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Tutto vero, Ubisoft presenterà il remake di Assassin’s Creed IV: Black Flag!

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Assassin's Creed Red

L’attesa è finita! Ubisoft ha annunciato finalmente una data per presentare il remake di uno dei giochi più apprezzati di sempre. Assassin’s Creed Black Flag Resynced sarà infatti ufficialmente presentato durante uno Showcase dedicato, che andrà in onda il 23 aprile alle 18:00 sulle piattaforme di Youtube e Twitch. Nel 2023, è stato comunicato dall’azienda stessa che l’Assassin’s Creed IV: Black Flag originale ha raggiunto oltre 34 milioni di giocatori, sottolineando il suo impatto duraturo sul franchise e sulla sua community. Ora invece è tempo per un remake che sta già facendo fremere diversi fan del franchise di Ubisoft.


Dal suo lancio nel 2007, la serie con protagonista Ezio Auditore ha venduto più di 230 milioni di giochi in tutto il mondo. Il franchise è ora consolidato come una delle serie più vendute nella storia dei videogiochi. Riconosciuto per avere alcune delle narrazioni più ricche e coinvolgenti dell’industria, Assassin’s Creed va oltre i videogiochi, espandendosi in numerosi altri media di intrattenimento. Con questo showcase, Ubisoft si prepara dunque a riportare sotto i riflettori uno dei capitoli più apprezzati della saga, puntando a catturare sia i fan di lunga data sia una nuova generazione di giocatori.

The Last of Us: una rivelazione su Ellie potrebbe cambiare il futuro della saga?

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Nel panorama narrativo dei videogiochi, poche scelte hanno generato un dibattito così profondo e duraturo come quella di Joel alla conclusione del primo The Last of Us. La rivelazione che la giovane Ellie potesse non essere affatto un caso unico, ma parte di un gruppo più ampio di immuni, getta una luce completamente nuova su quell’atto decisivo e apre scenari inesplorati per il futuro della serie.

Una conversazione rivelatrice con il creatore della serie

L’indizio proviene da Gabriel Betancourt, ex lighting artist di Naughty Dog, che in un recente intervento ha ricordato una conversazione avuta anni fa con Neil Druckmann, direttore creativo e co-creatore della serie. Betancourt ha spiegato di aver sempre creduto che il pilastro narrativo risiedesse nell’unicità assoluta dell’immunità di Ellie. “Sentivo che il pilastro della storia fosse Ellie, l’unica persona con la cura… è questo che creava la gravità di quel mondo. Era il contesto che rendeva The Last of Us speciale”, ha affermato.

Tuttavia, Druckmann avrebbe rettificato questa percezione, svelando un dettaglio di trama potenziale: “Sì, ma diverse persone sono immuni. C’è un luogo, c’è un’intera congregazione di quel tipo di persona, e quello che voglio fare è raccontare una storia più sofisticata. Voglio raccontare una storia con più personaggi e ampliare quel concetto”.

Implicazioni narrative per il passato e il futuro

Questa rivelazione, se integrata nel canone, rimodellerebbe radicalmente le fondamenta emotive della saga. L’immenso peso della scelta di Joel – sacrificare una potenziale cura per l’umanità per salvare una singola vita – si fondava proprio sulla presunta unicità di Ellie. L’esistenza di altri immuni ridimensionerebbe, almeno in parte, la portata di quell’azione, trasformandola da un sacrificio dell’umanità a una scelta personale in un contesto meno disperato.

La notizia ha già acceso un vivace dibattito nella community. Alcuni fan hanno espresso perplessità, sostenendo che questa possibilità “drasticamente ridimensiona la posta in gioco emotiva del finale della Parte 1”, mentre altri vedono in essa un fertile terreno per esplorare nuove dinamiche sociali e morali in quel mondo post-apocalittico.

Contesto e progetti futuri di Naughty Dog

È importante notare che questa conversazione risale a oltre un decennio fa, quando Betancourt era ancora in Naughty Dog, e i piani di Druckmann per la serie potrebbero essersi evoluti. Tuttavia, il creatore non ha mai escluso un terzo capitolo. Anzi, nel documentario Grounded 2: Making The Last of Us Part 2, ha dichiarato di sentire che “c’è un altro capitolo in questa storia”.

Recentemente, Druckmann ha anche condiviso i suoi schizzi originali del 2003 per i personaggi che sarebbero diventati Joel ed Ellie, accompagnandoli con un messaggio che accenna a un percorso non ancora concluso: “È stato un viaggio incredibile… Sono grato per ogni parte, specialmente per le poche tappe che rimangono sulla strada davanti a noi”.

Nel frattempo, Naughty Dog è al lavoro su Intergalactic: The Heretic Prophet, diretto dallo stesso Druckmann.

Una nuova direzione per la narrativa post-apocalittica

L’ipotesi di una “congregazione” di immuni rappresenta più di un semplice colpo di scena; è un cambio di paradigma narrativo. Sposterebbe il focus da una lotta per la sopravvivenza individuale e la ricerca di una cura mitica, verso l’esplorazione di come si formano e sopravvivono le comunità in un mondo spezzato. L’incontro di Ellie con altri come lei potrebbe essere il fulcro di un’evoluzione tematica della serie, passando dalla protezione di un simbolo alla costruzione di una società, affrontando nuove e complesse questioni di identità, scopo e potere in un’umanità ridotta ai minimi termini. Se questa sia la strada che Naughty Dog intende percorrere rimane un mistero, ma senza dubbio costituisce una prospettiva affascinante per il futuro di The Last of Us.

Elden Ring: svelata la data di uscita e il cast completo del film live-action

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Dopo anni di attesa e speculazioni, il progetto cinematografico dedicato a Elden Ring esce finalmente dall’ombra. La produzione ha annunciato ufficialmente la data di uscita nelle sale e il cast stellare che darà vita all’adattamento live-action del capolavoro videoludico di FromSoftware, che ha venduto oltre 30 milioni di copie. Diretto e sceneggiato da Alex Garland, il film è prodotto da A24 e arriverà nei cinema, in formato IMAX, il 3 marzo 2028. Le riprese sono già iniziate.

Un cast di alto profilo

Il cast principale vede tre nomi di spicco: Cailee Spaeny (nota per Alien: Romulus e Civil War), Ben Whishaw (il Q della saga di James Bond e la voce dell’Orso Paddington) e Nick Offerman (già visto in The Last of Us), la cui partecipazione era stata precedentemente rumoreggiata. I personaggi che interpreteranno non sono stati ancora rivelati, alimentando le congetture degli appassionati. A questi si affianca un ensemble di talento internazionale che include Kit Connor, Tom Burke, Havana Rose Liu, Sonoya Mizuno, Jonathan Pryce e molti altri, promettendo una trasposizione ricca e sfaccettata.

Le radici nell’universo videoludico

Il film viene realizzato “sotto la guida” di Hidetaka Miyazaki, il visionario direttore di FromSoftware, e si basa “su una storia mitologica” concepita da George R. R. Martin, l’autore de Il Trono di Spade. Questo garantisce una solida fedeltà alle fondamenta narrative e tematiche che hanno reso il gioco un fenomeno globale. Recenti leak dal set hanno già offerto ai fan un primo sguardo su elementi fedelmente ricreati, come una statua della divina Marika e i caratteristici piloni di Limgrave, confermando un’attenzione maniacale ai dettagli dell’universo originale.

La visione di un regista appassionato

La scelta di Alex Garland alla regia non è casuale. Lo scorso anno, il New Yorker ha rivelato che il regista, da vero hardcore fan, completò una bozza “epica” di 160 pagine con 40 pagine aggiuntive di immagini, per poi volare in Giappone e proporla personalmente a FromSoftware. La sua profonda conoscenza del titolo è stata confermata in un’intervista in cui ha dichiarato di essere al suo settimo playthrough di Elden Ring e di identificare in Malenia, Lama di Miquella, il boss più difficile da sconfiggere.

Un progetto dalle alte aspettative

L’entusiasmo circonda il progetto anche dalla parte degli autori originali. George R. R. Martin ha definito Garland un “regista di prim’ordine” e la casa di produzione A24 “eccellente”, esprimendo uno stato d’animo “speranzoso” per l’adattamento. La combinazione di un team creativo così rispettoso della fonte, unito alla libertà artistica tipica di A24, suggerisce un approccio ambizioso che punta a tradurre sul grande schermo non solo la trama, ma soprattutto l’atmosfera, il senso di scoperta e la sfida iconica del videogioco. L’annuncio segna un momento cruciale per le trasposizioni videogioco-film. Con una data sul calendario, un cast prestigioso e una guida creativa profondamente immersa nel materiale di partenza, Elden Ring si prepara a mettere alla prova il confine tra cinema e gaming interattivo, cercando di incarnare l’essenza di un’opera che ha ridefinito un genere. La strada per le Terre Intermedie sul grande schermo è ora ufficialmente tracciata.

Cassie Lang, ufficiale il ritorno di Kathryn Newton in Avengers: Doomsday

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L’universo cinematografico Marvel continua a preparare il terreno per Avengers: Doomsday, in arrivo a fine anno.

In attesa dell’uscita, è arrivata la conferma del ritorno di un personaggio chiave della saga di Ant-Man, sottolineando anche una delle sue caratteristiche supereroiche più iconiche.

Un ritorno confermato con un gesto simbolico

L’attrice Kathryn Newton celebrerà il suo ritorno nel Marvel Cinematic Universe nei panni di Cassie Lang, la figlia di Ant-Man.

La conferma, arrivata in seguito al trailer mostrato durante il CinemaCon 2026, è stata accompagnata da un gesto simbolico e pieno di significato per gli appassionati. Newton ha infatti ricevuto una sedia da regista in miniatura personalizzata con il suo nome, identica a quella che Paul Rudd, interprete di Scott Lang/Ant-Man, aveva ricevuto durante l’annuncio ufficiale del cast del film lo scorso anno.

Da Quantumania alla prossima minaccia

Newton ha interpretato per la prima volta una Cassie Lang adolescente/giovane adulta in Ant-Man and the Wasp: Quantumania (2023).

In quel film, il personaggio è evoluto da semplice comprimaria a eroina attiva, dotata di una propria tuta e fondamentale nell’aiutare il padre a sconfiggere Kang il Conquistatore nel Regno Quantico. Il suo ruolo in Avengers: Doomsday sarà quindi la naturale continuazione di questo percorso di crescita.

Il significato dietro la sedia in miniatura

In un video pubblicato sui social, l’attrice ha scartato la sedia in miniatura con entusiasmo, commentando: “È piccola perché Cassie Lang diventa piccola. È piccola. Ma a volte è grande. Dipende da cosa sta succedendo”.

Questo riferimento umoristico e meta-cinematografico non solo conferma le abilità di manipolazione delle dimensioni del personaggio, ma riecheggia anche le parole dello stesso Paul Rudd. L’attore, parlando della sua sedia in miniatura ricevuta precedentemente, aveva scherzato: “Ho pensato, ‘Oh, è intelligente, sì, sono Ant-Man’. Ma c’è ancora una parte di me che pensa che sia un po’ sminuente avere una seggiolina minuscola. Ma almeno, finalmente, una su cui mi starò effettivamente seduto”.

Cosa aspettarsi dalla prossima avventura

La scelta di donare a entrambi gli attori una sedia in miniatura non è casuale, ma un chiaro segnale narrativo.

