
Assassin's Creed: Rogue, 20 minuti di gameplay sulle battaglie navali
Recensione Fifa 15
Pronti per il calcio d’inizio?
Versione testata PlayStation 4.
Puntuale come l’influenza, ogni anno ad inizio autunno si rinnova la perenne sfida tra Fifa e Pes. O almeno, questo è quanto accaduto fino all’arrivo della nuova generazione di console. Perché questa volta, inaspettatamente dopo l’annata di transizione 2014, Konami ha deciso di togliersi dalla contesa e di far slittare l’uscita del suo videogioco calcistico a metà novembre. Dopo anni di “dominio” teorico, Fifa 15 si ritrova così ad essere veramente l’unico gioco di calcio a fare compagnia agli appassionati in questo primo scorcio della nuova stagione. Ma il titolo di “re” dei giochi calcistici si addice veramente a questo ennesimo capitolo della ormai ventennale serie?
Emozionati!
Lo slogan di quest’anno, “Feel the game“, è azzeccato come non mai. Perché fin dalla prima partita introduttiva si capisce subito che qualcosa nell’atmosfera è cambiata, non solo per merito dei tifosi del Liverpool e della loro “You’ll never walk alone” (già presente l’anno scorso). L’ingresso in campo è infatti condito da nuove spettacolari animazioni, mentre nel corso del match capita spesso di sentire i tifosi incitare la squadra nei momenti di difficoltà oppure fischiare pesantemente gli avversari nei minuti finali di una partita sofferta. Anche le rimesse in gioco, i calci di punizione, le sostituzioni e le esultanze beneficiano di tutta una serie di nuove sequenze, che avvicinano il prodotto a quanto è possibile vedere durante una partita in tv e riducono le occasioni in cui non possiamo vedere cosa avviene sul campo da gioco. Ovviamente, dato che aumentano la durata delle partite, quasi tutte queste sequenze aggiuntive possono essere facilmente saltate.
Coinvolgente è anche la nuova telecronaca di Pierluigi Pardo, che, dopo anni di riproposizioni pressochè identiche dei dialoghi tra Caressa e Bergomi, porta un po’ di freschezza nei commenti, anche se l’apporto tecnico di Stefano Nava è ancora lontano dall’essere significativo. I suoi interventi sono infatti troppo sporadici e spesso vuoti di significato, limitandosi semplicemente a confermare, nemmeno con un giro di parole troppo diverso, quando detto dal suo collega. Per essere il primo anno di “militanza”, comunque, il copione dei loro dialoghi all’interno del gioco è decisamente buono e apprezzabile soprattutto da chi, in questi anni, non ha avuto molta dimestichezza con la concorrenza.
Generazione nuova, problemi vecchi
Le note di merito incondizionato, però, finiscono praticamente tutte qui. Colmato il gap in questo settore che storicamente vedeva ancora il predominio di Pes, Fifa 15 non riesce infatti a sfruttare a pieno il nuovo hardware e l’anno di esperienza aggiuntivo sulle console di nuova generazione, riproponendo su PlayStation 4 tutta una serie di difetti che lo hanno afflitto nell’era PlayStation 3 ed Xbox 360. Ea Sports, grazie alla potenza dell’Ignite Engine, ha promesso una nuova fisica, portieri “next-gen”, IA migliorata, menù più fluidi e grandi miglioramenti per l’Ultimate Team
Partiamo subito proprio da Fut (Fifa ultimate team), una delle modalità più popolari tra i fan di tutto il mondo. La creazione del proprio team “All-Star” per mezzo di figurine virtuali, dopo le gradite novità dello scorso anno – stili per i giocatori, modifica dei numeri di maglia, rimozione dell’influenza del modulo per l’intesa – migliora l’esperienza di gioco soprattutto tramite l’introduzione delle squadre sperimentali, un nuovo sistema di creazione del team che permette di pianificare al meglio la propria squadra sfogliando l’album completo dei calciatori caricati nel database (andando così a prendere il posto di numerosi e ottimi tool presenti ufficiosamente sul web). Una volta progettata la squadra, che può usufruire di un migliorato generatore di rose, il giocatore può ora andare a comprare rapidamente i calciatori all’asta direttamente da questa schermata. Peccato si debba poi passare dalla lista osservati per portare il giocatore nel club, altrimenti il nuovo sistema sarebbe stato pressoché perfetto.

