Ville, incubi e deliri in un reboot abbastanza riuscito.
I più anziani si ricorderanno di tre capitoli di Black Mirror approdati più di dieci anni fa su PC. Era il tempo in cui le avventure grafiche andavano alla grande, la crisi economica non esisteva, e le guide su Youtube per i collezionabili non si potevano neppure immaginare. Black Mirror fu acclamato come un gran titolo, di indiscusso valore narrativo e nel gameplay, tanto che nel giro di pochi anni arrivarono due sequel.
Poi, come un po’ tutto, se ne persero le tracce, i gusti cambiarono, e al giorno d’oggi se ti diverti ancora con le avventure grafiche come minimo ti dicono che sei legato ai vecchi tempi. Non che sia un male, ovviamente. Se togliamo Deponia, Twimbleweed Park e pochi altri indie, però, i punta e clicca/avventura grafiche non esistono più. Ma a THQ Nordic è venuta la brillante idea di annunciare il reboot di Black Mirror, qualche mese fa. Ora è sugli scaffali dei negozi, e nei cataloghi digitali.
Quando diciamo “brillante idea” potremmo sembrare ironici. Non lo siamo. Rilanciare un punta e clicca moderno, condito da nuove meccaniche aggiornate, è un esperimento lodevole. Serve a far riscoprire un genere dimenticato, ma vivo. Il problema è che se la realizzazione è mediocre, quanto può fare bene l’esperimento all’industria?
Dalla Scozia con furore
Il padre di David Gordon è misteriosamente scomparso (leggi: kaput), e il figlio che non lo vedeva da molti anni è costretto a recarsi in Scozia. Qui lo attende il parentado, composto da vecchi bisbetici e inquietanti, un maggiordomo dall’aspetto losco, e servitù spaventata da non si sa bene che cosa. Per non parlare di un intero castello in rovina, agghiacciante, dai rumorii sommessi, e dai più reconditi segreti. Black Mirror è la storia del nostro eroe alla ricerca della verità: sul suo passato, su suo padre, ma soprattutto sugli scheletri nell’armadio di casa.
L’avventura, raccontata in terza persona, è estremamente interessante anche se inizia un po’ priva di mordente. Ma proseguendo i colpi di scena non si fanno attendere, e ad essi va aggiunta un’atmosfera composta da inquietudine e ansia estremamente funzionale. Black Mirror, difatti, è un mix tra un thriller e una detective story, ma dagli ambienti gotici in stile romanzo di fine 700. Se amate Lovecraft, Poe e autori affini, i cui richiami non si fanno di certo attendere (date un’occhiata nella biblioteca dei Gordon), probabilmente avete trovato il vostro gioco dell’anno.
Visioni ed enigmi
Black Mirror si basa su un intelligente mix di esplorazione, enigmi e visioni. Sarà necessario imparare a memoria il castello in ogni suo anfratto per trovare e raccogliere non solo i collezionabili (pezzi di fotografie) ma anche oggetti necessari per proseguire all’interno dell’avventura. Di tanto in tanto, ma in modo costante, saremo infatti chiamati a risolver enigmi, oscillanti tra la discreta e l’alta difficoltà. Niente ai livelli del Professor Layton certo, ma occasionalmente bisognerà davvero spremersi le meningi. Anche soltanto per andare a pensare dove diamine si sarà cacciato l’ultimo pezzo di chiave che ci serve per aprire un baule sigillato.
Interessante la meccanica delle visioni: David Gordon è tormentato dai ricordi del passato, fin troppo vividi e in grado di portarci al game over in caso di errore. Rivivendo le sequenze dei tempi andati, dovremo “cliccare” e interagire velocemente su alcuni punti luminosi, in un certo ordine, per fare ordine tra gli eventi. Questi brevi intermezzi fungono da chiave interpretativa per l’intera storia, ma a volte sono davvero più frustranti che interessanti.
Troppi problemi per godersi al meglio l’avventura
Nel momento in cui scriviamo dovrebbe essere in lavorazione la seconda patch per Black Mirror, ma la realtà dei fatti non cambia: il titolo è afflitto da problemi, bug, rallentamenti, cali di frame e chi più ne ha più ne metta. Problemi talmente evidenti che su altri lidi i recensori hanno deciso addirittura di affibbiare al titolo di THQ voti bassi pari a 3 e 4. Noi prendiamo bene le distanze da quelle che reputiamo esagerazioni: Black Mirror ha diversi pregi, e nel complesso il prodotto è sufficiente.
Ma non si va molto oltre la sufficienza questo è vero. Non è raro che i cali di frame rate (a tratti inspiegabili) facciano perdere di mordente l’azione. Di tanto in tanto bisogna ricaricare i salvataggi, dato che David resta incastrato in qualche punto dello scenario. Sono evidenti ovunque, tra giochi di luce e mobili, mancanze nella rifinitura dei poligoni, delle texture. Ed è un problema, perchè l’engine sembra voglia ambire a un prodotto current gen restando però ancorato inesorabilmente a un risultato mediocre della scorsa generazione.
Commento Finale
Black Mirror è il degno erede dei punta e clicca del passato. Però non è un punta e clicca, ma un thriller in terza persona in cui vanno risolti degli enigmi fino al finale, in un crescendo emotivo favorito dall’ottimo comparto narrativo. Se vi approcciate al titolo prendendo come riferimento i tre capitoli originali, lo stroncherete inesorabilmente. Cercate invece di valutarlo per quello che è: un figlio dei nostri tempi, con qualche difetto di troppo ma pregi non da poco.
E’ così che va fin troppo spesso nelle serie videoludiche e cinematografiche più longeve: si cerca di portare avanti una saga decennale che ha cavalcato per anni l’onda del successo, ma la voglia di novità e rivoluzione si riduce ad essere continuamente un susseguirsi di espedienti che, ammassandosi di volta di volta sul groppone, portano a partorire produzioni scontate e talvolta pessime sotto svariati aspetti, complice la mancanza di idee fresche che possano rinvigorire il tutto. Ecco, senza peli sulla lingua, questo è un po’ l’aneddoto che racconta la storia da un lustro a questa parte della celebre serie di Call of Duty, che ha visto il mirino puntato sempre più verso un contesto futuristico (a tratti quasi surreale) e di cui ne ha esasperato il concetto, spremendolo fino all’ultima goccia.
A questo punto, quando si è ad un passo dal precipizio della monotonia, si hanno due scelte: tracciare una linea netta e ricominciare con qualcosa di completamente nuovo oppure ragionare lucidamente per ritrovare la strada del grande successo (non tanto commerciale, ma più nell’ambito dell’interesse reale verso il marchio) persa anni addietro. Sledgehammer Games, mi sento in dovere di dirlo, ha fatto la scelta giusta, con un nuovo capitolo che ha reso nuovamente onore al marchio di Call of Duty. E ha fatto centro riproponendo in chiave aggiornata e con maggiore spessore narrativo ciò che l’utenza non vedeva da parecchio tempo, ciò con cui sono cresciuti quelli della “vecchia guardia” e che simboleggia gli albori della saga. Insomma, l’esperienza originale che milioni di giocatori non potranno che ricordare con piacere, quando il rivale nel settore era ancora un ormai defunto (forse) Medal of Honor.
