Flappy Bird disponibile tramite PS Vita
A seguire un video dimostrativo:
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Le nostre più sincere congratulazioni a David Cage e un caloroso in bocca al lupo per i suoi futuri progetti.
Ancora una volta Nintendo decide di impreziosire la line-up del Wii U inserendovi sapientemente il sequel di uno dei platform più apprezzati della scorsa generazione e rendendo così un po’ più ampio non solo il parco di giochi disponibile per la piattaforma ma anche e soprattutto svelando la continuità della qualità dei prodotti che Retro Studios riesce a sfornare anno dopo anno, qualsiasi sia il genere o il personaggio utilizzato. Donkey Kong Country: Tropical Freeze ci ha piacevolmente stupiti: nonostante per molti sia un “more of the same” visto il riutilizzo delle meccaniche di gioco già viste in Donkey Kong Country: Returns, ma ampliate per merito di un roster di compagni più ampio ed un negozio che presenta più possibilità di acquisto per gli oggetti, è riuscito a farci percepire veramente il senso del genere platform, della difficoltà delle sfide che ci pone e della soddisfazione nel completamento degli scenari più ostici, regalandoci una 15ina di ore di gioco per il completamento, senza alcun segreto, dei singoli scenari di gioco, ma lasciandoci alle spalle ancora molto da fare. Nintendo ci riesce ancora e ci regala l’ennesima perla che però, purtroppo, potrebbe perdersi in un oceano infinito, a causa dello scarso successo di una console da molti incompresa.
| Pro | Contro |
|---|---|
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– Level Design d’eccellenza e variegato
– Difficile al punto giusto…
– Graficamente audace
– Massiccia presenza di contenuti aggiuntivi…
– Presenza di Leaderboard Online
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– … anche se a volte frustrante
– … ma decisamente breve nel suo contenuto principale
– Ennesimo platform bi-dimensionale su una console che abbonda generosamente sul genere
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| Voto Globale: 90 |
Facendo seguito al Nintendo Direct di giovedì sera, Namco e NIS annunciano oggi che Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl sarà disponibile dal 2 maggio 2014, in esclusiva per Nintendo 3DS, sia in formato retail che in versione digitale su eShop. Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl è una versione completamente rinnovata del primo Etrian Odyssey per Nintendo DS, grazie a una nuova modalità Storia arricchita da filmati in stile anime, realizzati dallo studio Madhouse, più di 3.000 dialoghi doppiati e tantissime sfide per gli amanti dei GDR dungeon crawl in prima persona. Poco prima del lancio verrà resa disponibile una versione di prova gratuita.
Alleghiamo il comunicato stampa con tutti i dettagli.
Il producer di Capcom Kazunori Sugiura’s ha parlato in un video poi tradotto dai colleghi di DualShockers di alcune caratteristiche di Deep Down, il Free-to-Play esclusiva PlayStation 4.
Prima di tutto non ci sarà alcun personaggio femminile giocabile, la scelta è dovuta alla trama principale che sarà divisa in 4 capitoli. In secondo luogo il supporto al Remote Play su PSVita è definitivamente confermato.
Al momento i lavori procedono molto bene, soprattutto nel comparto tecnico che mostrerà i muscoli del nuovo hardware della console.
Per quanto riguarda altri dettagli di gameplay, il Producer non si è sbottonato ma ha fatto intendere che ci saranno grossi cambiamenti rispetto a quanto visto fino ad ora.
Il gioco non ha ancora una data di uscita definitiva.


