Recensione The Dark Pictures Anthology: Directive 8020, nello spazio, la morte ha mille volti!

Directive 8020 segna per Supermassive Games un passaggio importante: prende la struttura classica delle avventure cinematografiche dello studio e la sposta verso un survival horror fantascientifico più diretto, più aggressivo e anche più meccanicamente ambizioso, pur senza rinunciare alla centralità delle scelte e dell’effetto farfalla che hanno definito The Dark Pictures Anthology. Dopo anni di esperimenti tra Until Dawn (che ha dato il via alle danze e abbiamo recensito nel 2015 e in versione remake nel 2024), Man of MedanLittle HopeHouse of AshesThe Devil in Me The Quarry, qui Supermassive prova a cambiare davvero passo, puntando su una tensione più fisica, su un’ambientazione spaziale oppressiva e su una formula che mescola narrativa ramificata, stealth e minacce in tempo reale.

Il gioco è disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X/S, GeForce Now, Microsoft Windows.


Versione testata: Xbox Series X


Non fidarti di nessuno!

La storia è ambientata nel 2061 a bordo della Cassiopea, missione diretta verso Tau Ceti f, a 12 anni luce dalla Terra. La Terra sta rapidamente diventando un luogo da incubo in cui vivere, costringendo l’umanità a viaggiare verso le stelle per ricostruire un futuro. Con la maggior parte dell’equipaggio immersa in un sonno profondo e solo due membri a presidiare la stazione spaziale, la catastrofe si abbatte proprio mentre stanno per entrare in orbita attorno alla loro possibile nuova casa. Un asteroide si scontra con la nave, squarciando lo scafo. Dopo ulteriori indagini, l’equipaggio scopre che l’asteroide trasportava un organismo alieno capace di replicare gli esseri umani. La paranoia si diffonde rapidamente, poiché nessuno sa chi sia chi o cosa stia realmente accadendo, con gli astronauti – loro malgrado – che si ritrovano intrappolati in una situazione che trasforma il viaggio di esplorazione in una lotta per la sopravvivenza.

Senza fare spoiler, il gioco lavora bene sulla paranoia, sul dubbio e sulla fiducia incrinata tra i membri dell’equipaggio della Cassiopea, un concetto che si sposa benissimo con l’impianto fantascientifico e con la tradizione horror dello studio. La storia è avvincente e si concentra su alcuni cliché della fantascienza traendo più di qualche spunto da pellicole del calibro di: La Cosa di John Carpenter del 1982, Alien di Ridley Scott del 1979, Prometheus, Life, Pandorum ma anche Star Trek e Star Wars. Inoltre, la narrazione esplora i temi dello sfruttamento aziendale; la lotta per la sopravvivenza dei protagonisti è inquadrata sullo sfondo della rivelazione che l’amministratore delegato della Corinth, LaMarcus Williams, considera l’equipaggio sacrificabile, avendo intenzionalmente mandato equipaggi di cloni ignari incontro alla morte solo per osservare e studiare l’organismo alieno.

Rispetto ai precedenti titoli di Supermassive, la scrittura cerca di essere più tesa e più adulta, ma non abbandona del tutto i tratti tipici della casa: dialoghi molto marcati, personaggi costruiti per essere letti rapidamente e una progressione fortemente guidata da scelte morali e conseguenze multiple. Il risultato è una trama che ha idee forti e una buona atmosfera ma contraddistinta da una certa prevedibilità di fondo, tipica di un impianto che punta più sulla messa in scena che sull’effetto sorpresa. E, come sempre, sarete voi a scegliere chi vivrà e chi morirà. Non riveleremo altri dettagli della trama, ma possiamo aggiungere questo: per la prima ora, abbiamo avuto l’impressione di trovarci su un terreno già battuto. Date tempo al gioco, però, perché la storia prende svolte inaspettate e interessanti. Sbloccherete diversi finali man mano che procedete, il che vi condurrà a punti di svolta cruciali.

Il gioco è diviso in otto episodi, ognuno dei quali richiede circa un’ora per essere completato. Una singola run di Directive 8020 dura quindi circa 8 ore, che variano da 6 a 10 ore a seconda di quanto si esplora e delle scelte compiute. In alcuni casi, una partita può chiudersi anche prima, mentre per vedere tutte le diramazioni e le possibilità narrative si parla di oltre 20 ore complessive.