Rosa sperimentale
Novità della stagione 2015/16 sono anche le stagioni amichevoli online (che ricalcano quelle già presenti nell’online standard) e la possibilità di prendere in prestito, gratuitamente, alcuni top player. Quest’ultima idea, che poteva essere ottima per aiutarci nella creazione di una nuova squadra, finisce invece per essere banalizzata in un mero utilizzo di casuali giocatori di alto livello, per un numero variabile di partite (più forte è il giocatori, per meno tempo lo si può tenere). “Usali per vincere la finale di un torneo importante od ottenere un successo decisivo per la conquista del titolo”, recita il tutorial; in realtà, inserire in partite decisive, all’interno di un team rodato, giocatori di cui non conosciamo le caratteristiche si rivela spesso un’arma a doppio taglio di cui raramente abbiamo potuto usufruire.
Sul fronte del gameplay i miglioramenti si contano, invece, sulla punta delle dita: il tanto decantato nuovo motore fisico non impedisce il ripetersi di situazioni di caos incontrollato (seppur senza gli eccessi degli anni passati), le meccaniche di gioco premiano ancora abbondantemente i “pace abuser” e i portieri, accanto ad una serie di nuovi spettacolari parate, hanno aggiunto nel loro repertorio anche numerose papere in uscita ed errori di posizionamento. Dopo un’incredibile respinta con la mano di richiamo del nostro estremo difensore, possiamo così trovarci nel contropiede successivo il portiere avversario uscire con un tempismo degno di un bradibo (QUI un video dimostrativo).
E ancora: c’è da stendere, di nuovo, un velo pietoso sulla stabilità dei server Ea Sports. Nelle scorse settimane si sono susseguite le solite promesse rassicuranti in tal senso, puntualmente smentite al momento della prova del nove. Se nel corso della settimana la situazione è stata tutto sommato tranquilla, giocare all’Ultimate Team nel week-end si conferma essere un’impresa pressoché impossibile. Schermate inaccessibili dopo caricamenti interminabili, match-making falliti, aste andate a monte… Il tutto esasperato da alcune vittorie offline vanificate da “cadute” del server subito dopo il triplice fischio finale, con conseguente perdita della partita e del premio connesso.
Insomma, anche se in condizioni di relativa normalità Fut 15 si dimostra un discreto upgrade del predecessore, sotto “pressione” vediamo confermate tutte le criticità storiche delle serie. Segnaliamo, per inciso, l’abolizione totale degli scambi di giocatori e che la companion app, anch’essa rinnovata graficamente, ancora non è in grado di gestire connessioni simultanee e di farci controllare le aste durante una partita.
Diventa una stella
Fuori dal mondo chiuso dell’Ultimate Team, Fifa 15 ripropone in blocco le modalità della scorsa stagione: attraverso un menù ancora più intuitivo, fluido e “moderno”, abbiamo così accesso rapidamente all’ultima modalità disputata, alle partite offline/offline e al Match Day Live, la nostra finestra di aggiornamenti continui sul mondo della calcio e della nostra squadra del cuore. Abbiamo così a disposizione il “calcio d’inizio” per una partita veloce, il già analizzato Fut, la modalità stagioni – offline, nei panni di allenatore o giovani promessa, e online, con campionati in solitaria, cooperativi o contro un amico – e, infine, i tornei, personalizzati e non. Tra le numerose licenze concesse al colosso canadese, che può vantare (e non è cosa da poco) praticamente tutti i campionati principali, manca purtroppo quella per le competizione Uefa, da qualche anno esclusive della concorrenza. Sarà così impossibile disputare Champions ed Europa League. Da segnalare l’assenza anche di Coppa Libertadores e campionato brasiliano.

Il menù principale di Fifa 15: anche quest’anno sono presenti le sfide, per migliorare le nostre abilità nelle varie fasi di gioco
Anche quando si scende in campo, però, non sembra di essere molto lontani dalla versione next-gen di Fifa 14. Il ritmo di gioco, innanzitutto, seppur leggermente rallentato, è ancora molto frenetico e favorevole a chi predilige rapide sgroppate sulle fasce; se amate le azioni molto ragionate potreste dunque trovarvi senza palla prima di capire cosa stia succedendo. I portieri, nonostante la patch del day one abbia fixato il problema dei gol da centrocampo, continuano anche qui a sfornare errori frustranti in uscita e di posizionamento, soprattutto sui campanili e sui cross verso il secondo palo.
