La storia dietro lo sviluppo di Devil May Cry 5 è quello che potremmo definire un’eterna indiscrezione, un articolo di qualche giorno fa ha ripreso una rivelazione del doppiatore di Virgil, potrete leggerlo qui.
Utilizzando il celebre sistema whois (tool creato per scoprire info su domini o indirizzi IP), i “topi della rete” hanno scoperto che il dominio DevilMayCry5.com è stato registrato lo scorso 17 Maggio da uno sconosciuto sotto il Registrar Onamae.
Gematsu aggiunge che sono stati registrati sotto il medesimo Registrar anche i domini per il sesto, ottavo e nono episodio, Devil May Cry 7 invece è registrato presso un altro. Il dominio dedicato al quinto episodio è su differenti server rispetto agli altri.
Alla celebre ed importantissima fiera losangelina manca sempre meno tempo, e finalmente scopriremo quali carte Capcom giocherà.
Quando il primo capitolo del franchise Vermintide comparve sugli scaffali, oramai più di tre anni fa, fu in grado in pochissimo tempo di incontrare l’interesse e l’entusiasmo di critica e pubblico, grazie alla capacità di mescolare le magnifiche ambientazioni di Warhammer con un gameplay a metà strada tra un FPS e un RPG. Tuttavia, la sostanziale ripetitività del gameplay e dell’impianto scenico (ambientazioni e varietà dei nemici ridotte all’osso) che, nel complesso, ci erano sembrati un po’ low budget, ci avevano fatto concludere per un giudizio finale solo in parte positivo, nel quale però era evidente un certo disappunto per il non essere riusciti a sfruttare fino in fondo le grandi potenzialità del titolo.
Come abbiamo detto, però, il titolo soprattutto dal punto di vista commerciale è stato molto apprezzato dal pubblico e questo ha spinto lo sviluppatore Fatshark a proporre un secondo capitolo che, ve lo anticipiamo subito, sfrondato dagli elementi che meno ci erano piaciuti del primo capitolo e arricchito da nuove meccaniche di gioco che lo rendono molto più profondo, acquista nuova linfa vitale presentandosi come uno dei titoli più interessanti della stagione.
La caduta di Ubersriek
Come per il precedente capitolo, la base narrativa costituisce più un pretesto per sfasciare teste che un vero e proprio elemento qualificante del gioco, che fa della frenesia e del combattimento la sua principale caratteristica.
L’ambientazione è ancora una volta Ubersriek. Grey Seer Rasknitt è riuscito a catturare i cinque eroi protagonisti del primo capitolo e la città senza la loro protezione è caduta nelle mani degli Skaven. Rasknitt ha ordinato nel frattempo la costruzione di un portale dimensionale che permetta ai suoi alleati di attraversarlo. Approfittando del malfunzionamento del portale stesso, però, il nostro alter ego riuscirà a liberarsi e a liberare i suoi quattro amici. Nei panni di uno dei cinque eroi, il mercenario Markus Kruber, l’ elfa Kerillian, il nano Bardin Goreksson, la sacerdotessa del fuoco Sienna Fuegonasos e il cacciatore di streghe Victor Saltzpyre, dovrete farvi strada tra orde di Skaven e un nuovo temibile nemico rappresentato dalle forze del Chaos e il loro campione Bödvarr Ribspreader, con cui gli Skaven hanno stipulato il patto di sangue.
Proprio l’alleanza con le forze del Chaos dà modo al titolo di superare la più grande limitazione del primo capitolo, ossia l’assenza di un bestiario variegato di nemici. In Vermintide 2 vi troverete di fronte oltre a nuovi nemici umanoidi, anche a numerosi nuovi boss come lo Stormfiend che sputa gas tossico, il Bile Troll che vomita bile velenosa e gli Spawn del Caos, mostri informi il cui unico desiderio è masticarvi con la loro enorme bocca che occupa in pratica tutta la testa. La presenza di questi nuovi nemici, orde del nord della tribù Norsca, è resa possibile dallo Skittergate, un portale che permette alle orde del chaos di teletrasportarsi sul vostro cammino.
Gameplay
Il nuovo ricco bestiario si accompagna ad un combat system rinnovato. Ciascun eroe è dotato come in precedenza di un’arma dalla distanza e di una per il corpo a corpo. Sono presenti inoltre altri tre slot, con i quali sarà possibile equipaggiare i nuovi accessori raccolti di volta in volta durante il gioco. Ciascun personaggio dispone poi di un’abilità passiva e di un’abilità carriera. Nel corso del gioco avrete la possibilità, crescendo di livello (livello 7 e poi livello 12), di sbloccare complessivamente tre sottoclassi (specializzazioni) per ogni eroe, ciascuna di esse in grado di potenziare il vostro arsenale con armi uniche e bonus. Ciascuna sottoclasse ha un’ulteriore abilità passiva ed una carriera. Altra novità del gioco è la possibilità di sbloccare i talenti, ogni volta che salirete di livello di 5 punti (fino al level cap di 30): ogni talento vi permette di scegliere 3 diverse abilità aggiuntive, che sarà possibile comunque alternare nel corso del gioco nella lobby. Ogni talento è specifico per l’eroe scelto e vi darà la possibilità, ad esempio, di trasportare più munizioni, di attaccare più velocemente nel corpo a corpo, di aumentare la vostra stamina e via discorrendo.
La profondità del gameplay garantita dalle sottoclassi viene ulteriormente ampliata dalle possibilità di looting e dalla varietà di accessori quali amuleti ed armi esotiche, rilasciati in maniera assolutamente random nel corso del gioco. Gli accessori che è possibile guadagnare dagli scontri appartengono a tre diverse categorie e si distinguono per livello di rarità. Alcuni vi permetteranno di aumentare il vostro livello di salute, altri di potenziare i vostri attacchi, altri ancora di rendere più veloci i vostri movimenti per un certo periodo di tempo. Il vostro loot, inoltre, sarà diverso a seconda della difficoltà della mappa e dal livello del vostro personaggio. In definitiva si tratta di un ulteriore elemento che vale a offrire incredibili possibilità di customizzazione del vostro personaggio.
Proprio questa estrema personalizzazione e specializzazione dei personaggi, rende necessaria per il completamento dei livelli una estrema attenzione alla cooperazione e alla pianificazione delle battaglie. Vogliamo dire che lanciarsi nella mischia con un personaggio le cui specializzazioni sono il combattimento dalla distanza o le arti magiche, equivale a morte certa. Questo ci porta a parlare della longevità del titolo. Vermintide 2, ai livelli di difficoltà più alti (quattro in totale), offre un buon livello di sfida che appagherà anche i player più smaliziati. Inoltre la possibilità di creare diverse build e di ottenere ricompense sempre diverse affrontando i livelli con diverso “layout” di personalizzazione, offre una discreta rigiocabilità al titolo.
