Ninja Gaiden 4 – co-sviluppato da Team Ninja (che proprio quest’anno si è occupato di NINJA GAIDEN 2 Black, versione rimasterizzata in Unreal Engine 5 del secondo capitolo del 2008) e PlatinumGames (Bayonetta, Nier: Automata) con il supporto di Xbox Game Studios e l’approvazione da parte di Koei Tecmo – rappresenta il ritorno di una delle saghe action più iconiche e premiate di sempre che riporta in vita la leggenda del ninja moderno, con una trama ambientata in una città corrotta e futuristica dove le ombre si mescolano con la tecnologia. Dopo oltre un decennio, il franchise torna con una buona dose di rinnovamento: un nuovo protagonista, Yakumo, ambientazioni sci-fi/cyberpunk e una fusione di anime ludiche che tenta di reinterpretare la brutalità e il ritmo frenetico della serie per una nuova generazione di giocatori.
Il gioco è disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X/S e Microsoft Windows. Acquistando l’edizione deluxe, si avrà accesso ad alcuni extra come skin per Ryu e Yakumo, un set di armi, NinjaCoin (ben 50.000) e oggetti aggiuntivi come elisir, incensi e infusi. Nel 2026 sarà disponibile anche il DLC “I due maestri“.
Versione testata: Xbox Series X
Storia e ambientazione
La storia di Ninja Gaiden 4 si apre in una Tokyo futuristica, corrotta e devastata che ha ormai assunto un’estetica cyberpunk cupa e piovosa. La razza umana lotta contro una piaga demoniaca legata al ritorno del Drago Nero un’entità malvagia legata alla Spada del Drago Nero, già apparsa in Ninja Gaiden (2004) e principale antagonista di Ninja Gaiden Dragon Sword (2008). Il protagonista Yakumo, giovane ninja del clan Karasu dotato di poteri sovrannaturali, erede diretto della scuola di Hayabusa, è incaricato di eliminare una sacerdotessa che, secondo la tradizione, avrebbe scatenato il male. Tuttavia, capovolgendo i presupposti, scopre che la profezia del suo clan è fondata su menzogne e decide di allearsi con lei per distruggere definitivamente il demone.
Parallelamente compare Ryu Hayabusa, figura storica della serie, in sezioni più contenute ma centrali nella trama. L’intreccio dei destini di Yakumo e di Ryu Hayabusa, crea un interessante ponte narrativo tra vecchia e nuova generazione di guerrieri. Sebbene lo storytelling non punti a grande profondità emotiva (anzi è volutamente esagerata e autoironica in quello che sembra più un pretesto per dare senso alla violenza e alla tensione costante che una trama realmente elaborata), il tono epico e drammatico è perfettamente coerente con lo stile della saga: “dove cadono le ombre, sorgono le leggende“.




Gameplay
Il nuovo Ninja Gaiden conferma la sua anima hardcore/hack and slash ma con una struttura – seppur simile a quella di Ninja Gaiden 2 – modificata. Di base, resta un action ad alta intensità tecnica, fedele alla filosofia “morire per imparare“. Il gioco introduce un sistema di combattimento moderno e veloce (con attacchi leggeri, attacchi pesanti e shuriken), ispirato allo stile action dinamico di PlatinumGames. Yakumo può sfrecciare – a suon di movimenti acrobatici – tra orde di nemici sfruttando schivate sincronizzate perfette e parate/parry temporizzate (simili al “Witch Time“), abbinate a combo fluide e tecniche offensive di svariato genere, con un ritmo aggressivo che premia la padronanza e la reattività riducendo la pesantezza tradizionale del movimento. Per difendersi è necessario tenere premuto il grilletto destro per bloccare e muovere la levetta sinistra per passare a una schivata rapida. Schivare all’ultimo secondo rallenta brevemente il tempo il che consente di proseguire con un contrattacco. Parare – invece – è più complesso, soprattutto quando ci si trova di fronte a tanti nemici differenti, ma funzionalmente è la stessa cosa. Bloccare entro un preciso intervallo di tempo farà perdere l’equilibrio all’avversario, lasciandolo completamente esposto a un potente contrattacco.