La fisica generale è buona, esattamente come lo era lo scorso anno, con piccoli miglioramenti nel controllo palla e nei contrasti. L’IA della Cpu, al contrario, rimane un mistero ed ogni stagione porta in scena nuovi bug, come ad esempio la possibilità di partire dal calcio d’inizio e fare gol in pochi secondi con una facilità disarmante. Scarsa anche la capacità di manovra dell’avversario virtuale, che spesso vediamo trotterellare in orizzontale, senza avere un’idea del perchè siano presenti sul campo un’altra decina di persone, vestite tutte allo stesso modo. Capitolo a parte per le direzioni arbitrali: ben venga qui la differenziazione degli stili, con direttori di gara più severi ed altri british; meno piacevole, invece, la gestione pessima del vantaggio in caso di fuorigioco, che ferma sistematicamente i contropiedi, mentre lascia spesso e volentieri correre quando siamo in mezzo al raddoppio di marcatura da parte del giocatore finito in off-side.
Per quanto riguarda, infine, il controllo manageriale delle partite, abbiamo diverse novità molto gradite. Vediamo innanzitutto, in prestito dalla concorrenza, il grafico delle statistiche, un ottimo strumento per capire “ad occhio” quali sono i giocatori migliori. E’ poi più efficace il cambio di mentalità della squadra, con gli estemi “difesa a oltranza” e “attacco totale” veramente in grado di modificare non solo il baricentro, ma anche tempi di inserimento e posizioni in campo dei giocatori della nostra squadra; migliorato anche il controllo delle tattiche personalizzate e degli schemi, con una grafica più user-friendly.
Toh, un quadrifoglio
L’impatto visivo con Fifa 15, da sempre eccellenza della serie, è quest’anno difficile da valutare. Se da una parte resta valido quanto detto riguardo l’atmosfera delle partite, grazie anche ad un pubblico variegato e numeroso, agli allenatori e a tutta la vita che anima il bordo campo, dall’altra i primi piani lasciano perplessi, con un filtro anti-aliasing che funziona così così, sfocando i contorni del fisico degli atleti tanto da deformarli. Se, ancora, l’erba del campo da gioco è così realistica che quasi si riesce a sentire l’odore di un manto erboso tagliato di fresco, la resa dei lineamenti e delle movenze della maggior parte dei calciatori lascia piuttosto a desiderare. Sono molti, infatti, i giocatori più o meno famosi, salvo poche eccezioni come può essere, per esempio, Messi, che possono essere riconosciuti, a stento, durante le esultanze. Ancora di più, poi, sono quelli che si perdono nella massa durante le partite. Dal primo anno di vero cambio generazionale ci saremmo aspettati decisamente qualcosa di più.
Ottimo, invece, il comparto sonoro, grazie alle numerose tracce di buona musica, che ci faranno compagnia tra i menù, ed alle già citate nuove voci della telecronaca in italiano.

Uno degli ormai classici mini-giochi della schermata di caricamento: la modalità arena
Commento finale
Fifa 15 può essere ad oggi considerato il miglior titolo calcistico presente sul mercato della next-gen. L’atmosfera durante le partite, la nuova telecronaca e le varie piccole migliorie, grafiche e nelle meccaniche di gioco, giustificano pienamente il cambio generazionale per tutti coloro che lo scorso novembre non avevano ancora fatto “il grande salto”. Per gli altri, invece, l’acquisto dovrebbe essere ponderato veramente con molta attenzione, dato il persistere di problemi storici ancora lontani dalla risoluzione.
Il nuovo calcistico Ea Sports rischia infatti di diventare, per loro, una delle più costose patch “correttive” della più recente storia videoludica. Troppe poche, a nostro avviso, le novità introdotte, soprattutto nell’era del “sempre connesso” e degli aggiormenti continui alle rose delle nostre squadre preferite.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Atmosfera incredibilmente migliorata
– Licenze per tutti i gusti
– Squadre sperimentali in Fut
– Buon controllo manageriale della squadra
– Nuove animazioni per i portieri…
|
– … con annesse nuove papere
– Nuovi bug dell’IA
– Imbarazzante instabilità dei server
– Filtro anti-aliasing che non funziona come dovrebbe
– Rose aggiornate, nuovi menù e poco altro
|
| Voto Globale: 75 |
Recensione Bayonetta WiiU
Sexy Witches are back.
