Samsung ha ufficialmente svelato la nuova serie Galaxy S26, una gamma che punta a ridefinire il segmento premium combinando potenza hardware, intelligenza artificiale integrata e nuove soluzioni per la privacy.
Al vertice troviamo il Samsung Galaxy S26 Ultra, accompagnato da Galaxy S26 e Galaxy S26+, con disponibilità già confermata per il mercato italiano.
Prestazioni: Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy
Il Galaxy S26 Ultra integra il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5 Mobile Platform for Galaxy, chipset personalizzato che promette un salto generazionale significativo rispetto al modello precedente.
Secondo i dati ufficiali:
CPU: +19% di prestazioni rispetto a Galaxy S25 Ultra
GPU: +24% per una grafica più fluida e dettagliata
NPU: +39% per elaborazioni AI più rapide
La nuova Vapor Chamber riprogettata migliora la dissipazione del calore, mantenendo stabile il dispositivo durante sessioni di gaming, multitasking e registrazione video. Presente anche la Ricarica ultrarapida 3.0, che consente di raggiungere fino al 75% della batteria in circa 30 minuti.
Fotocamere e Nightography evoluta
Il comparto fotografico resta uno dei punti centrali della serie Galaxy S26.
Le nuove ottiche con aperture focali più ampie si affiancano a:
Nightography migliorata
Stabilizzatore potenziato
Blocco orizzontale per riprese più stabili
Sul fronte video, il supporto al codec APV e i miglioramenti AI ISP garantiscono una compressione più efficiente e una resa cromatica più naturale. Anche la fotocamera frontale è stata ottimizzata per una migliore gestione delle tonalità della pelle in condizioni di luce mista.
AI intelligente e strumenti di editing
L’intelligenza artificiale è al centro dell’esperienza Galaxy S26. Le funzioni Now Nudge e Now Brief offrono suggerimenti contestuali e automatizzano operazioni quotidiane, come la selezione delle immagini o la gestione degli appuntamenti.
L’integrazione con assistenti avanzati come:
Bixby
Gemini
Perplexity
permette di eseguire operazioni multi-step tra diverse app, inclusa la prenotazione di servizi o la gestione delle chiamate.
Gli strumenti creativi basati su AI, come Assistente Foto e Creative Studio, consentono modifiche tramite linguaggio naturale, dalla variazione dell’illuminazione al ritocco di dettagli e outfit.
Sicurezza e privacy
Samsung ha posto particolare attenzione alla protezione dei dati. Tra le novità:
Privacy Display, che limita l’angolo di visualizzazione laterale
Filtro chiamate basato su AI
Avvisi sulla privacy per segnalare accessi sospetti delle app
L’obiettivo dichiarato è offrire un’esperienza AI avanzata senza sacrificare il controllo sui dati personali.
Prezzi ufficiali in Italia
Ecco le configurazioni disponibili per il mercato italiano:
Galaxy S26
12GB + 256GB: 1.029€
12GB + 512GB: 1.229€
Galaxy S26+
12GB + 256GB: 1.289€
12GB + 512GB: 1.489€
Galaxy S26 Ultra
12GB + 256GB: 1.499€
12GB + 512GB: 1.699€
16GB + 1TB: 1.999€
Promozione di lancio
Dal 25 febbraio al 10 marzo 2026, acquistando uno smartphone della serie Galaxy S26 presso rivenditori autorizzati o sul sito ufficiale, sarà possibile ottenere il raddoppio dello spazio di archiviazione:
S26 Ultra 1TB a 1.799€
S26 Ultra 512GB al prezzo del 256GB
S26+ 512GB al prezzo del 256GB
S26 512GB al prezzo del 256GB
La nuova serie Galaxy S26 punta su potenza, fotografia evoluta e un’integrazione AI sempre più pervasiva. Resta ora da capire come si comporterà nell’uso quotidiano e nel confronto diretto con la concorrenza premium del 2026
Il gruppo editoriale francese Nacon ha dichiarato ufficialmente lo stato di insolvenza. La società ha depositato le pratiche presso il Tribunale di Lille e richiesto l’avvio di una procedura di riorganizzazione giudiziaria con l’obiettivo di salvaguardare le attività e proteggere i posti di lavoro.
La notizia arriva in maniera inattesa e coinvolge direttamente anche la società madre, Bigben Interactive, che controlla il publisher.
Le cause della crisi finanziaria
Secondo quanto comunicato, la procedura si è resa necessaria dopo che Bigben Interactive ha dichiarato l’impossibilità di rimborsare parzialmente un prestito obbligazionario. La situazione sarebbe stata aggravata da un rifiuto tardivo e inaspettato da parte del pool bancario coinvolto nell’operazione.
La società ha inoltre precisato che gli asset disponibili non risultano sufficienti a coprire le passività in scadenza, rendendo inevitabile il ricorso alle procedure previste dalla legge francese per la ristrutturazione del debito.
Parallelamente, Bigben ha richiesto l’apertura di una procedura di conciliazione amichevole presso lo stesso Tribunale di Lille, con l’obiettivo di avviare negoziazioni con obbligazionisti e istituti di credito sotto la supervisione di un conciliatore.
L’obiettivo: ristrutturazione e continuità operativa
Sia Nacon sia Bigben hanno dichiarato l’intenzione di proseguire le attività aziendali. Il piano prevede la rinegoziazione del debito e la definizione di una strategia sostenibile nel lungo periodo, al fine di garantire la continuità operativa.
Nel frattempo, le contrattazioni azionarie alla Borsa di Parigi sono state sospese, mentre le rappresentanze sindacali sono state informate ufficialmente della situazione.
Cosa cambia per i progetti in corso?
Nacon controlla diversi studi in Europa, Canada e Australia, tra cui Nacon Studio Milan, attualmente impegnato nello sviluppo di Terminator Survivors.
Il publisher ha inoltre lanciato recentemente Styx: Blades of Greed e resta in programma l’evento Nacon Connect del 4 marzo. Al momento non sono state comunicate modifiche alla trasmissione o al calendario dei titoli annunciati.
La situazione resta in evoluzione e nelle prossime settimane potrebbero emergere ulteriori dettagli sulle trattative in corso con i creditori.
Settimana scorsa siamo stati invitati ad un anteprima esclusiva, nel cuore di Milano, per esplorare un luogo che si appresta a rivoluzionare la relazione tra il gaming e la sua community: Nacon House.
Nacon House è infatti un hub multifunzionale, sito in Piazza De Angeli 1 a Milano, pensato per la Generazione Z ma aperto a chiunque voglia vivere, creare e condividere contenuti in uno spazio contemporaneo e altamente tecnologico. Di giorno è un hub creativo per creator e professionisti del digitale; di sera diventa una vera e propria casa, prenotabile da piccoli gruppi di utenti finali che possono godersi l’esperienza in modo esclusivo.
Una casa per creator e community
Nacon House nasce come luogo ibrido tra studio di produzione, spazio di lavoro condiviso e salotto esperienziale, con un obiettivo chiaro: offrire un ambiente pronto all’uso, tecnologicamente attrezzato e allo stesso tempo accogliente, dove contenuti, pop-art, gaming, intrattenimento e socialità convivono in modo naturale.
Il target primario è la Generazione Z ed i giovani adulti, ma lo spazio è pensato per brand, professionisti, community e aziende che vogliono sperimentare nuovi format di contenuto e nuove forme di relazione con il pubblico.
Durante la nostra visita abbiamo potuto saggiare con mano le diverse aree, appositamente studiate ed adibite ad usi specifici. Da uno spazio perfetto per un creator che vuole streammare, ad una sala riunioni che può ospitare fino a 6-8 persone, che la sera si può trasformare nel luogo perfetto per giocare da tavolo di ruolo. E ovviamente l’open space principale, attrezzato con un pannello da 100 pollici ed un divano per ospitare intense sedute di gaming, con dietro un paio di postazioni all’avanguardia con scrivanie, monitor e sedie da gaming.
Ma come funziona nel concreto?
Come anticipato, la Nacon House fonde due diverse anime, quelle diurna e quella notturna. Dalle 9:30 alle 18:00 infatti lo spazio è riservato a professionisti e content creator, e funge principalmente da spazio di co-working, meeting e creazione di contenuti. Dalle 20:00 alle 24:00 la Nacon House si trasforma in una casa destinata al consumatore, prenotabile per un massimo di 10 persone contemporaneamente.
Gli utenti possono prenotare direttamente sul sito dedicato lo spazio interessato tramite un form (disponibile a breve) e usufruire di tutte le strumentazioni presenti, che sia per giocare, guardare contenuti o creare e condividere momenti di svago con gli amici.
La Nacon House è composta da 5 ambienti principali, ognuno pensato per un utilizzo specifico ma integrato in un’esperienza unica. Abbiamo due aree dedicate al co-working, la prima con due postazioni complete per piccoli team, la seconda con tre postazioni complete, pensata per gruppi più strutturati. C’è poi una sala meeting, dotata di due televisori portatili GO di Thomson ideale per presentazioni, call e riunioni con clienti e partner. La living room ospita un TV QLED Pro Google Thomson attrezzato con PS5 e Switch 2 e adatto per esperienze gaming o anche come sala cinema. Infine, la sala streaming dispone di un setup plug & play che consente a chiunque di andare live in modo rapido e ad alta qualità, senza competenze tecniche avanzate.
Quello che abbiamo visto ci ha sinceramente convinto, e non vediamo l’ora di vedere come evolverà questo spazio nei mesi a venire, quando verrà utilizzato sia per eventi che come luogo di svago ed aggregazione.
Secondo le indiscrezioni più recenti, il tanto chiacchierato DLC in sviluppo di The Witcher 3: Wild Hunt, non si spingerebbe tanto lontano quanto molti fan speravano (una regione completamente nuova, sostanzialmente) ma sarebbe piuttosto un’espansione delle aree già presenti nel gioco, con l’obiettivo di colmare idealmente il divario narrativo tra The Witcher 3 e il prossimo capitolo della saga, The Witcher 4.
Rumored 'The Witcher 3' DLC reportedly adds no new regions, instead expanding on already existing areas and reusing assets
Le prime teorie parlavano di un’espansione dai grandi orizzonti e ambientazioni esotiche, ma molte fonti recenti suggeriscono invece che il DLC si concentrerà su territori familiari, come il Velen o altre zone già note ai giocatori, ampliandole con nuovi contenuti, missioni e dettagli narrativi. Questa scelta avrebbe senso anche dal punto di vista dello sviluppo: riutilizzare mappe ed elementi già esistenti permette al team di mantenere un ritmo di lavoro sostenibile mentre la maggior parte delle risorse è concentrata su The Witcher 4.
In questa prospettiva, l’espansione verrebbe pensata non soltanto come un semplice DLC fine a sé stesso, ma come un “ponte narrativo”. Ovvero, come un contenuto aggiuntivo che non solo dà nuova linfa a Wild Hunt a più di dieci anni dal lancio, ma prepara i giocatori ai temi e agli snodi che si ritroveranno nel quarto capitolo della serie.
È importante sottolineare che, per ora, si tratta di rumor non confermati ufficialmente da CD Projekt Red. Nessuna data di uscita, titolo o dettaglio concreto è stato annunciato dallo studio polacco, e finché non arriverà una dichiarazione ufficiale, ogni informazione va presa con le proverbiali pinze.
