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One Piece Unlimited World Red, dettagli su modalità Battle Coliseum

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Annunciati 20 personaggi giocabili.

BANDAI NAMCO Games Europe ha annunciato qualche settimana fa la modalità Battle Coliseum, sulla quale oggi arrivano nuovi dettagli. Ben 20 personaggi saranno giocabili in questa arena, tra questi Fujitora, “Flame Fist” Ace D. Portgas, Crocodile, Boa Hancock, tutto l’equipaggio di Cappello di Paglia e altri ancora.

One Piece Unlimited World Red sarà disponibile in Italia dal 26 giugno per PlayStation 3, PlayStation Vita, Nintendo 3DS e Wii U.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa allegato. Nuove immagini in calce all’articolo.

NUOVI DETTAGLI SULLA MODALITA’ BATTLE COLISEUM di ONE PIECE UW RED!

All’inizio dell’anno, BANDAI NAMCO Games Europe ha annunciato la modalità Battle Coliseum, nella quale tutti i pirati mostreranno di che pasta sono fatti! Oggi arrivano nuovi dettagli su questa modalità… Ben 20 personaggi saranno giocabili in questa arena, tra questi Fujitora, “Flame Fist” Ace D. Portgas, Crocodile, Boa Hancock, tutto l’equipaggio di Cappello di Paglia e altri ancora…!

Tutti i fan che non vedono l’ora di avere in mano questo nuovo gioco, già dal giorno di uscita, potranno ottenere contenuti unici grazie alla “Straw Hat Edition”:

– Costumi esclusivi: 10 vestiti – Luffy Strong World Outfit & the Anniversary Pack con 9 outfit che celebrano il quindicesimo anniversario della serie animata di One Piece in Giappone.

– Un’avventura unica in cui i due fratelli sono riuniti: “Flame Fist & Straw Hat”

ONE PIECE PIRATE UNLIMITED WORLD RED sarà disponibile in Italia dal 26 giugno per PlayStation 3, PlayStation Vita, Nintendo 3DS e Wii U. Per maggiori informazioni www.OnePiece-Game.com o bngames.eu/OPunlimitedworldredvideos o www.BandaiNamcoGames.it

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The Sims 4, classificato 18+ in Russia

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“Proteggiamo i bambini”.

Pur avendo dell’incredibile, pare che in Russia The Sims 4 sia stato classificato come gioco per soli adulti, questo molto probabilmente perché include le relazioni omosessuali. Molti si chiederanno dove stia il problema dato che ci sono sempre state, e noi ve lo spiegheremo: in territorio russo vige una particolare legge, la 436-FZ, che riterrebbe l’omosessualità dannosa per i bambini.
 
Questa valutazione 18+, pertanto, non è mai stata assegnata ad un capitolo di The Sims per il semplice fatto che la legge è stata promulgata nel 2010, un anno dopo l’uscita del terzo capitolo. Certo è che questa scelta da parte dell’ente preposto a classificare i videogiochi fa molto discutere, così come la legge stessa, anche perché The Sims mostra il rapporto sessuale in modo giocoso, definendolo “fiki-fiki” e portando i personaggi a nascondersi sotto le coperte. D’altro canto, tra le decisioni prese dai vari Governi devono pur sempre esserci quelle strambe, si sa.

Watch_Dogs, 1080p e 60 FPS su PS4

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Sony conferma questi dati.

A quanto pare, la versone PlayStation 4 del gioco sarà la migliore di tutte (per quanto riguarda le console ovviamente) e girerà alla bellezza di 60 FPS con una risoluzione in Full HD. “Il mondo di Watch_Dogs prende vita con la migliore grafica rispetto alle altre console solo su PS4 oltre ad avere missioni esclusive. Vivi un’esperienza digioco che solamente PS4 può offrire, a 60 Frames Per Secondo in 1080p”, si può leggere sul sito PlayStation.
 
Watch_Dogs per PlayStation 4 includerà 4 missioni esclusive (che arriveranno in seguito sulle altre piattaforme), una skin esclusiva e un hacking boost pack. Il gioco è atteso il 27 Maggio su PC, PS3, PS4, XBOX 360 e XBOX One e, in futuro, anche su Wii U.

Blizzard, nuovo titolo in sviluppo?

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Un progetto top-secret.

La software house del famosissimo World of Warcraft ha dichiarato di essere al lavoro su un importante progetto top-secret che svelerà nel corso del 2014. In molti parlano del vociferato Project Titan, di cui se ne è sentito parlare l’ultima volta nell’ormai lontano Agosto 2013, altri pensano ad un titolo completamente nuovo.
Non è esclusa l’alternativa di contenuti extra per Heroes of the Storm e Hearthstone o una nuova espansione per il franchise di punta del team di sviluppo. Probabilmente, comunque, Blizzard rivelerà il tutto durante il BlizzCon 2014 che si terrà il 7 e l’8 Novembre.

Cel Damage HD, in arrivo sul PS Store europeo

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Nuovo trailer rilasciato.

A partire dal 14 MaggioCel Damage HD potrà finalmente essere scaricato dal PlayStation Store europeo su PS4, PS3 o PS Vita. Il gioco, infatti, costerà 8,99 € e avrà la funzionalità Cross Buy/Cross Save, pertanto vi basterà acquistarlo in una delle tre versioni per possederlo anche nelle altre due e potete continuare dall’ultimo salvataggio su qualsiasi console. Gli abbonati al PS Plus riceveranno uno sconto del 10% al lancio del titolo.
 
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The Walking Dead: Season Two – Episode 3, svelata la data d'uscita

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Rilasciato anche un nuovo trailer.

Il terzo episodio della seconda stagione, “In Harm’s Way”, è disponibile a partire da questa settimana, più precisamente dal 13 Maggio per la versione PC. Le versioni PS3 e XBOX 360 saranno disponibili, invece, a partire dal 14 Maggio, mentre per iOS il gioco verrà rilasciato il 15 Maggio.
E’ stato mostrato un nuovo trailer per questo episodio, che costerà 4,99 $ per ogni piattaforma.
 
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Tropico 5, nuovo trailer

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Questa volta tocca al multiplayer.

Kalypso Media ha rilasciato un nuovo e breve video in cui mostra la modalità multiplayer del gioco, che potrà essere competitivo o cooperativo. Tu e altri tre amici, infatti, potrete scegliere se dare vita ad una nuova “utopia socialista” oppure cercare di eliminarvi l’un l’altro.
Ricordiamo che Tropico 5 sarà disponibile a partire dal 23 Maggio su PC, mentre le versioni PS4 e XBOX 360 verranno rilasciate in seguito nel corso del 2014.
 
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Magicka: Wizard Wars, in arrivo la open beta

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Il publisher ha svelato la data.

