… Un poco deve soffrire. Abbiamo testato, a due anni dalla nostra review della tastiera meccanica GravaStar Mercury K1 Lite, la sua “sorella maggiore”, la K1. Ecco cosa ci ha convinti (e cosa, purtroppo, meno) della compatta “scultura dattilografica” di Yong Huang.
Categoria: pesi massimi
Se della Mercury K1 Lite non ci aveva particolarmente convinto la stabilità dei piedini di supporto, che potevano, in caso di gaming aggressivo o di digitazione particolarmente “pesante”, rendere la tastiera leggermente traballante, con il modello K1 il problema svanisce completamente. Indubbiamente complice la scocca in metallo pressofuso, in vece di quella in plastica del modello Lite, la fascia intermedia regala un feeling massiccio e stabile, pur mantenendo la struttura, comune a tutti i modelli di casa Gravastar, tenkeyless e compatta, con solamente 79 tasti e la riduzione al minimo della spaziatura tra i keycaps.
Il risultato é una tastiera dal look leggero e futuristico nonostante il peso complessivo superiore al kg, con un design evidentemente ispirato alle opere di H.R. Giger, dove l’estetica sinuosa di un corpo vivente si fonde alle luci led e alla freddezza del metallo in una creatura biomeccanica totalmente unica.

Dettagli tecnici dal produttore
| Dimensioni | Circa 343 mm di larghezza, 156 mm di lunghezza e 46 mm di altezza (piedini aperti) |
| Peso | 1060 g (con batteria) |
| Layout | ANSI |
| Keycaps | PBT e PC non trasparenti |
| Switch | Linear Switch meccanici GravaStar x Kailh Cherry Pink |
| Backlight | RGB immersivo a due linee indipendenti |
| Gasket | Mounted PC Plate |
| Hot-swappable | Si |
| Sound-dampening | 5 strati di schiuma fonoassorbente |
| Connessioni | USB-C, Bluetooth 5.0, wireless con dongle 2,4ghz |
Il layout della tastiera è ANSI con un profilo dei tasti di tipo MDA (vi lasciamo al nostro articolo dove potete consultare una comoda infografica che spiega il significato del profilo MDA).
Piccoli compromessi…
Passando ai problemi, purtroppo, comuni a tutti i modelli GravaStar, non possiamo non citare proprio l’eccessiva compattezza della K1 che puó portare a mis-tapping frequenti per le persone con mani particolarmente grandi e, a livello visivo, al difficile riconoscimento istintivo della attivazione (o meno) del CapsLock, demandato a un semplice, e forse troppo discreto, cambio di illuminazione del logo GravaStar, ancor meno visibile nel caso si utilizzassero le impostazioni RGB della retroilluminazione: avremo il logo che cambierà colore tra i vari toni RGB se avremo il CapsLock disattivato e, invece, fisso su un singolo colore (a seconda delle impostazioni e dei settaggi della app di personalizzazione) qualora lo avessimo (spesso inavvertitamente) attivato. Non aiuta, infine, che il logo GravaStar vada a trovarsi, rispetto alla nostra linea di vista mentre digiteremo, pienamente coperto dalla mano destra.
L’assenza di tastierino numerico esclude una nicchia, seppur estremamente ridotta, di videogiocatori, come quelli piú legati a titoli di simulazione e a RTS particolarmente complessi, e di tutti quei lavoratori che potrebbero necessitare dei tasti aggiuntivi, elemento negativo, peró, parzialmente compensato da GravaStar con la possibilitá di creare e gestire rapidamente macro dal programma dedicato della serie K1.
Visto il costo non proprio modesto, seppur largamente giustificato dalla qualità costruttiva, risulta discutibile la mancata personalizzabilitá del formato tastiera, sia per l’assenza di un modello full-key con tastierino, sia per la presenza esclusiva del formato ANSI, che puó creare qualche problema di fluiditá nella digitazione a noi europei, mancando di un tasto specifico per l’euro e le lettere accentate, obbligandoci alle combinazioni per ottenerle.

… ma grandi soddisfazioni
Rispetto alla sorellina minore, la K1 aggiunge una levetta al posto del tasto, da noi non molto apprezzato, due anni fa, per la regolazione del volume di sistema. Posta di fianco a F12, essa ci permetterá di alzare, abbassare e, premendola al centro, mutare l’audio del nostro pc in modo preciso e rapido, senza interrompere la nostra digitazione e, soprattutto, senza costringerci a combinazioni di tasti o macro, come sulla K1 Lite. Inoltre rinuncia ai tanto belli quanto, decisamente, poco leggibili tasti in caratteri 8 bit, per tornare a un font piú tradizionale e concentrando altrove le velleitá artistiche e di design.
