Home Blog Pagina 605

Playstation Plus, gratis per tre mesi e in regalo un mese di Netflix

0
Playstation Plus

Playstation UK ha annunciato oggi la gratuitità del servizio Playstation Plus con in regalo un mese di Netflix. Approfittatene prima che sia troppo tardi!

Proprio oggi, mentre le famiglie festeggiano la Santa Pasqua, il direttore di Playstation UK, Mark Bowles, ha annunciato importanti novità. Infatti, per gli utenti Playstation iscritti prima del 2010 il servizio Playstation Plus sarà totalmente gratuito per tre mesi.

Non solo, per tali utenti che abbiano inoltre sempre rinnovato l’abbonamento con piani annuali, un mese di Netflix sarà regalato. Considerando che un mese è già gratuito con l’iscrizione alla nota piattaforma streaming, i mesi di abbonamento diventano due.

Per maggiori informazioni visitate la pagina Playstation. L’offerta, ricordo, scade alla mezzanotte di oggi primo aprile.

Assassin’s Creed Rogue Remastered, la nostra recensione

0
Assassin's Creed Rogue Remastered

Torna in una versione completamente nuova Assassin’s Creed Rogue Remastered, settimo capitolo dell’iconica serie targata Ubisoft.

Versione testata: PlayStation 4

Era il “lontano” 2014, e, mentre i possessori di console di nuove generazioni si affrettavano ad acquistare il bistrattato Assassin’s Creed Unity, usciva sottobanco Assassin’s Creed Rogue per Playstation 3 e Xbox 360. A distanza di poco meno di quattro anni, Ubisoft ha lanciato sul mercato Assassin’s Creed Rogue Remastered per Playstation 4 e Xbox One.

Purtroppo, o per fortuna, Assassin’s Creed Unity venne (ingiustamente) bistrattato dalla community. Questo evento fece acquisire punti ad Assassin’s Creed Rogue, il quale doveva essere solamente un capitolo di saluto alla settima generazione.

Senza novità sostanziali rispetto al suo predecessore, Assassin’s Creed IV Black Flag, Assassin’s Creed Rogue si presentava al pubblico con un gameplay identico al sesto capitolo; giusto qualche miglioria era presente, fatto che gli rese il nome di “Black Flag 2.0”.

Nonostante questo, raccolse un discreto consenso, tanto da consentire a Ubisoft lo sviluppo di una versione PC, che uscì a distanza di pochi mesi. Oggi, quindi, è finalmente presente su tutte le piattaforme disponibili, a eccezione di quelle Nintendo.

Da preda a cacciatore.

Ambientato a cavallo tra gli eventi di Assassin’s Creed IV Black Flag, Assassin’s Creed III e Assassin’s Creed Unity, Assassin’s Creed Rogue Remastered ci immerge nei panni di Shay Patrick Cormac. Shay Patrick Cormac è un giovanissimo assassino unitosi da poco alla confraternita in America guidata dal mentore Achille Davenport, tramite il suo caro amico d’infanzia Liam.

Dopo varie vicissitudini, Shay comprenderà di non condividere gli stessi ideali della confraternita, e la tradirà. Questo è l’evento cardine del cambiamento di Shay, che avverrà in una missione carica di drammaticità. Da qui, il nostro ormai ex Assassino sarà costantemente cacciato dai suoi vecchi confratelli. Dopo un breve periodo di fuga, entrerà in contatto con la colonia templare americana, guidata da una vecchia conoscenza della serie.

Non solo, nel suo percorso da templare avremo modo di incontrare altri personaggi dei capitoli precedenti, sia come alleati sia come avversari. Il tutto finirà con una missione finale che lascerà anche i più restii a becca aperta; soprattutto lo farà per il modo in cui si collega a un altro capitolo, del quale non faccio il nome per non svelare e rovinare l’effetto sorpresa.

Un mondo selvaggio.

Assassin’s Creed Rogue Remastered è ambientato nell’America coloniale di metà 1700. Avremo modo di visitare completamente New York, prima dell’incendio e quindi prima dei ruderi visti in Assassin’s Creed III. Sarà inoltre esplorabile la valle fluviale – quindi città e insediamenti quali Albany – e il Nord Atlantico.

Le ambientazioni sono molto belle e ben curate, variando dalla rigogliosa vegetazione della zona dei fiumi al freddo ghiaccio e neve delle isole sparse nell’oceano. Il colpo d’occhio è molto bello, e le diversità ambientali dei vari luoghi non daranno mai un effetto opprimente e fastidioso di Deja Vù.

Un lavoro stupendo è stato effettuato nella valle fluviale, in quanto, almeno nella realtà, occupa un’area vastissima, estendendosi soprattutto molto a Nord. Per questo, nonostante Rogue non presenti mappe in scala 1:1, tale fattore è stato tenuto in considerazione. Difatti, nella stessa macro area saranno presenti grosse differenze climatiche e ambientali, rendendola in tutto e per tutto un arlecchino di colori e climi.

Un templare impegnato.

Le mappe di Assassin’s Creed Rogue Remastered, fortunatamente, non sono solamente bellissime scatole prive di contenuto. Il mondo non è vuoto, è, anzi, più vivo che mai. Infatti, tra il raccogliere i collezionabili e l’aprire gli scrigni, Shay sarà impegnato in altre attività secondarie talmente sovrastanti da far dimenticare la missione principale da seguire.

Infatti, avremo la possibilità di restaurare locali, monumenti e attività per aumentare l’influenza del nostro templare nel mondo di gioco. Tale meccanica ovviamente porterà benefici nel gameplay, e non sarà solamente fine a se stessa.

Oltre a ciò, le varie side quest richiederanno l’intercettazione e eliminazione di Assassini tramite missioni diversificate e mai simili tra loro. Altre attività richiederanno l’esplorazione di varie aree del gioco e/o il raccoglimento di determinati oggetti per regalare infine un’armatura speciale e unica al giocatore.

Scrigni del tesoro saranno sparsi per la mappa e senza indicatore sul radar. Pertanto, solo l’abilità e il fiuto del giocatore saranno in grado di decifrare le coordinate e la posizione dell’oggetto.

Per ultimo, ma non per importanza, troviamo la meccanica che ruota dietro la supremazia territoriale della confraternita in America. Dietro un’accurata scelta di gameplay, vi è la solida base poggiata sull’espansione embrionale dell’Ordine in America. Difatti, Shay si ritrova coinvolto nella creazione e capillarizzazione dei Templari nelle colonie. Prima di allora, il territorio era completamente in mano agli Assassini, nativi di quelle terre. Pertanto, la loro presenza sul territorio sarà molto più vasta di quel che sembra, e, come erbacce, toccherà a Shay l’ingrato compito di dimezzare le loro fila.

Per questo, avamposti e forti verranno eliminati, e Shay potrà giovare di questo tramite la riduzione di guardie in circolazione e lo sblocco di edifici da ristrutturare.

Un pirata mancato.

Oltre alla bellissima esplorazione via terra, fortunatamente, anche in questo capitolo, sarà possibile navigare ampliamente via mare e prendere parte a combattimenti navali la cui base è presa e migliorata dal precedente titolo.

La nostra nave, la Morrigan, sarà migliorabile nello stesso modo in cui era possibile con la fu Jackdaw. I materiali saranno ottenibili tramite le missioni flotta (adesso offline), tramite gli scontri navali e tramite eventi a tempo che saranno disponibili in maniera random per la mappa.

Punto a favore per le battaglie leggendarie, versione migliorata delle navi leggendarie. Queste, a differenza dello stile semplicistico del gameplay di Rogue, offrono un vero livello di sfida non indifferente e non sarà possibile completarle con un approccio molto en passant.

Gradevole inoltre l’aggiunta dei controarrembaggi, i quali offrono varietà nelle battaglie e non lasceranno nulla per scontato.

Un templare remasterizzato.

A livello tecnico, Assassin’s Creed Rogue Remastered offre un comparto tecnico non indifferente. Sicuramente l’ottimo AnvilNext continua a non sfigurare, come si è visto nelle sue vesti recenti in Unity, Syndicate e Origins. Ambienti, colori, poligoni, texture sono molto accurati, specie se si considera il periodo del titolo stesso. Ricordo infatti che sostanzialmente condivide gli stessi asset di Assassin’s Creed III e Assassin’s Creed IV Black Flag. Pertanto, considerando l’anno di riferimento 2012, sicuramente era un passo avanti per la tecnologia di quel momento. Ovviamente, a oggi non reggerebbe minimamente il confronto grafico con Assassin’s Creed Origins, ma, allo stesso tempo, non è per niente da buttare in quanto la versione Playstation 4 corrisponde a una versione PC con tutti i setting impostati su Ultra e bloccati a 30 fotogrammi per secondo.

