Capcom ha di fatto creato – in particolar modo con la sesta generazione – un nuovo genere con la sua celebre serie Monster Hunter, la cui ultima iterazione – Monster Hunter Wilds – è stata pubblicata proprio quest’anno. Sebbene molti concorrenti nel corso degli anni (come Dauntless, Toukiden e God Eater) abbiano cercato di accaparrarsene una fetta, nessuno è riuscito a ricrearne la stessa magia distintiva. Omega Force di Koei Tecmo (famosa per la serie Dynasty Warriors con l’ultima voce risalente all’inizio dell’anno: Dynasty Warriors: Origins) ha deciso di cimentarsi nel 2023 nel genere action RPG pubblicando Wild Hearts per PS5 (versione da noi testata all’epoca), Xbox Series X|S e PC, ma il gioco – nonostante l’accoglienza positiva sia dei fan che da parte della critica specializzata – non è riuscito ad ottenere il giusto riconoscimento.
Con il recente lancio di Nintendo Switch 2, lo sviluppatore ci riprova con Wild Hearts S; disponibile in digitale su eShop al prezzo consigliato di 49,99 €, portando il gioco originario sull’hardware ibrido della casa di Kyoto. Sebbene non cambi particolarmente le carte in tavola si dimostra comunque un gioco action di caccia ai mostri divertente e coinvolgente che potrebbe colmare – ad eccezione di due esclusive di peso come Mario Kart World e Donkey Kong Bananza – la penuria di titoli sull’attuale ammiraglia della grande N.
Versione testata: Nintendo Switch 2
Nessuno ricorda perché i Kemono abbiano scatenato la loro furia su Azuma,
che un tempo prosperava. Spinti dalla disperazione,
sfruttano al massimo della sua distruttività il potere primordiale della natura.
Per un po’, è sembrato che nessuno potesse opporsi alla loro forza soverchiante.
Ma la speranza è arrivata sotto forma di una persona formidabile,
dotata di armi letali e di un’antica tecnologia chiamata Karakuri che potrebbe ribaltare le sorti della battaglia.
Storia
La narrazione di Wild Hearts vi pone nei panni di un cacciatore itinerante che giunge nella terra di Azuma in cerca di lavoro e di un significato, dopo aver sperimentato una diminuzione della domanda per i suoi servizi in patria. I vostri servizi, ovviamente, consistono nel cacciare e uccidere i Kemono, giganteschi mostri che incarnano l’essenza stessa della natura in tutta la sua bellezza e ferocia e che minacciano i villaggi e l’ambiente circostante. Dopo essere stato completamente travolto da un rasetsu, anche noto come scure d’inverno (in pratica un enorme lupo di ghiaccio), il cacciatore incontra una figura misteriosa che gli conferisce il potere Karakuri, che gli consente di utilizzare i fili di energia spirituale presenti nella terra per creare potenti costrutti. Armato di questa abilità, dovrà dirigersi alla vicina città di Minato per aiutarli con il loro continuo problema con i Kemono. Non è una storia particolarmente avvincente (è un mezzo per guidarvi da un mostro all’altro e da un luogo all’altro), ma da il giusto incipit che vi terrà abbastanza concentrati sul proteggere il mondo dalle minacce endemiche al suo ecosistema.
Gameplay e sistema Karakuri
Dopo un breve tutorial, che vi introdurrà ad alcuni combattimenti di base contro mostri più piccoli e al fantastico sistema Karakuri (ne parleremo più avanti), avrete la possibilità di creare il vostro personaggio. Se avete già creato il tuo personaggio in altri giochi Koei Tecmo, come Nioh 2 o Wo Long: Fallen Dynasty, qui la procedura è molto simile, con numerose opzioni per personalizzare aspetto, acconciatura e cosmetici. Sicuramente uno di quei giochi in cui ci si può letteralmente passare ore a perfezionare il proprio distintivo look.

Passando al gameplay di Wild Hearts S – invece – questo aderisce piuttosto fedelmente ai sistemi resi popolari da Monster Hunter, concentrando gran parte dell’esperienza sul semplice e impegnativo ciclo di combattimenti contro i giganteschi mostri Kemono. Attraverso quattro biomi a tema stagionale, ci sono oltre 20 specie di Kemono a grandezza naturale da affrontare, e ognuna porta con sé una vasta gamma di attacchi elementali e trucchi per tenervi sulle spine mentre imparate il suo set di mosse unico. La battaglia iniziale contro un Kemono può essere un po’ ostica, poiché si viene ripetutamente colpiti e sconfitti dai suoi poderosi colpi, ma l’esperienza e uno studio attento insegnano presto quando infliggere un attacco e quando correre al riparo e/o schivare. Dopo averne ucciso uno, lascerà cadere un assortimento di oggetti unici che è possibile utilizzare per potenziare armi e armature esistenti o costruirne di nuovi che renderanno più facile abbattere i mostri ancora più forti che incontrerete sul vostro cammino.