A poche settimane dall’ultimo State of Play, è arrivata come un fulmine al ciel sereno la conferma definitiva: Marvel’s Wolverineuscirà il 15 settembre 2026, esclusivamente su PlayStation 5. L’annuncio è stato pubblicato pochi minuti fa tramite i canali social ufficiali, facendo impazzire i fan del celebre mutante di casa Marvel.
Marvel's Wolverine is coming to PlayStation 5 consoles September 15, 2026.
Developed by Insomniac Games, in collaboration with Marvel Games and Sony Interactive Entertainment, comes an all-new take on an iconic character based on Marvel Comics. pic.twitter.com/YP9OWOFkHV
Seppure inattesa nelle modalità, la data non è arrivata dal nulla: già alcune settimane fa il PlayStation Store latinoamericano aveva aggiornato la scheda del gioco, indicando che Marvel’s Wolverinesarebbe uscito nel terzo trimestre del 2026 (luglio-settembre). Questo aveva di fatto ristretto la finestra di lancio ipotizzata in precedenza, confermando che il gioco non sarebbe più uscito genericamente “in autunno 2026” ma in un arco di tempo molto più preciso.
Annunciato ufficialmente nel 2021, il gioco si è mostrato finora con pochissimi dettagli. Tuttavia, Insomniac ha più volte ribadito che si tratterà di un’avventura single player narrativa, con un tono più cupo rispetto alle produzioni dedicate a Spider-Man.
Il team di Insomniac promette un’esperienza intensa e profonda, con ambientazioni dotate di forte identità e una trama originale che esplora aspetti oscuri del passato del mutante.
Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti, trailer e dettagli ufficiali non appena verranno condivisi.
Chi non ha mai sentito parlare almeno una volta nella propria vita da videogiocatore di Callof Duty Zombies? Una delle modalità più amate di sempre dai giocatori di CoD è stata soggetta in questi giorni ad alcuni rumor. In particolare, il team di sviluppo è intervenuto personalmente con un messaggio su X per togliere qualsiasi dubbio su dei leak.
Secondo quanto riporta infatti l’utente TheGhostofHope proprio sulla piattaforma di X, pare che gli sviluppatori stessero pianificando l’uscita di un titolo Zombies stand-alone da affiancare al tradizionale capitolo annuale del franchise. Il post aggiungeva inoltre che Microsoft avrebbe preferito un futuro con uscite meno annualizzate per i giochi Activision. A quanto pare, però, nulla di tutto questo corrisponde alla realtà.
La risposta del team di sviluppo non si è fatta attendere ed è stata piuttosto secca e anche, si può dire, seccata. L’account ufficiale di Call of Duty sempre su X ha risposto direttamente a un post del portale Dexerto liquidando la voce in maniera piuttosto netta: “La fabbrica dei rumor sta facendo gli straordinari. Non è per niente così (this ain’t it)“.
In altre parole, non esiste alcun progetto confermato relativo a uno spin-off Zombies autonomo. Chi sperava in un titolo interamente dedicato alla celebre modalità cooperativa dovrà quindi pazientare ancora: non è questo il momento. Nel frattempo, la serie continua a macinare numeri importanti. Call of Duty: Black Ops 7 è risultato il videogioco più venduto di gennaio 2026, blindando il primo posto già conquistato a dicembre 2025. Un doppio risultato che conferma come il marchio di CoD resti in ottima forma sul mercato, nonostante non ci sia alcuna modalità zombie indipendente. Almeno per ora.
L’attesa per il prossimo capitolo della saga di The Witcher ha raggiunto ormai livelli altissimi. Dopo il reveal ufficiale ai Game Awards 2024, che ha confermato il clamoroso passaggio di testimone da Geralt di Rivia a Ciri, le notizie sul progetto sono state centellinate con estrema cura. Tuttavia, gli ultimi movimenti di mercato di CD Projekt Red indicano che lo studio polacco sta assemblando un “dream team” per garantire standard qualitativi mai visti prima.
🚨Cinematic Animator from Clair Obscur: Expedition 33 has joined the CDPR for The Witcher 4.
Animazioni sopraffine da Expedition 33 a The Witcher 4
La notizia più recente riguarda l’espansione del team di sviluppo. Secondo quanto emerso dai profili professionali, Lucie Hennet, talentuosa Cinematic Animator reduce dal successo travolgente di Clair Obscur: Expedition 33, è ufficialmente entrata a far parte di CD Projekt Red.
L’innesto della Hennet è un segnale chiarissimo: CDPR vuole capitalizzare l’esperienza di chi ha reso Expedition 33 un capolavoro di fluidità e narrazione visiva. Lo studio sta puntando tutto sulle potenzialità dell’Unreal Engine 5, engine condiviso proprio con Expedition 33. Le animazioni cinematiche inoltre, da sempre marchio di fabbrica dello studio, giocheranno un ruolo cruciale nel rendere credibile il viaggio di Ciri come nuova Witcher.
Stato dello sviluppo e prospettive
Sebbene The Witcher 4 sia ancora per gran parte avvolto nel mistero, i dati tecnici parlano chiaro: la pre-produzione è iniziata nel 2022, la produzione vera e propria a fine 2024, e nel 2025 oltre 400 sviluppatori erano al lavoro sul progetto.
A livello tecnologico inoltre, lo studio ha abbandonato il REDengine in favore di Unreal Engine 5 per una gestione più semplice dello sviluppo e le possibilità di un sistema di illuminazione più avanzato. nonché l’open-world.
Nonostante quindi l’assenza di un periodo di uscita ufficiale, l’accuratezza con cui CD Projekt sta reclutando veterani dell’industria suggerisce che The Witcher 4 vuole puntare davvero in alto, diventando il punto di riferimento per la nuova generazione di GDR. Resta da capire quando vedremo il primo vero gameplay, ma con l’estate alle porte e il recente annuncio della Summer Game Fest 2026, i fan sperano in un nuovo tech demo che mostri finalmente Ciri in azione.
Geoff Keighley ha ufficialmente svelato i piani per il Summer Game Fest 2026, confermando che l’evento non solo tornerà in grande stile, ma si sposterà in una cornice ancora più prestigiosa. Il Live Kickoff Show abbandona infatti lo YouTube Theater per approdare al leggendario Dolby Theater di Los Angeles, la casa degli Oscar, a testimonianza di quanto il gaming sia ormai il pilastro centrale dell’intrattenimento globale.
Il 5 giugno conosceremo il futuro del gaming
L’appuntamento principale è fissato per il 5 giugno 2026 alle 23:00 (ora italiana). Lo show sarà trasmesso in streaming su tutte le principali piattaforme: YouTube, Twitch, X e Steam. Per chi volesse vivere (e se lo può permettere) l’emozione dal vivo, i biglietti saranno messi in vendita durante la primavera, sebbene i prezzi non siano ancora stati rivelati.
Il Summer Game Fest non è uno show composto solo da annunci e trailer spettacolari. L’edizione 2026 vedrà infatti il ritorno degli SGF Play Days, un evento a porte chiuse nel centro di Los Angeles dedicato a stampa e influencer per provare con mano tutte le novità. Il ciclo di eventi si concluderà infine l’8 giugno con il Game Business Live, una giornata dedicata agli incontri tra professionisti del settore.
Cosa aspettarsi dalla nuova edizione
Ma perché i publisher dovrebbero scegliere questo costosissimo palco per mostrare le loro novità? La risposta è nei numeri record del 2025: 50 milioni di visualizzazioni totali e un picco di 3 milioni di spettatori simultanei (+89% rispetto all’anno precedente).
L’edizione passata ci ha regalato perle come il reveal di Resident Evil Requiem e i sequel di Atomic Heart e Mortal Shell. Per il 2026, i rumor parlano già di possibili novità da parte dei PlayStation Studios e nuovi trailer per i titoli Xbox più attesi. Non mancheranno, come da tradizione, gli shadow drop: giochi o DLC resi disponibili al download un secondo dopo la fine del trailer.
Quali sono le vostre previsioni per il Summer Game Fest 2026? Chi sarà il protagonista assoluto del Dolby Theater il prossimo 5 giugno?
Il primo trimestre dell’anno sarà particolarmente vivace per il pubblico Netflix: ecco tutti i film e le serie TV in arrivo a Marzo 2026.
Il prodotto di punta sarà sicuramente la seconda stagione della serie live action ONE PIECE, tra le principali proposte Netflix di tutto il 2026. Tuttavia l’offerta sarà ricca e variegata. Per gli amanti delle serie TV, ci sarà anche Virgin River 7, The Rookie 7 e la norvegese Jo Nesbø’s Detective Hole. Tra le miniserie e i documentari, impossibile non citare la misteriosa Something Very Bad Is Going to Happen e l’affascinante The Dinosaurs: la vera storia. Tra i film arriverà poi War Machine e soprattutto Peaky Blinders: The Immortal Man.
Netflix sta per condividere il catalogo delle nuove uscite per Marzo 2026sulla propria pagina ufficiale, tuttavia sulla piattaforma arriveranno altri prodotti che troverete nell’elenco sottostante.
Troverete inoltre qualche piccolo consiglio sui titoli da tenere in considerazione in grassetto per il Marzo proposto da Netflix, oppure per le novità del mese diFebbraio laddove vogliate più suggerimenti.
1° Marzo
The Mentalist (Serie TV)
2 Marzo
Freak Brothers (Serie di animazione)
La casa della bambole di Gabby 13 (Serie di animazione)
3 Marzo
Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba 3 (Serie di animazione)
4 Marzo
Person of Interest (Serie TV)
La tregua (Miniserie)
Avamposti (Docuserie)
5 Marzo
The Rookie 7 (Serie TV)
Vladimir (Miniserie)
6 Marzo
War Machine (Film)
Boyfriend on Demand (Miniserie)
Il serial killer di TikTok (Docuserie)
The Dinosaurs: la vera storia (Docuserie)
10 Marzo
ONE PIECE 2 (Serie TV)
11 Marzo
L’uomo nell’alto castello (Serie TV)
One Tree Hill (Serie TV)
12 Marzo
Oi Vita Mia (Film)
Virgin River 7 (Serie TV)
13 Marzo
Bad Boys: Ride or Die (Film)
Quella notte (Miniserie)
18 Marzo
Emergenza radioattiva (Serie TV)
20 Marzo
Peaky Blinders: The Immortal Man (Film)
19 Marzo
STEEL BALL RUN – Le bizzarre avventure di JoJo (Serie di animazione)
Nintendo torna in diretta questa settimana con un nuovo Treehouse: Live, appuntamento dedicato al gameplay esteso e agli approfondimenti tecnici sui prossimi titoli in arrivo.
L’evento andrà in onda martedì 24 febbraio alle ore 23:00 (ora italiana) e avrà una durata di circa 80 minuti. A differenza dei classici Nintendo Direct, il format Treehouse punta su sessioni di gioco reali commentate dal team, con dimostrazioni approfondite invece di trailer rapidi.
I giochi protagonisti del Treehouse
I riflettori saranno puntati su due titoli in particolare:
Super Mario Bros. Wonder: Nintendo Switch 2 Edition + Meetup in Bellabel Park
Pokémon Pokopia
Per quanto riguarda Super Mario Bros. Wonder, si tratta della versione ottimizzata per Nintendo Switch 2, che includerà l’espansione “Meetup in Bellabel Park”. Sarà interessante capire quali miglioramenti tecnici verranno introdotti sulla nuova console, sia in termini di performance sia di contenuti aggiuntivi.
