Resident Evil Requiem: la nuova modalità sarà sbloccabile solo dopo aver completato la storia principale

La nuova modalità di gioco in arrivo per Resident Evil Requiem il mese prossimo richiederà – per potervi accedere il completamento della campagna principale. Se non avete ancora portato a termine le avventure di Leon S. Kennedy e Grace Ashcroft a Raccoon City, questo è il momento giusto per farlo!

Dettagli sulla nuova modalità

Il director Koshi Nakanishi, in un’intervista rilasciata a una testata giapponese ha spiegato: «È un minigioco basato sugli scontri presenti nella storia principale. Per chi ha già completato la trama e pensa: “Non mi sono ancora divertito abbastanza!”, credo che riuscirete a godervelo e a dire “Wow!!”. Quindi affilate la vostra ascia»

Il producer Masato Kumazawa ha aggiunto: «Questo minigioco è un contenuto che si sblocca dopo aver superato la storia principale. Perciò, se avete intenzione di giocarci, dovete completare la.»

Indizi sulla tipologia di gameplay

La community ritiene che questa nuova modalità possa essere l’equivalente di Requiem del classico “Mercenari” della serie, che solitamente propone azione a ondate in aree familiari e la possibilità di impersonare altri personaggi. I veterani di Resident Evil sperano di vedere finalmente Sherry entrare in azione, o magari di interpretare Zeno, l’antagonista del gioco.

Oltre a questo, Requiem riceverà in futuro un contenuto DLC narrativo più corposo, anche se Nakanishi ha confermato che si tratta ancora di un progetto lontano. Resta da vedere se questo DLC risponderà al mistero del nuovo sfavillante anello al dito di Leon. Interrogato sulla situazione sentimentale del protagonista, Nakanishi ha dichiarato che maggiori dettagli verranno probabilmente svelati «un giorno», ma ha concluso: «quel “un giorno” non è oggi.»

Successo commerciale e impatto

Capcom ha recentemente confermato che Resident Evil Requiem ha venduto ben 7 milioni di copie, un risultato tale da far rivedere al rialzo le previsioni di profitto per l’anno fiscale. Noi di 4newsit lo abbiamo definito: “Resident Evil Requiem è, nel bene e nel male, la sintesi di trent’anni di Resident Evil: un gioco che prende tutto ciò che ha funzionato nel passato, prova a correggere parte di ciò che non ha convinto e si permette anche qualche rischio strutturale, come il gameplay duale crossover Grace/Leon e il cambio libero di prospettiva fra prima e terza persona. Il mix funziona con un risultato a dir poco eccezionale: i segmenti survival horror di Grace sono tra i più tesi e meglio costruiti della saga recente, mentre le sezioni action di Leon riescono a essere solide e spettacolari. Non mancano però alcuni limiti: il ritmo non è sempre calibrato (specialmente nella parte centrale dell’esperienza), alcune sezioni sono meno ispirate e un certo sbalzo tonale fra momenti serissimi e follie da B-movie potrebbero spiazzare chi cerca un’esperienza più uniforme e di stampo orrifico puro, così come la “struttura a due anime” rischia di scontentare chi predilige in modo netto solo una delle due. In definitiva Resident Evil Requiem funziona in quello che – a nostro giudizio – è un requiem che suona più come un inno alla resilienza di una saga che continua a reinventarsi ma senza dimenticare – come è giusto che sia – le proprie radici!” dandogli un voto di 9.4.

Riflessioni conclusive

L’approccio di Capcom nel riservare contenuti post-game a chi completa la storia principale non è una novità, ma in questo caso sembra studiato per incentivare i giocatori a immergersi completamente nell’esperienza narrativa prima di accedere a sfide più frenetiche. Con numeri di vendita da capogiro e un’attesa crescente per i DLC futuri, Resident Evil Requiem si conferma un punto di riferimento per il genere survival horror, capace di intrecciare tensione, azione e misteri destinati a svelarsi solo col tempo.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

Rispondi

Ultimi Articoli