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Mario Kart 8, tutto ciò che c'è da sapere
Nintendo aggiorna la pagina ufficiale sul proprio sito web.
Nintendo eShop, le novità della settimana!
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Call Of Duty: Advanced Warfare, i DLC in arrivo prima su Xbox
Continua la partnership Microsoft-Activision.
Speciale Call Of Duty: Advanced Warfare

Niente democrazia secondo Kevin Spacey e Sledgehammer Games.
Il fenomeno Call Of Duty ha letteralmente spaccato in due il pubblico: da una parte chi compra il brand incondizionatamente ogni anno per lanciarsi in selvagge partite multiplayer online, dall’altra invece chi discrimina e critica Activision per aver rovinato una delle saghe che sulla sesta generazione aveva fatto impazzire i giocatori con il suo gameplay. Dopo aver abbandonato il setting della seconda guerra mondiale con Modern Warfare, Call Of Duty è diventato un appuntamento annuale, che grazie ad una formula ben collaudata è riuscito a conquistare milioni di giocatori.
Se dopo Ghosts pensavate di aver visto tutto, ecco che spunta in rete il trailer d’annuncio di Call Of Duty: Advanced Warfare, il nuovo capitolo che raggiungerà i negozi il 4 Novembre 2014. A dispetto delle critiche, questa volta pare che Activision abbia deciso di far cambiare marcia al brand, affidando l’arduo compito a Sledgehammer Games. L’esperimento è stato rilasciato pubblicamente venerdì 2 Maggio, sottoforma di un trailer che ha visto Kevin Spacey impersonare il cattivo di turno. Ma c’è molto di più sotto la corazza di Advanced Warfare: scopriamolo insieme.
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La democrazia non è quello che questa gente vuole e non è quello di cui ha bisogno!
Due minuti e quarantasei possono bastare per introdurre Advanced Warfare. Kevin Spacey, il nuovo villain in questo capitolo, fa un lungo monologo dedicato alla democrazia e di come il sistema Americano, ovvero quello di sganciare bombe, far cadere un dittatore ed instaurare un governo basti per importare appunto l’ordine pubblico e di come questo sistema sia fallimentare. Ovviamente, come ogni cattivo che si rispetti ha la soluzione: secondo Spacey infatti le persone vogliono “Confini, regole, vogliono sentirsi protetti. Se fate questo, vi seguiranno”. La prima cosa che balza all’occhio è il taglio cinematografico: complice Kevin Spacey e la sua interpretazione, che grazie all’aiuto della trama (di cui parleremo più avanti), aggiunge un pizzico di brio non solo durante il trailer, ma anche durante l’esperienza di gameplay. Certo, tutti i capitoli di Call Of Duty durante i trailer avevano un significativo taglio hollywoodiano ma esso si perdeva durante il gameplay e le campagne. Al momento più che guardare un trailer d’annuncio sembra in realtà lo spot di un film di guerra, dal budget elevatissimo.
Il popolo vuole protezione: dagli invasori e da se stessi
Il setting alla base di Advanced Warfare è in realtà decisamente semplice, nulla di così complesso ma neanche di tanto banale e scontato. Ci troviamo in un futuro prossimo e Jonathan Irons (Kevin Spacey) si trova a capo dell’Atlas Corporation, una Private Military Company. L’intero pianera ora è dominato da queste PMC, veri e propri mercenari al soldo di nazioni che intraprendono guerre. Il tutto, miscelato ad uno scenario drammatico e moderno che richiama elementi come la censura giornalistica, le bombe, l’invasione di altri stati per importare un sistema di governo. Radici affondate direttamente nella storia militare moderna, lasciando da parte conflitti improbabili ma inserendo al suo interno cronache giornalistiche che oramai siamo abituati a sentire da svariati anni sulle pagine dei giornali. Il tutto è accompagnato in salsa futuristica, con armi, equipaggiamenti e veicoli che sono decisamente avanti rispetto all’attuale ingegneria militare conosciuta. I soldati vestiranno con un esoscheletro: si potrà saltare, arrampicarsi sui muri, diventare invisibili e tanto altro. Le armi inoltre sono state potenziate e sarà possibile anche cambiare i propri proiettili, passando da quelli classici a quelli letali. Confermata la presenza dei droni oltre che di veicoli volanti, come alcune speciali moto, che molto probabilmente non vedranno la luce nella componente multiplayer, ma mai dire mai.
