la console mid term di Sony, PS5 Pro è stata presentata appena 6 mesi fa.

L’ultima chicca sulla Xbox Next gen arriva da Jez Corden. Intervenuto al podcast Xbox Two, Corden ha svelato che la prossima Xbox sarà un PC ma con una “shell adatta alla TV [tv-friendly shell]”, una notizia che significa poco se presa fuori contesto, considerando che già ora dal punto di vista Hardware, le console di questa generazione condividono gran parte della tecnologia con la controparte PC.

Tuttavia è lo stesso Corden a chiarire la sua affermazione: “Quello che voglio dire è che in generale la prossima Xbox sarà essenzialmente un PC ma con una shell adatta alla TV, e che le specifiche esatte [di questo PC] sono già nella mente degli sviluppatori. Gli sviluppatori la costruiranno per i PC Windows in un certo senso, ma in modo tale da sapere esattamente quali saranno le specifiche. Quindi forse la voce su Call of Duty potrebbe essere esatta, ma in tal caso il discorso sul kit di sviluppo riguarda più il tipo di specifiche che è stato detto loro di puntare per la prossima Xbox, non di avere un kit di sviluppo”.

La voce a cui si riferisce Corden è quella menzionata su Twitter/X da Ghost of Hope, il leaker di Call of Duty, secondo cui Call of Duty 2026 sarebbe in fase di sviluppo utilizzando i dispositivi della prossima Xbox.

Corden aggiunge: “Se le informazioni su Call of Duty sono accurate [in merito al lancio sulla prossima generazione di Xbox nel 2026], al momento non esiste alcun devkit. Quindi, l’idea che gli sviluppatori abbiano già ottenuto il dev kit della prossima generazione di Xbox… non è semplicemente accurata”.

In sostanza, Corden smentisce la voce secondo cui “Call of Duty 2026 è in fase di sviluppo sui prossimi devkit Xbox” perché i devkit, in realtà saranno dei semplici PC con le esatte specifiche che avrà la console di prossima generazione. In questo modo gli sviluppatori avranno la possibilità già da ora di capire cosa è possibile ottenere da quell’hardware. Del resto Microsoft sarebbe al lavoro anche su una versione di Windows specifica per gli handheld di nuova generazione (e forse su un handheld proprietario) che potrebbe costituire la base del prossimo OS di Xbox.

Come per le voci sul devkit, e i leak comparsi ben due anni fa su una nuova versione di Xbox in lavorazione anche queste sono informazioni non confermate e, come tali, vanno prese con le pinze. Se è così, i giocatori avranno la prossima generazione di console tra due anni.

xbox one controller beside three xbox one cases
Photo by Anthony 🙂 on Pexels.com

Sarà interessante capire, poi, come Microsoft chiamerà effettivamente la sua Xbox next gen, dato che l’azienda non segue un sistema di numerazione tradizionale come Sony con PlayStation, Nintendo con Switch 2 ecc. La chiameranno Xbox Series Z? Xbox Alpha? E voi che ne pensate?

Nintendo celebra il Mar10 Day 2025: Mario compie 40 anni!

0

Il 10 marzo è una data segnata in rosso per tutti gli appassionati Nintendo: torna il Mar10 Day, la giornata internazionale dedicata a Super Mario, il baffuto idraulico diventato simbolo indiscusso del mondo dei videogiochi. Quest’anno l’evento assume una valenza ancora più speciale, perché coincide con il 40° anniversario della nascita di Mario, comparso per la prima volta nel lontano 1985 nel mitico Super Mario Bros. per Nintendo Entertainment System.

Quattro decenni di salti, avventure e divertimento

Per festeggiare degnamente quest’importante anniversario, Nintendo ha preparato una serie di iniziative imperdibili dedicate ai fan di Mario e dei suoi compagni di viaggio. Non solo ricordi e nostalgia, ma anche anticipazioni e novità in vista della prossima generazione di console Nintendo che potrebbe ospitare nuove avventure del nostro eroe baffuto.

Intanto, questo Mar10 Day diventa l’occasione perfetta per riscoprire alcuni dei più grandi successi degli ultimi anni su Nintendo Switch, console che ha saputo rilanciare Mario in una veste completamente rinnovata, raccogliendo consensi tra grandi e piccoli.

Titoli come Super Mario Bros. Wonder, con la sua nuovissima ambientazione nel Regno dei Fiori, o l’irresistibile e competitivo Mario Kart 8 Deluxe, con circuiti sempre aggiornati e divertimento garantito in multiplayer, rappresentano il modo migliore per trascorrere questa giornata speciale e oltre.

Non solo platform, però: c’è spazio anche per avventure più narrative, come l’emozionante viaggio fraterno di Mario & Luigi: Fraternauti alla carica, o per i nostalgici con l’indimenticabile Paper Mario: Il Portale Millenario, che torna in versione migliorata per incantare anche le nuove generazioni.

E se siete appassionati dei classici, come non citare Super Mario RPG, uno dei giochi più amati di sempre, capace di introdurre elementi RPG nel mondo di Mario con un mix tra umorismo e profondità tattica.

Grandi offerte per celebrare insieme Mario e i suoi amici

Le sorprese non finiscono qui. In occasione del Mar10 Day 2025, infatti, Nintendo ha dato il via alla speciale promozione “Gioca ancora con Mario e amici”, attiva da oggi sul Nintendo eShop e su My Nintendo Store. Potrete approfittare di offerte esclusive su titoli imperdibili come Princess Peach: Showtime!, Super Mario RPG, Mario vs. Donkey Kong, e tanti altri.

Una grande opportunità per recuperare quei titoli che vi siete persi o per provare nuove avventure, approfittando di un risparmio esclusivo per un tempo limitato.

Un regalo speciale per guardare al futuro

Non c’è modo migliore di celebrare Mario che guardare avanti: Nintendo sta infatti preparando grandi sorprese anche per il futuro prossimo, con il lancio della sua prossima console già all’orizzonte. E chissà quali nuovi incredibili giochi avranno come protagonista proprio il nostro idraulico preferito.

Mentre attendiamo ulteriori annunci, però, vogliamo festeggiare con voi!

Buon Mar10 Day a tutti i fan di Mario!