Lato dolente, purtroppo i comandi risultano piuttosto legnosi, complice anche un parkour che non risponde completamente e istantaneamente all’input dato. Questo, aggiunto ad un combat system non all’avanguardia e impostato sul semplice button smashing, potrebbe creare situazioni di noia e frustrazione.

Dall’altra parte, stupende le musiche create da Ubisoft, le quali sono azzeccate per ogni situazione e rimandano sempre quel senso di malinconia, drammaticità e tristezza che entrano nel cuore per non uscirvi. I suoni ambientali poi sono molto precisi e rispondono perfettamente con i comportamenti di Shay; vuoi che pesti una pozzanghera, vuoi che passi in un cespuglio, ogni volta il suono restituito è perfetto e puntuale.

Conclusioni.

Assassin’s Creed Rogue Remastered è sicuramente un prodotto valido, che offre una stabilità migliorata rispetto alla controparte di vecchia generazione. Inoltre, il comparto artistico è di pregevolissima fattura, simbolo di una Ubisoft che sa come fare i videogiochi e sa cosa vuole offrire al pubblico.

Sicuramente, per chi ha giocato la vecchia versione, a meno che non abbia voglia di un tuffo nel passato, l’acquisto è sconsigliato. Per chi invece vuole completare il franchise o vuole rivivere le gesta del personaggio più controverso della serie l’acquisto non solo è consigliato ma lo riterrei personalmente d’obbligo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Assassin's Creed Rogue Remastered
8.7 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4, XBOX One
Pro
    - Trama avvincente
    - Comparto tecnico curato
    - Varietà di contenuti
Contro
    - Gameplay a tratti legnoso
    - Grafica datata rispetto ai titoli moderni
Riassunto
Assassin's Creed Rogue Remastered è un titolo passato in sordina, ma che vale la pena di essere giocato. Il lavoro dietro questo gioco è curato e merita sicuramente un'occasione, anche solo per ammirare i bellissimi paesaggi americani.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

I giochi più attesi in uscita nel mese di Aprile 2018

0

God of War, South Park e altri!

Il mese di marzo si appresta a giungere a termine e oltre alla Pasqua, ormai imminente, è arrivato il momento di scoprire quali sono i titoli più attesi del mese di aprile 2018.

Hellblade: Senua’s Sacrifice

Dai creatori di Heavenly Sword, Enslaved: Odyssey to the West e Devil May Cry, arriva Hellblade: Senua’s Sacrifice, un viaggio nel mito e nella brutalità della mitologia norrena. Protagonista di questa particolare avventura è Senua, una guerriera affetta da una grave forma di psicosi che le fa sentire delle voci. Dopo essere stato pubblicato qualche mese fa su PS4 e PC, l’opera di Ninja Theory approderà anche su Xbox One e Xbox One X.

Data di uscita: 11 aprile su Xbox One e Xbox One X

Yakuza 6 The Song of Life

Sesto capitolo della fortunata saga sviluppata da SEGA e ambientato nel mondo della malavita giapponese. Il gioco è già disponibile su PlayStation 4 dall’8 dicembre 2016 in Giappone e arriverà in Occidente fra poco più di 2 settimane. Ambientato nel quartiere a luci rosse di Tokyo, Kabukicho, sarà il capitolo che chiuderà le vicende legate allo storico protagonista  Kazuma Kiryu.

Data di uscita: 17 aprile 2018 in esclusiva su PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro.

God of War

God of War è l’ottavo capitolo della serie. Annunciato all’E3 2016, il gioco è stato sviluppato da Sony Santa Monica Studio e verrà distribuito da Sony Interactive Entertainment. Rappresenta una sorta di rivisitazione per la serie, e sarà il primo episodio ad essere ambientato nella mitologia norrena (gli altri si basavano sulla mitologia greca). I protagonisti saranno Kratos e suo figlio Atreus che dovranno avventurarsi per il regno di Midgard alla ricerca della propria realizzazione.

Data di uscita: 20 aprile 2018 su PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro.

South Park Scontri Di-Retti

Dai creatori di South Park, Trey Parker e Matt Stone e sequel del pluripremiato, South Park: Il Bastone della Verità, Scontri Di-Retti ci vedrà impegnati, nei panni del novellino che, affiancato da Stan, Kyle, Kenny e Cartman, dovrà salvare la città dal crimine. Una nuova, irriverente avventura RPG che dopo essere stata pubblicata su PC, PS4 e Xbox One, approderà anche su Nintendo Switch.

Data di uscita, 24 aprile 2018 su Nintendo Switch

Nintendo Labo

Una nuova linea di esperienze interattive basate sul gioco e sulla scoperta. Insieme alla console Nintendo Switch, i kit di Nintendo Labo forniscono tutto il necessario per assemblare divertenti forme di cartone che, combinate con la tecnologia di Nintendo Switch, trasformano le idee in realtà.

Con questo nuovo prodotto, Nintendo prosegue nella sua missione di portare sorrisi sui volti delle persone. I kit di Nintendo Labo permetteranno alle menti creative di tutte le età di trasformare fogli di cartone in creazioni interattive chiamate Toy-Con, progettate per funzionare con la console Nintendo Switch e i controller Joy-Con. Da un pianoforte a una motocicletta, passando per un robot e molto altro, i Toy-Con prendono vita quando vengono combinati con Nintendo Switch. Man mano che si assemblano i kit, sarà scoprire di più sulla tecnologia che li fa funzionare e persino inventare nuovi modi di giocare con i vari Toy-Con.

Data di uscita: 27 aprile 2018 in escusiva su Nintendo Switch

FIFA 18 – FUT Ultimate Team, in arrivo la carta icona di Francesco Totti?

0

Per la felicità degli amanti del Capitano giallorosso!

Ieri ricorreva l’anniversario del debutto in Seria A di Francesco Totti. Per l’occasione si è fatta insistente la voce che a breve, in FIFA 18 ed in particolar modo nella modalità FUT – Ultimate Team, arriverà la carta Icona dell’ormai Ex Capitano giallorosso.

L’indiscrezione arriva direttamente dal profilo Twitter dell’AS Roma eSports, che ha pubblicato un Tweet, raffigurante la carta di Totti Icona con overall 93 e un “Soon” con un punto interrogativo.

Date le sue caratteristiche si adatterebbe benissimo a ricoprire il ruolo in un 4 3 1 2, come COC.  E voi cosa ne pensate a riguardo?

Hellblade: Senua’s Sacrifice si mostra nel primo trailer in versione Xbox One X

0

Sarà possibile selezionare tre differenti modalità su Xbox One X.

Pubblicato inizialmente su PC e PS4, Hellblade: Senua’s Sacrifice, si appresta a sbarcare il prossimo 11 aprile anche su dispositivi Xbox One. Ninja Theory, nella giornata di ieri, ha pubblicato un trailer della versione Xbox One X del gioco.

Gli utenti potranno scegliere tra tre diverse modalità: quella Enhanced Visual che va ad aggiungere alcuni effetti extra e aumenta la qualità visiva, quella High Framerate predilige la fluidità del gioco a 60 fps e infine la modalità High Resolution che aumenta la risoluzione fino al 4k.

Spec Ops: The Line è gratis su Humble Store, ecco come scaricarlo

0

Un altro titolo gratuito da non farsi scappare.

Humble Store ci sta abituando un po’ male: dopo l’ottimo The Darkness 2 reso disponibile gratuitamente nei giorni scorsi, adesso tocca a Spec Ops: The Line. Potete ottenere il titolo recandovi qui.

Prima di lasciarvi alla procedura per scaricare in modo gratuito Spec Ops: The Line vi ricordiamo che si tratta di uno sparatutto in terza persona sviluppato dalla Yager Development e pubblicato da 2K Games.

