Sony Group Corporation sarebbe in procinto di acquisire Kadokawa Corporation, stando al reportage di Reuters che cita due distinte fonti interne.
L’affare non sarebbe ancora definito, tuttavia le parti sarebbe vicine ad un’intesa che potrebbe essere ufficializzata già nelle prossime settimane. Entrambe le compagnie hanno declinato di commentare la vicenda. Anche la testata giapponese NIKKEI ha confermato l’indiscrezione.
Kadokawa Corporation è la compagnia dietro numerose etichette operanti nel publishing, nella cinematografia e nel mondo dell’animazione. In campo videoludico, l’asset più importante è costituito indubbiamente da FromSoftware, software house creatrice di titoli quali Elden Ring, Dark Souls ed Armored Core. Particolarmente significativo ricordare che Sony Interactive Entertainment detiene già il 14,09% di partecipazioni di questa software house giapponese.
Tuttavia nel gruppo Kadowaka Corporation sono altresì presenti altri team di sviluppo. ACQUIRE è nota per aver lavorato alla serie Octopath Traveler nonché al recente Mario & Luigi: Fraternauti alla carica (qui la nostra recensione), oltre ad avere nel proprio palmares più risalente Tenchu e Way of the Samurai. Gotcha Gotcha Games è il gruppo dietro la serie RPG Maker. Infine anche Spike Chunsoft è parte della holding, compagnia molto attiva anche sul versante publishing e di localizzazione nonché software house dietro produzioni come Danganronpa e Master Detective Archives: Rain Code.
Come anticipato, The Game Awards ha ufficializzato le proprie nomination per l’anno 2024, selezionate da una giuria mondiale composta da oltre 130 tra testate giornalistiche ed influencer.
A dominare nel numero di nomination sono rispettivamente ASTRO BOT e Final Fantasy VII Rebirth, ciascuno con sette candidature. Sony Interactive Entertainment agguanta il primato del publisher con il maggior numero di nomination (ben 16) grazie al suo portfolio esteso. Seguono Square Enix ed Xbox Game Studios con 12 nominations a testa, dunque da SEGA con 11.
Particolare interesse per i titoli che hanno correranno per l’ambito premio di Gioco dell’Anno. Sono rientrati infatti nella rosa finale i già citati ASTRO BOT e Final Fantasy VII Rebirth, assieme a Metaphor: ReFantazio, Black Myth: Wukong, Elden Ring: Shadow of the Erdtree e Balatro. Specialmente questi ultimi due stanno destando scalpore, per motivi diametrali. Da un lato, Shadow of the Erdtree è riuscito ad ottenere uno spazio tra le nomination grazie ad una controversa modifica al regolamento che ha permesso anche ai DLC di essere candidabili. Dall’altro lato, Balatro rappresenta la “quota indie” a sorpresa, grazie ad uno dei migliori titoli dell’anno sviluppato da uno sviluppatore solitario.
Qui di seguito trovate le nostre opinioni sui titoli che si contenderanno l’onoreficenza più alta del 2024:
Vi ricordiamo che gli utenti possono votare in tutte le categorie attraverso il sito ufficiale, nonché tramite Discord. Le votazioni termineranno il prossimo 11 Dicembre alle ore 03:00 nostrane.
Game of the Year
ASTRO BOT (Team ASOBI / Sony Interactive Entertainment)
Balatro (LocalThunk / Playstack)
Black Myth: Wukong (Game Science)
Elden Ring: Shadow of the Erdtree (FromSoftware / Bandai Namco Entertainment)
Final Fantasy VII Rebirth (Square Enix)
Metaphor: ReFantazio (Studio Zero / ATLUS)
Best Game Direction
ASTRO BOT (Team ASOBI / Sony Interactive Entertainment)
Balatro (LocalThunk / Playstack)
Black Myth: Wukong (Game Science)
Elden Ring: Shadow of the Erdtree (FromSoftware / Bandai Namco Entertainment)
Final Fantasy VII Rebirth (Square Enix)
Metaphor: ReFantazio (Studio Zero / ATLUS)
Best Narrative
Final Fantasy VII Rebirth (Square Enix)
Like a Dragon: Infinite Wealth (Ryu Ga Gotoku Studio / SEGA)
Metaphor: ReFantazio (Studio Zero / ATLUS)
Senua’s Saga: Hellblade II (Ninja Theory / Xbox Game Studios)
Silent Hill 2 (Bloober Team / Konami Digital Entertainment)
Best Art Direction
ASTRO BOT (Team ASOBI / Sony Interactive Entertainment)
Black Myth: Wukong (Game Science)
Elden Ring: Shadow of the Erdtree (FromSoftware / Bandai Namco Entertainment)
Metaphor: ReFantazio (Studio Zero / ATLUS)
Neva (Nomada Studio / Devolver Digital)
Best Score and Music
ASTRO BOT (Team ASOBI / Sony Interactive Entertainment)
Final Fantasy VII Rebirth (Square Enix)
Metaphor: ReFantazio (Studio Zero / ATLUS)
Silent Hill 2 (Bloober Team / Konami Digital Entertainment)
Stellar Blade (SHIFT UP / Sony Interactive Entertainment)
Best Audio Design
ASTRO BOT (Team ASOBI / Sony Interactive Entertainment)
Call of Duty: Black Ops 6 (Treyarch / Activision)
Final Fantasy VII Rebirth (Square Enix)
Senua’s Saga: Hellblade II (Ninja Theory / Xbox Game Studios)
Silent Hill 2 (Bloober Team / Konami Digital Entertainment)
Best Performance
Briana White (Final Fantasy VII Rebirth)
Hannah Telle (Life is Strange: Double Exposure)
Humberly Gonzalez (Star Wars Outlaws)
Luke Roberts (Silent Hill 2)
Melina Juergens (Senua’s Saga: Hellblade II)
Innovation in Accessibility
Call of Duty: Black Ops 6 (Treyarch / Activision)
Diablo IV (Blizzard Entertainment)
Dragon Age: The Veilguard (BioWare / Electronic Arts)
Prince of Persia: The Lost Crown (Ubisoft Monptellier / Ubisoft)
Star Wars Outlaws (Massive Entertainment / Ubisoft)
Games for Impact
Closer the Distance (Osmotic Studios / Skybound Games)
INDIKA (Odd Meter / 11 bit studios)
Neva (Nomada Studios / Devolver Digital)
Life is Strange: Double Exposure (Deck Nine Games / Square Enix)
Senua’s Saga: Hellblade II (Ninja Theory / Xbox Game Studios)
Tales of Kenzera: ZAU (Surgent Studios / Electronic Arts)
Best Ongoing Game
Destiny 2: The Final Shape (Bungie)
Diablo IV (Blizzard Entertainment)
Final Fantasy XIV (Square Enix)
Fortnite (Epic Games)
Helldivers II (Arrowhead Game Studios / Sony Interactive Entertainment)
Best Community Support
Baldur’s Gate III (Larian Studios)
Final Fantasy XIV (Square Enix)
Fortnite (Epic Games)
Helldivers II (Arrowhead Game Studios / Sony Interactive Entertainment)
No Man’s Sky (Hello Games)
Best Independent Game
Animal Well (Shared Memory / BIGMODE)
Balatro (LocalThunk / Playstack)
Lorelei and the Laser Eyes (Simogo / Annapurna Interactive)
Il Black Friday di QIDI Tech è finalmente arrivato con sconti eccezionali fino al 45% su tutta la gamma di stampanti 3D professionali. Dal 15 novembre al 5 dicembre 2024, gli appassionati di stampa 3D potranno accedere a tecnologie all’avanguardia a prezzi mai visti prima per le stampanti di questo marchio.
Per chi non la conoscesse ancora, QIDI Tech produce alcune delle più interessanti stampanti 3D consumer e pro-sumer presenti sul mercato. Una di queste, la QIDI Q1 Pro dello scorso anno e che abbiamo recensito qui attribuendole un incredibile voto di 9/10 e il nostro Gold Award, rappresenta una delle scelte migliori per chi desidera una stampante “Plug and print” estremamente versatile, grazie alla camera riscaldata e compatta senza spendere una fortuna. Ebbene la stampante che al lancio costava oltre 600 euro, ora è disponibile ad un interessantissimo prezzo di 399 euro.
Ma la vera star della settimana del black friday è sicuramente la nuovissima ammiraglia, la Qidi Tech Plus 4 che migliora in tutto l’offerta Qidi Tech (volume di stampa, temperatura massima, sistema di calibrazione, stampa multicolore, nuovo ugello bi-metallico ecc.) e introduce una novità assoluta che probabilmente segnerà un nuovo standard per le stampanti consumer, la cinghia da 9mm con passo 1.5 anzichè 2, in grado di offrire maggiore precisione anche nelle stampe difficili.
Ma ora bando alle ciance e vediamo quali sono le Migliori Offerte del Black Friday QIDI Tech
QIDI Tech Plus4: L’Ammiraglia del 2024
Prezzo promozionale: 799€
Bonus esclusivo: Garanzia extra di 12 mesi
Caratteristiche principali:
Volume di stampa: 305x305x280mm
Temperatura massima: 370°C
Cinghia potenziata da 9mm con passo 1.5GT
Doppio motore asse Z
Sistema di auto-calibrazione
Rilevamento grovigli filamento
Compatibilità futura con QIDI Box per stampa multicolore
QIDI Tech Q1 Pro: Compatta ma Potente
Prezzo speciale: 399€
Specifiche tecniche:
Volume di stampa: 245x245x240mm
Camera riscaldata a 60°C
Ugello alta temperatura (350°C)
Doppio motore asse Z
Calibrazione automatica
QIDI Tech X-Max3: Per Progetti Ambiziosi
Offerta Black Friday: 699€
Caratteristiche distintive:
Volume di stampa: 325x325x315mm
Camera riscaldata a 65°C
Struttura CoreXY
Guide lineari da 10mm
Velocità fino a 600mm/s
QIDI Tech X-Plus3: Versatilità e Prestazioni
Prezzo promozionale: 499€
Features principali:
Volume di stampa: 280x280x270mm
Camera riscaldata a 65°C
Struttura CoreXY
Velocità fino a 600mm/s
Ideale per uso domestico e professionale
Perché Scegliere QIDI Tech
Tutte le stampanti in promozione per il Black Friday di QIDI Tech sono disponibili presso il magazzino europeo, garantendo:
Spedizione rapida
Supporto tecnico locale
Garanzia europea
Nessun costo doganale aggiuntivo
Come Approfittare delle Offerte
Le promozioni del Black Friday di QIDI Tech sono accessibili attraverso lo store europeo QIDI Tech fino al 5 dicembre 2024, salvo esaurimento scorte.
