Konami e lo studio svedese Far Out Games hanno condiviso un nuovo trailer per Deliver At All Costs, confermando che l’adrenalinico gioco di azione sarà disponibile dal 22 Maggio 2025.
Il titolo arriverà per PlayStation 5, Xbox Series X|S, Steam, GOG ed Epic Games Store. Proprio attraverso quest’ultima piattaforma il titolo sarà inoltre disponibile gratuitamente. A tale riguardo i giocatori possono attivare fin da ora le notifiche per essere avvisati quando il gioco sarà disponibile per il download gratuito. Questa incredibile offerta durerà solo per una settimana dopo l’uscita ufficiale.
Deliver At All Costs ha già catturato l’attenzione di migliaia di giocatori che hanno avuto l’occasione di sperimentare l’imprevedibile action distruttivo grazie all’esplosiva demo disponibile durante il recente Steam Next Fest.
Siamo nel 1959, in piena era di rock ‘n’ roll, abiti a pois e un perenne timore dell’annientamento nucleare incombente. Vesti i panni di Winston Green, uno sfortunato corriere dal temperamento focoso e dal passato misterioso, che deve consegnare a tutti i costi un carico a dir poco insolito, lasciando dietro di sé una scia di caos e distruzione nel nostro nuovo gioco Deliver At All Costs!
Attraversa la città in ambienti tutti da distruggere, seminando il caos a bordo di un’ampia varietà di veicoli. Effettua consegne e affronta missioni bizzarre, ognuna con stili di gioco e meccaniche unici. Non saprai mai che cosa aspettarti: dalla consegna di un pesce spada fin troppo vivace allo smaltimento di una grande bomba sull’orlo dell’esplosione!
Esplora un mondo complesso con grandi ambienti semi-aperti a piedi o a bordo del tuo veicolo. Non far arrabbiare i cittadini o reagiranno alle tue azioni nel modo più imprevedibile.
In mezzo al caos e alla distruzione, ti attende una storia misteriosa e piena d’intrighi suddivisa in tre atti, con un cast di personaggi unici e memorabili. Osserva Winston precipitare negli abissi della follia.
Immergiti nell’atmosfera degli anni 50 grazie a un’estetica e a una musica evocativa, che rendono omaggio a quell’epoca mitica. Grazie a elementi di design anni ’50, una colonna sonora originale, annunci radiofonici, doppiaggio in inglese e un’interfaccia utente adeguata ai tempi, il gioco cattura l’essenza di ciò che ha reso iconici gli anni 50!
Quando si tratta di giochi sportivi, MLB The Show non è secondo a nessuno. Un gameplay ricco di funzionalità, avvincente e miglioramenti anno dopo anno, fanno sì che il titolo si distingua costantemente, dimostrando che il team che ci lavora si preoccupa davvero di offrire un’esperienza di livello. MLB The Show 25 – la nuova iterazione dedicata al baseball americano – segna il 20° anniversario dal lancio della serie nel 2005, e il gioco di quest’anno non è soltanto una vera e propria lettera d’amore al baseball come lo è stato The Show 24, ma è anche (e soprattutto) un enorme “grazie” ai fan che hanno avuto fiducia nella serie negli ultimi due decenni. The Show 25 prende tutti gli elementi migliori che gli appassionati hanno amato negli ultimi anni, smussando i punti dolenti e proponendo un pacchetto completo che nulla ha da invidiare ad altri iconici sport USA: NFL, NBA o NHL.
Il gioco è attualmente disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch.
Versione testata: PlayStation 5
Realizzato dagli appassionati di baseball, per gli appassionati di baseball, MLB The Show 25presenta una suite completa di lievi ma significativi miglioramenti relativi al gameplay e all’usabilità che lo rendono il titolo della Major League Baseball più completo mai realizzato fino ad oggi. Nello specifico, non dissimilmente agli ultimi due capitoli precedenti (MLB The Show 23e The Show 24), si hanno a disposizione ancora le diverse opzioni quando si tratta di battuta, lancio e difesa. In particolar modo, i ragazzi di San Diego Studios hanno aggiunto una nuova meccanica relativa alla battuta; chiamata Ambush Hitting; l’idea è piuttosto semplice: dovrete scegliere o meglio carpire se il lancio in arrivo sarà dentro o fuori (ma rischiando penalità in caso di errore) la zona di strike. La scelta può essere effettuata attraverso la levetta analogica destra, spostandola verso sinistra o verso destra. Se la scelta sarà stata eseguita correttamente, otterrete un piccolo boost al colpo. Potrete persino vedere il cursore diventare un po’ più grande, il che renderà più facile colpire la palla che arriva dal lato prescelto. Si tratta sicuramente di un’aggiunta interessante, ma che non va a cambiare radicalmente le carte in tavola. Nella nostra esperienza, lo svantaggio di sbagliare è stato significativamente più grande dell’indovinare, in una sorta di rischio-ricompensa, che abbiamo particolarmente sentito soprattutto nei momenti critici della partita, ad esempio quando è stato necessario segnare assolutamente un punto o effettuare una battuta decisiva con un battitore mediocre.
I giocatori possono optare per un sistema di battuta old-school che sfrutta i pulsanti frontali per l’input, oppure usare l’input stick-flick che The Show ha reso popolare. Altre aggiunte al gameplay riguardano il Player Lock tramutato in una sorta di visuale in prima persona che permette di vedere le braccia e i guanti del giocatore; un qualcosa che nei trailer degli scorsi mesi veniva mostrato più spesso di quanto non si veda effettivamente nel gioco. Anche la fisica della palla è stata migliorata, con rimbalzi e traiettorie più fedeli alla realtà, aumentando il livello di sfida per i giocatori così come i movimenti dei giocatori, specialmente in fase difensiva, affinati per offrire un’esperienza più fluida e naturale. Altresì, il gioco è godibile perfettamente sia da chi è alla ricerca di un’esperienza casual ma anche da chi desidera il realismo e la simulazione. Ci sono anche opzioni di difficoltà dinamiche attraverso le quali MLB The Show 25 si adatta automaticamente alle prestazioni del giocatore. In pratica, tutto e qualsiasi aspetto in MLB The Show 25 può essere modificato o personalizzato a seconda del proprio stile di gioco, dando ai giocatori un controllo quasi completo sul gameplay. Una volta che i giocatori avranno trovato lo stile di gioco che desiderano, saranno liberi di tuffarsi nelle estese modalità di MLB The Show 25, con una vertiginosa quantità di contenuti da scoprire.
Modalità di gioco
Tutte le modalità note, sono presenti in The Show 25, tra cui Road to the Show, Diamond Dynasty, March to October, Franchise e Storylines. Oltre a queste, è possibile competere con altri giocatori online, giocare una modalità retrò, sfide settimanali e altro ancora. In questa recensione, ci concentreremo principalmente su RTTS e Storylines e tratteremo anche Diamond Quest.
Road to the Show
Questa modalità inizia a essere davvero intrigante. Road to the Show ha ricevuto un grande aggiornamento quest’anno: la possibilità di giocare partite di livello liceale e universitario. Per essere chiari, la modalità di gioco non offre l’interezza di entrambi i livelli, ma piuttosto frammenti di ciascuno. Al liceo vi cimenterete in una manciata di partite, inclusa l’opzione di provare a raggiungere i campionati statali nell’ultimo anno. Una volta terminato, sarete in grado di partecipare all’MLB Combine e poi tentare la fortuna nel draft o al college. Il college è simile al liceo, in quanto consente di giocare durante l’ultimo anno. San Diego Studios ha incluso un totale di otto scuole nel gioco. Andare in queste scuole ha i suoi vantaggi in termini di esposizione e sviluppo delle abilità ma alla fine la scelta spetta a voi. E dipende da quali college vi stanno attivamente osservando. Ci sono piaciute molto le nuove aggiunte sia relativamente al liceo che al college. Mentre le scelte per i college sono un po’ limitate, l’implementazione aggiunge un po’ più di realismo alla modalità. In parole povere, fornisce un po’ più di retroscena e di importanza al personaggio creato, il quale può confrontare ogni franchise MLB per vedere chi ha più profondità in una certa posizione e quale situazione potrebbe portare al percorso più semplice per le major. e magari arrivare alla Hall of Fame.
Ai giocatori – inoltre – viene data totale libertà quando si tratta di creare il personaggio in Road to the Show di MLB The Show 25, dal genere, alle posizioni, alle statistiche iniziali. MLB The Show 25 offre un’ampia personalizzazione del personaggio e consente persino ai giocatori di scansionare il proprio volto se lo desiderano. Come con tutte le tecnologie di scansione del volto, questo può portare ad alcuni giocatori personalizzati dall’aspetto buffo, ma dopo alcuni tentativi, i giocatori dovrebbero essere in grado di ottenere un risultato abbastanza simile alla loro controparte reale.
l sistema di progressione dei giocatori è stato rinnovato. Ora è stato introdotto un sistema di token per categorie generali come Contatto, Potenza, Campo, Lancio e Baserunning. Questi vengono eseguiti in blocchi di token (o perks). D’altra parte, è possibile ancora esaminare le statistiche individuali all’interno di ciascuna categoria per i relativi aggiornamenti. È un po’ differente rispetto al consueto e – a nostro giudizio – potrebbe rendere gli aggiornamenti un po’ più rapidi per i giocatori. Tuttavia, abbiamo riscontrato che il sistema di progressione – alla lunga – può risultare ripetitivo.
È facile farsi coinvolgere totalmente dal proprio giocatore personalizzato, anche se la modalità non è priva di inconvenienti. La mancanza di doppiaggio di Road to the Show è strana e i dialoghi scritti sono spesso scadenti. Così come la possibilità di poter partecipare solo a partite nelle leghe minori e maggiori. Sarebbe bello se in futuro venisse adottato un approccio in stile NBA 2K è il suo concetto di mondo aperto dove i giocatori possono girovagare per la città e interagire con altri giocatori e coach oltre a giocare in campo, magari aggiungendo alcuni compiti secondari da completare per ottenere ricompense aggiuntive, sarebbe un bel cambiamento di ritmo.
Storylines
Storylines torna in The Show 25 per La Negro Leagues – Stagione 3. Ancora una volta narrata da Bob Kendrick, questa stagione mette sotto i riflettori tre star: James “Cool Papa” Bell, Wilber “Bullet Joe” Rogan e Norman “Turkey” Stearnes. Ci sono sette episodi per giocatore, per un totale di 21 da giocare. Gli episodi questa volta sono piuttosto vari, e offrono lancio, battuta e difesa. Non eravamo ferratissimi sulla carriera dei giocatori in questione, quindi è stato bello scoprire le loro vite di questi pionieri dello sport e come hanno superato ostacoli incredibili per avere un impatto sul gioco del baseball. A differenza di The Show 24, la versione di quest’anno offre solo gli episodi della Negro Leagues Storyline. Speravamo davvero di vedere la continuazione delle “gesta” di Derek Jeter anche quest’anno, ma purtroppo non è stato così. È possibile che la motivazione di non includere Jeter nel gioco sia dovuta agli aggiornamenti di Road to the Show, Diamond Dynasty e altre modifiche. Ma tutto sommato, va bene anche così!
