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Calo dei prezzi per PS4 Pro

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Playstation 4 pro closeup

Solo in Giappone per ora…

Dal prossimo 12 Ottobre il prezzo della PlayStation 4 Pro verrà ridotto dai 44.980 Yen attuali a 39.980 (da 340 € circa a 302 €), come annunciato da Sony Interactive Entertainment Japan.

La versione bianca o “glacier white” che ha debuttato lo scorso Marzo sul mercato, diverrà un colore standard. Anche le versioni speciali subiranno un calo, come quelle dedicate a Kingdom Hearts III e quella di Call of Duty: Black Ops IV, che costeranno rispettivamente 48.780 e 42.280 yen (al cambio corrente circa 369 € per la prima e 320 per la seconda).

Sony ha inoltre annunciato che verrà rilasciato un bundle di PSVR e PlayStation VR Worlds al costo di 34.980 yen (poco più di 264 €).

Takashi Mochizuki ha annunciato al Wall Street Journal che al momento non c’è nulla da dire per quanto riguarda USA e Europa.

Nonostante la dichiarazione di Mochizuki, i cali arriveranno anche in terra nostrana, magari per il periodo delle feste natalizie, momento particolarmente fruttuoso dal punto di vista della vendite.

Fonte: Gematsu

Red Dead Redemption 2, nuovo video di gameplay ufficiale

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Parte II.

Dopo quasi due mesi, dal primo video di gameplay, Rockstar Games ha pubblicato un nuovo spezzone di gameplay ufficiale per l’atteso Red Dead Redemption 2.

In particolare,  il nuovo filmato offre uno sguardo più ravvicinato alle missioni di gioco, inclusi epici furti e rapine, gang rivali, inseguimenti e tante altre attività collaterali che i giocatori troveranno in tutto il mondo di Red Dead Redemption 2.

Viene inoltre mostrato il sistema Dead Eye che espande ulteriormente l’esperienza di gioco. In particolar modo, migliora con il passare del tempo, permettendo di rallentare il tempo, marcare gli obiettivi e visualizzare i punti critici e fatali dei propri nemici. Starà a voi decidere come e quando utilizzare il Dead Eye.

Ma non finisce qui, il nostro protagonista, Arthur, può prendere decisioni in merito a come vestirsi, come spostarsi, cosa mangiare e quali armi portare con se.

Vi lasciamo al filmato, così potete dare uno sguardo a cosa ha da offrire Red Dead Redemption 2.

Ricordiamo che il gioco sarà disponibile su PS4 e Xbox One dal 26 ottobre prossimo. I pre-order sono aperti su Amazon.

 

Immortal: Unchained, la nostra recensione

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Buona l’idea meno l’esecuzione!

L’arrivo di un nuovo titolo in salsa Souls Like, non sorprende più nessuno. Immortal: Unchained, sviluppato dallo studio svedese Toadman Interactive, è l’ultimo esponente del genere che tenta di offrire, in un’ottica diversa, la propria interpretazione di ciò che ha reso Dark Souls così speciale nel 2011. Un RPG d’azione ambientato in un universo sci-fi con un focus sul combattimento a distanza. Mentre il concetto in sé sembra davvero interessante, purtroppo l’esecuzione lascia molto a desiderare. Immortal: Unchained non è un gioco terribile, ma non è neanche eccezionale.

Trama

Dire che la trama di Immortal: Unchained è contorta sarebbe un eufemismo. L’universo è sull’orlo del collasso, un evento catastrofico minaccia di porre fine alla vita così come la conosciamo, e spetta a noi, una “arma vivente”, evitare che ciò accada. Questa è solo la punta dell’iceberg, comunque.

“Il Cosmo sta crollando e il tuo compito è cercare di salvarlo. Nessuna pressione quindi.”

L’introduzione del gioco trasborda di una quantità enorme di informazioni, al punto tale che stiamo ancora cercando di capire quanto è stato detto pochi istanti prima, mentre il filmato continua costantemente a fornirci nuovi dettagli e retroscena. Alcuni potrebbero pensare che tutto ciò sia estremamente informativo e interessante, ma è esattamente il contrario di ciò che ha reso il mistero dell’universo Souls così affascinante. In Immortal: Unchained ci sono situazioni narrative che non apparirebbero fuori posto nell’universo di Destiny. Questo non è il tipo di cosa che si adatta ad un titolo Souls Like in quanto ci siamo sentiti persi prima di aver persino premuto un pulsante sul Dualshock 4.

Gameplay

All’inizio del gioco possiamo scegliere tra 6 diverse classi di Disciplina: Segugio, Vandal, Predone, Viandante, Tiratore Scelto e Mercenario. Nonostante il fatto che ogni classe di gioco offra un approccio diverso, l’aspetto dei personaggi e le spiegazioni troppo sommarie fanno di tutto per confonderci rendendo difficile capire le loro differenze e peculiarità. Consiglio spassionato, prima di iniziare la campagna principale, selezionate il personaggio e la relativa classe, fate un breve test di gioco in modo tale da capire se effettivamente quel personaggio possa fare al caso vostro oppure no. Scelto il nostro alter ego virtuale, saremo in grado di personalizzarlo selezionando la tonalità della pelle, stile di capelli, sesso, tatuaggi ecc. La personalizzazione è piuttosto semplice e basilare.

Uno sparatutto Souls Like

Immortal, per distinguersi dalla massa, si concentra pesantemente sul combattimento a distanza. Il tutto si svolge in terza persona, non dissimile da un vero e proprio sparatutto. Mirino rivolto verso il basso, capriola per schivare gli attacchi e un singolo pulsante base di attacco in mischia. Facendo pressione sulla levetta analogica destra è possibile aggrapparsi a un nemico, rendendo i colpi precisi molto più semplici da portare a segno. Tuttavia, quando miriamo verso i punti panoramici, abbiamo un controllo migliore e saremo quindi in grado di colpire i punti deboli di un nemico.

La maggior parte degli scontri prevede sostanzialmente di schivare gli attacchi di uno o più nemici (non c’è alcuno scudo di difesa), per poi tentare di colpirli alle spalle per causare danni maggiori; questo include molti degli incontri con i boss del gioco. Tenendo premuto il pulsante di attacco è anche possibile effettuare un colpo caricato che però consuma la relativa barra di energia. Questi attacchi sono diversi a seconda dell’arma che stiamo usando, come una raffica di colpi più forte, o un’esplosione di ghiaccio che aiuta a stordire i nemici temporaneamente.

Il combattimento è tutto sommato divertente e quando le meccaniche di gioco funzionano, risulta essere anche molto soddisfacente. Sfortunatamente ci sono troppe scelte progettuali frustranti che inficiano negativamente sull’esperienza di gioco complessiva. Il viaggio veloce, ad esempio, richiede troppo tempo per essere sbloccato, e il giocatore è costretto a tornare indietro di un intero livello una volta completato. Inoltre, il combattimento corpo a corpo è impreciso e lento, con un solo pulsante utilizzabile per le armi da mischia – non ci sentiamo quindi di consigliare una partita giocata esclusivamente con attacchi corpo a corpo, in quanto non è assolutamente il punto forte di Immortal.

Ciò che lo rende un Souls Like è la difficoltà

Come in tutti i Souls Like, il nostro personaggio è in grado di morire in un batter d’occhio. I nemici possono infliggere danni ingenti prima che noi ce ne accorgiamo. Il combattimento praticamente si limita a evitare gli attacchi nemici per poi crivellarli di proiettili. Ci sono fin troppi modi per essere storditi in modo epico ma al contempo frustrante. I boss e persino i nemici di base sono spesso in grado di stordirci in modo tale da non poter fare altro che guardare mentre riceviamo un altro colpo e un altro ancora, spesso causando la nostra morte.

Immortal: Unchained è un gioco difficile, senza alcuna opzioni di difficoltà per regolare l’esperienza. Sfortunatamente questa difficoltà spesso si presenta sotto forma di un’esperienza ingiusta. I nemici a distanza possono attaccarci senza limiti di portata, ma i proiettili del nostro personaggio sembrano causare danni minimi oltre una certa distanza, anche quando colpiscono visibilmente il nemico.

Immortal prende in prestito altre meccaniche dai Souls. Piuttosto che campi abbiamo obelischi per salvare la partita in corso: raggiungere uno di questi salverà il gioco, ripristinerà tutti gli oggetti di base e la salute, ma resetterà tutti gli spawn nemici. Uccidere i nemici fornisce al nostro personaggio dei ‘Bit’ (anime), che non sono altro che la valuta di gioco. Alla morte lasceremo cadere tutti i Bit, ma manterremmo tutti gli oggetti trovati. Raggiungere il luogo in cui siamo periti consentirà di raccogliere eventuali Bit persi, ma se dovessimo morire nel tentativo di recuperarli quei Bit spariranno per sempre. I fan del genere sanno cosa aspettarsi.

Gli obelischi permettono al giocatore di spendere i Bit per migliorare il personaggio/equipaggiamento. Il giocatore ha piena libertà sulle statistiche da aggiornare, in tal modo possiamo creare il personaggio come meglio vogliamo. Abbiamo testato più classi e abbiamo trovato gli stili di gioco di ciascuno sorprendentemente diversi, cosa che sicuramente abbiamo apprezzato. Mentre un personaggio basato sulla forza potrebbe offrire forti colpi in mischia e opzioni per armi più pesanti come i fucili da caccia, la loro velocità di ricarica potrebbe essere molto lenta con un livello di energia più basso per impedire al giocatore di lanciare troppi attacchi di forza. Tuttavia, un Segugio che maneggia la carabina potrebbe infliggere un danno corpo a corpo irrisorio, ma in compenso i tempi di ricarica sono molto più veloci. Ogni personaggio quindi costringe il giocatore ad adattarti ai suoi punti di forza e debolezza.

Graficamente non eccezionale

Il level design non è qualcosa di indimenticabile. I livelli di Immortal sono poco brillanti e a tratti piatti. Le zone di gioco mancano semplicemente di punti di interesse distintivi, portando il giocatore a perdersi facilmente. Le immagini di gioco, sia dal punto di vista tecnico che da quello artistico, fanno ben poco per distinguersi dalla massa.