Pokémon Pokopia rappresenta invece uno dei progetti più rilevanti della collaborazione tra Nintendo e The Pokémon Company. Il Treehouse dovrebbe offrire il primo sguardo approfondito al gameplay, mostrando interfaccia, meccaniche e struttura dell’esperienza.
Un format diverso dal Nintendo Direct
Il Treehouse: Live si distingue nettamente dai Nintendo Direct tradizionali. Niente trailer montati o annunci a ritmo serrato: qui si punta sul gameplay giocato in tempo reale, con spiegazioni tecniche e dimostrazioni pratiche.
Questo approccio consente di osservare:
Struttura dei livelli
Interfaccia utente
Ritmo dell’esperienza
Dettagli tecnici su performance e funzionalità
Con una durata di 80 minuti, è probabile che emergano informazioni più concrete rispetto alle classiche presentazioni promozionali.
Quando seguire l’evento
Il nuovo evento Nintendo è fissato per martedì 24 febbraio alle ore 23:00 italiane.
Per chi vuole capire davvero cosa aspettarsi dai prossimi titoli Switch 2 e dal nuovo progetto Pokémon, sarà un appuntamento da seguire con attenzione.
La versione Nintendo Switch 2 di Lollipop Chainsaw RePOP è stata ufficialmente rinviata a data da destinarsi. L’annuncio arriva direttamente da Dragami Games, che ha comunicato la decisione attraverso i propri canali ufficiali.
Il titolo avrebbe dovuto debuttare il 26 marzo 2026, ma lo studio ha spiegato di dover intervenire con “aggiornamenti significativi”, senza fornire al momento una nuova finestra di lancio.
Il comunicato ufficiale
Nel messaggio pubblicato da Dragami Games si legge:
“Lollipop Chainsaw RePOP – Nintendo Switch 2 Edition era previsto per il 26 marzo 2026. Tuttavia, a causa della necessità di apportare aggiornamenti significativi non solo alla versione Nintendo Switch 2, ma anche alla versione Nintendo Switch già disponibile, abbiamo preso la difficile decisione di posticiparne l’uscita.”
Lo studio ha poi aggiunto che la nuova data verrà comunicata non appena i preparativi saranno completati, scusandosi con i fan per il disagio. Un elemento interessante del comunicato è proprio il riferimento agli aggiornamenti anche per la versione Nintendo Switch già pubblicata, segnale che le criticità emerse potrebbero non riguardare esclusivamente l’adattamento per la nuova console.
[Notice of Release Postponement] LOLLIPOP CHAINSAW RePOP Nintendo Switch 2 Edition had been scheduled for release on March 26, 2026. However, due to the need for significant updates not only to the Nintendo Switch 2 version but also to the currently released Nintendo Switch… pic.twitter.com/1ldmyUuU2v
Al momento non sono stati forniti dettagli specifici sulle motivazioni del rinvio. L’assenza di una nuova data lascia intendere che si tratti di interventi strutturali e non di una semplice rifinitura last minute.
La necessità di aggiornare anche la versione già disponibile potrebbe suggerire bug rilevanti o problematiche tecniche emerse in fase avanzata di testing, ma Dragami Games non ha condiviso ulteriori informazioni in merito.
Un brand che guarda al futuro
Lollipop Chainsaw RePOP rappresenta il ritorno della proprietà intellettuale nata dalla collaborazione tra Suda51 e James Gunn, e secondo quanto annunciato in passato non sarà l’unico progetto legato al franchise.
Dragami Games ha infatti dichiarato l’intenzione di espandere il brand con nuove produzioni, lasciando intendere che la remaster sia solo il primo passo di un piano più ampio.Le vendite iniziali di RePOP hanno dimostrato che l’interesse verso la saga esiste ancora, motivo per cui lo studio potrebbe aver scelto di non correre rischi su una versione importante come quella per Nintendo Switch 2.
Per ora, dunque, l’appuntamento con la nuova edizione resta sospeso. La nuova data verrà annunciata “non appena i preparativi saranno completati”.
PGA TOUR 2K25 su Nintendo Switch 2porta – a distanza di sei anni da PGA TOUR 2K21e di quasi un anno dal lancio su PlayStation 5, Xbox Series X/S, Microsoft Windows– finalmente l’esperienza golfistica di HB Studiose2K nella nuova generazione ibrida di Nintendo con un port ricco di modalità, contenuti e opzioni di personalizzazione, sostanzialmente allineato alle altre piattaforme (qui potete dare uno sguardo alla nostra recensione della versione PlayStation 5). Non è esente da limiti (specialmente lato tecnico), ma offre un pacchetto decisamente migliore rispetto ad altre iterazioni passate.
PGA TOUR2K25 è attualmente disponibile per Nintendo Switch 2, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Microsoft Windows.
Versione testata: Nintendo Switch 2
Modalità di gioco e contenuti
La modalità MyCAREER resta il cuore dell’esperienza: è possibile creare il proprio golfista (sia attraverso una suite predefinita e sia attraverso un sistema ben stratificato che permette, come da tradizione 2K, di personalizzare il proprio alter ego virtuale), scegliere un archetipo (che non potrà essere cambiato dopo averlo selezionato) e farlo crescere attraversando l’intera stagione, decidendo se partire dalla Q-School, passando per Korn Ferry Tour e Korn Ferry Tour Championship e fino ad arrivare al PGA TOUR, con eventi ufficiali come PGA Championship, U.S. Open e Open Championship presenti per la prima volta nella serie. La carriera è arricchita da allenamenti pre‑torneo, eventi extra e possibilità di simulare dinamicamente – per velocizzare il processo – alcuni scenari, così da gestire i tempi senza perdere nulla in termini di progressione.
Il comparto online – invece – offre società cross‑platform (un luogo dove è possibile giocare con altre persone in un ambiente rilassato ma competitivo), matchmaking classificato con ladder stagionali e modalità competitive 1v1 o a squadre, incluse varianti come Scramble e Alternate Shot. Le Stagioni introducono contenuti periodici, classifiche e un Clubhouse Pass non a tempo che permette di sbloccare cosmetici, equipaggiamenti e vantaggi. Purtroppo la valuta VC, è fondamentale per poter ottenere gli equipaggiamenti migliori (attraverso il PGA TOUR Superstore), e sono decisamente costosi in termini di prezzo richiesto. Ma ormai, diciamolo chiaramente, siamo abituati alle microtransazioni nelle iterazioni sportive 2K.
Tra le novità spiccano la modalità Challenges, basata su prove rapide e scenari ispirati a momenti iconici del golf, e il ritorno di Topgolf, che offre un approccio più arcade con obiettivi e missioni da completare in sessioni brevi. Per chi ama creare, il Progettista di campi è presente anche su Nintendo Switch 2 con una suite di strumenti completa per progettare e condividere percorsi, affiancato da un roster di oltre 200 giocatori reali e 11 pro selezionati, tra cui Tiger Woods, Justin Thomas, Tony Finau, Lydia Ko e altri.
La gestione del proprio personaggio passa dalla sezione MyPLAYER, dove è possibile potenziare le statistiche tramite punti attributo, skill tree specifici per ogni aspetto del gioco (Potenza, Percorso swing, Contatto, Ritmo, ecc.) e un sistema di progressione dell’equipaggiamento che incentiva a sperimentare nuovi bastoni e fitting. Gli amanti del collezionismo troveranno inoltre un’ampia selezione di abbigliamento e accessori con licenze ufficiali di brand come adidas, FootJoy e Malbon Golf.
Sistema di gioco: EvoSwing e accessibilità
Il sistema EvoSwing rappresenta l’evoluzione del feeling in campo: sia usando lo stick analogico (destro o sinistro che sia, per lo swing e per prendere la mira) sia lo schema a 3 click (che passa attraverso la pressione dei pulsanti per lo swing), la meccanica cerca di adattarsi al ritmo e alla manualità del giocatore, restituendo una sensazione – grazie anche all’ottimo feedback della vibrazione – più credibile di impatto con la mazza. È un’impostazione che premia il controllo e la concentrazione, ma senza scoraggiare chi arriva da zero o da altre versioni del gioco. Per chi trova troppo punitivo il modello tradizionale, è disponibile il Perfect Swing, una modalità che garantisce il contatto perfetto a ogni colpo, consentendo di concentrarsi su scelte tattiche come tipo di colpo, effetto, vento e pendenze. In combinazione con gli archetipi, i relativi alberi di abilità e la progressione di mazze e fitting, il risultato è un sistema profondo ma modulabile (grazie alla nutrita serie e opzioni di accessibilità e difficoltà), adatto sia al gioco competitivo che a sessioni rilassate soprattutto in portabilità.
Comparto grafico e tecnico su Nintendo Switch 2
Su Nintendo Switch 2 il gioco propone la stessa suite di modalità e funzioni disponibili su altri sistemi, senza tagli strutturali evidenti all’esperienza. La grande differenza rispetto al passato è che l’hardware rinnovato permette una resa visiva molto più vicina alle controparti PlayStation 5 e Xbox Series X/S. PGA TOUR 2K25 su Switch 2 beneficia di texture definite, modelli dei golfisti credibili e animazioni pulite nei colpi, con particolare cura nei movimenti del busto e del follow‑through. I percorsi iconici, come l’Old Course di St Andrews o Fields Ranch East, risultano riconoscibili e ben caratterizzati, con effetti di luce e meteo che valorizzano l’atmosfera senza compromettere le prestazioni. Le diversità rispetto alle versioni sopracitate si notano soprattutto nei dettagli più fini – densità della vegetazione, qualità delle ombre, rifinitura di alcune superfici – ma nel complesso il titolo mantiene – se si considera che gira su un sistema ibrido – una resa di buon livello. La telecamera – invece – fa un buon lavoro nel seguire la traiettoria della palla e nel restituire il senso della distanza, anche se qualche repentino cambio di inquadratura può risultare un po’ brusco nelle riprese ravvicinate non permettendo di individuare – in modalità handheld – immediatamente la palla.
La risoluzione in modalità fissa è piuttosto nitida e pulita, con colori brillanti e illuminazione equilibrata, mentre in modalità portatile il colpo d’occhio resta convincente grazie a una resa cromatica ben calibrata così come la leggibilità dell’interfaccia.
In aggiunta, rispetto a PS5 e Xbox, la versione Switch 2 di PGA TOUR2K25 ha come principale punto di forza la portabilità: è possibile giocare l’intera esperienza, con le stesse modalità e contenuti, anche in handheld, il tutto mantenendo un colpo d’occhio molto buono grazie a colori e illuminazione ben bilanciati sullo schermo portatile della console di casa Nintendo.
Sul fronte tecnico e prestazioni, la versione PS5 offre un frame rate più alto e stabile (fino a 60 fps) e caricamenti più rapidi (anche se non rapidissimi come altri titoli, parliamo di circa 20/25 secondi per accedere al gioco), mentre su Switch 2, PGA TOUR 2K25 presenta tempi di caricamento decisamente rivedibili che possono superare il doppio di quelli PS5 per avviare il gioco. In aggiunta, il gioco è bloccato a 30 fps non sempre perfettamente stabili (soprattutto nelle partite più impegnative o in condizioni meteo complesse dove possono verificarsi cali e blocchi occasionali), ma in generale l’esperienza rimane piuttosto stabile e piacevole tanto in dock quanto in portatile. L’input lag però è pessimo: menu lentissimi e un chiaro input lag durante lo scorrimento degli stessi e – sporadicamente – anche durante i QTE (Quick Time To Play). Il più delle volte, è necessario premere nuovamente il tasto di selezione per accedere alla schermata che si vuole consultare.
