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Elex, nuovi dettagli dagli sviluppatori di Gothic e Risen

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Fame di GDR.

In occasione di un’intervista per la WebTV tedesca “Rocket Beans TV” i ragazzi di Piranha Bytes, sviluppatori della saga Gothic e Risen hanno avuto modo di parlare della loro ultima fatica: Elex.

Il gioco è ispirato alla saga di Star Wars e riprenderà i canoni dei titoli cui gli sviluppatori hanno lavorato per anni. Quindi niente stravolgimenti epocali. Abbiamo allegato l’intervista di 35:00 minuti all’articolo, ma è in tedesco. Se vi serve una mano per capire, abbiamo inserito in un elenco i punti salienti riguardo le novità che ci aspetteranno nel mondo post apocalittico che dovrebbe essere rilasciato sul finire del 2016.

  • In sviluppo da un anno e mezzo

  • RPG in terza persona, come Gothic o Risen

  • Post apocalittico, con persone che dispongono di diversi livelli di tecnologia

  • I nemici non aumenteranno di livello come noi

  • Un unico grande continente da esplorare

  • Avrà diverse regioni (desertiche, foreste, ghiacciate e paludi)

  • I giocatori avranno un Jetpack!

  • Elex è una sostanza proveniente dallo spazio, ma giunta sulla terra grazie a un meteorite

  • Il gioco prende avvio centinaia di anni dopo l’impatto

  • Elex ha trasformato la flora e la fauna

  • l’Elex è una sostanza consumabile che dona poteri magici e grande forza fisica. Tuttavia i consumatori hanno una pelle diversa (bianca/grigia) e hanno le emozioni smorzate. Agiscono con il puro raziocinio.

  • L’utilizzo sbagliato può portare a delle mutazioni

  • Il sistema di scelte morali non è basato sul rapporto “buono/cattivo”, ma su “umano/macchina”

  • Nel mondo di gioco l’Elex è una sostanza ricercata. Può essere usata da alcune gilde che, non avendo effetti collaterali la chiamano “Mana”. Può essere anche usata per alimentare alcuni strumenti ( come il Jetpack)

  • Il gioco è ispirato da Star Wars

  • Il giocatore è un comandante appartenente a un gruppo militare che fa uso di Elex. All’inizio del gioco il suo aliante viene colpito e di conseguenza cade. L’astinenza dalla sostanza lo rende nuovamente umano e riesce a vedere il mondo come non aveva mai fatto prima.

  • Il sistema di crescita a punti come nella saga Gothic e Risen 1 è tornato.

  • Le fazioni sono tornate. Il tutto in salsa “Gothic 1” quindi ostili l’una con l’altra. Durante l’intervista ne sono state menzionate due su tre: Clericali (gruppo religioso che dispone di alta tecnologia, ma ostili all’uso dell’Elex), Fuorilegge ( banditi in pieno stile Mad Max)

  • Sembra che potremo instaurare una relazione con alcuni personaggi non giocanti

  • Il giocatore avrà una base

  • Alcune azioni (uccidere, rubare) avranno delle conseguenze permanenti

  • Uscirà sul finire del 2016 per Xbox One, Ps4 e PC

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Everybody's Gone to the Rapture, svelata la lista trofei

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Presente anche il platino.

Buone notizie per i cacciatori di trofei: Everybody’s Gone to the Rapture, il nuovo titolo di The Chinese Room in uscita oggi, presenta una succosa lista di trofei. Potete consultarla a questo indirizzo.

Potete inoltre trovare la nostra recensione del suddetto titolo qui, vi auguriamo buona caccia e buona lettura.

Hitman, nuovi screenshots

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47 è tornato.

Square Enix ha nuovamente rotto il silenzio riguardo il nuovo “Hitman” che uscirà questo inverno. Abbiamo allegato i nuovi screenshot rilasciati in occasione della Gamescom 2015, fiera annuale dedicata al mondo videoludico che si tiene a Colonia. Li potete trovare in calce. 

Ritornando su un argomento in voga: Hitman non sarà completo al momento del rilascio ufficiale. Non sarà neanche un titolo a episodi, ma nuovi contratti e location saranno sbloccate e rese disponibili al download nel corso del 2016. Ne abbiamo già parlato in questo articolo.

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Gears of War: Ultimate edition, screenshot di comparazione con la versione originale

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Gears in HD per voi.

Il 28 agosto è vicino, e i fan della saga Gears of War potranno rifarsi gli occhi se decideranno di rigiocare, in chiave rimasterizzata, il capitolo originale della saga. La versione PC arriverà in futuro, con un comparto tecnico ancora più “pompato”, tuttavia non si hanno ancora tracce di una data d’uscita definitiva. 

Di seguito abbiamo allegato numerosi screen che mettono a confronto la Ultimate edition con quella originale. Vanno goduti appieno, perché di dettagli da osservare ce ne sono parecchi! 

{vsig}/games/ms/Gearsofwar_remaster/20150908{/vsig}

Warhammer: End Times Vermintide provato alla Gamescom 2015

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Un gioco dal grande potenziale.

Alla Gamescom ho avuto modo di incontrare gli sviluppatori di uno di quei titoli di cui si parla poco ma che sembrerebbe essere atteso con una certa ansia da moltissimi fan, sto parlando di Warhammer: End Times Vermintide sviluppato dalla Software House svedese Fatshark ed ambientato nell’universo ideato e realizzato da Games Workshop. In pratica si tratta di un First Person Shooter di matrice prettamente cooperativo in quanto gli svippatori del gioco hanno cercato di differenziarlo dagli altri introducendo questa feature quale primaria in quanto difficilmente si riuscirà a sopravvivere giocando da soli e quindi non cooperando con gli altri 3 giocatori. 