È lecito aspettarsi che le dinamiche padre-figlia e le loro abilità uniche di rimpicciolimento (e ingrandimento) giocheranno un ruolo centrale nelle strategie degli Avengers contro la minaccia di Doomsday. Questo dettaglio promette di portare sul grande schermo non solo la potenza su scala globale tipica dei film degli Avengers, ma anche le battaglie spettacolari e ricche di inventiva su scala microscopica che hanno reso unico il franchise di Ant-Man.

L’attesa è ora rivolta al 18 Dicembre 2026, data in cui Avengers: Doomsday arriverà nelle sale, promettendo di unire le forze dell’intero universo Marvel in una sfida che testerà i suoi eroi sia nelle dimensioni più grandi che in quelle più piccole.

Paramount Pictures conferma World War Z 2, un progetto a lungo atteso

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Dopo oltre un decennio di speculazioni e false partenze, Paramount Pictures ha finalmente confermato ufficialmente lo sviluppo di un sequel per World War Z.

L’annuncio è stato fatto durante il CinemaCon 2026, dove lo studio ha svelato i suoi piani per i prossimi anni, che includono anche Top Gun 3, un adattamento di Call of Duty e nuovi capitoli per le saghe di Star Trek, G.I. Joe e Transformers.

Per il momento, non sono stati condivisi ulteriori dettagli sul progetto. Ma questo non ci esime dal ripercorrere la storia di un successo inatteso.

Un progetto dalla lunga gestazione

La notizia arriva dopo anni di incertezze. Già lo scorso anno, erano circolate voci su Top Gun, Star Trek e World War Z, i tre franchise cinematografici su cui puntare per il futuro di Paramount Pictures.

La menzione di World War Z aveva sorpreso molti, considerando che l’originale film di zombie con Brad Pitt era uscito nel 2013. Nonostante il successo commerciale di oltre 540 milioni di dollari al botteghino mondiale, i tentativi di realizzare un sequel si sono sempre arenati.

L’impatto inaspettato del videogioco

Un ruolo potenzialmente cruciale nel convincere gli executive della Paramount a dare il via libera al sequel potrebbe essere stato giocato dall’adattamento videoludico.

Tim Willits, capo dello sviluppo presso Saber Interactive (lo studio dietro Warhammer 40,000: Space Marine 2), ha recentemente dichiarato di credere che il successo del gioco abbia influenzato la decisione.

“30 milioni di persone hanno giocato a quel gioco. Non è pazzesco? 30 milioni di persone uniche”, ha affermato Willits, aggiungendo, “Non me l’hanno detto loro, ma forse… sono abbastanza sicuro che sia a causa di quel gioco. Ho visto quella notizia [della Paramount] e ho pensato: ‘Oh, deve essere merito nostro'”.

Il turbolento percorso produttivo

La strada verso World War Z 2 è stata tuttavia costellata di ostacoli.

Dopo l’uscita del primo film, il regista Marc Forster annunciò che non sarebbe tornato alla regia del sequel. In seguito, dopo un cambio di direzione, fu David Fincher a firmare per sostituire J.A. Bayona.

Tuttavia, nel 2019, la Paramount decise di fermare la pre-produzione, principalmente a causa di problemi di budget e della mancanza di slancio creativo, nonostante le riprese dovessero iniziare quello stesso anno.

Il progetto di Fincher

Nel 2023, David Fincher ha svelato alcuni dettagli sul suo sequel mai realizzato, paragonandolo esplicitamente alla serie TV The Last of Us di HBO.

Fincher ha spiegato di essere quasi contento che il suo film non sia andato oltre la fase di pre-produzione, poiché la serie HBO ha avuto “molto più spazio per esplorare gli stessi temi”. “Era un po’ come The Last of Us”, ha rivelato, “Nella nostra sequenza dei titoli, avremmo usato il parassita… l’hanno usato nella loro sequenza dei titoli e in quella meravigliosa apertura con il talk show in stile Dick Cavett e David Frost”.

Il futuro del franchise

Con il progetto ora ufficialmente in sviluppo, la domanda principale per i fan riguarda il cast.

Non è ancora chiaro se Brad Pitt tornerà a vestire i panni del protagonista Gerry Lane, o se la Paramount opterà per un cast completamente nuovo. La conferma arriva come un nuovo inizio per una property che, nonostante il silenzio degli schermi, ha mantenuto una forte presenza nell’immaginario collettivo grazie al suo impatto al cinema e alla longevità inaspettata nel mondo dei videogiochi.

Il viaggio per portare di nuovo gli zombie apocalittici sul grande schermo è finalmente ricominciato.

Call of Duty arriva al cinema: data di uscita confermata e prime rivelazioni dal set

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L’attesa trasposizione cinematografica di Call of Duty, uno dei franchise videoludici più iconici di sempre, ha compiuto un significativo passo avanti.

In occasione del CinemaCon 2026, è stata annunciata ufficialmente la data di uscita nelle sale del film fissata per il 30 Giugno 2028. Grande è tuttavia la curiosità verso un progetto del quale apprendiamo le prime informazioni direttamente dal set.

Un progetto colossale

Il film, attualmente ancora senza un titolo definitivo, è il frutto della collaborazione tra Paramount Pictures e Activision Blizzard.

La major si occuperà della distribuzione a livello globale, per quello che le due società hanno descritto come uno sforzo congiunto per soddisfare la vastissima base di fan della serie, rispettandone i tratti distintivi, ma al contempo espandendo l’universo narrativo verso un pubblico completamente nuovo.

Call of Duty, con i suoi oltre un miliardo di giocatori e ricavi complessivi superiori ai 35 miliardi di dollari, rappresenta infatti una proprietà intellettuale di straordinario valore culturale e commerciale.

La visione creativa di Berg e Sheridan

Alla guida del progetto ci sono il regista Peter Berg (noto per pellicole come Hancock e Battleship) e lo sceneggiatore Taylor Sheridan, creatore della serie Yellowstone.

I due hanno co-scritto la sceneggiatura e, come ha sottolineato Berg in un intervento video mostrato durante la convention, condividono un profondo legame con la comunità delle operazioni speciali. La loro intenzione dichiarata è quella di catturare la realtà del lavoro del soldato “su un piano umano, ma portando anche una scala spettacolare”.

Le sensazioni dal CinemaCon

Ai partecipanti del CinemaCon è stata mostrata una breve teaser reel, che ha utilizzato filmati di gioco montati sulla colonna sonora di ‘Seven Nation Army’ dei The White Stripes.

Questo primo assaggio, sebbene non mostrasse riprese live-action, ha servito a evocare l’intensità e l’atmosfera caratteristica della serie.

Il grande mistero narrativo

Nonostante l’annuncio della data, i dettagli sulla trama rimangono avvolti nel più fitto segreto.

Non è stato rivelato se il film aderirà a uno dei sotto-franchise più celebri come Modern Warfare (magari proprio il capostipite?) o Black Ops, o se narrerà una storia completamente originale con personaggi inediti. Restano ignoti anche l’ambientazione, il periodo storico e il cast. Ciò che è certo, data la natura dell’opera, è che lo spettacolo e l’azione saranno elementi portanti.

L’attesa è solo all’inizio

La conferma della data di uscita del film di Call of Duty segna l’inizio di un lungo conto alla rovescia.

Con una potenza di fuoco creativa e produttiva di questo livello, il progetto si propone di essere un evento cinematografico capace di tradurre l’adrenalina e la portata epica dei videogiochi sul grande schermo. Nei prossimi due anni, l’attesa della comunità di fan e del pubblico generale sarà alimentata dalla progressiva rivelazione di dettagli che, si spera, soddisferanno le aspettative colossali generate da un titolo di tale portata. La partita, ora, si gioca nelle sale di montaggio e nelle decisioni degli autori.

Galaxies Spring Showcase 2026, il futuro del gaming svelato in un trionfo di anteprime

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L’edizione primaverile del Galaxies Showcase 2026 si è confermata come uno degli eventi più ricchi dell’anno per gli appassionati di videogiochi, svelando una impressionante varietà di titoli in arrivo.

La presentazione ha offerto sette prime mondiali, reveal esclusivi, demo a sorpresa, il tutto per una vasta gamma di generi, dall’action RPG al survival passando per il gestionale e l’horror psicologico.

Di seguito trovate tutti gli annunci principali, una panoramica completa sulle esperienze in arrivo per il nostro settore preferito.

Una nuova avventura targata SAO

Gli appassionati di Sword Art Online potranno finalmente immergersi nell’universo della celebre serie con Echoes of Aincrad, un action RPG in cui ogni battaglia mette a rischio la vita del personaggio.

I giocatori avranno il compito di conquistare il castello fluttuante di Aincrad, potenziando abilità, definendo il proprio stile di gioco e affrontando la sfida suprema: risorgere e reclamare il proprio destino, o soccombere a nemici più potenti di quanto immaginato.

L’uscita è prevista per il 10 Luglio 2026 su PS5, Xbox Series X/S e PC.

Mondi da esplorare

Lo showcase ha presentato una corposa selezione di giochi di ruolo e avventura.

Kitaria Fables 2 propone un action RPG con i nuovi eroi Alice e Dusty, in un’avventura nella penisola di Arkadera che unisce combattimento, agricoltura e crafting, anche in cooperativa. Sarà disponibile su PS5, Xbox Series X/S, Switch 2 e PC.

Farever è un action RPG online cooperativo che invita a tracciare il proprio sentiero in un vasto mondo fantasy, in arrivo in Early Access su PC dal 6 maggio 2026.

Second Stone: The Legend of the Hidden World fonde platforming e combattimento RPG in un’avventura narrativa che segue il cacciatore di tesori Shiren, in uscita su PC.

Stardream è un gioco investigativo narrativo ambientato in un’arca spaziale d’ispirazione retrò anni ’60. Nei panni di Darlene, tassista diventata investigatrice suo malgrado, scopri una verità nascosta che potrebbe distruggere una società perfetta. In arrivo per PC.

A Study in Blue è un investigativo in cui il giocatore interpreta Kenneth, un detective privato, e Blue, una fuggitiva alla ricerca di risposte. Esplorando la megalopoli di Republica in un mondo semi-aperto, si dovranno risolvere casi criminali, prendere scelte morali decisive e scoprire la verità sul passato di Blue.

Akatori è il nome di un intrigante metroidvania dove si potranno esplorare differenti reami attraverso le pieghe del tempo.

The Backworld è un’avventura in cui strategia ed abilità saranno indispensabili per esplorare un mondo ostile nascosto tra i piani della realtà stessa.

Strategia attenta

Per gli amanti della pianificazione, Northgard Battlegrounds porta il mondo vichingo di Northgard in un auto-battler per PC incentrato sulla costruzione di città.

Wall World Strategy è un simulatore di colonia ambientato su una superficie verticale, dove le decisioni del giocatore determinano la sopravvivenza contro attacchi alieni. Una playtest è già disponibile su Steam.

Sovereign Tower è un RPG gestionale ricco di storia in cui si ricopre il ruolo di Sovrano di una torre magica, reclutando cavalieri e assegnando missioni. Una demo è disponibile ora, con l’uscita completa su PC prevista per agosto 2026.

Hotel Architect, in uscita in versione 1.0 il 14 maggio 2026 su PC, permette invece di progettare, costruire e gestire grandi hotel in tutto il mondo.

In Wardrum si guida una banda di guerra tribale sincronizzandone gli attacchi al ritmo dei tamburi. Un roguelite tattico a turn ambientato in un duro mondo fantasy colmo di magia. Una demo è disponibile su PC.

Dawn of Defense combina RTS, tower defense e progressione roguelite in battaglie tribali contro un malvagio impero.

Sopravvivenza in mondi ostili

Il survival si declina in diverse forme.

