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Wolfenstein II: The New Colossus, scopriamo come i compositori hanno lavorato sulla colonna sonora

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La musica è stata composta da Mick Gordon e Martin Stig Anderson.

Uno degli aspetti che caratterizzano in maniera evidente l’esperienza di gioco di Wolfenstein II: The New Colossus è rappresentato dalla colonna sonora che accompagna in maniera dinamica e efficace ogni momento del gioco.

Scopriamo oggi chi ne sono i compositori e come hanno lavorato per rendere unica questa esperienza ludica. Diamo quindi la parola a Mick Gordon e Martin Stig Anderson.

Com’è stata la vostra collaborazione con la squadra di sviluppo di The New Colossus?
Mick Gordon: Ho trascorso una meravigliosa settimana dell’estate svedese nell’ufficio di MachineGames a Uppsala. Hanno stampato l’intero gioco e creato dei piccoli poster dei vari momenti, componendo sulla parete un gigantesco diagramma di flusso a nostro uso e consumo. Sembrava una scena di un poliziesco televisivo! Poi ho spedito la musica e i vari file di accompagnamento per sapere cosa ne pensassero e da lì abbiamo proseguito confrontandoci via via.

Martin Stig Anderson: Dato che il mio studio si trova a Copenhagen, la quale non dista troppo da Uppsala, ho avuto la possibilità di visitare gli uffici di MachineGames un paio di giorni al mese per tutta la produzione. La squadra audio ha gentilmente condiviso con me le registrazioni originali e delle tracce di prova, dandomi il permesso di usare i loro materiali nella colonna sonora. Questo ha consentito di serrare il rapporto tra musica e progetto sonoro.

Come si crea la musica per un videogioco dall’atmosfera totalmente assurda?
M.G.: Wolfenstein: The New Colossus copre una vasta gamma di emozioni. Nel gioco il mondo intero è devastato, triste e oppresso. Nonostante questo, i personaggi della resistenza sono gentili e solidali gli uni con gli altri. La musica doveva sostenere la loro “colossale” lotta contro la brutale forza nazista e mira a rappresentare tutto questo dall’oppressivo e devastante regime nazista alla disperata condizione in cui versa la resistenza.

M.S.A.: Ho scoperto che la chiave per dare peso e profondità all’atmosfera del gioco era lasciare che la musica accompagnasse i vari scenari epici. Per esempio, in un’area del gioco la musica ruota intorno alle enormi scintille che emergono da una struttura magnetica; in un’altra, la Manhattan piena di detriti dopo lo sgancio della bomba atomica, sui suoni prodotti dal metallo mentre viene lacerato e da urla distanti.

Avete usato strumenti/effetti/rumori particolari?
M.G.: Come obiettivo mi ero prefisso quello di riprendere e sviluppare ulteriormente i temi in stile anni ’60 e le tecniche di produzione usati per la colonna sonora di Wolfenstein: The New Order e per il brano “The Partisan” di Wolfenstein: The Old Blood. Per lo più ho usato gli stessi strumenti: chitarre acustiche, chitarre con corde di nylon, violoncello e mandolino. C’era poi il principio per cui tutto doveva passare attraverso veri amplificatori: grancasse, sintetizzatori, clarinetti, violini, drum machine 808, urla… tutto! Questo per esaltare l’atmosfera anni ’60 e conferire alla colonna sonora un carattere unico.

M.S.A.: Nell’elaborare e strutturare i suoni ho parafrasato alcuni motivi musicali graditi ai nazisti, tra cui per esempio il Seufzermotiv o “sospiro musicale”, una minima ascendente o discendente, imitato con il suono prodotto dal volo degli aerei (debitamente e pesantemente rielaborato). Molti suoni sono stati incisi su vinile e poi ri-registrati su un vecchio registratore in modo da ottenere la qualità audio tipica dell'”orchestra su vinile”.

INNO3D presenta le nuove schede NVIDIA con dissipatore Jet-Fan

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Un nuovo dissipatore per ampliare ulteriormente il catalogo della compagnia.

INNO3D ha presentato nella giornata di oggi un nuovo dissipatore che accompagnerà le schede video NVIDIA della serie 10 vendute dal produttore di Hong Kong. Il nuovo sistema di dissipazione Jet Fan, è a camera di vapore (vapor chamber) simile a quello equipaggiato di serie sulle frontier edition di NVIDIA, è stato implementato con alcune delle proposte INNO3D già presenti sulla gamma iCHILL. In particolare le nuove 1080, 1080ti, e 1070 (e in futuro anche la 1070ti) saranno equipaggiate con una ventola estremamente silenziosa JetFan,  un heatsink che copre interamente il PCB della scheda, dal chipset grafico e le memorie fino ai VRM e saranno inoltre dotate di un backplate in acciaio nero dalla serie HerculeZ. Il tutto ad un prezzo estremamente contenuto anche considerando la particolare qualità costruttiva.

Per maggiori dettagli vi invitiamo a leggere il comunicato qui sotto.

INNO3D presenta le nuove schede video con il dissipatore Jet-Fan

INNO3D annuncia di aver ampliato il proprio catalogo presentando le soluzioni grafiche GeForce GTX 1080, GTX 1080 Ti e GTX 1070 con il nuovo sistema di dissipazione Jet-Fan!

Hong Kong, 19 ott. 2017 – INNO3D, produttore leader di innovativi componenti hardware grafici di fascia alta, ha il piacere di annunciare di aver ampliato il proprio catalogo, presentando le soluzioni grafiche GeForce GTX 1080, GTX 1080 Ti e GTX 1070 con il nuovo sistema di dissipazione altamente ottimizzato denominato Jet-Fan.
Il dissipatore ad aria, dispone di una ventola efficiente e appositamente specificata per garantire a bassi regimi di rotazione, prestazioni eccellenti di smaltimento del calore. Il cooler, che occupa interamente tutta la lunghezza del PCB delle schede grafiche, sarà pertanto in grado di garantire ottime prestazioni termiche in piena silenziosità.

Il dissipatore Jet-Fan dispone inoltre di materiali premium, che oltre ad avere un’estetica “grezza ed accattivante”, sono in grado di coniugare perfettamente prestazioni silenziosità ad un costo ottimale, in grado di salvaguardare il vostro portafoglio. In sostanza le schede che dispongono del cooler Jet-Fan saranno performanti e economicamente vantaggiose.

Il dissipatore Jet-Fan dispone di una Vapor Chamber avanzata in grado di tenere a bada i bollenti spiriti delle moderne e prestanti schede video GeForce GTX 1080, GTX 1080 Ti e GTX 1070. Inoltre la presenza di una piastra in acciaio duro denominata Herculez garantisce un’ottimale smaltimento del calore. Le nuove soluzioni INNO3D con cooler Jet-Fan saranno disponibili a breve.

Razer, disponibili le nuove cuffie Electra V2 e Electra V2 USB

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Caratteristiche di fascia alta ad un prezzo contenuto.

Con un comunicato ufficiale che potete leggere sotto, Razer ha annunciato la disponibilità delle nuove cuffie da gaming Electra V2 e Electra V2 USB.

I due modelli sono stati riprogettati in modo da offrire un maggiore comfort anche per le sessioni di gioco più lunghe oltre ad una qualità audio di alto livello rimanendo, al contempo, accessibili a tutti per quanto riguarda i prezzi.

Le Razer Electra V2 e Electra V2 USB sono già acquistabili dal sito ufficiale rispettivamente al prezzo di 59,99€ e 69,99€.

Per maggiori informazioni alleghiamo il comunicato.

CON LE CUFFIE GAMING RAZER ELECTRA V2, CARATTERISTICHE DI FASCIA
ALTA PER TUTTI

 

I due modelli riprogettati delle cuffie Razer offrono versatilità ed esperienza audio definitive
con un occhio al budget

 

 

Milano – 20 ottobre 2017 – Razer, leader mondiale nel lifestyle gaming, annuncia due nuove cuffie gaming per i giocatori attenti al budget, Razer Electra V2 e Razer Electra V2 USB.

RAZER ELECTRA V2:

Le Razer Electra V2 sono cuffie da gioco essenziali compatibili con la maggior parte dei dispositivi. Sono state progettate per offrire versatilità e qualità del suono eccellenti indipendentemente dal device utilizzato. I suoi driver al neodimio da 40mm sono ottimizzati per garantire la migliore esperienza audio possibile, sia che si giochi su PC e console o si ascolti musica su un telefono. Un connettore unificato audio e microfono semplifica l’utilizzo su PC, Mac, Xbox One™, PlayStation®4, o telefono con jack audio da 3,5mm. Completa il tutto un microfono boom removibile.

“Abbiamo creato le cuffie ideali per il gamer moderno”, spiega Min-Liang Tan, co-fondatore e CEO di Razer. “Le Razer Electra V2 sono state aggiornate con materiali più resistenti e confortevoli per sessioni più prolungate di gioco dal suono eccezionale. Leggere e dotate di audio ad alta fedeltà, vanno bene per tutte le tasche, e sono l’ideale a casa o in movimento”.

Le Electra V2 sono state pensate per ore di utilizzo continuo. Le caratteristiche per quel che riguarda comfort e solidità includono un telaio in alluminio leggero e flessibile con poggiatesta sospeso e padiglioni in similpelle morbida. Un microfono rimovibile consente di ottenere una comunicazione nitida e chiara durante le battaglie o le conversazioni telefoniche. Rimuovendo il microfono è possibile godere di un’esperienza audio in tutta comodità.

Queste opzioni di fascia alta, ora standard sulle Electra V2, finora erano state spesso limitate a cuffie più costose.

RAZER ELECTRA V2 USB:

Le Razer Electra V2 USB hanno le stesse caratteristiche delle Razer Electra V2, ma sono ottimizzate solo per l’utilizzo su PC tramite connessione USB. Gli utenti possono ora attivare la retroilluminazione verde Razer sui padiglioni, e la qualità audio digitale in suono surround 7.1 virtuale tramite Razer Synapse – il configuratore basato su cloud di Razer.