Il seguito del rinomato Magicka è pronto ad entrare in fase beta. Paradox ha confermato che l’Accesso Anticipato al gioco tramite Steam permetterà di provare la beta, che verrà resa disponibile dal 27 Maggio. L’Early Access offrirà diversi tipi di pack a pagamento, partendo dallo Starter Wizard Pack, che includeranno svariati bonus e che che potete trovare al seguente link: http://access.wizardwars.com/
 
 

PS4, Quantic Dream, offerte di lavoro per esperti di fotorealismo

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La qualità grafica ancora al centro dei progetti di Cage.

Quantic Dream è alla ricerca di nuovi collaboratori per mantenere alta la qualità grafica dei nuovi progetti in serbo per PlayStation 4 (si parla di una, forse due, nuove esclusive su cui la software house sarebbe al lavoro, ndr): si cercano, in particolare, un Programmatore Senior per Rendering 3D ed un nuovo Experienced Environment Artist.

Negli annunci della software house apparsi su emploi.afjv.com, infatti, grande rilievo viene dato alle capacità di creare titoli tecnicamente all’avanguardia dei nuovi collaboratori: è richiesta grande esperienza nella creazione di “texture fotorealistiche”, così come l’aver partecipato in passato alla creazione di giochi tripla A o a film completamente in Computer Grafica; oppure, nel caso del Programmatore Senior, si cercano competenze avanzate nella creazione di ombre, particelle, ma anche di effetti di luce particolari come il SSAO (Screen Space Ambient Occlusion, per un migliore effetto 3D) o il Deferred Shading.

Insomma, David Cage sembra intenzionato ad alzare ancora una volta l’asticella del comparto grafico dei suoi futuri titoli, sfruttando ogni risorsa dell’hardware Sony.

La domanda che interessa i videogiocatori, però, è sempre la stessa: riuscirà a far convivere questa grande ricerca tecnica con un gameplay all’altezza delle aspettative?

Bethesda, AAA Beta Tester cercasi: arriva Fallout 4?

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Richiesti giocatori con qualsiasi livello di abilità.

Bethesda Softworks cerca “giocatori di ogni livello di abilità e background videoludico.” Questo l’annuncio apparso sul sito della software house statunitense, che sta cercando dei beta tester nell’area di Dallas/Fort Worth per capire quali sensazioni potrà suscitare un loro titolo in sviluppo su “ogni tipologia di giocatore”. 

Nessun accenno riguardante un gioco specifico, quindi, ma la grande attesa dei fan verso un ipotetico quarto capitolo di Fallout, ha già fatto impazzire il web. Ad aumentare l’hype ci ha poi pensato un utente Reddit, il quale ha affermato che la ricerca si sta focalizzando su giocatori con esperienze in ambito RPG e FPS, ovvero i generi a cui effettivamente Fallout appartiene.

Bethesda ha veramente a disposizione una versione giocabile di Fallout 4? Oppure c’è un altro titolo in cantiere pronto ad essere svelato? Le prossime settimane, con llE3 alle porte potrebbero portare nuove informazioni. Restate con noi per aggiornamenti. 

Pokémon Omega Ruby & Alpha Sapphire, primo footage mostrato in Giappone

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Cresce la curiosità attorno a Kyogre e Groudon.

Lo show giapponese Pokémon Get☆TV è appena andato in onda, mostrando le prime immagini in-game di Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha. I pochi secondi svelati hanno fatto intravedere alcune delle animazioni dei due leggendari che caratterizzeranno i due remake. Trovate il video in calce all’articolo.

I conduttori hanno poi fatto riferimento a quanto i due Pokémon appaiano differenti rispetto a quelli visibili sulle boxart, accrescendo ancora i dubbi degli appassionati: si tratterà dunque di megaevoluzioni o di forme alternative di Groudon e Kyogre? Lo sapremo con certezza solo nei prossimi mesi.

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Aggiornamento delle 8:00 – E’ stato inoltre svelato il contenuto del nuovo numero della rivista CoroCoro: nessuna novità rispetto a quanto già sappiamo, ma si promettono nuove informazioni per il numero del 14 Giugno 2014. Stay Tuned!

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Recensione Chronology

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Back and forth in time per salvare il mondo!

Versione testata PC.

Un gioco frutto della perseveranza e dalla passione di chi lo ha creato. Questo è Chronology.

Il titolo di Osao Games, infatti, a Gennaio rischiava di finire nel dimenticatoio, abbandonato nel limbo videoludico dopo che lo studio al lavoro da circa un anno sul titolo, Progressive Media, aveva dovuto chiudere i battenti. Ma così non è stato e, grazie ad un piccolo numero di sviluppatori danesi che si sono resi indipendenti, siamo riusciti a mettere le mani su questo piccolo platformer, che tanto ci ha intrigato fin dalle prime immagini, con quell’atmosfera magica che trasudava da ogni screen, colmo dello stile inconfondibile del maestro Miyazaki cui il team si è ispirato senza riserve.

Domani sarà così il giorno della verità, con il gioco disponibile su Steam al prezzo di 9,99$, mentre oggi spetta a noi dire la nostra su questo lavoro: i ragazzi di Osao Games saranno riusciti con la loro passione a darci un platform degno della fiducia dei giocatori di tutto il mondo?

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Un inventore, un monaco e…una lumaca!

La Verve: una  straordinaria tecnologia che non può essere controllata, frutto della fusione tra la conoscenza scientifica della Metropoli, che sfrutta il Vapore dando energia a tutto ciò che la circorda, con le misteriosi arti dell’alchimia, che hanno dato vita a qualcosa che nemmeno il suo stesso creatore ha il coraggio di sviluppare ulteriormente. Qualcosa che avrebbe potuto cambiare e rivoluzionare il mondo, così come distruggerlo.. e, purtroppo, è stata proprio questa seconda possibilità a prevalere.

Ci svegliamo allora sotto una pioggia battente, in uno scenario scuro dai contorni post-apocalittici, nei panni di un vecchio inventore, co-creatore della Verve insieme al monaco suo Maestro, che ha perso gran parte dei suoi ricordi: cos’è successo? Come è potuto accadere che tale catastrofe accadesse sotto i nostri occhi? In cerca di risposte partiamo in questa nostra avventura, che in un paio di ore di gioco ci farà fare la conoscenza di una Lumaca decisamente fuori del comune e ci metterà davanti al grande tema del progresso, con semplicità, simpatia e, forse, un pizzico di fretta eccessiva.

Perché è proprio questo il problema principale di Chronology: con pochi personaggi particolari e ben caratterizzati, una sottile ironia ed una trama accattivante, gli Osao Games sono riusciti a creare un titolo in grado di tenerci saldamente incollati al monitor. Ma l’esperienza dura veramente poco e gli otto capitoli del titolo scorrono velocemente di fronte a noi, portandoci al capolinea della storia in poco più di novanta minuti. Si arriva al climax, il momento cruciale della narrazione, in un battito di ciglia, ma quando questo accade siamo già arrivati alla fine e non ci restano che poche battute di gioco: la “battaglia” finale ci terrà impegnati per non più di 5 minuti. Poi solo i titoli di coda, brevi anch’essi per un team composto da sole 14 persone.

