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Squid Game, Netflix annuncia la data di uscita della seconda stagione… e della terza!

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Netflix ha annunciato, con un nuovo trailer, la data di uscita di Squid Game 2 contestualmente confermando anche l’arrivo della terza e conclusiva stagione!

Ve lo proponiamo di seguito, grazie all’account ufficiale YouTube di Netflix Italia.

Queste le parole condivise da Hwang Dong-hyuk, il regista, sceneggiatore e produttore esecutivo di Squid Game.

Sono già passati quasi tre anni da quando la prima stagione ha suscitato in tutto il mondo un entusiasmo straordinario, accompagnato da una serie di eventi incredibili. È con profonda emozione che scrivo questa lettera per comunicare la data d’uscita della seconda stagione e annunciare la terza, che concluderà la serie. Mi ricordo che il primo giorno di riprese della seconda stagione ho pensato: “Wow, non posso credere di essere di nuovo nel mondo di Squid Game”. Sembrava quasi surreale. Mi chiedo come vi sentirete anche voi al vostro ritorno dentro Squid Game a tre anni di distanza.
Dopo aver giurato vendetta alla fine della prima stagione, Seong Gi-hun rientra nel gioco. Riuscirà a regolare i conti in sospeso? Anche stavolta Front Man non sembra essere un avversario facile. Il feroce scontro tra i loro mondi proseguirà nel finale della serie con la terza stagione in arrivo il prossimo anno. Sono emozionato nel vedere come il seme piantato con l’ideazione di Squid Game stia crescendo e darà i suoi frutti fino alla conclusione della storia. Faremo del nostro meglio per accompagnarvi in un altro viaggio elettrizzante. Spero proprio che non vediate l’ora di scoprire cosa vi aspetta.
Grazie come sempre e a presto.

La stagione 2 di Squid Game è in arrivo il 26 dicembre, solo su Netflix. La Stagione finale è in arrivo nel 2025.

Recensione Cuffie over-ear Creative Zen Hybrid SXFI, il giusto compromesso fra qualità e prezzo

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Dopo le fantastiche Cuffie Creative Zen Hybrid Pro SXFI, lanciate sul mercato all’inizio del 2024 e che abbiamo apprezzato davvero tantissimo, Creative ritorna con le nuove cuffie over-ear wireless Creative Zen Hybrid SXFI. Con la Cancellazione attiva del rumore ibrida adattiva (ANC), la modalità olografia spaziale meglio nota come Super X-Fi (GEN 4), la possibilità di essere utilizzate in modalità ibrida (cablato e wireless), una durata fino a 70 ore di riproduzione totali e ad un prezzo da “urlo” di €99,99, rappresentano una proposta davvero interessante per chi è alla ricerca di cuffie wireless over-ear dalla buona dotazione tecnologica ma dal prezzo non eccessivo.

Sono disponibili all’acquisto sia su Amazon.it e sia sul sito Creative.

Confezione di vendita

  • 1 x Creative Zen Hybrid SXFI
  • 1 x cavo di ricarica da USB-C a USB-A
  • 1 x cavo di ingresso AUX da 3,5 mm
  • 1 x guida rapida
  • 1 x custodia per il trasporto

Specifiche tecniche

  • Stile: Over-ea
  • Tipo di Prodotto: cablate, Cuffie wireless
  • Connettività: ingresso stereo 3,5 mm, Bluetooth 5.3
  • Temperatura di funzionamento: 0–45°C
  • Utilizzo consigliato: In movimento, Musica / Film
  • Dimensioni (L x P x A): 151,2 x 80,7 x 184,2 mm
  • Peso: 271g
  • Lunghezza cavo (da estremità a estremità): Cavo da USB-C a USB-A: 0,8m, Cavo di ingresso AUX da 3,5 mm: 1,2m
  • Durata della batteria: Fino a 40 ore (con ANC attivato), Fino a 70 ore (con ANC disattivato)
    • * Basato su un livello di volume moderato. La durata effettiva della batteria varia in base all’uso, alle impostazioni, ai brani e alle condizioni ambientali
  • Tipo di batteria: Batteria ricaricabile agli ioni di litio Batteria da 3,7V 500 mAh x 1
  • Tipo di ricarica: USB tipo C
  • Microfono: Risposta in frequenza: 100-10.000 Hz
    • Assistente vocale: Siri, Assistente Google
    • Tipo: Omnidirezionale x 5
    • Sensibilità @ 1 kHz: -32.5 dBV / Pa
  • Driver: Risposta in frequenza: 20-20.000 Hz
    • Tipo: Al neodimio x 2
  • Bluetooth Versione: 5.3
  • Codec wireless: AAC, SBC
  • Profili: (HFP) Hands-free Profile, (A2DP) Advanced Audio Distribution Profile, (AVRCP) Audio/Video Remote Control Profile, HSP (Headset Profile)
  • Frequenza operativa: 2402–2480 MHz
    • Raggio di funzionamento: Fino a 15 m^
    • ^Misurazione eseguita in spazi aperti. Muri e altre strutture possono ridurre la portata del dispositivo
  • Comandi
    • Tipo: Pulsante a premuta
    • Riproduzione: Sì
    • Volume: Sì
    • Chiamata: Sì
    • Assistente vocale: Sì
    • Alimentazione: Sì
    • Super X-Fi: Sì
    • Controllo del Rumore: Sì
  • Colore: Nero, Light Gray

Design e qualità costruttiva

Creative è ormai abituata a proporre prodotti dal design piuttosto sobrio e le Creative Zen Hybrid SXFI seguono la stessa linea. Sono realizzate in plastica e in metallo e presentano linee e curve, morbidi ed eleganti, il che le rende davvero affascinanti e raffinate. L’Archetto e i cuscinetti auricolari sono imbottiti con memory foam, scelta che (considerando anche il peso di peso di 271 g) garantisce un elevato livello di comfort sia nella parte superiore e sia in quella laterale della testa. Da verificare l’effettiva durata dei materiali nel tempo. Inoltre, è incluso un comodissimo sacchetto per il trasporto (non dissimile da quello incluso con le Creative Zen Hybrid del 2022), cosa che gradiamo e non poco e che consente, dopo averle richiuse a dovere, di collocarle comodamente in uno zaino, in una borsa o in valigia (se siete in procinto di partire per le vacanze, non potete non dare una lettura al nostro articolo: 10 Accessori Hi-Tech per l’estate 2024: energia e musica senza pensieri).

Comandi (anche qui trionfano i pulsanti fisici)

Il padiglione auricolare sinistro ospita esclusivamente la porta USB-C per la ricarica, mentre il padiglione auricolare destro i pulsanti multifunzione. Nello specifico: pulsante di accensione, controlli del volume e pulsanti per attivare l’ANC (cancellazione attiva del rumore) e l’SXFI (audio spaziale), oltre a un jack da 3,5 mm per chi predilige l’ascolto cablato. Al primo utilizzo delle cuffie, abbiamo avuto qualche lieve difficoltà nel capire quale pulsante stavamo premendo, dato che sono tutti raggruppati sullo stesso lato e utilizzano un layout molto simile. Ma dopo una manciata di utilizzi, è abbastanza rapido l’interazione con tutti i tasti indicati. La criticità che abbiamo riscontrato è che i pulsanti sono molto morbidi ed è facilissimo premerli accidentalmente, soprattutto quando si rimuovono le cuffie dalla testa, è impossibile non premere il pulsante power o +/- di regolazione del volume.

Qualità del Suono

Le Creative Zen Hybrid SXFI offrono un audio – nel complesso – chiaro e cristallino, con una notevole risposta in frequenza soprattutto in termini di fascia media. I bassi, grazie ai driver da 40 mm e alla modalità a bassa latenza, non sono sicuramente ai livelli di altre cuffie dal prezzo decisamente più elevato, ma si difendono piuttosto bene, offrendo un buonissimo livello di immersività. Per quanto riguarda invece il Super X-Fi, la tecnologia audio spaziale di Creative arrivata – dal 2019 ad oggi – alla quarta generazione (e che si contrappone a quella Dolby Atmos disponibile sugli ultimi Jabra Elite 10 Gen 2), attivandolo si va ad aumentare il livello di dettaglio dell’audio, il quale viene riprodotto (attraverso quello che potremmo definire essere un vero e proprio upscaling virtuale) tridimensionalmente nello spazio, dando la sensazione all’ascoltatore di essere letteralmente avvolto dalla musica in un sistema multi-altoparlante che funziona tramite un sofisticato processo di mappatura in base all’antropometria della testa e delle orecchie e ulteriormente personalizzato dal potere dell’Intelligenza Artificiale.

La nuova versione della tecnologia Super X-Fi ci ha permesso di vivere un’esperienza audio ancora più di impatto (anche se permane un po’ di appesantimento sulla gamma medio-alta), ricreando un soundstage ricco e dettagliato. La musica prende vita e il palcoscenico si espande quasi come se ci si trovasse nel cuore di un concerto o di una scena di un live-action. Ad esempio, il brano Come As You Are dei Nirvana (e soprattutto il suo fenomenale riff) sembrava davvero che lo stessimo ascoltando da un impianto dedicato e non da cuffie over-ear, o ancora Deutschland, Ich WIll, Engel, Sehnsucht dei Rammstein, brani già parecchio aggressivi, con il Super X-Fi attivo e l’EQ (per gestire al meglio le funzionalità è possibile scaricare l’App Creative sia per PC che per smartphone), impostato su Rock, li ha resi ancora più appaganti e “spaccatimpani”. Meno bene invece per quanto riguarda la voce, surclassata (e non di poco) dal suonato; con qualche accorgimento aggiuntivo siamo sicuri che sia possibile trovare un equilibrio quasi perfetto. Per quanto riguarda invece l’ANC, la modalità è attivabile premendo il relativo pulsante posizionato sul padiglione destro. Ci è sembrata discreta, riducendo parte del rumore di fondo.

Microfono

I microfoni integrati con ENC (Environment Noise Cancellation) garantiscono una comunicazione chiara durante le chiamate; vi lasciamo alla nostra registrazione:

Durata della batteria

La durata dichiarata dal produttore è di circa 70 ore di riproduzione totali. Non sappiamo se effettivamente sia veritiera in quanto dopo circa due ore di utilizzo, dal 100% ci siamo già ritrovati al 90%. Ci riserviamo di aggiornare in paragrafo nelle prossime settimane.