 

PREZZO:

 

Electra V2: €59,99

Electra V2 USB: €69,99

 

DISPONIBILITÀ:

 

Razerzone.com: Disponibile

Worldwide: Q4 2017

 

CARATTERISTICHE DI PRODOTTO:

 

Razer Electra V2

 

Cuffie

  • Risposta in frequenza: 20 Hz – 20 kHz
  • Impedenza: 32 ± 15% Ω
  • Sensibilità: 105 ± 3dB
  • Potenza massima in entrata: 50 mW
  • Driver: 40 mm con magneti al neodimio
  • Lunghezza cavo: 1,3 m
  • Peso approssimativo: 278 g

Microfono (microfono boom removibile)

  • Risposta in frequenza: 100 Hz – 10 kHz
  • Rapporto segnale – rumore: ≥ 50 dB
  • Sensibilità (@1 kHz): -41 ± 3 dB
  • Pick-up pattern: unidirezionale

Controlli sulle cuffie

  • Volume, mute

 

Razer Electra V2 USB

 

Cuffie

  • Risposta in frequenza: 20 Hz – 20 kHz
  • Impedenza: 32 ± 15% Ω
  • Sensibilità: 115 ± 3 dB
  • Potenza massima in entrata: 50 mW
  • Driver: 40 mm con magneti al neodimio
  • Lunghezza del cavo: 1,3 m
  • Peso approssimativo: 294 g

Microfono (microfono boom removibile)

  • Risposta in frequenza: 100 Hz – 10 kHz
  • Rapporto segnale – rumore: ≥ 50 dB
  • Sensibilità (@1 kHz): -41 ± 3 dB
  • Pick-up pattern: unidirezionale

Controlli sulle cuffie

  • Volume, mute

Per maggiori informazioni sulle Razer Electra V2 visitare www.razerzone.com/gaming-audio/razer-electra-v2

Recensione The Evil Within 2

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Il ritorno del terrore!

Shinji Mikami, Capcom e Resident Evil. Un legame indissolubile, forse paragonabile soltanto al rapporto Hideo Kojima, Konami, Metal Gear Solid. Entrambi menti rivoluzionarie nel mondo videoludico ma entrambi ormai ben lontani dai fasti di un tempo. Kojima, come ben sappiamo, ha praticamente chiuso ogni rapporto con Konami, mentre Mikami dopo i grandi successi avuti con Resident Evil, Resident Evil 2, Resident Evil 3: Nemesis, Resident Evil 4 e Dino Crisis, per quasi dieci anni non è riuscito più a sfondare. La redenzione, se così si può chiamare, si è avuta soltanto nel 2010. Mikami decise di creare un nuovo team: Tango Gameworks, acquistata poi da ZeniMax Media, che fra gli altri possiede anche Bethesda Softworks, l’idea? Lavorare su un nuovo survival-horror: Project Zwei, noto in seguito come The Evil Within.

The Evil Within, conosciuto in Giappone come Psychobreak e pubblicato proprio da Bethesda nel 2014, ci metteva nei panni di Sebastian Castellanos in un’ambiente inquietante e carico di mistero. Omicidi brutali, pozze di sangue e inspiegabili presenze paranormali. E’ soltanto l’inizio di ciò che di lì a poco avrebbe atteso il buon Sebastian. Il plot narrativo di The Evil Within, volutamente, era stato tenuto nascosto, dando quindi al giocatore quella sensazione di suspense e di ansia che al contempo lo spingeva nei meandri della follia e della morte ad indagare e a scoprire sempre di più, raccogliendo tasselli e costruendo un puzzle che alla fine del gioco aveva senso, sì se aveva un senso. Ricordo le sere di ottobre passate a giocare a The Evil Within; da fan accanito di Resident Evil, ero abituato a titoli horror e simili, ma ciò che Mikami è riuscito a fare con The Evil Within va davvero oltre. L’ansia a mille, il timore di essere scoperti, un passo falso ed eri MORTO. Creature stranissime, che ti lasciavano davvero basito alla loro vista e il doverle affrontare, bè, faceva davvero accapponare la pelle.

“Un vero gioco “survival horror” è un gioco in cui il giocatore affronta, e vince, la paura”

Shinji Mikami

Questo era The Evil Within, un titolo horror, con tanti riferimenti all’ultimo grande successo targato Mikami: Resident Evil 4 e non solo. The Evil Within aveva molto in comune con il gioco pubblicato inizialmente in esclusiva Nintendo GameCube ed è riuscito a soddisfare una buona fetta di pubblico grazie a un’avventura solida, un plot narrativo scorrevole, che non veniva quasi mai interrotto e da un gameplay che riprendeva elementi classici del genere e elementi del tutto nuovi, combinandoli piuttosto bene.

Il fascino della paura

Ed eccoci, a tre anni di distanza a vivere di nuovo un’esperienza intensa e angosciante. The Evil Within 2 e fra noi, Mikami nel ruolo di producer e John Johanas nei panni di director. Un gioco che riprende le solide basi del predecessore ma promettendo un’esperienza meno lineare. All’inizio di questa terrificante avventura, ambientata qualche anno dopo i fatti narrati in The Evil Within ritroviamo Sebastian Castellanos. E’ diverso, visibilmente provato dagli eventi del primo capitolo, ormai solo e che cerca invano di dimenticare cosa ha vissuto. Ritroviamo anche Juli Kidman, che coinvolge nuovamente Sebastian per indagare su quanto fa l’organizzazione Mobius, anch’essa con tanti punti di contatto con una storica organizzazione che gli amanti di Resident Evil conoscono bene: l’Umbrella Corporation. Sinistri esperimenti, analisi e raccolta di dati su cavie. Una di esse è proprio la figlioletta di Castellanos e proprio per questo Sebastian accetta malgrado di ritornare nuovamente nello STEM.

STEM, una sorta di “radice” neurale, già presente nel primo The Evil Within, e che stavolta ha come obiettivo la cittadina fittizia di Union. Ciò che inizialmente doveva essere un ambiente idilliaco è stato trasformato in una visione distorta di una cittadina americana di provincia. Questo è successo perché l’intera cittadina di Union è stata creata nello STEM usando una mente pura e incontaminata come base (o Nucleo): Lily, proprio la figlia di Sebastian. Ma quando Lily scompare nello STEM, il mondo virtuale perde il suo Nucleo e la distruzione ha così inizio. Toccherà a Sebastian trovare sua figlia e portarla fuori dallo STEM, prima che il sistema collassi.

Benvenuti all’inferno – atto secondo

La trama di The Evil Within 2, rispetto a quella del predecessore, risulta essere più lineare e meno confusa andando non soltanto ad approfondire le vicende di Sebastian, della sua famiglia ormai distrutta e di Lily ma coinvolgendo la Mobius e i malcapitati impiegati della stessa che si trovano all’interno della “radice” neurale.  Il plot narrativo mantiene gli stessi canoni del primo capitolo, inizialmente il ritmo sarà abbastanza compassato, per poi diventare sempre più frenetico e ritmato, coinvolgendo il giocatore fino alla fine. Se ricercate però un’avventura survival-horror pura, ci dispiace dirlo ma Tango Gameworks con The Evil Within 2 ha deciso di sperimentare. Il ritmo infatti verrà “spezzato”, c’è da dire fortunatamente in pochissimi momenti, giusto il tempo di intercettare, attraverso un nuovo strumento: il comunicatore che rileva voci dal passato, una trasmissione e andare a raccogliere utili provviste o dare una mano a qualche membro del Mobius.

Tale scelta però, riduce drasticamente quel senso di angoscia e di ansia che The Evil Within ci aveva dato, portando il sequel ad essere un prodotto più accessibile al grande pubblico e non soltanto indirizzato, a quella schiera di fan, anche se davvero fitta, amanti dei classici survival. Quindi se volete, quasi, vivere un’esperienza horror classica, dovrete per forza di cose selezionare sin da subito il livello più elevato. Quando avrete completato il gioco potrete accedere al new game plus, che come altri titoli, anche non per forza horror, ci metterà davvero alla prova, con scorte limitate, nessun potenziamento o abilità e salvataggi striminziti.

La mente di un bambino

Ma passiamo al gameplay. È cambiato rispetto a The Evil Within? Per niente. Poiché il sistema di gameplay si era dimostrato già molto solido all’epoca, Tango Gameworks, ha deciso di non stravolgerlo mantenendolo così com’era. Il buon Sebastian continua ad avere movenze impacciate soprattutto quando per forza di cose dovremo darci alla fuga e proprio da questo punto di vista si percepisce come la scelta sia stata voluta dal team di sviluppo. Non si tratta quindi di un limite tecnico, ma di volontà intrinseca nel team di sviluppo. Fra le tante promesse decantante in questi mesi, una su tutte aveva incuriosito i fan: meno linearità e più libertà esplorativa. Sarà stata mantenuta?

Ci sono ancora sezioni lineari e sbarramenti evidenti, ma sono presenti anche aree esplorabili. L’idea degli sviluppatori, riabbraccia l’intento di offrire un prodotto più su vasta scala, quindi meno cupo e meno teso del predecessore. Ecco quindi che la libera esplorazione abbassa un po’ il ritmo e inoltre permette la raccolta di utili file oltre al poter compiere le già citate quest secondarie. Inoltre, la scelta di spezzare il ritmo, si ripercuote sul gameplay anche per un altro aspetto, infatti sarà il giocatore a decidere come e in che modo proseguire. Se evitare quella zona o se rischiare di trovarsi svariati nemici alle calcagna. Migliore risulta essere il sistema di copertura, fondamentale se vogliamo conservare qualche pallottola o purtroppo abbiamo poche munizioni a disposizione. Attenzione, utilizzatele sempre con cautela, quando potete, datevela a gambe, eviterete di sprecare munizioni inutilmente.

“Fuggire, non è da codardi”

Rimanere a secco sarà comunque difficile, a meno che non iniziate a sparare all’impazzata. Il titolo comunque a più riprese fa capire al giocatore, praticamente dai primi istanti, di gestire oculatamente le risorse e di utilizzare le azioni furtive. The Evil Within 2 spinge molto sugli attacchi alle spalle e dai ripari per eliminare un’eventuale minaccia. Utilizzare anche l’ambiente a nostro favore sarà fondamentale, non tanto contro i nemici standard, mai pericolosi e piuttosto “facili” da uccidere ma contro i boss (molto ispirati), individuare bidoni esplosivi, scie di benzina e opportunità ambientali, sarà importantissimo per rimanere vivi.

Oltre a tali aspetti, è stato migliorato anche il sistema di progressione del protagonista e di sviluppo delle armi. Nel primo caso, attraverso una melma verde, ottenibile sconfiggendo le orrende creature, Sebastian potrà migliorare la sua prestanza fisica, danni subiti, fatica, scatto, abilità combattive, furtività, nel secondo caso invece, ci sono delle strutture inaccessibili ai mostri, un po’ come le stanze in cui era possibile salvare tramite la macchina da scrivere in Resident Evil e qui Sebastian, su un comodo banco da lavoro, potrà migliorare il proprio arsenale e creare utili munizioni e oggetti.

