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iPhone 6, lancio anticipato ad agosto?

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Si gioca d’anticipo.

Secondo degli insider vicini ai media Taiwanesi, Apple potrebbe anticipare il lancio per l’iPhone 6. Con l’intenzione di emergere nel mercato dei “Phablet” e contrastare l’eterna rivale Samsung, Tim Cook e soci avrebbero deciso di commissionare la produzione di un numero consistente di scorte da inviare agli store già per agosto. Stiamo parlando del primo dei due modelli di iPhone 6 previsti, quello con display da 4.7 pollici. 
Il secondo, con pannello frontale da ben 5.6 pollici potrebbe essere lanciato a settembre. 
 
Nulla di tutto ciò è stato ovviamente confermato, così come la possibilità di avere due grandezze di display e, da tradizione il Keynote di riferimento per l’iPhone è a settembre per il lancio dei nuovi prodotti a ottobre. 

Recensione The Last Tinker: City of Colors

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Un’avventura colorata capace di far riflettere!

Versione testata PC

Il mondo dell’intrattenimento e non da meno quello videoludico è cambiato moltissimo negli ultimi tempi. Basta dare una rapida occhiata ai passati dieci anni e poi un colpo con la coda dell’occhio al futuro per intuire come produzioni “fuori dai classici canoni” prenderanno sempre più piede, arricchendo l’esperienza utente e soprattutto la qualità del settore stesso. E il mercato “indipendente” è la dimostrazione palese di questa evoluzione: è un’espansione dell’universo dei titoli tripla A, atto a dar spazio a chi prima d’ora non riusciva ad emergere, ai piccoli studi, agli sviluppatori di talento che non vogliono scendere a compromessi.

Scrittori, musicisti, sviluppatori di app e videogiochi oggi riescono, grazie all’evoluzione della tecnologia e della comunicazione, ad affermarsi sul mercato con idee spesso atipiche rispetto ai canoni della grande industria, attirando attenzioni spesso difficilmente preventivabili. Così, mentre fino a non molto tempo fa si immaginava il mercato Indie come una piccola frangia di prodotti da iniettare nel mercato mobile per alimentare soltanto i sofisticati microprocessori di tablet e smartphone, oggi, soprattutto grazie all’avvento di Xbox One e PlayStation 4, continuando i progetti già avviati su PC, PS3, Xbox 360 e poi Wii U,  migliaia di sviluppatori hanno e avranno grandi occasioni di far parlare di sé.

Esempio di questo mercato in continua crescita è l’oggetto del nostro excursus di oggi, The Last Tinker: City of Colors. Progetto nato da Mimi Productions, di matrice tedesca, pubblicato attraverso la piattaforma Uniti Games, il codice preview ci aveva lasciato incuriositi riguardo i futuri aspetti del prodotto al suo stadio finale (se vi siete persi l’anteprima, la potete trovare QUI per una rapida lettura).

Ci eravamo separati da Koru, il protagonista, quando era in procinto di partecipare a una gara di velocità ed eravamo già riusciti a catturare alcuni aspetti del gameplay ben riusciti ed altri, al contrario, più fragili, che avremmo voluto vedere potenziati nella versione definitiva. 

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Carta, colla e colori al vostro servizio! 

The Last Tinker inizia con una rapida panoramica di “Tinkerworld” e della Città dei Colori (Colortown). All’inizio della vicenda la Città dei Colori è un agglomerato urbano di discrete dimensioni, capace di sfoggiare quartieri e abitanti divisi per colori e idee. Quelli dominanti sono: rosso, blu e verde. Nel passato l’economia si reggeva sulla produzione e vendita di colore ma ora, vuoi degli spiacevoli accadimenti, vuoi l’irrigidirsi della coscienza di ogni singolo abitante, una profonda crisi politica e morale ha colpito l’allegra cittadina gettandola nell’oblio.

Qui faremo la conoscenza di Koru, una scimmietta silenziosa dal fisico slanciato. Agile, veloce e forte, Koru sarà accompagnato per tutta l’avventura dall’amico Tap: una pecorella minuta e volante fatta di carta, colore e colla… come ogni cosa in Tinkerworld d’altronde.

Koru non sa che è portatore di grandi capacità data la sua natura di Tinker, creature in grado di inglobare gli spiriti dei colori stessi per scatenare veri e propri poteri. Iniziati a questa avventura, prenderemo il controllo di Koru che deve partecipare a una gara di velocità. Ogni quartiere di Colortown, ricordiamolo, diviso per colori è chiuso agli stranieri e i cittadini di altro colore. L’unica zona franca è il settore del mercato, dov’è possibile respirare un’aria malsana di conflitto e tensione. Raggiunta la linea di partenza per la gare però, Koru verrà bloccato dall’organizzatore che gli chiede delle gemme in cambio della partecipazione. Tap, sorpreso di tale atteggiamento mai avuto prima di allora, guida Koru per dei lavoretti in grado di fruttargli il dazio da pagare necessario al proseguimento. Qui impareremo le meccaniche di combattimento che contraddistinguono il protagonista. Le stesse potranno essere arricchite nel corso della storia con la combinazione di combo e l’acquisto di potenziamenti, in cambio di gemme rintracciabili nell’infinità di casse e barili sparsi per i livelli, insieme alle sfere di color oro in grado di ripristinare la salute del nostro eroe. Oltre a ciò faremo conoscenza con Biggs, un simpatico… fungo? (non abbiamo capito cosa sia in realtà) capace di cambiare dimensione per adattarsi a passaggi stretti, una peculiarità indispensabile per risolvere i puzzle e poi farsi strada.

Acquisita la quota necessaria e imparati i rudimenti del gioco, accederemo alla gara. Al termine della stessa purtroppo Tap verrà colpito da un pugno di un bullo di colore rosso, cadendo a terra privo di sensi. Koru lo porterà in salvo, ma se fisicamente è intatto è nell’anima che una ferita d’orgoglio non riesce a rimarginarsi. Cala la notte, buia e altrettanto colorata di colortown, e sbuca all’improvviso lo spirito del colore viola che offre a Koru una mano per guarire Tap in cambio di un favore. Koru accetta. Dopo aver visto guarire Tap, riacquista il sorriso e decide di seguire lo spirito del colore viola nella dimensione onirica per poi entrare nella struttura più grande e importante della città: la torre. L’obiettivo è accedere all’enorme sala principale e trovare un artefatto.

Superata la soglia di sicurezza fatta di guardie; avuto accesso alla sala più importante e grande di tutte, dove sono raccolte fila di quadri ritraenti Colortown e alcuni suoi personaggi di spicco, la punta di diamante: quello che ritrae l’intera città, è nascosto dietro una fila di tende.

Koru l’aprirà, permettendo alla vera intenzione dello spirito viola di venir fuori e avviare l’infinità di situazioni che daranno sviluppo alla trama. Con un abile inganno lo spirito viola evoca la “Monocromia” vero nemico di Koru e tutta Colortown. L’obiettivo di tale creazione è oscurare tutta la città prosciugando vitalità agli abitanti e azzerando, a fine lavoro, la storia e la struttura della città stessa. Lo spirito viola scompare e Koru cade in un portale aperto sotto i suoi piedi per ritornare in città: che nel frattempo è mutata per l’invasione e sfoggia nemici a non finire. 

Contro la monocromia

L’essenza di questa avventura è quella di dare spazio a veri e propri insegnamenti utili da portare nella vita quotidiana. La trama, piuttosto semplice e priva di colpi di scena, è utile soprattutto per reggere alcuni ragionamenti e per scatenare a fine avventura molti spunti di riflessione, diretti ad un pubblico fatto da adulti e bambini.

The Last Tinker: City of Colors è così un gioco che fa della sua semplicità il cavallo di battaglia. Non ci sono mutamenti essenziali nei classici canoni del genere platform, per cui in tutte le circa 7 ore di gioco dovremo risolvere semplici puzzle, girovagare per ripulire zone dai nemici e proseguire senza troppe difficoltà nei vari quartieri della città affrontando la monocromia. Le meccaniche di combattimento, nonostante sia
no potenziabili attraverso l’acquisto di nuove mosse e combo, risultano ripetitive, come le situazioni in cui vanno utilizzate. Il fisico di Koru è sfruttato a dovere invece in termini di agilità, dove anche le animazioni del personaggio trovano una degna realizzazione.

Oltre ciò The Last Tinker smette di offrire qualcosa in termini di gameplay, lasciando spazio al comparto tecnico e, ovviamente, al profilo di contorno dove l’insegnamento morale, citato prima, trova il suo spazio. Non abbiamo volontariamente citato altre situazioni che si riveleranno perché cadremmo nello spoiler, ma bisogna subito sciogliere il dubbio: il titolo di Mimi Productions, nonostante un gameplay non proprio soddisfacente, non è noioso, e aiuterà i più piccini ad approcciare ragionamenti per risolvere puzzle, migliorandone anche la coordinazione Oculo-Manuale; gli adulti invece, in questa immersione in colori e suoni, troveranno un’avventura capace di distrarre e di alimentare un po’ di sano relax. 