Yakumo, oltre alla sua strabiliante agilità, può contare su qualche utile gadget, il Rampino Tricottero multifunzione, che funziona come rampino utile sia in esplorazione che in combattimento (ad esempio permette di agganciarsi ai nemici e/o spostarsi rapidamente nello spazio di combattimento o ancora di attraversare alcune sezioni dei livelli di gioco), l’aliante libellula (attraverso il quale può librarsi in aria e attraversare determinate tipologie di scenario) e altri (che vi lasciamo scoprire direttamente a voi). La chiave del gameplay è però la forma Corvo di sangue; si tratta di una trasformazione che consente di manipolare il sangue (plasmando armi dal sangue come le Takeminakata “lame doppie”, il fioretto a spirale Yatousen e il il bastone/martello Magatsuhi, che permettono di alternare fluidamente stili a corto e medio raggio) e quello dei nemici per creare altresì trappole e scatenare attacchi devastanti su vasta scala (specialmente contro i nemici “formidabili”). Andando ancora più in profondità: La forma base di un’arma può lanciare rapidi attacchi consecutivi ad alta velocità; passando alla forma Corvo di sangue può eseguire attacchi potenti che consumano barra del Fulcro sanguigno.
Questa meccanica ben si combina con una Barra Frenesia, riempibile sia quando si eseguono attacchi e sia quando si subiscono e attivabile a mezzo della pressione dei due stick analogici. Quando è piena, è possibile attivare lo stato di Frenesia per sferrare attacchi devastanti, in particolare quando si assume la forma Corvo di sangue è possibile innescare un’Uccisione sanguinaria eliminando all’istante il nemico. Fra gli attacchi più incredibili eseguibili nel gioco – non dissimilmente dalle uccisioni gloriose di Doom: The Dark Ages – ci sono delle vere e proprie esecuzioni decisamente cruente ma altamente sceniche che si avvalgono dell’effetto splatter tipico del suo potere permettendo di smembrare i nemici e conferendo al nuovo protagonista un ruolo più “oscuro” e sperimentale rispetto a Ryu, riflettendo una filosofia di combattimento più brutale e meno disciplinata. Nella trama (come anticipato più su), Yakumo è inizialmente incaricato di eliminare la Sacerdotessa responsabile della catastrofe di Tokyo, ma finisce per allearsi con lei in una missione rischiosa: resuscitare il Drago Nero (affrontando schiere di demoni e poi rompere i sigilli che lo proteggono) per “purificarlo” e distruggerlo definitivamente. Questa scelta lo pone in conflitto diretto con Ryu, che appartiene alla fazione opposta.
Ryu Hayabusa ritorna come co-protagonista e simbolo dell’eredità del clan Hayabusa. Guerriero leggendario, disciplinato e guidato da un forte senso di equilibrio, rappresenta la contrapposizione spirituale e morale di Yakumo. Nel gioco, Ryu è coinvolto nella missione per sigillare nuovamente il Drago Nero, incarnando la parte più tradizionale e ritualistica del mondo ninja. In Ninja Gaiden 4, Ryu è giocabile in determinate sezioni e nelle Sfide Extra, dove mantiene il suo stile classico – non dissimile dai passati capitoli – basato su combo (più potenti e pesanti, basate sulla precisione), contrattacchi precisi e tecniche Ninpo leggendarie (anche se ci è parso fin troppo sbilanciato e potente). È privo della forma Corvo di sangue, ma possiede mosse uniche come la Gleaming Blade, una tecnica devastante che consuma energia del Ninpo per colpire un’area estesa. La sua giocabilità enfatizza la strategia difensiva: parate, contrattacchi e gestione della distanza sono vitali, mentre il tempismo diventa la chiave per sfruttare al massimo il potenziale offensivo. A differenza di Yakumo, Ryu non dispone di armi trasformabili o del rampino offensivo, ma compensa con velocità e controllo superiori. La sua presenza funge da continuità con la trilogia storica e da mentore implicito nei confronti di Yakumo.