Forever Skies è un survival in prima persona su una Terra post-apocalittica, in arrivo su Xbox Series X/S nell’estate 2026 insieme all’aggiornamento Final Echoes.

Lysward è un’avventura survival in un deserto alieno, dove la sopravvivenza dipende dall’uso della magia Amri. Una demo è giocabile su PC.

Witchspire combina survival e crafting in un mondo magico e pericoloso, in arrivo in Early Access su PC il 10 giugno 2026.

The Merlies è un’avventura post-apocalittica in cui si costruisce un villaggio per una comunità di uccellini tra le rovine di un’antica civiltà, in uscita nel 2026 su PC e Mac.

The Caribou Trail è ambientato nel corso della Prima Guerra Mondiale, in cui tre soldati dovranno imparare a sopravvivere tra missioni pericolosi e la dura vita nelle trincee.

Frostrail è uno spietato FPS survival, affrontabile in solitaria o cooperativa, in cui l’obiettivo è tenero duro in un mondo corrotto e congelato.

Torna a farsi vedere l’intrigante ReVamp, strategico che ci mette nei panni del vampiro di turno intento a rendere il proprio maniero inattaccabile.

Per i fan dei titoli più tradizionali, spazio anche ad Old School Runescape – Leagues VI Demonic Pacts.

Atmosfere cupe

L’horror e il thriller sono stati, come di consueto, ben rappresentati per la gioia degli amanti del genere.

When Sirens Fall Silent – Act II continua il thriller psicologico negli anni ’90 in Italia, con la poliziotta Mila alle prese con un caso di omicidi.

Silent Road mette nei panni di un tassista notturno che deve raccogliere passeggeri inquietanti nelle foreste giapponesi più infestate.

Name of the Will è un’avventura narrativa horror hand-drawn in cui il giocatore è intrappolato in HOPE, un culto mascherato dove “il dolore è salvezza”. Una demo è su Steam.

Sucker for Love: Crush Landing mescola horror lovecraftiano e commedia in una visual novel.

Phasmophobia incrocia a sorpresa i suoi fenomeni paranormali con l’universo di Alan Wake 2 in un evento gratuito a partire dal 12 maggio 2026.

Sparatutto frenetici

Non mancano gli sparatutti ad alta tensione.

Hell Let Loose: Vietnam porta la guerra del Vietnam in battaglie 50 contro 50, richiedendo lavoro di squadra e tattica su PC, PS5 e Xbox Series X/S.

’83 è uno sparatutto tattico online 40v40 in uno scenario di Guerra Fredda diventata calda, in Early Access su PC dal 23 aprile 2026.

MOUSE: P.I. For Hire è uno sparatutto in prima persona con uno stile animato ispirato ai cartoni anni ’30, già disponibile.

Huntdown: Overtime è un prequel roguelite esplosivo in arrivo in Early Access su Steam il 7 maggio 2026.

La forza del nuovo

Spiccano titoli con meccaniche uniche.

Casual Loop è un’avventura sci-fi che ruota attorno al tempo e alle conseguenze, con un meccanismo “Echo” che permette di registrare e interagire con versioni passate di sé stessi. In uscita il 23 aprile 2026.

Yerba Buena è un platforming ambientato negli anni ’70 in cui si usa un “Oscillatore” per catturare e riapplicare tratti fisici degli oggetti per risolvere enigmi. Una demo è disponibile, con uscita il 26 maggio 2026.

Swan Song è un puzzle game rilassante ambientato in una scatola musicale magica, in arrivo il 4 giugno 2026.

Rivage è un avventuroso e coinvolgente rompicapo fantascientifico ambientato a bordo della stazione spaziale A.R.E.S., intrappolata in un fenomeno spaziale. Una demo è disponibile per PC.

SpaceCraft è un gioco online di esplorazione dello spazio e di costruzione. Esplora una galassia di sistemi solari e pianeti, estrai e lavora le risorse, progetta e costruisci navicelle, automatizza le basi planetarie e la logistica interplanetaria, commercia e coopera. Prossimamente in accesso anticipato.

Prime Monster è un card-based political roguelike a tinte politiche in cui l’obiettivo è sopravvivere in un parlamanto composto da veri e propri mostri! In arrivo il 4 Maggio.

Cosa succede a mettere insieme il mondo degli assi volanti con i roguelike più stilosi? DELIVERY MUST COMPLETE è la risposta!

Definito un “Feudalpunk Turn-Based-CRPG ambientato in un condominio in lockdown, all’alba di una guerra mondiale”, Glasshouse chiederà di investigare sul misterioso triplice omicidio della porta accanto, affrontare la Cospirazione Politica e compiere scelte terribili, prima che i coinquilini lo facciano al posto tuo!

In gruppo è meglio

Per il divertimento in compagnia, Mojo Party è un party game veloce per 1-16 giocatori che trasforma le conversazioni pop in sfide interattive, giocabile anche da mobile.

Task Time è un party game competitivo ispirato ai gameshow, gratuito per 48 ore in Early Access su PC.

Pecking Order è un multiplayer caotico per fino a 16 giocatori in cui si passa dalla parte della preda a quella del predatore, con una Playtest Steam dal 1° al 3 maggio.

Scramble Knights Royale è un peculiare battle royale mescolato agli adventure coop. Fino a 32 giocatori si scontreranno a partire da un’area centrale andando avanti tra mostri, dungeon e rivalità. E’ possibile iscriversi alla beta su PC.

Echobreaker è uno speedrunner in cui la velocità è fondamentale ed ogni secondo conta, anche se significa rischiare tutto.

Simulazioni a tutti i costi

Construction Simulator: Evolution offre macchinari Volvo e di altri brand ufficiali, due nuove mappe e lavori di demolizione, in arrivo su PS5, Xbox Series X/S e PC.

Bus Bound, dagli autori di Bus Simulator 21, permette di guidare autobus ufficiali in una città vivace, in uscita il 30 aprile 2026.

Aggiornamenti blasonati

Tra le firme più attese, Directive 8020, dai creatori di Until Dawn, è una storia sci-fi su un’umanità in fuga verso un nuovo pianeta, in arrivo il 12 Maggio 2026.

Atomic Heart conclude la sua saga con il DLC Blood on Crystal, disponibile ora, che vede P-3 affrontare CHAR-les e nuovi nemici Polymorph.

33 Immortals, il roguelike cooperativo per 33 giocatori, ha ricevuto una nuova demo in vista dell’uscita completa nell’estate 2026.

World of Tanks: HEAT introduce eroi e personalizzazione in un action game corazzato, con una beta disponibile ora.

L’Adattamento Cinematografico di Clair Obscur: Expedition 33 e il curioso caso del protagonista Gustave

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Il mondo videoludico e cinematografico sono destinati a incrociarsi nuovamente con l’annunciato adattamento in live-action di Clair Obscur: Expedition 33, il titolo di ruolo acclamato dalla critica. Al centro delle recenti discussioni, però, non c’è solo il film in sé, ma l’identità del suo protagonista, Gustave, che unisce in modo singolare due volti noti del panorama artistico.

La doppia identità di gustave

Nel gioco, il personaggio di Gustave presenta una curiosa dicotomia: la voce è quella dell’attore Charlie Cox, mentre la resa in performance capture e il modello facciale del personaggio ricordano in modo marcato le fattezze dell’attore Robert Pattinson. Questa scelta ha portato Cox, spesso interpellato al riguardo, a sminuire scherzosamente il proprio contributo nonostante i riconoscimenti per la sua interpretazione vocale. Lo sviluppatore Sandfall Interactive ha precisato che il design del personaggio si basa in realtà su un proprio dipendente negando quindi un riferimento intenzionale a Pattinson.

Le dichiarazioni di Charlie Cox sull’adattamento

In occasione dei recenti BAFTA Games Awards 2026, dove Clair Obscur: Expedition 33 ha trionfato nelle categorie Miglior Gioco, Miglior Esordio e Miglior Interpretazione Protagonista per Jennifer English, Cox ha parlato del possibile adattamento cinematografico. L’attore ha espresso entusiasmo all’idea di poter riprendere il ruolo di Gustave, ma con una proposta umoristica e metateatrale riguardo alla sua realizzazione sul grande schermo.

“Il mio coinvolgimento in questo progetto, per quanto inizialmente minuscolo e poi cresciuto, non è stato altro che un’esperienza incredibilmente piacevole”, ha dichiarato Cox. “Quindi, sì, assolutamente. Stavo pensando che probabilmente – se faranno il film – dovrebbero prendere Robert Pattinson per interpretare la parte, e io dovrei fare la voce. Perché in questo modo avrebbero praticamente lo stesso identico Gustave del gioco”.

Lo stato del progetto cinematografico

I piani per un film in live-action sono stati annunciati ancora prima dell’uscita del videogioco. Sandfall Interactive ha stretto una partnership con Story Kitchen, la casa di produzione dietro i film di enorme successo di Sonic the Hedgehog e la prossima serie TV su Tomb Raider con Sophie Turner. Nonostante l’annuncio promettente e il prestigioso partner, non sono ancora stati rivelati altri dettagli concreti sul film, come il cast completo o una finestra di rilascio approssimativa.

Un ponte tra media

La situazione di Gustave in Clair Obscur: Expedition 33 rappresenta un interessante caso studio su come le identità dei personaggi nei media moderni possano essere ibride, frutto della combinazione di più talenti. Le dichiarazioni di Cox sottolineano non solo la sua gratitudine per il progetto, ma anche una visione pragmatica e creativa su come tradurre questa unione peculiare in un altro medium. Mentre il settore attende sviluppi, la proposta dell’attore rimane un affascinante spunto su come l’industria dell’intrattenimento possa navigare le complessità della transmedialità, bilanciando fedeltà all’opera originale e nuove esigenze creative.

Pragmata, la nuova IP di Capcom supera 1 milione di copie vendute in 48 ore

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Il panorama dei videogiochi ha accolto un nuovo, significativo protagonista. Capcom ha annunciato che Pragmata, la sua ultima produzione, ha raggiunto e superato la soglia di 1 milione di copie vendute in soli due giorni dal lancio. Un traguardo notevole per qualsiasi titolo, ma ancor più significativo trattandosi di una proprietà intellettuale completamente nuova, priva del traino di un franchise preesistente.

Una scommessa vincente su una IP originale

Nel comunicato ufficiale, Capcom ha sottolineato con orgoglio lo status di Pragmata come nuova IP. “Una IP completamente nuova, Pragmata è stata sviluppata principalmente da un team di sviluppatori più giovani di Capcom, che hanno creato un’esperienza di gioco innovativa fondendo gameplay d’azione con elementi puzzle all’interno di un mondo distintivo governato dall’intelligenza artificiale”, ha dichiarato l’azienda. Questo approccio ha rappresentato una sfida audace in un mercato spesso dominato da sequel e brand consolidati.

La strategia dietro il successo commerciale

In assenza di una base di fan preesistente, Capcom ha implementato una strategia di marketing mirata per presentare il gioco al pubblico. L’elemento chiave è stata la distribuzione anticipata di una demo giocabile, permettendo ai potenziali giocatori di sperimentare in prima persona le meccaniche uniche del titolo (il che dimostra quanto siano ancora fondamentali le versioni demo di un gioco). Inoltre, allineandosi alla strategia multipiattaforma dell’azienda, il gioco è stato reso disponibile anche per Nintendo Switch 2 sin dalle prime fasi, ampliando significativamente il suo potenziale bacino d’utenza. Queste iniziative hanno generato un’importante trazione, permettendo a Pragmata di ottenere questo straordinario risultato di vendita nonostante la sua natura di IP del tutto nuova.