Versione testata Wii U.
Sono passati 4 anni da quando, nel 2010, faceva la sua comparsa, sulla ormai old gen, Bayonetta: l’affascinante strega dall’accento marcatamente inglese, vestita soltanto dei suoi lunghissimi capelli. Il suo arrivo, un po’ in sordina, si trasformò ben presto in interesse soprattutto da parte di coloro che si sentivano svuotati, dopo l’abbandono di Tomonobu Itagaki, dalla “scomparsa” di un caposaldo del genere action: Ninja Gaiden.
Con il suo gameplay frenetico ma elegante e spettacolare, difficile ma in grado di regalare enormi soddisfazioni, Bayonetta ha rappresentato la degna continuazione di quella storica saga, comparsa per la prima volta su console Nintendo sul finire degli anni ’80, e la provocante strega l’erede spirituale del ninja Ryu Hayabusa.
Nonostante le premesse e l’ottima critica, il titolo non è stato però il successo commerciale che SEGA si aspettava e l’ip è sembrata cadere nel dimenticatoio. Almeno sino all’intervento di Nintendo che, desiderosa di offrire un prodotto più maturo alla sua utenza, ha creduto nel fascino provocatorio di Bayonetta e investito non soltanto in un sequel, ma anche in un porting del primo capitolo.
Il bene, il male e… Bayonetta
Diciamoci la verità, la trama non è sicuramente il punto forte di questa produzione. Il copione è quello trito e ritrito della contrapposizione tra bene e male, tra forze della luce, impersonate dalle schiere di angeli, e le forze delle tenebre, con il loro variegato bestiario di demoni malvagi; l’unico interessante diversivo in questo caso è rappresentato dalla circostanza che stavolta piuttosto che prendere le parti dell’uno o dell’altro schieramento ci ritroveremo a combattere da outsider: Bayonetta è infatti l’ultima discendente di un’antica stirpe di streghe, le streghe di Umbra, che, perduta la memoria, si metterà alla ricerca di informazioni che possano aiutarla a ricostruire il suo passato.
Neppure la narrazione aiuta particolarmente, con continui flashback che non facilitano di certo a ricostruire il background della nostra anti-eroina: l’azione scorre veloce sino ai titoli coda, senza che il giocatore si renda conto effettivamente come e perché sia arrivato sin lì. Ma del resto non è questo che i giocatori cercano in un titolo come Bayonetta.
Do you like my shoes?
Rispetto alla versione comparsa qualche anno fa e di cui vi invitiamo a leggere la nostra recensione qui, il gameplay non è mutato, invecchiando decisamente bene ed anzi risultando ancora oggi perfetto con la sua dose di combo spettacolari e finishing moves mozzafiato.
Anche la difficoltà, principale preoccupazione degli utenti Wii U che temevano un livellamento verso il basso del livello di sfida per andare incontro al pubblico probabilmente più giovane della console Nintendo, è rimasto invariato. Bayonetta sin dai livelli di difficoltà più bassi è un gioco difficile, che lascia pochissimo spazio allo smash button disperato e vi costringe, caso più unico che raro in un gioco come questo, a pianificare i vostri attacchi e ad imparare realmente a padroneggiare lunghe sequenze di combo. I vostri nemici, infatti, se si escludono le milizie angeliche più comuni – carne da macello per i vostri tacchi – non vi lasceranno tregua e più di una volta, inesorabilmente, il game over comparirà sui vostri teleschermi. Unica concessione a quella fetta di utenza che cerca un gioco più accessibile è stata l’implementazione di controlli semplificati tramite Gamepad. Utilizzando il pennino sarà, infatti, possibile eseguire in maniera forse sin troppo semplice lunghe combo in grado di abbattere il nemico più arcigno. Tuttavia, come detto, il gameplay in questo modo si semplifica sin troppo, facendo perdere gran parte dell’interesse a proseguire nell’avventura.