“Oh, ma tu ci senti?”

Il talento di questi “ragazzi” però è indiscutibile, visto che sono stati in grado di fare un buonissimo lavoro sia a livello di game design che di ottimizzazione, nonostante le tante difficoltà.

Il concept di gioco si basa, come il titolo suggerisce, sulla manipolazione del tempo, ma in un modo tutto particolare e tipicamente nordico: ci troviamo infatti a controllare due personaggi alternativamente, l’inventore, appunto, e la Lumaca. Il primo potrà cambiare lo scenario di gioco facendolo andare avanti e indietro nel tempo, a prima e dopo la catastrofe, per permetterci ci sfruttare elementi del paesaggio o macchine presenti solo in una delle due epoche; la seconda, invece, ha l’abilità di fermarne il flusso, permettendoci di proseguire nelle sezioni in cui una determinata mossa causerebbe conseguenze che ci impedirebbero il cammino.

Queste abilità saranno la chiave della componente puzzle-platform del titolo, dandoci la possibilità non solo di attraversare gli scenari di gioco, ma anche di interagire concretamente con essi. Il livello di sfida degli enigmi non è elevato, ma l’assenza di qualsiasi tutorial, se non per spiegare le meccaniche di base di controllo del tempo, rende importante riuscire a cogliere ogni minimo indizio, anche nei dialoghi tra i nostri protagonisti. Peccato per una certa linearità di fondo, che non ci darà mai alcun motivo per tornare sui nostri passi vista l’assenza di un qualsiasi tipo di collezionabile o elemento nascosto. Poco incisive anche le fasi puramente platform, a causa di un sistema di checkpoint molto permissivo e all’assenza di un sistema di “vite” o di punteggio. Elementi questi che concentrano l’attenzione in maniera decisiva sui puzzle ambientali che incontreremo ad ogni passo, ma che allo stesso tempo tolgono ogni possibiltà alla rigiocabilità del titolo: una volta capito come andare avanti, non avrete nessun motivo per riaffrontare un determinato capitolo.

L’animo ha il suo peso.

O meglio, non avrete motivi se non rimarrete abbagliati dallo stile dei paesaggi in 2 dimensioni che faranno da sfondo a questa breve avventura e che ci hanno stregati. Creature e macchine, persino i personaggi, sono un continuo tributo ad alcuni dei più grandi capolavori d’animazione di Hayao Miyazaki, come, ad esempio, il Castello Errante di Howl. Così, mentre i cinema rendono omaggio al Maestro con la proiezione proprio in questi giorni della Principessa Mononoke, sul nostro PC ci sembrava di avere a che fare con un titolo disegnato da lui o comunque frutto di una stretta collabozione con lo Studio Ghibli.

Ogni scenario è curato nei minimi dettagli, ogni colore e ogni suono adeguati alle sensazioni che la situazione deve suscitare. La colonna sonora ci accompagna in questo viaggio con coerenza ed il doppiaggio inglese dei dialoghi è efficace. Non lasciano a desiderare nemmeno i sottotitoli in italiano, che traducono discretamente tutti i passaggi del gioco.

Non abbiamo notato bug di rilievo, eccetto alcuni momenti in cui lumaca e inventore si sono incastrati per pochi secondi impedendoci i movimenti. Nessun problema anche a livello hardware, visto che il titolo è indulgente e non pretende requisiti di sistema stratosferici: pur non avendo a disposizione una vera macchina da gaming al momento della prova, Chronology non ha mostrato alcun tipo di rallentamento.

requisiti chronology

Commento finale

Chronology ci ha stupiti: non ci aspettavamo che dopo tutte le disavventure dei mesi passati avremmo potuto avere a disposizione un gioco così curato e con tanti spunti positivi. Se sul lato narrativo abbiamo una storia interessante che si esaurisce veramente troppo in fretta, sotto il profilo artistico e del gameplay sono prese
nti tanti elementi che non passano inosservati. Su tutti spicca ovviamente lo stile grafico, vero fiore all’occhiello della produzione, insieme ad alcune scelte di game design che meritano l’attenzione di qualsiasi giocatore amante del genere.

Un titolo sicuramente consigliato per avvicinarsi ad un prodotto diverso dal solito, ma dal quale non si devono pretendere decine di ore di intrattenimento.

Pro Contro 
– Pochi personaggi ma ben caratterizzati
– Enigmi ambientali ben congeniati e mai frustranti
– L’ispirazione artistica è evidente e bellissima
– Trama che si esaurisce in un battito di ciglia
– Componente platform poco incisiva
– Rigiocabilità inesistente
  Voto Globale: 75 
 
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Studio Ghibli, ecco la Principessa Mononoke

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Il capolavoro di Miyazaki nei cinema italiani. 

Era il lontano 1997 quando il film del maestro Hayao Myazaki, Principessa Mononoke, veniva trasmesso nei cinema del Sol Levante. Oggi, a distanza di 17 anni, è tornato in Italia e dall’8 al 15 maggio 2014, in occasione della festa del cinema, è disponibile per la visione nei maggiori cinema italiani.

Ad occuparsi della distribuzione, ovviamente, lo Studio Ghibli. Il prezzo del biglietto sarà inoltre ridotto: 3€ a persona; per prenotare un posto in sala è possibile collegarsi al sito ufficiale http://www.studioghibli.it/

SINOSSI:Principessa Mononoke racconta la storia di Ashitaka, un guerriero Emishi, e della maledizione caduta su di lui dopo che ha salvato il suo villaggio dalla furia di Nume cinghiale, impazzito dall’ira. Destinato a morte certa, il giovane abbandona il villaggio per evitare che il maleficio ricada su tutti gli abitanti

 
 
 
 

Crucial, inizia la transizione alle memorie DDR4

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La transizione è iniziata.

Ci si aspettava la dipartita dello standard DDR3 con l’annuncio della piattaforma Z97 da parte di Intel, ma così non è stato. L’azienda Crucial ha invece fatto sapere di essere già a lavoro sulla produzione delle memorie DDR4 per il mercato server e che queste coesisteranno ancora a lungo con lo standard DDR3. Riguardo ai dati tecnici è ancora troppo presto per parlare ma Michael Moreland, Marketing manager della compagnia, soddisfa la nostra curiosità con qualche dichiarazione interessante: 

Il nuovo standard sarà dapprima riservato al mercato server per poi arrivare alla fascia di utenti consumer, garantendo un aumento delle prestazioni quantificabile in circa il doppio rispetto all’attuale standard DDR3. La transizione anticipata verso la nuova tecnologia da parte di Crucial è data dalla necessità di precedere la concorrenza nel settore server dove quantità di dati e velocità elevate sono elementi essenziali, molto più che nel mercato consumer.