Il concept narrativo e di gioco

Pragmata è un action-adventure a sfondo sci-fi che segue le vicende di Hugh, un membro di una squadra di investigazione finita in disgrazia, e Diana, un giovane androide. I due protagonisti si avventurano in una struttura lunare caduta sotto il controllo di una IA ribelle, lottando per trovare una via di ritorno verso la Terra. La fusione tra combattimento dinamico e risoluzione di enigmi basati su hacking definisce il cuore dell’esperienza di gioco.

La voce degli sviluppatori e il futuro

Anche il team di sviluppo ha espresso soddisfazione per l’accoglienza riservata al gioco, ribadendone la natura pionieristica. “In quanto IP completamente nuova, Pragmata rappresenta una nuova sfida per Capcom, costruita da zero con un mondo e un concept di gameplay originali. Siamo sinceramente felici che così tanti giocatori in tutto il mondo abbiano apprezzato il gioco, permettendoci di raggiungere questo traguardo di 1 milione di unità vendute. Andando avanti, continueremo a fare ogni sforzo per portare il fascino di Pragmata a un pubblico ancora più vasto”. Queste ultime parole lasciano intendere che per Capcom Pragmata potrebbe essere solo l’inizio di un nuovo franchise.

Conclusioni: un nuovo capitolo per capcom

Il successo di Pragmata dimostra che, anche in un’epoca di grandi franchise, c’è ancora spazio per idee originali e ben eseguite. Capcom ha saputo coniugare l’innovazione nel gameplay, un’ambientazione distintiva e una strategia di lancio intelligente, ottenendo un risultato commerciale d’impatto. Il traguardo del milione di copie in due giorni non è solo un ottimo inizio per il titolo, ma segna potenzialmente la nascita di una nuova serie di successo per lo storico publisher, aprendo la strada a future esplorazioni nell’universo da loro creato.

The Legend of Zelda live-action, rivelati i primi dettagli sulla Spada Suprema di Link

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La produzione (conclusasi di recente) del tanto atteso adattamento cinematografico live-action di The Legend of Zelda continua a svelare i suoi segreti, alimentando l’entusiasmo dei fan. Attraverso immagini condivise e prontamente rimosse da un membro chiave della troupe, abbiamo ora la prima, significativa immagine su uno degli elementi iconici della saga: la Spada Suprema brandita da Link.

Il primo sguardo all’eroe e alla sua lama leggendaria

Il direttore della fotografia Gyula Pados ha condiviso online una serie di immagini dalla lavorazione del film, tra cui la foto di una clapperboard. Su di essa, oltre al simbolo della Triforza dorata, è visibile un’illustrazione concettuale che raffigura Link nel suo completo da eroe. Sebbene l’attore Benjamin Evan Ainsworth nel ruolo del protagonista fosse già stato mostrato in precedenti scatti, questa è la prima volta che lo vediamo indossare il caratteristico cappello verde, con lo Scudo di Hyrule alla schiena e, soprattutto, con in mano la Spada Suprema. L’arma, lucente e come appena forgiata, si presenta in netto contrasto con l’aspetto deteriorato mostrato nell’ultimo capitolo della serie, Tears of the Kingdom.

Dietro le quinte: set, codici e indizi

La clapperboard reca anche la scritta “Umami”, che i fan interpretano come un nome in codice per la produzione. Le immagini di Pados, corredate da una breve nota in cui ringrazia la troupe al termine delle riprese in Nuova Zelanda, offrono uno sguardo più ampio sul set. Si vedono location montane e forestali, quest’ultima simile a quella di alcune foto trapelate in passato, e un’area ricca di bluescreen che sembra ricreare un ambiente desertico, facendo ipotizzare la presenza dei Gerudo. Particolarmente intrigante è un disegno di concezione infantile che ritrae Link, Zelda e quella che sembra una ragazza Kokiri, suggerendo la possibile inclusione degli abitanti della foresta nella pellicola.

Il cast e la squadra creativa

Al di là delle indiscrezioni, il cast ufficiale annunciato da Nintendo vede Benjamin Evan Ainsworth come Link e Bo Bragason nel ruolo di Zelda. Tuttavia, foto dal set sembrano confermare la partecipazione di Dichen Lachman (nota per Severance) nel ruolo di Impa. Il progetto, annunciato ufficialmente nel novembre 2023, è prodotto dal leggendario creatore di Nintendo Shigeru Miyamoto insieme ad Avi Arad, ex CEO dei Marvel Studios. La regia è affidata a Wes Ball (di Il regno del pianeta delle scimmie), mentre la sceneggiatura è curata da Derek Connolly, autore di Jurassic World.

Conclusioni e prospettive future

Con una data di uscita fissata al 7 maggio 2027, The Legend of Zelda si sta lentamente materializzando, promettendo di portare sul grande schermo l’essenza di un universo videoludico amatissimo. Queste prime fugaci visioni, seppur non ufficiali, servono a consolidare l’attenzione sul film, che probabilmente vedrà una promozione più intensa in occasione del 40° anniversario della serie, previsto per quest’anno. Nel frattempo, l’attenzione dei fan rimane divisa tra questo ambizioso progetto cinematografico e le voci, sempre più insistenti, riguardanti un remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time per la prossima console Nintendo.

Dragon Ball Super: Beerus, il Dio della Distruzione (insieme ad un nuovo e temibile Freezer) ritorna in versione remake

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L’attesa per il ritorno di una delle saghe più iconiche di Dragon Ball si fa sempre più concreta. Il franchise celebra i suoi quarant’anni con un ambizioso progetto di rimasterizzazione: Dragon Ball Super: Beerus. Questo nuovo adattamento animato si propone di rivisitare in chiave “migliorata” lo storico scontro tra Son Goku e il divino e capriccioso Beerus, Dio della Distruzione dell’Universo 7.

Un trailer che scatena la super battaglia

Durante un recente panel dedicato alla serie, è stato svelato il trailer “Super Gekitou“, della durata di un minuto. Il video, programmato per l’autunno 2026, non si limita a mostrare sequenze aggiornate del epico confronto tra il Saiyan e la divinità. Il vero colpo di scena arriva nelle fasi finali, dove viene offerta un’anteprima a sorpresa: un assaggio della resurrezione di Frieza (Freezer) nella sua forma iniziale. La clip non fornisce dettagli su come la serie intenda rielaborare questa parte della storia, ma la sua semplice apparizione è sufficiente a generare nuove speculazioni tra i fan.

L’intenso scontro tra Goku e Beerus prende vita con una tensione da brividi e un potere travolgente, grazie alla presentazione visiva di livello superiore unica dell’edizione ENHANCED, si legge in una nota ufficiale. La fine del trailer mostra Frieza, in attesa della sua resurrezione… Creando l’attesa per un nuovo potente nemico che si ergerà davanti a Goku.

Una versione “Enhanced” fedele al manga

Annunciato in occasione dell’evento per il 40° anniversario della serie, Dragon Ball Super: Beerus è presentato come un remake che racconterà una versione “migliorata” della storia. L’obiettivo dichiarato è quello di allineare maggiormente gli eventi narrati con il manga originale di Akira Toriyama, affiancando a una rielaborazione grafica anche contenuti inediti. Questo approccio promette non solo un aggiornamento tecnico, ma una rilettura più aderente alla visione dell’autore.

“È davvero un dio imprevedibile e di un potere che incute soggezione, ha dichiarato il produttore esecutivo Akio Iyoku riguardo a Beerus. Dragon Ball Super è una serie che inizia a muoversi in avanti proprio grazie all’esistenza di questo Dio della Distruzione, Beerus. Tutto lo staff di produzione ha lavorato instancabilmente per trasmettere i punti di forza e l’essenza di Beerus con le più recenti tecniche visive, affinché tutti possano goderselo al massimo.”

Anticipazioni visive e finestra di uscita

Le immagini diffuse insieme al trailer confermano l’upgrade qualitativo promesso. Le animazioni e i dettagli grafici appaiono rifiniti, progettati per esaltare la dinamicità e la potenza degli scontri che hanno definito questa saga. Sebbene una data di pubblicazione precisa non sia ancora stata comunicata, la serie è ufficialmente programmata per il suo debutto nella prossima stagione autunnale. La scelta di riportare in auge lo scontro con Beerus, arricchendolo con nuovi elementi visivi e narrativi come il ritorno di Frieza, dimostra una volontà precisa di coniugare nostalgia e innovazione. Dragon Ball Super: Beerus non si presenta come una semplice replica, ma come un’opera rivisitata che punta a coinvolgere sia il pubblico storico che nuove generazioni di appassionati, promettendo di ridare luce a un capitolo fondamentale del mito di Dragon Ball con il linguaggio tecnico dell’animazione contemporanea.

Battlefield 6: il teaser misterioso che fa sognare una mappa ambientata a Las Vegas

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La community di Battlefield 6 è in fermento dopo che uno scatto enigmatico, condiviso dagli sviluppatori, sembrerebbe celare un indizio fondamentale su una delle prossime mappe in arrivo. L’attenzione si è concentrata su un’immagine teaser che, ai giocatori, suggerirebbe che uno dei tre scenari previsti per la Stagione 5 sarà ambientato nella scintillante Las Vegas.

La rivelazione nel roadmap stagionale

Nel corso di una recente presentazione dedicata ai piani di contenuti per il 2026, i produttori hanno svelato una roadmap aggiornata. Philippe Ducharme, produttore esecutivo di Motive Studio, ha confermato: “Oggi posso anche confermare che, come sorpresa natalizia, aggiungeremo una terza mappa nella Stagione 5. Dovrete aspettare, ma posso dire che la roadmap offre un indizio su dove combatterete”. L’affermazione era accompagnata da un’immagine apparentemente criptica: una pozzanghera colorata su asfalto, circondata da proiettili.

Decifrare l’indizio: tra ottano e luci al neon

L’immagine ha immediatamente scatenato il dibattito. La prima ipotesi nella community ha attribuito l’effetto arcobaleno del liquido a una fuoriuscita di benzina. Tuttavia, un’analisi più attenta ha portato i giocatori a una conclusione diversa. La forma al centro della pozzanghera sembra corrispondere perfettamente al profilo del celebre cartello “Welcome to Fabulous Las Vegas”. Un confronto affiancato mostra come la sagoma allungata e le macchie di colore giallo e bianco combacino in modo convincente.

Alcuni utenti, dichiarandosi residenti nella città del Nevada, hanno spinto l’analisi oltre, suggerendo che i riflessi arancioni sul lato sinistro dell’immagine potrebbero essere quelli del resort Mandalay Bay, mentre le sfumature verdi a destra ricorderebbero le luci al neon dell’MGM Grand. Sebbene Las Vegas non sia famosa per le piogge, i giocatori notano che il liquido potrebbe provenire da una fonte diversa, come un idrante o un sistema di irrigazione.

Teorie alternative e calendario dei contenuti

Non tutti nella community sono convinti dell’ipotesi Las Vegas. Altre teorie popolari circolano online, incluso un possibile ritorno di mappe iconiche di Battlefield 4 come “Siege of Shanghai” e “Dawnbreaker”, o persino un nuovo scenario ambientato a New York City. Nel frattempo, il calendario dei contenuti prosegue: la Stagione 3 porterà a maggio “Railway to Golmud” e “Cairo Bazaar”, mentre la Stagione 4 aggiungerà “Wake Island” e “Tsuru Reef” a luglio.