L’interfaccia è fin troppo basilare, i suggerimenti sono semplici pop-up di stringhe di testo. Nonostante il solido lavoro di doppiaggio, la trama è in gran parte trascurabile. Anche la musica di sottofondo è appropriata ma ampiamente dimenticabile. Dal punto di vista prestazionale vanno anche peggio. Arresti anomali su PS4 Pro e qualche bug di troppo rendono Immortal a tratti ingiocabile. Improvvisi freeze da uno a cinque secondi interi rendono impossibile compiere qualsiasi azione. Questo di solito accade nelle aree che contengono un obelisco, e dal momento che si muore spesso in Immortal questo problema è qualcosa che dovremo affrontare abbastanza regolarmente. È assolutamente inaccettabile, al punto che siamo rimasti sorpresi che il gioco sia stato rilasciato in questo stato.

Immortal: Unchained
5.5 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4, XBOX One, PC
Pro
    - Un titolo Souls Like sci-fi
    - Buona crescita del personaggio
    - Ottima varietà di armi
    - Combat System divertente ma...
Contro
    -...poco originale e troppo sbilanciato
    - Graficamente povero
    - Difficoltà molto elevata
    - Trama quasi inesistente
Riassunto
Immortal: Unchained non è un gioco orribile, ma ha ben poco a suo favore. Il level design è piuttosto piatto e poco ispirato, il gameplay è solo a tratti divertente e non fa nulla per differenziarsi dagli altri esponenti del genere. Troppi difetti di natura tecnica, improvvisi freeze a schermo e diversi bug, rendono l'esperienza frustrante e inaccettabile. Chi è innamorato della formula Souls troverà sicuramente qualche titolo che possa anche lontanamente avvicinarsi al capolavoro di From Software, ma non è questo il caso. Immortal: Unchained è un titolo mediocre che è meglio evitare.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

Splatoon 2, l’aggiornamento 4.1.0 arriva la prossima settimana

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C’è anche un nuovo stage finale

Dopo le voci riguardanti un nuovo stage in arrivo su Splatoon 2, Nintendo ha annunciato che quest’ultimo arriverà con il nuovo aggiornamento.

Il prossimo 3 Ottobre, la versione 4.1.0 del gioco introdurrà lo stage Skipper Pavilion ed alcune nuove armi dalla Collezione di Kensa, come la Bomba Booyah, quest’ultima arma dovrà essere caricata prima di esplodere in faccia ai propri nemici, per ovviare questo problema, la carica sarà accelerata se voi ed i vostri compagni di squadra premerete sul comando “Booyah!”.

Avete già provato Splatoon 2 assieme al nuovo servizio online di Nintendo? Cosa ne pensate?

Fonte: Nintendolife

Kingdom Hearts III, annunciato il nuovo tema di apertura

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Face my Fears…

Oggi Square Enix ha annunciato il rilascio del nuovo tema di apertura del celebre JRPG Kingdom Heats III.

La canzone si chiama “Face My Fears” (Affrontare le proprie paure) e sarà in collaborazione con il DJ americano John “Skrillex” Moore.

Verrà rilasciata come singolo il prossimo 18 Gennaio sia nella versione inglese che in quella giapponese, assieme a questa nuova canzone ci sarà anche quella dei titoli di coda, l’iconica Don’t Think Twice.

A quanto pare, il DJ americano dovrebbe essere un grande fan di Kingdom Hearts ed originariamente avrebbe richiesto di mixare proprio Dont’t Think Twice.

Sembra che Winnie the Pooh sarà il produttore di questa canzone.

Kingdom Hearts III sarà disponibile il prossimo 29 Gennaio per PS4 e Xbox One, in caso non abbiate ancora prenotato, basterà cliccare qui.

Fonte: Dualshockers

Mario Tennis Aces, Strutzi si aggiunge al roster dei personaggi

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Un personaggio atipico…

Mario Tennis Aces ha raccolto e riunito il meglio dei personaggi Nintendo in un singolo gioco, ma la storia dell’azienda nipponica è ricca di personaggi, alcuni quasi dimenticati o sicuramente meno noti.

Parliamo proprio di Strutzi (aka Birdo aka Catherine, per gli amici Birdetta), una creatura particolarmente bizzarra, che tra le altre cose ha il merito di essere il primo personaggio transgender del mondo Nintendo.

Strutzi sarà disponibile per tutti i giocatori dal primo Novembre, quelli che invece dispongono già di un abbonamento al servizio online di Nintendo, potranno ricevere il personaggio con ben un mese di anticipo.

Mario Tennis Aces è già disponibile nei negozi per Nintendo Switch, se siete indecisi, vi consigliamo di leggere la recensione del gioco a questo link.

Per ingannare l’attesa, vi lasciamo al trailer.

Fonte: Dualshockers

Luca Monticelli presenta il suo primo libro: La comunicazione nell¹era digitale

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L’evento si è tenuto presso lo show-room Cosentino City di Milano.

Luca Monticelli ha presentato ieri il suo primo libro: “La Comunicazione nell’era digitale – Come essere vincenti e credibili sul web”, disponibile nelle librerie italiane e su Amazon, edito da Edizioni Unicopli.

L’evento si è tenuto presso l’innovativa ed elegante sede dello show-room Cosentino City di Piazza Fontana a Milano (http://city.cosentino.com/en/app/city/milano) dove, alla presenza della stampa e degli amici più cari, Luca ha introdotto il suo libro dopo una simpatica esposizione, arricchita da immagini divertenti ed esempi “concreti.”

L’esigenza di scrivere questo libro risiede nel fatto che le aziende italiane comunicano inconsapevolmente, poco e male, soprattutto in ambienti digitali, senza conoscere a fondo i mezzi e gli ambienti dove poter ottenere il massimo del risultato. Soprattutto chi cerca di fare comunicazione “in house” spesso non ha le basi o le conoscenze necessarie, o addirittura l’esperienza, per essere efficace creando spesso danni al proprio business e alla propria immagine.

Luca ha quindi scritto un riassunto, chiaro, semplice ed esaustivo, sull’attività che deve svolgere il comunicatore, frutto di un’esperienza più che ventennale maturata nel mondo della Comunicazione e del giornalismo.

Il libro fornisce anche delle interessanti argomentazioni su come creare una propria identità digitale. Così come accade nella vita di tutti i giorni, anche in ambienti digitali ci si deve sforzare di creare un’immagine che venga percepita dal prossimo proprio come vorremmo che lo fosse. Un’argomentazione per nulla scontata, visto che molte aziende e persone soffrono di questa crisi d’identità digitale, barcamenandosi in tentativi che non portano i risultati sperati: più follower con conseguente aumento del proprio fatturato.

“Il mio libro, la Comunicazione nell’Era Digitale, è un pratico manuale, scritto in un linguaggio comprensibile a tutti, che insegna a comunicare, costruire un proprio personal branding, essere efficaci per raggiungere il proprio pubblico di riferimento, realizzare un piano di comunicazione per raggiungere specifici obiettivi di business, conoscere i Social Network e capire quali sono ideali per il proprio business, riconoscere gli influencer di valore, imparare a riconoscere bufale e fake news, e regole comportamentali da tenere in ambienti Social”, ha commentato Luca Monticelli. “Perché la nostra immagine e reputazione non hanno solo grande peso nella vita reale, ma anche in quella digitale. Tra miliardi di persone connesse dobbiamo riuscire ad emergere con una nostra identità che ci differenzi, che ci faccia riconoscere all’interno della massa. Conoscere quindi gli strumenti e le metodologie che sono proprie dei professionisti, portando esempi chiari e reali, è sicuramente un ottimo spunto da cui partire per essere vincenti.”

Luca Monticelli, esperto di comunicazione da oltre 20 anni, è CEO & Founder di Star2Com S.r.l. e docente di Digital PR presso la Link Campus University di Roma/Vigamus Academy.

FIFA 19 FUT – Ultimate Team, tutto quello che c’è da sapere sui OTW (Ones to Watch)

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I migliori trasferimenti avvenuti nel mercato estivo!

Partiamo subito con le novità di FIFA 19, che ricordiamo essere disponibile all’acquisto ufficialmente da oggi. EA Sports ha infatti annunciato che anche quest’anno saranno presenti i Ones to Watch (Giocatori da Tenere D’occhio). Ma cosa sono le carte OTW? Introdotte per la prima volta in FIFA 17, sono carte speciali dedicate ai giocatori più interessanti acquistati, in questo caso, durante la sessione di mercato estiva (esistono anche i OTW invernali e verosimilmente arriveranno fra gennaio e febbraio 2019).

La particolarità di queste carte sta nel fatto che l’overall generale così come le statistiche sono dinamiche, ovvero cambiano nel corso della stagione. Quindi se il giocatore dovesse contraddistinguersi per le proprie prestazioni, ad esempio, entrando a far parte del TOTW (Team of the Week), oppure durante le competizioni europee (Champion’s League e Europa League), riceverà l’upgrade delle sue statistiche. Le carte in questione non posso ricevere downgrade. In altre parole, rappresentano le carte con le statistiche più alte che un giocatore possa avere. Le valutazioni delle carte OTW verranno aggiornate automaticamente.

Ma non è tutto, mentre nei passati capitoli di FIFA, il limite di età per i OTW era fissato a 30 anni, quest’anno EA Sports ha deciso di eliminarlo, permettendo così ad uno dei giocatori più desiderati di FUT, complice il suo passaggio dalle Merengues del Real Madrid alla Juventus, Cristiano Ronaldo di entrare a far parte dei Giocatori da Tenere D’occhio.

Le carte OTW vanno bene per la compravendita?

I prezzi delle carte OTW dipendono dal rendimento dei giocatori e dal numero di carte IF ricevute. Ecco perché è così difficile prevederne i prezzi. Queste carte danno quindi al gioco un certo livello di incertezza.

Bisogna quindi fare delle importanti considerazioni: comprare subito una carta OTW, sapendo che costerà più di una normale carta di un giocatore equivalente? Cosa succede se un giocatore non ottiene la carta TOTW che ci aspettavamo ricevesse? Quando bisogna vendere? Ridurre le perdite o tenere la carta sperando che aumenti di valore? Sono tutte domande di difficile risposta e sta sostanzialmente a voi prendervi o meno il rischio di acquistarle e/o rivenderle.