Il 2023 è stato un anno da ricordare in ambito videoludico. Infatti, sono state tante le IP di livello arrivate sia su PC che su console; tra questi – un po’ a sorpresa considerando i tempi biblici di sviluppo – c’è stato Dead Island 2. Un gioco che ha attraversato un vero e proprio inferno per quanto riguarda la sua realizzazione e sebbene Dead Island 2 non fosse assolutamente un contendente al GOTY (che vi ricordiamo è stato vinto dall’eccezionale Baldur’s Gate IIIdi Larian Studios), si è rivelato – in barba ad ogni pregiudizio sia da parte della stampa specializzata che dai videogiocatori – una piccola quanto imperfetta perla. A distanza di poco più di un anno Deep Silver & Dambuster Studios hanno lanciato Dead Island 2: Ultimate Edition che include il gioco base e diversi contenuti extra. Dead Island 2: Ultimate Edition è attualmente disponibile per PS5, Xbox Series X e PC.
Dead Island 2 recap del 2023
Dead Island 2 è un gioco action-horror in prima persona ambientato aLos Angeles dopo che l’iconica Città degli Angeli è stata invasa dagli zombi. Vi hanno morso e ahinoi contagiato, ma indovinate un po’? Non vi arrenderete così facilmente. Avete un ruolo più importante da dover svolgere. Scoprire la verità sull’origine dell’epidemia e cercare di capire che tipo di mostro siete veramente. Dalle ville eleganti di Beverly Hills al perverso quartiere di Venice Beach, vi aspetta il viaggio più sanguinoso e cruento della vostra vita. Il nostro Stefano, all’epoca, lo aveva testato su PC, definendo l’ultima fatica di Dambuster Studios: “sorprendente, presentandosi già dal D1 in buone condizioni generali di codice e di stabilità. Pur non ambendo ad entrare nell’Olimpo dei best of, Dead Island 2 è un titolo che diverte, bello da vedere e che grazie alla componente RPG e alla possibilità di giocare in co-op, è in grado di offrire un bel monte ore di gameplay. Non privo di qualche difetto, come aspetti del gameplay poco approfonditi e raffinati ed un impianto narrativo solo abbozzato, a nostro avviso è un must have per gli amanti del genere, ed è un titolo sicuramente apprezzabile anche dalla platea di videogiocatori più in generale.”
Versione testata: PlayStation 5
La Ultimate Edition è il pass di accesso completo alla zombocalisse
Anche se Dead Island 2 è uscito da un po’, l’Ultimate Edition è perfetta per chiunque non abbia ancora vissuto l’esperienza dell’apocalisse zombie, poiché oltre al gioco base e le sue due espansioni, Haus e SoLA(per un approfondimento a riguardo, vi rimandiamo alla nostra recensione), porta con sé anche dell’equipaggiamento extra per aiutarvi a sopravvivere, come vari pacchetti di armi, skin premium e altri cosmetici da applicare al personaggio. Ecco un elenco di tutti i pacchetti di armi e oggetti inclusi:
Le espansioni Haus e SoLA.
Il pacchetto Ricordi di Banoi.
Il pacchetto Armi dorate.
Il pacchetto Armi pulp.
La katana Morte di Red.
6 pacchetti personaggio Premium.
Il pacchetto Kingdom Come: Deliverance II (fra cui la mazza di Zizka e la spada di Sir Radzig)
Chi possiede già la Gold Edition avrà accesso automaticamente alla Ultimate Edition senza costi aggiuntivi.
Sandbox brutale
A suon di mazza, machete, martello o le incredibili armi di Kingdom Come: Deliverance II (la cui uscita è prevista per febbraio 2025) e altro ancora, dovrete farvi strada spappolando un po’ di cervelli e tingendo la città di rosso … con le budella degli zombi. L’impareggiabile combattimento in prima persona di Dead Island 2 presenta immagini viscerali e sanguinose a dir poco incredibili. Combatterete duramente, combatterete per la vostra vita.
Insieme all’edizione definiva è disponibile anche l’attesa patch 6, un grande aggiornamento gratuito che include due nuove modalità di gioco. La prima denominata Vigilanza di Quartiere, sviluppata da Fishlabsinsieme a Dambuster Studios. I giocatori vestono i panni dei Bobcats, un trio di sopravvissuti del college chiamati a difendere – in cooperativa – la casa della confraternita da ondate sanguinolente di zombie, utilizzando nuove incredibili abilità, armi e udite udite – per la prima volta nella serie – trappole e completando obiettivi (come ad esempio, difendere determinate cose, uccidere particolari tipologie di infetti, ottenere bottini specifici). Ogni personaggio (non è possibile utilizzare quelli della campagna offline) ha classi, abilità e armi differenti, quindi è importante lavorare in team. Il tutto si sviluppa su 5 giorni, 4 che possiamo definire di preparazione mentre il quinto, una vera e propria “carnage” che ricorda molto da vicino la modalità zombie di Call of Duty (tornata anche conBlack Ops 6), con brevi pause tra una orda e l’altra in modo tale da riprendervi, riorganizzarvi e piazzare trappole. L’obiettivo del quinto giorno è di difendere ad ogni costo il proprio rifugio. Il rifugio permette di acquistare, vendere e potenziare il proprio arsenale; dovrete migliorare ciò che avete perché la sopravvivenza diventerà sempre più difficile, giorno dopo giorno. Le sfide possono essere votate, quindi se non siete dei fenomeni, potrete optare per quelle più semplici! Ovviamente per godersi pienamente la modalità è consigliabile giocare con amici fidati. In questo modo vi divertirete tantissimo.
La seconda modalità o meglio di gioco è il New Game Plus, in cui è possibile tornare a rivivere l’esperienza della modalità Storia per ottenere nuovi e interessanti bottini, riaffrontare nemici e altro ancora. Nello specifico, si partirà con tutti gli upgrade precedenti – il che da un vantaggio non da poco – con tanto di tre slot abilità aggiuntivi e un livello massimo aumentato che vi renderà ancora più letali e brutali contro i mangia cervello. Non solo, il NGP differisce rispetto alla prima run in quanto ci sono più varianti di zombie Apex i quali oltre ad essere piuttosto ostici da affrontare, verranno generati sin dall’inizio del gioco ed in nuove posizioni per rendere le cose ancora più difficili e prendere alla sprovvista il giocatore. Per tale motivo, è necessario avere nell’inventario armi di alto livello. Il New Game Plus funziona bene ed è sicuramente (seppur in ritardissimo) una gradita aggiunta.
Commento finale
Sebbene Dead Island 2manchi del fascino e di diverse caratteristiche che contraddistinguono il primo capitolo, i nuovi add on – tutti inclusi nella Ultimate Edition – migliorano decisamente l’esperienza offerta. Inoltre, Vigilanza di Quartiere e il New Game Plus rappresentano delle belle e divertenti aggiunte, che verranno apprezzate sia da chi ha già vissuto l’esperienza sanguinolenta lo scorso anno e sia per chi non ha ancora avuto modo di sperimentare la “zombocalisse” caratterizzata dalla formula unica di horror, umorismo dark e azione ammazzazombi esagerata. Questa Ultimate Edition, disponibile al costo di 69,99 €, vi mette tra le mani un corposo, lodevole e solido pacchetto che siamo sicuri non deluderà nessun fan del genere permettendo di dare vita ad un’epica e cruenta avventura pulp intrisa di sangue e budella.
Survios ha condiviso lo story trailer ufficiale per l’imminente horror game in realtà virtuale Alien: Rogue Incursion.
“In Alien: Rogue Incursion, sarai tu a combattere contro di loro” si legge nella descrizione del trailer. “Quando l’ex marine coloniale Zula Hendricks riceve un SOS dall’ex compagno di squadra Benjamin Carver, lei e Davis 01 si dirigono sul remoto pianeta Purdan per indagare. Prima ancora di rendersene conto, emergono poste in gioco profondamente personali che fanno sprofondare Zula e Davis nel cuore oscuro di Purdan per smascherare – e sfuggire – agli orrori mortali che si nascondono al suo interno”.
Alien: Rogue Incursion arriverà il 19 Dicembre per PlayStation VR2, SteamVR e Quest 3.
Alien: Rogue Incursion è un nuovissimo gioco VR d’azione-horror per giocatore singolo, con una storia originale che immerge completamente i giocatori nei terrori dell’universo di Alien. Progettato dai fan di Alien per i fan di Alien, Survios mette a disposizione la propria esperienza per realizzare questo gioco di realtà virtuale spaventosamente coinvolgente.
IMMERGETEVI NELL’UNIVERSO ALIENO Sperimentate l’orrore e la sfida di combattere gli Xenomorfi in un mondo ispirato all’aspetto e all’atmosfera del franchise cinematografico di Alien. Audio, grafica, illuminazione, effetti speciali, interazione e tattilità lavorano insieme per immergere i giocatori nel terrificante universo di Alien.