Ammettiamolo: quanti non vedevano l’ora di rivivere i fasti di un tempo della serie sparatutto più famosa di sempre, senza vedere soldati con esoscheletri ed armi e gadget futuristici di ogni sorta? Noi non possiamo che essere felici di fare un grosso salto nel passato e tornare nella seconda Guerra Mondiale, almeno in senso videoludico. Quindi, soldati, imbracciate i fucili: si parte per liberare (di nuovo) l’Europa dall’egemonia nazista.
Onore e coraggio
Avviare la campagna e trovarsi di nuovo a vivere virtualmente, dopo tantissimi anni, quel fatidico 6 giugno 1944, data che risponde allo storico sbarco in Normandia, trasmette una sensazione difficile da descrivere. E’ un mix fra nostalgia e felicità, qualcosa che colpisce e stimola i ricordi di chiunque abbia giocato i titoli di guerra dei primi anni 2000, in cui il D-Day era uno degli eventi di maggior spessore e che, in un modo o nell’altro, rimaneva impresso nella mente: la spiaggia di Omaha, una delle più bollenti e che ha registrato più perdite, i bunker con le MG42 tedesche che martellavano senza sosta, centinaia di soldati americani pronti a sacrificarsi pur di salvare milioni di vite innocenti. L’idea che tutto questo sia realmente accaduto fa sempre rabbrividire, ma al contempo permette anche di riflettere sul vero significato del termine “Coraggio”, un’immensa dote che in mezzo a quell’inferno riusciva a prevalere perfino sulla paura concreta di vedere per l’ultima volta la luce del sole.
Call of Duty WWII comincia così, diretto e senza troppi convenevoli, mettendoci nei panni della giovane recluta Red Daniels. Dal celebre sbarco, anche conosciuto come operazione Neptune, il gioco guida la nostra marcia verso Berlino attraverso svariate missioni, sebbene il filo che le lega risulti essere non di rado frammentato, traducendosi in una narrazione interessante ma limitata alla superficialità degli avvenimenti. Lo stesso vale per i personaggi che, purtroppo, non godono di una personalità particolarmente marcata tale da creare empatia nel giocatore e trasmettere emozioni, ad esempio, di tristezza in seguito all’eventuale perdita di uno di loro. Insomma, nulla che si avvicini alla sensazione provata per la morte di Ghost in Modern Warfare 2, tanto per capirci. Nonostante ciò, vuoi anche per il “fattore vecchi tempi”, la campagna si rivela molto godibile e si attesta intorno alle 8-9 ore di gioco.
L’abbiamo affrontata subito a difficoltà Veterano e non abbiamo incontrato particolari punti complicati da superare, salvo alcune fasi specifiche che hanno richiesto diversi tentativi prima di uscirne vincitori. L’intelligenza artificiale nemica non è particolarmente agguerrita ma nemmeno troppo permissiva: in sostanza, finché sfruttate bene le coperture e ponderate bene le azioni tutto fila liscio come l’olio, ma scordatevi di lanciarvi a fionda immaginandovi la tipica scena da eroe in slow motion o vi ritroverete nell’aldilà in un batter d’occhio. Per quanto riguarda i nostri compagni, invece, poche volte risulteranno letali e li vedremo mettere a segno svariate uccisioni, quindi fungono più da effetto scenico che da vero supporto. A conti fatti, perciò, rimane sempre un ampio margine di miglioramento sotto questo aspetto, anche se sembra aver fatto qualche piccolo passo avanti rispetto ai capitoli precedenti.
Non ci si prepara alla guerra
E’ palese come Sledgehammer Games abbia voluto ereditare gran parte degli elementi classici che caratterizzavano il gameplay dei primi capitoli di Call of Duty, a partire dall’hud di gioco: la minimappa che al suo interno ospita una stellina preposta ad indicare gli obiettivi, probabilmente, è uno dei segni distintivi che per primo salta all’occhio. Ma c’è anche un altro glorioso ritorno nella serie, che va a cambiare le regole della sopravvivenza in battaglia sancite da una decennio a questa parte: stiamo parlando della amata (o temuta, dipende) barra della salute. Dimenticatevi i bordi dello schermo rossi ed un’attesa di qualche manciata di secondi per tornare come nuovi dopo aver collezionato una serie di proiettili in pancia, perché qui l’unico modo per uscirne indenni è quello di sfruttare bene i ripari circostanti, capire quando attaccare ed utilizzare sapientemente i kit medici a disposizione.
Oltre a trovarli sparsi nelle varie ambientazioni, i kit possono anche essere ottenuti da un nostro specifico compagno dopo aver riempito la barra che circonda l’icona del suo personaggio eliminando un certo numero di nemici. Questo nuovo sistema di “gestione delle risorse”, definite abilità di squadra, si rivela interessante, in quanto eleva leggermente il ruolo di alcuni membri del nostro plotone rendendoli un punto di riferimento in base alle nostre necessità. Sulla scia dell’ottenimento dei medikit, è inoltre possibile richiedere le munizioni oppure il supporto, ad esempio, di colpi di mortaio.
In merito all’arsenale a nostra disposizione, torna innanzitutto il fedelissimo fucile M1 Garand che ci accompagnerà sul campo di battaglia sin dallo momento dello sbarco in Normandia. Call of Duty WWII, poi, rispolvera altre vecchie glorie tipiche del secondo conflitto mondiale, tra cui l’MP40, la M1911, la Luger, il PPSh-41, lo Springfield e altre storiche armi che sanno farsi (ri)apprezzare per la loro semplicità. La varietà non manca e c’è tutto ciò che ci si aspetta, dalle pistole ai mitragliatori fino ai lanciarazzi.
Sarà inoltre possibile guidare diversi veicoli in single-player, passando da sezioni di gioco a bordo di una jeep fino al pilotaggio di un caccia, in una parte che ricorda molto lo scontro sopra i cieli di Londra in Battlefield 1. Purtroppo, in multiplayer la presenza di veicoli utilizzabili è prossima allo zero, se non per un paio di velivoli da cui sparare grazie alle serie di uccisioni, di cui vi parleremo più in basso. Infine, non mancano i classici collezionabili, che in WWII non sono altro che oggetti dell’epoca (sotto il nome di “ricordi”) più o meno nascosti nelle varie missioni.
Chiamata alle armi
Sledgehammer Games ha saputo fare un lavoro decisamente buono per quanto riguarda il single-player, ma non sarebbe un Call of Duty completo senza la modalità multigiocatore, quello che ormai potremmo definire il cuore pulsante del genere FPS. World War II vanta un corposo comparto multiplayer grazie alla varietà proposta, ma andiamo per gradi. Innanzitutto, le mappe in cui giocare le modalità classiche sono una decina (numero indubbiamente destinato ad aumentare con i futuri DLC) e sono realizzate in modo da ridurre al minimo i tempi morti: dopo il respawn, infatti, non ci sarà bisogno di scorrazzare per mezza mappa prima di trovare altri giocatori da eliminare, ma basteranno relativamente pochi secondi per rientrare nel vivo dell’azione. Questo, ovviamente, a beneficio di un ritmo di gioco sempre elevato per tutta la durata della partita.