Seguite poi questi passaggi per scaricare il vostro gioco da Steam:

  1. Effettuate il login con il vostro account su Humble Store. Non deve necessariamente contenere gli stessi dati dell’account Steam
  2. Da qui aggiungete l’articolo al carrello e acquistatelo gratuitamente
  3. Confermate la procedura, e a breve ricevere sulla vostra casella di posta un messaggio da Humble Store
  4. Nella mail scegliete la voce “Download now” con l’immagine del maialino
  5. Vi si aprirà una nuova finestra, dove l’ultimo banner rappresenta Steam. Selezionate “redeem code”
  6. Copiate il codice in Steam -> aggiungi gioco su Steam tramite il vostro client
  7. Adesso Scpe Ops: The Line è collegato al vostro account Steam, e potrete scaricarlo gratuitamente quando e dove vi pare

Se doveste avere problemi contattateci sulla nostra pagina Facebook o con un commento in calce all’articolo.

Red Faction Guerrilla Re-Mars-tered edition arriverà su PC e Console

0

Sopravvivi su Marte con l’aiuto di un martello!

Il gioco di THQ Nordic, Red Faction Guerrilla verrà interamente rimasterizzato e lanciato su  PlayStation 4, Xbox One, Xbox One X e PC nel Q2 2018. Il gioco sarà intitolato Red Faction Guerrilla Re-Mars-tered e “distruzione” rimarrà il suo secondo nome.

Ulteriori informazioni sulla data d’uscita di Red Faction Guerrilla verranno annunciate prossimamente.

PlayStation VR, dal 29 marzo sarà disponibile al prezzo di 299€

0

Il sistema per la realtà virtuale per PlayStation 4 disponibile ad un prezzo davvero conveniente!

Sony Interactive Entertainment (SIE) ha annunciato che il bundle di PlayStation VR e PlayStation Camera sarà disponibile al nuovo prezzo consigliato di €299 (inferiore rispetto al prezzo attuale di €399) a partire dal 29 marzo 2018.

Dal lancio avvenuto a ottobre 2016, sono stati pubblicati in tutto il mondo circa 300 titoli ed esperienze per PS VR di sviluppatori indipendenti e terze parti, oltre che dei SIE Worldwide Studios (SIE WWS).

PS VR continuerà a espandere la propria offerta con uscite del calibro di Blood & Truth, WipEout Omega Collection e Firewall Zero Hour (SIE WWS), The Persistence (Firesprite Ltd), Star Child (Playful Corp), Eden Tomorrow (Soul Pix) e Smash Hit Plunder (Triangular Pixels), oltre a esperienze VR come Virry Safari:Wild Encounters (Fountain Digital) e CoolpaintrVR (Sngular). Grazie al nuovo prezzo SIE espanderà ulteriormente la piattaforma PS VR con un’offerta di giochi ed esperienze VR rivoluzionarie, confermando PlayStation® come “The Best Place To Play” per i giocatori di tutto il mondo.

HP OMEN X un Pc tutto da giocare, la nostra recensione

0
wallup.net

HP OMEN X, un cubo da 30 Kg dalle forme innovative

Trascorsi ormai diversi giorni, di questo super computer dedicato alla fascia alta del mercato, ricordiamo soprattutto il dolore alla schiena generato dal trasporto e dall’installazione. E’ difficile immaginare quanto possa pesare un cubo di ferraglia e giammai era capitato che un case arrivasse a tanto a fronte di scelte estetiche non del tutto condivisibili. Quello che è arrivato nella nostra redazione è un il nuovo PC di fascia alta prodotto da HP, nome in codice OMEN X, dedicato ai videogiocatori più esigenti.

La macchina, un cubo nero con inserti rossi e fregio aggressivo, è realizzato con una lega  indistruttibile che ne ha fatto aumentare il peso fino all’inverosimile; d’accordo, la qualità costruttiva è immediatamente percepibile e, probabilmente, neppure un martello riuscirebbe a scalfire l’armatura di questo PC, ma ciò che rimane impressa è l’assoluta discordanza tra le forme che sembrano slanciate ed un peso senza eguali (ben 28,2 kg!).

In altre parole è come quando si prende in braccio un bimbo o una ragazza che i nostri occhi percepivano leggiadri e invece siamo costretti a recarci dritti dall’ortopedico.

La seconda caratteristica non certo “light” della macchina consegnataci dell’ “HP Omen X 900-003nl”, è il prezzo, almeno quello proposto dalle grandi catene di distribuzione all’atto della consegna del prodotto; ed in vero, nel mese di Dicembre 2017, il prezzo del PC si avvicinava pericolosamente ai 3 mila euro, mentre oggi, in offerta, è possibile scovarlo (nella versione con processore i7-7700k) direttamente sullo shop di HP ad un prezzo molto più contenuto che supera di poco i duemila euro così da giustificare finalmente l’operazione di acquisto.

                                                   

E’ fuori ogni dubbio la circostanza che HP nel lanciarsi nel settore, ad ampia concorrenza, delle macchine da gioco, abbia cercato di raggiungere livelli altissimi di qualità, lo dimostrano innanzitutto la scelta dei materiali e l’estrema cura nel progettare meccanismi atti a dissipare il calore.

HP ha deciso di isolare i compartimenti interni al case ed ha utilizzato le diverse “camere” per il riciclo dell’aria, per vero, senza gli accorgimenti tecnici ideati da HP e dedicati al flussaggio dell’aria, il componente “più caldo” del personal computer, ovvero la scheda video Nvidia GTX Geforce 1080, nelle fasi più concitate di gioco, avrebbe certamente gareggiato con lo scaldino delle nostre case; d’altra parte l’intera operazione è favorita dal raffreddamento a liquido del processore.

L’aria calda fuoriesce soprattutto dalle griglie frontali decorate da led la cui accensione è personalizzabile sia per quanto riguarda le colorazioni che per le intermittenze desiderate, è infatti possibile, grazie al software in dotazione, sincronizzare gli effetti sia con la musica che con la perfomance della CPU.

Dalla parte frontale è poi possibile accedere alle connessioni utili: attacco per il microfono e le cuffie, lettore di schede SD, porte USB di ultima generazione nonché gli slot per gli HDD ed SSD, estraibili con estrema facilità grazie ai pulsati ed ai tiranti installati.

Nella parte posteriore troviamo ovviamente le connessioni standard previste dalla scheda video Nvidia GTX 1080, la porta LAN, sebbene di limitata utilità in quanto il sistema offre di serie la connettività wireless completa di Wi-Fi b/g/n/ac e Bluetooth 4.2, altre porte USB, uscite audio e addirittura il supporto per il cavo antitaccheggio K-Slot.

E’ decisamente semplice accedere al cuore del computer, HP ha messo a disposizione di voi smanettoni dei pulsanti nella parte posteriore al fine di liberare le griglie anteriori così da consentirvi di penetrare nei segreti dell’Omen X.

Una volta all’interno del Pc si resta basiti dall’estremo ordine riscontrabile, il sistema “tri chamber” appare non più sostituibile e in un attimo si comprende come sia possibile che dopo ore ed ore di gioco estremo la macchina resti perfettamente in linea con le temperature suggerite al fine di mantenere le migliori prestazioni di gioco.

Come anticipato la CPU (Intel i7-6700K da 4GHz fino a 4,2 GHz, 4 core, 8 MB di cache, della quale è inutile riportare benchmark) è raffreddata “a liquido” e nel primo compartimento – “la prima camera” – la troviamo in compagnia oltre che della memoria ram (16 Gb DDR4 a 2133 Mhz – due banchi da 8 Gb), della scheda video, entrambe montate su una motherboard Micro-ATX, scelta quest’ultima poco condivisibile in una macchina di questo livello; nelle altre “camere” troviamo l’alimentatore e i due dischi, un fantastico ed ultra veloce SSD NVme con attacco M.2 da 256 Gb e un HDD Seagate da 2 TB.

La circolazione dell’aria è garantita da una ventola da 120 mm (con la possibilità di aggiungerne altre) e soprattutto dal percorso di areazione ideato dagli sviluppatori, percorso che più di ogni altra cosa, grazie anche al materiale prescelto, garantisce un preziosissimo e più che quasi impercettibile rumore anche nelle fasi di carico estremo della macchina. Questa sensazione è assolutamente piacevole per chi è abituato a rumori fastidiosi e continui in ufficio: quando si avvia Windows 10 in poco meno di 10 secondi e nell’assoluto silenzio, per un attimo e solo per un attimo, anche i 3000 euro di costo iniziale spariscono dalle nostre menti.