Power Changes Everything
Premessa: il trailer è stato prodotto con spezzoni acquisiti direttamente da Xbox One, la neonata console next gen di Microsoft. Il tutto a livello tecnico non raggiunge sicuramente i livelli più straordinari mai visti, ma siamo comunque su un livello decisamente accettabile. Kevin Spacey a livello digitale è prodotto discretamente, le texture sembrano decisamente realistiche rispetto al passato. La presenza di elementi dello scenario distruttibili è confermata dal trailer, dove un ponte crolla in maniera piuttosto drammatica.

Give me a break!
Call Of Duty: Advanced Warfare non sarà il solito Call Of Duty. Sledgehammer Games sta lavorando a questo nuovo capitolo da circa 3 anni e il risultato al momento è sotto gli occhi di tutti. Le novità a livello di gameplay come l’esoscheletro non mancano. Ma è necessario fare di più per svegliare il brand dal torpore in cui è entrato oramai da 4 anni a questa parte. Con un poco di coraggio e follia, molto probabilmente ci si riuscirà. In caso contrario, potrebbe essere un tentativo perduto. Solo il 4 novembre potremmo avere la risposta. Nel mentre, aspettiamo l’E3.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– L’ambientazione sembra essere quella giusta
– Kevin Spacey è sempre Kevin Spacey
– Una trama con più mordente
|
– Il gameplay deve essere rinnovato, non basta un esoscheletro
|
Recensione Super Mario Advance 3: Yoshi’s Island

La cicogna colpisce ancora!
Versione testata GBA (Virtual Console Wii U).
Dopo che il 2013 è stato l’anno di Luigi, questo primo quadrimestre del 2014 in casa Nintendo è stato fortemente caratterizzato dalla presenza di un altro importante personaggio del mondo di Mario, che vanta una nutrita schiera di fan. Parliamo ovviamente di Yoshi, il dinosauro venuto definitivamente alla ribalta nel 1995 con Super Mario World 2: Yoshi’s Island e che, fino ad oggi, ha quest’anno collezionato non solo un nuovo capitolo per Nintendo 3DS a lui totalmente dedicato (QUI trovate la nostra recensione di Yoshi’s New Island), ma è diventato anche il soggetto di una nuova console e di un simpatico Wii Mote in edizione limitata.
Così, mentre sulla Virtual Console Wii U arrivano alcuni dei classici più amati usciti su GameBoy Advance, il 24 Aprile è sbarcato sul Nintendo eShop anche Super Mario Advance 3: Yoshi Island, ovvero il remake per console portatile di quel fantastico platformer che era il primo Yoshi’s Island per Super Nintendo. L’edizione per Wii U nulla aggiunge di nuovo al titolo per GBA a livello di contenuti, ma ci permette di fare un tuffo nel passato in groppa al nostro dinosauro preferito, che per 6,99€ potrà fare il suo debutto sul paddone della console domestica targata Nintendo.
Uova a volontà
La cicogna che trasporta i due Baby Mario e Luigi verso la loro famiglia, sta svolazzando tranquillamente per il cielo, quando all’improvviso il volatile subisce una vile imboscata. Kamek, il mago cattivo che esordisce nella serie proprio in questo momento, arriva a gran velocità con lo scopo di rapire i due infanti, colpevoli di essere la causa futura di tanti affanni al suo padrone, Bowser. Nello scontro però, il fagotto contenente il piccolo Mario sfugge alla loro presa e cade verso terra, atterrando miracolosamente incolume sull’isola di Yoshi.