Finalmente, poi, si torna ad un online competitivo classico e bilanciato che, diciamolo, ha quasi un che di inedito dopo tanto tempo lontano dai riflettori. Niente più doppi salti, dash, esoscheletri, cardiorilevatori e manfrine simili: per dimostrare il nostro valore in battaglia avremo a disposizione solo armi a misura d’uomo e un paio di granate. A fornirci supporto extra ci penseranno le ricompense uccisioni, tra le quali troviamo il pilota di caccia, la bomba planante (sullo stile del missile Predator) ed un gruppo di paracadutisti pronti a scendere in campo per darci una mano.
Un’interessante new entry nel multiplayer è sicuramente il Quartier Generale, uno spazio social sullo stile della Torre di Destiny in cui è possibile muoversi liberamente e nella quale si possono incontrare altri giocatori, riscattare ricompense, modificare leclassi, accedere all’addestramento, personalizzare (in minima parte) il nostro alter ego e fare molto altro. In WWII, inoltre, fa il suo debutto la modalità Guerra, che ci permette di giocare in tre mappe (differenti da quelle standard) definite operazioni: qui l’elemento fondamentale per portare a casa la vittoria è la massima collaborazione con i nostri compagni di squadra, in quanto dovremo completare diversi obiettivi o, al contrario, difenderli. Le statistiche come il numero di uccisioni o di morti, pertanto, non avranno alcuna importanza, offrendo un’azione di gioco totalmente dettata dal gettarsi continuamente nella mischia senza troppe preoccupazioni. Tanto per citarne una, l’operazione Neptune vedrà due squadre impegnate una a far breccia nelle difese nemiche per distruggere svariate postazioni e l’altra, appunto, nella loro difesa. Esattamente come nella prima missione della campagna insomma, con la differenza che avremo a che fare con giocatori in carne ed ossa e non con l’intelligenza artificiale.
A chiudere il cerchio del multigiocatore, infine, ci pensa la sempre apprezzata modalità Zombi Nazisti, che può anche essere affrontata in solitaria ma che, ovviamente, risulta decisamente più godibile in gruppo. Innanzitutto, prima di iniziare a sterminare orde di non morti verremo accolti da un interessante ed utile prologo che ci spiegherà le basi della storia e ci permetterà di familiarizzare con le meccaniche principali. Dopodiché potremo scegliere fra due mappe di gioco: Groesten Haus, ambientata all’interno di una casa e, di conseguenza, abbastanza piccola, e L’Ultimo Reich, mappa piuttosto vasta e decisamente più elaborata in quanto ricca di easter eggs, armi nascoste, segreti, trappole e molto altro da scoprire.
A farci storcere il naso, purtroppo, è ancora l’assenza di server dedicati per quanto riguarda l’online: permane infatti il solito sistema di host, che può tradursi in lag (seppur sia accaduto raramente) se questi giocatori hanno una latenza elevata o packet loss al momento della partita.
Per aspera ad astra
Sotto il profilo tecnico, Call of Duty WWII si comporta egregiamente, regalando innanzitutto delle ottime e curate ambientazioni così come una dettagliata resa grafica, che raggiunge il suo apice nelle scene di intermezzo. Queste ultime vantano una connotazione cinematografica di tutto rispetto, merito anche delle impeccabili animazioni facciali dei vari personaggi e di un buon doppiaggio in italiano. Sledgehammer Games, oltretutto, non ha avuto timore di mostrare la crudeltà della guerra, mettendoci spesso di fronte a scene abbastanza crude di corpi mutilati senza alcuna censura.
In termini di frame rate, abbiamo testato il gioco sul primo modello di PlayStation 4 ed il frame rate si è rivelato sempre stabile sui 60 fps, salvo in rari casi di situazioni concitate che hanno generato dei lievi cali ma che, comunque, non hanno minimamente inficiato l’esperienza complessiva.
Peccato per la ridotta distruttibilità ambientale, che purtroppo più di una volta ci ha lasciato l’amaro in bocca, soprattutto quando si spara su una staccionata di legno e non si nota alcun segno di cedimento. E’ sicuramente un aspetto che passa in secondo piano, certo, ma che non passa inosservato per i giocatori più attenti ed esigenti che cercano il massimo livello di realismo.
Il comparto audio, infine, risulta come sempre soddisfacente, con esplosioni, spari, grida e altri effetto sonori di ottima fattura che ci accompagneranno continuamente nelle nostre partite.
Commento finale
Call of Duty WWII segna un ottimo e gradito ritorno alle origini della serie che qualsiasi giocatore, che sia di vecchia data o neofita, non potrà che apprezzare. La seconda Guerra Mondiale ha sempre avuto un innegabile fascino dal punto di vista storico anche se, purtroppo, ha mietuto milioni di vittime, e dopo tanti anni lontana dai riflettori videoludici è abbastanza entusiasmante tornare a riviverla. Tra una interessante (ma a tratti frammentata) campagna ed un corposo comparto multigiocatore, il titolo ha davvero parecchio da offrire e saprà tenervi impegnati per parecchie ore di gioco. Mi sento di dirlo con una metafora e ci metto la faccia: gli eroi combattono e talvolta cadono, ma mai invano. Ecco, Call of Duty è un po’ un eroe caduto (o forse solo scivolato) diverse volte, ma con questo capitolo pare proprio che si sia rialzato e che sia finalmente tornato sui passi giusti. Sperando che questo sia di buon auspicio per il futuro.
Vanillaware mostra la bellissima e iconica maga in azione nel nuovo trailer a lei dedicato di Dragon’s Crown Pro per PS4.
Oggi, 01 Dicembre, Vanillaware ha rilasciato un nuovo trailer per la sua Remaster di Dragon’s Crown, Dragon’s Crown Pro.
Questa volta è stato pubblicato un video dedicato alla classe e al personaggio che nel tempo son diventati sinonimo di Dragon’s Crown, la maga generosamente dotata.
Possiamo vedere la sua magia in azione, da attacchi base ad altri avanzati che ti permettono di trasformare nemici in rane, o rilasciare la potenza distruttiva di un uragano semplicemente ondeggiando le mani.
Dragon’s Crown Pro sarà disponibile dall’8 Febbraio 2018 in Giappone per Playstation 4. Purtroppo, nessun rilascio in occidente è per ora previsto. Tuttavia, mentre Atlus è silenziosa, è stata confermata la presenza del titolo alla Playstation Experience, il che è tutto dire.
A poco più di una settimana andiamo a scoprire cosa Sony mostrerà all’evento californiano.
Sony Interactive Entertainment America ha annunciato il programma completo per la PlayStation Experience 2017 che si terrà dal 9 al 10 dicembre ad Anaheim, California. Dreams, Ghost of Tsushima, e The Last of Us Part II sono sicuramente i titoli più attesi dell’evento.
Qui di seguito potete trovare tutti i dettagli della PlayStation Experience 2017:
PlayStation VR Game Panel – 9/12 ore 20:00 italiane
Panel dedicato alla realtà virtuale animata di PlayStation VR.
Media Molecule Presents Dreams – 9/12 ore 21:30 italiane
Appuntamento con Siobhan Reddy, Mark Healey, e Alex Evans di Media Molecule, i quali offriranno uno sguardo ravvicinato sullo sviluppo di Dreams.
