The Legend of Zelda, 35 anni racchiusi in una storia epica

Articolo di · 4 Marzo 2021 ·

Trentacinque anni fa, debuttava sul mercato il primo videogioco dedicato all’iconica saga di The Legend of Zelda, creata dal geniale game designer giapponese Shigeru Miyamoto. Seguendo quanto abbiamo già fatto con Mario, cercheremo di ricomporre la storia e le vicissitudini di una serie che ha segnato per sempre l’industria videoludica.


La nascita di un mito

Shigeru Miyamoto, padre di personaggi leggendari come: Mario, Donkey Kong, Star Fox, Pikmin e F-Zero, decise di portare sulle console Nintendo una nuova esperienza ludica. Infatti, fino a quel momento il NES era una console che si limitava ad una serie di titoli arcade utili a divagare l’utenza, ma nulla più.

Proprio per questo motivo, il geniale game designer nipponico realizzò il primo open-world su console, portando un enorme mondo completamente esplorabile e ricco di sfide. Per realizzare ciò, Miyamoto-sama, ha ripensato alla sua infanzia. Infatti, al fine di portare su schermo quel senso di avventura ed esplorazione ha voluto far rivivere ai giocatori le sue esperienze da piccolo esploratore nei boschi della sua terra natale.

Ovviamente, per dare vita a questo interessante concept era necessario adattare il tutto alla tecnologia dell’epoca e cercare di non scimmiottare quanto già presente su PC. Fu così che cominciò a disegnare di getto la mappa di gioco insieme a Tezuka cercando di riempire il mondo di gioco di dettagli e passaggi segreti. Tutto molto bello, anche se su carta. Però fu proprio la messa in pratica a donare il trono a quel titolo. Infatti, per la prima volta il pubblico conobbe “lo stile Nintendo” ovvero il perfezionismo e la ricchezza di dettagli, che in qualche modo contraddistingue ancora oggi la serie, nonostante alcune sbavature passate.


Tra Divinità, Eroi e Mostri

La trama di The Legend of Zelda non è poi così difficile. Tutto parte da uno stregone malvagio di nome Ganondorf (o Ganon, varia in base all’episodio e alla sua forma), il quale desidera ottenere a tutti i costi la Triforza (un mistico artefatto creato da tre dee con lo scopo di mantenere l’equilibrio nel mondo di Hyrule) e conquistare il potere rapendo la Principessa e assicurandosi il posto sul trono.

Per fortuna, un giovane eroe si infrappone tra Zelda e le malefatte di Ganondorf. Questo ragazzo, il cui nome è Link, interverrà sempre per salvare la Principessa, come predetto dalle divinità e dalle leggende. Infatti, ogni arco temporale ha il suo Link, la rispettiva Zelda e le macchinazioni del Re delle Gerudo.

Purtroppo non è detto che il bene riesca sempre a trionfare, difatti, esistono degli archi narrativi ben precisi, proprio in base alla vittoria di una fazione sull’altra. Inoltre, gli sviluppatori di Nintendo, hanno anche realizzato alcuni episodi “spin-off“, in quanto privi della minacciosa presenza di Ganon, come: Phantom Hourglass e Majora’s Mask. Questa evenienza accade solamente nel caso in qui il malvagio stregone sia già stato sconfitto.


Cronistoria di una Leggenda

Discorso differente vale per la cronologia di questa iconica serie, infatti, nonostante la trama possa sembrarvi semplice, per seguire l’intera cronistoria di The Legend of Zelda dovrete avere la stessa memoria di chi segue Beautiful. Molte sono le diatribe riguardanti il posizionamento temporale di alcuni episodi che negli anni hanno riguardato giocatori e sviluppatori.

La prima volta di cui si è parlato di cronologia della serie risale al 2006, quando Eiji Aonuma (Producer degli ultimi titoli della saga) dichiarò ad un giornale che la serie nasconde ben due universi narrativi, entrambi successivi ad Ocarina of Time. Uno di questi prevede il ritorno dell’eroe biondo nel suo tempo (riponendo la Master Sword nel piedistallo del Tempio del Tempo) e l’imprigionamento di Ganondorf nel Regno del Crepuscolo, luogo da cui scapperà per ricomparire in Twilight Princess. Il secondo ramo narrativo, che a sua volta include Wind Waker ed i relativi sequel, sono da imputare alla linea temporale con Link adulto.