Tecnica colorata

The Last Tinker è un gioco che parla di colori, fantasia e forme artistiche. Gli sviluppatori hanno mantenuto la linea di coerenza offrendo al pubblico un mondo stupendo, fatto di forme e colori vivi, che permettono di apprezzare ogni singolo dettaglio. La ricerca dell’equilibrio, le giuste tinte di colore, i modelli poligonali, le caratteristiche di ogni personaggio: artisticamente il titolo è fin troppo valido e rende giustizia a un hardware prestante, nonostante non sia eccessivamente assetato di risorse di computazione.

Nel corso della nostro prima prova avevamo sottolineato che attraverso la classica accoppiata mouse/tastiera gestire la visuale risultava legnoso. In questa versione definitiva del titolo invece il tutto è stato ammorbidito, permettendo di giocare piacevolmente con le due configurazioni possibili: mouse/ tastiera, appunto, e gamepad.

Per quanto riguarda il suono invece, sia gli effetti sonori che la soundtrack fanno trapelare nuovamente la cura per i dettagli. Tutto funziona egregiamente. Lo scivolare dell’acqua sulle pareti, i passi di Koru e dei personaggi secondari, il suono dei pugni che si infrangono contro i nemici monocromatici… tutto è un dolce equilibrio che farà venire voglia di giocare con delle cuffie di alta qualità oppure addirittura in Dolby Sourround per essere totalmente invasi da Colortown.

Il gioco sarà disponibile su Steam da lunedì 12 maggio e gli sviluppatori, tramite la pagina Facebook, fanno sapere di essere a lavoro sulla versione Xbox One. I requisiti di sistema sono i seguenti:  

PC/ Raccomandati: 
-Windows 7 o successivo; 
-Processore Quad-Core
-Memoria RAM 4GB
-Scheda grafica compatibilie con DirectX 9.0C e dotata di 1GB di memoria; 
-Spazio su Hard-Disk da 2GB 
-scheda audio compatibile con DirectX; 
-Mouse/Tastiera o Controller Xbox 360
 
Requisiti MAC/Raccomandati: 
 
-Mac OS X 10.9 Mavericks o successivo; 
-Processore Quad-Core
-Memoria 4GB di RAM
-NVIDIA GeForce 640M/ ATI Radeon HD 6750 con almeno 1GB di memoria; 
-2GB liberi su Hard-Disk 
 
Requisiti LINUX/Raccomandati:
 
-Ubuntu 13.10
-Processore Quad-Core
-4GB Ram
-SM 3.0 con 1GB RAM, NVIDIA GeForce GTX 770/ AMD Radeon HD 7970 o superiore; 

– spazio libero su Hard-Disk: 2GB

TheLastTinker 06

Commento finale

The Last Tinker: City of Colors è una bellissima avventura INDIE che, attraverso il genere platform fa da culla a quello che manca un po’ ai nostri giorni: spunti di riflessione. Koru è un personaggio misterioso: ultimo Tinker in Colortown, dovrà affrontare la monocromia e liberarla, ma in verità quello che va ripristinato nell’agglomerato urbano è la forza dell’unità, lo spirito della coesione e il lavoro di gruppo;mettendo da parte l’egoismo. Artisticamente siamo di fronte a un gioco che spreme a dovere tutte le configurazioni hardware senza però risultare pesante. Nella nostra prova non abbiamo incontrato bug o glitch di sorta e anzi, immersi nell’ondata di colore abbiamo preferito concentrarci sull’avventura che scavare a fondo ogni angolo della città alla spasmodica ricerca di difetti.

Il titolo vale tutti i soldi necessari per portarselo a casa: 21,99€ su Steam. Un pubblico più giovane potrà approcciarsi ai platformer e divertirsi affrontando un livello di sfida non troppo elevato ma neanche scialbo. Gli adulti, invece, intuiranno subito come andare avanti per risolvere puzzle e sposteranno l’attenzione su tutti gli elementi di contorno del gioco, coltivando anche un po’ di relax. Un prodotto adatto a tutti, insomma: una produzione degna di attenzione e che ben ci fa sperare per un seguito capace di dare man forte al gameplay. 

Pro Contro 
– Colorato, divertente e artisticamente complesso; 
– Adatto a tutte le fasce di pubblico;
– Ottima base per un seguito…
– …che tuttavia deve vedere un gameplay rinforzarto; 
– Essenzialmente lineare e ripetitivo.
 
  Voto Globale:85  
 
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Recensione Kirby Triple Deluxe

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L’avventura tridimensionale della paffuta palletta rosa.

Versione testata 3DS.

Kirby: Triple Deluxe rappresenta l’ultima apparizione, ad oggi, della famosa palletta rosa aspira-tutto creata da Nintendo. Il titolo vanta un sistema di gioco davvero originale ed innovativo che approcciandosi alle meccaniche di gioco già adottate in passato, ne migliora le funzionalità e ne espande la possibilità tramite l’ausilio di nuovi, simpaticissimi, poteri che potremo acquisire nel corso della nostra avventura e che si riveleranno tutt’altro che superflui. Da non sottovalutare il lavoro di HAL nella riuscita della creazione di un gioco platform e d’azione allo stesso tempo, con elementi quali level design e gameplay che andremo ad analizzare nell’apposito paragrafo e che, sicuramente, v’interessano più della trama.

Kirby: Triple Deluxe sarà disponibile nei negozi e sul Nintendo eShop a partire dal 16 Maggio 2014 al costo di €44,90.

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Il Re Dedede è stato rapito

Contrariamente a quanto abbiamo potuto giocare in molti dei titoli precedenti in cui appariva Kirby, questa volta non combatteremo contro Re Dedede, ma andremo invece in suo soccorso per liberarlo da un misterioso rapitore. Kirby si trova, suo malgrado, coinvolto in questo spiacevole avvenimento e, armato di coraggio, ancora una volta a diventerà l’eroe del momento per poter così salvare il re e sconfiggere una minaccia che si sta lentamente propagando sul mondo fluttuante al di sopra di Dream Land.

Non solo aspira-polvere

“Problemi con la polvere? Stanchi di perdere giornate intere a pulire? Abbiamo ciò che fa per voi, l’aspiratore Kirby-2000 pulirà casa vostra in pochi attimi, non lasciando spazio neanche alla mobilia.”

Scherzi da venditore televisivo a parte, stiamo parlando di una delle icone più rappresentative di Nintendo, anche se l’aspetto pacioccoso si presenti, forse, più adatto ad una tipologia di utenza dall’età media molto bassa. Sin dal primo avvio ci troveremo catapultati in un semplice menù di gioco con un interfaccia molto amichevole che ci permetterà di scegliere tra diverse modalità:

Modalità Storia, che ci permetterà di venire a conoscenza degli avvenimenti che daranno vita alle avventure di Kirby;

– Modalità Duello Kirby, l’unica modalità multiplayer disponibile all’interno del gioco;

Modalità A Ritmo con Dedede, che ci metterà di fronte ad un simpatico Rhytm-Game dove, facendo uso dei meccanismi platform, sarà nostro dovere effettuare salti a ritmo di musica e raggiungere il miglior punteggio possibile;

Modalità Arena, sbloccabile solo dopo aver completato il gioco, ci permetterà di affrontare tutti i boss affrontati nel corso della modalità storia;

Modalità Dedede All’Avventura, sbloccabile dopo aver completato il gicoo, ci permetterà di affrontare un’avventura vestendo i panni del Re Dedede.

Saranno inoltre presenti altri tasti che ci permetteranno di:

– avere accesso alla raccolta di portachiavi, grande innovazione del titolo che aumenterà la longevità a dismisura, per i collezionisti;

– poter vedere tutte le sequenze animate disponibili nel corso dell’avventura principale;

– cancellare i nostri dati di gioco.

Decidendo di avviare per la prima volta la modalità storia, verremo introdotti al titolo da un breve filmato iniziale che ci spiegherà la trama del gioco. In seguito ci sarà possibile accedere al primo mondo in cui ci muoveremo facendo uso di una mappa in modo molto simile a ciò che abbiamo visto, più recentemente, in Yoshi’s New Island.

Controllare Kirby è piuttosto semplice e richiede l’ausilio, principalmente, di due soli tasti: il tasto “A” per poter saltare e successivamente gonfiarsi e guadagnare quota ed il tasto “B” per effettuare un risucchio e successivamente effettuare un lancio; potremo inoltre assorbire le abilità del mostro risucchiato premendo la freccia direzionale del d-pad verso il basso oppure eseguendo la medesima operazione tramite l’analogico; continuando all’interno del gioco troveremo, inoltre, una certa utilità nell’utilizzo del tasto “X”, per abbandonare l’abilità attualmente in nostro uso, ed il tasto “Y” per poter utilizzare l’oggetto di cura che conserviamo nell’attesa del momento di bisogno.