La storia non è affatto banale, sebbene non ci siano elementi tali da renderla davvero nuova, in quanto in questo universo caratterizzato da tempi molto bui che in qualche modo precedono l’apocalisse, le armate del male hanno messo a ferro e fuoco le città degli uomini, assaltando le fortezze e le roccaforti nei territori Nord-Occidentali; l’obiettivo ultimo è quello di difendere la città di Ubersreik dagli Skaven (ovvero grossi topi che vivono nel sottosuolo) grazie all’aiuto di altri tre valorosi combattenti (io ho avuto la possibilità di provare il Dwarf Ranger, un nano davvero ben attrezzato che grazie alla sua ascia riesce facilmente ad uccidere orde di nemici).

Grossomodo il gioco trae elementi da diversi titolo visti in passato, fra i quali spiccano: Gears of War (sebbene non in riferimento alle meccaniche di gioco ma bensì ai nemici che escono dal sottosuolo) e The Elder Scrools, dal quale probabilmente è stata presa la maggiore ispirazione per la realizzazione di Vermintide. La versione da me testata (in fase Alfa in quanto la Beta verrà rilasciata soltanto nelle prossime settimane) era quella PC e a primo impatto, il gioco mi è sembrato davvero divertente ed accattivante sebbene alla lunga, la ripetitività dei nemici, anche se durante gli scontri è possibile affrontarne qualcuno maggiormente “potenziato” che il più delle volte utilizzerà un gas verde che dovremo abilmente evitare, il dover eseguire azioni che via via diventano sempre più abituali e meccaniche, la linearità del gioco con scarsissima possibilità di interazione ambientale potrebbero rapidamente portare il giocatore a stancarsi presto del titolo.

I ragazzi di Fatshark quindi sostanzialmente hanno cercato di realizzare una sorta di Left 4 Dead in formato Fantasy che sulla carta sembra davvero promettere bene ma se non verranno migliorati alcuni elementi o comunque non riusciranno a rendere più vario il gioco (se non attraverso la possibilità di scegliere livelli cosiddetti brevi dalla durata di circa 5 minuti e altri invece ben più lunghi che potrebbero arrivare addirittura a durare 45/60 minuti) difficilmente riusciranno ad avere quel successo che comunque a livello potenziale potrebbe arrivare. Sebbene la versione testata non fosse ricca di contenuti, lo stesso sviluppatore mi ha confermato che ci sarà un sistema di progressione del personaggio ovvero ogni qualvolta si dovesse arrivare alla conclusione del livello i Punti Esperienza verranno ripartiti fra tutti i personaggi e vi sarà modo di sbloccare anche nuove armi ed equipaggiamento (non meglio specificati).

Come detto poco sopra, fra qualche settimana verrà rilasciata la versione Beta e ci sarà maggiore possibilità (e soprattutto tempo) di testare i vari elementi che non mi hanno convinto nel gioco; il titolo comunque verrà pubblicato questo Autunno per PC e non meglio specificato, successivamente anche per PlayStation 4 e non sono sicuro che approderà anche su XBOX One, perchè sebbene sul sito ufficiale venga riportata anche la console di casa Microsoft, lo sviluppatore non aveva certezze a riguardo.

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Recensione Everybody's Gone to the Rapture

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Cosa farete quando tutto sarà finito?

Versione testata: PlayStation 4.

La leggenda narra che ogni cento giochi che fanno rumore ne venga sviluppato uno silenzioso. Esso fa parte di quella piccola cerchia di perle che passano per la maggior parte dei casi inosservate, e se vengono notate avviene quasi per caso, come in sogno, su suggerimento di qualcuno: una voce di un amico, una citazione di un altro sviluppatore. The Chinese Room e Santa Monica Studio hanno creato anche questa volta una perla silenziosa. Si chiama Everybody’s Gone to the Rapture. Un gioco che non fa rumore, che è leggero, e che per questo riesce a far sognare come pochissimi altri riescono a fare.

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“Quando nel cielo apparirà un segno straordinario, sappiano gli uomini che prossima sarà la punizione del mondo”

Tutto è finito. Non c’è più nessuno. Le strade sono deserte, le porte delle abitazioni socchiuse. Il sole illumina un parco desolato, i giochi per i bambini giacciono abbandonati. Le auto sono per strada, come se qualcuno fosse fuggito e le avesse lasciate indietro. Ma nessuno è fuggito, e non sono state lasciate indietro. E’ l’apocalisse e gli abitanti di questo piccolo sobborgo inglese sperduto tra le montagne dove si svolge la nostra storia, non ci sono più. Non vi diremo dove sono andati. Non vi diremo per quale motivo non c’è più nessuno. Questo lo scoprirete voi. Quel che vi diremo è che voi, solo voi, siete ancora vivi. Per qualche motivo avete attraversato le campagne più a valle, e siete arrivati in città. Ora bisogna capire come tutto ha avuto inizio, o meglio, come tutto ha avuto fine.

