Totaku è la linea di statuine collezionabili dedicate ai personaggi dei videogame, principalmente legati ai franchise PlayStation (Crash Bandicoot, Parappa the Rapper, Sack Boy, Bloodborne, God of War), sta riscuotendo un discreto successo, tanto da espandersi anche ad altre storiche sage videoludiche, come Sonic the Hedgehog, Lemmings, Street Fighter e così via.
A dirla tutta il fatto che non ci sia nemmeno un’icona Nintendo ha fatto storcere il naso a molti, nonostante i già presenti Amiibo. Fortunatamente ci ha pensato Microsoft, visto che Rare è di sua proprietà, la casa americana ha dato il via libera per due grandi graditissimi ritorni, stiamo proprio parlando di Banjo-Kazooie e quello scoiattolo sfacciato di Conker.
In Italia la catena GameStop possiede l’esclusiva della linea Totaku, le cui figurines sono generalmente vendute attorno ai 15€, quindi supponiamo che sarà il prezzo da pagare per mettere le mani su questi pezzi di storia videoludica.
L’uscita è prevista per questo Autunno, noi non stiamo più nella pelle e voi?
Intanto per placare gli animi ecco i trailer dedicati alle new entries.
Non conoscete Banjo-Kazooie? Potete rimediare a questa mancanza votando al sondaggione di questa settimana sulla nostra pagina Facebook.
Oggi Square Enix ha annunciato il primo DLC ad essere introdotto nel nuovo gioco dedicato a Tomb Raider (la recensione è disponibile qui).
Il DLC che uscirà il prossimo 13 Novembre su PS4, Xbox One e PC, sarà gratuito per tutti i possessori di season pass (dal costo di 29,99€), mentre chi vorrà acquistarlo separatamente dovrà sborsare poco meno di 5 euro.
Questo è il primo di sette DLC mensili che verranno distribuiti, i quali includono tombe bonus, esperienze in cooperativa, armi, costumi, modalità a tempo e a punteggio ed alcune missioni della storia aggiuntive.
Ecco una panoramica del nuovo DLC di Shadow of the Tomb Raider:
“Nel DLC, Lara dovrà affrontare la Forgia degli Dei Caduti per scoprire i segreti di Kuwaq Yaku. Attraverso il suo viaggio, Lara scoprirà alcuni dettagli a proposito di un’antica eredità di un amico, e dovrà superare un pericolo che si pensava fosse perso tra le fiamme. La Forgia porterà una nuova tomba, giocabile in single-player o in cooperativa. I giocatori che completeranno la sfida, verranno premiati con la Skill Granatiere, la skin Brocken e l’arma Umbrage 3-80”.
Potrete osservare qui di seguito un paio di screenshot, che mostrano il nuovo DLC.
La famosa doppiatrice sarà una delle undici voci selezionabili nel DLC del gioco!
Dopo la recente galleria di screenshot, pubblicata qualche giorno fa, oggi si torna a parlare di Catherine: Full Body. Studio Zero ha infatti rivelato la prossima voce disponibile per Catherine nel DLC di Catherine: Full Body. Questa volta è la famosa doppiatrice Kana Asumi.
Mentre la protagonista femminile di Persona 3 Portable è doppiata da Marina Inoue, Asumi-san è colei che ha interpretato il personaggio durante le rappresentazioni teatrali di Persona 3. Ha anche interpretato il personaggio Megumi Kayano nel film del 2008 Persona -Trinity Soul-. È quindi legata alle opere di Studio Zero proprio come le precedenti doppiatrici rivelate finora.
Il DLC, intitolato “ideal voice” non poteva avere un nome migliore e permette di selezionare fra undici voci differenti. È un evento davvero raro che in un gioco siano presenti così tante attrici vocali popolari per interpretare, in maniera differente, lo stesso personaggio.
Le precedenti voci del DLC rivelate includono Aoi Yuki che ha doppiato Futaba in Persona 5, Yui Horie che ha doppiato Chie in Persona 4 e Ami Koshimizu che ha doppiato Yukiko in Persona 4.
Ricordiamo che Catherine: Full Body sarà disponibile in Giappone su PS4 e PS Vita il 14 febbraio. Una versione occidentale è prevista per il 2019, ma al momento non conosciamo né la data di lancio né le piattaforme.
Per quanto siano già usciti tra fine estate ed inizio autunno grandi giochi con incredibili risultati di vendite (Fifa 19 su tutti), il 2018 ha ancora da regalarci tantissime sorprese e alcune perle, prima della sua fine. Non senza difficoltà, così, abbiamo scelto i 10 titoli più ricchi di appeal ed interesse, rigorosamente in ordine di uscita e siamo pronti a scommettere, magari con un codice promo betfair, che molti dei titoli in questione entreranno nella vostra softeca già dal day one.
Call of Duty Black Ops 4 (12 Ottobre)
Torna il re dei first person shooter con il quarto capitolo della sottoserie Black Ops. Activision quest’anno ha deciso di puntare tutto sul multiplayer, proponendo per la prima volta un COD senza alcuno story mode. A breve scopriremo se la scelta si sarà rivelata vincente o meno.
Soulcalibur VI (18 Ottobre)
Uno dei principali esponenti dei picchiaduro a duelli torna con un sesto capitolo attesissimo. Soul Calibur VI è pronto a farci rivivere su PC e console le emozioni di una serie apprezzata anche per il suo stile fantasy nipponico.
Red Dead Redemption II (26 ottobre)
Dopo tanti rinvii, il secondo capitolo della serie di Rockstar Games ambientata nel west sta finalmente per arrivare su Playstation 4 ed Xbox One. Da quanto si è visto fino ad oggi, ci dovrebbe aspettare un’esperienza di gioco incredibilmente vasta ed intensa.
Football Manager 2019 (2 Novembre)
Non deve stupire che in una nazione come la nostra, popolata da 66 milioni di allenatori e commissari tecnici, Football Manager sia sempre ai vertici delle classifiche di vendita su PC. Tra le novità di FM2019, anche l’inedita licenza per tutta la Bundesliga.
Hitman 2 (13 Novembre)
Dopo aver provato la strada delle uscite a capitoli, IO Interactive torna alla “normalità” con Hitman 2. L’Agente 47 sembra davvero in gran forma per il suo ritorno in pompa magna nei negozi.
Fallout 76 (14 Novembre)
L’universo immaginifico post-atomico di Fallout torna in questo spin-off completamente incentrato su di una esperienza di gioco multiplayer che incuriosisce tantissimo i molti fan di una serie oramai entrata di diritto tra quelle di culto nel mondo dei videogiochi, ma che non mancherà altresì di dividerli.