Qui di seguito vi lasciamo al Tweet di EA Sports. I giocatori saranno disponibili nei pacchetti a partire dalle ore 18 (inglesi), le 19 in Italia.

Noi naturalmente vi terremo aggiornati!

[Aggiornamento] – I Ones to Watch sono disponibili nei pacchetti per un periodo di tempo limitato. L’annuncio è arrivato dal profilo ufficiale Twitter di EA Sports.

Avrete bisogno di tanta fortuna. Infatti, c’è meno dell’1% di probabilità che uno di questi giocatori possa venir fuori dai pack. Questo è certamente uno shock per i giocatori che si avvicinano per la prima volta a FIFA e alla modalità Ultimate Team. Anche chi gioca da anni, aveva la sensazione che le probabilità fossero basse ma non fino a questo punto.

Non ci resta che augurare buona fortuna a tutti voi!

Se non lo avete ancora fatto, date uno sguardo alla nostra recensione:

Recensione FIFA 19.

Se invece vi dovesse servire aiuto con la modalità FUT – Ultimate Team, c’è la nostra apposita guida:

FIFA 19 FUT – Ultimate Team , trucchi e consigli

La fattura elettronica PA in 5 semplici mosse

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Come creare la fattura elettronica

La fattura elettronica PA, da emettere attraverso un sistema digitale e da trasmettere attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) coordinato dall’Agenzia delle Entrate, è obbligatoria già dallo scorso luglio. Nonostante sia una procedura piuttosto semplice, una guida alla fatturazione elettronica può risultare comunque utile, tenendo conto che si tratta di un servizio obbligatorio che riguarda tutti gli operatori economici, vale a dire i fornitori di beni o servizi verso le PA. Bisogna inoltre tenere conto che a partire dal 2019, la fattura elettronica diventerà obbligatoria anche tra i privati e verso i consumatori, rappresentando un cambiamento incredibile nella lotta all’evasione e nella regolamentazione di tutti gli scambi di beni e servizi, non solo nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Vediamo quindi delle procedure semplici per la fattura PA, dalla compilazione all’invio in 5 semplici mosse:

  • Convertire la fattura cartacea nel formato .xml, l’unico ammesso, e assicurarsi che contenga tutti i dati considerati obbligatori. Esistono sistemi che generano automaticamente questa tipologia di file, in modo da minimizzare il rischio di errori e/o mancanze, che potrebbero portare a multe e problemi.
  • Apporre la firma digitale al documento, che la rende univoca e senza la quale la fattura elettronica non può essere considerata autentica.
  • Trasmettere la fattura al SdI, tramite posta elettronica certificata PEC, che ha lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale, o con inserimento manuale.
  • Attendere la verifica del SdI, che controllerà la fattura elettronica PA inviando al mittente una notifica con l’esito del controllo. Per ogni fattura elettronica, quindi, sarà necessario gestire diverse notifiche.
  • Conservare la fattura elettronica che è, va ricordato, un obbligo di legge. Non si tratta semplicemente di salvare il file, ma di renderlo valido per la legge ed equiparabile al formato cartaceo tramite il servizio gratuito messo a disposizione dall’agenzia delle Entrate, rendendo il documento fruibile per 10 anni.

Tutte queste procedure possono essere svolte manualmente oppure attraverso sistemi di automatizzazione, utilizzando software che possono semplificare notevolmente il procedimento e renderlo più sicuro e a prova di errori.

Va inoltre ricordato che la fattura elettronica PA, per essere considerata valida, deve riportare obbligatoriamente alcune informazioni e rispondere a determinate caratteristiche: per prima cosa, la data di emissione deve corrispondere alla data indicata nella ricevuta di avvenuta consegna; in più, deve riportare un codice identificativo univoco assegnato a ciascun ufficio dall’Indice delle PA. A questo si aggiunge la presenza obbligatoria di un codice CIG (Codice Identificativo di Gara) nei casi di obbligo di tracciabilità secondo la Legge 136/2010. Per finire, ogni fattura elettronica deve riportare un codice CUP (il Codice Unico di Progetto) in caso di fatture relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto, secondo l’articolo 11 della Legge 3/2003.

I regali a tema supereroi per i fan di Spider-Man

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L’Uomo Ragno è il supereroe del momento, e per una volta non è merito del cinema.

In questi anni la classifica della popolarità dei vari personaggi è sempre stata influenzata dalle uscite cinematografiche. C’era il momento per Thor, quello per Capitan America, quello dei Guardiani della Galassia, ed è stato così per anni, in una continua alternanza scandita dalla cronologia dei film. I suoi momenti di massima esposizione mediatica li ha avuti anche Spider-Man, soprattutto dopo il grande ritorno in famiglia e l’ingresso nel Marvel Cinematic Universe.

Ora l’Uomo Ragno è tornato il supereroe più chiacchierato, e non per qualche nuova indiscrezione sul prossimo film che lo vedrà protagonista nel 2019. Questa volta il cinema non c’entra e il merito va al bellissimo Marvel’s Spider-Man, il videogame per la PS4 che sta raccogliendo giudizi entusiasti un po’ da tutti. Qui la nostra recensione

Quando un supereroe diventa il personaggio del momento lo si capisce anche da altri settori, ad esempio quello del merchandising. Non è un caso se tra i regali dei supereroi è proprio Spider-Man a essere il più ricercato. A volte è quasi una cosa inconscia, si pensa a cosa si potrebbe regalare ad un amico fan della Marvel e l’Uomo Ragno sembra l’unico personaggio adatto. Non che manchino le alternative viste le decine di supereroi – e super cattivi – che offre lo sconfinato universo della Marvel. Quando il personaggio più popolare del momento è anche uno dei più amati (se non il più amato) però diventa quasi d’obbligo scegliere dei regali dedicati proprio all’amichevole Uomo Ragno di quartiere. Per questo motivo abbiamo cercato qualche gadget sui supereroi dallo stile particolare che farà felice i fan di Spider-Man.

Set da colazione di Spider-Man

La selezione di gadget supereroi parte con un set per iniziare benissimo la giornata. Si tratta di un set da colazione – ma che può essere usato in ogni pasto – che vi offre uno stampo per tagliare il pane in cassetta e un portauovo. Lo stampo taglia dalle fette di pane il logo the Amazing Spider-Man, anche se rischia di passare quasi inosservato. La “colpa” è del bellissimo portauovo con le fattezze dell’Uomo Ragno; anzi, dell’Uovo Ragno! Le forme sono opposte a quelle del vero Spider-Man, dite che avrà conservato la sua incredibile agilità?

Mug termosensibile Spider-Man

Un altro gadget per la prima colazione o per altri momenti della giornata. Un mug è un regalo classico per i fan dei supereroi, anche se a discapito delle apparenze questo è un modello speciale. La stampa è fatta con un inchiostro speciale che reagisce con il calore, in questo modo la grafica muta ogni volta che versate una bevanda calda. A freddo la tazza mostra l’Uomo Ragno dietro al logo the Amazing Spider-Man, ma basta versare una bevanda calda per attivare il Senso di Ragno. Difatti con il calore la grafica sembra proprio attivare il senso speciale di Spider-Man. Che lo stia avvisando del pericolo dell’acqua bollente?

Accappatoio-vestaglia di Spider-Man

Vestire i panni di un supereroe è complicato, soprattutto perché spesso si tratta di calzamaglie attillatissime. Con i gadget dei supereroi però si può godere di versioni più generose e accomodanti. L’esempio perfetto è l’accappatoio di Spider-Man, un modello ufficiale che riprende lo stile del costume disegnato da Steve Ditko. Ovviamente c’è qualche licenza, perché un accappatoio ha forme molto differenti. Lo stile però è quello, ed è così bello da essere cambiato pochissimo nel tempo (almeno nella sua versione “base”).
Il materiale è soffice e caldo, cosa che non lo rende un accappatoio ordinario. Questo però ne amplia gli utilizzi e può rivelarsi una vestaglia davvero “amazing”. In questo modo il vostro amico potrà godersi il regalo non solo dopo le docce.

Portachiavi di Spider-Man

Un regalo economico fa sempre comodo per tutte quelle occasioni in cui basta un pensiero. Il Portachiavi dell’Uomo Ragno può essere l’idea regalo perfetta, perché è bella, utile e ha anche una luce LED che può sempre tornare comoda. Il portachiavi ha le forme della testa del personaggio e dà alle vostre chiavi lo stile giusto per un fan dei fumetti – e di tutto ciò che lo riguarda. Un pulsante attiva la luce che fa illuminare tutta la testa. La luce è prettamente estetica, ma può essere comoda di sera, quando non si vede quasi nulla e può aiutare a trovare il buco della serratura.

Luminart Spider-Man vs Hulk

Come ultimo gadget dei supereroi vi proponiamo un elemento di arredo. Si tratta di una luminart, che è come una stampa con cornice con due differenze. La cornice è spessa così si può anche tenere su un mobile senza doverla per forza appenderla a una parete; all’interno ha una luce che la fa illuminare per poterla ammirare anche al buio. Nel caso del modello Luminart Spider-Man vs Hulk il soggetto è la copertina di un numero storico della serie the Amazing Spider-Man. Si tratta del numero 120 uscito nel 1973, con l’epico scontro con Hulk. Per un collezionista di fumetti potrebbe essere un regalo favoloso.

Back 2 The Past, parliamo di Mario 64

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It’s – a me Mario!!!

E’ impossibile non conoscere questo simpatico idraulico italiano, nasce nel 1981 dalla mente di uno dei più grandi geni dell’industria videoludica, Shigeru Miyamoto, storico padre di Donkey Kong e di The Legend of Zelda.

Inizialmente non aveva nemmeno un nome, veniva chiamato genericamente Jumpman, nome che qualche anno dopo ispiro anche un platform per Atari e Commodore 64.

Capirete bene che Jumpman fosse un nome poco evocativo per un eroe che saltava barili per salvare una giovane donna rapita (Pauline) da uno scimmione. Quindi durante la localizzazione in lingua americana di Donkey Kong, Minoru Arakawa (fondatore di Nintendo of America) decise di chiamare il personaggio come il proprietario del primo stabilimento americano di Nintendo, quest’ultimo infatti si chiamava Mario Segale (ricordato spesso erroneamente come Mario Segali).