Commento finale

Le cuffie over-ear Creative Zen Hybrid SXFI, considerando il prezzo di 99,99€, rappresentano una buona scelta per chi è alla ricerca di cuffie over-ear da utilizzare quotidianamente sia per il semplice ascolto musicale e sia per godere dei propri contenuti entertainment. La dotazione tecnologica è di livello: c’è l’ANC, l’audio spaziale di Creative Super X-Fi (arrivato ormai alla quarta generazione) e che offre un’incredibile livello di immersività e l’ultimo standard Bluetooth 5.3, che garantisce – invece – connessioni stabili e immediate. Insomma, Zen Hybrid SXFI è un prodotto decisamente interessante, a conti fatti, il migliore per provare (se non lo avete ancora fatto) l’incredibile esperienza offerta dalla tecnologia SXFI.

Ottimizzare la Connessione Internet per il Gaming: Guida Completa 2024

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Free cable modem image

Se sei un appassionato di videogiochi online, sai bene quanto una connessione internet lenta o instabile possa rovinare l’esperienza di gioco. Lag, disconnessioni e ping alle stelle sono il nemico numero uno di ogni gamer che si rispetti. In questa guida, esploreremo diverse strategie per migliorare la velocità di internet, ridurre il ping e la latenza, partendo dalle soluzioni più semplici fino a quelle più avanzate.

Ottimizzazioni di Base: I Primi Passi

Partiamo dalle basi, quelle cose semplici che chiunque può fare. Prima di tutto, dai un’occhiata a dove hai posizionato il tuo router. Sembra una sciocchezza, ma fidati, fa la differenza. Evita di nasconderlo in un armadio o dietro mobili ingombranti. Cerca invece di metterlo in una zona centrale della casa, magari in alto, lontano da cose che possono interferire come forni a microonde o telefoni cordless.

Un altro consiglio facile da seguire è tenere aggiornato il firmware del router. Sul sito del produttore trovi spesso nuovi aggiornamenti che possono risolvere bug e migliorare le prestazioni. Non sottovalutare questo aspetto!

Ottimizzare il Wi-Fi per Prestazioni Migliori

Passiamo ora al Wi-Fi. I router moderni operano su due bande: 2.4 GHz e 5 GHz (vedremo più avanti che la banda 6Ghz utilizzata dai moderni router WiFi 6e e Wifi 7 può essere un’ulteriore freccia nell’arco dei videogiocatori più seri).

La banda a 5 GHz è più veloce, ma ha un raggio d’azione minore. Prova a sperimentare con entrambe e vedi quale funziona meglio per te. C’è anche un’altra cosa da considerare: il canale Wi-Fi. Usa un’app come Wi-Fi Analyzer per trovare il canale meno affollato e ridurre le interferenze.

Se proprio vuoi il massimo delle prestazioni, però, niente batte una bella connessione via cavo. So che non è sempre possibile o comodo, ma se riesci a collegare la tua console o il PC da gaming direttamente al router con un cavo Ethernet, vedrai la differenza.

Ottimizzazioni Software per Windows 11

Parliamo un po’ di Windows 11. Ci sono alcune cose che puoi fare a livello software per spremere ogni goccia di velocità dalla tua connessione. Innanzitutto, assicurati di avere i driver di rete più recenti. Sembra una banalità, ma fa davvero la differenza. Poi, dai un’occhiata alle impostazioni della scheda di rete e disabilita le funzioni di risparmio energetico. Possono sembrare utili, ma a volte rallentano la connessione.

Un trucchetto interessante è cambiare i DNS. Prova a configurare DNS alternativi come quelli di Google (8.8.8.8 e 8.8.4.4) o Cloudflare (1.1.1.1). Spesso sono più veloci di quelli del tuo provider e possono darti un piccolo boost. Puoi farlo sia tramite le impostazioni del router, ed in questo caso il cambiamento coinvolgerà tutti i dispositivi collegati, oppure tramite Windows.

Se sei un po’ più esperto, puoi giocare con il Quality of Service (QoS) di Windows per dare priorità al traffico dei giochi rispetto ad altre applicazioni. È come dire al tuo PC: “Ehi, quando sto giocando, questa è la cosa più importante!”.

Non sottovalutare la sicurezza

Un ultimo aspetto da sistemare è migliorare il routing verso i server di gioco, riducendo il ping. Per poter giocare al meglio come sicuramente saprete, quando si sceglie un server di gioco è bene scegliere quello geograficamente più vicino perchè in questo modo si evitano passaggi inutili e l’introduzione di latenza.

Non tutti sanno, tuttavia, che attraverso una rete privata virtuale affidabile è possibile instradare il traffico attraverso server ottimizzati per il gaming. Configurare una VPN direttamente sul tuo router, come ExpressVPN, non solo migliora la velocità di connessione, ma aiuta a proteggere anche tutti i dispositivi collegati alla tua rete.

Se diamo uno sguardo alle statistiche, infatti, l’aumento degli attacchi informatici, secondo il report 2024 di Clusit Report 2024, ha visto un aumento del 169% rispetto al 2021; più nello specifico, l’83% di questi attacchi è classificato come di gravità elevata. Molto spesso i malintenzionati sfruttano proprio il gaming, per carpire informazioni private e dati finanziari attraverso siti che promettono skin, oggetti cosmetici, account, e altri prodotti destinati ai videogiocatori.

Soluzioni Hardware Avanzate per Gamers Esigenti

Ora, se sei davvero serio riguardo al gaming online e hai un po’ di budget da investire, ci sono alcune soluzioni hardware che possono fare la differenza. Per esempio, potresti considerare l’acquisto di un router specifico per il gaming e più moderno rispetto a quello fornito dal tuo provider telefonico, come ad esempio questo MSI Radix Axe6600. Questi bestioni sono pieni di funzionalità utili come:

  • QoS automatico: priorizza il traffico di gioco
  • Beamforming: concentra il segnale Wi-Fi verso i tuoi dispositivi
  • MU-MIMO: gestisce meglio più connessioni contemporaneamente
  • Mesh: Se vivi in una casa grande, un sistema Wi-Fi mesh potrebbe essere la soluzione ai tuoi problemi di copertura. Questi sistemi distribuiscono il segnale in modo uniforme, eliminando le fastidiose zone morte.

I router più moderni, inoltre, sono forniti di una connessione WiFi 6E e WiFi 7, operande su un canale radio a 6GHZ che soffre molto meno delle interferenze causate da altri dispositivi WiFi e permette di coprire tutti gli angoli di casa.

Un’altra opzione interessante sono i powerline adapters. Questi dispositivi usano l’impianto elettrico di casa per estendere la rete cablata. È come avere un cavo Ethernet che passa attraverso le prese di corrente!

Fonte: Pixabay

Per i più tecnici, c’è anche la possibilità di sostituire la scheda di rete integrata del PC con una PCIe di fascia alta. È un upgrade un po’ più complesso, ma può dare risultati sorprendenti.

Monitoraggio e Ottimizzazione Avanzata

Se vuoi davvero andare nel dettaglio, puoi usare software come Wireshark per analizzare il traffico di rete e individuare eventuali colli di bottiglia. O, se sei un vero smanettone, puoi persino modificare i parametri TCP/IP di Windows per ottimizzare throughput e latenza. Ma attenzione, queste sono cose da fare solo se sai bene cosa stai facendo!

Fonte: Pixabay

Conclusione: Sperimentare per Trovare la Configurazione Perfetta

Ricorda sempre che ping e latenza dipendono anche da fattori esterni, come la distanza dai server di gioco. Quindi, quando possibile, scegli sempre server geograficamente vicini.

In conclusione, migliorare la tua connessione per il gaming è un po’ come fare il tuning di una macchina. Ci sono tante piccole cose che puoi fare, e l’importante è sperimentare per trovare la configurazione perfetta per te. Non aver paura di provare cose nuove, ma parti sempre dalle basi prima di lanciarti in modifiche più complesse. Con un po’ di pazienza e qualche aggiustamento, presto potrai goderti sessioni di gioco online fluide e reattive come mai prima d’ora. Buon gaming!

Le saghe dei Saiyan e di Namek nel nuovo trailer di DRAGON BALL: Sparking! ZERO

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Il nuovo trailer di DRAGON BALL: Sparking! ZERO introduce i personaggi delle prime due Saghe di DRAGON BALL Z, Saiyan e Namek.

Ve lo proponiamo di seguito.

La Saga dei Saiyan ha iniziato la rivalità tra Goku e Vegeta, cominciata con lo scontro con Raditz prima di quello con Nappa e Vegeta. A unirsi al roster da quella saga sono i Saibaman, gli umanoidi verdi che crescono da un seme, e Chiaotzu, il migliore amico di Tenshinhan e uno degli alleati di Goku in questo scontro.

La Saga di Namek segue il viaggio di Vegeta, Gohan, Krillin e Goku per rispondere alla minaccia di Frieza, il malvagio imperatore che cerca di ottenere le Sfere del Drago. Nuovi personaggi da questa saga sono Cui, Dodoria, Zarbon, Guldo, Recoome e Ginyu.

Nail, il fiero guerriero namecciano, sarà anch’esso disponibile. Anche Frieza avrà le sue forme di DRAGON BALL Z nel roster con la sua First Form, Second Form, Third Form, Fourth Form e infine la Fourth Form (Full Power) in cui combatte contro il leggendario Super Saiyan Son Goku.

DRAGON BALL: Sparking! ZERO sarà disponibile dall’11 Ottobre 2024 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (via Steam).

House of The Dragon Stagione 2 – Finale: 8 cose da aspettarsi nell’ultimo episodio

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La serie HBO, House of the Dragon Stagione 2, si appresta ad arrivare alla conclusione e i fan non vedono l’ora di scoprire cosa accadrà. Se non vi piacciono gli SPOILER, non proseguite oltre, se invece desiderate ricevere un approfondimento su cosa potrebbe accadere nell’epica battaglia tra i Verdi e i Neri, siete nel posto giusto.