Ecco come ti servo la paura

Il comparto tecnico di The Evil Within funziona bene. L’evoluzione dell’id Tech 5 si chiama STEM Engine. Sono state eliminate le fastidiose bande nere a favore di un’azione a tutto schermo. Il sistema di illuminazione e gli effetti particellari, sebbene non facciano gridare al miracolo, sono sicuramente stati realizzati meglio rispetto al primo capitolo. Le ambientazioni, soprattutto interne, hanno davvero tanti dettagli e nel complesso, salvo alcune eccezioni, risultano essere buone. L’Engine ha permesso al team di sviluppo di sbizzarrirsi con illusioni ottiche, cambi repentini, giochi di luce, tutti elementi che uniti alla direzione artistica, fanno di The Evil Within 2, un bel gioco, tetro, oscuro e oppressivo. Buono il lavoro svolto sui modelli poligonali dei personaggi e dei boss, anche se, a tratti, presentano ancora alcune espressioni poco convincenti. Doppiaggio e sonoro, il gioco è interamente doppiato nella nostra lingua, il recitato è apprezzabile anche se avendo giocato il primo capitolo in inglese, ritengo che il doppiaggio italiano sia un filino inferiore. Ottimi infine gli effetti audio e la colonna sonora, davvero ispirata. Gli estenuanti caricamenti del primo capitolo sono stati ottimizzati e risultano esser quasi fulminei.

 

The Evil Within 2
8.4 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4, XBOX One, PC
Pro
    - Storia convincente
    - Ottima progressione del personaggio
    - Impegnativo quanto basta
Contro
    - Qualche sbavatura tecnica
    - Non cambia tantissimo rispetto al primo capitolo
Riassunto
The Evil Within 2, rappresenta un bel passo in avanti per il brand. È un survival-horror convincente, sicuramente meno angoscioso e tetro del precedente capitolo, in quanto pensato più per il “grande pubblico”, ma sicuramente i fan del genere e non solo lo apprezzeranno e non poco. Il gameplay resta solido, grazie anche ad una direzione artistica con i controfiocchi, forse manca quella trovata creativa che avrebbe potuto portare sui livelli di eccellenza la produzione, ma possiamo ritenerci soddisfatti. Tango Gameworks, anche con un Mikami in veste di producer e non di director, ha fatto centro e speriamo, anche se l’influenza del buon Shinji in The Evil Within 2 si è fatta sentire, che magari possa ritornare in prima persona ad occuparsi di un possibile terzo capitolo.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

Syberia 2, svelata la data di uscita su Nintendo Switch

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Nessuna novità per quanto riguarda invece il terzo capitolo.

Con l’imminente uscita su Nintendo Switch del primo Syberia (che sarà disponibile da domani sull’Eshop), Microids ha finalmente annunciato la data di uscita per il secondo capitolo della serie, fissata al 30 novembre.

Nessuna notizia invece per quanto riguarda il porting di Syberia 3, già disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC da diverso tempo.

In arrivo la nuova colorazione Sunset Orange per il DualShock 4

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Una Limited Edition per celebrare la festività di Halloween.

Sony Interactive Entertainment Europe ha da poco annunciato l’arrivo di un DualShock 4 nell’edizione Sunset Orange per celebrare la festività di Halloween.

Il nuovo pad si presenta in una doppia colorazione: la parte frontale sarà interamente arancione mentre il retro ed i vari tasti saranno viola. Colori che si uniscono perfettamente e che rendono questo pad sinceramente interessante.

L’edizione speciale Sunset Orange in Italia sarà disponibile a partire dal 13 novembre in esclusiva nei negozi Unieuro.

 

Recensione LEGO Ninjago Il Film: Videogame

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Tratto dall’omonimo film attualmente nelle sale cinematografiche.

Ormai da qualche anno a questa parte l’accoppiata LEGO e videogiochi è sicuramente un binomio vincente; tante sono state le avventure create dai ragazzi di Traveller’s Tales con i mattoncini più famosi al mondo, spesso ispirate a saghe di successo (Star Wars, Harry Potter, Marvel, giusto per citarne qualcuna) o alcune completamente originali, come gli ottimi Lego The Movie e LEGO City Undercover. Anche LEGO Ninjago Il Film: Videogame appartiene a quet’ultima categoria; il titolo è un tie-in dell’omonimo film che attualmente si trova nelle sale cinematografiche e racconta le avventure di un gruppo di sei adolescenti/ninja che hanno il compito di salvare la città di Ninjago dagli attacchi del perfido Garmadon.

La storia di Ninjago nasce principalmente come serie TV (che in italia è visibile sul canale TV Boing), per questo il titolo, pur restando comprensibilissimo da chiunque, è pensato soprattutto ai fan della serie animata.

Ninjago alla riscossa

La trama del videogioco, da clasico tie-in, segue fedelmente gli avvenimenti dell’omonimo film. Come accennato in precedenza seguiremo le avventure di sei ragazzi (Lloyd, Nya, Jay, Kai, Cole, Zane) che, segretamente, possiedono grandi abilita che li rendono di fatto dei veri e propri combattenti ninja. questi ragazzi, chiamati Ninjago,  si vedono ben presto costretti ad entrare in azione per salvare la loro città, Ninjago Ciy, dal perfido attacco di Lord Garmadon. Senza voler creare alcuno spoiler, vi basti sapere che l’attacco del malvagio Lord Garmadon sarà solo l’inizio dei problemi a cui andranno incontro i nostri sei eroi. I Ninja ben presto si troveranno infatti in una situazione disperata e, per salvare Ninjago City dovranno compiere un viaggio che gli permetterà di imparare lo Spinjitsu, ovvero l’antica arte della dominazione e del controllo degli elementi.

La trama, sicuramente non spicca per originalità ma anzi, grazie anche ad una narrazione (volutamente) frammentaria, sembra quasi distaccarsi dal titolo. L’avventura infatti ci verrà presentata attraverso l’utilizzo di alcuni spezzoni tratti dal film, oltre che con le classiche (e simpatiche) sequenze in game, che risultano però spesso “scollegate” tra loro.

Arti marziali in salsa LEGO

Senza ombra di dubbio l’elemento migliore del titolo è sicuramente il gameplay, che in questo LEGO Ninjago Il Film: Videogame ha subito alcune migliorie ed aggiunte interessanti, pur restando ancorato alle meccaniche action/platform che da sempre fanno parte dei titoli LEGO.

Partiamo dal sistema di cobattimento, che finalmente (pur non aumentando minimamente il livello di difficoltà) appare più “intelligente” e “maturo” rispetto al passato, con nemici più aggressivi capaci ora di effettuare anche delle parate. Il combat system quindi risulta più profondo grazie all’utilizzo da parte del giocatore di diversi stili di combattimento, potenziabili nel corso dell’avventura tramite l’utilizzo di alcuni gettoni. Non mancheranno infatti mosse speciali, combo devastanti e perfino un counter attack, quasi a rendere il gioco un hack’n’slash.

Per quanto riguarda la parte esplorativa/platform del titolo non abbiamo sostanziali novità: chiunque abbia giocato almeno un precedente titolo LEGO infatti sa già cosa lo aspetta una volta terminata la storia principale (che vi terrà occupati solamente per circa 6 ore). Questa formula è rimasta pressoché invariata, con i soliti, tanti, collezionabili ed oggetti extra, oltre che minigiochi, sparsi per il mondo di gioco da raccogliere, a patto che abbiate voglia di rigiocarvi i vari livelli con personaggi diversi. Ovviamente per i completisti sarà un ottima notizia, ma per i meno avvezzi alla raccolta di oggetti (che fondamentalmente aggiungono poco e nulla al titolo) si rivelerà un aggiunta inutile.

Ottime invece alcune delle missioni secondarie disponibili nel gioco. Una volta finiti i livelli in modalità storia, potremo prendere parte ad alcune missioni secondarie che ci vedranno combattere in vari “dojo” contro alcuni boss speciali, permettendoci così di scoprire parti secondarie della storia di Ninjago.

Segnaliamo inoltre la possibilità di poter completare l’avventura in coop insieme ad un amico (esclusivamente in locale), oltre che la presenza della Modalità Battaglia in cui potremo affrontare una serie di nuove sfide fino ad un massimo di 4 giocatori (sempre in coop locale).

Fortunatamente ciò che non è cambiato in questo LEGO Ninjago Il Film: Videogame è l’immediatezza che lo rende accessibile a chiunque, ma anche la simpatia e la comicità dei dialoghi, di cui i titoli LEGO sono pregni, che riusciranno più di una volta a strapparvi qualche risata.

Mattoncino dopo Mattoncino

Nessuna novita purtroppo per quanto riguarda il comparto tecnico. Nonostate un motore grafico non certo al top la resa grafica del titolo resta sinceramente buona, grazie anche al grande lavoro riposto dai ragazzi di TT Games nella creazione dei vari ambienti, coloratissimi ed ispirati, che compongono il mondo di gioco. Ottime inoltre le animazioni dei vari personaggi (giocabili e non) che incontreremo lungo la nostra avventura.

Purtroppo il gioco, almeno nella versione da noi provata (su PlayStation 4 Pro) ha evidenti problemi di ottimizzazione. Più di una volta ci sono capitati crash improvvisi dell’applicazione, oltre che fastidiosi bug che ci hanno impedito di continuare la nostra avventura, costringendoci a ricaricare un checkpoint precedente (fortunatamente numerosi). Abbiamo riscontrato inoltre, nelle situazioni più concitate, alcuni fastidiosi, seppur brevi, cali di frame rate.

Infine, a differenza del comparto tecnico, segnaliamo l’ottimo doppiaggio in italiano che segue di pari passo quello presente nel film. Buono anche il comparto sonoro, in particolare con un paio di tracce sicuramente orecchiabili.

Commento Finale

LEGO Ninjago Il Film: Videogame risulta essere nel complesso un buon titolo, dedicato soprattutto ai  fan della serie o per chi ha apprezzato il film da cui è tratto il gioco. Nonostante una longevità inferiere rispetto altri titoli LEGO ed un comparto tecnico datato e male ottimizzato, il gioco ci ha divertito e strappato più di un sorriso, grazie alla classica comicità che da sempre contraddistingue le oprere LEGO. Interessanti inoltre le piccole aggiunte al gameplay (grande focus nei combattimenti), che rendono  LEGO Ninjago Il Film: Videogame leggermente diverso dalle precedenti opere dei TT Games.

 

Spelunker Party è ufficialmente disponibile

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Pronti all’avventura?

Square Enix Ltd. ha annunciato oggi che Spelunker Party, è disponibile su Nintendo eShop per Nintendo Switch e su STEAM.

Segui la storia di Spelunkette e dei suoi amici e parti all’avventura nelle grotte da solo o con fino ad altri tre giocatori in modalità multiplayer locale o online evitando trappole terribili, massi letali e nemici pericolosissimi.

