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Deadpool, nuovo video irriverente e un messaggio per Wolverine

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deadpool_thumbCiaooo visono mancato? Ho un video per voi e un messaggio per quel cagnaccio rognoso di Wolverine!

Il mercenario più buffo e chiacchierone di tutti i tempi è tornato con un bellissimo video e con un messaggio per Wolverine, ospite e partecipante nel suo videogame.

Dunque vi lasciamo alle parole dirette del nostro Deadpool, subito dopo troverete un video in cui il mitico DP fa visita al quartier generale della Marvel esponendo le sue teorie e le sue opinioni.

4news.it vi ricorda infine che “Deadpool: il videogioco” sarà disponibile per Xbox 360, PlayStation 3 e PC dal 28 Giugno 2013.

Buon proseguimento e buona visione!

Deadpool è tornato in grande forma, con un irriverente video per tutti voi e un messaggio destinato a Wolverine, partecipante d’eccezione nel suo videogame

Statemi a sentire: è il personaggio dei fumetti più amato in aaaaassoluto da tutti, Wolverine, che fa la sua comparsa in un’ALTRA cosa e della quale non fa parte – il MIO videogioco di prossima uscita edito da Activision Publishing, Inc. e Marvel Entertainment, DEADPOOL, che ha ME, Deadpool, e NESSUN ALTRO, come unico protagonista.

Chi ha approvato questo? Com’è che tutti amano Wolverine quando io sono in assoluto il più cool? Chi ha il costume dalla colorazione più bella? Deadpool. Chi può combattere corpo a corpo E a distanza? Deadpool!

Chi dimentica il passato attraverso la rimozione, come una PERSONA NORMALE, piuttosto che attraverso l’amnesia?

DEADPOOL! Sigh…qualche pezzo grosso mi sta dicendo che sono obbligato a livello contrattuale a dire almeno UNA cosa carina su Wolverine prima di andarmene, e così sia .. “Caro Wolverine: lasciando da parte la storia grandiosa del conflitto umano e della sofferenza, le tristi canottiere che insisti a indossare qualche volta non sono proprio COSI’ male, amico.

Non vedo l’ora di collaborare con te”.

Deadpool Ah, dimenticavo: la mia bella persona è diventata protagonista di una serie di video esilaranti. Beccatevi il primo.

DEADPOOL sarà disponibile per Xbox 360®, PlayStation®3 e PC dal 28 Giugno 2013 ed è classificato PEGI 18+. Per ulteriori informazioni, vai sul mio sito, clicca MI PIACE sulla mia pagina Facebook e seguimi su Twitter.

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Partecipa al grande contest di Tales of Xillia!

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Tales_of_xillia_contest_thumbPartecipa anche tu a questo fantastico contest!

È alle porte un fantastico contest su Facebook molto interessante per tutti i fan della serie “Tales of“, dove si potranno vincere tanti bei gadget inerenti al gioco! Per prendere parte all’evento bisogna creare una skit di Tales of.

Continuate a leggere il comunicato ufficiale per sapere come fare, intanto 4news.it vi ricorda che il concorso durerà dal 20 maggio al 21 giugno sulla pagina Facebook ufficiale di Tales of.

Buon proseguimento!

Arriva un contest su Facebook dedicato a tutti i fan della serie Tales of che mette in palio tanti gadget del gioco!

Per partecipare è necessario creare una skit di Tales of. Ma che cos’è una skit? Le skit sono brevi conversazioni tra i personaggi in stile fumetto, che appaiono spesso nei diversi titoli della saga.

Possono essere divertenti o tristi, ma in ogni caso contribuiscono a svelare maggiori informazioni sui personaggi del proprio gruppo.

Quello che viene offerta è l’opportunità unica di creare una skit! I vincitori, votati dai fan, riceveranno diversi gadget di Tales of, un autografo del producer Hideo Baba e una copia del gioco Tales of Xillia.

L’unica indicazione è che la grafica e i testi della skit dovranno essere completamente originali. Il concorso durerà dal 20 maggio al 21 giugno sulla pagina Facebook ufficiale di Tales of.

I fan potranno inviare le proprie creazioni in inglese, francese, spagnolo, italiano e tedesco.

Le dieci skit più votate per ogni paese saranno poi inviate a una giuria, che sceglierà cinque vincitori finali: uno per ogni lingua! I vincitori riceveranno: Il gioco Tales of Xillia.

Una borsa di cotone di Tales of Xillia. Diverse calamite di Tales of Xillia. Alcuni adesivi di Tales of Xillia. Un’esclusiva custodia steelcase di Teepo.

Un autografo di Hideo Baba (dal valore inestimabile).

Visita subito la pagina Facebook www.facebook.com/tales per scoprire come partecipare o per votare la tua skit preferita, e non perderti la skit con protagonista Hideo Baba in persona!

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ArmA III, primo screenshot ufficiale dalla versione Beta

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arma-3_thumb2Pronti per E3 2013!

Bohemia Interactive è lieta di annunciare che la versione Beta sarà mostrata al E3 2013. Tutti coloro che hanno prenotato il titolo e hanno quindi accesso alla versione Alpha, possono eseguire l’aggiornamento alla versione Beta attraverso il client Steam.

Molte le migliorie inserite nel recente update 0.58 della Alpha: una nuova e gigantesca area di gioco, nuovi veicoli, nuova gestione degli effetti visivi dalla illuminazione alla vegetazione, nuovi protocolli di comunicazione radio. Chissà cosa ci riserverà la versione Beta.

Il titolo sarà presentato al E3 2013 nello stand allestito per l’occasione con postazioni di gioco per provare il titolo in arrivo entro l’anno su piattaforma PC.

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Infamous: Second Son, immagini di gioco inedite per la esclusiva PS4

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Infamous_second_son_thumbDelsin Rowe si mostra in azione.

Sucker Punch ha pubblicato nuove immagini di inFamous: Second Son, titolo sviluppato in esclusiva per PlayStation 4 (PS4).

La galleria di screenshot, che potete ammirare in calce all’articolo, mostra il protagonista mentre sferra uno dei suoi attacchi letali contro un militante delle unità DUP, e anche  alcuni momenti di calma come cittadini ad un posto di blocco e un panorama.

Ricordiamo che il titolo debutta in concomitanza con l’uscita di PlayStation 4 (PS4), fissata ad un generico Festività 2013 mentre prezzo e data di uscita ufficiali saranno resi noti al E3 2013.

 

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Niente import per Xbox One, Microsoft conferma che sarà region locked

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xbox-one_thumb2Addio prezzi vantaggiosi e collection d’oltre oceano!

Alla serie di informazioni ufficiali rilasciate di Microsoft si aggiunge una ennesima, e purtroppo non è nemmeno positiva. Durante una intervista rilasciata a Digital Trends, un esponente di Microsoft ha dichiarato che Xbox One sarà dotata di region lock per il rispetto delle diversi leggi di mercato presenti su ogni territorio.

Addio quindi ai giochi importati dal Giappone o dagli Stati Uniti. Ogni territorio appartiene ad una mappa delle regioni. Così abbiamo un codice regionale che identifica gli Stati Uniti, un altro per Italia e Inghilterra, un altro per il resto d’Europa e un altro ancora per Asia e paesi dell’Est.

Insomma in questo modo non si potranno eseguire su Xbox One videogiochi importati da altri paesi.

Queste le parole ufficiale del portavoce di Microsoft: “In modo simile a quanto fatto dall’industria musicale e cinematografica, i videogame devono seguire delle linee guida specifiche per il territorio di riferimento prima di poter essere venduti. Continueremo a lavorare con i nostri partner per seguire le medesime indicazioni con Xbox One”.

A voi i commenti.

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fonte Digital Trends

Accordo tra Turtle Beach e Microsoft per realizzare prodotti audio per Xbox One

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turtle-beach_xbox_thumbEcco la nuova generazione di audio per Xbox One.

Turtle Beach è lieta di annunciare la propria collaborazione con Microsoft per sviluppare soluzioni audio per Xbox One. Le due società faranno leva sulla loro tecnologia, sul loro know-how e sulla loro esperienza nel settore game per portare ai consumatori soluzioni audio all’avanguardia.

All’inizio di questa settimana Microsoft ha annunciato la nuova, potente Xbox One. In base all’accordo raggiunto, Turtle Beach sarà la prima Azienda del mercato a commercializzare cuffie gaming con licenza Microsoft per Xbox One.

