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Fallout 4, trailer del DLC “Wasteland Workshop”

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E’ ora di fare prigionieri.

Bethesda ha pubblicato il trailer ufficiale di Wasteland Workshop, secondo DLC di Fallout 4 che arriverà il prossimo 12 Aprile su PS4, XBOX One e PC al prezzo di 4,99€. Il contenuto aggiuntivo permetterà ai giocatori di costruire e posizionare gabbie per catturare le creature presenti nella Zona Contaminata; inoltre, introdurrà nuove opzioni per la realizzazione degli insediamenti.

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Di seguito alleghiamo il comunicato stampa ufficiale.

Fallout 4: Wasteland Workshop!
Ecco il trailer del secondo DLC

Abbiamo appena pubblicato il trailer ufficiale del secondo contenuto aggiuntivo di Fallout 4Wasteland Workshop, che sarà disponibile in tutto il mondo martedì 12 aprile su Xbox One, PlayStation 4 e PC a 4,99 €.

Grazie a Wasteland Workshop, sarà possibile progettare e piazzare gabbie per catturare creature viventi, dai predoni ai Deathclaw. Si potranno addestrare, oppure metterli nelle condizioni di combattere (persino contro altri coloni!). Wasteland Workshop include nuove opzioni di progettazione per gli insediamenti, come l’illuminazione nixie, i kit di lettere, la tassidermia e altro ancora.

Con Wasteland Workshop si possono espandere le possibilità degli insediamenti, mentre a maggio viaggeremo dal Commonwealth al Maine in Far Harbor, il più grande territorio mai creato da Bethesda Game Studios per un contenuto post-pubblicazione.

Resta sintonizzato per altri dettagli su ulteriori contenuti aggiuntivi che saranno rilasciati nel corso del 2016, e sugli aggiornamenti gratuiti come il Creation Kit, che permetterà di creare mod su PC e poi condividerli e giocarci su tutte le piattaforme, console include.

Per altre informazioni visita www.fallout4.com.

Fallout 4, trailer del DLC "Wasteland Workshop"

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E’ ora di fare prigionieri.

Bethesda ha pubblicato il trailer ufficiale di Wasteland Workshop, secondo DLC di Fallout 4 che arriverà il prossimo 12 Aprile su PS4, XBOX One e PC al prezzo di 4,99€. Il contenuto aggiuntivo permetterà ai giocatori di costruire e posizionare gabbie per catturare le creature presenti nella Zona Contaminata; inoltre, introdurrà nuove opzioni per la realizzazione degli insediamenti.

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Di seguito alleghiamo il comunicato stampa ufficiale.

Fallout 4: Wasteland Workshop!
Ecco il trailer del secondo DLC

Abbiamo appena pubblicato il trailer ufficiale del secondo contenuto aggiuntivo di Fallout 4Wasteland Workshop, che sarà disponibile in tutto il mondo martedì 12 aprile su Xbox One, PlayStation 4 e PC a 4,99 €.

Grazie a Wasteland Workshop, sarà possibile progettare e piazzare gabbie per catturare creature viventi, dai predoni ai Deathclaw. Si potranno addestrare, oppure metterli nelle condizioni di combattere (persino contro altri coloni!). Wasteland Workshop include nuove opzioni di progettazione per gli insediamenti, come l’illuminazione nixie, i kit di lettere, la tassidermia e altro ancora.

Con Wasteland Workshop si possono espandere le possibilità degli insediamenti, mentre a maggio viaggeremo dal Commonwealth al Maine in Far Harbor, il più grande territorio mai creato da Bethesda Game Studios per un contenuto post-pubblicazione.

Resta sintonizzato per altri dettagli su ulteriori contenuti aggiuntivi che saranno rilasciati nel corso del 2016, e sugli aggiornamenti gratuiti come il Creation Kit, che permetterà di creare mod su PC e poi condividerli e giocarci su tutte le piattaforme, console include.

Per altre informazioni visita www.fallout4.com.

Recensione DiRT Rally

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Il rally targato Codemasters sbarca anche su console.

Versione testata: PlayStation 4.

“Se senti l’auto perfettamente sotto controllo, significa che non stai andando abbastanza forte”. Una frase che molto probabilmente tutti gli amanti delle corse automobilistiche non dimenticheranno mai, così come non scorderanno colui che l’ha pronunciata: stiamo parlando di Colin McRae, uno dei migliori piloti di rally della storia divenuto, inoltre, campione del mondo nel 1995. McRae ha collaborato spesso con lo sviluppatore Codemasters nella realizzazione di giochi di guida legati alla disciplina rallistica, così da poter offrire la migliore esperienza videoludica possibile ai giocatori. A seguito della sua scomparsa nel 2007, la compagnia ha comunque continuato a produrre titoli di rally pur non riportando più direttamente l’etichetta “Colin McRae”.

Ebbene, pare che Codemasters abbia saputo fare tesoro della lunga collaborazione con il pilota britannico, sfornando sempre produzioni meritevoli ma che parevano “allontanarsi” da ciò che era la vera e propria arte del rally. A Dicembre 2015, dopo un periodo di Early Access, ha debuttato ufficialmente su PC il nuovo DiRT Rally, e sin da subito i fan di questo genere hanno notato come lo sviluppatore (anche grazie all’aiuto della community) abbia voluto tornare “agli albori” omaggiando, in qualche modo, il lavoro svolto con McRae. A distanza di quattro mesi, il gioco sbarca anche su PS4 e XBOX One e siamo pronti a recensirlo per voi.

L’abilità fa la differenza

Lo diciamo sin da subito: DiRT Rally, per la gioia dei fan più esigenti, è un simulatore puro che mette totalmente alla prova le nostre abilità di guida, in particolar modo se si disattivano tutti gli aiuti messi a disposizione per i meno esperti. Ovviamente, ad un’esperienza di gioco più difficile corrisponde un incremento di livello più veloce oltre a risultare decisamente più appagante. Puntando al massimo realismo, Codemasters ha realizzato un modello di guida impeccabile: il peso e la potenza delle vetture sono decisamenti marcati e la reattività dell’auto cambia sensibilmente in base alle diverse superfici presenti nelle tappe (terra, ghiaia, neve…). Scordatevi di arrivare in prossimità di un tornante ai 100 km/h, tirare il freno a mano e fare una derapata in stile Need for Speed; nel migliore dei casi, vi ritroverete contro qualche albero o roccia senza nemmeno troppi danni, e ritenetevi fortunati. DiRT Rally non perdona e ogni singolo errore può tradursi addirittura in un abbandono della corsa a causa di gravi problemi al motore. E questo ci piace, perché lo sviluppatore premia l’abilità e vuole in qualche modo che i giocatori imparino dai propri sbagli e che non si adagino sugli allori pensando che, in fondo, una curva presa male può al massimo rovinare la carrozzeria. E ascoltate SEMPRE il vostro navigatore!

DiRT Rally Announce 06 823x436Il gioco mette a disposizione un parco auto decisamente vario in grado di soddisfare i gusti più disparati: è infatti possibile scegliere, previo acquisto, tra circa 50 vetture di categorie e decenni differenti, partendo dalle migliori icone nel rally degli anni ’60 fino ad arrivare alle più recenti. Oltretutto, sono disponibili molte livree per dare un tocco personale alle auto ed è possibile potenziare queste ultime per renderle più grintose e segnare tempi più veloci. Prima di ogni tappa, inoltre, i giocatori più esperti possono regolare svariati parametri come gomme e freni per adattare al meglio il veicolo al tipo di superficie e alle proprie esigenze.