L’approdo su Nintendo 64

E’ inutile dire che si tratta di uno dei giochi più iconici per quella piattaforma, assieme a The Legend of Zelda: Ocarina of Time. Anche questa volta l’ispirazione parte da Shigeru Miyamoto, il quale pensava ad un Mario 3D da ben 5 anni, mentre stava lavorando a Star Fox su SNES.

Lo sviluppo su SNES però richiedeva maggiore potenza, cosa che nemmeno il chip Super FX dell’epoca riusciva ad offrire, Miyamoto decise così di accantonare l’idea e spostarla sulla futura console della casa nipponica, il Nintendo 64.

Prima di diventare il gioco che tutti noi abbiamo amato (specialmente il sottoscritto) , i designer di Nintendo assieme a Miyamoto vagliarono numerose idee, prevalentemente sulla visuale, più o meno lo stesso problema affrontato dagli sviluppatori di Crash Bandicoot.

Inizialmente si pensò che il gioco dovesse possedere una visuale isometrica e che il percorso debba essere predeterminato, Miyamoto però eliminò quest’idea al fine di favorire l’esplorazione del giocatore. Solo i livelli durante il quale il nostro eroe baffuto si deve scontrare con Bowser mantengono l’idea originale, difatti lo scopo di quei mondi è solo quello di battere il nemico.

Durante lo sviluppo del gioco, si penso di inserire anche enigmi di altri giochi, prevalentemente The Legend of Zelda: Ocarina of Time, in quanto lo sviluppo dei due titoli avvenne contemporaneamente, ma l’uscita per ovvi motivi venne differita.

Trama

Una volta decisa la direzione artistica del gioco, gli sviluppatori pensarono alla trama, che ancora una volta non è nulla di particolarmente innovativo. Infatti, il caro e vecchio Bowser ha rapito la Principessa Peach ed ha usato il potere delle Stelle per trasformare i dipinti del castello in portali in cui ha posizionato i suoi scagnozzi.

Mario per salvare la Principessa dalle temibili grinfie del Drago-Porcospino, dovrà raccogliere 70 Stelle (su un totale di 120). Qual’è il premio? Dopo aver salvato Peach il nostro idraulico avrà un bel bacio sul naso e la torta che gli aveva promesso ad inizio gioco.

Gameplay

Il gioco nonostante una trama banale, è riuscito a diventare un successo grazie alle numerose innovazioni introdotte da Miyamoto e Co., oltre i controlli fluidissimi (per l’epoca) del nostro Mario, gli sviluppatori sono riusciti ad inventarsi un modo di accedere ai mondi unico e spettacolare.

Infatti, il baffone per arrivare nei vari mondi e recuperare le stelle doveva passare attraverso i dipinti del Castello, un’esperienza che ricorda in qualche modo lo Stargate. Ogni Mondo custodiva 7 Stelle (6 standard + 1 segreta).

I Mondi o le Aree sono 15 in totale e sono le seguenti (per pura scelta estetica lascio i nomi in inglese):

  • Bob-omb Battlefield;
  • Whomp’s Fortress;
  • Jolly Roger Bay
  • Cool, Cool Mountain;
  • Big Boo’s Haunt;
  • Hazy Maze Cave;
  • Lethal Lava Land;
  • Shifting Sand Land;
  • Dire, Dire Docks;
  • Snowman’s Land;
  • Wet-Dry World;
  • Tall, Tall Mountain;
  • Tiny-Huge Island;
  • Tick Tock Clock;
  • Rainbow Ride;

Se la matematica ci assiste, ci accorgeremo subito che se sono disponibili 7 Stelle per ogni Mondo il totale arriva a 90, dove sono le altre 30? Beh, sono nascoste nel Castello, tra scivoli, cappelli magici e gare ad acchiapparella con i conigli…

Audio

Il comparto audio del gioco è stato affidato al famosissimo compositore nipponico Koji Kondo, mentre per la prima volta lo storico idraulico italiano riceveva un doppiaggio, affidato al simpaticissimo attore americano Charles Martinet.

L’attore e doppiatore durante un’intervista ha rivelato che per ottenere la parte aveva utilizzato tutto quello di più caratteristico che esce dalla bocca di un italiano, è un po’ deprimente per noi italici, ma all’estero ci vedono ancora con certi stereotipi.

Critica

Super Mario 64 è stato un vero successo, all’inizio non tutti capirono l’innovazione dietro il gioco, in quanto la maggior parte era ancorata ad una vecchia visione del gaming, ed il 3D nonostante fosse l’inequivocabile passo successivo doveva ancora mostrare le sue potenzialità. In ogni caso il baffuto idraulico italiano ottenne 94 su Metacric e moltissime altre recensioni positive, oltre ad aver venduto quasi 12 milioni di copie, numeri che ancora oggi sono di tutto rispetto.

Conclusioni

Super Mario 64 è stato un gioco unico, che ha saputo unire moltissimi elementi ancora acerbi per l’epoca come le meccaniche open-world, i controlli con stick al posto dei D-Pad, la grafica 3D e la creazione di un mondo di gioco tra il magico e l’onirico, insomma un vero e proprio capolavoro.

Personalmente, sono nato e cresciuto con Super Mario, avevo solo 7 anni quando è entrato con prepotenza nella mia vita, facendomi divertire e sognare e nonostante siano passati più di 20 anni ancora trascorro le mie giornate alternando il lavoro ai suoi iconici “Mamma Mia!”.

Fateci sapere la vostra esperienza con questo splendido gioco sulla nostra pagina Facebook.

Varta, presentate le prime batterie riciclabili realizzate con l’11% di materiale riciclato

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L’azienda leader nell’energia portatile rinnova il proprio impegno per ridurre l’impatto ambientale. Oltre alle nuove pile green ad alte prestazioni, anche un carica batterie composto dal 50% di bioplastica

La tutela dell’ambiente è un tema sempre più importante per i consumatori, moltissimi prodotti hanno ridotto il proprio impatto ambientale e anche le batterie non fanno eccezione. Da sempre attenta alla sostenibilità, VARTA, azienda tedesca leader nell’energia portatile, lancia sul mercato la nuova linea di batterie ricaricabili RECHARGE ACCU Recycled, costituita per l’11% da materiale riciclato, che assicura alte prestazioni rispettando l’ambiente.

Le nuove pile, facilmente identificabili grazie alla confezione verde e beige che le distingue dalle classiche alcaline, sono disponibili nel tipo AA con capacità 2100 mAh e AAA con capacità di 800 mAh, e possono essere ricaricate utilizzando qualsiasi carica batterie. Le RECHARGE ACCU Recycled sono precaricate per un uso immediato e sono dotate di un basso tasso di autoscarica. Ad esempio, dopo 12 mesi, hanno ancora circa il 70 % della loro capacità disponibile.

Oltre alla nuova linea, VARTA ha creato la soluzione ideale per chi desidera un carica batterie rispettoso dell’ambiente: ECO Charger; il cui telaio è realizzato per metà con bioplastica generata dall’amido di riso naturale. Composto per la maggior parte da materiale biodegradabile, il nuovo carica batterie è stato dunque realizzato impiegando il 50% in meno di combustibili fossili. Inoltre, è estremamente affidabile e sicuro grazie al rilevamento di pile difettose o celle malfunzionanti. Il carica batterie è dotato di quattro singoli slot e consente di ricaricare batterie di tipo AAA e AA singolarmente o simultaneamente in circa un’ora e mezzo. Ogni slot presenta due indicatori LED blu che indicano il processo di ricarica e segnalano il raggiungimento della carica completa.

Grazie a questo equilibrio tra efficienza, rispetto per l’ambiente e l’alta qualità dei materiali utilizzati, ECO Charger è stato premiato al Plus X Award 2018 (premio tedesco dedicato all’innovazione di prodotto nel mondo della tecnologia e del lifestyle) nella categoria “Ecologia” e “Alta qualità”.

RECHARGE ACCU Recycled e ECO Charger rappresentano la sintesi perfetta tra eco-compatibilità e alte prestazioni, e sono in grado di soddisfare i bisogni energetici degli utenti rispettando l’ambiente.

ECO CHARGER

Dimensioni: 76 x 29.5 x 108.5 mm
Blister disponibili: 1 x Eco Charger
1 x Eco Charger + 4 x AA 2100 mAh
1 x Eco Charger + 4 x AAA 800 mAh
Prezzo consigliato: Senza batterie € 19.99
Con batterie incluse € 29.99

RECHARGE ACCU Recycled

Capacità:
2100 mAh

2100 mAh
Blister disponibili: 4 x AA,

    Prezzo consigliato: € 11.99 (4 x AA)

RECHARGE ACCU Recycled

Capacità:
800 mAh

800 mAh
Bister disponibili: 4 x AAA,

     Prezzo consigliato: € 11.99 (4 X AAA)

Fan dei mutanti? Sta arrivando X-Men Dark Phoenix

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Torna la Fenice…

Nella giornata di ieri, 20th Century Fox ha pubblicato in rete il trailer del nuovo film dedicato al mondo dei mutanti, si chiamerà X-MEN: Dark Phoenix.

Come si comprende dal titolo, questo film sarà interamente dedicato a Jean Grey, la giovane mutante così potente da spaventare lo stesso Xavier, che più volte ha tentato di proteggere la giovane dalla potentissima Fenice.

I più anziani si ricorderanno che Jean Grey e la Fenice hanno avuto un ruolo primario anche in X-MEN: Conflitto Finale, pellicola rivelatasi disastrosa.

Dal trailer si evince chiaramente che la storia dell’unione tra la giovane mutante e la potente Entità verrà trattata in maniera approfondita, visti anche i fatti di X-MEN: Apocalypse (se ancora non lo avete visto, fatelo è di primaria importanza per il continuum della trama).

Ma cosa è la Fenice?

I più lontani dal contorto Multiverso Marvel si faranno certamente questa domanda, la Fenice è un’Entità Cosmica dotata di straordinari poteri che durante la sua infinita esistenza ha scelto a quale creatura legarsi, affinché essa stessa non liberi la sua infinita forza per compiere la propria missione.

