La mia Gamescom, un viaggio tra Videogiochi e Bratwurst

Articolo di · 12 Settembre 2019 ·

Un allegra settimana a base di giochi…

Mi scuso con voi lettori per il ritardo con cui arriva questo mio articolo, ma il tempo è tiranno e dopo le mie “avventure in terra teutonica” ho dovuto tornare a fare i conti con il lavoro, e molti di voi sanno come è brutto concludere le vacanze e rimettersi a lavorare o studiare, se siete ancora giovani.

Passiamo però al riassunto di questo mia prima Gamescom, il tutto è iniziato alle 7:30 circa dalla stazione di Falconara, quando un Frecciabianca mi ha accompagnato alla Stazione di Roma-Termini, luogo dove mi sono incontrato con il “buon” Riccardo, Capo Redattore della testata. Da lì abbiamo preso la prima navetta per Ciampino e ci siamo recati subito ai controlli, devo ammettere che me li aspettavo un pochino più minuziosi.

Passata la paura dei controlli, non nascondevo nulla, ma visto che ti guardano dall’alto in basso, arrivi al punto di sentirti colpevole. Inizia la lunga attesa dell’aereo, nel frattempo con il mio compagno di viaggio ci siamo divertiti ad ascoltare o individuare altri colleghi in partenza e ne abbiamo conosciuti molti, tra siti blasonati e altri meno conosciuti.

Finalmente la partenza, per fortuna la sveglia all’alba mi ha permesso di ascoltare le preziose indicazioni in caso di ammaraggio, fare qualche parola con il mio vicino di sedile ed infine cadere tra le braccia di Morfeo senza molti timori. Atterrati a Colonia comincia la vera e propria corsa contro il tempo, infatti la Opening Night Live, evento ideato da Geoff Keighley e attesissimo in quanto avrebbe visto tra gli ospiti d’onore il maestro Hideo Kojima e il suo particolare Death Stranding, richiedeva l’accredito in tempi piuttosto brevi.

Taxi!

Dopo che io ed il buon Riccardo abbiamo provveduto ad appoggiare i bagagli e avuto l’occasione di rinfrescarci, siamo scesi in strada, a dirla tutta eravamo spaesati, era la mia prima volta a Colonia ed il mio compagno di viaggio non aveva idea di come arrivare dall’altra parte della città.

Fortunatamente noi italiani in quanto “arte di arrangiarsi” non siamo secondi a nessuno, ed ecco perché ho bussato sul finestrino di una camionetta della Polizei e chiesto con il mio inglese oxfordiano (sentire per credere ndr) ho trovato un modo per prendere un taxi ed arrivare in tempo alla Koelnmesse, luogo dove si è tenuto uno degli eventi più importanti di questa Gamescom.

Durante la mia settimana a Colonia, a causa di alcuni infortuni, ho dovuto usufruire molto dei taxi, quello che ho avuto modo di scoprire è che molti dei tassisti sono turchi, conoscono quasi tutti il nostro paese e costano un botto. In ogni caso, se potete, optate per il trasporto pubblico o Uber.

Nota a margine, ho avuto la sfortuna di scoprire che i guidatori in Germania non siano dei modelli da seguire, spesso tentano manovre che faremmo solo negli autoscontri. Quindi nonostante gli Italiani in strada non siano Santi, i nostri vicini tedeschi non sono migliori.

#Kojimatime

Il momento è finalmente giunto, stiamo parlando della Opening Night Live, il nuovo show condotto da Geoff Keighley che dopo i Game Awards ha ben pensato di organizzare una serata dal grande appeal grazie alla presenza gradita del papà della serie Metal Gear.

Dopo una lunga fila e accurati controlli, entriamo nella immensa hall, già gremita di persone, ma il solo fatto di essere lì ti fa sentire speciale, qui vengo in contatto con l’allegro mondo del business dell’acqua di Colonia, un paio di bottigliette da mezzo litro per la modica cifra di 7€. Questo discorso però lo analizzeremo successivamente.

Assistere alla presentazione e far parte di questo “magico” mondo è qualcosa di unico che consiglio di provare a tutti coloro che condividono la passione per i videogiochi. Ad essere sincero non sono rimasto entusiasmato da molti dei titoli presentati, in quanto ultimamente sono diventato di gusti difficili.