NVIDIA SHIELD TV, la versione con solo telecomando disponibile anche in Italia

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A partire dal 18 ottobre è disponibile anche in Italia la versione con solo telecomando di NVIDIA SHIELD TV, una versione studiata per gli appassionati di cinema e serie tv, che ad un prezzo più contenuto permette di sfruttare le grandi capacità di NVIDIA Shield per visualizzare contenuti in 4K HDR e naturalmente tutte le principali le piattaforme di streaming video quali Netflix, Amazon Video, Infinity TV, YouTube, Spotify, CHILI Cinema.

NVIDIA SHIELD TV, avrà un prezzo di 199 euro nella versione da 16 gb e con l’aggiunta di 26,99 euro sarà possibile scaricare, a partire da oggi sul Google Play Store l’atteso Jackbox Party Pack 4 che vi permette di giocare ad una serie di giochi studiati appositamente per la piattaforma. Tra questi: Jackbox Party Pack 3, Jackbox Party Pack 2, Jackbox Party Pack, Alto’s Adventure, Riptide GP: Renegade, Real Racing 3, Crossy Road, Mousebot: Escape from CatLab, Red Ball 4, PAC-MAN 256 – Endless Maze, Skeletomb, Afterloop, Table Top Racing, AirAttack 2, Epic Heroes War, PAC-MAN, Beach Buggy Racing, Riptide GP 2 e Power Hover.

Naturalmente resta disponibile la versione completa di controller e disco da 500gb a 229 euro.


Disponibile da oggi anche in Italia a 199 Euro la versione di NVIDIA SHIELD TV con il telecomando

Tante possibilità d’intrattenimento in 4K HDR, grazie a numerose app con cui guardare in streaming serie televisive, film e tanto altro ancora, ma anche ore e ore di divertimento, grazie a numerosi titoli con cui si può giocare con il solo telecomando.

Milano—18 Ottobre 2017 – NVIDIA annuncia che SHIELD TV (2017) è da oggi in vendita in differenti paesi europei, tra cui l’Italia, nella versione con il solo telecomando al prezzo di 199 Euro (versione da 16GB).

In questa nuova veste, che ha già ottenuto un ottimo successo nelle fasi di pre-order, SHIELD TV rappresenta una soluzione estremamente competitiva per chi è alla ricerca di un media player per lo streaming, con cui vedere anche contenuti 4K HDR, nonché la scelta ideale per tutti coloro che già hanno altri dispositivi Android.

Tutti i film e le serie televisive acquistate su Google Play possono essere guardate con SHIELD anche nel salotto di casa, così come i contenuti forniti in streaming da Netflix, Amazon Video, Infinity TV, YouTube, Spotify, e da poco anche CHILI Cinema.

In aggiunta alle tante app già disponibili, infatti, ha fatto la sua comparsa su SHIELD TV anche CHILI Cinema, un innovativo e completo servizio di video on demand che offre, senza dover sottoscrivere alcun abbonamento e senza alcun costo di attivazione, un catalogo di oltre 50.000 film e serie TV, prime visioni, anteprime, gadget esclusivi, biglietti per eventi e molto altro ancora.

Ma non è finita qui. Infatti, per i giocatori più appassionati continuano a essere disponibili anche il modello di SHIELD TV comprensivo di telecomando e controller, così come SHIELD TV Pro, che mette a disposizione 500 GB di spazio storage. Per chi invece ha un focus minore sui giochi, ma è comunque interessato a sfruttare le opportunità offerte da SHIELD TV nell’ambito del gaming, l’offerta di titoli con cui giocare con il solo telecomando è comunque decisamente ampia e variegata.

Di seguito un breve elenco: Jackbox Party Pack 3, Jackbox Party Pack 2, Jackbox Party Pack, Alto’s Adventure, Riptide GP: Renegade, Real Racing 3, Crossy Road, Mousebot: Escape from CatLab, Red Ball 4, PAC-MAN 256 – Endless Maze, Skeletomb, Afterloop, Table Top Racing, AirAttack 2, Epic Heroes War, PAC-MAN, Beach Buggy Racing, Riptide GP 2 e Power Hover.

In aggiunta, sarà disponibile proprio da domani su Google Play Store l’atteso Jackbox Party Pack 4, in vendita al prezzo di 26,99 €.

SHIELD TV con il solo telecomando è disponibile già da oggi sullo store NVIDIA al prezzo di 199€ IVA inclusa.

Il Museo del Videogioco italiano festeggia i suoi primi 5 anni di attività

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Un grande evento!

Nella giornata di ieri, il VIGAMUS ha festeggiato il 5° anno di vita del Museo e per celebrare l’evento sono stati illustrati i risultati raggiunti dal 2012 a oggi e le novità in arrivo.

La Presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, ha aperto la conferenza con un intervento nel quale ha sottolineato quanto sia importante per la città di Roma il ruolo ricoperto dal Museo del Videogioco, riconosciuto ufficialmente dalle istituzioni. “Il VIGAMUS rappresenta per Roma e per tutta l’Italia un vero e proprio fiore all’occhiello, che avvicina sempre più il mondo dell’innovazione a quello della cultura. Il videogioco oggi occupa, infatti, un posto di rilievo all’interno della nostra società, negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente diventando un elemento portante dell’industria della cultura e raggiungendo fatturati altissimi. Le potenzialità di questo medium sono enormi e superano la sfera dell’intrattenimento puro, offrendo ai giovani concrete opportunità di inserimento nel mondo del lavoro.”

Il Direttore del VIGAMUS, Prof. Marco Accordi Rickards, ha poi inaugurato e accompagnato i giornalisti presenti all’evento a visitare la nuova area tematica Xbox Revolution, realizzata in collaborazione con Microsoft e pensata come una piattaforma adatta a ospitare diverse tipologie di contenuti, che saranno aggiornati puntualmente, sempre in linea con gli ultimi lanci del marchio.

Paolo Bagnoli, Direttore della Divisione Xbox per l’Area Mediterranea, ha dichiarato in questa occasione: “Siamo entusiasti di presentare questo nuovo spazio all’interno del Museo del Videogioco in occasione di un traguardo così importante come i 5 anni dalla sua apertura. Questa nuova area darà l’opportunità a tutti i visitatori di vivere a pieno l’esperienza Xbox attraverso la sua storia e suoi successi”.

Il Prof. Accordi Rickards, in particolare, ha evidenziato il ruolo educativo-pedagogico di Minecraft e l’importanza del legame tra videogioco e apprendimento. Minecraft sarà oggetto di uno speciale incontro con i bambini, domenica 22 ottobre, che saranno guidati dal docente Marco Vigelini, docente accreditato al programma Minecraft Global Mentor. Microsoft ha infatti realizzato un’edizione educational del gioco, pensata proprio per gli insegnanti: Minecraft Education Edition.

Il Prof. Accordi Rickards ha poi proseguito la presentazione annunciando l’inaugurazione della mostra internazionale Pokémon Alola e i suoi abitanti” che farà tappa al VIGAMUS dal 19 al 29 ottobre e aprirà al pubblico gratuitamente. Durante la conferenza è stato inoltre comunicato che nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 ottobre i festeggiamenti al VIGAMUS continueranno, per la gioia di tutti gli appassionati del mondo gaming e le loro famiglie, che avranno la possibilità di visitare il Museo con ingresso gratuito e prolungato. Tra le numerose attività in programma per i bambini e i fan dei videogiochi sono previsti anche Tornei con NintendOn e la presentazione del volume della collana “I play, you play, She plays. Un (video)gioco da ragazze” con l’autrice Francesca Sirtori di Gamesprincess.it, il noto media digitale d’informazione e approfondimento sul mondo dei videogiochi con contributi provenienti da donne videogiocatrici.

L’evento si è concluso con la presentazione del Programma di corsi Universitari VIGAMUS Academy / Link Campus University che, a partire dal prossimo Novembre, inaugura per l’Anno Accademico 2017/2018 il nuovo laboratorio “Creatori di Mondi – Art & Animation” di Maurizio Forestieri, Presidente ASIFA Italia e fondatore di Graphilm Entertainment. Il laboratorio fornisce le basi per dare vita a personaggi e ambientazioni coinvolgenti nei diversi settori dell’entertainment, dai videogiochi ai cartoon, creando un vero e proprio legame tra videogioco e disegno/animazione, consentendo agli studenti di entrare concretamente nel mondo del lavoro in qualità di artist e/o di animatori.

Parlando del collegamento con il settore della Game Industry, è stata poi annunciata la nuova edizione di Gamerome, che quest’anno si terrà presso la sede di VIGAMUS Academy/Link Campus University dal 24 al 26 novembre. A presentare l’evento è stata l’Event Director Micaela Romanini, Vice Direttrice di Fondazione VIGAMUS, che ha raccontato le tendenze più importanti e la particolare attenzione di questa edizione data ai temi degli E-Sports, con un workshop ufficiale Powered by ESL Asia e tenuto dal suo General Manager Frank Sliwka e della diversità nella Game Industry, con la presenza di David W. Smith, Fondatore di Women in Games come Speaker. Tra gli ospiti che interverranno, Agostino Simonetta, Leader EMEA del programma ID@Xbox, che terrà due interessanti interventi rivolti agli Sviluppatori, Tomonobu Itagaki, Creatore di Opere di Culto come la serie di Ninja Gaiden e di Dead or Alive e Denis Dyack, Creatore dei cult Eternal Darkness, Metal Gear Solid: Twin Snakes.

Recensione Total War: Warhammer 2

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Guerra Totale.

Piramidi immerse nel verde di una foresta apparentemente incontaminata. Questa è l’immagine semplice e velata, che Creative Assembly ha pubblicato sui social network come anticipazione al nuovo capitolo della gloriosa saga. Migliaia di appassionati si sono subito scatenati, quale sarebbe stato il nuovo titolo di riferimento, Empire 2 o Medieval 3? Ma ecco avvenire quello che molti non avrebbero mai voluto vedere: ancora Warhammer, ancora draghi e magia. I social insorgono, i giocatori si dividono tra chi avrebbe voluto il ritorno alla storicità contro chi ha apprezzato il primo capitolo. Oggi Total War: Warhammer 2 è finalmente disponibile, scoprite leggendo questa recensione se gli sviluppatori inglesi hanno mosso bene le loro pedine.

Alla conquista del vortice

Come ogni Total War che si rispetti, anche in Warhammer 2 abbiamo l’opportunità di prendere possesso di una fazione e accompagnarla verso la gloria o la disfatta. Caratteristica di questo capitolo fantasy è la storia narrativa, che ci accompagna durante praticamente tutta la partita. L’obiettivo principale del giocatore è condurre il proprio popolo non solo alla conquista totale, come è quasi sempre avvenuto nei titoli storici della saga, ma principalmente dovremo controllare o stabilizzare un grande vortice di pura energia,  presente sulla mappa strategica.

