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Until Dawn non avrà la modalità multiplayer

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Secca smentita.

Per un momento, in tanti avevano pensato che Until Dawn avrebbe dato anche la possibilità di giocare in multiplayer, ma è arrivata la secca smentita da parte di un portavoce di Sony Computer Entertainment Europe che sostanzialmente ha giustificato l’errore dicendo che si è trattato di una svista.

Il survival horror sviluppato da Supermassive Games sarà una sorta di titolo interattivo, con tanto di scelte narrative e verrà pubblicato, in esclusiva per PlayStation 4, alla fine dell’estate, ovvero il 26 Agosto prossimo.

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WWE 2K16, Stone Cold Steve Austin sarà sulla copertina del gioco

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stonecold gjth

What?

Stone Cold Steve Austin sicuramente è stato (ed è attualmente) uno degli atleti più carismatici in WWE e soprattutto uno dei più amati dai fan di tutto il mondo e per tali motivi è stato scelto come testimonial del nuovo titolo dedicato al mondo del Wresting ovvero WWE 2K16. Lo stesso Steve Austin ha affermato: «con tutto il rispetto per i precedenti testimonial del titolo ovvero The Rock e John Cena, era ora che il franchise facesse un po’ di baccano grazie al sottoscritto in copertina».

Il gioco permetterà di scegliere fra ben 120 atleti (rappresentando difatti un record per la serie) e verrà pubblicato su PlayStation 4, PlayStation 3, XBOX One, XBOX 360 il 27 Ottobre 2015.

Hell Yeah!

stonecold gjth

Dyre, principale trojan finanziario

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Frode finanziaria.

Dyre è emerso nell’ultimo anno diventando il principale trojan di frode finanziaria, attraverso il quale è possibile derubare migliaia di clienti in tutto il mondo, specialmente negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Oltre 1000 banche sono ormai nel mirino di questo malware che, dopo aver eliminato la concorrenza contro le operazioni rivali, si pone come massima minaccia per la clientela bancaria in molti paesi.
Dyre si è diffuso, nella maggior parte dei casi, tramite e-mail spam travestite da documenti di imprese, casella vocale e messaggi fax: se la vittima apre l’allegato al suo interno, essa verrà reindirizzata su un sito web malevolo che installerà automaticamente il downloader “Upatre”. Nell’ultimo anno si sono contate un numero crescente di vittime grazie al costante miglioramento che i creatori di Dyre hanno apportato, insieme a molte infrastrutture di supporto.
Il furto consiste in diversi attacchi man-in-the-browser (MITB): un attacco MITB comporta la scansione delle principali pagine web visitate dalla vittima accordandole alle pagine su cui Dyre è preconfigurato ad attaccare. Se una corrispondenza viene trovata, l’utente viene reindirizzato ad una pagina web simile all’originale che provvederà al furto di tutte le credenziali prima di riportare l’utente al sito vero e proprio.
Un secondo attacco MITB consiste nell’alterare la visualizzazione delle pagine originali, grazie all’aggiunta di un codice dannoso che ne richiederà eventuali credenziali per avviare il riconoscimento del proprio computer al sito in questione. 
Dyre inoltre non si ferma qui, esso è una minaccia duplice. Oltre a truffare la vittima, può anche installare altri tipi di malware, ad esempio botnet.
Si crede che i responsabili aggressori abbiano basi risiedenti in Europa Orientale e Russia; pochi infatti sono stati gli attacchi nella zona, probabilmente per mantenere un basso profilo. 

DooM, ambienti più vasti e diversificati rispetto al passato

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Preparatevi a qualcosa di nuovo.

Durante un’intervista con METRO’s GameCentral, l’executive producer di DooM, Marty Stratton, ha dato qualche nuova e utile informazione sullo shooter targato Bethesda che durante l’E3 2015 ha risvegliato gli antichi sentimenti dei fan della saga.

Riassumendo: nonostante ci siano evidenti collegamenti con i DooM del passato, il nuovo gioco presenterà ambienti molto più grandi, e soprattutto diversificati. Nella demo mostrata a Los Angeles si è dato spazio a ben poco, in tutta sostanza; il gioco finito presenterà ai giocatori un mondo tutto da scoprire e che smorza un po’ i toni seriosi e horror di DooM 3, per riavvicinarsi maggiormente ai primi due capitoli della saga, meno seri, molto frenetici.

Non mancheranno occasioni per dedicarsi all’esplorazioni e altre, con il fiato tagliato a metà, dove orde di nemici metteranno a dura prova sia i riflessi degli utenti che le configurazioni hardware. Per farla breve, con questo nuovo DooM si cambiano le carte in tavola.  

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Nintendo eShop, le novità della settimana

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Arriva l’aggiornamento settimanale degli eShop di 3DS e Wii U!

Una nuova settimana è alle porte e come di consueto Nintendo ha fornito i dettagli in merito ai nuovi contenuti che saranno introdotti Giovedì, 9 Luglio 2015, negli eShop di Nintendo 3DS e Wii U. Nessuna release di spicco questa settimana per ciò che riguarda entrambe le console del colosso nipponico, che vedono comunque arrivare titoli indie di un certo spessore (Never AloneWii U) e titoli Virtual Console da tanto attesi (Mega Man Battle Network 4).

A seguire l’intera release list della settimana:

Nintendo eShop (Wii U)

Never Alone (Kisima Ingitchuna) (E-line Media) – €14.99/£12.99

Funk of Titans (EnjoyUp Games) – €8.99/£8.09

Mega Man Battle Network 4 Blue Moon (Capcom, GBA VC) – €6.99/£6.29

Mega Man Battle Network 4 Red Sun (Capcom, GBA VC) – €6.99/£6.29

Offerte Speciali
Spot The Differences: Party! (Sanuk Games) – €2.99/£2.69 (termina il Luglio 16, normalmente €5.00/£4.49)
Bombing Bastards (Sanuk Games) – €4.99/£4.49 (termina il Luglio 16, normalmente €6.99/£5.99)

Offerte Speciali – Epic Indie Sale – Fino al 23 Luglio

BIT.TRIP Presents… Runner2: Future Legend of Rhythm Alien (Gaijin Games) – €4.79/£3.99 (normalmente €11.99/£9.99)
EDGE (Two Tribes Publishing) – €0.79/£0.71 (normalmente €1.99/£1.79)
Giana Sisters: Twisted Dreams (Black Forest Games) – €5.99/£5.19 (normalmente €14.99/£12.99)
Guacamelee! Super Turbo Championship Edition (Drinkbox Studios) – €5.59/£4.79 (normalmente €13.99/£11.99)
Mighty Switch Force! 2 (WayForward) – €2.00/£2.00 (normalmente €5.00/£5.00)
Mighty Switch Force! Hyper Drive Edition (WayForward) – €3.99/£3.59 (normalmente €9.99/£8.99)
RUSH (Two Tribes Publishing) – €0.79/£0.71 (normalmente €1.99/£1.79)
Shantae and the Pirate’s Curse (WayForward) – €6.79/£6.39 (normalmente €16.99/£15.99)
Spin the Bottle: Bumpie’s Party (KnapNok Games) – €3.59/£3.20 (normalmente €8.99/£8.00)
Swords & Soldiers (Two Tribes Publishing) – €1.19/£0.99 (normalmente €2.99/£2.69)
Toki Tori (Two Tribes Publishing) – €0.79/£0.69 (normalmente €1.99/£1.79)
Toki Tori 2 + (Two Tribes Publishing) – €5.99/£5.19 (normalmente €14.99/£12.99)
Trine 2: Director’s Cut (Frozenbyte) – €6.79/£5.39 (normalmente €16.99/£13.99)
Trine Enchanted Edition (Frozenbyte) – €5.19/£4.39 (normalmente €12.99/£10.99)