Spesso la sua missione porta ad un progresso evolutivi di alcuni mondi rispetto ad altri, una volta fatto ciò torna in uno stato di calma. La Fenice è in grado di aumentare a dismisura la forza del proprio organismo ospitante, la stessa Jean Grey ad esempio, grazie alla Fenice ha potenziato al massimo i suoi poteri mentali (telecinesi e telepatia), tanto da superare qualunque mutante.

Il professor Xavier ha cercato di limitare questo immenso potenziale della giovane Jean, ma come dimostrato in Conflitto Finale e in Apocalypse, la Fenice non ama le costrizioni, di conseguenza una volta libera prende il controllo dell’ospitante, in questo caso Jean Grey e ne altera carattere e volontà.

Quest’ultimo aspetto è visibile anche nel trailer, infatti oltre che cambiare l’aspetto della ragazza, la Fenice porta Jean da Magneto che conscio del suo immenso potenziale la accoglie tra i suoi ranghi. Il potere esorbitante dell’Entità farà però scomparire completamente la personalità di Jean trasformandola nella Fenice Nera, un essere incontrollabile e molto pericoloso.

Speriamo che questo piccolo preambolo sia stato utile. X-MEN: Dark Phoenix uscirà nelle sale il prossimo 14 Febbraio, intanto gustatevi il trailer.

Catherine: Full Body si mostra in diversi nuovi screenshot

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Vincent ne vedrà delle belle!

Oggi Sega e Atlus hanno pubblica una serie di screenshot del remake per Catherine: Full Body.

Possiamo dare uno sguardo ai protagonisti principali, l’indeciso Vincent, l’allettante Catherine (insieme alla possibilità di cambiare la sua voce attraverso due opzioni presenti nel gioco base e nove tramite i DLC), la bella Katherine e la misteriosa Rin.

Il gioco include oltre venti nuovi filmati, una storia notevolmente ampliata a causa della comparsa di Rin e nuovi scenari per Catherine e Katherine, che avranno anche nuovi finali.

Vediamo inoltre i diversi livelli di difficoltà (sicura, facile, normale e difficile). La modalità sicura non ha limiti di tempo, né trappole né giochi. Possiamo anche saltare ogni puzzle e c’è una funzione di supporto che consente di vedere il percorso più sicuro e veloce possibile. Questo può essere attivato e disattivato anche in modalità sicura.

Ci sono oltre 500 livelli aggiuntivi, con la modalità “Disponi” che offre versioni alternative di ogni puzzle per coloro che hanno completato il gioco originale.

Ricordiamo che Catherine: Full Body sarà disponibile in Giappone per PS4 e PS Vita il 14 febbraio. Una versione occidentale è prevista per il 2019, ma al momento non si conoscono né la data di lancio né le piattaforme.

FIFA 19, la nostra recensione

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Lo sport più bello del mondo!

Molti titoli sportivi tentano di rappresentare veramente lo sport all’ennesima potenza. È il caso della serie NBA 2K o di un altro titolo molto popolare negli Stati Uniti, Madden. Talvolta, la costante ricerca della simulazione, porta però i giochi sportivi a soffrire quando si tratta del gameplay. Più spesso, la giocabilità è ostacolata dalle numerose animazioni che si scontrano direttamente con le meccaniche di gameplay. Una serie che ha superato questi ostacoli è quella di FIFA di EA Sports. L’ultima iterazione, FIFA 19, è una perfetta rappresentazione di questa nozione in quanto presenta un’esperienza calcistica quasi realistica (seppur alcune scelte fanno storcere il naso) mantenendo un gameplay divertente al quale la software house canadese ci ha ormai abituato da anni.

Un nuovo modo di passare il pallone

Quando abbiamo provato il gioco per la prima volta, siamo subito stati immersi nella più grande novità che FIFA 19 ha da offrire, ovvero una partita di UEFA Champion’s League. Finale: Juventus – Paris Saint Germain, tifosi in visibilio per i propri beniamini, una raffigurazione gigantesca di Cristiano Ronaldo domina l’intera tribuna. Inizialmente, il gameplay non sembra essere cambiato di una virgola, ma con il passare del tempo la differenza si nota e in alcuni frangenti è davvero spiazzante. In FIFA 18, passare era abbastanza semplice bastava puntare lo stick analogico verso un giocatore e premere un pulsante per passare la palla direttamente al nostro compagno di squadra.

In FIFA 19, si avverte invece una certa sensibilità e imprecisione nel passaggio. Molte volte, l’idea era quella di passare ad un determinato giocatore, e invece il pallone o è stato passato ad un giocatore diverso o addirittura all’avversario. Inevitabilmente, ci siamo messi d’impegno è abbiamo imparato a passare in modo più efficace, ma di tanto in tanto, è inevitabile mancare completamente un passaggio o addirittura quello decisivo per finalizzare l’azione. Il nuovo sistema di passaggi sembra avere un aspetto più realistico, mettendoci molta più pressione rispetto a quanto accadeva in passato. Ciò è sia un bene, in quanto non necessariamente l’azione costruita finisce nel migliore dei modi e sia un male, in quanto costringe, anche i giocatori più navigati e pratici della serie, ad assimilare la nuova meccanica di passaggio.

Finalizzazione a tempo

L’implementazione più notevole nel rodato gameplay di FIFA sono le Finalizzazioni a Tempo (Timed Fineshes). Questa abilità, se sfruttata al momento giusto, permette di calciare con maggiore precisione il pallone. Per iniziare, bisogna toccare due volte il pulsante di tiro. Apparirà una barra con un cursore dove dovremo premere con il giusto tempismo una seconda volta il tasto del tiro per determinarne la sua precisione. Il paragone è forse un po’ azzardato, ma la feature ricorda molto il Sistema di Ricarica Attivo della serie di Gears of War.

Usare la Finalizzazione a Tempo rende quindi il tiro più accurato. Tuttavia, non è drasticamente più efficace del tradizionale sistema di tiro che ci ha accompagnato fino a FIFA 18. È un sistema di rischio/ricompensa. Se lo utilizziamo con successo, la conclusione verso la porta avversaria sarà più accurata. Tuttavia, se il nostro tempismo dovesse essere errato, magari premendo troppo in fretta il tasto o troppo tardi, il tiro molto probabilmente finirà fuori dallo specchio o verrà neutralizzato facilmente dall’estremo difensore. È una bella implementazione ma non sembra così affidabile quanto il metodo tradizionale.

Tatticismi, tiki-taka e skills

La costante ricerca di un sistema di gioco che favorisca più l’azione corale rispetto a quella in singolo, a nostro giudizio non ha ancora portato ai risultati sperati. C’è anche da dire che l’utenza si è abituata in un modo e voler stravolgere le dinamiche di un titolo come FIFA non è possibile. Chi gioca da tempo alla serie, si sarà reso conto che FIFA ogni anno comincia in un certo modo e finisce, attraverso svariati aggiornamenti, a diventare un gioco totalmente diverso. Si parte da un ritmo di gioco più ragionato e tattico e si arriva inevitabilmente a ritrovarsi in situazioni in cui Gervinho scarta tutti e insacca la palla in rete. Cosa successa qualche giorno fa nella partita Parma – Cagliari, ma che in un gioco come FIFA capita fin troppo spesso. Al di là di questa nostra personale riflessione, le nuove Tattiche Dinamiche permettono al giocatore di avere un maggiore controllo sui propri giocatori, i quali eseguiranno le nostre specifiche indicazioni attraverso la semplice pressione del D-Pad (Attaccante extra in area, Terzini Offensivi e così via). Che siano in movimento o da calcio piazzato, i giocatori controllati dalla CPU si comportano bene, non eseguono movimenti strani, anzi e risultano quasi sempre molto reattivi.

Abbiamo notato anche che la fisicità difensiva è aumentata. Infatti, mentre nei passati capitoli, il giocatore lanciato a rete portava sistematicamente a subire gol, quest’anno siamo rimasti piacevolmente sorpresi nello scoprire che è possibile fare un recupero ed evitare il peggio. Ciò che invece ci lascia alquanto perplessi è la capacità della CPU di far girare la palla in maniera talmente perfetta da non permetterci alcuna possibilità di intercettazione. Quest’aspetto sembra essere presente anche quando la squadra che abbiamo dinanzi non brilla per qualità. Per riuscire a contrastare il tiki-taka avversario servirebbe una modifica alla velocità di gioco. Allo stato attuale dell’arte invece bisogna soltanto sperare che la CPU sbagli un passaggio o la conclusione finale. In realtà ci è già capitato diverse volte di subire manovre con passaggi di prima e con tanto di finalizzazione all’angolino con i nostri giocatori praticamente disorientati. Siamo purtroppo ben consci che il ritmo di gioco non vedrà mai un’aggiustatina verso il basso, la scelta di EA Sports è chiara, favorire lo spettacolo e il divertimento di chi ci gioca.

Quest’anno sono state introdotte anche nuove skills, il che soprattutto online porterà a situazioni frustranti. È vero Cristiano Ronaldo ha segnato il miglior gol della sua carriera in rovesciata contro la Juventus ma è abbastanza divertente vedere che qualsiasi giocatore, in particolar modo da calcio d’angolo, riesce a coordinarsi ed effettuare una rovesciata quasi perfetta. Questo non è realismo a nostro giudizio. Vedere giocatori come Petagna avere 4 stelle skills non è plausibile, così come un Bernardeschi averne ben 5, al pari di fenomeni come Neymar o CR7.

La folla è in visibilio

Qualcosa a cui molti appassionati pensano quando giocano ad un titolo sportivo è la presentazione. Non siamo ai livelli della serie NBA di Visual Concepts ma FIFA 19 fa la sua bella figura. La combinazione della folla ruggente, la grafica eccezionale grazie al Frostbite e il commento della partita affidato ancora una volta alla coppia Pierluigi Pardo e Stefano Nava aiutano a dare al gioco quel tocco di ulteriore autenticità.

Ci sono ancora delle piccole incertezze nel commento partita, alcune frasi ripetute e altre senza senso (ad esempio Pardo chiede a bordo campo quanto resta ancora da giocare, concludendo la frase: “aggiornaci in caso di novità”) ma in definitiva, risulta essere migliorato enormemente in questi anni e finalmente riesce ad immergerci nel match. A fare ulteriormente la differenza è la cura magistrale dei dettagli.