Niente da dire: dopo aver avuto tra le mani per qualche giorno l’edizione da collezione della Guida Strategica Ufficiale di Lightning Returns: Final Fantasy XIII non possiamo che essere sostanzialmente d’accordo con le parole di Toriyama-san. Se il gioco in sé ci ha lasciato qualche dubbio (QUI trovate la nostra recensione completa), il volumone realizzato da Piggyback e distribuito da Cidiverte ci ha ben impressionati fin dal primo momento.
Visivamente l’impatto è ottimo: il volume si mostra solido e pesante nelle sue 354 pagine, merito anche di un’elegante copertina rigida nera con logo e titolo di color argento. Il tutto è impreziosito da una sovraccoperta con un bel artwork di Lightning sulla parte frontale ed il logo sul retro.
Aprendo il libro, poi, in fondo troviamo un poster gigante fronte/retro contenente la mappa dettagliata dei territori che visiteremo nel corso dell’avventura: le dimensione non ne rendono molto agevole la consultazione durante le sessioni di gioco, ma è abbastanza semplice aprirne solo una parte per riuscire ad avere a portata di sguardo solo la regione che ci interessa. Utilissima per scovare gli oggetti più difficili da raggiungere, abbiamo più volte ringraziato l’editore di aver mantenuto una scala così abbondante (anche se suddividerla in più fogli di dimensioni minori sarebbe potuta essere una buona idea per rendere più facile la consultazione).
Le pagine del libro, rigorosamente a colori, sono stampate su carta lucida di qualità più che discreta, che non ha evidenziato alcuna perdita d’inchiostro; pur essendo una carta abbastanza leggera non abbiamo riscontrato mai grossi problemi nello sfogliare le pagine. Un maggiore spessore sarebbe stato a nostro avviso inutile se non dannoso alle finalità di questo prodotto.
Passando ad analizzare la struttura e i contenuti della guida stessa, essa è divisa in ben 12 macro-capitoli i quali, ricalcando l’andamento decisamente non lineare dell’avventura, possono inizialmente spaventare per la loro complessità. In realtà riescono sempre ad essere chiari e comprensibili, proponendo una suddivisione degli argomenti sempre efficiente. I capitoli a nostra disposizione sono i seguenti:
– ultimo dei capitoli regolari è, infine, la Soluzione ultima, un concentrato molto sintetico di informazioni utili ad ottimizzare soprattutto la progressione durante una nuova partica a livello Difficile con il “Nuovo gioco+“. Questa sezione si avvale di numerosi schemi con informazioni altamente tecniche, praticamente impossibili da mettere in pratica durante la prima run di gioco.
Terminata la parte tecnica della guida, prima di un altro dettagliato indice, questa volta alfabetico, delle informazioni contenute al suo interno, ci troviamo di fronte ad un capitolo dedicato esclusivamente al diletto dei fan ed in particolare ai possessori di questo volume da collezione: ben 32 pagine su 39 del capitolo Extra, infatti, non si trovano nell’edizione standard e aggiungono ai paragrafi convenzionali (descrizione trofei/obiettivi, emanazioni di caos, semi di anima, ricompense nuovo gioco+, ecc.), uno stuzzicante capitolo in cui verrà data la parola direttamente al team di sviluppo, che potrà così dire ai giocatori cosa ha determinato certe scelte nella creazione del gioco, c
orredando il tutto con numerosi concept art e bozzetti preparatori.
La Guida Ufficiale Completa Edizione da Collezione di Lightning Returns: Final Fantasy XIII si è rivelata, in ultima analisi, un prodotto di ottima qualità: ad un’eccellente fattura estetica si aggiunge una ricchezza di contenuti invidiabile, che unisce la completezza alla facilità di fruizione. Cercando di mantenere sempre alta l’attenzione del giocatore, i redattori della guida si sono proposti con successo di traghettarlo attraverso complesse meccaniche di gioco, accompagnandolo attraverso il gameplay in una curva d’apprendimento costante, senza mortificare allo stesso tempo quel senso di sfida indispensabile per non rendere il gioco una mera corsa al completamento al 100% che non gli lasci nulla in eredità. Buono anche il lavoro di traduzione che, salvo qualche piccola imprecisione scusabile in un lavoro di questo tipo, impreziosce un già ottimo prodotto.
Il prezzo di 29,99€, infine, pur non essendo certo economico (l’edizione con copertina flessibile oscilla tra i 15 e i 20 euro), è tuttavia ben proporzionato al valore e ai contenuti extra di un volume di induscutibile qualità e altamente tecnico, che affronta in maniera scientifica (basti guardare alla qualità degli indici) un argomento importante quale è il Gioco. Consigliato senza riserve ai collezionisti e a tutti i fan della serie.

Ma cosa sono questi Mitama? Elemento tra i più originali della produzione, i Mitama sono un inventario di circa 200 anime di eroi del passato in grado di offrire peculiari abilità all’arma a cui sono associati. Per ottenerli tutti sarà necessario affrontare e sconfiggere molti Oni, così da poterli liberare dalla prigionia a cui sono stati costretti dopo la sconfitta ad opera dei demoni. Le abilità regalate da questi “strumenti” sono però limitate durante lo scontro, obbligandoci non solo a scegliere con cura la tipologia di Mitama più utile ad affrontare un determinato nemico, ma anche a fare attenzione a non sprecare tali abilità troppo presto per non compromettere lo scontro. I limiti di tempo imposti per la realizzazione delle quest più impegnative sono un altro elemento da tenere presente nella scelta del nostro equipaggiamento.