Una caratteristica interessante che sicuramente moltissimi fan apprezzeranno è la presenza di un sistema di gestione del team nella modalità Carriera: ingaggiando tramite contratti nuovi meccanici ed ingegneri più o meno esperti in diversi “settori”, si possono sbloccare miglioramenti da applicare alle vetture oltre ad ottenere riparazioni più efficenti tra una tappa e l’altra, così evitare problemi lungo il percorso. Il realismo proposto da Codemasters si nota anche nell’amministrazione della propria squadra, che non è così intuitiva e basilare ma richiede un minimo di “strategia” per poterne trarre il meglio.

Rally puro

Come già accennato, DiRT Rally si allontana da tutto ciò che non è prettamente legato all’essenza pura del rally (freestyle, sfide di gymkhana…) concentrandosi, invece, sulle discipline principali di questo sport automobilistico: Rally, Rallycross e Hill Climb. Inoltre, è presente anche il FIA World Rallycross Championship ufficiale per dare un tocco di classe alla già ottima produzione. Per quanto concerne le modalità di gioco, è possibile giocare la Carriera vera e propria, il Campionato e la modalità Personalizzata oltre, ovviamente, al multiplayer online dotato anche di un sistema di leghe. Ciò che contribuisce ad innalzare ulteriormente la longevità, infine, sono gli eventi giornalieri, settimanali e mensili, che permettono di mettere ancora più alla prova le proprie abilità.

Insomma, DiRT Rally non ha problemi in termini di longevità ed offre un elevato grado di rigiocabilità dato che tutti i giocatori possono sempre migliorare i tempi personali o cercare di battere quelli di altri utenti.

Per quanto concerne le varie tappe, il titolo dispone di un ottima varietà di tracciati reali che si dividono in diverse località, passando dalla Francia alla Grecia fino agli Stati Uniti e molte altre. Ovviamente, non potevano mancare le tappe in notturna e diverse condizioni atmosferiche come pioggia e neve, con tutto ciò che esse comportano sulla maneggevolezza della vettura.

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Polvere e derapate

Se nel gameplay Codemasters ci ha messo l’anima per realizzare la migliore esperienza di gioco possibile, possiamo dire lo stesso anche per il comparto tecnico. Graficamente parlando, l’elemento in cui lo sviluppatore ha riposto più cura nei dettagli sono senza dubbio le automobili, in quanto “base” del gioco, realizzando modelli esteriormente fedelissimi alla realtà. Per quanto riguarda gli interni, anch’essi vantano una buona riproduzione sebbene in alcune vetture manchino di qualche particolare; buone anche le varie ambientazioni, che non di rado regalano scorci davvero suggestivi soprattutto visualizzando i replay, in grado di offrire riprese ottime a differenza di altri titoli di corse in cui le telecamere vengono gestite male. Nota di merito anche al frame rate, stabilissimo a 60 fps con risoluzione 1080p.

Il comparto audio gode di effetti sonori di ottima fattura, rombo delle vetture in primis,  e di un doppiaggio del navigatore più che soddisfacente, sempre molto chiaro negli avvisi e brillante nella voce.

Commento finale

DiRT Rally è sicuramente uno dei migliori titoli di rally mai realizzati, e questo grazie alla scelta di Codemasters di puntare ad una simulazione vera e propria. La formula di gioco implementata non perdona, ponendo l’importanza di un errore al pari della realtà con ripercussioni sulla vettura o sui tempi nelle varie tappe. La presenza di un parco auto molto vario contribuisce a renderlo un gioco in grado di soddisfare i gusti di ogni giocatore, che sia un nuovo arrivato o un fan di vecchia data. Insomma, chiunque cerchi un’esperienza rally di alta qualità che metta a dura prova le abilità di guida dovrebbe acquistare ad occhi chiusi l’ultima fatica di Codemasters.

Uncharted 4: Fine di un ladro, nuovo video di gameplay

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Alla scoperta del Madagascar.

Sul canale YouTube ufficiale di PlayStation è stato pubblicato un nuovissimo video gameplay di Uncharted 4: Fine di un ladro, che ci mostra Nathan, Sam e Sully all’opera nelle pianure del Madagascar. Ricordiamo che l’esclusiva PS4 debutterà ufficialmente il prossimo 10 Maggio.

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Recensione Dark Souls III

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Pronti a vendere la vostra anima?

Versione testata: PC.

Dark Souls, si sa, è ormai diventata una delle icone videoludiche più importanti dell’ultimo decennio, nonché biglietto da visita di una software house da sempre in grado di sviluppare grandi capolavori di nicchia e che, finalmente, riesce ad affacciarsi ad un pubblico più ampio e diversificato. From Software fece centro, ai tempi, regalando a questo fantastico mondo un titolo in grado di far onore alle vecchie glorie del passato, dimostrandosi punitivo e difficile ma al contempo appagante ed interessante, con le sue meccaniche di gioco rivoluzionarie che non includevano la possibilità di un game over e proponendo una rigiocabilità stratosferica per merito del sempre crescente livello di difficoltà, garantito dalla possibilità di affrontare una nuova avventura mantenendo intatti equipaggiamento e livello e permettendo ai più pazienti di esplorare ancora una volta le lande desolate del mondo di gioco, affrontando nuovamente i boss e cercando di non lasciarsi alcun segreto alle spalle.

Pochi anni dopo il successo del primo capitolo, venne il turno del secondo che, per alcuni, si dimostrò essere inferiore a causa di scelte che si manifestarono poi con un livello di difficoltà più basso e con alcune modifiche ai luoghi e alle location esplorabili, che non emanavano più quelle sensazioni di inquietudine e terrore che il primo, indimenticabile capitolo era in grado di offrire.

Tra una deviazione e l’altra, tra cui segnaliamo il fantastico Bloodborne, arriviamo infine ad assaporare l’ultima ed incredibile creazione partorita dalla geniale mente di Hidetaka Miyazaki: Dark Souls III, oggetto di questa nostra recensione. Questo capitolo segna un ritorno alle origini, la manifestazione del sogno di ogni amante della serie che porta con sé grandi idee già proposte ed incredibili novità in grado di garantire freschezza ad una serie che continua a respirare ossigeno e che speriamo sia in grado di farlo ancora per molto tempo.

Dark Souls III sarà disponibile per PC, PlayStation 4 ed Xbox One a partire dal 12 Aprile di quest’anno.

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Il Regno di Lothric

Circa 70 sono le ore di gioco stimate per il completamento della prima run in Dark Souls III, 70 ore di puro divertimento ed adrenalina nel fantastico Regno di Lothric. Ma cos’è che ci ha spinto, in primo luogo, a trovarci in questo macabro luogo? Come ogni Dark Souls che si rispetti, il comparto narrativo è strutturato in modo da risultare secondario rispetto al gameplay, nascondendo descrizioni, storie e quant’altro all’interno degli oggetti che sarà possibile raccogliere nel corso dell’avventura, garantendo ai più curiosi la possibilità di approfondire gli avvenimenti e a tutti gli altri la possibilità di giocare a pieno il titolo senza doversi sorbire continue interruzioni.