La Danza dei Draghi ha inizio quando i Verdi, guidati da Aemond e dagli Hightowers, e il Team dei Neri, sotto il comando della regina Rhaenyra Targaryen, si ritrovano a farsi a “pezzi” a vicenda per rivendicare il Trono di Spade.

Tuttavia, come sappiamo dal libro Fire & Blood (Fuoco e Sangue) di George RR Martin, la vittoria non è facile, e non lo sarà neanche nella serie TV, House of the Dragon. I fan e gli spettatori – nel finale della seconda stagione – vedranno spargimenti di sangue, battaglie fra draghi piene di adrenaline e morti inaspettate …

1) Battaglie eroiche tra draghi

Nel finale della seconda stagione di House of the Dragon, assisteremo a combattimenti aerei tra creature tra cui i più pericolosi e spietati Vhagar, Caraxes e forse Tessarion.

Ripensando al sesto episodio della stagione in corso, c’è anche la possibilità che Rhaena Targaryen, che ha scoperto il drago selvaggio (Sheepstealer) che mangia le pecore e le brucia, possa in realtà rivendicarlo (qualora decidesse di legarsi a lei) e fare la sua apparizione nel finale della serie.

2) La battaglia del Condotto

Un altro momento degno di nota nel finale della seconda stagione potrebbe essere la Battaglia del Condotto, come descritto in Fire & Blood, è un obiettivo cruciale sia per i Verdi e sia per i Neri, poiché il Condotto funge da porta d’accesso per i rifornimenti e tutti i rinforzi essenziali durante la guerra civile. Tutti i personaggi principali di entrambe le “squadre” – durante questa lotta epica – saranno coinvolti in un enorme spargimento di sangue.

3) Arrivo (in grande stile) del principe Daeron e del suo drago Tessarion

Il principe Daeron, che nel libro di Martin è ironicamente conosciuto come Daeron il Temerario, potrebbe finalmente apparire nella battaglia tra i membri della sua famiglia. Il principe è stato allontanato dalla sua famiglia in tenera età per sviluppare le sue abilità di combattimento e imparare lo stile di vita. Come riportato nel libro, appare durante la Danza dei Draghi e ora ci chiediamo, dopo che è apparso due volte negli episodi precedenti, se nella serie HBO farà altrettanto.

4) La rabbia di Aemond e la strategia per eliminare i rivali

L’aggressività di Aemond Targaryen e la mossa strategica per detronizzare la sorellastra Rhaenyra si tradurranno nell’ordine a Vhagar di prepararsi a distruggere le posizioni chiave del team dei Neri. Poiché i Verdi hanno il più grande e uno dei draghi più abili, Vhagar, Aemond si assicurerà di usare il suo fedele compagno con le migliori strategie possibili.

House of the Dragon: Aemond Targaryen

Aemond Targaryen

Aemond Targaryen ha pianificato e combattuto con i membri della sua famiglia per molto tempo solo per consolidare il suo status nella Casa Targaryen. Il suo obiettivo principale è di sottomettere completamente la Regina Rhaenyra Targaryen e il suo esercito. E quale miglior modo se non usando il potente Vhagar?

5) Possibile contributo di Daemon Targaryen da Harrenhal

Daemon Targaryen è uno dei figli minori di Baelon Targaryen, ed è il fratello di re Viserys I Targaryen nonché secondo marito della regina Rhaenyra. Rappresenta uno dei personaggi più spietati tra i Neri. Durante la battaglia finale, Daemon sarà posizionato nel castello prominente di Harrenhal, e – verosimilmente – dovrà condurre l’esercito dal castello (in rovina) nel bel mezzo della battaglia. Il suo aiuto potrebbe contribuire a dare al “Team Green” una notevole possibilità di distruggere una delle posizioni chiave dei nemici.

Daemon Targaryen

6) Cambiamento politico ad Approdo del Re

Come sappiamo, il Trono di Spade si trova ad Approdo del Re, e i Verdi e i Neri stanno cercando di conquistarlo. Re Aegon – a seguito del tragico “incidente” occorsogli durante l’episodio “Il drago rosso e il drago dorato” è troppo instabile per governare il regno, il che alla fine fornirà ad Aemond una significativa possibilità di prendere il controllo a discapito proprio di suo fratello. C’è la possibilità che Alicent e Otto vengano espulsi dalla corte, dando origine a gravi conflitti interni e a piani subdoli per sovvertire le sorti di Approdo del Re e del trono mentre il re è forzatamente bloccato nel suo letto.

Approdo del Re

7) Il piano della regina Rhaenyra per rivendicare la vittoria

Mentre Aemond e il suo team stanno pianificando di sottomettere Rhaenyra Targaryen e il suo esercito, la Regina è pronta con il suo piano strategico a sfruttare una moltitudine di draghi in battaglia. In questo modo il Team Nero sarà in grado di rivendicare la vittoria con maggiori possibilità. E proprio perché si tratta della Danza dei Draghi, è innegabile che le mastodontiche creature svolgeranno dei ruoli altrettanto importanti durante la Guerra.

Rhaenyra Targaryen

8) Coinvolgimento delle famiglie Stark e Lannister

Sebbene la guerra sia principalmente tra i membri della Casa Targaryen, il finale potrebbe cambiare un po’ le carte in tavola, coinvolgendo gli Stark dal Nord e i Lannister dall’Ovest di Westeros. I loro eserciti sono in movimento, il che suggerisce che la battaglia per il Trono di Spade non è confinata ad un solo luogo.

Jason Lannister

Vi ricordiamo che il finale della seconda stagione di House of the Dragon andrà in onda su SKY e Now TV il 4 agosto 2024.

Nuovo trailer per Visions of Mana: demo disponibile da oggi!

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Square Enix ed Ouka Studios hanno rilasciato un nuovo trailer di approfondimento per Visions of Mana, dedicato agli Elemental Vessels.

Il trailer mostra le nuove possibilità legate al combat ed all’esplorazione dei “Vessel of Earth: Gnome Shovel”, “Vessel of Light: Lumina Lantern” e “Vessel of Darkness: Shade Sight”.

Inoltre è stata rilasciata una demo dell’action RPG per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series e PC via Steam e Microsoft Store. Nella prova gratuita sarà possibile avere un assaggio non solo del lato esplorativo del titolo, ma anche del sistema di combattimento e della storia. Inoltre, giocando alla demo sarà possibile accedere a tre armi nel gioco completo:

  • Gladius (spaca piccola per Val)
  • Falx (spada grande per Val)
  • Horn Lance (lancia per Val)

Visions of Mana è in uscita per PlayStation 5Xbox SeriesPlayStation 4 e PC via Steam e Microsoft Store il prossimo 29 Agosto.

Recensione KAKU: Ancient Seal, un’esperienza piena di difetti ma che vale la pena provare

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KAKU: Ancient Seal
KAKU: Ancient Seal - immagine di copertina

Il genere action-adventure ha avuto – dopo una considerevole flessione – una crescita negli ultimi dieci anni, grazie a titoli del calibro di The Legend of Zelda: Breath of the Wild – che non solo ha fissato un nuovo benchmark per il genere ma ha anche ispirato produzioni come Immortals: Fenyx Rising, l’affascinante Tchia, il particolarissimo Kena: Bridge of Spirits e tanti altri. La prima grande uscita dello sviluppatore indipendente Bingobell (che ha dalla sua esclusivamente un minuscolo titolo VR del 2017 chiamato Tales of Glacier), Kaku: Ancient Seal, sembra aver tratto sicuramente un po’ di ispirazione dai titoli citati, soprattutto dall’epica avventura di Nintendo (e dal suo sequel), ma al netto dei tanti difetti – dovuti al low budget del prodotto – è riuscito a lasciarci qualcosina. Ma andiamo per gradi!


Versione testata: PC (Steam)


Un’antica profezia deve essere compiuta

Indossiamo i panni di un bambino chiamato Kaku che – suo malgrado – si trova invischiato in un’antica profezia che deve essere adempiuta, riunendo gli spiriti elementali che un tempo formavano le fondamenta del mondo, e allo stesso tempo scoprendo i misteri di un’antica calamità che ha causato grande devastazione e riportando il mondo al suo originario equilibrio. Ad accompagnare la nostra “epica” avventura, un simpaticissimo porcellino volante, amico ed alleato del giovane Kaku, i quali dovranno collaborare per esplorare i quattro regni (divisi in macro-aree liberamente esplorabili) nella speranza di trovare i Templi Elementali che ospitano importanti artefatti. La storia in sé è facile da seguire ma – complice anche un impianto narrativo che dire generico è dire poco – non è ciò che rende Kaku: Ancient Seal così “affascinante” e – a tratti – ispirato.

Un mondo tanto affascinante quanto strano

Gli elementi si trovano su quattro continenti e le suddette regioni sono in sintonia con quegli elementi. Ci sono montagne innevate, un paradiso tropicale, dune del deserto e una lussureggiante foresta verde sulla costa di un vulcano dormiente. Questi luoghi – considerando anche il budget modesto della produzione – sono a dir poco bellissimi caratterizzati da colori vivaci e un’acqua limpida – finemente realizzata – che attraversa la mappa di gioco; man mano che ci si addentra in essa, il clima e gli ambienti si evolvono e diventano più oscuri e minacciosi. Ambienti altrettanto caratteristici da esplorare, in un mix un po’ strano in termini grafici, in quanto mentre i paesaggi sono – come detto – fantastici, le animazioni risultano essere traballanti con texture in vero stile PlayStation 2. Queste incongruenze grafiche sono il chiaro segno che ci troviamo dinanzi ad un prodotto realizzato da un piccolo team e dal budget striminzito.

KAKU: Ancient Seal
KAKU: Ancient Seal – ambientazione

Un qualcosa che si evince anche dalla quantità di elementi inseriti nel mondo di gioco (un po’ tanto spoglio). I nemici sono sparsi qua e la nel paesaggio, così come i forzieri del tesoro da trovare e le quest secondarie (ridotte all’osso). Abbiamo avuto l’impressione che l’idea di base sia stata quella di sviluppare grandi livelli (dando al giocatore un colpo d’occhio davvero notevole) per il solo gusto di farlo e non perché ce ne fosse effettivamente bisogno. Se fosse uscito almeno due decenni fa, staremmo elogiando la produzione, invece la scelta di creare un mondo troppo grande non è stata proprio delle migliori. Si poteva realizzare un mondo più contenuto indirizzando il budget verso altro, davvero un peccato!