Nintendo eShop (3DS)

BIKE RIDER DX2: GALAXY (Spicysoft) – €2.99/£2.69

BIKE RIDER DX2: GALAXY: Append Stage [Moon] (Spicysoft, Contenuto Aggiuntivo) – Gratis
BIKE RIDER DX2: GALAXY: Append Stage [Ex] (Spicysoft, Contenuto Aggiuntivo) – €0.99/£0.89
BIKE RIDER DX2: GALAXY: Append Stage [Tatsujin] (Spicysoft, Contenuto Aggiuntivo) – €0.99/£0.89

Offerte Speciali
Talking Phrasebook – 7 Languages (Sanuk Games) – €2.99/£2.69 (termina il 16 Luglio, normalmente €4.99/£4.49)
Snow Moto Racing 3D (Zordix AB) – €3.99/£3.59 (termina il 23 Luglio, normalmente €7.99/£7.19)

Recensione Razer BlackWidow Chroma

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RazerBlackwidowChroma2

Il vantaggio sleale che stavate cercando.

Razer è un marchio ben noto tra i videogiocatori su PC. La compagnia americana si è in poco tempo fatta conoscere nell’ambiente degli appassionati, grazie a periferiche “estreme”, con una un’unica vocazione: restituire ad ogni gamer sensazioni realistiche, comodità e duttilità nelle più frenetiche sessioni di gioco, accompagnando ogni prodotto ad un design minimalista ma all’avanguardia. La tastiera BlackWidow Chroma è l’esempio più lampante di questa filosofia.

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Design e layout

La BlackWidow è una tastiera meccanica dal design spigoloso e deciso, espressamente dedicata al gaming. Le sue dimensioni sono piuttosto generose (48 cm x 17 cm x 3 cm) così come il peso, che arriva a 1,5 Kg. Pur non disponendo di finiture in alluminio come altri prodotti concorrenti, le plastiche di assoluta qualità utilizzate per la Blackwidow restituiscono la sensazione di un prodotto incredibilmente robusto e dalla qualità costruttiva impeccabile. Sia la struttura che i singoli tasti sono inoltre dotati di un rivestimento in gomma che non soltanto ne aumenta il grip, ma restituisce un feeling davvero piacevole scongiurando il fastidioso effetto “ditata”; non si può dire lo stesso invece con la polvere, che sembra particolarmente attratta dalla finitura nero opaco. Purtroppo, non è disponibile il layout italiano ma solo quello americano e questo potrebbe per alcuni costituire una mancanza insuperabile.

Il cavo di connessione è lungo 1.8 metri ed è rivestito con una membrana in tela che, oltre a fare da schermatura, protegge il cavo da arrotolamenti e piegature innaturali e conferisce un aspetto ancora più prezioso al dispositivo. Alla sua estremità il cavo, che ha un diametro di circa 7 mm, si sdoppia a Y in un doppio connettore USB – uno necessario all’alimentazione della tastiera, l’altro alla connessione ed alimentazione della porta USB aggiuntiva presente sul lato destro della tastiera – e in due cavi Jack per cuffie e microfono. Sul lato destro della tastiera sono infatti situati, oltre alla già citata USB ausiliaria, anche due ingressi jack da 3.5 mm per cuffie e microfono.

La tastiera dispone anche di 5 tasti macro completamente personalizzabili, ma di questi parleremo più avanti, quando parleremo della companion app della tastiera: Razer Synapse.

RazerBlackwidowChroma2

Il dettaglio di design che colpisce immediatamente appena collegata la tastiera ad una presa USB è l’incredibile sistema di retroilluminazione a led RGB. A differenza di altri prodotti simili, qui i led sono del tutto invisibili essendo posizionati direttamente sotto i tasti e tale scelta di progettazione restituisce una visione d’insieme uniforme e di grande impatto. Grazie al software Razer Synapse, che fa da Hub software per tutte le periferiche Razer, vi sarà possibile scegliere una retroilluminazione statica con un particolare colore nell’intero spettro RGB (16,8 milioni di colori), oppure un determinato pattern tra quelli predefiniti, ovvero: Spettro Alternativo, Respirazione, Reattivo, Onda e Ripple. Il primo cambia gradualmente e ciclicamente il colore della tastiera, il secondo simula la respirazione di un essere vivente tramite una lenta luce pulsante, il terzo risponde con un feedback luminoso alla pressione dei tasti e soltanto a quelli. Onda, invece, come la stessa parola suggerisce, crea una particolare onda multicolore continua (effetto albero di natale, da evitare se non volete finire come Homer Simpson dopo il famoso cartone giapponese), mentre Ripple crea, ad ogni digitazione, uno spettacolare effetto “sasso lanciato in uno stagno”, con onde di colore che si riverberano verso gli altri tasti.
La retroilluminazione non ha soltanto una funzione estetica però, perché oltre a garantire la perfetta visione della tastiera anche al buio, garantisce una più immediata consapevolezza dei tasti che si stanno premendo.

La più interessante novità della BlackWidow Chroma è la possibilità di utilizzare pattern personalizzabili o precaricati per ciascun tasto, cosa che si è rivelata di straordinaria utilità nelle nostre sessioni di gioco non soltanto notturne, ma anche diurne. Sarà possibile ad esempio raggruppare determinati tasti funzione per colore: WASD più barra spaziatrice di colore Verde, tasti azione di colore rosso e così via. L’utilizzo dei colori rende più immediata l’individuazione di quei tasti anche in pieno giorno, lasciandovi concentrati sulle immagini a schermo.  Il software Synapse mette a disposizione, inoltre, dei pattern precaricati per i giochi più amati come Counter Strike, League of Legends, Starcraft II e DOTA 2, ma anche per singoli generi come FPS, MMO, MOBA, RTS, basandosi sull’esperienza di altri utenti.

La prova sul campo

RazerBlackwidowChroma3La BlackWidow è, ripetiamo, una tastiera meccanica espressamente studiata per il gaming. Grazie a nuove tecnologie proprietarie che hanno preso il posto di quelle utilizzate dalla ZF Electronics con i suoi Cherry MX presenti sulla quasi totalità delle tastiere meccaniche, Razer è riuscita a creare un keyswitch che presenta una serie ottimizzata di punti di attuazione in grado di migliorare velocità e reattività nella risposta. Razer lo chiama “tasto verde“. Il tasto richiede una forza di attuazione di soli 50g e una distanza di reset di soli 1,9 mm, sensibilmente inferiore rispetto alla media dei produttori concorrenti (2,2 mm) che utilizzano i Cherry MX. Tutto ciò si traduce in una velocità maggiore sia nell’attivazione dell’input sia nel retap del tasto e, soprattutto, in una durata migliorata di oltre 60 milioni di digitazioni contro le 50 di altre soluzioni concorrenti. I vantaggi si manifestano concretamente in giochi in cui è richiesta la pressione continuata di alcune combinazioni di tasti e naturalmente nella digitazione di testo, in cui notoriamente le tastiere meccaniche non eccellono. Non ci si può aspettare di mantenere la stessa velocità di digitazione possibile con una tastiera a membrana, vista anche la corsa decisamente più lunga dei tasti, ma si tratta comunque di un buon compromesso che di certo non dispiacerà a chi utilizza il PC non soltanto per il gaming.