La curva di apprendimento di Bayonetta è ben calibrata e vi permetterà, a metà del titolo, di padroneggiare gran parte delle abilità della nostra strega. Alle centinaia di combo si aggiungono poi anche le combinazioni che sarà possibile sbloccare con le armi che ci verranno fornite dal nostro amico Rodin, in cambio di “LP angelici”. Questi dischi d’oro, ottenibili eliminando gli avversari più temibili, sono particolarmente graditi presso lo store “The Hell’s Gate”, quale merce di scambio tra le schiere infernali, in quanto in grado di attirare frotte di angeli da dare in pasto alle orde demoniache degli inferi. Grazie a Rodin, oltre a spade, frustini, artigli e pistole potenziate, sarà possibile equipaggiare la nostra Bayonetta con una serie innumerevole di gadget, alcuni utili ai fini del gameplay, altri di semplice ornamento. La versione WiiU dà inoltre la possibilità di vestire la nostra Bayonetta con i costumi tipici dei protagonisti di grandi saghe Nintendo: Peach, Link, Metroid, alcuni di questi davvero esilaranti.
Dal punto di vista della longevità, i 18 capitoli, compresi prologo ed epilogo, in cui è divisa l’opera potranno essere completati in circa 12 ore, un valore decisamente sopra la media per il genere di appartenenza. La rigiocabilità è, inoltre, garantita: al termine di ogni sfida, infatti, il giocatore otterrà, a seconda delle sue performance, valutate in base al numero di combo concatenate, al tempo impiegato e ai danni subiti, una ricompensa in aureole, la moneta degli inferi, ed una medaglia di bronzo argento, oro o di platino. La somma di quest’ultime al termine di ciascun capitolo determinerà l’ottenimento di una statua di materiale più o meno pregiato a seconda delle medaglie conquistate. Le aureole che vi sarà possibile raccogliere in una singola run, inoltre, non saranno sufficienti ad acquistare tutte le combo e gli oggetti presenti nel gioco e tale elemento costituirà sicuramente uno dei motivi principali che vi spingeranno a cominciare una seconda campagna. Rispetto alla versione originaria, non è mutato neanche il sistema di salvataggio che vi costringe a ricominciare l’intero capitolo nel caso non foste riusciti a completarlo: una scelta francamente incomprensibile anche considerando la longevità e la difficoltà del titolo.
Liscio come l’olio
Se è da un po’ che vi interessate di videogames, probabilmente saprete che le due versioni di Bayonetta comparse su PS3 e Xbox 360 sono state realizzate da due team di sviluppo differenti, con risultati decisamente diversi. Per fortuna degli utenti Wii U, Platinum Games ha deciso di affidare il porting di questo capitolo ai BeeTribe Digital Studio, sviluppatori di quella versione Xbox 360 già di riferimento grazie ad un frame rate più stabile, texture di qualità maggiore ed in generale ad un impatto grafico decisamente superiore.
Dal punto di vista tecnico la versione Wii U si avvicina molto a quella Xbox 360, riuscendo, sotto alcuni aspetti, addirittura a superarla. La versione Wii U, infatti, sebbene non possa vantare la palette cromatica e la profondità di campo della versione Xbox 360, oltre ad alcuni effetti particellari che nella versione Nintendo sembrano essere spariti, si avvantaggia di texture meno compresse e di un sistema di ombre più dettagliato. L’utilizzo più massiccio del V-Sync, che ha eliminato del tutto il tearing di cui, sebbene in maniera decisamente inferiore rispetto alla versione PS3, anche la versione Xbox 360 soffriva, unitamente a tempi di caricamento inferiori, rendono l’esperienza di Bayonetta su Wii U decisamente superiore rispetto a quella avuta su altre console.
E’ soprattutto però sul frame rate, elemento essenziale per un gioco che fa della frenesia la sua arma principale, che la console Nintendo fa valere la sua più giovane età e il maggior numero di cavalli sotto il cofano. Sebbene la risoluzione di 720p non sia cambiata, Wii U riesce a garantire con maggiore costanza i 60fps in praticamente ogni circostanza, forse grazie anche all’eliminazione di alcuni dettagli di secondo piano presenti nella versione Xbox 360. Certo da una console next gen ci si sarebbe potuti aspettare decisamente di più, ma non bisogna dimentare che si tratta pur sempre di un porting e non di un remake del primo capitolo.