Quattro razze si contendono il cosiddetto Maelstrom, che permette il contenimento delle forze del caos e che quindi impedisce una sorta di apocalisse. Ognuna di queste ha l’obiettivo di possederne il potere: Uomini Lucertola, Elfi Oscuri, Alti Elfi e Skaven, suddivise a loro volta in due clan per ognuna, ciascuno con caratteristiche estremamente uniche e dettagliate non solo per la tipologia delle unità. Per aver successo nell’impresa devono influenzare il Grande Vortice con un rituale, eseguibile solo raccogliendo una quantità sufficiente di “valuta dei rituali”, diversa per ogni razza.

I primi passi li abbiamo fatti con il clan Mors, Skaven (enormi ratti del sottosuolo) capitanati da Queek Mozzateste. Queste creature, sempre in forte competizione con gli altri, si differenziano già dagli attributi elencati prima di iniziare la campagna. Infatti ci viene descritto che questa razza ha un incredibile necessità di cibo, costringendoci a considerare la carne di elfo o lucertola, essenziale per la sopravvivenza delle nostre colonie. Inoltre controllano un vero e proprio impero sotterraneo e questo ci permette di celare ai nemici gli insediamenti in nostro possesso, oppure di preparare imprevedibili imboscate a chiunque osi avvicinarsi.

Iniziato il tutorial giungiamo sulla mappa di campagna, principale teatro di gioco diviso in provincie e ognuna delle quali contenente diversi insediamenti. E’una mappa ricca di ecosistemi diversi, luoghi da scoprire, tesori, rovine e insidie come tempeste, venti di magie e vulcani. Uno spettacolo per gli occhi rispetto ai titoli storici della serie, che ricorda molto quelle di Heroes Of Might&Magic.

Un uomo anziano facente da consigliere, ci accoglie informandoci che gli elfi hanno invaso le terre limitrofe e ci invita ad affrontarli. Prima di farlo ci guardiamo intorno. Le principali caratteristiche degli strategici Creative Assembly non mancano. Su schermo osserviamo la presenza dei consueti dati che ci informano sullo stato del nostro regno: la tesoreria con i fondi attualmente disponibili, le entrate previste, gli insediamenti e gli eserciti in nostro possesso. Per ogni provincia si può avere accesso ad un pannello che ci informa sul suo stato e quello della popolazione: Crescita, importantissima per migliorare gli insediamenti; Introiti generati dalle città o vinti a seguito di battaglie; Ordine pubblico, misurabile con la felicità o la repressione della popolazione; Corruzione. Quest’ultimo è un dato molto delicato, variabile in base agli eventi del gioco è una misura dell’influenza del Caos, dei vampiri o degli Skaven. Un livello eccessivo porta a logoramenti e disordini.

Ci servono rinforzi

Accedendo all’interno degli insediamenti in nostro possesso e cliccando sul pannello di costruzione è possibile, con i giusti fondi, procedere all’arruolamento delle unità, degli eroi che ci possono accompagnare in battaglia e la costruzione svariati edifici, divisi in cinque categorie: Risorse, in grado di sfruttare a nostro vantaggio ciò che la regione ci regala; Forze armate di base e avanzate e Difesa e Infrastrutture. Inutile dire che anche in questo caso ogni singola razza possiede reclutamenti, edifici militari e civili unici.

Non dimentichiamo i pannelli di gestione. Ci permettono di interagire con le altre fazioni grazie alla diplomazia e a prosperare con la tecnologia. La prima, decisamente migliorata e aperta a molte più possibilità rispetto al passato, consente di mantenere solide alleanza con le razze uguali alla nostra, dichiarare guerra a quelle a noi avverse o viceversa. La seconda come sempre porta una serie di vantaggi militari e civili, consentendo la creazione di truppe sempre più potenti in grado di devastare il campo di battaglia e la costruzione di edifici incredibilmente maestosi.

Ultimo pannello, ma non per importanza e anzi di estremo interesse, è quello relativo ai riti. Diversi per ogni razza ci permettono durante le partite, al costo di sonanti monete o schiavi di avere per qualche turno grandi bonus, come un potente eroe al nostro fianco, potenziamenti per gli eserciti o miglioramento degli introiti. Questi sono solo pochi esempi delle molteplici possibilità che concedono.

Anche i nostri generali ed eroi, come gli insediamenti e le tecnologie, sono in grado di crescere nel tempo portando a termine azioni sulla mappa di campagna. Posso migliorare in tre differenti campi: Statistiche personaggio, con potenziamenti che vanno dall’aumento dei punti vita all’acquisizione di una cavalcatura, fino al miglioramento delle armi; Effetti sulla battaglia, permette di migliorare con le abilità acquisite gli effetti della presenza del generale sul campo di battaglia, come l’aumento del morale o del danno delle truppe; Effetti sulla campagna, aiutano nella gestione del regno, grazie all’aumento di queste abilità veniamo aiutati nella gestione degli insediamenti.

Non solo abilità, per i personaggi c’è a disposizione un’ulteriore scheda di dettaglio. Indica i le armature, le armi, oggetti e seguaci che durante la campagna vengono trovati e indossati dai lord ed eroi. Senza dimenticate informazioni e tratti acquisiti durante il viaggio. Questo integra componenti RPG per nulla fastidiosi.

Sul campo di battaglia

Torniamo ora agli elfi che, nei panni degli Skaven, abbiamo lasciato a piede libero. Interagendo con l’armata nemica, veniamo catapultati sul campo di battaglia. Ecco che come al solito la magia dei Total War ci trasporta dalla strategia a turni della mappa di campagna, a quella in tempo reale. Ovviamente non siamo circondati semplicemente da boschi, fiumi e alberi ammirabili guardando fuori dalla finestra. A farne da padrone sono ambientazioni fantasy dai colori vivaci, castelli degni delle fiabe e rovine degne di Mordor. Inevitabilmente ammiro il mio esercito, composto da centinaia di schiavi armati di lance, spade e frombole. Belli nella loro bruttezza, meravigliosamente rappresentati nei dettagli, anche se non molto differenti tra loro.

I “piccoli” schiavi non sono soli però, con loro c’è il nostro eroe Queek Mozzateste, pronto ad usare le sue magie, e i Rattogri. Questi ultimi fanno parte della cosiddetta “Fanteria Mostruosa”. Unità solitamente di grande corporatura, sono l’esempio Skaven delle unità d’elite. Dalla parte degli uomini lucertola è possibile trovare infatti, oltre alla fanteria semplice e pesante, gli Stegadonti Feroci, enormi pachidermi che ricordano i triceratopi. Ad accompagnare gli Alti Elfi ci sono tra gli altri le Fenici Pirardenti.

Draghi, arpie, cannoni, anfibi giganti, scheletri, satiri, idra e minotauri sono solo alcune delle specie arruolabili. Innegabile da parte del sottoscritto la preoccupazione di vedere tali esseri affrontarsi sul campo di battaglia, dopo l’egregio lavoro che è stato fatto con i capitoli storici. Invece ho dovuto ricredermi. Ogni unità è ben inquadrata nelle proprie formazioni di battaglia, dando anche alle unità più bizzarre un aspetto militaresco, senza però far perdere la spettacolarità. Esplosioni, fiammate, tuoni e getti acidi fanno solo da contorno alla battaglia, senza stravolgerla. La strategia fa sempre da padrone, è quindi essenziale posizionare al meglio il proprio esercito, studiando il terreno, sfruttando alture e boschi. Un buon attacco sul fianco dello schieramento nemico fa sempre vacillare l’avversario, anche se questa volta magari al posto della cavalleria potrebbero esserci enormi coccodrilli.

Il bilanciamento delle unità sembra essere di buon livello. Qualche centinaio di uomini lucertola o alti elfi ben assorti possono contrastare migliaia di piccoli ratti poco corazzati. Mentre le animazioni di combattimento, ad un primo impatto lasciano a desiderar: difficile vedere due avversari fronteggiarsi in un duello all’ultimo sangue, come poteva accadere in Empire Total War o Shogun. Le singole unità infatti, dopo essere venute a contatto tendono a cadere a terra all’improvviso, senza magari essere state sfiorate. Diverso discorso per i proiettili e le esplosioni visivamente impressionanti, e le cariche, specialmente delle creature più grandi, in grado di travolgere i soldati strappando un grido di soddisfazione…o di disperazione se nemiche.

Infinite Possibilità

Vinta la nostra battaglia contro gli elfi la campagna prosegue tra missioni secondarie, eventi e incarichi, che periodicamente, purtroppo non troppo casualmente, ci vengono assegnati all’inizio dei turni. Ad allungare la longevità di un gioco che ha già nei suoi contenuti un’elevata rigiocabilità, sono presenti Battaglie eroe, scontri in singolo che ricordano le battaglie storiche e giocabili anche dal menù principale e battaglie multigiocatore. Il supporto del workshop inoltre aggiunge e aggiungerà fazioni e unità a centinaia, non abbiamo dubbi.

Immersione totale

Per giocare abbiamo utilizzato una scheda GeForce GTX 1050 Ti da 4 GB e il gioco si è comportato egregiamente anche a settaggi ultra e molteplici unità su schermo. Come già detto le animazioni risultano efficaci, anche se leggermente confusionarie sul campo di battaglia. Fantastiche le personalizzazioni delle varie razze e dei vari lord/eroi, bellissimi disegni delle schede unità (fanno dimenticare gli orrori di Rome 2). Parlando del sonoro è inevitabile citare il parlato delle varie razze, come il tartagliare degli skaven e il sibilare dei Lizardman. Il tutto è doppiato in inglese in modo egregio. La colonna sonora è piacevole, e i suoni di battaglia coinvolgenti.

A primo impatto il gioco può sembrare decisamente complicato, anche per i veterani del genere e dei Total War. Sicuramente devono essere fatti più tentativi prima di capire le nuove meccaniche, sia sulla mappa strategica a turni che in tempo reale.

Commento Finale

Total War: Warhammer 2 è qualcosa che non ti aspetti, un gioco che fin quando non provi con mano ti fa storcere il naso. Per il sottoscritto, giocatore da 17 anni dei titoli Total War è stato così. Ma una volta capite le meccaniche di gioco diventa chiaro che è semplicemente un’esperienza diversa, in un mondo diverso, in grado di far vivere le medesime emozioni di una carica di cavalieri gotici di Medieval Total War 2 o la soddisfazione della conquista di Roma in Total War: Rome 2. Graficamente spettacolare, bisogna considerare purtroppo che ha la pecca, con i tanti eventi scriptati, di portare il giocatore su un percorso ben definito, senza lasciare completa libertà di scelta. Non manca comunque la longevità, grazie alle diverse razze – a cui ne verranno aggiunte altre- e alla loro unicità.