Dal punto di vista dei comandi, Vermintide 2 è uno di quei titoli in cui sentirete concretamente il peso dell’arma utilizzata. Non tutte le armi rispondono alla stessa maniera e, di conseguenza, ciascun personaggio avrà un feeling differente e sarà necessario un certo tempo di apprendimento per imparare a padroneggiarne le abilità. Essendo tantissime le armi che potrete utilizzare, si tratta di un percorso di apprendimento lungo.
Qualche volta, però, il gioco fa di tutto per diventare più complicato del necessario e in alcuni frangenti, quando il gioco vi mette di fronte a orde di Skaven, la tendenza allo “smashbutton ignorante” è fortissima. Stesso discorso per la parte RPG e di crafting non sempre chiarissima, in quanto manca, ad esempio, una lista delle caratteristiche delle armi che avrebbe fatto sicuramente molto comodo.
Tecnica
Dal punto di vista tecnico, Warhammer: Vermintide 2 non delude affatto, offrendoci uno scenario ricco e dettagliato e le atmosfere tipiche della serie Warhammer. A brillare in modo particolare sono le ambientazioni di gioco, estremamente dettagliate e rese ancora più suggestive da un ottimo sistema di illuminazione. Dal punto di vista del level design, inoltre, le tredici mappe disponibili offrono situazioni sempre diverse e una discreta varietà di elementi che è possibile sfruttare per proseguire.
Il dettaglio poligonale dei personaggi e la caratterizzazione dei nemici sono sempre molto alti e, nonostante l’elevato numero di nemici a schermo, inoltre, il motore Bitsquid raramente è messo in difficoltà. Abbiamo provato il gioco su due diverse configurazioni: con la prima High End (Intel i7 7820X, 16GB di RAM, GTX 1080 Ti), il gioco risultava fluido anche in 4K a 60 fps e dettagli su Estremo. Nella seconda, mid range (Ryzen 2200G, 16GB di RAM, GTX 1070 Ti), siamo riusciti ad ottenere le medesime prestazioni in 2K e dettagli Estremi. Il gioco quindi risulta decisamente ben ottimizzato, offrendo anche la possibilità di utilizzare le DirectX 12 anzichè le 11, con un piccolo miglioramento prestazionale.
Multiplayer e community mods
I giocatori hanno la possibilità di invitare altri compagni nella propria lobby e affrontare insieme le orde di Skaven. La coop è ben gestita grazie anche ad una ben congegnata voice chat, la cui unica pecca sta nell’impossibilità di individuare il personaggio che sta parlando. Decisamente interessante poi la community che si sta sviluppando intorno al titolo, che è stata capace di fornire alcune mod davvero interessanti utili a migliorare ulteriormente l’esperienza di gioco.
Conclusioni e giudizio
Il primo capitolo del gioco, nonostante alcuni interessanti spunti, non ci aveva entusiasmati più di tanto. Con Vermintide 2, tuttavia, siamo di fronte ad un titolo incredibilmente interessante che riesce a superare tutti i difetti del primo e ad offrire uno degli FPS più divertenti in circolazione. Con un gameplay cruento e frenetico, un buon carisma dei personaggi, l’estrema personalizzazione ed un buon comparto tecnico, non possiamo che consigliarlo non soltanto a coloro che hanno apprezzato il primo capitolo, ma anche a tutti coloro che sono alla ricerca di un FPS fresco e brutale.
Warhammer: Vermintide 2
8.5 / 104News.it
Disponibile suPC
Pro
- Gameplay profondo e strutturato- Ambientazioni suggestive e varie- Motore grafico ben ottimizzato- Supportato da un’ottima community di modders
Contro
- Un po’ confusionario nelle parti RPG- Trama solo di contorno
Riassunto
Il primo capitolo del gioco, nonostante alcuni interessanti spunti, non ci aveva entusiasmati più di tanto. Con Vermintide 2, tuttavia, siamo di fronte ad un titolo incredibilmente interessante che riesce a superare tutti i difetti del primo e ad offrire uno degli FPS più divertenti in circolazione. Con un gameplay cruento e frenetico, un buon carisma dei personaggi, l'estrema personalizzazione ed un buon comparto tecnico, non possiamo che consigliarlo non soltanto a coloro che hanno apprezzato il primo capitolo, ma anche a tutti coloro che sono alla ricerca di un FPS fresco e brutale.
Un breve video che ci mostra come procedono i lavori di rimasterizzazione!
Poche ore fa Activision e Toys for Bob, hanno pubblicato su Twitter, il primo video di gameplay per Spyro Reignited Trilogy.
Il filmato in questione dura circa 20 secondi e mostra Spyro alle prese con alcuni nemici sulla Collina Pietrosa (Stone Hill), uno dei livelli di Spyro the Dragon.
Torna, in pompa magna, il caposaldo firmato FromSoftware che fu pietra miliare di un genere da troppi snobbato.
Versione testata: PlayStation 4
Era il lontano 5 febbraio 2009, molta gente ancora stava transitando da Playstation 2 a Playstation 3, e, nel frattempo, in Giappone usciva un titolo di tutto rispetto: Demon’s Souls. Subito colpì il pubblico e la critica; vuoi per la sua difficoltà sopra la media, vuoi per una storia e un passato raccontato in maniera alternativa, il titolo fece presto breccia nel cuore di appassionati e non. Due anni più tardi, FromSoftware rilasciò Dark Souls, una versione “migliorata” del suo precedente titolo, del quale ne condivideva solo l’atmosfera.
Ad oggi, Dark Souls è un fenomeno mondiale, uno dei pochi titoli in grado di unire detrattori e amanti, in quanto le due categorie ne riconoscono il valore intrinseco. Due altri capitoli gli sono succeduti, nonché un titolo che ne condivideva il genere, Bloodborne, più tanti altri che hanno provato a emularne il successo. Nessuno, tuttavia, è come Dark Souls, soprattutto in virtù del fatto che è il primo ad aver rivoluzionato il genere degli ARPG.
Contrariamente al classico approccio da gioco di ruolo, con tutte le informazioni spiattellate sullo schermo, Dark Souls lascia il giocatore solo, in rovina come il mondo che lo circonda. Curioso notare l’analogia che intercorre tra le meccaniche il contesto nel quale il nostro personaggio dovrà muoversi. Animato da un solo scopo – e chi ne conosce il significato, il solo motivo per cui non diventa vuoto -, il nostro non morto dovrà succedere a un antico Lord del passato, per evitare che il mondo cada nell’oscurità, o abbandonarlo a sé stesso e far partire l’era degli uomini.