La digitazione è accompagnata inoltre da un click piuttosto evidente che, aggiungendo un feedback uditivo alla pressione del tasto, migliora ulteriormente l’accuratezza della digitazione: certo la rumorosità potrebbe dispiacere a qualcuno, ma noi la troviamo assolutamente deliziosa e old style, pur rendendoci conto che potrebbe non essere la soluzione ideale in stanze abitate anche da altre persone. Quello che non ci è piaciuto della tastiera è la larghezza dei tasti, più piccola dei tradizionali 19/20mm presenti in altre tastiere. La BlackWidow presenta infatti tasti larghi solo 12mm, il che durante la digitazione di testo ha comportato, soprattutto nelle prime settimane di utilizzo, più di qualche grattacapo e mistyping, solo parzialmente compensato dalla buona spaziatura degli stessi. Mancano, inoltre, pur essendocene lo spazio, tasti dedicati alle funzioni multimediali, che sono stati integrati nei tasti Fx in alto, oltre ad un poggia polsi, la cui utilità però è limitata vista l’ottima angolazione della tastiera (eventualmente modificabile con i due piedini a scomparsa).
Buona invece la tradizionale tecnologia anti-ghosting implementata su tutte le tastiere Razer, che permette un tracciamento accurato fino a 10 pressioni in contemporanea.

Razer Synapse

La vera arma segreta dei prodotti Razer è però il software Razer Synapse, un software di configurazione unificato incredibilmente avanzato che permette di gestire tutti i prodotti Razer. Nello specifico, il software Synapse permette di assegnare una funzione ad ogni tasto della BlackWidow, configurare i tasti macro mediante la registrazione di una serie di combinazioni, creare profili personalizzati e poi salvare il tutto sul cloud, in modo da non perdere nulla, anche nel caso si avesse la necessità di spostarsi o cambiare la propria periferica.

Tramite Synapse è inoltre possibile configurare lo schema dei colori della retroilluminazione o creare un pattern personalizzato per gruppi di tasti o addirittura tasto per tasto. Il software, naturalmente, permette la gestione di tutte le periferiche Razer, che vengono rilevate in automatico una volta installate sulla macchina.

Altra interessante caratteristica di Razer Synapse è la Heatmap. Una volta attivata, questa funzionalità vi permetterà di analizzare il vostro modo di giocare, fornendovi una mappa dei tasti più digitati, degli orari di gioco, della pressione esercitata, delle distanze percorse e delle azioni più ricorrenti compiute nelle vostre partite; una sorta di telemetria di una sessione di gioco. Il tutto potrà poi essere pubblicato su internet o condiviso con altri utenti per elaborare strategie o dare consigli ad altri videogiocatori, svelando così la natura PRO di quasi tutti i prodotti Razer.

Commento finale

La Razer BlackWidow Chroma è una tastiera eccellente che fa della qualità costruttiva e del comparto software collegato i suoi punti di eccellenza. La tecnologia proprietaria per i keyswitch ne fanno un prodotto perfetto non soltanto per il gaming, ma anche per la digitazione di testi. Non manca qualche difetto, come la larghezza dei tasti inferiore a quella di altre tastiere, la mancanza del layout italiano e un prezzo decisamente alto, che al momento della redazione di questa recensione si aggira intorno ai 170 euro. Si tratta comunque di un prodotto top di gamma che va a completare un PC da gaming di pari livello nel quale ogni dettaglio è fondamentale a partire appunto dai dispositivi di input.

Pro Contro 
– Qualità costruttiva eccellente
– Nuovi keyswitch proprietari ancora più reattivi
– Software Razer Synapse per una personalizzazione totale
– Tasti più stretti rispetto alla concorrenza
– Assenza del layout italiano
– Prezzo elevato
  Voto Globale:85 
 
{vsig}tecno/hardware/Razer/BlackwidowChroma{/vsig}

 

Famitsu, i giochi più attesi in Giappone

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Nuova settimana, nuovi sondaggi.

Anche questa settimana il noto magazine giapponese, Famitsu, ha effettuato l’ennesimo sondaggio in merito alle preferenze dei videogiocatori giapponesi per ciò che concerne i titoli di futura uscita sulle console di maggior rilievo, decretando il livello d’interessamento verso gli stessi. In prima posizione troviamo Final Fantasy XV (PS4) e con pochi voti di distacco Dragon Quest VIII (3DS) alla seconda posizione, a seguire poi Persona 5 (PS4) ed al quarto e quinto posto, rispettivamente, Tokyo Xanadu (PSV) e Monster Hunter X (3DS).

Qui di seguito potete trovare l’intera lista:

1. [PS4] Final Fantasy XV – 811 Voti
2. [3DS] Dragon Quest VIII – 799 Voti
3. [PS3] Persona 5 – 599 Voti
4. [PSV] Tokyo Xanadu – 475 Voti
5. [3DS] Monster Hunter X – 462 Voti
6. [PS4] Kingdom Hearts III – 432 Voti
7. [PS4] Metal Gear Solid V: The Phantom Pain – 424 Voti
8. [PS3] Persona 5 – 386 Voti
9. [3DS] Super Robot Wars BX – 384 Voti
10. [PSV] Kan Colle Kai – 320 Voti
11. [3DS] The Great Ace Attorney – 307 Voti
12. [3DS] Animal Crossing: Happy Home Designer – 293 Voti
13. [PS4] Street Fighter V – 290 Voti
14. [PSV] Star Ocean V: Integrity and Faithlessness – 283 Voti
15. [WIU] The Legend of Zelda – 248 Voti
16. [PS4] Dragon Quest Heroes II – 228 Voti
17. [PS4] Yoru no Nai Kuni – 210 Voti
18. [PS4] Final Fantasy VII – 176 Voti
19. [3DS] Yo-Kai Watch 3 – 170 Voti
20. [PS3] Tales of Zestiria – 158 Voti
21. [PSV] SaGa 2015 – 157 Voti
22. [PS4] The Last Guardian – 133 Voti
23. [PS4] Max Mad – 130 Voti
24. [PSV] IA/VT Colorful – 126 Voti
25. [PSP] Ushiro – 120 Voti
26. [3DS] Yo-Kai Watch Busters – 118 Voti
27. [PS3] The Last Remnant – 117 Voti
28. [3DS] Langrisser Re:Incarnation Tensei – 114 Voti
29. [PSV] Taiko Drum Master: V Version – 111 Voti
30. [3DS] Hyrule Warriors Legends – 105 Voti

Journey in uscita questo mese per PlayStation 4?

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Classico rumor ma qualcosa di fondato sembra esserci.

Circa un annetto fa alcune voci (alquanto insistenti) avevano annunciato la possibile uscita di Journey, originariamente pubblicato su PlayStation 3, anche su PlayStation 4, ma con il trascorrere dei mesi il gioco ha fatto perdere le sue tracce fino a qualche settimana fa in cui difatti l’uscita dello stesso sembrerebbe ormai certa; la domanda che tutti ci poniamo è ma quando uscirà? Stando ad un documento presente su Doc for PlayStation, sembra che l’arrivo di Journey sia imminente, addirittura pare che la data “ufficiale” di pubblicazione sia stata fissata al 21 Luglio prossimo.