Nintendo Switch si aggiornata alla versione 4.0

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Non il solito aggiornamento.

E’ tempo di aggiornare la vostra console Nintendo. Infatti come riportato da GoNintendo, è disponibile al download l’update di sistema 4.0 che va ad introdurre tante nuove feature.

Qui di seguito il changelog completo:

  • Catturare dei video da giochi selezionati (The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Mario Kart 8 Deluxe, Arms, Splatoon) tenendo premuto il pulsante dedicato nel corso del gameplay
  • Fino a un massimo dei precedenti 30 secondi saranno salvati nell’Album e modificabili per poter essere pubblicati su Facebook e Twitter
  • Trasferire e salvare dati su un altro sistema attraverso una sezione apposita nel menù “Impostazioni di Sistema” di Switch
  • Opzione di pre-acquisto per alcuni giochi con tanto di pre-load. La feature sarà supportata per i giochi futuri
  • Miglioramenti generali della stabilità del sistema

PerfectCare Electrolux, l’asciugatura perfetta per tutti i capi

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Costa meno di un caffè al bar!

Asciugatrici e alto consumo? Ora non più grazie alla nuova gamma di asciugatrici Electrolux PerfectCare.

Di seguito il comunicato stampa ufficiale:

Milano, 18 Ottobre 2017 – Fino ad oggi l’asciugatrice è sempre stata sinonimo di elevati consumi energetici e di elettrodomestico indispensabile solo in un clima piovoso e freddo. Con la nuova gamma PerfectCare Electrolux si riducono in modo significativo i consumi energetici: 0,32 €* per ogni ciclo standard di un programma, pari a meno della metà del costo di un caffè al bar. Così l’asciugatrice si trasforma nell’alleato perfetto in qualsiasi momento dell’anno. Infatti, grazie a tecnologie evolute e soluzioni all’avanguardia, le serie 700, 800 e 900 assicurano estrema flessibilità, massima cura di tutti i tessuti, dalla seta a quelli tecnici dei capi sportivi alle lenzuola extralarge, migliorando la vita frenetica di tutti i giorni.

Asciugando la biancheria all’aria aperta si rischia di scolorire e rovinare i tessuti impregnandoli dei cattivi odori della città, mentre utilizzando ingombranti stendini, oltre a risultare antiestetico per l’ambiente domestico, si crea un’umidità dannosa sia per la salute che per i capi. Facile da installare (non necessita di uno scarico d’acqua, basta una presa di corrente), l’asciugatrice PerfectCare assicura consumi minimi, il 50% in meno rispetto ai modelli tradizionali, garantendo una classe energetica A++ e A+++, impensabile solo fino a qualche anno fa.

Oltre a non occupare spazio prezioso, essendo impilabile a colonna sopra la lavatrice, PerfectCare offre prestazioni eccezionali grazie ad un’interfaccia di utilizzo intuitivo e a programmi innovativi, studiati per proteggere tessuti e fibre. Come GentleCare System che, asciuga i capi ad una temperatura quasi della metà più bassa rispetto alle comuni asciugatrici così da non stressare i tessuti, assicurando una significativa riduzione dei consumi energetici o DelicateCare System che permette di asciugare senza preoccupazioni qualsiasi indumento, regolando la temperatura e il movimento del cesto in base al tipo di tessuto preservandone le forme e le caratteristiche. Inoltre, il sistema di asciugatura a spirale CycloneCare System fa sì che l’aria arrivi da ogni direzione per avvolgere i capi e asciugarli perfettamente anche nelle cuciture. Per i grandi carichi come i piumoni o le lenzuola basta selezionare i programmi dedicati ottenendo un bucato perfetto, cotone ravvivato come nuovo, piume sprimacciate in maniera uniforme, tutto in poco tempo. I capi sono pronti per essere riposti nel cassetto o direttamente indossati senza usare il ferro da stiro: PerfectCare rivoluziona la vita quotidiana semplificando e facendo risparmiare fatica inutile.

Inoltre, dal 12 ottobre al 30 novembre è possibile acquistare un’asciugatrice della nuova gamma PerfectCare di Electrolux con l’esclusiva formula di finanziamento a tasso 0%, pagando in 20 comode rate mensili senza ulteriori spese. Chi non usufruisse di questa agevolazione, registrandosi sul sito electrolux.it entro e non oltre 20 giorni dalla data d’acquisto, se non si è soddisfatti dell’asciugatrice, può restituirla e venire rimborsato dell’intero importo.

 

Project Cars 2, rilasciato l’accolades trailer

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In sostanza uno dei migliori “racing game”.

Per celebrare il successo di Project Cars 2, Slightly Mad Studios ha pubblicato l’ “Accolades” trailer che racchiude gli ottimi voti ricevuti della stampa internazionale.
Project Cars 2 si è rivelato essere molto più vasto e curato del suo predecessore. Il titolo infatti può vantare la presenza di oltre 180 veicoli e 60 tracciati su cui poter correre. In aggiunta a questi numeri il gioco è stato concepito pure per invadere il panorama degli eSports, grazie anche all’aggiunta di competizioni online, licenze e nuove opzioni per il live streaming delle gare.
Di seguito vi lasciamo al trailer rilasciato:

Star Ocean: The Last Hope Remaster, confermata l’uscita anche in occidente

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A pochi giorni di distanza dall’uscita giapponese.

Oggi Square Enix ha annunciato che Star Ocean: The Last Hope  – 4K & Full HD Remaster verrà rilasciato, seppur solamente in edizione digitale, anche in occidente.

L’uscità è prevista per il 28 novembre, pochi giorni dopo la relase giapponese del titolo, ed arriverà sia su PlayStation 4 che PC  tramite Steam.

Star Ocean: The Last Hope Remaster su PlayStation 4 Pro raggiungerà la risoluzione fino a 4K, mentre la versione Steam avrà inoltre il supporto totale a mouse e tastiera. Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 20,99€ con uno sconto del 10% valido fino al 12 dicembre per gli utenti iscritti a PlayStation Plus .

Comprando il gioco sul PlayStation Store prima dell’8 gennaio 2018 vi garantirà l’accesso ad un tema esclusivo e ad una serie di avatar dedicati a Star Ocean: The Last Hope Remaster. Gli utenti che invece compreranno il titolo tramite Steam potranno scaricare una mini soundtrack del gioco.

 

 

Evitare le truffe Online: ecco i consigli pratici per non avere brutte sorprese

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Evitare le truffe online: Da Federazione OPTIME arriva il vademecum dei consigli pratici da seguire per non avere brutte sorprese

OPTIME, Osservatorio Permanente per la Tutela in Italia del Mercato dell’Elettronica, ha infatti messo a punto un vademecum di pratici e semplici consigli per evitare le truffe online.

La neonata federazione ha lo scopo di tutelare i consumatori e di far rispettare la leale concorrenza tra imprese nel settore dell’elettronica di consumo in Italia.

Gli italiani spendono ogni anno circa 15 miliardi di Euro per l’acquisto di prodotti elettronici, quasi un punto di PIL.

A fronte del crescente allarme relativo alle truffe online (sono almeno 200 milioni gli Euro spesi dagli italiani per acquisti su siti online non regolari), nel tentativo di tutelare i consumatori, OPTIME ha stilato un semplicissimo vademecum.

10 BUONE REGOLE PER EVITARE BRUTTE SORPRESE ACQUISTANDO IN RETE PRODOTTI ELETTRONICI

  1. Verifica che siano correttamente riportati i dati della società titolare dell’attività commerciale (Nome della Società, Numero di Partita IVA, Numero di registrazione al REA e Sede).
  2. Controlla sempre il metodo di pagamento: se sul sito sono stati inseriti i loghi delle principali carte di credito ma poi puoi comprare solo tramite bonifico bancario, questo è certamente un campanello d’allarme.
  3. Presta attenzione alla scontistica: se c’è una differenza enorme (magari di 3 o 4 volte) tra il prezzo di partenza ed il prezzo al quale viene venduto il prodotto ci può essere qualcosa che non va.
  4. Non fidarti mai al 100% delle recensioni: soprattutto quando sono positive. Cerca di capire se l’utente che ha dato 5 Stelle sia una persona reale e verifica l’eventuale esistenza di sue recensioni su altri venditori.
  5. Controlla che le modalità di recesso e ripensamento, così come le condizioni per la garanzia, siano chiare e inequivocabili.
  6. In relazione all’acquisto di materiale elettronico, bada che sia specificato che hai diritto al ritiro del tuo vecchio apparecchio (in ragione del principio Uno-contro-Uno sui RAEE di ogni dimensione) senza costi aggiuntivi.
  7. L’etichetta energetica per alcuni prodotti, come televisori, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e aspirapolvere è obbligatoria. Questa indicazione non è invece richiesta per alcune tipologie di prodotti più piccoli, come ad esempio smartphone, tablet, PC e rasoi elettrici.
  8. Dal 1° Ottobre 2017, per legge, ogni televisore deve disporre dello standard tecnico T2 con HEVC. Qualora non fosse specificato, ci troviamo in presenza di un prodotto molto probabilmente non a norma.
  9. Diffida se ti vengono proposti accordi “strani” o formule di marketing piramidali per le quali, a fronte di acquisti di persone da te coinvolte otterrai un bonus, o addirittura un guadagno. Il meccanismo “invita un amico” è, di per sé, legittimo ma spesso non sono chiare le modalità e ci possono essere problemi.
  10. Un campanello d’allarme piuttosto evidente sono le somiglianze, nel nome e nella grafica, con società molto note. Diffida: sono studiate appositamente per sembrare un Brand ben conosciuto e carpire la tua fiducia.

GUIDA Cuphead, come sconfiggere i boss del mondo 1

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Lo stile cartoon anni 30 unito ad una malvagità demoniaca.

Cuphead, in pochissimo tempo, ha ricevuto grandissimi elogi da parte di critica e utenza. Uno dei suoi fattori principali è quell’intramontabile amore per le opere del passato, quello stile vecchia scuola che riporta alla mente vecchie glorie, sia per quanto riguarda lo stile che per il gameplay, spesso difficile e punitivo.

È proprio la difficoltà che potrebbe essere motivo di frustrazione per una buona fetta di giocatori, soprattutto per coloro che si avvicinano a Cuphead affascinati dal suo stile retrò ma che non hanno dimestichezza con il genere di gioco.

Per questo noi di 4news abbiamo deciso di creare una guida (divisa in tre parti) al superamento di ogni boss presente in Cuphead, mostrandovi le strategie migliori per aiutarvi a completare questo bellissimo gioiello di nome Cuphead.