Commento finale
L’arrivo di Bayonetta 2 e del porting del primo capitolo su Nintendo Wii U ha sicuramente rappresentato una delle notizie più importanti degli ultimi mesi nel mondo Nintendo, non soltanto perché il titolo originale può essere considerato come un caposaldo del genere action, ma anche perché ha dimostrato che, sebbene spinta dall’aiuto economico della casa madre, anche Wii U può rappresentare un palcoscenico importante per titoli third party di un certo livello, sin ora latitanti sulla console. La qualità di questo porting, unita alla originaria bontà del titolo e soprattutto alla possibilità di ottenerlo (quasi) gratuitamente acquistando la versione First Print di Bayonetta 2, ci spingono a consigliarvene senza alcun dubbio l’acquisto, naturalmente in bundle con il secondo capitolo sviluppato in esclusiva per Wii U.
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Frenetico, difficile, esaltante, in una parola: Bayonetta
– Tecnicamente superiore alla versione Xbox 360
– Rigiocabilità garantita
|
– Sistema di salvataggio incomprensibile
– E’ un porting, non un remake
|
| Voto Globale: 90 |
Project C.A.R.S, anche la versione Xbox One si difende bene!
FullHD come se non ci fosse un domani.
Dopo aver visto la versione PS4 in azione è ora di dare un’occhiata a quella Xbox One del titolo in arrivo il prossimo 21 novembre. Abbiamo allegato due video in calce:
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Dubbi?
The Witcher 3: Wild Hunt, due nuove immagini ad altissima risoluzione
GDR all’attacco.
Il 24 febbraio 2015 sarà difficile rifiutare l’invito dei CD Projekt Red di approdare nel nuovo e dettagliatissimo mondo di The Witcher 3. A tal proposito, per stuzzicare la fame, sono stati rilasciati due screenshoot ad alta risoluzione che ritraggono due personaggi del titolo “fotografati” direttamente in game. Sappiamo che agli sviluppatori piace giocare un po’ con il Photoshop e questo è ben visibile anche ad un occhio non esperto, ma resta il fatto che il livello poligonare è altissimo e in generale il titolo sarà in grado di spremere qualsiasi hardware su cui verrà fatto girare:
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Driveclub, un nuovo video della build finale
Pronti a infammare la PlayStation 4?
L’ 8 ottobre 2014 è vicinissimo e Driveclub sta per arrivare. L’esclusiva per PlayStation 4 sviluppata da Evolution Studios sarà una delle più importanti sfide per la console Sony. Dopo ulteriori mesi di ottimizzazione il titolo è ormai completo e avrà come obiettivo di far sperimentare ai giocatori un gioco racing con altissimo livello di dettaglio e una fisica rinnovata. Siamo riusciti a mettere le mani su un video che ritrae la build finale del gioco. Lo abbiamo allegato in calce:
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Destiny, colleziona le monete per ottenere una ricompensa unica
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Niente più spazio social per PlayStation.
Sony ha ufficialmente annunciato che il PlayStation Home chiuderà definitivamente i battenti il 31 Marzo 2015, dopo più di 6 anni di carriera.
“Cesseremo di pubblicare nuovi contenuti per il PlayStation Home il 12 Novembre. I giocatori di Stati Uniti, Canada ed Europa saranno comunque in grado di scaricarli fino al 3 Dicembre”, ha dichiarato la compagnia. “Come gesto di immensa gratitudine verso la community, rilasceremo anche una serie di contenuti gratuiti prima della chiusura della piattaforma”.
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Destiny, svelati i cambiamenti della patch 1.0.2
Loot migliorato.
Bungie ha annunciato l’arrivo dell’update 1.0.2 per Destiny, atteso per la prossima settimana. Stando a quanto dichiarato, l’aggiornamento dovrebbe accontentare i giocatori che si lamentano del fatto che il gioco non offra spesso loot di alta qualità.
Dopo questa patch, infatti, gli sviluppatori assicurano che gli engrammi delle partite offriranno quasi sempre equipaggiamento migliore, incluse armature e armi Leggendarie o Esotiche, mentre gli engrammi rari garantiranno sempre oggetti rari o di migliore qualità. Sono state anche incrementate le probabilità di spawn di equipaggiamento Leggendario.
Bungie ha inoltre affermato che tutti gli engrammi Leggendari che i giocatori possiedono attualmente nel loro inventario verranno degradati a Rari dopo l’applicazione della patch 1.0.2.