Per la data di lancio sul mercato server per adesso comunque Moreland non si è ancora sbilanciato. Restate connessi con noi per saperne di più.

Apple, un uomo vuole sposare uno dei suoi portatili

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Amore senza confini.

Chris Sevier è un ex giudice ed ex membro dell’esercito americano. Di recente ha iniziato a perforare la rete con la sua storia perché davvero atipica e molto curiosa. In poche parole l’uomo ha acquistato di recente un portatile targato Apple e se n’è innamorato. 

“Preferivo fare sesso con lui invece che con tutte le altre persone o cose.” 

Oltre i particolari gusti sessuali dell’uomo c’è da dire che non è finito tutto con un semplice coming out amoroso, ma la volontà di sposare il compagno di alluminio unibody. Infati Sevier ha partecipato a una causa aperta della American Civil Liberties Union (ACLU) che da un po’ di tempo a questa parte si batte per legalizzare i matrimoni gay nella Florida. Il risultato per  ora è stato negativo e siamo curiosi di sapere come andrà a finire. Per approfondimenti c’è da aggiungere che già in passato l’uomo aveva intentato causa ad Apple perché:

“ mi aveva reso porno-dipendente”

fallendo miseramente. 

iPhone 6, lancio anticipato ad agosto?

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Si gioca d’anticipo.

Secondo degli insider vicini ai media Taiwanesi, Apple potrebbe anticipare il lancio per l’iPhone 6. Con l’intenzione di emergere nel mercato dei “Phablet” e contrastare l’eterna rivale Samsung, Tim Cook e soci avrebbero deciso di commissionare la produzione di un numero consistente di scorte da inviare agli store già per agosto. Stiamo parlando del primo dei due modelli di iPhone 6 previsti, quello con display da 4.7 pollici. 
Il secondo, con pannello frontale da ben 5.6 pollici potrebbe essere lanciato a settembre. 
 
Nulla di tutto ciò è stato ovviamente confermato, così come la possibilità di avere due grandezze di display e, da tradizione il Keynote di riferimento per l’iPhone è a settembre per il lancio dei nuovi prodotti a ottobre. 

Recensione The Last Tinker: City of Colors

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Un’avventura colorata capace di far riflettere!

Versione testata PC

Il mondo dell’intrattenimento e non da meno quello videoludico è cambiato moltissimo negli ultimi tempi. Basta dare una rapida occhiata ai passati dieci anni e poi un colpo con la coda dell’occhio al futuro per intuire come produzioni “fuori dai classici canoni” prenderanno sempre più piede, arricchendo l’esperienza utente e soprattutto la qualità del settore stesso. E il mercato “indipendente” è la dimostrazione palese di questa evoluzione: è un’espansione dell’universo dei titoli tripla A, atto a dar spazio a chi prima d’ora non riusciva ad emergere, ai piccoli studi, agli sviluppatori di talento che non vogliono scendere a compromessi.

Scrittori, musicisti, sviluppatori di app e videogiochi oggi riescono, grazie all’evoluzione della tecnologia e della comunicazione, ad affermarsi sul mercato con idee spesso atipiche rispetto ai canoni della grande industria, attirando attenzioni spesso difficilmente preventivabili. Così, mentre fino a non molto tempo fa si immaginava il mercato Indie come una piccola frangia di prodotti da iniettare nel mercato mobile per alimentare soltanto i sofisticati microprocessori di tablet e smartphone, oggi, soprattutto grazie all’avvento di Xbox One e PlayStation 4, continuando i progetti già avviati su PC, PS3, Xbox 360 e poi Wii U,  migliaia di sviluppatori hanno e avranno grandi occasioni di far parlare di sé.

Esempio di questo mercato in continua crescita è l’oggetto del nostro excursus di oggi, The Last Tinker: City of Colors. Progetto nato da Mimi Productions, di matrice tedesca, pubblicato attraverso la piattaforma Uniti Games, il codice preview ci aveva lasciato incuriositi riguardo i futuri aspetti del prodotto al suo stadio finale (se vi siete persi l’anteprima, la potete trovare QUI per una rapida lettura).

Ci eravamo separati da Koru, il protagonista, quando era in procinto di partecipare a una gara di velocità ed eravamo già riusciti a catturare alcuni aspetti del gameplay ben riusciti ed altri, al contrario, più fragili, che avremmo voluto vedere potenziati nella versione definitiva. 

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Carta, colla e colori al vostro servizio! 

The Last Tinker inizia con una rapida panoramica di “Tinkerworld” e della Città dei Colori (Colortown). All’inizio della vicenda la Città dei Colori è un agglomerato urbano di discrete dimensioni, capace di sfoggiare quartieri e abitanti divisi per colori e idee. Quelli dominanti sono: rosso, blu e verde. Nel passato l’economia si reggeva sulla produzione e vendita di colore ma ora, vuoi degli spiacevoli accadimenti, vuoi l’irrigidirsi della coscienza di ogni singolo abitante, una profonda crisi politica e morale ha colpito l’allegra cittadina gettandola nell’oblio.

Qui faremo la conoscenza di Koru, una scimmietta silenziosa dal fisico slanciato. Agile, veloce e forte, Koru sarà accompagnato per tutta l’avventura dall’amico Tap: una pecorella minuta e volante fatta di carta, colore e colla… come ogni cosa in Tinkerworld d’altronde.

Koru non sa che è portatore di grandi capacità data la sua natura di Tinker, creature in grado di inglobare gli spiriti dei colori stessi per scatenare veri e propri poteri. Iniziati a questa avventura, prenderemo il controllo di Koru che deve partecipare a una gara di velocità. Ogni quartiere di Colortown, ricordiamolo, diviso per colori è chiuso agli stranieri e i cittadini di altro colore. L’unica zona franca è il settore del mercato, dov’è possibile respirare un’aria malsana di conflitto e tensione. Raggiunta la linea di partenza per la gare però, Koru verrà bloccato dall’organizzatore che gli chiede delle gemme in cambio della partecipazione. Tap, sorpreso di tale atteggiamento mai avuto prima di allora, guida Koru per dei lavoretti in grado di fruttargli il dazio da pagare necessario al proseguimento. Qui impareremo le meccaniche di combattimento che contraddistinguono il protagonista. Le stesse potranno essere arricchite nel corso della storia con la combinazione di combo e l’acquisto di potenziamenti, in cambio di gemme rintracciabili nell’infinità di casse e barili sparsi per i livelli, insieme alle sfere di color oro in grado di ripristinare la salute del nostro eroe. Oltre a ciò faremo conoscenza con Biggs, un simpatico… fungo? (non abbiamo capito cosa sia in realtà) capace di cambiare dimensione per adattarsi a passaggi stretti, una peculiarità indispensabile per risolvere i puzzle e poi farsi strada.