Ripercorrerete le ultime ore e gli ultimi giorni di chi c’era, prima che tutto finisse: per l’esattezza quelli di sei personaggi. Stralci di vita gettati per terra, ricordi, qualche suono indistinto. Ricostruirete come potrete la vicenda. Di più non possiamo dirvi – dirvi qualcosa significa farvi capire anche troppo, e questo è un titolo in cui ogni singolo sguardo, cenno, gioco di luce, suono, oggetto, porta, lampione è importante. Se volete fare un regalo a voi stessi, semplicemente vivetelo. La storia è tutta qui: mondo finito, voi vivi. Ma siete soli. E questo fa paura.

Seguirai la luce

Everybody’s Gone to the Rapture è un’avventura in prima persona. Davanti a voi sarà l’intero mondo di gioco, abbastanza ampio da richiedere venti minuti per attraversarlo in lunghezza. In esso vi muoverete per cercare indizi, per capire. Sin dall’inizio sarà forte la sensazione di essere sul punto di perdersi: le strade sono tante. Come saprete dove andare? Seguirete la luce. Vi condurrà dove dovrete essere. Dove dovrete essere? Ovunque crediate che sia giusto recarsi. L’importante è capire. Sceglierete voi come arrivare dove dovete andare, ma nessuno vi costringerà a seguire per forza una precisa strada. Non ci sono nemici, non si combatte. Non ci sono armi, non si spara. Non ci sono persone, non si parla. Siete soli nella campagna inglese, soli al mondo. Per questo avrete sempre i brividi a fior di pelle, come se fosse un horror. Ma senza infarti.

Everybody’s Gone to the Rapture è uno storytellingNon c’è un unico modo per proseguire nella storia. Le vostre decisioni in determinati punti causeranno cambiamenti, diversi approcci porteranno a diversi risultati. Non potrete tornare indietro. Non potrete non perdere qualcosa, anche una minima cosa lungo la strada. La chiave è la rigiocabilità. Una volta concluso il viaggio, che dura circa quattro ore nella sua completezza, ricominciate: scorprirete cose nuove, percorrerete vie diverse. Con gli occhi del dopo si capisce meglio il prima.

Everybody’s Gone to the Rapture è un’avventura personale: dovete giocare da soli, dovete essere soli. Altrimenti la magia si perde. Non è pensato per il multiplayer o per serate con gli amici. La fine del mondo non si vive in compagnia. Mettete delle cuffie, spegnete il cellulare, mandate vostro padre a fare la spesa: solo così potrete assaporare le sensazioni, le impressioni e i ricordi che il gioco ha da offrire. E ne ha da offrire tanti.

bellaimmagine

Il suono dell’apocalisse

Il motivo per cui vi abbiamo consigliato le cuffie non è meramente strumentale, non serve solo ad isolarvi. Serve a farvi gustare appieno l’elemento migliore dell’intera produzione: il comparto sonoro. La colonna sonora è semplicemente divina. Orchestrata con una bravura magistrale, sarà anche raccolta in una versione fisica che speriamo un giorno sia in vendita ovunque. I suoni dell’apocalisse sono l’accompagnamento imprescindibile all’avventura: non sono suoni funerei, nè inquietanti, anzi presentano melodiosi cantabili. Sono suoni necessari, che spiegano l’ineluttabilità della fine semplicemente sfruttando le note. E’ la musica che ci sarà quando finirà il mondo, ma nessuno la ascolterà. Potete farlo ora, siete ancora in tempo.

Graficamente, anche gli occhi sono soddisfatti. Ma forse “soddisfatto” è un termine che sa molto di stanza di ospedale, o di un lavoro scritto al computer, o di un allenatore di calcio. Riproviamo: graficamente, anche gli occhi sono impressionati. Già meglio. Perchè non è tanto un problema di definizione e risoluzione grafica, comunque  ottime grazie a un sapiente sfruttamento del CryEngine 3: è un problema di saper rendere un villaggio tra le montagne, circodato da infinite campagne, dove la vita è finita, e non si sa perchè. Everybody’s Gone to the Rapture ci riesce dannatamente bene. E lo fa con giochi di luce impressionanti, con colori vivaci, con ombre definite e tristi, con edifici spenti ma che fino a qualche ora prima per qualche assurdo motivo si capisce come fossero ancora accesi. Non è la perfezione, perchè la perfezione non esiste: ma ci si avvicina molto.

Commento finale

Everybody’s Gone to the Rapture non è un gioco come normalmente siamo abituati a concepirli. Qualcuno si lamenterà che è qualcosa di meno, ma mandatelo al diavolo: non è vero, è qualcosa di più. Everybody’s Gone to the Rapture è un’avventura misteriosa, una storia, un racconto. E’ inquietante, triste, curioso. Non chiede altro che spostarsi per il villaggio, indagare, capire, ricostruire. Vi farà interagire con gli oggetti, niente di più. Prima di comprarlo, guardate il trailer. Se il trailer vi fa venire voglia di essere lì, allora procedete all’acquisto e godetevi il viaggio. Se il trailer vi lascia con la sensazione di non aver visto nulla, lasciate stare. Non fa per voi. Il silenzio è per pochi.

Pro Contro 

– Un nuovo modo di approcciarsi alle avventure grafiche
– Una storia che vi porterà a giocarlo tutto in una volta
– Un comparto sonoro da applausi interminabili
– A tratti lascia spaesati
– Richiede attenzione e predisposizione emotiva
– Quasi impercettibili effetti di pop-up
  Voto Globale:  85
 
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WRC 5, confermate le gare in notturna

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Accendete le luci e accelerate!