Dark Souls rimane un gioco straordinariamente coerente. Il mondo del gioco è caduto in rovina anni dopo che una cabala di dei si unì per sconfiggere un’orda di antichi draghi. L’entropia mangia ogni cosa finché il mondo non è un mare di cadaveri e bestie senza mente. Eppure il giocatore persiste, affrontando ancora e ancora i nuovi boss nonostante le loro perdite. Dark Souls è in definitiva un gioco su ciò che facciamo con la consapevolezza che moriremo. Combattiamo per far andare avanti le cose? Abbracciamo l’imminente oscurità?
Un mondo variegato, poco resistente alla fine dei tempi.
Dark Souls ci porta a visitare parte del regno di Lordran, l’antica terra degli dei, ormai giunta alla sua ora. Dopo secoli, infatti, la fiamma che dava luce e disparità al mondo sta per spegnersi, e, insieme a essa, tutto cade in rovina. Da Petite Londo a Anor Londo, passando per le Tombe dei Giganti e Izalith, niente è sfuggito alla decadenza del fuoco. Come già detto, il nostro scopo ultimo sarà quello di un boia: benevolo o maligno, questo dipenderà da noi stessi.
Le ambientazioni di Dark Souls sono molto variegate: foreste, grotte, città, villaggio, paludi, avremo di tutto. Lodevole, come già fu rimarcato nel lontano 2011, il collegamento che ogni area ha con il mondo di gioco. Difatti, a splendere non è solo lo stupendo level design, sul quale si nota senza ombra di dubbio un lavoro certosino fatto con criterio, bensì anche il world design, gestito magnificamente, denotando un minuzia e cura del particolare fuori da ogni logica comprensibile.
Altrettanto, è bello vedere come le texture siano stato ben ritoccate, così come la palette cromatica; certo, non aspettatevi il lavoro di un remake, non lo è, è solamente una remastered ben lavorata. Il framerate, inoltre, è sempre fisso sui 60 fotogrammi per secondo. Per stressare il gioco, mi sono posizionato al centro della Città Infame, ambientazione che più di tutte soffriva, su vecchie generazioni, un’ottimizzazione mal gestita. Ebbene, lanciando piromanzie, Lance del Sole e Lance dell’Anima, non si notava nessun calo visibile.
Ciò è sicuramente frutto di un lavoro gestito magnificamente dal team di sviluppo, il quale deve essere lodato in questa situazione. Certo, la nuova potenza hardware era molto più gestibile, ma non è scontato che si riesca lo stesso a lavorare bene solo perché lo strumento è più forte.
Non si è soli in questo viaggio.
Durante la nostra avventura incontreremo molti personaggi che si troveranno a Lordran senza ancora aver perduto il senno. Vittime di una maledizione come noi, cercano in ogni modo di sfuggirle, cercando di preservare i propri ricordi. Alcuni di questi sarà anche possibile evocarli, tramite un apposito segno che si troverà per terra quando si sarà in forma umana, per sconfiggere il boss della zona. Non solo, questa meccanica è replicabile online attraverso il famoso “segno di evocazione”, di colore giallo o bianco per fantasmi amichevoli (e il colore varia in base al patto di appartenenza dell’evocato) o rosso per i fantasmi ostili.
Il sistema di evocazione funziona bene, e i server sono molto stabili. Raramente succede di non riuscire a connettere con il giocatore perché o ha rimosso il segno o è già stato evocato. Inoltre, il sistema con password funziona egregiamente. Tuttavia è da dire che questo metodo era già stato implementato in Bloodborne e Dark Souls III, pertanto hanno avuto molte occasioni per migliorarsi, riuscendoci a pieni voti.
Se invece decidessimo di giocare in solitaria, il gioco offre un ottimo tasso di sfida. Il titolo di per sé non è difficile, ma punitivo. Ogni morte, parte integrante non solo del gameplay, avviene per una ragione, e mai perché il gioco “ha deciso così”. Grazie a una serie di parametri, potremo modificare il nostro personaggio e “ruolarlo” a nostra immagine e somiglianza.
In questo aspetto Dark Souls dà il meglio di sé: potremo creare qualsiasi cosa vogliamo. Un piromante guerriero, un chierico stregone, un cavaliere curatore, e chi più ne ha più ne metta. Con 71 incantesimi, 80 armi rare e più di 80 armi tradizionali, il gioco offre un’ampia scelta di personalizzazione del proprio personaggio. Non solo, oltre alle normali statistiche ben visibili, potremo creare un personaggio agilissimo che si occuperà solamente di schivare e colpire o un tank da sfondamento con un equilibrio granitico che continuerà a menare fendenti di fronte a ogni cosa che trovi sul suo percorso.
Infine, ogni boss è pensato accuratamente per essere sconfitto con ogni possibile combinazione. Non pensate di aver sbagliato classe, probabilmente state solo sbagliando approccio. Il fatto, poi, che ogni boss abbia le sue peculiari debolezze e forze spinge fortemente il giocatore a cercare la combinazione esatta per ogni situazione.
Conclusioni.
Dark Souls è tornato. In grande stile. Questa Remastered, offerto a un prezzo di 39,90€, è molto valida. Il titolo offre un’ottimo livello di sfida, equilibrato al punto giusto, mai né troppo facile né troppo frustrante. Inoltre, il mondo di gioco rapisce per la bellezza degli ambienti e la qualità del level e del world design. Non solo, la capacità di scoprire il passato del mondo e dei vari personaggi attraverso le descrizioni potrà anche sembrare scomodo, ma farà spalancare più di una mascella per i colpi di scena, le rivelazioni improvvise o anche solo per essere arrivato alla soluzione per deduzione.
- Gameplay variegato- Soundtrack stupenda- World e level design ben curati- COmparto tecnico granitico
Contro
- Alcuni bug maggiori fastidiosi- Il livello di sfida potrebbe non allettare chiunque
Riassunto
Dark Souls è tornato, e merita assolutamente un altro viaggio, sia per chi lo ha già giocato che per chi non lo ha fatto. La qualità del titolo è facilmente riconoscibile.
Il famoso titolo Borderlands potrebbe avere una nuova vita.
Dopo il grande successo nel 2009 su PS3, Xbox 360 e PC, Borderlands potrebbe arrivare anche sulle console current-generation, con l’edizione GOTY.
Come riporta Gematsu, anche se non è stato ancora annunciato nulla a riguardo, il Korean Game Ratings Board, ha recensito un titolo chiamato Borderland: Game of The Year Edition. Le notizie indicano che un remastered o una nuova versione sarà disponibile su PS4, Xbox One e PC, almeno in Korea del Sud.
Nella recensione di Borderlands su GameSpot, Chris Watters, ha assegnato al gioco un punteggio di 8/10, premiando lo stile delle sparatorie, la quantità di ricompense e oggetti che si possono trovare durante le missioni, i personaggi giocabili e la grafica.