L’attesa, però (come comprensibile dal sottotitolo) era tutta per il caro vecchio Kojima e la sua ultima fatica, Death Stranding, che a dirla tutta continuo a non capire appieno. Bisogna però ammettere che è stato divertente vedere il buon Geoff nel gioco e il caro protagonista urinare qua e là, senza dimenticare le coccole al bambino incapsulato, trasformandosi di fatto in un Dad Simulator.

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Finita l’Opening Night Live, verso le 22 circa, cominciamo a recarci a cenare, con lo stomaco a terra raggiungiamo un locale suggeritoci da un noto giornalista videoludico (Non dirò il nome, perchè scrive per un’altra testata, ma sappiate che è abbastanza barbuto e ama il termine “caciarone”, a buon intenditore…).

Il mio primo impatto con la cucina e l’ospitalità tedesca non è stato dei migliori, infatti in questo locale siamo stati abbandonati a noi stessi senza la minima attenzione alle nostre esigenze, fortunatamente dopo qualche imprecazione, riusciamo a cenare.

Torniamo a casa un po’ arrabbiati, ma almeno sazi, con la promessa di non tornare più in un luogo del genere.

Gamescom Day 1: si comincia!

Arriviamo nuovamente alla Koelnmesse, per affrontare il primo giorno di fiera, riservata esclusivamente ai membri della stampa, influencer e trader. Che dire, nonostante una discreta folla sono riuscito ad esplorare quasi completamente la fiera, avendo anche il tempo di fare acquisti, nonostante l’amore per lo shopping devo dire che ad ogni “strisciata” di bancomat ho sentito una forte fitta al cuore ed una al portafoglio. Ebbene si, come ogni fiera, i prezzi sono un po’ alti, ma non potevo perdere l’occasione di muovere l’economia tedesca, semmai ce ne fosse bisogno.

Nel primo giorno di Gamescom ho avuto modo di provare allo stand Xbox una grande varietà di titoli, da Borderlands 3 a Doom Eternal, senza dimenticare Yooka-Laylee and the Impossible Lair e Forza Horizon 4.

Dopo una breve pausa pranzo siamo andati allo stand EA, per provare FIFA 20, purtroppo alcuni problemi di accredito mi hanno fatto ritardare gli appuntamenti, tanto da obbligarmi a passare il giorno successivo.

Anche se il vero evento indimenticabile l’ho avuto presso i ragazzi di THQ Nordic, che mi hanno mostrato Darksiders Genesis, permettendomi di scoprire novità sul titolo e portare a casa, una bellissima action figure di Conflitto, uno dei Quattro Cavalieri e co-protagonista del gioco assieme a Guerra.

darksiders gamescom - La mia Gamescom, un viaggio tra Videogiochi e Bratwurst

Gamescom Day 2… arriva la mandria!

Il secondo giorno di Gamescom è il primo aperto al grande pubblico, quindi potrete solamente immaginare l’enorme mole di gente presente in fiera, nonostante alcune aree riservate ai “VIP” come i membri della stampa, influencer e compagnia, raggiungere gli appuntamenti in tempo era dannatamente difficile, tanto che il buon Riccardo ha dovuto sostituirmi nella prova del nuovo PES 2020 e non solo. Il tutto intervallato da un pranzo veloce a base di cheesecake e Coca Zero (tanto per rimanere leggeri).

gamescom 2019 gente day 2 - La mia Gamescom, un viaggio tra Videogiochi e Bratwurst

Ultimo giorno di Gamescom… Giappone, Polonia e un po’ d’Italia!

Nonostante l’eccitazione per l’evento sia comunque palpabile, comincio ad abituarmi alla fiera e a tutto il mondo che ci vaga all’interno. Iniziamo la mattina presso i ragazzi di CI Games (che trovo dopo un po’ di difficoltà), ma grazie a loro ho avuto la fortuna di imbattermi in un giovane sviluppatore romano (trovare un italiano all’estero ti fa sentire a casa, d’altronde troppo inglese fa male, ditelo ai vostri professori) che assieme ad un amico ha creato un interessante soulslike cooperativo, ancora lontano dall’uscita, ma quando sarà pronto sono abbastanza sicuro che colpirà molti giocatori.

