Allarme bomba alla sede Nintendo di Kyoto: arrestato un 27enne

A marzo, la sede centrale di Nintendo a Kyoto aveva ricevuto lettere dai toni esplicitamente minacciosi. Frasi come “Vi farò saltare tutti in aria” e l’avvertimento che fossero “già state piazzate più bombe” avevano fatto scattare l’allarme. Dopo la segnalazione immediata dell’azienda, le forze dell’ordine avevano setacciato gli edifici alla ricerca di ordigni, senza trovare nulla: l’intera vicenda si era chiusa con un sospiro di sollievo. Ora, a distanza di mesi, la polizia giapponese ha arrestato il presunto responsabile.

La confessione e l’accusa di ostruzione all’attività

A finire in manette è un uomo di 27 anni, disoccupato, residente nella città di Hekinan. L’accusa formale è di ostruzione dell’attività commerciale, un capo d’imputazione già adoperato in passato dalle autorità nipponiche per episodi simili legati al colosso di Kyoto. Dopo il fermo, l’indagato avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Resta ancora da chiarire, invece, il movente che lo ha spinto a confezionare e spedire le minacce: gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire il quadro psicologico e materiale dietro il gesto.

L’ombra del caso Nintendo live 2024

La vicenda riporta alla memoria quanto accadde poco più di un anno fa con la cancellazione del Nintendo Live 2024. In quell’occasione, l’evento che avrebbe dovuto celebrare la community e ospitare i Campionati Mondiali di Splatoon 3 fu annullato per ragioni di sicurezza. Nintendo parlò apertamente di “minacce persistenti rivolte ai nostri dipendenti”, estese in un che avrebbero riempito la fiera.

Le indagini portarono all’arresto di un altro uomo di 27 anni, sempre per ostruzione dell’attività commerciale. Condannato a un anno di reclusione con sospensione della pena, aveva inviato decine di messaggi intrisi di violenza tramite il modulo di feedback online di Nintendo. Prometteva di “uccidere le persone presenti al luogo dell’evento” e pretendeva che l’azienda si pentisse “di aver pubblicato un gioco così schifoso”, un riferimento neppure troppo velato proprio a Splatoon 3.

L’epilogo del caso di Hekinan dimostra ancora una volta che le minacce, anche quando si rivelano un falso allarme, non restano senza conseguenze. Le autorità giapponesi continuano a trattare con la massima severità ogni tentativo di intimidazione rivolto alle realtà videoludiche del Paese, a tutela della sicurezza pubblica e della serenità operativa di realtà come Nintendo.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

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