UNA NARRAZIONE ORIGINALE E AVVINCENTE Vivete l’universo di Alien in prima persona con Zula Hendricks, un’ex marine coloniale dal passato complicato, impegnata in una pericolosa missione per salvare l’amico ed ex compagno di squadra Benjamin Carver. Con il suo compagno sintetico Davis 01, Zula deve combattere per raggiungere il cuore della struttura di ricerca Gemini Exoplanet Solutions e affrontare i segreti che la attendono. Lì scoprirà nuovi e letali orrori che, una volta scatenati, potrebbero segnare la fine del genere umano.
IL PERICOLO SI NASCONDE OVUNQUE Gli Xenomorfi possono utilizzare in modo intelligente l’ambiente per trovare il miglior angolo di attacco e apparire da qualsiasi punto intorno a voi. Giocare in VR metterà alla prova i vostri nervi e la vostra abilità, mentre sentirete il terrore di affrontare gli Xenomorfi mortali che vi circondano. Oltre alle armi e all’equipaggiamento, dovrete anche avere risorse, prontezza di riflessi e capacità di mantenere la calma sotto una pressione terrificante.
GLI ERRORI SONO MORTALI Il combattimento è dinamico e può avvenire (o meno) in base alle azioni del giocatore, e il momento in cui non si rispettano gli Xenomorfi è quello in cui si muore in un pasticcio cruento. Lo spawning è reattivo ai movimenti dei giocatori; se fate molto rumore, richiamerete gli Xenomorfi. Nel combattimento con gli Xenomorfi, la morte è una realtà inevitabile.
ARMI E ATTREZZATURE ICONICHE Individuate gli Xenomorfi con il vostro Motion Tracker. Scatenate una grandinata di proiettili con il fucile a impulsi, il fucile a pompa e altre armi del vostro arsenale per combattere l’Organismo Perfetto.
Sony Interactive Entertainment ha presentato oggi la propria Guida ai Regali Natalizi PlayStation 2024 per consigliare a tutta l’utenza alcune idee per le imminenti festività.
Ricca di una vasta gamma di prodotti, gli articoli presenti sono perfetti per chi è in cerca del regalo ideale per un videogiocatore. Nella Guida sono presenti non solo accessori ed hardware, ma anche alcuni dei titoli più importanti delle ultime settimane.
Di seguito vi mostriamo tutto, seguito dal comunicato ufficiale.
Con l’avvicinarsi della stagione natalizia, Sony Interactive Entertainment è lieta di presentare la Guida Regalo Natalizia PlayStation 2024, ricca di una vasta gamma di prodotti, perfetti per chi è in cerca del regalo ideale in questo periodo festivo.
Nella line-up natalizia di quest’anno, tra le novità, ci sono due giochi per PlayStation 5 (PS5), adatti a tutta la famiglia: ● Astro Bot, una grande avventura spaziale con protagonista un adorabile eroe robotico, impegnato a salvare il suo equipaggio disperso e a ricostruire la nave madre PlayStation 5. ● LEGO Horizon Adventures, una storia giocosa e spensierata, ispirata agli eventi del primo capitolo della serie Horizon, Horizon Zero Dawn.
I giocatori PC, quest’anno, possono vivere ancora più esperienze di gioco targate PlayStation Studios, tra cui God of War Ragnarök, Ghost of Tsushima Director’s Cut e Helldivers 2. Un altro titolo di punta disponibile quest’anno per le festività è Until Dawn, l’avventura horror che ha ridefinito il genere, ricostruita da zero per la console PS5 e PC.
La console PlayStation 5 continua a essere ampiamente disponibile in questa stagione natalizia, offrendo ai giocatori un’esperienza di gioco straordinaria con accesso a migliaia di titoli immersivi. Gli appassionati, in cerca di un’esperienza di gioco da console di livello Premium, quest’anno hanno anche una nuova opzione, PlayStation 5 Pro, che offre la migliore esperienza visiva di gioco possibile per una console PlayStation, con immagini ultra nitide in 4K e un gameplay ancora più fluido. Più di 50 giochi PS5 Pro Enhanced sono ora disponibili, come The Last of Us Part II Remastered, Final Fantasy VII Rebirth, Hogwarts Legacy, e altri.
Gli iscritti al servizio in abbonamento, PlayStation Plus, possono scegliere tra una vasta gamma di titoli disponibili nei tier Extra e Premium, tra cui grandi successi come The Last of Us Part I, Monster Hunter Rise e The Witcher 3: Wild Hunt. Inoltre, tutti gli abbonati a PlayStation Plus possono usufruire di giochi mensili, sconti esclusivi, multiplayer online e altri vantaggi, a seconda del piano scelto.
Gli ultimi accessori PlayStation
Oltre ai giochi e alle console, una serie di accessori è disponibile per completare l’esperienza di gioco su PS5. Introdotta nel corso di questo periodo festivo, la Chroma Collection include nuove colorazioni per le cover, che i giocatori possono facilmente sostituire per personalizzare la propria PS5, e controller wireless DualSense abbinati che brillano e cambiano colore, se osservati da angolazioni diverse.
I giocatori, inoltre, possono scoprire nuovi modi per vivere i loro giochi preferiti con PlayStation Portal Remote Player e il visore per la realtà virtuale PlayStation VR2, oppure migliorare l’immersione nell’audio di gioco con gli auricolari wireless PULSE ExploreTM e le cuffie wireless PULSE EliteTM.
Scopri giochi, console, accessori e altro su Direct PlayStation e presso rivenditori selezionati. ● Nuove colorazioni per cover PS5 e controller DualSense o Nuove colorazioni degli accessori PS5 in arrivo giusto in tempo per le festività con la Chroma Collection: un’estetica completamente nuova per l’ecosistema PS5. o La Chroma Collection arriva in tre nuove colorazioni che brillano e cambiano colore da ogni angolazione: Chroma Pearl e Chroma Indigo (disponibili ora) e Chroma Teal (disponibile dal 23 gennaio 2025). ● PlayStation Portal Remote Player o Il primo dispositivo PlayStation dedicato al gioco da remoto è la scelta perfetta per i giocatori che devono condividere la TV del salotto o che, semplicemente, vogliono godersi i titoli PS5 da un’altra stanza della casa. ● Auricolari wireless PULSE Explore o I primi auricolari wireless di PlayStation offrono un’esperienza audio portatile premium, con microfoni doppi e riduzione del rumore potenziata dall’IA, in grado di filtrare i suoni di fondo. Sono anche il primo di due dispositivi audio che sfruttano driver magnetici planari progettati su misura, tecnologia spesso utilizzata in cuffie premium per ingegneri del suono professionisti.
● Cuffie wireless con microfono PULSE Elite o La prima cuffia PlayStation a utilizzare driver magnetici planari, una tecnologia spesso trovata in cuffie premium per ingegneri del suono professionisti. Include anche un microfono a braccio retrattile con riduzione del rumore potenziata dall’IA, in grado di filtrare i suoni di fondo.
● PlayStation VR2 o PS VR2 è il primo visore PlayStation a includere il tracciamento oculare, il feedback del visore, la visualizzazione trasparente, oltre ai trigger adattivi e al feedback tattile tramite il controller PSVR2 Sense, offrendo un’incredibile sensazione di immersione. o Quest’anno, abbiamo introdotto l’adattatore PC per PS VR2, per offrire ai giocatori l’accesso all’ampia libreria di Steam con migliaia di giochi VR, tra cui titoli amatissimi come Half-Life: Alyx, Fallout 4 VR e War Thunder.
● Controller wireless DualSense Edge o Il primo controller ad alte prestazioni e ultra-personalizzabile per PS5, progettato per permettere ai giocatori di creare un’esperienza di gioco personalizzata e adatta al loro stile di gioco.
Mentre il 2024 si è già rivelato un anno epico per il mondo dei videogiochi, ci sono ancora molti altri titoli straordinari previsti per il prossimo anno, tra cui Death Stranding 2: On The Beach, Ghost of Yōtei, Monster Hunter Wilds, Assassin’s Creed Shadows e molti altri.
Koei Tecmo e Gust hanno condiviso oggi un nuovo trailer per Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land.
Il filmato odierno, oltre a permettere di apprezzare nuovi spezzoni narrativi del nuovo episodio della saga JRPG, presenta altresì nuovi dettagli per il rinnovato sistema di combattimento in tempo reale nonché la riscoperta gestione della sintesi.
Vi proponiamo di seguito il trailer in oggetto, seguito dal comunicato stampa.
Oggi KOEI TECMO Europe e lo sviluppatore Gust hanno rivelato nuovi dettagli sul gameplay del loro prossimo JRPG, Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land. I giocatori possono anche scoprire il nuovo artwork dell’amato artista Benitama e dare un’occhiata all’avventura che li attende in un nuovissimo trailer. Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land sarà disponibile il 21 marzo 2025 su Nintendo Switch, PlayStation 5, PlayStation 4, Windows PC via Steam e, per la prima volta nella storia del franchise, Xbox Series X|S e Xbox One.
Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land segue le avventure di Yumia Liessfeldt e dei suoi compagni mentre si apprestano a svelare i misteri che si celano dietro il cataclisma che ha distrutto l’ex grande continente di Aladiss, facendo sì che l’alchimia diventasse un tabù. Misteriosi personaggi ossessionati dall’alchimia, come un Nobile dal mantello nero, un lupo mannaro monoculare, una strega dall’occhio di pecora e un guerriero dalle ali di drago, ostacolano Yumia.