Sempre presso l’hub di CI abbiamo visto Roki (non il pugile), un gioco indipendente ricco di emozioni e tradizioni, creato da ragazzi che hanno collaborato con Guerilla Games in Horizon e Killzone, quindi non gli ultimi arrivati. Sicuramente avremo modo di approfondire il tutto in fase di recensione, ma a prima vista lo consiglio su Switch, la console ideale per questo tipo di titoli.

Finalmente arriva l’appuntamento con Bandai Namco, dico così perchè non vedevo l’ora di provare Dragonball: Kakarot, tutti conosciamo le avventure di Goku, ma aspettavo da tempo un gioco su questa nuova impronta, che unisce il combattimento anche ad un po’ di esplorazione del magico mondo creato da Akira Toryama. I ragazzi di Bandai però accolgono noi giornalisti con una graditissima sorpresa, una action figure di Little Nightmares II, in edizione limitata per l’evento (grazie a questo, ho avuto modo di scoprire il business che gira attorno i gadget per la stampa) e la presentazione dell’intera line-up della software house nipponica per il prossimo futuro.

I fitti appuntamenti della giornata ci hanno portato a “pranzare” presso lo stand Sega, all’interno del mega stand Koch Media, che ha avuto l’onore di ospitarmi per tutta la durata dalla fiera. La stanchezza cominciava a farsi sentire e a dirla tutta un paio di volte mi sono concesso dei mini-pisolini.

Terminata la presentazione, cerco di ricaricarmi con un orribile “espresso” made in Germany e corro dai ragazzi di CD Projekt RED per assistere ad un giocato dell’attesissimo Cyberpunk 2077, l’interessantissimo titolo in prima persona dello studio polacco. Non vi parlerò del gioco, perchè avrete sicuramente avuto di modo di leggere i nostri speciali e godervi il gameplay degli scorsi giorni, ma dello stand creato ad hoc per immergervi nel mondo di V, dopo aver visto finalmente una lunga sessione di gameplay, abbiamo avuto l’onore di ricevere in dono l’ambita Samurai Jacket double-face.

Termina qui la mia Gamescom, tre giorni lunghi ed intensi a base di videogames e allegre chiacchierate con gli sviluppatori.

gamescom bandai - La mia Gamescom, un viaggio tra Videogiochi e Bratwurst

Questa è Colonia!

Non lasciatevi ingannare dal titolo, nessuno è stato buttato in una voragine senza fondo. Questa vuole essere una sorta di “Guida galattica per autostoppisti” per tutti quelli che vogliono andare a Colonia per la prima volta.

Appena scesi sul marciapiede noterete una particolare divisione di colori alla vostra sinistra, quella lunga striscia rossa è dedicata solo ed esclusivamente ai nostri amici ciclisti, alcuni capiranno se intralcerete il passaggio, altri vi investiranno senza farsi troppe domande, quindi attenti a dove mettete i piedi (The floor is lava!).

Fortunatamente i cittadini di Colonia sanno di vivere in una città ad alto potenziale turistico, soprattutto durante la Gamescom, quindi saranno pazienti e “contenti” di aiutarvi. Chiedete aiuto se non sapete come arrivare da qualche parte, anche una conoscenza elementare dell’inglese (se come me non sapete il tedesco) può portarvi quasi dappertutto, ogni locale, dal piccolo bar alla farmacia ha qualcuno che parla l’idioma di Sua Maestà.

Non vi piace camminare? State tranquilli, potrete fare affidamento sugli efficienti mezzi pubblici teutonici, anche qui vale il discorso fatto per gli automobilisti, i tedeschi alternano accelerazioni da Formula 1 a frenate atomiche, quindi tenetevi bene. Detto ciò, noterete che andare a passeggio per Colonia non è faticoso, anzi, grazie alla sua natura pianeggiante potrete macinare chilometri di camminate senza sentirvi troppo stanchi.

L’acqua è un bene prezioso… ma in certi casi si esagera

Colonia, come molte città a vocazione turistica guadagna sugli assetati, andate in un bar, ristorante o qualunque esercizio commerciale che venda anche acqua, verrete spennati, i prezzi vanno dai 2,50 € per un mezzo litro ai 7 € per un litro.