Il cubo si comporta in maniera impeccabile con ogni gioco provato, da Star Wars Battlefront 2 a Forza Motorsport 7 passando per Destiny 2, la modalità 4K viene mantenuta egregiamente dalla Geforce GTX 1080 ma questo, si sa, è merito di NVIDIA e delle altre amenità tecnologiche installate.

OMEN X si fa notare forse troppo nella stanza, avrebbe bisogno di un piedistallo, probabilmente del centro del salone o dell’ufficio ed infine del conforto del tappeto persiano preferito dalla vostra compagna, tuttavia il vero problema sarà rappresentato dal giudizio delle donne, perché sì, il cubo risulta protagonista della scena e infligge duri colpi all’arredamento circostante attirando a sé i pochi sguardi d’amore dei nerd e le molteplici occhiatacce atterrite di amiche e suocere che non riescono a comprendere, ancor meno di noi, la necessità di sfoggiare in bella mostra un mastodontico cubo nero e soprattutto il senso dell’inclinazione  (esattamente 45°, di certo non giustificabili con l’esclusiva necessità di accedere più facilmente all’interno del case al fine di sostituire i componenti hardware) dato all’Omen X da HP.

E’ bene evidenziare che per chi volesse possedere l’involucro esterno (il case) dell’OMEN X , magari con una configurazione proprietaria che permette di risparmiare nella scelta dei componenti interni o, perché no, di osare ancora di più, HP consente l’acquisto del solo case sullo store americano a 499 dollari.

L’Omen X è un po’ una professione di fede: o lo si ama o lo si odia, in definitiva possiamo dire di averlo amato intensamente, ma per un periodo troppo breve per poter affermare con certezza se si sia trattato del vero amore o dell’ennesimo calesse.

No Man’s Sky Next è in arrivo, sarà disponibile anche su Xbox One

0

A pubblicarlo ci penserà ancora una volta 505 Games.

Ve lo ricordate No Man’s Sky? Se sì, e se avete letto a suo tempo la nostra recensione, allora saprete che si tratta di uno dei titoli più investiti dal furore mediatico di sempre. Pubblicato privo di una gran parte di contenuti, accusato più volte di falsa pubblicità, si trattava pur sempre di un’esperienza valida e unica nel suo genere. Con No Man’s Sky Next potremo fare il bis: l’attesa espansione verrà rilasciata a breve, ed è praticamente già stata ultimata da Hello Games.

Citiamo dal comunicato stampa di oggi: “Hello Games, il team di sviluppo indipendente britannico, ha annunciato oggi che No Man’s Sky Next è in avanzata fase di sviluppo e che verrà reso presto disponibile, sotto forma di aggiornamento gratuito, per i giocatori PlayStation 4 e PC. No Man’s Sky farà presto il suo esordio anche su console Xbox One”.

I più felici saranno senza dubbio i possessori di Xbox One, perché lì il titolo non era mai arrivato fino a questo momento. Si occuperà 505 Games della sua pubblicazione in formato fisico: “I possessori di console Xbox One potranno esplorare, entro il 2018, il vastissimo universo di No Man’s Sky arricchito di tutti i nuovi contenuti rilasciati e di molte altre sorprese non ancora annunciate. 505 Games distribuirà in tutto il mondo la versione fisica di No Man’s Sky per console Xbox One”.

Rimaniamo quindi in trepidante attesa: sarà davvero l’occasione giusta per tornare a scoprire e a vivere avventure indimenticabili in uno dei titoli più sottovalutati, vasti e affascinanti di sempre? Lo sapremo tra qualche mese. Nel frattempo, quanti di voi acquisteranno No Man’s Sky anche su Xbox One?

Sea of Thieves – la nostra recensione

0

Il simulatore di vita pirata definitivo?

Mari calmi e limpidi, isole solitarie e misteriose, incantevoli tramonti a pelo d’acqua, l’odore della salsedine e il vento fra i capelli. E poi, improvvisamente, questa magnifica e rilassante visione viene interrotta da stonati canti imbastiti da una chiassosa ciurma allietata da litri e litri di grog. E’ da un po’ di tempo che non si assiste a scene simili nel panorama videoludico, vuoi anche perché mancano giochi che si concentrino completamente e degnamente sulla vita dei pirati. Potremmo citare Assassin’s Creed IV: Black Flag, ma non è propriamente il genere di esperienza piratesca pura che intendiamo noi, tra tesori da rinvenire, decine e decine di isole da esplorare e arrembaggi per rubare i bottini dalle navi altrui. In sostanza, calarci nella parte di tizi armati di brutte maniere e spavalderia disposti a tutto pur di depredare qualsiasi cosa sia depredabile.

I ragazzi di Rare hanno voluto dedicarsi alla realizzazione di un titolo che ci permettesse proprio di vivere virtualmente ciò che abbiamo appena descritto: è indubbio che Sea of Thieves abbia stuzzicato la curiosità di moltissimi giocatori sin dal suo annuncio all’E3 2015, generando un hype tale da mettere lo sviluppatore nella posizione di tirar fuori un prodotto di alta qualità per non deludere le aspettative.

Finalmente, abbiamo potuto mettere l’uncino (per restare in tema) sulla versione definitiva del gioco per valutare se il lavoro di Rare possa meritarsi gli onori di Barbanera oltre ai nostri. O quelli di Jack Sparrow, come preferite.

Corpo di mille balene!

Il primo passo da fare prima di poter salpare verso isole ignote è quello di creare il proprio alter ego pirata, sebbene il sistema risulti abbastanza inusuale: non potremo infatti personalizzare i tratti somatici del nostro personaggio, bensì avremo a disposizione otto modelli fra cui scegliere e dei quali potremo generare delle varianti casuali fino a trovare quello che più ci si addice. Dopodiché tocca alla nostra nave, scelta anche qui vincolata dal numero di giocatori con cui decideremo di affrontare la partita: lo sloop, più piccolo e veloce ma fragile, è destinato ad un massimo di due giocatori, mentre una compagnia più ampia (fino ad un massimo di 4 giocatori) potrà governare un galeone. A questo punto saremo pronti ad iniziare la nostra avventura.

Di per sé, Sea of Thieves si rivela abbastanza intuitivo in termini di gameplay, tanto da non avere quasi un tutorial se non per darci giusto una lieve infarinatura. Mossi dalla voglia di esplorare ogni anfratto e dall’emozione di avere finalmente tra le mani un gioco che permetta di vivere in modo ironicamente realistico la vita dei pirati, cominciamo a girovagare per comprendere le meccaniche di gioco. Innanzitutto, nei cosiddetti Avamposti sono presenti rivenditori di diversa tipologia da cui possiamo acquistare (o vendere) nuove armi, vestiti, accessori e componenti per la nostra nave. Sin da subito, però, salta all’occhio un particolare che non convince: tutti gli oggetti acquistabili, armi incluse, differiscono fra di loro semplicemente per l’aspetto estetico e non offrono bonus al danno o alla resistenza, giusto per citare un paio di esempi. Nonostante la varietà di personalizzazione complessivamente buona, quindi, non c’è un reale motivo che spinga a farsi in quattro per racimolare quanto più oro possibile solo per impugnare una sciabola dorata, un moschetto reale o per sfoggiare una nuova e lucida polena. A farci storcere ulteriormente il naso, poi, è la mancanza di uno skill tree o di un sistema di livelli che permettano al nostro personaggio di migliorarsi nel corso del tempo, acquisendo nuove ed utili abilità di navigazione, combattimento o esplorazione. Questa totale assenza di un sistema di progressione, di conseguenza, va ad inficiare in modo abbastanza pesante l’esperienza di gioco in un open world come Sea of Thieves, in quanto riduce sensibilmente la voglia di proseguire dopo alcune ore.

Nel gioco sono presenti tre fazioni dalle quali ricevere, sostanzialmente, tre tipologie di missioni definite viaggi: l’Alleanza del Mercante prevede spedizioni commerciali in cui dovremo recuperare provviste; i Cacciatori d’Oro, come suggerisce il nome stesso, ci chiederanno di fare ciò che un pirata sa fare meglio, ovvero dissotterrare tesori individuando l’isola ed interpretando la posizione della classica “X” su una mappa; l’Ordine delle Anime, invece, ci invierà a caccia di gruppi di scheletri da eliminare per ragioni ancora da capire (politiche di espansione fittizia forse, chi lo sa). Ecco, gli unici progressi che potremo fare riguardano un sistema di reputazione connesso a queste fazioni, che aumenta ogni qualvolta porteremo a compimento dei viaggi e permette di sbloccare ricompense esclusive ed encomi abbastanza fini a sé stessi.