Il contrasto tra i due protagonisti è il cuore tematico del gioco: Yakumo rappresenta l’istinto, la ribellione e la corruzione del potere mentre Ryu incarna il controllo, la tradizione e la purezza spirituale. Questo dualismo crea una narrazione parallela dove i due ninja, pur su fronti opposti, condividono un destino intrecciato e una minaccia comune: il risveglio del Drago Nero, simbolo di distruzione e rinascita. In definitiva, Ninja Gaiden 4 utilizza la relazione tra Yakumo e Ryu per rilanciare la saga (in una sorta di dualismo simbolico) contrapponendo la rabbia del nuovo eroe al rigore del leggendario maestro, in un equilibrio davvero riuscito tra tradizione e rinnovamento.
Nemici per tutti i gusti
I nemici in Ninja Gaiden 4 sono tanto aggressivi quanto impegnativi; riuscire a evitare la stragrande maggioranza dei danni mentre se ne infliggono in abbondanza è un delicato gioco di equilibri che rende il combattimento – una volta che ci si prende la mano – incredibilmente gratificante. Premere ripetutamente i pulsanti (button mashing) non basta. E anche se non è necessario memorizzare ogni singola combo, è utile capire come reagire di fronte a specifici tipi di nemici (specialmente quando sono in gruppo) e di attacchi. Piano piano, affinerete la tecnica e darete il giusto peso anche ai più piccoli dettagli, come usare i Lanci per scaraventare via i nemici, sfruttare il salto in caduta per caricare rapidamente la Tecnica Finale o ancora correre verso i muri e assassinare i nemici ignari prima che si possano accorgere della vostra presenza. Tutto quello che imparerete raggiungerà il culmine nelle intense battaglie contro i boss; che vi diciamo rappresentano un netto passo in avanti. La serie non è rinomata per scontri con i boss particolarmente impegnativi quindi siamo rimasti colpiti (in positivo) che in questo nuovo capitolo rappresentino una sfida avvincente ed esaltante. Le battaglie sono intense e adrenaliniche, con alcuni boss decisamente tarati verso l’alto che vi daranno tanto filo da torcere. Ma fra parate, schivate, contrattacchi e attacchi imbloccabili – vi garantiamo – ce la farete. L’unico inconveniente è che nei panni di Ryu vi ritroverete ad affrontare alcuni degli stessi boss per una seconda volta, oltre a rivisitare aree precedenti. Questi boss non sono dissimili rispetto al primo combattimento e non si avvalgono di nessun nuovo attacco, il che rende le sezioni con Ryu un po’ ripetitive.
Progressione
In termini di progressione, in NG4 non c’è un canonico albero delle abilità. Le abilità legate alle armi e le abilità di combattimento sono elencate direttamente nel menu di gioco (ne sono talmente tante che non sarebbe possibile elencarle tutte, ma vi garantiamo che ce ne sono per tutti i gusti). Le prime possono essere sbloccate a mezzo dei PE direttamente dal menu Equipaggiamento. Il costo in PE è piuttosto accessibile e rapidamente vi ritroverete a “sfoggiare” abilità dell’arma decisamente importanti. Quelle di combattimento – invece – possono essere sbloccate avvicinandosi a un corvo dagli occhi rossi; interagendo con lo stesso – vi consentirà di incontrare un compagno di nome Tyron (che fa parte dello stesso clan di Yakumo e che assume anche le vesti di consigliere) e che può sbloccare le abilità di combattimento che desiderate in cambio della valuta di gioco accumulata chiamata NinjaCoin (a determinati livelli di difficoltà darà una mano regalando oggetti consumabili).
Come anticipato, con la versione premium del gioco, si otterranno 50.000 NC, ideali per accedere sin da subito a abilità di combattimento di livello importante. Per guadagnare sia PE che NC, è possibile sia affrontare delle quest/obiettivi secondari che sono accessibili tramite i Terminali DarkNest – aree di ristoro (potrete anche ricaricarvi di oggetti curativi, elisir vari, pillole, incensi, infusi) e potenziamento ispirate ai santuari shintoisti – e sia delle particolari sezioni/portali rossi chiamate “Purgatori“. In quest’ultime l’obiettivo è completare una serie di ardue battaglie ma per farlo sarete obbligati a scommettere la vostra essenza vitale e una parte della salute. Più rischi vi prenderete e più alta sarà la ricompensa. Ad esempio al livello più basso – Reame degli dei – è possibile ottenere circa 6000 PE e NC; impostando la sfida al livello massimo – Reame dell’inferno – le ricompense in questione triplicheranno. In aggiunta, oltre alle armi e al potenziamento delle abilità, è possibile equipaggiare un classico accessorio che consente ad esempio di dimezzare i danni subiti a distanza o ancora di aumentare la velocità nel recupero dei danni temporanei.