Wilma, dammi la clava!

In termini squisitamente di gameplay, anche qui è stato necessario fare più d qualche sacrificio. A partire dal moveset di Kaku che permette di fare il minimo sindacale; attaccare in mischia (grazie alla sua clava), dalla distanza, parare e schivare. Il tutto condito da attacchi speciali (che consumano la barra della stamina). Niente di particolarmente innovativo o significativo. Abbiamo trovato il bilanciamento della difficoltà un po’ discutibile. Molti nemici (dalle fattezze e dalla varietà non proprio indimenticabili) sono facili da abbattere e richiedono di premere semplicemente a ripetizione i pulsanti, ma tra loro ci sono nemici casuali che sembrano assorbire i danni come una dannata spugna. Questi nemici appaiono proprio come i loro compagni più deboli, ma hanno una tolleranza ai danni molto più alta, il che sta a significare che non sono più difficili da combattere, soltanto più fastidiosi. Dopo aver potenziato il nostro eroe (attraverso cristalli e risorse speciali oltre a particolari Chiavi), soprattutto quando si è chiamati ad eliminare il boss di turno, qualsiasi altro combattimento ci è sembrato fin troppo banale da portare a compimento. Detto questo, non possiamo non menzionare l’adorabile Porcellino rosa. Questo conferisce a Kaku alcune fantastiche abilità, come camminare sull’acqua (vedasi l’immagine in basso) o saltare attraverso una grande distanza. Abilità, piuttosto divertenti da utilizzare.

KAKU: Ancient Seal
KAKU: Ancient Seal, il nostro protagonista può “camminare” sull’acqua

Nel complesso, il combattimento è sufficientemente buono e può essere abbastanza divertente a patto di giocare a piccole dosi in quanto, più si va avanti, e più si avrà la sensazione di fare le stesse identiche cose. Fortunatamente il puzzle-solving e il platforming aiutano un po’ a mitigare le mancanze del gameplay. Si tratta (purtroppo) di cose già viste: doppio salto, corsa a mezz’aria, e via discorrendo. Tutte meccaniche però assolutamente necessarie per completare i templi elementali e i vari enigmi e/o altri segreti presenti (che ricompensano con equipaggiamenti e risorse), fra cilindri rotanti, muri d’acqua che salgono, labirinti mortali e leve da tirare. Queste sezioni – offrono un buon tasso di sfida e non sono affatto male da giocare, anzi (alcune richiedono anche di riflettere bene la mossa da fare) ma – a tratti – le abbiamo trovate frustranti a causa di un level design un po’ “legnosetto” e old style.

Commento finale

Kaku: Ancient Seal è – seppur con i tanti limiti dovuti alla scarsità di budget – un buon rappresentante del genere action-adventure in terza persona. Le meccaniche di base sono sufficientemente coinvolgenti e il mondo di gioco, grazie alla varietà di biomi, offre un colpo d’occhio impressionante. Purtroppo la narrazione non è profonda come dovrebbe ed il combat system, sebbene ci sia una ricchezza di nuove mosse che i giocatori possono imparare sopra la media, non è bilanciato benissimo, il che rende i combattimenti troppo banali e semplificati. Gli appassionati del genere apprezzeranno sicuramente i quattro continenti e i contenuti unici associati a ciascuno di essi. Ma l’intera esperienza ne avrebbe sicuramente beneficiato se lo sviluppatore si fosse concentrato più sui contenuti che sulla mappa di gioco (troppo grande e spoglia di elementi).

Avengers: Doomsday, tutto quello che sappiamo da Tony Stark a Dottor Destino, da The Kang Dynasty ad Infamous Iron Man!

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Si tratta di una delle notizie dell’anno, che ha scombussolato i fan in giro per il mondo: Robert Downey Jr. tornerà all’MCU nei panni del Dottor Destino nel prossimo Avengers: Doomsday e nel successivo Avengers: Secret Wars.

Ma cosa sappiamo della pellicola? Nonché delle ragioni alla base del ritorno di Robert Downey Jr.? Questo e molto altro nel nostro articolo, col quale cerchiamo di fare chiarezza sulla situazione.

Ecco i due prossimi grandi appuntamenti dell’MCU.

Dov’è finito The Kang Dynasty?

Il quinto capitolo della saga dedicata agli Avengers sarebbe dovuto chiamarsi The Kang Dynasty. Nel film, i nuovi Vendicatori avrebbero dovuto affrontare nientemeno che il Concilio dei Kang, intravisto nella post credit di Ant-Man and the Wasp: Quantumania. Si tratta di un’unione multiversale di tutte le varianti di Kang il Conquistatore che, dopo gli eventi di Quantumania, si era decisa ad intervenire contro gli eroi dell’MCU che costituivano una grave minaccia ai loro propositi di dominio.

Tuttavia, gli eventi di cronaca che hanno portato all’arresto ed alla condanna di Jonathan Majors (l’attore che prestava il volto a Kang) hanno portato la Marvel dapprima a licenziarlo e poi rimettere mano alla pellicola.

Da tempo circolavano nell’ambiente rumors che volevano un cambio di rotta da parte di Kevin Feige, consapevole che al di là delle vicende processuali di Majors, la storyline di Kang non aveva suscitato l’interesse richiesto, complici anche diversi progetti non all’altezza delle aspettative del pubblico. Proprio alcuni rumors parlavano di un cambio di focus portando l’attenzione da subito sul Dottor Destino, personaggio chiave di Secret Wars.

Pertanto, allo stato attuale possiamo desumere che la sceneggiatura originale di The Kang Dynasty verrà pesantemente riadattata per far posto a Doomsday. Ed il Concilio dei Kang? Possibile che venga mostrato solo il suo annientamento per opera dello stesso Destino. Oppure verrà semplicemente spiegato come retcon alla luce del finale di Loki 2.

Perché è stato scelto Robert Downey Jr. per interpretare Destino?

L’attore premio Oscar come miglior attore non protagonista per Oppenheimer vestirà i panni del famosissimo villain, considerato da molti come uno dei migliori cattivi fumettistici di casa Marvel. Addirittura nella classifica top 100 di IGN, il Dottor Destino conquista il terzo posto assoluto, dietro solo ad icone altrettanto fondamentali come il Joker di casa DC e Magneto.

Si tratta di un ritorno sensazionale, dopo lo struggente ed eroico sacrificio del Tony Stark dell’MCU che ha permesso la disfatta finale di Thanos in Avengers: Endgame. Ovviamente, RDJ non interpreterà lo stesso personaggio: si tratterà, grazie ai risvolti del Multiverso, di una versione del Dottor Destino che ha le stesse sembianze del Tony Stark al quale ci eravamo abituati.

Different mask, same task.

Una mossa sicuramente furba da parte di Kevin Feige e dei fratelli Russo, che tornano alla regia dei prossimi due Avengers dopo aver battuto ogni record con la coppia Infinity War / Endgame. Ma non si tratta solo di una scelta ammiccante nei confronti dei fan e del botteghino.

Le doti attoriali di Robert Downey Jr. sono note e non hanno bisogno di presentazioni. Indubbiamente sarà all’altezza di un ruolo così carismatico e complesso come quello di Destino. Ma l’aspetto più intrigante è soprattutto nella potenzialità delle dinamiche che potranno innescarsi tra gli eroi della Sacra Linea Temporale ed il nuovo Destino con un volto a loro così familiare. Basti immaginare le sensazioni che potranno suscitare l’incontro tra Spider-Man o con Bruce Banner o con Doctor Strange. Senza dimenticare la lunga storia editoriale del personaggio che ha visto, tra l’altro, addirittura lo stesso Tony Stark diventare Destino in alcune occasioni… e viceversa. Non crediamo sarà questo il caso, visto che gli stessi fratelli Russo lo hanno presentato sul palco della San Diego Comic-Con semplicemente come Victor Von Doom. Ad ogni modo, il potenziale è davvero incredibile.

Nella storyline What If Iron Man: Demon in an Armor, a causa di un esperimento le coscienze dei giovani Tony Stark e Victor Von Doom vengono scambiate. Tony finisce deportato ed in miseria a Latveria, mentre Von Doom gode del benessere e privilegi di essere rampollo delle Stark Industries. In contesti diametralmente opposti nascono sia Iron Man sia il Dottor Destino. Si tratta di una storyline affascinante, ma forse un pizzico troppo complessa da mettere nel calderone di Doomsday.

Viceversa, nella recente storyline del 2016 chiamata Infamous Iron Man, Victor prende il posto di Tony Stark dopo gli eventi di Civil War II. Anche questa può essere un’ipotesi affascinante che potrebbe fornire spunti interessanti, anche se rischia di ridurre il pathos del vero Destino, che a nostro avviso meriterebbe un adattamento meno ardito.

Fun fact: Robert Downey Jr. ebbe l’opportunità di interpretare il celebre villain già per I Fantastici 4, perdendo il ruolo in favore di Julian McMahon. Un vero e proprio scherzo del… Destino.

Chi è il Dottor Destino?

Gli appassionati fan Marvel possono saltare a piè pari questo piccolo approfondimento.

Per tutti gli altri, sappiate che il Dottor Destino, il cui vero nome è Victor Von Doom, è un personaggio dei fumetti statunitensi creato da Stan Lee e Jack Kirby che ha esordito in The Fantastic Four n. 5 (luglio 1962) pubblicato da Marvel Comics.

Signore e monarca di Latveria, nell’Europa centrale, è un supercriminale arcinemico dei Fantastici 4 che tuttavia si è scontrato molto spesso anche con altri supereroi tra cui Spider-Man e gli Avengers. Uomo dall’intelligenza geniale, è altresì uno stregone formidabile. Compagno d’università e di stanza di Reed Richards, futuro Mister Fantastic dei Fantastici 4, è vittima di un incidente durante un esperimento. Come esito, il suo volto verrà completamente sfigurato e cacciato dall’università. Dopo aver approfondito le arti oscure in Tibet, costruisce un’armatura ed una maschera nei quali riverserà ogni sua geniale competenza di robotica ed alchimia.