Battlefield V (20 Novembre)
Electronic Arts è pronta a sfidare l’egemonia di Activision nel campo dei first person shooter a tema seconda guerra mondiale con il nuovo Battlefield che ci riporta in uno degli scenari preferiti dai gamer e dagli appassionati. Qui potete trovare la nostra anteprima sulla closed beta
Darksiders III (27 Novembre)
Grazie a THQ Nordic, il terzo capitolo della serie Darksiders si potrà presto materializzare su PC e console. C’è molto interesse per scoprire se il team di Gunfire Games saprà tenere alto il vessillo della saga: la presenza all’interno del gruppo, di molti sviluppatori dei precedenti capitoli, fa ovviamente ben sperare. Qui trovate l’ultimo trailer pubblicato proprio pochi giorni fa.
Just Cause 4 (4 Dicembre)
Una delle serie più folli in ambito free roaming torna con un quarto capitolo che promette davvero bene da quanto visto fino ad oggi. L’agente ribelle Rico Rodriguez ha ancora una volta bisogno di voi!
Super Smash Bros Ultimate (7 Dicembre)
Ultima grande uscita del 2018, Super Smash Bros Ultimate porterà su Nintendo Switch tutto il divertimento dei combattimenti ad arene della serie con il più grande roster di personaggi visto in un videogioco. C’è una lista praticamente infinita di personaggi Nintendo e special guest provenienti da tantissime altre serie!
Arcadia Bay, Max Caulfield, Chloe Price. Se siete fra quelli che hanno giocato ed adorato l’avventura grafica targata Dontnod Entertainment uscita nel 2015, difficilmente avrete scordato questi nomi. Anche perché, diciamocelo, risulta praticamente impossibile non avere un ricordo indimenticabile dell’esperienza che è stato in grado di regalare Life is Strange, uno dei pochi titoli veramente degni di nota e che meritano una menzione speciale nella scena videoludica. Un gioco che metteremmo al pari di una produzione cinematografica da premio Oscar, capace di toccare chiunque nel profondo e trasmettere emozioni come solo un film saprebbe fare. Una perfetta alchimia fra trama, colpi di scena, caratterizzazione dei personaggi e colonna sonora che ha dato vita ad un titolo che definirei Arte, senza esagerare (e che vi consigliamo di recuperare se ancora non lo avete nella vostra libreria).
Il grande successo riscosso dal primo capitolo ha portato alla nascita, nel 2017, di Life is Strange: Before the Storm, prequel in cui avremmo compreso il motivo del forte legame affettivo tra Chloe Price e Rachel Amber e il cui sviluppo è stato affidato, questa volta, a Deck Nine Games. Come spesso accade, però, il rischio che un prequel/sequel possa non essere all’altezza del titolo originale è sempre elevato, in particolar modo se si parla di un prodotto sceneggiato in modo magistrale come nel caso di Life is Strange. Il risultato era abbastanza prevedibile: Before the Storm è certamente un titolo valido e capace di intrattenere, ma senza particolari pretese di “spodestare” il suo predecessore. Non è un must have a meno che non siate fan della serie, ma ha indubbiamente aiutato ad attenuare l’attesa del seguito diretto su cui, appunto, erano al lavoro i ragazzi di Dontnod.
Come un fulmine a ciel sereno, ad agosto viene ufficialmente mostrato un teaser di Life is Strange 2: inutile dire che le aspettative erano decisamente elevate, nella speranza di ritrovarsi di fronte ad un altro capolavoro capace di appassionare, commuovere e stupire. Il primo episodio ha ufficialmente debuttato il 27 settembre e noi, finalmente, siamo pronti per iniziare questa nuova avventura.
Prima di iniziare la recensione, però, ci teniamo ad omaggiare la sfortunata casa di sviluppo Telltale Games che, come in molti saprete, ha da poco chiuso i battenti ma i cui lavori sono stati la “fortuna” di Dontnod. Come ha precisato lo sviluppatore, infatti, la serie di Life is Strange non sarebbe mai esistita se non ci fossero state le loro avventure videoludiche da cui prendere spunto, in particolar modo per la struttura ad episodi. Quindi, vogliamo unirci ai ringraziamenti e augurare il meglio a tutti i membri di Telltale Games.
Estamos llegando, Puerto Lobos
Life is Strange 2 è ambientato circa 3 anni dopo gli eventi del capitolo originale e ci porta a Seattle, dove faremo la conoscenza dei due nuovi protagonisti Sean e Daniel Diaz. Un triste evento di cui, ovviamente, non vi parleremo costringerà i due fratelli messicani a tornare nella loro terra d’origine, intraprendendo un lungo, difficoltoso e pericoloso viaggio verso Puerto Lobos.
Sin da subito è evidente come l’avventura tocchi principalmente i temi della famiglia e del forte legame che esiste tra due fratelli. Sean, infatti, sarà l’ombra del suo fratellino Daniel e spetterà a lui prendersene cura e proteggerlo da qualsiasi eventuale pericolo. La costante interazione fra i due personaggi, quindi, è essenziale per infondere nel giocatore un continuo senso di responsabilità delle proprie decisioni, con la consapevolezza di ciò a cui si andrà incontro. Starà a noi e al nostro buonsenso scegliere come agire in ogni situazione: daremo a lui le ultime cibarie rimaste o faremo gli egoisti? Gli insegneremo a rubare o ad essere sempre corretto anche in circostanze disperate?
Ecco, proprio a questo proposito, in Life is Strange 2 entra in campo anche l’istinto di sopravvivenza, seppur affrontato in modo molto superficiale in quanto, giustamente, non era obiettivo di Dontnod trasformare improvvisamente la serie in un survival. Il soldi che avremo dentro al portafogli, perciò, avranno una discreta importanza così come le risorse a nostra disposizione durante il viaggio, quali patatine piuttosto che biscotti al cioccolato o acqua anziché bevande gassate. Queste scelte, ovviamente, non comportano cambiamenti al corso della storia, al contrario invece di altre decisamente più importanti che genereranno situazioni differenti a seconda delle nostre decisioni. Come accadeva già in Life is Strange e in Before the Storm, insomma, quindi di per sé la formula di gioco è rimasta pressoché la stessa.
Se nel capitolo originale Max adorava scattare foto come passatempo, nel sequel Sean è un abile disegnatore e preferisce immortalare i momenti migliori con la mina della sua fedele matita, con cui riempirà di scritte e disegni il suo diario personale che potremo consultare per ripercorrere alcune vicende. Una piccola novità introdotta è la possibilità di personalizzare lo zaino del protagonista principale con i collezionabili sparsi nei vari episodi, che sostituiscono appunto le fotografie di Life is Strange. Gli adesivi e i portachiavi che troveremo, infatti, possono essere posizionati ed alternati a propria scelta fino ad esaurire gli slot disponibili.