Watters ha aggiunto:
“Il combattimento è soddisfacente e il potenziamento delle abilità e delle attrezzature è avvincente: il flusso costante di bottino ed esperienza è gratificante, condividerlo con alcuni amici rende l’esperienza ricca ed emozionante”.
Nel frattempo, lo sviluppatore Gearbox dice che all’ E3 2018, non verrà mostrato alcun “Borderlands 3”.
Non ci resta quindi che aspettare l’E3 2018, per vedere se ci saranno annunci riguardanti Borderlands!
Ormai sappiamo tutti cosa è Fortnite, è un battle royale game che ha contagiato milioni di giocatori da tutti gli angoli del globo.
Siamo perfettamente a conoscenza che non è finita certo qui, infatti sono approdati anche su iOS e Android, come fatto precedentemente da PUBG e sono alla ricerca di altri lidi.
Nei giorni scorsi, un documento E3 di Nintendo è stato “leakato” da 4Chan, questo documento contiene una lista di titoli in uscita per Nintendo Switch, tra cui Fortnite e Dragon Ball FighterZ.
Le voci che confermerebbero la notizia verrebbero da fonti anonime di Kotaku.
IGN.com avrebbe chiesto a Epic Games di commentare questa notizia, ma ancora non è stato rivelato nessun altro dettaglio dalla software house americana.
Fatto sta, che insieme a Fortnite, dal documento derivano altre informazioni succulente sull’uscita di altri titoli come Paladins, Monster Hunter Generations Ultimate, Overcooked 2 e Killer Queen Black.
Non si sa se la modalità Salva il Mondo e Battle Royale arriveranno sulla console nipponica, sia separate che assieme. L’unica cosa trapelata nelle ultime ore che confermerebbe l’uscita del titolo per Switch è l’assegnazione del rating presso il sito della Korean Ratings Board, che a questo punto aggiunge veridicità all’indiscrezione.
A questo punto non resta che vedere se verranno anche confermate le altre indiscrezioni.
Come era logico pensare l’annuncio dei nuovi giochi dedicati al magico mondo dei Pokemon (Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee) di cui abbiamo parlato in un precedente articolo, che potete leggere a questo link, ha sollevato un enorme polverone, tra apprezzamenti, polemiche e qualche dubbio.
Il trailer infatti mostrava abbastanza chiaramente alcune dinamiche del gioco, come il fatto che il sistema di cattura dei Pokemon è stato ripreso dalla famosa App per dispositivi mobile Pokemon Go.
Altro fatto piuttosto evidente, è quello che il gioco si svolgerà nella regione di Kanto, anche se alcune aree potrebbero essere fuori da tale limite.
Fortunatamente, aggiunge Nintendolife, The Pokemon Company ha condiviso con tutti un Questions and Answers, dopo la conferenza con la stampa a Tokyo.
In questo documento i membri della stampa hanno avuto la possibilità di chiedere al Presidente Tsunekazu Ishihara e ai Direttori di Game Freak (Junichi Masuda e Shigeru Omori) ulteriori dettagli.
Durante la chiacchierata, sono venuti fuori dei dettagli interessanti, come il fatto che oltre i 151 Pokemon, ci saranno alcune forme Alolan e un Pokemon del tutto nuovo.
E’ stato inoltre confermato che le battaglie con i Pocket Monsters selvatici verranno accantonate per favorire il sistema di gioco “alla Pokemon Go“. Ecco comunque una piccola selezione di Domande e Risposte per spiegare meglio il tutto.
Domanda: Con i Pokemon che appariranno a schermo e la dinamica di cattura più simile a Pokemon Go, le battaglie con i Pokemon selvatici scompariranno?
Risposta Masuda: Con questi giochi, ci siamo concentrati sull’utilizzo del Joy-Con per tirare la sfera Poké e prendere i Pokemon. Abbiamo deciso di liberarci delle battaglie con i Pokemon selvatici, ma ci saranno ancora le battaglie con gli allenatori con molte difficoltà diverse dove potrete utilizzare i vostri Pokemon in battaglia.
E’ stato inoltre confermato il sistema di scambio e battaglie wireless, nonostante servano due Switch per quest’ultime logicamente. E’ stato anche menzionato che più utenti potranno salvare i propri dati su una singola copia del gioco.
Domanda: Ora che questi giochi saranno su Switch, sarà possibile per più account utilizzare la stessa console. Diverse persone potranno giocare lo stesso gioco o sarà come nei precedenti titoli su console portatili dove era possibile gestire un solo giocatore alla volta?
Risposta Ohmori: Puoi avere diversi account su Nintendo Switch, quindi ogni account avrà i propri file di salvataggio. Per esempio, se avete fratelli potrete giocare ognuno con il suo account.
Viene menzionato anche il fatto che al momento non ci sono piani di utilizzo per il nuovo servizio Online di Nintendo Switch, almeno in questi titoli. Ma sicuramente scopriremo di più quando il gioco principale arriverà nel 2019.
Arriva in Italia un nuovo operatore con offerte interessanti.
E’ da poco atterrato in Italia e già se ne parla ovunque, stiamo parlando di Iliad, nuovo operatore mobile low-cost proveniente dalla Francia.
Tutti si chiedono se l’operatore transalpino riuscirà a portare le scontatissime tariffe francesi anche nello stivale, ciò comporterebbe un obbligatorio adeguamento da parte della concorrenza dei tre grandi operatori.
Basti pensare che Iliad in terra francese riesce ad offrire tariffe a partire da 2€ al mese, l’offerta italiana anche se di poco superiore, non è affatto da scartare preventivamente.
Infatti, la tariffa che la compagnia propone costa solamente 5,99€ al mese (più 9,99€ per la scheda SIM) e comprende chiamate ed SMS illimitati entro i confini nazionali, ma il plus che lascia molti sbalorditi sono i 30 Giga di traffico dati sotto rete 4G+.
Ma fuori dai confini ?
Per chi navigherà sulla rete da un qualunque paese europeo, avrà a disposizione 2 Giga, una volta terminati però non si potranno utilizzare i 30 GB dedicati alla navigazione nazionale. Mentre minuti ed SMS rimarranno come da piano tariffario illimitati.
Discorso differente vale per i paesi fuori dall’Unione Europea, infatti al momento solo gli Stati del Nord America come USA e Canada hanno chiamate verso mobile coperte. Per i restanti paesi la tariffazione resterà a consumo, anche se gli accordi con Iliad variano da località a località.
L’offerta non è eterna
Infatti questa è un’offerta promozionale in occasione del lancio di questa nuova compagnia in territorio nazionale, e solo il primo milione di abbonati potrà usufruire di questa ghiotta opportunità. Iliad comunque assicura che presto avremo nuovi piani tariffari per ogni categoria di utente.