Ricordiamo che il titolo potrà essere acquistato non soltanto in versione Digital Delivery ma anche in una edizione Retail che conterrà al suo interno anche Flower e Flow!

Recensione Game of Thrones Episodio 4

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bellaimmagine

Missioni molto delicate all’orizzonte.

Versione testata: PlayStation 4 e PlayStation 3.

Il giro di boa è avvenuto: ci troviamo ufficialmente al quarto episodio sui sei previsti da TellTale per raccontare le avventure (ma soprattutto sventure) del casato Forrester. Se l’episodio iniziale non era stato dei migliori, i successivi avevano fatto del loro meglio per risollevare la narrazione e dare apparentemente un senso alle scelte effettuate dal giocatore lungo il percorso. E c’erano riusciti. E’ naturale tuttavia che una narrazione subisca alti e bassi in corso di svolgimento, soprattutto nel caso di un prodotto che viene offerto una tantum nel corso di parecchi mesi. Questo episodio è uno dei bassi: si lascia giocare, dona molto poco di interessante (il passato di Beskha), dona troppo di superfluo. E le “scelte” mai come in questo caso sono state ai minimi storici. Perchè non ci sono.

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I nemici abbasseranno la cresta

Vale il solito discorso: se state leggendo questo capitolo vuol dire che o avete giocato i precedenti, o che non volete molto bene a voi stessi e volete rovinarvi prima del dovuto metà della storia, privandovi del piacere della scoperta. Detto questo, la chiusura del terzo capitolo era stata sufficientemente positiva, con Daenerys Targaryen pronta a farvi diventare una bistecca se non foste riusciti a soddisfare la sua curiosità (uno dei suo draghi si è perso, e sì, è quello che aveva cercato di incenerirvi poco tempo prima). Ora starà a voi fare in modo che vi dia un contingente militare per riscattare Ironrath: una mano lava l’altra, e dovrete farvi benvolere guidando alcuni soldati scelti alla reconquista di Meereen, una città poco distante. Beshka sarà fondamentale: lei a Meereen ci ha vissuto l’infanzia e la conosce come le sue tasche. Ma convincerla a venire non sarà facile: qualcosa di molto oscuro nella sua mente si sta risvegliando, ed è legato proprio alla città. Scoprirlo sarà uno dei pochi elementi interessanti dell’oretta di gioco prevista.

Dall’altra parte del continente invece è Rodrik che deve passare, di nuovo, altri brutti quarti d’ora: e una volta tanto la vittima degli scorsi epidodi diventa la preda, grazie ad un aiuto inaspettato. Il resto del mondo deve iniziare a capire che a pestare i piedi ai Forrester non si resta impuniti. Effettivamente sembra di assistere a una sorta di “episodio del riscatto”: anche Mira, a King’s Landing, avrà il suo bel da fare a sventare i piani degli altri misteriori venditori di ironwood, che rischiano con i loro traffici di far sprofondare il suo casato in un abisso sempre più nero. L’unico a non vedersela tanto bene è Gared, esiliato, fuggito, braccato tra le nevi, senza cibo e in territorio ostile. Ma si sa, Gared è un duro, anche se non sembra. Ed essere un duro in Game of Thrones significa che come minimo puoi essere scaraventato già dal muro che difende il continente. A buon intenditor, poche parole.

Ma non erano le scelte del giocatore a modificare la trama? Ah, no?

Al solito, in termini di offerta ludica dura e pura, siamo sempre lì dove eravamo rimasti: sposta il personaggio da qui a lì, ruota l’inquadratura, rallenta, corri, premi questo tasto, premi l’altro, scegli cosa rispondere. La narrazione è la vera protagonista, non l’azione fisica del videogiocatore. Il vero problema è che, mentre nei passati episodi qualche scelta da fare c’era, qualche decisione metteva davvero in crisi la nostra moralità, qui non si sceglie più. O meglio: si sceglie una volta sola, senza grida o strepiti. Scordatevi The Walking Dead e The Wolf Among Us. Sì, ve l’abbiamo già detto cento volte, e sì, ormai siamo al quarto episodio, lo saprete da voi: però ormai la cosa è ufficiale, questo è un prodotto per i fan, e neanche per tutti, ma solo quelli davvero sfegatati dei libri/telefilm. Tutti gli altri vadano a giocare a carte al bar. Oppure comprino The Walking Dead o The Wolf Among Us, se non l’hanno già fatto.

Esotismo con i draghi

Una volta tanto la mediocrità tecnica delle produzioni TellTale può tirare un sospiro di sollievo: questa volta si può essere più indulgenti, e godersi la neve che inghiotte Gared e i suoi compagni in viaggio verso il North Grove. Anche Meereen immersa nella notte, con le sue brevi fasi stealth ha un fascino tutto suo: un fascino che si perde nell’esotismo orientale, nei villaggi arabi e nelle notti al chiaro di luna minacciate dai predoni del deserto. Tutto il resto è già visto: King’s Landing e Ironrath ormai non hanno più segreti, e purtroppo neanche quei quattro elementi ornamentali messi in croce un po’ come capita. Sufficiente anche il comparto sonoro, che in questo caso non risalta ma non fa neanche gridare allo scandalo. Non è neanche detto che sia troppo un male, soprattutto perchè la necessità del concentrarsi sulla lettura e traduzione immediata, scena per scena, non consente divagazioni troppo ampie.

Commento finale

Game of Thrones Episodio 4 lascia poco o nulla al giocatore. Come c’era anche da aspettarsi, è un episodio di intermezzo, una piccola pausa che lascia intravedere e dona alcuni sentieri per i successivi sviluppi. Mancano ormai solo due episodi al gran finale, i personaggi li conosciamo, i loro sentimenti anche: resta da vedere se il viaggio sarà valso il prezzo del biglietto, narrativamente parlando. E per giudicare questo c’è ancora tempo.

Pro Contro 
– Avventura godibile, anche questa volta…
– C’è un drago!…
– Si approfondisce la psiche di un personaggio carismatico
– … forse un tantino sottotono
– … però c’era anche la volta scorsa
– durata risibile
  Voto Globale: 65 
 
{vsig}games/multi/GameOfThrones/Episodio4/GalleryThrones4{/vsig}

GTA V, ecco come cambia il mondo con le mod ENBSeries

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Tutto un altro gioco.

Le ENBSeries sono una serie di mod che interagiscono direttamente con le impostazioni del motore grafico, spingendolo quasi sempre oltre i limiti previsti dagli sviluppatori e ottenendo così, dopo vari test, risultati vicini al fotorealismo. Oltre a questo è doveroso aggiungere che i modder riescono a rielaborare i modelli di texture in modo elevare il livello di dettaglio generale del mondo di gioco e fornire così un prodotto completamente nuovo; senza andare a intaccare le dinamiche del gameplay.
Accade in Skyrim (citando uno dei titoli più famosi degli ultimi anni) ma anche in decine di altri giochi, tra cui i vari titoli della saga GTA.