Arriverà ad ottobre, e promette di soddisfare i palati più esigenti riguardo la simulazione di guida. WRC 5 è oggi protagonista di un nuovo annuncio: Bigben Interactive e Kylotonn Games hanno confermato la presenza di gare in notturna. Alleghiamo, come testimoni, immagine in calce:  

WRC5Night

Dark Souls 3, rappresenterà il titolo di svolta della serie

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L’affermazione è arrivata direttamente da Hidetaka Miyazaki.

Ebbene durante un’intervista rilasciata a Gamespot, Hidetaka Miyazaki ha affermato che Dark Souls III rappresenterà una svolta nella serie, sebbene le sue dichiarazioni risultino a riguardo essere abbastanza vaghe e quindi bisognerà aspettare qualche mese per saperne di più.

Ha aggiunto inoltre che questo terzo capitolo rappresenta per il produttore il lavoro di tutta una vita e tutto quello che sarà presente nel gioco sarà basato direttamente sulle esperienze personali di Miyazaki.

Come noto Dark Souls III dovrebbe essere l’ultimo capitolo della fortunata serie e sebbene non abbia specificato niente a riguardo lo stesso Miyazaki è al lavoro con From Software su nuovi progetti che verranno svelati prossimamente.

E voi cosa ne pensate a riguardo? Avete letto la nostra anteprima su Dark Souls 3?

Need for Speed, ecco i motivi delll'always Online

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Il gioco sarà sempre connesso.

Come riportato su Gamesradar, il reboot di Need for Speed sarà sempre connesso alla rete e i motivi di tale scelta sono stati spiegati direttamente dal produttore esecutivo del gioco Marcus Nilsson; in pratica il cosiddetto “always Online” permetterà di sfruttare al meglio alcune particolari caratteristiche come il sistema Autolog e Snapshot.

Con il sistema Snapshot, il gioco scatterà delle istantanee delle varie sessioni di guida e di conseguenza le caricherà automaticamente nel portale del gioco e ogni like ricevuto permetterà di ottenere crediti in game che potranno essere spesi dal giocatore. Il sistema Autolog (naturalmente migliorato rispetto al passato) farà si che la storia venga personalizzata in riferimento ai progressi degli utenti, inclusi quelli presenti nella propria lista amici.

Ricordiamo che Need for Speed verrà pubblicato il 5 Novembre per PlayStation 4, XBOX One e PC!

Metal Gear Soild V: The Phantom Pain, trailer a 4K e 60 FPS per voi

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Dettagliatamente dettagliato.

Nvidia ha rilasciato un nuovo trailer per Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, in uscita il 1 settembre 2015 anche su PC, oltre che su console sia dell’attuale generazione che quella passata.

Oggetto del video, che abbiamo allegato in calce, è il 4K che sarà disponibile a chi sfoggia una configurazione hardware davvero performante. Nonostante YouTube tagli la qualità generale per permettere un caricamento celere, consigliamo la visione alla massima risoluzione disponibile. The Phantom Pain su PC avrà un comparto tecnico molto complesso e conterà su texture più dettagliate; distanza di visione più ampia, ed effetti di luce maggiormente curati.

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PlayStation Plus, confermato l'aumento di prezzo dell'abbonamento trimestrale

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Una scelta che potrebbe infastidire l’utenza.

Sony ha purtroppo confermato ufficialmente ciò che si vociferava in questi ultimi giorni: l’abbonamento trimestrale del PlayStation Plus subirà un aumento di prezzo in Europa a partire dal 1 Settembre, passando da 14,99€ a 19,99€ (il dato è riferito al cambio fatto con la sterlina del Regno Unito, da 11,99£ a 14,99£). Non è ancora chiaro se anche l’abbonamento annuale verrà aumentato, ma pare di no.

Questa decisione potrebbe non andare giù a parecchi giocatori, in quanto diverse volte l’utenza si è lamentata che il prezzo della sottoscrizione è troppo elevato rispetto ai contenuti offerti, in particolar modo i giochi gratuiti disponibili mensilmente. Vedremo se con l’introduzione del sondaggio mensile sui prossimi titoli della Instant Game Collection la situazione migliorerà.

PES 2016, impressioni dalla demo giocata alla Gamescom 2015

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Un miglioramento sotto svariati punti di vista.

Dopo la prova di FIFA 16 non potevo saltare quella di PES 2016, storico rivale diretto del titolo calcistico di EA. Senza tirarla troppo per le lunghe, partiamo subito da ciò che mi è parso sicuramente migliorato rispetto ai precedenti anni.

I comandi mi hanno davvero impressionato, poiché anche se la disposizione dei tasti rimane la stessa, la giocabilità è diventata più semplice e fluida: la risposta ai comandi, infatti, è davvero ottima al punto da poter eseguire senza problemi quello che si ha mente prima di premere i tasti appositi. Il ritmo di gioco era una delle caratteristiche che avevano contraddistinto PES 2015 dai precedenti e viene nuovamente riproposto anche in questo gioco. Pertanto, anche qui è possibile ponderare le azioni in maniera oculata attraverso una fitta di rete di passaggi che non portano il giocatore ad adottare uno stile di gioco aggressivo, bensì studiato nei minimi dettagli.