Copertura di rete
L’arrivo dell’operatore francese è immediatamente successivo alla fusione avvenuta un po’ di tempo fa tra Wind e Tre. Infatti, all’inizio la compagnia transalpina utilizzerà alcune delle frequenze liberate da queste ultime, fino al completamento della propria rete fisica.
Se avete dubbi sulla copertura, potrete tranquillamente controllarla cliccando qui. Bisogna ammettere che il tool in questione si blocchi spesso, ma con una buona dose di pazienza ce la farete.
4G si, 4G no
Scorrendo tutta la mappa della penisola si può tranquillamente osservare che al momento la compagnia è ancora un po’ indietro con la copertura. Stesso problema che affligge Wind e Tre, che ancora non dispongono di una rete capillarmente diffusa come quella di Tim e Vodafone.
Simbox
Sim sala bim diceva il grande Mago Silvan, qui però non c’è nulla di magico, si tratta di un distributore automatico di SIM. Infatti, Iliad ha fornito ai suoi abbonati due sistemi di ordinazione della scheda, il primo è il classico ordine online, il secondo è la stampa tramite il sopracitato distributore automatico.
Anti terrorismo
La Legge Pisanu (in materia di anti terrorismo) ha già posto i limiti a tali iniziative. Infatti per ricevere la agognata SIM dovrete inserire i dati di un vostro documento di identità, scansionare lo stesso ed infine registrare un video che testimoni il vostro assenso.
Dove trovo queste Simbox?
Anche questo non è un compito così semplice, infatti ad ora ce ne sono circa 40 sparse lungo la penisola, se ne cercate una vicino a voi, cliccate qui. La compagnia tiene a precisare che nei prossimi mesi verranno aggiunte più Simbox.
Non ci resta che scoprire di persona i pro e i contro di questa nuova compagnia mobile.
Se siete già possessori, fateci saper la vostra opinione.
Come annuncia lo sviluppatore Arika tramite Twitter, Fighting EX Layer verrà pubblicato in digitale su PlayStation 4, il 28 Giugno.
Release Date Announcement of "FIGHTING EX LAYER"
The release date of the Newest Fighting Game "FIGHTING LAYER" has been decided!! From June 28th, 2018, selling will start sequentially in 68 countries and regions around the world!https://t.co/pAtpsnfbv2
— FIGHTING EX LAYER (@FightingExLayer) June 1, 2018
Il gioco sarà caratterizzato dai testi in Inglese e Giapponese, ma le voci saranno solamente in Giapponese.
Sono state inoltre annunciate due Edizioni:
Light Version – al prezzo di 39.99€ – includerà 12 personaggi iniziali + 5 Gougi Decks
Standard Version – al prezzo di 59.99€ – includerà, invece, 12 personaggi iniziali + Hokuto + 15 Gougi Decks
Se non conoscete il gioco, date uno sguardo al gameplay nel video qui di seguito:
Nonostante FIFA 19 non sia stato ancora annunciato ufficialmente, anche se ormai manca pochissimo all’evento di EA all’E3 losangelino, sembra che EA Sports stia seriamente pensando ad una nuova versione del gioco per Nintendo Switch.
Ai microfoni di DreamTeamFC, il produttore di FIFA 18, Andrei Lazarescu, ha “spoilerato” come il gioco verrà sviluppato sulla console Nintendo. Non sorprende che FIFA 19 si baserà sullo stesso Engine Grafico Custom già alla base di FIFA 18, ma sicuramente i giocatori possono aspettarsi degli importanti miglioramenti in termini grafici.
Queste le parole di Lazarescu:
“L’intento non era quello di avere un motore personalizzato one-off che non avremmo mai più utilizzato, ma era quello di avere una base di riferimento sulla quale poter contare in futuro.”
Anche se l’idea che il Frostbite Engine possa essere utilizzato anche su Switch sia abbastanza improbabile, Lazarescu non vuole escludere del tutto questa possibilità, affermando che: “non stiamo chiudendo la porta a questa possibilità, tuttavia non volevamo creare un versione inferiore del motore grafico utilizzato su altre piattaforme”.
Cosa ne pensate? Ricordiamo che l’EA PLAY si terrà sabato 9 giugno alle ore 20:00 e magari scopriremo maggiori dettagli su FIFA 19 e sulla versione Switch del gioco!
A partire da giovedì quindi, i possessori della versione digitale potranno accedere subito ai giochi su Xbox One, scaricandoli dalla sezione dei giochi pronti all’installazione. I possessori delle versioni fisiche invece potranno inserire il disco di gioco per Xbox 360 (o anche il disco di gioco per Xbox, nel caso di San Andreas) nella propria Xbox One e scaricare le relative versioni digitali.
Dopo essere sbarcato su PlayStation 4, PlayStation Vita e PC, Lacrimosa of Dana si appresta a sbarcare anche sull’ibrida della casa di Kyoto, il prossimo 29 giugno.
In queste ore, Nihon Falcomha pubblicato un nuovo trailer del gioco in versione Nintendo Switch. Nel trailer in questione è possibile dare uno sguardo al gameplay e ad alcuni personaggi.
Compulsion Games ha rilasciato un breve trailer per We Happy Few, introducendo anche il terzo personaggio giocabile, Ollie.
Come riporta Dualshockers, la software house ha inoltre rivelato alcune nuove informazioni riguardanti la data di lancio del gioco. L’azienda canadese ha dichiarato che tutti quelli che stanno ancora aspettando di conoscere l’esatta data di lancio di We Happy Few non dovranno aspettare ancora molto a lungo:
“Una data di lancio sarà annunciata molto presto, apprezziamo davvero la vostra pazienza e il vostro supporto!La canzone è tratta dalla nostra colonna sonora originale, che sarà presto rivelata!”
Probabilmente la data di lancio verrà rivelato al prossimo E3 2018.
A fine mese potremo fare strage di nazisti in modalità portatile!
MachineGames, Bethesda Softworks, e Nintendo hanno pubblicato un nuovo trailer perWolfenstein II: The New Colossus.
Come riporta Dualshockers, il trailer, intitolato Overview, ripercorre inizialmente gli eventi del primo Wolfenstein, mai pubblicato su console Nintendo, per poi mostrare brevemente alcune sequenze di gameplay di The New Colossus su Switch.
Wolfenstein II: The New Colossus arriverà su Nintendo Switch il prossimo 29 giugno 2018. Ricordiamo che il gioco è disponibile dal mese di ottobre 2017 su PlayStation 4, Xbox One e Windows PC.
Ubisoftha confermato ufficialmente che il prossimo capitolo della serie di Assassin’s Creed, si chiamerà Assassin’s Creed Odyssey.