Vi proponiamo oggi una nuova serie di screen che ritraggono Los Santos dopo un delicato intervento di lifting ad opera dell’utente “Gionight”. Le ENBSeries in questo caso non sono ancora complete e quindi installabili dal grande pubblico.

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Kingdom Come: Deliverance, nuovi screenshot della versione alpha

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Spazio ai vasti panorami.

Dopo una campagna di successo su Kickstarter i ragazzi di Warhorse hanno puntato tutto sul GDR in salsa Cryengine, Kingdom Come: Deliverance. Nonostante dei dubbi palesati nei mesi addietro per via di uno sviluppo difficoltoso e ricco di cavilli, oggi i “backers” cioè chi ha partecipato alle donazioni sulla piattaforma di crowdfunding ha tra le mani una nuova versione alpha del gioco, che arriverà in versione definitiva, speriamo senza ritardi, nel 2016. Alleghiamo degli screenshot freschi freschi in calce:  

{vsig}/games/pc/KingdomeComeDeliverance/2015075{/vsig}

Recensione Batman: Arkham Knight

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batman arkham knight screenshot 8

L’eroe che Gotham merita.

Versione testata: PlayStation 4.
A distanza di quattro anni da quell’Arkham City che ha rafforzato il mito di uno studio in grado di trasformare per sempre il modo in cui i supereroi possono interfacciarsi con il medium dei videogames, dopo anni di tie-in scandalosi, Rocksteady presenta il capitolo finale della trilogia di Arkham dopo la parentesi apocrifa di Arkham Origins.
Batman: Arkham Knight è sicuramente l’operazione più ambiziosa in cui la software house si sia cimentata: dare una degna conclusione ad una delle saghe di videogames più amate della passata generazione, rapportarsi con un hardware ancora relativamente giovane, ma soprattutto innovare un gameplay che sembrava aver dato tutto. L’operazione, lo diciamo da subito, è riuscita sin troppo bene ed anzi la maestosità del titolo potrebbe addirittura lasciarvi spiazzati.
 
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La mente non resiste oltre un certo punto

Il titolo si apre in maniera inaspettata, nel loculo di un obitorio dove Joker sta per essere cremato. Sono passati sei mesi dagli eventi narrati in Arkham City e l’uccisione del Joker ad opera di Talia ha privato Batman della sua nemesi storica, senza la quale sono in tanti a credere non ci sia più bisogno del cavaliere oscuro.

Un nuovo, antico nemico è tuttavia alle porte della città e questa volta la sua minaccia è la più grande che il pipistrello si sia mai trovato ad affrontare. Lo Spaventapasseri è infatti riuscito a sintetizzare una nuova e potentissima tossina killer in grado di disturbare la psiche delle sfortunate vittime a tal punto da spingerle in un vortice di pazzia omicida. Lo Spaventapasseri minaccia di colpire l’intera città grazie al supporto di un esercito e di un nuovo misterioso personaggio, il cavaliere di Arkham. E’ indubbio che la minaccia paventata da Crane ricalchi in maniera evidente quella che in Batman Begins (capitolo iniziale della trilogia di Nolan) Raz Al Gul rivolgeva alla città di Gotham con l’aiuto proprio dello Spaventapasseri. Se però nell’opera cinematografica citata l’impressione è quella di assistere alla nascita di un eroe, in Arkham Knight l’atmosfera appare quasi di rassegnazione, di accettazione tacita di quel sacrificio ultimo che è richiesto ad ogni eroe.

Batman: Arkham Knight, se si esclude una prima fase in cui la narrazione appare un po’ troppo lenta e frammentata, forse anche per colpa dei tanti elementi di novità del gameplay introdotti in questo capitolo e di cui Rocksteady ha voluto far sfoggio sin da subito, ci trasporta in maniera profonda e magistrale nelle paure e nelle insicurezze dell’uomo Bruce Wayne e della sua controparte mascherata. Queste paure sono personificate nella figura del Joker, che dopo l’esposizione alla temibile tossina dello Spaventapasseri si manifesterà nella mente del nostro eroe diventandone il suo lato oscuro, un aspetto questo da troppo tempo nascosto e imprigionato e ora desideroso di prendersi la parte che gli spetta. Il nostro Batman avvinto nelle sue paure, nel vano tentativo di difendere tutti, così come in Dark Knight Rises pare agognare la morte, intesa quale ultimo atto di liberazione e sacrificio necessario.

Si può avere nera?

Ad una trama che tra colpi di scena e cambi di punti di vista potrebbe inizialmente disorientare il videogiocatore, si aggiunge un gameplay che ha oramai raggiunto una vastità tale da poter essere soltanto con enorme difficoltà rinchiuso negli stilemi dell’action game classico. Certo, c’è il Flow Combat System, oramai marchio di fabbrica di tanti titoli del publisher Warner Bros., qui reso ancora più efficace da coloro che lo hanno creato; c’è il combattimento stealth, un sistema di upgrade gadget che sfiora le meccaniche degli action RPG di stampo occidentale, ma c’è soprattutto un open world enorme, una città che, sebbene abbandonata in seguito alla minaccia dello Spaventapasseri, è ancora ricca di cose da fare.

Pensare di potersi muovere in questo enorme open world, cinque volte più grande di quello di Arkham City, semplicemente utilizzando il rampino era ridicolo, ed ecco perchè la Batmobile non è soltanto una piacevole novità, ma una vera e propria necessità. Ma non è soltanto una questione di spostamenti. Le tradizionali meccaniche di gameplay studiate da Rocksteady sembrano piegarsi davanti alla ingombrante presenza della Batmobile, non soltanto mezzo per spostarsi da un punto A ad un punto B, ma elemento essenziale per superare ostacoli o nemici, risolvere enigmi ambientali e trarre d’impaccio Batman da soluzioni apparentemente senza via d’uscita. La Batmobile, infatti, potrà essere controllata in remoto per aggirare i nemici e fornire assistenza durante le fasi di combattimento. Ancora, potrà essere utilizzata per aprire varchi inaccessibili o fornire elettricità a dispositivi elettronici grazie ad un apposito rampino elettrificato. Il rampino stesso, infine, potrà essere utilizzato per sollevare oggetti, distruggere tubature e permettere il passaggio del nostro eroe. Il tutto conferisce una enorme varietà alle possibilità di azione dell’uomo pipistrello.

Non mancano inoltre situazioni studiate appositamente per la Batmobile, come le sessioni di guerra tra tank, in cui vi troverete ad affrontare droni corazzati. Con la pressione della levetta analogica sinistra la Batmobile si trasforma in un vero e proprio carroarmato, dotato di missili e mitragliatore. La manovrabilità del veicolo cambia, trasformandosi in una sorta di hovercraft in grado di muoversi e di scartare in ogni direzione, anche con l’ausilio di postbruciatori, utili ad evitare i colpi nemici la cui traiettoria è segnalata da linee rette di colore rosso o azzuro. Colpendo i nemici ed evitando di subire i loro attacchi, sarà possibile sbloccare i missili a ricerca di calore, che colpiranno in automatico i vostri avversari una volta sganciati.
Già dopo poche ore, tuttavia, abbiamo cominciato a perdere interesse in queste sessioni di combattimento tra veicoli corazzati, troppo uguali a loro stesse e la cui presenza appare sin troppo forzata in alcuni frangenti. Più divertenti, invece, le sessioni in cui dovrete abbattere veicoli speciali, come ad esempio un elicottero da guerra senza pilota.
 
