Stranger Things, i Duffer Brothers e il finto addio a Steve: “Abbiamo giocato sporco fino all’ultimo fotogramma”

A cinque mesi dall’epilogo di Stranger Things, Matt e Ross Duffer rompono il silenzio su uno dei momenti più crudeli del finale: la finta morte di Steve Harrington. Non un errore di montaggio, non un colpo di scena annacquato, ma una scelta calcolata. “Stavamo giocando con il pubblico”, ammettono senza giri di parole. E per farlo hanno infranto una regola che si erano imposti in nove anni di produzione.

Durante una chiacchierata con Josh Horowitz per Happy, Sad, Confused, i creatori della serie Netflix hanno raccontato come quella manciata di secondi sia costata mezza giornata di reshoot. Un’eccezione assoluta nella storia dello show, giustificata da un obiettivo tanto semplice quanto spietato: prendere in giro milioni di spettatori.

Attenzione: da qui in poi trovate spoiler sul finale di Stranger Things.

Perché la scena originale non funzionava

Nel montaggio iniziale dell’ultimo episodio, la caduta di Steve dalla torre era rapida, buia, priva di peso emotivo. Un dettaglio quasi invisibile per un personaggio che i fan avevano imparato a temere di perdere già mesi prima della messa in onda. Ross Duffer lo spiega con franchezza: “Non era stata girata in slow motion. Accadeva tutto troppo in fretta. In fase di montaggio la scena era così scura che il momento si perdeva.”

Da qui la decisione di tornare sul set. Una mezza giornata di lavori, la prima in assoluto per Stranger Things, dedicata quasi interamente a sistemare quel passaggio. “Abbiamo richiamato Joe Keery e costruito una piccola piattaforma di circa 90 centimetri, perché non avevamo il budget per ricostruire l’intera torre. Abbiamo girato solo la caduta. Poi, in montaggio, l’abbiamo tirata per le lunghe ancora di più.”

Il fermo immagine e lo schermo nero

Il risultato finale racconta proprio questo: Steve precipita al rallentatore, il tempo si dilata, uno stacco nero prolungato fa credere allo spettatore che sia arrivato il peggio. Poi l’intervento a sorpresa di Jonathan Byers (Charlie Heaton) ribalta tutto. Un inganno costruito inquadratura dopo inquadratura, levigato in post-produzione fino a renderlo il pugno nello stomaco che ha tenuto i fan con il fiato sospeso fino al 31 dicembre scorso.

Matt Duffer conferma che si è trattato di una mossa fuori dal comune per lo stile della serie: “In circostanze normali non avremmo mai fatto cadere Steve dalla torre. Di solito non ci muoviamo così, ma ho pensato: ‘Questa è un’occasione d’oro, non possiamo lasciarcela scappare’.”

Un’eccezione che chiude un cerchio

La confessione dei Duffer Brothers arriva mentre i due stanno progressivamente svelando i meccanismi creativi dietro l’ultima stagione, incluse alcune smentite sulle voci più insistenti legate alla seconda annata e una promessa bizzarra quanto affascinante: racconteranno il destino di Undici tra vent’anni. Un modo per tenere aperto il dialogo con un pubblico che, dopo nove anni di Demogorgoni e walkie-talkie, ha dimostrato di saper reggere anche gli scherzi peggiori. Basta che siano fatti con stile.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

Rispondi

Ultimi Articoli