Turtle Beach progetta e commercializza cuffie wireless e wired per videogame, PC e dispositivi mobili. La vasta gamma di cuffie della società, che uniscono qualità e innovazione audio, è popolare tra i consumatori perché rendono tutte le fasi di gioco più coinvolgenti migliorando tutti gli effetti. Secondo i dati NPD, nel 2012, 9 delle prime 10 cuffie gaming più vendute sono Turtle Beach. In particolare la cuffia con filo Ear Force X12 per la Xbox è risultata la più venduta tra le cuffie gaming di terze parti.

“Con Turtle Beach abbiamo un partner che può aiutare Microsoft a fornire un’esperienza audio di gioco a livello mondiale ai nostri consumatori,” ha detto Branden Powell Direttore Strategico del Gruppo Xbox Hardware. “Turtle Beach ha costantemente innovato nella tecnologia wireless, suono surround, e altre funzioni, e non vediamo l’ora di lavorare con loro.”

Turtle Beach è in gran parte artefice della crescita del settore cuffie gaming. La società ha fatto crescere rapidamente le vendite attraverso una combinazione di innovazione di prodotto, distribuzione, e sforzi di marketing e ora detiene più del 50% della quota di mercato negli U.S. Come risultato, in meno di cinque anni il settore cuffie gaming è cresciuto dal solo 3% al 21% di tutte le vendite degli accessori gaming negli U.S., e ora si classifica secondo solo ai gamepads in base ai dati di vendita del Gruppo NPD.

“Turtle Beach si dedica alla creazione di prodotti audio che migliorano l’esperienza di gioco complessiva dei giocatori,” ha detto Bob Picunko, Direttore Marketing di Turtle Beach. “Siamo molto entusiasti di avere l’opportunità di lavorare con il team Xbox per sviluppare nuovi prodotti che supportano l’avanzata piattaforma Xbox.”

Prodotti ufficiali, prezzi e informazioni sul rilascio saranno rivelati nelle prossime settimane.

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PS4, anche Sony adotterà DRM e blocco giochi usati?

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ps4-dualshock4_thumb2Secondo Geoff Keighley si!

Che cosa divide al momento l’opinione della comunità di giocatori e appassionati di videogames? L’annuncio da parte di Sony e Microsoft riguardo rispettivamente PlayStation 4 (PS4) e Xbox One (X1) in relazione al controllo dei diritti digitale (DRM) e il sistema del blocco sui giochi usati!

Mentre Sony ha affermato che la console non ha adotta alcuno dei sistemi sopra citati, Microsoft ha invece annunciato, in forma molto confusa, la presenza di entrambi per la sua console next-gen.

Ma non è dello stesso avviso Geoff Keighley, noto presentatore di GametrailersTV (GTTV), il quale nella recente puntata di Bonus Round ha espresso apertamente la sua opinione condita da alcune voci di corridoio. Il risultato ? Eccolo:

“Sony, a mio avviso, è stata vista come questo tipo di cavaliere bianco così lontano che non ha intenzione di limitare i giochi usati. Sulla base di alcune delle cose che sento, io non credo che sia del tutto vero, perché non riesco a vedere gli editori che consentono un sistema di fare una cosa e ad un altro invece no”.

Shuehi Yoshida, Presidente di World Wide Studios di Sony Computer Entertainment, ovvero il presidente di tutte le software house first-party, ha dichiarato più volte che PS4 non fa uso di alcun DRM mentre riguardo il discorso del blocco dei giochi usati ha riferito che “la console non ha alcun sistema tale da inibire il gioco usato, ma se questo venisse implementato dai publisher resterebbe una loro scelta”.

In attesa di una conferma o smentita da parte di Sony PlayStation Italia, interrogata sull’argomento, vi invitiamo a restare sintonizzati su 4News.it per saperne di più.

fonte Gametrailers

[Aggiornamento]

Sony Playstation Italia ci ha inviato una risposta breve e concisa: “le informazioni inerenti PS4 saranno veicolate in occasione dell’E3.”

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Recensione HTC 8X

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htc8xthumbWindows Phone e HTC ancora insieme!

Con l’avvento di Windows Phone 8 il panorama degli smartphone dedicato a questo sistema operativo ha visto incrementare il proprio business attirando sempre più le principali case di produzione che colpo dopo colpo hanno dato vita alla sfida per decretare “IL” Windows Phone per eccellenza. HTC in questo senso ha progettato e immesso sul mercato due prodotti davvero interessanti. In questo andiamo ad analizzare quello che potremmo definire il “fratello maggiore” della gamma dedicata al sistema operativo Windows Phone 8, ovvero HTC 8X.

L’HTC 8X è davvero uno smartphone progettato ergonomicamente parlando, in maniera ottimale. Le dimensioni del dispositivo sono 132.4 millimetri di altezza, 66.2 per quanto riguarda l’altezza e 10.1 millimetri di profondità, il tutto per un peso di 130 grammi appena. Lo schermo ha una diagonale pari a 4.3”, cosa che farà felice non pochi visto il trend attuale di creare smartphone con schermi sempre più grandi. Una valida scelta per chi considera il Lumia 920 davvero troppo voluminoso. Dimensioni, peso e schermo contenuto, unito alla presenza di un corpo unibody realizzato interamente in policarbonato e tondeggiante al punto giusto, rendono l’HTC 8X uno smartphone dall’ergonomia al top. HTC 8X è anche molto resistente sia agli urti che ai graffi, durante il nostro utilizzo davvero non ha presentato alcun tipo di debolezza in questo senso. Le colorazioni con cui viene proposto inoltre sono varie e davvero ben ricreate: Giallo, Rosso, Nero ed un simpatico Blu violaceo.

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Il dispositivo per quanto concerne i tasti fisici presenta tale configurazione: il lato superiore vede il tasto di accensione e spegnimenti, affiancato dal jack 3.5 mm per le cuffie; lato destro invece è presenziato dal regolatore del volume, pulsante dedicato alla fotocamera e il cassettino per l’inserimento della micro SIM, apribile esclusivamente tramite chiavino incorporato nella confezione; lato inferiore invece la classica porta micro USB per ricarica la batteria o collegare il dispositivo al PC. La parte frontale dello smartphone vede in alto le casse, logo HTC e la fotocamera frontale. In basso invece la classica disposizione di pulsanti: indietro, home e ricerca (sempre tramite bing ndr.).

Andiamo ora ad analizzare quella che è la componente prestazione di questo HTC 8X. Il chipset utilizzato è un Qualcomm Sanpdragon S4 dual-core a 1.5 GHz affiancato ad una GPU Adreno 225, il tutto supportato da 1GB di RAM. Sicuramente la configurazione proposta da HTC per questo device non è da top di gamma, bensì si pone su una fascia media. La memoria per archiviare i nostri contenuti, app e quanto altro invece si assesta sui 16GB, non espandibile. Molti potrebbero storcere il naso, ma segnaliamo la presenza del cloud storage Sky Drive che può sicuramente aiutare in merito grazie agli ulteriori GB messi gratuitamente a disposizione dalla piattaforma.

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Il display di HTC 8X è un 4,3” con risoluzione pari a 1280×720 con ben 324 PPI sulle spalle, maggiore sia di Lumia 920 che di Iphone 5. I colori a schermo sono resi magnificamente, senza alcuna stonatura sia per quanto riguarda i neri, profondi al punti giusto, sia per i rossi ed i blu. Anche ingrandendo inoltre non vi sono problemi di sorta, il tutto resta nitido e chiaro. Buona anche la luminosità, settabile in automatico o su tre livello. Anche in presenza di luce solare diretta, non abbiamo trovato problemi di visualizzazione. Non possiamo quindi che ritenerci davvero molto soddisfatti sotto il profilo display, che riesce a regalare un’esperienza piacevole, più di altri dispositivi della stessa fascia.

La batteria messa in dotazione da HTC è di 18’’ mAh, non rimuovibile. Il discorso “batteria” è sempre ostico in quanto si basa molto sull’utilizzo del possessore del dispositivo. Dovendo comunque dare un parere al riguardo, possiamo dire che la batteria riesce sempre ad arrivare a fine giornata anche con un uso abbastanza intenso. Consideriamo inoltre la possibilità di settare il risparmio batteria qualora la carica dovesse essere troppo bassa. Con le giuste applicazioni di monitoraggio inoltre possiamo tener conto di vari fattori (tra i più interessanti quello dedicato allo “scaricamento batteria per ora” disponibile per l’app “Battery” scaricabile gratuitamente dallo store.