Una delle tavole più rappresentative della forza e determinazione di Destino.

Personaggio estremamente complesso e stratificato, terribile e spietato, ma con un suo senso dell’onore molto forte. Il suo obiettivo è stato sempre quello di dominare il mondo illudendosi di poter estendere il totale benessere della propria nazione (governata con pugno di ferro ma divenuta una società ideale praticamente perfetta) a tutti gli abitanti del pianeta. Si è reso protagonista negli anni di atti di enorme generosità nei confronti dei suoi avversari, aiutandoli in diverse circostanze sul piano personale e contro minacce superiori.

Cosa accadrà in Avengers: Doomsday?

Si tratta della classica domanda da un milione di dollari, ma possiamo provare a fare qualche ipotesi.

Prendendo le redini da ciò che doveva essere The Kang Dynasty e dal tema delle incursioni già anticipato in diversi progetti dell’MCU, probabilmente Doomsday ruoterà intorno al tentativo di conquista del multiverso da parte del Dottor Destino.

Libera la via dal Concilio dei Kang (lo ripetiamo: per opera del finale di Loki 2 o chissà proprio a causa di Destino), Destino potrebbe salire in cattedra e veicolare la storia di Doomsday fino a Secret Wars in cui rivestirà un ruolo chiave.

Doom in Secret Wars diventa quasi invincibile.

Lo stesso Destino potrebbe infatti essere motivato da ciò che è accaduto nel proprio mondo. Posto infatti che si tratta di una variante del Multiverso, secondo alcuni giornalisti la trama di The Fantastic Four: First Steps potrebbe avere un ruolo determinante. Infatti sia Destino sia i Fantastici 4 potrebbero far parte della medesima realtà alternativa e ritrovarsi, loro malgrado, con la distruzione della propria Terra a causa di Galactus (che possiamo ammirare nel primo trailer leakato). Un motivo che potrebbe spiegare l’arrivo di entrambi nella Terra della Sacra Linea Temporale… ed una ragione per Destino di cercare vendetta contro i poteri più alti dell’universo Marvel.

Questo potrebbe portare dunque direttamente a Secret Wars, in cui nei fumetti Destino svolge un ruolo fondamentale. La trama principale vede gli ultimi due universi sopravvissuti al fenomeno delle “incursioni” trasportati nel Battleworld, un pianeta diviso in molti territori, ciascuno combinazioni di vari universi. Un mondo governato da Destino, in grado di rubare i poteri onnipotenti agli Arcani.

In Doomsday quindi è possibile che Destino possa riuscire nell’impresa di entrare in possesso del potere onnipotente degli Arcani per plasmare il Multiverso a suo piacimento… e poi condurre agli eventi di Secret Wars.

Col senno di poi: sarebbe stato davvero difficile fare un Secret Wars senza Destino.

Nuovo trailer per Harry Potter: Campioni di Quidditch, partono i pre-order!

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Warner Bros. Games ha distribuito oggi il primo trailer ufficiale del preordine “Benvenuti studenti” per Harry Potter: Campioni di Quidditch, permettendo ai fan di dare una prima occhiata al gioco ispirato al famoso sport magico.

Il filmato mostra la modalità carriera per giocatore singolo e quella competitiva online, oltre ad un’anteprima degli iconici personaggi giocabili come Ron Weasley e Draco Malfoy. Il trailer dà anche spazio allo stadio della Coppa del Mondo di Quidditch e ad alcune delle epiche arene ambientate in luoghi iconici del mondo magico.

A partire da oggi, i fan possono prenotare le edizioni digitali di Harry Potter: Campioni di Quidditch per Xbox Series X|S, Xbox One e PC (Steam ed Epic Games Store) e l’edizione fisica per Playstation 5, Playstation 4, Xbox Series X|S, Xbox One. L’edizione digitale Standard è in vendita al prezzo suggerito di 29,99 € e le edizioni digitale e fisica Deluxe al prezzo suggerito di 39,99 €. Al momento non sono previste microtransazioni nel gioco. Gli utenti che prenotano il gioco riceveranno la skin della scopa Firebolt Supreme.

L’edizione Deluxe include il gioco base, i pacchetti della Case di Serpeverde, Tassorosso, Corvonero e Grifondoro e 2.000 pezzi d’oro da spendere nel gioco. (L’oro si ottiene solo man mano che si prosegue nel gioco.)

Il pacchetto Casa di Serpeverde include: 

  • Skin Serpeverde per scopa Stormrider Uragano 
  • Uniforme scolastica da viaggio dei Serpeverde 
  • Stemma emblema di Serpeverde 

    Il pacchetto Casa di Tassorosso include: 
  • Skin Tassorosso per scopa Stormrider Tempesta di sabbia 
  • Uniforme scolastica da viaggio dei Tassorosso 
  • Stemma emblema di Tassorosso 

    Il pacchetto Casa di Corvonero include: 
  • Skin Corvonero per scopa Stormrider Ciclone 
  • Uniforme scolastica da viaggio dei Corvonero 
  • Stemma emblema di Corvonero 

    Il pacchetto Casa di Grifondoro include: 
  • Skin Grifondoro per scopa Stormrider Tempesta di fuoco
  • Uniforme scolastica da viaggio dei Grifondoro 
  • Stemma emblema di Grifondoro

Harry Potter: Campioni di Quidditch sarà disponibile per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One e PC (Steam ed Epic Games Store) dal 3 Settembre 2024 in versione digitale Standard e Deluxe. L’edizione fisica Deluxe sarà disponibile per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X e Xbox One dall’8 Novembre 2024. L’edizione per Nintendo Switch verrà rilasciata durante le festività natalizie del 2024.

In aggiunta, l’edizione Standard di Harry Potter: Campioni di Quidditch sarà disponibile senza costi aggiuntivi per tutti gli iscritti a PlayStation Plus dal 3 al 30 Settembre 2024. La skin per la scopa Firebolt Supreme sarà disponibile nello stesso periodo come pacchetto da riscattare per gli iscritti a PlayStation Plus. Gli iscritti a PlayStation Plus che scaricano il gioco nel periodo indicato, continueranno ad avere accesso allo stesso per tutta la durata dell’iscrizione.

EA SPORTS FC 25, il secondo Deep Dive è dedicato alla modalità Rush

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EA SPORTS FC 25 torna a mostrarsi, stavolta col il secondo Deep Dive dedicato alla modalità Rush. Dopo il primo approfondimento di pochi giorni fa, stavolta al centro dell’attenzione è la modalità 5 vs 5 denominata Rush che sarà inclusa nel titolo in uscita il 27 Settembre 2024.

L’approfondimento di EA SPORTS FC 25 è stato presentato da Danillo Abreu, il Game Designer dietro Rush, e dal collega e co-designer Breno Leão.

Per tutti i dettagli, vi invitiamo a dare uno sguardo al video qui di seguito:

Vi ricordiamo che EA SPORTS FC 25 sarà disponibile il 27 Settembre 2024 e con early access attraverso la Ultimate Edition a partire dal 20 Settembre 2024. I Pre-orders sono ora disponibili per EA SPORTS FC 25, che sarà accessibile da PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, e Nintendo Switch. 

The Fantastic Four: First Steps, leakato il primo trailer: arriva Galactus!

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Joseph Quinn, Ebon Moss-Bachrach, Pedro Pascal and Vanessa Kirby of Marvel Studios' "The Fantastic Four" at the 2024 San Diego International Comic-Con on July 27, 2024 in San Diego, California. (Photo by Gilbert Flores/Variety via Getty Images)

Prime immagini trapelate per The Fantastic Four: First Steps, pellicola MCU in cui farà il proprio esordio la famosa first family.

Vi proponiamo il teaser in questione reperito dai social, tuttavia badate bene: si tratta di footage introduttivo, perlopiù di test, per far capire il tono della pellicola le cui riprese inizieranno ufficialmente il 30 Luglio.

Il film sarà inoltre ambientato negli anni ’60 in un universo retrofuturistico. Pertanto, sembra proprio che i Fantastici 4 appartengano ad una differente Terra di quella principale vista nel classico MCU. Il trailer mostra i protagonisti in abiti civili e con le tute spaziali.. ma soprattutto include uno sguardo del terribile Galactus, il cui volto sbuca alla finestra di un grattacielo!

La pellicola, diretta da Matt Shakman, vedrà nel cast Pedro Pascal (Reed Richards), Vanessa Kirby (Susan Storm), Joseph Quinn (Johnny Storm) Ebon Moss-Bachrach (Ben Grimm), Julia Garner (Shalla-Bal / Silver Surfer), Ralph Ineson (Galactus), John Malkovich, Paul Walter Hauser e Natasha Lyonne.

Alla luce del sorprendente annuncio del ritorno di Robert Downey Jr. nei panni del Dottor Destino, che anche lui si possa affacciare all’interno della pellicola, magari in una post credit? Lo scopriremo!

The Fantastic Four: First Steps arriverà al cinema il 25 Luglio 2025.

Mortal Kombat 1, annunciata l’espansione Khaos Reigns: tutti i dettagli sui contenuti ed i nuovi personaggi in arrivo

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Warner Bros. Games e NetherRealms hanno annunciato ufficialmente l’arrivo dell’espansione di Mortal Kombat 1, denominata Khaos Reigns.

Contestualmente, arriverà altresì il “Kombat Pack 2” che vedrà il ritorno di personaggi amati come Noob Saibot, Sektor e Cyrax, affianco a guest star come Ghostface dal franchise di Scream, il Conan di Arnold Schwarzenegger ed il T-1000 da Terminator 2.

Khaos Reigns includerà nuovi capitoli della storia ambientati dopo gli eventi visti nel gioco base. Quando una pericolosa minaccia arriva da una linea temporale alternativa, guidata dallo spietato Titano Havik, la cui unica missione è gettare i regni nel caos, Liu Kang deve radunare i suoi campioni e riporre fiducia nei suoi nemici per sconfiggere questo grave pericolo. Se falliscono, la Nuova Era sarà ridotta all’anarchia.