Il titolo è ben realizzato e, tramite l’intelligente implementazione di un sistema di abilità ed una varietà di nemici disponibili senza eguali, ci regalerà diverse ore di spensieratezza ove l’unico limite nell’affrontare le situazioni che ci vengono proposte sarà imposto dalla nostra immaginazione e dalle abilità a nostra disposizione.

Con un level-design d’eccezione ed un alto numero di collezionabili disponibili, il titolo vanta inoltre una longevità molto più che discreta che ci terrà impegnati per un ulteriore discreto numero di ore nel caso decidessimo di voler completare l’intera collezione di portachiavi che, ricordiamo, sarà possibile ottenere nei vari livelli di gioco oppure tramite StreetPass.

HAL supera se stessa nella realizzazione di Kirby: Triple Deluxe, dando vita al primo Kirby per la nuova console portatile di Nintendo e facendolo nel migliore dei modi; l’unica pecca è forse dovuta al troppo semplicistico modo in cui vengono strutturati i livelli, privi di enigmi e puzzle.

Super Smash Bros. Kirby

Il titolo del paragrafo vuole volutamente richiamare l’attenzione ad uno dei battle brawler più famosi di sempre, nonchè creazione di Nintendo. La modalità multiplayer disponibile all’interno di Kirby: Triple Deluxe ci permetterà di scegliere il potere da noi ritenuto migliore ed affrontare i nostri amici, o la CPU, in uno scontro all’ultimo sangue all’interno di un’arena che decreterà il vincitore in base alle scelte effetuate e all’abilità nell’utilizzo dei propri poteri. Sarà inoltre possibile giocare in singolo all’interno di questa modalità combattendo degli avversari controllati dalla CPU che andranno via via diventando sempre più potenti.

Una palla rosa stereoscopica

I titoli di Kirby non sono mai stati un vero e proprio benchmark tecnico per le macchine su cui venivano sviluppati e Kirby: Triple Deluxe non è un eccezione. Seppur con uno stile artistico originale e ricercato e davvero ben realizzato qualsiasi sia lo scenario utilizzato, l’opera di HAL non supera gli esponenti del genere già usciti sulla console, pur mantenendo un alto livello qualitativo sotto ogni punto di vista, garantendo nuova vita ed espressività ai modelli poligonali dei personaggi più famosi della serie. Kirby stesso, seppur non complicato dal punto di vista poligonale, riesce a trasmettere nuove
emozioni tramite un più complesso sistema di animazioni che è stato possibile realizzare per merito delle capacità della console portatile di Nintendo.

La colonna sonora vanta diversi brani di alto livello, davvero immersivi ed unici, alcuni dei quali continueremo a canticchiare nei nostri momenti di allegria; è per noi tutt’ora impossibile dimenticare un tema sonoro così vivo e simpatico come quello di fine livello che fischiettiamo praticamente in ogni momento della giornata. HAL ha davvero superato se stessa, meritando fiducia per ciò che riguarda la possibilità di future creazioni.

kirbytripleheader

Commento finale

Kirby: Triple Deluxe è l’ennesimo capolavoro di produzione first-party a raggiungere la nuova console portatile di Nintendo, aggiungendo un ulteriore perla alle ormai ben folte righe delle produzioni disponibile sul piccolo gioellino portatile di Nintendo. Reintroducendo vecchie meccaniche di gioco e mantenendo uno stile audace ma conservativo, il titolo non lascia alcuna perplessità: siamo di fronte ad un vero e proprio gioco d’alto livello, sotto qualsiasi punto di vista. La longevità non è esagerata, ma il completamento totale di tutte le modalità e dei collezionabili richiederà qualche piccolo sforzo che aumenterà di non poco il nostro tempo di gioco.

Non possiamo far altro che consigliarlo a chiunque sia alla ricerca di una nuova sfida platform-action su Nintendo 3DS.

Pro Contro 
– Stile artistico colorato e con molta personalità
– Un mix tra platform ed action di altissimo livello
– Tante abilità a disposizione, per affrontare ogni situazione nel modo che preferiamo
– Vasto numero di collezionabili e modalità
– Livello di sfida tendente al basso
– Mancanza di enigmi
  Voto Globale: 85
 
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Recensione Nether

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Preda o Predatore?

Versione testata: PC
Sono molte le creazioni che da qualche anno a questa parte, facendo forza su un punto d’appiglio quale la recente moda degli zombie e degli scenari post-apocalittici, ci vedono protagonisti di un videogame sandbox a libera esplorazione ove noi stessi saremo gli artefici del nostro destino. Nether non è da meno e sin dai primi momenti di gioco ci permetterà di fare ciò che più ci aggrada, nella libertà di un mondo che può definirsi decisamente peggiore di quello che potevamo aspettarci; piuttosto che anticiparvi qualcosa sul nostro pensiero in merito al titolo, però, scoprite con noi il nostro verdetto finale. Vi ricordiamo che Nether è sviluppato da Phospor Game Studios ed è distribuito da Nether Productions; è disponibile su Steam con diverse opzioni d’acquisto che ci garantiranno diversi bonus fuori e all’interno del gioco.
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Cos’è successo?

Non condividiamo l’idea degli sviluppatori di Nether di catapultarci all’interno del mondo di gioco senza spiegazione alcuna oppure una narrazione che ci spieghi gli avvicendamenti che hanno portato alla creazione dei mostri e dello scenario che ci ritroveremo ad esplorare. Passeranno pochi attimi dall’avvio del gioco alla schermata di selezione del server ed infine alla creazione del personaggio; in tutto ciò non capiremo il nostro ruolo all’interno di tutto ciò nè lo scopo della nostra sopravvivenza e tantomeno la provenienza dei mostri che andremo ad affrontare nel corso della nostra avventura. Non abbiamo provato il videogioco nella sua fase finale, ma sicuramente non avrebbe fatto male, visto che ci troviamo in fase di recensione, aver pensato allo sviluppo di qualcosa di simile. Non ce ne vogliano i ragazzi di Phospor Game Studios, ma da questo punto di vista abbiamo visto numerose software house decisamente più modeste e capaci. La parte narrativa del titolo è inesistente e non ci dà una vera motivazione per proseguire all’interno del gioco.

Posso muovermi, ma cosa devo fare?

La prerogativa di un titolo sandbox quale Nether è quella di dare la possibilità al giocatore di turno di provare con mano propria qualsiasi delle possibilità offerte dal titolo, scoprendone vantaggi ed eventuali svantaggi e riuscendo a farci percepire la vera essenza del “provare con mano”. L’estremismo, però, è sempre ciò che guasta tutto ciò che ci circonda; anche Nether ne è vittima, ricco di idee ma dal nostro punto di vista incompleto e con meccaniche spesso fini a se stesse.

Catapultati in un mondo senza padroni ci ritroveremo per le strade di una “safezone“, nel caso avessimo scelto di nascere lì, senza la benchè minima traccia di un indizio su cosa dover fare o dove dover andare, muniti del nostro coltello da burro. Cominciamo allora ad esplorare ogni singola parte della città e a raccogliere gli inutili scatoloni che troveremo fino a renderci conto che il nostro inventario è pieno e per poi scoprire, in fase di svuotamento delle nostre tasche, che all’interno di esso vi era già uno scatolone “tutorial” da consegnare a qualcuno. Bene, ma perchè non ce l’ha detto nessuno? Costava tanto inserire un messaggio al login che spiegava l’esistenza di questo miracoloso oggetto?

Seppur contrari all’hand-holding è anche vero che un titolo complesso e complicato come Nether ha bisogno di una prima introduzione alle meccaniche di gioco, almeno per una piccola infarinatura, cosa che non abbiamo riscontrato testando il titolo ed elemento che c’ha lasciato notevolmente perplessi in merito alle capacità degli sviluppatori di capire le necessità dei videogiocatori.