La presentazione pre-partita è superlativa, possiamo ammirare i giocatori nel tunnel degli spogliatoi, stringersi strette di mano, interagire fra di loro fino a quando saranno chiamati a scendere le scale che portano al campo. Qui il Frostbite dà il meglio di sé, i giocatori risultano rasentare quasi la perfezione, con movimenti naturali e convincenti. Anche lo stadio è più vivo che mai. I tifosi si scattano selfie, cantano cori e impazziscono letteralmente ad ogni gol segnato.

Anche gli elementi di contorno, dai banner pubblicitari, alle panchine, passando per i cameraman, i fotografi, gli addetti di sicurezza, la terna arbitrale, gli allenatori, sono stati realizzati talmente bene da farci apprezzare ogni partita come se venisse trasmessa in TV.

Il Viaggio in versione Campioni

L’avvincente avventura de “Il Viaggio” con protagonista il campione fittizio Alex Hunter ritorna anche in FIFA 19. Questa volta, non sarà solo. Infatti, avremo la possibilità di interpretare il migliore amico del protagonista principale Danny Williams e la sorella Kim Hunter nelle loro rispettive storie. Il Viaggio riprende da dove lo abbiamo lasciato lo scorso anno. Alex Hunter, dopo l’intensa esperienza in America, è in cerca di riscatto in un grande club europeo mentre il suo amico Danny Williams continua a giocare nel campionato inglese. La storia viene narrata in modo tale da darci il controllo di entrambi i personaggi ai quali si aggiunge la già citata sorella di Alex, Kim, giovane astro nascente del calcio femminile statunitense.

Una volta completata una certa porzione di storia per ogni protagonista, saremo in grado di scegliere su quale personaggio concentrarci. Le storie sono intrecciate fra loro e c’è un percorso consigliato che permette di avere la migliore esperienza narrativa offerta dal pacchetto. Tuttavia, se desiderate concentrarvi sul viaggio di Kim Hunter mentre diventa la star del team nazionale USA femminile, potete farlo tranquillamente. Poter cambiare personaggio e giocare con chi si vuole, rende la modalità Il Viaggio più interessante rispetto al passato.

Le storie di ciascuno dei personaggi sono davvero avvincenti. Quella di Alex e Kim Hunter riguarda il lavoro e l’equilibrio della vita; gran parte della storia di Danny Williams affronta invece una varietà di cose che vanno dalle rivalità dei fratelli ai problemi di denaro. Per essere storie di persone che hanno raggiunto il successo, c’è da dire che ci siamo ritrovati con alcuni momenti narrativi che sembrano davvero derivare da situazioni comuni. Mentre giochiamo, ci verrà chiesto di fare delle scelte, alcune delle quali sono etichettate come momenti chiave che dovrebbero influenzare il resto della storia. Tuttavia, dopo aver preso queste decisioni critiche, non sembra essere cambiato molto. L’unica volta che abbiamo sentito di aver fatto la differenza è stato quando abbiamo sbagliato una partita. Anche in questo caso però la sensazione che ci sia fin troppa linearità nel racconto è piuttosto marcata.

Ogni protagonista ha il proprio set di abilità uniche. Danny Williams e Kim Hunter hanno entrambi un albero delle abilità al quale dovremo assegnare i punti che guadagneremo partita dopo partita; questo sistema è molto simile a quello utilizzato nella modalità Viaggio dello scorso anno. La progressione delle abilità di Alex Hunter è invece leggermente diversa. Arrivato al Real Madrid, Alex sceglierà un mentore che gli fornirà un’abilità specifica; più aumenta la sinergia fra i due, più velocemente crescerà la stima del mentore. Quando raggiungerà il massimo, durante una delle nostre interminabili sessioni di allenamento, parteciperemo a una missione di addestramento bonus che ci vedrà sfidare l’abilità particolare del nostro mentore.

L’idea è interessante, ma il progresso nell’acquisizione di una abilità è generalmente un po’ lento. Gli attributi di Alex aumenteranno dopo ogni partita, ma in misura inferiore rispetto a quanto avviene per le abilità di Kim Hunter e Danny Williams. La nota dolente è data dai tanti e lunghi caricamenti che inevitabilmente spezzano il ritmo fra una scena e l’altra.

Modalità per tutti i gusti

Quest’anno gli sviluppatori di FIFA 19 si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di aggiungere alcune nuove modalità di gioco. A partire dal classico Calcio d’Inizio che dà la possibilità di giocare ad una partita amichevole ma con alcune piccole modifiche. È infatti possibile scegliere tra diversi tipi di partite, dalle Finali di coppa a quelle con Regole personalizzate.

Tra le regole selezionabili troviamo la modalità Sopravvivenza, ad ogni gol segnato corrisponde un’espulsione di un giocatore casuale (tranne il portiere) della squadra che ha realizzato la rete. Tiri da Fuori, dove le conclusioni fuori area hanno un punteggio doppio, Colpi di testa e tiri al volo, in questo caso valgono soltanto i gol segnati di testa e/o con tiri a volo, Niente Regole, dove vale qualsiasi cosa, non c’è il fuorigioco né tanto meno falli e cartellini, infine troviamo la modalità Il Primo a… nella quale è possibile stabilire come terminare la partita. Chi segna un gol (Golden Gol), o chi arriva prima a tre reti segnate. A scelta, alla fine dei 90 minuti regolamentari, si potrà decidere se affrontare supplementari e calci di rigore.

Ritroviamo inoltre le Stagioni online, giocabili con un club qualsiasi, la modalità Pro Club che permette di giocatore 11 contro 11, le Amichevoli Online e le Stagioni Co-Op Online.

The Champiooons

Fra le altre modalità abbiamo, la competizione della UEFA Champion’s League, che permette sia di affrontare l’intera competizione partendo dai gironi oppure di passare direttamente alle semifinali o addirittura alla finale. La Champion’s League dà il meglio di sé però nella modalità Carriera, in quanto permette di sognare in grande, magari prendendo una squadra non propriamente blasonata e arrivando fino ai palcoscenici della Champions League.

FUT – ULTIMATE TEAM

Non poteva mancare la modalità più amata dai fan di FIFA, ovvero l’Ultimate Team. Quest’anno le novità sono diverse e le abbiamo già segnalate e approfondite nella nostra guida di: FIFA 19 FUT – Ultimate Team, trucchi e consigli.

Sicuramente la UEFA Champion’s League avrà un ruolo chiave attraverso eventi a tema e carte speciali dedicate ai giocatori che si saranno contraddistinti nella competizione. Rivisto il sistema di Divisioni, ormai abbandonate a favore delle Division Rivals, che richiedono al giocatore di giocare cinque partite in modo tale da determinare la relativa divisione di competenza (nella quale troveremo giocatori di pari livello). Ad ogni partita, vinta, pareggiata o persa, corrisponderà un punteggio che servirà sia a scalare la divisione (ottenendo quindi premi migliori) e sia ad accumulare punteggio utilizzabile per partecipare alla Weekend League. Quest’anno non saremo quindi chiamati a qualificarci tramite tornei dai requisiti talvolta discutibili, ma soltanto attraverso il punteggio che otterremo nelle Division Rivals. Inoltre, saremo noi a decidere quando partecipare alla Weekend League.

Le Squad Battles ritornano anche in FIFA 19. Ogni giorno possiamo affrontare una selezione di squadre dall’overall differente. Solitamente si parte da un valore compreso tra 50 e 70 per poi arrivare a valori compresi fra 82 e 90+.  Ad ogni vittoria, a seconda della difficoltà scelta, che va da Principiante ad Estrema, otterremo un certo quantitativo di punti che ci piazzerà automaticamente in una classifica. Maggiore sarà il punteggio ottenuto, migliori saranno i premi. Le novità di quest’anno per l’Ultimate Team non sono tantissime, ma in definitiva regaleranno tantissime ore di gioco a tutti gli appassionati, non soltanto in termini di partite, ma anche per quanto riguarda il mercato, la compravendita, i pacchetti e le tanto apprezzate Sfide Creazione Rosa.

FIFA 19
8.8 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4, XBOX One, PC, Switch
Pro
    - La Champion's League è una gradevole aggiunta
    - Nuove modalità per divertirsi con gli amici
    - Frostbite in grande spolvero
    - La modalità FUT - Ultimate Team è ormai una garanzia
    - La storia del viaggio convince
    - La Finalizzazione a Tempo rende il tiro più accurato ma...
Contro
    - ...non sembra una soluzione così affidabile quanto il tradizionale metodo di tiro
    - La modalità Carriera necessita di un restyling
    - Alcuni giocatori hanno statistiche non propriamente veritiere
    - Le nuove skills aumenteranno la frustrazione sopratutto nelle competizioni online
    - Sembra ancora che la velocità dei giocatori farà la differenza in game
Riassunto
FIFA 19 non delude le aspettative. Con l'aggiunta della Champion's League e grazie ad un gameplay migliorato, sebbene permangono alcune incertezze soprattutto di natura tecnica, FIFA 19 risulta essere abbastanza realistico e ancora divertente da giocare. Il Viaggio: Campioni e la modalità FUT, salvo alcune aggiunte, non sono cambiati molto rispetto all'anno scorso, ma continuano a regalare ai giocatori tante ore di gioco. FIFA 19 non è l'edizione che cambia radicalmente le carte in tavola ma gli aggiustamenti e le migliorie apportante fanno si che il titolo di EA Sports rappresenta ancora la migliore iterazione calcistica presente sul mercato.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

WarioWare Gold – la nostra recensione

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Eterna giovinezza.

Versione testata Nintendo 3DS

Nintendo 3DS non ne vuol proprio sapere di andare in pensione. Nonostante l’arrivo di Nintendo Switch, la compagnia di Kyoto continua a credere  in quella che è diventata da tempo l’icona delle console portatili, con numeri tali da scoraggiare qualsiasi concorrente (oltre 71,99 milioni di unità vendute a gennaio 2018, ndr.) Ma se Switch fa da ammiraglia contendendosi i tripla A con Sony e Microsoft, Nintendo 3DS resta imbattuto – salvo il pericoloso avanzare degli smartphone – quando si parla di giochi più leggeri, accessibili e immediati, fatti apposta per passare il tempo e di cui Nintendo è sicuramente maestra. Nell’enorme catalogo di minigiochi della grande N, merita una menzione d’onore la saga di WarioWare, apparsa per la priva volta nel 2003 su Game Boy Advance e poi capace di adattarsi a tutte le successive console portatili di Nintendo, fino al 2009 quando la serie sbarca su Nintendo Wii U, condividendo con la sfortunata console casalinga il suo triste destino: il dimenticatoio.