Non è tutto oro ciò che luccica

Ed è proprio qui che sopraggiunge un altro neo che attanaglia Sea of Thieves, ovvero la ripetitività delle missioni e il senso di piattezza generale che cresce esponenzialmente a seconda del numero di giocatori: è evidente come già dopo un paio di ore di partita in solitaria la noia e la monotonia comincino a farsi sentire, diventando quasi oppressive. I continui viaggi in mare (talvolta lunghi) per spostarsi da un’isola all’altra e l’idea di dover ripetere praticamente gli stessi obiettivi decine e decine di volte non allettano sicuramente i lupi di mare solitari. Oltretutto, gestire il vascello completamente da soli è abbastanza snervante, e in una eventuale battaglia navale contro un galeone governato da almeno due giocatori le probabilità di uscirne vittoriosi sono praticamente nulle. La situazione, per fortuna, migliora già in compagnia di un altro amico: con la suddivisione dei ruoli sulla nave, elemento ben realizzato in quanto dovremo sempre ricordarci di levare/gettare l’ancora, spiegare le vele, regolare la loro angolazione e via discorrendo, le traversate si fanno più piacevoli, magari canticchiando simpatiche canzonette e sorseggiando qualche pinta di buon grog fino ad ubriacarsi e vomitare (sì, accade per davvero). Ne beneficia anche l’esperienza complessiva, il che porta rapidamente a capire come il titolo sia stato principalmente pensato per essere giocato insieme ad un gruppo di amici, grazie ai quali è più difficile avere quella sensazione di noia sopra citata, ma che non tarderà comunque a fare capolino dopo una decina di ore. Perché? Perché, purtroppo, Sea of Thieves offre pochi contenuti per il genere a cui vuole appartenere, quello di uno pseudo RPG MMO open world.

Se vi aspettate accesi conflitti a fuoco sulla terraferma per reclamare un tesoro o in mare per affermare il vostro dominio, sappiate che i vostri sogni non saranno come ve li siete immaginati, almeno secondo la nostra esperienza nella settimana di lancio. In ogni sessione di gioco, raramente abbiamo incontrato dei giocatori contro cui combattere o, come speravamo, stringere qualche alleanza, ma a quanto pare i pirati non erano aperti al dialogo per reclutare nuovi membri ed espandere la propria flotta. Il che riduce ogni incontro ad un mero e relativamente veloce scambio di palle di cannone, fendenti o proiettili con i perdenti che vengono spediti sul Traghetto dei Dannati, che altro non è che una nave nell’aldilà adibita alla funzione di respawn dopo un breve periodo di tempo. Abbiamo provato a riporre fiducia nel PvE ma anche qui ci è rimasto l’amaro in bocca, poiché gli unici nemici presenti nel mondo di gioco, che tutto sommato vanta dimensioni generose seppur non sia particolarmente ricco di arcipelaghi, sono scheletri e squali. Nessun altro bucaniere pronto a farci la pelle o boss da sconfiggere rintanato in qualche “roccaforte” con tanto di succoso forziere come ricompensa.

La componente esplorativa, inoltre, è sviluppata in modo superficiale ed è troppo legata alle missioni: la curiosità di visitare un’isola per svelarne eventuali misteri e portare a bordo forzieri contenenti monete, gioielli e oggetti unici porta, nella stragrande maggioranza delle volte, a fare una semplice passeggiata, perché se volete i tesori vi toccherà per forza rivolgervi ai Cacciatori d’Oro. Tradotto in soldoni, il gameplay manca esageratamente di profondità, non riesce a catturare a pieno l’attenzione del giocatore e a suscitare continuo interesse nel proseguimento dell’avventura. E ci si accorge, forse troppo tardi, che il titolo abbia un prezzo decisamente elevato in rapporto ai contenuti offerti in-game.

Non possiamo di certo negare che le buone premesse c’erano tutte e che Sea of Thieves avesse (ed ha ancora, per chi ci crede come noi) tutte le carte in regola per aspirare ad essere un capolavoro nel suo genere, ma sembra che la bussola di Rare, nel corso dello sviluppo, sia improvvisamente impazzita deviando, di fatto, la rotta iniziale e portando il vascello ad arenarsi su un lembo di terra lontano da quello previsto.

Per la benda di Barbanera!

Fortunatamente, c’è una cosa su cui Rare ha saputo lavorare in modo magistrale: l’atmosfera. Visivamente, Sea of Thieves è uno spettacolo per gli occhi ed è praticamente impossibile non soffermarsi spesso ad osservare un tramonto sull’acqua o gli affascinanti paesaggi che ci verranno posti dinanzi. Il livello di dettaglio, qui, non è un elemento di spessore, in quanto lo stile cartoonesco tipico dei titoli targati Rare si concentra maggiormente sulla resa cromatica, con colori vivaci e brillanti che trasmettono molto bene una calda atmosfera caraibica. Chapeau, poi, per quanto riguarda la realizzazione delle onde e del mare: per quanto ci riguarda, uno dei migliori mai visti in un videogioco, e l’elogio si estende anche alla cura riposta nei fondali marini. L’Unreal Engine 4, insomma, sa farsi valere anche senza puntare al fotorealismo e Sea of Thieves ne è la prova sia su PC che su XBOX One, comportandosi egregiamente su entrambe le piattaforme nonostante qualche piccolo problema di compenetrazione poligonale o caricamento delle texture, nulla che comunque mini l’esperienza di gioco.

Dal punto di vista del comparto audio, le musiche presenti risultano perfettamente azzeccate e i momenti in cui ci ritroveremo a cantare classici pezzi pirateschi con i nostri compagni di viaggio sanno strappare più di un sorriso.

Infine, trattandosi di un titolo always online, abbiamo notato che i server soffrono di una latenza leggermente elevata in quanto non è mai scesa sotto gli 80 ms durante le nostre partite, ma siamo certi che si tratti di un piccolissimo inconveniente che verrà presto risolto.

Noi vogliamo dare ancora un’occasione a Sea of Thieves e sperare che le critiche costruttive della recensione possano essere un importante spunto per i ragazzi di Rare per migliorare sensibilmente la loro ultima fatica. Il potenziale c’è ed è proprio lì, sotto la punta dell’iceberg, bisogna solamente affinare la tecnica e tirarlo fuori nel miglior modo possibile per dare vita ad un qualcosa di fenomenale sotto tutti i punti di vista.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Sea of Thieves
7.6 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPC, XBOX One
Pro
    - Interessante sistema di gestione della nave
    - Visivamente davvero affascinante
    - Un'idea dall'enorme potenziale...
Contro
    - ... purtroppo tradotta in poca sostanza
    - La monotonia e la noia possono farsi sentire presto
    - Componente esplorativa non sviluppata a dovere
Riassunto
Sea of Thieves è un discreto titolo nato da ottime idee purtroppo non sfruttate a dovere. Il potenziale è immenso e lo riconosciamo, ma pare che Rare si sia adagiata sugli allori durante lo sviluppo, sfornando un prodotto che potrebbe essere molto valido ma che, invece, comincia a scemare in interesse e gameplay già dopo una manciata di ore, in particolar modo se si gioca in singolo. L’atmosfera è a dir poco perfetta e si addice a pieno ad un titolo piratesco, ma non basta a mantenere a galla il vascello. L’unica soluzione per riportarlo sulla rotta giusta è sperare che Rare non tiri i remi in barca e che offra un ottimo supporto post lancio, che può ancora salvare un concept brillante e di spessore non modellato in modo perfetto come ci si sarebbe aspettati.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

PlayStation Plus, annunciati i titoli gratuiti di Aprile 2018

0

Potere ai motori!

Come da prassi, Sony ha ufficialmente svelato la lista dei giochi scaricabili gratuitamente nel mese di Aprile 2018 da tutti gli abbonati al servizio PlayStation Plus.