Diamond Quest
La modalità online più popolare della serie è stata rinnovata, eliminando le stagioni restrittive degli anni precedenti in favore di una progressione più lineare. L’obiettivo di Diamond Dynasty è collezionare carte giocatore e costruire una squadra formidabile. Sebbene tanti altri titoli si avvalgano di microtransazioni, MLB The Show le ha introdotte costantemente in un modo meno evidente e invasivo. Una delle aggiunte più interessanti è la “Diamond Quest”, una modalità roguelike con elementi in stile gioco da tavolo, che offre sfide rapide (con tanto di scontri speciali con i boss) o partite più lunghe e strutturate in cui è possibile ottenere ricompense. I giocatori tirano un dado e si muovono su un tabellone, affrontando varie sfide in cambio di ricompense ed evitando penalità. Si tratta di una divertente nuova aggiunta all’ampio elenco di modalità di gioco di Diamond Dynasty.
Grafica e tecnica
The Show 25 ha un aspetto, un suono e delle prestazioni quasi simili ai due titoli precedenti della serie. La grafica è buona, e il livello di dettaglio è convincente (anche se c’è ampio margine di miglioramento), sia per quanto riguarda gli stadi e gli ambienti esterni e sia per quanto riguarda gli atleti (con modelli dei giocatori dettagliati sebbene non esenti da piccole sbavature) e un sistema di illuminazione migliorata (con riflessi sui caschi e la polvere che viene sollevata mentre i battitori corrono verso le basi). L’audio è perfetto con il commento ancora una volta gestito da Boog Sciambi e Chris Singleton. Il telecronista che è stato aggiunto l’anno scorso è qui anche per il commento delle partite di liceo, college e minor league. Tutti gli altri aspetti o meglio effetti ambientali udibili nelle partite di Major League, dal rumore della mazza, alle palle che colpiscono i guantoni e al boato della folla, sono a dir poco fantastici e vi immergeranno ancora di più nell’azione. Da segnalare – infine – che il gioco (come da tradizione) non è localizzato in italiane né per quanto riguarda i testi e i menu né per quanto riguarda il parlato.
Commento finale
MLB The Show 25 è un’edizione incredibile e ben rifinita della celebre serie, con miglioramenti che ne accrescono la profondità e l’accessibilità. Le nuove animazioni, le modalità rinnovate (in particolar modo RTTS e Diamond Dynasty), un gameplay ancora più solido e stratificato, molto divertente e che riesce a catturare perfettamente l’essenza della MLB, e il focus sulla storia del baseball lo rendono – ad oggi – il miglior gioco di baseball disponibile sul mercato.
In un orizzonte, come quello degli headset, sempre più ricco di alternative, Trust ci propone oggi le nuove cuffie GXT 492 Carus. Un articolo, quello dell’azienda olandese, che si rivolge espressamente e consapevolmente ad un pubblico ben preciso. Grazie a caratteristiche essenziali ed alla qualità garantita dal produttore di Dordrecht, valorizzate da un price tag altamente concorrenziale, l’obiettivo è infatti piazzarsi nel segmento di mercato dell’utenza meno smaliziata.
Sarà riuscita tuttavia Trust a raggiungere il proprio obiettivo realizzando al contempo una valida soluzione anche per i gamer più appassionati, oltre per chi desidera affacciarsi al mondo delle esperienze sonore? Scopriamolo insieme.
PS4, PS5, Xbox Series S, Xbox Series X, Nintendo Switch
Adatte a
Gaming, ascolto musica
Compatibile desktop e laptop
Si
Compatibile PlayStation
Si
Compatibile Xbox
Si
Compatibile Nintendo Switch
Si
Compatibile mobile e tablet
Si (solo cavo audio 3,5 mm)
Controlli
Controlli sul padiglione
Si
Indicatori LED
No
Informazioni extra
Oggetto numero
25447
Codice EAN
8713439254471
Garanzia
2 anni
Requisiti di sistema
Connessione audio 3,5 mm
Confezione di vendita
Cuffie da gaming Trust GXT 492 Carus
Microfono
Filtro pop
Cavo audio da 1,2 m
Prolunga da 1 m
Guida per l’utente
Libretto di garanzia
Niente sprechi
Fin dal suo biglietto da visita introduttivo, le GXT 492 Carus fanno della fondamentalità il proprio mantra.
In questo senso infatti, la confezione ricalca lo stile del produttore europeo, sposandone appieno non solo l’estetica ma anche l’attenzione alla sostenibilità. Ancora una volta infatti, come è accaduto anche per le GXT 491 Fayzo Wireless, il leitmotiv passa per l’impiego di materiali riciclabili, con una packaging appositamente pensato per il risparmio di risorse.
L’unboxing rivela così un uso estremamente conciso di cartone riciclato, il tanto che basta per proteggere l’headset e gli accessori compresi. Oltre alla guida per l’utente ed al libretto di garanzia, la confezione ospita il microfono con un filtro pop, l’imprescindibile cavo audio da 3,5 mm della lunghezza di 1,2 metri ed una ulteriore prolunga di un metro. Si tratta di un’offerta minimal, in linea con l’obiettivo del nuovo prodotto Trust che punta ad offrire la migliore qualità audio possibile sacrificando il superfluo.
Se proprio dobbiamo trovare il pelo nell’uovo, ci è sembrato che gli spazi dedicati ai contenuti tendono ad essere talvolta avari. Nonostante dunque l’imballaggio sia robusto e compatto, d’altro canto la sensazione è che soprattutto le cuffie soffrino l’esiguità dello scomparto a loro riservato.
Un vero entry level?
Presentate al recente CES 2025 di Las Vegas, le GXT 492 Carus confermano l’assoluta gradevolezza estetica delle proposte del marchio Trust.
Realizzate in plastica compatta, il design squadrato dei padiglioni appare davvero piacevole ed affascinante. Le imbottiture sono molto mordibe ed in grado di conferire un ottimo comfort, grazie anche all’archetto regolabile che permette di adattare l’ampiezza delle cuffie alle proprie esigenze individuali. Entrambi i padiglioni vantano poi una stilizzazione delle lettere L ed R, ad identificare senza timori di confusione il corretto orientamento per indossarle. Dulcis in fundo, il peso: con soli 284 grammi, le cuffie GXT 492 Carus rappresentano una soluzione particolarmente indicata per coloro che non tollerano carichi eccessivi.
Se nulla c’è da dire sul versante estetico e su quello della comodità di utilizzo, al contrario bisogna evidenziare come l’offerta sia a tratti spartana dal punto di vista delle opzioni proposte. Al di là infatti della presenza di un pulsante per attivare (o disattivare) il microfono ed i controlli per il volume, non ci sono ulteriori orpelli a corredo dell’offerta Trust. Se cercate equalizzazioni o anche solo la presenza di LED, qui non troverete nulla di tutto questo.
Inoltre, la connettività rappresenta una delle caratteristiche principali delle GXT 492 Carus. Infatti, è unicamente supportata la connessione audio per jack da 3,5 mm. Una scelta ponderata per contenere i costi e tenere al minimo il prezzo d’acquisto (e senza pregiudicare la qualità del sonoro), un eccellente importo pari ad € 29,99. Tuttavia, è inevitabile riflettere sull’assenza della connessione bluetooth, una feature presente sulla stragrande maggioranza degli headset e che ne permette un utilizzo ancor più diversificato (basti pensare alla possibilità di usarle per le conversazioni telefoniche).
“Siate sinceri e semplici, questo è l’essenziale”
Crediamo che questa citazione di Fëdor Dostoevskij possa riassumere piuttosto efficacemente la nostra esperienza con le cuffie GXT 492 Carus.
Le nuove nate di casa Trust riescono a centrare il proprio obiettivo di proporsi come un’opzione a budget estremamente contenuto per coloro che vogliono entrare nel mondo degli headset. Il merito è soprattutto della qualità dei driver installati sul dispositivo. Grazie ai loro 50 mm, l’esperienza sonora è in definitiva di buon livello, con una resa molto piacevole sui bassi e nella nitidezza generale. Sia l’uso nell’ambito gaming, sia per l’ascolto di musica, le prestazioni sono risultate pienamente soddisfacenti. Ovviamente non siamo nel campo dell’eccellenza e soprattutto chi ha già avuto modo di provare qualche headset non ne rimarrà granché colpito (ricordiamo che manca altresì la cancellazione attiva del rumore). Ma visto il modestissimo prezzo di vendita, non crediamo ci sia molto margine di critica.
Il microfono staccabile offre un piccolo grande valore aggiunto alla dotazione delle GXT 492 Carus, pur dovendo cedere il passo ad alcune caratteristiche. E così, manca una funzione di riverbero, così come il supporto alla riduzione del rumore di fondo in ingresso. Si tratta di mancanze che non rendono molto appetibile le nuove cuffie Trust nei confronti dei gamer più esigenti. Tuttavia, con questo non affermiamo che si tratti di un microfono di minor qualità rispetto ai competitor. Anzi. La qualità audio è infatti estremamente pulita in ogni ambito di utilizzo. Peccato che l’assenza di bluetooth ne renda di fatto estremamente difficoltoso l’utilizzo anche sugli smartphone di nuova generazione.
L’ulteriore carta vincente di queste cuffie è poi rappresentata dalla sua vasta compatibilità trasversale. Al netto di una connettività possibile solo attraverso cavo audio, le GXT 492 Carus possono essere impiegate indistintamente su PC (a prescindere dal sistema operativo), nonché sui tablet e su ogni console da gaming. Un traguardo non di poco conto, se si pensa che le già citate GXT 491 Fayzo Wireless (che vantano molte più funzioni e chicche) non supportano ad esempio l’ecosistema Xbox. Si tratta di una caratteristiche di indubbia importanza, soprattutto per gli utenti che cercano un unico device che possa accontentare tutte le eterogenee esigenze legate alle piattaforme gaming.
Commento finale
Il mondo degli headset da gaming diventa ogni giorno più vasto, ma Trust continua a rappresentare un punto di riferimento. Le cuffie GXT 492 Carus si rivolgono proprio a coloro che vogliono entrare nell’universo delle esperienze sonore, con un occhio di riguardo al budget. Con la necessità di coniugare qualità ed un price tag contenuto, alcune caratteristiche vengono inevitabilmente messe da parte (su tutte, come la connettività bluetooth o la riduzione del rumore di fondo). Consapevoli della loro essenzialità, la nuova proposta Trust è in grado tuttavia di regalare comodità, un suono chiaro ed una estesa compatibilità tra piattaforme diverse: tre aspetti non di poco conto, che potrebbero convincere una nuova generazioni di appassionati a fare il primo passo.
