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Horizon Zero Dawn si aggiorna alla versione 1.50

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Diversi cambiamenti.

L’esclusiva targata Guerrilla Games, Horizon Zero Dawn, si aggiorna alla versione 1.50. Per il changelog completo, piuttosto corposo, vi rimandiamo direttamente su PlayStation Lifestyle.

Inoltre, Guerrilla Games ha confermato che il nuovo DLC The Frozen Wild, sarà l’unica espansione prevista per Horizon Zero Dawn e non saranno previsti ulteriori contenuti futuri.

Ricordiamo infine che dal 6 dicembre scorso è disponibile la Complete Edition di Horizon Zero Dawn, che oltre al gioco include anche The Frozen Wild.

Walt Disney, ufficializzata l’acquisizione della 21st Century Fox

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Scopriamo i dettagli dell’accordo.

L’accordo che cambierà l’industria dell’intrattenimento globale. Walt Disney Company ha infatti ufficializzato l’acquisizione della 21st Century Fox, per una cifra intorno ai 66 miliardi di dollari, 52,4 miliardi di dollari in azioni, più 13,7 miliardi di dollari di debito di Fox.

Un altro tassello quindi entra a far parte della “squadra” Disney, che ricordiamo controlla già: la Pixar, la Marvel e la Lucasfilm. La Disney ottiene inoltre il controllo di importanti proprietà intellettuali, fra le quali i Simpson, This is Us, Modern Family, American Horror Story, Homeland. Diventeranno di sua proprietà anche serie del calibro degli X-Men, Fantastici Quattro, Deadpool, Avatar, L’Era Glaciale e Il Pianeta delle Scimmie.

Un accordo quindi di proporzioni bibliche che porta la Disney, praticamente senza rivali diretti, ai vertici dell’industria dell’intrattenimento globale.

 

 

Wolfenstein II The New Colossus, trailer di lancio per “Le Avventure di Pistolero Joe”

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Primo DLC per lo sparatutto Bethesda.

Bethesda ha da poco rilasciato il trailer di lancio per il primo DLC di Wolfenstein II The New Colossus. L’espansione, chiamata “Le Avventure di Pistolero Joe” è disponibile da oggi; fa parte del Freedom Chronicles Season Pass, disponibile al prezzo di 24.99 mentre è acquistabile anche singolarmente al prezzo di €9.99.

Ne “Le Avventure di Pistolere Joe” i giocatori vestiranno i panni di Joseph Stallion, ex quarterback che si farà largo, tra orde di nazisti, da Chicago fino ad arrivare nello spazio.

Wolfenstein II The New Colossus è disponibile ora per PlayStation 4, Xbox One e PC. Nel corso del 2018 è prevista arrivare anche la versione per Nintendo Switch.

Recensione Steep: Road to the Olympics

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Si torna a sciare, questa volta alle Olimpiadi.

Esattamente un anno fa abbiamo pubblicato la nostra recensione di Steep, l’ultimo titolo sportivo di Ubisoft. Oltre al voto positivo (un 80/100) vale la pena ricordare come il gioco si sia dimostrato finalmente qualcosa di originale in un panorama praticamente dominato esclusivamente dal calcio, dalla pallacanestro, con rare incursioni di altri sport secondari. Nonchè il degno erede delle meccaniche della serie Tony Hawk.

Steep, infatti, già un anno fa ci metteva in contatto con le montagne più alte e pericolose del mondo, offrendoci una serie particolarmente riuscita di sport estremi, dallo sci alpino ai voli con la tuta alare, panoramica fedele e variegata del settore. Negli ultimi mesi sono stati pubblicati altri DLC che hanno corroborato l’offerta del gioco, alcuni gratuiti e un paio a pagamento.

Ma soprattutto, come sempre, gli sviluppatori hanno continuato a pubblicare patch correttive, dunque se non avete avuto tempo, modo o pazienza per provare Steep fino ad oggi, forse potete farlo ora nella sua forma migliore, che include un nuovissimo DLC a tema Olimpiadi Invernali di PyeongChang, che si terranno ufficialmente nel 2018.

Espansione singola o pacchetto completo

Prima di esaminare nel dettaglio i contenuti di Steep: Road to the Olympics, cerchiamo di capire di cosa si tratta. A tutti gli effetti, è una vera e propria espansione che arricchisce la nostra esperienza di gioco, non un semplice DLC. Lo si intuisce anche dal prezzo proposto.

Importante è sapere che per giocare a Steep: Road to the Olympics sarà richiesta la versione base del titolo. Di qui la decisione di Ubisoft di renderlo disponibile in due diverse versioni. Potrete comprare singolarmente il DLC (se possedete già Steep) oppure optare per la versione completa, chiamata per l’occasione Steep: Winter Games Edition.

Una direzione un po’ diversa

Di Steep sicuramente vi ricorderete la libertà immensa lasciata al giocatore, che poteva liberamente esplorare le montagne innevate più alte del mondo, dedicandosi a questo o a quello sport estremo, senza limiti o vincoli di sorta. Addirittura era possibile passare da uno sport all’altro mediante la combinazione di pochi tasti.

Ma era questo anche il problema principale del titolo: troppa libertà. Da un lato la possibilità di agire a piacimento è un pregio, dall’altra portata all’estremo si rivela un problema. Senza un minimo di progressione, degli obiettivi veri e propri, soprattutto in un titolo che ha tantissime modalità e possibilità da offrire, si rischia di finire frustrati prima del tempo e di mollare tutto. Tanto “non c’è qualcosa da fare” vero e proprio, di davvero importante.

Road to the Olympics in questo senso offre un’offerta di gioco più studiata, meditata e se vogliamo sensata. Perchè viene introdotta una sorta di “modalità storia”. Impersoneremo infatti un atleta alle prese con i suoi allenamenti, le sue sfide, le sue gare, fino a portarlo alla competizione più importante di tutte: i Giochi Olimpici Invernali veri e propri.

Qui le sfide si faranno più intense e anche con un grado di difficoltà tendente verso l’alto, con l’approdo a meccaniche da veri e propri “trial and error”. Niente di particolarmente ostico, soprattutto per i giocatori di Steep che hanno già avuto modo di dedicarsi al titolo, ma sicuramente una sfida più interessante della versione base.

Nuove modalità e montagne

Questo non significa che la libertà da vero e proprio semi-open world sia stata eliminata del tutto. E’ ancora possibile esplorare montagne in lungo e in largo, con l’introduzione delle catene montuose del Giappone e della Corea del Sud. Anche le discipline disponibili sono state aumentate di ben nove unità, introducendo competizioni basate fondamentalmente su tre settori: le discese in Sci, l’halfpipe e lo slopestyle.

Il problema è che le meccaniche arcade (più che da vero simulatore sportivo) alla base di tutte e tre sono non solo molto accentuate, ma anche abbastanza ripetitive. In questo modo, a conti fatti, anche se gli sport introdotti sono 9 ci ritroviamo alle prese sempre con la stessa sostanza variata un po’ nelle meccaniche di base. Ma in fondo il cuore di Steep più della profondità delle sue modalità di gioco risiede nel contesto, nell’atmosfera e nel fattore originalità, che sicuramente non potrà giustificare uno Steep 2 a breve tempo, ma continua a funzionare nel potenziare (e variare un minimo) quello già disponibile.

Commento Finale

Steep: Road to the Olympics è l’occasione giusta per provare il simulatore sportivo a tema invernale di Ubisoft, se non avete già avuto la possibilità di farlo. Ve lo consigliamo: le modalità di gioco e la possibilità di esplorare in lungo e in largo le catene montuose, dedicandosi ai propri sport estremi preferiti, è incredibilmente interessante, e se approcciata nel modo giusto anche divertente. Se avete già giocato Steep nella sua versione base, invece, vi conviene aspettare un piccolo taglio di prezzo, a meno che partecipare ai Giochi Olimpici Invernali non sia stato il vostro sogno nel cassetto sin da bambini.

Sword Art Online Fatal Bullet, svelata la “Kirito Mode”

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Pubblicata anche una serie di nuove immagini.

Bandai Namco ha pubblicato una serie di nuove immagini dedicate a Sword Art Online Fatal Bullet, prossimo Action/shooter RPG basato sulla famosa serie.

Per l’occasione, la compagnia giapponese ha inoltre rivelato l’esistenza di una interessante modalità, chiamata “Kirito Mode” che permetterà ai giocatori di vestire i panni dell’iconico personaggio ripercorrendo le vicende accadute in Gun Gale Online. Sarà inoltre possibile utilizzare Kirito per esplorare liberamente il mondo di gioco, utilizzando pistole, spade laser e fucili di precisione.

Bandai Namco ha rivelato anche una serie di missioni, dedicate al personaggio di Asuna, chiamate “Asuna’s Outfitters Quests“.  Queste missioni permetteranno al giocatore di ottenere equipaggiamento e costumi speciali, non disponibili altrove, portando i materiali richiesti da Asuna.

Infine vi ricordiamo che Sword Art Online Fatal Bullet sarà disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC a partire dal 23 febbraio 2018.

Di seguito la nostra gallery:

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Pokémon Cristallo, annunciato per la virtual console di 3DS

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Facciamo ritorno nella regione di Jhoto.

Nintendo ha da poco annunciato l’arrivo di Pokémon Cristallo sulla Virtual Console di Nintendo 3DS. Il titolo sarà disponibile a partire dal 26 gennaio 2018 al prezzo di €9.99.

Pokémon Cristallo si aggiungerà ai già riproposti Oro ed Argento, completando così i titoli della indimenticabile seconda generazione di Pokémon.

Il tiolo sarà perfettamente compatibile con la Banca Pokémon sin dalla sua uscita. Nintendo ha inoltre rivelato che, una volta completato il gioco, sarà possibile incontrare il celebre ed iconico Pokémon Celebi nel corso di un evento.

Pokémon Cristallo sarà disponibile anche in una limitata edizione “retail”. All’interno della stupenda confezione “vintage”, che richiama l’originale scatola del gioco per Game Boy Color, troverete però solamente il codice download del gioco da riscattare sul Nintendo eShop.

Di seguito vi lasciamo al trailer dell’annuncio:

PS4, nuovo aggiornamento di sistema disponibile

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Versione 5.03.

PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro si aggiornano alla versione 5.03. Come riportato da VG247.com, si tratta di un minor update, finalizzato a migliorare la stabilità e la fluidità generale dei sistemi PS4.

Non vi resta quindi che accendere la vostra console e scaricare l’update dal peso di circa 360MB.

Recensione SOMA

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SOMA sbarca su Xbox One.

Il piccolo team di sviluppo svedese, Frictional Games, dopo il buon successo delle serie Penumbra e Amnesia, ormai recuperabili davvero ad una cifra irrisoria, nel 2015, si presentò con un progetto più ambizioso dei precedenti: SOMA.

Originariamente pubblicato su PlayStation 4 e PC nel settembre del 2015, riuscì ad ottenere un buon successo fra gli appassionati del genere sci-fi/survival horror. Dopo ben due anni dall’uscita, Soma è finalmente sbarcato anche su console Xbox One. Il titolo resta il medesimo, ma va ad introdurre una nuova modalità, la Safe Mode, disponibile anche in versione PC e soltanto a febbraio approderà su PS4, che permette all’utente di godere della storia senza doversi preoccupare delle minacce mostruose che si aggirano per Pathos 2.

In the Ocean, no one can hear you scream!

Vestiremo i panni di Simon Jarrett, che dopo essere miracolosamente scampato ad un incidente stradale, ha riportato serie lesioni cerebrali ed emorragie craniche. La sua vita, anche se all’apparenza sembra normale, è invece tormentata a causa delle gravi ferite subite che potrebbero portarlo alla morte in qualsiasi momento. Per ritrovare la serenità ormai smarrita, il povero Simon accetta di sottoporsi ad una “cura sperimentale” ideata dal quasi Dottore David Munshi. Per qualche strano motivo il buon Simon dopo la scansione si risveglia nella struttura di ricerca sottomarina, ormai in rovina, Pathos-II. Non sembra esserci nessuno su Pathos 2, soltanto desolazione e robot ormai dismessi. L’ambientazione ricorda molto la Stazione Sevastopol di Alien: Isolation. Locali di manutenzione, laboratori, sale mensa, tanti corridoi, piccoli nascondigli, magazzini, sale macchine e condotti. La differenza è data dal fatto che invece di trovarci nello spazio infinito, siamo sul fondo dell’oceano a chilometri dalla superficie.

In cerca di risposte

Dopo pochi minuti, tempo necessario per assimilare le meccaniche di movimento e di interazione del protagonista, saremo pronti per esplorare la struttura di ricerca. Accedendo al primo terminale disponibile, scopriremo che il protagonista non si è soltanto risvegliato in un luogo sconosciuto ma che l’anno non è più quello nel quale tutto ha avuto inizio, ovvero 2015, ma bensì 2100. Cosa è successo? Ma soprattutto come? Le risposte le dovrete cercare da soli. Qui vi basterà sapere che il plot narrativo è la colonna portante dell’intera produzione. Non si tratta soltanto di scappare e nascondersi, talvolta con tanta fatica, ma di mettere insieme, tassello dopo tassello, una trama non scontata e mai banale. Disseminati per Pathos 2 infatti ci sono tanti documenti, registrazioni, terminali ai quali accedere per scoprire nuovi dettagli, appunti personali degli “abitanti” della struttura e molto altro. Inoltre, un aspetto da non sottovalutare è il cambiamento che subisce il protagonista.

“Ma cos’è questo posto, come sono finito qui?”

Una delle prime affermazioni che Simon pronuncia terrorizzato da quello che è successo. Quasi inerme e incapace di uscire dalla situazione nella quale si è ritrovato. Poi è tutto un susseguirsi invece di certezze, di capacità dei propri mezzi e di essere consapevoli che una via di uscita c’è sempre. Si rimbocca le maniche, affronta le minacce che gli si presentano dinanzi e arriva fino alla fine della storia, anche grazie a qualche piccolo aiuto, cambiato, senza più paure e ormai maturo. La crescita del protagonista è dal nostro punto di vista eccezionale, dai primi momenti fino ad arrivare ai titoli di coda.

Meglio darsela a gambe

Dal punto di vista del gameplay, anche in SOMA, così come in altre produzioni dello studio svedese, non abbiamo armi. Possiamo però interagire con tantissimi oggetti presenti negli ambienti di gioco ed eventualmente utilizzarli per depistare i nemici e aprirci un varco per sgattaiolare alle loro spalle. Le creature presenti su Pathos 2 non sono tantissime, solitamente vi ritroverete ad affrontare 1 nemico che si aggira per i corridoi bui e umidi. Dovete però prestare attenzione. Se non abilitate la modalità Safe Mode, vi troverete talvolta con le spalle al muro. L’intelligenza artificiale nemica è tarata verso l’alto, quindi vi individueranno piuttosto facilmente. Insomma non potremo difenderci in alcun modo, non abbiamo praticamente nulla che possa lontanamente farci sentire al sicuro. Se veniamo individuati è meglio darsela a gambe, provare a trovare un nascondiglio di fortuna, purtroppo un po’ pochini, infatti non ci sono armadietti in stile Alien: Isolation nei quali potersi riparare completamente e aspettare che la minaccia passi.

Ci vuole pazienza

Abbiate inoltre pazienza quando non riuscite subito a capire come affrontare una sezione. Talvolta ci verrà chiesto di attivare un terminale che avvierà un conto alla rovescia alla fine del quale dovremo attivare una leva, altre volte invece di recuperare un particolare oggetto indispensabile per proseguire, magari mentre si aggira un mostro pronto a farci la pelle. Quindi, osservare l’ambiente circostante, magari individuando una piccola opportunità ambientale, è davvero fondamentale per proseguire. Per il resto la progressione del gioco non è sicuramente delle più ispirate. Premi l’interruttore, abbassa la leva, ricerca la frequenza giusta per comunicare con le altre sezioni della stazione, recupera un codice, dei componenti, riattiva la corrente ecc. Inoltre i check-point sono piuttosto ravvicinati. Al pericolo che le creature possano ucciderci, si contrappone la certezza che se falliamo, ripartiremo da un punto agevole per ricominciare. Forse, per mantenere la suspense era meglio ridurre i check-point.

Non cambia molto

Concludiamo parlando del comparto tecnico. Il gioco come detto in apertura di recensione è disponibile su PS4 e PC da più di due anni. Purtroppo non ci sono cambiamenti nella versione Xbox One, il motore grafico è naturalmente il medesimo, L’HPL Engine 3 che riesce a fare la sua discreta figura. Il lavoro di Frictional Games si vede tutto nel sistema di luci e ombre delle ambientazioni, le quali riescono a dare quell’effetto di ansia e di suspense tanto ricercato dallo studio svedese. Se volete vivere un’esperienza ancora più appagante, armatevi di un bel paio di cuffie, spegnete la luce e vedrete come il vostro cuore andrà a mille quando verrete braccati dalle creature che abitano su Pathos 2. Per i meno coraggiosi invece, ricordate di abilitare la Safe Mode, in tal modo il gioco diventerà una sorta di passeggiata, in quanto godrete di tutti gli elementi della trama ma senza la minaccia che i mostri possano farvi del male. Ottima l’intelligenza artificiale nemica, buona caratterizzazione degli ambienti di gioco e delle creature. Unica nota negativa, qualche calo di frame rate di troppo che però non inficia in alcun modo sulla buona esperienza di gioco proposta da Frictional Games.

Commento finale

SOMA è un buonissimo titolo sci-fi/survival horror. A meccaniche di gioco, di certo non sensazionali, si contrappone però un plot narrativo solido e mai banale. I ragazzi svedesi sono riusciti a creare un giusto mix fra esplorazione e narrazione, mantenendo il giusto ritmo e senza mai annoiare il giocatore. Non chiamateci blasfemi, ma ai vari Alien: Isolation, BioShock e compagnia bella, SOMA non ha nulla da invidiare. Considerando anche il budget ben al di sotto dei due citati titoli, Frictional Games è riuscita a confezionare un prodotto davvero ottimo che farà felici tutti i fan del genere.

Recensione Destiny 2: La Maledizione di Osiride

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Destiny 2

Un pericolo incombe.

Versione testata: PlayStation 4

Come da routine, a tre mesi dal lancio di Destiny 2, Bungie si appresta a lanciare sul mercato il primo DLC La Maledizione di Osiride. Non posso non fare a meno di paragonare questo pacchetto a quel che fu L’Oscurità dal Profondo tre anni fa.

Ho deciso di recensire questo titolo leggermente in ritardo per poter almeno avere accesso ad ogni contenuto del DLC, in modo da poter giudicare il prodotto nel complesso.

Gli eventi narrati sono cronologicamente successivi alla Guerra Rossa, colonna portante della trama iniziale del gioco. Il risveglio del Viaggiatore, provocato da Gaul, sarà l’evento scatenante che darà il via alla trama principale. Il DLC inizierà con una cinematica estesa che durerà qualche minuto; in questa sequenza ci verrà introdotto il più potente stregone dell’Avanguardia: Osiride. Questi è impegnato in una battaglia contro i Vex – ai veterani del titolo sarà semplice riconoscere la Volta di Vetro -, i quali in realtà lo hanno tratto in inganno per impossessarsi del suo Spettro. Colto l’inganno, lo stregone si sacrificherà per poter spedire Sagira alla Torre, riuscendo a metà nello scopo in quanto questa viene colpita da un’arma Vex e trasportata su Mercurio, dove verrà trovata dai fanatici di Osiride.

Nel corso dell’avventura miglioreremo la conoscenza del fratello Vance, primo fanatico di Mercurio, e verremo a conoscenza della minaccia da affrontare: Panoptes, una mente Vex. Il nostro compito, dunque, sarà fermare la mente Vex ed impedire che si avveri il Futuro Nero e riunire Sagira con Osiride.

Nuove destinazioni nel profondo blu.

La durata della storia principale si attesta sulle due ore di gameplay; inoltre, a parte qualche sporadico passaggio su pianeti già visitati, le missioni principali si svolgeranno sul pianeta Mercurio, tra la Foresta Infinita e la versione passata, presente e futura del pianeta stesso, il quale è una delle destinazioni più ispirate e meglio strutturate mai viste in Destiny. Per la prima volta, un DLC aggiunge una nuova destinazione, e noi ne siamo ben felici.

Le dimensioni della superficie esplorabile sono all’incirca le stesse di Titano, guardando i vari indicatori e misurando ad occhio le distanze, con l’aggiunta della Foresta Infinita, simulazione Vex che collegherà le varie versioni temporali di Mercurio. Tuttavia, quest’ultima sarà accessibile solo in determinate missioni, e non è liberamente esplorabile.

Sul pianeta, per concludere, sono disponibili tutte le attività classiche di Destiny, dagli scrigni dorati agli eventi pubblici, passando per le avventure e il settore perduto. Parlando un momento degli eventi pubblici, ne è stato inserito uno ad hoc, il più grande per ora, che ci farà correre da un capo all’altro del pianeta per fermare i Vex; inoltre, completato l’evento, avremo accesso ad una nuova zona del pianeta, prima non esplorabile.

Fai del male a chi ti aiuta.

Nel gioco, vengono introdotti due nuovi assalti e tre nuove mappe del crogiolo.

Gli assalti partiranno dalla Foresta Infinita, per poi deviare il percorso e condurci uno nel passato ad affrontare Vex e l’altro nel presente a fermare Cabal. Entrambi, comunque, risultano ben strutturati per meccaniche, ambientazioni e narrazione. Difatti, rispetto al passato, la storia degli assalti sarà più centrale e pertanto meglio integrata nella trama principale. Tuttavia, questi due contenuti saranno parte portante per giungere a Panoptes e, quindi, finita la storia principale si avrà una sensazione di incompletezza e inconcludenza che di certo stona con la narrazione del titolo.

Le mappe pvp, invece, saranno ambientate su Titano, una nelle piattaforme e una nel Solarium, e su Mercurio, nella versione passata. Nulla cambia rispetto alle solite mappe di gioco, offrendo una certa freneticità nel medio/corto raggio.

Lodevole, infine, l’avere accesso ad un engramma potente al completamento di tre assalti dalla playlist, in quanto viene dato a quest’ultima un senso di esistenza all’interno dell’economia del gioco.

Breve ma intenso.

Parliamo dell’ultimo temuto contenuto: l’incursione. Rispetto al Leviatano, e a tutti gli altri raid di Destiny, il Divora-mondi è piuttosto breve e poco variegato. Tuttavia, ciò che all’apparenza può sembrare un dolcetto scaduto, in realtà levata la carta si rileva essere un ottimo cioccolatino. Infatti, nonostante la durata e le sole tre fasi, il raid è molto divertente e richiede un certo livello di impegno. Superato una specie di tutorial, l’arena rimarrà la medesima sia per la fase 2 che per la fase 3. A stupire è la presenza dei Vex, spiegata in maniera piuttosto semplice. Difatti, il Leviatano ha divorato un pianeta infestato dai robotici alieni, che ora stanno manomettendo i motori di reazione della nave stessa. Le ambientazioni sono ben curate, tra rocce sospese e Vex dalla dimensione di Oryx che entrano in contrasto con le sfarzose stanze della residenza di Calus.

Armato di cattive intenzioni.

Infine, sono stati aggiunti nuovi equipaggiamenti da trovare e indossare. Per di più, è stato anche modificato il meta di riferimento per il pvp. Mentre per gli equipaggiamenti leggendari troveremo reskin di pezzi già visti, tra le armi e armature esotiche troveremo nuovo materiale oltre ad alcuni rientri di pezzi già incontrati nel primo capitolo. Un’interessante novità è la forgia Vex, che, settimana per settimana, ci equipaggerà con pezzi dallo stile Vex.

Fuggite, guardiani!

La colonna sonora de La Maledizione di Osiride è ben composta, con musica egregie e ben distinguibili. Ammirevole, o stridente, dipende dal livello di tolleranza, la somiglianza di determinate musiche ai capolavori composti da Shore per il Signore degli Anelli. Inoltre, i suoni ambientali sono sempre ben calibrati e non risultano mai né meccanici né forzati.

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Destiny 2: La Maledizione di Osiride
8.4 / 10 4News.it
Disponibile suPS4, XBOX One, PC
Pro
    - OST indimenticabile
    - Raid ben curato nonostante l'eccessiva velocità
    - Nuovi tasselli alla personalizzazione del gameplay
Contro
    - Le attività sono fini a se stesse
    - Blocco delle attività più difficili ai soli possessori del gioco base
    - Campagna troppo breve e scontata
Riassunto
Tirando le somme, La Maledizione di Osiride è senza ombra di dubbio un contenuto di enorme qualità, al quale vengono aggiunti nuovi tasselli sia per quanto riguarda il gameplay che per quanto riguarda la lore del mondo creato da Bungie. La strada intrapresa è sicuramente quella giusta, e, dopo tre anni e mezzo, si inizia finalmente ad avere un quadro di ciò che il titolo vuole dirci. Le parole di Calus, al termine del Raid, sono sia enigmatiche sia chiare su ciò che ci attenderà, e a noi non resta che attendere. Guardate il cielo, guardiani, una nuova luce presto brillerà e chiederà il vostro aiuto.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

Monster Hunter World si mostra nella versione PS Vita con Remote Play

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Monster Hunter World

Se sognate di giocare il nuovo Monster Hunter World su di una console portatile ci sta una possibilità, con il sottovalutato Remote Play di Playstation Vita.

La serie di Monster Hunter sta per abbandonare il mondo portatile per approdare in quello delle console casalinghe con Monster Hunter World; tuttavia, esiste ancora un modo per giocarlo su una console portatile, con il sottovalutato Remote Play di Playstation Vita.

Sotto potete controllare quattro video che mostrano le qualità del gioco con la portatile di casa Sony. Mentre il primo video è stato registrato in maniera amatoriale, per gli altri tre sono stati utilizzati metodi di acquisizione diretti.

Il gioco sembra molto bello e pulito, e ciò ci dona tre differenti scenari che mai si verificheranno (forse):

  • Cosa sarebbe successo se Sony avesse deciso di tenere i diritti della serie e non venderli a Nintendo per il suo 3DS. Molto probabilmente avremmo avuto sicuramente due titoli per Playstation Vita, e la console avrebbe avuto più successo almeno in Giappone;
  • Se Sony avesse puntato su un successore di Playstation Vita, avremmo avuto un Monster Hunter World che sarebbe stato graficamente ammaliante su un’ipotetica Playstation Vita 2;
  • Come sarebbe Monster Hunter World se Capcom decidesse di convertirlo anche per Nintendo Switch, da molti considerata il futuro di Playstation Vita.

Monster Hunter World sarà disponibile dal 26 Gennaio 2018 per Playstation 4 e Xbox One; la versione PC, invece, è ancora in fase di sviluppo e sarà rilasciata durante il corso dell’anno.

Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno si mostra in un nuovo trailer

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Team of Heroes

Dopo aver ufficialmente rinviato il titolo, Bandai Namco ha reso disponibile oggi un nuovo trailer, dal nome “Team of Heroes”, per Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno, che ricordiamo sarà disponibile in Italia per PlayStation 4 e PC dal 22 marzo 2018.

Qui di seguito il trailer:

Recensione Snow Moto Racing Freedom

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Gare a tutta velocità tra i banchi di neve.

Versione testata: Nintendo Switch

Lo sviluppatore tedesco Zordix non è nuovo nel panorama videoludico, soprattutto per quanto riguarda le console della grande N. Lo scorso anno infatti rilasciò Aqua Moto Racing 3D, racing game con protagoniste le moto d’acqua, in esclusiva per Nintendo 3DS. Lo sviluppatore questa volta ci riprova, e in collaborazione con Big Ben Interactive, porta sulla nuova console Nintendo Snow Moto Racing Freedom, seguito spirituale del titolo 3DS e il già recensito Aqua Moto Racing Utopia.

Snow Moto Racing Freedom appartiene, senza ombra di dubbio, ad un genere di nicchia, un particolare tipo di gioco amatissimo in passato ma che, nel corso degli anni, ha visto un costante calo di interesse e di qualità da parte degli sviluppatori. Pochi sono stati i titoli dedicati al genere, in questi ultimi anni, che hanno lasciato un ricordo positivo nella memoria dei giocatori. Forse alcuni ricorderanno il famoso Wave Race, con le sue moto firmate Kawasaki, pietra miliare del genere che fece il suo debutto su Nintendo 64.

Zordix con il suo Snow Moto Racing Freedom sarà riuscito a creare un prodotto qualitativamente valido? Potrà divenire un nuovo punto di partenza per riportare in auge questo genere di giochi? Scopriamolo nella nostra recensione!

Cavalchiamo la neve.

Essendo uscito già su PlayStation 4 e PC da più di un anno, Snow Moto Racing Freedom non è una vera e propria novità nel panorama videoludico ma resta il primo ed unico (nell’attesa dell’uscita di Riptide GP Renegade) esponente del genere disponibile su Nintendo Switch.

Non appena avviato il gioco avrete modo di personalizzare il vostro pilota e la vostra moto tramite un semplice e comodo editor. Si potranno quindi selezionare la nazionalità ed i dettagli per il proprio pilota, compreso il tipo di casco, l’abbigliamento e molto altro ancora.

Superata la scelta del proprio avatar, Snow Moto Racing Freedom vi lancerà subito nel vivo dell’azione attraverso un semplice tutorial che vi spiegherà le basi del titolo. Proprio il tutorial appare fin da subito fin troppo “leggero”, omettendo l’insegnamento di trick ed evoluzioni fondamentali per proseguire nell’avanzamento del gioco.

Il gioco dispone anche della visuale in prima persona, sicuramente un’aggiunta simpatica ma che, in termini di gameplay, appare troppo poco funzionale e poco utile.

Un oceano infinito di opportunità.

Una volta che avrete completato il tutorial vi ritroverete nel menù iniziale, dal quale potrete scegliere tra una buona quantità di contenuti. Tante infatti sono le modalità e le gare proposte, soprattutto per quanto riguarda il multigiocatore, ma procediamo con ordine. Il single-player resta comunque la componente principale del titolo, dando al giocatore la possibilità di scegliere tra tre diverse categorie: Runabout, Ski e Freestyle.

Paradossalmente le prime due modalità non saranno molto differenti l’una dall’altra, in quanto in entrambe gareggerete contro otto avversari in gare “a circuito” in cui dovrete cercare di arrivare primi. L’unica differenza risiede nei tipi di moto che il gioco vi metterà a disposizione. Nella categoria Freestyle invece il vostro obiettivo sarà quello di eseguire diverse acrobazie, in un lasso di tempo limitato, attraverso le quali dovrete cercare di accumulare più punti possibile, per scalare la classifica e battere i vostri avversari.

Ogni categoria dispone di un buon numero di campionati, ognuno composto da tre/quattro gare differenti e, per proseguire, dovrete classificarvi nelle prime tre posizioni. Sbloccherete così i campionati successivi, la cui difficoltà aumenterà progressivamente. Sarà inoltre possibile comprare moto più performanti tramite il denaro che otterrete vincendo i campionati, raccogliendo i gettoni sparsi nella mappa ed eseguendo le acrobazie durante le singole gare. Presenti, infine, anche le immancabili prove a tempo con tanto di medaglie da ottenere.

Gareggiando però appariranno chiari i veri problemi del gioco: ben presto vi renderete conto di quanto la difficoltà del gioco sia mal calibrata, il che si traduce in una IA fin troppo aggressiva già dalle prime fasi di gioco.

Merita attenzione invece l’ottimo comparto multiplayer di cui dispone il titolo, con molte modalità disponibili, di cui alcune veramente ben riuscite e divertenti. Il multigiocatore è esclusivamente offline e supporta fino a quattro giocatori in split screen.

Divertente sì… ma con alti e bassi.

Tecnicamente parlando purtroppo il titolo non è eccezionale. Il comparto grafico è sicuramente quello meno curato di tutto il pacchetto, con texture non sempre definite ed una resa generale comunque al di sotto degli standard a cui l’hardware di Switch ci ha ormai abituato.

Da rivedere anche la fisica dell’acqua e più in generale dei movimenti della propria moto, spesso imprecisa e con risultati fin troppo imprevedibili.

Durante la nostra prova abbiamo inoltre riscontrato fastidiosi rallentamenti, nelle situazioni più concitate, nella modalità docked. Problemi che, nelle stesse situazioni e condizioni, in modalità portatile non abbiamo minimamente riscontrato. Per questo consideriamo quest’ultima la modalità migliore per poter sfruttare al meglio Snow Moto Racing Freedom.

Buona invece la realizzazione degli ambienti di gioco, con circuiti ispirati che ti fanno entrare nel vivo delle ambientazioni montane. Ottime anche le moto sia per numero che per realizzazione che, grazie anche alla presenza dell’editor, potrete rendere personali ed uniche.

Carino infine anche il comparto sonoro, con tracce “fresche” e tutte dedicate all’ambiente montano.

Commento finale.

Zordix ha sicuramente provato a realizzare un prodotto valido e divertente ma che, per un motivo o per un altro, non riesce appieno nel suo intento. Snow Moto Racing Freedom, purtroppo, soffre maledettamente sul lato tecnico, mostrando limiti evidenti sui quali difficilmente i giocatori sapranno soprassedere. Lodevole invece la grande quantità di contenuti che, in un modo o nell’altro, cerca di accontentare ogni giocatore. Degno di nota infine il comparto multigiocatore (esclusivamente in locale) che saprà offrire, nonostante tutto, piacevoli partite in compagnia di amici.

Plants vs Zombie Game of the Year Edition disponibile gratuitamente su Origin

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Tempo di regali da parte di Electronic Arts.

Il Natale è ormai alle porte ed Electronic Arts ha deciso di regalare agli utenti PC e Mac, Plants vs Zombie Game of the Year Edition. Basterà semplicemente andare su Origin, scaricare il gioco e sarà vostro per sempre.

Contenti?

 

 

Okami HD, pubblicato il trailer di lancio

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Guardiamolo insieme.

Come riportato da Dualshockers, Okami HD è finalmente disponibile per PS4, Xbox One e PC. Per celebrare la pubblicazione del gioco, Capcom ha deciso di pubblicare il trailer di lancio che potete visionare qui di seguito:

Acquisterete Okami HD?

Recensione Star Wars Battlefront II

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Abbiamo provato il nuovo capitolo di casa EA.

Versione testata: PC – Origin

E’ difficile riuscire a separare la recensione del gioco Star Wars Battlefront II dalle polemiche che in queste settimane hanno acceso il dibattito sulla nuova via, o deriva se preferite, che i videogames stanno assumendo. Da un lato, infatti, c’è un titolo assolutamente valido, che riprende la buona strada intrapresa con il primo capitolo migliorando l’esperienza di gioco sotto quasi tutti gli aspetti, a partire da una divertente campagna in single player che regala momenti inaspettati. Dall’altra, d’altronde, c’è l’archetipo dei giochi del futuro in cui il pay to win è elemento onnipresente e determinante dell’intera esperienza. Ma è davvero così? Star Wars Battlefront II merita davvero le pesanti critiche che gli sono state mosse da una parte della stampa specializzata ma, soprattutto, da una parte dell’utenza che addirittura ha lanciato una campagna per sottrarre a EA il franchise Star Wars?

A Star Wars Story?

Una delle principali pecche di Star Wars Battlefront era sicuramente l’assenza di una campagna in single player. Per un franchise come Star Wars, in effetti, fare a meno di una trama che possa accompagnare il giocatore in un universo di gioco vasto quanto una galassia (lontana lontana) era sembrato un’eresia. Creare una nuova storia in un universo così stratificato, fatto di una storiografia canonica, quella dei film, dei fumetti e dei libri riconosciuti a cui si sovrappone una storiografia, per così dire, apocrifa ma comunque fondamentale nell’economia generale dell’opera, allo stesso tempo, rappresentava un azzardo. Proprio per questo, in fin dei conti, al primo capitolo si è perdonato un po’ questa assenza, nella consapevolezza che il successivo avrebbe posto rimedio a questa mancanza.

Creare una campagna per Star Wars Battlefront II quindi, non è stato facile: Criterion e Motive, ben consapevoli che al primo passo falso legioni di fan avrebbero sollevato l’ascia di guerra (del resto non è stato così addirittura con i prequel curati da Lucas stesso?), hanno quindi optato per una side story soft che, pur essendo godibile dall’inizio alla fine, non smuove niente nell’universo canonico del franchise, ma attinge in maniera un po’ casuale dall’intero, corposo forziere di storie che l’epopea di Star Wars ci ha regalato in oltre 30 anni. Ed è un peccato, perché le premesse per una storia memorabile ci sono tutte. Abbiamo una eroina affascinante, Iden Versio, capitano di un corpo di élite imperiale e figlia di un ammiraglio, che scopre il lato oscuro che ha contagiato l’impero e decide di ribellarsi. Abbiamo i personaggi classici della trilogia originale, così come quelli dei prequel e dei nuovi capitoli. Abbiamo ambientazioni come sempre meravigliose e qui rese ancora più maestose dalla maestria tecnica del team di sviluppo. Ciò che manca, come abbiamo detto, è il coraggio di osare, di approfondire i personaggi, di analizzare il loro conflitto interiore (che è la caratteristica di tutti gli Star Wars in fin dei conti), di prendersi qualche licenza rischiando anche di scontentare qualche fan. E così si passa da una Iden Versio terribile cacciatrice di ribelli ad una Iden Versio redenta e pronta a combattere l’impero senza una reale soluzione di continuità. In mezzo a questa repentina metamorfosi, ci sono 10 secondi di sceneggiatura, qualche espressione arrabbiata della protagonista ed un pianeta raso al suolo dall’impero. Ben poco viene approfondito e la comprensione di alcuni determinati eventi, a meno che non abbiate letto i romanzi e i fumetti, risulta assai complicata.

La campagna, come dicevamo prima, pur non brillando per sceneggiatura e profondità nella caratterizzazione dei personaggi, è però in ogni caso estremamente godibile per tutte le circa 7 ore necessarie per portarla a termine al livello di difficoltà più alto. Si tratta in sostanza di una serie di missioni in cui vestiremo i panni dei personaggi più rappresentativi dell’opepa di Star Wars, da Skywalker ad Han Solo, passando per la principessa Leia o Lando Carlissian, ognuno di essi in qualche modo partecipe della rinascita della nostra eroina Iden e del suo compagno della Squadra Inferno.

Pew pew pew

E’ sul gameplay del gioco che si sono concentrate la maggior parte delle critiche, non tanto nei confronti dei contenuti, che come promesso da DICE sono tantissimi, quanto piuttosto sulla famigerata questione del pay to win, di cui però parleremo più avanti.

L’ampia licenza concessa ai DICE ha permesso di introdurre i personaggi più emblematici dell’universo di Star Wars che nel primo capitolo erano rimasti fuori: Yoda, Kylo Ren, l’odiato Darth Maul e Rey si aggiungono a Luke Skywalker e Darth Vader, permettendoci una immedesimazione nell’univeso di gioco come mai prima d’ora. Anche le mappe, realizzate con cura certosina e genuino amore per la saga originale, riproducono fedelmente alcune delle location presenti negli oramai sette film della saga. Memorabile, in questo senso, il palazzo reale di Naboo, che dovremo difendere dall’incursione terrestre dell’impero nei panni della principessa Leia, o il Castello di Maz Kanata su Takodana che avremo modo di esplorare nei panni di Han Solo. Non soltanto un grande fan service, ma un sincero tributo all’iconografia di Star Wars.

Anche il gameplay competitivo ha fatto tesoro delle carenze del primo capitolo e si presenta ora molto più profondo, con la possibilità di scelta tra 4 diverse classe di gioco ognuna di esse con armi e caratteristiche peculiari: Assalto, Ufficiale (medico) Specialista (cecchino) e Pesante.

Le principali novità in termini di gameplay puro, però, riguardano la controllabilità dei veicoli, decisamente semplificata rispetto al precedente capitolo e sicuramente ora molto più appassionante anche per chi è a secco con questo tipo di giochi. In particolare, il sistema di puntamento delle astronavi è stato migliorato con un indicatore circolare che individua il punto in cui dirigere il fuoco del veicolo per essere certi di colpire il bersaglio. La nuova manovrabilità, inoltre, favorisce comportamenti più arditi come ad esempio il lanciarsi in picchiata verso una star killer per poi virare all’ultimo secondo, e tutto questo aumenta in maniera esponenziale la spettacolarità degli scontri e la soddisfazione ottenuta nelle missioni Caccia Stellari All’assalto, versione riveduta e corretta di Fighter Squadron.

Un deciso passo in avanti è stato fatto anche nel bilanciamento degli eroi e dei veicoli rispetto al precedente capitolo. Questi non vengono più potenziati dai power up che è possibile ritrovare all’interno della mappa di gioco, ma dai Punti Battaglia che si possono ottenere eliminando i nemici o completando determinati obiettivi. Tutto ciò non altera la vocazione propriamente Arcade del gioco, che ricorda più da vicino un CoD che non un Overwatch, ma rende gli scontri decisamente più interessanti.

Le modalità di gioco, nonostante il cambio di nome, ricalcano sostanzialmente quelle già viste su Battlefront, con l’aggiunta però di particolari obiettivi di squadra correttamente inseriti nell’economia di gioco. Di volta in volta, ad esempio, ci verrà chiesto di fermare l’avanzata di un convoglio, di rubare un veicolo e via discorrendo.

Eroi contro Malvagi prende il posto di Caccia all’eroe, presentandoci sostanzialmente una mappa di soli eroi l’un contro l’altro armati. Concludono l’offerta ludica il classico Deathmatch a squadre di “Eliminazione” e “Attacco”, una rivisitazione del classico King of the Hill con due squadre da 8 giocatori ciascuna.

Wuuh aaaaahnr huurh  (usare un wookie translator per la traduzione)

Inutile girarci intorno, di Battlefront II sfortunatamente si è parlato più per le microtransazioni che per il gioco in sé. Dopo le prime ore di gioco in beta pubblica, si è infatti formato un comitato di resistenza che ha fatto di tutto per boicottare il gioco in maniera decisamente azzardata e priva di logica. I forum si sono riempiti di critiche e ancor prima dell’uscita del gioco Metacritic è stata sommersa di recensioni con voto “0” che hanno affossato pesantemente la valutazione media del titolo (e questo ci pone un altro interrogativo riguardante l’affidabilità dei sistemi di aggregazione delle review). Tutto è stato causato da un eccessivo costo in crediti di gioco di alcuni personaggi –  effettivamente troppo alto e realizzato con il solo fine di spingere i giocatori ad acquistare crediti mediante microtransazioni, anziché guadagnarli giocando  –  e dal sistema di loot box, che qualcuno ha definito “gioco d’azzardo”. Le loot box, infatti, oltre a contenere crediti e elementi di personalizzazione, contengono le “Star Cards”, perks in grado di potenziare sensibilmente le abilità degli eroi, delle unità e dei veicoli.  Sistemi di loot boxes sono presenti in tanti giochi, come il celebre Overwatch, ma il sistema scelto da EA nella fase di beta, basato principalmente sul caso, oltre alla possibilità di ottenere non soltanto elementi di personalizzazione e skin, ma veri e propri potenziamenti, in grado di alterare sensibilmente il potere della propria unità, appare decisamente deprecabile, e secondo alcuni, allo stesso modo delle famigerate slot machine, spingerebbe alcuni giocatori ad acquistare compulsivamente nuove casse e altri a subire passivamente il maggior potere di alcuni di questi con un portafogli più gonfio.

Detta così, la protesta anche accesa di una parte della community sarebbe quanto mai giustificata; in realtà, forse anche consapevole delle proteste in atto, il gioco al momento dell’uscita è apparso  molto più bilanciato di quanto visto in Open Beta, e a distanza di quasi un mese (dopo il repentino blocco delle microtransazioni di gioco) le cose online sono decisamente migliorate. Innanzitutto, il costo degli eroi è calato sensibilmente, rendendo inutili i cheat utilizzati da alcuni utenti per guadagnare crediti anche senza giocare (due molle poste sulle levette analogiche per far muovere in tondo il personaggio ed evitare la disconnessione per inattività), e soprattutto il sistema di loot è stato migliorato. Nell’equazione di loot ora il sistema terrà conto delle ore di gioco spese, dell’abilità del giocatore e della rarità delle altre carte ottenute.

Una galassia (con fov) lontana lontana

Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto da Criterion è encomiabile. Il mondo di gioco è fedele alla controparte cinematografica, così come la modellazione e le animazioni dei personaggi. Effetti particellari, illuminazione dinamica e qualità delle texture inoltre sono ai massimi livelli come il franchise d’altronde merita e, al livello di dettaglio più alto, in alcuni punti si fa fatica a credere di essere in un videogame.

Tuttavia, non mancano alcune ombre. Abbiamo testato il gioco su due diverse configurazioni PC, una basata su AMD Ryzen 7 1800X @4.9 GHz e 16 GB di RAM e l’altra su Intel 7820X @4,8 GHz e 16 GB di RAM a 3200 MHz, con ben tre schede grafiche differenti, una GTX 1060 3 GB, una GTX 1070 ed una 1080 Ti. In tutti i casi, anche settando livelli di dettaglio più bassi, abbiamo sempre riscontrati casuali crolli del frame rate, soprattutto nelle cutscenes. Con la 1060 da 3 GB siamo riusciti a giocare ad una risoluzione di 2560x1440p con dettagli normali/alti, a circa 50 fps di media, che aumentavano fino a 60 fps abbassando qualche impostazione nel field of view da 77 a 50. Con la 1070, risoluzione 2K e dettagli alti/ultra il frame rate è stabile sopra i 60 fps con field of view a 77. Con la 1080 Ti, invece, siamo riusciti a giocare in 4K e dettagli alti/ultra con un frame rate tra i 50 e i 60 fps. In ogni caso, tuttavia abbiamo sempre riscontrato degli improvvisi, quanto casuali, cali di frame rate per una manciata di secondi. Inizialmente, quando il problema si è verificato, avevamo imputato il comportamento anomalo alla limitata memoria RAM – per la risoluzione 2K – della nostra Gigabyte GTX 1060 3 GB Windforce OC X2 (sarebbe stata la prima volta), ma poi abbiamo provato con una GTX 1070 reference, sempre in 2K con dettagli alti e normali, riscontrando lo stesso identico problema. Problema che si è ripetuto con la configurazione Intel 7820X e 1080 Ti in risoluzione 4K. Abbiamo concluso quindi per una non corretta ottimizzazione del gioco, forse dimenticata da altri recensori nei loro articoli e che ci auguriamo possa essere risolta al più presto nei prossimi aggiornamenti.

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Commento finale

Si può essere decisamente contro il sistema di microtransazioni nei giochi, del resto non stiamo acquistando un gioco gratuito o budget ma venduto a prezzo pieno, tuttavia affossare un titolo come Star Wars Battlefront II, nonostante le correzioni apportate in corso d’opera, appare decisamente ingiustificato. Ad oggi, infatti, in ogni partita giocata online sono ben pochi i casi in cui si ha l’impressione di essere in qualche modo svantaggiati dal non aver speso soldi reali. Certo, un sistema delle loot boxes sul modello di quello previsto in Battlefront II è un pericoloso precedente da contrastare, anche perché non siamo sicuri che in futuro altre software house saranno così disponibili come EA a rimediare ai propri errori, tuttavia è innegabile che Star Wars Battlefront II sia un titolo decisamente godibile e probabilmente il miglior videogioco dedicato alla saga di Star Wars. Il suo comparto tecnico sontuoso solo marginalmente appannato da qualche problema tecnico, il gameplay divertente e frenetico ma soprattutto ricco di personaggi e situazioni che faranno la gioia di qualsiasi appassionato ed una trama in single player, tutto sommato, godibile ci fanno concludere per il voto tondo che trovate in calce, nella speranza che come spesso accade non ci si faccia condizionare da polemiche spesso sterili e pretestuose dettate più dall’antipatia verso un publisher piuttosto che da una reale valutazione oggettiva.

Ni no Kuni II Il Destino di un Regno, rinviato ufficialmente

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Sarà disponibile a partire dal 22 marzo.

Bandai Namco ha da poco annunciato il rinvio di Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno. L’uscita dell’ RPG Level-5, precedentemente fissata per il 19 gennaio, è stata spostata ufficialmente al 23 marzo. Uno slittamento consistente che permetterà agli sviluppatori di “implementare nuove modalità”

Il presidente e CEO di Level-5, Akihiro Hino, havoluto rilasciare alcune dichiarazioni in merito:

Come tutti sapete, Level-5 si impegna a fornire i più alti livelli di sviluppo e qualità in ognuno dei suoi videogiochi. Lo sviluppo del nostro nuovo progetto, Ni no Kuni II Il Destino di un Regno, sta procedendo molto bene e non vediamo l’ora di condividere questa nuova avventura con tutti voi, i nostri fan. Nello sforzo di rinnovare costantemente e offrire nuove esperienze ai giocatori, abbiamo anche implementato alcune nuove modalità in Ni no Kuni II Il Destino di un Regno, tra cui le nuove modalità Schermaglia e Regno, che sapranno sicuramente conquistare i giocatori.

Tuttavia, con le innovazioni e le nuove idee è necessario anche assicurarsi che tutto funzioni al meglio, dando vita a un pacchetto coerente e divertente. Ciò significa che avremo bisogno di un po’ più di tempo per assicurarci che l’intera esperienza di Ni no Kuni II Il Destino di un Regno soddisfi gli alti standard di qualità di Level-5 e Bandai Namco. Perciò oggi, vorrei chiedere a tutti di prestare ancora un po’ di pazienza perché sposteremo la data di uscita di Ni no Kuni II Revenant Kingdom al 22 marzo 2018 per PlayStation 4 e Steam . Nelle prossime settimane e nei mesi successivi, avvicinandoci alla data di uscita, condivideremo maggiori dettagli su Ni no Kuni II Il Destino di un Regno. A nome di tutti qui in Level-5, desidero ringraziarvi per la vostra pazienza e il vostro costante supporto“.

SteamWorld Heist Ultimate Edition, annunciato per Nintendo Switch

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Sarà disponibile dal 28 dicembre.

Lo sviluppatore Image & Form Games, creatore del recente Steam World Dig 2, ha annunciato che pubblicherà SteamWorld Heist Ultimate Edition anche su Nintendo Switch.

Questa versione Ultimate Edition includerà al suo interno tutti i DLC realizzati e sarà disponibile sul Nintendo eShop a partire dal 28 dicembre. Per chi non lo sapesse, SteamWorld Heist  è uno strategico a turni ambientato nel mondo di Steam World Dig acclamato a più riprese sia dalla critica che dal pubblico.

Come accennato precedentemente, SteamWorld Heist Ultimate Edition conterrà al suo intenro tutti i DLC realizzati e sarà disponibile al prezzo di €19.99. La versione Nintendo Switch, inoltre, potrà contare su tutta una serie di controlli touch grazie alle caratteristiche uniche della console.

Di seguito vi lasciamo al trailer d’annuncio:

Ricordiamo infine che SteamWorld Heist Ultimate Edition è attualmente disponibile su 3DS, PlayStation 4, PlayStation Vita, iOS, WiiU e PC.

Nintendo Switch, oltre 10 milioni di console vendute

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Un successo incredibile in soli 9 mesi.

Nintendo ha reso noto, tramite un comunicato ufficiale, l’incredibile risultato economico raggiunto in soli 9 mesi da Nintendo Switch. La compagnia giapponese ha annunciato di aver venduto oltre 10 milioni di console da marzo fino ad oggi. Un dato veramente incredibile se confrontato specialmente con le vendite disastrose fatte registrare da Nintendo WiiU.

Il merito di questo successo non è frutto esclusivamente della console e della sua natura ibrida, ma è anche merito di una line-up di qualità ed in costante crescita.

“Nell’assortimento di titoli per Nintendo Switch sono già presenti due dei videogiochi più acclamati di tutti i tempi: The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Super Mario Odyssey il primo dei quali ha vinto il premio Miglior Gioco dell’Anno ai The Game Awards e ha ricevuto ulteriori riconoscimenti tra cui Miglior Gioco Action e Adventure e Miglior Game Direction, mentre Super Mario Odyssey si è aggiudicato il premio come Miglior Gioco per Famiglie . E con titoli multiplayer unici come Mario Kart 8 Deluxe, Splatoon 2 e ARMS, che possono essere giocati sia online** che nella stessa stanza con amici e famigliari*, oltre a una lista sempre crescente di eccellenti giochi di terze parti tra cui Mario + Rabbids Kingdom Battle, FIFA 18, Rocket League , L.A. Noire, The Elder Scrolls V: Skyrim, Golf Story e Stardew Valley, Nintendo Switch è davvero la console per qualsiasi giocatore.”

“Con un ampio catalogo di giochi usciti quest’anno, i possessori di Nintendo Switch saranno impazienti di conoscere la line-up in arrivo il prossimo anno, con il lancio di titoli pubblicati da Nintendo come Kirby Star Allies, Bayonetta 2, Dragon Quest Builders e un nuovo gioco del franchise Yoshi, oltre ai grandi giochi di terze parti come Wolfenstein II: The New Colossus di Bethesda, Mega Man 11 di Capcom, PROJECT OCTOPATH TRAVELER (titolo provvisorio) di Square Enix, Shovel Knight: King of Cards di Yacht Club Games e Morphies Law di Cosmoscope.”

“Siamo orgogliosi del fatto che i fan di tutta Europa e di tutto il mondo si divertano con le esperienze di gioco che solo Nintendo Switch può offrire, sia che si tratti delle ultimissime avventure di Super Mario e Link sia che si parli di giochi unici come 1-2 Switch, dove i giocatori devono guardarsi negli occhi anziché guardare lo schermo”, ha dichiarato Satoru Shibata, Presidente di Nintendo of Europe.

 

 

 

Resident Evil 7 Gold Edition è finalmente disponibile

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Un pack ricchissimo.

Resident Evil 7 Gold Edition è da oggi disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC, insieme agli ultimi due nuovi DLC – Not a Hero e End of Zoe. Questa è la versione definitiva dell’acclamato titolo survival horror del 2017 e include tutti i contenuti disponibili a oggi, compresi i tre DLC, per un pacchetto horror completo. Sono infatti compresi i due DLC pubblicati  precedentemente, Banned Footage Vol. 1 e Banned Footage Vol. 2, oltre all’ultimo DLC uscito oggi, End of Zoe. Not a Hero è invece disponibile gratuitamente per tutti i possessori di qualsiasi versione di Resident Evil 7 biohazard.