Dimentichiamoci inoltre della capacità di controllare il tempo, perché Daniel sarà il portatore di un nuovo potere soprannaturale totalmente differente che gli permette di creare una sorta di onda d’urto, ma non vogliamo dirvi altro.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Life is Strange 2 mantiene sempre una grafica simil-cartoonesca ma gestita ora dall’Unreal Engine 4, che permette di avere un livello di dettaglio migliore ed un’immagine più pulita rispetto ai precedenti capitoli senza però richiedere troppo in termini di hardware. Con la nostra configurazione, che vede un Intel Core i7-5820K affiancato ad una NVIDIA GeForce GTX 1070 e 16 GB di RAM, non abbiamo avuto alcun genere di problema a far girare il titolo a 60 fps con i settings grafici impostati su Ultra, sebbene, almeno all’inizio, abbiamo notato un lieve fenomeno di stuttering poi svanito proseguendo nell’avventura.
Infine, le ambientazioni sono state magnificamente riprodotte dai ragazzi di Dontnod così come la colonna sonora, uno degli elementi portanti dell’intera produzione e che, per noi, è all’altezza di quella ascoltata in Life is Strange, almeno in questo primo episodio. Ci prepariamo quindi in anticipo a trattenere le lacrime nelle scene più tristi che sicuramente ci aspetteranno prossimamente.
Commento finale
Life is Strange 2 ha tutte le carte in regola per essere un degno sequel senza perdere nulla in termini di qualità della produzione. Già dal primo episodio ci si affeziona ai personaggi di Sean e Daniel come avvenuto per Max e Chloe, grazie alla forte caratterizzazione di entrambi, e la storia è semplice ma intrigante. Non possiamo negare che siamo ovviamente rimasti con il fiato sospeso al termine di questa prima parte di avventura, durata all’incirca 3 ore esplorando bene ogni ambientazione, ma se viene mantenuto questo livello siamo sicuri che ci troveremo di fronte ad altro capolavoro targato Dontnod Entertainment.
Life is Strange 2 Episodio 1: Roads
8.5 / 104News.it
Disponibile in digitale suPS4, XBOX One, PC
Pro
- Una nuova ed intrigante storia- Colonna sonora al pari del primo Life is Strange- Ottima caratterizzazione dei personaggi
Contro
- Qualche problemino tecnico
Riassunto
Life is Strange 2 ha tutte le carte in regola per essere un degno sequel senza perdere nulla in termini di qualità della produzione. Già dal primo episodio ci si affeziona ai personaggi di Sean e Daniel come avvenuto per Max e Chloe, grazie alla forte caratterizzazione di entrambi, e la storia è semplice ma intrigante. Non possiamo negare che siamo ovviamente rimasti con il fiato sospeso al termine di questa prima parte di avventura, ma se viene mantenuto questo livello siamo sicuri che ci troveremo di fronte ad altro capolavoro targato Dontnod Entertainment.
Dopo la pausa estiva, Maurizio Crozza è tornato in TV con la prima puntata della nuova stagione di Fratelli di Crozza, lo show del venerdì sera di Nove. La prima parte dello spettacolo è stata tutta dedicata all’immane tragedia del Ponte di Genova, città natale del comico e non sono mancati attacchi anche feroci nei confronti del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che poi è stato anche imitato dallo stesso Crozza.
Nuova stagione ed anche nuovo governo per l’attore ligure che ha dovuto rivedere in toto o quasi i suoi personaggi: Luigi Di Maio esce dal telefonino come veniva proposto nella precedente edizione dello show e festeggia i numeri della manovra economica del Governo come fosse la vittoria di un Mondiale di calcio.
E poi oltre Toninelli, entra nello show il presidente del Consiglio Giuseppe Conte visto come uno sfruttato tuttofare di lavori umili per Salvini ed il già citato Di Maio. Rimanendo in ambito governativo, Crozza ha preso di mira anche Simone Pillon, senatore leghista autore di un DDL sul tema dell’affido di cui si discutendo molto nelle ultime settimane.
Qualche conferma però c’è e Crozza, dopo essere stato su schermo contemporaneamente con 4 personaggi diversi tutti del Partito Democratico (Gentiloni, Renzi, Minniti e la new entry Calenda) ha usato un altro suo cavallo di battaglia, Flavio Briatore, come una sorta di bonus Betaland, una certezza su cui puntare e con cui ha voltato pagina nello show dopo il tanto spazio riservato alla politica.
La conclusione invece, anticipata dai promo del programma mandati durante tutto il mese di settembre, ha visto trasformarsi Crozza nel piccolo Leone Lucia Leognez, ovvero il figlio della coppia più social al mondo, ovviamente quella formata da Chiara Ferragni e Fedez. Una trasformazione ai limiti del geniale che oltre a strappare tante risate, fa riflettere sull’uso (e forse l’abuso?) dei minori sui social sin dai primi giorni di vita.
Rispetto alle altre edizioni in cui per iniziare ad ingranare completamente serviva sempre qualche settimana di rodaggio, questa volta Maurizio Crozza è subito sembrato carichissimo e capace sin da subito di entrare con la sua solita potenza satirica nell’attualità del nostro paese.
Anche gli ascolti sono dalla sua parte: Nove ha infatti raggiunto il 4,4% di share, cifra incredibilmente più alta rispetto alla media consueta del prime time dell’emittente, totalizzando oltre un milione di spettatori. Crozza ha battuto sia Propaganda Live su La7 (davvero incomprensibile da parte delle due reti continuare a proporre la stessa sera due programmi rivolti ad un target tendenzialmente simile) che le audizioni su X-Factor su 8.
Il comico genovese batte anche Rambo III su Italia 1 per poche migliaia di telespettatori ma soprattutto batte sé stesso: lo scorso anno a settembre la prima puntata del suo nuovo show non era andato oltre un’audience di 868.000 persone per uno share pari al 3.6%.
C’è dunque una grandissima aspettativa per la seconda puntata di Fratelli di Crozza anche per scoprire se ci saranno ulteriori new entry per questa nuova stagione partita davvero con il piede giusto sotto tutti i fronti.
Lara Amelia Croft nasce dalla mente dei ragazzi di Core Design, una software house britannica fondata nel lontano 1988. Lo studio di Derby venne acquisito da Eidos Interactive nel 1996.
Croft o Cruz?
Core Design ed Eidos Interactive, nel 1995, avevano intenzione di creare un videogioco “nuovo”, quindi lontano da molte delle meccaniche “machiste” che avevano monopolizzato l’industry. Allora Toby Gard, ideò una giovane archeologa, dotata di due pistole, accattivante nell’aspetto e vestita con un body in spandex color verde acqua.
Il nome originale dell’eroina era Laura Cruz, ma le origini ispaniche furono scartate in favore di un’educazione maggiormente “british”, a quanto si dice, sembra che il cognome Croft venne preso sfogliando l’elenco telefonico della cittadina di Derby.
Lara che è successo? Ti sono esplosi gli airbag?
Prendo in prestito questa battuta dalla famiglia più gialla d’America perché calza a pennello. Ci sono due storie che gravitano attorno al seno di Lara, scegliete voi a quale credere…
La prima narra che queste nuove forme derivarono da un errore del disegnatore, che “per sbaglio” aumentò la grandezza del seno del 150%.