Altresì includerà il “Kombat Pack 2”, altrimenti non disponibile per l’acquisto separato. Ci sarà invece un bundle contenente “Khaos Reigns” ed il “Kombat Pack 1”. I pre-order dell’espansione includerà quattro skin esclusive: “Wedding Scorpion”, “Ultimate Mortal Kombat 3 Sub-Zero”, “Empress Mileena” e “Ultimate Mortal Kombat 3 Noob Saibot”.

Una buona notizia invece per tutti i fan: è in arrivo un update gratuito che introdurrà le “Animality”, finisher che hanno esordito in Mortal Kombat 3.

Khaos Reigns arriverà il prossimo 24 Settembre a € 49.99 su PlayStation 5, Xbox Series, e PC, mentre ad € 39.99 su Nintendo Switch. Mortal Kombat 1 (per il quale trovate qui la nostra recensione) è disponibile per PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch e PC via Steam and Epic Games Store.

Like a Dragon: Yakuza, primo trailer per la serie Prime Video

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In occasione del San Diego Comic-Con, Amazon Prime video ha condiviso il primo teaser trailer per Like a Dragon: Yakuza, la serie TV live action ispirata alla celebre saga SEGA.

Ve lo proponiamo di seguito, grazie all’account ufficiale YouTube di Prime Video.

La serie, annunciata ad inizio Giugno, adatterà una sceneggiatura originale liberamente ispirata agli eventi del primo indimenticabile capitolo della serie, con protagonista il leggendario Drago di Dojima, Kazuma Kiryu, interpretato dal celebre attore giapponese Ryoma Takeuchi.

La produzione comprenderà sei episodi che verranno distribuiti da Amazon per gli abbonati a Prime Video, ed è diretta da Masaharu Take, meglio conosciuto per la serie drammatica The Naked Director.

Like a Dragon: Yakuza sarà disponibile su Amazon Prime Video in oltre 240 Paesi e territori in tutto il mondo, il prossimo 24 Ottobre.

The Boys, in arrivo la serie prequel Vought Rising con Jensen Ackles

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Nel corso del San Diego Comic-Con, Amazon Prime Video ha confermato che è in arrivo una nuova serie spin-off di The Boys: stavolta si tratta di Vought Rising, un prequel con protagonisti Jensen Ackles ed Aya Cash.

La serie esplorerà le origini della potente multinazionale Vought, riportando sulla scena due dei personaggi più apprezzati dai fan: Soldatino, interpretato da Jensen Ackles, e Stormfornt, interpretata da Aya Cash. I primi indizi sulla trama parlano di una narrazione che ruoterà intorno ad un caso di omicidio avvenuto negli anni Cinquanta all’interno della nascente Vought.

Vought Rising entra a far parte della crescente scuderia di serie tratte dall’universo narrativo creato da Garth Ennis e Darick Robertson, che ha visto negli anni l’arrivo, su Prime Video, non solo la principale The Boys ma anche la serie animata antologica The Boys: Diabolical e lo spin-off Gen V.

Proprio quest’ultimo sarà il prossimo appuntamento per i fan del franchise, in arrivo nel 2025. Viceversa, la stagione conclusiva di The Boys arriverà non prima del 2026.

Resta da capire quando potrà arrivare sugli schermi Vought Rising, se prima o dopo The Boys 5. Ad oggi non ancora confermata invece la sorte dell’ulteriore progetto legato alla saga ambientato in Messico.

Doctor Who, annunciato lo spin-off The War Between the Land and the Sea

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Nel corso del San Diego Comic-Con, Disney e BBC hanno annunciato l’arrivo di un nuovo spin-off della leggendaria serie Doctor Who, chiamato The War Between the Land and the Sea.

Si tratterà di una miniserie in cinque parti che avrà come protagonisti Russell Tovey (Quantico, Years and Years) e Gugu Mbatha-Raw (Loki, Surface) insieme ai veterani del franchise Jemma Redgrave (nel ruolo di Kate Lethbridge-Stewart) e Alexander Devrient (nel ruolo del colonnello Ibrahim). Tovey e Mbatha-Raw non interpretano gli stessi ruoli già ricoperti fugacemente in passato nella serie principale.

Quando una specie antica e temibile emerge dall’oceano, rivelandosi in modo drammatico all’umanità, si innesca una crisi internazionale. Con l’intera popolazione a rischio, UNIT entra in azione mentre la terra e il mare dichiarano guerra.

La serie segnerà il ritorno dei Sea Devils, classici villains della serie originale. Hanno esordito nel lontano 1972, per poi essere recentemente protagonisti anche di uno speciale del 2022 intitolato Legend of the Sea Devils. In quell’occasione, ad affrontarli ci aveva pensato il Dottore interpretato da Jodie Whittaker.

Russel T Davies si occuperà dello spin-off insieme a Pete McTighe (A Discovery of Witches). “Sono così fortunato a lavorare con un cast così magnifico” ha dichiarato lo showrunner. “E questa è una serie enorme, grossa ed emozionante che scuoterà il Whoniverse“. Le riprese inizieranno ad Agosto, con Dylan Holmes-Williams nel ruolo di regista.

Non solo. Il Comic-Con è stato anche l’occasione per condividere un primo sguardo a Joy to the World, lo speciale natalizio di Doctor Who scritto da Steven Moffat che vedrà la partecipazione di Nicola Coughlan, star di Bridgerton.

The War Between the Land and the Sea arriverà prossimamente su BBC e, fuori dal Regno Unito in tutto il mondo, su Disney+.

Robert Downey Jr. tornerà ufficialmente nel MCU come Dottor Destino

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Dottor Destino

Il Marvel Cinematic Universe non ha ancora visto l’ultima apparizione di Robert Downey Jr. L’attore, noto soprattutto per aver interpretato Iron Man, tornerà ufficialmente nei film tratti dai fumetti nei panni del supercriminale Dottor Destino per due pellicole, Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars.

Il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feigeha annunciato la notizia durante il panel del Comic-Con di San Diego tenutosi il 27 luglio 2024. Ha anche confermato che i fratelli Russo (Anthony Russo e Joseph Russo) dirigeranno Avengers: Doomsday, la cui uscita è prevista per maggio 2026.

Stessa maschera, nuovo compito“, ha dichiarato Downey al pubblico dal palco. L’attore si dirigerà stavolta verso il lato oscuro interpretando il villain iconico dei Fantastici Quattro, Victor von Doom, che apparirà anche in Avengers: Secret Wars a maggio 2027.

L’account ufficiale dei Marvel Studios X ha rapidamente pubblicato l’entusiasmante annuncio sui social media. “I fratelli Russo tornano a dirigere Avengers: Doomsday dei Marvel Studios, con Robert Downey Jr. nel ruolo del Dottor Destino. Solo nei cinema a maggio 2026. #SDCC “, si leggeva nella didascalia su X.

Avengers: Doomsday si chiamava originariamente The Kang Dynasty, ma lo studio ha cambiato nome dopo che Jonathan Majors è stato licenziato dall’MCU in seguito al processo per violenza domestica e alla condanna dello scorso anno.

Downey Jr. ha fatto il suo debutto nell’MCU nel film Iron Man del 2008 , apparendo in dieci film della saga, tra cui Iron Man 2, Iron Man 3, L’incredibile Hulk, The Avengers, Captain America: Civil War, Avengers: Age of Ultron, Spider-Man: Homecoming, Avengers: Infinity War e Avengers: Endggame.

L’ultima apparizione dell’attore 59enne è stata in Avengers: Endgame (2019), in cui il suo personaggio si è sacrificato per sconfiggere Thanos e salvare l’universo. L’attore ha recentemente dichiarato che sarebbe aperto a tornare in una pellicola Marvel. “Felicemente. È una parte troppo integrante del mio DNA“, ha detto in un’intervista nell’aprile 2024 con Esquire Magazine.

Quel ruolo mi ha scelto. E come dico sempre, mai scommettere mai contro Kevin Feige. È una scommessa persa. Lui vincerà sempre“, ha aggiunto.

Siete contenti di questa notizia? Restate sintonizzati per saperne di più su Avengers: Doomsday

Agosto 2024, ecco tutti i principali giochi in uscita

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Dopo alcuni mesi piuttosto tranquilli, Agosto 2024 segna il ritorno di importanti produzioni: ecco tutti i principali titoli in uscita!

Una vera e propria ondata di giochi interessanti, tra indie e lavori ad alto budget, si riverserà nel corso del mese. Si inizia con colpi sicuri quali Cat Quest III e SteamWorld Heist II, il tradizionale EA Sports Madden NFL 25 per poi giungere rapidamente a quel Black Myth: Wukong che tanto ha fatto parlare di sé nel corso degli anni. Nel corso di Agosto vedremo anche l’esordio ufficiale del controverso Concord, il ritorno di una grande serie con Visions of Mana nonché l’arrivo di uno dei primi blockbuster che anticiperà la stagione autunnale, ovvero Star Wars: Outlaws.

Ecco di seguito una lista (con i trailer completi) dei titoli di Agosto 2024: troverete anche un comodo link per Amazon, per assicurarvi il prezzo più basso disponibile!

1° Agosto

  • Thank Goodness You’re Here (PC, Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5)
  • Sword of Convallaria (PC)

6 Agosto

  • Level Zero: Extraction (PC)
  • Bleak Faith: Forsaken (Xbox Series, PlayStation 5)
  • CYGNI: All Guns Blazing (PC, Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5)

8 Agosto

  • Deathbound (PC, Xbox Series, PlayStation 5)
  • SteamWorld Heist II (PC, Nintendo Switch, Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5)

14 Agosto

  • Sam & Max: The Devil’s Playhouse Remastered (PC, Nintendo Switch, Xbox One, PlayStation 4)
  • Streets of Rogue 2 (PC – Early Access)

15 Agosto

  • Dredge – The Iron Rig (PC, Nintendo Switch, Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5)

16 Agosto

  • EA Sports Madden NFL 25 (PC, Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5)

20 Agosto

  • Black Myth: Wukong (PC, PlayStation 5)
  • Dustborn (PC, Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5)

21 Agosto

  • Mika and The Witch’s Mountain (PC, Nintendo Switch)

22 Agosto

  • Tactical Breach Wizards (PC)

23 Agosto

26 Agosto

  • World of Warcraft: The War Within (PC)

27 Agosto

  • SMITE 2 (PC)

29 Agosto

  • Gundam Breaker 4 (PC, Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5)
  • Gori: Cuddly Carnage (PC, Nintendo Switch, Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5)
  • Squirrel with a Gun (PC)
  • Akimbot (PC, Xbox Series, PlayStation 5)

30 Agosto

  • Breachway (PC – Early Access)

Recensione The Legend of Heroes: Trails through Daybreak, il ritorno della migliore saga RPG che nessuno ha giocato

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La nostra recensione di The Legend of Heroes: Trails through Daybreak si apre con un’accesa provocazione, quella che avrete letto nel titolo: il ritorno della migliore saga RPG che nessuno ha giocato. Al di là del tratto assolutista volutamente iperbolico, non siamo troppo lontani dalla realtà dei fatti.