Per prepararsi all’avventura che li attende, i giocatori riscopriranno il sistema di sintesi caratteristico del franchise Atelier in una forma nuova, manipolando il “mana” per creare nuovi oggetti utili in combattimento o in esplorazione. Per creare oggetti più potenti, i fan dovranno padroneggiare l’arte della “Resonance Synthesis”, aggiungendo all’“Alchemy Core” della ricetta ingredienti che risuonano tra loro. La forza della risonanza dipenderà dalla qualità degli ingredienti selezionati.
Anche il sistema di combattimento è stato rinnovato in Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land per offrire un intenso combattimento in tempo reale con un gameplay intuitivo. Le abilità disponibili per i membri attivi della squadra dipendono dalla loro distanza dal nemico (combattimento ravvicinato o a distanza). Rispetto ai capitoli precedenti, i giocatori possono ora spostarsi o cambiare personaggio in qualsiasi momento durante il combattimento. Quando si verificano determinate condizioni, è possibile scatenare in battaglia una potente combo “Friend Action”. Soddisfacendo determinate condizioni, i giocatori potranno attivare il “Mana Surge”, che consentirà di eseguire azioni esclusive. Inoltre, ogni personaggio avrà una mossa speciale unica, “Maximize Mana Surge”, che può infliggere danni significativi ai nemici.
Viaggiando al fianco di Yumia e dei suoi amici, i giocatori esploreranno il vasto mondo aperto del continente Aladiss. Viaggiando, potranno costruire le proprie basi. Grazie alla nuova funzione “Building”, i fan potranno creare e decorare liberamente il proprio atelier scegliendo tra una vasta gamma di pareti, pavimenti, tetti, mobili e altro ancora, oppure selezionare un modello di base predefinito dal catalogo. Aumentando il “livello di comfort” del proprio atelier, i giocatori sbloccheranno bonus come la possibilità di sviluppare la propria base e migliorare le abilità di Yumia e dei suoi compagni.
Infine, se i giocatori non desiderano tornare alla loro base durante l’esplorazione, potranno allestire un accampamento dove trascorrere il tempo cucinando, che fornirà vari vantaggi durante l’esplorazione e il combattimento, o riposando. A volte si verificheranno alcuni eventi del personaggio che si possono vedere solo negli accampamenti e che forniscono maggiori informazioni su Yumia e i suoi compagni.
Oltre all’edizione standard, i giocatori possono preordinare due edizioni fisiche speciali: la PREMIUM BOX che include il gioco base, un artbook, un poster in stoffa di formato B3 con illustrazione originale, un CD con tracce extra e l’esclusivo costume early access per Yumia “Alchemist of her day off”. La SPECIAL COLLECTION BOX include tutti i contenuti della PREMIUM BOX, oltre a un fazzoletto nello stile della bandana dell’Aladiss Research Team, un arazzo in formato A1 con illustrazione originale, un set di 6 portachiavi decorativi, un set di 6 cartelle trasparenti speciali, uno speciale foglio di adesivi, il prezioso peluche di Yumia, un racconto ufficiale e il libretto di traduzione di accompagnamento.
Tutti coloro che acquisteranno un’edizione fisica o digitale fino a due settimane dopo l’uscita riceveranno il costume “Athlete of Memories” per Yumia, il costume “Floating Object of Memories” per Flammi e l’esclusivo equipaggiamento “Training Wrist Weight”.
Atelier Yumia: The Alchemist of Memories & the Envisioned Land sarà disponibile il 21 marzo 2025 su Nintendo Switch, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One e Window PC via Steam. Il gioco includerà voci giapponesi con testi in inglese, francese, tedesco e spagnolo.
Nikoderiko: The Magical World è una delle soprese dell’anno, come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione. E merita quindi di essere sviscerato a fondo.
Siete pronti ad ottenere il trofeo di platino grazie alla nostra guida ai trofei?
Informazioni preliminari
Difficoltà stimata per il platino: 5.5/10
Tempo stimato per il platino: 15-20 ore
Trofei offline: 30
Trofei online: 0
Trofei missabili: 1
Trofei glitchati: 2
La difficoltà influisce sui trofei? Sì, c’è un trofeo che richiede di giocare alla difficoltà più alta, quindi Normale.
Run minime: 2 + clean-up nel file della prima run.
Free-roam/selezione livelli dopo aver finito il gioco: Sì, è possibile rigiocare tutti i livelli in qualsiasi momento in Nikoderiko: The Magical World.
Road-map
Step 1: Completate Nikoderiko: The Magical World a difficoltà Normale senza pensare ai trofei.
Step 2: Ora dedicatevi ai trofei contestuali e a quelli legati ai collezionabili.
Step 3: Iniziate la seconda run su un nuovo save per sbloccare il trofeo di finire il gioco con zero morti.
Guida ai trofei
Ora puoi dormire tranquillo! Ottieni tutti i trofei
Ottenete tutti gli altri trofei per sbloccare il trofeo di platino di Nikoderiko: The Magical World.
CHE COSA HA APPENA FATTO! Completa il gioco con 0 morti.
MISSABILE
Il trofeo è segnato come missabile perché non dovrete MAI morire. Per questo motivo vi consigliamo di dedicarvici alla seconda run. Per semplificarvi un minimo la vita vi consigliamo di giocare la run a Facile. C’è da dire, comunque, che la maggior parte delle morti deriva da salti sbagliati che comportano il game over immediato e di fatto il punto vita in più non è che sia molto utile.
Ad ogni modo, con un paio di tentativi riuscirete nell’impresa perché di base il gioco non è particolarmente difficile. Ovviamente se siete abbonati a PlayStation Plus potrete utilizzare il “trucco” di caricare il save sul Cloud in modo da avere un backup a portata di mano per rimediare a qualsiasi morte. Questo è il trofeo più difficile di Nikoderiko: The Magical World.
Ora ho visto tutto! Completa il gioco al 100%
Per completare il gioco al 100% dovrete trovare tutte le lettere che compongono il nome Niko, tutti i diamanti e tutte le chiavi. Inoltre vi serviranno tantissime lucciole (che potrete comunque farmare ripetendo i livelli) per sbloccare tutto nel Laboratorio e nella Tesoreria.
Seguite questa video-guida di BearBear che vi mostra tutti i collezionabili divisi per livello:
Gran maestro di chiavi Raccogli tutte le chiavi
Vedi “Ora ho visto tutto!”
Principe dei diamanti Raccogli 29 diamanti
Vedi “Ora ho visto tutto!”
Scrooge McNico Raccogli 15.000 lucciole senza sprecarle
Dovrete avere 15.000 lucciole contemporaneamente. Non sprecatele prima di sbloccare il trofeo. Si possono comunque farmare, ma meglio sbloccare prima il trofeo e poi usarle anche perché già così potreste dover farmare un po’.
Ascetico Completa un livello senza raccogliere nemmeno una lucciola
Dovrete completare un livello senza raccogliere nemmeno una lucciola, come da descrizione. Potete farlo nel primo livello del gioco sfruttando la cavalcatura Rana. Sbloccherete il trofeo appena toccherete il “contenitore” di lucciole alla fine del livello. Seguite questo video di StardustCarbunkle per maggiori dettagli:
Un livello mortale Muori in un livello più di 50 volte
Niente da aggiungere, descrizione totalmente esplicativa.
Amico cobring Completa un livello senza uccidere un solo nemico
Niente da aggiungere, descrizione totalmente esplicativa.
Un vero amico Sopravvivi gettandoti da una cavalcatura oltre un abisso
Le cavalcature bipedi/quadrupedi vi permetteranno di effettuare una specie di doppio salto, utilizzando loro stesse come “trampolino”. Fatelo “sacrificando” la cavalcatura in un precipizio e sbloccherete il trofeo.
Un inconveniente da minatore Sconfiggi il boss Trivella senza cadere dal carrello neanche una volta
Contro il boss Trivella, prima della boss fight vera e propria, dovrete giocare una piccola sezione a bordo di un carrello da miniera. Semplicemente non morite.
Cintura nera di giardinaggio Sconfiggi il boss Sally entro 5 minuti
Niente da aggiungere, descrizione totalmente esplicativa. Niente di difficile, tranquilli, avrete tempo a sufficienza.
Mi sto solo riscaldando, Kong! Sconfiggi il boss Robo Kong senza raccogliere cure
Dovrete evitare di raccogliere le cure, anche PRIMA dell’inizio della boss fight vera e propria. Seguite questo video di StardustCarbunkle per maggiori dettagli:
Cenetta romantica Sconfiggi il boss Cuoco a difficoltà Difficile
La descrizione del trofeo è sbagliata. Dovrete sconfiggere il boss alla difficoltà più alta, quindi Normale. Per il resto, nulla di complicato, è un boss legato alla storia, impossibile da mancare.
Cecchino Sconfiggi il boss Drago della caverna senza mancare un solo colpo dei cannoni
Per sbloccare il trofeo dovrete colpire il boss ogni volta che si ferma accanto a una delle torrette, inclusi i momenti in cui tenta di ingannarvi sparendo rapidamente e riapparendo altrove.
Seguitelo da vicino e sparate alla torretta proprio quando si ferma a fianco di essa. È importante colpirlo in ogni posizione in cui si ferma. Non preoccupatevi se sembra muoversi velocemente, basta essere pronti a sparare nel momento giusto. Seguite questo video di StardustCarbunkle per maggiori dettagli:
Il Barone è caduto, lunga vita all’eroe! Sconfiggi il boss finale senza subire danni
GLITCHATO
Niente da aggiungere alla descrizione, tuttavia, come anche segnalato, il trofeo a volte non si sblocca. Quindi ripetete fino a che non riuscirete ad ottenerlo. C’è da dire che è possibile pure che lo sblocchiate anche se verrete colpiti. Provate un po’ di volte, insomma.