Il mio consiglio è recarsi presso un supermercato e fare scorta, poi riempire nuovamente le bottiglie e utilizzarle finché vi sarà possibile, il tutto anche per la gioia della piccola ecologista in impermeabile giallo.

Discorso contrario può farsi per la birra, infatti nella patria di questa bevanda, potrete allegramente ubriacarvi spendendo molto poco. Il tutto senza dimenticare che la Kolsche Bier è particolarmente leggera, infatti viene offerta con la formula “all you can drink”.

Luoghi da vedere

Purtroppo la Gamescom occupa il 90% del tempo a disposizione, quindi ho potuto visitare poco di Colonia, ma grazie alla pazienza del nostro Capo Redattore, ho avuto la possibilità di vedere il bellissimo ed imponente Duomo di Colonia e farmi una passeggiata per il centro alla ricerca della leggendaria “Acqua di Colonia” di Johannes Farina e proprio perché nel nome è presente la parola acqua, una singola boccetta da 100ml costa un’enormità, ma sarà un regalo gradito a parenti ed amici (e anche per Ryanair, se non supererete il litro previsto per i liquidi).

L’ultimo giorno invece ho visitato in solitaria il Museo della Cioccolata di Lindt, alla disperata ricerca di un Oompa Loompa e di qualche assaggio gratuito per saziare la mia sete del dolce nettare di cacao.

All’interno ho avuto modo di scoprire come si lavora questa prelibatezza e tutti i processi necessari per far arrivare una barretta sulle nostre mani, un viaggio all’insegna del gusto ad una cifra modica (costo del biglietto singolo 13€).

Se avete voglia di assaggiare alcune creazioni dei maestri cioccolatieri, all’entrata sono presenti un fornitissimo shop e un cafè che è il sogno di qualunque amante del cioccolato, dalla Sacher Torte a golose fette di Black Forest, che dire, questa è la mia personale visione del Paradiso.

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Tu mancia!

Ora passiamo al capitolo food, i fondi a disposizione non ci hanno dato la disponibilità di fare un tour “mangereccio” degno di nota. Dopo la disavventura della prima serata, assieme al buon Riccardo abbiamo optato per un ristorante più vicino, qui la fortuna ci ha sorriso, mostrandoci la Franz-Eck Guesthaus.

Qui, siamo stati accolti in maniera decorosa dal proprietario, che oltre a parlare un buon inglese ci ha condotti per mano nella cucina tedesca, ricca di grassi devo dire, ma sicuramente rigenerante e buona. Se siete a Colonia, cercate questo locale, ve lo consiglio con tutto il cuore.

L’ultima sera a Colonia invece, a causa della chiusura del mio locale preferito, abbiamo optato per un ristorante italiano “Da Capo”, giusto per respirare un po’ l’aria di casa e mangiare qualcosa di familiare. Tutto abbastanza buono, anche se mangiare italiano all’estero non è mai particolarmente consigliato.

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Giocatori rari e dove trovarli!

Durante la nostra permanenza nella città tedesca, abbiamo avuto la fortuna di incrociare i ragazzi del Borussia Dortmund, il tutto è partito da una delle solite soste del sottoscritto alla disperata ricerca di acqua. Uscendo dal bar, abbiamo notato il bus del Borussia fuori dall’albergo, quale migliore occasione per farsi immortalare con i mitici Reus, Hummels, Gotze e compagni?

Non tutti si sono fermati, come succede quasi sempre nella spasmodica attesa di autografi e selfie, ma il capitano Mats Hummels, baluardo della difesa delle “apette” di Dortmund, ci ha offerto un’ulteriore gioia, quella di fare un selfie con un giocatore del suo calibro. Cosa volere in più dalla vita?

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Conclusioni

La mia esperienza alla Gamescom è stata sicuramente positiva, ho avuto modo di confrontarmi con il mondo che più mi appassiona, e scoprire cosa succede “dietro le quinte”. Durante questo viaggio ho anche incontrato molti giornalisti simpatici dal nostro Capo Redattore a ragazzi di altre testate.

Nonostante i costi da sostenere (volo, alloggio, biglietto e spese varie) siano abbastanza elevati, consiglio di provare questa incredibile esperienza almeno una volta nella vita, vivere la Gamescom da “giornalista” rende tutto nuovo e fantastico.

Criterion 10

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