The Legend of Heroes nasce, per mano di Nihon Falcom (creatori anche della serie Ys), come serie spin-off di Dragon Slayer nel lontano (sigh) 1989 destinata principalmente a NEC PC (un brand di computer rivolto perlopiù al Giappone). Fin da principio legata a doppio filo ad una distribuzione molto circoscritta per un pubblico di grandi appassionati, la saga avviò nel 2004 una nuova etichetta: Trials. Iniziava così, con Trials in the Sky, una serie di ben dieci capitoli (distribuiti inizialmente su PC e console portatili Sony, poi via via trasmigrati sulle home console PlayStation e Nintendo) capace di affermarsi nel panorama JRPG per qualità eccellenti soprattutto dal punto di vista narrativo, artistico e ludico.

C’era solo un piccolo, minuscolo problema: le dieci iterazioni della serie, oltre ad essere uscite su piattaforme assai diverse nel corso degli anni, erano tutte indissolubilmente legate da una lore condivisa, macroeventi intrecciati e personaggi ricorrenti. Un vero e proprio “muro” che fermava l’accesso alla serie da parte dei curiosi, consapevoli di trovarsi grandemente spaesati da una narrazione di così ampio respiro che richiedeva una conoscenza pressoché enciclopedica per poter essere apprezzata. Va da sé che un Trails into Reverie (l’ultimo capitolo del 2020), episodio conclusivo che riprendeva le fila di ben sei titoli precedenti (la serie Trails of Cold Steel, oltre a Trails from Zero e Trails to Azure), sebbene le proprie eccellenti doti, diventava quasi inavvicinabile. Una saga dunque dalla crescita qualitativa esponenziale ma relegata proprio per le sue caratteristiche solo ai fan più stakanovisti.

Dall’esigenza di fornire un nuovo punto di ingresso per una nuova generazione di fan nasce Trails through Daybreak che, sebbene sia comunque ambientato nello stesso mondo della serie e si sviluppi sulle basi di quanto precedentemente accaduto, può essere considerato una sorta di soft reboot con nuovi personaggi, nuove location e nuove minacce. Ma sarà davvero così? E soprattutto, Daybreak avrà mantenuto alta la qualità raggiunta dalla serie?

The Legend of Heroes: Trails through Daybreak è disponibile dal 5 Luglio per PC (via Steam), PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch.


Versione testata: PlayStation 5


Mi chiamo Van e risolvo problemi

Edith, capitale della Repubblica di Calvard. Il furto di un misterioso manufatto è al centro di uno scambio finito male tra opposti gruppi di malfattori. Nel frattempo, una giovane studentessa Agnes Claudel si mette alla ricerca proprio di tale oggetto, definito un “cimelio di famiglia”. Si rivolge dunque a Van Arkride, un individuo ricco di risorse che si occupa di gestire situazioni ai limiti della legalità nei limiti dell’aderenza al proprio codice di onore. Quella che sembra essere una banale caccia al tesoro diventerà però qualcosa di molto più grande. Qualcosa capace di mettere a rischio la stabilità dell’intera Repubblica ma anche di distruggere l’intero mondo.

Tutto inizia da questo incontro e da questa richiesta.

Una cosa deve essere assolutamente chiara: Nihon Falcom ci è riuscita nuovamente. Tutto, dai personaggi all’intreccio della storia, passando per il background che poggia le basi di un world building iniziato tanti anni fa, è estremamente solido, dettagliato e di altissima qualità. Motivazioni credibili e dinamiche interessanti rendono non solo il cast uno dei migliori della serie The Legend of Heroes, ma anche tra i più affascinanti degli ultimi anni in campo JRPG. La potenza del racconto inoltre, capace di passare da attimi di assoluta leggerezza a toni gravi che toccano saggiamente tematiche importanti, è encomiabile. Se non avete mai avuto occasione di apprezzare uno dei tratti caratterizzanti la serie, questa è senz’altro l’occasione giusta, complice anche una storia matura che ci ha conquistato. A patto di conoscere l’inglese però, visto che purtroppo Daybreak non può vantare i sottotitoli in italiano.

A livello artistico, anche la new entry della serie conferma la cifra stilistica dell’opera con personaggi accattivanti ed ambientazioni che, seppur semplici, lasciano il segno. Non vi aspettate, infatti, budget gargantueschi come quelli di altre software house. Nihon Falcom riesce a gestire e finanziare le proprie opere scendendo a qualche compromesso sul lato tecnico, seppur Daybreak si presenti assolutamente pulito, solido e piacevole. La modestia dei fondi traspare, ad esempio, nella ripetizione estetica forse eccessiva di qualche NPC… ma si tratta davvero di cercare il pelo nell’uovo, in oltre ottanta ore di playthrough. Dove invece non c’è assolutamente spazio per osservazioni è la colonna sonora. La soundtrack è, come da tradizione, evocativa se non addirittura superba, piena di brani orecchiabili e adatti ad ogni avvenimento.

Tecnicamente è un titolo modesto… ma tutte le sua qualità poggiano altrove.

Legale buono, neutrale malvagio o caotico neutrale

Dal punto di vista ludico, la struttura di Daybreak ruota intorno a diversi fattori.

Van ed i componenti della Arkride Solutions dovranno infatti esplorare le ambietazioni e completare incarichi 4SPGs, necessari per proseguire nella storia. Ciascun incarico, tanto quelli opzionale quanto obbligatorio, è così perfettamente integrato nella storia da essere una gioia da intraprendere. Daybreak, in questo senso, fa un lavoro decisamente più completo ed apprezzabile dei precedenti capitoli. Gran parte del merito è dato anche dalla libertà narrativa concessa al giocatore, capace di influenzare con le proprie azioni tre specifici livelli di moralità: legale, grigio e caotico. Le decisioni influenzeranno non solo lo sviluppo del personaggio e l’esito di alcuni incarichi, ma permetteranno di sbloccare (o bloccare) determinate opzioni nella storia. Variazioni a tal punto apprezzabili da far lievitare il fattore rigiocabilità, ve lo assicuriamo, benché il finale della vicenda sia il medesimo in ogni caso.

Talune ispirazioni orientali sono evidenti.

Daybreak eredita poi dai suoi illustri predecessori buona parte di alcuni sistemi, come quello degli Orbments (per i meno smaliziati, richiama le Materia di Final Fantasy VII) che, una volta equipaggiati, garantiscono ai personaggi speciali abilità magiche, variazioni di status e molto altro. Le possibilità tattiche sono innumerevoli, soprattutto grazie alla vera novità di questo capitolo.

Sono stati introdotti infatti due diversi sistemi di battaglia: una classica modalità strategica a turni ed una di stampo action RPG. Quest’ultima si fonde perfettamente con la tradizionale con la semplice pressione di un pulsante. Il personaggio può dunque iniziare uno scontro sfruttando determinate abilità d’azione e poi passare alla modalità a turni per sfruttare tutte le sfumature tattiche del titolo.

Anche nella modalità strategica infatti è possibile muoversi liberamente su una limitata porzione del terreno, per studiare posizionamento e raggio di azione di abilità offensive e difensive. Il trionfo in battaglia passa non solo da una corretta lettura delle situazioni, ma anche dal saper sfruttare la possibilità di concatenare gli attacchi con gli altri membri del party. Comportandosi lodevolmente permette di riempire la barra CP e sprigionare un devastante attacco S-Craft capace di radere al suolo ogni difesa. Van può addirittura sfruttare un’abilità di trasformazione in determinati frangenti, che cambia le carte in tavola del gameplay in modo molto soddisfacente.

Il duplice sistema di combattimento diverte e convince.

Dal tramonto all’alba

Daybreak è dunque il miglior capitolo della serie al punto di essere considerato senza alcuna macchia? Tendenzialmente si, ci va tremendamente vicino. Anche se non manca qualche sbavatura.

Sebbene praticamente inattaccabile grazie all’attentissima scrittura di Nihon Falcom, abbiamo riscontrato qualche tentennamento dal punto di vista del ritmo. Soprattutto all’inizio infatti prevale una generale lentezza a tratti fastidiosa. Fortunatamente il world building è di così pregevole fattura che si chiude un occhio, ma la problematica resta.

Il sistema di combattimento ibrido, dal canto suo, è godibilissimo anche se non perfetto. A partire da un’IA degli alleati che, nelle fasi action, è evidentemente poco reattiva, passando per la difficoltà generale che è stata addolcita rispetto ai precedenti titoli della serie. La sensazione che resta è quella comunque che il combat strategico sia sempre la soluzione migliore e più gratificante, mentre l’approccio d’azione premia quasi esclusivamente per liberarsi dei nemici più deboli. Una scelta per diversificare il flow e rendere il grinding più appetibile, ma che palesa dove gli sviluppatori abbiano concentrato tutte le attenzioni.

Insomma, sono tutte osservazioni che emergono non tanto agli occhi dei nuovi fan quanto piuttosto di coloro che hanno seguito la serie nella sua lunga ed appassionata storia. Preso in sé e per sé, Daybreak è a conti fatti il vero ed unico punto di accesso ad oggi possibile nei confronti della serie. Una vera e concreta alternativa al dover affrontare in batteria ben dieci titoli. Certamente mancherà il tono epico di Trails of Cold Steel IV, che aveva goduto della cavalcata della tetralogia, così come alcune finezze tattiche dal lato combattimento che in Daybreak si modernizza ed alleggerisce. Ma non abbiamo dubbi che mai come adesso è il momento migliore di saltare sul carro di questa stupenda saga… e chissà, innamorarsene a tal punto di recuperarla integralmente.