Toukiden: The Age of Demons è un titolo in grado di portare una valida alternativa per tutti coloro che non possiedono o non apprezzano il Nintendo 3DS: orfana di Monster Hunter, PS Vita può così contare su un ottimo imitatore, in grado di sopperire con efficacia e pedissequa somiglianza al vuoto lasciato dal gioco Capcom, senza tuttavia rinunciare ad introdurre qualche novità apprezzabile. Realizzando un titolo tecnicamente buonissimo, con un livello di difficoltà leggermente più basso della concorrenza e contenuti per forza di cose inferiori visto che si tratta del primo capitolo della serie, Tecmo Koei si pone così come riferimento anche per chi si avvicina per la prima volta ad un genere, quello dell’Hunting Game, in grado di coinvolgere ed offrire veramente tante ore di divertimento.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Personalizzazione ottima, garantita dai Mitama
– Boss Fight “tattiche”
– Tecnicamente di ottimo livello
– Comparto multiplayer divertente e funzionale
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– Da migliorare a livello contenutistico
– Ripetitivo negli scontri minori
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| Voto Globale: 80 |


Buono
-Stealth;
-Controlli fluidi con molte possibilità;
-Design;
-Audio.
Cattivo
-A volte la I.A sembra cieca;
-Il ritmo rallenta nell’ultima parte del gioco;
-Tempi di caricamento.
Voti
Grafica: 88
Audio: 90
Longevità: 86
varietà: 92
Totale: 90/100
E’ questa la parola, il fil rouge dell’intera produzione Naughty Dog; più che la sopravvivenza, l’istinto di conservazione, la paura, è l’amore che muove, come un burattinaio, i personaggi di The Last of Us: li getta nella disperazione, dona loro conforto.
L’amore di un padre verso una figlia, l’amore di una sorella, di una madre, è questo che spinge i personaggi a compiere gesta eroiche, e disonorevoli, in un turbinio dantesco che non ha altro fine se non l’amore stesso.
Left behind, unico DLC per giocatore singolo di quel capolavoro assoluto che è The Last Of Us, è in un certo senso nient’altro che una parentesi in questa storia d’amore, una finestra che, tra flashback continui, contribuisce a rendere ancor più chiaro uno spaccato della vita di Ellie e del suo rapporto con un’amica, una sorella, così diversa eppure tanto simile a lei.
In un continuo gioco di analessi e prolessi, il DLC ci riporta agli eventi che hanno trasformato la piccola Ellie, da protetta a protettrice, a quando, nell’estremo tentativo di salvare la vita a Joel, una ragazzina indifesa si trasforma da preda in cacciatrice. E’ però nelle finestre temporali sui giorni “spensierati” del campo scuola militare, per quanto possibile in un mondo che ormai cade a pezzi, che Left Behind dà il meglio di sè, raccontandoci la storia tenera e dolce di due ragazzine cresciute troppo in fretta.
Nell’alternarsi delle due vicende anche il gameplay cambia: rilassato in una, quanto brutale e spietato, come l’animo della protagonista che va corrompendosi, nell’altro, fino al tragico, quanto romantico epilogo che fa da trait d’union alle due storie.
In poco più di 3 ore, forse troppo poche per chi, come chi vi scrive, ha faticato non poco per lasciarsi alle spalle i suoi personaggi, Naughty Dog riesce nell’impresa quasi impossibile di renderli ancora più umani, approfondendo, senza mai appensatirle, le dinamiche psicologiche che muovono i protagonisti.
Dinnanzi ad una storia così bella non si può che restare in religioso silenzio, ascoltare, osservare con ammirazione l’enorme potenza narrativa di un mezzo, quello videoludico, che ha ormai valicato i confini dell’intrattenimento per spingersi in quelli più rarefatti dell’Arte.
Rilasciato il giorno di San Valentino, Left Behind è un tributo ai suoi protagonisti, ai videogames, e all’Amore,