Urbanista, il brand audio svedese noto per i suoi prodotti “designed for life in motion”, ha recentemente arricchito la sua gamma con i nuovi auricolari Urbanista Porto.
Questi True Wireless si distinguono per la loro versatilità, presentandosi come una soluzione ideale sia per le attività quotidiane che per il riposo notturno. Il design ergonomico e i gommini in silicone disponibili in tre diverse taglie (S, M, L) assicurano un comfort prolungato anche durante il sonno, anche per chi dorme di lato.
Sul fronte tecnico, i Porto montano driver da 6 mm con diaframma in PEEK ad alta efficienza, capaci di coprire un’ampia gamma di frequenze (20-20.000 Hz) e garantire bassi profondi, medi cristallini e alti nitidi. La riduzione passiva del rumore fino a 20 dB permette di isolarsi efficacemente dall’ambiente circostante.
L’autonomia è uno dei punti di forza di questi auricolari, con 27 ore totali di utilizzo e una ricarica rapida che offre 2 ore di ascolto con soli 10 minuti di collegamento. Particolarmente interessante la modalità Sleep Mode, che consente di impostare timer di spegnimento automatico (30, 60 o 90 minuti), ideale per chi ama addormentarsi ascoltando musica o podcast.
Non manca il supporto al Bluetooth Multipoint, che permette la connessione simultanea a due dispositivi, e la possibilità di personalizzare l’esperienza d’ascolto grazie a preset dell’equalizzatore come Bass Boost e Treble Boost.
Con i Porto, Urbanista conferma la sua capacità di creare prodotti che combinano design scandinavo, qualità audio e funzionalità pratiche per accompagnare gli utenti in ogni momento della giornata, dal lavoro all’attività fisica, fino al meritato riposo.
Il leggendario overclocker HiCookie ha stabilito un nuovo record mondiale di RAM overclock raggiungendo la cifra assurda di 12752mhz di clock.
Il record è stato stabilito utilizzando una motherboard GIGABYTE Z890 AORUS TACHYON ICE e un kit V-COLOR Manta XFinity RGB DDR5 su Intel Core Ultra 8 285k.
Il record testimonia l’incredibile qualità del design di alimentazione digitale della motherboard, dotata peraltro di un kit di overclocking integrato, tasti di scelta rapida, interruttori di controllo e funzioni di rilevamento della tensione.
Tutti i dettagli sull’impresa, li trovate nel comunicato stampa qui sotto
GIGABYTE Z890 AORUS TACHYON ICE infrange i record con DDR5-12752 Ridefinendo i confini dell’overclocking d’eccellenza
19 marzo 2025 – GIGABYTE TECHNOLOGY Co. Ltd, leader nella produzione di schede madri, schede grafiche e soluzioni hardware, è entusiasta di annunciare un incredibile traguardo nell’overclocking raggiunto dalla scheda madre Z890 AORUS TACHYON ICE, in abbinamento all’ultimo processore Intel® Core Ultra™ (Serie 2). Grazie alla tecnologia proprietaria LN2 SWITCH—innovazione chiave di questa straordinaria impresa—e alla memoria V-COLOR Manta XFinity RGB DDR5, il leggendario overclocker HiCookie ha stabilito un nuovo record mondiale con una frequenza di DDR5-12752. Questo incredibile risultato conferma la posizione di GIGABYTE come punto di riferimento assoluto nel mondo dell’overclocking estremo.
La Z890 AORUS TACHYON ICE è una scheda madre progettata esclusivamente per gli appassionati di overclocking, offrendo prestazioni eccezionali grazie a un design di alimentazione digitale avanzato. Dotata di un kit di overclocking integrato, tasti di scelta rapida, interruttori di controllo e funzioni di rilevamento della tensione, la Z890 AORUS TACHYON ICE permette agli overclocker di superare i propri limiti con facilità. Questo straordinario traguardo testimonia l’impegno costante di GIGABYTE verso la community dell’overclocking.
Inoltre, la nostra gamma Z890 e B860 continua a dominare il segmento mainstream, offrendo velocità XMP superiori alla concorrenza. Grazie alla collaudata tecnologia D5 Bionic Corsa, le schede madri GIGABYTE Z890 e B860 garantiscono un’ottimizzazione avanzata della memoria, rendendole la scelta ideale per gli appassionati in cerca di prestazioni premium.
A un anno dalla sua uscita su PlayStation 5, Rise of the Ronin debutta finalmente suPC, con l’obiettivo di offrire un’esperienza più fluida e migliorata rispetto alla sua versione originale. Il titolo di Team Ninja ha diviso il pubblico sin dal lancio, risultando affascinante per l’ambientazione e il combat system, ma penalizzato da una gestione poco ispirata dell’open world e da problemi di ottimizzazione che ne hanno limitato il potenziale.
Questa versione per PC porta con sé una gamma di opzioni grafiche avanzate e una maggiore libertà di personalizzazione, elementi che sulla carta dovrebbero rendere il gioco più godibile e tecnicamente solido. Tuttavia, il lavoro svolto dal team di sviluppo lascia ancora qualche perplessità, con miglioramenti evidenti ma non abbastanza incisivi da rendere questa edizione la versione definitiva che molti giocatori speravano.
Versione Testate : PC (Steam)
Il Giappone del Bakumatsu tra rivoluzione e spade
L’ambientazione di Rise of the Ronin è uno dei suoi punti di forza più evidenti. Il gioco ci porta nel 1863, un periodo storico di grande transizione per il Giappone, segnato dal tramonto dello shogunato Tokugawa e dall’avvento dell’influenza occidentale. Questa fase, conosciuta come Bakumatsu, fu uno dei momenti più turbolenti della storia giapponese, con lotte intestine, cambiamenti culturali radicali e scontri tra tradizione e modernità.
Il protagonista è un ronin senza padrone, coinvolto in una serie di eventi che lo porteranno a dover scegliere tra diverse fazioni, influenzando il destino della nazione. La narrazione è ben costruita e presenta un buon equilibrio tra eventi storici reali e scenari romanzati, rendendo l’avventura avvincente soprattutto per chi è appassionato della storia giapponese.
Tuttavia, la trama rischia di essere diluita e dispersiva a causa della struttura open world, che in più occasioni spezza il ritmo narrativo. Le città principali, Edo, Kyoto e Yokohama, sono ben realizzate e offrono scorci suggestivi, ma la gestione delle attività secondarie non è altrettanto convincente.
Un combat system raffinato e gratificante
Uno degli aspetti più riusciti di Rise of the Ronin è il suo combat system, un marchio di fabbrica di Team Ninja che in questo gioco raggiunge livelli di eccellenza. Il sistema di combattimento si basa su una stratificazione complessa di stili e tecniche, che permettono al giocatore di personalizzare l’approccio agli scontri in base alle armi impugnate.
L’ispirazione a Sekiro e Nioh è evidente, soprattutto nella meccanica delle parate perfette, che consentono di spezzare la difesa degli avversari e sferrare contrattacchi letali. La gestione del Ki, la resistenza del personaggio, gioca un ruolo fondamentale e impedisce un approccio troppo aggressivo, richiedendo invece strategia e tempismo.
La varietà di armi disponibili è un altro punto di forza. Oltre alle katane, è possibile utilizzare armi da fuoco come moschetti e pistole, una scelta che si adatta perfettamente al periodo storico rappresentato. Ogni arma ha un proprio stile di combattimento e richiede un’adeguata padronanza per essere utilizzata al meglio.
Nonostante l’eccellente sistema di combattimento, alcuni aspetti del gameplay risultano meno riusciti, come l’intelligenza artificiale dei nemici, che non sempre si dimostra all’altezza della sfida. Se in alcune situazioni i nemici risultano aggressivi e tattici, in altre tendono a ripetere pattern prevedibili, rendendo gli scontri meno stimolanti di quanto potrebbero essere.
Un open world poco incisivo
L’open world di Rise of the Ronin è stato uno degli elementi più controversi del gioco sin dal lancio su PlayStation 5. La scelta di adottare una struttura a mondo aperto ha portato con sé una serie di attività secondarie e missioni opzionali, ma la loro esecuzione non è sempre all’altezza delle aspettative.
La mappa di gioco è suddivisa in tre grandi regioni, con numerosi punti di interesse da esplorare. Tuttavia, la maggior parte delle missioni secondarie si riduce a incarichi ripetitivi, come la liberazione di avamposti o la raccolta di oggetti, che poco aggiungono alla narrazione e all’esperienza complessiva.
Un approccio più focalizzato e lineare avrebbe giovato al gioco, evitando di disperdere eccessivamente il coinvolgimento del giocatore. La progressione del personaggio è comunque ben strutturata, con un sistema di abilità che permette di migliorare le competenze in combattimento e di sbloccare nuove mosse e tecniche.
Prestazioni su PC: miglioramenti, ma non abbastanza
Il principale motivo d’interesse per la versione PC di Rise of the Ronin era la possibilità di superare i limiti tecnici della versione PlayStation 5, migliorando fluidità e qualità grafica. Il gioco introduce numerose opzioni di personalizzazione grafica, tra cui il ray-tracing, la regolazione della densità della vegetazione e il supporto a monitor ultrawide.
Sebbene il titolo sia ora in grado di raggiungere i 120 fps, l’ottimizzazione rimane un problema significativo. Anche su configurazioni di fascia alta, il frame rate non è sempre stabile, con cali evidenti nelle situazioni più concitate. Durante i combattimenti più frenetici, si riscontrano rallentamenti che costringono i giocatori ad abbassare le impostazioni per mantenere la fluidità.
Abbiamo testato il gioco su un MSI GE66 Raider con Intel i7-10870H e NVIDIA GeForce RTX 3070, ottenendo un buon livello di dettagli ma con difficoltà nel mantenere i 60 fps stabili. Per garantire un’esperienza fluida, è stato necessario scendere a 30 fps, un compromesso non ideale per un gioco basato su combattimenti dinamici.
L’integrazione del supporto a mouse e tastiera è ben realizzata, ma l’esperienza risulta più naturale utilizzando un controller, specialmente nelle fasi di combattimento.
Rise of the Ronin su Steam Deck: un’esperienza frustrante
Se da un lato Rise of the Ronin offre un’ampia gamma di opzioni su PC, la situazione cambia drasticamente quando si prova a eseguire il gioco su Steam Deck. Nonostante l’hardware personalizzato di Valve sia capace di far girare titoli impegnativi con i giusti compromessi, in questo caso l’esperienza risulta pressoché ingiocabile.
Il gioco spinge la CPU e la GPU del Deck al limite, generando calo di frame rate drastici che lo rendono quasi impossibile da giocare. Anche alle impostazioni più basse, le prestazioni rimangono instabili, con il frame rate che oscilla tra 18 e 23 FPS, risultando insufficiente per godersi l’azione frenetica del gioco. La saturazione della CPU impedisce di effettuare modifiche significative per migliorare la fluidità e, anzi, l’utilizzo della generazione di framepeggiora la situazione, introducendo lag negli input e problemi di stuttering.