Se volete saperne di più riuardo al gioco vi rimandiamo inoltre alla nostra recensione di questo piccolo caplavoro.

Oggi prenderemo in considerazione i boss presenti nel primo mondo di Cuphead, ovvero:

  • The Root Pack
  • Goopy Le Grande
  • Ribby and Croacks
  • Hilda Berg
  • Cagney Carnation

The Root Pack

Uno scontro relativamente semplice, che si dividerà in 3 fasi, in cui dovremo sconfiggere un gruppo di vegetali demoniaci.

Fase 1: Patata

Combattimento molto semplice. La patata rimarrà immobile nell’angolo destro, lanciandovi contro delle palle di fango che potrete evitare saltando o schivando. La velocità dei suoi proiettili varierà da raffica a raffica, per cui se troverete difficile saltare proiettile per proiettile vi consigliamo di saltare e poi schivare in aria, in modo da coprire una distanza maggiore. Le raffiche, inoltre, saranno sempre costituite da 3 palle di fango più un verme, riconoscibile dal colore diverso, sul quale potrete  tranquillamente saltare  per aumentare l’indicatore del vostro attacco super.

Fase 2: Cipolla

Combattimento ancora più semplice del precedente. Non appena avrete sconfitto la patata una cipolla gigante apparirà nel centro dell’arena. Restate sulla sinistra e continuate a sparare. La cipolla inizierà presto a piangere, facendo cadere le sue lacrime sul terreno, come fossero bombe. Cercate di evitarle semplicemente spostandovi e continuate a sparare fino a quando non l’avrete sconfitta.

Fase 3: Carota

Qui inizia il vero combattimento. La carota con poteri psichici apparirà sullo sfondo dell’arena e per colpirla sarà necessario sparare puntando verso l’alto.

Appena la carota apparirà nello scenario il nostro consiglio è quello di usare tutte le mosse speciali accumulate in precedenza su di essa, in modo da recare fin da subito parecchi danni.

A differenza dei due scontri precedenti la carota avrà due tipi di attacchi:

  • Con il primo attacco creerà dei missili a ricerca a forma di mini-carote che dovrete distruggere semplicemente sparandogli contro mentre si trovano ancora in aria.
  • Il secondo attacco, molto più difficile da schivare, sarà il suo raggio psichico.

L’unico modo di schivare il suo raggio sarà quello di restare sempre in movimento. Quando l’occhio centrale lampeggia la carota avrà giù deciso dove indirizzare il suo colpo, ed è in quel momento che dovrete spostarvi dalla parte opposta.

Continuate a sparare fino a quando non cadrà e, complimenti, avrete sconfitto il vostro primo boss di Cuphead!

Goopy Le Grande

Altro giro, altra corsa. Questa volta in Cuphead dovrete vedervela contro Goopy, una strana palla blu rimbalzante. Anche questo scontro non sarà troppo difficile da completare e come il precedente si dividerà in 3 fasi ben distinte.

Fase 1:  Goopy Piccolo

All’inizio della battaglia dovrete vedervela contro Goopy in versione piccola. La battaglia è abbastanza semplice da capire: dovrete cercare di schivare i suoi attacchi (meglio usare la schivata e non i salti) e sparargli non appena possibile. Restate il più vicino possibile al boss, senza andargli addosso ovviamente, e non chiudetevi negli angoli ma puntate sempre a rimanere al centro dell’arena. Imparare a schivare inoltre si rivelerà cruciale per riuscire a sconfiggere questo boss.

Oltre ai classici salti il boss avrà inoltre un altro tipo di attacco che sarà molto semplice da anticipare e da schivare. Dopo una serie di salti infatti Goopy si fermerà per qualche secondo, tirando la testa all’indietro per prepararsi all’attacco (che consisterà praticamente in una testata). In quel momento non dovrete schivare ma vi basterà semplicemente abbassarvi e potrete persino continuare a sparargli.

Fase 2: Goopy Grande

Dopo averlo colpito abbastanza volte, Goopy diventerà più grande, mostrando il suo vero potenziale. Fase leggermente più difficile della precedente, nonostante le differenze rispetto alla prima siano poche; i suoi salti sono più “imprevedibili” ma se resterete abbastanza vicini al centro della zona, ed in generale a lui, non dovreste avere problemi. Persisterà anche il suo secondo attacco che come il primo sarà facilmente schivabile restando sdraiati. Unica differenza, questa volta anziche tirare una testata proverà a colpirvi con un guantone da boxe gigante.

Fase 3: Lapide di Goopy

Forse la fase più semplice di questo boss. Una volta che avrete colpito abbastanza volte Goopy, quest’ultimo sarà sostituito dalla sua…lapide! In questa fase dovrete essere veramente veloci ed usare la schivata il più possibile. La lapide infatti si muovera sullo sfondo velocemente da destra a sinistra e viceversa, provando a schiacciarvi sotto di essa, con quella che sarà anche la sua unica mossa disponibile. Ogni volta che la lapide starà per fermarsi dovrete  usare la schivata, cercando di non farvi chiudere negli angoli, restando il più possibile al centro. Per poterla distruggere inoltre dovrete mirare alla faccia blu incisa, l’unico punto debole del boss.

Dopo alcuni tentativi, soprattutto per capire il giusto tempismo delle schivate da effettuare, siamo sicuri che vi porterete a casa anche questa vittoria!

Ribby and Croacks

Cuphead con questa boss fight inizia a fare sul serio. Dovremo scontrarci contro due strane rane combattenti e, come di consueto, anche questo scontro si dividerà in 3 fasi.

Fase 1:  Rana Alta e Rana Bassa

In questa prima fase sia Ribby (la rana bassa) che Croack (la rana alta) vi tireranno addosso dei “proiettili”.

Ribby vi lancerà contro dei guantoni da boxe infuocati a diverse altezze. Cercate quindi di evitare i guantoni blu saltando tra di loro (o abbassandovi quando possibile) e provando invece, come sempre, a saltare sopra a quello viola per caricare la mossa super.

Croaks invece rilascerà delle lucciole in aria che cercheranno di venirvi addosso. Queste lucciole prima di attaccarvi resteranno per qualche secondo in aria, dandovi cosi la possibilità di distruggerle prima che riescano a colpirvi.

Continuate a sparare fino a quando Ribby non rotolerà verso di voi, andando a finire nella parte opposta dello schermo. Per schivarlo facilmente dovrete saltare e schivare in aria, andando verso la destra, trovandovi così in mezzo alle due rane.

Fase 2: Vento e Bombe

Qui le cose iniziano a farsi più complicate.

Ribby. che si troverà sulla sinistra, battendo le mani creerà delle bombe che potranno rimbalzare a terra, fino a quando non scompariranno alla destra dello schermo.

Croaks, che si troverà a destra, invece, si trasformerà in un grande ventilatore, che vi spingerà verso Ribby, rendendo molto più difficile lo scontro. Per evitare le bombe dovrete continuamente spingere verso destra, in direzione di Croaks, che grazie al vento che produrrà vi permetterà di restare quasi sempre al centro dell’area, dove potrete gestirvi i rimbalzi delle bombe.

Questa sezione è abbastanza complicata e probabilmente vi serviranno diversi tentativi per superarla, dopotutto, si tratta pur sempre di un gioco da trial and error.

Una volta che avrete fatto abbastanza danni alle due rane Ribby rotolerà nuovamente verso di voi. Come in precedenza dovrete saltare e schivare in aria, in modo da non subire danni e, fatto ciò, sarà conclusa anche questa fase.

Fase 3: Slot Machine

Qui le cose iniziano ad essere, oltre che complicate, anche strane.

Una voltà che Ribby rotolerà da Croaks i due si uniranno, formando un nuovo ed imprevedibile nemico… la Slot Machine (assurdo, lo so).

La slot inizierà tirandovi contro delle monete, che potrete facilmente evitare mettendovi all’estrema sinistra dello schermo. Inutile sparare alla slot machine, in quanto, per ora, non gli recherete alcun danno. Dopo che vi avrà lanciato alcune monete la slot machine renderà visibile una classica leva, che dovrete attivare saltandoci sopra.

Attivare la leva porterà a 3 possibili e differenti combattimenti:

  • Rana: la slot machine tirerà fuori molti dischi che scivoleranno lungo il pavimento molto velocemente. Per evitarli dovrete saltare da disco a disco, in modo da superare facilmente questa sezione
  • Tigre: la slot machine tirerà fuori anche qui molti dischi che scivoleranno velocemente sul pavimento, con la differenza rispetto a prima che sopra al disco rimbalzerà continuamente una palla, che dovrete assolutamente evitare. Questa probabilmente è la situazione più complicata e richiede un ottimo tempismo per uscirne indenni.
  • Diavolo: la slot machine lancerà dischi a mezz’aria capaci di creare vere e proprie colonne di fuoco. L’unico modo per evitarle e passare sopra o sotto di esse, a seconda di dove è rivolta la piccola fiammella blu.

La cosa peggiore di questa boss fight è che potrete recare danno solamente quando la slot machine tirerà fuori i dischi. Tenete premuto il tasto per sparare e concentratevi solamente sull’evitare i dischi. Una volta che avrete imparato il ritmo giusto porterete a casa anche questo (duro) scontro!

Hilda Berg

Altro scontro di Cuphead per nulla semplice, per via delle meccaniche completamente diverse rispetto ai precedenti boss e ad un numero maggiore di fasi da superare. Ma andiamo con ordine. Per prima cosa lo scontro avverrà in aria, grazie all’utilizzo di un aereo. E qui le meccaniche, come accennato, cambiano completamente, prendendo i connotati dei vecchi shooter arcade a scorrimento orizzontale. Lo scontro si svolgerà in 5 diverse fasi e, grazie alla nostra guida, siamo pronti ad aiutarvi a superare anche questo fastidioso boss.

Fase 1: Zeppelin prima parte

Hilda si troverà sempre nella parte destra del livello e vi manderà contro alcuni scagnozzi (anche loro dirigibili) che non perderanno occasione per spararvi. Evitate i loro attacchi  o “colpiteli”, per caricare la vostra super mossa, se sono del classico colore viola.

Hilda di tanto in tanto vi lancerà contro la sua “risata”, letteralmente, in forma onomatopeica, che dovrete assolutamente schivare salendo verso l’alto o scendendo verso il basso.

Una volta che avrete recato abbastanza danni alla donna dirigibile lei soffierà e si gonfierà, attaccandovi velocemente. Schivatela come in precedenza salendo o scendendo, a seconda della sua posizione.

Fase 2: Toro

Una volta che sarà scomparsa fate attenzione perchè tornerà da sinistra verso destra, ma questa volta nelle sembianze di un toro fatto di nuvole e con una nuova serie di attacchi.