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Nel complesso, la varietà garantita dalla Batmobile è enorme, tuttavia anziché lasciarvela scoprire a poco a poco, Rocksteady vi butta immediatamente nella mischia con un evidente rischio di “overdose”. La scelta, sicuramente suggestiva, suscita qualche perplessità poichè rischia di lasciare spaesato il giocatore proprio nelle prime ore di gioco quando piuttosto il titolo dovrebbe offrirvi una curva di apprendimento più graduale. La conseguenza è l’impressione che il titolo ruoti tutto intorno alla presenza del veicolo, piuttosto che il contrario. Se avrete la pazienza di attendere, però, progredendo nella storia questo aspetto verrà ridimensionato e il personaggio di Batman, con la sua consueta dotazione di gadget, con la sua vena investigativa e soprattutto con le potenzialità della bat tuta, tornerà ad essere centrale.

Una piacevole novità introdotta con l’upgrade della tuta sarà il cosiddetto KO terrore, che vi permetterà, una volta che vi sarete avventati dall’alto sul primo malcapitato, di avviare una sequenza slow motion (una sorta di bullet time) con la quale mandare KO gli avversari, fino ad un massimo di 3, con una serie di scatti felini. Guadagnando punti abilità sarà possibile poi portare a 4 il numero di nemici atterrati contemporaneamente, in modo tale da liberare in pochi secondi una intera stanza presidiata da uomini armati.

Se ancora tutto ciò non bastasse, Rocksteady ha pensato bene di introdurre nel collaudato combat system la modalità Dual Play con la quale, attraverso la pressione di un tasto, passare al controllo di un personaggio alleato di Batman (Robin, Nightwing e Catwoman) e compiere devastanti combo.
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L’enorme estensione della mappa, l’innumerevole quantità di gadget e di alternative nella soluzione degli scontri, oltre al grande numero di quest secondarie, alcune di queste piuttosto interessanti, garantiscono circa 12 ore di gioco per la trama principale a cui se ne vanno ad aggiungere almeno altre 20, volendo completare le quest secondarie e quelle dell’Enigmista.

Mai sottovalutare Gotham City

Dal punto di vista tecnico, l’enorme sforzo richiesto alla vostra Playstation 4 per reggere la mole di una città come Gotham in 1080p e con un frame rate bloccato a 30 fps è testimoniato, se mai ce ne fosse stato bisogno, dall’assordante rumore delle ventole, soprattutto in queste asfissianti giornate di canicola. Il lavoro svolto da Rocksteady con questo Arkham Knight è immenso e ci restituisce una città ricca di dettagli e viva come non mai, sebbene la densità criminale rispetto a Arkham City sia più limitata viste le dimensioni della mappa di gioco. Il gioco fa un ampio uso di effetti particellari e glare ed in generale si avverte che il motore di gioco, l’Unreal Engine 3, sia stato spinto ai suoi limiti estremi. Forse avremmo gradito una maggiore pulizia visiva laddove invece appare evidente un aliasing un po’ troppo marcato, ma ci rendiamo conto che probabilmente l’hardware console, per quanto potente, non sia ancora pronto (e il rimpianto per una versione PC venuta fuori così male è ancora maggiore).

Buono il sonoro, ma proprio non riusciamo a farci andare giù il doppiaggio in italiano che, soprattutto per alcuni personaggi come il Commisario Gordon o per altri comprimari, in alcuni frangenti di grande pathos ci è apparso sottotono, apatico o fuori contesto. Un’altalena insomma, seppure con una netta predominanza di momenti emotivamente coinvolgenti.

batman arkham knight screenshot 8

Commento finale

Batman: Arkham Knight è l’ultimo capitolo dedicato all’uomo pipistrello realizzato da Rocksteady; con esso si chiude un ciclo e una saga epica e, per dirla tutta, difficilmente avremmo potuto chiedere di più. Batman: Arkham Knight è un gioco straordinario che farà la felicità di tanti, garantendovi ore ed ore di azione mozzafiato a patto che non ci si faccia confondere dalla sua indubbia maestosità.

Pro Contro 
– La degna conclusione di una saga epica
– Tecnicamente impressionante
– Gameplay incredibilmente vario…
– …così tanto da lasciarvi spiazzati
– Batmobile un po’ troppo invasiva
– Sezioni tank alla lunga ripetitive
  Voto Globale: 90
 
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Shenmue III, ci sarà la copia fisica per PlayStation 4

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Basta versare 60 dollari e la copia sarà vostra.

Il progetto relativo a Shenmue III ormai sta procedendo a velocità supersonica avendo ormai in meno di un mese raggiunto la strabiliante somma di 2 Milioni di dollari, necessari naturalmente a garantire la realizzazione del gioco (la cui pubblicazione è prevista per il 2017).

Il Kickstarter realizzato per raccogliere i fondi necessari, ha aggiunto una nuova quota che prevede la possibilità (per quanti decideranno di parteciparvi) di assicurarsi una copia fisica del gioco per PlayStation 4, rigorosamente in una edizione speciale denominata Special Backer Edition.

La campagna avviata successivamente all’E3 2015, ormai in continua crescita in quanto dovrebbe raggiungere addirittura i 4 Milioni di dollari, sembra essere stata una mossa davvero ingegnosa; chissà se altri producer decideranno di seguire la stessa rotta!

Recensione Yoshi’s Woolly World

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Good-Feel e Nintendo ci riprovano con la lana.

Versione testata Wii U.

Era l’ormai lontano 2010 quando Good-Feel, in collaborazione con Nintendo, sviluppò su Nintendo Wii, Kirby’s Epic Yarn, il primo titolo a far uso di texture, mondi e modelli poligonali creati interamente in lana; sono ormai trascorsi 5 anni e spostandosi poi sulla console di nuova generazione della grande N, Good-Feel ha deciso di riproporre un nuovo titolo facente uso della medesima tipologia di tessuto, creando ciò che oggi è Yoshi’s Woolly World.

Yoshi’s Wolly World è già disponbile sul Nintendo eShop di Wii U e in tutti i negozi specializzati d’Italia al costo di €44,90 nella sua edizione standard o €54,90 nella sua speciale Limited Edition contenente un Amiibo di Yoshi di Lana.

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Il mondo è ancora una volta in pericolo

Da tempo immemore, oramai, Nintendo mette alla base dei propri titoli platform una trama non troppo intricata ed approfondita, ove spesso vi è una principessa da salvare (Super Mario Bros.) oppure un mondo le cui sorti dipenderanno dalle nostre azioni, come nel caso di Yoshi’s Woolly World.

Tramite un breve video iniziale ci sarà infatti possibile venire a conoscenza dei malvagi piani di Baby Bowser, intento nella creazione di un grande castello sfruttando più lana possibile; per fare in modo che ciò avvenga Kamek decide dunque di trasformare tutti gli Yoshi dell’Isola Gomitolo in gomitoli di lana, suo malgrado, tuttavia, un coraggioso dinosauro la farà franca e ripromettendosi di affrontare tutti i nemici che gli si porranno contro pur di riportare la pace nel suo mondo.

Hop Brrrrrrring Ha!