IGN Ranks the Top 10 PlayStation Games of all Time – 9/12 ore 23:00 italiane
Il cast del podcast Beyond di IGN USA presenzierà all’evento e avrà il difficile compito di stilare la classifica dei migliori titoli pubblicati su PlayStation. Uncharted 2 o The Last of Us? Metal Gear Solid, Final Fantasy VII, o Castlevania: Symphony of the Night? Journey o Shadow of the Colossus? E’ troppo presto per Horizon Zero Dawn per essere aggiunto alla lista?
Ghost of Tsushima: From Concept to Reveal – 10/12 00:30 italiane
Ad un mese di distanza dalla presentazione del nuovo titolo di Sucker Punch, Ghost of Tsushima, il team di sviluppo sarà presente alla PlayStation Experience per condividere qualche nuovo dettaglio sul gioco. Saranno presenti: Nate Fox (Creative Director), Jason Connell (Creative/Art Director), Billy Harper (Animation Director) e Ryuhei Katami (Associate Producer, Sony Interactive Entertainment). Dopo il panel in questione, il team terrà una sessione di autografi per i fan.
Uncharted 10th Anniversary Celebration – 10/12 ore 02:00 italiane
La saga di Uncharted compie 10 anni. Per l’occasione, Sony ha deciso di dedicare un panel celebrativo che vedrà la presenza di gran parte del cast che ha contribuito alla serie. E’ confermata la presenza di: Nolan North, Emily Rose, Richard McGonagle, Claudia Black, Laura Bailey, Troy Baker, Graham McTavish, e Robin-Atkin Downes.
The Last of Us Part II: Meet the Cast – 10/12 ore 03:30 italiane
Naughty Dog e il cast di The Last of Us Part II forniranno uno sguardo più approfondito sulla realizzazione delle cutscene proposte nel teaser trailer svelato alla Paris Games Week. Neil Druckmann, Halley Gross, e membri chiave del cast approfondiranno i processi creativi della sceneggiatura, del casting, del motion capture e altro ancora.
Infine, Sony Interactive Entertainment America ha organizzato un pre-show (PlayStation Presents) che andrà in onda a partire dalle 05:00 italiane del 9 dicembre. L’evento potrà essere seguito in diretta streaming su live.playstation.com, Twitch, YouTube e Facebook.
Lo sviluppatore The Game Bakers ha da poco annunciato ufficialmente l’arrivo di Furi su Nintendo Switch, particolare titolo indie che ha riscosso pareri favorevoli sia dal pubblico che dalla critica.
The Game Bakers ha inoltre confermato che la versione per Nintendo Switch potrà contare su tutti i contenuti e miglioramenti fin’ora realizzati e disponibili per le altre console. L’uscita è fissata per l’inizio del prossimo anno ed il titolo sarà disponibile al prezzo di €20,00.
Per celebrare l’uscita del loro titolo per Switch, The Game Bakers ha rilasciato il seguente trailer:
Lo sviluppatore aheartfulofgames ha dichiarato oggi che porterà il suo particolare titolo roguelike Heart&Slash su Nintendo Switch entro la fine di quest’anno.
Il gioco, già disponibile su PC, Xbox One e PlayStation 4, nella versione per Switch potrà contare sugli stessi contenuti, includendo 71 missioni, 6 differenti personaggi giocabili, 93 tipologie di nemici e oltre 130 pezzi di equipaggiamento.
Come in ogni roguelike, anche in Heart&Slash i livelli, gli oggetti e i nemici sono generati casualmente ad ogni partita, rendendone di fatto una sempre diversa dall’altra.
Snow Moto Racing Freedom e Aqua Moto Racing Utopia sono finalmente disponibile sull’ibrida di casa Nintendo.
Snow Moto Racing Freedom ti porta nel cuore delle montagne alla guida di motoslitte per compiere stunt spettacolari con acrobazie incredibili. Aqua Moto Racing Utopia ti accompagna tra le onde di ambienti acquatici impegnandoti in frenetiche gare su Jet Ski super potenti. Questi due divertenti giochi orientati al multiplayer offrono gare arcade su un centinaio di piste in cui i giocatori possono realizzare adrenaliniche evoluzioni mentre controllano potenti veicoli.
Entrambi i titoli, già disponibili per Playstation 4 e PC, offrono gli stessi contenuti anche nelle versioni Nintendo Switch ampliando le modalità di gioco con nuove caratteristiche multiplayer: competere contro altri tre amici in modalità split-screen, con altri sette giocatori che utilizzano la loro console o prendere parte a partite multiplayer online gareggiando contro giocatori di tutto il mondo.
Ricordiamo che Snow Moto Racing Freedom e Aqua Moto Racing Utopia sono disponibili per Nintendo Switch al prezzo di 39.99€.
Una scheda madre gaming Z270 ad alte prestazioni con sistema di raffreddamento monoblocco ad acqua integrato, illuminazione Aura Sync, audio di qualità eccezionale, molteplici protezioni e la connettività più recente.
Asus presenta una nuova e potente scheda da gaming. La Z270 con raffreddamento ad acqua integrato.
Qui di seguito potete leggere il comunicato stampa ufficiale:
Cernusco sul Naviglio, 30 novembre 2017, ASUS ROG (Republic of Gamers) annuncia la Maximus IX Extreme, una nuova e potente scheda madre gaming Z270 che dispone già di tutto ciò che occorre per un raffreddamento totale, grazie a un monoblocco integrato per il raffreddamento ad acqua che permette di ottenere prestazioni straordinarie.
Per sviluppare questa nuovissima soluzione con raffreddamento ad acqua, ROG ha creato una partnership con Bitspower, creando un monoblocco dotato di sensori perfettamente integrati per temperatura, velocità di flusso e perdite d’acqua in modo da minimizzare la complessità della struttura.
Basata sul più recente chipset Intel® Z270 e già pronta per i potenti processori Intel Core™ di settima generazione, la nuova scheda madre ROG adotta anche l’innovativo sistema di illuminazione ASUS Aura Sync, supporta le memorie DDR4 a 4133 MHz e il più recente codec SupremeFX S1220 con rapporto segnale/disturbo (SNR) di 113 dB sulla connessione line-in per un audio di qualità eccezionale.
La scheda Maximus IX Extreme semplifica il raffreddamento ad acqua grazie al monoblocco integrato, appositamente progettato per raffreddare sia il processore sia il modulo VRM (Voltage-Regulator Module). Il misuratore di flusso integrato tiene sotto controllo in tempo reale lo stato della pompa dell’acqua del monoblocco, mentre appositi sensori controllano la temperatura dell’acqua in entrata e uscita. Il monoblocco ROG dispone anche di un rilevatore di perdite integrato, che avverte l’utente e spegne automaticamente il sistema a livello di ulteriore protezione.
Il monoblocco raffreddato ad acqua è a diretto contatto con il dissipatore M.2 integrato, permettendo di conseguire una riduzione della temperatura fino a 42,8 °C nell’area dell’unità SSD M.2 ed evitando qualsiasi effetto di throttling per massimizzare le prestazioni.
Commentando il contributo della sua azienda alla creazione del monoblocco della scheda madre Maximus IX Extreme, il CEO di Bitspower Vincent Yu ha dichiarato: “Avere l’opportunità di collaborare con ROG è stato straordinario. L’esperienza di questo brand nell’hardware e negli schemi termici, combinata con la nostra competenza nel raffreddamento ad acqua, ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo di questo monoblocco rivoluzionario!”.