L’intelligenza artificiale sembra migliorata e anche parecchio, in particolare i giocatori sulle fasce e i portieri che sanno fare bene il loro dovere; sono state anche aggiunte nuove animazioni soprattutto per questi ultimi in merito alle uscite e alle parate. I contrasti fra i giocatori, poi, hanno una maggiore fisicità senza sfociare nel troppo o nel nulla: prendendo ad esempio Pogba o Lewandowski, ho potuto constatare la capacità di entrambi di difendere la palla e di far salire bene la squadra durante gli attacchi.

Konami ha anche apportato alcune piccole modifiche alla telecamera di PES 2016, allargando leggermente il campo visivo per avere, appunto, una visuale più ampia e permettere un controllo della partita maggiore. Per quanto riguarda la grafica, il Fox Engine mostra i muscoli grazie ad un’ottima pulizia visiva e ad effetti di luce davvero realistici. I volti, poi, sono realizzati in modo eccellente e posso dire che PES 2016, almeno su questo, vince a mani basse su FIFA 16.

Per quanto concerne la questione delle licenze, quest’anno oltre alla Champions League e alla Europa League il gioco vanterà l’esclusività dell’Europeo, abilmente sottratto al rivale. Naturalmente queste sono impressioni basate su tre partite giocate, quindi per avere un giudizio definitivo dovremo avere sotto mano il pacchetto completo e per decretare, inoltre, chi deterrà lo scettro di migliore simulazione calcistica dell’anno. 

Mafia III, nuovi dettagli dalla demo

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2K Games mostra il suo nuovo titolo di punta.

Fra le tante conferenze a cui abbiamo assistito, una delle più interessanti è sicuramente stata quella dedicata al nuovo Mafia III, annunciato ufficialmente il 5 Agosto con il primo trailer. 2K Games ci ha poi mostrato un video gameplay oltre a rilasciare nuovi dettagli su questo terzo capitolo.

Per farla breve sulla trama, il protagonista Lincoln Clay si dedicherà all’ascesa al potere della sua famiglia e questo obiettivo verrà raggiunto, ovviamente, affrontando anche potenti rivali. Ciò che ci interessa, però, è proprio il gameplay: nella prima missione mostrata dobbiamo cercare un membro di un’altra banda per ottenere informazioni riguardo i suoi superiori. Ben presto, ci si ritrova nel bel mezzo di una sparatoria frenetica dove volano proiettili ovunque; alla fine di tutto, Lincoln trova il suo uomo, lo rapisce per interrogarlo in auto (inseguito dalla polizia) e, dopodiché, decide di sbarazzarsene senza troppi problemi. Per non svelare altro, diciamo solo che quanto abbiamo visto riprende il vecchio e amato stile di Mafia; l’apertura verso un titolo open world, oltretutto, lo rende più vario rispetto ai suoi predecessori.

Le meccaniche di gioco sembrano abbastanza reattive e fluide, senza comandi particolarmente macchinosi o difficili da gestire. Il sistema di guida è molto simile a quello di GTA e al giocatore viene lasciata parecchia libertà per quanto riguarda la distruzione di quasi tutto ciò che ci intralcerà la strada. Nota di merito alla grafica, davvero molto bella con un’ambientazione suggestiva che ripropone fedelmente gli Stati Uniti degli anni ’70.

Ci auguriamo che il lavoro di 2K Games prosegua sempre in meglio, perché non bastano una bella grafica ed effetti speciali molto buoni per far entrare Mafia III nella categoria dei big; quindi auguriamo buona fortuna a tutto il team di sviluppo.

Crossout, un MMO action con veicoli armati

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Un free-to-play molto movimentato.

Gaijin Entertainment, forte di un grande successo con War Thunder che ha messo d’accordo pubblico e critica, è pronta a tornare alla riscossa con un nuovo ed interessante free-to-play per PC. Stiamo parlando di Crossout, un MMO action dove prenderemo parte ad epiche battaglie fra veicoli armati fino ai denti di ogni tipo. Il titolo è ancora nelle prime fasi di sviluppo e non posso ancora sbilanciarmi troppo, ma parto subito dai punti forti.

L’idea di portare dei veicoli super corazzati alla distruzione totale non è per nulla malvagia, ma ciò che colpisce principalmente è la vasta personalizzazione che è possibile fare su di essi. Potremo scegliere infatti dei modelli standard oppure crearceli proprio da zero, assemblandoli pezzo per pezzo: gomme, sospensioni, carrozzeria e, ovviamente, le armi. Tutto questo, però, potrebbe essere gestito male se gli sviluppatori non modificheranno alcune cose.

Le partite, ad esempio, dureranno circa 5 minuti e non ci sarà possibilità di respawn. Una sorta di highlander a squadre, ecco, però non tutti amano attendere la fine del match. Sparando alle parti vulnerabili dei veicoli come le ruote e le armi, oltreutto, potremo metterle fuori uso e rendere quasi inoffensivi i nemici, punto anche questo discutibile rimanendo nell’ottica dei giocatori che non amano i giochi “lenti”. Non posso ancora pronunciarmi invece sulle mappe di gioco, ancora piccole e prive di punti per eseguire acrobazie per schivare e quant’altro; lo stesso vale per le animazioni, con proiettili che partono senza alcun effetto. Il gioco, effettivamente, non ha ancora le idee chiare su molti aspetti, ma ricordo che è comunque nelle prime fasi di sviluppo e che non ci resta che attendere per avere dettagli più chiari. Ovviamente, se verrà migliorato a dovere avrà tutte le carte in regola per essere un buon free-to-play alternativo ai soliti.