Nei panni del fedelissimo Yoshi ci troveremo davanti un sistema di controllo quanto mai preciso e discreto che mette a nostra dispozione un esiguo numero di tasti per l’esecuzione di tutte le azioni a nostra disposizione, dall’ingoio dei nostri avversari al lancio delle uova (rigorosamente di lana) precedentemente create, in un mix d’azione e platforming davvero divertente ed unico.

Sarà difficile, infatti, trovare dei buchi noiosi all’interno dei livelli di gioco, merito di un sapiente lavoro di level design ed un attento ed astuto posizionamento dei nemici, che metteranno a dura prova il nostro ingegno soprattutto nelle fasi più avanzate del titolo.

Fanno il loro ritorno anche le trasformazioni di Yoshi che potrà diventare un ombrello, una moto, un gigante e molto altro ancora, donando ancora più varietà al già divertentissimo sistema di gioco creato da Good-Feel.

Da notare, inoltre, l’ampio impegno profuso nella realizzazione dei collezionabili e nel loro posizionamento; difficilmente, infatti, sarà possibile portare a termine la raccolta di tutti i fiori, gomitoli o stampini con la prima run del livello, donando ulteriore profondità e longevità a coloro che fanno del completamento uno stile di vita.

Ottima l’integrazione con Miiverse, nonostante nel caso specifico non se ne senta eccessivamente il bisogno, vista la natura piuttosto semplice e lineare dei livelli di gioco che ci vengono proposti, i quali offrono deviazioni esclusivamente nel caso in cui si decida affrontare la già citata impresa del completamento del titolo al 100%.

Nulla da segnalare per le funzionalità specifiche offerte dal Gamepad di Wii U, eccetto che per la possibilità di giocare a televisore spento per merito dello schermo secondario offerto dalla console.

Sprecata invece l’occasione di una più profonda integrazione con gli Amiibo, che permetteranno solamente di giocare nei panni di uno Yoshi con colori simili al personaggio della nostra statuina.
Nel caso foste in cerca di compagnia, inoltre, il gioco offre la possibilità di affrontare l’intera avventura di gioco in modalità multigiocatore, rendendo l’esperienza ancora più divertente grazie alla compagnia di un altro giocatore, che può essere un valido aiuto alla raccolta dei già citata collezionabili o uno sfidante.

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A bocca aperta

Già durante la presentazione del 2014 il lavoro tecnico svolto dai  Good-Feel lasciò in tanti a bocca aperta, e ciò  nononostante gli evidenti limiti hardware imposti dalla console casalinga di casa Nintendo. Nella versione definitiva il gioco mantiene intalterato il suo fascino, mantenendo puliti e ben definiti non solo gli scenari di gioco, ma anche i modelli poligonali dei vari personaggi che appariranno nel corso dell’avventura.

Particolare attenzione è stata inoltre riposta nella creazione della colonna sonora, che ci propone continuamente brani piacevoli e coerenti agli scenari; va inoltre segnalato l’alto livello qualitativo degli effetti sonori, una vera produzione Nintendo in HD!

Commento finale

Yoshi’s Woolly World, nonostante la sua natura piuttosto semplice, è un ottimo titolo che va ad aggiungersi all’ormai ampio parco a disposizione dei videogiocatori su Nintendo Wii U. Piacevole dal punto di vista tecnico e ben congegnato nel gameplay e nel sistema di controllo, è capace di intrattenere non solo i nuovi giocatori che potranno far uso della modalità relax, ma anche i più incalliti che potranno impiegare il loro tempo libero nella raccolta di tutti i collezionabili.

Pro Contro 
– Ottima curva di difficoltà
– Tecnicamente ben curato
– Una produzione d’alto livello
– La solita trama…
– Sprecata l’occasione d’integrare gli Amiibo
– Scarso utilizzo del Gamepad
  Voto Globale: 75
 
{vsig}games/nintendo/YoshisWoollyWorld/20150427/{/vsig}

Recensione Yoshi's Woolly World

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Good-Feel e Nintendo ci riprovano con la lana.

Versione testata Wii U.

Era l’ormai lontano 2010 quando Good-Feel, in collaborazione con Nintendo, sviluppò su Nintendo Wii, Kirby’s Epic Yarn, il primo titolo a far uso di texture, mondi e modelli poligonali creati interamente in lana; sono ormai trascorsi 5 anni e spostandosi poi sulla console di nuova generazione della grande N, Good-Feel ha deciso di riproporre un nuovo titolo facente uso della medesima tipologia di tessuto, creando ciò che oggi è Yoshi’s Woolly World.

Yoshi’s Wolly World è già disponbile sul Nintendo eShop di Wii U e in tutti i negozi specializzati d’Italia al costo di €44,90 nella sua edizione standard o €54,90 nella sua speciale Limited Edition contenente un Amiibo di Yoshi di Lana.

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Il mondo è ancora una volta in pericolo

Da tempo immemore, oramai, Nintendo mette alla base dei propri titoli platform una trama non troppo intricata ed approfondita, ove spesso vi è una principessa da salvare (Super Mario Bros.) oppure un mondo le cui sorti dipenderanno dalle nostre azioni, come nel caso di Yoshi’s Woolly World.

Tramite un breve video iniziale ci sarà infatti possibile venire a conoscenza dei malvagi piani di Baby Bowser, intento nella creazione di un grande castello sfruttando più lana possibile; per fare in modo che ciò avvenga Kamek decide dunque di trasformare tutti gli Yoshi dell’Isola Gomitolo in gomitoli di lana, suo malgrado, tuttavia, un coraggioso dinosauro la farà franca e ripromettendosi di affrontare tutti i nemici che gli si porranno contro pur di riportare la pace nel suo mondo.

Hop Brrrrrrring Ha!

Nei panni del fedelissimo Yoshi ci troveremo davanti un sistema di controllo quanto mai preciso e discreto che mette a nostra dispozione un esiguo numero di tasti per l’esecuzione di tutte le azioni a nostra disposizione, dall’ingoio dei nostri avversari al lancio delle uova (rigorosamente di lana) precedentemente create, in un mix d’azione e platforming davvero divertente ed unico.

Sarà difficile, infatti, trovare dei buchi noiosi all’interno dei livelli di gioco, merito di un sapiente lavoro di level design ed un attento ed astuto posizionamento dei nemici, che metteranno a dura prova il nostro ingegno soprattutto nelle fasi più avanzate del titolo.

Fanno il loro ritorno anche le trasformazioni di Yoshi che potrà diventare un ombrello, una moto, un gigante e molto altro ancora, donando ancora più varietà al già divertentissimo sistema di gioco creato da Good-Feel.

Da notare, inoltre, l’ampio impegno profuso nella realizzazione dei collezionabili e nel loro posizionamento; difficilmente, infatti, sarà possibile portare a termine la raccolta di tutti i fiori, gomitoli o stampini con la prima run del livello, donando ulteriore profondità e longevità a coloro che fanno del completamento uno stile di vita.

Ottima l’integrazione con Miiverse, nonostante nel caso specifico non se ne senta eccessivamente il bisogno, vista la natura piuttosto semplice e lineare dei livelli di gioco che ci vengono proposti, i quali offrono deviazioni esclusivamente nel caso in cui si decida affrontare la già citata impresa del completamento del titolo al 100%.

Nulla da segnalare per le funzionalità specifiche offerte dal Gamepad di Wii U, eccetto che per la possibilità di giocare a televisore spento per merito dello schermo secondario offerto dalla console.