Fra i pochi collezionabili presenti, ci sono le “fiasche animate“; si tratta di creature misteriose e adorabili sparse in tutto il mondo di gioco. Alcune per essere catturate richiedono un breve gioco QTE, altre dovranno essere “inseguite” in quando appena si accorgeranno di voi, scapperanno!
Più accessibile, è meglio!
La difficoltà è più accessibile rispetto ai capitoli di Itagaki (purtroppo recentemente scomparso all’età di 58 anni): il gioco introduce una gestione più generosa di oggetti curativi e checkpoint, ma resta punitivo se affrontato superficialmente. Team Ninja ha lavorato a una curva più flessibile: in “Modalità Eroe” si andranno ad attivare assistenze automatiche (parata, schivata, rigenerazione minima) per chi vuole concentrarsi sulla trama. Tuttavia, già a livello normale avrete più di qualche grattacapo; mentre la “Modalità Difficile” e “Maestro Ninja” restano quelle più brutali, con una IA iper-aggressiva e disposizione dinamica dei nemici (ben diversificati fra l’altro) offrendo un’esperienza più fedele alla filosofia punitiva che da sempre definisce la saga. Le versioni avanzate, come la modalità Maestro Ninja sopracitata, vi metteranno dinanzi (anche se siete veterani navigati) a sfide davvero severe.
È stata inoltre implementata una modalità allenamento/addestramento molto dettagliata: in essa è possibile esercitarsi sulle combo e sui parry in un ambiente privo di rischi, perfezionando timing e tempistiche senza la pressione del combattimento reale. Questa novità è decisamente apprezzata perché permette di avvicinarsi con gradualità al sistema di gioco altamente tecnico e punitivo, rendendo Ninja Gaiden 4 più fruibile anche per chi non è un giocatore esperto della serie. È quindi indispensabile dedicare del tempo in questa specifica modalità per affinare le varie tecniche a disposizione per affrontare al meglio i 20 capitoli (la durata complessiva della campagna è di circa 18/20 ore). In termini di accessibilità la telecamera è davvero ottima e non sembra più essere un ostacolo o una distrazione. Anche nelle sezioni più anguste (con decine di nemici pronti a farci la pelle), la telecamera ha avuto un comportamento eccelso e non ci ha mai dato fastidio nemmeno una volta.
Sono altresì disponibili una fitta serie di opzioni per migliorare la qualità della vita (di mostrare o meno l’HUD, la dimensione dello stesso, la velocità di puntamento e la possibilità di modificare tutta una serie di colori e sfondi) o per censurare alcune situazioni (come ad esempio gli smembramenti enfatizzati, le uccisioni sanguinarie o la diminuzione della violenza a schermo).
Comparto grafico e tecnico (Xbox Series X)
Su Xbox Series X, Ninja Gaiden 4 mostra un comparto tecnico piuttosto solido ma non rivoluzionario. Il gioco punta ai 60 fps costanti, anche nelle fasi più concitate e spettacolari, il che garantisce reattività e precisione (essenziali per un action di questo tipo). Disponibile anche una modalità grafica (ma che poco si addice ad un gioco così frenetico). L’illuminazione insieme al taglio cyberpunk industriale (ma anche con riferimento ad altri scenari che includono anche una rigorosa foresta), crea un’atmosfera cupa e coerente con il tono del gioco, pur evitando un uso eccessivo di effetti luminosi al neon. Gli effetti particellari e le animazioni delle combo (in particolare durante la trasformazione forma Corvo di sangue) risultano anch’essi ben fatti.
Tuttavia, sul piano visivo puro, il titolo mostra alcune texture ambientali piatte (il movimento del fogliame degli alberi, dell’erba e degli stendardi è innaturale e poco realistico) e una direzione artistica meno raffinata rispetto a titoli come Devil May Cry 5 di Capcom e del più recente Stellar Blade di SHIFT UP non in grado di raggiungere i picchi delle produzioni top di gamma di questa generazione.