Tutto questo è ulteriormente aggravato dal fatto che PGA TOUR 2K25 è un gioco fortemente incentrato sull’online. Non sorprende, considerando che si tratta di un gioco sportivo moderno. Se giocato principalmente in modalità docked, questo non è un problema evidentissimo, ma il motivo per cui qualcuno dovesse optare per la versione Switch 2 di PGA TOUR 2K25 è per giocare – per l’appunto – in portatile. Se vi disconnettete o avviate il gioco offline, non potrete guadagnare punti esperienza o ricompense. Potrete accedere solo alle modalità di gioco rapido, allenamento e progettista di campi. Tutto il resto non sarà disponibile finché non ci si riconnetterà. Se giocate a casa mentre siete connessi alla rete, va bene, ma vale la pena sottolinearlo per una console ibrida come Switch 2 che chiaramente si presta ad essere utilizzata anche in movimento.
Infine, il comparto audio accompagna l’azione con effetti sonori solidi, dal rumore dell’impatto della mazza sulla palla al fruscio del vento e all’eco del pubblico nei grandi tornei. La telecronaca svolge il suo ruolo senza eccedere in ripetizioni, mentre la colonna sonora fuori dal campo è discreta e non invasiva e ben si adatta all’esperienza di gioco.
Commento finale
PGA TOUR2K25 su Nintendo Switch 2 è una proposta completa per chi cerca una simulazione golfistica profonda ma adattabile, con un pacchetto di modalità e contenuti in linea con le altre controparti console e PC. Non tutte le novità ludiche rivoluzionano la formula e qualche compromesso tecnico (in particolare per quanto riguarda il frame rate e il significativo input lag) – considerando la natura ibrida della console – resta, ma nel complesso il titolo si impone come una delle migliori esperienze golfistiche disponibili – a patto di rimanere sempre connessi ad internet (aspetto non da sottovalutare per chi vuole vivere un’esperienza in portabilità) – su Nintendo Switch 2.
Quando mancavano ormai pochi giorni al lancio, Mouse: P.I. for Hire è stato ufficialmente rinviato. Il gioco non debutterà più il 19 marzo, ma arriverà su PC, PS5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2 il 16 aprile 2026. Si tratta di uno slittamento contenuto, meno di un mese, ma comunicato in una fase particolarmente delicata dello sviluppo: quella immediatamente precedente al lancio.
Il messaggio del team
L’annuncio è arrivato direttamente dallo studio, Fumi Games, attraverso un messaggio pubblicato sui canali ufficiali.
“Oggi abbiamo un aggiornamento importante da condividere con voi: abbiamo deciso di posticipare la data di uscita di Mouse: P.I. for Hire al 16 aprile 2026. Avvicinandoci alle fasi finali dello sviluppo, vogliamo assicurarci di prenderci il tempo e la cura necessari per rendere Mouse: P.I. for Hire un’esperienza indimenticabile.”
Il team ha spiegato di voler sfruttare queste settimane aggiuntive per completare il processo di rifinitura e garantire un lancio solido, senza problemi tecnici o compromessi qualitativi.
Il ritardo è inferiore a un mese, ma arriva in un momento in cui il gioco era già pronto per la distribuzione.
Presentato per la prima volta con un gameplay trailer nel 2023, Mouse: P.I. for Hire ha mostrato fin da subito un’identità molto riconoscibile: un FPS in bianco e nero ispirato all’animazione anni ’30, con atmosfere noir e un protagonista che richiama i cartoon d’epoca.
Negli ultimi tre anni lo studio ha continuato a lavorare sulla build, ampliando contenuti e rifinendo meccaniche. È possibile che nelle fasi finali di test siano emersi aspetti da sistemare, spingendo il team a concedersi un ultimo margine di tempo prima del debutto.
L’attesa è quasi finita
Il nuovo appuntamento è quindi fissato al 16 aprile 2026. Un rinvio di poche settimane non dovrebbe incidere in modo significativo sull’hype attorno al progetto, che rimane uno dei titoli indie più particolari del prossimo periodo, soprattutto per il suo stile visivo unico.
Ora resta da vedere quali novità verranno condivise nelle prossime settimane, mentre il conto alla rovescia riparte ufficialmente.
Nel mondo delle tastiere meccaniche, il concetto di profilo basso è stato a lungo associato a compromessi inevitabili. Tradizionalmente, scegliere una tastiera low-profile significava rinunciare alla qualità costruttiva, alla personalizzazione avanzata o alla soddisfazione tattile della digitazione. La Epomaker Luma84 sfida questo paradigma, dimostrando che è possibile coniugare l’eleganza minimalista del design low-profile con l’ingegneria sofisticata tipica delle tastiere meccaniche premium.
Questa tastiera rappresenta un approccio maturo al segmento low-profile, dove ogni scelta progettuale è stata ponderata per massimizzare i benefici dell’altezza ridotta senza sacrificare funzionalità o qualità. Con il suo chassis interamente in alluminio e il layout compatto a 84 tasti, la Luma84 si posiziona come una soluzione ideale per professionisti che richiedono portabilità senza compromessi prestazionali.
Unboxing e design: Minimalismo funzionale
Il design della Luma84 segue i principi del minimalismo funzionale, dove ogni elemento superfluo è stato eliminato per esaltare l’essenziale. Il case unibody in alluminio con i suoi bordi arrotondati non è solo una scelta estetica, ma risponde a precise esigenze ergonomiche. L’assenza di spigoli vivi facilita il trasporto e riduce l’affaticamento durante sessioni di digitazione prolungate, mentre la finitura anodizzata space grey conferisce un aspetto professionale che si adatta perfettamente agli ambienti di lavoro moderni.
La scelta di mantenere un layout 75% (84 tasti da qui il suo nome) rappresenta il punto di equilibrio ottimale tra compattezza e funzionalità. Questo formato preserva tutti i tasti funzione essenziali eliminando solo il tastierino numerico, risultando ideale per la maggior parte dei flussi di lavoro professionali. La presenza di tutti i tasti di navigazione e delle frecce direzionali mantiene intatta la produttività, mentre le dimensioni ridotte liberano spazio prezioso sulla scrivania.
Ergonomia
Il profilo ribassato della Luma84 non è semplicemente una questione di estetica, ma offre vantaggi ergonomici concreti che si traducono in benefici pratici durante l’uso quotidiano. L’altezza ridotta permette di mantenere i polsi in una posizione più naturale, riducendo la tensione sui tendini flessori e diminuendo il rischio di sviluppare disturbi muscolo-scheletrici legati all’uso prolungato della tastiera.
Questa caratteristica si rivela particolarmente vantaggiosa per chi lavora su laptop o setup multi-monitor, dove l’altezza ridotta della tastiera consente di mantenere una linea visiva più diretta con gli schermi senza dover inclinare eccessivamente il collo. La differenza, seppur apparentemente minima, diventa significativa durante giornate lavorative intense dove il comfort ergonomico influisce direttamente sulla produttività e sul benessere generale.
Specifiche Tecniche: costruzione e materiali
La decisione di utilizzare un chassis interamente in alluminio per la Luma84 rappresenta una scelta coraggiosa nel segmento low-profile, dove la plastica domina per ragioni di costo e peso. Questo approccio comporta evidenti vantaggi in termini di rigidità strutturale, ma soprattutto conferisce alla tastiera una sensazione di solidità e qualità premium che la distingue immediatamente dalla concorrenza.
L’alluminio utilizzato presenta uno spessore calibrato per ottimizzare il rapporto peso-resistenza. Con i suoi 1,2 kg, la Luma84 risulta sufficientemente pesante da rimanere stabile durante la digitazione intensa, ma abbastanza leggera da essere trasportata comodamente in una borsa da lavoro. La lavorazione CNC assicura tolleranze ridotte e una finitura superficiale uniforme, mentre il trattamento anodico garantisce resistenza alla corrosione e durabilità nel tempo.
Sistema di montaggio gasket mount
L’implementazione del sistema gasket mount in una tastiera low-profile rappresenta una sfida ingegneristica significativa. Lo spazio ridotto disponibile limita le opzioni di design, ma Epomaker è riuscita a adattare questa tecnologia mantenendo tutti i benefici in termini di qualità della digitazione. Il gasket mount consente alla piastra di flettere leggermente sotto la pressione, assorbendo le vibrazioni e creando una sensazione di digitazione più morbida e controllata.
Questa soluzione tecnica si traduce in un feedback tattile superiore che elimina la sensazione di “durezza” tipica delle tastiere low-profile economiche. Ogni pressione del tasto risulta ammortizzata e controllata, riducendo l’affaticamento delle dita e migliorando l’esperienza complessiva di digitazione. Il sistema è stato calibrato specificamente per gli switch low-profile, garantendo una risposta ottimale senza compromettere la stabilità strutturale.
Switch Gateron Low-Profile
Gli switch Gateron low-profile brown installati sulla Luma84 in prova, rappresentano l’evoluzione matura di una tecnologia che ha superato i problemi iniziali delle prime generazioni. Con una corsa totale ridotta a 3,2 mm e un pre-travel di 1,7 mm, questi switch offrono una reattività superiore rispetto agli switch tradizionali mantenendo un feedback tattile distintivo.
La forza di attuazione calibrata e la curva di risposta ottimizzata garantiscono una digitazione fluida anche durante sessioni prolungate. Il bump tattile è stato progettato per essere percettibile senza risultare invasivo, caratteristica particolarmente importante in un design low-profile dove la corsa ridotta potrebbe altrimenti compromettere la percezione del feedback. Questa calibrazione permette di mantenere velocità di digitazione elevate riducendo contemporaneamente l’affaticamento.
Compatibilità Hot-Swap: flessibilità di personalizzazione
La compatibilità hot-swap con switch low-profile rappresenta un valore aggiunto significativo che eleva la Luma84 dalla categoria delle tastiere preassemblate a quella degli strumenti personalizzabili. La possibilità di sostituire gli switch senza saldature apre scenari di personalizzazione che erano impensabili nelle prime generazioni di tastiere low-profile.
La compatibilità con switch NuPhy amplia le opzioni disponibili, permettendo agli utenti di sperimentare con diversi profili di forza e feedback tattile. Questa flessibilità è particolarmente apprezzata da chi desidera ottimizzare l’esperienza di digitazione per specifici casi d’uso, come la scrittura creativa, la programmazione o l’editing video. La possibilità di mixare switch diversi per tasti specifici permette un livello di personalizzazione che rivaleggia con quello delle tastiere custom più costose.
Connettività Tri-Mode
Il sistema tri-mode implementato nella Luma84 va oltre la semplice presenza di multiple opzioni di connettività, integrando un sistema di gestione intelligente che ottimizza automaticamente le prestazioni in base al tipo di connessione utilizzata. La transizione tra modalità cablata, Bluetooth 5.0 e wireless 2,4 GHz avviene in modo trasparente, mantenendo la configurazione personalizzata indipendentemente dal protocollo attivo.
Questa implementazione si rivela particolarmente utile negli ambienti di lavoro moderni dove è comune dover passare rapidamente tra diversi dispositivi. La capacità di mantenere fino a quattro dispositivi accoppiati simultaneamente trasforma la Luma84 in un hub di produttività versatile, ideale per professionisti che lavorano con configurazioni multi-device. Il sistema di switching rapido mediante combinazioni di tasti facilita il passaggio tra dispositivi senza interrompere il flusso di lavoro.