La nuova scheda madre dispone inoltre di connettori integrati per le ventole, situati nella posizione più adatta per i radiatori del raffreddamento ad acqua, con otto connettori ripartiti nel bordo superiore e inferiore della scheda. Grazie ai sensori dedicati che forniscono informazioni direttamente all’intuitiva utility ROG Fan Xpert 4, l’utente può configurare con grande facilità la curva ottimale dei giri (RPM) delle ventole per ogni radiatore.
Maximus IX Extreme porta a nuovi livelli l’apprezzata tecnologia audio ROG SupremeFX, con l’eccezionale rapporto segnale/rumore di 113 dB nella connessione line-in e 120 dB in line-out che assicura un audio ad alta fedeltà impeccabile. Per ottenere un suono il più avvolgente possibile, la scheda adotta anche un regolatore a bassa caduta per l’alimentazione ottimale del codec SupremeFX S1220, un convertitore DAC (Digital-to-Analog Converter) ESS® Sabre Hi-Fi ES9023P per un output di qualità superiore nel pannello anteriore e un op-amp Texas Instruments® RC 4580 per un elevato guadagno con bassa distorsione. Per facilitare l’identificazione in qualsiasi condizione di luce, la scheda Maximus IX Extreme dispone anche di connettori audio da 3,5 mm illuminati a LED e codificati in base al colore.
Le porte della nuova funzionalità di routing di Sonic Studio III effettuano lo streaming su diversi output, e offre preferenze a livello di app per profili audio istantanei e un filtro antirumore migliorato per la massima chiarezza nelle conversazioni. Grazie a Sonic Radar III il gamer può dominare il campo di battaglia che visualizza in sovraimpressione sullo schermo un’immagine che mostra cosa stanno facendo i nemici e i compagni di squadra per un’esperienza incredibilmente intuitiva.
Molteplici le protezioni hardware adottate da Maximus IX Extreme a partire dalla copertura della sezione I/O premontata ROG (in attesa di brevetto) per una maggiore protezione dalle scariche elettrostatiche fino a 12 kV. I bordi della scheda sono placcati in rame migliorandone l’aspetto e offrendo una maggiore protezione dalle interferenze elettromagnetiche (EMI).
Maximus IX Extreme offre molteplici possibilità di personalizzazione, con intelligenti funzionalità DIY (fai-da-te). SafeSlot è lo slot PCIe reinventato da ASUS, appositamente progettato per offrire una stabilità e resistenza superiori. Caratterizzato da produzione in un’unica fase, che adotta un nuovo processo di stampaggio a inserti che fissa lo slot a una struttura metallica di rinforzo. SafeDIMM è invece l’esclusivo slot DIMM con key-pin metallico che prolunga la durata rispetto agli slot DIMM tradizionali.
La più recente tecnologia Intel Gigabit Ethernet (I219-V) garantisce sessioni di gaming più veloci e omogenee, riducendo i sovraccarichi della CPU e fornendo prestazioni eccezionalmente elevate con i protocolli TCP e UDP; di conseguenza, si ottiene un’importante riduzione dei carichi sul processore liberando ulteriore potenza per il gioco.
La nuova scheda sfrutta anche da due slot PCIe 3.0 x4 M.2 con supporto RAID SSD NVMe® per un incredibile aumento delle prestazioni. L’utente può creare una configurazione RAID con un massimo di tre dispositivi di archiviazione PCIe 3.0 tramite due slot M.2 e lo slot PCIe x16 sul lato PCH, raggiungendo la massima velocità di trasferimento dati sulla piattaforma Intel Core di settima generazione.
La scheda Maximus IX Extreme consente all’utente di utilizzare la tecnologia USB-C quando serve grazie al connettore USB 3.1 integrato nel pannello anteriore e alimentato da un controller ASM 2142 USB 3.1 con ampiezza di banda PCIe 3.0 x2 per massimizzare la velocità di trasferimento dati. Thunderbolt 3 assicura trasferimenti fino a 40 Gbps, con velocità dei dati quattro volte superiore rispetto allo standard USB 3.1 e ampiezza di banda video doppia.
Maximus IX Extreme dispone di Wi-Fi 802.11ac di con 2×2 antenne dual-band da 2,4 / 5 GHz e velocità di trasferimento fino a 867 Mbps, oltre alla più recente tecnologia MU-MIMO che fornisce le migliori velocità wireless e online a tutti gli utenti connessi.
ASUS Maximus IX Extreme è disponibile a un prezzo consigliato di 600 Euro, IVA inclusa.
SPECIFICHE TECNICHE
Processore/socket CPU
Socket LGA1151 per processori di settima generazione Intel® Core™ i7 / i5 / i3 / Pentium® / Celeron®
Chipset
Intel® Z270 Express
Memoria
4 x DIMM, fino a un massimo di 64GB, DDR4 4133 (OC)
Supporto per Intel® Extreme Memory Profile (XMP)
Slot di espansione
2 x slot PCIe® 3.0 x16 (x16, x8/x8)
1 x slot PCIe® 3.0 x16 (massimo in modalità x4)
1 x slot PCIe® 3.0 x4
VGA
Processore grafico Intel® HD integrato
DisplayPort 1.2 con risoluzione massima 4096 x 2304 a 60Hz
HDMI 1.4b con risoluzione massima 4096 x 2160 a 24Hz /
Intel® InTru™ 3D / Quick Sync Video / Clear Video HD Technology / Insider™
Multi-GPU
2-way/quad-GPU NVIDIA® SLI™ e tecnologia 3-way/quad-GPU AMD® CrossFireX™
Archiviazione
8 x SATA 6.0Gbps
1 x M.2 Socket 3 con M Key, supportati dispositivi di archiviazione di tipo 2242/2260/2280 (modalità PCIe® 3.0 x4 e SATA)
1 x M.2 Socket 3 con M Key, supportati dispositivi di archiviazione di tipo 2242/2260/2280/22110 (modalità PCIe 3.0 x4 e SATA)
Networking/LAN
Lan Gigabit Intel® I219-V con ASUS LANGuard e GameFirst IV
USB/Thunderbolt™
3 x porte USB 3.1 (1 x porta Type-A e 1 x porta Type-C, più 1 x porta Type-C mid-board)[2]
8 x porte USB 3.0 (6 sul pannello posteriore, 2 mid-board)
4 x porte USB 2.0 (4 mid-board)
Audio
Audio ad alta definizione ROG SupremeFX S1220, 8 canali
– SNR 120dB di alta qualità in uscita e SNR 113dB in ingresso
– Tecnologia di schermatura SupremeFX
– DAC ESS® ES9023P ad alta definizione
– Rilevamento jack, multi-streaming, retasking del jack microfono sul pannello frontale –
Alta poco più di un cellulare ma ricca di funzionalità come una ingombrante multifunzione, HP Deskjet All in One 3720 è una stampante dedicata a chi, non avendo necessità di stampa particolari, desidera un prodotto completo ed estremamente compatto. Una stampante che ci ha sorpreso però anche per la qualità di stampa e per il suo essere estremamente SMART.
Esistono gli Smartphone, le SmarTV, gli Smartwatch e da oggi, grazie ad HP, anche le SmartPrinter.