Insomma, come da tradizione platform, la storia è poco più di un pretesto per avviare l’avventura, ma ciò che oggi stupisce è come un titolo di quasi 20 anni fa sappia ancora regalare ore di divertimento grazie ad un game design ancora molto attuale. Inserito nel rodato meccanismo di Super Mario World, il gioco introduceva infatti poche ma decisive novità. Salta agli occhi innanzitutto una liberta d’esplorazione finora sconosciuta alla serie: eliminato qualsiasi limite di tempo, il giocatore è ora libero di esplorare in lungo e in largo i tubi presenti nei livelli. Anzi, la scoperta di ogni moneta nascosta diventerà presto indispensabile per farvi arrivare soddisfatti al finale del gioco.
L’impresa tuttavia non sarà semplice: chi si è avvicinato alla serie per la prima volta con il nuovo titolo per 3DS, dovrà ora fare i conti con un livello di difficoltà decisamente più elevato. Il posizionamento dei nemici e delle piattaforme vi metterà fin da subito alla prova, cosi che vi ritroverete spesso a rincorrere la bolla contenente Baby Mario (il particolare sistema di salute tipico della serie, altra novità rispetto a quanto eravamo abituati a vedere nei giochi di Super Mario) o a precipitare in qualche burrone per un salto calibrato male. Per superare le difficoltà bisognerà dunque fare affidamento sul proprio tempismo e su una serie di abilità di Yoshi, che sono nient’altro che quelle diventate ormai standard per il piccolo dinosauro: possibilità di mangiare i nemici per deporre delle uova o per scagliarli contro altri avversari, lancio delle uova, salto e salto fluttuante. A queste vanno poi aggiunte alcune trasformazioni, come quella in elicottero o in treno per esempio, le quali regalano notevole varietà ad un gameplay che ad ogni livello mette il giocatore di fronte a nuove sfide e ad ambientazioni sempre originali.
Proprio le ambientazioni, infatti, con i loro colori pastello ed uno stile unico, simile a quello di un disegno con gli acquerelli di un bambino (incredibilmente dotato però) sono un altro notevole punto di forza della produzione. Non ci viene difficile credere che, se gli sviluppatori decisero di abolire il sistema a tempo, che da sempre caratterizzava i maggiori esponenti del genere platform, sia stato soprattutto per permettere al giocatore di ammirare questi piccoli capolavori artistici. Ma, mentre ci perdiamo in questo straordinario mondo in 2D, è bene non distrarsi e non perdere di vista alcun elemento particolare che possa attirare la nostra attenzione: ovunque potrebbe infatti nascondersi un passaggio nascosto, indispensabile per raggiungere gli ultimi collezionabili che ci mancavano per ottenere un punteggio perfetto a fine livello, oppure uno dei divertenti minigiochi in cui ci imbatteremo durante il nostro percorso.
Yoshi’s Island si configura, insomma, come una continua e bellissima sfida, che a livello tecnico riusciva a sfruttare tutte le capacità hardware dell’epoca: con animazione curate ed incredibilmente dettagliate per un gioco Super Nintendo, il titolo risulta in questo modo piacevole anche ad un occhio moderno che, nei pixel smussati dai filtri della Virtual Console Wii U, potrà scorgere un piacevole tocco vintage, oppure alimentare la propria vena nostalgica, ritrovando in Yoshi’s Island una valida motivazione per rimpiangere i bei giochi dei tempi andati. Come facilmente inutibile, anche in questo caso il sistema di emulazione Wii U funziona decisamente bene, trasportando sia sullo schermo televisivo che su quello del nostro GamePad delle immagini che non risentono troppo negativamente del cambio di dimensione.
Della dimensione ridotta dello schermo, invece, risente, oggi come nel 2002, questo porting per GBA. A causa del piccolo schermo della portatile Nintendo, infatti, Super Mario Advance 3: Yoshi’s Island perde alcuni dettagli dei vari livelli, rendendo più difficile indovinare cosa ci aspetta qualche passo più avanti e rendendo un po’ più ardua la sfida rispetto a quanto avveniva su SNES. In questo remake portatile, poi, alcune musiche ed effetti sonori sono stati aggiornati, e nuovi livelli sono stati aggiunti a quelli già esistenti. Gradito, infine, l’inserimento del gioco arcade Mario Bros Classic, il quale però, rispetto alla versione uscita su GameBoy Advance, perde su Wii U la sua componente multiplayer.