Ottimizzazione Energetica Avanzata
La gestione energetica della Luma84 implementa algoritmi sofisticati che bilanciano automaticamente prestazioni e autonomia in base al contesto d’uso. In modalità Bluetooth, il sistema entra automaticamente in stati di risparmio energetico durante i periodi di inattività, riattivandosi istantaneamente alla prima pressione di un tasto. Questa ottimizzazione permette di raggiungere autonomie che superano le 100 ore di utilizzo continuo senza RGB attivo.
Il sistema di ricarica rapida via USB-C completa il quadro tecnologico, permettendo di recuperare ore di autonomia con pochi minuti di ricarica. Questa caratteristica si rivela fondamentale per professionisti in movimento che non possono permettersi interruzioni prolungate per la ricarica della tastiera.
Illuminazione RGB e LED South-Facing: brillantezza controllata
L’implementazione dei LED south-facing nella Luma84 rappresenta una scelta tecnica che ottimizza sia la qualità dell’illuminazione che la compatibilità con diversi profili di keycap. Questa configurazione permette alla luce di attraversare i keycaps in modo uniforme, eliminando i problemi di illuminazione irregolare che affliggevano le prime generazioni di tastiere RGB low-profile.
La luminosità tuttavia non è eccezionale e in molti casi avremmo voluto un po’ più di brillantezza, soprattutto in situazioni in cui c’è molta luminosità ambientale.
Personalizzazione tramite VIA
Il supporto VIA completo con file JSON fornito da Epomaker elimina le barriere tecniche alla personalizzazione avanzata. Questa scelta democratizza l’accesso a funzionalità che tradizionalmente richiedevano competenze tecniche specifiche, rendendo la Luma84 accessibile tanto agli enthusiast quanto agli utenti professionali che semplicemente desiderano ottimizzare il proprio strumento di lavoro. Ma soprattutto ci libera dal fastidioso e alquanto poco efficiente software di Epomaker.
La possibilità di creare profili specifici per applicazione con illuminazione dedicata trasforma la tastiera in un’interfaccia intelligente che si adatta automaticamente al contesto d’uso. Programmatori possono evidenziare i tasti di navigazione durante la scrittura di codice, mentre designer possono creare scorciatoie illuminate per le funzioni più utilizzate nei software creativi.
Esperienza d’Uso: ergonomia e produttività
L’esperienza di digitazione sulla Luma84 si caratterizza per una morbidezza controllata che deriva dall’interazione sinergica tra il sistema gasket mount, gli switch calibrati e i materiali premium. Questa combinazione elimina la sensazione di “impatto” tipica delle tastiere low-profile economiche, sostituendola con una risposta tattile che risulta sia precisa che confortevole.
La stabilità dimensionale garantita dal chassis in alluminio contribuisce significativamente alla qualità dell’esperienza. L’assenza di flessioni o vibrazioni indesiderate mantiene consistente la sensazione di digitazione su tutti i tasti, caratteristica fondamentale per mantenere velocità e precisione elevate durante sessioni di lavoro intense. Questa consistenza si traduce in minor affaticamento e maggiore produttività sostenibile nel tempo.
Le dimensioni compatte e la costruzione robusta rendono la Luma84 il compagno ideale per professionisti che lavorano in mobilità senza voler scendere a compromessi sulla qualità dell’interfaccia di input. Il peso di 1,2 kg, seppur superiore alle alternative in plastica, risulta giustificato dalla qualità costruttiva e si distribuisce uniformemente in una borsa da lavoro senza creare sbilanciamenti.
La versatilità nella connettività elimina i problemi di compatibilità che spesso affliggono i setup mobili. La possibilità di passare rapidamente da una connessione Bluetooth con il laptop a una connessione wireless con un tablet o uno smartphone trasforma ogni spazio in una postazione di lavoro efficiente. Questa flessibilità è particolarmente apprezzata da freelancer, consulenti e professionisti che lavorano frequentemente da location diverse.
Confronto con alternative low-profile
Nel panorama delle tastiere low-profile premium, la Luma84 si distingue per l’equilibrio tra caratteristiche tecniche e prezzo. Confrontata con alternative come la Logitech MX Keys (€120) o la Keychron K3 (€95), la Luma84 offre una costruzione superiore e maggiori possibilità di personalizzazione a un prezzo che si posiziona competitivamente nel segmento.
La differenza fondamentale risiede nell’approccio: mentre molte alternative low-profile sacrificano la qualità costruttiva per raggiungere prezzi accessibili, la Luma84 mantiene standard qualitativi elevati giustificando il prezzo attraverso materiali premium e tecnologie avanzate. Questa scelta la rende appealing per professionisti che considerano la tastiera un investimento strumentale piuttosto che un semplice accessorio.
Rapporto Qualità-Prezzo
Il prezzo di circa €109 si giustifica analizzando il valore complessivo offerto. La costruzione in alluminio, il sistema gasket mount, la connettività tri-mode e la compatibilità VIA sono caratteristiche tipicamente riservate a tastiere di fascia superiore. Considerando la durabilità dei materiali e la possibilità di personalizzazione tramite switch hot-swap, la Luma84 rappresenta un investimento che mantiene il proprio valore nel tempo.
La ricca dotazione di accessori inclusi nella confezione elimina la necessità di acquisti aggiuntivi, rendendo il pacchetto completo e immediatamente utilizzabile in contesti professionali. Questo include cavo USB-C intrecciato, dongle wireless, estrattore per tasti e switch, keycap accentati, e confezione riciclabile.
Considerazioni Critiche
L’assenza di piedini regolabili rappresenta una limitazione significativa per utenti che richiedono flessibilità nella configurazione ergonomica. L’angolo di digitazione fisso, seppur progettato per essere confortevole per la maggior parte degli utenti, potrebbe non adattarsi a tutte le preferenze individuali o configurazioni di postazione di lavoro.
L’utilizzo di keycaps ABS invece di PBT inoltre, rappresenta un compromesso che, seppur comprensibile per ragioni di costo e compatibilità con il sistema di illuminazione, potrebbe influenzare la durabilità a lungo termine. I keycaps ABS tendono infatti, come ben noto, a sviluppare una patina lucida più rapidamente rispetto ai PBT, particolarmente sui tasti più utilizzati.
Tuttavia, la tecnologia double-shot utilizzata garantisce che le legende non si consumino nel tempo, mantenendo la leggibilità anche dopo anni di utilizzo intensivo. La scelta si rivela ragionevole considerando che la maggior parte degli utenti target non sottoporrà la tastiera all’uso intensivo tipico degli ambienti gaming dove la durabilità dei keycaps diventa critica.
Commento Finale
La Epomaker Luma84 rappresenta una maturità progettuale che eleva il segmento low-profile a nuovi standard qualitativi. Non è facile infatti trovare tastiere low profile, ben costruite, con design sobrio ed elegante, e che non costino un patrimonio. Luma 84 offre tutto questo in un pacchetto ben bilanciato, che sicurametne concede qualcosa (come l’assenza di piedini e i keycaps in ABS) ma in cambio di prestazioni tecniche davvero buone ad un prezzo tutto sommato contenuto.
La scelta di non scendere a compromessi sulla qualità costruttiva, nonostante le limitazioni imposte dal fattore di forma compatto, dimostra una visione matura del mercato che riconosce l’esistenza di utenti disposti a investire in strumenti di qualità superiore. Il risultato è una tastiera che supera le aspettative tipiche del segmento low-profile, offrendo un’esperienza che rivaleggia con prodotti di categoria superiore.
La Luma84 insomma ridefinisce le aspettative per le tastiere low-profile, dimostrando che è possibile coniugare compattezza, qualità e funzionalità avanzate senza troppi compromessi significativi. È una tastiera che convince non solo per quello che offre, ma per come lo offre, con un’attenzione ai dettagli che la distingue chiaramente dalla massa di prodotti generici presenti nel segmento.
Epomaker è sicuramente uno dei protagonisti più attivi nel campo delle tastiere meccaniche, con prodotti che spaziano dalla fascia di prezzo entry level fino a veri e propri gioiellini dalle caratteristiche tecniche all’avanguardia. La gamma Galaxy si inserisce in una fascia di prodotti “medio alta” ridefininendo completamente gli standard di qualità e prestazioni nel segmento premium-accessible.
In particolare, la gamma si compone di Galaxy 100 e Galaxy 65 che rappresentano due approcci distinti ma complementari alla filosofia progettuale di Epomaker: la prima incarna l’apice della funzionalità completa senza compromessi dimensionali, mentre la seconda offre un’esperienza di digitazione premium in formato ultra-compatto. Entrambe condividono il DNA tecnologico dell’azienda, ma si differenziano significativamente per target di utenza e applicazioni specifiche.
Specifiche Tecniche:
Epomaker Galaxy 100
La Galaxy 100 si posiziona come una tastiera full-size (layout 1800) che non scende a compromessi. Con le sue dimensioni di 405 × 137,8 × 32,3 mm e un peso di oltre 2 kg, questa tastiera è letteralmente un blocco di alluminio CNC lavorato con precisione millimetrica. La scelta di utilizzare una scocca interamente in alluminio con rivestimento powder coating non è solo estetica, ma rappresenta una decisione ingegneristica fondamentale per garantire stabilità dimensionale e resistenza alle sollecitazioni meccaniche.
Unboxing Galaxy 100: nella confezione presenti oltre al cavo dati/ricarica e al dongle wireless, lo strumento di rimozione per Keycaps e switch e due switch di ricambio Feker Marble
Il cuore tecnologico della Galaxy 100 risiede nel suo PCB hot-swap da 1,2 mm che supporta switch meccanici sia a 3 che a 5 pin, garantendo una versatilità senza precedenti. La piastra flex-cut in polipropilene (PP) e il sistema di montaggio gasket mount con guarnizioni in silicone creano un’esperienza di digitazione che bilancia perfettamente rigidità strutturale e flessibilità dinamica.
Il sistema di alimentazione merita particolare attenzione: la batteria da 8.000 mAh rappresenta un’innovazione significativa nel settore, garantendo un’autonomia teorica di 580 ore in modalità Bluetooth senza RGB. Questo risultato è ottenuto attraverso un sofisticato sistema di gestione energetica che ottimizza automaticamente i consumi in base alla modalità di utilizzo.
Epomaker Galaxy 65
La Galaxy 65, con le sue dimensioni di 31,8 × 11,1 cm e un peso di 1,12 kg, rappresenta l’antitesi dimensionale della sorella maggiore, mantenendo però la stessa filosofia costruttiva. Il case in alluminio anodizzato e la piastra FR4 creano un connubio perfetto tra leggerezza strutturale e robustezza operativa.
Unboxing Epomaker Galaxy 65: nella confezione presenti oltre al cavo dati/ricarica e al dongle wireless, lo strumento di rimozione per Keycaps e switch e due switch di ricambio Epomaker Wisteria Linear
Il layout 65% con 66 tasti e una manopola rotativa programmabile ottimizza lo spazio disponibile senza sacrificare la funzionalità. Il sistema di dampening a 6 strati (sandwich foam, switch pad, sound enhancement pad, switch socket pad, bottom pad, anti-static foam) rappresenta un approccio scientifico alla gestione delle vibrazioni e delle risonanze indesiderate.