La seconda (per il sottoscritto maggiormente plausibile) mantiene l’aumento del 150% del volume degli “airbag” di Lara e racconta che durante lo sviluppo, alcuni designer si misero a giocare con il modello di Lara, modificandone l’aspetto, quando un genio consigliò di maggiorare la giovane archeologa. Da questo si capisce quanto sia stato il tasso di sviluppatrici in Core Design.
Nonostante le leggende metropolitane, questa scelta piacque particolarmente al team di sviluppo, trasformando le nuove misure in quelle definitive. Modificate da Tomb Raider Legend in poi con delle forme “più umane”.
Successo
Quando il primo videogioco dedicato a Lara Croft uscì, il successo fu quasi istantaneo, numerose riviste specializzate e videogiocatori acclamarono il titolo per la sua giocabilità innovativa, la grafica a dir poco rivoluzionaria ed una trama degna dei migliori film.
La presenza di un’eroina femmina portò anche molte giovani ragazze a giocare il titolo e numerosi maschietti in preda a particolari tempeste ormonali. Lara divenne ben presto un’eroina sexy, comparendo praticamente ovunque dalle riviste ai fumetti passando per film e canzoni come: Amami Lara di Eugenio Finardi o Larasong dei Litfiba (colonna sonora di Angel of Darkness).
In Italia approdò anche una serie di divertentissimi sketch interpretati dalla bravissima Sabrina Impacciatore, alle prese con un giocatore non proprio esperto…
Dopo il clamoroso successo del primo titolo, Toby Gard abbandonò il progetto, nonostante questo il culmine del successo di questo franchise si raggiunse con il terzo episodio, da quel momento in poi Tomb Raider cominciò a vendere meno.
Il crollo
Il vero crollo delle vendite si ebbe con il sesto episodio (Angel of Darkness), uscito nel 2003, ciò deriva dal fatto che Core Design si cominciò a stancare di dover produrre sempre nuovi giochi dedicati all’archeologa, a causa dello stress e dell’impegno che una nuova avventura richiedeva, mixata alle crescenti esigenti richieste dei videogiocatori.
La rinascita del brand dalle ceneri…
Come una vera propria fenice, anche il brand dedicato alla famosissima Lara Croft è risorto dalle sue ceneri, dopo esser passato di mano da Eidos Interactive a Crystal Dynamics, questi ultimi hanno preferito realizzare un remake, mostrandoci una giovane Lara, ancora inesperta ed impacciata in questo mondo di ladri…
I ragazzi di Crystal Dynamics hanno anche modificato l’aspetto della bella archeologa, rendendola un po’ più acerba, vista anche la sua giovane età. Gli sviluppatori hanno inoltre preferito mostrarci la crescita psicologica della ragazza, da giovane inesperta a scafata razziatrice di tombe.
A volte è troppo tardi…
Durante questi anni di letargo per Tomb Raider, si è affacciato un nuovo videogame che ne ricalca il gameplay, aggiungendo però un carismatico e sfacciato protagonista. Stiamo proprio parlando di Nathan Drake e del famosissimo franchise Uncharted, realizzato da Naughty Dog.
Quindi i nuovi titoli dedicati all’archeologa più famosa del mondo dei videogiochi ormai devono confrontarsi con una quadrilogia che ha dello spettacolare e che ha saputo intrattenere i fan del caro e vecchio Tomb Raider.
L’ultimo capitolo, da noi recensito in questo articolo, dove abbiamo visto che la nostra cara Lara è tornata abbastanza alla grande sui nostri teleschermi, meritandosi secondo il sottoscritto un bel 8.3.
Conclusioni
E’ inutile affermare che Tomb Raider e la procace Lara hanno segnato inequivocabilmente l’industria dei videogiochi e le giornate (nottate) di noi videogiocatori. Purtroppo come molti altri franchise, il titolo ha subito l’abuso di sequel, che ha portato inequivocabilmente al suo crollo. Onore al merito ai ragazzi di Crystal Dynamics che hanno riportato fuori dal cilindro la nostra archeologa preferita, con tre capitoli dalle alterne fortune.
E voi che pensate della storia di questa eroina? Raccontateci sulla nostra pagina FB le vostre avventure con Lara.
Preparatevi a sfoggiare il vostro outfit più spaventoso… nella giornata di oggi Nintendo ha annunciato Splatoween, una Splatfest a tema Halloween. NintendoVS ha cinguettato prima di tutti questa gradita opportunità.
Get ready to get spooky because #Splatoween is coming to #Splatoon2! This special #Splatfest asks you to pick a side: Trick or Treat? The eerie event runs from Friday, 10/19 at 3pm PT, to Sunday, 10/21 at 3pm PT – 48 hours total! pic.twitter.com/UEjuN5dHRH
Le fazioni tra le quali scegliere questa volta sono Trick o Treat. Durante lo Splatoween, Inkopolis verrà ridesignato con delle aggiunte oscure e misteriose, diventando una città veramente paurosa.
L’evento inizierà il 19 Ottobre alle 18 ET per terminare due giorni dopo alle 21. Siete pronti a sfoderare i vostri peggiori scherzetti?
THQ Nordic ha rilasciato un nuovo trailer di Darksiders III introducendo la trasfomazione “Force Hollow”.
Questa nuova trasformazione viene spiegata così da THQ: “La trasformazione Force Hollow permette a Furia di raccogliere ed utilizzare l’energia attraverso attacchi concentrati. Con Scorn che prenderà le sembianze di un gigantesco martello, Furia può distruggere le difese del nemico e infliggere gravi danni. Scorn può anche fungere da punto di attrazione magnetica, permettendo a Furia di attirare a se energie, macerie e anche nemici, prima di rilasciare il tutto in un’unica potente esplosione. Con grande sforzo, Furia può mantenere questa sfera magnetica per attraversare mura e soffitti”.
Ed ecco una panoramica del gioco:
Tornate su una Terra post-apocalittica con Darksiders III, un’avventura hack-n-slash dove i giocatori prenderanno il controllo di Furia nella sua ricerca al fine di cacciare e sbarazzarsi dei Sette Peccati Capitali. Il più imprevedibile ed enigmatico dei Quattro Cavalieri, dovrà riuscire laddove molti hanno fallito – per riportare equilibrio tra le force che ora devastano la Terra. Darksiders III è l’anticipatissimo terzo capitolo dell’acclamato franchise di Darksiders.
Features chiave:
Interpreta Furia, una maga che deve affidarsi alla sua frusta e alla magia per ripristinare l’equilibro tra bene e male sulla Terra!
Sfrutta la magia di Furia per scatenare le sue varie forme, ognuna in grado di garantire l’accesso a nuove armi, mosse e abilità trasversali.
Esplora un mondo di gioco aperto e brulicante di vita che Furia dovrà esplorare per scoprire numerosi segreti.
Sconfiggi i Sette Peccati Capitali e i loro servitori che variano da creature mistiche a esseri corrotti.