Uscita definitivamente dai radar dei videogiocatori più giovani, era necessario, come si dice oggi, un vero e proprio reboot o, meglio, una “collection” della serie che potesse far conoscere al pubblico giovanile le delizie di un tempo in cui i giochi avevano un solo scopo, ovvero divertire.
WarioWare Gold quindi raccoglie ben 300 minigiochi, di cui almeno una cinquantina inediti; la maggior parte di questi giochi, però, è presa di peso dalle precedenti edizioni, senza nessun miglioramenti se non qualcuno marginale. Più che di un titolo nuovo sarebbe quindi più corretto parlare di compilation di grandi classici.

eSports… quasi

Lo stratagemma per mettere insieme questi titoli tutti diversissimi tra loro è rappresentato dal tentativo di Wario di tirare su un po’ di soldi extra attraverso un torneo di videogiochi. Nonostante si tratti evidentemente di un pretesto per passare da un titolo all’altro, la story mode presenta momenti davvero divertenti, con simpatiche cutscenes che proveranno a strapparvi qualche sorriso nemmeno tanto forzato, ad esempio proprio all’inizio quando Wario prova a convincere i diversi sviluppatori di videogames da lui contattati a lavorare per lui gratis, in cambio di fama e gloria. Un dejà-vu.

Gameplay ” vecchio fa buon brodo

I giochi sono suddivisi in tre gruppi o, meglio, in tre leghe: la lega Pigiatutto, la Giratutto e la Toccatutto, ciascuna delle quali prevede 5 livelli con grado di difficoltà crescente. Come è facile immaginare, il nome della lega sta ad indicare il tipo di minigiochi che dovremo affrontare. Nella prima verrà chiesto di premere i pulsanti con un certo tempismo, nel secondo di usare il giroscopio del Nintendo 3DS e nel terzo, ovviamente, la stilo.

Ciascuno dei livelli che affronteremo è intitolato ad un personaggio della serie e la sua ministoria rappresenterà il pretesto per risolvere uno dei minigiochi, alcuni dei quali veramente fuori di testa (primo su tutti quello in cui dovrete infilare le dita in un mega nasone). L’ultimo dei livelli è un “boss”, superato il quale otterremo il nostro premio in monete. Se invece non riusciremo a superare i minigames, dopo un certo numero di tentativi (quattro per l’esattezza) saremo costretti a spendere le nostre monete per poter continuare. I giochi sono così tanti che la sequenza di minigiochi cambierà ogni volta che ricomincerete, impedendovi di memorizzare tutti i 5 livelli. Tuttavia, non aspettatevi un grado di sfida troppo elevato: la principale difficoltà, infatti, sta nel comprendere cosa fare in quel determinato gioco e farlo nei pochi secondi di tempo a disposizione. Una volta completati i primi quindici livelli della modalità storia, si avrà la possibilità di sbloccare un livello di difficoltà più elevato che mescola i minigames delle diverse leghe. Le monete così accumulate potranno poi essere utilizzate per acquistare collezionabili dal “distributore di palline”. Qui potrete acquistare altri minigames, sbloccare collezionabili interattivi come “Wario disegna Amiibo” e 9 nuove challenge che vi consentiranno di aumentare il grado di sfida del titolo, riportandolo ai livelli delle vecchie edizioni per GB Advance. Potrete ad esempio variare la velocità dei minigiochi o affrontarli senza possibilità di errore con una sola vita e così via.

Un doppiaggio in italiano davvero ben fatto

Dal punto di vista tecnico non c’è un granché da dire: la tecnica da questo punto di vista è un aspetto davvero trascurabile e rispetto ai titoli originali apparsi negli anni scorsi non molto è cambiato, e ciò, sia chiaro, non ci dispiace affatto. Tuttavia, forse si sarebbe potuto osare qualcosa in più con i nuovi giochi, magari provando a sfruttare l’effetto 3D della console, la fotocamera o chi sa cos’altro. Estremamente ben realizzate invece le cutscenes che introducono i diversi livelli nella story mode, sia sotto l’aspetto visivo, che ci ha ricordato alcuni cartoni animati di Cartoon Network, che sotto l’aspetto del doppiaggio in italiano, davvero di altissimo livello.

WarioWare Gold è sicuramente un titolo godibilissimo soprattutto per coloro che non conoscono ancora la serie e non hanno ancora intenzione di pensionare il proprio 3DS. Certo, considerando che si tratta essenzialmente di una collection di vecchi giochi ci saremmo aspettati un prezzo più a buon mercato rispetto ai 39 euro richiesti sullo shop, ma ci aspettiamo una sensibile riduzione di prezzo nei prossimi mesi, magari in tempo per la prossima estate, quando la nostra “vecchietta avrà oramai compiuto 9 anni.

WarioWare Gold
7.0 / 10 4News.it
Disponibile su3DS
Pro
    - Minigiochi completamente folli
    - Ottimo doppiaggio in italiano
    - Un buon passatempo
Contro
    - Prezzo elevato
    - Poco coraggio nell'offrire qualcosa di nuovo
    - Troppi titoli riciclati
Riassunto
WarioWare Gold è sicuramente un titolo godibilissimo soprattutto per coloro che non conoscono ancora la serie e non hanno ancora intenzione di pensionare il proprio 3DS. Certo, considerando che si tratta essenzialmente di una collection di vecchi giochi ci saremmo aspettati un prezzo più a buon mercato rispetto ai 39 euro richiesti sullo shop, ma ci aspettiamo una sensibile riduzione di prezzo nei prossimi mesi, magari in tempo per la prossima estate, quando la nostra “vecchietta” avrà oramai compiuto 9 anni.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

Kingdom Hearts III tante voci famose nel cast di doppiaggio

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Kingdom Hearts

Tante star in un gioco che si prospetta epico.

Sicuramente il franchise di Kingdom Hearts non ha problemi ad assicurarsi grandi doppiatori, alcuni esempi sono Leonard Nimoy e Mark Hamill.

Disney e Square Enix hanno annuciato poco fa il cast di doppiaggio completo, non aspettatevi Tom Hanks o Tim Allen, nei rispettivi ruoli di Woody e Buzz Lightyear, ma le stelle di Hollywood non mancheranno.

I doppiatori saranno i seguenti:

Josh Gad: Olaf da Frozen;

Kristen Bell: Anna da Frozen;

Idina Menzel: Elsa da Frozen;

Jonathan Groff: Kristoff da Frozen;

Zachary Levi: Flynn da Rapunzel;

Donna Murphy: Madre Gothel da Rapunzel;

John Ratzenberger: Hamm (il maiale) da Toy Story;

Wallace Shawn: Rex da Toy Story;

Tate Donovane: Hercules;

Kevin R. McNally: Joshamee Gibbs da Pirati dei Caraibi;

Tony Anselmo: Paperino;

Bill Farmer: Pippo.

E per chiudete in bellezza torna a doppiare Sora, Haley Joel Osment (famoso per film come il Sesto Senso, A.I. e un sogno per domani). Altri attori talentuosi si aggiungeranno al cast, per ora questo è quanto.

Kingdom Hearts III uscirà nei negozi il prossimo 29 Gennaio, su PS4 e Xbox One. Se non lo avete ancora prenotato, potete farlo qui.

Per ingannare la lunga attesa, vi lasciamo al trailer assieme ai magnifici eroi di San Fransokyo.

Fonte: Dualshockers

Inizia l’open beta cross-play di Fortnite su PS4

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Fortnite

Ne è passato di tempo…

Sony Interactive Entertainment ha capito che sentiero seguire per supportare alcuni titoli che utilizzano il multiplayer cross-platform, il primo passo in questo sentiero è stato quello di lanciare nella giornata di oggi una open beta di Fortnite.

Il Presidente di Sony Interactive Entertainment John Kodera, sostiene che la beta verrà vista “come un’opportunità di condurre attraverso un periodo di testing, il multiplayer cross-platform su PlayStation al meglio, ricordandosi dell’esperienza dell’utente dal punto di vista tecnico e sociale“.

Lo stesso Kodera continua dicendo “Per 24 anni, abbiamo lottato per portare ai nostri fan la migliore esperienza di gioco pensando solo a PlayStation. Oggi, le community attorno ad alcuni giochi si sono evolute a tal punto da offrire esperienze cross-platform di qualità per i giocatori. Essendo consci di questo, abbiamo completato attraverso delle analisi che le meccaniche richieste possano comunque garantire agli utenti PlayStation un’esperienza di gioco intatta, così come in futuro, dopo che avremo aperto a questa possibilità. Ciò rappresenta un grande cambiamento nella policy per Sony Interactive Entertainment e ora stiamo pianificando i processi in tutta l’organizzazione per supportare questo cambiamento. Aggiorneremo la community quando avremo altri dettagli da condividere, includendo più specifiche riguardanti il frame rate e cosa succederà per i prossimi titoli“.

Fonte: Gematsu

 

Castlevania Requiem annunciato per PS4

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Tornano due episodi epici della saga.

Konami ha annunciato l’uscita esclusiva su PS4 di Castlevania Requiem: Symphony of the Night & Rondo of Blood. Il gioco sarà disponibile digitalmente dal prossimo 26 Ottobre, mentre i preordini sono aperti sin da ora.

Castlevania Requiem includerà come da titolo due dei titoli più caratteristici per la saga, entrambi verranno emulati su PS4, ma con alcune aggiunte, come:

  • Risoluzione upscalata a 1080p/4K;
  • Fondali multipli ad alta risoluzione;
  • Diverse opzioni di renderizzazione;
  • Trofei

Questo gradito ritorno utilizzerà anche alcune funzioni del DualShock 4, dalla vibrazione del controller allo speaker, quest’ultimo infatti emetterà un suono quando prenderete un oggetto.

Vi lasciamo al trailer.

Fonte: Gematsu

Shadow of the Tomb Raider – la nostra recensione

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Tutto prima o poi  finisce…

La nuova vita della archeologa più famosa di tutti i tempi è tornata per vivere la sua ultima avventura, dopo il remake nato nel 2013.