Dopo aver scoperto questo prezioso oggetto, comunque, abbiamo deciso di seguire le indicazioni che ci venivano fornite e cercare di completare il tutorial: decidiamo così di utilizzare la mappa per trovare la località indicata sul pacco. Peccato che questa sia semplicemente abbozzata e seppur indichi, a grandi linee, le zone di una safezone, ci siamo trovati in grossa difficoltà nell’orientarci e nell’impresa di raggiungere questo o quell’altro luogo, non essendovi alcuna indicazione che ci aiuti a capire dove andare per raggiungere l’obiettivo. Eccoci quindi nuovamente a girovagare a vuoto fino a trovare il primo NPC a cui consegnare il nostro pacchetto e successivamento il secondo, il terzo, e via dicendo… La nostra esperienza negativa, tuttavia, non finisce qui, il perchè? Semplice, dopo aver completato buona parte del tutorial veniamo misteriosamente cacciati via dal server, poco male, ancora instabile. Decidiamo quindi di attendere qualche ora prima di ricominciare ed eccoci che riusciamo ad accedere ma… cosa è successo? Avevamo abbandonato il gioco in città e ci ritroviamo adesso nel bel mezzo del nulla a girovagare come dei matti? Non ci diamo per vinti e dopo pochi istanti moriamo per mano di un altro giocatore… aspettiamo qualche altro attimo e ci ritroviamo nuovamente in città, privi di tutto ciò che la parte di tutorial che avevamo portato a termine ci aveva regalato. Ci ritroviamo, quindi, nuovamente con un pugno di mosche in mano…

Nuovamente armati del nostro coltello da burro completiamo le restanti parti del tutorial (da notare che gli oggetti sono tutti svaniti, eccetto il pacchetto da consegnare per completare le restanti fasi del tutorial); durante la nostra impresa è successo qualcosa, però, che c’ha lasciati davvero perplessi (di nuovo!): tutto d’un tratto ci viene mostrato a schermo un avviso che ci avverte che: “I dispositivi anti-nether sono guasti, corri a ripararli”, seguito da: “L’invasione Nether ha avuto inizio”; la safezone si trasforma così in pochi attimi in una campo di battagli ove noi, se non fosse stato per un gruppo di persone già armate, saremmo state vittime di una violenza incondizionata che non lascia spazio a novellini o giocatori alle prime armi, visto che la safezone in cui ci trovavamo era proprio quella iniziale ove chiunque abbia intenzione di iniziare il gioco intraprenderà la propria avventura.

Visto e considerato che l’equipaggiamento iniziale vanta niente popodimeno che il protagonista della nostra recensione, il Coltello da Burro, continuiamo ad essere perplessi in merito alle dubbiose scelte di game-design effettuate da Phosphor Game Studios.

A questo punto una domanda sorge spontanea: gli sviluppatori hanno pensato all’eventualità di un attacco Nether ad una safezone ed alla presenza di nuovi giocatori che, trovandosi disarmati in una situazione del genere, arrivino ad un punto di non ritorno ove il livello di frustrazione supera davvero ciò che ci è anche solo lontanamente immaginabile? Hanno pensato che tutto ciò potrebbe portare ad un abbandono del gioco nelle primissime fasi ove il giocatore, teoricamente, dovrebbe apprendere le meccaniche di gioco? E’ qui che volge al termine la nostra avventura in Nether dopo numerosi morti, avvilimenti ed impossibilità a giocare al titolo per merito di bug e/o griefer che intenzionalmente continuavano ad ucciderci al di fuori delle safezone. Davvero un peccato, perchè le pr
emesse fatte dal titolo ci avevano fatto ben sperare, ma a quanto pare non è oro tutto ciò che luccica. Una buona occasione sprecata, nonostante siano presenti numerosi elementi a livello di gameplay che ci garantiscono comunque numerose opportunità.

Cos’è quello?

Il titolo di questo paragrafo è volontariamente sospettoso: d’altronde fidatevi se vi diremo che all’interno del titolo, in lontananza, vi troverete più e più volte a porvi questa domanda, inconsapevoli di cosa vi attende ed impossibilitati nell’individuazione dell’oggetto in lontananza. La bassa qualità grafica del titolo fa storcere il naso anche ai meno ambiziosi, texture di chissà quante generazioni passate e modelli poligonali d’altri tempi lasceranno l’amaro in bocca in uno scenario davvero mal caratterizzato e poco definito. Le animazioni non sono da meno, ma solo visualizzando gli altri personaggi ci renderemo conto di quanto il lavoro svolto sia veramente mal riuscito. Per non parlare poi dell’animazione del salto, dell’accovacciamento e del distendimento che lasciano non poco a desiderare e che sono spesso causa di numerosi bug che ci permettono di entrare all’interno di elementi solidi quali muri, scale e scatoloni. Gli effetti sonori sono forse l’unica cosa sufficiente che riesce a salvarsi, dallo stampo horror ed allo stesso tempo drammatico che ci faranno veramente vivere l’esperienza di uno scenario post-apocalittico ove la nostra sopravvivenza è lasciata, in teoria, nelle mani delle nostre stessa abilità.

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Commento finale

Nether delude sotto qualsiasi punto di vista lo si guardi. Non è neanche lontanamente vicino a produzioni di alto calibro quali DayZ e compagnia, seppur il concept del gioco, per quanto cerchi di imitarne le meccaniche, è piuttosto originale. Phosphor Game Studios avrebbe potuto fare un lavoro migliore in tutti i campi da noi analizzati, partendo da una trama con cui definire il nostro ruolo all’interno del titolo, un piccolo tutorial capace di introdurci alle meccaniche di gioco ed infine ad una zona per i nuovi giocatori ove le invasioni nether non fossero possibili. Non vogliamo includere la parte tecnica all’interno del discorso miglioramento, poichè crediamo che un gioco possa essere veramente piacevole a prescindere da fattori estetici quali modelli con alto numero di poligoni e texture d’alta qualità.

Il nostro verdetto finale è quello che è facile capire leggendo le nostre righe. Il gioco è bocciato sotto ogni punto di vista. Il consiglio è quello di attendere che un prodotto acerbo come Nether diventi finalmente maturo, maturando magari anche gli sviluppatori stessi che, rendendosi conto della tipologia d’utenza da coprire, decideranno finalmente d’inserire quegli elementi sopra citati che renderanno il gioco piacevole e più divertente senza dover obbligatoriamente ricorrere ad un sistema di “sbaglia e riprova”.

Pro Contro 
 – Ottime idee che potrebbero essere migliorate in futuro
– Acerbo e con poco carattere
– Tecnicamente mal sviluppato
– Buone intenzioni, ma realizzate male
– Mancanza di un tutorial che spieghi le basi del gioco
– Perchè sopravvivere? Non abbiamo alcun ruolo all’interno del titolo
  Voto Globale: 40
 
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Driveclub, nuovi video gameplay

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Gameplay puro della nuova versione.

Grazie ad IGN.com possiamo gustarci dei nuovi video gameplay a 1080p di Driveclub.
Ricordiamo che Driveclub è in uscita l’8 Ottobre per Playstation 4 e che lo stesso giorno verrà resa disponibile la versione Playstation Plus.
 
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Planetside 2, in Full HD su Playstation 4

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Il gioco gira veramente fluido sulla console Sony.

Matt Higby, creative director di Planetside 2, ha confermato che il gioco su Playstation 4 girerà ad una risoluzione di 1080p alla pari della versione PC portata al massimo dei settaggi. Per quanto riguarda il framerate non si è dilungato troppo, Higby ha affermato che il titolo è fluido ma non ha ancora una soglia fissa.
Planetside 2 è in uscita su Playstation 4 nel corso del 2014 e all’E3 di quest’anno verranno rilasciate informazioni aggiuntive.
 
Planetside2 1

Plants Vs Zombies GOTY Edition, gratis su Origin

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Fino al 28 maggio. 

Il popolare gioco di Popcap Games Plants Vs Zombies in versione Game Of The Year è disponibile per PC e MAC gratuitamente su Origin per un tempo limitato. Se non possedete ancora il gioco, fino al 28 maggio potete dunque scaricarlo senza pagare il prezzo di listino (fissato sui 4 euro). In attesa di Plants Vs Zombies: Garden Warfare potrebbe essere un’occasione per ingannare il tempo! 
 

Recensione Bound by Flame

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Una ventata d’aria fresca.

Versione testata: PlayStation 4.
Il team di sviluppo francese Spiders è abbastanza conosciuto per aver sviluppato alcune avventure “punta e clicca” come Gray Matter e pochi altri titoli non di grande rilievo, purtroppo. Solitamente una software house simile va ad essere un po’ di nicchia nel paesaggio videoludico, finendo per produrre giochi destinati principalmente agli appassionati di un genere che non richiedono nulla di particolare e rimanendo lì, in “penombra”, attende magari di essere inglobata in altre aziende più famose. Trattandosi inoltre di un team con pochi membri al suo interno, non ci si aspettano grandi progetti per tentare di entrare in scena con stile e ribaltare i concorrenti.
Ma cosa succede quando i membri di tale team sono alcuni tra i grandi sviluppatori del rinomato Silverfall e si sono da sempre dedicati agli RPG? Ve lo diciamo noi in modo metaforico: la classe non è acqua, e i ragazzi di Spiders sanno bene come attenersi a questo detto. Bound by Flame, il loro ultimo lavoro, è la prova inconfutabile che la qualità non si determina dalla quantità: chi ha mai detto che un team di sviluppo “di poco conto” non possa finire improvvisamente sotto i riflettori? Spiders Studios è uno di questi e scoprirete ben presto il motivo.
 
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Umano o Demone?