Primo strike! Uccidi 3 o più cobring di fila utilizzando gli oggetti
Nel primo livello lo sbloccherete con uno dei tutorial.
Bonus esploratore Ottieni la prima chiave
Vedi “Ora ho visto tutto!”
Luna time! Completa un livello come Luna
Scegliete Luna invece di Niko all’inizio di un qualsiasi livello.
Prova e riprova! Muori in un livello più di 10 volte
Niente da aggiungere, descrizione totalmente esplicativa.
Il club dei trenta Muori in un livello più di 30 volte
Niente da aggiungere, descrizione totalmente esplicativa.
Prima volta? Muori contro il primo nemico del gioco
Niente da aggiungere, descrizione totalmente esplicativa.
Buongiornissimo! Risveglia lo stesso pilastro 5 volte nel livello «Grotte insidiose»
Sveglierete i pilastri semplicemente saltandoci sopra. Svegliatene uno, tornate indietro e aspettate che si riaddormenti. Rifatelo altre 4 volte per sbloccare il trofeo.
Non mi sono nemmeno bagnato i pantaloni… Sconfiggi il boss Castoro
Legato alla storia, impossibile da mancare.
Più veloce di un drago! Sfuggi al drago nel livello «Un drago alle calcagna»
Legato alla storia, impossibile da mancare.
È una trappola! Distruggi tutte le lumache che ti hanno attaccato nella fossa del livello «Problemi ranosi»
Lo otterrete nel mondo 3. Giocate fino a raggiungere una fossa dove dovrete sopravvivere a delle ondate di piccoli rospi che spuntano dalle casse. Invece di limitarvi a sopravvivere, eliminate tutti i rospi per ottenere il trofeo. Seguite questo video di StardustCarbunkle per maggiori dettagli:
Maestro di chiavi junior Ottieni il 50% di tutte le chiavi
Vedi “Ora ho visto tutto!”
Fine agghiacciante! Muori nell’acqua fredda nel livello «La furia di Riptor»
Niente da aggiungere, descrizione totalmente esplicativa.
Sotto tiro Occupati del cannone nel livello «La furia di Riptor»
Niente da aggiungere, descrizione totalmente esplicativa.
Cacciatore di pignatte Trova tutte le pignatte del gioco
GLITCHATO
Ci sono 3 pignatte nascoste nel gioco, una in ciascuno dei primi 3 mondi. Seguite questo video di StardustCarbunkle per maggiori dettagli:
In occasione del ventesimo anniversario di Half-Life 2, Valve ha lanciato una serie di iniziative che renderanno felice la community dei giocatori. Dal 16 al 18 novembre 2024, il leggendario FPS sarà completamente gratuito su Steam, includendo anche le espansioni Episode One e Episode Two.
Le novità tecniche dell’aggiornamento anniversario
L’update celebrativo introduce numerose migliorie tecniche: • Risoluzione di bug storici • Sistema di illuminazione potenziato con lightmap HD • Effetti particellari di nuova generazione • Nebbia volumetrica migliorata • Vegetazione ottimizzata • Supporto controller aggiornato • Modalità Alta Qualità con modelli 3D rimasterizzati • Integrazione Steam Workshop
Contenuti extra per gli appassionati
Inoltre per chi volesse approfondire la storia di questo meraviglioso titolo, Valve ha rilasciato un documentario di ben due ore con i retroscena dello sviluppo e una nuova modalità del gioco che include i commenti degli sviluppatori. Inoltre, il “nuovo” HL2 include anche l’accesso facilitato alle mod della community, alcune veramente spettacolari. Tra queste, se avete un visore, non perdetevi la VR mod che trasforma il gioco in un incredibile avventura VR.
Questo ventesimo anniversario segna un momento importante per Half-Life 2, un gioco che ha rivoluzionato il genere FPS. Le celebrazioni di Valve dimostrano l’impatto duraturo di questo titolo nell’industria videoludica: Valve se stavi aspettando il momento giusto per rilasciare Half Life 3, ecco questo è uno di quei momenti.
Se c’è una serie che non ci aspettavamo di rivedere nel 2024, questa è probabilmente Mario & Luigi. Nata come spin-off sperimentale nel lontano 2003, lo sviluppatore AlphaDream si rivelò in grado di creare dal nulla un prodotto di culto destinato a diventare una presenza fissa nel panorama videoludico delle successive console portatili Nintendo. Disgraziatamente, la chiusura della software house per bancarotta nel 2019 aveva segnato la fine de facto delle avventure in salsa RPG dei fratelli idraulici. Col passare degli anni, avevamo accettato con triste rassegnazione l’archiviazione del brand, soppiantato dai più altisonanti capitoli di Paper Mario e Mario + Rabbids.
Innegabile è stata dunque la sorpresa del ritrovarsi di fronte al ritorno della saga con l’annuncio di Mario & Luigi: Fraternauti alla carica nel corso del Nintendo Direct dello scorso giugno. Una lieta novella che attesta con ancor più vigore l’impegno profuso da parte del colosso giapponese nei confronti degli ultimi anni di supporto a Nintendo Switch. Non solo enormi blockbuster, ma anche remake di titoli amatissimi, nuove iterazioni di franchise di grande appeal (come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione di Super Mario Party Jamboree) e riproposizioni di franchise a lungo dimenticati. Sarà tuttavia riuscito il team di Acquire a non far rimpiangere i creatori originari e confezionare un nuovo grande capitolo?
Mario & Luigi: Fraternauti alla carica è disponibile dal 7 Novembre, in formato digitale e fisico, per Nintendo Switch.
Versione testata: Nintendo Switch
Due fratelli, un arcipelago
La vita scorre pacifica e serena nel Regno dei Funghi. La Principessa Peach è alle prese con i suoi impegni di palazzo, mentre Mario e Luigi si godono una rilassante passeggiata nei boschi. Ovviamente, qualcosa di inatteso stravolge la situazione. Un misterioso portale si spalanca e risucchia i due fratelli in un posto sconosciuto: il continente di Elettria, composto da un vasto arcipelago.
Grazie all’aiuto di nuovi amici, gli idraulici apprendono che le isole erano un tempo connesso ad un mistico Centralbero che garantiva loro energia vitale per mezzo delle sue radici. La sua enigmatica distruzione ha portato alla perdita del collegamento tra isole, con conseguenze devastanti sulla vita e sulla coesione del reame. L’unica speranza è riposta nell’Isola Solcamari, un atollo capace di solcare i mari e che custodisce l’ultimo seme di Centralbero. Riusciranno Mario e Luigi ad aiutare la popolazione locale, ricomporre l’unità di Elettria e sconfiggere i cattivi che tramano nell’ombra?
Un portale si apre e inizia la nuova avventura per Mario & Luigi.
In linea con il trend della serie, anche la scrittura di Fraternauti alla carica si orienta verso una tendenziale leggerezza, particolarmente incline all’umorismo. Ciò d’altro canto non priva la sceneggiatura di diversi meriti. Sebbene il titolo metta le carte in tavola da subito circa la missione dei protagonisti, parimenti svela con calma le sue sorprese non solo in termini di intreccio ma anche nel rivelare la reale natura degli avversari o il vero motivo della catastrofe che ha colpito Elettria. E, soprattutto, il nuovo Mario & Luigi non si tira indietro nell’affrontare tematiche non banali come il ruolo della fratellanza, o una riflessione sulla diversità di ciascun individuo come spunto di arricchimento e non pretesto di divisione. Il risultato finale ci ha davvero intrattenuto e coinvolto, pur se dobbiamo segnalare una verbosità a tratti eccessiva dei dialoghi (soprattutto nelle fasi iniziali).
Anche a livello artistico il titolo convince senza riserve. Se staticamente lo stile scelto potrebbe non sembrare granché a primo acchitto, tuttavia in movimento è ben altra cosa. Il cel shading adottato brilla grazie ad una palette cromatica eclettica mentre le animazioni appaiono sempre fluide e perfettamente caratterizzanti l’azione a schermo. Il prodotto finale è stupendo da vedere e da ascoltare, grazie anche ad un comparto musicale sempre attento e di qualità. Peccato che gli anni su Nintendo Switch si facciano inevitabilmente sentire, con alcune semplificazioni poligonali che non sono addolcite da un comparto tecnico quantomeno solido. Tra le circostanze più fastidiose, segnaliamo un framerate non sempre solidissimo nonché caricamenti un pelo troppo frequenti.
I cittadini di Elettria hanno uno stile molto diverso dagli abitanti del Regno dei Funghi.
Issate l’ancora, si salpa!
La gimmick principale attorno alla quale ruota Fraternauti alla carica è dunque la necessità di collegare nuovamente tutto l’arcipelago. Per riuscirci, Mario e Luigi potranno fare affidamento sull’Isola Solcamari.
Un pò nave infaticabile, un pò quartier generale destinato ad espandersi con future “annessioni” di funzionalità ed abitanti di Elettria, la Solcamari è il motore stesso dell’avventura. Da essa è possibile impostare la rotta o farci sparare (letteralmente) verso inedite destinazioni. Tuttavia per farlo dovremo attendere e gestire le tempistiche di navigazione. In Fraternauti alla carica non è infatti possibile spostarsi liberamente fin da subito verso le nuove località, bensì devono quantomeno apparire prima nel raggio di azione della Solcamari dopo aver stabilito una rotta ben specifica. Il tempo che separa il transito dell’isola da un posto all’altro implicherà un’attesa per il giocatore che potrà colmare il vuoto esplorando le location già visitate, affrontando nuovi missioni o accumulando punti esperienza.
Il funzionamento citato, sebbene svolga bene il suo compito e finisca con l’intrecciarsi con progressive ulteriori meccaniche nonché con una leggera anima da metroidvania, tende tuttavia ad essere piuttosto spigoloso nelle fasi iniziali. Le prime ore non restituiscono infatti una sensazione di impeccabilità, complice un ritmo che deve ancora guadagnare slancio e che fa sembrare la meccanica un modo artificioso per rallentare la progressione.