Ammira lo stile artistico unico di Darksiders. Ambienti post-apocalittici enormi che porteranno il giocatore dalle altezze del Paradiso alle profondità dell’Inferno, dilapidati da guerra e degrado per poi essere abbandonati alla forza della natura.
Darksiders III è previsto su PS4, Xbox One e PC per il prossimo 27 Novembre, se non lo avete ancora prenotato, potrete farlo cliccando qui.
Da SOEDESCO, publisher di Owlboy e 3D Clouds arriva un nuovo racing game dai toni spiccatamente futuristici.
Il trailer di questo nuovo titolo, dal nome Xenon Racer, si mostra a noi con grattacieli, ologrammi e veicoli volanti. Nonostante tutto questo, viene organizzato un campionato con auto da corsa dotate di ruote. Il torneo accoglie piloti da tutto il mondo, dall’Italia al Giappone.
Approfondendo le immagini del trailer, è possibile notare che nonostante il fascino retro dei veicoli, questi ultimi sono dotati di potenti motori elettrici. Sempre analizzando il trailer si può vedere che in caso tocchiate troppo i confini del tracciato, la schermata giocatore sarà afflitta da interferenze.
Che dire, questo Xenon Racer sembra essere un gioco eccitante ed aggressivo. Per la data di uscita bisognerà aspettare ancora un po’, le piattaforme su cui il gioco approderà sono: PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC.
Al lancio sarà disponibile anche una Limited Edition!
Square Enix ha annunciato oggi che The Quiet Man sarà disponibile in formato digitale per PlayStation 4 e STEAM dal 1° novembre.
The Quiet Man porta i giocatori al di là del suono con un’esperienza cinematografica narrativa e coinvolgente, che può essere completata in una volta sola. Nel corso di questa storia, che si svolge in una sola notte, i giocatori dovranno mettersi nei panni del protagonista Dane, un ragazzo sordo che cerca di scoprire le ragioni dietro al rapimento della cantante Lala da parte di un misterioso uomo mascherato.
Dall’1 al 15 novembre, chi acquisterà il titolo su PlayStation Store riceverà il gioco, un tema dinamico per PlayStation 4 e un set di otto avatar PlayStation Network. Nello stesso periodo, chi acquisterà il titolo su STEAM riceverà il gioco e un set di sette sfondi per desktop e dispositivi mobili. Inoltre, chi acquisterà il titolo su qualsiasi delle piattaforme entro lo stesso periodo, riceverà anche uno sconto del 10%.
Dopo quasi un decennio si ritorna sul campo di battaglia che conta!
Valkyria Chronicles è stato pubblicato su PlayStation 3 quasi dieci anni fa. Era più di un semplice gioco di ruolo di stampo orientale e ha avuto il merito di essere riuscito a risollevare la desolazione che in quegli anni stava affliggendo il segmento dei JRPG. Il successo fu strepitoso, il titolo ottenne un enorme consenso sia di pubblico e sia di critica specializzata. Un gioco di ruolo strategico che ha fuso insieme lo storytelling cinematografico e un gameplay eccellente e che ha sfruttato al meglio la grafica in alta definizione che per l’epoca era ancora una novità.
Successivamente SEGA ha rilasciato negli anni seguenti Valkyria Chronicles 2 e 3 su PSP, ma la scelta di pubblicarli soltanto sulla console portatile di casa Sony ha limitato la fan base a quelli che la possedevano. Valkyria Chronicles 3 invece non ha mai visto un rilascio localizzato in Occidente. Uno spin off, Valkyria Revolution è stato rilasciato nel 2017 ottenendo risultati contrastanti e recensioni piuttosto tiepide da parte della stampa internazionale.
Il ritorno alle origini
Prestando attenzione allo sviluppo e alle campagne di marketing che hanno accompagnato Valkyria Chronicles 4, dal suo annuncio fino ad oggi, è impossibile non notare come SEGA avesse in mente di riportare la serie ai fasti originari. Il gioco è un chiaro ritorno alle radici del franchise, in seguito agli scarsi risultati ottenuti da Valkyria Chronicles 2, l’inesistente (almeno al di fuori del Giappone) Valkyria Chronicles 3, e il deludente Valkyria Revolution. Ogni aspetto di Valkyria Chronicles 4, dalla visuale alle meccaniche di gioco, richiama in modo palese l’antenato originale. Sembra quasi che SEGA, oltre a celebrare il primo capitolo della serie abbia voluto “scusarsi” per gli errori commessi con i successivi titoli del franchise.
L’unico modo in cui Valkyria Chronicles 4 potrebbe essere ancora più simile a Valkyria Chronicles è se fosse stato davvero un’esclusiva per PlayStation 3. Questo non vuol dire che sia una brutta cosa, intendiamoci. Certo, ad alcuni i sequel sono piaciuti (compreso chi vi scrive) – sotto determinati aspetti Valkyria Chronicles 2 potrebbe anche essere il migliore della serie – ma non si può negare che Valkyria Chronicles è il capitolo più conosciuto e apprezzato del franchise. Il tentativo di ricordare quella “vecchia gloria” è comprensibile, e persino preferibile, tutto sommato. È una splendida gloria da ricordare, dopo tutto.
“Ci sono almeno una dozzina di titoli simili a Valkyria Chronicles, ma nessuno di questi è come Valkyria Chronicles 4.”
Ci sono almeno una dozzina di giochi JRPG assolutamente eccellenti ma nessuno di essi si avvicina neanche lontanamente a Valkyria Chronicles. Dettagliati designdiesel punk militari provenienti direttamente dal 20° secolo, personaggi ispirati e indimenticabili realizzati con maestria dell’artista Raita Honjou, i colori pittoreschi e gli effetti speciali in stile fumetto creati magistralmente sfruttando il motore grafico CANVAS personalizzato del gioco rappresentano tutti elementi che contraddistinguono il prodotto SEGA dagli altri. Il gioco coglie anche l’occasione per cambiare le carte in tavola passando ad un certo punto ad un ambiente invernale, con la sola finalità di mostrare tutti i personaggi in giacche da neve foderate di pelliccia.
Come per l’originale, la tensione tra l’aspetto pacifico del gioco e la sua natura guerriera si riflette nella narrazione. Ambientato ancora una volta nel fittizio continente europeo di “Europa”, Valkyria Chronicles 4 va in parallelo all’originale, che si svolge durante la “Seconda Guerra Europea” tra la Federazione Atlantica – una vaga approssimazione delle potenze alleate del mondo reale – e l’Impero, una minacciosa amalgama della Germania e della Russia nei periodi imperiali, con una predilezione per esperimenti scientifici bizzarri e super-soldati dai capelli argentati. Il primo gioco ha seguito i brillanti giovani della Gallian Militia Squad 7 mentre combattevano per respingere l’invasione imperiale di Gallia (aka Anime Belgio). Il quarto capitolo della serie raccoglie i suoi coraggiosi ragazzi dalle truppe della Federazione, in particolare la Squadra Armata Ranger E (Squadriglia E), incaricata di ridare linfa vitale allo sforzo bellico della Federazione… invadendo la capitale dell’Impero.