 

Pollen, un'incredibile esperienza di realtà virtuale

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Un Alien… senza alieno.

Ecco, è proprio quello che ho pensato durante la mia prova di Pollen, titolo realizzato principalmente per sfruttare i visori per la realtà virtuale. Per l’appunto, ci troveremo su un’astronave in cerca di informazioni sull’equipaggio scomparso e dovremo quindi reperire cassette, note scritte, cartelle cliniche e quant’altro per svelare il mistero. Pollen può anche essere giocato senza visore, ma l’esperienza di gioco verrebbe privata di ciò per cui è stato effettivamente sviluppato.

Grazie al visore, infatti, potevo proprio aprire il frigo, impugnare cibi e bevande e leggere l’etichetta semplicemente ruotandoli come se li avessi realmente in mano. Tutti dettagli che, diversamente, non verrebbero del tutto apprezzati perché diciamocelo: chi si soffermerebbe su delle etichette? Chi però ama queste piccolezze non potrà che esserne soddisfatto.

Purtroppo, il gioco pecca sul lato degli obiettivi e delle cose da fare, dato che la nostra unica “missione” è quella di vagare per l’astronave in cerca di indizi, almeno per ora. Premetto che è ancora in fase di sviluppo e preso così com’è è già buono, anche se ovviamente necessita ancora di molto lavoro per attrarre una cerchia di giocatori più ampia. Gli sviluppatori, in ogni caso, hanno specificato che non rilasceranno Pollen in early access perché promettono una storia davvero coinvolgente che, se spezzettata, non avrebbe lo stesso effetto di giocarsela tutta d’un fiato.

Il titolo è previsto per un generico 2016 ad un prezzo di circa 20€ e se siete stufi di giochi senza una trama solida, non potrete non farci un pensierino a patto che, ovviamente, possediate anche un visore per la realtà aumentata, altrimenti “la corsa non vale tutto il prezzo del biglietto”.

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Skylanders SuperChargers, il nostro provato

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Mezzi di tutti i tipi per terreni di ogni tipo.

Un titolo molto interessante che ho potuto provare su PlayStation 4 è stato Skylanders SuperChargers, che si può tranquillamente descrivere come il rivale di Mario Kart. Ho testato il gioco in tre postazioni diverse: la prima mi ha permesso di utilizzare mezzi volanti, la seconda mezzi terrestri e la terza veicoli su acqua. Inutile dire che, così facendo, il gameplay è molto vario così come l’approccio ai vari circuiti.

La sensazione di trarre spunto proprio da Mario Kart o altri titoli simili come il vecchio Crash Team Racing è comunque forte, e ne eredita le componenti migliori. La differenza con questi altri titoli, però, sta proprio nel fatto che Skylanders SuperChargers permette di usare mezzi diversi fra loro e di imboccare strade differenti per arrivare al traguardo, più o meno veloci o difficoltose. Il team di sviluppo, in ogni caso, punterà a rendere l’esperienza di gioco unica sfruttando proprio gli Skylanders, che offriranno un tocco di personalizzazione in più.

Ah, dimenticavo una nota: lo scudo protettivo utilizzabile come abilità riportava il logo di The Legend of Zelda. Sì, proprio quello e non mi sono sbagliato. Che sia o meno per il fatto che il gioco sbarcherà anche su Wii U e 3DS, mi ha fatto uno strano effetto vederlo giocando alla versione PS4!

Guitar Hero Live, hands on dalla Gamescom 2015

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Immersione pura.

Alla Gamescom di Colonia ho pure fatto parte di una band e abbiamo suonato alcune canzoni: inutile dire che la folla era in delirio per la mia performance. Già, peccato che stessi giocando alla versione PS4 del nuovo Guitar Hero Live, che farà il suo esordio il prossimo 20 Ottobre.

Effettivamente, la sensazione di essere un membro di una band è totale, ma ho subito avuto un po’ di difficoltà ad abituarmi alla nuova chitarra data la rivisitazione dei tasti, ora disposti in due file da tre (QUI potete vedere di cosa sto parlando). Nella demo erano presenti una manciata di tracce abbastanza diverse fra loro, ma mi sono concentrato su Gold on the Ceiling dei Black Keys che mi ha permesso di prendere dimestichezza un po’ con tutti i tasti della chitarra.

Traendo le conclusioni da questa mia breve prova, Guitar Hero Live ha tutte le carte in regola per essere un buon titolo e non ci resta che attendere il lancio per scoprire tutto ciò che ha da offrire.

Hellblade, primo video gameplay

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Il nuovo progetto di Ninja Theory in mostra.

Alla Gamescom 2015 è comparso anche Hellblade con un primo video gameplay, titolo attualmente in sviluppo negli studi di Ninja Theory e previsto per il 2016. Ciò che viene mostrato, comunque, è ancora abbastanza contorto e complicato da comprendere. Di seguito alleghiamo il video in questione:

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Recensione Yu-gi-oh! Legacy of the Duelist

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Chi è il duellante più forte al mondo?

Versione testata PlayStation 4.