Le terre di Vertiel sono in grave pericolo: un’immensa armata di non-morti guidata dai Signori del Freddo sta seminando morte ovunque, portando gelo e neve con sé e rendendo impossibile la sopravvivenza anche ai pochi superstiti rimasti. L’esercito dei Signori del Freddo, oltretutto, non ha mai perso una guerra nei 10 anni passati, rendendosi temuto ed invincibile. L’intero territorio sembra essere condannato, ormai, a divenire una landa desolata controllata da scheletri e creature malvagie, ma c’è ancora una speranza: gli Scribi Rossi sembrano essere gli unici in grado di fermare questo apocalisse attraverso un particolare rituale. 
Voi impersonerete Vulcan, un abilissmo guerriero dell’Ordine delle Lame Franche, un piccolo esercito incaricato di proteggere gli scribi per arrivare alla capitale Caraldthas e tentare di distruggere l’enorme armata che continua ad avanzare. Durante un attacco al tempio da parte di diversi non-morti, gli scribi eseguono il rito per porre fine a tutto, ma qualcosa va storto e Vulcan viene colpito da una “fiammata magica”. Dopo essersi ripreso, il guerriero capisce che qualcosa in lui è cambiato: comincia a sentire una voce che gli parla, ha una sensazione di potenza interiore, come se qualcosa si fosse impossessato del suo corpo. Ben presto viene a conoscenza di aver acquisito una sorta di doppia personalità: il Demone al suo interno, infatti, si manifesta in svariate situazioni e chiede di essere liberato per donargli tutta la sua forza. A questo punto, Vulcan si trova di fronte a due opzioni: cercare di contenere e reprimere il Demone mantenendo le sembianze umane o lasciare che si “impossessi” di lui e lo affianchi nella dura battaglia contro l’armata dei non-morti sprigionando la sua potenza? La scelta starà a voi, con tutte le conseguenze che entrambe porteranno.
 
La storia è davvero ben realizzata e le scelte che faremo durante il nostro cammino andranno ad influenzare il corso di essa, portando quindi a percorsi alternativi nonché a finali differenti. Come si evince dalla trama, inoltre, avremo la completa libertà di scegliere se liberare il Demone che c’è in noi o reprimerlo, pertanto il fattore rigiocabilità è abbastanza elevato per chi vuole scoprire i vari approcci offerti dal gioco. Ciò che è sicuramente da dire è il fatto che Bound by Flame parta “lento” per poi decollare sempre di più. Inizialmente, infatti, pareva di trovarsi di fronte all’ennesimo titolo tutto fumo e niente arrosto, ma proseguendo questa impressione è andata via via scomparendo con nostro grande stupore. Da qui abbiamo subito capito che il team di sviluppo sapeva molto bene il fatto suo e che non avrebbe deluso le aspettative dei giocatori. In termini di longevità, la durata totale si aggira attorno alle 15-20 ore a difficoltà normale, che sicuramente aumentano abbastanza selezionando l’ultimo livello di difficoltà; aggiungendo poi che il gioco offre finali alternativi, si superano tranquillamente le 40-50 ore, davvero ottime per un RPG non open world.

Un RPG di alto livello 

Pur non offrendo un mondo di gioco vasto e aperto come ogni GdR che si rispetti ed essendo, invece, abbastanza lineare, Bound by Flame possiede comunque tutte le caratteristiche del genere e ne introduce altre ancora regalando un gameplay a dir poco ottimo. Le cose da analizzare sono davvero molte, ma partiamo dicendo che durante la nostra avventura incontreremo parecchi NPC pronti ad affiancarci in battaglia: passeremo da forzuti guerrieri ed abili arcieri a vere e proprie streghe o maghi che utilizzeranno la loro magia per difenderci o attaccare. Ognuno di questi personaggi avrà abilità differenti, permettendoci di adottare diverse tecniche d’attacco in base alle situazioni in cui ci troveremo. Inoltre, saremo in grado di scegliere il loro stile di combattimento, che si divide in automatico (ovvero l’NPC si adatta automaticamente alle circostanze), offensivo, difensivo e uno stile con un’abilità “speciale”: per farvi due esempi, una maga si preoccuperà principalmente di curarci in combattimento e un arciere di sferrare colpi più potenti a scapito, però, della sua velocità. Tutto questo influenza parecchio l’esito delle nostre battaglie contro le creature che ci troveremo di fronte, che ovviamente non staranno a guardare.
 
In seguito a questa affermazione, la nota di merito va sicuramente all’I.A. dei nemici, che è veramente ottima dato che se non saremo abbastanza pronti questi ci butteranno a terra per poi infliggerci ingenti danni senza che noi possiamo far nulla finco a quando non ci rialzeremo. La stessa cosa vale per i gruppi di nemici, che ci attaccheranno contemporaneamente costringendoci spesso a pararci e a contrattaccare al momento opportuno. I vari non-morti e le creature, inoltre, si divideranno in diversi tipi e sottovalutare anche il più semplice scheletro è la cosa più sbagliata da fare in questo gioco: ci è subito saltato all’occhio, d’altronde, che la difficoltà è decisamente tarata verso l’alto, con l’opzione Falco (ovvero difficoltà Normale) paragonabile tranquillamente a Difficile in qualsiasi altro gioco, che porta il giocatore a sudarsi davvero la vittoria durante i combattimenti. I livelli di difficoltà sono quattro, ma vi assicuriamo che a quella normale già facciamo fatica a sopravvivere contro i nemici e diverse volte siamo anche morti, quindi possiamo dire ad occhi chiusi che richiede quasi tanta abilità e prontezza quanto Dark Souls, garantito (abbiamo detto quasi, ndr.). Questo non può che giovare al titolo ovviamente, tenendo conto che oggi l’I.A. e la difficoltà sono spesso messi in disparte e non of
frono un grado di sfida soddisfacente per i giocatori hardcore. Occorre fare anche un piccolo cenno alle conseguenze riguardo la scelta di liberare il Demone o meno: scegliendo di sprigionarlo e progredendo nella “trasformazione”, ad esempio, ci spunteranno le corna e in quel caso non potremo più indossare elmi, ma il nostro mana si rigenererà più rapidamente, pertanto dovremo valutare bene ciò cui andremo incontro in base alla “forma” che preferiremo.
 
Le aree di gioco sono differenti, infatti passeremo da villaggi ad ostili paludi fino a raggiungere montagne innevate. Trattandosi di un RPG, ci verranno assegnate sia missioni primarie, volte al completamento della storia, sia secondarie, che ci permetteranno di incontrare nuovi NPC e trovare oggetti, armi e quant’altro. Anche questi obiettivi ci porranno di fronte a delle scelte ogni tanto, andando a modificare in minima parte gli eventi futuri. E’ stato pure introdotto un ciclo giorno/notte con possibilità di dormire in tende da accampamento per velocizzare il tempo; alcune missioni richiedono una particolare ora per essere affrontate, portandoci a sfruttare questo “sistema”.
 
Per quanto riguarda l’evoluzione del personaggio e l’armamentario, dobbiamo dilungarci abbastanza date le innumerevoli opzioni. All’inizio del gioco avremo la possibilità di creare il nostro protagonista nei suoi tratti più semplici, ovvero la tipologia di viso, capelli, sesso e nome personale, anche se durante il gioco verrà sempre chiamato Vulcan dagli NPC. Avremo a disposizione tre stili di combattimento, ognuno con dei pro e dei contro a seconda delle situazioni:
 

– Guerriero: brandiremo armi pesanti come spade, martelli e asce che infliggeranno più danni a scapito della velocità d’attacco; potremo anche parare in modo più efficace gli attacchi più potenti che, diversamente, potrebbero sfondare le nostre difese.

– Ramingo: l’agilità e la velocità caratterizzano questo stile, permettendoci di schivare gli attacchi nemici e contrattaccare più facilmente grazie all’utilizzo di due daghe, anche qui il tutto a scapito del danno, che sarà ridotto. Sarà anche possibile utilizzare la modalità Furtivo, che ci farà avvicinare silenziosamente ai nostri bersagli e infliggere maggiori danni.

– Piromante: sfrutteremo il potere del Demone, che ci permetterà di lanciare palle di fuoco, incendiare la nostra arma per un determinato lasso di tempo infliggendo danni maggiori e altri poteri, tutto questo utilizzando il mana.
 
A proposito delle barre di mana e salute, queste si rigenereranno lentamente con lo scorrere del tempo o più velocemente bevendo le rispettive pozioni. E’ possibile, poi, potenziare il nostro personaggio attraverso un albero delle abilità semplice nelle opzioni offerte ma ben realizzato: per quanto concerne il miglioramento di Vulcan in sé, potremo aumentarne la salute massima, il mana, l’abilità con determinate armi e i danni inflitti, l’esperienza ottenuta uccidendo le creature e molti altri aspetti. Riguardo i vari stili di combattimento, potremo migliorarli tutti e tre a nostro piacimento, aumentando la probabilità di colpo critico, il potere di interruzione (ovvero l’efficacia delle parate senza dover finire a terra in seguito ad un duro attacco), la velocità e via discorrendo. Per poter applicare questi potenziamenti, ovviamente, occorrerà sfruttare i punti ottenuti al passaggio di ogni livello del personaggio. Per sferrare gli attacchi da piromante o per utilizzare pozioni e altri oggetti, avremo a disposizione un rapido menu a ruota che ci permetterà di selezionarli in un attimo evitando di perdere tempo aprendo l’inventario vero e proprio.
L’armamentario non consisterà solamente in spade, martelli, asce e daghe, ma potremo anche attaccare dalla distanza grazie a balestre oppure posizionare a terra delle trappole esplosive, molto utili per danneggiare gruppi di non-morti evitando di morire. Potremo reperire nuove armi e armature di ogni tipo durante il nostro cammino all’interno di scrigni, barili e casse, che daranno anche oro, materiali e altro loot, oppure comprarle presso i mercanti spendendo l’oro che possediamo; ovviamente, potremo anche rivenderle per ricavarne qualcosa.
 