Capcom ha indovinato – nel corso degli anni – il sistema di progressione con Monster Hunter e Omega Force ha fatto bene a non provare a reinventarlo con Wild Hearts S: è altrettanto avvincente qui come lo è in Monster Hunter. Non solo c’è un chiaro senso di potenziamento che deriva dall’ottenere veri e propri upgrade alle statistiche ottenendo un equipaggiamento migliore, ma si migliora anche con la pratica, imparando i segnali di ogni Kemono e diventando più efficienti nello schivare i suoi attacchi e sfruttarne i punti deboli. Inoltre, data la natura in gran parte casuale delle ricompense ottenute abbattendo un nemico, c’è un forte elemento di “ancora una volta” quando si rimane un po’ a corto di materiali necessari per il prossimo potenziamento dell’equipaggiamento che si stava cercando di sbloccare.

Fin qui tutto molto simile alla creatura Capcom, ma la vera innovazione di Wild Hearts S arriva attraverso il sistema Karakuri, una meccanica unica che consente al giocatore di costruire costrutti e strumenti di legno in tempo reale (che è possibile generare all’istante da un menu di selezione rapida) durante il combattimento o l’esplorazione il che aggiunge alcuni strumenti dinamici all’arsenale del cacciatore. A differenza delle semplici trappole piazzabili viste in altri giochi del genere, i Karakuri sono veri e propri dispositivi dinamici: Si va da pedane a molla a torrette, passando per semplici casse impilabili, catapulte, enormi martelli rotanti (frantumatore) o persino piattaforme mobili, fino ad arrivare a scudi e trappole. Questi meccanismi trasformano il combattimento in una sorta di “campo di gioco” improvvisato, soprattutto quando vengono combinati con le armi come katane, nodachi o archi, il che rende gli scontri più creativi rispetto alla concorrenza nel genere. Questo sistema è essenziale per affrontare i Kemono più avanzati. Alcuni Karakuri servono per interrompere attacchi, lanciare combo aeree o persino per evitare di essere colpiti da onde d’urto. Si tratta di una meccanica ricorrente nella maggior parte dei dispositivi Karakuri i quasi – quasi sempre – hanno più di un utilizzo. Il gioco non sempre spiega chiaramente quali sono gli usi, quindi c’è ampio spazio per la sperimentazione. Inoltre, alcuni Karakuri possono essere combinati per creare dispositivi più grandi e potenti. Ad esempio, impilando sei casse si crea un baluardo (una solida barriera difensiva) che può impedire alle bestie di caricarvi. Ancora, tre torce impilate insieme creano un fuoco in grado di atterrare le bestie volanti. Oltre alla chiara indole offensiva, l’aspetto che abbiamo apprezzato di più dei Karakuri è che è possibile posizionarli letteralmente ovunque sulla mappa di gioco. Avete difficoltà a localizzare un mostro? Piazzate una torre radar per scandagliare i dintorni. Dovete attraversare una vasta area? La liana volante può trasportarvi lì in un lampo. E se aveste bisogno di un punto di viaggio rapido extra? Potete allestire un campo base e vari servizi ovunque vogliate. È un sistema incredibilmente fluido e dinamico, che può aiutarvi a plasmare qualsiasi terreno di caccia a vostro favore.
A questi si aggiunge un buon arsenale composto da 8 tipi di armi, ognuna con il suo moveset, combo e sinergie con i Karakuri che vale assolutamente la pena esplorare. Tra le più interessanti:
- Katana (Nodachi) – bilanciata e versatile, adatta a principianti grazie alla sua maestosa potenza;
- Mazza – potente ma lenta, perfetta se combinata con Karakuri che immobilizzano;
- Arco – ideale per attacchi a distanza, ma richiede precisione;
- Wagasa – un robusto parasole armato, con un sistema di parata che premia il tempismo;
- Artiglio – una piccola arma da taglio molto apprezzata dai cacciatori del nord che permette di lanciarsi letteralmente addosso al nemico.
Ogni arma ha una progressione ramificata con materiali specifici ottenibili abbattendo Kemono. Non basta semplicemente raccogliere risorse: bisogna conoscere i pattern di ogni nemico per ottimizzare l’equipaggiamento. I combattimenti sono veloci, brutali e tecnici: sebbene Wild Hearts sia meno “pesante” e più accessibile rispetto a Monster Hunter, premia comunque la pianificazione, la coordinazione e l’adattamento sul campo. Oltre a potenziare l’equipaggiamento, il giocatore può:
- Sbloccare abilità passive e perk per ogni arma.
- Ampliare la propria rete di accampamenti e fortificazioni.
- Creare costruzioni difensive e offensive personalizzate.
- Affrontare missioni secondarie, sfide cooperative e cacce rare.
La varietà e libertà d’approccio garantiscono una progressione sempre diversa e adattabile.
Gli avversari principali del gioco – come anticipato – sono i Kemono, bestie colossali ispirate alla fauna reale ma fuse con elementi naturali. Non sono semplici “boss con tanti HP”; ogni Kemono ha comportamenti, punti deboli e fasi di battaglia diversi; alcuni usano attacchi ambientali (creano eruzioni, inondazioni o modificano il terreno) mentre altri possono “fondersi” con l’ambiente, potenziandosi se non vengono abbattuti rapidamente. La varietà è ampia: si va da cinghiali di lava a lupi elettrici, scimmie di ghiaccio e draghi floreali. Le battaglie durano anche 10-15 minuti e richiedono concentrazione e uso intelligente dei Karakuri.