Acquisita la quota necessaria e imparati i rudimenti del gioco, accederemo alla gara. Al termine della stessa purtroppo Tap verrà colpito da un pugno di un bullo di colore rosso, cadendo a terra privo di sensi. Koru lo porterà in salvo, ma se fisicamente è intatto è nell’anima che una ferita d’orgoglio non riesce a rimarginarsi. Cala la notte, buia e altrettanto colorata di colortown, e sbuca all’improvviso lo spirito del colore viola che offre a Koru una mano per guarire Tap in cambio di un favore. Koru accetta. Dopo aver visto guarire Tap, riacquista il sorriso e decide di seguire lo spirito del colore viola nella dimensione onirica per poi entrare nella struttura più grande e importante della città: la torre. L’obiettivo è accedere all’enorme sala principale e trovare un artefatto.

Superata la soglia di sicurezza fatta di guardie; avuto accesso alla sala più importante e grande di tutte, dove sono raccolte fila di quadri ritraenti Colortown e alcuni suoi personaggi di spicco, la punta di diamante: quello che ritrae l’intera città, è nascosto dietro una fila di tende.

Koru l’aprirà, permettendo alla vera intenzione dello spirito viola di venir fuori e avviare l’infinità di situazioni che daranno sviluppo alla trama. Con un abile inganno lo spirito viola evoca la “Monocromia” vero nemico di Koru e tutta Colortown. L’obiettivo di tale creazione è oscurare tutta la città prosciugando vitalità agli abitanti e azzerando, a fine lavoro, la storia e la struttura della città stessa. Lo spirito viola scompare e Koru cade in un portale aperto sotto i suoi piedi per ritornare in città: che nel frattempo è mutata per l’invasione e sfoggia nemici a non finire. 

Contro la monocromia

L’essenza di questa avventura è quella di dare spazio a veri e propri insegnamenti utili da portare nella vita quotidiana. La trama, piuttosto semplice e priva di colpi di scena, è utile soprattutto per reggere alcuni ragionamenti e per scatenare a fine avventura molti spunti di riflessione, diretti ad un pubblico fatto da adulti e bambini.

The Last Tinker: City of Colors è così un gioco che fa della sua semplicità il cavallo di battaglia. Non ci sono mutamenti essenziali nei classici canoni del genere platform, per cui in tutte le circa 7 ore di gioco dovremo risolvere semplici puzzle, girovagare per ripulire zone dai nemici e proseguire senza troppe difficoltà nei vari quartieri della città affrontando la monocromia. Le meccaniche di combattimento, nonostante sia
no potenziabili attraverso l’acquisto di nuove mosse e combo, risultano ripetitive, come le situazioni in cui vanno utilizzate. Il fisico di Koru è sfruttato a dovere invece in termini di agilità, dove anche le animazioni del personaggio trovano una degna realizzazione.

Oltre ciò The Last Tinker smette di offrire qualcosa in termini di gameplay, lasciando spazio al comparto tecnico e, ovviamente, al profilo di contorno dove l’insegnamento morale, citato prima, trova il suo spazio. Non abbiamo volontariamente citato altre situazioni che si riveleranno perché cadremmo nello spoiler, ma bisogna subito sciogliere il dubbio: il titolo di Mimi Productions, nonostante un gameplay non proprio soddisfacente, non è noioso, e aiuterà i più piccini ad approcciare ragionamenti per risolvere puzzle, migliorandone anche la coordinazione Oculo-Manuale; gli adulti invece, in questa immersione in colori e suoni, troveranno un’avventura capace di distrarre e di alimentare un po’ di sano relax. 

Tecnica colorata

The Last Tinker è un gioco che parla di colori, fantasia e forme artistiche. Gli sviluppatori hanno mantenuto la linea di coerenza offrendo al pubblico un mondo stupendo, fatto di forme e colori vivi, che permettono di apprezzare ogni singolo dettaglio. La ricerca dell’equilibrio, le giuste tinte di colore, i modelli poligonali, le caratteristiche di ogni personaggio: artisticamente il titolo è fin troppo valido e rende giustizia a un hardware prestante, nonostante non sia eccessivamente assetato di risorse di computazione.

Nel corso della nostro prima prova avevamo sottolineato che attraverso la classica accoppiata mouse/tastiera gestire la visuale risultava legnoso. In questa versione definitiva del titolo invece il tutto è stato ammorbidito, permettendo di giocare piacevolmente con le due configurazioni possibili: mouse/ tastiera, appunto, e gamepad.

Per quanto riguarda il suono invece, sia gli effetti sonori che la soundtrack fanno trapelare nuovamente la cura per i dettagli. Tutto funziona egregiamente. Lo scivolare dell’acqua sulle pareti, i passi di Koru e dei personaggi secondari, il suono dei pugni che si infrangono contro i nemici monocromatici… tutto è un dolce equilibrio che farà venire voglia di giocare con delle cuffie di alta qualità oppure addirittura in Dolby Sourround per essere totalmente invasi da Colortown.

Il gioco sarà disponibile su Steam da lunedì 12 maggio e gli sviluppatori, tramite la pagina Facebook, fanno sapere di essere a lavoro sulla versione Xbox One. I requisiti di sistema sono i seguenti:  

PC/ Raccomandati: 
-Windows 7 o successivo; 
-Processore Quad-Core
-Memoria RAM 4GB
-Scheda grafica compatibilie con DirectX 9.0C e dotata di 1GB di memoria; 
-Spazio su Hard-Disk da 2GB 
-scheda audio compatibile con DirectX; 
-Mouse/Tastiera o Controller Xbox 360
 
Requisiti MAC/Raccomandati: 
 
-Mac OS X 10.9 Mavericks o successivo; 
-Processore Quad-Core
-Memoria 4GB di RAM
-NVIDIA GeForce 640M/ ATI Radeon HD 6750 con almeno 1GB di memoria; 
-2GB liberi su Hard-Disk 
 
Requisiti LINUX/Raccomandati:
 
-Ubuntu 13.10
-Processore Quad-Core
-4GB Ram
-SM 3.0 con 1GB RAM, NVIDIA GeForce GTX 770/ AMD Radeon HD 7970 o superiore; 

– spazio libero su Hard-Disk: 2GB

TheLastTinker 06

Commento finale

The Last Tinker: City of Colors è una bellissima avventura INDIE che, attraverso il genere platform fa da culla a quello che manca un po’ ai nostri giorni: spunti di riflessione. Koru è un personaggio misterioso: ultimo Tinker in Colortown, dovrà affrontare la monocromia e liberarla, ma in verità quello che va ripristinato nell’agglomerato urbano è la forza dell’unità, lo spirito della coesione e il lavoro di gruppo;mettendo da parte l’egoismo. Artisticamente siamo di fronte a un gioco che spreme a dovere tutte le configurazioni hardware senza però risultare pesante. Nella nostra prova non abbiamo incontrato bug o glitch di sorta e anzi, immersi nell’ondata di colore abbiamo preferito concentrarci sull’avventura che scavare a fondo ogni angolo della città alla spasmodica ricerca di difetti.