HP Deskjet All in one 3720, la più piccola All in One al mondo, è infatti proprio questo, una multifunzione intelligente che racchiude scanner, fotocopiatrice e stampante, in una scocca compatta e vivace che misura da chiusa appena 140mm in altezza (poco più di un iPhone), è larga 403mm e ha una profondità di 180mm. Il design è moderno e sebbene a primo impatto la piccola 3720 dia l’impressione di un prodotto “fragile”, possiamo garantirvi che invece è discretamente resistente anche in quelle parti, come il carrellino porta fogli, solitamente più esposte agli urti accidentali. Le plastiche sono comunque piuttosto leggere e contribuiscono a rendere inoltre la stampante facile da trasportare, complice anche l’assenza di fili – a parte quello di alimentazione – che la rende comoda quasi come una stampante portatile.
La HPDeskjet All In One 3720 è disponibile in tre diverse colorazioni, bianco/blu, bianco/grigio perla e bianco/acqua marina; a cambiare è la parte superiore della stampante e il fregio HP frontale. Ad un prezzo di appena 60 euro su Amazon, la 3720 è probabilmente anche la multifunzione wireless più economica in circolazione. Proprio le funzionalità Wireless sono tra i maggiori pregi di questa stampante. Il collegamento con è piuttosto semplice ed intuitivo. Una volta installato il software aggiornato che è possibile scaricare da internet, una procedura guidata ci aiuta nella prima installazione e soprattutto nel collegamento alla rete wifi di casa. Una volta completata la procedura e avviata la stampa di prova, la piccola 3720 è già pronta ad essere utilizzata.
Il segnale WiFi è sempre molto potente anche se si sposta la stampante in angoli della casa piuttosto schermati e, nelle nostre prove, caso siamo riusciti a stampare anche portando la piccola di casa HP al piano superiore rispetto a quello in cui si trovava il modem/router. La Deskjet All in One 3720 è dotata anche delle funzionalità Airprint, che vi permettono di stampare direttamente dal vostro cellulare iOS o Android, senza necessità di alcuna configurazione particolare o di software esterni. Basterà cliccare sul pulsante Stampa e la stampante verrà rilevata in automatico dal vostro smartphone. La funzionalità Wifi é, in definitiva, così ben funzionante che nemmeno una volta nel nostro mese di utilizzo, abbiamo sentito la necessità di utilizzare il cavo USB fornito in dotazione. Se ciò non dovesse bastare, è addirittura possibile stampare da fuori casa, inviando la vostra stampa ad un apposito indirizzo eMail. Il software in dotazione pare assecondare questa vocazione, ed infatti le due app HP All-in-One Remote e HP Social Media Snapshots sono ottimizzate per un uso da mobile (Android, iOS e Windows).
Stampa e Scansione
La qualità di stampa è generalmente molto buona considerando il prezzo e il principale utilizzo “Home” del prodotto. Abbiamo amato particolarmente la resa con documenti a colori, che su carta lucida appaiono molto fedeli all’immagine originale a video, così come la buona resa del testo, definito quanto basta, sebbene non al livello delle più evolute stampanti InkJet o Laser di HP. E’ nella stampa di foto, in ogni caso, che la piccola HP dà il meglio di sé: soprattutto se utilizzata con carta fotografica, la Deskjet All in One 3720 restituisce immagini dettagliate e colori vividi e brillanti.
La velocità di stampa in modalità normale, sia di solo testo che di immagini, è piuttosto buona, (circa 8 pagine al minuto per il testo, 4 pagine al minuto per documenti a colori), mentre la stampante è piuttosto lenta quando si seleziona la massima qualità e la stampa su carta fotografica, impiegando anche più di un paio di minuti per stampare una foto su foglio A4.
Durante i nostri test, abbiamo avuto la possibilità di provare anche una nuova carta fotografica adesiva in formato 10×13. HP pubblicizza questo nuovo prodotto come ideale per la stampa di immagini dai social, ed in effetti, a pensarci bene, l’effetto finale è quello di una moderna Polaroid, con la comodità di poter salvare immagini condivise online, anche su carta.
Uno degli aspetti più importanti per una stampante è il costo per pagina. La Deskjet è dotata di due cartucce, una per il nero e una in tricromia, entrambe con numerazione 304. Mentre per la stampa in bianco e nero non siamo riusciti ad esaurire ancora la cartuccia nonostante le oltre 100 pagine stampate (HP dichiara una resa di 120 pagine, ma siamo sicuri di poter superare ampiamente questo limite) con la stampa a colori le cose non sono andate altrettanto bene. Siamo infatti riusciti a stampare 5 foto A4 a tutta pagina più circa 18 foto in formato 10×13 prima della definitiva impossibilità di continuare la stampa. In realtà il segnale di esaurimetno cartuccia è comparso già dopo appena 5 foto A4 e 9 foto 10×13, ma questo non ci ha impedito di continuare con le nostre stampe. Altra interessante differenza rispetto ad altre stampante è che la serie 3720 permette di continuare a stampare anche se una delle due cartucce è completamente esaurita.
Il costo delle cartucce HP fortunatamente non è molto elevato: su Amazon infatti entrambe le cartucce possono essere acquistate ad un costo di circa 10 euro ciascuna (che fa circa 7 centesimi di euro a copia in B/N) mentre la versione XL è disponibile ad un prezzo di 25 euro.
HP in ogni caso, anche per questa stampante, fornisce anche un servizio chiamato Instant Ink che vi permette di stampare tutte le copie a colori o in b/n che volete ad una cifra flat ogni mese. Una soluzione sicuramente molto comoda, ma che forse non è proprio “in target” con il tipo di utenza a cui questa stampante si rivolge.
La scansione, così come la copia, è semplissima grazie al software di stampa e bastano davvero pochi secondi per effettuare una fotocopia. In effetti a sorprenderci di primo acchito, è stata la capacità di HP di piazzare uno scanner in un dispositivo così piccolo. L’astuzia, naturalmente, sta nell’aver eliminato il piano in vetro: anzichè poggiare i fogli da scannerizzare sul piano come in una classica multifunzione, con la 3720 vi basterà inserire il foglio nell’apposita fessura dello scanner ed il gioco è fatto. In pochissimi secondi avrete la vostra copia o la vostra digitalizzazione.
Commento finale.
HP Deskjet All in One 3720 è una stampante smart, pensata per “studenti fuori sede” senza molto spazio a disposizione o per chi desidera una multifunzione piccola ed economica che faccia davvero di tutto: fotocopie, scansioni e naturalmente stampa, nella maniera più semplice possibile. Il tutto senza rovinare l’estetica di uno studio moderno. La qualità di stampa, soprattutto per le foto, è davvero buona, considerando lo streetprice del prodotto, mentre avrebbe potuto essere migliore il costo per pagina. In definitiva però ci sentiamo sicuramente di raccomandarla se vi sentite rappresentati in una delle menzionate categorie.
Nonostante il leak di qualche ora fa in cui sono stati svelati per errore i due titoli principali di questo mese, all’appello mancavano i restanti titoli PlayStation 3/PlayStation Vita.