Collegandosi ai capitoli precedenti, Lothric funge da punto di incontro per i cicli della fiamma, che volgono finalmente al termine in questo terzo capitolo che rappresenta l’epilogo della serie.

Sbagliando s’impara

Dopo gli errori fatti con Dark Souls II, From Software ha messo corpo ed anima nella creazione di questo terzo capitolo, raggiungendo vette elevatissime e garantendo ai videogiocatori un gameplay di prim’ordine, in grado di rivelarsi fresco e pulito anche dopo decine di ore di gioco. Se da una parte la maggior parte dei controlli sono rimasti invariati, infatti, dall’altra vediamo l’apparizione di un nuovo potere che ci permette, a seconda dell’arma da noi equipaggiata, di ottenere un bonus temporaneo che varia in base all’arma attualmente in uso: stiamo parlando delle nuove abilità, attivabili con uno specifico tasto.

Sin dalle prime ore di gioco avremo accesso a tutte le funzionalità che il gioco ha da proporre, dalle fasi esplorative che offrono piena libertà – visibile sin dai primi minuti per merito di un bivio che ci mette di fronte ad un temibile avversario – a quelle relative alla crescita del personaggio che, come da tradizione della serie, potrà spendere le anime accumulate tramite l’uccisione dei nemici per poi spenderle per aumentare i punti statistica che più gli aggradano. Anche nell’equipaggiamento avremo piena libertà, nei vincoli del peso massimo che potremo sopportare, che questa volta sarà inoltre specificato anche in % e che, come al solito, andrà direttamente ad influenzare l’efficienza della nostra schivata. Da segnalare, inoltre, una più specifica presenza degli attributi relativi alle armature, ove adesso sarà possibile vedere nello specifico in che modo andranno a variare.

Fanno il loro ritorno anche le iconiche Fiaschette di Estus, potenziabili come al solito tramite degli speciali frammenti sparsi per il mondo di gioco e che, per la prima volta, subiscono un notevole cambiamento all’interno della serie, con la possibilità di essere convertite in normali Fiaschette Estus oppure Fiaschette Estus Cineree, in grado di ripristinare i nostri Punti Abilità piuttosto che i nostri Punti Vita, particolarmente indispensabili per quei giocatori che prediligono l’utilizzo di incantesimi, miracoli o piromanzie al mero scontro fisico.

Parlando di gameplay, com’è possibile non citare il quasi-perfetto sistema di combattimento? Rivisto e velocizzato rispetto ai precedenti capitoli della serie, il combat system di Dark Souls III è paragonabile a quello di Bloodborne, con dei dovuti rallentamenti nell’azione e con l’aggiunta di scudi e di diverse categorie di armi più varie. In questa nuova veste, Dark Souls III si dimostra anche più cattivo dei suoi predecessori, mettendo a dura prova le nostre abilità e la nostra pazienza poiché, si sa, chi gioca a Dark Souls DEVE tassativamente imprecare.

Gli NPC presenti all’interno del gioco sono spesso sparsi per le zone che andremo ad esplorare ed alcuni di essi saranno inoltre reperibili (e ritrovabili) all’interno dell’Hub di Gioco. Molti ci proporrano quest secondarie da svolgere, altri invece ci permetteranno di avere accesso a funzioni più avanzate quali la già citata crescita del personaggio oppure la compravendita di oggetti, oppure, ancora, il potenziamento delle nostre armi e della nostra scorta di Fiaschette Estus.

Piacevole e particolare la caratterizzazione dei Boss che, come agli albori dei tempi, diventano imprevedibili e spesso pazzi, in grado di stravolgere le sorti di un’intera battaglia ad un soffio dalla loro sconfitta. Se From Software a causa dei propri errori ci aveva permesso di adagiarci sugli allori nel corso della nostra “passeggiata” in Dark Souls II, ha deciso di rendere le cose più frizzanti in Dark Souls III integrando diversi pattern d’attacco a seconda delle situazioni in cui verte la battaglia.

Un piacere per gli occhi (e per la mente) anche la caratterizzazione del level design che, per la prima volta nella serie, ci sembra essere stato strutturato in precedenza e non arronzato in poche ore per far sì che tutti gli scenari presenti potessero congiungersi; non mancano, inoltre, i sempre presenti ed apprezzatissimi segreti, che spaziano da zone accessibili esclusivamente saltando a muri illusori da dover scoprire ed attraversare.

Simbolo ormai della serie, fa sempre il suo ritorno la possibilità di poter cooperare online con altri giocatori nella sconfitta dei Boss e la possibilità di invadere i mondi di gioco altrui per potersi scontrare in fasi PvP. Non abbiamo avuto modo di testare nessuna delle due funzionalità, preclusi dallo scarso quantitativo di giocatori presenti. Avendo però potuto vivere quest’esperienza in tutte le altre opere della saga, siamo certi che From Software abbia impiegato il dovuto tempo per curare al meglio questo aspetto della produzione.

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Come se fosse la prima volta

Beh, in realtà É la prima volta. Dark Souls l’abbiamo già visto due volte su PC, eppure in entrambi i casi il gioco veniva azzoppato da un engine che doveva essere in grado di adattarsi alle console di passata generazione. Questa volta, invece, no! Sfruttando il già apprezzato engine che ha dato vita a Bloodborne, infatti, From Software è stata in grado di sfornare un’opera dalle fattezze grafiche incredibili, merito soprattutto delle maggiori possibilità hardware offerte dal PC rispetto a PlayStation 4. Esplorare il mondo di gioco ed immergersi al suo interno non è mai stato così semplice, complice l’alto rendimento dello stile artistico e l’esperienza ormai comprovata di From Software nella creazione di scenari unici ed artisticamente coinvolgenti. Unica pecca è il frame rate, che in più di una situazione risulta essere ballerino nonostante l’utilizzo di un hardware più che adeguato.

Una crescita esponenziale anche sul comparto sonoro, che con una rinfrescata e rivisitata colonna sonora riesce a catturare l’attenzione per tutto il corso dell’avventura, permettendoci spesso di soffermarci per ascoltare qualche brano.

Commento finale

Dark Souls III non ha bisogno di presentazioni: è l’erede di una serie di videogiochi che da qualche anno a questa parte ha stravolto e riscritto i canoni dell’industria videoludica, dimostrando che i videogiocatori di oggi amano le sfide. Travolgente, unico e ben caratterizzato, Dark Souls III ha finalmente spodestato l’originale titolo della serie, guadagnandosi di diritto il titolo di miglior Dark Souls di sempre, merito di un rifinito gameplay, dell’utilizzo di un engine grafico all’altezza degli standard odierni e di un comparto sonoro in grado di far onore all’intera produzione. Si tratta, tristemente, dell’epilogo di una grandissima serie di videogiochi e già solo per questo meriterebbe l’acquisto. Non è un gioco adatto a tutti, anzi, è spesso limitante poichè richiede abilità e bravura da parte del giocatore; le soddisfazioni, però, sono all’ordine del giorno per chi deciderà di intraprendere questa fantastica avventura.

Pro Contro 
– Difficile, proprio come piace a noi…
– Rigiocabilità praticamente infinita
– Presenza elevatissima di segreti e missioni secondarie
– Level design e caratterizzazione di prim’ordine
– Finalmente tecnicamente degno del nome che porta
– Boss-Fight caratterizzate e peculiari
– …ma a frangenti anche troppo
– É l’epilogo di una fantastica saga
– Frame rate a tratti poco convincente
  Voto Globale: 95
 
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Final Fantasy XV, Square Enix pensa di produrre più Ultimate Collector’s Edition

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Troppa richiesta, Square Enix alza il tiro.