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Passiamo ora ad uno degli elementi di maggiore interesse per gli acquirenti di smartphone: la fotocamera. Innanzitutto buttiamo giù un po di numeri: la fotocamera posteriore è di 8 megapixel  supportata da flash LED (davvero notevole d’altronde ndr.) e un’apertura di f/2.0. La fotocamera frontale invece è di 2.2 megapixel anch’essa con apertura da f/2.0. Per quanto riguarda le foto scattate dalla camera primaria, non possiamo lamentarci ma nemmeno gridare al miracolo. Innanzitutto dobbiamo sottolineare che i colori mostrati sul display non risultano poi essere quelle presenti nella versione finale della foto, una volta scattata i quali tendono ad essere più freddi. Inoltre la messa a fuoco è abbastanza lenta e questo prevede foto sfocate se scattate troppo velocemente o con cambi di scena repentini.

Un punto a favore oltre al flash davvero luminoso, va alla fotocamera frontale che riesce a realizzare videochiamate e foto di gruppo in maniera ottimale, grazie ad un obiettivo ultra-quadrangolare. Il software per la fotocamera dedicato a Windows Phone 8 è stato rivisto con alcuni miglioramenti ed alcune novità. Innanzitutto abbiamo la possibilità di attivare o disattivare (o automatizzare) il flash senza dover aprire ulteriori menù o ancora passare alla modalità “bing vision” che ci permette di scannerizzare codici a barre, testo e altro…

Le impostazioni della fotocamera inoltre ci permettono di attivare vari effetti (bianco e nero, seppia ecc…) o bilanciare il bianco, la saturazione, il contrato e così via. Una pecca va alla mancanza della modalità panorama. Ci sentiamo inoltre di giudicare positivo l’esame delle foto scattate in condizione di scarsa luminosità.

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Come da tradizione HTC inoltre, l’8X è dotato del supporto audio Beats Audio che entra in gioco una volta collegate le cuffie Beats (o anche qualsiasi altro paio di cuffie ndr.). Sicuramente si tratta di uno dei punti a favore di questo terminale. Il suono prodotto è davvero cristallino e alto, rendendo l’esperienza auditiva ottimale, soprattutto qualora stessimo ascoltando musica in posti caotici e in movimento. Insomma un colpo messo a segno da HTC. Qualora comunque voleste disattivare il supporto Beats Audio, basterebbe andare in impostazioni.

In conclusione, possiamo dire che HTC 8X è un bel terminale. Non punta all’eccellenza ma non ha difetti di forte rilievo. Le dimensioni, i materiali e più in generale l’ergonomia del dispositivo sono davvero strabilianti, così come anche lo schermo che riesce a rendere sicuramente qualcosa in più rispetto ai concorrenti della stessa fascia. Forse l’amaro ne deriva parlando della fotocamera, non proprio al top considerando cosa offre attualmente il mercato. Windows Phone 8 inoltre è davvero una valida scelta ad Android, e seppur non ancora con un parco applicazioni vasto, si tratta di un trend in crescita e dalle grandi potenzialità, inoltre è fresco e davvero originale.

Voti

Voce 70
Audio 85
Video 70
Foto 75
Internet 80
Accessori 80
Autonomia 80
Globale 80

Pro

– Ancora una volta HTC propone materiali e design ottimi

– Ergonomia

– Ottimo schermo se paragonato agli smartphone della stessa fascia

Contro

– Fotocamera migliorabile

Il prodotto è disponibile dal quarto trimestre 2012.

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Recensione HTC 8S

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HTC8SthumbHTC e il suo Windows Phone “minore”

L’HTC 8S è il modello che completa la gamma Windows Phone 8 dell’azienda. Si tratta del “fratello minore” del già recensito HTC 8X e come tale propone un hardware inferiore, dedicato comunque a chi non vuole spendere tanto ma avere comunque uno smartphone delle caratteristiche accettabili ed un design moderno e azzeccato.

Sotto questo punto di vista HTC ha fatto un buon lavoro, immettendo sul mercato un device fresco e low-cost!

Ancora una volta dobbiamo complimentarci con HTC per la scelta di design, la linea Windows Phone è davvero ben fatta sotto questo punto di vista. Come per il modello di “stazza” maggiore, anche 8S presenta un corpo in policarbonato che da una sensazione davvero gradevole al tocco e aiuta molto ergonomicamente parlando. Particolarità del dispositivo è la presenza di un corpo che prevede una colorazione a due livelli: la parte di sopra presenta un unico colore mentre la zona dedicata ai pulsanti capacitativi ne prevede un altro, davvero bello a vedersi. Anche la scelta delle tonalità è originale e ben azzeccata: rosso/rosso accesso, blu scuro/blu flow, nero/bianco ed un duo davvero caratteristico formato dal grigio e dal giallo. Il dispositivo non prevede un corpo unibody bensì un’originale cover removibile solo nella parte colorata in basso, forse un po’ ostico ad aprirsi. Nonostante questo comunque la batteria non risulta essere estraibile. Le dimensioni del telefono sono davvero minimali (anche a fronte di uno schermo di 4.0” ndr.) soprattutto se consideriamo gli standard odierni. Abbiamo un 12 centimetri per l’altezza, 63 per la larghezza e 10.3 di spessore. Il corpo presenta una leggera curvatura sul retro che rende il device ancora più maneggevole e piacevole al tatto.

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Per quanto riguarda la presenza di tasti fisici, è tutto nella norma. Lato destro affidato al tasto per la regolazione dell’audio in alto, mentre in basso troviamo quello dedicato alla fotocamera. Il lato superiore invece vede il jack per le cuffie e il tasto di accensione e spegnimento. In basso ecco la porta micro USB per ricaricare la batteria e collegare il dispositivo al Personal Computer. Anche frontalmente troviamo i canonici tre tasti con a sinistra quello per tornare indietro, al centro il tasto Home con logo Windows Phone, a destra il tasto di ricerca. Le casse poste in alto sono colorate in base alla colorazione scelta e rendono il tutto ancora più bello a vedersi.

Per quanto concerne il display, non ci troviamo dinanzi ad un top di categoria. Si tratta di un S-LCD da 4.0” con una risoluzione pari a 480×800, sicuramente non ai livelli di altri schermi utilizzati dalla stessa compagnia, ma è un dato palese considerando la fascia in cui rientra lo smartphone. Inoltre dobbiamo elogiare la presenza della componente Gorilla Glass che ne rende la robustezza davvero su alti livelli. Una nota dolente purtroppo dobbiamo sottolinearla parlando dei PPI, che questa volta scendono sotto la soglia dei 300, arrivando addirittura a 233. Questo fa sì che la qualità dello schermo subisca un forte calo quando ci si allontana o comunque ci si applichi a vedere determinati dettagli. L’utente medio comunque dovrebbe risultarne soddisfatto, soprattutto considerando che si tratti di uno smartphone di media-bassa fascia e dal prezzo relativamente contenuto. La luminosità invece è buona, sia ai minimi livelli che ai massimi e garantisce anche un buon utilizzo in presenza di luce solare diretta. Un po’ meno performante l’angolo di visualizzazione che tende a distorcere i colori. Buoni i neri, che risultano sopra la media rispetto agli altri smartphone della stessa fascia.

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Parliamo ora dei “cavalli sotto al cofano”. L’HTC 8S monta un dual core Qualcomm Sanpdragon S4 da 1.0 GHz affiancato da un Adreno 305 e 512 MB di memoria RAM. La configurazione del dispositivo riesce comunque a far girare per bene il sistema operativo, con animazioni fluide, avvio e ripristino delle applicazioni abbastanza veloce. Chiaramente con un confronto diretto con altri Windows Phone 8 che montano dual corte da 1.5 GHz si nota la differenza, soprattutto per quanto concerne il discorso multitasking, ma come abbiamo già detto più volte in passato chi compra HTC 8S probabilmente non punta ad eccellere nelle prestazioni, che restano comunque buone. Aspetto alquanto positivo invece è la gestione dei giochi. Il dispositivo riesce a farli girare senza alcun problema e anzi, talvolta risulta essere anche più performante di altri device che montano chipset di maggior potenza. Probabilmente questo è dovuto alla risoluzione dello schermo inferiore che agevola il chip grafico Adreno 305 durante le sessioni di gioco. Buona anche la connettività Wi-Fi con la quale mi sono trovato particolarmente bene. Lo smartphone infatti riusciva ad agganciare il segnale anche dove altri dispositivi faticavano, quindi voto positivo sotto questo punto di vista.