Commento finale
Super Mario Advance 3: Yoshi’s Island è un titolo che ogni videogiocatore, indipendentemente dall’età e dalla bandiera videoludica che sostiene, dovrebbe aver giocato almeno una volta. Con un gameplay design d’eccezione, uno stile unico ed un livello di difficoltà ben bilanciato (anche se leggermente più frustrante di quanto non fosse su SNES), si colloca di diritto nell’Olimpo dei migliori platformer di sempre. La versione emulata su Wii U, poi, si presta bene sia ad essere giocata su TV che sullo schermo più piccolo del GamePad con buona soddisfazione visiva; qualche leggero calo di framerate non pregiudica minimamente l’esperienza complessiva di gioco, mentre la possibilità di creare punti di salvataggio in ogni momento viene incontro alle necessità dei giocatori più giovani.
Qualora dunque decidiate di farvi un giro sull’isola di Yoshi, siamo certi non rimpiangerete la vostra scelta!
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Uno dei migliori platformer mai arrivati su console
– Artisticamente adorabile
– Difficile al punto giusto
– Incluso Mario Bros. Classic…
|
– … ma è assente il multiplayer originale (non che sia una perdita troppo rilevante)
– la versione GBA ha un campo visivo ridotto rispetto a quella SNES
|
| Voto Globale: 95 |
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Recensione Etrian Odissey Untold: The Millenium Girl

Un remake per tutti i gusti?
Versione testata Nintendo 3DS.
Dopo un periodo di magra, tuttavia, NIS ha finalmente riportato nel Vecchio Continente la serie, che in meno di 12 mesi ci ha visto alle prese prima con Etrian Odyssey IV e, oggi, con The Millenium Girl, un remake che si propone di allargare la base installata del gioco aprendosi ad un pubblico più eterogeneo.
Strani terremoti e perdite di memoria
La prima novità di rilievo con cui abbiamo a che fare in questo remake è stata l’aggiunta di un elemento che fino ad oggi non aveva avuto alcun peso nella serie: una trama di cui il giocatore è pienamente partecipe. Alla modalità tradizionale, dove il nostro scopo sarà quasi esclusivamente quello di creare e gestire il nostro party, ed esplorare ogni livello dei dungeon, vediamo infatti affiancata una nuova modalità Storia, che ci permetterà di impersonare un giovane Highlander nel corso delle sue indagini su alcune scosse inspiegabili nella regione di Etria. Al nostro protagonista, cui potremo dare il nome che preferiamo, si affiancheranno ben presto quattro compagni di avventura, tra cui tre esploratori proveniente dalla Biblioteca di Midgard, giunti anch’essi per studiare gli strani fenomeni, e una ragazza che ha perso la memoria di nome Frederica.
Ci facciamo un Pic-Nic nel bosco?
La struttura di gioco non è cambiata molto rispetto all’originale: il titolo mantiene così inalterato il fascino dei suoi predecessori-successori, con un gameplay profondo che non perdona il minimo errore strategico nelle lunghe fasi di esplorazione. La perlustrazione dei dungeon, innanzitutto, che ci porterà sempre più in profondità mettendoci di fronte dei nemici progressivamente più potenti, ci vedrà nuovamente nelle vesti di cartografi: armati di pennino e tanta pazienza dovremo così annotare sulla mappa, visibile nello schermo inferiore della console, non solo i sentieri già battuti (per i quali potrà aiutarci la nuova funzione di automapping, disabilitabile all’occorrenza), ma anche eventuali punti di interesse, come un nido di farfalle, una fonte oppure una pianta velenosa. Il tutto ci sarà utile anche in caso di Game Over, visto che i progressi della mappa verranno salvati.