I titoli disponibili a partire dal 3 aprile saranno i seguenti:

  • Mad Max (PS4)
  • Trackmania Turbo (PS4)
  • In Space We Brawl (PS3)
  • Toy Home (PS3)
  • 99 VIDAS (PS Vita)
  • Q*Bert Rebooted (PS4, PS3, PS Vita)

Vi ricordiamo che fino alla data sopra indicata potete ancora scaricare i titoli del mese di Marzo, che includono l’acclamatissimo Bloodborne e Ratchet & Clank.

Far Cry 5 è finalmente disponibile

0

Si va in America!

Ubisoft ha annunciato che Far Cry 5 è disponibile per PlayStation 4, Windows PC e Xbox One.

Ambientato per la prima volta in America, Far Cry 5 offre ai giocatori la totale libertà di esplorare un vasto scenario in apparenza tranquillo, ma in realtà tormentato, nei panni del nuovo vice sceriffo dell’immaginaria Hope County, nel Montana. I giocatori scopriranno presto che il loro arrivo ha scatenato un malvagio piano, rimasto nascosto per anni da parte di un gruppo di fanatici apocalittici, il Progetto Eden’s Gate, che intende conquistare l’intera contea a qualunque costo. Sotto assedio e isolati dal resto del mondo, i giocatori uniranno le proprie forze con gli abitanti di Hope County per formare la Resistenza.

Sviluppato da Ubisoft Montreal in collaborazione con altri studi*, Far Cry 5 è uno sparatutto in prima persona ambientato in uno scenario liberamente esplorabile, in cui i giocatori avranno la totale libertà d’azione in una storia avvincente con personaggi memorabili, in cui potranno vivere alcuni momenti indimenticabili e imprevedibili in puro stile Far Cry, come essere attaccati da un orso durante una tranquilla battuta di pesca o essere salvati da Boomer al momento giusto. Oltre a poter agire nel modo in cui preferiscono, potranno ingaggiare alcuni Mercenari bestiali, Mercenari umani e Amici mercenari, per giocare all’intero titolo in modalità cooperativa, una novità assoluta per il franchise.

Far Cry 5 include anche Far Cry Arcade, il più completo e versatile editor di mappe mai creato per la serie di Far Cry. In Far Cry Arcade, i giocatori potranno creare alcuni nuovi e incredibili scenari utilizzando risorse di altri titoli della serie e di altri franchise di Ubisoft, tra cui Assassin’s Creed IV Black Flag, Assassin’s Creed Unity, o Watch Dogs, dando vita a esperienze per giocatore singolo, in cooperativa o competitive.

Oltre alla versione standard è possibile acquistare anche la Gold Edition di Far Cry 5, che include il gioco base, il Season Pass e alcuni contenuti bonus, al prezzo di 89,99€ o 69,99€ per la versione digitale. Il Season Pass di Far Cry 5 trasporta i giocatori in alcune sorprendenti avventure attraverso tre scenari unici, grazie ai prossimi DLC Ore di tenebra, Dannati Luridi Zombie e A spasso su Marte, e molti altri contenuti. Inoltre, acquistando il Season Pass per PlayStation 4 e Xbox One si otterrà gratuitamente Far Cry 3 Classic Edition, mentre gli utenti PC otterranno la versione completa di Far Cry 3 senza alcun costo aggiuntivo dal 29 maggio. Far Cry 3 Classic Edition sarà acquistabile anche separatamente dal 26 giugno.

Il Season Pass è anche disponibile separatamente per PlayStation 4 Pro, PlayStation 4, Windows PC e la famiglia di dispositivi Xbox One al costo di 29,99€.

Assassin’s Creed Rogue Remastered, un video ci mostra la nuova veste grafica

0

Si torna a solcare i mari!

Ubisoft ha pubblicato Assassin’s Creed Rogue Remastered, titolo annunciato lo scorso gennaio e che migliora sensibilmente la grafica e il gameplay della versione originariamente pubblicata su PS3, Xbox 360 e PC. Su PlayStation 4 Pro e Xbox One X supporta anche il 4K.

Il gioco ci vedrà nei panni di Patrick Cormac, che volta le spalle alla Gilda degli Assassini dopo il fallimento di una missione. In questo capitolo quindi abbracceremo la causa dei Templari e gli Assassini saranno il nostro nemico.

Come riporta Dualshockers, Ubisoft ha reso disponibile un nuovo video che mostra i miglioramenti della versione Remastered del gioco. Nel video, che potete visionare in calce, si possono notare alcuni miglioramenti apportati al gameplay. In particolare, la nave di Shay, Morrigan, dispone di nuovi armamenti, fra cui cannoni aggiuntivi e un ariete attraverso cui ci faremo strada nelle zone ghiacciate dell’Oceano Atlantico del Nord.

Sulla terra ferma invece Shay potrà muoversi più rapidamente sui tetti oscillando sulle funi verticali e scivolando sulle teleferiche orizzontali. I giocatori potranno individuare gli Assassini ascoltando i loro sussurri e usando la Visione dell’Aquila si avrà la possibilità di individuare gli Assassini ascoltando i loro sussurri. Il protagonista potrà inoltre contare su un maggiore quantitativo di differenti munizioni per la sua arma silenziata.

In attesa della nostra review, vi lasciamo al video:

Yakuza Kiwami 2, pubblicato il trailer di annuncio esteso

0

Guardiamolo insieme!

Pochi giorni fa SEGA ha annunciato che Yakuza Kiwami 2 arriverà in Occidente. La data di lancio è infatti fissata al 28 agosto 2018 in esclusiva su PS4. In concomitanza all’annuncio, venne pubblicato un breve teaser trailer dalla durata di circa 1 minuto.

Come riporta Dualshockers, proprio in queste ore, attraverso il proprio canale YouTube ufficiale, SEGA ha pubblicato la versione Extended Cut del trailer di annuncio.

L’aggiunta più significativa, che potete visionare nel trailer in calce, è un dialogo fra Kazuma Kiryu e Ryuji Goda.

 

Banda Namco, rivelata la data di lancio per New Gundam Breaker

0

Il titolo arriverà su PS4 e PC!

BANDAI NAMCO Entertainment Europe ha svelato nuove informazioni sul prossimo gioco di Gundam.

New Gundam Breaker sarà disponibile in Italia dal 21 giugno in versione fisica per PlayStation 4 e dal 22 giugno in digitale per PlayStation 4 e PC.

Qui di seguito il teaser trailer di New Gundam Breaker:

Star Comics, in arrivo il primo volume di STEEL BALL RUN

0

Di Hiroiko Araki!

Una delle serie più amate è pronta a ritornare con le sue invenzioni narrative surreali e imprevedibili: il primo volume di STEEL BALL RUN, facente parte della collana de LE BIZZARRE AVVENTURE DI JOJO del maestro Hiroiko Araki, sarà disponibile dal 28 Marzo in fumetteria, libreria e Amazon: stesso formato delle altre serie della collana, stesso divertimento e passione!

La resa dei conti con Padre Pucci al termine di Stone Ocean ha avuto, come imprevedibile esito, la creazione di un’infinità di universi alternativi. In uno di questi Johnny Joestar, J.Lo Zeppeli e Dio Brando partecipano a una bizzarra corsa attraverso gli Stati Uniti sul finire del diciannovesimo secolo…

Avventurieri da ogni parte del mondo si sono radunati per confrontarsi nella SBR, la prima corsa a cavallo della storia attraverso il continente nordamericano. 3852 partecipanti e cinquanta milioni di dollari in palio… la battaglia può cominciare!

Dal 28 Marzo STEEL BALL RUN n. 1 sarà disponibile in fumetteria, libreria e Amazon!

Hiroiko Araki è un fumettista giapponese nato a Sendai, nella prefettura di Miyagi, nel 1960. Approcciatosi sin da bambino alla realizzazione di manga, dopo inizi travagliati vince il premio Tezuka nel 1980 con il volume unico BUSO POKER. La sua opera più grande, la saga LE BIZZARRE AVVENTURE DI JOJO, è iniziata nel 1986 ed è tutt’ora in prosecuzione. Riconosciuto tra i più grandi mangaka di tutti i tempi, ha collaborato con il Museo del Louvre e con la casa di moda Gucci. Due sue passioni, espresse nelle sue opere, sono la musica rock e la cultura italiana.

Tra le opere di Hiroiko Araki pubblicate in Italia da Edizioni Star Comics ricordiamo i volumi unici COSÌ PARLÒ ROHAN KISHIBE e VITE BIZZARRE DI GENTE ECCENTRICA.