L’anima ludica di Fraternauti alla carica accoglie pienamente la tradizione della saga.
Una volta sulla terra ferma, Fraternauti alla carica ricorda ed onora le radici della saga con il suo intreccio leggero tra platforming, enigmi e combattimenti a turni.
Il level design appare semplice ed intuitivo, un inno alla accessibilità per cui tuttavia non vengono rinnegati parentesi maggiormente impegnative grazie a segreti ben nascosti ed enigmi che impegneranno i giocatori più esperti. Lo stesso platforming è una ode alla tradizione della scuola giapponese, pur non richiedendo tecnicismi esasperati. Ci pensano tuttavia le neo introdotte Azioni Fratelli ad aggiungere vivacità all’esplorazione. Si tratta di capacità inedite che potranno svolgere all’unisono Mario e Luigi, in grado di aprire le porte ad approcci sempre freschi ed imprevedibili di game design. Si passa da una combinazione volante a forma di UFO ad una modalità Sfera di samusiana memoria, per fare qualche esempio.
Il combattimento a turni propone una curiosa interpretazione del genere, mescolando la ruolistica tradizionale all’importanza di seguire comandi a tempo. La ritmica assurge ad un ruolo fondalmentale, non solo negli scambi con gli avversari, ma anche nel contesto di attacchi, azioni difensive ed utilizzo di strumenti. Parliamo dei Comandi Azione, ovvero la necessità di premere con il giusto tempismo le indicazioni a schermo per stabilire l’andamento degli incontri con i nemici. Presenti anche gli Attacchi Fratelli, tecniche poderose utilizzabili dai fratelli idraulici per spazzare via le resistente più coriacee. L’esperienza che ne deriva è forse lontana dal tradizionale concetto di JRPG, ma assume nondimeno una peculiare caratterizzazione tra coreografie fuori di testa ed imprevedibili scontri contro i boss.
Fraternauti alla carica non è esattamente un JRPG tradizionale.
Velocità di crociera
Complici gli anni trascorsi dal precedente capitolo (Paper Jam del 2015 per 3DS, se ignoriamo i rilasci aggiornati di Superstar Saga e Bowser’s Inside Story), Fraternauti alla carica potrebbe essere visto con genuina curiosità da un pubblico che non ha mai approcciato la saga.
Da questo punto di vista, Mario & Luigi rappresenta un JRPG fortemente atipico. Non solo per il suo caratteristico melting pot di enigmi, piattaforme e combattimenti a turni. Ma anche per il modo attraverso cui ciascuno di essi sono declinati, all’insegna della creatività ed imprevedibilità. Affrontare Fraternauti alla carica è un’esperienza fresca e mai troppo impegnativa. Adatta soprattutto a chi vuole un’avventura longeva ma non estenuante (parliamo di una longevità tra le trenta e le quaranta ore). Tuttavia le prerogative della produzione potrebbero non parlare ai fan più integralisti dei giochi di ruolo.
Le animazioni sono davvero belle e coloratissime.
Il profilo più squisitamente ruolistico della produzione è infatti molto light. Al di là di una manciata di statistiche e dell’equipaggimento da gestire, la vera novità nella personalizzazione trasversale è data dall’introduzione delle Spine Sinergiche. Si tratta di speciali feature, sbloccabili dopo diverse ore di gameplay, che permettono di aprire la porta alla costruzione di build vere e proprie. Assegnare talune Spine può ad esempio attribuire effetti passivi agli atteggiamenti offensivi degli idraulici, permettendo di migliorare l’efficacia di talune tattiche a scapito di altre. Un’aggiunta davvero interessante, ma che parte del pubblico potrebbe reputare perlopiù semplicistica. Una sensazione ulteriormente sottolineata dal bilanciamento della difficoltà, generalmente tarata verso il basso senza particolari guizzi.
Fraternauti alla carica soffre per questi difetti? Onestamente, no. Non tutti i titoli devono proporre le medesime esperienze ludiche. Men che meno, saghe che hanno costruito il proprio successo su una stabile e consolidata linea di game design. Il nuovo Mario & Luigi è un perfetto esempio di traghettamento di una serie nella modernità, conservandone inalterate le caratteristiche di maggior specificità. Tradizionale e contemporaneo, sperimentale e conservativo, immediato nella ludica e sorprendentemente profondo nella scrittura. Se non avete mai avuto occasione di provare i titoli del compianto team AlphaDream, non disperate: Acquire corre in vostro soccorso.
Mario & Luigi è una serie particolare che merita un posto nella ludoteca di Nintendo Switch.
Commento finale
Mario & Luigi: Fraternauti alla carica è l’ennesima piccola perla dell’imponente lineup di Nintendo Switch. Acquire prende il timone di una saga nata oltre venti anni fa su console portatili e la traghetta con successo nel 2024. Divertente e poliedrico nella sua proposta ludica, il coloratissimo nuovo capitolo delle avventure RPG dei fratelli idraulici più famosi del media videoludico è un’esperienza imperdibile per i fan Nintendo. Di ruolistica ci sarà pur poco (a parte dialoghi forse fin troppo prolissi), ma una cosa è sicura: è davvero bello poter vivere una nuova odissea in compagnia di Mario & Luigi.
Negli ultimi anni il mondo dell’industria tech pare totalmente concentrato su due nuove tendenze: l’efficienza energetica dei dispositivi, con il superamento delle tecnologie x86 per i processori e l’intelligenza artificiale, una tecnologia dagli indubbi vantaggi ma che porta con se anche il dibattito tra industrie e professionisti del settore sulle problematiche umane e lavorative che il loro abuso può comportare. I discorsi, ampi e ormai non più così futuristici, ora risuonano persino tra l’utente comune, che nell’ultimo periodo, oltre a poter utilizzare modelli come ChatGPT-4 di OpenAI direttamente sui propri browsers, finalmente può trovare in commercio device pensati attorno a queste nuove tecnologie in continuo sviluppo.
ASUS ha abbracciato al 100% queste nuove tendenze e con il nuovo ASUS Vivobook S 15 OLED, forte di una doppia collaborazione con due dei più importanti player sul mercato, Microsoft e Qualcomm, ci mostra cosa è possibile realizzare grazie ai nuovi processori con architettura ARM e le potenzialità di Copilot+, l’assistente IA di Microsoft.
L’ultraportatile che abbiamo avuto piacere di provare è però risultato forse troppo visionario, a tratti segnato dalle scelte compiute, e ci ha lasciato tanto esterrefatti dalla sua offerta hardware, quanto perplessi per le sue carenze software. Ma se siete alla ricerca di un laptop con uno stupendo pannello OLED, un’ottima autonomia e non avete paura delle nuove proposte tecnologiche, scoprite assieme a noi il futuro immaginato da ASUS con questo Vivobook S 15.
Design e costruzione
Riposto all’interno di una scatola trasportabile e monocromatica, fatta eccezione per lo stiloso logo scuro, il Vivobook S 15 arriva avvolto in un rivestimento antigraffio. Una volta estratto dalla sua custodia, questa si può trasformare in un improvvisato supporto di lettura per la macchina. Al suo interno, oltre al laptop troviamo il caricatore con presa schuko da 90v e la manualistica.
L’ ASUS Vivobook S 15 OLED, come di consueto negli ultimi prodotti della compagnia asiatica, è un esemplare di stile ed estetica minimalista.
Le linee taglienti si alternano in maniera armonica ad angoli smussati, presenti sia frontalmente nell’intaglio per aprire il portatile, sia nella particolare griglia posteriore per la dissipazione del calore. ll design della scocca, interamente in metallo, evidenzia ulteriormente il grande fascino di questo portatile e la cura ai dettagli, evidente in particolare con l’incisione del nome del modello sia nella parte posteriore del monitor, che nella cornice frontale.
Al tatto liscio e senza imperfezioni, la superficie del laptop seppur piacevole alla vista, porta con sè la necessità di pulire costantemente la sua scocca. Con l’uso quotidiano del device, a fine serata anche le più piccole impronte possono finire per imbruttire il portatile. Con misure di 35.26cm di lunghezza, 22.69cm di profondità e soli 1.59cm d’altezza, il peso di questo 15 pollici ci ha stupito, andando a raggiungere solamente 1.42Kg e posizionandosi quasi in competizione con Ultrabook come lo Zenbook 14 OLED, pur avendo una diagonale in 16:9 più importante.
Nella parte inferiore della scocca i supporti in gomma rialzano la macchina facilitando l’espulsione del calore. Le cerniere del monitor a vista sono di tipo lay flat il che permette al portatile di essere completamente disteso su un piano. Ottima la presenza di un doppio sistema di ventole situate nel lato inferiore, oltre che due grande intagli per facilitare ulteriormente il lavoro dei dissipatori.
Le dimensioni sono sfruttate alla perfezione. Sul portatile infatti è presente un trackpad enorme e una tastiera completa di isola Numpad; cosa che sarà particolarmente importante per tutti i professionisti, che non dovranno preoccuparsi di dover apprendere nuovi comandi macro per richiamare spreadsheats o tools importanti.