L’annuncio è arrivato direttamente sulla pagina Twitter ufficiale, attraverso un breve teaser trailerche mostra pochi secondi di gameplay e che sembra confermare l’ambientazione spartana richiamando una delle scene più famose del film 300.
Al momento non sono state fornite maggiori informazioni. Appuntamento quindi all’imminente E3 2018, dove in quel di Los Angeles, Ubisoft svelerà maggiori novità sul titolo.
L’operazione porting su Nintendo Switch ha segnato buona parte del 2018 della Casa di Kyoto, almeno fino a questo momento. C’è stato spazio per i primi due Bayonetta, poi per Donkey Kong Country Tropical Freeze, a conti fatti l’unico titolo davvero “nuovo” per la console ibrida è stato Nintendo Labo (che purtroppo non ha venduto quasi nulla neanche in Giappone). Dato che i fan sono sempre più affamati di titoli legati alla serie The Legend of Zelda, anche il ritorno di Hyrule Warriors Definitive Edition non appare una operazione priva di senso.
Su 4news.it trovi tutto il necessario per partire alla grande in Hyrule Warriors Definitive Edition, grazie alle nostre guide:
Sì, perché naturalmente neanche Hyrule Warriors Definitive Edition è un gioco completamente inedito, anzi a conti fatti arriva su Nintendo Switch senza neppure contenuti aggiuntivi di sorta; il ché ovviamente non vuol dire che in passato non si sia rivelato valido in entrambe le sue comparse, prima su Nintendo Wii U e poi su New Nintendo 3DS. A conti fatti quella su Nintendo Switch è una versione un po’ rivista che propone gli stessi contenuti già sbloccati.
Se state pesando ad un The Legend of Zelda Breath of the Wild 2 naturalmente cascate male: Hyrule Warriors Definitive Edition è un mousou.
Tutti uniti per salvare Hyrule
Hyrule Warriors Defintive Edition è un mousou divertente, variegato e in certo modo in grado di distaccarsi dalle più profonde meccaniche del genere per rivelarsi godibile e leggerlo (ma mai superficiale) per l’intero pubblico di videogiocatori. La trama di gioco è quanto di più scontato ci si potesse immaginare, e del resto svolge il suo compito: una mera funzione narrativa per legare assieme personaggi molto lontani, provenienti dai vari universi della serie The Legend of Zelda.
Il castello di Hyrule viene invaso dalle armate dei demoni: Link, la principessa Zelda e compagnia devono partire alla carica per arrestare le ondate nemiche; lentamente la lunga strada verso l’origine dei demoni li porterà a scontrarsi con alcuni dei personaggi negativi più famosi del franchise, tra i quali Volga e Ganondorf, ma c’è davvero spazio per tutti gli eroi e gli antieroi celebri di Twilight Princess, Skyward Sword e molto altro.
I livelli di gioco, in pure stile mousou, non sono altro che “basi” nemiche da conquistare di volta in volta fino ad arrivare allo scontro finale con il boss del livello, con partite che durano in media 25 minuti al livello di difficoltà facile; i corridoi che collegano tra loro le basi sono anche loro pieni di nemici da eliminare in modo più o meno coreografico, ma anche da oggetti da raccogliere, consumabili e collezionabili (le aracnule d’oro, che sbloccheranno un dipinto speciale nella galleria degli extra).
Fattore Nintendo Switch
Le meccaniche, le modalità di gioco e i personaggi di Hyrule Warriors Definitive Edition sono noti: non è infatti un titolo nuovo, e neppure uno di quelli che abbia ricevuto chissà quali modifiche nel suo approdo su Nintendo Switch. Ciò non toglie che forse sia proprio il porting in sé a meritare qualche considerazione specifica: cominciamo dalla Modalità TV, dove il titolo gira a 60 FPS granitici e a 1080; non abbiamo notato un solo rallentamento o incertezze, appena un paio di glitch grafici del tutto casuali e mai davvero invasivi o pericolosi per l’avventura.
Hyrule Warriors Definitive Edition dà il meglio di sé con un bel Pro Controller collegato alla console, ma anche con i JoyCon accoppiati è perfettamente godibile, peccato per la mancanza di una modalità co-op per due giocatori in locale o qualsiasi modalità analoga online: di fatto almeno qui Nintendo avrebbe potuto lavorare per introdurre nuove possibilità di gioco. In modalità portatile Hyrule Warriors si dimostra altrettanto valido, offrendo a parità di FPS una risoluzione leggermente inferiore (del resto manca il boost del dock).
Commento Finale
Hyrule Warriors Definitive Edition è un mousou divertente, profondo e longevo, dove i protagonisti sono gli improbabili eroi e cattivoni del mondo di The Legend of Zelda. Forte di una progressione dei personaggi lineare ma solida, di una trama tutto sommato interessante, e di modalità extra che da sole valgono il prezzo dell’intero biglietto (che è comunque fisso a 60 Euro), potrebbe essere la volta buona per tentare la strada di un genere che non fa per tutti, ma che è in grado di piacere a molti. Magari vi scoprirete in grado di apprezzare i mousou.
- Un Mousou adatto a tutti- Divertente e profondo- Tantissimi personaggi giocabili- Tante modalità secondarie
Contro
- Non è stato aggiunto nulla di nuovo- Si senta la mancanza di una modalità cooperativa
Riassunto
Hyrule Warriors Definitive Edition è un mousou divertente, profondo e longevo, dove i protagonisti sono gli improbabili eroi e cattivoni del mondo di The Legend of Zelda. Forte di una progressione dei personaggi lineare ma solida, di una trama tutto sommato interessante, e di modalità extra che da sole valgono il prezzo dell'intero biglietto (che è comunque fisso a 60 Euro), potrebbe essere la volta buona per tentare la strada di un genere che non fa per tutti, ma che è in grado di piacere a molti. Magari vi scoprirete in grado di apprezzare i mousou.
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Illustration showing key elements of GDPR (effective 25 May 2018) - DPOs, Compliance, Data Breaches and Personal Data
4 regole d’oro!
Il 25 maggio è entrato in vigore il nuovo regolamento UE 2016/679 – meglio noto come GDPR (General Data Protection Regulation) – sul trattamento dei dati personali che punta a superare le attuali lacune normative, migliorando alcuni aspetti organizzativi e procedurali con la responsabilizzazione dei soggetti che ogni giorno hanno a che fare con informazioni sensibili. Al fine di adeguarsi alla nuova normativa molte aziende hanno dovuto rivedere la propria infrastruttura organizzativa ed informatica, nonché i propri processi e le modalità di gestione dei dati raccolti. Considerando che il costo complessivo dovuto alle violazioni di dati – data breach – registrato nel 2017 è pari a 5,78 milioni di dollari*, uniformarsi al regolamento e adempiere ai nuovi obblighi normativi è un vero e proprio imperativo per i business anche di piccole dimensioni. Per supportare le aziende a migliorare il livello di sicurezza dei propri dati, Nuance Communications, Inc. ha individuato 4 regole d’oro per affrontare la fase di transizione gestendola come un’opportunità per evolvere grazie alle soluzioni imaging GDPR-compliant.