LE BIZZARRE AVVENTURE DI JOJO 51

STEEL BALL RUN n. 1

Hiroiko Araki

13×18, B, b/n, pp. 288, con sovraccoperta, € 7,00

Data di uscita: 28/03/2018, in fumetteria, libreria e Amazon

Isbn 9788822608574

Past Cure, la nostra recensione

0

Un titolo un po’ action, un po’ horror, un po’ thriller!

Lo studio indipendente berlinese Phantom 8 Studios ha finalmente fatto il suo debutto sulla scena videoludica con Past Cure. Il titolo, presentato circa due anni orsono, aveva sin da subito colto l’attenzione degli addetti ai lavori. Un thriller psicologico/paranormale in terza persona, con un personaggio tormentato da strane visioni. Il suo nome, Ian. La produzione aveva tutte le basi per far bene. Gli sviluppatori tedeschi hanno ben pensato di fare le cose in grande, osando forse un po’ troppo.

Il risultato? Un grande calderone pieno zeppo di elementi, così diversi fra loro da non avere quasi nulla in comune ma che al contempo riescono ad incuriosire il giocatore. Fra scazzottate, sparatorie, horror, paranormale, Stealth e chi più ne ha più ne metta, Past Cure manca di un’identità propria. Parte bene, in maniera davvero accattivante e frenetica, ma finisce per perdersi lungo la strada, concludendosi attraverso un finale che lascia dietro di se tanti rimpianti.

Enter the Matrix

Il nostro protagonista si risveglia di soprassalto in un luogo ignoto. Una villa, ormai in rovina. Dopo essersi domandato dove si trovasse, il buon Ian inizia ad esplorare le stanze della magione. Una luce rossa ci fa capire che non siamo soli; degli strani manichini umanoidi di porcellana ci stanno alle costole, ma Ian è un ex soldato e sa il fatto suo. Armato di pistola, casualmente trovata in una delle stanze della villa, pallottola dopo pallottola, ritroverà la strada per la realtà. Era un incubo e non era la prima volta che accadeva. Risvegliatosi nuovamente, stavolta in una dimora degna del migliore John Wick, Ian farà ben presto i conti con cosa gli è accaduto veramente.

È stato rapito. Per ben tre anni è stato ostaggio in Siria e misteriosamente si è risvegliato in Inghilterra. Cosa sarà successo? L’unica risposta che abbiamo è che Ian è cambiato profondamente, la sua sanità mentale, i suoi pensieri, la sua vita non sono più le stesse. Inoltre, Ian si ritrova in possesso di strani poteri magici attraverso cui può controllare il tempo (una strizzatina d’occhio a Quantum Break) e può proiettare se stesso fuori dal proprio corpo. Il prezzo da pagare per queste capacità soprannaturali? Come anticipato, la sanità mentale di Ian è ormai distorta, al punto tale da impedirgli sonni tranquilli e obbligandolo ad ingerire una particolare pillola blu che evita il raggiungimento di uno stato di follia.

La verità deve venire a galla. Ian grazie al suo fidato fratello Markus, decide di indagare su cosa gli sia successo 3 anni prima. Fra incubi ricorrenti e una forsennata ricerca della verità, Ian e Markus riusciranno a rintracciare un gruppo criminale che vende le pillole blu da cui Ian è ormai dipendente. Un plot narrativo che inizialmente riesce anche ad essere interessante, spingendoci in una ricerca che in definitiva si rivelerà essere fine a se stessa e nella quale, tutti gli interrogativi, riceveranno sì una risposta, ma mai pienamente convincente.

Un gameplay stantio

Past Cure purtroppo è il classico gioco, tutto fumo e niente arrosto. La nostra avventura verrà scandita da una successione di eventi per lo più tediosa, disconnessi fra loro e incapaci di arrivare ad una conclusione almeno accettabile. Fosse soltanto per il plot narrativo, potremmo anche chiudere un occhio, ma dal punto di vista del gameplay, non ci siamo affatto. Le sezioni di Shooting ricordano i titoli di 10 anni fa, con un sistema di mira e di precisione a dir poco imbarazzanti e lacunose. Quelle di infiltrazione, se così le vogliamo chiamare, sembrano essere state piazzate li senza un briciolo di criterio logico. Il tutto si limita ad evitare di far rumore e a qualche occasionale uccisione furtiva. Anche i poteri non vengono gestiti adeguatamente, non riuscendo ad offrire al giocatore quel senso di appagamento che ci saremmo aspettati. Trova il pulsante, disattiva la videosorveglianza in modo tale da non essere individuati, raccogli oggetti, a questo si riducono le nostre abilità.

Inoltre manca la possibilità di sfruttare le coperture, potremo infatti soltanto abbassarci. In un gioco del 2018, non ci si può riparare? Ebbene sì, ma paradossalmente è quasi un bene che sia stata fatta questa scelta. La potremmo considerare quasi “saggia” data la scarsa Intelligenza Artificiale. L’IA avversaria è talmente pessima che a tratti ci ha fatto pensare che non fosse il nostro protagonista ad essere fuori di testa, ma che piuttosto lo fossero i nemici che cercavano di fermarci con azioni incomprensibili. Ad esempio, c’è stato un momento in cui eravamo accerchiati, nessuna via di fuga, il Game Over era ormai prossimo. Cosa succede? Perché i nemici arretrano e vanno via? Ecco, un no sense clamoroso che ci ha permesso di recuperare un po’ di salute e tornare in azione. C’è da dire che la situazione migliora, ma soltanto in prossimità dei titoli di coda. Infatti, l’epilogo finale, mette insieme quello che Past Cure doveva essere. Purtroppo arriva troppo tardi quando la situazione era ormai irrimediabile.

Tecnicamente da rivedere

Pur potendo contare sull’Unreal Engine, Past Cure pecca tantissimo anche dal punto di vista tecnico. Graficamente alterna sezioni più o meno carine a vedersi ad altre invece palesemente riciclate e anonime. Segno della scarsa ispirazione artistica del team tedesco. Le animazioni, non convincono, con espressioni piatte e risalenti almeno ad un decennio fa. Male anche il framerate, con frequenti rallentamenti che inficiano negativamente sull’esperienza di gioco.

Per concludere, vi segnaliamo che il gioco è sottotitolato in italiano ed anche qui ci sono dei problemi. Infatti è capitato che alcune battute non venissero tradotte, rimanendo in lingua anglosassone, o addirittura interi spezzoni scomparivano dallo schermo. Un elemento che si salva c’è, la colonna sonora, non eccezionale sia chiaro, ma che risulta orecchiabile grazie anche alla partecipazione del gruppo elettronico belga Seiren.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Past Cure
5.3 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4, XBOX One, PC
Pro
    - Una buona premessa narrativa...
    - Atmosfera ispirata
    - Buona colonna sonora
Contro
    -...che però si perde
    - Tecnicamente arretrato
    - Tante idee non sfruttate
Riassunto
Il lavoro d'esordio di Phantom 8 Studios aveva tutte le carte in regola per spiccare il volo, ma purtroppo così non è stato. Fra scazzottate, sparatorie, horror, paranormale, Stealth e chi più ne ha più ne metta, Past Cure manca di un’identità propria. Parte bene ma finisce per perdersi lungo la strada, concludendosi attraverso un finale che pensandoci bene lascia dietro di se tanti rimpianti. Se quanto detto non vi "spaventa" e il gioco vi intriga comunque, vi consigliamo di attendere un significativo taglio di prezzo.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

Rad Rodgers, la nostra recensione

0
Rad Rodgers

Potrebbe essere un’ode al retrogaming; tuttavia, può il primo capitolo di Rad Rodgers piacere ai gusti moderni?

Versione testata: PlayStation 4

“Avrai i pollici artritici quando avrai quarant’anni se continui a giocare ai videogiochi tutto il tempo”, diceva nostro padre. Fin dall’inizio possiamo entrare in sintonia con il protagonista, di nome Rad, dato che sua madre lo tormenta per smettere di giocare e andare a lavarsi i denti. “Nooo! Tutto tranne i denti splendenti, mamma!”. Questo è ciò che Rad Rodgers tramanda inizialmente.