Il cast

Il cast di Directive 8020 è uno degli elementi più solidi del gioco: Supermassive affida il cuore della storia a interpreti capaci di dare peso a un ensemble corale. I cinque protagonisti del gioco sono Brianna Young (Lashana Lynch), astronauta e copilota della nave coloniale Cassiopea ; il comandante della nave, Nolan Stafford (Danny Sapani); l’ufficiale di missione senior Laura Eisele (Lotte Verbeek); la specialista medica Samantha Cooper (Anna Leong Brophy); e l’ingegnere tecnico Josef Cernan (Philip Arditti). Altri membri dell’equipaggio sono i tecnici del sonno Tomas Carter (Frank Blake) e Pari Simms (Anneika Rose), il pilota Noah Mitchell (Colin Bates) e l’ufficiale scientifico Zoe Anders (Kathryn Wilder). Il risultato è un gruppo ben assortito, in cui la presenza di attori con profili diversi aiuta a sostenere la dimensione cinematografica tipica di Supermassive e a dare personalità ai rapporti tra i membri dell’equipaggio.

Gameplay

La novità più evidente è che Directive 8020 prova davvero a mettere in discussione il concetto di “film interattivo” puro: oltre alle scelte e agli eventi contestuali, entra in scena una componente stealth più marcata, con inseguimenti, occultamento e gestione diretta della minaccia aliena. Ci sono intense sequenze in cui si corre per sfuggire agli alieni o si passa molto tempo a strisciare attraverso i condotti di ventilazione per trovare un percorso sicuro. La furtività è una componente fondamentale, supportata da uno scanner che evidenzia oggetti di interesse e nemici in agguato nell’oscurità. Questa scelta lo distingue nettamente da molti capitoli precedenti, dove il gameplay era spesso legato a camminata, dialoghi, quick time event e decisioni, mentre qui Supermassive cerca di dare più corpo alla sopravvivenza. Sebbene questo sistema stealth sia funzionale e funzioni bene, purtroppo viene utilizzato eccessivamente finendo per risultare ripetitivo.

A rendere Directive 8020 diverso rispetto alle iterazioni passate è il sistema Punti di Svolta, che permette – selezionando la “modalità Esploratore” – di riavvolgere la storia in punti chiave e riconsiderare le decisioni (si può tornare indietro a un punto decisionale specifico o a una morte importante per modificarne il risultato), ampliando la rigiocabilità e dando al giocatore un controllo più diretto sulle diramazioni. Questa è una funzionalità geniale (probabilmente si tratta di una delle innovazioni migliori della serie) che offre la libertà di esplorare nuovi percorsi narrativi senza dover rigiocare intere sezioni del gioco dall’inizio. Tale scelta alleggerisce la frustrazione da “errore fatale irreversibile” e rende più leggibile l’albero narrativo (visualizzando le diverse ramificazioni della trama che si possono sbloccare). I Punti di Svolta sono utili anche per svelare i segreti. Selezionando invece la “modalità Superstite” non saranno disponibili i Punti di Svolta e se un personaggio muore dovrete accettare – inevitabilmente – le conseguenze. Se riuscirete ad arrivare alla fine del gioco, sbloccherete i Punti di Svolta per esplorare la storia.

Oltre alle scelte immediate di vita o di morte, il gioco introduce un sistema di “Destini“. Invece di basarsi esclusivamente su sequenze di azioni di successo/fallimento, l’arco narrativo generale di un personaggio e il suo destino finale sono influenzati dalle dinamiche relazionali a lungo termine che forma con gli altri membri dell’equipaggio

Il gameplay – inoltre – combina prospettive in prima e terza persona e la telecamera è completamente sotto il controllo del giocatore. E vi garantiamo che c’è molto da esplorare, il che richiederà di trovare segreti e raccogliere oggetti. In alcuni punti, vi imbatterete in enigmi ambientali, insieme ad altri che richiederanno di trovare codici di accesso o di usare l’ingegno per miscelare correttamente sostanze chimiche. Sul fronte dell’azione, sono presenti – come i precedenti giochi della serie – le sempreverdi sequenze QTE (Quick Time Event) in cui bisogna aprire rapidamente una porta, evitare gli attacchi o schivare i detriti che cadono dalla nave danneggiata.