Alcuni libri, tra cui la Hyrule Encyclopedia (uscito il primo marzo 2017 in occasione del trentesimo compleanno della serie) hanno provato a chiarire ulteriormente la situazione, spostando Oracle of Ages e Oracle of Seasons prima di A Link Between Worlds e dopo Link’s Awakening.

Breath of the Wild, l’acclamato titolo approdato su Wii U e Switch, oltre che essere riuscito a dare un nuovo respiro alla saga ha in qualche modo segnato il punto, riunendo finalmente tutte le linee temporali.

The Legend of Zelda

Un mondo ricco di sorprese

Quasi tutti gli episodi della saga di The Legend of Zelda si svolgono nel magico modo di Hyrule, un luogo immenso che durante i vari episodi si è evoluto in maniera inaspettata, mantenendo alcune caratteristiche distintive.

Parliamo infatti di un territorio che racchiude nel suo microcosmo verdeggianti pianure e torridi deserti, senza dimenticare vulcani attivi e profondi laghi. All’interno di queste zone sono presenti dei dungeon, i quali permetteranno al nostro impavido eroe di ottenere utilissimi strumenti (arco, bombe, arpioni, ecc) utili a sconfiggere il malvagio Ganondorf/Ganon.

Le iterazioni che negli anni si sono susseguite hanno puntato ad ingrandire ulteriormente le terre di Hyrule, evidenziando anche l’evoluzione dei suoi abitanti, un esempio lampante sono le guerriere Gerudo, da una vita dedita al furto e all’omicidio (Ocarina of Time) ad una esistenza maggiormente pacifica (Breath of the Wild).

The Legend of Zelda Mappa

Razze

All’interno di questo particolare mondo di gioco vivono una serie di differenti popolazioni, ecco quelle principali:

  • Hylia: Sono l’etnia dominante, al loro interno è possibile annoverare guardie, allevatori. Fanno parte di questa ricca specie anche la Principessa Zelda e Link;
  • Sheikah: Si tratta di una misteriosa tribù di combattenti devoti alla famiglia reale, tra i membri più noti possiamo trovare Impa, la tutrice di Zelda. In Breath of the Wild, abbiamo scoperto che questa razza combattente è divisa in due fazioni;
  • Zora: Sono delle creature pacifiche che prendono la forma di pesci antropomorfizzati. Nonostante ciò, durante alcuni episodi della serie, questa razza di uomini-pesce si è dimostrata ostile;
  • Goron: Parliamo di creature fatte di roccia che vivono prevalentemente in zone montuose. Gli appartenenti a questa tribù sono pacifici, ma anche coraggiosi, basti pensare a Darunia in Ocarina of Time o al campione Daruk di Breath of the Wild;
  • Kokiri/Korogu: Appaiono per la prima volta in Ocarina of Time e vengono rappresentati come delle creature della foresta. Hanno fattezze simili a quelli dei bambini ed indossano delle caratteristiche tuniche verdi. La costante evoluzione del mondo di Hyrule ha trasformato questi simpatici bambini in bizzarre creature senzienti a forma di albero: i Korogu;
  • Gerudo: Si tratta di una delle razze più note di The Legend of Zelda, questo gruppo totalmente al femminile di ladre e combattenti è noto prevalentemente a causa di Ganondorf, loro re incontrastato ed unico maschio della tribù;
  • Rito: Questa peculiare razza di volatili si presenta ai giocatori per la prima volta in Wind Waker, ma è Breath of the Wild a donare loro la giusta dimensione, grazie a Revali, il presuntuoso campione maestro indiscusso di arceria e correnti ascensionali.

The Legend of Zelda razze

Innovazione allo stato puro

La storica saga che ci prepariamo a celebrare non solo è un’opera d’arte dal punto di vista ludico, ma è ancora oggi un punto di riferimento per molti titoli del settore. Tutto ciò è reso possibile grazie alle perfette meccaniche di gioco che sin dal lontano 1998 hanno cambiato il modo di videogiocare, partendo dall’introduzione del “lock-on” (noto anche come Z-Targeting) fino alla geniale gestione del mondo aperto ammirata in Breath of The Wild.

Altri titoli si sono distinti per aspetti differenti dal gameplay, come Wind Waker, videogioco noto per aver tentato di rubare lo scettro ad Ocarina of Time utilizzando un comparto grafico decisamente interessante, noto come toon shading. Twilight Princess invece ha introdotto il dualismo tra mondo “normale” e realtà crepuscolare, presentandoci un eroe diviso a metà, da un lato il biondo ragazzino dotato di spada e coraggio, dall’altro uno schiavo intrappolato in un corpo di lupo.