Hajime Tabata, game director di Final Fantasy XV, ha da poco ringraziato i fan che hanno seguito l’evento Uncovered Final Fantasy XV, soprattutto vista l’ora improponibile in cui si è svolta in certi paesi, facendo anche un breve punto della situazione.

Prima di tutto ha ascoltato tutte le persone che si sono lamentate della scarsa disponibilità della Ultimate Collector’s Edition di Final Fantasy XV, in effetti 30.000 copie per tutto il mondo sembra poco anche a noi, quindi ha deciso di vedere se riesce a metterne di più sul mercato dicendo che avremo presto notizie a riguardo.

E, per finire, ha voluto anche precisare che la Platinum Demo e stata scaricata da un grandissimo numero di giocatori ed è fiero di aver raggiunto questo risultato.

Final Fantasy XV, Square Enix pensa di produrre più Ultimate Collector's Edition

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Troppa richiesta, Square Enix alza il tiro.

Hajime Tabata, game director di Final Fantasy XV, ha da poco ringraziato i fan che hanno seguito l’evento Uncovered Final Fantasy XV, soprattutto vista l’ora improponibile in cui si è svolta in certi paesi, facendo anche un breve punto della situazione.

Prima di tutto ha ascoltato tutte le persone che si sono lamentate della scarsa disponibilità della Ultimate Collector’s Edition di Final Fantasy XV, in effetti 30.000 copie per tutto il mondo sembra poco anche a noi, quindi ha deciso di vedere se riesce a metterne di più sul mercato dicendo che avremo presto notizie a riguardo.

E, per finire, ha voluto anche precisare che la Platinum Demo e stata scaricata da un grandissimo numero di giocatori ed è fiero di aver raggiunto questo risultato.

Dark Souls III, vendute l’82% delle copie di lancio PlayStation 4 in Giappone

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Un riscontro positivo per il nuovo titolo di From Software.

Il lancio nipponico di Dark Souls III avvenuto lo scorso 24 marzo sembra aver riscosso un risultato più che buono in termini di vendite, registrando l’82% di unità vendute distribuite al lancio per console PlayStation 4.

Lo stesso non si può dire delle vendite XBOX One del gioco: dati alla mano, infatti, il gioco non riesce nemmeno ad entrare nei primi 50 titoli più venduti della scorsa settimana, molto probabilmente a causa del limitato numero di console Microsoft vendute in Giappone.

Per quanto riguarda noi europei non ci resta altro che attendere l’ormai vicinissimo 12 Aprile.

Dark Souls III, vendute l'82% delle copie di lancio PlayStation 4 in Giappone

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Un riscontro positivo per il nuovo titolo di From Software.

Il lancio nipponico di Dark Souls III avvenuto lo scorso 24 marzo sembra aver riscosso un risultato più che buono in termini di vendite, registrando l’82% di unità vendute distribuite al lancio per console PlayStation 4.

Lo stesso non si può dire delle vendite XBOX One del gioco: dati alla mano, infatti, il gioco non riesce nemmeno ad entrare nei primi 50 titoli più venduti della scorsa settimana, molto probabilmente a causa del limitato numero di console Microsoft vendute in Giappone.

Per quanto riguarda noi europei non ci resta altro che attendere l’ormai vicinissimo 12 Aprile.

Recensione Hyrule Warriors Legends

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Un crossover dal potenziale infinito!

Versione testata: New Nintendo 3DS.

Il genere Mosou non è mai stato particolarmente apprezzato dagli utenti occidentali, però Nintendo, affidandosi ad uno dei brand più amati ovvero The Legend of Zelda e combinando le meccaniche di uno dei giochi d’azione più influenti e apprezzati, Dynasty Warriors, è riuscita a produrre, prima per la console domestica Wii U e successivamente per Nintendo 3DS, un titolo che, sotto diversi aspetti, ha conquistato moltissimi videogiocatori, anche quelli più scettici, facendoli quindi avvicinare ad un genere che proprio in questo biennio sembra essere “rinato” grazie alla bacchetta magica della casa di Kyoto.

Are you ready? FIGHT!

Hyrule Warriors Legends, a prima vista, potrebbe sembrare un titolo banale e abbastanza semplice da giocare ma fidatevi, non è proprio così. Sebbene il gioco risulti essere un Mosou a tutti gli effetti, Nintendo, grazie alla collaborazione con Koei Tecmo Games e facendo leva, nuovamente, sulla propria “magia”, ha sfornato un prodotto che, anche se ha richiesto ingenti sforzi agli sviluppatori e qualche evidente compromesso per le ridotte e limitate capacità tecniche del Nintendo 3DS, a conti fatti risulta essere davvero valido. E questo non soltanto perché riesce egregiamente a mescolare The Legend of Zelda con le meccaniche di gioco di Dynasty Warriors, ma anche perché il titolo prova, in più di un’occasione, a reinventare situazioni, trame e contesti “Zeldiani”.

Sicuramente Hyrule Warriors Legends non può essere giudicato in modo univoco, soprattutto perché il giudizio dipende molto dalla “macchina” sulla quale il titolo viene provato: sebbene Nintendo abbia a gran voce ribadito che una grossa fetta di videogiocatori possiede ancora modelli di 3DS più “anziani”sarebbe stato più logico che il gioco venisse pubblicato esclusivamente (come per Xenoblade Chronicles 3D) su New Nintendo 3DS e New Nintendo 3DS XL in quanto l’esperienza di gioco risulta essere diametralmente opposta se si utilizzano gli ultimi modelli della grande N rispetto a modelli più datati (compreso il 2DS).

Certo, la scelta di pubblicare il gioco per tutte le versioni di 3DS rilasciate in questi anni è condivisibile qualora effettivamente l’intento fosse stato quello di permettere a tutti di godere di un’esperienza di gioco ottimale, ma allo stato dell’arte attuale non ci sentiamo di consigliare l’acquisto di Hyrule Warriors Legends a chi possiede un modello di 3DS più datato perché l’esperienza di gioco potrebbe davvero essere poco piacevole. Ma bando alle ciance e scopriamo insieme quanto di buono (e non) è stato fatto con questo “porting” dal potenziale pressoché infinito.

Contenuti a “Coccò”

Hyrule Warriors Legends, sostanzialmente, non si discosta dal gemello maggiore presente su Wii U, anzi risulta essere pressoché il medesimo gioco, ampliato però nei contenuti; possiamo quindi considerarlo come una sorta di versione 2.0 che va a spingere a livelli estremi le potenzialità del nostro 3DS. Gli eventi di gioco si sviluppano al di fuori del canone classico di The Legend of Zelda, ma comunque, ancora una volta, l’oscurità prenderà il sopravvento sul castello di Hyrule e, nel trambusto della battaglia, la Principessa Zelda svanirà nel nulla.

L’avanzamento in-game ci metterà di fronte ad una serie di scenari simili fra loro, che fondono la storia, i personaggi e le ambientazioni del mondo di Zelda all’interno delle quali, impersonando i guerrieri di Hyrule, dovremo spazzare via nutrite schiere di nemici messi in campo dalla Strega Cia che ci ostacoleranno e ci rallenteranno in tutti i modi. Battaglia dopo battaglia, uccisione dopo uccisione, avremo modo di progredire man mano nella storia, mai banale ma sicuramente, anche per via del genere di gioco, priva di elementi di una certa “epicità”.