Quella che in precedenza era una campagna trionfante diventa presto una lotta per la sopravvivenza, in particolare quando l’Impero inizia a schierare le sue armi segrete. Come sempre, le storie, i personaggi e l’umorismo della narrazione di Valkyria Chronicles sono tipici degli anime. C’è un’intera sequenza di flashback che ruota attorno al tentativo di nascondere il genere di un personaggio. Uno dei principali cattivi si accorge della sua ossessione per Claude. Ci sono due super soldati femminili spettrali che, naturalmente, sono trattati come bambole viventi dall’Impero. Valkyria Chronicles 4 assomiglia molto a uno show televisivo, con ogni capitolo che funge da episodio individuale, ci sono un sacco di piccole vignette e singoli momenti che finiscono per farci apprezzare il cast e le scelte stilistiche. Come nel gioco originale, le scene sono disposte come un album, dandoci la sensazione di vivere i ricordi della Squadriglia E. La presentazione fa molto per elevare lo storytelling in questo caso. Purtroppo, non ci riesce pienamente e la narrativa di Valkyria Chronicles 4 finisce inevitabilmente per essere leggermente sopra la media.
Ciò che fa la differenza in Valkyria è la tattica
Dove Valkyria Chronicles 4 si contraddistingue, in definitiva, è la sua tattica. Non è così diverso dal gioco originale, ma aggiunge diversi importanti perfezionamenti. In particolare, il meteo è un aspetto che distingue Valkyria Chronicles 4 dai suoi predecessori. I rischi ambientali sono numerosi, tra cui valanghe, bufere di neve e altri pericoli che possono bloccare la nostra strada, o addirittura uccidere i nostri soldati prima che riusciamo a raggiungerli.
Dalla parte di Claude, troviamo nuove armi e abilità che aiutano a compensare i pericoli della tundra ghiacciata. La squadra E ha accesso agli APC che possono trasportare rapidamente e in sicurezza il personale; l’abilità di comandare ai soldati di seguire un leader senza utilizzare punti movimento, e persino una nave che può rilevare e bombardare gli avversari dalla distanza. La risorsa più potente della squadra E, comunque, è la nuova classe di artiglieria, che è in grado di bombardare e sconfiggere istantaneamente i soldati a grandi distanze.
Dovremo utilizzare tutti i beni a nostra disposizione, perché, come nel caso dell’originale Valkyria Chronicles, ci troveremo in situazioni molto complicate. Anche se non siete interessati alla classifica finale, vi troverete a dover riavviare alcune mappe con una certa regolarità. Le mappe successive si sviluppano come enigmi, costringendoci a riflettere su come muovere e posizionare le truppe. Cercare di far saltare in aria i nostri nemici farà inevitabilmente uccidere molti dei nostri soldati.
Come sempre, il combattimento viene gestito in tempo reale e su turni. Durante il loro turno, ciascuna fazione riceve un budget di “Punti Comando” (CP) da spendere per controllare direttamente i membri della propria squadra. È possibile spendere CP multipli per fare in modo che un soldato esegua azioni in successione, e può anche essere speso per impartire “Ordini”, potenti bonus temporanei. Le squadre sono composte da un mix di classi diverse. Il classico quintetto di agili scout, robusti scagnozzi, tiratori, ingegneri versatili e cecchini mortali sono tutti presenti, anche se la classe Armored Tech schermata manca all’appello.
Granatieri, all’attacco!
Invece, la sesta classe di soldati questa volta è quella dei Granatieri. I granatieri portano con sé un enorme mortaio portatile sulla schiena e sono in grado di sparare l’artiglieria contro qualsiasi nemico nel raggio d’azione – anche al di sopra della copertura – purché gli altri personaggi possano individuarli. I granatieri sono anche in grado di intercettare i lanci nemici e possono fare di qualsiasi approccio una “terra di nessuno” sia durante i turni del nemico e sia del giocatore. In poche parole, sono un punto di svolta per quanto riguarda la trama tattica Valkyria Chronicles, poiché la loro lunga distanza e la traiettoria indiretta consentono approcci interessanti. I granatieri rendono utilissima anche la classe degli ingegneri, poiché hanno bisogno di frequenti rifornimenti di munizioni e di salute.
Altre aggiunte all’elenco delle caratteristiche includono “L’Ultima Resistenza” che consente ad un soldato ferito di effettuare un ultimo attacco (o “morire” drammaticamente e rimborsare il costo in CP), e un trucco di Valkyria Chronicles 3 che consente a un ufficiale di prendere sulle spalle due giocatori durante il loro turno – una meccanica molto utile per ottenere il massimo dalle classi meno mobili, come Tiratori e Granatieri.
Sa di già visto
Le missioni di gioco sono per lo più lunghe e articolate. Prevedono diversi obiettivi che possono cambiare anche in corso d’opera. Una missione potrebbe iniziare con un assalto contro un punto difeso dal nemico (perfetto per una squadra di truppe d’assalto con l’aiuto dei granatieri), ma poi, senza preavviso, passare ad una missione di combattimento, che inevitabilmente terranno fuori dai giochi i granatieri lenti e vulnerabili. Altre potrebbero richiedere obiettivi speciali, come usare i cecchini sulle alture per negare ai nemici dotati di paracadute un atterraggio regolare. Gli eventi programmati e i trucchi ambientali impediscono che la struttura di gioco diventi obsoleta e alla lunga stancante e sfida i giocatori a distribuire al meglio le proprie truppe sul terreno di gioco.
Le battaglie possono essere sorprendentemente brutali. In Valkyria Chronicles 4 si perdono tantissime truppe, e si falliscono tante missioni ad una passo dal trionfo. La produzione inoltre ha dato maggiore enfasi sulla velocità di completamento della missione il che si scontra con la struttura stessa del gioco. La difficoltà è alta e dover pensare anche a terminare velocemente un obiettivo non è affatto semplice. Come gli altri giochi della serie, Valkyria Chronicles 4 distribuisce punti esperienza e denaro principalmente basati sulla velocità, completando una missione nel minor numero possibile di turni. Questa enfasi sulla velocità può essere frustrante per i giocatori più metodici, e può anche incoraggiare uno stile di gioco “scorretto” come l’utilizzo degli Ordini che danno un boost temporaneo alle nostre truppe. Inoltre, sebbene il gioco si proponga come un ibrido strategico/sparatutto, le fasi di “sparatutto” sono terribili se paragonate ai moderni sparatutto. Le animazioni sono scomode, la mira è lenta, e il tiro ha il problema che affligge Fallout 3, ovvero è determinato dal lancio dei dadi piuttosto che dall’abilità di mira del giocatore.
