Stuntman: Hollywood riporta in pista Fast & Furious, Ritorno al Futuro e KITT Dopo 18 anni, tutti i dettagli!

Ci sono voluti quasi due decenni per rivedere un inseguimento con la DeLorean di Ritorno al Futuro o sentire di nuovo il motore di KITT in un videogioco che nasce per mettere i giocatori dietro la macchina da presa. Saber Interactive ha annunciato Stuntman: Hollywood, in sviluppo per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, e lo fa con una mossa inedita per la serie: un accordo con Universal Pictures che trasforma il garage di gioco in un vero catalogo di icone cinematografiche.

Un parco veicoli tra leggende dello schermo e modelli non ufficiali

Il primo trailer condensa scene ispirate a Fast & Furious, Ritorno al Futuro, Knight Rider, Miami Vice e Death Race del 2008. Tra le auto riconoscibili spuntano le vetture guidate da Brian O’Conner in The Fast and the Furious e 2 Fast 2 Furious e la Mustang blindata di Jason Statham in Death Race, insieme all’enorme autocisterna corazzata The Dreadnought, il cui schianto spettacolare – girato senza effetti digitali nel film – promette di essere uno dei momenti più carichi di tensione del gioco.

Non tutti i modelli, però, arrivano con licenza ufficiale. La macchina di Miami Vice è chiaramente un’imitazione: mancano le alette laterali che rendevano inconfondibile la Ferrari Testarossa bianca del 1986 di Sonny Crockett. Sul fronte opposto, K.I.T.T. di Knight Rider e la Macchina del Tempo di Ritorno al Futuro sono versioni autentiche, nominate espressamente nell’annuncio ufficiale.

La scommessa di Saber e le parole di Tim Willits

«Il primo Stuntman è stato un gioco indimenticabile per me – ha raccontato Tim Willits, Chief Creative Officer di Saber Interactive –. Ricreare una leggenda della storia videoludica e portarla in una direzione nuova è sempre stato un sogno. Da Saber amiamo lavorare con IP classiche e siamo entusiasti di collaborare ancora una volta con Universal per restituire ai fan una vera scarica di adrenalina.»

Saber Interactive ha già dimostrato di saper gestire motori e terreni difficili con MudRunner e SnowRunner; adesso la sfida si sposta sull’asfalto e sulla precisione, l’elemento su cui la serie si è costruita una reputazione tanto solida quanto spietata.

Le radici di un cult: quando fare lo stuntman era una questione di sopravvivenza

Per chi ha meno di trent’anni, un rapido riassunto. Stuntman uscì nel 2002 su PlayStation 2, sviluppato da Reflections Interactive (lo studio di Driver e Driver 2, poi diventato Ubisoft Reflections). Il gioco prendeva il modello di guida dei Driver e lo calava dentro una vera e propria carriera da stuntman cinematografico: niente gare, ma sequenze acrobatiche da eseguire in un’unica ripresa, con una richiesta di perfezione quasi maniacale. Il risultato fu un titolo amato e odiato con la stessa intensità, capace di costruire un seguito di culto proprio grazie a quella difficoltà senza compromessi.

La modalità carriera non usava film reali, ma li prendeva di mira senza troppi giri di parole: una spy story londinese con echi di Guy Ritchie, due pellicole che strizzavano l’occhio a Indiana Jones e James Bond e una parodia di Hazzard intitolata A Whoopin’ and a Hollerin’. Fuori dalla carriera, la modalità costruzione permetteva di progettare sequenze acrobatiche personalizzate, sfruttando un sistema di distruzione e una fisica che all’epoca facevano scuola.

La parentesi Ignition e il silenzio che ne seguì

Nel 2007 i diritti passarono a THQ e lo sviluppo di Stuntman: Ignition venne affidato a Paradigm Entertainment. Il sequel propose sei nuovi film fittizi, parodie di Dante’s Peak, A-Team, Batman, Bullitt e un ulteriore omaggio a 007, oltre al ritorno di A Whoopin’ and a Hollerin’ II.

Il feeling, però, si era allontanato parecchio dall’originale e i risultati commerciali non convinsero THQ a proseguire. Per quasi vent’anni la serie è rimasta ferma, consegnata alla memoria dei fan più ostinati.

Cosa può significare questo ritorno

Stuntman: Hollywood non ha ancora una data d’uscita. L’attesa però è già incanalata su un binario preciso: un racing game che vive di esecuzione e attimo perfetto non può permettersi un modello di guida approssimativo. Saber sembra voler giocare la partita con rispetto per la tradizione e un occhio alla spettacolarità del cinema.

E per chi spera in un effetto domino, il pensiero corre subito a Driver. Sono passati oltre quattordici anni da Driver: San Francisco, e il desiderio di un remake o di un capitolo inedito resta tra i più accesi tra gli appassionati di guida arcade.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

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