Aspetto davvero negativo invece riguarda la memoria a disposizione dell’utente. Il telefono è disponibile solo con 4GB di memoria interna, e nei 4GB deve rientrare anche il sistema operativo, ergo l’utente avrà a disposizione soli 1.5 GB sui quali installare applicazioni, giochi e contenuti multimediali. HTC sicuramente non avrebbe perso così tanto inserendo ulteriori 4GB e sotto questo punto di vista, lo smartphone perde paragonato ai suoi rivali. Chi acquista HTC 8S deve necessariamente munirsi di microSD.

La batteria montata sul dispositivo è di 1700 mAh, non faticherete ad arrivare a fine giornata. Mandando molti messaggi, chiamando e navigando abbastanza frequentemente durante la giornata, possiamo dire che HTC 8S arriva a sera senza problemi. Si tratta di un uso frequente ma comunque non massiccio (giocare per ore, navigare continuamente ecc…), ma anche in quel caso si difende bene se scontrato con altri dispositivi. Semaforo verde per la batteria insomma.

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Passiamo alla fotocamera. Purtroppo il nostro giudizio non può che essere negativo, probabilmente si tratta dell’aspetto peggiore di questo dispositivo. Iniziamo col dire che sulla carta vi è montata una fotocamera da 5.0 megapixel e apertura ottica f/2.8. Le immagini catturare dalla camera risultano avere qualche problema circa la calibrazione del bianco e della colorazione in generale. Trattandosi comunque di un dispositivo di fascia medio/bassa non possiamo comunque bocciarlo, ma sicuramente ci saremmo aspettati qualcosina in più. Le foto sono pur sempre adatte a fini quali sharing e di svago, quindi l’utente medio non dovrebbe preoccuparsi particolarmente. I video non sono male, e posso regalare qualche piccola soddisfazione, ma non aspettatevi comunque livelli qualitativi paragonabili ad altri smartphone in commercio. La cattura dell’audio invece è su buoni livelli.

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In conclusione possiamo dire che HTC 8S è uno smartphone in parte riuscito, in parte no. Sicuramente da apprezzare il design che lo rende davvero originale e unico. Anche i materiali utilizzati dalla casa produttrice sono da elogiare, così come l’ergonomia in generale. La batteria inoltre fa il suo dovere senza particolari intoppi. L’altra faccia della medaglia invece vede una memoria ROM troppo ridotta ed una fotocamera che nonostante faccia il necessario presenta problemi di sorta, ampiamente evitabili. Si tratta però di uno smartphone di fascia medio-bassa e questo è da tenere in considerazione, soprattutto a fronte di un prezzo molto aggressivo e competitivo.

Voti

Voce 80
Audio 80
Video 60
Foto 60
Internet 70
Accessori 75
Autonomia 90
Globale 70

Pro

– Ottima batteria

– Design e materiali al top

Contro

– Soli 4GB di memoria, sistema operativo da sottrarre

– Fotocamera solo per scatti occasionali

Il prodotto è disponibile dal quarto trimestre 2012.

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Microsoft, problemi per i domini internet riguardanti Xbox One

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xbox-one_thumb2Ancora guai per Xbox One!.

Per non svelare in anteprima sul web il nuovo nome della Xbox One, Microsoft prima della presentazione non aveva registrato nessun dominio internet riguardanti siti come Xboxone.com e Xboxone.net. Amara sorpresa quando la società statunitense ha provato a farlo, i domani risultano essere già registrati.

Ovviamente qualcuno nel momento esatto della rivelazione del nome avrà comprato i domini per fare “arrabbiare” Microsoft. Al momento la stessa ha aperto una causa presso il National Arbitration Forum che si occupa appunto di questi fatti depositando la causa numero #1501205.

Come finierà la faccenda? A presto per nuove news.


Xbox One, i nuovi pulsanti sul controller

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xbox-one_thumb3Cambiamenti sul pad

C’è qualcuno che ha affermato che per produrre l’attuale controller della Xbox One, Microsoft abbia impiegato 40 ingegneri e scartato molti concept (saremmo curiosi di vederli).

Se qualche giorno fa prima della presentazione della nuova console, l’oggetto più criticato del mercato era uno smartphone (chi ha detto iphone?) ad oggi il primato lo becca proprio il futuro pad della terza generazione di Xbox.

Addio ai due cari “Start” e “Back”, benvenuti “Menu” e “View”. Ma come funzioneranno?

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In sostanza i due pulsanti avranno di base le funzioni dei propri genitori. Ovviamente gli sviluppatori potranno allegare azioni personalizzate a seconda delle esigenze. Il tasto a destra “Menu” aprirà delle finestre per comunicare con le 3 dashboard della console, oltre che per esempio giungere alle schermata “Foto” o “video” oppure richiamare  il pannello di controllo dell’account utente.

Il pulsante a sinistra “View” di base offrirà informazioni specifiche riguardo il gioco che la console sta riproducendo,il richiamo della mappa di gioco, oppure la visualzzazione della leaderboard in un FPS.

Per ulteriori informazioni restate su queste pagine.

GTA V, la probabile mappa del gioco

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grandtheftauto-v_thumb2La mappa di gioco più grande mai realizzata

Da settimane si gioca a indovinare quanto sarà grande la mappa di gioco di Grand Theft Auto V. I più moderati hanno azzardato una dimensione totale leggermente più grande della mappa vista ed esplorata in Gta IV; qualcun altro invece ha azzardato dimensioni più grandi.

Nulla di certo, se non degli indizi trapelati dalle immagini in miniatura dell’annuncio di Rockstar per la Special edition e Collector’s edition del gioco.

Quella che vedrete è una riproduzione della possibile mappa di gioco ad opera di un appassionato della saga, Federico Natoli. Unendo queste informazioni a quelle ufficiale di Rockstar che ci parla di un titolo dove si potranno esplorare fondali marini e molti più interni che in passato, si può parlare del Gta più esteso della storia.

GtaV_Mappa

Notizia più vecchia ma che ogni giorno diventa più veritiera, parla della comparazione con le mappe di gioco implementate nei precedenti titoli Rockstar. Quella di Red Dead Redemption, Gta San Andreas e Gta IV, tutte insieme soltanto riuscirebbero a coprire la dimensione totale della superificie giocabile di Gta V. Praticamente un innalzamento dei GB richiesti per l’installazione del gioco vertiginosissimo.

Nulla di ufficiale ancora per il titolo più atteso fino al momento che dovrebbe giungere in via ufficiale per le console di attuale generazione il 17 Settembre 2013. Per Xbox One, Playstation 4 e Pc si prevede un lancio successivo nel 2014, ma ovviamente tutto questo è soggetto a cambiamenti.

Recensione Gli avvoltoi hanno fame [Blu-Ray]

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gli-avvoltoi-hanno-fame_thumb

gli-avvoltoi-hanno-fame_thumbPer i fan di Eastwood.

Un western commedy di discreta fattura, in alcuni momenti risulta un po’ troppo lento e fermo, raffazzonato alle bene e meglio; se non fosse per i due interpreti principali sarebbe una “sola” quindi soppesate bene l’eventuale acquisto. Se pensate di visionare un Clint dinamico e performante lasciate perdere. Musiche di Ennio Morricone. Una volta tanto il titolo in italiano appare più appropriato di quello originale “Due muli per suor Sara”.

In sintesi: il buono di turno salva una bella suora dalle molestie di tre balordi e se la ritroverà al seguito con i suoi pro e contro inoltre aiuterà i messicani a liberarsi dai francesi.

Il comparto video risulta discreto/buono. La colorimetria non è molto naturale ma risulta di discreta qualità. La luminosità parte molto bassa all’inizio del film per riprendersi quasi subito. Assenti i bei primissimi piani dettagliati ma data l’età posso perdonare questa mancanza.