Bisognerà attendere l’autunno per la Stagione 5, che romperà momentaneamente la tradizione includendo tre mappe in un unico aggiornamento. Tuttavia, come chiarito da Ryan McArthur, produttore esecutivo di Ripple Effect, “pianifichiamo di mantenere la strategia attuale, che consiste nell’adattare la nostra stagione e la sua struttura per rispondere alle esperienze che vogliamo far vivere ai nostri giocatori”, indicando che non ci si deve aspettare tre mappe a stagione in modo sistematico.

L’arte del teaser nella strategia di coinvolgimento

Questa vicenda dimostra l’efficacia di un teaser ben congegnato nel generare engagement e discussioni prolungate nella community. Che l’indizio porti effettivamente a Las Vegas o meno, gli sviluppatori sono riusciti a mantenere viva l’attenzione sui contenuti futuri in un periodo di attesa. L’interpretazione collettiva dei giocatori, con le sue deduzioni e controdeduzioni, è diventata parte integrante del percorso verso la rivelazione ufficiale, trasformando l’attesa in un gioco di investigazione sociale che rafforza il legame tra il titolo e il suo pubblico più appassionato.

Samson: L’open-world anni ’90 si rilancia su console dopo un day one su PC a dir poco tribolato

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Il panorama dei giochi open-world si prepara ad accogliere o meglio a riaccogliere un nuovo titolo su console: Samson, l’action-adventure/brawler ambientato negli anni ’90 e diretto da Christofer Sundberg, creatore di Just Cause. Dopo un lancio su PC all’inizio di questo mese segnato da problemi tecnici, lo sviluppatore Liquid Swords ha annunciato il rilascio per console nell’autunno 2026, accompagnato da un ambizioso piano di patch e aggiornamenti di contenuti.

Un potenziale inespresso e un lancio difficoltoso

Samson aveva generato notevole interesse in fase di preview, promettendo un’atmosfera grezza e un approccio fisico al combattimento che, a trasmettere sensazioni uniche nel panorama open-world. Tuttavia, il lancio su PC è stato compromesso da una serie di bug e da una certa ripetitività, elementi che hanno pesantemente condizionato l’accoglienza iniziale, nonostante il riconoscimento di idee innovative e di una particolare estetica ispirata a film come Drive (2011).

La roadmap di risanamento e ampliamento

Per rimediare ai problemi e arricchire l’esperienza in vista del debutto su console, Liquid Swords ha delineato una roadmap dettagliata. Lo studio ha confermato che patch settimanali continueranno a essere rilasciate fino all’inizio di maggio, focalizzandosi su affinamenti del combattimento, nuove varianti di veicoli, ottimizzazioni delle prestazioni e correzioni basate sul feedback della comunità.

Il piano prevede inoltre due significativi aggiornamenti di contenuto:

  • Content Update 1 (metà maggio): Sarà un’espansione dedicata al sistema di combattimento, progettata per aggiungere profondità al sistema di lotta fisico e “grounded” del gioco.
  • Content Update 2 (metà giugno): Sarà un’espansione incentrata sui veicoli, con l’obiettivo di potenziare e diversificare l’esperienza di guida nel mondo di gioco.

Verso il futuro su console

Liquid Swords ha ribadito il proprio impegno nel far evolvere Samson sotto il profilo qualitativo, del gameplay e dei contenuti. Lo studio sta attivamente raccogliendo e analizzando il feedback dei giocatori attraverso i propri canali di comunità per definire le priorità di sviluppo. L’obiettivo dichiarato è presentare una versione notevolmente migliorata e arricchita in occasione del lancio autunnale su console, la cui lista precisa (PlayStation 5, Xbox Series X|S e – eventualmente – Nintendo Switch 2) non è stata ancora ufficialmente confermata.

Una seconda opportunità per un progetto ambizioso

La storia di Samson si presenta come un caso emblematico di come un lancio problematico possa offuscare il potenziale di un progetto ambizioso. L’impegno di Liquid Swords nel supporto post-lancio e la trasparenza nel comunicare la roadmap rappresentano un tentativo strutturato di riscattare la visione originale del gioco. Il prossimo autunno sarà il banco di prova definitivo per dimostrare se questo open-world dagli anni ’90 riuscirà a concretizzare finalmente le sue premesse e a conquistare un nuovo pubblico sulla piattaforma console.

Pragmata – Guida ai trofei

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Ottenere il trofeo di platino di Pragmata non sarà un’impresa troppo impegnativa. La nuova IP di Capcom presenta varie tipologie di trofei, da quelli legati alla difficoltà di gioco a quelli che necessitano di compiere specifiche azioni di gioco per essere completati.

Prima di cominciare la caccia, avete dato un’occhiata alla nostra recensione?

Informazioni preliminari

  • Difficoltà stimata per il platino: 6/10
  • Tempo stimato per il platino: 30 ore
  • Trofei offline: 36
  • Trofei online: 0
  • Trofei missabili: 1 –
  • Trofei glitchati: 0
  • La difficoltà influisce sui trofei? Sì, è necessario completare il gioco a difficoltà Lunatica.
  • Run minime: 2.
  • Free-roam/selezione livelli dopo aver finito il gioco: Dopo aver concluso il titolo la prima volta si potrà riaccedere ad ogni settore e raccogliere collezionabili e trofei grazie alla missione Segnale sconosciuto che si sblocca dopo il finale.

Roadmap

  • Step 1: Completate il gioco a qualsiasi difficoltà e completate la missione Segnale sconosciuto.
  • Step 2: Completate tutte le simulazioni e sbloccate tutte le scorciatoie per il Rifugio. Raggiungete il 100% almeno in un settore, completando le sue Zone Rosse.
  • Step 3: Stampate tutte le armi, i nodi di hacking e le abilità non appena diventano disponibili. Sparate ai Mini Cabin che incontrate lungo il percorso, e parlate sempre con Diana al Rifugio tra una missione e l’altra.
  • Step 4: A questo punto dovreste aver ottenuto tutti i trofei ottenibili con la prima run. È il momento quindi di riprendere in mano il gioco e affrontarlo nella nuova difficoltà Lunatica, così da raccogliere la manciata di trofei rimasti per arrivare al Platino!

Guida ai trofei

Pragmata
Ottieni tutti i trofei.

Ottenete tutti gli altri trofei per sbloccare il trofeo di platino di Pragmata.

La nostra promessa
Completa il gioco a una difficoltà qualsiasi.

Completate il gioco la prima volta per ottenere questo trofeo.

L’uomo giusto per questo lavoro
Completa Segnale sconosciuto.

Segnale Sconosciuto è una modalità che si sblocca dopo aver completato il gioco almeno una volta a qualsiasi difficoltà. Come descritto nella nostra guida all’endgame, si tratta di una serie di 10 sfide che richiedono di raccogliere il 100% dei collezionabili in ogni singola area e di affrontare versioni potenziate dei boss.

Maestro dei simulatori
Completa l’obiettivo principale in tutte le simulazioni di prova.

Sbloccherete le simulazioni di addestramento nel Rifugio durante l’avventura. Ci sono in totale 30 missioni di simulazione, che si sbloccheranno potenziando il Rifugio dopo ogni scontro con un boss oppure raccogliendo i collezionabili “Dati di addestramento”. Ogni missione di addestramento ha un obiettivo principale e due obiettivi secondari. Fortunatamente, è necessario completare solo l’obiettivo principale.

Mini-cacciatore supremo
Spara a tutti i mini Cabin.

Ci sono in totale 15 Mini Cabin collezionabili. Sono dei piccoli robot a cui dovrete sparare. Ne potete trovare 3 in ogni area del gioco, fatta eccezione per l’ultima, che non contiene alcun collezionabile.

Supremazia lunare
Completa il gioco a difficoltà Lunatica.

La difficoltà Lunatica si sblocca dopo aver completato il gioco almeno una volta a qualsiasi livello di difficoltà. Non è disponibile nel “New Game+”, quindi dovrete avviare una Nuova Partita dopo il tuo primo playthrough. I nemici sono più aggressivi, hanno più salute e infliggono maggiori danni. Tuttavia, potrete stampare più armi nel Rifugio fin dall’inizio. L’ostacolo maggiore è rappresentato dai boss, che impiegano molto tempo ad essere abbattuti a causa della loro enorme quantità di punti salute.

A PIÙ DI 6000!
Infliggi 6000 danni da proiettile in un secondo.

Questo trofeo, a dispetto delle aspettative, è in realtà molto semplice da ottenere nella Missione di addestramento 7. Caricate al massimo il Perforatore a carica e spara attraverso 3 o più robot.

Bingo totale!
Completa una raccolta timbri Cabin.

Nel Rifugio troverete un NPC robot chiamato “Cabin”. Gestisce delle Schede Timbri che richiedono Monete Cabin per sbloccare potenziamenti, costumi o documenti. Lo sbloccherete semplicemente giocando.

Chi ha bisogno di pistole?
Infliggi 3000 danni da hackeraggio con un solo hackeraggio.

Equipaggiate il chip Modalità offensiva per Diana, hackerate due volte un nemico ed eseguite quante più mosse offensive possibile, colpendolo con colpi da arma da fuoco prima di terminare l’hacking.

Il coraggio della disperazione
Respingi lo scavaluna mentre ti fai strada nelle miniere di lunite.

Nelle miniere di Lunite incontrerete diverse aree in cui gli Scavaluna si aggirano per la zona. Vi basterà scendere a terra per attirarli allo scoperto e continuare a combatterli finché non scappano.

Inarrestabile
Stampa tutte le armi, i nodi hacker e le abilità nella storia principale.

Per completare questo trofeo è sufficiente stampare ogni arma, nodo di hacking e abilità. Non è necessario potenziarle al livello massimo, e per sbloccare dovrete semplicemente proseguire con l’avventura e completare la scheda dei timbri.

Me lo presti?
Confondi un certo nemico e prendi in prestito il suo scudo.

Per completare questo trofeo dovrete confondere un Difensore. Si tratta di un robot di grandi dimensioni dotato di 4 scudi frontali. Dovrete hackerarlo e passare attraverso un nodo Confondi per rubargli lo scudo.

Pulizie nella corsia tre
Purifica tre o più nemici allo stesso tempo.

Dovrete colpire 3 nemici corrotti contemporaneamente, dopo aver sbloccato l’apposita abilità per Diana. Tenete premuto L1 e rilasciatelo quando 3 nemici corrotti sono vicini tra loro.

Tutti in fila
Sconfiggi tre nemici in una sola volta usando il riciclatore di fibra.

Ci sono due punti perfetti per completare questo trofeo: nel settore 5 nell’impianto di produzione di massa, in una stanza con 6 piastre gialle sul pavimento, che possono essere utilizzate per bruciare tutti i nemici in un colpo solo; ancora più semplice è la missione di simulazione 10, in cui potete bruciare facilmente 12 nemici contemporaneamente.

Zona rossa, che passione (Red-Zoned and Loving It)
Si sblocca liberando una zona rossa.

Le Zone Rosse sono brevi sfide di combattimento che potete trovare in ogni area del gioco. Richiedono delle speciali chiave per poter accedere e offrono sempre delle ricompense utili al potenziamento.

Artista della fuga
Attiva tutte le botole di emergenza.

Questo trofeo si ottiene sbloccando tutte le vie di fuga che permettono il viaggio rapido tra i diversi settori ed il Rifugio.

Che occhio!
Spara a un mini Cabin.

Per ottenere questo trofeo dovete sparare ad un Mini Cabin distrutto che trovate all’interno dei vari livelli.

Chiacchiere
Parla con Diana al rifugio.

Parlate con Diana al Rifugio per sbloccare questo trofeo.

Corto circuito
Ripristina la corrente.

Trofeo legato al completamento della storia.

Grazie di tutto!
Ricevi un disegno in regalo.