Specifiche tecniche PC
Vediamo ora la componentistica e le caratteristiche hardware, dell’ ASUS Vivobook S 15 OLED in maniera dettagliata:
Processore:Snapdragon X Elite X1E78100 fino a 3.4GHz (42MB Cache, 12 core, 12 thread); con tecnologia NPU Qualcomm Hexagon fino a 45TOPS
Scheda video: Qualcomm Adreno
Memoria Ram: 16GB LPDDR5X saldata sul sistema (In commercio sono disponibili modelli con 32GB LPDDR5X)
Archiviazione Interna: 1TB M.2 NVMe PCIe 4.0 SSD
Display: Tecnologia OLED da 15.6 pollici in risoluzione 3K a 120Hz, rapporto 16:9 con certificazione VESA HDR True Black 600
Tastiera: Tastiera completa Chiclet con Layout QWERTY per l’Italia, con retroilluminazione a 1-Zona RGB
Audio: Tecnologia Smart Amp, e microfono integrato
Videocamera: FHD con funzioni IR per il supporto di Windows Hello, con otturatore per la privacy
Rete e Internet: Wi-Fi 7(802.11be) (Tri-band) 2*2 con scheda wireless Bluetooth 5.4
Batteria: 3 celle Li-ion da 70WHrs
Porte I/O: 2 x USB 3.2 Gen 1 Type-A, 2 x USB 4.0 Gen 3 Type-C con supporto per Display e Ricarica, 1x HDMI 2.1, 1x 3.5mm Combo Audio Jack, Lettore schede Micro SD
Dimensioni e Peso: 35.26 x 22.69 x 1.47 ~ 1.59 cm per 1.42Kg
Una volta acceso, l’occhio viene guidato verso l’incredibile pannello OLED da 2880 x 1620 pixels – una risoluzione non particolarmente comune e forse più nota come “3K” – in rapporto 16:9. Un pannello eccezionale che mai ci saremmo aspettati di vedere in un laptop con questo price point così basso. Dotato di refresh rate variabile, capace d’arrivare fino a 120Hz, con tempo di risposta di soli 0,2ms, il display presenta una certificazione VESA HDR True Black 600, capace di raggiungere in modalità HDR il picco di luminonsità di 600nit. Con un valore di 100% in gamma di colori DCI-P3, e una visualizzazione massima di 1,07 miliardi colori, il pannello lucido ci è parso sufficientemente adeguato per lavori occasionali su immagini digitali, mentre è stato ben oltre la media per quanto riguarda il consumo delle nostre serie preferite.
Grazie allo spazio disponibile per la diagonale, l’ ASUS Vivobook S 15 OLED presenta un set di porte più che adeguate per ogni utilizzo. Sul lato destro della scocca si trovano doppie prese USB 3.2 Gen 1 Type-A, essenziali per utilizzare ogni tipo d’apparecchio; mentre sul lato sinistro troveremo altrettante porte USB 4.0 Gen 3 Type-C capaci non solo di fornire un collegamento diretto come Dysplay Port, ma anche di fungere da porte di ricarica rapida, grazie alla tecnologia Easy Charge. Trovano inoltre spazio anche un classico collegamento HDMI 2.1, un jack audio 3.5mm in combo per cuffie o microfono, e un lettore schede Micro SD, utile per gli amanti della fotografia sempre in movimento.
Valutate con attenzione in fase d’aquisto le specifiche del modello che state per acquistare, siccome il Vivobook S 15 permette solamente di sostituire il suo SSD M.2 NVMe, mentre i suoi moduli di RAM sono saldati sulla scheda madre; necessità dovuta per l’ottimizzazione della macchina attorno al processore scelto per il suo funzionamento. Da notare che lo smontaggio dell’unità passa attraverso una decina di viti sul vano posteriore, ma una di queste – quella centrale – è ben nascosta sotto una copertura in plastica difficile da rimuovere per l’utente medio.
La già citata combinazione di trackpad e tastiera ci ha lasciato piacevolmente sorpresi. Grazie ai suoi copritasti bombati dalla superficie di 0.2 mm, con una corsa d’attuazione di dei tasti di 1.7 mm, avremo sempre il controllo assoluto della digitazione, e grazie alla tecnologia ErgoSense non dovremo neppure preoccuparci del rumore emesso durante la digitazione. Immancabili i tasti richiamabili con la modalità Funzione, che ci consentono d’utilizzare le Emoji, l’assistente software MyASUS e persino un tasto dedicato per attivare il Copilot, di cui parleremo in separata sede. In più troviamo anche un sistema RGB a zona singola con colori, intensità e animazioni, selezionabili dalla sopra citata applicazione ASUS.
Lo spazioso Trackpad si avvale anche lui dei miglioramenti offerti dalle soluzioni ErgoSense di ASUS, offrendo un punto d’attuazione al click a 0.23 mm, con un ritorno audio silenzioso, lasciando il lavoro di feedback per l’utente all’ottimo responso tattile. In aggiunta potremo anche utilizzare dei comodi gesti per richiamare il controllo del volume, della luminosità dello schermo, e lo scorrimento dei video.
La fotocamera integrata nella parte alta del monitor raggiunge i 1080p, e presenta funzionalità per il riconoscimento facciale in modo da sbloccare il laptop con l’ausilio di Windows Hello. Trova anche posto uno sportellino integrato per la privacy, che può essere spostato per chiudere l’otturatore della webcam da occhi indiscreti.
Prestazioni Utilizzo Quotidiano
Avrete notato che non abbiamo accennato al processore che alimenta questoASUS Vivobook S 15 OLED, lo Snapdragon X Elite, così come la capiente batteria a 3 celle da 70WHrs. Questo è dovuto al fatto che il portatile è sì capace di raggiungere circa 18 ore d’autonomia, ma solo negli usi meno intensivi, e abilitando modalità conservative estreme. Oltre alle impostazioni automatiche richiamabili da Windows per la preservazione della batteria, con l’ausilio di MyAsus potremo avere ulteriore controllo del dispositivo, tra le altre cose, riuscendo a limitare le velocità delle ventole, e bloccare la frequenza d’aggiornamento del display.
Questo ha però comportato nel nostro caso alcuni sconvenienti problemi, come dei ritardi nella sincronizzazione audio nel consumo di video su Youtube, oppure qualche rallentamento di troppo durante l’utilizzo di Photoshop con immagine dal peso considerevole. Bisogna comunque ricordare che alcuni dei problemi che si potrebbero riscontrare possono derivare anche dall’architettura ARM, che molte volte si ritrova a sfruttare applicativi tramite un layer d’emulazione o interpretazione.
La transizione verso la nuova architettura
In maniera simile a quanto avvenuto in passato nel mondo Mac, che ha attraversato ben due transizioni, la prima dal mondo powerpc (RISC) ad Intel (CISC X86), e la seconda in tempi recenti con l’adozione dell’architettura ARM dei processori Apple Silicon, ora anche il mondo Windows si trova ad avere a che fare con una certa frammentazione del sofware disponibile.
Al momento infatti, è possibile che l’utente si trovi di fronte a tre tipi di software
– App native Windows ARM64 – Si tratta di app che hanno ottenuto un apposito aggiornamento che li ha resi compatibili con le nuove archittetture ARM. Questo significa che sono in grado di offrire le migliori prestazioni e efficienza energetica. Ad oggi, 14 novembre 2024, il numero delle app native è in costante aumento. – App x64 emulate Si tratta di app Windows tradizionali per processori x64 Intel/AMD che però possono funzionare su macchine ARM based attraverso un layer di emulazione. Questo fa sì che abbiano prestazioni inferiori rispetto alle app native.Quanto inferiori dipende dal tipo di app, alcune app hanno prestazioni del tutto simili, altre come ad esempio Adobe Lightroom Classic hanno prestazioni decisamente inferiori rispetto alla controparte x86 – App non funzionanti Sono app che, nonostante il layer di compatibilità, non sono in grado di funzionare su architettura ARM. Per questo tipo di app, purtroppo, non c’è modo
Fatta questa doverosa premessa e tornando alle prestazioni, per i nostri test abbiamo utilizzato una serie di applicativi con aggiornamenti nativi e altri fruibili tramite layer di compatibilità .
Stressando il portatile, o portandolo alle sue prestazioni standard, abbiamo raggiunto circa le 8 ore d’autonomia, risultato più che accettabile considerando gli svariati scenari in cui è stato testato – tra cui l’utilizzo di Blender, qualche ora di browsing web con annessa visualizzazioni di video, e persino del light gaming in batteria -, ma difficilmente crediamo che l’utente medio si ritroverà ad utilizzare pesanti applicativi quando in mobilità.
Per questo motivo non bisognerà preoccuparsi troppo dell’autonomia della macchina, che nella sua configurazione ottimale, riesce comunque a superare la decina di ore. Ancora una volta gli avanzamenti di questi nuovi processori, che integrano funzioni di APU – e nel caso dello Snapdragon X Elite persino di NPU – con impostazioni standard, riescono a raggiungere prestazioni eccellenti sia in modalità batteria che quando connessi alla corrente elettrica. A dimostrazione della loro grande efficienza energetica in rapporto alla potenza computazionale erogabile.
Riguardo Copilot+ e Windows su ARM
L’ASUS Vivobook S 15 OLED è una macchina la cui fruizione è costruita attorno allo Snapdragon X Elite, e ancora di più al suo Qualcomm Hexagon con i suoi 45TOPS NPU – Neural Processor Units. L’integrazione tra il Copilot di Windows 11 e questo laptop traspare anche nel layout della sua tastiera, con un tasto dedicato che richiama l’IA in maniera quasi istantanea. Purtroppo però non si fa altro che aprire una pagina web verso il servizio Copilot, rendendone quindi per ora inutile l’utilizzo se non connessi via internet.
Sul nostro territorio Copilot giunge anche privo del riconoscimento vocale in italiano, costringendoci alla digitazione per poter conversare con l’IA, facendo venir meno in parte l’idea di poter avere un Jarvis personale come il noto super eroe Marvel. Viene quindi da chiedersi a cosa servano le unità computazionali dedicate per l’intelligenza artificiale; potremmo trovare una risposta nel sistema di Super Resolution per i giochi 3D creato da Microsoft, di cui discuteremo a breve. Per ora quindi, l’integrazione del Copilot risulta essere un mero strumento di marketing, e oltre l’occasionale utilizzo di CoCreator su Paint, non si sentirà mai il bisogno di richiamare questa utility.