Lightning Returns: Final Fantasy XIII è un titolo che, innanzitutto, richiede ai suoi giocatori di conoscere gli avvenimenti dei due capitoli precedenti: la trama, infatti, è strettamente collegata a quanto accaduto finora, motivo per il quale in questo articolo daremo per scontata la conoscenza di certi eventi e non potremo esimerci dall’inserire spoiler della prima e della seconda parte della trilogia (Final Fantasy XIII e XIII-2).
Nel complesso il livello medio della narrazione in Lightning Returns si rivela discreto, anche se decisamente lontano da quello che ci si aspetta di vedere in un Final Fantasy e inferiore a quanto abbiamo visto nei capitoli precedenti, con una spiccata propensione verso una spiritualità quasi incondizionata che potrebbe non incontrare il gusto di molti. Final Fantasy XIII, sul piano della tensione drammatica, rimane a nostro avviso il migliore di questa trilogia, anche se in quest’ultimo capitolo non mancano spunti interessanti, che potevano senza dubbio essere sfruttati meglio.
Ciò che infatti ci ha colpito maggiormente in positivo è stata proprio la grande libertà di esplorazione introdotta in questo capitolo, con mappe veramente grandi e ariose, lontane anni luce da quelle “claustrofobiche” della prima avventura insieme a Lightning. La libertà, che sembra solo apparente a causa di questi limiti temporali, a conti fatti ha molti meno vincoli di quelli che ci saremmo aspettati e, come detto, rende inspiegabile questa scelta di suddividere il gioco in giornate (un po’ in stile Pikmin). In parallelo con l’ingigantimento delle mappe, poi, viaggia ovviamente anche una migliore mobilità della protagonista, in grado ora di salire sui tetti attraverso delle scale appoggiate ai muri oppure di appendersi ad alcune sporgenze; non siamo di fronte a capacità feline in stile confraternita degli Assassini, ma il passo avanti è comunque enorme se paragonato al numero limitato di movimenti da noi controllabili in precedenza.
Tutte le boss fight, inoltre, mantegono alto il livello di sfida, rendendo necessaria un’attenta analisi a tavolino per poter sfruttare a dovere le debolezze del nemico e l’equipaggiamento a nostra disposizione. Di contro, le battaglie contro i nemici minori sono state ora relegate a semplice fonte di strumenti, visto che non ci serviranno più per raccogliere punti cristallo: eliminato il caro Cristallium, la nostra protagonista aumenterà automaticamente le proprie statistiche escludendoci completamente dal suo processo di crescita. Il nostro compito sarà ora solo quello di recuperare abbastanza denaro per poterle regalare le armi e i completi più potenti. Rimossa la funzione di fonte privilegiata di punti esperienza (e non avendo a disposizione il potere di Serah che ci permetteva di reclutarli), questi mostri ordinari non rappresentano mai nemmeno una sfida degna di nota, diventando facili prede, spesso inutili da affrontare, una volta scoperti i loro punti deboli.

Lightning Returns: Final Fantasy XIII rappresenta la degna conclusione di questa trilogia: un titolo controverso come da tradizione, ricco di spunti interessanti ma pieno anche di grossi limiti, non sempre imputabili alla macchina su cui gira. Un gioco creato per essere goduto a pieno nel corso di una seconda run “plus” a livello difficile, ma che rende la prima tornata di 30 ore difficilmente tollerabile se non ci si avvicina al titolo con il giusto spirito. Eppure, dimenticata la seconda parte del titolo e sorvolando su alcuni limiti tecnici, il ritorno di Lightning potrà dare emozioni e stimoli a chi saprà liberare la mente da ogni pregiudizio. Parafrasando un grande drammaturgo inglese, cosa c’è, in fondo, in un nome?
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Vasta struttura open world
– Battaglie dinamiche e tattiche allo stesso tempo
– Ottima rigiocabilità…
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– … se si riesce a sorvolare sui molti difetti
– Scarsa caratterizzazione degli NPG
– Comparto tecnico traballante
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| Voto Globale: 75 |


In sviluppo presso Slightly Mad Studios, Project CARS è quasi maturo e pronto a far rombare i motori su Next-Gen e PC.
Il motore grafico riesce a padroneggiare le varie condizioni atmosferiche e influenzare di conseguenza il gameplay in pista. Le auto vengono ogni giorno arricchite di dettagli e migliorate dal supporto di veri piloti che rilasciano feedback in continuazione. Oggi il gioco si mostra nuovamente in uno spettacolare video:
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2K ha rilasciato oggi un nuovo trailer, il primo che ci mostra dettagli del gameplay di Evolve. Il video arriva a pochi giorni di distanza dal trailer ufficiale e ci permette di vedere più da vicino il gameplay dell’FPS creato dai Turtle Rock Studios.
Evolve presenta una squadra di quattro cacciatori che sfideranno in multiplayer un mostro gestito singolarmente da un altro giocatore. Su un pianeta alieno in un futuro lontano, i giocatori cacceranno la loro preda in adrenalinici scontri 4V1. I giocatori proveranno Evolve come uno sparatutto in prima persona giocando in cooperativa in una squadra di quattro cacciatori, mentre controlleranno il mostro in terza persona, tutto questo donerà un’esperienza di gameplay unica a Evolve.
Il gioco uscirà su PS4, Xbox One e PC nel corso durante l’Autunno 2014.