Quante persone là fuori ricordano i vecchi Platform vecchia scuola? Non sto parlando dei vari Mario, Sonic o persino di Bubsy, sto parlando di giochi come Jazz Jackrabbit, Commander Keen e Ruff’n’Tumble. Questi sono i Platform degli anni ’90 che erano limitati ai computer, piuttosto che alle console, quindi macchine come Amiga e un 386/486 con DOS.

Abbiamo visto alcuni di questi giochi tornare negli ultimi anni tramite servizi come GOG in scala 1:1 su hardware moderno;  per fortuna, abbiamo anche ricevuto un remake ispirato che potrebbe essere stato sottovalutato da molte persone. Rad Rodgers è un altro gioco nato da Kickstarter, prodotto da Slipgate Studios e pubblicato da THQ Nordic, approdato su PC nel 2016 e appena uscito per le console moderne. È fondamentalmente Ruff Rogers di Ruff’n’Tumble con alcuni nuovi meccanismi e programmato su motore U4. Quindi, diamo un’occhiata e vediamo se vale la pena ritirare questo gioco.

Rad è un bambino degli anni ’90 che gioca con la sua console. Sembra più immerso nel mondo virtuale piuttosto che nella vita reale. All’improvviso, mentre Rad sta dormendo, c’è un problema tecnico e il ragazzo viene risucchiato in TV. Rad e il suo compagno di console Dusty, senziente e sboccato, si fanno strada attraverso i livelli in cui sono bloccati, facendo esplodere e uccidendo quasi tutto e tutto ciò che possono vedere.

Un casinista nato.

Rad Rodgers è un classico platform run-and-gun con molti riferimenti culturali agli anni ’80 e ’90 (ci è piaciuto particolarmente l’oggetto indossabile Alien Facehugger Mask). Siamo stati spazzati via inizialmente dalla gamma di colori vibranti e dall’azione divertente e frenetica. I sorrisi si insinuavano sul nostro viso come ci ricordava l’infanzia attraverso riferimenti a titoli come Sonic e Mario, anche a volte prendendo in giro se stessi e parlando direttamente al giocatore. Era come un tuffo nel passato, ma con una grafica molto migliore. Se potessimo classificare un titolo solo su audio e video, otterremmo un punteggio molto più alto.

La premessa di base prevede l’attraversare i livelli, ascoltare le battute di Dusty, raccogliere cristalli, uccidere creature, trovare cappelli da collezione e entrare nelle case delle creature per ottenere potenziamenti. Tutto questo mentre si tenta di completare l’obiettivo principale: trovare i quattro pezzi di un cerchio di pietre per aprire il portale finale per arrivare al livello successivo, anche raccogliendo le chiavi blu per aprire nuove aree – sempre chiavi blu, mai rosse o gialle.

Ogni volta che trovi un pezzo della chiave del portale di pietra, Dusty fa un commento come “tre, questo è il numero magico”. La prima volta che lo abbiamo sentito è stato divertente; tuttavia, considerando che lo dice in tutti i livelli, presto diventa un po’ stancante. Di fatto, questo porta al nostro primo grosso reclamo sul gioco: è troppo ripetitivo. Dopo un po’, inizi a sentire gli stessi commenti che escono dai personaggi più e più volte. Le gag che dovrebbero essere divertenti dopo poco non lo sono più.

“Ma qui non ci sono già stato?”.

Ci sono più allusioni e riferimenti in questo script di Rad Rodgers che in un film comico americano. E, come direbbe un noto personaggio, è stato bello finché è durato, ma troppo rapidamente.

Dicono che le dimensioni non contano, ma non ci sono abbastanza livelli. A parte la coppia di esperienze pogo in cui salti e raccogli i cristalli (sembra più divertente di quanto non sia), e una battaglia con il boss, tutti gli altri erano la stessa cosa. Ben fatti, nulla da dire, ma indistinguibili l’uno dall’altro.

L’angolo in alto della mappa ci dice “Mondo Uno”, il che ci ha fatto pensare che questo era solo il primo di molti mondi. Quando l’abbiamo completato, dopo aver sconfitto una specie di mostro, l’ultima cosa che ci è stata detta è “ecco la cartuccia per World Two”. Fantastico. Tuttavia, siamo rimasti inorriditi nel sentire che “gli sviluppatori devono prima svilupparlo”. Oh beh, probabilmente avremmo dovuto saperlo prima di iniziare a giocare.

Come abbiamo detto prima, c’è troppa ripetizione, ripetizione e ancora ripetizione. Durante i livelli principali, ci sono parti in cui Dusty dovrebbe entrare nel codice e risolvere i problemi. All’inizio era interessante, ma dopo due o tre volte abbiamo iniziato a temerlo. Anche Dusty dice molte volte “Odio questa parte”. Ti sentiamo Dusty. Ci sono molte aree segrete da trovare e cappelli da collezionare, con ogni livello che ti segna alla fine in base a ciò che hai trovato e ucciso.

Al momento del rilascio, non c’è un trofeo di platino e solo una manciata di altri da collezionare, il che ci ha fatto chiedere perché qualcuno si sarebbe preso la briga di andare a trovare tutto perché non c’è altra vera sensazione di gratificazione per il gioco.

Un lato tecnico tutto da gustare.

Graficamente, siamo molto combattuti. Certo, il gioco è brillante, colorato e molto ben fatto – tecnicamente. E non è pixel art (niente contro le pixel art, anzi; ogni tanto, però, è bello vedere un gioco girare con un’estetica liscia). Tuttavia, non è il platform più bello che vedrai su PS4. Valutando i particellari, gli effetti di luce, i color, possiamo tranquillamente asserire che comunque Rad Rodgers è lassù con i migliori Platform per questa console.

Per quanto riguarda le prestazioni, su PS4 il gioco funziona bene – sono su FW 5.50 con Supersampling attivo e inizialmente il gioco si è bloccato molto. Tuttavia, ieri hanno rilasciato una patch che lo ha risolto e tutto sembra funzionare alla grande ora, quindi se lo stai acquistando fisicamente, assicurati di ricevere l’ultimo aggiornamento prima di iniziarlo.

L’audio lo abbiamo adorato. La colonna sonora si adatta davvero bene al gioco e al genere e offre una musica accattivante che rimarrà impressa per un po’. La recitazione vocale inoltre è grandiosa. Jon St.Jon offre perfettamente tutte le sue battute e Hunter Pratt fa un ottimo lavoro nel dare voce a Rad.

Conclusioni.

Rad Rodgers è un discreto Platform 2.5D che riunisce vari aspetti di tutti i vecchi platform 2D che amiamo e schiaffeggiati con un look moderno. La sceneggiatura è divertente, la storia è divertente e i riferimenti gettati qui sicuramente faranno sorridere tutti quelli che riescono a farlo. Il gioco in sé non è molto lungo in termini di lunghezza, ma se vuoi tornare indietro e vedere tutto ciò che il gioco ha da offrire e trovare tutti gli oggetti nascosti, allora hai una discreta quantità di cose da fare.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Rad Rodgers
7.5 / 10 4News.it
Disponibile suPS4, XBOX One, PC
Pro
    - Grafica accattivante
    - Ottima soundtrack
    - Ottima recitazione
    - Divertente
Contro
    - Troppo ripetitivo
    - Troppo corto per i nostri gusti
    - Nemici troppo simili tra di loro
Riassunto
Rad Rodgers vale sicuramente la pena di essere giocato. Tuttavia non è un prodotto né completo né variegato, e deve essere preso per quello che è, senza troppe aspettative.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

MediEvil Remaster includerà anche il secondo capitolo

0

Due avventure in un unico gioco.

La famosa catena WalMart ha rivelato interessanti novità sul remaster di MediEvil che, però, sono da prendere con le pinze in quanto non ufficiali: innanzitutto, il titolo sarebbe preordinabile tra due settimane stando al loro database, mentre verrebbe ufficialmente presentato al Pax East del prossimo 5 Aprile.

Inoltre, la Remastered includerebbe entrambi i primi due capitoli usciti sulla prima PlayStation, pertanto avremo ben due avventure da affrontare.

Per quanto riguarda la data d’uscita, voci di corridoio indicherebbero il 30 aprile come giorno di lancio, ma dovremo attendere la conferma ufficiale da parte dello sviluppatore. Sir Daniel Fortesque è pronto a risorgere per l’ennesima volta, e noi siamo felicissimi di accoglierlo nuovamente!