Esplorazione e mondo di gioco
Il mondo è diviso in macroregioni semi‑aperte, con l’ambientazione in stile giapponese di Wild Hearts S che ricorda molto Monster Hunter Rise, esplorandone la mitologia e il potenziale, pur giocando con le meccaniche di caccia fondamentali e con un tocco più verticale. Wild Hearts S è meno roboante e riesce a rendere i suoi personaggi un po’ più avvincenti, un tocco più umani, rispetto a quelli di Capcom, sebbene manchi della solidità e della sicurezza del consolidato roster di mostri e della mitologia di Rise.

- Le mappe sono ricche di segreti, materiali, sfide e risorse energetiche per i Karakuri.
- Esistono eventi dinamici: piccoli boss, mini-missioni secondarie, NPC da salvare.
- L’esplorazione è incentivata da Karakuri permanenti: si può creare un proprio percorso con zipline, molle e torri radar che cambiano radicalmente il modo di muoversi sulla mappa.
Nel tempo, il giocatore può personalizzare il mondo, rendendolo più efficiente per le proprie cacce.
Grafica e prestazioni su Switch 2
Essendo un gioco uscito da un paio d’anni e che ha ricevuto un flusso costante di aggiornamenti, ci aspettavamo un’esperienza impeccabile su Switch 2. Tuttavia, non è stato così. Il frame rate scende anche al di sotto dei 30 fps, con scatti nelle aree più ampie e ricche di dettagli, mentre si nota un evidente pop-in durante lo streaming degli asset. In modalità docked si punta ai 60 fps ma spesso si resta tra 40 e 50 fps, con cali frequenti in scene più complesse o caotiche. In modalità portatile, il frame rate si stabilizza sui 40–45 fps e la risoluzione varia tra 900p e 1080p. A questo si aggiungono effetti neve poco brillanti, texture piatte e/o semplificate con scarsa definizione degli elementi ambienti (alberi, rocce, sfondi) riducono l’impatto visivo, nonostante i modelli dei Kemono appaiano ben animati e dettagliati. In generale, la grafica appare decisamente inferiore rispetto alle versioni PS5/Xbox/PC. Per fortuna, il gioco non raggiunge mai un punto che potremmo definire critico e ingiocabile. Se riuscite ad abituarvi ai degradi prestazionali e di presentazione, risulterà comunque fruibile e altrettanto godibile.
Multiplayer e contenuti aggiuntivi
Wild Hearts S supporta fino a quattro giocatori in cooperativa sia online (richiede abbonamento al servizio a pagamento Nintendo Switch Online) che in locale, rispetto ai tre giocatori delle versioni precedenti. Il ruolo dei Karakuri cambia drasticamente in gruppo con i giocatori che possono combinare Karakuri per creare strutture ancora più complesse; la sinergia tra le armi è fondamentale: chi attira l’attenzione, chi cura, chi interrompe attacchi, chi infligge danno massivo mentre la coordinazione nei momenti critici – come quando il Kemono cambia forma o potenzia il proprio attacco – è essenziale.
La comunicazione è affidata a segnali visivi e gesture, ma manca il supporto alla chat vocale integrata quindi dovrete affidarvi a GameChat o a un’app come Discord quando giocate con gli amici. I contenuti post‑lancio come Kemono aggiuntivi e l’equipaggiamento della “Karakuri Edition” sono inclusi fin dal day one. Purtroppo non è presente il cross‑play, il che rende le sessioni multiplayer limitate alla sola utenza Nintendo Switch 2.
Commento finale
Wild Hearts S su Nintendo Switch 2 è una prova coraggiosa di porting: non è tecnicamente perfetto, anzi (con prestazioni incostanti di un titolo che comunque risale a due anni fa), ma riesce comunque a riportare sotto i riflettori una IP – a nostro giudizio – troppo sottovalutata offrendo meccaniche uniche, personalizzazione e modalità di gioco cooperativo fino a quattro giocatori che reggono piuttosto bene. In particolare il sistema Karakuri, una meccanica unica che consente al giocatore di costruire costrutti e strumenti di legno in tempo reale, sorretto da un buonissimo combat system e un buon armamentario, vi delizierà. Se apprezzate titoli come Monster Hunter, Toukiden o Dauntless, ma volete un tocco di innovazione strutturale e meno “grind” con tanto di portabilità, Wild Hearts S è una scelta fresca e stimolante nel panorama dei “monster hunter“. Se avete già dedicato il vostro tempo a Wild Hearts su altre piattaforme da quando è uscito nel 2023 e vi state chiedendo se valga o meno la pena ritornare in azione, non c’è alcunché della versione Switch 2, a parte la possibilità di giocarci in mobilità, che valga una nuova run.