Questa la lista ufficiale dei titoli che entreranno a far parte della Instant Game Collection a partire da martedì 7 dicembre:
Darksiders II: Deathinitive Edition (PS4)
Kung Fu Panda: Showdown of the Legendary Legends (PS4)
Until Dawn: Rush of Blood (PS Plus bonus – PS VR necessario)
Oggi Bandai Namco ha rilasciato il primo gameplay trailer per il suo prossimo titolo in VR di One Piece: One Piece Grand Cruise.
Il video ci introduce le meccaniche di gioco, mostrando le interazioni con i vari personaggi ed alcune battaglie in cui dovremo difenderci dagli attacchi delle navi della marina o da veri e propri mostri marini, come il Kraken.
Purtroppo non si hanno notizie riguardo una possibile localizzazione ed una data di rilascio precisa, ma Bandai Namco non è nuova nel portare in occidente un gran numero dei suoi titoli ispirati agli anime.
L’unica informazione certa è che One Piece Grand Cruise è in sviluppo in esclusiva per PlayStation VR e PlayStation 4 ed è previsto arrivare nel territorio giapponese nel corso del 2018.
Aggiornamento per il DLC Multiplayer Comrades, Episode Ignis ed altro ancora.
Square Enix ha da poco rivelato nuove informazioni riguardo Final Fantasy XV, compreso l’Episode Ignis, in arrivo il 13 dicembre, e l’espansione multigiocatore Comerades, già disponibile gratuitamente per i possessori del season pass.
Episode Ignis è l’ultima espansione della storia prevista per Final Fantasy XV e, con ogni probabilità, concluderà definitivamente le vicende dei quattro protagonisti principali.
Attravero le informazioni condivise dalla compagnia giapponese siamo venuti a sapere che:
La durata si attesta sulle due ore di gioco se seguirete esclusivamente la storia pincipale.
Una volta completata la storia, sbloccherete una sequenza extra che si ricollegherà alla storia prncipale del titolo. Questa nuova sezione inoltre comprendera uno scontro speciale abbastanza impegnativo.
La storia narrata i Episode Ignis è la più riccha fra tutte le espansioni finora rilasciate.
Una volta completata la storia sbloccherete uno speciale scontro contro Noctis.
Le novità non finiscono qui. A dicembre Square Enix ha in programma due aggiornamenti, sia per il gioco base che per la sua espansione multigiocatore.
L’aggiornamento di dicembre celebra il primo anno di Final Fantasy XV e sarà particolarmente interessante per tutti i giocatori in quanto permetterà finalmente di controllare anche gli altri membri del party.
Potremo così utilizzare i vari Gladio, Prompto ed Ignis oltre al principe Noctis durante il corso della storia principale.
L’aggiornamento di Comerades invece sarà disponibile dal 12 dicembre e migliorerà sostanzialmente i lunghi tempi di caricamento oltre ad aggiungere nuove missioni a tempo con interessanti ricompense annesse.
Square Enix infine ha dichiarato che continuerà a supportare il titolo anche per il 2018. Il Director Hajime Tabata ha inoltre confermato l’interesse di realizzare altre tre espansioni della storia, previste per il prossimo anno, con la prima focalizzata sul personaggio di Ardyn.
Final Fantasy XV è disponibile per PlayStation 4 e Xbox One, mentre la versione per PC uscirà nei primi mesi del 2018.
FoxNext ha annunciato che il nuovo gioco basato sulla famosa serie TV, X-Files: Deep State, verrà pubblicato su iOS, Android e Facebook il prossimo anno.
Come riportato da Eurogamer.net, X-Files: Deep State sarà free-to-play, a metà strada tra un romanzo interattivo e un gioco investigativo. Sarà ambientato nel 2010 e vestiremo i panni di un agente dell’FBI non meglio identificato e saremo accompagnati dal nostro collega Dale per investigare, raccogliendo indizi nascosti, prove, risolvendo enigmi e interrogando testimoni e sospetti su casi al limite del paranormale.
Il lancio di Deep State coinciderà con l’arrivo dell’11° stagione della serie TV, che ricordiamo verrà trasmessa il 3 gennaio 2018.
Un leak del PSN polacco sembrerebbe aver rivelato la line-up.
Come segnalato da Gamepur, un leak del PlayStation Network polacco sembrerebbe aver svelato quali saranno i titoli compresi nella line-up gratuita di dicembre. Come potete vedere voi stessi dall’immagine in calce alla notizia, nel leak in questione compaiono Darksiders II: Deathinitive Edition e Kung Fu Panda: Scontro Finale delle Leggende Leggendarie.
Rimaniamo in attesa di un annuncio ufficiale da parte di Sony.
Divinity: Original Sin 2, l’acclamato GDR di Larian Studios, ha superato l’importante cifra di un milione di copie vendute dal suo lancio a Settembre.
Come sequel del Cult Divinity: Original Sin, Divinity: Original Sin 2 ha velocemente solidificato la sua grande fanbase nel giro di pochi mesi. Infatti, il titolo in questione ha raggiunto un importante traguardo di vendite in un breve lasso di tempo.
Gli sviluppatori di Larian Studios hanno annunciato che Divinity: Original Sin 2 ha superato il milione di copie vendute da quando è stato pubblicato a Settembre 2017. Traguardo notevole per un titolo considerato di nicchia; ancora più notevole in quanto è stato accompagnato da un bizzarro meme sul profilo Twitter ufficiale di Larian Studios.
A settembre, tra le altre cose, il titolo aveva registrato un boom di vendite nel giro di pochi giorni, superando le 500.000 copie vendute nella prima settimana.
Divinity: Original Sin 2 è disponibile per PC tramite la piattaforma Steam.
… at least, not without the best fans in the world! In just a couple of months we've roared past this huge landmark, and it's all down to you! pic.twitter.com/PiimrwV9b8
— Larian Studios crossed the Ebonlake (@larianstudios) November 28, 2017
L’aggiornamento 1.9.1 di Fortnite è stato rilasciato, e porta con sé nuove granate fumogene, classifiche per la modalità Battle Royale e nuove armi per il gioco base.
Nonostante la early access di Fortnite sia stata pubblicata solo pochi mesi fa, gli sviluppatori di Epic Games e di People Can Fly hanno costantemente aggiunto nuovo contenuto; tra le aggiunte più significative, infatti, possiamo annoverare la modalità preferita dai fan Battle Royale e l’evento di Halloween. Nonostante la 1.9.1 non sia un aggiornamento principale, essa va ad aggiungere qualcosa di nuovo al gioco base.
Primo e più importante, le granate fumogene sono finalmente state introdotte nella Battle Royale. Si comportano come una normale granata fumogena, creando una cortina di fumo e oscurando la visuale. Possono essere trovate sia nei bauli sia in maniera casuale nel mondo di gioco. Le classifiche, inoltre, sono state introdotte nella popolare survival mode.
In più, nove nuove armi sono state aggiunte al gioco base. Tuttavia, sono ancora sconosciute le loro caratteristiche.
infine, è stato risolto un gran numero di bug, come le animazioni di alcune armi e i danni da caduta.
Ricordiamo che Fortnite è disponibile dal 25 Luglio per Playstation 4, Xbox One e PC.
Il roster di Tekken 7 si arricchisce grazie all’arrivo di un nuovo personaggio giocabile. Stiamo parlando di Geese Howard, in arrivo dal franchise di Fatal Fury. Il DLC in questione sarà disponibile da domani 30 novembre e includerà anche un nuovo stage e diversi costumi!