Rendere sicura la gestione della stampa in azienda
Le stampanti multifunzione (MFP) comportano un rischio significativo per i dati personali in molte organizzazioni e altrettante responsabilità in termini di conformità GDPR. Dal momento che la maggior parte dei dispositivi MFP sono connessi alla rete aziendale, e possono quindi rappresentare un elemento estremamente vulnerabile e appetibile agli occhi di hacker esterni oltre che di minacce interne, è necessario intervenire anticipatamente per evitare che i dati personali vengano gestiti in modo non sicuro violando il GDPR. Le soluzioni di Nuance – tra cui il software intelligente di gestione di stampa Equitrac – consentono alle organizzazioni di limitare l’accesso ai dispositivi e controllare ciò che gli utenti possono o non possono fare su ciascun device, oltre a offrire la crittografia dei dati per proteggere i documenti durante i lavori di stampa e di acquisizione documentale per garantire che i dati personali siano protetti in ogni fase del processo.
Controllare i contenuti dei documenti
Spesso è proprio la condivisione di contenuti e dati interna – tra colleghi – o esterna – con i clienti – a non essere conforme alla normativa GDPR. Le soluzioni Nuance supportano il business attraverso lo screening di documenti inviati via e-mail o stampante per garantire che nessun dato personale venga lasciato esposto. I documenti vengono infatti sottoposti a convalida di mittente e destinatario e quelli ritenuti “a rischio” vengono messi in quarantena in tempo reale per una protezione immediata, con notifiche al mittente, al supervisore e al reparto security dell’azienda per garantire che eventuali violazioni o esposizioni siano affrontate immediatamente.
Supporto per l’intero flusso di lavoro
I dati costituiscono fonte di ricchezza per qualsiasi business ed è quindi importante garantire una gestione sicura ed efficiente su tutti i dispositivi utilizzati e in ogni processo che prevede il loro trattamento attraverso l’implementazione di soluzioni in grado di garantire lo stesso livello di sicurezza anche su device personali, per supportare la forza lavoro nelle situazioni di mobilità. A questo proposito, AutoStore di Nuance è una soluzione di acquisizione dati che consente di distribuire documenti cartacei, elettronici e dati provenienti da diverse fonti nelle applicazioni aziendali in modo sicuro, oltre ad ampliare e consentite l’accesso ai contenuti aziendali in totale sicurezza, senza ricorrere all’archiviazione su dispositivi, nel cloud o su servizi di terzi. Inoltre, con AutoStore i documenti sensibili attendono in coda finché non viene autorizzata l’elaborazione attraverso il dispositivo mobile. Tutti i dati vengono crittografati e recapitati in maniera sicura tramite il protocollo HTTPS, quindi cancellati automaticamente dal dispositivo dopo la sincronizzazione.
Censura di informazioni personali
Le soluzioni imaging di Nuance sono in grado di supportare anche la conformità GDPR automatizzando la censura delle informazioni personali: i documenti inviati via e-mail, stampante e fotocopiatrice sono infatti monitorati attentamente soprattutto quando contengono dati personali. Nello specifico, le informazioni sensibili – una volta identificate – vengono automaticamente censurate per garantire la sicurezza del documento. Il contenuto “oscurato” viene poi archiviato e registrato per un ulteriore monitoraggio prima di essere inviato alle parti coinvolte attraverso un flusso di lavoro crittografato sicuro.
“In un momento in cui le aziende pongono particolare attenzione al trattamento dei dati personali adeguandosi al GDPR, la sicurezza informatica deve estendersi a tutte le tecnologie utilizzate in azienda. Alla luce dell’entrata in vigore della nuova normativa, è necessario rivedere le modalità di gestione e trattamento dei dati implementando soluzioni allo stato dell’arte. Le soluzioni imaging di Nuance – per la cattura, l’archivio, la stampa e lo scambio di dati – permettono alle aziende di adeguarsi ai nuovi scenari normativi e adempiere le ‘best practice’ del GDPR” ha dichiarato Chris Strammiello, vice president of global alliances & strategic marketing, di Nuance Document Imaging.
*Fonte: Cost of Data Breach 2017, lo studio annuale condotto dal Ponemon Institute su 419 organizzazioni in 12 paesi, tra cui anche l’Italia.
Pubblicato originariamente nel 2013 su PlayStation 3 e PlayStation Vita, Dragon’s Crown Pro è sbarcato da qualche settimana anche su PlayStation 4. Il titolo è stato sviluppato da Vanillaware, azienda giapponese nota soprattutto per il genere Hack & Slash. Fra le sue produzioni più note abbiamo: Odin Sphere, GrimGrimoire, Muramasa e per l’appunto Dragon’s Crown.
Dragon’s Crown Pro è un picchiaduro a scorrimento bidimensionale, infarcito di elementi fantasy e meccaniche in stile Action/RPG. Per i giocatori di vecchia scuola, salterà subito all’occhio che il titolo in questione ha dei forti legami con Dungeons & Dragons. Al di là di paragoni e similitudini che poco importano, la versione Pro del gioco è l’incarnazione perfetta del genere, soprattutto se giocata su PS4 Pro (sebbene si comporti eccellentemente anche su PS4 Standard), grazie ad una risoluzione in 4K e ad una fluidità sbalorditiva.
Ciò che ha reso Dragon’s Crown un vero e proprio capolavoro è il fatto che sotto la guida di George Kamitani, la software house nipponica è riuscita, in un periodo in cui gli Hack & Slash perdevano rapidamente terreno, a reinventare un genere che anni addietro era stato particolarmente apprezzato dal pubblico e dalla critica.
C’era una volta
Nel lontano regno di Hydeland, un Re bramoso di potere, decise di mettersi in cammino alla ricerca della Corona del Drago (Dragon’s Crown). Non ci volle molto, prima che il regno iniziasse ad andare in rovina e l’unica speranza per riportare quei luoghi al loro antico splendore venne affidata a sei guerrieri valorosi. Così cominciamo la nostra avventura, con un Incipit che sicuramente non è dei migliori ma che al termine del nostro viaggio capiremo essere stato tutt’altro che banale.