Grafica e tecnica

Su Xbox Series X il gioco punta forte sulla resa cinematografica: la nave Cassiopea è un ambiente chiuso, freddo e decisamente impressionante, e l’illuminazione contribuisce in modo decisivo a creare oppressione e suspense. La direzione artistica funziona bene perché sfrutta l’ambientazione spaziale per costruire corridoi stretti, sale buie e spazi claustrofobici che amplificano la sensazione di minaccia costante. I modelli dei personaggi sono realizzati in modo brillante, grazie a una superba tecnologia di motion capture – complice anche il passaggio all’Unreal Engine 5 – che ricrea alla perfezione le sembianze degli attori che li interpretano. Dal punto di vista tecnico, la versione Xbox Series X è generalmente solida nella presentazione, ma non sembra priva di qualche incertezza: piccoli problemi di bug, animazioni e rifinitura, elementi che però non compromettono l’esperienza complessiva. In sostanza, il gioco non punta a stupire ma piuttosto a sostenere bene il suo impianto visivo e atmosferico, e in questo riesce piuttosto bene.

Sonoro

Il comparto audio è uno dei comparti più efficaci del gioco, perché lavora continuamente per aumentare la tensione e tenere alta l’attenzione del giocatore. La colonna sonora di Jason Graves accompagna l’avventura con un taglio teso e minaccioso, perfettamente in linea con l’estetica sci-fi horror scelta da Supermassive. Più in generale, il sound design ha un ruolo centrale nel far funzionare i momenti di paura e gli inseguimenti (è ricco di effetti terrificanti e di jump scare estremamente efficaci), perché in un contesto come questo il rumore delle porte, i segnali di bordo e i silenzi improvvisi contano quasi quanto i dialoghi. È un comparto che non cerca la spettacolarità fine a sé stessa, ma la costruzione costante dell’ansia, e per questo si integra molto bene con la struttura del gioco. Anche il doppiaggio e le interpretazioni sono solidi e costanti dall’inizio alla fine.

Commento finale

Directive 8020 è un tentativo interessante e, per certi versi, coraggioso di Supermassive Games: non si limita a cambiare scenario, ma prova a rimettere mano alla formula della serie, inserendo sezioni stealth, pericoli in tempo reale e un sistema di rewind narrativo che rende l’esperienza più elastica. Non tutto però convince allo stesso livello, perché la scrittura – sebbene di buonissimo livello – può apparire prevedibile e alcune sezioni stealth non sembrano sempre all’altezza dell’ambizione dichiarata. Non c’è però alcun dubbio che Directive 8020 sia un’esperienza adrenalinica e che – se siete amanti della Dark Picture Anthology (e delle ambientazioni spaziali) – vale assolutamente la pena di vivere!

7.6

Directive 8020


Directive 8020 è un tentativo interessante e, per certi versi, coraggioso di Supermassive Games: non si limita a cambiare scenario, ma prova a rimettere mano alla formula della serie, inserendo sezioni stealth, pericoli in tempo reale e un sistema di rewind narrativo che rende l’esperienza più elastica. Non tutto però convince allo stesso livello, perché la scrittura - sebbene di buonissimo livello - può apparire prevedibile e alcune sezioni stealth non sembrano sempre all’altezza dell’ambizione dichiarata. Non c'è però alcun dubbio che Directive 8020 sia un'esperienza adrenalinica e che - se siete amanti della Dark Picture Anthology (e delle ambientazioni spaziali) - vale assolutamente la pena di vivere!

PRO

Ambientazione molto forte I La storia è avvincente, più tesa e adulta e si concentra su alcuni cliché della fantascienza I Audio e colonna sonora incredibili I Sistema dei Punti di Svolta intelligente I Interpreti capaci di dare peso a un ensemble corale

CONTRO

Trama in parte stereotipata e prevedibile I In alcune occasioni le sezioni stealth e i QTE diventano noiose I Tensione non sempre costante

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

Ultimi Articoli

Articoli correlati