Parlate con Diana al rifugio più volte e donatele dei REM per sbloccare questo trofeo.

Eccoti qua
Vinci a nascondino.

Come per i precedente, parlando con Diana più volte sbloccherete il minigioco nascondino. Vincete una partita per sbloccare questo trofeo.

La guida perrrfetta
Raggiungi la torre radio.

Trofeo legato al completamento della storia.

Missione rivelata
Arriva alla torre Nexus.

Trofeo legato al completamento della storia.

Mister simulatore
Completa l’obiettivo principale in una simulazione di prova.

Ogni simulazione di prova ha 3 obiettivi, e per sbloccare questo trofeo basta completare l’obiettivo principale di una di esse.

Non la passerai tanto liscia
Sconfiggi un robot spazzino.

Questo è l’unico trofeo missabile del gioco. I robot spazzini sono piccoli nemici volanti che scappano non appena ti avvicini. Per sconfiggerli, dovrete completare hacking mentre li rincorrete e continuate a mirare verso di loro. Il problema è che questi nemici non spuntano sempre nello stesso punto, e quindi non sarete sicuri di dove trovarli se li perdete la prima volta.

Oggetto di ottima qualità
Potenzia un’arma usando della lunite pura.

Potenziare un’arma richiede richiede solamente denaro nelle prime fasi dell’avventura. Per renderla ancora più potente però si dovrà in seguito utilizzare la lunite pura.

Parete? Quale parete?
Scova una parete olografica.

Le pareti olografica si trovano sparse per i vari livelli di gioco e contengono spesso risorse utili al potenziamento. Vi basterà trovarne una per sbloccare questo trofeo.

Per me?
Dona un RMT in regalo.

Regalate un REM a Diana. I REM sono degli ologrammi che rappresentano situazioni od oggetti di uso quotidiano sulla Terra che si trovano sparsi nei livelli di gioco.

Perlustratore della Culla
Raggiungi il 100% del progresso in un settore.

Raggiungere il 100% in un settore significa raccogliere tutte le risorse sparse al suo interno.

Ricordi donati
Ottieni il codice di arresto.

Trofeo legato al completamento della storia.

Risveglio
Ripara Diana.

Trofeo legato al completamento della storia.

Rendez-vous
Arriva al rifugio.

Trofeo legato al completamento della storia.

Repliche straordinarie!
Completa una serie RMT.

Ottenete tutta una serie di RMT dallo stesso settore.

Sfida lunare
Completa una missione nel settore speciale.

Dopo aver finito il gioco la prima volta ed aver sbloccato Segnale sconosciuto, completate una delle 10 missioni per completare questo trofeo.

Un’altra Pragmata
Incontra la bambina intrappolata.

Trofeo legato al completamento della storia.

Violazione della sicurezza
Sconfiggi la guardia.

Trofeo legato al completamento della storia.

David Harbour vestirà i panni del Maggiore Trautman nel prequel “John Rambo”

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Il panorama cinematografico dedicato alle origini di uno degli eroi d’azione più iconici si arricchisce di un nuovo, significativo tassello. David Harbour, celebre per il ruolo di Jim Hopper in Stranger Things e per apparizioni in progetti come Thunderbolts e Violent Night, è entrato ufficialmente nel cast del prequel John Rambo.

Un ruolo chiave per Harbour

Harbour interpreterà il Maggiore Trautman, l’ufficiale comandante del giovane John Rambo. Questo personaggio è già familiare agli appassionati della saga, avendo avuto un ruolo centrale in Rambo (First Blood) – a cui questo film funge da prequel – nonché nei sequel Rambo 2 – La vendetta e Rambo III. In passato, la parte fu resa indimenticabile dall’attore Richard Crenna.

Produzione e cast principale

L’ingresso di Harbour nel progetto rappresenta un’aggiunta recente, considerando che le riprese principali in Thailandia si sarebbero già concluse il mese scorso. A vestire i panni del protagonista, nel periodo precedente agli eventi del primo film, sarà Noah Centineo, noto per A tutti i ragazzi che ho amato e l’adattamento di Street Fighter. La pellicola esplorerà la storia delle origini del personaggio, delineando il percorso che porterà alla creazione del soldato iconico.

Team creativo e produzione

La sceneggiatura del film è affidata a Rory Haines e Sohrab Noshirvani, mentre la regia è nelle mani di Jalmari Helander, regista di Sisu. Il progetto vanta un peso specifico notevole anche dietro la macchina da presa: Sylvester Stallone, interprete originale di Rambo, e i fratelli Anthony e Joe Russo figurano infatti tra i produttori esecutivi, insieme a Trevor Short, Dallas Sonnier e Amanda Presmyk.

L’annuncio di John Rambo risale a maggio 2025, con l’ingaggio di Centineo avvenuto pochi mesi dopo. Mentre si attende di conoscere la data di uscita ufficiale, l’aggiunta di un attore carismatico e di peso come David Harbour in un ruolo così simbolico promette di dare profondità e credibilità a questa attesissima esplorazione delle radici di una leggenda dell’action movie.

Clair Obscur: Expedition 33 domina i BAFTA Games Awards 2026

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La cerimonia dei BAFTA Games Awards 2026 ha celebrato l’eccellenza nell’industria videoludica, consegnando i premi più prestigiosi a titoli che hanno definito l’anno. La serata è stata caratterizzata da trionfi attesi e da alcune sorprese, in uno spettacolo che ha visto emergere con forza sia franchise consolidati che nuove proprietà intellettuali. Il titolo francese Clair Obscur: Expedition 33 si è imposto come il grande protagonista della notte, aggiudicandosi il riconoscimento più ambito.

Un trionfo annunciato con inaspettate sorprese

La corsa al titolo di Miglior Gioco è stata appassionante, ma il verdetto finale ha premiato Clair Obscur: Expedition 33 di Sandfall Interactive, confermando le previsioni della vigilia. Tuttavia, il percorso verso questo trionfo non è stato privo di colpi di scena. In una delle sorprese più significative della serata, il premio per la Miglior Colonna Sonora è andato a Ghost of Yōtei di Sucker Punch, superando il favorito Clair Obscur: Expedition 33. Anche nella categoria Miglior Narrativa, il titolo francese ha dovuto cedere il passo a Kingdom Come: Deliverance II, mentre il riconoscimento per la Nuova Proprietà Intellettuale è stato vinto da South of Midnight di Microsoft.

I premi alle performance

Il settore delle performance vocali ha registrato risultati contrastanti. L’attrice Jennifer English, reduce dal successo ai The Game Awards 2025, ha consolidato il suo status vincendo il premio come Miglior Interprete in un Ruolo Principale per la sua interpretazione di Maelle in Clair Obscur: Expedition 33. Al contrario, l’attore Charlie Cox, candidato per il ruolo di Gustave nello stesso titolo, non è riuscito a imporsi nella categoria Ruolo di Supporto, dove ha trionfato Jeffrey Wright per la sua performance come Chase in Dispatch. Sandfall Interactive ha comunque chiuso la serata in grande stile, aggiudicandosi anche il premio come Miglior Debutto per Clair Obscur: Expedition 33.

Riconoscimenti per giochi in evoluzione e multiplayer

Oltre ai premi principali, la cerimonia ha celebrato il supporto continuativo agli utenti e l’eccellenza nel gioco condiviso. Il premio per il Gioco in Evoluzione è stato assegnato a No Man’s Sky di Hello Games, un riconoscimento al percorso straordinario di aggiornamenti e migliorie intrapreso dallo studio. Nel competitivo ambito multiplayer, a trionfare è stato Arc Raiders di Embark Studios. Il riconoscimento per il Miglior Gioco Britannico è andato invece ad Atomfall di Rebellion.

L’Elenco completo dei vincitori

Di seguito, la lista integrale dei titoli e dei professionisti premiati ai BAFTA Games Awards 2026:

  • Animazione: Dispatch (AdHoc Studio)
  • Realizzazione Artistica: Death Stranding 2: On The Beach (Kojima Productions)
  • Realizzazione Audio: Dispatch (AdHoc Studio)
  • Miglior Gioco: Clair Obscur: Expedition 33 (Sandfall Interactive)
  • Gioco Britannico: Atomfall (Rebellion)
  • Miglior Debutto: Clair Obscur: Expedition 33 (Sandfall Interactive)
  • Gioco in Evoluzione: No Man’s Sky (Hello Games)
  • Gioco per Famiglie: LEGO Party! (SMG Studio)
  • Fellowship: Ilkka Paananen (CEO e co-fondatore di Supercell)
  • Gioco Oltre l’Intrattenimento: Despelote (Julián Cordero, Sebastián Valbuena)
  • Game Design: Blue Prince (Tonda Ros)
  • Multiplayer: Arc Raiders (Embark Studios)
  • Musica: Ghost of Yōtei (Sucker Punch)
  • Narrativa: Kingdom Come: Deliverance II (Warhorse Studios)
  • Nuova Proprietà Intellettuale: South of Midnight (Compulsion Games)
  • Interprete in un Ruolo Principale: Jennifer English (Maelle in Clair Obscur: Expedition 33)
  • Interprete in un Ruolo di Supporto: Jeffrey Wright (Chase in Dispatch)
  • Realizzazione Tecnica: Ghost of Yōtei (Sucker Punch)

Una notte per la creatività e l’innovazione

I BAFTA Games Awards 2026 hanno dipinto un quadro vibrante e diversificato dell’industria videoludica contemporanea. Se da un lato hanno premiato il coraggio e la visione artistica di un nuovo IP come Clair Obscur: Expedition 33, dall’altro hanno riconosciuto il valore della longevità e del supporto post-lancio, come nel caso di No Man’s Sky. La cerimonia ha sottolineato come l’eccellenza si manifesti in molteplici forme: dalla potenza narrativa di un RPG storico alla perfezione tecnica di un action-adventure, dall’impegno di uno studio indipendente al lavoro di un attore nel dare vita a un personaggio. Una notte che, al di là dei singoli vincitori, ha celebrato la narrativa interattiva come una delle forme d’arte più dinamiche e in evoluzione del nostro tempo.

Il Cast di The Last of Us si arricchisce: Li Jun Li entra in scena per la stagione finale

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L’universo televisivo di The Last of Us continua ad espandersi in vista della sua prossima, e probabilmente conclusiva, stagione. Alla serie HBO, acclamata per la sua fedele eppure innovativa trasposizione dell’omonima saga videoludica di Naughty Dog, si aggiunge un nuovo volto di rilievo per al cast.

Un nuovo personaggio per la madre di Lev e Yara

L’attrice Li Jun Li è stata ufficialmente scritturata per la terza stagione della serie. Nel corso della produzione, interpreterà Miriam, un personaggio inedito creato appositamente per lo show che ricoprirà il ruolo di madre dei fratelli Serafiti Lev e Yara. Sebbene Yara e Lev siano figure fondamentali nella trama del videogioco The Last of Us Parte II, Miriam è un’aggiunta originale, lasciando per il momento un alone di mistero sull’effettiva rilevanza del suo arco narrativo nella prossima stagione.

Il percorso artistico di Li Jun Li

Il pubblico cinematografico recente potrebbe riconoscere Li Jun Li per la sua interpretazione di Grace Chow in Sinners, il film horror sui vampiri diretto da Ryan Coogler e uscito nel 2025. La sua carriera, tuttavia, affonda le radici negli anni 2010, con una filmografia che include pellicole come Ricki and the Flash (Dove eravamo rimasti) e Babylon, e apparizioni in serie TV quali The Following e The Exorcist. I fan potranno presto vederla anche nel ruolo di Cat Hardy in Spider-Noir.