Il titolo vale tutti i soldi necessari per portarselo a casa: 21,99€ su Steam. Un pubblico più giovane potrà approcciarsi ai platformer e divertirsi affrontando un livello di sfida non troppo elevato ma neanche scialbo. Gli adulti, invece, intuiranno subito come andare avanti per risolvere puzzle e sposteranno l’attenzione su tutti gli elementi di contorno del gioco, coltivando anche un po’ di relax. Un prodotto adatto a tutti, insomma: una produzione degna di attenzione e che ben ci fa sperare per un seguito capace di dare man forte al gameplay. 

Pro Contro 
– Colorato, divertente e artisticamente complesso; 
– Adatto a tutte le fasce di pubblico;
– Ottima base per un seguito…
– …che tuttavia deve vedere un gameplay rinforzarto; 
– Essenzialmente lineare e ripetitivo.
 
  Voto Globale:85  
 
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Recensione Kirby Triple Deluxe

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L’avventura tridimensionale della paffuta palletta rosa.

Versione testata 3DS.

Kirby: Triple Deluxe rappresenta l’ultima apparizione, ad oggi, della famosa palletta rosa aspira-tutto creata da Nintendo. Il titolo vanta un sistema di gioco davvero originale ed innovativo che approcciandosi alle meccaniche di gioco già adottate in passato, ne migliora le funzionalità e ne espande la possibilità tramite l’ausilio di nuovi, simpaticissimi, poteri che potremo acquisire nel corso della nostra avventura e che si riveleranno tutt’altro che superflui. Da non sottovalutare il lavoro di HAL nella riuscita della creazione di un gioco platform e d’azione allo stesso tempo, con elementi quali level design e gameplay che andremo ad analizzare nell’apposito paragrafo e che, sicuramente, v’interessano più della trama.

Kirby: Triple Deluxe sarà disponibile nei negozi e sul Nintendo eShop a partire dal 16 Maggio 2014 al costo di €44,90.

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Il Re Dedede è stato rapito

Contrariamente a quanto abbiamo potuto giocare in molti dei titoli precedenti in cui appariva Kirby, questa volta non combatteremo contro Re Dedede, ma andremo invece in suo soccorso per liberarlo da un misterioso rapitore. Kirby si trova, suo malgrado, coinvolto in questo spiacevole avvenimento e, armato di coraggio, ancora una volta a diventerà l’eroe del momento per poter così salvare il re e sconfiggere una minaccia che si sta lentamente propagando sul mondo fluttuante al di sopra di Dream Land.

Non solo aspira-polvere

“Problemi con la polvere? Stanchi di perdere giornate intere a pulire? Abbiamo ciò che fa per voi, l’aspiratore Kirby-2000 pulirà casa vostra in pochi attimi, non lasciando spazio neanche alla mobilia.”

Scherzi da venditore televisivo a parte, stiamo parlando di una delle icone più rappresentative di Nintendo, anche se l’aspetto pacioccoso si presenti, forse, più adatto ad una tipologia di utenza dall’età media molto bassa. Sin dal primo avvio ci troveremo catapultati in un semplice menù di gioco con un interfaccia molto amichevole che ci permetterà di scegliere tra diverse modalità:

Modalità Storia, che ci permetterà di venire a conoscenza degli avvenimenti che daranno vita alle avventure di Kirby;

– Modalità Duello Kirby, l’unica modalità multiplayer disponibile all’interno del gioco;

Modalità A Ritmo con Dedede, che ci metterà di fronte ad un simpatico Rhytm-Game dove, facendo uso dei meccanismi platform, sarà nostro dovere effettuare salti a ritmo di musica e raggiungere il miglior punteggio possibile;

Modalità Arena, sbloccabile solo dopo aver completato il gioco, ci permetterà di affrontare tutti i boss affrontati nel corso della modalità storia;

Modalità Dedede All’Avventura, sbloccabile dopo aver completato il gicoo, ci permetterà di affrontare un’avventura vestendo i panni del Re Dedede.

Saranno inoltre presenti altri tasti che ci permetteranno di:

– avere accesso alla raccolta di portachiavi, grande innovazione del titolo che aumenterà la longevità a dismisura, per i collezionisti;

– poter vedere tutte le sequenze animate disponibili nel corso dell’avventura principale;

– cancellare i nostri dati di gioco.

Decidendo di avviare per la prima volta la modalità storia, verremo introdotti al titolo da un breve filmato iniziale che ci spiegherà la trama del gioco. In seguito ci sarà possibile accedere al primo mondo in cui ci muoveremo facendo uso di una mappa in modo molto simile a ciò che abbiamo visto, più recentemente, in Yoshi’s New Island.

Controllare Kirby è piuttosto semplice e richiede l’ausilio, principalmente, di due soli tasti: il tasto “A” per poter saltare e successivamente gonfiarsi e guadagnare quota ed il tasto “B” per effettuare un risucchio e successivamente effettuare un lancio; potremo inoltre assorbire le abilità del mostro risucchiato premendo la freccia direzionale del d-pad verso il basso oppure eseguendo la medesima operazione tramite l’analogico; continuando all’interno del gioco troveremo, inoltre, una certa utilità nell’utilizzo del tasto “X”, per abbandonare l’abilità attualmente in nostro uso, ed il tasto “Y” per poter utilizzare l’oggetto di cura che conserviamo nell’attesa del momento di bisogno.

Il titolo è ben realizzato e, tramite l’intelligente implementazione di un sistema di abilità ed una varietà di nemici disponibili senza eguali, ci regalerà diverse ore di spensieratezza ove l’unico limite nell’affrontare le situazioni che ci vengono proposte sarà imposto dalla nostra immaginazione e dalle abilità a nostra disposizione.

Con un level-design d’eccezione ed un alto numero di collezionabili disponibili, il titolo vanta inoltre una longevità molto più che discreta che ci terrà impegnati per un ulteriore discreto numero di ore nel caso decidessimo di voler completare l’intera collezione di portachiavi che, ricordiamo, sarà possibile ottenere nei vari livelli di gioco oppure tramite StreetPass.

HAL supera se stessa nella realizzazione di Kirby: Triple Deluxe, dando vita al primo Kirby per la nuova console portatile di Nintendo e facendolo nel migliore dei modi; l’unica pecca è forse dovuta al troppo semplicistico modo in cui vengono strutturati i livelli, privi di enigmi e puzzle.