Voto: 74

Il comparto audio è un DTS 2.0 mono che risulta soddisfacente. Il mixaggio è buono nonostante la traccia è mono. Il livello è un pelo basso mi sono portato quasi subito a -17 db. Le voci risultano abbastanza corpose e naturali. Canali surround e sub chiaramente assenti.

Voto: 75

CONTENUTI SPECIALI

Nessuno.

Commento finale.

Un comparto tecnico discreto.

Voto film: 65

Voto Blu-Ray: 74

Recensione The Help [Blu-Ray]

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the-help_thumbLa stoltezza e la crudeltà dell’uomo non ha limiti.

Una commedia drammatica  toccante e commovente che illustra, come altri suoi simili, il disagio delle persone di colore, nella fattispecie le donne che subivano negli anni sessanta dai soliti uomini, pardon, donne “bianche” in America nello stato del Mississippi. Molto brave le interpreti con una Emma molto appagante. Belle le scenografie e gli ambienti raffiguranti quel periodo.

In sintesi: l’inizio della ribellione delle donne afroamericane contro il razzismo delle loro datrici di lavoro, aiutate da una giovane giornalista bianca ai suoi esordi riescono a far conoscere la loro triste realtà.

Il comparto video è buono ma non di altissimo livello. La colorimetria è buona/ottima e rappresenta molto bene l’ambiente, mai troppo accesa, abbastanza naturale. La luminosità si attesta su ottimi livelli in tutte le situazioni, notturne comprese. PPND(PrimiPianiNitididettagliati) discreti, PPPN(Primissimipianidettagliati) discreti, MPP(MezziPrimiPiani) buoni.

Voto: 80

Il comparto audio è un DTS 5.1 con un buon mixaggio. Dinamica abbastanza piatta data la tipologia di film. Con il volume sono partito ai -20 db, poteva anche andare ma essendo esclusivamente dialoghi molto ben settati me li sono voluti ascoltare con un po’ più di potenza e mi sono portato a -17 db. Canali surround quasi mai presenti, sempre per discorso della tipologia di film; stesso discorso per il sub che può essere lasciato tranquillamente spento, non interverrà mai.

Voto: 80

CONTENUTI SPECIALI

Il Making of di The Help: dall’amicizia al film.

Raccontato da loro: un omaggio alle domestiche del Mississippi.

Scene eliminate con introduzione del regista Tate Taylor.

“The Living Proof” video musicale

Commento finale.

Questa pellicola, visionata con il Blu ray esalta la qualità video emessa dal vostro TV ad alta risoluzione.

L’audio dispone di un mixaggio che se ascoltato con impianti adeguati vi regala dialoghi molto naturali.

Voto film: 88

Voto Blu-Ray: 80

Xbox One, Microsoft disabilita i commenti sul suo canale YouTube

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xbox-one_thumbQualcuno deve aver fatto irritare la società di Redmond.

Che la presentazione di Xbox One è stata un “flop” o comunque poco gradevole, lo si è capito dal momento stesso che è finita, con la comunità di giocatori e utenti appassionati di videogame sbizzarriti a pubblicare commenti per la maggior parte poco entusiasmanti.

Il problema più grave è che Microsoft sia dovuta intervenire sul suo canale YouTube ufficiale per bloccare la visione e pubblicazione dei commenti. Una presa di posizione mai vista finora.

Noi di 4News.it abbiamo pubblicato una serie di articoli e due speciali, consultabili a questo indirizzo, dedicati alla console next-gen di Microsoft, sia per quanto riguarda quello che può (o promette di) fare che come è stata presentata. Ma ciò non toglie che Microsoft debba intervenire in questo modo per evitare la pubblicazione di commenti. Quelli poco felici, o gli insulti, possono essere benissimo oscurati lasciando visibili gli altri.

Ecco un esempio di quelli che erano visibili in precedenza.

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Il primo video a cui sono stati inibiti i commenti sono quello riassuntivo alla presentazione di Xbox One. In seguito la società ha fatto lo stesso per tutti i suoi video.

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A voi i commenti.

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Recensione Metro: Last Light

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metro-last-light_thumbArtyom: l’ultima luce di una spietata civiltà

Versione testata PC. Disponibile anche su Playstation 3 e Xbox 360.

A tre anni di distanza dal rilascio dell’incompreso Metro 2033, 4A Games ritorna negli inquietanti e oscuri cuniculi della Metro con un sequel diretto chiamato Metro: Last Light.

Esso ci rimette nei panni di Artyom, divenuto ranger dell’Ordine con base nel D6 e perseguitato da orribili incubi in cui è il senso di colpa a prevalere e a tormentarlo. Si sente un omicida con le mani sporche di sangue colante, sangue che lui stesso ha contribuito a spargere, sangue proveniente dalle salme degli innocenti Tetri bombardati nel loro covo.

Si, Last Light inizia prendendo in considerazione il finale cattivo di Metro 2033 e verremo a conoscenza di un superstite tra i novi homines, un ultima speranza per Artyom di redimersi dai suoi peccati instaurando un rapporto d’amicizia con questa nuova razza. In quest’ultimo capitolo avremo a che fare anche con una lotta tra le varie fazioni per il contendimento della Metro, mettendo così in risalto la mira al potere, di distruzione e di controllo che risiede nella natura dell’uomo.

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E’ proprio la natura umana, la sua parte negativa, ad avere un ruolo centrale nella sceneggiatura di Metro: Last Light, rimaneggiata dallo sviluppatore in modo da non creare solo una sintetizzazione del libro Metro 2034 scritto da Dmitry Glukhovsky – al quale comunque rimane ispirato – come successo con 2033, ma di mantenere una narrativa più fluida e meno frammentaria, obiettivo in cui riesce in pieno. La trama presenta momenti di alti e bassi: soprattutto nelle scene iniziali tende ad essere piuttosto lenta, ma poi esplode da circa metà avventura in un turbinio di emozioni, riflessioni, tradimenti inaspettati, voltafaccia, scene spettacolari dal forte taglio cinematografico mixate a momenti di pura atmosfera dove è la sensazione di sopravvivenza a regnare: tutto cadenzato da un ritmo di gioco assolutamente coinvolgente. Una nota negativa va alla rappresentazione della donna in questo secondo capitolo. L’universo di Metro: Last Light è invaso dal maschilismo e il sesso femminile viene visto solo come un simbolo di piacere e di spasso, che acquista uno spessore sempre maggiore col proseguo della storia, mostrandoci donne dai facili costumi svestite e servizievoli, senza un motivo che vada a spiegare questa situazione. A salvarsi è solo una scena dove il corteggiamento assume una profondità maggiore per ragioni narrative e l’immedesimazione raggiunge livelli piuttosto elevati.

Xbox One, Kinect rispetta la privacy e non vi spia

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xbox-one-kinect_thumbParola di Microsoft.

Che la conferenza di presentazione per Xbox One abbia suscitato più di un effetto isterico quasi a livello domino, ce ne siamo accorti con le frasi nei post dei forum, le GIFs spassose ma soprattutto i video su YouTube. Un tema in particolare sembra essere passato da speculazione ad ufficiale, e Microsoft è intervenuta per calmare gli animi.

Phil Harrison, PR di Microsoft, ha rilasciato una lunga intervista ad Eurogamer toccando diversi punti che abbiamo già trattato ampiamente negli articoli precedenti che potete consulare a questo indirizzo. Uno di questi, inedito, è relativo alla possibilità che il dispositivo Kinect di Xbox One, restando attivo in modo silente, possa catturare la vita privata della famiglia invece di limitarsi alle sole attività dedicate.

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Kinect è strutturato nello stesso modo come è ora per Xbox 360. Permette quindi l’accensione della console tramite comando vocale a discapito di un consumo seppur esiguo di corrente elettrica perché la console deve restare in modalità stand-by. Allo stesso modo lo sarà con Xbox One.

Phil ha dichiarato: “Microsoft ha delle politiche molto, molto buone per quanto riguarda la privacy. Siamo leader nel settore della privacy, come credo potrai verificare. La prendiamo molto seriamente. Non usiamo Kinect per spiare nessuno. Lo lasciamo in ascolto in attesa delle parole – Xbox on – e accendiamo la macchina ma non trasmettiamo dati personali in nessun modo e in nessuna forma che potrebbe identificarvi personalmente, a meno che non ci autorizziate esplicitamente.”