Il cast in crescita e le aspettative sulla trama

Li Jun Li rappresenta soltanto l’ultimo tassello di un cast in continua espansione. Recenti annunci hanno infatti confermato l’arrivo di Jorge Lendeborg Jr. nel ruolo di Manny, Patrick Wilson in quello di Jerry e Jason Ritter come Hanley. Poche settimane fa, erano state rivelate le interpreti dei due giovani Serafiti: Michelle Mao (nota per Bridgerton) sarà Yara, mentre Kyriana Kratter (veterana di Star Wars) interpreterà Lev. Dopo che la seconda stagione ha approfondito la storia di Ellie (Bella Ramsey), ci si aspetta che la terza si concentri maggiormente sul percorso di Abby, interpretata da Kaitlyn Dever. Se la serie continuerà a seguire da vicino gli eventi del videogioco è probabile che vedremo Abby stringere un’alleanza con Yara e Lev in molti degli episodi in programma.

Uno sguardo al futuro delle trasposizioni videoludiche

L’annuncio si inserisce in un panorama più ampio e fiorente di adattamenti cinematografici e televisivi tratti da videogiochi. Il 2026 si prospetta come un anno particolarmente ricco per gli appassionati del genere. Tra i progetti più attesi spiccano la seconda stagione dell’anime Devil May Cry su Netflix (prevista per il 12 maggio), il sequel di Mortal Kombat (al cinema dal 15 maggio), un nuovo reboot cinematografico di Resident Evil diretto da Zach Cregger (18 settembre) e un adattamento live-action di Street Fighter (16 ottobre). Per il 2027 è invece già in cantiere The Angry Birds Movie 3.

In attesa della prossima serie

Al momento, The Last of Us Season 3 non ha ancora una data di rilascio ufficiale. L’ingresso di Li Jun Li nel cast, tuttavia, alimenta ulteriormente le aspettative per quella che potrebbe essere la conclusione epica di uno degli adattamenti più apprezzati degli ultimi anni. La sfida per i creatori della serie rimane quella di bilanciare il rispetto per il materiale originale con l’introduzione di nuovi elementi, come il personaggio di Miriam, capaci di sorprendere sia i veterani della saga che i nuovi spettatori.

Il nuovo finale di Endgame: la scena inedita che si collegherà direttamente ad Avengers: Doomsday

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L’universo cinematografico Marvel si prepara a un’operazione senza precedenti, che va ben oltre una semplice riedizione. Il regista Joe Russo ha confermato ufficialmente che la prossima riproposizione al cinema di Avengers: Endgame conterrà nuovo materiale inedito, definito “fondamentale” per la trama del futuro capitolo, Avengers: Doomsday.

Un ponte narrativo indispensabile

Durante un intervento al Sands Film Festival, Joe Russo ha svelato i dettagli di questa operazione. A differenza di quanto si possa pensare, non si tratterà di clip tagliate o contenuti dietro le quinte, ma di una vera e propria integrazione narrativa. Il nuovo filmato è ambientato e si collega direttamente alla storia di Doomsday. Russo ha spiegato che questa è la ragione per cui è vitale riportare Endgame nelle sale prima dell’arrivo di Victor Von Doom, previsto per la fine di quest’anno. “È di importanza cruciale ripubblicare il film e, infatti, lo riproporremo con filmati ambientati nella storia di Doomsday che abbiamo aggiunto ad Avengers: Endgame”, ha dichiarato il regista.

Doomsday, il vero sequel di Endgame

Sebbene dal 2019 il MCU si sia espanso con 15 film e numerose serie, i commenti di Russo suggeriscono che Doomsday sarà posizionato come un seguito più diretto del film del 2019. Il regista ha descritto la riedizione come una “storia complementare critica che prepara il terreno per ciò che vedrete a dicembre quando guarderete Avengers: Doomsday”. Il nuovo materiale avrà quindi la funzione precisa di “colmare il divario” temporale e narrativo tra i due eventi epocali. “È un’opportunità per creare un ponte da Endgame a Doomsday in modo unico”, ha aggiunto Russo, sottolineando come il successo straordinario del film originale permetta questa rara operazione di ritorno in sala con contenuti inediti.

Un cast selettivo e le grandi assenze

Le dichiarazioni arrivano dopo l’annuncio del cast di Doomsday, che ha rivelato diverse assenze di rilievo, alimentando speculazioni sulla direzione della trama. Nonostante la natura cosmica e crossover dell’evento, che unirà Avengers, X-Men e Fantastic Four, molti personaggi iconici non figurano nell’elenco. Tra gli Avengers, mancheranno Spider-Man, Hulk, Occhio di Falco, Nick Fury, Rhodey, Pepper Potts e Happy Hogan. Dal fronte X-Men, sono assenti Wolverine (Hugh Jackman), Storm (Halle Berry), Jean Grey (Famke Janssen), Rogue (Anna Paquin) e Deadpool (Ryan Reynolds), così come le incarnazioni della “First Class”. Notevole anche l’assenza del nuovo gruppo dei Guardiani della Galassia, nonostante i precedenti accenni al ritorno di Star-Lord. Particolarmente curiosa è l’esclusione di Captain Marvel e degli altri personaggi di The Marvels (Ms. Marvel, Spectrum, Binary), nonostante l’importanza del personaggio in Endgame e il fatto che Binary sia narrativamente finita nell’universo degli X-Men con Beast, che invece sarà presente.

Un ritorno in sala con numeri da record

L’operazione ha basi solide: nel 2026, Avengers: Endgame rimane la storia del cinema, con un bottino mondiale di quasi 2,8 miliardi di dollari. Questo successo monumentale giustifica il ritorno nelle sale, previsto per il prossimo settembre. Avengers: Doomsday debutterà invece il 18 dicembre 2026. La mossa rappresenta una strategia narrativa audace, che utilizza il capitale di fiducia e l’affetto del pubblico per un film già consacrato per lanciare e contestualizzare il nuovo, ambizioso capitolo della Saga dell’Infinito, ponendo le basi per la minaccia definitiva di Doctor Doom.

Carte virtuali per Facebook Ads: la guida definitiva all’accesso online

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carta virtuale

Sicuramente vi siete già trovati in questa situazione: un account perfettamente “riscaldato”, con una solida cronologia, che viene bloccato al checkpoint nell’istante esatto in cui collegate una carta di pagamento.

Non è un errore casuale di Facebook. Gli algoritmi di Risk Payment reagiscono a trigger specifici di cui si discute raramente in pubblico: la reputazione del BIN (Bank Identification Number), la coerenza tra geo-billing e IP, e la “pulizia” della sottorete dell’emittente.

Per un affiliate marketer o un team di media buying, la carta virtuale ha smesso di essere un semplice mezzo di pagamento. Oggi è un asset strategico per navigare i sistemi anti-frode. Se gestite budget importanti, è imperativo comprendere il back-end tecnico di come la “plastica virtuale” interagisce con i cabinet pubblicitari.

Di seguito, dissezioneremo la meccanica delle soluzioni di pagamento per Facebook Ads e analizzeremo tre servizi premium che risolvono task specifici del media buying moderno.

Anatomia del trust: perché alcune carte funzionano e altre no

Tecnicamente, una carta virtuale è un sub-conto legato a un identificativo bancario generale. Il problema critico della maggior parte dei servizi pubblici risiede nella saturazione dei BIN. Se da un determinato range di carte migliaia di utenti lanciano campagne black hat o generano chargebacks (storni), l’algoritmo di Facebook etichetta l’intero intervallo come High Risk.

Quando inserite i dati nel vostro Ads Manager, il sistema esegue queste operazioni:

  1. Verifica del database BIN: Il sistema analizza il Paese di emissione (Issuer Country) e il tipo di carta (Debit/Credit/Prepaid). Le carte prepagate hanno il trust score più basso.
  2. Verifica AVS (Address Verification System): Sebbene FB non controlli sempre l’indirizzo rigorosamente, una discrepanza tra lo ZIP code della carta e il vostro proxy può diventare un trigger fatale.
  3. Risk Transaction (Hold): Un addebito di prova. Se l’emittente lo rifiuta o richiede una conferma 3DS complessa che non può essere processata in background, l’account riceve un “flag”.

Ecco perché la scelta del servizio non deve basarsi sull’estetica dell’interfaccia, ma sulla solidità dei gateway bancari e sulle funzionalità per il lavoro in team.

Panoramica e ranking: servizi specializzati

Abbiamo selezionato tre piattaforme che offrono infrastrutture di pagamento progettate specificamente per le reti pubblicitarie. Non sono semplici wallet, ma ecosistemi con logiche operative distinte.

1. Spend.net: ottimizzazione della marginalità

Spend.net punta tutto sull’efficienza finanziaria diretta. Nel media buying, dove il ROI spesso gioca sul filo del rasoio, il recupero di una parte della liquidità può determinare il profitto netto finale.

Caratteristica chiave:

Il modello di Spend.net prevede un cashback istantaneo del 2%.I fondi tornano sul saldo subito dopo la transazione, senza attendere la fine del mese. Questo permette di reinvestire il capitale “in tempo reale”, aumentando il turnover senza ricorrere a capitali esterni. Per i grandi team, è pura matematica: su uno spend di $50.000, recuperate $1.000 di budget netto.

Stack tecnico:

Il servizio offre 20 BIN, di cui 6 unici. Questo è critico per la diversificazione: se un BIN inizia a “vacillare” su FB, potete switchare immediatamente su un altro. Le carte supportano il 3DS (necessario per i controlli iniziali), ma sono ottimizzate per addebiti seamless da parte delle ad networks.

Condizioni e operatività:

L’emissione delle carte è gratuita, eliminando le barriere per la creazione di numerosi metodi di pagamento per account diversi. Nessuna commissione nascosta su transazioni o cambio valuta. Si paga solo la fee di ricarica, configurabile individualmente. Il funding avviene tramite USDT o BTC, standard del settore.

Per i team, è prevista la gestione dei ruoli e un’analitica esportabile (CSV/XLS), fondamentale per calcolare la unit economics nei tracker esterni. Supporto live chat 24/7.

2. PSTNET: approccio analitico e volumi

PSTNET si posiziona come l’artiglieria pesante per chi gestisce volumi elevati e necessita di uno scoring dettagliato dei propri metodi di pagamento.

Caratteristica chiave:

Il BIN-checker interno. È uno strumento raro che mostra lo “stato di salute” di uno specifico identificativo bancario. Potete visualizzare la spesa media per BIN, il tasso di approvazione (approval rate) e le soglie di billing. Questo permette di non agire alla cieca, ma di scegliere le carte con la più alta probabilità di successo al momento.

Stack tecnico:

Oltre 25 BIN (USA ed Europa). Carte Visa e Mastercard dotate di 3D Secure e 2FA. Il sistema segmenta i prodotti: carte per Facebook Ads, carte per l’Advertisement generico e carte universali (Ultima) per pagare servizi, server e software.

Modello finanziario:

Con il programma PST Private, il servizio offre un cashback del 3% sulle spese pubblicitarie. Differenza sostanziale: non è necessario giustificare le spese per partecipare, e ai media buyer vengono fornite fino a 100 carte gratuite al mese. Ideale per testare rapidamente molteplici combinazioni “account-carta”.
Nessuna commissione su transazioni e prelievi. Il deposito via crypto (18 valute), SWIFT/SEPA o Visa/Mastercard parte dal 2%. I nuovi utenti possono effettuare il primo deposito in USDT a zero commissioni.

Infrastruttura:

Il supporto al lavoro di squadra è profondo: sub-account, ricarica automatica (per non fermare il traffico a saldo zero) e gestione limiti. Registrazione semplificata via Google, Apple ID o app di messaggistica. Per la verifica KYC è richiesto solo il passaporto.

