Mancano sei mesi all’uscita di Grand Theft Auto VI su console. La data del 19 novembre 2026 è confermata, la campagna marketing scalda i motori per quest’estate e il conto alla rovescia (sebbene non manchino critiche sul carico di lavoro che i dipendenti devono affrontare per rispettare la data di uscita) sembra entrato nella sua fase finale. Eppure, chi gioca su PC resterà ancora una volta a guardare. Una scelta che ha una spiegazione precisa: Strauss Zelnick, amministratore delegato di Take-Two Interactive, l’ha messa nero su bianco in un’intervista a Bloomberg, richiamando una linea editoriale che Rockstar Games non ha mai tradito.
La tradizione Rockstar e il primato delle console
La notizia non sorprende chi conosce le abitudini dello studio. Rockstar ha sempre gestito i propri annunci e le proprie uscite con tempistiche tutte sue, spesso indifferenti alle attese dei giocatori. Dopo aver svelato GTA 6 nel dicembre 2023, lo studio è rimasto in silenzio fino al maggio 2025, quando ha spostato il lancio dall’autunno 2025 al maggio 2026. Un nuovo aggiornamento è arrivato soltanto a novembre 2025, con la conferma definitiva della finestra attuale. Nessuna traccia, in tutto questo, di una versione PC contemporanea all’esordio su console.
Zelnick è stato diretto nel motivare la scelta. «Rockstar inizia sempre dalle console, perché ritiene che per un titolo come questo vieni giudicato in base a come servi il pubblico principale. Se il tuo utente di riferimento non è soddisfatto, se non viene servito per primo e al meglio, allora non riesci a raggiungere nemmeno gli altri». Una filosofia che affonda le radici in una prassi consolidata: da Red Dead Redemption a GTA V, da L.A. Noire a Max Payne 3 fino a Red Dead Redemption 2, l’approdo su PC ha sempre oscillato da alcuni mesi a oltre un anno. Grand Theft Auto V, per esempio, impiegò un anno e mezzo per debuttare su personal computer e circa sei mesi dopo la riedizione per Xbox One e PlayStation 4.
Doppio acquisto e la cura della versione PC
Nessuna conferma esplicita l’esistenza di una futura edizione PC, ma il disegno appare leggibile. L’ipotesi più accreditata è che Rockstar punti a un doppio ciclo d’acquisto: i fan più accaniti prendono il gioco al lancio su console, per poi acquistare una seconda copia quando arriva su PC. Una dinamica che lo studio conosce bene e che, in passato, ha saputo coltivare con intelligenza, offrendo sulla piattaforma PC una versione rifinita sotto il profilo tecnico. Red Dead Redemption 2 ne è l’esempio più nitido: su PC il salto visivo rispetto alle console si percepiva in ogni dettaglio, frutto di un lavoro extra che ha richiesto tempo, ma ha pagato in termini di resa e accoglienza.
Il mercato PC nel 2026: un vuoto più evidente
Se la strategia è la stessa di sempre, il contesto attorno è cambiato parecchio. Nel 2026 il gaming su PC è più centrale che mai, e ignorare la piattaforma al day one ha un peso diverso rispetto a un decennio fa. GTA V ha costruito parte del suo successo proprio sulla longevità garantita dal modding e dalla community PC, che ha tenuto vivo il titolo tra la fine degli anni 2010 e l’inizio del decennio successivo. Lo stesso Zelnick, l’anno scorso, aveva sottolineato come i giocatori si stiano spostando in misura crescente verso il PC. Verrebbe da pensare che Rockstar voglia cavalcare questa tendenza con GTA 6, ma le abitudini dello studio sono dure a morire. L’attesa, verosimilmente, si accorcerà rispetto al passato, ma l’assenza iniziale resta un dato di fatto.
Il nodo del prezzo
A completare il quadro delle dichiarazioni recenti, Zelnick ha anche toccato il tema del prezzo, minimizzando le voci di un costo di lancio significativamente superiore alla media delle uscite tripla A, senza però offrire cifre precise. L’impressione è che la rotta sia tracciata: massimizzare l’impatto sul pubblico console, storicamente il cuore della fanbase di Rockstar, prima di estendere l’esperienza ad altre piattaforme. Per chi gioca su PC, la pazienza sarà ancora una volta l’unica alleata.