Quindi niente allarmismi … sempre che non accettiate voi stessi di dare il consenso a Microsoft di trasformare casa vostra nel “Grande Fratello”.


inFamous: Second Son, nuove informazioni e immagini di gioco sulla esclusiva PS4

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Infamous_second_son_thumb2

Infamous_second_son_thumb2Già viste, ma ora in alta definizione!

Cosa ne è stato di Cole McGrath, protagonista dei primi due capitoli della serie ? Lo studio Sucker Punch per ora tace sull’argormento senza rispondere come si dovrebbe per chi ha terminato il secondo capitolo. Che ci sia una correlazione, un sottile quasi invisibile filo conduttore tra Cole e Delsin Rowe?

Il protagonista di inFamous: Second Son, nuovo esponente della serie, viene ritratto in immagini di gioco in alta risoluzione. In realtà questi screenshot ve li abbiamo mostrati, estratti dalla rivista Game Informer ad inizio mese. Ora potete apprezzarli alla massima qualità visiva. Per saperne di più sul protagonista e cosa lega inFamous 2 a inFamous: Second Son, leggete dopo la galleria poiché contiene spoiler.

Ricordiamo che il titolo è atteso in uscita in concomitanza con il debutto della console PlayStation 4, previsto per le festività 2013.

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I fatti che vengono narrati in questo nuovo capitolo avvengono sette anni dopo quelli di inFamous 2. Nei primi due i giocatori hanno avuto modo di scoprire la natura dei conduit, persone in grado di possedere poteri sovrannaturali e utilizzarli come meglio ritengono. Cole McGrath, grazie al team di sviluppatori, poteva diventare un eroe o un infame, lasciando la scelta delle sue azioni e delle relative conseguenze ai giocatori.

“Quando ci siamo messi a sviluppre inFamous 2, avevamo dato agiocatori questa la scelta di se o non voler sacrificare eroicamente Cole o tenerlo in vita a spese della popolazione umana,” dice il game director Nate Fox. “Il gioco è arrivato nei negozi e abbiamo iniziato a vedere i dati statistici dei Trofei, e il 78 per cento dei giocatori ha deciso di sacrificare Cole e sono quindi morti. Abbiamo voluto onorare la loro scelta in modo da andare avanti e ci siamo detti ‘Facciamo un nuovo eroe.’ “.

La scelta del protagonista di sacrificarsi per il bene dell’umanità ha avuto un doppio effetto. Il primo è stato quello di uccidere la Bestia, uno dei conduit più potenti, l’altro è stato quello di liberare una bomba genetica denominata Campo di Raggio Inibitore (RFI) che ha i restanti conduit liberando l’umanità da quella che chiamavano “peste”.

Mentre questo finale sembrava abbastanza conclusivo, il dispositivo di RFI non era completo come i giocatori sono stati inizialmente portati a credere. Secondo Sucker Punch, i conduit che erano più lontani dal raggio della esplosione della RFI non sono stati del tutto “guariti”, quindi ci sono ancora una serie di Conduit maschili, meno potenti, e Conduit femmilini che non sapevano che avevano poteri sparsi per il globo.

Anche se la RFI non aveva così una vasta portata come sarebbe dovuta essere, gli eventi dei primi due giochi inFamous sicuramente hanno lasciato il segno nel mondo. Una cultura della paura e la popolazione che si sentiva fragile, con la consapevolezza che pochi eletti avrebbero tenutp la potenza di un intero esercito a portata di mano.

Qualcuno doveva farsi avanti e fare in modo che questi Conduit non avessero avuto la possibilità di usare i loro poteri per scopi distruttivi, mai più. “In Infamous 1 e 2, ha colpito il fan”, dice Fox. “La popolazione umana si è liberata grazie a tutti i decessi. Come risultato, è nata questa agenzia chiamato il DUP – Dipartimento della Protezione Unificata. Quello che fanno è andare fuori e in giro alla ricerca di chiunque con superpoteri e li mette nei centri di detenzione per la propria protezione, ma in realtà loro lo stanno facendo per proteggere l’uomo comune.”

Mentre quelli con poteri sovrumani sono stati tradizionalmente chiamati Conduit, il DUP sono stati rimarchiati come bioterroristi. Ogni volta che c’è una epidemia di tipo bioterroristico, gli squadroni DUP arrivano in una città, la bloccano, e impongono i punti di controllo su ogni blocco. Tutti coloro che vivono in quella città devono passare attraverso severi controlli e mettere il dito su uno scanner e dimostrare di non avere poteri speciali.

“Prendono una città e la trasformano in un aeroporto gigantesco”, spiega Fox. La storia di inFamous: Second Son riprende dopo sette anni di funzionamento DUP, quando un nuovo personaggio di nome Delsin scopre di avere poteri durante un’epidemia Conduit vicino a Seattle. Per saperne di più sul protagonista di Second Son e la sua storia, restate sintonizzati su 4News.it per ottenre maggiori informazioni sulla prossima esclusiva PlayStation 4 sviluppata da Sucker Punch.

Battlefield 4, svelate le principali caratteristiche Multiplayer prima del E3 2013?

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battlefield-4-prepare-4-battle_thumbVero o falso?

All’evento E3 2013 di Los Angeles, il team svedese DICE avrà modo di presentare durante la conferenza Electronic Arts le caratteristiche della modalità Multigiocatore di Battlefield 4.

In anticipo rispetto al 10 Giugno, oggi è stato scoperto in rete un poster, la cui immagine potete ammirare in calce all’articolo, che espone le principali feature per le sfide online.

Non sappiamo se è un ottimo falso oppure vero.

In attesa di una conferma o smentita da EA o DICE, vi rilasciamo quanto citato nel poster:

Combatti nel ruolo di Comandante e sblocca premi in tempo reale e sblocca il supporto incluso di artiglieria, punti di re-spawn e punti scans.

Personalizza il tuo soldato per essere unico nel teatro di battaglia scegliendo tra un ampio numero di opzioni, incluso il sesso e caratteristiche del viso.

Fai esperienza con la brutalità della guerra con cinque nuove classi e un nuovo sistema di danni e soppressione.

Un livello inarrivabile di qualità visiva e sonora e le animazioni dei personaggi superiore, e ambieni dinamici.

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Ricordiamo che il titolo è atteso in uscita in Nord America per il 29 Ottobre 2013, in Europa per il 31 Ottobre 2013, in Regno Unito, Australia e Asia per il giorno 1 Novembre 2013 su piattaforma PC, Playstaiton 3 e Xbox 360, a seguire anche su console next-gen  PlayStation 4 e Xbox One.

Recensione Stalker

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stalker_thumbStalker (Сталкер), film fantascientifico del 1979 diretto da Andrej Tarkovskij, ispirato al romanzo “Picnic sul ciglio della strada” di Arkadij e Boris Strugackij.

Un intellettuale e uno scienziato, chiamati “Scrittore” e “Professore”, si avventurano nella “Zona”, un luogo isolato da un cordone di sicurezza governativo, in cui nessuno osa spingersi.

La zona è descritta come uno spazio in cui tutto è sconvolto, in cui sono sovvertite tutte le leggi fisiche della realtà per come la conosciamo. Si dice che in questa zona vi sia una stanza nella quale si avverano i «desideri più intimi e segreti». Non è però impresa semplice raggiungere quella stanza, quindi i due si fanno guidare da un individuo specializzato: uno stalker. Dimenticate il tradizionale significato dispregiativo che si dà alla parola, qui stalker significa altro. Forse, per certi versi, potreste rifarvi all’acronimo utilizzato nel gioco omonimo: Scavengers – sciacalli, Trespassers – trasgressori, Adventurers – Avventurieri, Loners – Solitari, Killers – Assassini, Explorers – esploratori, Robbers – Rapinatori. Soltanto per alcuni aggettivi però!