Una colonna sonora leggendaria

The Legend of Zelda non si limita ad essere una serie bellissima ed innovativa lato gameplay, infatti, l’intera esperienza ludica guadagna spessore grazie anche al lavoro del grande Koji Kondo, padre delle iconiche melodie che ci hanno accompagnato negli ultimi 35 anni.

Molti sono i suoi brani che hanno donato profondità alle avventure di Link nel magico mondo di Hyrule, dall’Overworld Theme della serie all’iconica Zelda’s Lullaby, ovviamente senza dimenticare la bellissima musica orientaleggiante dedicata alla Valle Gerudo.


La brutta esperienza con CD-i

In pochi ricorderanno la console Philips CD-i, nata dopo il mancato accordo tra Nintendo e PlayStation. Si trattava di una macchina in grado di combinare il modo dei lettori multimediali a quello delle console, ricorrendo ad un più moderno supporto su disco.

Purtroppo, la piattaforma si verificò un completo disastro, per due semplici motivi, il primo era collegato alla qualità dei titoli, materiale che non donereste al vostro peggior nemico, e alla totale mancanza di ergonomia ed utilita dei pad.

Due titoli collegati al magico mondo di The Legend of Zelda, arrivarono su questa piattaforma, stiamo parlando di: Zelda: The Wand of Gamelon e Link: The Faces of Evil. Entrambi i videogiochi sono stati ridicolizzati e derisi per anni a causa di sequenze animate imbarazzanti e gameplay lontano dalle aspettative, tanto da obbligare Nintendo ad affermare che questi due capitoli non appartengono a nessuna linea temporale, declassando il tutto ad un mero esperimento.

The Legend of Zelda CD-i

Non solo videogiochi

Come ogni fenomeno di successo, anche The Legend of Zelda ha fatto il salto tra i diversi media, trasformandosi in un interessante cartoon, noto in Italia con il nome “Un Regno incantato per Zelda”. La serie, prodotta nel 1989, aveva come trama di sottofondo gli eventi del primo episodio ed alcuni elementi tratti da Zelda II: The Adventure of Link.

Ovviamente, essendo ispirato ai titoli passati della serie, mancano molti aspetti che conosciamo solo oggi, dopo l’incredibile successo di Ocarina of Time, quindi, nel caso vogliate rivederli oggi, sappiate che non tutto quello che vedrete potrebbe quadrare.


La mia esperienza con la serie…

La “storia d’amore” tra questa incredibile serie ed il sottoscritto iniziò quasi per sbaglio. Essendo nato nel 1990 ho avuto la grande fortuna di vedere l’industry evolversi e consegnare prodotti di grande qualità, dal Dreamcast al Nintendo 64, ovviamente senza dimenticare la PS1 ed il compatto, ma divertente GameBoy.

Per quanto mi riguarda, ero fortunato possessore della console a 64 bit della Grande N. All’epoca però, ero troppo piccolo per procacciarmi i soldi per i giochi, quindi il tutto dipendeva dalla buona volontà dei miei genitori e dal mio rendimento scolastico.

Il profitto scolastico non è mai stato un problema, e forse essere figlio unico mi avvantaggiava, quindi non mancavano le occasioni per fare tappa al negozio di giocattoli e provare ad acquistare un nuovo videogioco. All’epoca i negozi di giocattoli erano decisamente meno problematici delle attuali grandi catene e decidevano di farti provare i titoli direttamente in-store. Dopo aver scrutato per una buona mezz’ora il bancone, mi feci incuriosire da uno stemma dorato e dalle parole “Leggenda” e “Tempo”, chiesi al commesso di provarlo, giusto il tempo per capire di cosa si trattasse. Dopo 10 minuti ero già fuori dal locale con in mano questo promettente titolo.

Appena tornato a casa, abbandonai lo zaino e accesi la console, totalmente inconsapevole che avrei giocato al titolo più bello della storia dei videogiochi. Giocando, non solo ho vissuto una delle esperienze ludiche più emozionanti di sempre, ma ho anche avuto l’opportunità di apprendere il francese, alla faccia di chi dice che i videogiochi non sono educativi.

Ancora oggi, a più di 20 anni dall’uscita, rispolvero la console, soffio nella cartuccia e mi lancio all’avventura.

Detto questo, fateci sapere nei commenti se anche voi siete affezionati a questa incredibile storia e quale dei suoi capitoli vi ha maggiormente entusiasmato.

Criterion 10

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