Super Smash Bros. Kirby

Il titolo del paragrafo vuole volutamente richiamare l’attenzione ad uno dei battle brawler più famosi di sempre, nonchè creazione di Nintendo. La modalità multiplayer disponibile all’interno di Kirby: Triple Deluxe ci permetterà di scegliere il potere da noi ritenuto migliore ed affrontare i nostri amici, o la CPU, in uno scontro all’ultimo sangue all’interno di un’arena che decreterà il vincitore in base alle scelte effetuate e all’abilità nell’utilizzo dei propri poteri. Sarà inoltre possibile giocare in singolo all’interno di questa modalità combattendo degli avversari controllati dalla CPU che andranno via via diventando sempre più potenti.

Una palla rosa stereoscopica

I titoli di Kirby non sono mai stati un vero e proprio benchmark tecnico per le macchine su cui venivano sviluppati e Kirby: Triple Deluxe non è un eccezione. Seppur con uno stile artistico originale e ricercato e davvero ben realizzato qualsiasi sia lo scenario utilizzato, l’opera di HAL non supera gli esponenti del genere già usciti sulla console, pur mantenendo un alto livello qualitativo sotto ogni punto di vista, garantendo nuova vita ed espressività ai modelli poligonali dei personaggi più famosi della serie. Kirby stesso, seppur non complicato dal punto di vista poligonale, riesce a trasmettere nuove
emozioni tramite un più complesso sistema di animazioni che è stato possibile realizzare per merito delle capacità della console portatile di Nintendo.

La colonna sonora vanta diversi brani di alto livello, davvero immersivi ed unici, alcuni dei quali continueremo a canticchiare nei nostri momenti di allegria; è per noi tutt’ora impossibile dimenticare un tema sonoro così vivo e simpatico come quello di fine livello che fischiettiamo praticamente in ogni momento della giornata. HAL ha davvero superato se stessa, meritando fiducia per ciò che riguarda la possibilità di future creazioni.

kirbytripleheader

Commento finale

Kirby: Triple Deluxe è l’ennesimo capolavoro di produzione first-party a raggiungere la nuova console portatile di Nintendo, aggiungendo un ulteriore perla alle ormai ben folte righe delle produzioni disponibile sul piccolo gioellino portatile di Nintendo. Reintroducendo vecchie meccaniche di gioco e mantenendo uno stile audace ma conservativo, il titolo non lascia alcuna perplessità: siamo di fronte ad un vero e proprio gioco d’alto livello, sotto qualsiasi punto di vista. La longevità non è esagerata, ma il completamento totale di tutte le modalità e dei collezionabili richiederà qualche piccolo sforzo che aumenterà di non poco il nostro tempo di gioco.

Non possiamo far altro che consigliarlo a chiunque sia alla ricerca di una nuova sfida platform-action su Nintendo 3DS.

Pro Contro 
– Stile artistico colorato e con molta personalità
– Un mix tra platform ed action di altissimo livello
– Tante abilità a disposizione, per affrontare ogni situazione nel modo che preferiamo
– Vasto numero di collezionabili e modalità
– Livello di sfida tendente al basso
– Mancanza di enigmi
  Voto Globale: 85
 
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Recensione Nether

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Preda o Predatore?

Versione testata: PC
Sono molte le creazioni che da qualche anno a questa parte, facendo forza su un punto d’appiglio quale la recente moda degli zombie e degli scenari post-apocalittici, ci vedono protagonisti di un videogame sandbox a libera esplorazione ove noi stessi saremo gli artefici del nostro destino. Nether non è da meno e sin dai primi momenti di gioco ci permetterà di fare ciò che più ci aggrada, nella libertà di un mondo che può definirsi decisamente peggiore di quello che potevamo aspettarci; piuttosto che anticiparvi qualcosa sul nostro pensiero in merito al titolo, però, scoprite con noi il nostro verdetto finale. Vi ricordiamo che Nether è sviluppato da Phospor Game Studios ed è distribuito da Nether Productions; è disponibile su Steam con diverse opzioni d’acquisto che ci garantiranno diversi bonus fuori e all’interno del gioco.
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Cos’è successo?

Non condividiamo l’idea degli sviluppatori di Nether di catapultarci all’interno del mondo di gioco senza spiegazione alcuna oppure una narrazione che ci spieghi gli avvicendamenti che hanno portato alla creazione dei mostri e dello scenario che ci ritroveremo ad esplorare. Passeranno pochi attimi dall’avvio del gioco alla schermata di selezione del server ed infine alla creazione del personaggio; in tutto ciò non capiremo il nostro ruolo all’interno di tutto ciò nè lo scopo della nostra sopravvivenza e tantomeno la provenienza dei mostri che andremo ad affrontare nel corso della nostra avventura. Non abbiamo provato il videogioco nella sua fase finale, ma sicuramente non avrebbe fatto male, visto che ci troviamo in fase di recensione, aver pensato allo sviluppo di qualcosa di simile. Non ce ne vogliano i ragazzi di Phospor Game Studios, ma da questo punto di vista abbiamo visto numerose software house decisamente più modeste e capaci. La parte narrativa del titolo è inesistente e non ci dà una vera motivazione per proseguire all’interno del gioco.

Posso muovermi, ma cosa devo fare?

La prerogativa di un titolo sandbox quale Nether è quella di dare la possibilità al giocatore di turno di provare con mano propria qualsiasi delle possibilità offerte dal titolo, scoprendone vantaggi ed eventuali svantaggi e riuscendo a farci percepire la vera essenza del “provare con mano”. L’estremismo, però, è sempre ciò che guasta tutto ciò che ci circonda; anche Nether ne è vittima, ricco di idee ma dal nostro punto di vista incompleto e con meccaniche spesso fini a se stesse.

Catapultati in un mondo senza padroni ci ritroveremo per le strade di una “safezone“, nel caso avessimo scelto di nascere lì, senza la benchè minima traccia di un indizio su cosa dover fare o dove dover andare, muniti del nostro coltello da burro. Cominciamo allora ad esplorare ogni singola parte della città e a raccogliere gli inutili scatoloni che troveremo fino a renderci conto che il nostro inventario è pieno e per poi scoprire, in fase di svuotamento delle nostre tasche, che all’interno di esso vi era già uno scatolone “tutorial” da consegnare a qualcuno. Bene, ma perchè non ce l’ha detto nessuno? Costava tanto inserire un messaggio al login che spiegava l’esistenza di questo miracoloso oggetto?

Seppur contrari all’hand-holding è anche vero che un titolo complesso e complicato come Nether ha bisogno di una prima introduzione alle meccaniche di gioco, almeno per una piccola infarinatura, cosa che non abbiamo riscontrato testando il titolo ed elemento che c’ha lasciato notevolmente perplessi in merito alle capacità degli sviluppatori di capire le necessità dei videogiocatori.