A proposito, visto che l’ho accennato, perché non nominarlo del tutto… del film di cui vi sto parlando è uscito addirittura un videogioco, “S.T.A.L.K.E.R.”, in tre capitoli: il primo, Shadow of Chernobyl”, che riprende ambientazione, personaggi e storia dal film con l’aggiunta del riferimento a Chernobyl; il secondo, Clear Sky, uscito nel 2008; e il terzo, Call of Pripyat, nel 2009. Si tratta di un gioco, a mio avviso, fantastico, perché fonde perfettamente lo sparatutto al gioco di ruolo: si gioca spaziando piuttosto liberamente con i personaggi, si affrontano ferite, malattie, fame, ecc., si attua persino un vero e proprio commercio di scambio per armi. Adesso però torniamo al film… Ve lo dico, questo è un film difficile, uno di quei polpettoni ricchi di riflessioni esistenziali, in cui la sceneggiatura potrebbe benissimo essere stata scritta da un filosofo: i dialoghi sono tanto brillanti da lasciare mozzafiato per la mole di questioni risolte con una sola parola e mortificate con la parola seguente. Si affronta la vita tout court, si prende di petto l’uomo, si dice chi è l’uomo, cosa ci aspettiamo che sia e cosa invece è, cosa dovrebbe essere (forse). Si stigmatizzano nei vari personaggi le maggiori linee di pensiero, riassumendo in caratterizzazioni perfette e vive (per nulla macchiettistiche) orizzonti diversi.

Quindi, se siete tra quelli che si chiedono il perché della vita, se non siete al mondo semplicemente per mangiare patatine davanti l’ultimo film divertissement (con buona pace delle patatine), allora prendete coraggio e vedete questo film. Non ve ne pentirete. Non bastasse la sceneggiatura, che è tra le migliori che abbia mai visto, si aggiunge un perfetto binomio fotografia-regia che riesce a riportare la paura e l’angoscia di immagini che prese di per sé non avrebbero il senso che, invece, assumono in quel mix estatico di mondi fantasiosi che restano verosimili: come quelle dune di deserto piazzate d’improvviso dentro un edificio, naturali e irreali al tempo stesso; oppure come l’incanto di una sterpaglia che sembra mossa da chissà quale concatenazione incomprensibile, causalità che ride in faccia a se stessa. Uno rapito da queste ambientazioni funamboliche, sempre pronte a precipitare e precipitarvi, sapete chi è stato? Niente poco di meno che Lars von Trier che ha dichiarato di essere stato ispirato da Tarkovskij in più di un’occasione.

Non siete ancora convinti?

Magari riuscirò a farlo attraverso una disamina pezzo per pezzo dell’intero film. Buona lettura e/o buona visione!

Analisi dettagliata del film:

I due personaggi fondamentali non potrebbero essere più opposti, uno scrittore e un professore litigano su quale delle due attività sia da preferirsi.

“Scrittore-A: Lei di che cosa si occupa? Chimica?

Professore-B: No, sono un fisico.

A: Noioso anche questo: la ricerca della verità, si nasconde e voi scienziati la cercate ovunque, scavate un po’ qua e un po’ la. Scavate in un posto e ualà l’atomo e formato da protoni. Scavate in un altro posto ed eureka! Il triangolo a b c è uguale al triangolo a1 b1 e c1. Per me è molto diverso. Anch’io scavo cercando la verità ma nel frattempo le succede qualcosa, si modifica, e così io al posto della verità trovo un gran mucchio di… o pardon non dirò di che.”

Inizialmente sembra che lo scrittore si sia avventurato per cogliere l’ispirazione, poi si smentisce.

“A: Quello che le ho detto prima professore è tutto una balla. Me ne frego dell’ispirazione e poi come potrei dare un nome esatto a quello che voglio o anche come potrei sapere che in realtà non voglio quello che sto cercando e potrei aggiungere che io davvero non voglia quello che non voglio. Sono tutte cose impercettibili. Basta dargli un nome e il loro significato scompare come una medusa al sole. Le ha mai viste lei? La mia coscienza vuole la vittoria dei vegetariani nel mondo ed il mio subconscio langue per una fetta di carne saporita. Ed io cosa voglio, io?

B: Ma il dominio del mondo.”

Si palesa qui la distanza tra le due menti, due modalità differenti di leggere la realtà, si scontrano a più riprese nel corso del film. “A: Supponiamo pure che io entri in quella stanza, divento un genio e torno nelle nostre città dimenticate da Dio, mi segue? Ma l’uomo scrive soltanto perché si tormenta, perché dubita e perché deve continuamente dimostrare a se stesso e agli altri che davvero vale qualcosa. Ma se sapessi con certezza di essere un genio perché dovrei continuare a scrivere? Me lo sa dire il perché?”

Evidente è una concezione dell’arte come generata da un disagio, da un tormento, dalla situazione esistenziale propria dell’uomo. Tolto questo tormento, la paura è che svanisca l’Arte, che non abbia alcun senso scrivere. Difatti questo orribile presagio è seguito da un’apologia enfatica dell’artistico, del creare disinteressato, contro tutto quanto c’è di scientifico tecnologico, rappresentato dal professore.

“A: In ogni caso tutta questa vostra tecnologia, tutte queste fabbriche e marchingegni e tutto questo agitarsi affannosamente per poter lavorare di meno e mangiare di più, non sono che stampelle, protesi. L’umanità invece esiste per creare, per creare opere d’arte. Questo per lo meno è disinteressato, a differenza di tutte le altre azioni umane. Grandi illusioni, fantasmi sfuocati della verità in assoluto. Ma lei professore mi sta ancora ascoltando?

B: Ma di quale disinteresse sta parlando? Con tutta la gente che muore ancora di fame, ma dove vive? Nelle nuvole?

A: E questa sarebbe la vostra aristocrazia del cervello? Voi non sapete pensare in astratto.

B: Spero che non presuma di insegnarmi qual è il vero senso della vita? E nello stesso tempo a pensare.

A: Sarebbe inutile, lei sarà forse professore ma è ignorante.”

Quello che inizialmente non si comprende è il motivo che spinge invece lo scienziato, il fisico. Il terzo individuo, lo stalker, non ha mai visitato la stanza, il suo intento non è di realizzare i suoi desideri. Lo scrittore ipotizzerà una motivazione: “Te ne freghi tu della gente.Tu guadagni soldi sfruttando la nostra angoscia. Sì, la nostra angoscia, e non è neanche una questione di soldi. E’ perché tu qui te la godi, sei signore e padrone. Tu, verme pidocchioso decidi chi deve vivere e chi deve morire. Sceglie, decide. Finalmente sono riuscito a capire perché voi stalker non entrate mai nella stanza. Ma perché? Qui vi ubriacate di potere, di segreti, di autorità. Quali altri desideri ci possono essere?”.

Importantissimo il dialogo che seguirà in cui si mostrerà tutta la fragilità dello Stalker e l’intuitività dello scrittore che coglierà un elemento fondamentale.

“No, non è vero, non è vero. Lei si sbaglia. Uno stalker non puo’ entrare nella stanza, uno stalker per se stesso non puo’ chiedere niente, niente. Ricordatevi del porcospino”. Il porcospino era il maestro dello stalker. Il Porcospino decise di entrare nella stanza con lo scopo di esprimere il desiderio di resuscitare il fratello, morto per colpa sua nel cosiddetto “tritacarne”, il passaggio più difficile della zona, ma la stanza, che avvera i desideri più intimi e profondi, invece di ridare la vita al fratello, donò al Porcospino enormi ricchezze.

“Scrittore-A: Tu secondo me sei semplicemente folle, tu non hai nessuna idea di cosa succede qui. Perché, perché secondo te si è ucciso il porcospino? Stalker-B: È venuto nella zona per uno scopo suo ed ha ucciso il fratello nel tritacarne per denaro.

A: Fin qui tutto è chiaro ma perché poi si è impiccato? Perché non è tornato nella Zona e stavolta non per i soldi ma per suo fratello? Si è pentito?

B: Non lo so, voleva, ma dopo pochi giorni si impiccò?

A: Qui capì che non si realizza qualsiasi desiderio ma solo i desideri più nascosti, i più segreti. Non quelli urlati a squarciagola. Qui si avvera solo ciò che incarna la tua natura, la tua essenza, di cui non sei cosciente, pur portandola dentro di te ma che comunque ti domina sempre. Non hai capito niente calzone di cuoio. No, il porcospino non è una vittima dell’avidità. Si trascinò qui in ginocchio implorando la grazia per il suo fratello ed ottenne una montagna d’oro, perché era questo che desiderava nel suo intimo. Date al porcospino ciò che è del porcospino, coscienza, tormenti spirituali, tutte cose inventate dal cervello. Lui lo capì e si impiccò. Non andrò nella tua stanza, perché non voglio vomitare in faccia a nessuno lo schifo che ho dentro di me, neanche in faccia a te, per poi impiccarmi come il porcospino. Meglio crepare alcolizzato nella mia puzzolente stamberga, ma tranquillo e in silenzio.”