Non mancheranno ovviamente anche le battaglie contro i mostri che popolano la regione, che vanno da ratti quasi inoffensivi (occhio però a sottovalutarli nelle prime battute di gioco) alle varianti shiny delle bestie standard, le quali aumentano progressivamente la propria potenza con il passare dei turni. Per gli incontri casuali vale il meccanismo classico della serie, con una spia in basso nello schermo che, diventando rossa dopo un determinato numero di passi, ci avvisa dell’imminete attacco di qualche poco amichevole animaletto. Temibilissimi poi i boss e i FOEs, ovvero i Formido Oppugnatura Exsequens, avversari di potenza superiore alla media che si aggireranno visibili all’occhio del giocatore attraverso la mappa: difficilmente avremo modo di affrontarli al primo incontro, perciò sarà fin da subito utile capire come si muove ciascuna specie per evitare battaglie indesiderate e letali (a meno che non vogliate “grindare” più di quanto il gioco ciò richieda di suo); il loro range di movimento, sempre fisso, ci metterà spesso di fronte a dei puzzle interni alle location da esplorare.
Fa da HUB del gioco, poi, la Verda Plaza di Etria: questa non è esplorabile liberamente, ma ci offre, sotto forma di menù, l’accesso alla locanda dove riposare, alla taverna, alla base operativa della gilda e al negozia di Shilleka, la giovane commerciante del gioco.
Come accennato nelle prime battute, infine, il titolo si apre, sulla scia di quanto già visto in Fire Emblem Awakening, anche ai neofiti della serie, offrendo dei livelli di difficoltà personalizzabili, tra i quali spicca il livello Pic-Nic: chi non cerca la sfida, ma vuole semplicemente rilassarsi, esplorare e godersi la storia, potrà selezionare questa opzione, eliminando così anche il Game Over e rendendo il gioco decisamente più accessibile.
Tra anime ed effetto 3D
Etrian Odyssey Untold: The Millenium Girl, fin dal video introduttivo, ci pone di fronte da subito un’importante novità del gioco: le cut-scene in stile anime, con doppiaggio in inglese. Seppur non molto numerosi, questi intermezzi arrivano nei momenti cruciali e portano la necessaria varietà durante le lunghe sessioni di esplorazione. Molto buono anche il character design e la modellazione delle creature presenti nei dungeon. Si attesta su ottimi livelli anche l’effetto 3D, che dona maggiore profondità ad ogni aspetto del titolo, mentre fa da contraltare a questo aspetto positivo un non grandissimo lavoro di differenziazione del paesaggio e dei vari piani dei dungeon.
Eccellente la colonna sonora, sia che si decida di asoltare la versione sinfonica rimasterizzata, sia che si voglia fare un tuffo del passato con quella originale (di Yuzo Koshiro), le musiche del gioco ci farenna compagnia in maniera impeccabile nel corso della nostra lunga avventura. Buono anche il doppiaggio inglese, presente in molti dialoghi principali, non solo nelle cut-scene. Peccato per l’assenza di una localizzazione in italiano, nonché per il mancato inserimento dei sottotitoli in inglese durante le scene d’intermezzo: due carenze queste, che rischiano di tenere alla larga una buona parte del pubblico nostrano.

Commento finale
Etrian Odyssey Untold: The Millenium Girl non riesce di punto in bianco a diventare un titolo per tutti. Le novità introdotte in questo remake, fanno però sperare che si sia imboccata la giusta strada, decidendo di demandara direttamente al singolo giocatore la scelta dello stile preferito anziché imporre uno stile di gioco canonico La profondità e l’efficacia di un gameplay ormai consolidato, poi, unite ad un comparto tecnico in linea con le aspettative dei giochi top per Nintendo 3DS, fanno del remake Atlus un must have per tutti i possessori di 3DS amanti degli Rpg, ma anche coloro che non si fanno spaventare da un inglese non troppo ostico dovrebbero a nostro avviso fare un pensierino su questo prodotto Bandai Namco.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Gameplay consolidato e profondo che si apre ai neofiti
– Doppia modalità di gioco
– Ottimo effetto 3D
|
– Rimane un titolo di nicchia
– Mancata localizzazione in italiano (e assenza di sottotitoli in inglese nelle cutscene)
|
| Voto Globale: 90 |
Project Beast, nuova esclusiva in sviluppo per PlayStation 4
Sony sotto torchio con un altro, nuovo progetto.
EVE: Valkyrie, nuovo video di gameplay
Direttamente dal Fanfest.
Nintendo, nuova console in cantiere?
Si parlerebbe di controlli intercambiabili.