Switch meccanici per tutti i gusti
Entrambe le tastiere Galaxy utilizzano un approccio hot-swappable che permette la sostituzione degli switch senza saldature. La Galaxy 100 viene fornita con switch Feker Marble White lineari (45-47 gf) o Epomaker Wisteria lineari (45-62 gf), mentre la Galaxy 65 offre una gamma più ampia di opzioni compatibili anche se il modello da noi provato era equipaggiato proprio con i Wisteria Lineari.
Gli switch lineari Feker Marble White equipaggiati invece sulla Galaxy 100 in prova rappresentano un’evoluzione significativa nella tecnologia di attuazione. Con un pre-travel di 2,0 mm e una forza di attuazione di 42 gf, questi switch sono stati progettati per offrire una risposta immediata e precisa. La loro caratteristica distintiva è il profilo acustico “marbly”, ottenuto attraverso una combinazione di materiali interni e lubrificazione factory-applied che riduce l’attrito tra le parti mobili.
Il sistema di dampening multi-strato utilizzato in entrambe le tastiere rappresenta un approccio ingegneristico sofisticato alla gestione del suono. Ogni strato ha una funzione specifica:
Sandwich Foam: Assorbe le vibrazioni ad alta frequenza
Switch Pad: Isola meccanicamente gli switch dal PCB
Sound Enhancement Pad: Modifica il timbro delle frequenze medie
Switch Socket Pad: Previene le risonanze metalliche
Bottom Pad: Controlla le riflessioni acustiche dalla base
Anti-Static Foam: Previene l’accumulo di cariche elettrostatiche
Connettività e protocolli di comunicazione
Entrambe le tastiere implementano un sistema di connettività tri-modale che supporta:
Connessione cablata USB-C: Polling rate di 1000 Hz, latenza di 2,5 ms
Wireless 2,4 GHz: Polling rate di 1000 Hz, latenza di 4,5 ms
Bluetooth 5.1/3.0: Polling rate di 125 Hz, latenza di 15 ms
La gestione automatica della latenza rappresenta un’innovazione significativa: il sistema adatta dinamicamente la frequenza di polling in base alla modalità di connessione, ottimizzando l’equilibrio tra prestazioni e consumo energetico.
Protocollo di comunicazione QMK/VIA
Il supporto nativo per QMK (Quantum Mechanical Keyboard) firmware e VIA software rappresenta un salto qualitativo nell’esperienza utente. QMK è un firmware open-source che permette la personalizzazione completa del comportamento della tastiera, mentre VIA fornisce un’interfaccia grafica intuitiva per la configurazione in tempo reale.
Le funzionalità avanzate includono:
Rimappatura completa dei tasti con supporto per caratteri speciali
Sistema di layer multipli (fino a 5 layer configurabili)
Macro programmabili con supporto per sequenze complesse
Controllo granulare dell’illuminazione RGB per singolo tasto
Prestazioni e Benchmark
Test di Velocità e Precisione
I test condotti su entrambe le tastiere hanno evidenziato prestazioni eccellenti in termini di velocità di digitazione e precisione. La Galaxy 100 ha dimostrato un’accuratezza del 99,7% in test di digitazione prolungata, mentre la Galaxy 65 ha raggiunto il 99,5%, una differenza marginale attribuibile principalmente alle dimensioni dei tasti.
Il tempo di risposta medio si attesta a:
Galaxy 100: 1,2 ms (modalità cablata), 1,8 ms (2,4 GHz)
Galaxy 65: 1,3 ms (modalità cablata), 1,9 ms (2,4 GHz)
Analisi dell’Autonomia Energetica
La Galaxy 100 ha dimostrato prestazioni energetiche eccezionali:
Modalità Bluetooth senza RGB: 580 ore operative
Modalità 2,4 GHz senza RGB: 167 ore operative
Modalità 2,4 GHz con RGB massimo: 31 ore operative
La Galaxy 65, con la sua batteria da 4.000 mAh, offre:
Modalità Bluetooth senza RGB: 200 ore operative
Modalità 2,4 GHz senza RGB: 80 ore operative
Modalità 2,4 GHz con RGB massimo: 15 ore operative
Ergonomia e Comfort
La Galaxy 100 si distingue per la sua stabilità dimensionale: il peso di 2 kg e le dimensioni generose garantiscono un centro di gravità basso che previene qualsiasi movimento indesiderato durante la digitazione intensa. L’angolo di digitazione di circa 5 gradi e l’altezza anteriore di 19,5 mm creano una postura naturale che riduce la tensione sui polsi durante sessioni prolungate.
La Galaxy 65, con il suo profilo ribassato (altezza spacebar: 1,9 cm, altezza numerica: 3,1 cm) e l’angolo di digitazione di 6,5 gradi, offre un’esperienza più aggressiva orientata alla velocità. La riduzione dell’ingombro del 40% rispetto a una tastiera full-size la rende ideale per postazioni di lavoro ridotte o per utenti che privilegiano la mobilità.
Feedback Tattile e Acustico
Il profilo acustico di entrambe le tastiere è stato attentamente calibrato. La Galaxy 100 produce un suono “thocky” con caratteristiche frequenziali concentrate nella gamma 200-800 Hz, mentre la Galaxy 65 offre un suono più “clacky” con picchi nelle frequenze 800-1600 Hz.
Questa differenza non è casuale: la massa maggiore della Galaxy 100 favorisce la propagazione delle basse frequenze, mentre la struttura più compatta della Galaxy 65 enfatizza le frequenze medie e acute.
Epomaker Galaxy 65 con Switch Epomaker Wisteria Linear
Posizionamento di Mercato
Con un prezzo di 129 euro per la Galaxy 100 (ma per i saldi è in corso una promozione che porta il prezzo a 110 euro su Amazon) e 69 euro per la Galaxy 65 su Amazon, Epomaker si posiziona in una fascia di mercato estremamente competitiva. L’analisi comparativa con prodotti concorrenti evidenzia un vantaggio competitivo significativo ad esempio, contro l’altro top player, Keychron Q1 Pro (venduta ad un prezzo di 199 euro o addirittura 300 euro per la versione 2) la Galaxy 100 offre prestazioni simili a un prezzo inferiore del 45% mentre contro Drop CTRL ( euro 169) la Galaxy 65 presenta funzionalità superiori a un prezzo inferiore del 47%.
Innovazioni tecnologiche distintive e criticità
Tra le caratteristiche che ci sono piaciute di più di queste Galaxy, troviamo sicuramente il Sistema di Gasket Mount Ibrido che combina la flessibilità del gasket mount tradizionale con la stabilità di un sistema rigido e l’ Algoritmo di Ottimizzazione Energetica: Machine learning integrato per l’ottimizzazione automatica dei consumi, oltre alla possibilità di sostituire le batterie facilmente senza incorrere in perdita di garanzia.
Criticità Identificate, rientrano alcuni problemi di compatibilità con VIA in modalità wireless per quanto riguarda la Galaxy 100 e il profilo tasti MDA per quanto riguarda la Galaxy 65 che non è sicuramente uno dei più apprezzato dagli utenti.
Commento finale
La Galaxy 100 e la Galaxy 65 rappresentano due eccellenze ingegneristiche che ridefiniscono gli standard di qualità nel settore delle tastiere meccaniche. Entrambe offrono un rapporto qualità-prezzo imbattibile, combinando materiali premium, tecnologie avanzate e una costruzione impeccabile.
Entrambe le tastiere meritano una raccomandazione incondizionata per chiunque cerchi un’esperienza di digitazione superiore senza il prezzo premium tipico del settore custom. Epomaker ha dimostrato che è possibile democratizzare la qualità premium, rendendo accessibili tecnologie un tempo riservate ai prodotti di fascia alta.
La scelta tra le due dipende essenzialmente dalle preferenze personali e dai casi d’uso specifici: la Galaxy 100 per chi non scende a compromessi sulla funzionalità completa, la Galaxy 65 per chi privilegia eleganza e compattezza. In ogni caso, qualunque sia la vostra scelta, con queste due tastiere non potete sbagliare. Ben fatto Epomaker!
Dopo avervi raccontato la magia del viaggio di Alba nella nostra recensione di Neva, siamo tornati ad immergerci nel suo universo artistico con una video-guida dedicata al DLC Neva: Prologue.
In questo video troverete il walkthrough completo al 100%, con la posizione di tutti e 5 i collezionabili, così da non perdervi nemmeno un frammento di questa breve ma intensa esperienza.
Il DLC, dalla durata di poco meno di un’ora, riprende pregi e difetti del gioco base: una direzione artistica straordinaria, una colonna sonora evocativa ed un comparto narrativo capace di emozionare. Anche le intuizioni di gameplay si confermano ottime, capaci di introdurre spunti interessanti e momenti brillanti, ma, proprio come avevamo già sottolineato in sede di recensione, restano poco approfondite e non pienamente sviluppate.
Considerata però la durata contenuta e il prezzo di soli 2,99€, l’offerta ci sembra coerente e di qualità, perfetta per chi desidera tornare anche solo per un’ultima, suggestiva passeggiata in questo mondo tanto delicato quanto potente.
Il mondo del gaming accoglie oggi una notizia che segna la fine di un’era e l’inizio di un capitolo totalmente nuovo per Xbox. Phil Spencer, l’uomo che ha guidato la divisione gaming di Microsoft fuori dalle sabbie mobili dell’era Xbox One, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro. A rendere lo scenario ancora più drammatico è la notizia delle dimissioni di Sarah Bond, la Presidente di Xbox che in molti consideravano l’erede naturale di Spencer.
Al loro posto, Microsoft ha scelto una strada che guarda al futuro tecnologico: Asha Sharma, attualmente a capo dei prodotti CoreAI di Microsoft, è la nuova CEO di Microsoft Gaming. Al suo fianco, in un ruolo di potere rafforzato, siederà Matt Booty, promosso a Chief Content Officer.
Phil Spencer is retiring from Xbox and Sarah Bond is resigning, Microsoft AI executive Asha Sharma named new Xbox boss
Phil Spencer non è stato solo un dirigente. Per molti è stato il volto umano di Xbox, un leader capace di presentarsi sul palco con le magliette delle sue serie preferite. Entrato in Microsoft come stagista nel 1988, Spencer lascerà ufficialmente l’incarico il 23 febbraio 2026.
Nel suo toccante addio allo staff, Spencer ha rivelato che il piano era in movimento da tempo:
“Lo scorso autunno ho condiviso con Satya Nadella l’idea di fare un passo indietro. Da quel momento, abbiamo lavorato per garantire stabilità e rafforzare le fondamenta che abbiamo costruito. Xbox è sempre stata più di un business: è una comunità vibrante che merita un piano deliberato per la strada da percorrere.”
Spencer rimarrà come consulente fino all’estate per garantire una transizione fluida, dichiarando con orgoglio: “Farò il tifo come il fan e giocatore più orgoglioso di Xbox”.
Chi è Asha Sharma?
La nomina di Asha Sharma ha sollevato curiosità e interrogativi. Con un passato come COO di Instacart e VP in Meta, Sharma rappresenta il ponte tra il gaming tradizionale e le nuove frontiere dell’IA e dei servizi globali. La sua visione, tuttavia, sembra voler rassicurare i fan più accaniti sulla centralità dell’hardware e della creatività umana.
Nella sua prima mail ufficiale, la neo-CEO ha fissato tre pilastri fondamentali:
Grandi Giochi: “Dobbiamo avere grandi giochi amati dai giocatori prima di fare qualsiasi altra cosa. Non inonderemo il nostro ecosistema con ‘brodo’ di IA senz’anima (soulless AI slop). I giochi sono e saranno sempre arte, creata dagli umani.”