Le animazioni restano invece eccellenti, frutto diretto della collaborazione con PlatinumGames, che ha contribuito a ottimizzare il flusso dei combattimenti e la reattività ai comandi. Si nota anche la cura riposta nelle scene di intermezzo, con i modelli poligonali finemente modellati. Benino in termini di caricamenti, rapidi ma non rapidissimi e che – a nostro giudizio – potevano essere ottimizzati meglio (almeno su console Xbox Series X).




Il comparto audio di Ninja Gaiden 4 rappresenta uno dei punti di forza del ritorno della saga, grazie a un lavoro congiunto tra Team Ninja e PlatinumGames, che hanno curato in modo meticoloso tanto la colonna sonora quanto il sound design relativo a combattimenti e ambientazioni.
La colonna sonora, composta da Masahiro Miyauchi, è di natura dinamica e adattiva: si intensifica durante i combattimenti e in particolare durante le boss fight (attraverso ritmiche percussive serrate, con un uso sapiente dei sintetizzatori analogici per creare tensione; aumenta d’intensità in base alle combo e si adatta alla fase della battaglia, una scelta che richiama l’approccio di titoli come Metal Gear Rising e NieR: Automata), mentre si fa più rarefatta e sospesa nei momenti di quiete o esplorazione. Nei Terminali DarkNest la musica assume toni meditativi e mistici, contribuendo a creare un interessante contrasto con il ritmo frenetico delle battaglie. Nelle aree da esplorare e nei momenti narrativi, il tono musicale si fa più minimale e intimo: strumenti a corda giapponesi come shamisen e koto accompagnano l’atmosfera più pacata, dando respiro all’azione senza interromperne il flusso emotivo. Del sound design – invece – abbiamo apprezzato la qualità pulita e il bilanciamento del mix audio tra effetti, voci e colonna sonora. Ogni colpo della lama, scatto o mossa speciale è accompagnato da effetti sonori distinti e corposi: Gli attacchi quando si attiva la forma Corvo di sangue, ad esempio, presentano effetti acustici incisivi e fluidi, che riflettono la potenza viscerale dei colpi.
Le performance vocali, sia in giapponese che in inglese, sono state curate per restituire l’intensità e il carisma dei protagonisti Ryu e Yakumo. In particolar modo abbiamo trovato la voce inglese di Yakumo a dir poco energica e perfettamente in sintonia con il carattere più impulsivo del personaggio.
Nel complesso, Ninja Gaiden 4 punta a un’esperienza uditiva cinematografica, alternando colonne sonore orchestrali e bassi elettronici, con momenti corali e ad alta drammaticità che ricordano le produzioni PlatinumGames. Questo connubio conferisce al gioco un tono moderno ma rispettoso delle radici storiche della serie.
Commento finale
Ninja Gaiden 4 si presenta come un ritorno convincente e spietato, in quello che potremmo definire un ponte tra due mondi: la brutalità di Team Ninja e la spettacolarità cinematica di PlatinumGames. Non è il ritorno perfetto alla formula originale e non riscrive assolutamente le regole del genere, ma conserva l’anima hardcore che definisce la serie, arricchita da piccole ma intelligenti modernizzazioni. Il gameplay profondo e impegnativo, la forte identità visiva e il ritmo adrenalinico lo rendono un titolo capace di offrire soddisfazione a chi è in grado di padroneggia le sue regole e vuole pertanto mettere alla prova la propria abilità ma è altrettanto accessibile a chi desidera semplicemente vivere un’avventura ninja di alto livello. Il comparto tecnico è piuttosto solido, la direzione artistica coerente (che però non raggiunge i picchi di altri prodotti similari odierni) e l’azione estremamente soddisfacente. Restano alcuni limiti legati al design ambientale (in particolare sull’impianto grafico non sempre al passo con i tempi caratterizzato da alcune texture piatte e irrealistiche), alla linearità narrativa, al bilanciamento non sempre perfetto ma l’esperienza complessiva è quella di un action intenso, efficace, letale, (quasi) senza compromessi e affilato come la lama di un vero ninja.