Infatti, ci verranno forniti determinati obiettivi (primari e/o secondari che siano) che andranno a culminare in una serie di “Boss Fight” non particolarmente impegnative che, portate a compimento (in circa 30 minuti), sbloccheranno i successivi scenari di gioco. La storia è un susseguirsi di inseguimenti continui finalizzati proprio a sventare i piani della Strega Cia, mescolando in un unico calderone tutti i personaggi della saga di Zelda in tre differenti linee temporali, ovvero Ocarina of Time, Twilight Princess e Skyward Sword, andando a “costruire” una vera e propria enciclopedia della saga e sicuramente strappando un sorriso ai fan più fedeli del brand che, in pratica, vedranno il mondo di Zelda sotto una luce diversa.

Dal punto di vista dei personaggi, naturalmente il roster è decisamente vasto: oltre a Link, Impa, Zelda, Midna, Lana, Xenia, Faith, Ruto, Darunia, Sheik, Zant, Ghirahim e Ganondorf, già presenti su Wii U, nella versione per 3DS sono stati aggiunti ulteriori personaggi per espandere l’esperienza di gioco. Toon Link è la versione “cartoonesca” di Link in The Legend of Zelda: The Wind Waker, il quale utilizza le medesime tecniche del suo alter ego normale; Dazel è la “piratessa” che in The Wind Waker si rivelerà essere Zelda e che per sbaragliare i nemici utilizza pistole e armi da taglio, mentre Re Daphnes Nohansen Hyrule, anch’esso presente in The Wind Waker, con l’aspetto di Re Drakar, combatte proprio trasformandosi in esso, scatenando onde marine sui nemici e utilizzando come arma la vela del Re Drakar.

Inoltre, direttamente da Majora’s Mask, è possibile utilizzare Skull Kid, che per affrontare il campo di battaglia chiama a sé le fate Tatl e Tael, che lo assistono nell’uso di incantesimi potentissimi, i quali vengono amplificati grazie alla maschera di Majora e al suono dell’ocarina. La chicca presente in questo porting tascabile, infine, è un personaggio del tutto nuovo, realizzato per l’occasione da Koei Tecmo Games: stiamo parlando della versione “femminile” di Link, ovvero Linkle. Che non è propriamente un’eroina ma una fan più che mai del nostro amato eroe, fermamente convinta di essere destinata a fare grandi cose, in quanto è entrata in possesso di una “misteriosa” bussola e ha dalla sua l’abilità di poter controllare schiere di pollame e di poter utilizzare una doppia balestra per abbattere orde di nemici sanguinosi.

Hyrule Warriors Legends non è affatto una versione ridotta della versione per Wii U, anzi, come già riportato nella nostra anteprima, rappresenta una versione definitiva, poiché comprende tutti i DLC rilasciati in origine sull’ultima console casalinga di Nintendo, vanta il supporto a tutti gli Amiibo fino ad un massimo di cinque utilizzi al giorno e, inoltre, in futuro verranno pubblicati tanti altri contenuti che renderanno l’esperienza di gioco sostanzialmente infinita.

L’idea di fondo che però potrebbe risultare vincente è l’aver pensato ad Hyrule Warriors Legends come una sorta di Season Pass per la versione domestica, in quanto all’interno della confezione di gioco (sebbene io non abbia ancora provato di persona) risulta esserci un codice che permette di riscattare tutta una serie di contenuti (personaggi compresi) su Wii U.

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Un gameplay miracoloso

Dal punto di vista del gameplay, esso risulta essere pressoché identico alla controparte domestica, se non per alcune modifiche (nulla di trascendentale, sia chiaro) che però su una versione portatile hanno il loro giusto peso. Innanzitutto, è possibile passare da un personaggio all’altro semplicemente premendo sul touch-screen del 3DS e, qualora la battaglia dovesse farsi troppo ostica, con un semplice “ordine” è possibile indirizzare uno dei nostri alleati verso un punto specifico della mappa di gioco, una funzione quantomai utile per le Boss Fight e/o per dare supporto nelle situazioni di gioco più concitate.

Ulteriore “esclusiva” della versione tascabile del gioco è la My Fairy Mode: in pratica, nel corso della nostra avventura saremo accompagnati da delle fatine che, qualora dovessimo trovarci in difficoltà, potranno fornirci supporto attraverso una pluralità di poteri e di bonus differenti che ci aiuteranno a portare a compimento il livello di gioco. E’ necessario curare al meglio le nostre fatine perché solo in tal modo sarà possibile migliorare ulteriormente il loro livello di magia, facilitando quindi il prosieguo della nostra eroica avventura.

Inoltre per velocizzare ulteriormente il gameplay dinamico e, quindi, focalizzare ancora più marcatamente l’attenzione sull’elemento principale del gioco, ovvero il combattimento, potremo utilizzare l’ocarina del tempo che, mediante le statue gufo, permetterà di teletrasportarsi da un punto all’altro della mappa di gioco. Sebbene manchi una funzione di Cross-Save fra 3DS e Wii U, è invece possibile salvare nel bel mezzo della battaglia, senza dover quindi necessariamente portare a compimento l’intera missione. Naturalmente sono piccoli accorgimenti che, alla fine dei conti, risultano funzionare molto bene.

Come già ribadito inizialmente, per confezionare un prodotto che potesse girare in maniera decente su una console portatile dagli evidenti limiti tecnici Nintendo è dovuta necessariamente scendere a qualche piccolo compromesso. Sia ben chiaro: dal punto di vista tecnico, Hyrule Warriors Legends rappresenta davvero un piccolo miracolo, però purtroppo la fluidità dell’azione di gioco e di conseguenza il divertimento dipendono molto da quale tipologia di 3DS si utilizza.

Sulle versioni New il gioco gira in maniera fluida, senza rallentamenti evidenti se non in alcuni piccoli frangenti e soprattutto quando è attivata la funzione 3D, mantendo un frame rate pressoché costante; sulle versioni più datate, invece, risultano esserci evidenti cali di frame rate e rallentamenti di varia natura che vanno ad inficiare negativamente sull’esperienza di gioco complessiva. In effetti, Nintendo ha cercato di “ottimizzare” al meglio il gioco in modo tale che girasse senza problemi di alcun tipo sui vari modelli rilasciati. Nelle versioni più vecchie, infatti, il supporto al 3D stereoscopico risulta essere stato disattivato in virtù del fatto che tali modelli ormai hanno dato tutto quello che potevano.

Certo, sebbene la casa di Kyoto abbia cercato di rendere disponibile il gioco a tutti, la scelta è quantomai discutibile. Che senso ha rilasciare un gioco che va a spremere al massimo il già migliorato chip del New Nintendo 3DS e New Nintendo 3DS XL anche su versioni ormai obsolete di 3DS? Le motivazioni di tale scelta sono state riportate più sopra, ma davvero non possiamo affatto condividerle, soprattutto perché dover spendere 40 euro e trovarsi una versione di gioco quasi ingiocabile non è affatto piacevole.