Il motore CANVAS fa il suo dovere
Il CANVAS Engine nella sua versione aggiornata fa sì che Valkyria Chronicles 4 si presenti in forma smagliante, molto simile ad un vero anime made in Japan. Qualche difettuccio permane, alcuni modelli sono fin troppo spigolosi, ma le tinte ad acqua e i modelli dieselpunk rendono questo quarto capitolo della serie davvero bello a vedersi. I disegni dei personaggi sono unici e l’armatura che indossano e le loro armi sono visivamente accattivanti. Valkyria Chronicles 4, fa tutto il possibile per distinguersi da qualsiasi altro titolo del genere e mantiene distintamente l’identità che contraddistingue ormai il franchise da molti anni. Stupefacente la colonna sonora, affidata alle cure dell’autore giapponese Hitoshi Sakimoto, con temi orchestrali a tutto volume durante la battaglia e temi più rilassati per i segmenti narrativi. Buono il doppiaggio, i personaggi risultano credibili e anche i suoni in battaglia convincono con esplosioni e colpi di arma da fuoco autentici.
- Narrativamente buono ma forse manca quel tocco di epicità- Stile anime visivamente piacevole- Grande sviluppo dei personaggi- Sistema di combattimento divertente
Contro
- Difficoltà tarata verso l'alto- Le fasi sparatutto sono quelle meno riuscite- Gameplay rimasto praticamente invariato rispetto al primo capitolo
Riassunto
In definitiva, nonostante sia il quarto titolo della serie, Valkyria Chronicles 4 è davvero il sequel di Valkyria Chronicles. Nel complesso, è un titolo eccellente che i fan della serie saranno felici di giocare. Se avete giocato a Valkyria Chronicles e vi è piaciuto, questo è un must-buy poiché esplora una storia parallela ma mantiene inalterate le caratteristiche del franchise e vi offrirà abbastanza sostanza per farvi divertire per 60 ore o più.
L’inesauribile filone della saga di DRAGON BALL, frutto della mente del grande Akira Toriyama, si arricchisce di un ulteriore capitolo: il film LA BATTAGLIA DEGLI DEI è infatti diventato… un anime comics! Il volume – insieme a LA RESURREZIONE DI “F”, in uscita a Novembre 2018 – costituisce l’imprescindibile collegamento tra la serie classica DRAGON BALL e il suo seguito, DRAGON BALL SUPER, e sarà disponibile in fumetteria, libreria e Amazon dal 3 Ottobre.
Quattro anni dopo la dura battaglia contro MajinBu, il dio della distruzione Beerus si è risvegliato ed è giunto sulla Terra alla ricerca del Super Saiyan God. Si ritrova così a partecipare alla festa di compleanno di Bulma, ma quando una serie di eventi scatena la sua collera, dichiara che distruggerà la Terra! C’è qualche speranza che Goku e compagni riescano a batterlo?! Chi mai sarà il Super Saiyan God?!
Warner Bros e Io Interactive hanno appena rilasciato un nuovo trailer dedicato a Hitman 2, chiamato “Attrezzi del mestiere”.
Warner Bros Interactive ha inoltre aggiunto “ In Hitman 2, il cammino per eliminare un bersaglio è cosparso di differenti strumenti che permetteranno di completare efficientemente un lavoro. Che si tratti di cellulari esplosivi, distrazioni audio, taser di prossimità, scrambler monouso o uno strategico gioco di specchi, l’abilità del giocatore determinerà come l’Agente 47 porterà a termine il lavoro tutto intero.“
Hitman 2 uscirà per PS4, Xbox One e PC, il prossimo 13 Novembre, intanto affilate le vostre armi migliori, guardandovi il trailer.
Ubisoft torna a far parlare di se con due nuovi trailer dedicati a Starlink: Battle for Atlas, interessante titolo della casa canadese, che unisce la passione per le costruzioni all’amore per l’esplorazione dell’ignoto.
Il primo trailer parla di Mason Rana a bordo della famosa Zenith, mentre il secondo è dedicato alla volpe dello spazio di Nintendo, Fox McCloud e la leggendaria Airwing. Questo secondo personaggio è esclusiva Nintendo Switch.
Starlink: Battle for Atlas è in arrivo il prossimo 16 Ottobre su PS4, Xbox One e Nintendo Switch. Potete preordinare lo starter pack qui.
Gli esperti di Ballistix, il brand di Micron Technology dedicato a memorie e SSD per il gaming, offrono alcuni consigli a chi vorrebbe ma… inizia da zero
Esistono tonnellate di guide su in ternet che forniscono consigli su come costruire il primo PC Gaming. Alcuni tutorial spiegano come assemblare l’hardware, altri come installare il sistema operativo (OS) e i driver e altri ancora spiegano nel dettaglio ogni singolo passaggio. Oltre a queste fonti, si può ancora ricorrere anche ai buoni e vecchi forum, ottimi luoghi di discussione virtuali per ricevere consigli specifici.
Ma per chi volesse cominciare proprio da zero arrivano in soccorso gli esperti di Ballistix, il brand di Micron Technology dedicato a memorie e SSD per il gaming, e i loro dieci consigli per imboccare la giusta direzione:
1. L’ABC
L’attrezzatura di base dovrebbe prevedere i seguenti elementi:
CPU: Unità di elaborazione centrale
Dispositivo di raffreddamento della CPU
RAM
Unità di elaborazione grafica (GPU)
Archiviazione
Disco rigido (HDD) o unità a stato solido (SSD)
Periferiche (mouse, monitor, tastiera)
2. La scheda madre e l’unità di elaborazione centrale (CPU) sono compatibili?
Prima di tutto, la priorità è assicurarsi che esista una compatibilità tra la presa di corrente e la CPU! Tuttavia, non basta solo controllare la presa: bisogna prestare attenzione ai processori di ultima generazione per assicurarsi che siano supportati dalla scheda madre che si sta utilizzando. Inoltre, una CPU non corretta potrebbe avere conseguenze sulla velocità della memoria, limitandone le performance.
3. Le CPU sono affamate di velocità: accontentatele
Molti nuovi processori AMD e Intel sono alimentati con memorie DDR4 ad alta velocità.
Maggiore è la velocità di memoria con cui il processore deve lavorare, maggiore sarà il suo output. Il risultato sarà dunque un impianto più veloce e reattivo.
4. L’importanza della… colla
Incollare è un principio molto semplice, tuttavia in questo caso vogliamo sottolinearne l’importanza che ricopre per i nuovi costruttori che si nascondono tra noi. Ci sono vari modi per procedere con il processo di incollaggio, e quasi tutti andranno bene, ma in ogni caso consigliamo di mettere un piccolissimo quantitativo di colla. E’ semplice, veloce e dovrebbe essere applicata in cima alla vostra CPU e non al di sotto. Da un lato, avere troppa colla non ci farà male (entro i limiti ovviamente), ma applicarne più del necessario potrebbe creare un disastro all’interno della presa elettrica. Dall’altro lato, metterne meno di quanto ce ne sia effettivamente bisogno potrebbe essere insufficiente per un adeguato trasferimento di calore: ecco perché, come si suggeriva prima, è necessario utilizzare un piccolissimo quantitativo.