Di fatto, non esiste una configurazione che renda Rise of the Ronin giocabile su Steam Deck. La soluzione migliore, per chi volesse comunque fruirne su un dispositivo portatile, è quella di ricorrere a un servizio di streaming remoto, collegando la console a una PS5 tramite Remote Play o trasmettendo il gioco da un PC più potente.
Dal punto di vista dell’accessibilità, Rise of the Ronin propone diverse opzioni dedicate, come la possibilità di rimappare i comandi, scegliere tra attivazione manuale o automatica di azioni come mira, raccolta oggetti e corsa, e regolare sottotitoli, motion blur e altri effetti grafici. Tuttavia, il gioco non supporta le risoluzioni 16:10, un limite che incide sull’esperienza visiva su Steam Deck OLED.
In sintesi, anche se Rise of the Ronin è un action RPG appassionante, ricco di combattimenti eccellenti e una storia avvincente, la sua incompatibilità con Steam Deck rende impossibile giocarlo in modo fluido e stabile. Chi sperava di poterlo godere in modalità portatile dovrà rivolgersi a soluzioni alternative, come lo streaming da una console o un PC più performante.
Immagine di gioco Steam DeckImmagine di gioco Steam Deck
Commento finale
L’arrivo di Rise of the Ronin su PC è una buona opportunità per riscoprire il titolo di Team Ninja, ma non riesce a risolvere tutte le criticità della versione originale. Il combat system rimane eccellente, offrendo scontri dinamici e appaganti, ma la struttura open world dispersiva e i problemi di ottimizzazione impediscono al gioco di esprimere tutto il suo potenziale.
Se possedete un PC di fascia alta, potrete godere di un’esperienza visivamente più ricca e fluida, ma se avete una configurazione meno performante, dovrete accettare compromessi significativi. Con ulteriori patch e aggiornamenti, il gioco potrebbe migliorare, ma allo stato attuale rimane un titolo valido, pur con evidenti margini di crescita.
Dopo un rinvio nel 2024, Croc: Legend of the Gobbos Remastered ha finalmente una nuova data di uscita ufficiale: il classico platform tornerà il 2 aprile su PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch.
L’annuncio è stato accompagnato da un nuovo trailer, che ha confermato l’attesissimo ritorno di uno dei platform 3D più iconici degli anni ‘90.
Un ritorno fedele, ma con molte novità
Il team di Argonaut Games ha lavorato a una ricostruzione completa del gioco originale, mantenendo lo spirito nostalgico, ma introducendo miglioramenti tecnici e opzioni moderne.
“Siamo entusiasti di portare Croc: Legend of the Gobbos a una nuova generazione di giocatori,” ha dichiarato Jez San, fondatore di Argonaut Games. “Abbiamo cercato di preservare il fascino del gioco originale, ma con aggiornamenti che lo rendano ancora più divertente sulle piattaforme moderne. Non vediamo l’ora che i giocatori tornino a vivere la magia di Croc.”
Oltre alla grafica completamente rinnovata, il gioco offrirà due modalità visive:
Grafica in alta definizione, per un look moderno.
Modalità retrò, che ripropone l’aspetto originale del titolo del 1997.
Anche i controlli sono stati aggiornati, con la possibilità di scegliere tra uno schema più fluido e moderno o il classico controllo “tank”, per chi vuole rivivere l’esperienza esattamente come all’epoca.
Un vero e proprio tributo a Croc
La remaster non si limita a un restyling visivo, ma introduce anche contenuti speciali dedicati ai fan della serie.
Crocipedia → Una raccolta di documenti, artwork e dettagli sullo sviluppo del gioco.
Crocumentary → Un documentario che include interviste e testimonianze sulla realizzazione dell’originale.
Con queste aggiunte, il titolo si presenta come una celebrazione del suo passato e della sua eredità nel mondo dei platform 3D.
Croc è pronto a tornare il 2 aprile
Dopo anni di attesa, Croc: Legend of the Gobbos Remastered si prepara a conquistare una nuova generazione di giocatori, offrendo sia fedeltà all’originale sia miglioramenti moderni.
L’uscita è fissata per il 2 aprile su PC e console, e i fan non vedono l’ora di tornare a esplorare il mondo di Croc con uno stile rinnovato.
Una nuova grande collaborazione si prospetta all’orizzonte: Pokémon e LEGO hanno infatti annunciato l’arrivo nel 2026 dei set dedicati alle creature tascabili più famose del mondo!
La conferma di LEGO Pokémon è arrivata dal sito ufficiale della The LEGO Group. Per ora poco si sa sulle prime proposte che arriveranno sul mercato, ma possiamo attenderci set dedicati ai pokémon più carismatici e famosi guidati, ovviamente, dall’iconico Pikachu.
“Preparatevi a elettrizzare la vostra immaginazione nel 2026“, ha annunciato l’account ufficiale X di Pokémon, con il profilo LEGO che ha aggiunto: “Il nostro clamore sta crescendo! Non vediamo l’ora di vedere in cosa si evolverà questa partnership!“.
Sul sito LEGO, la sezione Q&A rivela qualcosina su ciò che ci si potrà aspettare: “Si tratta di una nuovissima collaborazione che unisce l’amore per i mattoncini e quello per i Pokémon. Nel 2026, stiamo chiamando tutti gli Allenatori a prepararsi a costruire e catturare alcuni dei loro Pokémon preferiti!“. Appare dunque pienamente confermato che i set permetteranno di realizzare le proprie creature preferite con i mattonicini dell’azienda danese.
In ogni caso, potete continuare a controllare il sito LEGO oppure seguire le pagine social dell’azienda, in attesa di altri importanti aggiornamenti su questa interessante collaborazione che farà piacere a molti fan dei due brand.
Sony ha ufficialmente formato un nuovo studio first-party, Dark Outlaw Games, che sarà guidato da Jason Blundell, ex co-presidente di Treyarch e una delle menti dietro la celebre modalità Call of Duty: Zombies.
Blundell ha annunciato la nascita dello studio all’interno dei PlayStation Studios, sottolineando che il team sta già lavorando da tempo a un progetto segreto, anche se al momento non sono stati rivelati dettagli sui giochi in sviluppo.
Chi è Jason Blundell e perché Sony lo ha scelto?
Blundell ha lavorato per 13 anni in Treyarch, ricoprendo un ruolo chiave nello sviluppo della modalità Zombies, che è diventata un’icona della serie Call of Duty. Dopo aver lasciato Activision nel 2020, ha co-fondato Deviation Games, uno studio indipendente che avrebbe dovuto lavorare su un’esclusiva PlayStation. Tuttavia, lo studio non è mai riuscito a pubblicare il suo primo titolo prima della chiusura del progetto.
Nonostante questo, Sony ha visto in Blundell e nel suo team una grande opportunità, offrendogli la possibilità di fondare Dark Outlaw Games come parte dei PlayStation Studios.
Un nuovo studio first-party nei PlayStation Studios
In un’intervista con Jeff Gerstmann, Blundell ha spiegato che lo sviluppo è ancora nelle fasi iniziali e che il team sta lavorando dietro le quinte.
“Abbiamo lavorato nell’ombra per un po’, ma quando avremo qualcosa di cui parlare usciremo allo scoperto.”
Sony non fonda nuovi studi interni molto spesso, quindi questa decisione dimostra un forte interesse nei confronti del progetto di Dark Outlaw Games.
Al momento, non ci sono dettagli su quale sarà il primo gioco del team, ma lo studio sta ancora ampliando il proprio organico e probabilmente ci vorrà del tempo prima di avere un annuncio ufficiale.
Dark Outlaw Games svilupperà un titolo live service?
Sebbene Blundell non abbia ancora rivelato il genere del primo gioco di Dark Outlaw Games, il suo background suggerisce che Sony potrebbe puntare su un’esperienza live service.
Dopo il flop di Concord, sembra che PlayStation voglia essere più selettiva nei progetti su cui investire, e Blundell potrebbe essere la persona giusta per dare vita a un titolo multiplayer con il potenziale per diventare un successo duraturo.
Non resta che attendere ulteriori dettagli da Sony e Dark Outlaw Games per scoprire quale sarà il futuro di questo nuovo studio first-party.
Il nuovo Silent Hill f è ufficialmente il primo gioco della serie Silent Hill a ottenere un rating 18+ (CERO:Z) in Giappone, segnando una svolta nella classificazione del celebre franchise horror di Konami.
L’informazione è stata confermata all’inizio del trailer giapponese ufficiale, rivelato durante l’ultimo Silent Hill Transmission. Il gioco ha ricevuto un rating Mature negli Stati Uniti, PEGI 18 in Europa e CERO:Z in Giappone, la categoria più alta assegnata ai videogiochi nel paese.
Un cambiamento nella classificazione della serie Silent Hill
Storicamente, i precedenti capitoli della serie non avevano mai ricevuto una classificazione così severa in Giappone. Titoli come Silent Hill, Silent Hill 2, Silent Hill 3 e Silent Hill: The Room erano stati classificati CERO:C, ovvero adatti a un pubblico di 15 anni o più.
Anche i capitoli sviluppati fuori dal Giappone, come Silent Hill: Homecoming e Silent Hill: Downpour, avevano ricevuto valutazioni comprese tra CERO:C e CERO:D (quest’ultimo per giocatori di 17 anni o più). Persino il remake di Silent Hill 2, realizzato da Bloober Team, è stato classificato CERO:C, nonostante in Occidente abbia ricevuto un rating Mature (17+).
L’attribuzione di un CERO:Z a Silent Hill f rappresenta quindi un cambio significativo per la serie e potrebbe indicare contenuti molto più disturbanti e violenti rispetto ai suoi predecessori.
Un nuovo capitolo con un’estetica inquietante
Annunciato nel 2022, Silent Hill f è ambientato nel Giappone degli anni ’60 e segue le vicende di Shimizu Hinako, una giovane ragazza che si trova intrappolata in una spirale di orrore psicologico e mutazioni grottesche. La storia è stata scritta da Ryukishi07, celebre autore della serie di visual novel When They Cry (Higurashi no Naku Koro ni e Umineko no Naku Koro ni), noto per la sua capacità di esplorare temi di angoscia, follia e violenza psicologica.
Il trailer ufficiale ha mostrato Hinako in stato di profondo disagio, ricoperta di sangue e ferite, con l’uniforme scolastica strappata e lacerata. Le sequenze rivelano un’ambientazione che si distacca dalle classiche ruggini industriali e ingranaggi arrugginiti della serie, sostituendoli con un mondo alterato ricoperto da inquietanti fiori rossi, che sembrano avere un ruolo centrale nell’orrore che circonda la protagonista.
Quando uscirà?
Al momento, Konami non ha ancora annunciato una data di uscita per Silent Hill f, e l’ultimo Silent Hill Transmission non ha fornito aggiornamenti su altri progetti in sviluppo, come Silent Hill: Townfall.