Dopo aver scoperto questo prezioso oggetto, comunque, abbiamo deciso di seguire le indicazioni che ci venivano fornite e cercare di completare il tutorial: decidiamo così di utilizzare la mappa per trovare la località indicata sul pacco. Peccato che questa sia semplicemente abbozzata e seppur indichi, a grandi linee, le zone di una safezone, ci siamo trovati in grossa difficoltà nell’orientarci e nell’impresa di raggiungere questo o quell’altro luogo, non essendovi alcuna indicazione che ci aiuti a capire dove andare per raggiungere l’obiettivo. Eccoci quindi nuovamente a girovagare a vuoto fino a trovare il primo NPC a cui consegnare il nostro pacchetto e successivamento il secondo, il terzo, e via dicendo… La nostra esperienza negativa, tuttavia, non finisce qui, il perchè? Semplice, dopo aver completato buona parte del tutorial veniamo misteriosamente cacciati via dal server, poco male, ancora instabile. Decidiamo quindi di attendere qualche ora prima di ricominciare ed eccoci che riusciamo ad accedere ma… cosa è successo? Avevamo abbandonato il gioco in città e ci ritroviamo adesso nel bel mezzo del nulla a girovagare come dei matti? Non ci diamo per vinti e dopo pochi istanti moriamo per mano di un altro giocatore… aspettiamo qualche altro attimo e ci ritroviamo nuovamente in città, privi di tutto ciò che la parte di tutorial che avevamo portato a termine ci aveva regalato. Ci ritroviamo, quindi, nuovamente con un pugno di mosche in mano…

Nuovamente armati del nostro coltello da burro completiamo le restanti parti del tutorial (da notare che gli oggetti sono tutti svaniti, eccetto il pacchetto da consegnare per completare le restanti fasi del tutorial); durante la nostra impresa è successo qualcosa, però, che c’ha lasciati davvero perplessi (di nuovo!): tutto d’un tratto ci viene mostrato a schermo un avviso che ci avverte che: “I dispositivi anti-nether sono guasti, corri a ripararli”, seguito da: “L’invasione Nether ha avuto inizio”; la safezone si trasforma così in pochi attimi in una campo di battagli ove noi, se non fosse stato per un gruppo di persone già armate, saremmo state vittime di una violenza incondizionata che non lascia spazio a novellini o giocatori alle prime armi, visto che la safezone in cui ci trovavamo era proprio quella iniziale ove chiunque abbia intenzione di iniziare il gioco intraprenderà la propria avventura.

Visto e considerato che l’equipaggiamento iniziale vanta niente popodimeno che il protagonista della nostra recensione, il Coltello da Burro, continuiamo ad essere perplessi in merito alle dubbiose scelte di game-design effettuate da Phosphor Game Studios.

A questo punto una domanda sorge spontanea: gli sviluppatori hanno pensato all’eventualità di un attacco Nether ad una safezone ed alla presenza di nuovi giocatori che, trovandosi disarmati in una situazione del genere, arrivino ad un punto di non ritorno ove il livello di frustrazione supera davvero ciò che ci è anche solo lontanamente immaginabile? Hanno pensato che tutto ciò potrebbe portare ad un abbandono del gioco nelle primissime fasi ove il giocatore, teoricamente, dovrebbe apprendere le meccaniche di gioco? E’ qui che volge al termine la nostra avventura in Nether dopo numerosi morti, avvilimenti ed impossibilità a giocare al titolo per merito di bug e/o griefer che intenzionalmente continuavano ad ucciderci al di fuori delle safezone. Davvero un peccato, perchè le pr
emesse fatte dal titolo ci avevano fatto ben sperare, ma a quanto pare non è oro tutto ciò che luccica. Una buona occasione sprecata, nonostante siano presenti numerosi elementi a livello di gameplay che ci garantiscono comunque numerose opportunità.

Cos’è quello?

Il titolo di questo paragrafo è volontariamente sospettoso: d’altronde fidatevi se vi diremo che all’interno del titolo, in lontananza, vi troverete più e più volte a porvi questa domanda, inconsapevoli di cosa vi attende ed impossibilitati nell’individuazione dell’oggetto in lontananza. La bassa qualità grafica del titolo fa storcere il naso anche ai meno ambiziosi, texture di chissà quante generazioni passate e modelli poligonali d’altri tempi lasceranno l’amaro in bocca in uno scenario davvero mal caratterizzato e poco definito. Le animazioni non sono da meno, ma solo visualizzando gli altri personaggi ci renderemo conto di quanto il lavoro svolto sia veramente mal riuscito. Per non parlare poi dell’animazione del salto, dell’accovacciamento e del distendimento che lasciano non poco a desiderare e che sono spesso causa di numerosi bug che ci permettono di entrare all’interno di elementi solidi quali muri, scale e scatoloni. Gli effetti sonori sono forse l’unica cosa sufficiente che riesce a salvarsi, dallo stampo horror ed allo stesso tempo drammatico che ci faranno veramente vivere l’esperienza di uno scenario post-apocalittico ove la nostra sopravvivenza è lasciata, in teoria, nelle mani delle nostre stessa abilità.

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Commento finale

Nether delude sotto qualsiasi punto di vista lo si guardi. Non è neanche lontanamente vicino a produzioni di alto calibro quali DayZ e compagnia, seppur il concept del gioco, per quanto cerchi di imitarne le meccaniche, è piuttosto originale. Phosphor Game Studios avrebbe potuto fare un lavoro migliore in tutti i campi da noi analizzati, partendo da una trama con cui definire il nostro ruolo all’interno del titolo, un piccolo tutorial capace di introdurci alle meccaniche di gioco ed infine ad una zona per i nuovi giocatori ove le invasioni nether non fossero possibili. Non vogliamo includere la parte tecnica all’interno del discorso miglioramento, poichè crediamo che un gioco possa essere veramente piacevole a prescindere da fattori estetici quali modelli con alto numero di poligoni e texture d’alta qualità.

Il nostro verdetto finale è quello che è facile capire leggendo le nostre righe. Il gioco è bocciato sotto ogni punto di vista. Il consiglio è quello di attendere che un prodotto acerbo come Nether diventi finalmente maturo, maturando magari anche gli sviluppatori stessi che, rendendosi conto della tipologia d’utenza da coprire, decideranno finalmente d’inserire quegli elementi sopra citati che renderanno il gioco piacevole e più divertente senza dover obbligatoriamente ricorrere ad un sistema di “sbaglia e riprova”.

Pro Contro 
 – Ottime idee che potrebbero essere migliorate in futuro
– Acerbo e con poco carattere
– Tecnicamente mal sviluppato
– Buone intenzioni, ma realizzate male
– Mancanza di un tutorial che spieghi le basi del gioco
– Perchè sopravvivere? Non abbiamo alcun ruolo all’interno del titolo
  Voto Globale: 40
 
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Driveclub, nuovi video gameplay

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Gameplay puro della nuova versione.

Grazie ad IGN.com possiamo gustarci dei nuovi video gameplay a 1080p di Driveclub.
Ricordiamo che Driveclub è in uscita l’8 Ottobre per Playstation 4 e che lo stesso giorno verrà resa disponibile la versione Playstation Plus.
 
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