Per quanto riguarda il comparto grafico, ovviamente non ci sogniamo neppure di fare un confronto con la versione Wii U, in quanto il risultato sarebbe evidente agli occhi di chiunque. Ciò che possiamo dire è che, sebbene alcuni modelli poligonali risultino essere stati realizzati molto alla buona, l’immagine risulta essere comunque pulita e piacevole alla vista e inoltre, grazie al chip migliorato nelle nuove versioni di 3DS, il quantitativo di nemici a schermo è davvero sorprendente, e anche se in alcuni frangenti lo schermo piccolo potrebbe alla lunga essere “fastidioso”, nel complesso l’esperienza di gioco risulta essere davvero piacevole e appagante.

Ulteriore elemento che nella mia esperienza di gioco risulta aver funzionato davvero bene è la gestione della telecamera: diciamo che non ho mai avuto grossi problemi, se non qualche sporadico spostamento della stessa in direzioni davvero senza senso che però possono essere prontamente gestite e corrette grazie al C-Stick integrato.

Commento finale

Hyrule Warriors Legends, sostanzialmente, lascia pressoché inalterata la struttura del titolo originale visto su Wii U, e sebbene gli sviluppatori giapponesi siano dovuti scendere a compromessi quantomai evidenti per via di intrinseci limiti tecnici della piccola console di casa Nintendo, in definitiva hanno compiuto un vero e proprio miracolo videoludico. Certo è che il genere Mosou non è per tutti e forse l’estrema ripetitività potrebbe portare diversi videogiocatori ad abbandonarlo in poco tempo, però Hyrule Warriors Legends ha una sua anima, ben strutturata e pressoché impossibile da ritrovare in altri titoli del medesimo genere. Inoltre, grazie ad un supporto costante da parte di Nintendo e ad una pluralità di contenuti che in futuro verranno rilasciati, l’esperienza di gioco risulterà essere quasi infinita. Se siete fan di Dynasty Warriors e del genere Mosou in generale, l’acquisto del gioco è quanto mai consigliato.

Pro Contro
– Porting molto buono
– Tantissimi contenuti
– Un Mosou Zeldiano
– Ripetitività
– Quasi ingiocabile su modelli di 3DS più datati
– Evidenti limiti tecnici
Voto Globale: 75

Final Fantasy XV, Square Enix punta a vendere 10 milioni di copie

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Delucidazioni sull’obiettivo della compagnia.

Recentemente, Square Enix si è detta intenzionata a raggiungere la vendita di 10 milioni di copie di Final Fantasy XV così da recuperare buona parte delle spese di produzione. Tuttavia, la compagnia ha dovuto offrire alcune delucidazioni al popolo di Internet in seguito ad una mal interpretazione dell’obiettivo in questione.

Il fraintendimento nasce infatti dal fatto che l’utenza abbia pensato ad una apparente relazione tra vendite e costi di produzione dell’atteso titolo, ma Square Enix precisa che i due fattori non sono collegati e che il traguardo delle 10 milioni di copie vendute è solamente un obiettivo autoimpostosi dagli sviluppatori, fiduciosi di uno dei progetti più grandi mai gestiti dalla casa.

Pokémon, Jirachi disponibile per i possessori di Zaffiro Alpha, Rubino Omega, X e Y

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Un nuovo Pokémon misterioso.

A partire da oggi fino al 24 Aprile, tutti i giocatori che possiedono una copia di Pokémon Zaffiro Alpha, Rubino Omega, X o Y possono ottenere gratuitamente il Pokèmon misterioso Jirachi. Inoltre, anche i fan del GCC Pokémon potranno continuare a celebrare il ventesimo anniversario della serie grazie alla nuova Collezione Pokémon misteriosi: Jirachi disponibile da oggi. All’interno troveranno una carta promozionale speciale con Jirachi, due buste dell’espansione Generazioni e una carta codice del GCC Pokémon Online.

Per maggiori dettagli, potete consultare il seguente indirizzo: http://www.pokemon20.com/it-it/mythical.html#apr.

jirachi

Dark Souls III, oltre al videogioco anche il film

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Bandai Namco Entertainment si da al mondo delle videocassette.

Con un comunicato stampa divulgato nelle scorse ore, Bandai Namco Entertainment ha reso ufficiale l’arrivo di Dark Souls III – The Movie nella speciale edizione VHS in arrivo in tutti i negozi specializzati d’Italia il 12 di Aprile! A seguito di questa news potrete trovare anche l’inedito trailer del film. Non ci resta che augurarvi una buona visione ed avvisarvi che probabilmente si tratta solo di un Pesce d’Aprile! 😀

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Sega of America, ufficialmente conclusa l’acquisizione di ATLUS

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Da due entità distinte e separate, adesso un’unica azienda.

Pur mantenendo le proprie identità, le proprie ideologie e le proprie produzioni, ATLUS USA e Sega of America fanno adesso parte dello stesso gruppo, avendo quest’ultima finalizzato le fasi di acquisizione della prima. L’unico cambiamento visibile sarà relativo al nome e le principali novità nate da questa acquisizione saranno relative ai diritti di pubblicazione dei titoli, che saranno adesso interamente gestiti da Sega of America.

Sega of America, ufficialmente conclusa l'acquisizione di ATLUS

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Da due entità distinte e separate, adesso un’unica azienda.

Pur mantenendo le proprie identità, le proprie ideologie e le proprie produzioni, ATLUS USA e Sega of America fanno adesso parte dello stesso gruppo, avendo quest’ultima finalizzato le fasi di acquisizione della prima. L’unico cambiamento visibile sarà relativo al nome e le principali novità nate da questa acquisizione saranno relative ai diritti di pubblicazione dei titoli, che saranno adesso interamente gestiti da Sega of America.

Intel, Xeon E5-2600 V4 la prima CPU a 22 Core

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E pensare che già 8 Core sembravano tanti…

Con un costo di circa $187 per core, Xeon E5-2600 V4 è la prima CPU a 22 Core di casa Intel e costa circa $4.114, supportando un massimo di 2 thread per core, per un totale di 44 thread. Le nuove schede madri che supporteranno questa tipologia di processori saranno in grado di ospitare ben due di questi mostri, per un totale massimo ipotetico di 44 Core ed 88 Thread ed un massimo di 384Gb di RAM DDR4/2400Mhz per CPU, garantiti dalla presenza di un massimo di 12 DIMM per CPU e da banchi di capienza massima di 32Gb.

Ys VIII, nuove informazioni da Falcom

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Dettagli sulla storia e nuovi screenshots.

Nuove informazioni sono state rese disponibili su Ys VIII: Lacrimosa of Dana, il nuovo titolo targato Falcom in arrivo in Giappone nel 2017 su PlayStation 4 ed il 21 Luglio 2016 su PlayStation Vita.

Personaggi:

Dogi, 26 Anni:

Ys VIII 04 01 16 002

Il partner di Adol fiero della sua forza. Sono passati 4 anni da quando aiutò Adol nel corso della sua avventura nell’antico regno di Ys, i due hanno viaggiato insieme in giro per il mondo. Proprio come Adol, anche lui era a bordo della Nave di Linea Lombardia, cercando il prossimo luogo in cui avventurarsi, ma sparisce quando la stessa affonda.

Capitan Barbaros, 46 Anni:

Ys VIII 04 01 16 003

Capitano della Nave di Linea Lombardia la cui vibrante barba rossa spicca. Spaventoso a prima vista, data la sua stazza, ma con le sue buone maniere riesce ad avere rapporti sinceri, anche con i suoi passeggeri. Oltre alla sua ciurma, anche i passeggeri nutrono fiducia in lui, e continua dare dimostrazione del suo potere di leader anche nell’Isola di Seiren quando riesce a riunire tutte le diverse personalità dei naufraghi.