L’unica certezza è che Silent Hill f sta portando il franchise verso nuovi orizzonti, con un’ambientazione completamente inedita e un tono più disturbante e maturo rispetto ai capitoli precedenti.
Sarà interessante scoprire cosa ha portato la CERO a classificarlo come un gioco esclusivamente per adulti e quali elementi di Silent Hill f lo rendano più inquietante rispetto ai suoi predecessori.
Per ora, non resta che attendere nuove informazioni da Konami su quello che si preannuncia come uno degli episodi più innovativi e terrificanti della saga.
All’inizio della vostra avventura in Kingdom Come: Deliverance 2, guadagnare groschen in fretta può fare la differenza tra affrontare il mondo medievale da povero viandante o da abile mercenario ben equipaggiato. Per fortuna, la Boemia nasconde diversi tesori segreti, pronti per essere scoperti dai giocatori più attenti.
Questa guida vi porterà alla ricerca di sette ricchezze nascoste, tra antichi forzieri, bevande leggendarie e armi rare. Uno degli oggetti più preziosi è l’Ancient Moonshine, un’elisir unico che ripristina salute, energia e fame, dal valore di ben 1.000 groschen. Con un po’ di esplorazione e le indicazioni giuste, potrai sfruttare al massimo queste scoperte e ottenere un vantaggio immediato nel gioco.
1. Il libro delle abilità nascosto a Troskowitz
L’avventura inizia nel villaggio di Troskowitz, situato quasi al centro della regione di Trotsky. Dirigendoti a nord-est, troverai una baracca abbandonata vicino alla macelleria. Anche se all’apparenza non sembra nulla di speciale, questo rifugio offre un letto per riposare e una scorta di mele.
La vera ricompensa, però, si trova poco più avanti. Sotto un grande albero nelle vicinanze, potrai raccogliere un libro delle abilità sulla persuasione, dal valore di 200 groschen. Il miglior modo per sfruttarlo è leggerlo subito per ottenere un aumento dell’abilità, e poi rivenderlo per recuperare qualche moneta extra.
2. Il tesoro da 500 groschen al Castello di Trotsky
Procedendo a nord di Troskowitz, si raggiunge l’imponente Castello di Trotsky. Anche se non è possibile entrarvi direttamente, c’è comunque un modo per ottenere un bel gruzzolo.
Scendendo verso la cava sottostante, troverai un poligono di tiro. Qui, un cacciatore del posto parla di un uomo ossessionato dalla ricerca dell’oro, che vaga nella cava in cerca di un tesoro sepolto.
Seguendo le sue indicazioni, raggiungerai una capanna abbandonata, abitata da un folle scalpellino. Se non lo trovi subito, cerca nella cava: lo riconoscerai per il suo cappello di paglia.
Dietro il poligono di tiro, una scala conduce a un’area nascosta della cava. Qui, esaminando un gruppo di pietre sospette, scoprirai 549 groschen sepolti nel terreno.
Potete decidere di restituire il denaro all’uomo, guadagnando un bonus alla reputazione, oppure tenerlo per te. Una strategia interessante è restituirlo prima per il bonus, poi rubarlo di nuovo, mantenendo sia il bottino che la buona reputazione.
3. Il Tesoro Segreto dell’Arciere Bohemir
Sempre nella cava di Trotsky, si trova un altro segreto che vale la pena scoprire. Bohemir, l’arciere del campo, porta con sé la chiave della sua abitazione. Il modo più semplice per ottenerla è borseggiarlo mentre è distratto o attenderlo nel sonno per derubarlo. Una volta entrati nella sua casa, all’interno di un forziere chiuso si trova un prezioso Arco Lungo, utilizzabile solo con forza e agilità elevate. Oltre all’arco, il bottino comprende anche una balestra da caccia, munizioni, un kit da arciere e 210 groschen.
Se non si dispone ancora di abbastanza esperienza nel borseggio, può essere utile salvare la partita utilizzando una pozione Salvaguardia prima di tentare il furto.
4. L’Ingresso Segreto alla Caverna di Apollonia
Spostandosi a est di Troskowitz, in direzione della foresta di Apollonia, si arriva a un crocevia vicino a un antico cimitero. In quest’area si nasconde un passaggio segreto tra due enormi rocce, che conduce a un tunnel nelle scogliere. All’interno di questa caverna, un forziere ben nascosto custodisce una balestra da caccia, freccette d’acciaio e un libro di abilità sulla caccia. C’è anche un’accetta barbuta e alcuni oggetti rari.
Più in profondità nella grotta, un teschio accanto a un pugnale rivela una mappa del tesoro incisa nella pietra. Seguendo le indicazioni della mappa, si può raggiungere un villaggio abbandonato. Qui, un altro forziere segreto offre una ricompensa interessante, con groschen, decotti curativi e un libro di medicina medievale.
5. La chiave scheletrica di Apollonia e il forziere nascosto
Nella parte settentrionale di Apollonia, nei pressi del fiume nel bosco, esiste un accampamento abbandonato. Qui, troverete un piccolo insediamento in rovina, con i resti di alcune case.
Vicino a un corpo scheletrico, troverete una chiave scheletrica. Questa chiave apre un forziere nascosto nella stessa area, evitando la necessità di forzare la serratura.
All’interno troverete 181 groschen, pozioni curative e un kit da fabbro. Questo forziere si rigenera dopo alcuni giorni in-game, permettendovi di raccogliere nuovamente il bottino.
5. La Leggendaria Luna Antica Sotto Trotsky Castle
Uno dei segreti più preziosi del gioco è la Luna Antica, una bevanda rara nascosta nelle profondità del Castello di Trotsky. Per trovarla, bisogna avventurarsi nelle caverne sotterranee a nord-est della foresta.
Nell’area più profonda della caverna, un forziere chiuso custodisce una bottiglia di Ancient Moonshine, in grado di ripristinare 50 punti salute ed energia. Assieme a questa bevanda, si trovano oro, pellicce rare e una chiave segreta per un altro forziere nascosto. Questa risorsa è particolarmente preziosa, poiché la Luna Antica è rara e difficilmente reperibile altrove.
6.L’Ultimo Segreto: Il Cimitero e la Spada del Cavaliere
Nei pressi della foresta di Trotsky, si trova un cimitero segreto con diverse tombe da esplorare. La più interessante è quella contrassegnata dalla bandiera di Von Burgow, dove è possibile trovare la Spada del Cavaliere, una delle migliori armi del gioco. Oltre alla spada, nella stessa sepoltura si trovano uno scudo da cavaliere e un’armatura imbottita.
Scavando nelle altre tombe vicine, si possono ottenere altre preziose ricompense, tra cui un elmo medievale, una seconda Spada del Cavaliere e un’ulteriore armatura. Tuttavia, questa zona è sorvegliata, quindi è meglio prestare attenzione e pianificare la fuga in caso di necessità.
Scopri altre guide essenziali su Kingdom Come: Deliverance 2
Seguendo questa guida, sarà possibile ottenere migliaia di groschen, armi potenti e oggetti rari sin dalle prime ore di gioco. Ogni tesoro nascosto rappresenta un’occasione imperdibile per migliorare il proprio equipaggiamento e avere un vantaggio in Kingdom Come: Deliverance 2.
L’avventura è appena iniziata e i segreti da scoprire sono ancora molti. Con un pizzico di esplorazione e astuzia, potrai accumulare una fortuna e affrontare qualsiasi sfida con il miglior equipaggiamento possibile.
A distanza di poche settimane dal PPV “Elimination Chamber: Toronto” che ha visto trionfare John Cena (clamoroso il suo “turn heel”) e Bianca Belair rispettivamente nel Men’s Elimination Chamber match e nel Women’s Elimination Chamber match, i quali affronteranno a WrestleMania 41 Cody Rhodes e Iyo Sky, è di nuovo il momento di fare una gradita sosta nella lotta simulata di 2K con WWE 2K25. Il nuovo capitolo nella storica serie di videogiochi dedicati al wrestling, sviluppato da Visual Concepts e pubblicato da 2K Sports, ha l’intento di ridefinire l’esperienza ludica per i fan di tutto il mondo. A partire da WWE 2K22, passando per WWE 2K23 e 2K24, i giochi dedicati allo sport spettacolo americano, sono migliorati costantemente con cambiamenti intelligenti e nuove funzionalità, e WWE 2K25 è ancora una volta un grande gioco di wrestling che migliora, grazie al suo mix avvincente di realismo (fra arcade e simulazione), divertimento e personalizzazione, ciò che è venuto prima. Ma andiamo con ordine!
WWE 2K25 è attualmente disponibile per PC (Steam), PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X|S.
Versione testata: PlayStation 5
Gameplay e meccaniche di combattimento
Il gameplay è senza dubbio uno degli aspetti cruciali di WWE 2K25. Le meccaniche di combattimento (che vedono l’aggiunta di mosse concatenate)sono state raffinate, offrendo una combinazione di semplicità e profondità. L’Add-On più evidente è relativo al maggior realismo nella rappresentazione dei colpi. I corpi dei wrestler iniziano a mostrare i segni delle botte subite, prima attraverso un blando arrossamento, fino ad arrivare a lividi ed escoriazioni evidenti e, infine, sanguinamenti (talvolta copiosi) I controlli sono intuitivi, ma richiedono pratica per padroneggiare le combo e le mosse speciali. Una novità significativa è l’introduzione di un sistema migliorato di “mini-giochi” durante i momenti chiave delle lotte, come il tentativo di schienamento o la fuga da una sottomissione. Questi mini-giochi aumentano l’adrenalina e rendono ogni match unico. Inoltre, il bilanciamento tra i vari lottatori è stato migliorato, anche se alcune mosse sembrano ancora più efficaci e devastanti di altre. E proprio a proposito di wrestler, la grande novità di quest’anno è il wrestling intergender, che consente a uomini e donne di competere tra loro. Questo è molto presente nella trama di My Rise di quest’anno, ma a parte questo e come tutte le aggiunte recenti, ha ampi margini di miglioramento. Ad esempio, i match per il titolo sono disponibili nella modalità, ma solo per i titoli “intergender” designati, che consistono principalmente nei titoli inventati da 2K e in una manciata di titoli ufficiali della WWE come i titoli 24/7, cruiserweight e hardcore, ma senza la possibilità di far vincere il WWE Championship a Rhea Ripley o a Jade Cargill, il che sembra un po’ limitante.
Roster e personalizzazione
WWE 2K25 vanta un roster impressionante, che include non solo le superstar attuali, ma anche leggende del passato. I giocatori possono scegliere tra oltre 300 lottatori WWE, ognuno con il proprio stile e set di mosse. Questa varietà offre infinite possibilità di gioco, permettendo di rivivere i momenti più iconici del wrestling o di creare le proprie rivalità. La personalizzazione è un altro degli aspetti più apprezzati del gioco. Non solo i giocatori possono modificare l’aspetto fisico dei lottatori, ma anche le loro mosse e abilità. Il sistema di creazione dei personaggi è intuitivo e offre una vasta gamma di opzioni, dai costumi alle finisher, permettendo a ogni giocatore di esprimere la propria creatività.