Altro elemento distintivo della fascia intermedia GravaStar, la disposizione delle lettere sui singoli tasti. Sebbene abbastanza atipica, dato che i simboli si trovano sul fianco inferiore del keycap invece che sopra, nel punto di pressione, questa disposizione fa sì che ció che andremo a digitare sia sempre visibile da una posizione di seduta rilassata, fermando sul nascere la tendenza spontanea e involontaria di chi digita di “chiudersi” in avanti sopra alla tastiera. La conseguenza sarà però che, in caso si volessero sostituire i keycap o personalizzarli, avremo maggiori difficoltá a trovarne aftermarket perché, per quanto compatibili a livello tecnico, saranno difficili da reperire simili sul piano estetico.
Estasi luminosa e meccanica
Come già accennato nella nostra review della versione Lite, che condivide con la K1 e K1 Pro il programma di gestione e personalizzazione di macro e illuminazione, le configurazioni possibili per i controlli RGB sono molte e soddisfacenti, dalla retroilluminazione fissa (regolabile sia in tonalitá che in luminositá) fino all’illuminazione a ritmo di musica o dei suoni del pc, a sua volta disponibile in varie opzioni, come l’onda sinusoidale o i picchi di frequenza, e perfino giochi di luce come la momentanea permanenza di un alone illuminato dopo la digitazione o l’effetto simile a “increspature” d’acqua, che si diffonderanno dal tasto premuto fino a dissolversi agli estremi della tastiera.
Impossibile non citare il caratteristico ticchettio degli switch di casa GravaStar, linear Cherry Pink in coproduzione Kaihl, che definire soddisfacente risulta quasi riduttivo, sia per decisione che per morbidezza, con un viaggio del tasto iniziale leggermente inferiore a quelli della versione Lite, da 1,5 mm e quello complessivo di 3,5 mm, ma mantenendo invariata l’attuazione a 40gf.
Proprio grazie agli switch lineari, la K1 raggiunge tempi di ritorno del tasto rapidissimi e risposta (da cablata) inferiore agli 0,29 millisecondi risultando eccellente per il gaming e altamente personalizzabile tramite hot-swap sia a 3 che 5 pin (incentivato fin dalla confezione base, dato che la tastiera arriverá con keycaps e switch di scorta e un pratico kit di manutenzione, con estrattore e spazzola di pulizia).
Connettivitá
Come per la K1 Lite, la K1 arriva fornita di cavo di connessione USB-C to USB-A con anche funzione di ricarica della batteria, nel caso preferissimo la sicurezza di un uso cablato, ma dispone delle opzioni di connessioni tramite ricevitore wireless 2.4 Ghz (nascosto sotto la tastiera in un incavo su misura) o tramite Bluetooth 5.0. L’integrazione di una batteria da 8000 mAh (contro i 4000 della Lite), aggiunge diverse ore di gioco e digitazione tra ogni ricarica rispetto all’entry level GravaStar, portandole a circa 450 a seconda, principalmente, delle impostazioni di luminositá. Segnaliamo che, purtroppo, il cavo con cui arriva la Mercury K1 non é rivestito in stoffa (che, magari, visto il prezzo, sarebbe stato da includere) ma in semplice gomma morbida.
Commento finale
La tastiera GravaStar Mercury K1 si conferma un ottimo compromesso tra una tastiera entry level da gaming e una professionale, avvantaggiata sia dalla qualitá degli switch meccanici, precisi e discreti dal punto di vista sonoro (davvero, davvero piacevole), sia dal design compatto e dallo stile assolutamente caratteristico, il quale, tuttavia, costringe ad alcune concessioni sul piano della comodità in fase di digitazione (soprattutto per noi europei) a livello di spazio di manovra per le dita, a svantaggio di chi avesse mani particolarmente grandi, e di leggibilità dei caratteri speciali e del CapsLock.
Una indiscutibile gioia per gli occhi e le orecchie, dalla scocca alla retroilluminazione, e una comparto tecnico estremamente curato, ma con piccoli sacrifici dal punto di vista delle abitudini nella digitazione, rendono questa tastiera comunque una scelta eccellente per l’ambito gaming, a patto che non facciate parte di quella ristrettissima cerchia di giocatori che sfrutta il tastierino numerico.
Per il prezzo su Amazon di 139,99 é un acquisto interessante rispetto alla versione Lite, in particolare se confrontato ad altri marchi come Logitech, che non sempre offrono la possibilitá di hotswap a queste cifre