A mio avviso lo scrittore non ha compreso, per lo meno inizialmente, ciò che muoveva davvero lo Stalker, però ha ben compreso cosa ha mosso il Porcospino. In quella attenta analisi pessimistica della realtà dell’uomo, su cosa muove veramente la coscienza, c’è però un fondo, un barlume che si è acceso nella mia mente. Lo scrittore conosce la sua natura, sa che abbandonandosi ad essa getterebbe in faccia all’umanità tutto il suo marcio e lo farebbe per un suo profitto personale, ne trarrebbe giovamento, chissà, forse ricchezze. Eppure, sia lui che il porcospino, reagiscono a questa situazione, in un modo o nell’altro.

Banale è ricordarvi che il tutto va letto metaforicamente. Vorrei però sottolineare ancora l’importanza di questo passo. Per quanto l’essere umano sia per natura costretto nei suoi desideri più nascosti a fremere per ricchezze ed egoismi, c’è qualcosa che gli fa ripudiare tutto questo, che gli fa disprezzare la sua natura, che lo fa reagire contro essa, facendolo rinunciare a dei beni per sé. Nel nostro quotidiano spesso denunciano la falsità di comportamenti coscienziosi, cauti, oserei dire delicati. La denunciamo perché non ci sembra conforme alla nostra natura. Ebbene, personalmente credo che questa sia la grandezza dell’essere umano, la possibilità di ergersi al di sopra dell’egoismo che lo connatura, la ribellione direbbe Camus.

In definitiva: forse fa veramente schifo quest’umanità, forse quella stanza che ci farebbe da specchio ci girerebbe l’immagine di uomini meschini, egoisti, avidi… però… il fatto è che noi non vogliamo esserlo, ripudiamo quello che siamo, ne soffriamo, lo rinneghiamo. Forse, è vero, non siamo una bella umanità però possiamo sforzarci di esserlo.

Oltre questo, ho letto in questo film anche una chiara matrice religiosa. C’è un riferimento a un passo biblico in cui Gesù si accompagna a due uomini che conversano sulla vita e non si accorgono di lui, che è Lui. Non è un caso che questa citazione avvenga per bocca dello Stalker, è come se si sentisse un inviato, con la vocazione di raccogliere tutti i miserabili sotto la sua miseria e con un’attenzione sofferente alla preghiera, al credere che ha abbandonato le nostre menti. “Stalker-A: E pretendono pure di essere intellettuali, questi scrittori, scienziati… non credono più a niente. L’organo con il quale crediamo gli si è atrofizzato, tanto non ne hanno bisogno. Dio mio che gente. Moglie dello Stalker-B: Sta calmo, sta calmo, non è colpa loro, non bisogna arrabbiarsi, vanno compatiti.

A: Tu non li hai visti, hanno gli occhi vuoti. Pensano soltanto a come tenere alto il loro prezzo, a come rendersi più cari, a farsi pagare tutto, anche ogni moto dell’anima. Pensano di avere una missione da compiere, una vocazione, e che si vive una sola volta. La gente così può credere a qualcosa? Nessuno crede più, non soltanto quei due, nessuno. Chi può sopportare la… o Signore, e la cosa peggiore è che non serve a nessuno, a nessuno serve quella stanza. Tutti i miei sforzi sono inutili.” Anche il monogo della moglie, a fine film, affonda in una somiglianza con Cristo. L’essere disprezzato, allontanato dalla società, il condannato a morte, l’errabondo che però si fa amare. La difficoltà di abbracciare un simile individuo, l’infinita amarezza della fede, eppur felice.

“Moglie dello Stalker: “La gente rideva di lui e lui era così smarrito poverino. Mamma mi diceva è uno stalker, un condannato a morte, un eterno carcerato. E i bambini? pensa ai bambini degli stalker. E io, io non volevo nemmeno discutere. Ma io lo sapevo benissimo che era un condannato a morte, un eterno carcerato e anche dei bambini. Ma che cosa potevo farci, io ero sicura che insieme a lui sarei stata bene. Sapevo che avrei avuto tante amarezze, ma è meglio una felicità amara che una vita grigia e noiosa. Beh questo devo essermelo immaginato dopo. Allora egli si avvicinò a me e disse semplicemente queste parole: ti prego, vieni con me. Andai. E non me ne sono pentita e non ho mai invidiato nessuno, mai, in nessun momento della mia esistenza. Il destino è fatto così, così è la vita, così siamo noi. E se nella nostra vita non ci fosse dolore non sarebbe meglio, sarebbe peggio. Perché allora non ci sarebbe la felicità e la speranza. Ecco”.”

Questo film riflette la religiosità di Tarkovski, i dubbi, i tormenti, la pericolosità di un percorso silenzioso. Lo Stalker annuncia la difficoltà del viaggio per giungere alla stanza, ma non si intravede nessun pericolo effettivo, è solo nei loro occhi, nelle loro paure. È l’uomo, nel suo essere costituito in quanto tale, a essere in pericolo perché è uomo, soggetto ai fremiti della sua natura.

Cristo venne e disse: “Venite tutti a me voi che siete affaticati ed oppressi ed io vi ristorerò”. Come fece ben notare Kierkegaard, quale sorpresa che quell’invito esca dalla bocca del più miserabile, di chi più di tutti sembrerebbe aver bisogno di aiuto. La scelta è di credere o meno, il bivio spalancato sul precipizio dello scandalo, che proprio quell’uomo miserabile sia Dio, che Dio sia quell’uomo, ultimo tra gli ultimi. La scelta ti spinge a specchiarti in lui, nella tua decisione vedere te stesso, a leggere la tua anima, i tuoi più segreti ed intimi desideri. Tutto quindi non poteva che sboccare nella decisione finale, entrare o meno, umiliarsi per credere? Il Professore ha portato con sé una bomba e vuole distruggere la stanza per prevenire l’uso indiscriminato e devastante dei suoi poteri: “Finché questa piaga rimarrà aperta a qualsiasi canaglia non avrò pace”.

Ecco il vero motivo, distruggere la possibilità, lo specchio, per evitare che a riflettersi siano gli orrori della natura umana. Eliminare il bivio, estirpare la fede che viene concepita come la responsabile dell’orrore conseguente alla scelta. La decisione verrà abbandonata. Eppure i due uomini non riusciranno ad entrare nella stanza, a rapportarsi con il credere.

La sofferenza dello Stalker sarà grande per questo, lui che tanto ha sacrificato la sua vita, tutto, per condurre i miserabili alla stanza, lui soffrirà perché tutti infine lo abbandoneranno, tutti si scandalizzeranno, nessuno avrà fede.

“Amo gli occhi tuoi amica mia,
il loro gioco splendido di fiamme.
Quando li alzi all’improvviso
e con un fulmine celeste
guardi veloce tutto intorno.
Ma c’è un fascino più forte,
gli occhi tuoi rivolti in basso
negli attimi di un bacio appassionato
e fra le ciglia semichiuse del desiderio
il fumo e fosco fuoco.”

Al termine, la splendida poesia di Fëdor Ivanovič Tjutčev, Dull flames of desire, a sottolineare la commistione del desiderio, del basso, con l’amore.

Curiosità: la poesia è stata ripresa dalla cantante islandese Björk nell’omonima canzone.

Commento finale

Alla fine la figlia paralitica dello Stalker, ammalata per via della Zona, mostrerà le sue capacità paranormali spostando alcuni bicchieri posti su di un tavolino e facendone cadere uno. Il tutto sarà seguito dai sussulti dell’ambiente al passare forse di un treno. L’abile regista ci ricollega così all’inizio, dove tutti sono dormienti, compresa la bambina, e il treno passa, il tavolino trema, eppur il bicchiere non cade. Forse ci suggerisce che l’uomo possiede qualcosa in più, qualcosa che gli permette di agire sul circostante, e sulla sua stessa natura; qualcosa che invoca una scelta e che può cambiare le sorti degli eventi portando ad una, seppur miserabile, vittoria. Non a caso l’evento è accompagnato dall’ Inno alla gioia.

Le musiche: Bolero di Maurice Ravel, Tannhäuser di Richard Wagner, Sinfonia n. 9 di Ludwig van Beethoven.

Durata: 2.35.00 minuti di capolavoro.

Voto Globale 90


Il film è disponibile in DVD.

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