Ci sono alcune assonanze con le Materia di Final Fantasy VII nella serie.

Commento finale

The Legend of Heroes: Trails through Daybreak è l’ennesima dimostrazione di quanto Nihon Falcom abbia lavorato sulla bontà della serie, nel corso degli anni. Da prodotto di estrema nicchia verso platee via via più ampie con la forza di una scrittura incontenibile ed un gameplay progressivamente affinato, Daybreak rappresenta al contempo un punto di arrivo ed una nuova ripartenza per la saga. Da un lato, incarna l’espressione più alta e piena della maturità raggiunta dalla serie che, al netto di un comparto tecnico modesto, vi saprà ricompensare con un grande JRPG ricco e stratificato narrativamente e ludicamente. Dall’altro lato, la decisione di liberarsi di alcuni vincoli del passato permette al titolo di essere il punto di ingresso migliore per approcciarsi finalmente a questa saga, a patto di andare d’accordo con l’inglese. Non ve ne pentirete.

Fatal Fury: City of the Wolves, anche Billy Kane si unisce ai combattenti

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SNK ha annunciato che anche Billy Kane, storico braccio destro di Geese Howard, si unirà al roster di combattenti di Fatal Fury: City of the Wolves.

Vi proponiamo di seguito il trailer di annuncio.

Come fedele braccio destro del famigerato Geese Howard, Billy ha preso le redini della Howard Connection dopo la scomparsa del suo defunto mentore. Sebbene ora sia a capo del sindacato, è consumato dalla sfida di guidare la sua famiglia di soci in lutto verso una nuova era. Una cosa rimane certa nonostante l’oscurità e il tumulto: Billy nutre un profondo rancore nei confronti di Terry Bogard, l’uomo responsabile della morte del suo padrone.

Il personaggio è doppiato da Chris Sharpes nella versione inglese, mentre da Masaki Masaki in quella giapponese.

In occasione del recente EVO 2024, anche Kevin Rian è stato confermato tra i personaggi giocabili.

La gloriosa serie Fatal Fury di SNK debuttò sul mercato nel 1991, contribuendo al travolgente successo ottenuto dai picchiaduro a incontri negli anni 90. GAROU: MARK OF THE WOLVES, pubblicato nel 1999, è rimasto a lungo l’ultimo episodio della saga. Ma ora la storia sta per cambiare. Ventisei anni dopo, si appresta a irrompere sulla scena un nuovo capitolo… FATAL FURY: City of the Wolves!

FATAL FURY: City of the Wolves introduce un nuovo stile grafico di grande impatto, un innovativo sistema REV pensato per velocizzare l’azione e meccaniche di combattimento ulteriormente approfondite. Questo episodio, inoltre, punta a rilanciare la serie con l’introduzione di due diversi schemi di comando, pensati per garantire il massimo coinvolgimento sia ai veterani, sia ai neofiti del genere. E le novità non sono finite! Le strade di South Town sono pronte a fare da sfondo a un mix esplosivo di azione, passione e ambizioni. Sta per nascere una nuova leggenda…

Fatal Fury: City of the Wolves arriverà per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series e PC via Steam ed Epic Games Store ad inizio 2025.

10 Accessori Hi-Tech per l’estate 2024: energia e musica senza pensieri

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SBS, Puro, VARTA, Creative Technology, Jabra e Urbanista, offrono una vasta gamma di accessori progettati per adattarsi ad ogni tipo di esigenza, soprattutto all’aria aperta: campeggio, viaggi on the road, esplorazioni urbane o fughe al mare, questi accessori sono pensati per garantire praticità, comfort e divertimento in ogni situazione. Con soluzioni versatili e innovative, soddisfano le esigenze di ogni tipo di avventuriero (e vacanziero).

Stazione di ricarica portatile 150 Watt di SBS

Ideale per i viaggi in camper e il campeggio, questa stazione di ricarica da 150 Watt di SBS permette di caricare più dispositivi contemporaneamente, così da non dover scegliere tra laptop, smartphone o altri dispositivi. Grazie alle dimensioni contenute si ripone facilmente nel baule oppure in uno zaino e la maniglia la rende pratica da trasportare. Inoltre, grazie ai cavi inclusi è possibile ricaricarla direttamente dall’auto. Disponibile anche nella versione da 200 e 300 Watt.

Prezzo consigliato: €249,95

Pannello solare pieghevole da 10 Watt di SBS

Per chi è attento alla sostenibilità e vuole portarsi l’energia rinnovabile anche in vacanza, SBS propone il pannello solare pieghevole da 10 Watt per ricaricare i propri dispositivi grazie alla luce del sole. Perfetto da avere con sé durante escursioni e viaggi in tenda, è pratico e salva spazio: basta richiuderlo e riporlo nello zaino per poi tirarlo fuori e usarlo all’occorrenza, oppure appenderlo alla tenda grazie ai comodi ganci di cui è dotato. Disponibile anche nella versione da 21 Watt.

Prezzo consigliato: €59,95

Microfono wireless 5W per karaoke di SBS

Pensato per chi la musica la vuole portare ovunque e non rinuncia a una serata karaoke con gli amici, il microfono wireless SBS sarà il compagno per le sfide canore in vacanza. Grazie alla connessione wireless è sufficiente far partire la base dallo smartphone per dare inizio al karaoke; il microfono dispone di molteplici ingressi per scegliere una fonte audio diversa direttamente dal telefono.

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Smart tracker “Find Me” di PURO

Quest’estate alla sicurezza degli oggetti da portare in vacanza ci pensa PURO: la Find Me Card è perfetta per localizzare gli oggetti tramite l’app “Dov’è” di Apple. Il formato ultra-sottile permette di riporla comodamente in portafogli, valigie o zaini. Collegata all’app, offre un tracciamento globale con allarme sonoro per trovare i dispositivi vicini. La card è ricaricabile tramite l’apposita clip inclusa in confezione, con un’autonomia di sei mesi per ogni ricarica.

Prezzo consigliato: €39,95

Speaker Ultracompatto Mag Go di PURO

Il Mag Go Speaker di PURO è lo speaker pratico e funzionale per godersi la musica ovunque: si aggancia al retro dell’iPhone dotato di tecnologia MagSafe, amplificando la musica o le chiamate, ma funziona anche come supporto per lo smartphone. La connessione wireless ha una portata di 10 metri, permettendo l’uso dello speaker anche separatamente. Inoltre, se usato in coppia con un altro speaker Mag Go si ottiene una riproduzione stereo. Con una potenza di 3 Watt e un’autonomia di sei ore dopo un’ora e mezza di ricarica via USB-C, è compatibile con le generazioni iPhone 12/13/14/15.

Prezzo consigliato: €39,95

Mag Pro Wireless Power Bank di VARTA

Il Mag Pro Wireless Power Bank di VARTA offre una capacità di 5.000 mAh e, grazie al suo design moderno, si abbina perfettamente a quasi tutti i dorsi o le custodie degli smartphone. La superficie in materiale morbido e gommoso non solo favorisce la presa del power bank sullo smartphone, ma assicura anche una piacevole sensazione tattile nell’uso quotidiano. Grazie alle sue dimensioni di 61 mm di larghezza e 92 mm di altezza, il Mag Pro Wireless Power Bank non ingombra minimamente, e si adatta in modo perfetto all’ergonomia del retro dello smartphone senza sporgere. Il Mag Pro Wireless Power Bank è quindi l’alleato perfetto per tutti i fruitori di smartphone. La capacità di 5.000 mAh combina una potenza sufficiente per l’uso quotidiano con una pratica forma ergonomica e maneggevole.

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Dynamo Lantern L10RH di VARTA

Una lanterna per esterni che funziona in ogni circostanza, anche senza collegamento alla rete elettrica: che cosa possono volere di più gli amanti delle avventure all’aria aperta o, più semplicemente, chi vuole muoversi al sicuro in casa o in giardino quando è buio? La nuova Dynamo Lantern L10RH di VARTA si distingue proprio per queste caratteristiche: affidabile e compatta, può essere ricaricata tramite USB di tipo C, ma può anche fornire luce grazie a una pratica manovella.

Prezzo consigliato: €22,99

Cuffie wireless open-ear Creative Outlier Go di Creative

Creative Technology ha recentemente presentato le Creative Outlier Go, le ultime cuffie wireless open-ear progettate per un comfort personalizzato e un audio ricco, perfette per chi è sempre in movimento. Dotate di driver al neodimio da 14,2 mm e una vestibilità regolabile che si adatta a tutte le forme di orecchio, queste cuffie sono un must per gli avventurieri e i pendolari quotidiani che desiderano godere di una qualità del suono superiore rimanendo connessi all’ambiente circostante.

Prezzo consigliato: €59,99

Auricolari wireless Jabra Elite 10 Gen 2

I nuovi auricolari wireless di Jabra, Elite 10 Gen 2 (gli ultimi disponibili per il mercato consumer), sono ideali per chi vuole sempre con se la propria musica ma con qualità. Spiccano, in particolare, la custodia smart LE Audio (una assoluta novità per il mercato di settore), il sound potenziato da Dolby Audio per una migliore fruizione della musica e un upgrade della tecnologia Natural HearThrough per una maggiore consapevolezza dell’ambiente circostante. Anche la tecnologia ANC di Jabra è stata resa più efficace con una migliore cancellazione dei rumori a media e bassa frequenza.

Prezzo consigliato: €279,99

Altoparlante Bluetooth Urbanista Memphis

Urbanista Memphis è un altoparlante Bluetooth per esterni veramente portatile e resistente all’acqua grazie alle sue dimensioni compatte e al comodo aggancio in movimento con il moschettone incluso. Con il suo design elegante, la struttura solida e le caratteristiche resistenti all’acqua, Memphis è pronto per qualsiasi avventura. Con protezione IPX5 contro gli spruzzi d’acqua e la straordinaria durata di 12 ore con una singola carica, Urbanista Memphis è l’altoparlante portatile perfetto in città, in piscina o all’aria aperta.

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