Se conoscete il Drago Bianco Occhi Blu, il Mago Nero e le Carte delle Divinità Egizie complimenti: siete cresciuti bene. Il mondo di Yugi e compagnia si è ormai inserito abbondantemente nella memoria collettiva, complici le ottime iniziative mediatiche di cui è stato protagonista diversi anni fa. Le carte da gioco Yu-gi-oh! sono ormai famosissime a livello planetario e quasi chiunque, anche se non partecipa a tornei ufficiali e non ha mai visto l’anime nè letto il manga al sentirlo nominare, a sentire quelle tre sillabe nipponiche ricorda confusamente qualcosa, evoca l’immagine di mostri e carte e punti vita da ridurre a zero. La produzione di Other Ocean Interactive, tuttavia, non è riservata a tutti ma esclusivamente a chi ha dimestichezza col gioco o è desideroso di apprenderne le basi. E una buona dose di amore da parte dei fan è assolutamente richiesta per resistere più di un paio d’ore.

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“Tu giochi già a Duel Monsters e lotti fra due misteriose realtà”

Se l’avete letta cantando vuol dire che avete dimestichezza con la sigla italiana dell’anime in cui compaiono le famose carte da gioco, protagoniste anche di questa produzione omonima. Sarete dunque felici di sapere che Legacy of the Duelist dopo tanto tempo offre una modalità storia degna di questo nome, ed è una vera e propria sorpresa all’interno di un gioco in fondo di simulazione, la cui esistenza sarebbe dopotutto giustificata semplicemente dalle mere carte e dal campo da gioco (come è accaduto troppe volte in passato). A partire dalle avventure di Yugi Muto, Tea, Tristan e Joey contro Pegasus e Marik, il gioco ripercorre con un alto livello di fedeltà tutte e cinque le principali serie animate che si sono susseguite negli anni, offrendo un numero considerevole di duelli ed ore di gioco, nonchè la possibilità per coloro che magari si sono fermati alla seconda o terza serie animata di conoscere i principali protagonisti, nemici e mostri di quelle più recenti. Figurano nell’ultima anche i mostri pendulum, aggiunti solo recentemente alle regole di gioco, e utilizzabili qui per la prima volta in un contesto videoludico.

La storia viene raccontata da un ipotetico narratore-bot che legge un libro, salvo poi cedere rapidamente la parola ai personaggi stessi: non ci sono doppiaggi, tutto è scritto a schermo e va letto in caratteri microscopici, in un italiano talmente sgrammaticato da far aborrire anche un bambino di prima elementare. Sarebbe stato meglio lasciare tutto in inglese, ma per fortuna almeno le descrizioni delle carte sono corrette (per quanto non sia stato possibile per noi leggere le descrizioni di tutte le 6.600 carte contenute nel gioco, anche se avremmo tanto voluto farlo nonostante una seppur minima vita sociale). Le immagini a schermo sono bidimensionali ma in elevata definizione, nulla che faccia gridare al miracolo insomma o che sprema troppo il motore grafico del gioco: come è giusto che sia, l’attenzione va rivolta ai duelli in sè, che del resto arrivano presto, dopo un paio di battute dei personaggi. E poi, se mancassero perchè staremmo giocando a Yu-gi-oh! sul televisore di casa? No, non vale la risposta secondo la quale “non ci sono amichetti che ci giocano ancora dopo tanti anni”. Oggigiorno basta entrare in una fumetteria con un deck vuoto in mano per essere assaliti da voraci collezionisti.

Offro il mio mostro come tributo

Le regole alla base di Yu-gi-oh! non sono oggetto della nostra trattazione, ma non devono spaventare chi voglia accostarsi al titolo per la prima volta in assoluto e per qualche strano motivo non abbia vogia di apprenderle fisicamente sul campo: sostanzialmente bisogna evocare dei mostri e attaccare l’avversario per ridurre a zero i suoi punti salute, magari utilizzando delle magie per potenziarsi o delle trappole per evitare le sue ovvie contromosse. Fine. Non è come giocare a briscola, ma finchè tutto il complesso non viene approfondito non è neanche così difficile come potrebbe sembrare a uno spaesato novizio. Legacy of the Duelist comunque pensa anche a loro, offrendo nel menu opzioni tutta una serie di pagine e capitoli e prove con cui istruirli al gioco a partire da zero, passo passo dagli elementi più semplici a quelli più difficili.

Il titolo offre essenzialmente quattro modi di duellare: il primo giocando la modalità storia e utilizzando il deck di un certo personaggio contro quello di un certo altro personaggio (ad esempio quello di Yugi contro Kaiba, o di Joey contro May; ma un simpatico bonus permette anche di rigiocare tutti i duelli “al contrario”, interpretando i panni dell’avversario). Volendo potete anche costruire il vostro deck personale e usarlo nella modalità storia. Il secondo modo è ovviamente la modalità contro l’intelligenza artificiale: proseguendo nella storia si sbloccano vari avversari che è possibile sfidare a duello quando più vi piace. Il terzo è la modalità multiplayer online (è assente quella locale) e l’ultimo è il battle pack mode, in cui bisogna costruire il proprio mazzo improvvisando tra una serie di carte del tutto casuali a disposizione. In ogni momento è possibile recarsi nella modalità editor ovvero di “costruzione del proprio mazzo” per modificarlo a piacimento, anche a partire da liste di carte e deck appartenenti ad avversari sconfitti nella modalità storia.

E la carte, dove le prendete? Dal negozio ovviamente: quello del gioco, in cui utilizzando le monete vinte nei duelli potrete prima sbloccare e poi acquistare dei vari pacchetti, ordinati secondo la stagione della serie animata e secondo i vari personaggi. Quindi comprando il pacchetto di Kaiba potrete “sbustare” e sperare di fare vostro un Drago Bianco Occhi Blu, con quello di Joey un Drago Nero Occhi Rossi, ma ovviamente non viceversa. Se desiderate le Carte delle Divinità Egizie si trovano in quello di Yugi, e sono come sempre devastanti se utilizzate in modo intelligente.

