David Vonderhaar e l’FPS che immagina David Lynch: tutto sul nuovo gioco dopo Call of Duty

Chi si aspettava un altro sparatutto militare resterà spiazzato. David Vonderhaar, ex direttore del multiplayer di Call of Duty: Black Ops, ha parlato per la prima volta del suo nuovo progetto, e la descrizione scelta è tanto fulminante quanto enigmatica: «Come se David Lynch realizzasse uno shooter».

L’intervista a Bloomberg segna un punto di svolta per uno dei nomi più influenti della serie Activision, e le coordinate del gioco tracciano una rotta lontanissima dal passato di Treyarch.

Lasciarsi Call of Duty alle spalle

Vonderhaar ha lasciato Treyarch nel 2023, a un anno esatto dall’uscita di Call of Duty: Black Ops 6. Un addio che fece rumore, perché il suo nome è intrecciato ai capitoli più amati della saga, a cominciare dal seminale Black Ops 2. Subito dopo, ha fondato BulletFarm, studio indipendente che dal 2024 lavorava a un primo progetto.

Quel progetto, però, non esiste più. BulletFarm l’ha accantonato per virare su qualcosa di radicalmente diverso.

Un FPS cooperativo in territori lynchiani

Il nuovo gioco non proverà a competere con Call of Duty. Sarà un’esperienza cooperativa in cui i giocatori collaborano contro l’ambiente e, al tempo stesso, affrontano altri avversari umani. Nessuna campagna lineare, niente eserciti: l’ispirazione arriva dal surrealismo di David Lynch, trasportato in un first-person shooter.

Il titolo ufficiale non è ancora stato svelato, ma la direzione creativa è ormai chiara: rompere le convenzioni del genere e portare i giocatori in uno spazio che nessun military shooter ha mai esplorato.

La nuova rotta con GreaterThan Group

Oggi è arrivata anche la conferma dell’intesa con GreaterThan Group, holding appena costituita che sostiene pure Star Wars: Fate of the Old Republic, il progetto di Casey Hudson. A guidarla c’è Simon Zhu, ex dirigente NetEase.

La storia degli ultimi mesi spiega molto di questa svolta. NetEase aveva finanziato sia BulletFarm sia il team di Hudson, salvo poi ritirare i fondi e far crollare entrambi i giochi. Zhu ha deciso di non disperdere quel talento. Ha fondato GreaterThan Group proprio per recuperare le due squadre e rimetterle in pista con una nuova stabilità.

Tempi, ambizioni e una squadra compatta

Vonderhaar non ha perso l’ottimismo. Oggi guida un team di meno di cinquanta persone e punta a pubblicare il gioco nell’arco di tre anni, senza bisogno di budget faraonici né di organici smisurati.

Sui canali ufficiali il messaggio è altrettanto netto: «BulletFarm vive. Stesso nome. Stessa identità. Stesso impegno per l’esperienza del giocatore. Siamo nelle fasi iniziali di un’esperienza first-person multiplayer/cooperativa completamente nuova sotto l’egida GTG, con azione ad alta intensità, gameplay sistemico e immersione cinematografica al centro».

Le premesse sono ambiziose e il fascino del progetto sta tutto nella distanza da Call of Duty. In un genere che dopo decenni di dominio comincia a sentire la fatica della formula, l’idea di uno shooter cooperativo immerso in un immaginario lynchiano ha il sapore di una scossa necessaria. Ci vorrà pazienza prima di vederlo, ma la curiosità è già accesa.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

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