 

Luoghi:

Nave di Linea Lombardia:

La più grande Nave per passeggeri misura in lunghezza 50 merai (unità di misura nel mondo di Ys?), è dotata di 4 grandi alberi, è in viaggio da Xandria verso il continente di Eresia. Con una grande sala per ricevimenti e camere per gli ospiti di prima classe per i benestanti, la Lombardia è anche utilizzata dalla classe sociale più alta come mezzo di trasporto tra i vari continenti.

Storia:

La storia di Ys VIII ha inizio a bordo della Nave di Linea Lombardia.

In Ys VIII, il viaggio di Adol sulla Nave di Linea Lombardia dipingerà gli avvenimenti che condurranno al sua naufragio sull’Isola di Seiren, luogo in cui si svolgerà la storia del gioco.

Per poter guadagnare i soldi per la nuova avventura, Adol lavora come marinaio sulla nave. Anche Dogi, il partner di Adol, lavora sulla stessa nave occupandosi dei lavori fisici. Nel corso del viaggio, sarà possibiel controllare Adol e sorvegliare le stanze degli ospiti in quanto addetti alla sicurezza della nave.

Sarà possibile incontrare questo persone anche dopo il naufragio, sull’ Isola di Seiren?

Sulla nave, sarà possibile incontrare un certo quantitativo di passeggeri che Adol poi sarà in grado di salvare dopo il naufragio. Tra di loro, ci sono alcuni che lavoreranno insieme ad Adol…

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Recensione Quantum Break

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Il tempo è il killer peggiore.

Versione testata: XBOX One.

Il tempo è denaro, il tempo è galantuomo, chi ha tempo non aspetti tempo. Quante volte ci è capitato di sentire pronunciare questi proverbi? Sicuramente moltissime. Se in ambito popolare si sprecano adagi che riguardano la successione temporale di eventi che riguardano persone e cose, è innegabile che questo argomento abbia dato origine ad un vero proprio genere letterario/scientifico che concerne la possibilità di viaggiare liberamente attraverso lo spaziotempo. Sono molti i romanzi, i film, le serie tv e ultimi, ma non ultimi, i videogames che come media hanno trattato l’argomento dei viaggi temporali. Da sempre la possibilità di viaggiare in epoche diverse per poter vedere coi propri occhi accadimenti storici o persino per provare a cambiare in meglio il proprio futuro hanno titillato le fantasie di noi videogiocatori. Ecco che Remedy Entertainment, dopo averci deliziato con diversi filmati di gioco e aver fatto crescere in noi un hype di dimensioni spropositate, lancia finalmente sul mercato Quantum Break, esclusiva Xbox One e Windows 10. Sarà in grado il titolo della software house finlandese di soddisfare le nostre aspettative? Andiamo a scoprirlo.

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Non rompermi i quanti

Il gioco è ambientato ai giorni nostri, nella fittizia cittadina di Riverport, Stati Uniti. Jack Joyce, protagonista principale dell’avventura, riceve una chiamata dall’amico di infanzia Paul Serene, imprenditore e direttore della Monarch Solutions, una multinazionale che si è fatta largo nel mondo degli affari in modo non propriamente “pulito” ed è riuscita a comprarsi quasi tutta la città. Nella telefonata, Paul chiede a Jack di raggiungerlo all’università, cosicché possa assistere ad un esperimento che potrebbe cambiare radicalmente il futuro dell’intera umanità. Una volta incontrato il proprio amico, ecco che Jack viene a conoscenza della creazione di una macchina in grado di far viaggiare nel tempo chiunque la utilizzi. Ad aver collaborato con Paul alla realizzazione di questo rivoluzionario progetto vi è il fratello di Jack, William Joyce, che farà la sua comparsa di lì a poco tentando invano di dissuaderci a sperimentare su Paul la propria creazione. Ovviamente l’esperimento viene intrapreso ugualmente e purtroppo non dà gli esiti sperati, andando a creare una frattura temporale che rischia di far collassare il tempo e porre fine a tutte le cose. Ma tutti i mali non vengono per nuocere: durante l’incidente avvenuto nel campus, Jack Joyce scopre di aver acquisito l’abilità di poter manipolare il tempo a proprio piacimento; saranno queste nuove abilità a spingerlo nell’ardua impresa di impedire il collasso totale del tempo.

La storia è di ottima fattura, sebbene non vanti una longevità elevata: l’avventura termina in poco più di 7-8 ore dedicandosi anche ai collezionabili, decisamente poche per un titolo di questo calibro, e probabilmente sono l’unica, vera pecca che affligge la produzione.

Piombo e spaziotempo, un connubio al bacio

Quantum Break si rivela ben presto per quello che è, ovvero uno sparatutto in terza persona con componente esplorativa. Appena terminata l’introduzione di gioco e relativo tutorial, ecco che verremo coinvolti nella nostra prima sparatoria. La cosa che lascerà un po’ spiazzati in principio è il sistema automatico di copertura, infatti il protagonista si metterà al riparo appena ci avvicineremo ad oggetti adatti allo scopo. Manca la possibilità di passare da un riparo all’altro o di aggirare gli angoli dei ripari che utilizzeremo. Ammettiamo di essere stati abituati troppo a Gears of War e questo nuovo metodo di difesa contestualizzato può essere un problema, ma fortunatamente solo nei primi istanti. Col passare del tempo, non ci farete più nemmeno caso. Non è possibile nemmeno sferrare atatcchi in mischia, caratteristica che negli ultimi sparatutto in terza persona è sempre stata presente. Probabilmente si tratta di scelte di programmazione atte a snellire certe fasi degli scontri e dare più dinamismo e divertimento agli scontri a fuoco.

Come abbiamo citato prima, una peculiarità del gioco è la capacità di Jack Joyce di utilizzare alcune abilità in grado di distorcere il tempo a proprio favore; dopo qualche livello di gioco, avremo già a disposizione tutti i poteri. Poteri che variano dalla semplice Visione Temporale, una sorta di “occhio dell’aquila” già visto nella serie Assassin’s Creed, al Blocco Temporale che ci permette di creare una specie di bolla nella quale i nemici saranno impossibilitati a muoversi per un breve periodo, fino ad arrivare ad abilità offensive come l’Esplosione Temporale, che una volta caricata crea uno squarcio in grado di investire più nemici contemporaneamente. Tutti i poteri, ovviamente, sono attivabili indipendentemente l’uno dall’altro, previo tempo di caricamento tra i loro utilizzi. Questo conferisce al gioco un approccio tattico differente in ogni situazione.

Il titolo Remedy funziona molto bene quando si tratta di sparare, in quanto riesce a divertire ed a coinvolgere al punto giusto il giocatore senza risultare frustrante. L’intelligenza artificiale dei nemici ci è parsa subito superiore ad altre opere simili: anch’essi, infatti, useranno diversi approcci nei combattimenti, tentando di aggirarci e stanarci dai nostri ripari, anche se non offrono un grado di sfida particolarmente elevato e in alcuni casi sono poco brillanti. Una pecca abbastanza evidente è che la varietà di nemici si esaurisce ben presto: da semplici guardie a soldati dotati di giubbotto antiproiettile, passando per qualche nemico in grado di resistere ai nostri poteri temporali e alcuni dotati di corazze pesanti. Si sente la mancanza di qualche “boss” tra un atto e l’altro di gioco che dia filo da torcere al giocatore. Le armi che possono essere utilizzate offrono una discreta scelta: che si tratti di pistole, fucili a pompa, fucili d’assalto o carabine di precisione, potremo contare su diversi strumenti di morte e distruzione. 