Un altro fattore interessante è il crafting di armi e armature al fine di potenziarle, infatti raccogliendo il loot otterremo materiali utili per migliorare il nostro equipaggiamento, mentre i più “impazienti e ricchi” potranno acquistare le varie materie prime richieste sempre dai mercanti. I potenziamenti delle armi si limitano ad else, pomoli, estensioni delle asce e affini di diversi tipi, andando ad aumentare l’attacco e altri parametri fino all’applicazione di danni da veleno, da fuoco e simili. Riguardo l’upgrade delle armature, invece, potremo aggiungere spallacci, gomitiere, stivali, guanti ed elmi sempre volti ad aumentare la nostra resistenza generale e contro armi con effetti applicati al contatto. Le trappole esplosive, le pozioni e i dardi per la balestra, inoltre, potranno essere anche creati da noi stessi sempre avendo tutti i materiali richiesti, quindi vi è anche un crafting degli oggetti. Una feature particolare introdotta nel gioco è la possibilità di riciclare armi e armature oltre a venderle: questo permette di non ricavare soldi, bensì materiali da utilizzare in seguito senza doverli trovare o acquistare; a seconda della situazione quindi, se siete a corto di oro e necessitate di qualche materiale, “distruggete” la vostra arma e ricavateli da lì.
 
Per finire, il sistema di combattimento, pur essendo molto semplice nell’insieme, con attacchi divisi fra potenti, ma lenti, e “deboli” ma agili e rapidi come spiegato nei tre stili, svolge bene il suo ruolo, anche se i più esigenti avrebbero preferito più movimenti e colpi specifici, magari indirizzati a diversi arti per attribuire maggiore realismo al tutto. Il gameplay, pertanto, è solido e ben realizzato con tutto ciò che un gioco di ruolo necessita. Ciò che avrebbe sicuramente reso questo titolo quasi sublime sarebbe stata una modalità cooperativa, purtroppo del tutto assente ma che avrebbe ampliato ulteriormente l’esperienza di gioco, regalando ore e ore di divertimento aggiuntivo in compagnia di un amico.

Esteticamente godibile, ma non troppo.

Ecco che arriva, purtroppo, un’altra pecca di Bound by Flame, ovvero il comparto grafico, realizzato in cell-shading. Sia chiaro che con questa frase non significa che sia pessimo da ogni punto di vista, ma per essere stato sviluppato anche per PlayStation 4 ed avendo testato proprio quella versione, la grafica non offre nulla di particolare che faccia apprezzare visivamente il titolo. Le texture sono accettabili per quanto riguarda esseri umani, creature e vestiti,
ma l’ambiente circostante avrebbe potuto essere più curato. La nota dolente va sicuramente alle espressioni dei personaggi, che sono quasi assenti e pesano sulla riuscita di dare enfasi in molti discorsi: ad esempio, se un guerriero è infuriato e sta gridando, la fronte e le sopracciglia si aggrottano appena, ma non meritano per nulla. Si possono anche riscontrare degli sporadici cali di frame rate, ma sono davvero rari e non rovinano, fortunatamente, l’esperienza di gioco. Insomma, dal comparto grafico si poteva ottenere molto di più, anche perché l’engine ha tutte le potenzialità richieste ma non sono state sfruttate a dovere.
 
Il comparto audio è ben realizzato, ma per quanto riguarda le musiche a volte sono fuori luogo e troppo alte, costringendo a modificarne il volume nelle impostazioni. L’atmosfera generale, comunque, è ben ricreata e le ambientazioni sono variabili fra loro, senza avere un senso di “riciclo della mappa” ogni tre per due. Riguardo il doppiaggio, il parlato è in inglese e si sente che i discorsi sono stati realizzati con impegno da parte dei doppiatori. Abbastanza spesso i dialoghi contengono frasi ironiche che fanno sorridere il giocatore, peccato che non si possa dire altrettanto per le espressioni che, come detto, vanno a rovinare il risultato. Se queste carenze fossero colmate con un eventuale secondo capitolo, sicuramente il gioco ci guadagnerebbe parecchio e l’esperienza finale migliorerebbe sensibilmente.
 
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Commento finale

Bound by Flame si è rivelato davvero un ottimo titolo in grado di regalare svariate ore di gioco accompagnate da un’elevata difficoltà che sarà sicuramente amatissima dagli hardcore gamers, dato che di questi tempi i titoli tendono a peccare sotto questo aspetto. Purtroppo, graficamente non eccelle e la completa assenza di una modalità cooperativa non giova a questo titolo, che rimane però ottimo sotto il profilo del gameplay: albero delle abilità, crafting di oggetti, armi e armature, diversi stili di combattimento e molto altro. In poche parole, il team Spiders è stato in grado di realizzare un gioco nel complesso ben riuscito, ma non ancora ottimo su diversi aspetti. Certamente l’acquisto è consigliato per gli amanti del genere RPG, ma anche i neofiti del settore sapranno apprezzarlo nella sua “presunta” semplicità. E se amate Dark Souls, beh, Bound by Flame è ottimo per “allenarsi” e prepararsi grazie alla sua difficoltà, come sottolineato nella recensione.    

Pro Contro 
– Ottima trama
– Crafting, potenziamenti e svariate abilità
– Buona longevità per un RPG non open-world
– Comparto grafico poco sfruttato 
– Espressioni quasi inesistenti
– Assenza di una modalità cooperativa
  Voto Globale: 85 
 
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Call of Duty: Ghosts, Devastation arriva su PC e PS

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Il secondo DLC ora disponibile per tutti.

Il secondo pacchetto di mappe aggiuntive, Devastation, è da oggi disponibile anche su PS3, PS4 e Windows PC. Devastation offre quattro mappe multiplayer di medie-piccole dimensioni, la nuova arma tattica 2-in-1 (Mitraglietta e Fucile d’Assalto) e “Episodio 2: Mayday”.

Maggiori dettagli nel comunicato allegato.

Devastation, il Pacchetto di Mappe Aggiuntive di Call of Duty®: Ghosts è da oggi disponibile sul PlayStation Network e su Windows PC

Il Secondo DLC offre quattro nuove mappe Multiplayer, la nuovissima arma 2-in-1 “Ripper” (Mitraglietta/Fucile d’assalto), il più temibile cacciatore della galassia ovvero il Predator, e “Episodio 2: Mayday” – il secondo capitolo nella narrazione in quattro episodi di Estinzione

8 Maggio 2014 – I giocatori di Call of Duty®: Ghosts su PlayStation 4, PlayStation 3 e PC possono accedere, da oggi, a Devastation, il secondo dei quattro Pacchetti di Mappe aggiuntive pianificati per quest’anno, a partire dall’8 Maggio 2014. Devastation offre quattro mappe multiplayer di medie-piccole dimensioni, la nuova arma tattica 2-in-1 (Mitraglietta e Fucile d’Assalto) e “Episodio 2: Mayday” – il nuovo capitolo nella saga in quattro episodi della modalità Estinzione.

Le nuove mappe multiplayer di Devastation includono: Ruins: Un tempio Maya posto sulla sommità di una montagna, con molteplici livelli che offrono verticalità, adatte ad armi a lungo raggio e percorsi sotterranei perfetti per scontri ravvicinati. I giocatori che troveranno e completeranno la direttiva di missione della mappa potranno diventare una delle star dei film d’azione hollywoodiani più incredibili nonché il cacciatore per definizione, il letale Predator.

Collision: Ammassi di rottami di una nave container schiantatasi sotto un ponte di New York City. Gli stretti corridoi della mappa – composta da veicoli bruciati e container di spedizione demoliti – creano uno spazio perfetto per i giocatori che amano lo stile run and gun.

Behemoth: I combattimenti si svolgono a bordo di una enorme piattaforma di escavazione in Sudamerica. Lunghe linee di vista rendono questa mappa adatta ad armi a lungo raggio, mentre gli ambienti interni delle stanze di controllo sono ideali per le mitragliette e i fucili a canne mozze.

Unearthed: Una versione re-immaginata di “Dome”, la mappa multiplayer di Call of Duty®: Modern Warfare® 3 amata dai fan. “Unearthed” è piena di nuovi segreti e di oggetti Criptidi che i giocatori dovranno trovare in questa mappa compatta e versatile, adatta a tutti i tipi di giocatori.