Ma non è tutto in quanto Geese Howard è anche disponibile nell’Ultimate Tekken Bowl ma non sarà aggiunto alla Modalità Storia.
Fa il punto su l’innovazione il nuovo appuntamento formativo dedicato al mondo del legno promosso dalla principale federazione delle associazioni di categoria: FederlegnoArredo. A Bergamo, infatti, a metà novembre, si terrà l’incontro gratuito per i soci: “Innova_legno: innovazione e condivisione per una crescita sostenibile”.
A Bergamo si parla di innovazione e sostenibilità
L’incontro, rivolto agli associati di tutte le diverse associazioni racchiuse sotto il cappello di Federlegno Arredo, si pone come tradizionale appuntamento annuale con il Congressonazionale del legno. Al centro del dibattito il tema fondamentale per le imprese italiane dell’innovazione, affrontato e declinato nelle diverse sfaccettature sinonimo di crescita, sviluppo e cambiamento. A promuovere l’evento, in collaborazione con Federlegno Arredo, sono Confindustria Bergamo, Rilegno, con il sostegno di Banco BPM e ATOS Spa.
Relatori di eccezione
I temi sul tavolo sono di importanza strategica per un comparto che in Italia vanta alcune delle miglior case produttrici di mobili in legno, come Lg Lesmo (Lg-Lesmo.it). È per questo che nell’organizzazione del parterre dei relatori i promotori hanno scelto di puntare solo sui migliori. Esperti, esponenti delle istituzioni, imprenditori si alterneranno nella discussione facendo il punto su temi di rilevanza strategica, come le misure legislative ma anche la tutela del territorio e del patrimonio boschivo italiano. La filiera del bosco, infatti, è un tema di fondamentale importanza per il futuro del comparto e per la sostenibilità ambientale. Riattivarla è indispensabile per poter dare un futuro sia al settore che all’intero Paese.
La chiave di tutto è nell’innovazione
Tutti questi temi, però, si incrociano e dialogano con la grande sfida del tessuto produttivo mondiale: l’innovazione. L’Industria 4.0, infatti, è realtà e coinvolge direttamente anche comparti, come quello del legno, solo in apparenza legati alla produzione tradizionale. L’innovazionesistemica, infatti, come ben spiegano gli organizzatori dell’evento nell’apposita locandina, viene intesa “quale prerequisito per crescere, competere e riorganizzare il proprio modello di impresa, arrivando a valorizzare la nostra materia prima legno: un materiale che per molti aspetti è e sarà l’innovazione del modello imprenditoriale di domani”.
Non solo seminario
L’appuntamento di Bergamo, al quale è necessario registrarsi per poter partecipare il giorno10 novembre a partire dalle ore14 (la partecipazione è gratuita), offrirà l’occasione anche per stringere ancora di più le maglie della rete tra le imprese del settore. Al seminario, infatti, seguirà una cena informale tra i partecipanti, soci di Federlegno Arredo, un momento di convivialità che favorirà il confronto tra i partecipanti e permetterà di definire sinergie nel settore. La giornata, infatti, più che un’opportunità per crescereprofessionalmente e formarsi, vuole rappresentare proprio un momento di condivisione e confronto tra gli operatori del settore, per poter condividere le buone pratiche e,a l tempo stesso, fare l’analisi delle principali debolezze del comparto per poter tracciare insieme una direzione costruttiva, una innovativa e vincente. Diverse le domande a cui si proverà a dare una risposta: è possibile anticipare il mercato? L’innovazione come fine o come strumento per l’impresa? L’innovazione è sinonimo di cambiamento? L’industria del legno possiede le caratteristiche per crescere in mercato globale? Ricerca e normativa hanno tempi compatibili con il settore industriale per un efficace trasferimento tecnologico?
Il marchio italiano, vero e proprio colosso del mercato nazionale, ha presentato le nuove collezioni di serie civili per quest’anno: prese, placche e altri accessori si riscoprono grazie ai design unici e accattivanti, oltre che ad una qualità sopraffina nella loro realizzazione. Il brand punta ad aumentare ancora di più la sua influenza sul mercato italiano e a consolidarsi come uno dei leader di quello internazionale.
Che cos’è una serie civile
In ambito elettronico si definisce “serie civile” tutta una serie di accessori e componenti elettronici che vanno a formare l’impianto elettrico di uno stabile, sia esso un’abitazione, sia esso un ufficio. Fanno parte delle serie civili componenti come le placche, le prese di corrente, i pulsanti di controllo di apparecchiature e vari supporti.
La qualità tutta italiana di Bticino
Sono ormai ottant’anni che questo brand è presente sul mercato nazionale e ne è uno dei leader indiscussi: stiamo parlando di Bticino che, nonostante l’acquisizione da parte del marchio francese Legrand, ha continuato ad avere la sua sede operativa sul suolo italiano. L’azienda è diventata molto famosa nel corso degli proprio per la produzione di alcune serie civili che hanno rivoluzionato il mercato dell’elettronica: non a caso, l’azienda vanta ben 3 Compassi d’Oro (premio assegnato alle aziende che più valorizzano i prodotti italiani nel mondo) di cui l’ultimo vinto recentemente, nel 2014.
La Serie Air
In questa collezione, Bticino ha voluto mettere in evidenza tutta la sua ricerca per i materiali di prima qualità. Le placche Soft della serie Air, in particolare, sono caratterizzate da uno spessore molto ridotto rispetto a quelle standard e sono disponibili in diverse colorazioni, dall’Argilla al “Blue Moon”. Di questa serie fanno parte anche le placche Brushed, hanno un aspetto puramente metallico satinato (o spazzolato) e anche al tatto risultano metalliche. Sono disponibili in tre colorazioni diverse: Nichel, Cromo e Titanio.
Gli innovativi accessori LED
Altra grande novità in casa Bticino riguarda il lancio sul mercato di alcuni accessori LED da integrare con le serie civili di ultima generazione come Matix (di cui parleremo in seguito) e Air. Tra gli accessori presentati spiccano le torce estraibili, che si attivano in caso di blackout: queste lampadine, che forniscono luce bianca ad alta intensità, possono essere sia incassate in una presa sia estratte (tramite l’apposito pulsante) per essere utilizzate, appunto, come torcia in caso di mancanza di corrente con un’autonomia fino a 2 ore. Stesso problema (la scarsa visibilità) che ha portato alla produzione dei segnapassi LED: questi possono essere installati in zone della casa, o del giardino, in cui la visibilità è ridotta in modo da assicurare una giusta illuminazione con consumi ridotti.
La Serie Matix
Grande classico riscoperto è la serie bticino matix: questa è la linea base dell’azienda italiana, che si rinnova anno dopo anno per aggiornarsi ed essere implementata con le ultime tecnologie. La serie Matix è molto famosa per le sue placche semplici ma assolutamente meravigliose, le cui colorazioni e texture possono essere scelte a discrezione del cliente in modo da essere totalmente personali e uniche, dal più semplice bianco fino ad arrivare al dorato. La collezione può essere acquistata presso i migliori e-commerce di elettronica, tra cui spicca puntoluce.net, vero faro per i consumatori in cerca di un sito sicuro e affidabile per i propri acquisti “elettronici”.