Il sangue è tutto!
2K Showcasedi quest’anno si concentra su “The Bloodline“, il nome canonico che in WWE viene utilizzato per indicare la famiglia di wrestler professionisti samoani Anoaʻi/Maivia, tra cui The Rock, Roman Reigns, Yokozuna, Jimmy e Jay Uso, Solo Sikoa e il compianto Umaga. Mentre le edizioni precedenti hanno seguito wrestler singoli, questa volta è possibile assumere il ruolo della maggior parte dei membri della famiglia. La modalità è presentata e narrata da Paul Heyman, il più grande oratore nella storia WWE; la sua narrazione degli eventi è fantastica e tiene incollato lo spettatore per tutta la durata delle lunghe scene di intermezzo.
Poiché non tutti i membri della Bloodline sono di egual livello e importanza, i match di 2K25 sono divisi in categorie. Ritornano quelli che celebrano alcuni iconici incontri come Yokozuna che sconfigge Hulk Hogan a King of the Ring 1993 (vendicando la cocente sconfitta a WrestleMania IX) e facendo si che il leader dell’Hulkmania lasciasse la federazione per quasi dieci anni. Ma per quei lottatori che non annoverano grandi vittorie o match particolarmente memorabili, sono stati inseriti una sorta di “dream match” che ne vanno a riscrivere le gesta e i risultati; come Tamina che vince il primo Money in the Bank femminile o The Wild Samoans che affrontano The Dudley Boyz.
Gli ultimi anni di 2K Showcase hanno intervallato filmati match reali durante il gioco, portando i giocatori a sedersi e guardarli (senza commenti) invece di giocare per lunghi periodi. Quest’anno, 2K ha abbandonato questa linea dei filmati di repertorio (seppur stupefacenti a vedersi) e ha ricreato le scene di gioco direttamente nel motore grafico e ha aggiunto nuovi commenti dal team di annunciatori del gioco. Questo stile rende Showcase molto meno faticoso e lo trasforma in una modalità di spicco e immersiva.
L’unico vero problema con la modalità quest’anno sono gli obiettivi. Quando si ricreano le partite, il gioco vuole che si facciano determinati beat identici al match avvenuto nella realtà, il che sbloccherà nuovi oggetti se fatto correttamente (è possibile affrontarli a proprio piacimento, ma non sarà possibile ottenere nuovi oggetti). Il gioco di quest’anno introduce obiettivi a tempo, che di solito richiedono di fare una certa mossa o una certa quantità di danni. Ma se non ci si riesce in tempo, per conseguire l’obiettivo, sarà necessario rigiocare l’intero match. Alcuni di questi timer sono troppo brevi e in match come Money in the Bank, un altro wrestler che vi fa una mossa o vi terrà stretto in una presa è sufficiente per portarvi al fallimento. Gli obiettivi dei “dream match”, d’altro canto, sono fin troppo basici, per lo più richiedono di cagionare tot numero di danni e poi di vincere il match. Nel complesso i 17 incontri (più uno bonus) scorrono ad un ritmo eccellente tanto che non vi renderete conto di essere arrivati alla fine.
Line in the Sand
Ma le novità – in termini di modalità di WWE 2K25 – non finiscono qui. The Island, insieme alla sua pletora di modalità di gioco classiche, dovrebbe soddisfare i palati di qualsiasi fan di lunga data. Si tratta di un mondo hub online da 50 giocatori (l’equivalente di PlayStation Home per intenderci) in cui si è stati invitati direttamente da Roman Reigns (The Original Tribal Chief) in persona. Qui dovrete mettervi alla prova e guadagnarvi un posto in WWE competendo contro altri giocatori, raggiungendo obiettivi e impressionando The Bloodline. È tutto molto bello – almeno sulla carta – ma sfortunatamente, anche considerando il trailer iniziale, è evidente il peso delle microtransazioni in tutta la modalità. Se non si è disposti a spendere un po’ di valuta VC, non godrete di questa offerta, a parte la possibilità di ottenere alcune ricompense cosmetiche. I VC possono essere guadagnati completando gli obiettivi e prendendo parte ai match, e possono poi essere spesi nei vari negozi di The Island. E, cosa ancora più fastidiosa, tutto è piuttosto costoso. Quindi la modalità è fondamentalmente pay-to-win ed è assolutamente da evitare se non si è disposti a spendere soldi reali! Parlando di soldi, MyFaction/La mia Fazione, la versione 2K di Ultimate Team, torna con gli stessi problemi di prima. I personaggi esclusivi sono difficili da ottenere o richiedono drop casuali dai pacchetti. Il nuovo “World Tour” all’interno di MyFaction è la migliore aggiunta alla modalità da anni (consentendovi di sbloccare alcune di quelle carte), ma non c’è altro di più.
Altre modalità di gioco
Le modalità di gioco in WWE 2K25 sono varie e coinvolgenti. La modalità MyRise/La mia Ascesaè ben strutturata, consentendo ai giocatori di vivere un’intera carriera nel wrestling (stavolta una singola storia che non si basa sul genere prescelto; i due sono intrecciati nella narrazione, con il controllo che cambia tra l’uno e l’altro), dalla formazione all’ascesa nel mondo WWE. È – a memoria – di gran lunga la migliore trama della modalità. Segue una fazione di ex wrestler NXT che tentano di conquistare la WWE con il loro nuovo marchio NXT Mutiny, e il personaggio del giocatore guida la lotta contro di loro (in una rivisitazione di Invasion dove i i wrestler della WCW invasero gli show dell’allora WWF). È pieno zeppo di colpi di scena e ci ha tenuti impegnati per tutto il tempo di prova della modalità. La cosa importante quest’anno sono le scelte. Alcune andranno ad influenzare determinati momenti della storia, come la provenienza del wrestler e la sua relazione con l’altro wrestler che andrete a creare e che prevedono dialoghi diversi. E ci sono scelte più grandi, come quali wrestler reclutare. Ciò sta a significare che c’è anche una maggiore attenzione alla rigiocabilità (che richiede di rigiocare almeno quattro/cinque volte per ottenere tutti i personaggi extra e le arene disponibili). Il fatto che ci sia una sola storia non è l’unico taglio di quest’anno. Non ci sono più missioni secondarie e la durata sembra più breve rispetto agli anni precedenti.
La modalità Universe è stata rinnovata, offrendo una gestione più dinamica degli eventi e delle rivalità e vede il ritorno delle promo. I giocatori possono controllare il calendario degli eventi, creare (anche in questo caso) rivalità e persino gestire le alleanze tra i lottatori. Questa modalità offre una libertà senza precedenti, permettendo ai fan di creare le proprie storie nel mondo WWE. Anche MyGM/Il mio GM, dove si compete per arrivare primi nelle guerre di valutazione degli ascolti (o rating), ha ricevuto una mano di vernice. Nello specifico, sono disponibili più tipi di match e una selezione più ampia di General Manager tra cui scegliere, ognuno con i propri vantaggi unici. Inoltre, gli showrunner in erba possono ora portare l’azione online con un massimo di quattro rivali che competono in un dato momento, il che è senza dubbio una grande spinta per coloro che amano la modalità.
Inoltre, la modalità Esibizione permette di disputare match rapidi senza l’impegno di una carriera o di una storia, ideale per i giocatori casual. I fan delle competizioni online troveranno interessante – invece – la modalità multiplayer, che offre eventi e sfide contro altri giocatori in tutto il mondo.
Grafica e design
Il motore di gioco è stato aggiornato per offrire un livello di dettaglio senza precedenti. I lottatori sono rappresentati con grande cura, dalle espressioni facciali ai movimenti, che sembrano fluidi e naturali. Le arene, sia per i PPV e sia per gli eventi settimanali come Raw e SmackDown, sono state ricreate con una fedeltà incredibile, catturando l’atmosfera del wrestling professionistico.
Le animazioni dei personaggi sono state notevolmente migliorate, permettendo una maggiore varietà nelle mosse e nelle interazioni tra i lottatori. L’illuminazione e gli effetti visivi, come fuochi d’artificio e riflessi, contribuiscono a creare un’esperienza immersiva. I menù sono eleganti e facili da navigare, mantenendo l’utente coinvolto fin dal primo avvio del gioco. Nonostante i molti punti di forza, WWE 2K25 non è esente da alcuni difettucci. In particolare dobbiamo segnalare la presenza di bug e glitch, che possono interrompere – in alcune occasioni – l’esperienza di gioco. Sebbene siano stati fatti notevoli progressi nella stabilità del gioco, alcune anomalie possono ancora verificarsi, soprattutto nelle modalità online. La community gioca un ruolo fondamentale nel successo di qualsiasi gioco, e WWE 2K25 non fa eccezione. Gli sviluppatori hanno dimostrato un impegno nel mantenere vivo l’interesse per il gioco e sicuramente rilasceranno aggiornamenti e patch che risolveranno i problemi oltre ad includere periodicamente venti speciali e sfide online che contribuiranno a mantenere la community attiva e coinvolta.
Commento finale
In conclusione, WWE 2K25 si presenta come un titolo ben realizzato e ricco di contenuti. Con una grafica impressionante, un gameplay coinvolgente e un roster ampio, il gioco riesce a catturare l’essenza del wrestling professionistico. Sebbene presenti alcune imperfezioni e criticità, la qualità complessiva e le nuove funzionalità (fra cui Showcase e la relativa “The Bloodline” e la possibilità di giocare a MyGM online) lo rendono – se siete fan del wrestling o semplicemente siete alla ricerca di un gioco divertente e coinvolgente e a patto di chiudere un occhio sulle microtransazioni invasive di The Island e MyFaction – un acquisto altamente consigliato.
Arrivano fantastiche notizie per chi ha a cuore i giochi di carte per dispositivi mobili. Un video teaser è stato pubblicato sui social media dalla società Digimon Card Game, in cui vediamo un Renamon risucchiato in un telefono cellulare, il che fa presagire che un gioco di carte Digimon arriverà a breve per dispositivi mobili.
Infatti, ne sentiremo parlare di più durante il Digimon Con del 19 marzo. Per coloro che sono davvero ansiosi di saperne di più, l’annuncio avrà luogo alle 3:00 CEST.
Il Digimon Con è una specie di festa annuale per i fan, in cui vengono svelati giochi di carte, anime, giocattoli, fumetti e altro ancora esclusivamente per gli amanti dei Digimon.
In termini di competitor, il gioco potrebbe contendersela agevolmente con alcuni grandi successi di altri brand come Yu-Gi-Oh Master Duel o Pokémon TCG Pocket.
