L’arrivo di Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots su console moderne è uno di quei momenti che i fan di lunga data tenevano nel mirino da anni. L’occasione giusta arriva ad agosto con Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 2, e una prima sessione di gameplay in remastered ha già chiarito un punto fondamentale: l’operazione nostalgia non ha sforbiciato le trovate metanarrative e i brand reali che resero l’originale del 2008 un unicum nel panorama dei videogiochi.
I marchi sopravvivono al tempo (e ai Gecko)
A rompere il ghiaccio ci hanno pensato il giornalista freelance giapponese Mafia Kajita e il doppiatore Yuichi Nakamura – quest’ultimo già voce di Kevin nell’edizione nipponica di Metal Gear Rising: Revengeance – con una diretta streaming sul loro canale YouTube dedicata all’Atto 1 della nuova versione. Fin dalle prime battute, la scena culto con le Gecko a caccia di Snake conserva intatta la sua vena dissacrante: sulla scatola di cartone piena di angurie campeggia ancora la scritta “No place for Hideo”, destinata a essere schiacciata senza pietà. L’unico dettaglio a sparire è l’indirizzo web del vecchio blog di Kojima, presente sul cartone nell’originale PS3 ma rimosso qui per ragioni facilmente intuibili: quella pagina, semplicemente, non esiste più.
L’inventario di Snake, invece, conferma il ritorno dell’iPod, con tanto di benestare di Apple per la riedizione. Se l’oggetto è salvo, resta da capire se l’intera colonna sonora e i podcast sparsi nel gioco saranno recuperati per intero. Al momento non ci sono certezze, ma la diretta ha mostrato anche altri elementi familiari: la rivista Playboy per distrarre i nemici, le lattine di Regain 24 (l’energy drink giapponese protagonista di una vecchia partnership promozionale con MGS4) e la parodia Hide-chan Ramen, perfettamente al suo posto. Va ricordato, per onestà intellettuale, che Kajita e Nakamura hanno giocato una demo provvista del classico disclaimer sulla possibilità di modifiche prima del lancio.
Piss filter addio, Snake Eye più nitido che mai
Il salto tecnico rispetto all’originale PlayStation 3 si nota subito, e non soltanto per la risoluzione più elevata. I dettagli un tempo sfocati ora si leggono con chiarezza: il testo “Snake Eye” sulla benda bionica di Old Snake è finalmente nitido, non più pasticciato come accadeva su PS3. Un altro cambiamento visibile riguarda la patina cromatica giallo-sporca che i fan avevano ribattezzato “piss filter”: nella Master Collection è stata sostituita da una resa più naturale, che restituisce profondità alle scene senza snaturare l’atmosfera del gioco.
Cosa aspettarsi dalla Master Collection vol. 2
L’esperienza della Vol. 1 ha insegnato a prendere con cautela le riedizioni di Konami. All’epoca, la raccolta di MGS3 aveva deluso per l’assenza di contenuti extra come il Subsistence Secret Theater e il minigioco Snake vs. Monkey, poi reinseriti solo nel remake Metal Gear Solid Delta: Snake Eater. Per questa versione current-gen di MGS4 restano quindi aperti un paio di interrogativi: sarà presente tutto il materiale segreto dell’edizione PS3? E soprattutto, Master Collection Vol. 2 eviterà i problemi di performance che avevano segnato il debutto della prima raccolta? Konami ha già fatto sapere di voler alzare l’asticella della cura tecnica, proprio per scongiurare un bis del lancio travagliato della Vol. 1.