5. Installare la RAM (senza usare la forza di Hulk)
Le memorie RAM possono essere applicate solo in un modo, dunque assicuratevi che siano allineate prima di inserirle con forza mentre le installate. Non vogliamo che capiti un imprevisto e che distruggiate tutto. Vi saranno utili in questo caso le seguenti guide online che vi spiegheranno come installare una memoria nel desktop o laptop. Inoltre, è sempre possibile seguire le istruzioni del produttore.
6. Cosa succede con la velocità della mia memoria?
Prima di acquistare un kit valutato 2400 MT/s, è consigliabile assicurarsi di poterne utilizzare tutta la velocità. Dopo aver creato l’impianto, controllate sempre la velocità della memoria, perché potreste aver bisogno di accedere al BIOS (Basic Input-Output System) e caricare il profilo di memoria. Il Ballistix M.O.D. Utility e altre app di terze parti possono mostrarvi la velocità con cui il vostro sistema sta utilizzando la memoria.
7. Sbagliare è umano
Non dimenticatevi di installare l’I/O shield. Sicuramente non ce ne si dimenticherà durante i primi assemblaggi, dal momento che si è più attenti e si fanno più controlli, ma andando avanti ci si abitua ad assemblare sistemi e potrebbe succedere.
8. La necessità di una certificazione 80 Plus per l’alimentazione
Volete un alimentatore che non vi abbandoni? Per questo motivo esistono le certificazioni 80 Plus e ognuna di queste ha dei criteri di efficienza dell’alimentazione diversi. Qui di seguito ci sono i diversi livelli di certificazione, da quello base a quello qualitativamente più elevato:
80 Plus
80 Plus Bronze
80 Plus Silver
80 Plus Gold
80 Plus Platinum
80 Plus Titanium
Più alto è il certificato di efficienza, più alti sono gli standard dell’alimentatore. Questi hanno anche delle caratteristiche come l’over-current protection (OCP), over-voltage protection (OVP) e altre protezioni che manterranno il sistema al sicuro. Tenete presente che un alimentatore semi-modular o full modular faciliterà il cable management.
9. Cable management
Metà del divertimento nel costruire il primo pc gaming consiste nell’assemblare tutti i pezzi insieme. Ma deve anche essere bello e pulito, giusto? Ed è proprio a questo che serve il cable management che, dal momento che permette di avere un flusso d’aria migliore all’interno del case, può addirittura migliorare il sistema di raffreddamento del sistema.
10. Overclocking o non overclocking?
Dipende! Per molti, la possibilità di consumare l’impianto e i suoi componenti non ne vale la pena poiché si rischierebbe di annullare la garanzia delle varie parti. Ma se si vuole portare l’impianto alla sua massima potenza, esistono milioni di guide online in grado di assistervi nel sintonizzare il sistema.
Il momento della verità
Costruire un PC è un’esperienza unica e richiede tempo. Tutto lo sforzo fatto per trovare le giuste componenti e metterle insieme porta a quel momento di ansia, che ci fa domandare se funzionerà davvero! Have fun!
Il successo di questi simpatici coniglietti ha contagiato il mondo intero, tanto da portare Ubisoft Milano a creare il curiosissimo Mario + Rabbids Kingdom Battle. Purtroppo a parte alcune action figures della linea Ubi Collectibles, non sono mai usciti in versione amiibo.
Qui entra in gioco il cinguettio di Davide Soliani, noto alle cronache anche per la sua apparizione all’E3 2017 bagnata da qualche lacrima. Infatti il creative director del titolo ha accolto una nuova collega fotografando un Rabbids stile Mario, realizzato completamente di LEGO.
La new entry di Ubisoft Milano, Agnese Caglio, lavorava precedentemente per LEGO Danimarca, per salutare la donna, hanno deciso di realizzare questo bellissimo pezzo unico.
A new member joins our team in Milan, @Agnese_caglio, specialized in UX & UI. She was working at Lego Danmark, and that's what one of her colleague gave her before leaving. I think it is awesome. 😍 Now I need all the rabbids heroes built with Lego. pic.twitter.com/WwlKpP4T0k
Chissà se dopo questa bizzarra commistione, Nintendo, Ubisoft e LEGO decidessero di unire gli sforzi per creare una linea dedicata a questi confusionari animaletti.
Un video di un gioco non ancora annunciato ambientato nell’universo di Harry Potter è trapelato online. Si vocifera già da qualche tempo che la Warner Bros. abbia in cantiere un titolo dedicato proprio al maghetto più famoso di sempre.
Da quando la società americana ha acquisito Avalanche Software all’inizio dell’anno scorso, diverse voci di corridoio hanno suggerito insistentemente dello sviluppo di un gioco di ruolo basato sul motore grafico Unreal Engine 4.
Da non confondersi con il creatore di Just Cause Avalanche Studios, Avalanche Software è un gruppo statunitense noto per aver lavorato alla serie di giochi Disney Infinity.
Secondo altre fonti, il nuovo gioco sarebbe invece in lavorazione negli studi di Rocksteady, il team dietro la pluripremiata saga di Batman Arkham.
Il video leak è stato pubblicato oggi, dall’utente di Reddit, VapeThisBro. Il filmato off-screen mostra alcune parti dell’interfaccia utente e alcune scene di gameplay direttamente nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. La storia sarà inedita e dovrebbe svolgersi intorno al 1800.
Restiamo in attesa di ulteriori aggiornamenti da parte di Warner Bros.
Il mese di Settembre ha visto uscire grandi titoli, anche se Ottobre e Novembre non scherzano affatto.
Il mese appena trascorso, come analizzato dalle vendite effettuate in territorio britannico (un termometro sempre affidabile anche in ottica europea), ha visto l’esclusiva PS4 dedicata a Spider-Man scalare le classifiche.
Il tutto fino all’arrivo del nuovo FIFA, che ogni anno macina vendite sia retail che online, gradita sorpresa è la presenza di Valkyria Chronicles 4, che in qualche modo ha raggiunto la nona posizione nella classifica di vendita del mese di Settembre. Per quanto riguarda Dragon Ball FighterZ, l’uscita su Switch ha riportato il titolo in classifica (29esima posizione).
Qui di seguito ecco la classifica di vendite (con riferimento esclusivo al retail):
Ecco i vostri personaggi preferiti in versione Funko Pop!!!
Il primo annuncio dei Funko Pops di Fortnite è arrivato con la Rex Skin. Ora Funko ha rilasciato una enorme quantità di immagini rappresentanti oltre dodici skin dei personaggi.
Arriveranno nei negozi i più popolari come:
Brite Bomber;
Black Knight;
Red-Nosed Raider;
Crackshot;
Merry Marauder
Verranno anche aggiunti dei portachiavi, per ora dedicati al Love Ranger e al Cuddle Team Leader.
Il rilascio dei Funko Pops di Fortnite è previsto per il mese di Novembre, li comprerete?