Detto questo, voi vi sintonizzerete per vedere il Digimon Con questa settimana per le novità su questo nuovo misterioso gioco di carte per dispositivi mobili a tema Digimon? Fatecelo sapere nei commenti!
Da un po’ di tempo, un fan di GTAsta lavorando a qualcosa di molto emozionante per chi aspetta con ansia l’uscita ufficiale diGTA 6 (che dovrebbe avvenire nel corso del 2025). Si tratta di una mod che ricrea ciò che abbiamo visto finora della mappa di GTA 5. La buona notizia è che è stata rilasciata in una versione che in realtà assomiglia a quella del gioco completo.
Lo YouTuber, Dark Space, ha lavorato a questa mod, ora soprannominata “Project Vice” dall’anno scorso, dopo che ha condiviso alcuni scatti in lavorazione di Vice Beach a gennaio.
“La mappa giocabile di GTA 6 è arrivata ed è pronta per essere esplorata“, questa la descrizione del video, che include anche una chiacchierata con uno dei modder dietro la mod Liberty City Preservation Project, che è stata rimossa all’inizio di quest’anno.
Sebbene, come ci si aspetterebbe, la mappa di Dark Space sia “molto basilare” rispetto a quella che sarà in GTA 6, il modder ha utilizzato una massa di terra completamente piatta e ha creato molti edifici semplicemente riutilizzando quelli del GTA 5 originale. Non c’è nemmeno traffico o NPC che fungono da pedoni, a causa della posizione della mappa ricreata nel mondo di GTA 5.
“Giocare su questa mappa vi ricorderà quanto sarà incredibile giocare a GTA 6“, dice il modder, aggiungendo che hanno inserito alcuni dettagli per farla sembrare un po’ più simile a Vice City, come cartelli unici, installazioni artistiche ispirate alla vita reale di Miami e alcuni cartelloni pubblicitari similari a quelli dell’unico trailer che abbiamo visto finora. Dark Space aggiunge che il loro prossimo obiettivo è aggiungere l’area dei moli della mappa che si vede sullo sfondo di un trailer in cui sono mostrati solo alcuni motoscafi.
Se volete provare la mod, dovrete andare sul server privato Discord gestito da Dark Space. Che dire, un’esperienza che vale la pena di provare se si è fan della serie, in attesa ovviamente di GTA 6.
Avm ha annunciato oggi l’arrivo sul mercato del FRITZ!Box 6860 5G il nuovo modem router che permette di portare Internet ad alta velocità ovunque.
Il nuovo FRITZ!Box 6860 5G infatti, può essere utilizzato sia in ambienti interni che esterni essendo dotato compatibile con alimentazione e trasmissione dati tramite Power over Ethernet (PoE). Potrete quindi posizionarlo ovunque, su una parete o una finestra e persino all’esterno del vostro edificio per migliorare la connessione.
Il FRITZ!Box 6860 5G grazie alla più recente tecnologia 5G, è in grado di offrire velocità di connessione internet paragonabili a quelle di rete casalinghe basate su Fibra o misto rame. Grazie alla tecnologia Fixed Wireless Access, inoltre, il dispositivo supporta sia il 5G (NSA, SA) che l’LTE, raggiungendo velocità di trasmissione dati fino a 1.3 gigabit al secondo. Il FRITZ!Box 6860 5G oltre ad essere compatibile con Mesh, per ampliare la copertura a tutta la casa o l’ufficio, è anche dotato di una base DECT per la telefonia e la smart home e supporta Voice over LTE e Voice over New Radio.
FRITZ!Box 6860 5G è già disponibile ad un prezzo di 489 euro.
In attesa di poterlo provare e testare in condizioni davvero difficili (in montagna in zona servita malissimo da internet) vi giriamo il comunicato stampa dove potrete trovare tutte le ulteriori informazioni che vi servono.
AVM lancia sul mercato il FRITZ!Box 6860 5G
FRITZ!Box 6860 5G: Internet 5G ultraveloce per la casa – sia all’interno che all’esterno
Milano, 17 marzo | Il FRITZ!Box 6860 5G, disponibile da oggi, offre una soluzione all’avanguardia per l’accesso a Internet mobile veloce con hotspot Wi-Fi e telefonia affidabile, utilizzabile sia in ambienti interni che esterni. Grazie alla più recente tecnologia 5G, a un design robusto e a opzioni di rete versatili, soddisfa le esigenze più elevate sia degli utenti privati che aziendali. Grazie alla tecnologia Fixed Wireless Access, il dispositivo supporta sia il 5G (NSA, SA) che l’LTE, raggiungendo velocità di trasmissione dati fino a 1.3 gigabit al secondo. Con un potente Wi-Fi Mesh basato sullo standard Wi-Fi 6, distribuisce i dati in tutta la casa in modalità wireless. Inoltre, il FRITZ!Box 6860 5G è dotato di una base DECT per la telefonia e la smart home e supporta Voice over LTE e Voice over New Radio. Grazie al suo design compatto e all’alimentazione e trasmissione dati tramite Power over Ethernet (PoE), il FRITZ!Box 6860 5G può essere posizionato comodamente ovunque, su una parete o una finestra e persino all’esterno.
Il FRITZ!Box 6860 5G è disponibile ora al prezzo consigliato al pubblico di 489 euro.
Pensato per il futuro e compatibile con tutti gli standard mobili
Il FRITZ!Box 6860 5G supporta sia il 5G standalone (SA) che il 5G non-standalone (NSA), oltre agli standard mobili 4G e 3G. Grazie al supporto di numerose frequenze di rete mobile, comprese quelle future (n75, n76, n77), è già pronto per le esigenze delle reti di domani. Le quattro antenne mobili integrate garantiscono connessioni rapide e stabili su tutte le frequenze supportate.
Una rete domestica potente con Wi-Fi 6 e LAN Gigabit
Il FRITZ!Box distribuisce in modo ottimale il flusso di dati 5G e 4G fino a 1,3 Gbit/s nella rete domestica grazie alla tecnologia Wi-Fi 6 a lungo raggio. È possibile collegare dispositivi aggiuntivi tramite la porta LAN Gigabit integrata. L’adattatore di alimentazione Power over Ethernet (PoE) incluso fornisce sia alimentazione che connettività dati, mentre lo slot nano-SIM consente un utilizzo flessibile della rete mobile.
Funzionalità integrate per telefonia e smart home
Il FRITZ!Box 6860 5G offre un’ampia gamma di funzioni telefoniche: fino a sei telefoni cordless e dieci telefoni IP possono essere utilizzati tramite il registrar SIP interno. Le chiamate vengono effettuate tramite il numero mobile della SIM card utilizzando VoLTE/VoNR o, in alternativa, via VoIP/SIP. Sono integrate inoltre fino a cinque segreterie telefoniche, un fax e la funzione SMS (con possibilità di inoltro dei messaggi via email). Anche i videocitofoni possono essere collegati via DECT o IP/SIP. Inoltre, dispositivi smart home come il FRITZ!DECT 302 (presto rinominato FRITZ!Smart Thermo 302), il FRITZ!DECT 440 (FRITZ!Smart Control 440), il FRITZ!DECT 500 (FRITZ!Smart Light 500) e molti altri possono essere integrati tramite DECT. (https://en.avm.de/fritzdect-becomes-fritzsmart/)
Design resistente agli agenti atmosferici per un comodo utilizzo all’esterno
Il FRITZ!Box 6860 5G si distingue per il suo design compatto e robusto, progettato appositamente per un utilizzo versatile sia in ambienti interni che esterni. Per l’uso esterno, la certificazione IP54 garantisce protezione dagli spruzzi d’acqua, rendendo il dispositivo particolarmente resistente agli agenti atmosferici. Due supporti (rosso per l’interno, bianco per l’esterno) permettono di adattare facilmente il router alla posizione di utilizzo.
Connettività ottimale anche in condizioni di ricezione difficili
Il FRITZ!Box 6860 5G consente un perfetto posizionamento rispetto alla rete mobile, grazie a un pratico strumento di allineamento e a LED che indicano sia la potenza del segnale che lo stato attuale della connessione (5G, 4G o Wi-Fi). Quando installato all’esterno, il FRITZ!Box 6860 5G può essere combinato, ad esempio, con un FRITZ!Repeater o il FRITZ!Box 4050 tramite la porta LAN dell’adattatore PoE incluso, per migliorare la copertura Wi-Fi e DECT all’interno della casa.
FRITZ!Box 6860 5G – Caratteristiche principali:
Router mobile per 5G, 4G e 3G
Accesso a Internet con velocità fino a 1,3 Gbit/s in download e 900 Mbit/s in upload
Accesso a Internet possibile anche tramite hotspot Wi-Fi
Comunicazione mobile 5G conforme a 3GPP Release 16 con aggregazione dual carrier 5G
Supporto per 5G standalone (SA) e 5G non-standalone (NSA)
Negli ultimi mesi, Xbox ha aperto sempre più alla pubblicazione dei suoi titoli di punta su altre piattaforme, rinunciando progressivamente all’esclusività assoluta. Dopo l’arrivo di Forza Horizon 5 su PlayStation 5, ora i riflettori si spostano su Starfield, l’ambizioso RPG spaziale di Bethesda, che potrebbe presto approdare sulla console di Sony.
Un errore o una conferma? Il logo PlayStation compare sul sito di Starfield
L’indizio che ha fatto scatenare nuove speculazioni proviene dalla pagina ufficiale delle creazioni degli utenti di Starfield, dove, per un breve periodo, è apparso il logo di PlayStation.
Questa misteriosa aggiunta è stata rapidamente rimossa, ma non abbastanza velocemente da sfuggire agli utenti più attenti, che sono riusciti a catturare uno screenshot dell’errore prima che Bethesda lo eliminasse.
L’apparizione del logo potrebbe essere un semplice errore tecnico, ma arriva in un contesto in cui le possibilità di una versione PS5 di Starfield sembrano sempre più concrete.
Phil Spencer e la strategia Xbox: apertura ai multipiattaforma
Le voci di un possibile arrivo di Starfield su PlayStation 5 non sono nuove. Phil Spencer, capo di Xbox, ha più volte sottolineato come Microsoft non voglia più imporre rigide esclusività sulle produzioni dei suoi studi.
La strategia di portare alcuni titoli anche su console rivali ha già preso forma con Hi-Fi Rush, Sea of Thieves e Forza Horizon 5, e Starfield potrebbe essere il prossimo grande nome della lista.
Secondo molti analisti, Microsoft potrebbe aver già ottenuto il massimo impatto del titolo su Xbox Game Pass, e ora sarebbe il momento di raggiungere un pubblico più ampio per garantire ulteriori vendite e un ritorno economico più duraturo.
Un annuncio imminente? Bethesda parla di un 2025 “emozionante”
Un altro dettaglio che ha alimentato i rumor arriva direttamente da Bethesda, che nei giorni scorsi ha dichiarato che il 2025 sarà un anno emozionante per i fan di Starfield.