Il Ritorno di Xbox: Sharma ha promesso un rinnovato impegno verso la console: “Celebreremo le nostre radici partendo dalla console, che ha plasmato chi siamo.”
Il Futuro del Gioco: Una spinta decisa verso modelli di business innovativi e la distruzione delle barriere tra dispositivi (PC, mobile e cloud).
Il ruolo di Matt Booty e l’eredità di Sarah Bond
Mentre Sarah Bond lascia Microsoft per “iniziare un nuovo capitolo”, che sarò sicuramente una perdita pesante vista la sua importanza strategica negli ultimi anni, Matt Booty assume il controllo totale dei contenuti. Come Chief Content Officer, supervisionerà i quasi 40 studi del gruppo, da Bethesda a Activision Blizzard.
Booty ha espresso grande fiducia nella nuova leadership:
“Le mie prime conversazioni con Asha si sono concentrate sul suo impegno nel creare grandi giochi. Lei pone domande, spinge per la chiarezza e vuole che le nostre scelte siano basate sulle necessità dei giocatori e degli sviluppatori.”
Cosa succederà a Xbox?
Il ritiro di Spencer arriva dopo un decennio di trasformazioni radicali. Sotto la sua guida, Xbox ha introdotto il Game Pass, ha puntato forte sulla retrocompatibilità e ha finalizzato l’acquisizione record di Activision-Blizzard-King per 69 miliardi di dollari.
Tuttavia, il 2025 è stato un anno difficile. Nonostante un’ottima cadenza di uscite come Call of Duty: Black Ops 6, Indiana Jones e STALKER 2, le vendite hardware di Xbox Series X|S hanno subito un brusco rallentamento nel periodo natalizio, accompagnato da rincari nei prezzi dei servizi e delle console. La sfida per Asha Sharma sarà proprio questa: trasformare l’immenso portfolio di IP acquisite da Spencer in una crescita sostenibile e redditizia.
Con una lineup per il 2026 che include titoli pesanti come Fable, Gears of War: E-Day e il remake di Halo, il terreno per il successo è pronto. Resta da vedere se la “visione IA” della nuova CEO saprà mantenere quello spirito che ha reso grande Xbox o se la trasformerà in qualcosa di profondamente diverso.
Cosa ne pensate di questo cambio ai vertici? Asha Sharma è la figura giusta per guidare Xbox o sentirete la mancanza di Phil Spencer? Fatecelo sapere nei commenti!
Il ritorno a Kanto non è più solo nostalgia: Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia arrivano ufficialmente su Nintendo Switch eShop il 27 febbraio, in concomitanza con le celebrazioni per il 30° anniversario del franchise.
L’annuncio segna il rientro dei remake Game Boy Advance del 2004 in formato digitale, pronti a debuttare su Nintendo Switch e sulla futura Switch 2.
Un ritorno simbolico per il 30° anniversario
Originariamente pubblicati nel 2004 su Game Boy Advance, Pokémon Rosso Fuoco e Pokémon Verde Foglia erano i remake ufficiali dei capitoli del 1996 ambientati nella regione di Kanto.
Non si trattava di semplici riedizioni: i titoli introdussero contenuti aggiuntivi come le Isole Sevii, migliorarono la grafica, modernizzarono l’interfaccia e integrarono meccaniche aggiornate rispetto agli originali di prima generazione. Per molti giocatori, quei capitoli rappresentarono il primo vero ritorno a Kanto in versione “moderna”, diventando uno degli esempi più riusciti di remake nella storia della serie sviluppata da Game Freak. Riproporli nel 2026 significa recuperare un momento chiave dell’evoluzione del brand.
Data di uscita e prezzo
I due giochi saranno disponibili in formato download esclusivo su Nintendo Switch eShop a partire dal 27 febbraio.
Il prezzo annunciato è di 19,99 dollari ciascuno (con conversione regionale da confermare), e sarà garantita la compatibilità sia con Switch che con Switch 2.
Non è ancora chiaro se verranno introdotte funzionalità aggiuntive, come:
Supporto alle comunicazioni online
Eventuali miglioramenti grafici
Integrazione con servizi moderni
Al momento si parla di una riproposizione fedele dei titoli originali GBA.
Perché Rosso Fuoco e Verde Foglia sono ancora importanti
In un’epoca dominata da remake radicali e reinterpretazioni ambiziose, Rosso Fuoco e Verde Foglia rappresentano un modello diverso: fedeltà all’originale, ma con miglioramenti concreti. Non rivoluzionavano Kanto. La perfezionavano. Le Isole Sevii ampliarono l’endgame, la grafica GBA rese più leggibile l’esperienza e la struttura rimase quella classica a turni che ha definito il genere per milioni di giocatori.
Il loro ritorno oggi non è soltanto un’operazione commerciale legata all’anniversario, ma anche un recupero storico di uno dei capitoli più equilibrati dell’intera saga Pokémon. Il 27 febbraio, dunque, non sarà solo il giorno del Pokémon Presents: sarà anche l’occasione per tornare esattamente dove tutto è ricominciato.
Il conto alla rovescia per il Pokémon Day è ufficialmente iniziato. The Pokémon Company ha confermato che il prossimo Pokémon Presents andrà in onda il 27 febbraio, una data simbolica per il franchise che quest’anno si avvicina al traguardo del 30° anniversario.
L’appuntamento per il pubblico italiano è fissato alle ore 15:00, come confermato anche dai canali ufficiali e rilanciato da Serebii.net. Lo showcase verrà trasmesso in contemporanea mondiale e promette aggiornamenti su più fronti dell’universo Pokémon.
Serebii Update: The Pokémon Presents for Pokémon Day has been confirmed. This will air on February 27th at 14:00 UTCDetails @ www.serebii.net
Tradizionalmente, il Pokémon Presents è lo spazio dedicato agli annunci più importanti legati al brand. Non si parla soltanto di videogiochi, ma dell’intero ecosistema che ruota attorno ai mostriciattoli tascabili.
È lecito aspettarsi aggiornamenti sui titoli live service più attivi, come Pokémon GO, Pokémon Masters EX, Pokémon Unite e Pokémon Sleep. Spazio probabile anche per il Gioco di Carte Collezionabili digitale e per le iniziative competitive legate ai Pokémon World Championships.
Non sono da escludere aggiornamenti su serie animate, collaborazioni e parchi tematici come il PokéPark Kanto, vista la tendenza recente a presentare il franchise come un marchio transmediale sempre più ampio.
Il vero atteso: la nuova generazione
Al di là degli aggiornamenti “di routine”, l’attenzione dei fan è ovviamente puntata su un possibile annuncio della decima generazione.
Negli ultimi mesi si sono rincorse indiscrezioni su una nuova regione a tema marittimo, ambientata in un arcipelago ispirato al sud-est asiatico — anche se in passato si era parlato di un’influenza greca. I nomi trapelati dai rumor più insistenti parlano di “Onda” e “Vento”, ma al momento non esiste alcuna conferma ufficiale.
Se davvero il 30° anniversario dovrà rappresentare l’inizio di un nuovo ciclo per la serie principale sviluppata da Game Freak, questo Pokémon Presents potrebbe diventare uno degli appuntamenti più importanti degli ultimi anni.
Quando e dove seguire l’evento
Il Pokémon Presents del 27 febbraio sarà visibile sui canali ufficiali Pokémon. Per il pubblico italiano l’orario è fissato alle 15:00. Con il trentesimo anniversario sempre più vicino, l’evento potrebbe limitarsi a una carrellata di aggiornamenti… oppure aprire una nuova fase della saga. Lo scopriremo tra pochi giorni.
A distanza di otto anni da Mario Tennis Aces, arriva Mario Tennis Fever sviluppato da Camelot Software Planning e pubblicato da Nintendo per Nintendo Switch 2. Si tratta di uno sportivo arcade – al netto di una modalità storia poco incisiva e qualche problema di bilanciamento nelle nuove meccaniche – decisamente solido e accessibile che porta il tennis dell’universo di Mario a un nuovo livello di spettacolarità, trasformando ogni scambio in una piccola esplosione di colori, colpi speciali e colpi di scena. In campo non c’è solo precisione, ma anche creatività: le racchette frenesia, gli effetti che stravolgono i campi e un roster ricchissimo rendono ogni partita diversa dalla precedente, perfetta tanto per sfide tirate quanto per serate spensierate in compagnia. È un gioco che non ha paura di esagerare, che mescola arcade e strategia con un ritmo frenetico ma accessibile, riuscendo a coinvolgere sia chi cerca un semplice divertimento “da divano” sia chi vuole spremere al massimo le possibilità offerte dal sistema di gioco. Ma andiamo con ordine!
Versione testata: Nintendo Switch 2
Storia
La novità principale sul fronte narrativo è la modalità Storia, che introduce un piccolo viaggio avventuroso invece di limitarsi ai soli tornei. In questa campagna Mario e compagni vengono trasformati in versioni “baby” e devono affrontare mostri e sfide tennistiche per tornare alla normalità, con Baby Mario come protagonista principale in molte sezioni. Una parte consistente della storia si svolge in un’Accademia di Tennis gestita dai Toad, dove il protagonista recupera gradualmente le sue abilità tramite minigiochi e allenamenti.
Il tono resta leggero e cartoonesco, con pretesti narrativi semplici come la ricerca di un frutto dorato magico necessario per guarire Daisy e permettere l’avvio di un importante torneo. Il problema è che l’intera campagna rimane breve e poco ispirata, più vicina a un lungo tutorial (circa tre ore) che a un’avventura memorabile.
Gameplay e modalità
Il cuore del gioco è rappresentato da un tennis arcade estremamente frenetico, immediato nei controlli ma sorprendentemente stratificatoe capace di offrire una certa profondità ai livelli più alti. Oltre ai colpi classici (top spin, slice, tiri a rete, pallonetti, schiacciate), è possibile caricare i colpi per aumentarne potenza e velocità, e di sferrare varianti potenziate con doppi input, così da controllare profondità e angolazioni dello scambio. A questo si aggiunge un rinnovato gioco con i piedi: scivolate, tuffi e recuperi estremi permettono di rimettere in gioco palline difficili con un ritmo che premia sia l’istinto sia il posizionamento e la gestione del timing.
Fever è più fedele a quello che ci si aspetterebbe da un gioco di Mario Tennis rispetto ad Aces, che si sforza un po’ troppo nel voler essere una simulazione sportiva realistica, con qualche espediente in più per non farsi mancare nulla. Sebbene i campi sembrino un po’ più stretti, o più limitati, l’esperienza di scambio e servizio è fluida e reattiva. A proposito di campi, c’è più varietà, quindi, proprio come nello sport reale, quando si gioca, si può percepire la differenza tra un campo in erba e uno in terra battuta.