Lara Croft è una specie di eroina indiscussa nell’ambito dei videogiochi, sin da quando era un semplice modello poligonale particolarmente “generoso” nelle dimensioni.

Questo capitolo si pone il difficile compito di completare la trilogia che ci ha visto “crescere” insieme a Lara, seguendola in ogni disavventura possibile ed immaginabile in lungo e in largo per il globo terracqueo.

Si cresce, prima o poi…

L’aspetto maggiormente apprezzato di questa trilogia ad opera di Crystal Dinamics e continuata da Eidos Montreal e Square Enix è proprio quello psicologico della protagonista, se infatti nelle avventure del 2013 avevamo conosciuto una Lara impacciata ed impaurita, il 2015 ha portato ad una maggior consapevolezza dell’archeologa, fino a diventare l’esperta razziatrice di tombe che conosciamo oggi.

Lo sforzo delle due software house prescinde però l’aspetto meramente psicologico, difatti è chiaramente comprensibile quale altro scopo si presenta di fronte ai videogiocatori, la volontà di offrire un titolo esplorativo mixato ad uno stile survival, come visibile dal fatto che la nostra eroina è esperta di crafting alla stregua di un qualunque muratore bergamasco o della mitica Suor Nausicaa di Colorado.

Quel trono è mio…

E’ abbastanza chiaro che la produzione voglia portare Lara a confrontarsi con Nathan Drake, protagonista dell’eccellente saga creata da Naughty Dog, sfida che il sottoscritto ritiene particolarmente ardua. Nonostante la Croft sia la madrina indiscussa dei giochi dedicati all’avventura e all’esplorazione, Drake e il team di Naughty Dog le hanno soffiato scettro e corona, grazie ad una serie in decadenza e alla bravura eccezionale del team californiano.

Trama

Shadow of the Tomb Raider inizia con la nostra fortunatissima eroina vittima di un incidente aereo (consiglierei altri mezzi, ma li distruggerebbe comunque), prima di vedere lo schianto a terra, il gioco ci trascina indietro di qualche giorno (che gioco sarebbe senza flashback?).

Il flashback è ambientato poco tempo dopo dagli avvenimenti di Rise of the Tomb Raider e vede la protagonista parlare con il suo inseparabile compagno di sventure Jonah. Entrambi sono da qualche parte in Messico e stanno cercando un artefatto Maya, ma non sono soli nella ricerca, infatti è presente anche la Trinità, un’antica società segreta che dal 978 dopo Cristo indaga su fenomeni sovrannaturali al fine di accrescere il proprio potere.

Questa particolare caccia tra gatti e topi si svolge durante “El Dia de Muertos”(festa che ha raggiunto una crescente notorietà, soprattutto grazie al cinema, infatti possiamo ricordare il bellissimo film Disney-Pixar Coco e 007 Spectre), questa volta però la Trinità arriva prima, lasciando un bel regalino ad entrambi.

Nonostante l’inaspettata esplosione, Lara riesce a raccogliere alcune importanti informazioni, che la conducono ad un prezioso e pericolosissimo manufatto, un pugnale che avrebbe il potere di stravolgere il Mondo, causando terremoti, maremoti e qualunque altro disastro possibile ed immaginabile.

La nostra eroina pur di non farlo finire in mano alla Trinità decide di prenderlo e scappare, purtroppo ancora una volta, il “cattivone” del gioco aka Pedro Dominguez raggiunge Lara e la priva del pugnale, raccontandole una delirante visione di un mondo migliore, come ogni cattivo da film.

Dopo questo inciampo, Lara in preda ai sensi di colpa, cerca di correre ai ripari cercando Dominguez in Perù, dove quest’ultimo si accinge a portare a termine la sua distorta verità.

Qui interrompo ogni comunicazione riguardante la trama, il bello sta nella scoperta e se vi privassi di questo piacere sarei vittima di numerose maledizioni voodoo, non mi resta che dirvi esplorate e divertitevi.

Analizzando il plot narrativo, si può tranquillamente affermare che rispecchia in piena regola molte delle grandi produzioni cinematografiche statunitensi, nonostante ciò Shadow of the Tomb Raider non riesce a mantenere alto il pathos del giocatore, alternando situazioni “leggere” ad altre iperadrenaliniche.

L’esplorazione è tutto…

E’ necessaria una dolorosa premessa, come molti ormai sapranno, questo Shadow of the Tomb Raider è abbastanza breve se correrete all’impazzata, infatti l’approccio alla Usain Bolt vi porterà a vivere un’esperienza di 10 ore o poco più. L’essenza del gioco ed il sottoscritto consigliano invece di vivere e respirare appieno l’aria della foresta peruviana, al fine di scoprire i segreti che da millenni vengono celati da quelle fronde.

Il gioco vi fornirà anche delle missioni secondarie, ma a parte dei rari casi si limiteranno a delle fetch quest, la cosa bella anche di queste missioncine banali, è il fatto che vi porterà ad esplorare ogni recondito angolo di questo misterioso territorio, facendo rinascere l’esploratore sopito del giocatore, che girovagando tra fronde e scimmie cercherà pertugi e tesori in ogni dove.

E le tombe?

Non ci sarebbe nessuna Tomb Raider, senza l’esplorazione di antiche grotte traboccanti di trappole e tesori, anche questa iterazione del gioco contiene le tombe e le cripte (le prime sono 9 in totale, come nel capitolo precedente, vi sembreranno di più, grazie ad una estensione aumentata assieme al tasso di sfida.

Combat System

Lara ne ha imparate molte durante gli ultimi anni, nonostante le prime ore di gioco non ci mostrino in alcun modo combattimenti memorabili. Il sistema di “shooting” non è cambiato affatto e la pesantezza dei movimenti potrebbe diventare noiosa, ma verrete sopraffatti dall’abitudine e da un crescente invito all’utilizzo dello stealth.

Shadow of the Tomb Raider alle difficoltà più alte vi porta ad apprezzare uno stile maggiormente silenzioso, nonostante i nemici non siano sveglissimi, alla prima occasione vi riempiranno di piombo lo stile “Terminator” non aiuterà.

In più bisogna aggiungere che Lara stessa grazie a delle tecniche di guerriglia niente male, una su tutte è tratta dal celeberrimo film Predator (1987), si tratta proprio quella usata da Schwarzy per non essere intercettato dalla complessa tecnologia termica dell’alieno, qui l’utilizzo si limita a schermare la visibilità della Croft, ma è comunque geniale e appagante.

Albero delle abilità

Per abbattere al meglio i nemici e per affrontare questa avventura tutt’altro che all’acqua di rose, sarà necessario migliorare le abilità della nostra Lara, nonostante non sia più una pivellina imberbe, certi ambienti richiedono più assi nella manica.

L’albero delle abilità è rimasto pressoché uguale, dotandolo di uno stile grafico nuovo e particolarmente impattante nei primi attimi di gioco, ma che sbloccandone le possibilità arricchirà di frecce il vostro letale arco.

Comparto artistico

La crescita del brand dedicato alla celebre archeologa vede nel comparto artistico uno dei suoi punti forti, infatti non è possibile restare glaciali di fronte ad una veste grafica di tutto rispetto che conta sia dei modelli poligonali di buonissima qualità, sia delle ambientazioni mozzafiato che difficilmente usciranno dalla vostra memoria.

Di alta qualità gli effetti di luce ed i particellari che rendono grotte, tombe e foreste quasi fotorealistiche, al limite dell’immersivo. Nonostante l’ottimo lavoro dal punto di vista grafico, il confronto con Uncharted 4 pende inesorabilmente a favore del secondo.

Per quanto riguarda l’audio, i producer di Shadow of the Tomb Raider hanno preferito eliminare distraenti musiche di sottofondo prediligendo i “rumori della natura”, che in cuffia danno il loro meglio, penserete di essere proprio li in mezzo a scimmie urlatrici, giaguari e pesci di ogni forma o colore.

L’esperienza su PS4 Pro

Shadow of the Tomb Raider da il meglio di se su PS4 Pro e Xbox One X. Nello specifico, abbiamo avuto la possibilità di provare il gioco anche su PS4 Pro. Potrete selezionare due diverse impostazioni. La prima, permette al gioco di girare a 1080p (graficamente non si differenzia dalle console standard) con un framerate bloccato a 60  fotogrammi al secondo, favorendo la fluidità, mentre la seconda, prova a raggiungere la risoluzione 4K (purtroppo si ferma a 1872p) con 30 fotogrammi al secondo.

Abbiamo testato il gioco con entrambe le modalità (abbiamo preferito quella che favorisce la risoluzione) e ci è sembrato girare piuttosto bene. Soltanto in termini di framerate, abbiamo notato qualche leggero calo, sia nella prima che nella seconda modalità, nel corso delle situazioni più concitate, ad esempio durante alcuni combattimenti. Per quanto riguarda le prestazioni grafiche, il gioco si presenta in maniera eccezionale su tutte le piattaforme. Su PS4 Pro, abbiamo molto apprezzato il convincente sistema di illuminazione che riesce a dare risalto ad ogni ambiente di gioco.

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Shadow of The Tomb Raider
8.3 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4, XBOX One, PC
Pro
    - Comparto artistico di buona fattura
    - Apprezzato l'approccio maggiormente stealth
    - Esplorando vivrete appieno l'essenza del titolo
Contro
    - Avventura principale un po' corta
    - Personaggi un pochino debolucci
    - Trama poco profonda
Riassunto
Questa nuova avventura di Lara Croft è un capolavoro a metà, da una parte possiamo vedere come il comparto tecnico sia di ottima fattura (senza toccare le vette raggiunte da Naughty Dog), facendovi vivere un'esperienza in prima persona nella selvaggia giungla peruviana o nella pittoresca città di Paititi, il tutto unito dallo step finale della crescita psicologica dell'archeologa britannica. Dall'altro lato si trova una trama poco incisiva, dalla durata veramente minima per un titolo del genere e priva di personaggi che facciano fare al titolo il salto di qualità che lo avrebbe consacrato a capolavoro indiscusso della saga. Nonostante tutto, se avete già apprezzato i titoli precedenti, Shadow of the Tomb Raider vi stupirà piacevolmente.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale