I giocatori e i fan Pokémon di tutto il mondo si sono dati appuntamento all’ExCeL Exhibition Centre di Londra dal 17 al 19 novembre 2017 per i Campionati Internazionali Europei Pokémon della stagione 2018. Sfidandosi nella sezione del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon e in quella dei videogiochi Pokémon Sole e Pokémon Luna, i giocatori si sono affrontati senza esclusioni di colpi nell’arco dei tre giorni per determinare il vincitore nelle diverse categorie.
I campioni europei e gli altri giocatori che si sono piazzati in cima alle classifiche si sono inoltre aggiudicati una fetta di Championship Point validi per cercare di assicurarsi un posto ai Campionati Mondiali Pokémon 2018.
Ecco la lista finale dei vincitori di questo weekend di incontri:
Migliori 4 della categoria Junior (VG)
Campione: Justin Miranda-Radbord (CA)
Finalista: Erik Minniti (IT)
Semifinalista: Bilel Lakehal (FR)
Semifinalista: Riccardo Cantrell (IT)
Migliori 4 della categoria Senior (VG)
Campione: James Evans (USA)
Finalista: Thomas Gianola (IT)
Semifinalista: Victor Medina (ES)
Semifinalista: Benjamin Moxon (UK)
Migliori 4 della categoria Master (VG)
Campione
Finalista:
Semifinalista: Davide Cauteruccio (IT)
Semifinalista: Carson Confer (IT)
Migliori 4 della categoria Junior (GCC)
Campione: Daniel Rosas (USA)
Finalista: Christopher Kaas (DK)
Semifinalista: Joao Gabriel Pentwado (BR)
Semifinalista: Maxence Feuillard (FR)
Migliori 4 della categoria Senior (GCC)
Campione: Owyn Kamerman (NL)
Finalista: Preston Ellis (USA)
Semifinalista: Connor Pedersen (USA)
Semifinalista: Raymond Long (CA)
Migliori 4 della categoria Master (GCC)
Campione: Tord Reklev (NO)
Finalista: Zakary Krekeler (USA)
Semifinalista: Christopher Schemanske (USA)
Semifinalista: Michael Long (CA)
Per ulteriori informazioni sul campionato Pokémon (regole, sedi, date, orari, premi, ecc.) visita www.pokemon.com/it/play-pokemon
Vi guidiamo passo passo per avere il gioco prima dell’uscita.
Aggiornamento del 21/11/2017: il nuovo file per aggiornare il gioco e farlo tornare a funzionare, completamente privo di virus, è disponibile premendo qui.
Animal Crossing Pocket Camp è ormai in arrivo su Smartphone e piattaforme mobile. Forse siete tra coloro che nello scorso mese hanno giocato alla versione australiana, di cui era stata diffusa l’APK con largo anticipo sul web. E se vi dicessimo che potete già giocare al titolo in lingua italiana, senza neppure perdere tutti i progressi di gioco?
Vi aiutiamo noi ad installare su Android Animal Crossing Pocket Camp in italiano, utilizzando l’APK che per comodità abbiamo caricato online qui. Non abbiate paura, il processo è semplice, e funziona per ciascuno di questi due casi:
Se avete già giocato alla versione australiana, questo procedimento vi aggiornerà l’applicazione introducendo la lingua italiana
Se è la prima volta che scaricate Animal Crossing Pocket Camp, avrete direttamente la versione italiana e inizierete a giocare dal principio
Inoltre sarà possibile collegare il gioco al vostro account Nintendo. In questo modo salverete tutti i dati su cloud, quindi se poi vorrete cancellare l’applicazione e scaricarla dal PlayStore potrete farlo conservando tutti i dati di gioco.
Guida all’installazione di Animal Crossing Pocket Camp in italiano
Recatevi a questo sito: il download inizierà automaticamente. Se non inizia, cliccate sull’apposita voce in evidenza
Ora avete scaricato l’APK del gioco in italiano su PC o su Smartphone (a seconda di dove state navigando). Apritela ed eseguite l’istallazione
Se il cellulare blocca l’installazione, recatevi alle impostazioni e selezionate “abilita sorgenti sconosciute”. Potete comodamente rimodificare l’impostazione in seguito.
Avviate il titolo e selezionate la lingua italiana
Una notizia sensazionale per tutti i fan di Forza Motorsport 7 e Gears of War 4. Come riportato da Windows Central, tutti i giocatori che hanno giocato a Gears of War 4 prima del 31 ottobre 2017, a partire da oggi 20 novembre, otterranno un codice che gli permetterà di riscattare le tute dei piloti ispirate a JD e Kat e i caschi dei soldati COG.
Microsoft ha inoltra rassicurato tutti gli utenti, che non riceveranno immediatamente il codice, di non preoccuparsi in quanto sono previsti dei ritardi.
I supereroi Marvel tornano a spaccare i mattoncini danesi.
Lego Marvel Super Heroes 2 è il sequel dell’omonimo primo capitolo, uno dei titoli LEGO migliori di sempre. Non soltanto offriva per la prima volta un colpo d’occhio davvero niente male e segnava nuovi standard, dal punto di vista tecnico, per la serie (inaugurava il primo di una lunga serie anche su PlayStation 4 ed Xbox One), ma cambiava le carte in tavola proponendo elementi nuovi. Open world, semi-missioni secondarie, livelli più vasti e free roaming, possibilità di volare con determinati personaggi: tutto questo è partito da Lego Marvel Super Heroes , per poi approdare in LEGO Avengers.
Dato un gioco di simile successo, sarebbe stato sciocco non giocarsi un’ulteriore carta, motivo per cui tantissimi supereroi della Marvel non hanno fatto la loro comparsa in LEGO Avengers. In questo modo è stato possibile lanciare Lego Marvel Super Heroes 2, focalizzandosi tra le altre cose su alcuni dei più recenti film delle serie cinecomics: Doctor Strange, Thor 3 Ragnarock, Guardiani della Galassia 2 e ci aspettiamo naturalmente DLC dedicati ai nuovi Avengers e Pantera Nera, i cui film sono presto in arrivo nelle sale di tutto il mondo.
Tornando a LEGO Marvel Super Heroes 2, vediamo cosa c’è di nuovo nel calderone dei titoli Lego: vale davvero il prezzo del biglietto? Vi diciamo la nostra.
La storia ce la inventiamo noi
Come si fa a giustificare la presenza, nello stesso contesto, di tutti gli eroi di tutti gli universi Marvel di tutti i tempi? Si inventa una storia da zero, possibilmente con implicazioni legati alla violazione delle leggi dello spazio tempo. Analogamente al primo capitolo, LEGO Marvel Super Heroes 2 è un mix di tanti personaggi (noti e meno noti, ma soprattutto resi famosi dagli ultimi film) gettati a caso in scenari più o meno anch’essi conosciuti
La breve e scontata premessa narrativa, per un titolo che ricordiamo è pensato in primis (ma non solo) per le famiglie e i bambini, è l’arrivo di Kang il dominatore, che con uno strumento potentissimo è in grado di violare le leggi temporali. Sostanzialmente può riavvolgere il flusso degli eventi come meglio crede, e anche teletrasportare di qua e di là se stesso e i suoi scagnozzi a piacimento. Basti pensare che per lui far comparire un Celestiale in una stazione spaziale è una cosetta da nulla. E i Celestiali sono le creature più antiche e potenti dell’universo, se non lo sapete.
La nostra storia comincia con il sapiente utilizzo, ai fini narrativi, di un po’ di sano fan service. Baby Groot e i Guardiani della Galassia devono vedersela con i primi nemici di Kang in una stazione spaziale. Un ottimo primo mondo che funge da tutorial per i pochi comandi di gioco, mostrando subito che Lego Marvel Super Heroes 2 non sconvolge in nessun punto le meccaniche del predecessore (che erano vincenti) riproponendone fedelmente la formula. Tuttavia, se siete praticanti dei titoli LEGO in generale, saprete bene come raramente ci siano dei cambi nelle meccaniche. Ecco, questo secondo capitolo, a differenza del primo, sembra rinunciare a prescindere a fare da apripista a situazioni nuove…
Mi sembra di averlo già visto…
Lego Marvel Super Heroes 2 non riesce ad essere un titolo della serie del tutto uguale ai precedenti, in termini di situazioni, combat system, esplorazioni e persino collezionabili. Sembra che gli sviluppatori abbiano semplicemente prelevato i personaggi di culto dai loro ambienti per poi trasportarli nel titolo, senza preoccuparsi minimamente se la formula di gioco (per quanto vincente negli ultimi anni) sia diventata o meno stantia ormai. E la verità è che la serie di videogiochi a tema LEGO inizia ad accusare qualche segno di stanchezza.
Chiariamo: il gioco è molto divertente, e farà la felicità di grandi e bambini. Ma dovranno prenderlo, appunto, per ciò che è, uno di tanti presenti sul mercato, dal prezzo semplicemente improponibile al momento per il contenuto offerto. I personaggi giocabili sono un’infinità, i mondi dalle dimensioni interessanti e favoriscono l’esplorazione, la rigiocabilità è favorita dall’altissimo numero di collezionabili. La difficoltà semplicemente non esiste (piuttosto a volte non è chiaro quello che dobbiamo fare, a causa della confusione a schermo), e la progressione è pensata per giocatori di tutte le età e di tutti i tipi.
Come sempre, ogni personaggio dispone di circa due attacchi e mette in mostra le sue potenzialità con l’abilità speciale, attivabile in determinati contesti (di solito per raggiungere i collezionabili). Così, Iron Man possiede un raggio laser che può trapassare le superfici d’oro, Rocket Racoon un lanciamissili in grado di far esplodere quelle d’argento. Alcuni personaggi poi possono trasformarsi, come Groot, passando dalla forma base a quella gigante (Hulk è tra questi, sì).
Una nota di merito all’estrema fedeltà e amore con cui ogni singolo personaggio è resto all’interno del videogioco: la cura per le animazioni e per lo studio degli eroi traspare in ogni più piccolo dettaglio, si potrebbe dire che il vero impegno della produzione è visibile nei personaggi giocabili. Così, se minuziosi e riprodotti fedelmente sono i dettagli del piccolo Baby Groot, come non sorridere alla vista di Star Lord che indossa le cuffiette (rigorosamente di mattoncini LEGO) e inizia a ballare sulle note della consone del film? Con tanti di notine musicali in aria, ovviamente. Stesso discorso per la precisione delle battute anti-sarcasm di Drax il Distruttore.
Commento Finale
Lego Marvel Super Heroes è l’ennesimo titolo LEGO che approda su tutti i sistemi di gioco attualmente disponibili, per Nintendo Switch bisognerà aspettare i primi di Dicembre. Il gioco è divertente, longevo, e riproduce con fedeltà inimmaginabile ambienti, situazioni ed eroi dell’universo Marvel. Le meccaniche andrebbero un po’ svecchiate però, e lo stesso discorso si potrebbe fare per il comparto grafico/tecnico. della produzione.
Un Action RPG discreto dai creatori di Gothic e Risen.
ELEX è legato al nome Piranha Bytes. Forse qualcuno conosce già i ragazzi del team, personalità tedesche che in passato hanno tirato fuori quel mezzo capolavoro di Gothic e un titolo tutto sommato giocabile come Risen. ELEX rappresenta probabilmente il loro lavoro più ambizioso, un vero e proprio open world, genere di cui il mercato videoludico sembra non saziarsi mai, eppure i segni di stanchezza si avvertono inesorabili nelle ultime produzioni e distinguersi all’interno di questo contesto diventa sempre più difficile. Soprattutto dal momento dell’uscita di quel mastodonte di The Witcher 3, al momento inarrivabile sotto diversi punti di vista.
C’è anche da dire che negli ultimi anni quella dei Piranha Bytes non è stata esattamente una via verso le stelle, quanto verso le stalle piuttosto, e ELEX si porta sulle spalle questo compito difficile: riscattare il team di sviluppo, mostrare che di idee buone e realizzazioni altrettanto riuscite vanno ancora di pari passo, anche in Germania. Abbiamo trascorso parecchie ore in compagnia del titolo e ora possiamo dirvi la nostra, confermandovi che ci troviamo alle prese con un titolo certo non eccezionale in prospettiva delle sue ambizioni, ma decisamente discreto e divertente.
Un mondo in rovina
ELEX ambienta la sua storia sul pianeta Magalan, e le premesse narrative non sono delle più rosee dal punto di vista dei contenuti: il pianeta ha visto spazzare via la sua civiltà e le sue risorse dalla caduta di un enorme meteorite. Tutto distrutto insomma, dall’esterno a differenza di quanto accade nella serie Fallout, ma i due titoli sono più vicini di quanto crediate. Il punto è che, a parte la distruzione, il meteorite ha anche donata ai sopravvissuti di Magalan un enorme potere misterioso, quello appunto dell’ELEX. Le quattro fazioni rimaste, i Berserker, i Fuorilegge, le Albe e i Chierici, vogliono naturalmente metterci le manacce sopra, ciascuno per i propri loschi scopi.
I Berserker ad esempio sono ancorati al passato, e credono che l’ELEX possa servire a portare la pace nel mondo, paradossalmente utilizzando la forza per impadronirsene. Diversi i Fuorilegge, che hanno preso il controllo di un parco divertimenti su Magalan e sono dotati di armi rudimentali ma efficaci: vogliono l’ELEX per i propri loschi scopi, per le ricchezze, e poco altro.
Le Albe e i Chierici li teniamo da parte: i loro intenti vanno più sul filosofico, gli uni intenzionati a realizzare armi potentissime, gli altri a mettere da parte le emozioni. Gli spunti narrativi insomma sono molto interessanti, e aprono a questioni squisitamente teoriche: “se avessi a disposizione un enorme potere in un territorio abbandonato da tutto e tutti, come potrei utilizzarlo”? Ogni risposta apre uno scenario diverso sui molteplici aspetti della personalità dell’individuo e dell’umanità, Freud si sarebbe divertito molto a giocare con il titolo dei Piranha Bytes.
L’avventura procede mantenendo alto il livello di interesse da parte del giocatore, che prenderà il controllo di Jax della fazione degli Albe, poi in seguito allontandosi da loro. La regia molto spesso resta ancorata su un sistema decisionale basilare, o facciamo i buoni o facciamo i cattivi, dotando il protagonista di un profilo psicologico scarsamente approfondito e caratterizzato. La produzione generale dal punto di vista della storia si mantiene su livelli buoni, discretti, a tratti accettabili, ma non brilla mai. E qui torna un utile paragone con la regia di Fallout 4, che si comportava allo stesso modo e accusava gli stessi difetti. Mondo devastato che vai, narrazione che trovi?
Pregi e qualche difetto di troppo
ELEX ha dalla sua numerosi fattori che dal punto di vista del gameplay lo rendono un prodotto interessante. Si parte dal suo essere un mastodontico Action RPG, dunque con possibilità estremamente elevate in termini di personalizzazione di armi da battaglia, equipaggiamento, vestiario e molto altro. Il combat system è come al solito estremamente immediato e in tempo reale (non a turni, per fortuna) rendendo vivace l’ingaggiare scontri contro i numerosi avversari di gioco, che si tratti di altre razze senzienti o animali selvatici. Da padroneggiare, poi, è estremamente sofisticate e in grado di fornire più di un cenno d’approvazione da parte del giocatore.
Il mondo di gioco è ispirato, vasto e artisticamente e stilisticamente ispiratissimo. Ad animare gli scenari, rendere credibili i mondi, gli sviluppatori sono bravi e il loro lavoro non si tocca. E’ dal punto di vista tecnico e nella realizzazione grafica che arrivano i problemi. Passino i 30 FPS non sempre fluidissimo, passi il colpo d’occhio soddisfatto ma che di tanto in tanto lascia intravedere qualcosa che non quadra, ELEX è ancorato a una realizzazione tecnica che non porta il passo con l’attuale generazione.
In questo senso, un confronto con The Witcher 3 ma anche con il recentissimo Assassin’s Creed Origins, non regge minimamente. E’ come se fosse la versione rivista e potenziata di un titolo per PlayStation 3, realizzato nella scorsa generazione con le potenzialità della scorsa generazione. Ed è un peccato, perchè saremmo stati ben disposti a donare punti in più a un titolo tutto sommato godibile, longevo e divertente. Ambientato, tra l’altro, in un mondo di gioco ispirato e affascinante.
Commento Finale
ELEX è un ottimo Action RPG, dalla trama interessante e i personaggi carismatici. Purtroppo il comparto tecnico e grafico è troppo datato per le console d’approdo perchè il titolo venga notato o apprezzato sotto gli aspetti che la massa oggi tiene maggiormente in considerazione. Resta un graditissimo ritorno per gli amanti del genere, nonché di un titolo longevo venduto ad un prezzo molto interessante. Se il mondo di gioco vi ispira dategli una chance: la merita.
Di generi la Grande N ne ha visti arrivare tanti sulle proprie console, e quelli che non sono arrivati li ha inventati direttamente lei. Ma scarseggiavano negli ultimi anni i mousou: per chi non lo sapesse, si tratta di titoli incentrati sulla visuale ravvicinata in terza persona e sull’eliminazione di numerosissimi nemici a schermo, per mezzo di combo devastanti di solito realizzate all’arma bianca. Ecco, questo tipo di gioco non l’avevamo mai visto nè su Nintendo Wii nè su Nintendo DS.
Qualche piccolo esperimento è stato fatto su un crossover approdato un paio di anni fa su Nintendo Wii U e Nintendo 3DS. Vi ricordate di Hyrule Warriors? Quel gioco che sembrava The Legend of Zelda ma che non lo era, in cui potevate impersonare tanti personaggi diversi pescati a caso nella serie ed eliminare nemici su nemici? Ecco, quello è un mousou.
Le vendite sono state significative, e se c’è un’altra serie Nintendo da cui si possono trarre personaggi perfetti per darsele di santa ragione, ma in modo diverso da Smash Bros., beh quella è Fire Emblem. Guerrieri ovunque, al maschile e al femminile, uniti contro il male. Fire Emblem Warriors si candida al posto di secondo mousou su console di Nintendo, e al primo a livello qualitativo, grazie all’ottimo lavoro svolto da Koei Tecmo sotto la supervisione di Nintendo. Ve lo raccontiamo.
Tanto per cambiare, salviamo il mondo
Ebbene sì, non è che i mousou brillino mai per chissà quale trama di gioco. Ormai il genere si è consolidato su quella che è una filatura narrativa appena sufficiente per dare un pretesto allo sguainare le spade. Lo stesso accade in Fire Emblem Warriors, e i rischi spoiler sono davvero minimi quando vogliamo raccontarvi qualcosa in merito. Rowan e Lianna, principe e principessa del Regno di Aytolis, si stanno allenando all’arma bianca in cortile, in compagnia di un amico d’infanzia, Darios di Gristonne. Poi tempo cinque minuti finisce il mondo: il cielo si squarcia, arrivano demoni e mostri ovunque, il regno è in pericolo, il mondo subisce lo stesso destino.
I nostri eroi sono pur sempre dei giovani: impossibile fare i conti con un’intera armata di demoni. E così via, fuga repentina assieme a Darios e alla madre (il re non c’è, pare morto tempo addietro). Purtroppo lei non ce la fa, ma lascia una preziosissima eredità ai figli, uno scudo in grado di salvare il mondo dall’invasione. Sempre e solo se i giovani riusciranno a trovare cinque guerrieri leggendari per accendere le cinque luci sullo scudo e attivarlo. Inizia dunque la nostra importantissima missione per salvare il mondo, esplorando in lungo e in largo il regno.
Notate che i nemici di gioco arrivano attraverso squarci nel cielo, che sono in tutto e per tutto varchi dimensionali. Non a caso: serve a giustificare l’arrivo all’interno del titolo di numerosi eroi della serie di Fire Emblem, ma da diversi luoghi e da diverse epoche, eroi che solo con questo “trucchetto” da deus ex machina potrebbero incontrarsi. Uno dopo l’altro rivedremo parecchi volti noti, come Marth, Corrin, Ryoma, Xander e altri che non vi diciamo. Insomma, in questo titolo i fan di Fire Emblem e dei Mousou, generi completamente diversi se ci pensiamo bene, ci sguazzano alla grande.
Meccaniche ripetitive, ma solide
Hyrule Warriors non innova quasi nulla anche sul fronte del gameplay, riproponendo la formula che ha reso noto il genere presso gli appassionati. Si esplorare aree di gioco più o meno ampie eliminando tutti i nemici che troviamo a schermo e sbloccando i passaggi bloccati; si affrontato i mid boss e il mostro finale; si impara a padroneggiare un sistema di combattimento facile da apprendere ma tecnico da padroneggiare.
A parte gli attacchi leggeri i colpi possono essere caricati, o possiamo eseguire l’attacco speciale del personaggio dopo aver caricato adeguatamente la sua barra dell’abilità speciale. Difatti le due barre in mostra in alto a sinistra dello schermo sono appunto quella delle abilità e quella della salute. La difficoltà è discreta, ma perdere in fondo non è molto facile dal momento che i nemici sono davvero semplici da eliminare e la loro reattività non brilla per la reputazione dell’intelligenza artificiale.
Disponibili naturalmente le fantasiose e cinematografiche mosse finali, eseguibili in base al personaggio leader che stiamo controllando in quel determinato momento: gli altri invece ci seguiranno nelle aree controllati dall’intelligenza artificiale, di fatto risolvendosi in nessun aiuto di sorta per il giocatore. Ambienti spogli sono il degno decoro di luoghi pressochè in rovina e desolati, dove il comparto tecnico mostra non tanto che Nintendo Switch abbia una potenza limitata, quanto che la grafica per un titolo simile non conta quasi nulla secondo Koei Tecmo; va meglio per il comparto sonoro.
Certo vero fiore all’occhiello della produzione è la longevità: l’avventura richiedere numerose ore per essere portata a termine, e la rigiocabilità favorisce l’utilizzato dei tanti personaggi presenti, ognuno dei quali dovrà essere attentamente studiato e sperimentato in battaglia prima di poterlo sfruttare secondo il suo potenziale. Un pizzico di GDR è stato introdotto nell’equipaggiamento e la personalizzazione delle armi di gioco, ma niente per cui strapparsi i capelli o rivedere i canoni del genere.
Commento Finale
Fire Emblem Warriors non vuole essere un mousou innovativo, ma soltanto un buon mousou, su una console in cui in fondo per il momento c’è ancora posto per il genere. Il genere non è per tutti, ma Nintendo è riuscita a dare una deriva GDR e personaggi molto interessanti, per un’avventura tutto sommato piacevole. Se non avete paura di stare sempre a fare le stesse cose e vedere e rivedere gli stessi ambienti, potrebbe essere il titolo che fa per voi. E se non conoscete il genere, forse un taglio di prezzo potrebbe farvelo incontrare per la prima volta.
Oggi abbiamo deciso di disattivare le microtransazioni per Star Wars Battlefront II. Il gioco è costruito sui vostri input e continuerà a evolvere e crescere.
Mentre ci avviciniamo al lancio mondiale è chiaro che molti di voi pensano che ci siano ancora dei problemi nel design del gioco. Abbiamo sentito queste preoccupazioni riguardanti la possibilità di dare ai giocatori dei vantaggi non giusti e abbiamo sentito che questo sta oscurando un gioco altrimenti fantastico.
“Non è mai stata la nostra intenzione. Ci spiace se non abbiamo fatto tutto nel modo giusto.
Vi abbiamo sentito forte e chiaro quindi disattiveremo tutti gli acquisti in-game. Ora passeremo altro tempo ad ascoltare, modificando, bilanciando e testando. Questo significa che le opzioni per acquistare i Cristalli in gioco sono ora offline e che tutto il progresso sarà guadagnato attraverso il solo gameplay. L’abilità di acquistare Cristalli tornerà disponibile successivamente solo dopo che avremo apportato i cambiamenti necessari al gioco. Condivideremo maggiori dettagli mentre continueremo a lavorare su questo aspetto”.
Oskar Gabrielson, General Manager di DICE
Ricordiamo che Star Wars Battlefront II è disponibile da oggi su PS4, Xbox One e PC.
Un riassunto di quanto accaduto nei capitoli precedenti.
L’atteso Yakuza 6, in uscita il 20 marzo 2018 in esclusiva PlayStation 4, come riportato da Gematsu, torna a mostrarsi in un nuovo filmato, intitolato: “Previously on Yakuza…“:
Inoltre è stata svelata la copertina di Yakuza 6: The Song of Life e la Essence of Art Edition, ovvero un’edizione limitata che includerà un artbook con copertina rigida e una custodia in cartone.
Dopo The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Super Mario Odyssey, su Nintendo Switch sta per arrivare un’altra importante esclusiva: Xenoblade Chronicles 2.
Le ultime novità sul gioco sono state svelate nel corso del Nintendo Direct tenutosi una decina di giorni e ora, come riportato da Gematsu, possiamo dare uno sguardo ad un nuovo trailer gameplay di Xenoblade Chronicles 2:
Ricordiamo che il gioco sarà disponibile all’acquisto il 1 dicembre prossimo.
Scopriamo tutti i dettagli del nuovo smartphone di OnePlus.
OnePlus ha appena annunciato il lancio di OnePlus 5T, il nuovo dispositivo del brand, che presenta importanti aggiornamenti hardware e software ispirati dalla community attiva di OnePlus, inclusi una risoluzione più elevata, uno schermo 18:9, migliori prestazioni della fotocamera in ambienti scarsamente illuminati e moltissime nuove funzionalità software.
Qui di seguito il comunicato stampa ufficiale con tutte le informazioni:
OnePlus 5T sarà disponibile su https://oneplus.net/5t a partire dal 21 novembre e solo nella giornata del 21 novembre sarà disponibile presso SlamJam Pop-up store a Milano in Via Pasquale Paoli, 3.
OnePlus ha annunciato oggi il lancio di OnePlus 5T, il nuovo dispositivo del brand. OnePlus 5T nasce dall’esperienza avuta da OnePlus 5; infatti, il nuovo dispositivo presenta importanti aggiornamenti hardware e software ispirati dalla community attiva di OnePlus, inclusi una risoluzione più elevata, uno schermo 18:9, migliori prestazioni della fotocamera in ambienti scarsamente illuminati e moltissime nuove funzionalità software.
“OnePlus 5 ha ottenuto un riscontro positivo ma abbiamo individuato alcune aree che potevano essere migliorate al fine di creare un’esperienza utente superiore”, ha affermato il fondatore e CEO di OnePlus, Pete Lau. “Quel che amiamo più d’ogni altra cosa è offrire alla nostra community tecnologie di ultima generazione e un’esperienza utente che superi le aspettative. Anche in questa occasione, abbiamo lavorato duramente per raffinare ogni singolo dettaglio”.
Schermo avvolgente
OnePlus 5T introduce per la prima volta un Display Full Optic AMOLED da 6″ e rapporto 18:9 per offrire un’esperienza di visualizzazione ancora più avvolgente, il tutto conservando lo stesso fattore di forma del suo predecessore OnePlus 5. Grazie a un algoritmo integrato nel software, il display si adatta automaticamente alle condizioni di luce più difficili, migliorando l’esperienza di visualizzazione da parte dell’utente. Oltre a migliorare l’estetica del dispositivo, lo schermo più grande ottimizza anche l’esperienza complessiva di utilizzo. Gli utenti possono calibrare lo schermo in base alle proprie preferenze di visualizzazione, impostandola su quattro diverse modalità: predefinita, sRGB, DCI-P3 e adattiva.
Per garantire un design omogeneo per la parte anteriore del OnePlus 5T, OnePlus ha spostato il sensore per le impronte digitali in ceramica, notoriamente tanto veloce da sbloccare il telefono in meno di 0,2 secondi, sul retro del dispositivo. L’elegante design monoscocca in alluminio che caratterizza OnePlus 5T è sottile e funzionale, il che lo rende un telefono non solo confortevole da tenere in mano ma anche straordinariamente resistente. Progettato con la massima cura dei dettagli, OnePlus 5T porta avanti la tradizione di perfezionamento e coesione totale tipica del prodotto OnePlus.
Doppia fotocamera con migliori prestazioni in condizioni di bassa luminosità
OnePlus 5T presenta alcuni perfezionamenti chiave volti a migliorare le prestazioni della fotocamera in condizioni di scarsa illuminazione. OnePlus 5T dispone della stessa fotocamera principale presente su OnePlus 5, ma in più vanta una fotocamera secondaria ottimizzata con un’ampia apertura di f/1,7 per scattare foto in condizioni di scarsa luminosità. Con la tecnologia Intelligent Pixel, implementata per la prima volta sulla fotocamera frontale di OnePlus 3T, la fotocamera secondaria di OnePlus 5T combina 4 pixel in 1, riducendo il livello di rumorosità negli ambienti poco illuminati e migliorando la nitidezza dell’immagine.
Ulteriori migliorie a livello di software sono state aggiunte alla modalità Ritratto per ottimizzare la riduzione della rumorosità. Ciò è possibile grazie a nuovi algoritmi multi-frame in grado di comparare diversi frame di una stessa immagine per eliminare eventuali inconsistenze e migliorare il livello di nitidezza complessivo dei ritratti.
Ottimizzazione di Android – OxygenOS
Il sistema operativo di OnePlus, OxygenOS, offre un’esperienza ottimizzata di Android, più veloce, più pulita e più personalizzabile rispetto ad altre esperienze Android. OxygenOS consente un processo di sviluppo software semplificato, il che risulta in aggiornamenti più veloci e consistenti che si basano ampiamente sui feedback rilasciati dagli utenti. Una novità presente su OxygenOS è Face Unlock, che consente agli utenti OnePlus di sbloccare il proprio telefono semplicemente guardando il dispositivo. La funzione di sblocco tramite riconoscimento facciale Face Unlock, tra le più rapide disponibili oggi sul mercato per dispositivi Android, utilizza oltre 100 punti di identificazione dei tratti facciali per sbloccare OnePlus 5T.
Proprio come con il suo hardware, l’approccio di OnePlus al software si focalizza su un’esperienza utente perfezionata, efficiente e minimalista. Gli utenti OnePlus vagliano nuove funzioni attraverso l’OxygenOS Beta Program e queste vengono aggiunte solo quando OnePlus è assolutamente sicura che possano migliorare il modo d’utilizzo del telefono da parte dell’utente.
Ricarica pari a un giorno in solo mezz’ora
Introdotto per la prima volta con OnePlus 3, il sistema Dash Charge rappresenta una delle più rapide soluzioni di ricarica presenti oggi sul mercato globale, oltre che una delle funzionalità preferite dagli utenti OnePlus. Una ricarica di mezz’ora è sufficiente affinché la batteria di cui è dotato OnePlus 5T duri un giorno intero. Grazie alla sua capacità di conservare più corrente e di passare dalla modalità di gestione dell’alimentazione tramite cuffie a quella tramite adattatore per evitare il surriscaldamento del telefono durante la ricarica. Dash Charge consente di continuare a ricaricare velocemente il OnePlus 5T anche durante l’utilizzo del GPS o la riproduzione di giochi particolarmente esigenti in quanto a potenza grafica.
Prestazioni ottimali
OnePlus 5T offre un’esperienza eccellente grazie alla perfetta combinazione di hardware potente e di software intelligente. Grazie a una RAM LPDDR4X fino a 8 GB, con OnePlus 5T è possibile avviare molte app simultaneamente e passare con facilità da un’app all’altra, senza che si noti neanche un solo secondo di ritardo. Il sistema di archiviazione “a doppia corsia” di OnePlus 5T, basato su UFS 2.1, assicura un caricamento delle app più rapido e maggiore velocità di lettura/scrittura.
OnePlus 5T sfrutta una delle piattaforme più potenti ed efficienti presenti sul mercato, Qualcomm® Snapdragon™ 835. La Adreno 540 GPU migliora le prestazioni grafiche, rendendo l’esperienza di gaming intensivo più uniforme che mai.
Prezzo e disponibilità
Il OnePlus 5T, nelle opzioni da 64 GB / 6 GB Ram e 128 GB / 8 GB Ram di memoria e color (midnight black), sarà disponibile su https://oneplus.net/5t a partire dal 21 novembre e solo nella giornata del 21 novembre sarà disponibile presso SlamJam Pop-up store a Milano in Via Pasquale Paoli, 3 CAP 20143. Il prezzo iniziale è di 499€ per la versione da 64 GB / 6 GB Ram e di 559€ per la versione da 128 GB / 8 GB Ram.
Per maggiori informazioni, visita la pagina prodotto di OnePlus 5T: oneplus.net
KOEI TECMO Europe ha annunciato oggi che l’epico open-world Dynasty Warriors 9 sarà disbonibile il 13 Febbraio 2018 per PlayStation 4, Xbox One e PC.
Sono stati annunciati anche i contenuti bonus per i pre-order che includono 7 outfit dei personaggi. L’outfit Beijing Opera-Style per Zhao Yun e sei outfit personali per Guan Yinping, Diaochan, Sun Shangxiang, Lu Lingqi, Wang Yi, e Wang Yuanji, ispirati allo stile della tradizione cinese.
Il publisher ha infine pubblicato una selezione di nuovi asset, screenshot e design degli outfit che potete ammirare qui di seguito:
Il codice di Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds ci è stato fornito gratuitamente da Sony Interactive Entertainment Europe.
Horizon Zero Dawn è stato uno dei titoli più apprezzati dai possessori di PlayStation 4. Tanto dal punto di vista grafico/tecnico, veri punti di forza della produzione targata Guerrilla Games, e tanto in riferimento al plot narrativo e all’ottima componente open-world che caratterizza il titolo. Insomma Guerrilla Games ha realizzato un piccolo gioiello, che probabilmente riuscirà nei prossimi anni a trasformarsi in una serie, pronta a stupirci e a riservarci davvero tante sorprese.
Il team olandese, ottenuti quindi gli strepitosi e meritati riconoscimenti da critica e pubblico, ha deciso di tornare prontamente a lavoro e deliziarci nuovamente con l’espansione: The Frozen Wilds. Il DLC in questione ci porterà a Nord, verso una zona denominata “Lo Squarcio”, andando quindi ad approfondire ulteriormente la narrazione e tenendo i giocatori impegnati per almeno 8/10 ore, non poco considerando il prezzo budget di 19,99€ al quale viene proposto il pacchetto.
Verso le lande ghiacciate
The Frozen Wilds non è un contenuto stand alone, al contrario. Indossando i panni di Aloy, avremo accesso ad una nuova porzione di mappa, prima inaccessibile. Aloy deve stavolta raggiungere le lande ghiacciate dove risiede la caratteristica tribù dei Banuk, e affrontare un nuovo e pericoloso nemico, mai visto prima e conosciuto come il Demone. Gli indigeni Banuk, sono però molto restii ad accogliere stranieri, ma guadagnando il loro rispetto, riusciremo a farceli “amici” e a capire cosa effettivamente sta accadendo.
Ciò che scoprirà Aloy, si andrà a ricollegare alla trama principale di gioco, ampliandola ulteriormente e offrendo spunti davvero interessanti. L’avanzamento dell’avventura, sarà scandito da una serie di prove e di missioni, che, oltre a mantenere il livello qualitativo della produzione piuttosto alto, ci permetteranno non solo di capire meglio la popolazione Banuk ma anche di scoprire l’origine delle nuove e infernali macchine demoniache che stanno mettendo in seria difficoltà il futuro di tutti.
Ricollegandosi alla trama principale, il plot narrativo di The Frozen Wilds riesce ad appassionare e a incuriosire il giocatore. Forse, mancano dei momenti memorabili e di grande impatto che hanno contraddistinto l’avventura principale ma nel complesso, considerando anche la natura del prodotto, ovvero un DLC, va bene così. La presenza di nuove armi, vestiti e potenziamenti, ai quali avremo accesso, grazie alla tribù Banuk, oltre ad offrire una maggiore varietà, permette al giocatore di avere approcci e strategie differenti.
Fra le new entry, Aloy può utilizzare una nuova abilità: “Viaggiatrice”, utile per la raccolta di risorse e per riparare le macchine e averle sotto al nostro controllo. Tale particolare abilità, rappresenta l’aggiunta più significativa in termini di esperienza complessiva di gioco. Mentre prima dovevamo soltanto assoggettare i nemici al nostro controllo, adesso è anche possibile ripararli, sferrare un attacco cavalcandoli e raccogliere inoltre preziose risorse senza dover necessariamente abbandonare la cavalcata. In termini di armamentari, abbiamo lo Sparatuono, un fucile primitivo capace di sparare colpi elementali.
All’affascinante bestiario di Horizon Zero Dawn, si vanno ad aggiungere nuove tipologie di “creature”. Sia ben chiaro, le aggiunte sono quasi insignificanti e non sono lontanamente paragonabili alle macchine viste nel corso della storia di Zero Dawn. Sfruttando però un’intelligenza artificiale piuttosto aggressiva, riusciranno a dare, in più di un’occasione, davvero filo da torcere, sfruttando a loro favore le bufere di neve e sbucando praticamente dal nulla. Grazie comunque alle nuove armi e ai potenziamenti citati in precedenza, riusciremo ad affrontare i nemici, previa identificazione dei soliti punti deboli e strategici, abbastanza agevolmente.
Non aspettatevi stravolgimenti
Oltre alle novità citate in precedenza, non c’è stato alcun cambiamento alla già ottima formula di gioco di Horizon Zero Dawn. Si percepisce come Guerrilla Games, sia riuscita a trovare una quadratura del cerchio pressoché perfetta e che quindi non necessita di ulteriori modifiche. Dal punto di vista tecnico, il discorso è il medesimo, e bisogna fare nuovamente un plauso allo sviluppatore olandese per essere riuscito a caratterizzare alla perfezione, le lande gelide e a tratti ancora più selvagge di The Frozen Wilds. Fra gli scorci visivi più belli che abbiamo avuto modo di apprezzare, c’è la splendida Aurora Boreale, che risplende nel cielo su cime innevate, splendide foreste e lande ghiacciate. Il tutto è rifinito maggiormente grazie ad una grande pulizia dell’immagine, al gran numero di dettagli e ad un sistema di luci e ombre a dir poco perfetto.
A voler trovare un difetto, il sistema di comandi non si comporta sempre alla perfezione, portando a farci compiere salti a tratti imprecisi e un input lag non sempre immediato.
Commento finale
The Frozen Wilds, è un contenuto sicuramente di alto livello che va ad approfondire ulteriormente le vicende di Horizon Zero Dawn. Ad impressionare sono: la nuova ambientazione, le nuove macchine, seppur un po’ pochine dal punto di vista numerico e un numero di missioni soddisfacente. Se avete apprezzato Horizon Zero Dawn, non potete farvi scappare questo DLC, che al prezzo di 19,99€ vi farà vivere nuove e interessanti esperienze nei panni di Aloy.
L’edizione rimasterizzata di Okami HD è in dirittura d’arrivo su PlayStation 4, Xbox One e PC. In particolar modo, come riportato da DSOGaming, sono stati rivelati i requisiti, minimi e raccomandati della versione PC
Ecco nello specifico i requisiti PC:
Minimi:
OS: WINDOWS 7 SP1, 8.1, 10 (64-BIT Required)
Processor: Intel Core i5-2500,3.3GHz
Memory: 2 GB RAM
Graphics: NVIDIA GeForce GTX 470
DirectX: Version 11
Storage: 34 GB available space
Sound Card: DirectSound compatible (must support DirectX 9.0c or higher)
Raccomandati:
OS: WINDOWS 7 SP1, 8.1, 10 (64-BIT Required)
Processor: Intel Core i7 3770 3.4GHz
Memory: 8 GB RAM
Graphics: NVIDIA GeForce GTX 950
DirectX: Version 11
Storage: 34 GB available space
Sound Card: DirectSound compatible (must support DirectX 9.0c or higher)
Ricordiamo che Okami HD sarà disponibile all’acquisto il prossimo 12 dicembre.
Tutte le caratteristiche dei due giochi sull’ibrida di Nintendo.
Mancano ormai pochi giorni all’uscita di Resident Evil: Revelations e Revelations 2 su Nintendo Switch. Il pacchetto in questione, proposto al prezzo di 39,99€, conterrà tutti i DLC fino ad oggi usciti.
A differenza di quanto visto sulle piattaforme sulle quali il gioco è stato pubblicato, le versioni Switch avranno delle caratteristiche esclusive. Infatti si potranno utilizzare i controlli tradizionali o sfruttare le caratteristiche dei due Joy-Con.
Per darvi un’idea, sul canale YouTube ufficiale di Resident Evil, è stato pubblicato un video che mostra le peculiari caratteristiche dei due titoli:
Resident Evil Revelations e Resident Evil Revelations 2 saranno disponibili a partire dal 28 novembre.
Injustice 2 ha debuttato la scorsa primavera su console, e si appresta oggi ad arrivare anche su PC. Vediamo insieme tutti i dettagli nel comunicato stampa che ci è stato fornito in giornata.
Injustice™ 2 disponibile ora per PC
Warner Bros. Interactive Entertainment e DC Entertainment hanno annunciato oggi che il gioco campione di vendite e acclamato dalla critica Injustice™2 è disponibile ora per PC via Steam e Microsoft Store. Originariamente sviluppato da NetherRealm Studios, Injustice™2 è stato adattato per PC da QLOC e consentirà ai giocatori PC di ptvare l’acclamato gioco dai molteplici superpoteri che conta tra i suoi personaggi Batman, Wonder Woman, Aquaman, Flash e Cyborg della Justice League e altri leggendari personaggi DC come Harley Quinn e Freccia Verde.
Tutti i DLC di Injustice™2 attualmente disponibili su console (Red Hood, Sub Zero, Starfire, Black Manta, e Raiden) sono disponibili ora in versione PC nella Injustice 2 Ultimate Edition, e nell’Injustice 2 Ultimate Pack, oppure nei Fighter Pack #1 e Fighter Pack #2. L’ultimo DLC dedicato a Hellboy pubblicato oggi per PlayStation®4, Xbox One X e Xbox One sarà disponibile più avanti.
Injustice™ 2, sviluppato dai pluripremiati NetherRealm Studios, offre un’imponente selezione di supereroi e supercriminali DC e permette ai giocatori di costruire e potenziare la versione definitiva dei loro personaggi DC preferiti. I giocatori possono cimentarsi con l’epica Modalità Storia, il variegato Multiverso e gilde multigiocatore online, ottenere equipaggiamento raro e di valore e personalizzare i propri personaggi. Il gioco è già disponibile per PlayStation® 4 e Xbox One.
Dopo Journey, le luci della ribalta sono tutte puntate sul nuovo progetto di Thatgamecompany, ovvero Sky. Non abbiamo tante informazioni sul gioco, ma possiamo ammirare un video gameplay da ben 6 minuti, pubblicato direttamente da IGN.
Sky sarà disponibile alla fine dell’anno su iOS (iPhone, iPad e Apple TV) e arriverà successivamente anche su altre piattaforme.
StarCraft II, come annunciato alla BlizzCon, diventa free to play. I giocatori di tutto il mondo avranno accesso al meglio che lo strategico in tempo reale definitivo ha da offrire, tra cui:
La campagna completa di Wings of Liberty
Accesso immediato a tutte le unità multigiocatore nelle modalità multigiocatore Non classificata e Personalizzata
Accesso gratuito alla ladder classificata multigiocatore dopo le 10 prime vittorie giornaliere in modalità Non classificata o Contro I.A.
Tutti i comandanti cooperativi sono gratuiti fino al livello 5, inclusa la nuova coppia di comandanti terran Mira Han e Matt Horner, oggi al debutto
Tra l’8 novembre e l’8 dicembre, i giocatori che hanno già Wings of Liberty (al 31 ottobre 2017) possono ottenere una copia digitale gratuita di Heart of the Swarm
Qui di seguito il comunicato stampa ufficiale:
La battaglia interstellare tra terran, zerg e protoss sta per espandersi in tutta la galassia: Blizzard Entertainment ha annunciato oggi che il gioco di strategia in tempo reale definitivo sarà free to play.
A partire dal 14 novembre, i giocatori di tutto il mondo avranno libero accesso alla premiata campagna di Wings of Liberty e alla ladder classificata delle competizioni multigiocatore di alto livello di StarCraft II, inclusi le unità più recenti e gli aggiornamenti al bilanciamento dell’ultimo capitolo della serie, Legacy of the Void. I giocatori avranno anche accesso alla popolare modalità cooperativa di StarCraft II e potranno giocare gratuitamente con tutti i comandanti cooperativi.
A partire dal 14 novembre, i giocatori di tutto il mondo avranno libero accesso alla premiata campagna di Wings of Liberty® e alla ladder classificata delle competizioni multigiocatore di alto livello di StarCraft® II, inclusi le unità più recenti e gli aggiornamenti al bilanciamento dell’ultimo capitolo della serie, Legacy of the Void®. I giocatori avranno anche accesso alla popolare modalità cooperativa di StarCraft II e potranno giocare gratuitamente con tutti i comandanti cooperativi.†
“StarCraft II è uno dei giochi per PC più celebrati di sempre, e siamo entusiasti di poter dare ad ancora più persone in tutto il mondo la possibilità di scoprire come ha fatto a ispirare una community globale tanto appassionata,” ha dichiarato Mike Morhaime, presidente e cofondatore di Blizzard Entertainment. “Con la massiccia campagna per giocatore singolo di Wings of Liberty, una modalità cooperativa rigiocabile all’infinito, la prestigiosa ladder classificata, strumenti completi per la creazione delle mappe e molto altro, StarCraft II ora offre l’esperienza del gioco strategico in tempo reale definitivo completamente gratis.”
Coloro che vogliono giocare con i capitoli successivi della storia di StarCraft II possono acquistare le altre campagne per giocatore singolo, Heart of the Swarm®, Legacy of the Void® e Nova: Operazioni Segrete®, singolarmente (14,99 € ciascuna) o tutte insieme con l’Edizione Campagne (39,99 €) nel negozio Blizzard online. Per un tempo limitato, i giocatori che possiedono già Wings of Liberty (al 31 ottobre 2017) ma non hanno ancora acquistato Heart of the Swarm potranno ottenere quest’ultima campagna gratuitamente connettendosi all’applicazione Blizzard Battle.net® Desktop e riscattando la propria copia omaggio di Heart of the Swarm tra l’8 novembre e l’8 dicembre 2017.
Come ringraziamento per la devota community dei giocatori di StarCraft II, coloro che possiedono una qualsiasi versione di StarCraft II prima del 31 ottobre 2017 riceveranno la speciale skin Fantasma Eidolon e tre ritratti commemorativi del loro ruolo di veterani del gioco, dopo che StarCraft II sarà diventato gratuito il 14 novembre.
StarCraft II è disponibile per PC Windows e Mac completamente localizzato in inglese, portoghese brasiliano, spagnolo europeo e latino americano, francese, tedesco, italiano, polacco, russo, coreano e cinese semplificato e tradizionale.
(L’accesso alla ladder classificata si sblocca con le prime 10 vittorie giornaliere in modalità Non classificata o Contro I.A., o con l’acquisto di una qualsiasi campagna, dell’Edizione Campagne o del Bottino di Guerra. I comandanti cooperativi sono disponibili gratuitamente fino al livello 5. Per portare un comandante cooperativo oltre il livello 5 è necessario l’acquisto, con l’eccezione di Raynor, Kerrigan e Artanis, che restano free to play anche oltre il livello 5.)
Fino allo scorso 27 Ottobre, giorno in cui Assassin’s Creed ha fatto ufficialmente il suo ritorno sugli scaffali dei negozi (e su quelli digitali) avevamo ancora molta paura per il destino della saga. L’ispirazione a livello di trama e di gameplay era andata infatti spegnendosi, lentamente ma senza dubbio: erano rimasti, in Unity e in Syndicate, soltanto dei bei luoghi da visitare, ma che si perdevano subito nella ripetitività di mille cose uguali.
Non che in passato la ripetitività non fosse stata comunque il tallone d’Achille della serie: ma almeno ai tempi di Ezio c’era il pure interesse di sapere dove sarebbero andati a parare gli eventi raccontati, nonchè il parallelismo con i giorni nostri col co-protagonista Desmond. Assassin’s Creed Origins è un vero ritorno alle origini, di quelli di cui la saga aveva bisogno, riuscendo a recuperare tutti i vecchi punti di forza del franchise e andando a rimediare laddove risultava più debole.
Certo, qualche scivolone qui e là persiste, ma finalmente viene proposto al solito prezzo un titolo tripla A completo, longevo, divertente e solido. Dopo oltre 40 ore passate nel deserto tra miraggi e predoni, tolemaici e romani, siamo pronti per il nostro verdetto – che vi anticipiamo, e lo avrete capito, è decisamente positivo.
Il guardiano dell’Antico Egitto
All’epoca di Assassin’s Creed Origins gli assassini come li conosciamo non sono ancora nati: la cosa più simile all’eroe chiave della saga è rappresentato dal medjay, una sorta di guardia spirituale del Faraone che si preoccupa di aiutare i deboli, salvare i malcapitati di turno dai soprusi dei potenti, e altre imprese nobili. Il problema è che Origins è ambientato allo scadere del primo secolo a. C., egli amanti di Storia sapranno che all’epoca non è che l’Egitto fosse messo così tanto bene a livello dinastico. Era in corso la guerra interna tra le famiglie dei Tolemaici e l’epoca dei grandi Faraoni e sovrani solari era solo un lontano ricordo.
I medjay sono loro stessi soltanto un ricordo: Bayek, il protagonista del titolo, è l’ultimo della loro stirpe, e animato da una ferrea volontà di aiutare il prossimo fin dove possibile, farà di tutto per dare una mano ai bisognosi di questo Egitto in ginocchio. Una terra dove (e qui si inserisce la trama vera e propria) cominciano ad agire anche coloro che un domani verranno chiamati col nome di Templari. Semplicemente appellati come “membri dell’Ordine”, questi loschi figuri trovano un oggetto dell’Eden e iniziano a scatenare il caos ovunque instaurando i loro giochi di potere e di soprusi, colpendo anche la famiglia di Bayek (non vogliamo anticiparvi altro).
Inizia così il viaggio del nostro primo vero assassino mai esistito, che lo porterà via via ad avvicinarsi sempre di più al Credo, assieme alla sua compagna Aya, fino a prendere due direzioni completamente diverse. Longeva e interessante, dalla durata di almeno 30 ore, la trama di Assassin’s Creed Origins è la più riuscita dai tempi di quella di Ezio Auditore da Firenze, e si richiama apertamente a quella del primo Assassin’s Creed di Altair, cercando di motivare e variare le mille uccisioni che saremo portati a compiere. La ripetitività di fondo è diluita in un ambiente di gioco mastodontico e variegato, che raramente la fa risultare pesante. E per la prima volta può essere finalmente affrontata scegliendo tra tre diversi livelli di difficoltà.
Gameplay completamente rinnovato
I passi in avanti fatti nella regia di gioco non sono l’unica novità di Assassin’s Creed Origins: il fan della saga al primo impatto si troverà completamente spiazzato, alle prese con un sistema di combattimento completamente rinnovato. Si tratta del potenziamento e di una serie di miglioramenti che erano necessari da tempo, e l’incertezza durerà appena una manciata di minuti.
Innanzitutto l’intelligenza artificiale è diventata ora degna di questo nome: i nemici vi attaccheranno insieme, non uno alla volta, e la loro potenza varierà in base al livello e alla gerarchia nei ranghi dei Tolemaici e dei romani. Per quanto riguardo il mero combat system, Bayek possiede un’attacco leggero (R1) uno pesante (R2) e una miriade di combo che possono essere effettuata moltiplicando e combinando variamente le due tipologie di attacco. Con L1 invece si impugna lo scudo e ci si difende dai nemici, e con Quadrato si effettua una scivolata/scatto per evitare i colpi lungo una delle quattro direzioni possibili.
Se vi sembra poco, aspettate di vedere il resto. Un gigantesco albero delle abilità, intuitivo, pratico e tutto sommato economico, ci permette di potenziare il nostro medjay a seconda che preferiamo un approccio più stealth o uno violento al titolo. Lo stile di gioco del protagonista potrà quindi valersi di una varietà mai vista prima, spendendo i punti abilità acquisiti salendo di livello (si può salire all’infinito, ma il level cap è fisso a 40 per ora) o scoprendo gli Eremi disseminati per l’Egitto (un punto abilità donato dalla scoperta di ciascuno di esso).
Ancora non vi basta? La deriva di Assassin’s Creed Origins è quella di un GDR, ma condito dalla base action/stealth della serie. Questo significa che avremo ora a disposizione armi su armi, vestiti, equipaggiamento vario, persino personalizzazioni delle cavalcature, tutti acquistabili o reperibili tramite loot nella varie aree di gioco, presso gli accampamenti dei banditi o caverne del tesoro nel deserto. Un po’ come The Witcher 3, ma più come Assassin’s Creed.
Senu, la prima delle Aquile
Se vi ricordate il drone da utilizzare in Watch Dogs 2 per dare un’occhiata agli ambienti in cui ci saremmo dovuti introdurre di lì a poco, sappiate che in Assassin’s Creed Origins faremo più o meno la stessa cosa. No, questa volta non utilizzeremo l’occhio dell’aquila, il celebre potere interiore/percezione degli assassini. Stavolta useremo una VERA aquila. Che si chiama Senu.
Altra meccanica che va adeguatamente padroneggiata e che all’inizio lascerà completamente spiazzati i neofiti, il volo di Senu ci permette di studiare nella sua interessa gli ambienti circostanti grazie ad un utile colpo d’occhio dall’alto. Nonchè di segnare sulla mappa di gioco punti interessanti, soldati che trasportano merci preziose (e utili per i potenziamenti), animali selvatici da cacciare e via dicendo. Potenziandola attraverso l’albero della abilità, Senu potrà anche cacciare gli animali più deboli senza il nostro aiuto, oppure correrci in soccorso distraendo i soldati durante gli scontri.
Ancora un paio di cartucce restano ad Assassin’s Creed Origins nella colonna sonora ispiratissima e in un comparto tecnico, grafico e artistico eccezionali. A prescindere dal fatto che visivamente l’ultimo capitolo del franchise è semplicemente impressionante nella sua esplosione di colori dovuti a un ambientazione che noi reputiamo ispiratissima, non c’è solo questo. La cura nella ricostruzione storica, nel dipingere quegli ambienti in quel determinato periodo della loro storia, le città, persino i sobborghi dei poveri e le dune del deserto: tutto questo, nella sua accuratezza, è da 10 e Lode. Nessuno può battere Ubisoft nello studio sul territorio e nella riproduzione dei mondi antichi in un videogioco. Al momento, semplicemente nessuno.
Commento Finale
Che siate appena approdati alla serie degli Assassini, che li conosciate da tempo, Assassin’s Creed Origins è un gioco che una volta nella vita dovete giocare. Essendo action, stealth, GDR e narrativo tutto allo stesso momento, può soddisfare i gusti un po’ di tutti. Una storia interessante, combattimenti agguerriti, esplorazioni di luoghi incantevoli vi accompagneranno per ore ed ore di gioco. Se poi vi piace l’Egitto, aggiungete pure un punto al voto finale della recensione. Questa saga è stata infangata capitolo dopo capitolo, a volte anche a ragione: adesso che ha fatto i giusti passi in avanti va premiata, e noi la premiamo. Se non lo avete ancora ordinato, potete acquistare il gioco al prezzo migliore garantito, su Amazon a questo indirizzo).
La “Cybercrime Economy” sfrutterà avanzamenti in automazione e intelligenza artificiale per dare scacco matto a servizi commerciali, dispositivi IoT e infrastrutture critiche
Milano, 15 novembre 2017 –Fortinet, leader globale nelle soluzioni di cybersecurity ad alte prestazioni, ha svelato le previsioni del team di ricerca globale FortiGuard Labs relativo al panorama delle minacce nel 2018. I trend rivelano metodi e strategie che verranno messi in atto dai cybercriminali nel prossimo futuro e dimostrano il potenziale impatto degli attacchi informatici sull’economia globale.
La Digital Transformation nel bene e nel male
Nei prossimi due anni, assisteremo a una continua espansione della superficie di attacco, con contestuale diminuzione di visibilità e controllo ad ampio raggio. Il proliferare di dispositivi online che accedono a informazioni personali e finanziarie, e la crescente connessione di ogni cosa – dalla miriade di device IoT e l’infrastruttura critica in auto, case, uffici, allo sviluppo delle smart city – hanno creato nuove opportunità per cybercriminali e altri portatori di minacce. Il mercato del crimine informaticoè pronto ad adottare gli ultimi avanzamenti in aree quali l’intelligenza artificiale per creare attacchi più efficaci. Questo trend avrà un notevole impulso, aprendo la strada agli altri fenomeni menzionati di seguito.
La crescita dihivenet eswarmbot: sulla base di attacchi sofisticati come Hajime e Devil’s Ivy o Reaper, prevediamo che i cybercriminali sostituiranno le botnet con cluster intelligenti di dispositivi compromessi chiamati hivenet per creare veicoli d’attacco più efficaci. Esse sfrutteranno il self-learning per bersagliare sistemi vulnerabilicome mai prima d’ora. Saranno in grado di comunicare tra loro e agire sulla base dell’intelligence locale condivisa. Inoltre, gli zombie diverranno smart, agendo sui comandi senza la necessità di avere una botnet ad attivarli in tal senso. Le hivenet saranno in grado di crescere a livello esponenziale sotto-forma di swarm, ampliando la propria capacità di attaccare simultaneamente molteplici vittime e impedire in modo significativo mitigation e risposta. Gli hacker utilizzeranno swarm di device compromessi, o swarmbot, per identificare e bersagliare veicoli di attacco differenti in contemporanea, abilitando velocità e scalabilità notevoli. I FortiGuard Labs hanno registrato 2,9 miliardi di tentativi di comunicazioni botnet in un solo trimestre quest’anno, aggiungendocontesto alla gravità di quello che hivenet e swarmbot potrebbero causare.
Chiedere il riscatto a servizi commerciali è un business allettante:Sebbene la minaccia di ransomware sia già aumentata di 35 volte nell’ultimo anno con ransomworm e altri tipi di attacchi, il peggio deve ancora venire. Il prossimo grande obiettivo molto probabilmente è rappresentato dai fornitori di servizi cloud e altri servizi commerciali con uno scopo di creare flussi di entrate. Le complesse e iper-connesse reti sviluppate dai cloud providerpossono rappresentare un unico punto di failure per centinaia di aziende, enti governativi, infrastrutture critiche e organizzazioni sanitarie. Prevediamo che i criminali informatici inizieranno a combinare tecnologie di AI con metodi di attacco multi-vettoriale per scansionare, individuare e sfruttare le debolezze nell’ambiente di un cloud provider. L’impatto di tali attacchi potrebbe assicurare un incredibile ritorno economicoper un’organizzazione criminale e interrompere il servizio di centinaia o migliaia di aziende e decine di migliaia o addirittura milioni di clienti.
Malware polimorfico di prossima generazione: se non l’anno prossimo, presto cominceremo ad assistere a malware completamente creato da macchine basate su rilevamento automatizzato di vulnerabilità e analisi di dati complessi. Il malware polimorfico non è nuovo, ma sta per assumere un nuovo volto sfruttando l’AI per creare nuovi codici sofisticati che possono imparare a evitare la detection tramite routine scritte da macchine. Grazieall’evoluzione naturale di strumenti già esistenti, i criminali informatici saranno in grado di sviluppare il miglior exploit possibile sulla base delle caratteristiche di ogni singola debolezza. Il malware è già in grado di utilizzare modelli di apprendimento per eludere la sicurezza e può produrre più di un milione di variazioni di virus in un giorno. Ma finora, tutto questo è basato solo su un algoritmo, con un livello minimo disofisticazione o controllo sul risultato. FortiGuard Labs ha registrato 62 milioni di rilevamenti di malware in un trimestre nel 2017. Di questi, abbiamo visto 16.582 varianti di malware da 2.534 famiglie. Un’azienda su cinque ha subito attacchi malware a dispositivi mobile. L’aumento dell’automazione del malware renderà questa situazione più urgente il prossimo anno.
Infrastrutture critiche in prima linea: Recentemente, i fornitori di infrastrutture critiche continuano ad essere in cima alla lista per quel che riguarda il livello di allerta a causa sia delle minacce strategiche che economiche. Queste organizzazioni gestiscono reti ad alto valore che proteggono servizi e informazioni vitali. Tuttavia, le infrastrutture critiche e le reti tecnologiche operative sono notoriamente fragili poiché in origine sono state progettate per essere air-gapped e isolate. L’aspettativa di rispondere a velocità “digitali” alle richieste di dipendenti e consumatori ha fatto sì che si iniziasse a modificarne i requisiti, creando un’esigenza di sicurezza avanzata su reti originariamente progettate per funzionare in isolamento. Data l’importanza di queste reti e le conseguenze potenzialmente devastanti se venissero compromesse o messe offline, i provider di infrastrutture critiche si trovano ora nel mezzo di quella che potremmo definire una corsa agli armamenti contro organizzazioni nazionali, criminali e terroristiche. L’audacia degli avversari e la convergenza della tecnologia operativa e delle informazioni rendono prioritaria la sicurezza delle infrastrutture critiche nel 2018 e oltre.
Il Darkweb e la Cybercrime Economy offrono nuovi servizi automatizzati:Con l’evolvere del mondo del cybercrime, evolve anche il darkweb. Prevediamo di vedere nuove offerte di servizi dal darkweb poiché le organizzazioni di Crime-as-a-Service utilizzano una nuova tecnologia di automazione da integrare nella propria offerta. Assistiamo già alla nascita di servizi avanzati offerti nei mercati del darkweb capaci di sfruttare il machine learning. Ad esempio, un servizio noto come FUD (Fully Undetectable) è già incluso in diverse offerte. Questo servizio consente agli sviluppatori criminali di caricare codice di attacco e malware in un servizio di analisi a pagamento. Successivamente, essi ricevono un rapporto sulle capacità di detection degli strumenti di sicurezza di vendor differenti. Per accorciare questo ciclo, vedremo più machine learning utilizzato per modificare rapidamente il codice in base a come e a cosa è stato rilevato in laboratorio al fine di rendere questi tool di penetrazione ancor più irrilevabili. I tool disandbox supportati dal machine learning, permettono di individuare rapidamente minacce precedentemente ignote e creare dinamicamente delle protezioni. Non esiste alcuna ragione per cui questo stesso approccio non possa essere automatizzato e utilizzato al contrario, per la mappatura delle reti, la ricerca di obiettivi da attaccare, determinare dove questi bersagli sono deboli o studiare a fondo un obiettivo per condurre un test di penetrazione virtuale e in seguito predisporre e sferrare un attacco personalizzato.
“La nostra digital economy si fonda sull’innovazione tecnologica che, con riferimento alla sicurezza informatica, crea opportunità nel bene e nel male”, afferma Derek Manky, Global Security Strategist di Fortinet.“La proliferazione di dispositivi online e l’iperconnettività di oggi hanno creato un “parco giochi criminale”da cui è sempre più difficile proteggersi. Inoltrei cybercriminali stanno sfruttando automazione e intelligenza artificiale a ritmi e a livelli impensabili su tutta la superficie di attacco in continua espansione. Attacchi come WannaCry e NotPetya fanno intravedere i notevoli rischi e danni economici possibili a cui siamo esposti in un futuro prossimo, derivanti da richieste di riscatto e interruzioni di servizi commerciali e proprietà intellettuali. Gli approcci di sicurezza di tipo Fabric che sfruttano la potenza dell’automazione, dell’integrazione e della segmentazione strategica sono fondamentali per contrastare gli attacchi altamente intelligenti di domani”.