Avviato il gioco, dopo un breve video di presentazione, dovremo selezionare una delle sei classi disponibili. Tre di queste utilizzano maggiormente attacchi corpo a corpo e hanno una maggiore resistenza ai danni (Amazzone, Nano e Guerriero), le rimanenti tre invece hanno maggiori abilità in termini di attacchi dalla distanza, attraverso magie e incantesimi ognuno con effetti differenti (Stregone, Elfa e Incantatrice). È evidente che a seconda dell’eroe prescelto, dovremo adattare il nostro stile di combattimento. Inutile tentare l’attacco corpo a corpo se impersoniamo uno stregone. L’editor proposto è davvero semplice da utilizzare e mantiene pressoché inalterate le caratteristiche della versione originale del gioco. La scelta della classe non sarà comunque definitiva in quanto, nel corso del gioco, avremo modo di indossare i panni di ognuna delle sei classi.
Selezionato il personaggio e presa dimestichezza con i comandi di base, dovremo iniziare ad esplorare la città dove, in un batter d’occhio, capiremo le grandi potenzialità offerte dal titolo e dai luoghi che ci circondano. Nella Locanda del Drago, potremo ad esempio gestire la nostra avventura, decidere di giocare in singolo oppure cooperando con altri giocatori. Fatti i dovuti settaggi, sarà necessario recarsi presso il Castello, dove faremo la conoscenza della splendida Principessa Vivian e di altri personaggi piuttosto importanti che preferiamo far scoprire a chi legge e alla Gilda degli Avventurieri. Nei due sopracitati luoghi, potremo sostanzialmente gestire il proseguire del nostro playthrough, ad esempio decidendo di portare a compimento quest primarie oppure dedicarci a quelle secondarie. Cosa si fa dopo? Naturalmente le diamo di santa ragione.
Un beat ‘em up senza compromessi
In questo porting, nudo e crudo, il combat system non è cambiato di una virgola. Gli attacchi sono affidati ad un singolo tasto, ma la differenza sta tutta nel movimento dello stick analogico. Potremo adibire gli altri tasti alla selezione rapida di oggetti, pozioni e quant’altro. Trattandosi inoltre di un tradizionale beat ‘em up a scorrimento orizzontale in 2D, ben si adatta ad essere giocato in compagnia. Il perché? Ve lo spieghiamo subito. Dragon’s Crown Pro fa della cooperazione il suo elemento cardine. Ci vengono infatti proposti tantissimi dungeon ambientali, stracolmi di nemici (goblin, ragni giganti, vampiri…), boss piuttosto ispirati e trappole che per essere portati a compimento nel migliore dei modi, richiedono un forte lavoro di squadra.
Il sistema di combattimento proposto è sicuramente meno strategico rispetto a produzioni similari, forse tendente all’azione confusionaria, con un feedback dei colpi, c’è da dire, non sempre convincente. Se vogliamo riprendere il paragone con D&D, ha ben poco di strategico e ponderato e una maggiore inclinazione all’azione, con tantissimi elementi a schermo che vengono gestiti egregiamente ma che a tratti potrebbero distrarre l’utente dall’azione principale. A beneficiarne è sicuramente il ritmo, veloce e caotico che ben si adatta anche ai giocatori meno avvezzi al genere.
Inoltre, giocato a distanza di cinque anni, si capisce ancora meglio come la produzione di Vanillaware sia senza ombra di dubbio il termine di paragone per tutte le produzioni del medesimo genere. La durata della campagna è nella norma ma ha un grado di rigiocabilità piuttosto elevato e pertanto, per i giocatori più accaniti, saranno necessarie tantissime ore per godere appieno di tutto ciò che il titolo ha da offrire, fra cui anche la possibilità di giocare in modalità multiplayer.
Segnaliamo che il netcode in modalità online è davvero veloce nell’associarci ad una lobby (potendo contare anche sul cross play) e nel complesso il multiplayer risulta essere stabile. Se pensiamo che la modalità di gioco si basa sostanzialmente sull’affrontare dungeon e quest di vario tipo, talvolta ripetuti all’infinito, il multiplayer è un’aggiunta davvero gradita.
Una vera e propria meraviglia
Dragon’s Crown Pro, come si era già capito dal titolo del primo paragrafo, è un vero e proprio capolavoro. In questa versione riadattata per il sistema PS4 da davvero il meglio di se. Vanillaware è riuscita a ricreare gli scenari come se fossero dei veri e propri quadri realizzati dall’estro artistico di un pittore. Maggiore cura è stata riposta però nella realizzazione dei personaggi, che presentano caratteristiche e tratti unici, atti a differenziarli in maniera evidente, gli uni dagli altri.
Abbiamo provato il gioco direttamente su PS4 Pro. L’esperienza è stata stupefacente, grazie ad un dettaglio grafico notevole, una fluidità costante e la sensazione che tutto fosse al posto giusto. Ad impreziosire il tutto ci pensa la colonna sonora realizzata da Hitoshi Sakimoto, già autore di eccellenti lavori come Final Fantasy XII e del prossimo titolo targato Vanillaware, 13 Sentinels: Aegis Rim, del quale siamo in trepidante attesa. Ricordiamo che in aggiunta Dragon’s Crown Pro include tutti i DLC pubblicati sino ad oggi.
- Il ritorno di un capolavoro del genere Hack & Slash- Visivamente impressionante- Si adatta a tutti, anche ai meno esperti del genere- In singolo o in multiplayer, il divertimento è assicurato
Contro
- Leggera confusione durante gli scontri- Alla lunga potrebbe essere ripetitivo
Riassunto
Il capolavoro targato Vanillaware ritorna in grande spolvero su PlayStation 4. L'esperienza proposto, seppur lineare, offre diversi spunti per essere rigiocata, offrendo ore e ore di divertimento. Scegliete la razza che più vi si addice e buttatevi a capofitto nella mischia. Trucidate fantasmi, ragni giganti, pirati, vampiri, goblin e chi più ne ha più ne metta. Se non avete mai giocato a Dragon's Crown Pro, è arrivato il momento di farlo, magari su PS4 Pro dove da il meglio di se, grazie ad una risoluzione in 4K e ad una fluidità d'azione davvero sensazionale!
Rocket League è un titolo che si è prestato particolarmente sia ai casual gamer, ma anche a coloro che si fanno chiamare Pro gamer, Infatti, non c’è voluto molto tempo prima di farlo diventare un vero e proprio Esport.
Gfinity Esports Australia ha annunciato la partnership con Network 10 per trasmettere gratuitamente il torneo del celebre gioco in tutto il paese.
Questo, come ricorda Gamespot, è il primo tentativo della rete in ambito gaming competitivo. La programmazione inizierà a Giugno, saranno incluse nelle trasmissioni le stagioni regolari, della durata di 5 settimane e le due finali.
Chi vorrà vedere la diretta senza essere in compagnia di koala e canguri, potrà godersi i match, dal canale Twitch dedicato, cliccando qui.