Duellanti di tutto il mondo, unitevi

Una delle modalità più divertenti di Legacy of the Duelist è sicuramente quella online, in cui potrete sfidare un amico che possiede il gioco o avviare una partita (veloce o classificata) contro chiunque, proveniente da qualsiasi parte del mondo: uno dei pochi pregi della rete di connessione globale. I server sono abbastanza stabili, al momento naturalmente non vi sono moltissimi giocatori ma col tempo il loro numero è destinato ad aumentare, almeno fintanto che questo resta l’unico titolo di Yu-gi-oh! disponibile su console di nuova generazione. Potrete creare una partita tutta vostra con condizioni specifiche: numero di turni, tempo per eseguirli, restrizioni più o meno pesanti; o semplicemente avviare una “partita veloce” contro un avversario casuale. Anche nella modalità battle pack è possibile giocare online, sempre con un mazzo costruito al momento con carte casuali. Siate psicologicamente preparati: il mondo è pieno di chi non sa proprio perdere con onore e preferisce disconnettersi mandando tutto a quel paese, e il gioco non prevede “punizioni” o perdite di punteggio di sorta. Se l’avversario scappe, resta impunito. Ma voi siete onesti, vero? Vero?

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La fiera della solitudine

Tecnicamente parland
o il gioco non soffre di difetti palesi, e sarebbe difficile anche il contrario dal momento che l’unico sforzo richiesto al software è calcolare le mosse possibili in campo ed eseguire quelle richieste dal giocatore, senza aggiunte di sorta. Graficamente parlando, infatti, non c’è quasi nulla: gli scenari sono quattro in tutto, con altri quattro elementi in croce. Va bene che l’attenziona vada rivolta alle carte, ma se vi dovesse venire in mente di godervi cosa c’è sotto di esse ripensateci: non c’è nulla, la desolazione totale. Si aggiunga a questo che i caratteri di scrittura sono stati impostati da Ant-man, e quindi risultano visibili solo alle formiche, il che non aiuta chi soffre di miopia accentuata.

Nota negativa: non sono presenti animazioni dei mostri, quindi se vi aspettate di vedere materializzarsi dal nulla ciò che andate ad avocare, preparatevi a restare delusi. Kuriboh non sbucherà dalla sua carta, una magia attivata non lancerà legami magici, una trappola non farà sprofondare i cattivi in una buca. Ciò che dovrebbe essere prerogativa di un gioco pubblicato su sistemi di nuova generazione, ma che era dopotutto possibile anche nei vecchi, avviene solo in caso di battaglie che coinvolgono determinati tipi di mostri. Per capirci: potete vedere davvero combattere il Drago Bianco Occhi Blu, il Mago Nero e qualche altra bestia, punto. E solo quando attaccate una carta mostro avversaria, non quando lo attaccate direttamente. E anche quando li vedete, non fanno nulla: escono e spariscono. Paradosso dei paradossi bizzarri, in questi unici frangenti talvolta i frames diminuiscono.

Accettabile il comparto sonoro, con musichette orecchiabili ma estremamente ripetitive, tra l’altro palesemente riciclate dai vecchi titoli: i più attenti ci faranno sicuramente caso. Quasi mai infastidiscono, ma dopotutto siamo sinceri: giocare col volume o senza volume non fa proprio la differenza. I vostri life points non aumenteranno per qualche strano fenomeno acustico.

Commento finale

Yu-gi-oh! Legacy of the Duelist è un prodotto destinato agli amanti del celebre gioco di carte, a cui sarà in grado di offrire anche parecchie ore di divertimento se giocato con la giusta prospettiva, ovvero quella di un titolo che sa offrire solo un simulatore di carte virtuali e poco altro. Tra questo poco altro una modalità storia di tutto rispetto e particolarmente gradita. Tuttavia, se non avete mai avuto prima d’ora occasione di giocare a Yu-gi-oh!, vi sconsigliamo di cominciare adesso e soprattutto in questo modo: molto meglio farlo dal vivo o sperare in un seguito che includa davvero combattimenti con i mostri che hanno fatto la fortuna dell’intera produzione. Tra l’altro la loro mancanza si fa sentire anche a fronte del prezzo di 20 euro, che non saranno tanti ma neppure uno scherzetto per un prodotto simile.

Pro Contro 
– Modalità storia longeva e interessante
– Tante modalità di gioco
– Online è ancora più divertente
– Alla lunga ripetitivo
– Graficamente ridotto all’osso
– Una maggior cura per la traduzione era doverosa
  Voto Globale:  70
 
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Until Dawn, potremo influenzare la personalità dei protagonisti

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Ognuno reagirà diversamente alle situazioni.

Con un post su Twitter, Supermassive Games ha fatto capire che i giocatori saranno in grado di modellare la personalità e le relazioni degli otto personaggi di Until Dawn a seconda delle scelte che faranno. Oltretutto, un’immagine comparsa su NeoGAF (che alleghiamo sotto) confermerebbe il tutto, riportando delle statistiche di Mike riguardanti proprio relazioni e tratti del personaggio. Una buona idea che può incrementare la rigiocabilità del titolo portando a situazioni differenti? Non ci resta che attendere la fine di Agosto per scoprirlo.

personalità-personaggi