Call of Duty: Ghosts Devastation offre inoltre “Episodio 2: Mayday” – il secondo capitolo nella narrativa ad episodi di Estinzione. Seguendo i drammatici eventi che si sono svolti nelle desolate lande dell’Alaska, all’interno dello stabilimento di ricerca del Programma Nightfall, la squadra Quick Reaction Force si reca ora a bordo di un misterioso vascello di ricerca cinese che si trova abbandonato nel mare di Tasmania, nell’Oceano Pacifico del Sud. Armati di molteplici versioni moddabili dell’arma Venom-X potenziata con tecnologia criptide, i giocatori inseguiranno il Capitano Archer nel tentativo si scoprire cosa sia successo alla Dottoressa Cross, e dovranno combattere con un nuovo nemico Criptide conosciuto come il “Seminatore,” per poi scontrarsi testa-a-testa con un colossale nemico criptide proveniente dalle profondità dell’oceano, il “Kraken.”

Infine, Devastation arma i giocatori con il “Ripper”, una nuova arma tattica 2-in-1 – Mitraglietta e Fucile d’Assalto –. Il “Ripper” è il complemento perfetto delle nuove mappe multiplayer di Devastation, offre ai giocatori due diverse configurazioni, potenza di raggio medio-corta come Mitraglietta, e Potenza di medio-lungo raggio come Fucile d’Assalto.

Devastation è disponibile come come Pacchetto individuale al prezzo consigliato al pubblico di €14.99, o come parte del Season Pass di Call of Duty: Ghosts a prezzo scontato.

Il gioco Call of Duty: Ghosts è richiesto per giocare al Pacchetto di Mappe ed è venduto separatamente.

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Company of Heroes 2: The Western Front Armies, gameplay trailer e data d'uscita

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La nuova espansione arriverà il 24 giugno. 

SEGA ha rilasciato oggi il primo video di gameplay di The Western Front Armies, la nuova espansione stand alone multiplayer di Company of Heroes 2. La compagnia ha inoltre rivelato la data di uscita, prevista per il 24 giugno 2014.

Maggiori dettagli nel comunicato allegato.

COMPANY OF HEROES 2: THE WESTERN FRONT ARMIES: DATA DI USCITA, BONUS PREORDER E IL PRIMO TRAILER DI GAMEPLAY

SEGA® of America Inc. e SEGA Europe Ltd. hanno rilasciato oggi il primo video di gameplay di The Western Front Armies, la nuova espansione stand alone multiplayer di Company of Heroes™ 2, rivelandone la data di uscita, prevista per il 24 giugno 2014.

SEGA ha inoltre annunciato che i clienti che prenoteranno The Western Front Armies riceveranno 2 skin esclusive per i veicoli (una per fazione) ed i corrispondenti faceplates.

Company of Heroes 2: The Western Front Armies riporta i giocatori sul Fronte Occidentale introdotto nell’originale e pluripremiato primo capitolo della saga, Company of Heroes™. The Western Front Armies introduce le Forze Armate Americane e le forze dell’Oberkommando West tedesche. Queste due armate, le loro caratteristiche armi, tattiche e veicoli militari sono stati riprodotti fin nei minimi dettagli. Le novità non finiscono qui perché The Western Front Armies include 8 nuove mappe di gioco del Fronte Occidentale della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre The Western Front Armies si avvale di un nuovo sistema di progressione che introduce nuovi contenuti di gioco sbloccabili che permetteranno una profondità tattico strategica mai vista finora.

The Western Front Armies uscirà il 24 Giugno 2014. Le singole fazioni saranno anche disponibili per l’acquisto via digital download.

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The Last of Us Remastered, vari miglioramenti rispetto alla versione PS3

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Sarà abbastanza per far diventare The Last of Us un gioco Next-Gen?

La rivista Edge ha riportato delle interessanti rivelazioni sulla versione rimasterizzata di The Last of Us Remastered. Secondo loro il gioco di Naughty Dog vanterà dei filmati a 1080p per 60 fotogrammi al secondo, un sistema di illuminazione migliorato e, sempre a detta della rivista, anche le scene di gameplay saranno equiparabili graficamente alle cutscene della verione PS3, che erano veramente ottime.
The Last of Us Remastered è in uscita per Playstation 4 nell’estate del 2014.

Watch_Dogs, nuovo trailer sui personaggi

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Andiamo a scoprire i personaggi di Watch_Dogs.

Ubisoft ha rilasciato oggi sul suo canale Youtube un nuovo video su Watch Dogs incentrato sui personaggi sia buoni che cattivi. Ricordiamo che Watch Dogs è in uscita il 27 Maggio per PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One e PC, la versione WiiU non ha ancora una data certa.
 
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TP-LINK, nuovi kit Powerline

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Velocità sensazionale.

La rinomata azienda di prodotti networking TP-LINK ha rilasciato i nuovi kit Powerline che portano la rete Internet ovunque alla velocità di ben 600 Mbps, introducendo così una grande novità per tutti gli acquirenti interessati ad avere connessioni molto veloci.

Di seguito alleghiamo il comunicato stampa ufficiale.

ULTRAVELOCE O CON PRESA PASSANTE INTEGRATA? A OGNUNO IL SUO POWERLINE!

TP-LINK presenta due nuovi Kit Powerline in grado di portare la rete Internet ovunque alla velocità sensazionale di 600 Mbps (TL-PA6030KIT) sfruttando la rete elettrica preesistente. Il design compatto, le dimensioni ridotte e la presenza di una presa passante Schuko integrata (TL-PA4020PKIT), consentono all’utente di posizionare i dispositivi ovunque vi sia una presa di corrente.
 
Per chi necessita di molteplici collegamenti e trasferimento dati ad alta velocità, il TL-PA6030KIT è la risposta a tutte le sue necessità. La divisione Ricerca & Sviluppo di TP-LINK è riuscita a raggiungere l’incredibile velocità di trasferimento di 600 Mbps integrando contemporaneamente ben 3 porte Ethernet (10/100Mbps), fondamentali per una distribuzione capillare e ad alta velocità della connessione Internet tra più dispositivi cablati, in abitazioni e uffici ampi o disposti su più piani.
 
Se oltre alla velocità di trasmissione dati si ha la necessità di utilizzare la presa di corrente sfruttata dall’adattatore Powerline, il TL-PA4020PKIT è la soluzione migliore. Grazie alla presa elettrica Schuko passante, l’utente avrà la possibilità di alimentare una multipresa o un dispositivo altrimenti sprovvisto di corrente elettrica. Questa caratteristica rende tali dispositivi particolarmente adatti ad abitazioni o uffici ove vi sia penuria di prese elettriche: grazie alle prese passanti non si “perdono” le prese utilizzate per collegare le Powerline alla rete elettrica. La doppia porta Ethernet (10/100Mbps) e una velocità di ben 500 Mbps completano la dotazione del kit.
 
Per l’installazione di entrambi i KIT Powerline non è necessaria alcuna configurazione, occorre semplicemente connettere uno dei tre dispositivi powerline al modem/router preesistente ed il gioco è fatto, Internet correrà sulla rete elettrica di casa! Per connettere un dispositivo (smartphone, decoder, PC/laptop, tablet, videogiochi, smart TV, Media Player, etc…) alla rete Internet basterà dunque collegarlo attraverso un cavo Ethernet ad un adattatore Powerline inserito nella presa di corrente e premere il tasto Pair. Grazie alle funzionalità QoS (Quality of Service) e al supporto della complessa crittografia AES a 128 bit, garantiscono un elevato standard di flessibilità e sicurezza. La compatibilità con lo standard HomePlug AV fino a 600Mbps (TL-PA6030KIT) e fino a 500Mbps (TL-PA4020PKIT), ideale per video HD e 3D, e la capacità di trasmissione dati garantita di circa 300m su impianto elettrico residenziale, completano le peculiarità di questi due Kit Powerline che sicuramente riscuoteranno un grande successo sul mercato italiano.
 
TP-LINK ha inoltre posto grande attenzione al risparmio energetico: nel momento in cui non è presente una connessione attiva, questi dispositivi modificano automaticamente il proprio stato, passando in modalità stand-by, comportando circa un 85% di risparmio energetico.
 
TP-LINK TL-PA6030KIT è disponibile al prezzo di 89,90 € Iva inclusa.
TP-LINK TL-PA4020PKIT è disponibile al prezzo di 99,90 € Iva inclusa.
 
Per maggiori informazioni: tp-link.it
 
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Dying Light, rimandato al 2015.

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Ritorna a far parlare la creazione di Techland.