Sprecata invece l’occasione di una più profonda integrazione con gli Amiibo, che permetteranno solamente di giocare nei panni di uno Yoshi con colori simili al personaggio della nostra statuina.
Nel caso foste in cerca di compagnia, inoltre, il gioco offre la possibilità di affrontare l’intera avventura di gioco in modalità multigiocatore, rendendo l’esperienza ancora più divertente grazie alla compagnia di un altro giocatore, che può essere un valido aiuto alla raccolta dei già citata collezionabili o uno sfidante.

yoshi-1

A bocca aperta

Già durante la presentazione del 2014 il lavoro tecnico svolto dai  Good-Feel lasciò in tanti a bocca aperta, e ciò  nononostante gli evidenti limiti hardware imposti dalla console casalinga di casa Nintendo. Nella versione definitiva il gioco mantiene intalterato il suo fascino, mantenendo puliti e ben definiti non solo gli scenari di gioco, ma anche i modelli poligonali dei vari personaggi che appariranno nel corso dell’avventura.

Particolare attenzione è stata inoltre riposta nella creazione della colonna sonora, che ci propone continuamente brani piacevoli e coerenti agli scenari; va inoltre segnalato l’alto livello qualitativo degli effetti sonori, una vera produzione Nintendo in HD!

Commento finale

Yoshi’s Woolly World, nonostante la sua natura piuttosto semplice, è un ottimo titolo che va ad aggiungersi all’ormai ampio parco a disposizione dei videogiocatori su Nintendo Wii U. Piacevole dal punto di vista tecnico e ben congegnato nel gameplay e nel sistema di controllo, è capace di intrattenere non solo i nuovi giocatori che potranno far uso della modalità relax, ma anche i più incalliti che potranno impiegare il loro tempo libero nella raccolta di tutti i collezionabili.

Pro Contro 
– Ottima curva di difficoltà
– Tecnicamente ben curato
– Una produzione d’alto livello
– La solita trama…
– Sprecata l’occasione d’integrare gli Amiibo
– Scarso utilizzo del Gamepad
  Voto Globale: 75
 
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Pokkén Tournament, due nuovi personaggi

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Due nuovi Pokémon si uniscono al cast di Pokkén Tournament.

Nella giornata di oggi il canale YouTube ufficiale di Pokémon ha pubblicato due nuovi video che introducono altrettanti nuovi lottatori per Pokkén Tournament, picchiaduro sui Pokémon dedicato, per ora, solo ai cabinati giapponesi.

Vi lasciamo con i video augurandovi una buona visione.

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Fallout 4, Todd Howard parla dei caricamenti

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In una genrazione di caricamenti infiniti alcune software house riescono a salvarsi.

Ormai siamo abituati a titoli con caricamenti veramente lunghi, ma ci sono alcune software house che riescono a ridurre i caricamenti veramente all’osso, soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti.

Bethesda vuole adottare la stessa politica con il suo Fallout 4, titolo in arrivo per PlayStation 4, Xbox One e PC il prossimo 10 Novembre.
A dirlo è Todd Howard, director del titolo, il quale ha promesso che durante gli spostamenti tra una città e l’altra e tra l’esterno e l’interno degli edifici, non ci saranno quasi per nulla caricamenti.

Sembra una grande premessa, però bisogna anche stare a vedere come saranno i caricamenti dopo la morte del protagonista o durante gli spostamenti rapidi. E chi ha giocato a titoli come Assassin’s Creed: Unity o The Witcher 3 sa di cosa stiamo parlando.

Netflix, nuovi dettagli sul lancio in Italia

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Ottimi prezzi e account sharing.

I nostri colleghi di Lega Nerd hanno avuto la fortuna di essere stati invitati alla Netflix House, prima sede italiana del famoso servizio di streaming online on demand statunitense. In occasione di questo evento, sono stati rilasciati numerosi dettagli in vista del lancio di Netflix in Italia ad ottobre che hanno sicuramente soddisfatto le nostre aspettative.

Fra le varie informazioni, una delle più interessanti è sicuramente quella del costo degli abbonamenti, decisamente contenuti ed accessibili:

  • 1 schermo, SD – 7,99€ al mese
  • 2 schermi, Full HD – 8,99€ al mese
  • 4 schermi, 4K – 11,99€ al mese

L’offerta più allettante è sicuramente la seconda, dove con soli 8,99€ mensili potremo utilizzare Netflix su due televisori in contemporanea e con una risoluzione fino a 1080p. Ma ciò su cui Lega Nerd ha “osato” chiedere delucidazioni è stata la questione dell’account sharing, dove la risposta è stata tutt’altro che negativa: “No problem ragazzi, se ci pagate il mensile potete fare come vi pare”. Questo significa che potremo tranquillamente dividere il costo dell’abbonamento mensile con altri amici a patto che, ovviamente, si rientri sempre nel numero dei televisori su cui è possibile attivare il servizio.

In breve, Netflix ha tutte le carte in regola per sbaragliare i suoi avversari una volta giunto in Italia. Ringraziamo i ragazzi di Lega Nerd per averci concesso la stesura di questo articolo, ma se volete maggiori informazioni che non abbiamo riportato per correttezza verso i nostri colleghi e il loro lavoro, potete cliccare sul seguente link: Netflix in Italia: facciamo chiarezza.

Mad Catz, condizioni davvero critiche per l’azienda

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Come andrà a finire?

Come riportato su Gamespot, la situazione di Mad Catz non è delle migliori: purtroppo la società naviga verso la bancarotta e a meno di una clamorosa inversione di rotta, il destino sembrerebbe (quasi) ormai segnato. L’azienda (che ormai è attiva dal 1989), infatti, rischia di chiudere ormai sommersa dai debiti.

Qualche giorno fa la società ha fatto luce sulla situazione finanziaria, inviando una nota ai propri azionisti dalla quale si evince che Mad Catz non è riuscita a far fronte al credito nei confronti dell’istituto di credito Wells Fargo, in quanto quest’ultimo richiede precipue garanzie a riguardo. La voragine finanziaria è cresciuta a dismisura nell’ultimo triennio ma le sorti potrebbero migliorare (si spera) grazie al prossimo Rock Band 4 in quanto Mad Catz si occupa in prima persona della distribuzione del gioco grazie ad un accordo siglato con la società statunitense Harmonix.

Mad Catz, condizioni davvero critiche per l'azienda

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Come andrà a finire?

Come riportato su Gamespot, la situazione di Mad Catz non è delle migliori: purtroppo la società naviga verso la bancarotta e a meno di una clamorosa inversione di rotta, il destino sembrerebbe (quasi) ormai segnato. L’azienda (che ormai è attiva dal 1989), infatti, rischia di chiudere ormai sommersa dai debiti.

Qualche giorno fa la società ha fatto luce sulla situazione finanziaria, inviando una nota ai propri azionisti dalla quale si evince che Mad Catz non è riuscita a far fronte al credito nei confronti dell’istituto di credito Wells Fargo, in quanto quest’ultimo richiede precipue garanzie a riguardo. La voragine finanziaria è cresciuta a dismisura nell’ultimo triennio ma le sorti potrebbero migliorare (si spera) grazie al prossimo Rock Band 4 in quanto Mad Catz si occupa in prima persona della distribuzione del gioco grazie ad un accordo siglato con la società statunitense Harmonix.