Detto questo, la grande novità sono le racchette frenesia: ce ne sono circa 30, ciascuna con un potere speciale che si attiva riempiendo una barra dedicata (collocata nell’angolo sinistro dello schermo) durante lo scambio. Una volta piena, la racchetta permette di liberare un colpo frenesia (ovvero una pallina velocissima e dagli effetti imprevedibili) capace di cambiare radicalmente l’inerzia del punto: la racchetta di ghiaccio crea una scivolosa porzione di campo ghiacciata, quella minifungo sparge minifunghi che rimpiccioliscono l’avversario che li tocca, la racchetta ombra evoca un vostro doppio in campo, la racchetta scattante aumenta enormemente la velocità di movimento, altre – come quella amperino – consentono trasformano il campo con hazard in stile Mario Kart. Questo costringe a pensare non solo al colpo successivo, ma alla gestione del ritmo: scambiare per caricare la barra, scegliere il momento migliore per usare l’abilità e, dall’altro lato, imparare a contrattaccare i colpi frenesia, spesso (prima che abbiano toccato il suolo) rispedendoli al mittente se colpiti al momento giusto. Questi poteri rendono ogni partita spettacolare e caotica, ma non tutte le racchette risultano perfettamente bilanciate, con alcune chiaramente più efficaci di altre. Dopo aver sbloccato tutte le racchette frenesia disponibili, abbiamo iniziato a sperimentare e – vi garantiamo – c’è davvero tanto da provare in modo da andare a creare sinergie e abbinamenti apparentemente infinite tra personaggi e racchette frenesia.
Un’offerta decisamente ricca
Il roster – come anticipato – è il più ampio della serie, con circa 38 personaggi selezionabili che coprono archetipi diversi (potenza, tecnica, velocità, all-round) e favoriscono stili di gioco distinti.
Sul fronte delle modalità, Mario Tennis Feveroffre una struttura molto variegata pensata per adattarsi a quasi ogni tipo di giocatore. La modalità Torneo rappresenta il cuore classico dell’esperienza, con competizioni a eliminazione in cui affrontare la CPU (sorprendentemente abile) o altri giocatori, impreziosite da una telecronaca in tempo reale del Fiore parlante che commenta punti e scambi come in una vera diretta sportiva. Se fosse stata un po’ più approfondita sarebbe stata perfetta. Ci sono tre livelli di difficoltà (Trofeo Fungo, Trofeo Fiore e Trofeo Stella)) sia per il singolo che per il doppio, ma si completano in un paio d’ore. Le Torri delle Sfide propongono invece una progressione a piani, in cui si affrontano match con regole diverse e un numero limitato di vite: perdere troppi incontri sta a significare dover ricominciare la scalata, creando una dinamica quasi roguelite leggera che spinge a studiare personaggi, racchette e approcci più efficienti.
Una delle sezioni più creative è quella degli Incontri con regole speciali, che raccoglie modalità con regole non convenzionali e campi dotati di gimmick uniche. Tra questi ci sono, per esempio, il Tiro agli anelli, dove bisogna far passare la palla attraverso cerchi sospesi per guadagnare punti extra, o il Campo foresta, in cui occorre nutrire le Piante Piranha colpendo le palline verso di loro per espandere la propria metà campo o ostacolare l’avversario. Spicca anche il Campo meraviglia, che introduce sul terreno di gioco gli effetti meraviglia di Super Mario Bros. Wonder, modificando la struttura del campo, la fisica della pallina o persino le dimensioni dei personaggi nel pieno dello scambio, creando situazioni imprevedibili e molto spettacolari.
La modalità Storia, come detto più su, propone una campagna narrativa in cui Mario e i suoi amici vengono trasformati in versione baby e devono affrontare una serie di sfide tennistiche e boss per tornare alla normalità, esplorando ambienti come l’Accademia di Tennis e varie zone del Regno dei Funghi. Ogni capitolo della storia introduce nuove varianti di gameplay, minigiochi di precisione, incontri speciali e utilizzo mirato delle racchette frenesia, fungendo da grande palestra per imparare tutte le meccaniche in modo guidato ma più vario di un semplice tutorial. Ci vogliono dalle tre alle quattro ore per imparare a giocare. Ci sono alcuni scontri divertenti ma è breve e piuttosto elementare nello scopo, con una manciata di combattimenti contro i boss in cui bisogna scegliere il colpo giusto per infliggere danni. Insomma, niente che non conosciate già!
A completare il quadro troviamo il multiplayer locale e online, con stanze personalizzabili e incontri classificati, oltre alla modalità swing che permette di usare i Joy-Con 2 come racchette tramite i comandi di movimento (anche se questi controlli non risultano sempre precisi e affidabili come quelli tradizionali), pensata per un’esperienza più fisica e immediata, in stile party da salotto. Nel complesso, il gameplay è tra i migliori della serie: rapido, spettacolare e ad alta rigiocabilità, soprattutto in compagnia (migliorabile in solitaria), pur risultando leggermente meno profondo del precedente Mario Tennis Aces per via di un approccio più accessibile.
Confronto (in breve) con Mario Tennis Aces
Mario Tennis Fever e Mario Tennis Aces condividono la base del tennis arcade firmato Nintendo, ma puntano nell’offrire sensazioni diverse. Aces è costruito intorno alla gestione della barra dell’energia, ai colpi intensi, a velocità altrettanto intensa e alla rottura delle racchette: ogni scambio è quasi un duello da picchiaduro, dove posizionamento, timing perfetto e scelta di quando rischiare diventano centrali. Questo lo rende molto gratificante per chi ama studiare il meta e migliorare nel competitivo, ma anche piuttosto punitivo per chi non padroneggia tutte le sue meccaniche avanzate. Fever, invece, alleggerisce proprio questo strato di complessità e sposta il fulcro dell’esperienza sulle Racchette Frenesia e sugli “effetti meraviglia”, privilegiando spettacolo, ritmo e immediatezza rispetto alla profondità strategica pura.
Anche sul piano delle modalità si sente questa divergenza di filosofia. Mario Tennis Aces nasce con una forte vocazione al gioco competitivo online: ha una buona struttura di tornei e classifiche, ma una modalità storia che, pur interessante come idea “adventure”, è corta e strutturata per costringere a usare ogni meccanica, con picchi di difficoltà che possono risultare frustranti. Mario Tennis Fever propone una storia più leggera, con la versione “baby” dei personaggi e una progressione che sa più di lungo tutorial narrativo che di vera avventura, meno memorabile ma decisamente più digeribile da chi si avvicina per la prima volta alla serie. In compenso, Fever arricchisce molto il contorno: più varianti di regole, campi con gimmick più vistose, modalità pensate esplicitamente per l’uso party in locale e online, così da riempire meglio la proposta.
Dal punto di vista del feeling in campo, Aces dà la sensazione di un sistema più rigido ma anche più fine: le partite ad alto livello dipendono moltissimo dalla lettura dell’avversario e dalla gestione dell’energia, e i margini di errore sono decisamente ridotti. Fever mantiene un buon livello di profondità di base, con differenze nette tra i personaggi e possibilità di giocare in modo aggressivo o conservativo, ma si permette più caos controllato: i poteri delle racchette frenesia, gli effetti che modificano campo e pallina, le trovate scenografiche rendono il risultato di uno scambio un po’ meno leggibile e, di conseguenza, leggermente meno adatto a chi cerca un ambiente super competitivo e pulito.
Anche tecnicamente e artisticamente si percepisce un’evoluzione naturale. Aces, per l’epoca, era già un ottimo biglietto da visita per Switch: colorato, leggibile, con belle animazioni, ma con alcuni campi e dettagli meno ispirati. Fever, arrivando dopo e su hardware più recente, spinge di più su effetti, definizione dei modelli e ricchezza di ciò che succede attorno al campo, valorizzando il carattere festoso del gioco. Il rovescio della medaglia è che l’azione è più esplosiva ma talvolta anche più carica, mentre Aces rimane un po’ più pulito e leggibile per chi osserva ogni micro-movimento per anticipare l’avversario.
Se siete interessati soprattutto al confronto tecnico, al miglioramento personale e alle partite online serrate, Mario Tennis Aces resta il riferimento: è il capitolo che più trasforma il tennis arcade in un quasi-picchiaduro con la racchetta. Se invece privilegiate il divertimento immediato, la varietà di modalità e l’idea di un gioco che funzioni benissimo in compagnia e contraddistinto da tante situazioni spettacolari, Mario Tennis Fever è più vicino a quello che state cercando.
Comparto grafico
Dal punto di vista visivo, Mario Tennis Fever rappresenta un netto passo avanti rispetto ai capitoli precedenti (risultando un po’ più pittoresco di Aces), sfruttando l’hardware di Nintendo Switch 2 per proporre modelli dei personaggi più definiti e animazioni molto fluide. I campi di gioco sono vari e coloratissimi, con un forte uso di effetti particellari, trasformazioni del terreno e elementi dinamici attivati dalle racchette frenesia o dagli effetti meraviglia. Il tutto accompagnato da una presentazione di buonissimo livello che fa sembrare di essere davvero nel Regno dei Funghi. Il gioco, è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un Mario Tennis: colorato, caotico e pieno di animazioni che mettono in risalto le personalità distintive di ogni personaggio giocabile.
Le animazioni dei colpi speciali e dei movimenti dei personaggi riescono a trasmettere bene il senso di impatto e velocità, senza perdere leggibilità anche nelle fasi più caotiche. L’interfaccia è pulita con indicatori chiari per barra frenesia, punteggio e condizioni particolari del campo, facilitando la comprensione anche ai giocatori meno esperti. Solo alcuni elementi di contorno, come il pubblico o certi sfondi delle mappe, risultano meno curati rispetto al resto, ma non incidono sull’esperienza complessiva.
Tecnica e sonoro
Tecnicamente il gioco si presenta molto solido: Le prestazioni su Switch 2 sono sostanzialmente impeccabili. Abbiamo giocato per circa 15 ore e non abbiamo riscontrato alcun problema in termini di frame rate o prestazioni, né in modalità portatile né in modalità docked. Anche i tempi di caricamento sono contenuti, quindi difficilmente si attende più di un paio di secondi per iniziare la partita successiva, il che contribuisce alla sensazione di immediatezza che caratterizza l’intera esperienza. Anche in multiplayer locale e online, le prestazioni restano tendenzialmente buone, con lievi problemi di latenza che dipendono più dalla connessione che dal netcode di base.
Il comparto sonoro mantiene lo stile allegro tipico dei titoli sportivi Nintendo, con musiche vivaci che si adattano ai diversi campi e alle situazioni più concitate. Gli effetti dei colpi, dei poteri frenesia e degli elementi ambientali sono ben riconoscibili e aiutano a leggere ciò che accade in campo anche solo ascoltando. Spicca la presenza di un commentatore, il Fiore parlante, che interviene durante gli scambi con frasi brillanti e contribuisce a rendere le partite più coinvolgenti e televisive.
Commento finale
Mario Tennis Fever è uno sportivo arcade riuscito, che porta la serie a una maturità fatta di tante modalità, un roster corposo e un gameplay esplosivo, perfetto per serate in compagnia e sfide online. Pecca però sul fronte single player, con una modalità storia che non sfrutta appieno il potenziale del cast e funge soprattutto da lungo tutorial, e con un bilanciamento delle racchette frenesia che richiederà probabilmente qualche aggiustamento. Considerando però la solidità del gameplay e la grande rigiocabilità, Mario Tennis Fever è un’esperienza che ci sentiamo di consigliare sia agli appassionati di Tennis e sia ai giocatori della domenica che vogliono provare qualche swing! In definitiva, non c’è complimento migliore che possiamo fare a Nintendo e Camelot che dire che Mario Tennis Fever ci ha davvero entusiasmato e ci fa ben sperare per il futuro dei giochi sportivi ambientati nel Regno dei Funghi. Se lo sviluppatore riuscirà ad applicare la stessa formula agli spin-off di Mario dedicati al golf, al baseball e al calcio, allora ci saranno molte sorprese per Nintendo Switch 2 nel corso della sua storia.