Questo potrebbe riferirsi a nuovi contenuti, espansioni o aggiornamenti, ma sempre più giocatori iniziano a pensare che il riferimento sia proprio all’arrivo su PS5.
Errore o indizio?
Al momento, non esiste un annuncio ufficiale di Starfield per PlayStation 5, ma l’errore sul sito ufficiale e il cambiamento di strategia di Xbox Game Studios lasciano intendere che l’ipotesi è tutt’altro che improbabile.
Finché non ci sarà una conferma da parte di Microsoft e Bethesda, è bene prendere tutto con la dovuta cautela. Tuttavia, i segnali sembrano sempre più chiari: Starfield su PS5 potrebbe essere solo una questione di tempo.
Lo studio People Can Fly ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Sony Interactive Entertainment per la realizzazione di un prototipo di un nuovo gioco, attualmente noto con il nome in codice Project Delta. Il titolo sarà basato su un’IP di proprietà di Sony, ma al momento non è stato specificato di quale franchise si tratti.
Una collaborazione sotto il modello work-for-hire
Secondo quanto dichiarato, People Can Fly lavorerà al progetto sotto il modello work-for-hire, il che significa che lo studio svilupperà il gioco per conto di Sony, che sarà l’editore ufficiale. In cambio, il team polacco riceverà un compenso concordato per il lavoro svolto.
Lo sviluppo sarà suddiviso in diverse fasi, partendo dal prototipo iniziale per poi passare alle successive iterazioni, come avviene nei progetti di questo tipo. Tuttavia, non sono stati ancora svelati dettagli sul gameplay, sulla piattaforma o sulle tempistiche di sviluppo.
Un accordo simile a quello con Microsoft?
Sebbene Sony non abbia fornito ulteriori dettagli, il linguaggio dell’annuncio è molto simile a quello che People Can Fly utilizzò nel 2023 per comunicare il proprio coinvolgimento in Project Maverick, poi rivelatosi come Gears of War: E-Day.
Questo suggerisce che People Can Fly potrebbe non essere il principale sviluppatore del progetto, ma un co-developer, affiancando magari uno degli studi interni di Sony. Tuttavia, al momento, non ci sono conferme ufficiali sul ruolo preciso dello studio.
Quale potrebbe essere l’IP coinvolta?
L’assenza di dettagli ha scatenato diverse speculazioni tra i fan. Project Delta potrebbe essere un nuovo capitolo di una serie esistente o, in alternativa, una nuova IP originale sviluppata con Sony.
Considerando il tipo di giochi realizzati da People Can Fly in passato (Bulletstorm, Outriders e il supporto a Gears of War), è possibile che si tratti di uno sparatutto o di un gioco d’azione con elementi RPG. Tuttavia, senza conferme ufficiali, tutto rimane nel campo delle ipotesi.
Cosa aspettarsi da Project Delta?
L’unica certezza è che il progetto si trova nelle primissime fasi di sviluppo. Questo significa che potrebbero passare anni prima di un annuncio ufficiale o di un primo teaser.
Sony e People Can Fly potrebbero svelare maggiori dettagli nel corso del 2025, magari durante un evento PlayStation Showcase o un’altra occasione dedicata ai titoli in sviluppo per PlayStation 5 e PC.
Per ora, non resta che attendere ulteriori aggiornamenti e scoprire quale direzione prenderà Project Delta.
Il tanto vociferato remake di The Elder Scrolls 4: Oblivion potrebbe essere annunciato ufficialmente molto presto, con un’uscita prevista addirittura prima di giugno. Secondo diverse fonti, Bethesda sarebbe finalmente pronta a svelare il progetto, dopo anni di rumor e indiscrezioni.
Il remake di Oblivion è realtà? Le ultime indiscrezioni
Le prime voci su un possibile remake di Oblivion risalgono al 2023, quando un ex dipendente dello studio cinese Virtuosrivelò su Reddit che il gioco era in sviluppo. Successivamente, riferimenti a un remaster di Oblivion furono individuati in documenti interni di Microsoft trapelati nel 2020, rafforzando l’ipotesi di un ritorno del classico RPG.
Nel 2025, nuovi dettagli sul progetto sono emersi nuovamente da un altro ex dipendente di Virtuos, confermando che il gioco esiste e sarebbe un rifacimento completo.
Bethesda, tuttavia, non ha mai commentato ufficialmente queste indiscrezioni, ma secondo le ultime voci potrebbe essere sul punto di fare un annuncio imminente. L’insider NatetheHate, noto per aver fornito anticipazioni affidabili su Microsoft, ha dichiarato che si aspetta un annuncio ufficiale tra questo mese e il prossimo.
In precedenza si era parlato di un lancio a giugno, ma lo stesso insider ha aggiornato le sue previsioni, affermando che il gioco potrebbe arrivare ancora prima di quella finestra di lancio. Il portale VGC, citando proprie fonti, ha confermato la veridicità di queste affermazioni e ha aggiunto che Oblivion Remake potrebbe addirittura essere rilasciato già il mese prossimo.
Un rifacimento in Unreal Engine 5 con tante novità
Le informazioni più recenti sul remake di Oblivion suggeriscono che il gioco sarà completamente ricostruito in Unreal Engine 5, ma continuerà a utilizzare il Creation Engine per alcune funzionalità, mantenendo la compatibilità con i sistemi Bethesda.
Il gameplay subirà numerosi miglioramenti, con un sistema di movimento più fluido e dinamico, simile a quello di Skyrim, e aggiornamenti a stamina, furtività, parata, arcieria, reazioni ai colpi e HUD.
Inoltre, il remake includerà tutti i contenuti delle espansioni e DLC originali, e parte del materiale tagliato dalla versione del 2006 sarà restaurato e reinserito nel gioco.
L’Oblivion Anniversary Edition, secondo un leak condiviso su Discord, dovrebbe essere annunciata il 20 aprile, con un’uscita prevista a giugno. Il prezzo sarà di 79,99 dollari, senza bonus pre-order, ma con una Deluxe Edition che includerà un artbook, la colonna sonora e due set di equipaggiamento ispirati a Morrowind e Skyrim.
Un dettaglio importante riguarda il supporto alle mod, che potrebbe non essere presente a causa delle complicazioni legate all’utilizzo di Unreal Engine 5.
Un annuncio imminente per l’anniversario di Oblivion?
Bethesda potrebbe scegliere di ufficializzare il progetto proprio in occasione dell’anniversario di Oblivion, che uscì originariamente il 20 marzo 2006. Con l’avvicinarsi di questa data, i fan potrebbero non dover attendere ancora a lungo per avere conferme su uno dei progetti più attesi nel panorama RPG.
Non resta che attendere l’annuncio ufficiale per scoprire se questo remake di The Elder Scrolls 4: Oblivion sarà davvero all’altezza delle aspettative.
Apple TV+ e Jason Sudeikis hanno annunciato ufficialmente Ted Lasso 4, la nuova stagione della serie di successo ambientata nel mondo del calcio.
Ospite del podcast New Heights di Travis e Jason Kelce, l’attore e produttore esecutivo ha confermato l’arrivo di una quarta stagione anticipandone il tema. Come già rumoreggiato in precedenza (e vagamente anticipato dal finale della terza stagione), la storia ruoterà attorno a Ted alle prese con una squadra femminile.
“Ted Lasso è stato un vero e proprio fenomeno, capace di ispirare una fanbase appassionata in tutto il mondo e di regalare infinite gioie e risate, il tutto diffondendo gentilezza, empatia e un’incrollabile fiducia“, ha dicharato Matt Cherniss, responsabile della programmazione di Apple TV+. “Tutti in Apple sono entusiasti di poter continuare la collaborazione con Jason e le brillanti menti creative dietro questa serie“.
Stando a quanto riportato da Deadline, Juno Temple (l’interprete di Keeley) si trova attualmente in trattative per riunirsi al cast assieme Sudeikis nonché Hannah Waddingham (Rebecca), Brett Goldstein (Roy) e Jeremy Swift (Leslie), già precedentemente opzionati contrattualmente per una quarta stagione. Inoltre, sembra che la premiere di Ted Lasso 4 verrà filmata in Kansas, per poi condurre nuovamente l’allenatore più ottimista della televisione di nuovo in Inghilterra per la sua nuova missione sportiva.
Le tre stagioni di Ted Lasso sono attualmente disponibili per tutti gli abbonati di Apple TV+.
Warhorse Studios ha rilasciato la patch 1.2 di Kingdom Come Deliverance 2, un aggiornamento particolarmente corposo che introduce novità interessanti e migliorie significative. Come anticipato dagli sviluppatori, il changelog completo è così esteso da coprire ben 34 pagine, segno del grande lavoro svolto dal team.
Il motivo principale di questa vastità è dovuto ai bug fix, con oltre 1000 errori corretti, un numero che dimostra l’impegno degli sviluppatori nel perfezionare ulteriormente l’esperienza di gioco.
Un aggiornamento che migliora e arricchisce l’esperienza
Oltre alle numerose correzioni, la patch 1.2 introduce anche nuove funzionalità che ampliano le possibilità offerte dal gioco. Tra queste, una delle più attese è sicuramente l’arrivo dei barbieri, che permettono ai giocatori di personalizzare il taglio di capelli e la barba del protagonista Henry.
Non si tratta solo di un’aggiunta estetica: modificare l’aspetto del proprio personaggio avrà anche un impatto sul gameplay, offrendo un bonus temporaneo al carisma, utile per migliorare i rapporti con i PNG e affrontare determinate situazioni con maggiore persuasione.
Un’altra novità di rilievo riguarda invece il supporto ufficiale alle mod, attualmente disponibile solo su PC. Warhorse Studios ha integrato Steam Workshop, semplificando così la gestione e l’installazione delle modifiche create dalla community. Inoltre, sono stati introdotti nuovi strumenti per rendere il modding più accessibile, offrendo agli utenti la possibilità di personalizzare e arricchire il gioco in maniera più intuitiva.
Un futuro senza remake per il primo capitolo
Mentre Kingdom Come Deliverance 2 continua a evolversi, il successo del gioco ha riacceso l’interesse per il primo capitolo. Tuttavia, Warhorse Studios ha già chiarito di non avere intenzione di rilasciare remake o remaster di Kingdom Come Deliverance. L’attenzione del team resta focalizzata esclusivamente sul supporto al secondo capitolo e sulle sue future evoluzioni.
L’aggiornamento 1.2 è già disponibile per il download, quindi se non lo avete ancora fatto, è il momento di installarlo e provare tutte le nuove funzionalità. Con un supporto alle mod migliorato e l’introduzione di nuove meccaniche, Kingdom Come Deliverance 2 si conferma sempre più una delle esperienze GDR più immersive degli ultimi anni.
Scoprite altri segreti di Kingdom Come Deliverance 2
Se oltre a provare le novità della patch 1.2 volete migliorare ulteriormente la vostra esperienza di gioco, non perdetevi le nostre guide dedicate.