I suoi scagnozzi dirigibili saranno ancora presenti, e dovrete come sempre sparargli e schivare i loro attacchi. Questa volta però dovrete fare attenzione anche al toro, che galleggerà verso l’alto e verso il basso, cercando di attaccarvi come se stesse dando un’incornata. Fate estremamente attenzione perchè il raggio di azione sarà molto ampio e vi consigliamo di usare la schivata per allontanarvi non appena vedrete che il toro si starà fermando.

Come al solito, dopo averla colpita svariate volte, Hilda tornerà alla sua forma iniziale, dando il via ad una nuova fase.

Fase 3: Zeppelin seconda parte

Questa fase sarà molto simile alla prima. L’unica differenza starà nel fatto che Hilda potrà contare su un nuovo tipo di attacco, con il quale creerà un tornado che vi lancerà contro. Per schivarlo dovrete  rapidamente usare il tasto della schivata per passarci al di sopra o al di sotto.

Fase 4: Trasformazione

Hilda in questa fase potrà trasformarsi in due possibili “mostri” e la scelta sarà casuale tra:

  • Gemelli: Questi due gemelli gireranno in cerchio e rilasceranno una sfera dorata che, una volta apparsa nel livello, sparerà proiettili in cerchio, in senso orario o in senso antiorario. Seguite il giro che fanno i proiettili e non verrete mai copiti.
  • Cupido: Questo piccolo cherubino vi sparerà contro delle frecce, seguite da 3 piccole stelle che dovrete evitare girando in cerchio (o potrete distruggerle sparandogli).

Fase 5: Luna

Ed eccoci arrivati alla fase più difficile, nonchè l’ultima.

Superata la fase precedente Hilda si trasformerà per l’ennesima volta, l’ultima, prendendo le sembianze di una sorta di luna.

In questo scontro dovrete fare particolare attenzione alle stelle che vi arriveranno contro (che non possono essere distrutte) e agli ufo situati in alto, di colore diverso, che spareranno un raggio laser verso il basso. A seconda del loro colore infatti cambierà anche il loro pattern di attacco.

Gli ufo verdi spareranno il loro raggio seguendo un ritmo preciso, che se riuscirete a capirlo sarete in grado, senza troppi problemi, di schivare i loro attacchi. Gli ufo rossi invece attaccheranno solamente una volta che passerete sotto di loro, quindi per evitarli dovrete schivare velocemente in avanti il loro raggio.

Una volta che avrete sprato abbastanza volte alla luna avrete finalmente portato a casa un’altra, importante vittoria. Complimenti ed avanti tutti con Cuphead!

Cagney Carnation

E siamo giunti all’ultimo boss presente nella prima isola di Cuphead, ovvero Cagney Carnation, che altro non è che un fiore troppo cresciuto!

Se avrete superato i due boss precedenti, sconfiggere quest’ultimo non sarà di certo un problema per voi. Lo scontro si svolgerà in “soltanto” 2 fasi, e nel complesso si dimostrerà essere uno scontro molto abbordabile.

Fase 1:  Fiore alto

Nonostante tutto, sottovalutare il boss sarebbe sbagliato, dal momento che Cagney ha una buona serie di attacchi. Vediamoli di seguito:

  • Attacco con la faccia: Cagney, dopo un breve lasso di tempo in cui tirerà indietro la “testa”, si preparerà ad attaccare sparando praticamente la sua faccia fuori dal fiore. Per schivarlo dovrete fare attenzione alla posizione del fiore, se si troverà in alto l’unico modo è quello di abbassarsi sotto le piattaforme volanti, se invece si troverà in basso vi basterà salire sopra le piattaforme per evitare l’attacco.
  • Minigun di semi: la faccia di Cagney si trasformerà in una minigun, sparando in aria dei semi che, una volta toccato terra, daranno vita ad alcune piante che potrete facilmente distruggere.
  • Seme boomerang e semi missili: due attacchi abbastanza noiosi. Con il primo Cragney, unendo le mani, crea un boomerang che passa sia sopra che sotto le pedane fluttuanti, facilmente schivabile con il salto e la schivata in aria, ma occhio al suo “ritorno”, caratteristico dei boomerang. I semi missili invece saranno piccoli e a volte può capitare di confonderli o di non vederli. Possibile schivare anche questi tramite salto e schivata in volo.

Fase 2: Radice

Una volta che avrete colpito abbastanza volte Cagney, passerete alla fase successiva, ovvero quella in cui il fiore si pianterà a terra e tirerà fuori le sue radici dal terreno, permettendovi di rimanere solamente sopra le piattaforme da questo momento in poi.

In questo combattimento Cagney avrà due tipi di attacchi, che andiamo ad analizzare insieme:

  • Attacco con i rovi: Cagney farà crescere dei rovi sotto 2 delle 3 piattaforme fluttuanti e l’unico modo per evitare il suo attacco sarà saltare velocemente sull’unica piattaforma sicura e attendere che le altre si liberino dei rovi.
  • Proiettili di polline: Cagney rilascerà dei proiettili di polline che dovrete per forza schivare (o saltarci sopra se sono di colore viola).

Sradicato questo fiore, avrete finalmente concluso la vostra caccia ai boss del primo mondo di Cuphead nell’isola calamaio, siate fieri di voi!

Sperando di esservi stati utili, presto su 4news rilasceremo anche la guida ai boss del secondo mondo di Cuphead, quindi, stay tuned e ricordate… “Don’t deal with the Devil”!

 

Attacco KRACK alla cifratura del wifi: ecco cosa c’è da sapere

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Non è la prima volta che vengono identificate falle nello standard per le reti wireless. È essenziale installare gli aggiornamenti forniti dai produttori.

Bochum – Lunedì è stato reso noto che la cifratura della stragrande maggioranza delle reti WiFi non è inespugnabile a causa di una vulnerabilità del design della cifratura WPA2, che consente il riutilizzo delle chiavi crittografiche, invece che impedirlo. I ricercatori belgi hanno denominato l’attacco basato su questa vulnerabilità “KRACK”.

Chi può essere colpito?

La vulnerabilità riguarda praticamente tutti i dispositivi che si avvalgono della cifratura WPA2 nella rete wireless, indipendentemente dal produttore. Chi sfrutta tale vulnerabilità può procurarsi accesso al WiFi e quindi a Internet. Nello scenario peggiore l’hacker potrebbe persino manipolare i dati trasmessi sulla rete wireless. Sarebbe quindi possibile sostituire il download di una applicazione legittima con un malware. In base alle informazioni attualmente reperibili, il traffico protetto con il protocollo SSL risulta meno soggetto a tali attacchi.

Dato che però un eventuale malintenzionato deve trovarsi in prossimità della rete wireless che intende attaccare affinché l’attacco vada a buon fine, non ci aspettiamo a breve termine attacchi di massa contro le reti WiFi. Quanto illustrato dai ricercatori è più che altro un “proof of concept”, quindi uno studio sulla fattibilità – prima che venga sviluppato uno strumento effettivamente adoperabile per la conduzione di tali attacchi ci vorrà diverso tempo.

Contromisure

Due i modi per proteggersi:

  • Disattivare il wifi. Una misura però poco praticabile e in taluni casi poco sensata.
  • Utilizzare la VPN con cifratura SSL per tutelare il traffico dati

Cosapossiamo aspettarci?

Nel frattempo i primi produttori hanno sviluppato e rese disponibili le patch di sicurezza necessarie per chiudere la vulnerabilità. Le prime versioni beta di iOS ad esempio contengono già questa patch. Altri produttori dovrebbero seguire a breve. Per alcune distribuzioni Linux tale patch è già disponibile dall’inizio di ottobre, la vulnerabilità non è più sfruttabile di default.

Chiudere questa vulnerabilità non richiede l’acquisto di nuovi dispositivi. È possibile correggerla tramite aggiornamento del firmware. Una volta corretta, il rimedio è retrocompatibile, ossia gli apparecchi che sono stati aggiornati possono ancora comunicare con dispositivi non (ancora) dotati di una patch per la falla di sicurezza. Non appena un produttore rende disponibile un aggiornamento, è possibile scaricarlo tramite l’interfaccia utente web-based del router o direttamente dal sito del produttore. Alcuni router installano gli update automaticamente. Gli utenti di dispositivi mobili dovrebbero altresì verificare se ci sono aggiornamenti per i device utilizzati.

Raccomandiamo fortemente di installare gli aggiornamenti non appena disponibili.

Parallelismi con il passato

Il fatto che la cifratura delle reti wireless presenti vulnerabilità non ci coglie proprio di sorpresa. Sono già state riscontrate e puntualmente chiuse numerose falle di sicurezza nello standard WLAN 802.11 che ormai esiste da 18 anni. I modelli di cifratura obsoleti quali WEP e WPA sono stati progressivamente sostituiti con standard più moderni. Quanto accade al momento è quindi solo la logica conseguenza di quanto si è verificato in passato. Questa non è la prima rivelazione di siffatta natura, né sarà l’ultima.

G-DATA è a disposizione degli utenti che desiderano ulteriori ragguagli anche in occasione di SMAU Milano, dal 24 al 26 ottobre pv. stand H09.

Blizzard Entertainment sarà presente al Lucca Comics & Games

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Eventi imperdibili!

Dall’1 al 5 novembre, giocatori e fan dei fumetti si raduneranno in Toscana per l’annuale convention Lucca Comics & Games, dove Blizzard sarà presente con Heroes of the Storm, Overwatch e Hearthstone!

Blizzard sarà protagonista alla manifestazione con un grande stand in piazza Santa Maria, nel centro storico di Lucca, dove sarà possibile giocare a Heroes of the Storm e provare di persona Overwatch su PC e PlayStation 4. Ci sarà anche una vera e propria locanda di Hearthstone nel baluardo adiacente, dove si potrà giocare su tablet e divertirsi affrontando gli altri avventori.

Ma soprattutto ci saranno due eventi da non perdere:

prima di tutto, sarà possibile assistere tutti insieme alla cerimonia di apertura della BlizzCon 2017 in diretta dagli Usa,

che sarà trasmessa venerdì 3 novembre presso la suggestiva ESL esports Cathedral di piazza San Romano a partire dalle 19.00.

E poi sabato 4 novembre ci sarà la sfilata dei cosplayer Blizzard, che inizierà al baluardo Santa Maria alle 13.00 e terminerà allo stand Blizzard intorno alle 17:30.

Infine, il negozio Blizzard farà la sua prima apparizione a un evento italiano, con il merchandise ufficiale in vendita presso lo stand Blizzard, dove sarà possibile trovare oggetti esclusivi della convention.

Ulteriori dettagli su Lucca Comics & Games sono disponibili sul sito ufficiale.