La scrivania dello Studio Ovale è ancora sporca di sangue quando i fan iniziano a litigare. L’ultima puntata di The Boys è atterrata su Prime Video in piena notte e nel giro di poche ore ha già scavato un solco profondo tra chi la considera un capolavoro e chi la bolla come un’occasione mancata. Cinque stagioni di tensione crescente, tutte puntate verso un unico scontro, e adesso che Billy Butcher e Homelander sono finalmente arrivati al dunque ognuno ha la sua verità da difendere.
La quinta stagione aveva già seminato più di un dubbio. Diversi spettatori temevano che la serie stesse perdendo mordente, che il tempo a disposizione fosse troppo poco per chiudere ogni filo senza affanno. Altri speravano che tutto sarebbe esploso in un crescendo memorabile. Il risultato, a conti fatti, accontenta una metà del pubblico e lascia l’altra a rimpiangere ciò che avrebbe potuto essere.

Un finale che ha diviso i fan
Su X le sentenze sono arrivate in tempo reale, spesso ai ferri corti. “Il finale di The Boys è assolutamente perfetto”, ha scritto un utente. “Un epilogo emotivo, cruento e irriverente che onora il cuore della serie, cioè il conflitto tra Butcher e Homelander. Momenti che non credevo di vedere. Sarei molto sorpreso se non venisse amato dai fan.”
A poche ore di distanza, il fronte delusi ha risposto colpo su colpo: “Il finale di The Boys è stato una delusione, e tutta la campagna marketing era fumo negli occhi. Avevamo detto che sarebbe stato impossibile chiudere tutto in una puntata senza che sembrasse affrettato, e purtroppo è andata proprio così.”
L’ultimo atto: raggi gamma e un piede di porco
L’episodio non si risparmia quanto a vittime eccellenti. The Deep, Oh Father e lo stesso Butcher incontrano la fine in modi diversi, ma è la morte di Homelander a tenere banco in ogni discussione. In diretta dallo Studio Ovale, Kimiko scatena la sua esplosione radioattiva e depotenzia il super, riducendolo in un istante a un uomo comune. Nudo, fragile, Homelander implora pietà senza ritegno, regalando al mondo la sua vera natura: un involucro patetico a cui hanno appena tolto la corrente.
Butcher non ha mai fatto sconti e non comincia ora: conficca un piede di porco nel cranio del nemico di una vita e ne estrae il cervello sulla scrivania della Casa Bianca. Una sequenza estrema che per molti, però, non è bastata. “Il finale di The Boys doveva essere enorme”, ha commentato un altro fan. “Non solo sangue e ossa: doveva essere qualcosa di colossale, devastante. È stato genuinamente deludente per una serie di queste dimensioni. Persino la morte di Homelander è sembrata fiacca.”
Le aspettative erano state gonfiate anche dai poster ufficiali della stagione, uno dei quali mostrava Homelander sospeso sopra la Terra mentre il pianeta bruciava. Un’immagine che nell’episodio conclusivo non ha trovato alcun riscontro. E c’è chi rincara la dose: “La più grande occasione mancata di The Boys è che non abbiamo mai visto Homelander perdere davvero il controllo. Lo hanno suggerito per tutta la serie, ma non gli hanno mai dato la possibilità di scatenarsi. Persino dopo aver assunto il V1, si comporta esattamente come prima.”
Cosa cambia rispetto ai fumetti
La serie Amazon si è sempre mossa su un binario parallelo a quello del fumetto originale di Garth Ennis e Darrick Robertson, pubblicato sotto etichetta Wildstorm di DC Comics e cancellato proprio per i suoi contenuti estremi. La carta stampata è ancora più cupa, più gratuita nella violenza e nel sesso, e i personaggi risultano parecchio meno simpatici: Billy Butcher sfiora la malvagità di Homelander, Frenchie è più meschino e Hughie non è il tenero nerd della serie, ma un teorico della cospirazione antisociale.
Anche la relazione tra Hughie e Annie segue logiche diverse: nel fumetto lui non sa di uscire con una supereroina e non la manipola per ottenere informazioni sui Sette. Entrambi, inoltre, sono molto più passivi e impiegano parecchio tempo prima di ribellarsi alle rispettive squadre.
Sul fronte dei poteri, la serie ha scelto di dare abilità sovrumane soltanto a Kimiko. Nei fumetti, invece, tutti i Boys assumono regolarmente Composto V per pareggiare i conti con i Sette. Ed è tra le pagine che viene spiegata l’origine del soprannome “Mother’s Milk”: MM è l’unico membro nato con poteri, perché la madre lavorava in una fabbrica contaminata da Composto V, e per sopravvivere deve bere regolarmente latte materno.
Una nota di colore lega le due versioni: il modello originale per Hughie era Simon Pegg, e nel fumetto il personaggio è scozzese. Nella serie, Pegg compare invece nei panni di suo padre, un omaggio alla fonte d’ispirazione. Quanto all’universo narrativo, la serie ha concentrato il conflitto quasi esclusivamente sullo scontro tra i Boys e i Sette, mentre i fumetti allargano il campo a diverse squadre di supereroi nel mondo: i Boys si fanno le ossa affrontando gruppi come i Teenage Kix e i Payback prima di arrivare alla resa dei conti finale.
L’ansia di Kripke e il futuro del franchise
Lo showrunner Eric Kripke aveva confessato, all’inizio della quinta stagione, di essere in ansia per la reazione del pubblico. Sapeva che il finale avrebbe pesato sul giudizio complessivo della serie, com’è accaduto per altri titoli di culto. Rispetto agli epiloghi di Stranger Things o Il Trono di Spade, il saluto di The Boys sembra aver retto meglio l’urto, anche perché ha avuto il coraggio di prendere decisioni drastiche, falciando parecchi personaggi principali.
L’universo narrativo non si ferma qui. È già in lavorazione uno spin-off intitolato Vought Rising, anche se la recente cancellazione di Gen V da parte di Prime Video restringe il panorama per chi sperava in nuovi contenuti ambientati nello stesso mondo. La sensazione, insomma, è che il sangue versato nello Studio Ovale non sia che un punto e a capo.