E’ da un po che non si sente parlare di Dying Light, avventura horror in prima persona di Techland, e sicuramente con le news che leggerete ne sarete sia felici che amareggiati.
Per prima cosa, Techland ha smentito le voci di una possibile cancellazione delle versioni Playstation 3 e Xbox 360 e come seconda, quella più brutta, il titolo , a nostro dispiacere, è stato rimandato a Febbraio del 2015.
Da una parte i possessori della scorsa generazione ne saranno felici però tutti gli altri saranno amareggiati dal ritardo.
Dying Light è in uscita a Febbario 2015 per PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One e PC.

GRID Autosport, annunciata la Black Edition

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Gioco disponibile dal 26 giugno.

Codemasters ha annunciato oggi la GRID Autosport Black Edition, edizione speciale arricchita da diversi contenuti aggiuntivi per Xbox 360, Windows PC e PlayStation 3. Il titolo sarà disponibile in Italia dal 26 giugno.

Tutti i dettagli sul gioco e sulla Black Edition sono disponibili nel comunicato allegato.

PRENOTA SUBITO GRID AUTOSPORT BLACK EDITION

SCOPRI I CONTENUTI AGGIUNTIVI DELL’EDIZIONE SPECIALE DI GRID AUTOSPORT NEL NUOVO VIDEO DI GIOCO

Giovedì 8 maggio – Codemasters® annuncia GRID Autosport Black Edition, un’edizione speciale di GRID Autosport arricchita da diversi contenuti aggiuntivi per Xbox 360, Windows PC e PlayStation®3. GRID Autosport Black Edition sarà scaricabile anche in formato digitale per Windows PC dai principali store online. GRID Autosport sarà disponibile in Italia dal 26 giugno.

GRID Autosport Black Edition include il gioco completo GRID Autosport più i seguenti contenuti digitali aggiuntivi: la Mercedes-Benz SLS AMG Coupé Black Series, una serie di livree Black Edition White Ravenwest, 20 livree Black Edition online e 10 nuovi sponsor premium con i relativi obiettivi. È possibile vedere GRID Autosport in azione e scoprire i nuovi contenuti aggiuntivi, nel nuovo video di gioco dedicato alla “Black Edition”.

GRID Autosport è il nuovo gioco di corse di Codemasters, che riprende tutto lo spirito dei classici titoli del genere, come la serie TOCA, dando vita a una vera esperienza motoristica in un nuovo mondo di competizioni classiche e moderne. GRID Autosport offrirà tantissimi contenuti, tra cui più di 100 tracciati in 22 scenari spettacolari, oltre alle più incredibili auto da corsa moderne e classiche da collezionare, elaborare e potenziare.

Nella vasta carriera di GRID Autosport, i giocatori potranno specializzarsi nella propria categoria preferita o conquistarle tutte. Potranno quindi provare le “sportellate” nelle competizioni per vetture turismo, gestire il consumo degli pneumatici e le gare notturne negli eventi endurance, gareggiare con le monoposto alla ricerca della massima prestazione, dimostrare il proprio controllo negli eventi tuner o le proprie capacità di reazione nelle corse su strada. Ogni categoria include alcune serie dedicate alle diverse classi, tra cui Touring Cars, Hypercars, Endurance GT Cars, Prototypes, Single-Seaters, Super Modified vehicles, Drift cars e molte altre ancora.

GRID Autosport offre la più ampia quantità di contenuti che la serie abbia mai avuto, oltre a un’autentica esperienza di corse motoristiche, ovviamente senza perdere di vista il vero obiettivo di ogni GRID che si rispetti: la pura competizione.

GRID Autosport sarà disponibile per Xbox 360, PlayStation®3 e Windows PC dal 26 giugno. Per essere sempre aggiornati su tutte le ultime novità direttamente dallo studio, visita www.gridgame.com e www.facebook.com/gridgame oppure seguilo su Twitter: www.twitter.com/gridgame.

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ZYTO, un mouse per rintracciare le malattie del corpo umano

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Tecnologia al servizio della medicina.

ZYTO è un’azienda che ha puntato la sua offerta sul settore medico. Dopo anni di ricerca si è riusciti a studiare un simpatico device che ricorda il funzionamento e ovviamente la forma di un comune mouse per computer. Ora la parola “simpatico” non deve trarre in inganno perché non siamo di fronte a un prodotto per il gaming ma un concentrato di tecnologia che affinato potrà rivoluzionare il settore. 
 
ZYTO Hand Cradle è un dispositivo che tramite collegamento USB e l’appoggio di una mano su di esso attiva uno scambio di informazioni analizzate da algoritmi. Al termine dell’analisi viene tracciata la condizione di salute del corpo umano e le anomalie rintracciate. 
 
Per il momento siamo ancora in una fase di sperimentazione ma non è strano pensare che tra qualche anno e con i dovuti accorgimenti tale tecnologia potrà spopolare. In calce abbiamo allegato un video che spiega efficacemente di cosa stiamo parlando: 
 
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Samsung Galaxy S5, la scocca posteriore non piace

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Scocca posteriore della discordia.

Nonostante il Galaxy S5 sia apprezzabile sotto quasi tutti i punti di vista e costituisce un alto tasso di sfida nei confronti del diretto rivale iPhone 5S, il pubblico proprio non riesce a digerire alcune scelte del design. 
 
Alla gogna la scocca posteriore forata. Nonostante il back del dispositivo sia stato congegnato per permettere una presa più solida e anti scivolamento, sia gli azionisti della Samsung che i consumatori lo ritengono dal punto di vista ” visivo” un vero e proprio tallone d’Achille. 
 
A condire negativamente la situazione è il licenziamento di Chang Dong-hoon, responsabile del design dello smartphone e la sua sostituzione con il vice Lee Min-hyouk che ha già avuto modo di sfoggiare il suo talento curando il design dei precedenti dispositivi. 
 
 

MSI, annunciata la Radeon R9 270X Gaming 2G ITX

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ITX alla riscossa.

MSI ha assorbito il trand avviato da Asus di dedicarsi alla fascia ITX di schede video. Formato molto apprezzato per le dimensioni ridotte e i consumi più contenuti rispetto alle versioni “standard”.
 
La scheda annunciata è la R9 270X Gaming 2G ITX che rispetto la sorella maggiore non solo sfoggia un PCB più piccolo, coperto da una scocca che permette una ventilazione generosa ma, ha dalla sua una configurazione che non farà rimpiangere facilmente l’acquisto. Con questo prodotto si riesce tranquillamente a giocare ai titoli recenti in Full HD, starà poi ai driver affinare il lavoro e aumentare il numero di FPS a schermo. 
 
Sul piano tecnico abbiamo da dire che la R9 in questione monta: una GPU Curacao XT con 1280 Stream Processor per una frequenza di 1030/1070, 2GB di memoria VRM GDRR5; Bus settato a 256-Bit. 
 
Sul retro troviamo disponibili una porta DVI 2 mini Display port e una porta HDMI. Rispetto la versione “maggiore” di cui potete assaporare i dettagli qui, la scheda è leggermente più timida riguardo le frequenze ma non fa sottolineare troppe differenze. 
 
Per disponibilità e prezzo attendiamo aggiornamenti. 
 
MSIR9ITX

Mario Kart TV, presto disponibile su dispositivi mobile e PC

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Nintendo diventa globale.

Nintendo ha più e più volte manifestato il proprio interesse verso le piattaforme diverse da quelle di loro possesso, indicando inoltre la volontà di renderle capaci di integrare le proprie funzioni con i titoli sviluppati esclusivamente sulle loro console. Il primo passo avanti verso questo mondo viene adesso fatto tramite l’annuncio della disponibilità su dispositivi mobile e PC della Mario Kart TV.Non è ancora chiaro se verrà resa disponibile un applicazione oppure un sito web da visitare, tuttavia sarà possibile avere accesso, dopo il login tramite il proprio Nintendo Network ID, ad informazioni relative al proprio profilo, potendo così visualizzare numerose informazioni di vario genere relative anche ai nostri amici, dandoci inoltre la possibilità di visualizzare i video dalla Mario Kart TV che, ricordiamo, sono direttamente registrati dal gioco e possono essere modificati e successivamente uploadati direttamente sulla Mario Kart TV oppure su Youtube.
 
Non appena saranno disponibili ulteriori informazioni in merito al servizio in questione, provvederemo ad aggiornare tempestivamente la news.

Bayonetta 2, annunciata la finestra di lancio giapponese

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Disponibile nell’Estate del 2014.

Bayonetta 2 è il seguito dell’originale action-game uscito su PlayStation 3 ed Xbox 360, ed è in arrivo esclusivamente su Wii U per merito di un travagliato sviluppo da parte di Platinum Games e di un corposo finanziamento del progetto da parte di Nintendo stessa. Il titolo, fino a qualche giorno fa, era previsto per il 2014 in tutto il mondo, ma dopo il recente report finanziario di Nintendo, il titolo è adesso previsto per l’estate di quest’anno in Giappone, mentre resta ancora un generico 2014 per il resto del mondo. Un grosso passo avanti che, secondo la nostra opinione, porterà novità anche per l’occidente nel corso dell’E3 di quest’anno.