Non solo violenza

Ovviamente l’intero gioco non si basa solamente sulla distribuzione indiscriminata di piombo, ma richiede anche che si esplorino i vari ambienti nei quali si svolge la vicenda. I poteri temporali che abbiamo imparato ad apprezzare ed usare contro i soldati della Monarch torneranno utili anche per risolvere alcuni enigmi ambientali. Che si tratti di far tornare indietro il tempo per ricostruire ponti o passaggi andati distrutti, fermare porte taglia-fiamme impazzite o oggetti pericolosi instabili, Jack dovrà ben presto ricorrere al proprio corredo di super poteri per superare gli ostacoli che si pareranno sul suo cammino. Ostacoli che, a dirla tutta, non offrono un livello di sfida impossibile, anzi, una volta intuito il potere da usare, sarà abbastanza semplice passare oltre.

Nel corso del gioco, tra i vari collezionabili che amplieranno l’ottima trama che ci accompagnerà lungo la nostra avventura, sarà possibile trovare i cosiddetti frammenti di Chronon, ovvero particelle che, una volta assorbite, permetteranno di amplificare e sbloccare caratteristiche aggiuntive ai poteri temporali di Jack Joyce. Purtroppo, l’eplorazione ambientale, per quanto offra scorci di panorami ottimi ed ambienti realizzati con cura e dovizia di particolari, ci è parsa sin troppo lineare, senza troppa libertà, quasi fosse indirizzata su binari ben prestabiliti. Esplorando l’ambientazione, comunque, è possibile imbattersi nelle Propagazioni Quantiche che, esaminandole, ci permettono di andare a modificare i vari episodi della serie TV Quantum Break. Serie TV che potremmo visionare alla fine di ognuno dei 5 atti che compongono l’intera avventura. Apprezzabile l’esperimento utilizzato da Remedy Entertainment, che grazie a questi episodi live action interpretati da attori di tutto rispetto tra i quali Shawn Ashmore, Dominic Monaghan, Aidan Gillen, Lance Reddick e molti altri offrono il punto di vista dalla parte del nemico, ovvero mostra quello che accade tra le fila della Monarch Solutions. 

Quantum Break REVIEWS Screenshot 5

Quantum resolution

Tecnicamente parlando, Quantum Break si difende alla grande, nonostante le lamentele che sono seguite sulla scelta della risoluzione fissata a 720p. Gli ambienti di gioco, oltre ad essere dettagliati e convincenti, fanno un ottimo uso di luci dinamiche oltre ad effetti particellari di prim’ordine quando vengono fatti esplodere barili, bombole o altri oggetti esplosivi. Gli effetti speciali che susseguono all’uso dei poteri temporali sono ammirevoli. Il tutto si muove a 30 frame per secondo senza problemi di fluidità alcuno. Abbiamo notato una maggior cura grafica nelle cutscenes girate utilizzando il motore di gioco, quasi come fosse stato effettuato un downgrade nelle fasi giocate, ma è una cosa che passa in secondo piano. Il comparto audio è di ottima fattura, con effetti sonori realistici ed un doppiaggio italiano curato in modo ottimale, sia per quel che concerne i dialoghi presenti nel corso del gioco sia per la serie TV. La colonna sonora è adeguata alle varie situazioni che verranno a crearsi, inoltre sono presenti brani di artisti famosi, uno sopra tutti Africa dei Toto. 

Commento finale

Quantum Break è un titolo godibile, che però soffre di un grosso difetto: la longevità. Anche giocando l’avventura a livello difficile, impiegherete al massimo 7/8 ore per completare Quantum Break al 100%, collezionabili inclusi. Una volta presa la mano sui vari poteri disponibili, non si può far a meno di notare che i nemici sono quasi inermi di fronte alla potenza di Jack Joyce. Ci sarebbe piaciuto l’inserimento di qualche missione secondaria al fine di allungare maggiormente una longevità che purtroppo è abbastanza risicata. Nonostante gli scontri siano facilmente gestibili anche alle difficoltà maggiori e l’eplorazione dei vari livelli sia piuttosto lineare e limitata, possiamo senza ombra di dubbio affermare che Quantum Break ha come punto di forza la componente narrativa, solida e rocciosa. Un plot narrativo di alta qualità che vi terrà incollati allo schermo fino al suo apice finale. Quantum Break è quindi un titolo molto buono sotto quasi tutti i punti di vista, ma forse è una vittima del troppo hype. Noi ci sentiamo di consigliarvelo, magari non a prezzo pieno, ma è un titolo da giocare senza dubbio alcuno.

Pro Contro 
– Ottima trama e narrazione 
– Grafica e sonoro ottimi
– Divertente e frenetico negli scontri a fuoco
– Coi poteri sviluppati al massimo, gli scontri sono facili
– Longevità tarata verso il basso
– Poca libertà esplorativa
  Voto Globale: 75 
 
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HITMAN, disponibile l’update 1.03 e svelata la data di lancio del secondo episodio

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A fine Aprile si va a Sapienza.

Io-Interactive ha reso disponibile la patch 1.03 di HITMAN, che va ad apportare svariate migliorie oltre ad introdurre nuovi contenuti. L’aggiornamento è attualmente scaricabile su PS4 e XBOX One, mentre su PC arriverà in seguito. Riportiamo di seguito l’elenco dei cambiamenti e delle novità:

Vampire Magician Challenge Pack 
Include 10 nuove sfide ispirate da come la community ha affrontato le missioni nel gioco. 
Ogni sfida richiede di indossare il travestimento Vampire Magician per eliminare gli obiettivi utilizzando diverse metodologie.

Continui miglioramenti ai tempi di caricamento 
I miglioramenti si noteranno in particolare nel caricamento della missione Showstopper di Parigi e stiamo lavorando per ottimizzare maggiormente tutti i tempi di caricamento.

Migliorata la reattività dei menu in-game e il caricamento delle immagini
Abbiamo implementato un sistema di cattura delle immagini che migliorerà la reattività ed i lunghi tempi di caricamento delle immagini dei menu nel gioco.

Corretti alcuni problemi con il punteggio
In primo luogo, questo corregge un problema che si è verificato con molti giocatori che guadagnavano un bonus di “0 secondi” ed un punteggio errato di 210,000. Un reset della classifica verrà introdotto in un secondo momento. 

Continui miglioramenti della connessione
Miglioramenti della stabilità dei server.

Ripristinati i contenuti del ‘Requiem Pack’ 
Per i giocatori che hanno verificato il problema, questi elementi saranno ora a disposizione per essere scelti di nuovo dalla schermata di pianificazione .

Risolti numerosi problemi che causavano crash
Miglioramenti generali alla stabilità del gioco.

Inoltre, lo sviluppatore ha annunciato che il secondo episodio di HITMAN, che ricordiamo ci porterà in Italia nella città di Sapienza, arriverà ufficialmente il 26 Aprile su PS4, XBOX One e PC. I possessori della Full Experience, ovviamente, potranno scaricarlo gratuitamente.

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