3. eCards: controllo rigoroso e privacy

eCards opera secondo il modello del “club privato”. Questo crea un filtro naturale contro utenti scorretti, preservando la purezza dei pool bancari.

Caratteristica chiave:

Il processo di verifica. Per accedere, bisogna compilare una domanda, verificare l’identità e sostenere un’intervista con un manager (o ricevere un invito). Per un neofita è un ostacolo, ma per un professionista è la garanzia che i BIN non verranno “bruciati” da carder o truffatori del primo addebito il giorno successivo.

Stack tecnico:

Il servizio offre 10 BIN (UK, Europa) e supporta non solo Visa/Mastercard, ma anche UnionPay. Quest’ultimo è vitale per geo specifici. L’emissione di carte è illimitata, permettendo una scalabilità orizzontale.

La gestione avviene anche tramite bot Telegram: saldo, codici 3DS e notifiche sui limiti arrivano direttamente nella chat, accelerando la reazione ai problemi di billing.

Finanza:

Il deposito minimo è di $500, tagliando fuori i piccoli player. La commissione di ricarica parte dal 4,5% (USDT TRC20, SWIFT), ma il mantenimento carte e le transazioni sono gratuiti. Il cashback è fisso allo 0.5%. Inferiore ai competitor, ma accreditato senza condizioni occulte. Perfetto per chi valuta la stabilità più dei bonus percentuali.

Operatività:

Sistema orientato alla gestione budget intra-team, con export dati per la reportistica finanziaria. Supporto attivo quotidianamente in orario lavorativo (GMT+3).

Come scegliere la soluzione per i vostri obiettivi

La scelta dello strumento di pagamento dipende dalla vostra strategia di “lancio”:

  • Massima redditività: Se il vostro modello di business richiede margini ottimizzati e lavorate su alti fatturati, Spend.net è il favorito grazie al cashback del 2% immediato e l’assenza di costi di transazione. La velocità di reinvestimento accelera la dinamica delle campagne.
  • Analitica tecnica: Se volete sapere in anticipo quale BIN è “verde” su Facebook, scegliete PSTNET. Il loro BIN-checker e il 3% di cashback nel programma private ne fanno uno strumento potente per analisti e team leader.
  • Stabilità e privacy: Se cercate affidabilità e siete disposti a superare una selezione rigorosa per avere metodi di pagamento puliti, eCards offre la sicurezza necessaria. Il supporto UnionPay e la gestione via bot aggiungono flessibilità operativa.

Consigli per la sicurezza dei pagamenti

Anche la carta migliore non vi salverà se violate i principi base di Facebook Ads. La coerenza geografica resta fondamentale: utilizzate carte della stessa area del vostro proxy o del profilo di pagamento dell’account, perché discrepanze evidenti possono diventare un segnale di rischio.

È altrettanto importante evitare il “Low Balance”. Non permettete che un pagamento venga rifiutato per fondi insufficienti (insufficient funds), poiché per Facebook questo può essere interpretato come un segnale di inaffidabilità finanziaria. L’uso dell’autoricarica o il monitoraggio costante dei saldi tramite bot aiuta a prevenire interruzioni indesiderate.

La diversificazione è un altro principio chiave. Non concentrate l’intero budget su un solo servizio o su un unico BIN: anche le banche più solide possono avere glitch tecnici. Disporre di un’alternativa su un altro provider consente di mantenere attiva l’erogazione proprio nei momenti di massima redditività.

Nel panorama verso il 2026, la carta virtuale è parte integrante della strategia di difesa dell’account. La scelta del fornitore dovrebbe essere affrontata con la stessa meticolosità con cui si seleziona un’offerta o si struttura una campagna.

Recensione South of Midnight (PS5), un destino già scritto

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South of Midnight

Ci sono recensioni difficili da scrivere, quelle che ti costringono a smontare, analizzare e ricostruire ogni singolo elemento del prodotto per trovare un equilibrio tra entusiasmo e delusione. E poi ci sono quelle, rarissime, che scorrono via lisce perché qualcuno, prima di te, ha già… tessuto quasi tutti i fili del discorso. Quella di South of Midnight rientra senza esitazioni nella seconda categoria.

Non lo diciamo per pigrizia, né per mancanza di qualcosa da raccontare. Al contrario, il nuovo lavoro di Compulsion Games è uno di quei titoli che si prestano facilmente all’analisi, ma che allo stesso tempo risultano sorprendentemente “leggibili”. Il motivo è semplice: l’impianto dell’opera è talmente chiaro, coerente e, nel bene e nel male, definito, che ogni sua qualità e ogni suo limite emergono con una naturalezza quasi disarmante.

Il nostro Danilo, nella sua recensione della versione Xbox, aveva già centrato perfettamente il punto: “South of Midnight è un’esperienza dal fascino straordinario, ma che non osa mai davvero spingersi oltre i propri confini”. Ed oggi, a distanza di poco più di un anno, ci troviamo nella curiosa posizione di dover aggiungere… molto poco. Ma quel “poco” vale comunque la pena raccontarlo.

South of Midnight, già disponibile dall’8 aprile 2025 su Xbox Series X|S e PC, è arrivato anche su PlayStation 5 e Nintendo Switch 2 lo scorso 31 marzo 2026.


Versione testata: PlayStation 5


Rotolando verso sud

Riprendere South of Midnight significa inevitabilmente ritrovarsi davanti a qualcosa di estremamente coerente con se stesso. Restituisce esattamente ciò che ricordavamo, ma con quella sensazione sempre più rara di trovarsi davanti ad un’opera “d’altri tempi”.

Il viaggio di Hazel continua a rappresentare il centro di tutto. Più che per gli eventi in sé, per il modo in cui vengono raccontati. C’è una delicatezza rara nel trattare il dolore, una capacità di dare spazio ai silenzi e alle storie che emergono lungo il percorso senza mai forzarle. Non cerca continuamente il momento ad effetto, ma lascia che siano i dettagli a costruire il cosiddetto “mood”, riuscendo spesso a colpire proprio quando sembra voler restare in secondo piano.

Il folklore del profondo sud americano non è mai semplice sfondo. È parte integrante del racconto, ne definisce i toni e le regole. Ogni incontro ha un senso preciso, ogni creatura sembra portarsi dietro un frammento di memoria, contribuendo a costruire un mondo che, pur nella sua dimensione fantastica, riesce a risultare credibile e coeso.

Anche dal punto di vista visivo, l’impatto resta fortissimo. Lo stile scelto continua a funzionare grazie a quell’animazione volutamente imperfetta che richiama lo stop-motion e dà al movimento una qualità quasi tangibile. Non punta al realismo, ma a qualcosa di più espressivo, e proprio per questo riesce a distinguersi senza fatica in un panorama spesso omologato.

La colonna sonora accompagna tutto con grande sensibilità, senza mai invadere la scena ma riuscendo sempre a rafforzare i momenti chiave. È uno di quei casi in cui ogni elemento sembra al posto giusto e contribuisce a costruire un’atmosfera che resta anche dopo aver posato il pad.

Fuori dal tempo

Il “problema” di South of Midnight non è ciò che propone, ma quanto riesce a evolverlo nel tempo. Le prime ore scorrono bene, introducono le meccaniche con ordine e lasciano intravedere un potenziale che però viene solo in parte sviluppato.

Le sezioni platform funzionano e si inseriscono bene nel ritmo generale dell’avventura, senza mai spezzarlo o appesantirlo. Il punto non è la loro linearità, che anzi si sposa con la natura più contenuta del titolo, ma una certa mancanza di slancio nel lungo periodo. Si procede “fluentemente”, l’incedere è sempre leggibile, a tratti scontato, e raramente c’è quel momento capace di cambiare passo, di sorprendere o di rimescolare davvero le carte.

Anche il combattimento, pur partendo da buone idee, fatica a trovare un’evoluzione significativa. Le abilità di Hazel aggiungono varietà, ma col passare del tempo gli scontri tendono a ripetersi, perdendo progressivamente mordente. Rimane sempre giocabile, mai frustrante, ma di rado riesce a uscire da quella zona di comfort in cui tutto funziona… senza mai fare il salto.

South of Midnight
La presentazione audiovisiva di South of Midnight è il suo fiore all’occhiello

A questo si aggiunge una certa leggerezza nelle hitbox. Il contatto con i nemici non è sempre preciso, e nei momenti più concitati questa sensazione emerge con maggiore chiarezza. Non è qualcosa che compromette l’esperienza, ma resta quell’imprecisione che, con un minimo di rifinitura in più, avrebbe potuto dare al sistema di combattimento una solidità completamente diversa.

Ma guardare la realtà solo da questa prospettiva sarebbe riduttivo. Perché South of Midnight funziona anche per quello che sceglie di non fare. Non rincorre complessità inutili, non si perde in sistemi sovrapposti, non cerca di allungare il brodo. Rimane compatto, diretto, con un inizio e una fine ben definiti.

C’è una sensazione familiare che accompagna tutta l’esperienza, qualcosa che richiama un certo modo di costruire gli action adventure che oggi si vede molto meno. Un ritmo più controllato, una struttura lineare, un’attenzione costante al viaggio nel suo insieme. Non è solo nostalgia. È una scelta precisa, che oggi assume quasi un valore diverso. In un panorama fatto di esperienze sempre più espanse, dispersive e spesso sovraccariche, un titolo così misurato riesce a ritagliarsi uno spazio tutto suo.

Per filo e per segno

Su PlayStation 5, South of Midnight si presenta esattamente per quello che è: un porting solido, pulito, senza sbavature.

Dal punto di vista delle prestazioni, l’esperienza è stabile per tutta la durata dell’avventura. Il videogioco scorre senza incertezze. Anche nei momenti più concitati, non si registrano problemi tali da compromettere l’esperienza, segno di un lavoro di ottimizzazione fatto con attenzione.

Visivamente resta tutto invariato, nel bene e nel male. La direzione artistica continua a essere il vero punto di forza, mentre il comparto tecnico in senso stretto non fa nulla per nascondere la natura più contenuta del progetto. Non è un titolo che punta a impressionare sul piano della pura potenza.

Anche lato interazione, l’utilizzo delle funzionalità della console resta piuttosto marginale. Non ci sono integrazioni particolarmente incisive che cambino il feeling pad alla mano o che aggiungano qualcosa di concreto all’esperienza. Il risultato è una conversione fedele, nient’altro. Funziona, ed è probabilmente ciò che molti si aspettavano.

Commento finale

South of Midnight resta un titolo facile da inquadrare. Funziona soprattutto quando si lascia andare al racconto, quando si prende del tempo per dare forma ai suoi personaggi e ai piccoli frammenti di storia che elargisce lungo il percorso. In quei momenti, i fili del destino che muovono il mondo di Hazel si tendono nel modo giusto, collegando eventi e sensazioni con una coerenza che resta impressa più a lungo del previsto.

Non è un titolo che punta a sorprendere continuamente, né uno che cerca di ridefinire il genere. Preferisce restare dentro confini più misurati, quasi come se quei fili li volesse tenere sempre sotto controllo, senza mai lasciarli davvero intrecciare in qualcosa di imprevedibile. È un’esperienza più raccolta, più controllata, che trova proprio in ciò il suo valore. E oggi, in un panorama spesso dominato da produzioni che vogliono fare tutto, questa sua natura più contenuta finisce quasi per diventare un punto di forza. Ha il sapore di qualcosa che non si vede più tanto spesso. E, proprio per questo, ci ha lasciato qualcosa.