Come abbiamo detto il principale problema nell’utilizzo del Vivobook S 15 è la sua architettura basata su ARM. La necessità di verificare con anticipo la presenza di aggiornamenti delle nostre app all’architettura ARM o la possibilità di utilizzo del layer di compatibilità, rendono sicuramente l’esperienza d’uso meno immediata di un classico notebook x86. Nel caso di un editor video professionista, la suite Adobe non supporta ufficialmente il sistema Windows 11 su ARM per quanto riguarda Premiere, e si limita a sfruttare un layer di codifica del programma, andando a compromettere le prestazioni in svariate fasi di editing ed exporting.
La situazione peggiore la vivono certamente i videogiocatori, dove alcuni dei titoli più blasonati, come League of Legends, o Apex Legends, non sono giocabili per via dei sistemi anticheats non supportati su architetture ARM con Windows. Per tenere traccia di quali programmi sono disponibili in forma natia sui nostri dispostivi ARM, o che sono correttamente emulati, Microsoft ha ufficialmente reindirizzato tutta l’utenza ad avvalersi dell’aiuto di pagine come Windows on Arm Ready Software; certamente qualcosa da tenere a mente prima di un possibile acquisto, e per evitare un’indesiderata doccia fredda.
Benchmarks prestazioni
Ai test sintetici siamo partiti con il benchmark di Geekbench, dove i risultati ottenuti hanno rispecchiato quanto lo Snapdragon X Elite si propone di raggiungere con i suoi 12 core e 12 thread, in frequenza massima a 3.4GHz. Parliamo di circa 2440 punti in single-core, e di circa 14120 punti ai test in multi-core, inserendo il processore nella fascia di CPU dal basso consumo con buona efficienza.
Con CrystalDiskMark abbiamo poi controllato il singolo SSD NVMe da 1TB di quarta generazione presente sul dispositivo, ottenendo valori intorno ai 5000 MB/s in lettura, e dei risultati ancora migliori in scrittura, con un punteggio intorno ai 3600 MB/s. Se gli utenti medi non noteranno alcuna differenza, i professionisti potranno fare un sospiro di sollievo vedendo una discreta unità di memorizzazione, capace di sostenere adeguatamente i volumi di trasferimento, sia in entrata che in uscita.
Al test con l’utilissimo sistema di compressione/decompressione 7zip i risultati della CPU sia avvalgono anche del buon SSD, rispecchiano quanto visto in precedenza, con valori tra gli 76000/87000 GiPS-Giga/Bilioni d’Istruzioni al Secondo– con un utilizzo RAM inferiore ai 3GB in un test con 10 passaggi.
PassMark Performance pone l’ASUS Vivobook S 15 OLED nel 50esimo percentile, decretando la soluzione video dell’APU scelta da Qualcom con il suo Adreno l’anello più debole dell’intera offerta.
Come detto in precedenza quindi, la presenza di una GPU non all’avanguardia, ha comportato dei risultati in Cinebench che non sono stati capaci di rivaleggiare con altre soluzioni, dovendo soppesare il carico di rendering per questo test, interamente sulla CPU.
Concludiamo i test sintetici con l’ascolto audio di alcuni brani musicali, e troviamo nuovamente più che accettabile l’esperienza uditiva proveniente dalle casse poste nella parte inferiore del laptop. Come sempre nella linea più importante dei prodotti ASUS, gli speakers lineari godono del supporto del gruppo harman/kardmon, e di funzionalità Dolby Atms per la fruizione.
Prestazioni Gaming
Giocare con l’ASUS Vivobook S 15 OLED è un esperienza possibile, ma non consigliata, per molti motivi. Il più grosso limite viene da Windows su ARM; nel corso delle settimane che abbiamo trascorso utilizzando il device, abbiamo riscontrato che alcuni titoli – e nel caso di Xbox Game Pass intere funzioni – non risultano ancora compatibili, impedendoci di giocare a titoli che sul nostro device sarebbero potuti funzionare senza intoppi.
Ma prima di disquisire sulle problematiche, soffermiamoci un attimo per analizzare i risultati sintetici ottenuti con 3DMark, benchmark per eccellenza delle ultime tecnologie 3D, che in questo caso ha svolto i suoi test alla risoluzione nativa del display, 2880 x 1620 pixels, certamente dei valori non adeguati per l’utilizzo effettivo durante il giocato.
Si parte con Fire Strike, la demo prediletta per le soluzioni in DX11, che segna un valore discreto di 6162 punti. Time Spy riporta 1904 punti, mentre Night Raid, la sua versione pensata per dispositivi lite – come è il nostro caso – termina con 26152 punti. Passando quindi alla demo per le librerie DX12, dove l’architettura ARM potrebbe riscontrare i problemi più grossi, con Steel Nomad raggiungiamo solamente i 505 punti e una media di 5.05FPS, mentre nella sua versione Light si raggiungono i 1993 punti con una media di 14.77FPS.
Anche durante i test sintetici, la costruzione del Vivobook S 15, con la sua doppia soluzione di fan, ha permesso al computer portatile di funzionare senza intoppi, non presentando alcun tipo di problema termico, o considerevole rumore, facendo ben sperare per l’effettiva esperienza di gioco con una selezione di titoli scelti sulla base dei risultati ottenuti.
Come accennato in corso di recensione, il più grande nemico per i giocatori su ambiente Windows su ARM è la compatibilità. Alcuni dei giochi da noi provati senza successo sono i seguenti:
Dragon Ball FighterZ
Mafia Definitive Edition
V Rising
League of Legends
Valorant
Doom Eternal
Apex Legends
Come se non bastasse, i possessori di un abbonamento Xbox Game Pass, non potranno in alcun modo scaricare e installare i giochi dall’applicazione del servizio, essendo questa funzione non supportata, dovendo quindi ripiegare interamente sul servizio in Cloud per poter usufruire parzialmente della sottoscrizione. Da questo punto di vista il laptop ASUS non manca comunque d’aiutare l’utente, offrendo un modulo Tri-Band capace di collegarsi a servizi di rete in Wi-Fi 7 e avvalersi della tecnologia Qualcomm FastConnect 7800, per minimizzare le latenze durante il gioco in streaming.
Giocare sull’ASUS Vivobook S 15 OLED non è però impossibile, e quando ha funzionato abbiamo avuto un ottima esperienza, capace di toccare in alcuni titoli anche i 60fps, però in risoluzioni a 720p. Al lancio dei dispositivi Windows su ARM, una selezione di titoli è stata presentata come perfettamente funzionanti, mentre altri sono stati dichiarati non funzionanti. Con nostro stupore abbiamo scoperto che a volte è vero il contrario. A distanza di vari mesi, Resident Evil 2, gioco nella lista dei titoli perfetti, presenta ancora strani artefatti grafici in alcune volumetrie, creando del flickering a schermo. Monster Hunter Rise invece, titolo dichiarato non funzionante, ci ha accompagnati per svariate ore con un granitico framerate, e senza alcun intoppo visivo.
Questo non ci ha portato a credere pienamente alle dichiarazioni di Microsoft sull’effettivo funzionamento di alcuni giochi in ambiente ARM. Abbiamo quindi provato ulteriori titoli, ritrovandoci di fronte a situazioni a dir poco bizzarre. Control, gioco molto esoso in termini di risorse, gira su questo portatile con un framerate intorno ai 50Fps a 720p, mentre un gioco come Yakuza 0, tecnicamente meno dispendioso, ha faticato a mantenere un framerate costante intorno ai 60fps alla medesima risoluzione.
Indagando a fondo sull’esperienza offerta, abbiamo anche appreso della presenza della soluzione Microsoft denominata Super Risoluzione, una sorta di ricostruzione d’immagine unito a dello sharpening, che dovrebbe sfruttare la potenza dell’NPU presente sul laptop, e che è capace di scalare immagini in bassa risoluzione su monitor con risoluzioni maggiori – come il nostro caso -. Purtroppo però abbiamo constatato che l’utilizzo di questa funzione comporta un aumento considerevole di stuttering, rendendo l’uso controproducente, portandoci a disattivare del tutto questa features. Per di più, visto la grande densità poligonale data dall’ottimo pannello OLED, non abbiamo percepito un reale miglioramento dell’immagine, tolto forse un leggero aumento di nitidezza. Ulteriore nota negativa è la completa assenza da parte di Qualcom di nuovi drivers per la sua GPU Adreno, che latitano ormai da maggio del 2024.
Amanti dell’emulazione state ugualmente attenti, perché alcuni emulatori, come RPCS3 o il defunto Ryujinx, non sono compatibili con ARM su Windows, e anche qui le performance potrebbero differire anche drasticamente a seconda del gioco che vorrete provare – principalmente per titoli 3D -, ma non dovreste avere problemi a emulare fino alla sesta generazione di consoles. Il nostro consiglio, dove possibile, è d’installare l’applicazione solo quando disponibile in maniera nativa per architettura ARM.
Commento finale
L’ASUS Vivobook S 15 OLED è certamente un portatile dall’ottimo pedigree, ma tra un eccellente pannello, un design accattivante e una componentistica interna di prim’ordine, si cela l’incertezza del futuro. In questo caso un futuro fatto d’intelligenza artificiale tramite il Copilot di Windows completamente da rivedere, e una nuova architettura – ARM – che purtroppo non sembra completamente integrata con l’ultimo sistema operativo di Redmond.
Con un prezzo a partire da 1200€ per la versione base – e 100€ in più per una versione con il processore da noi provato, lo Snapdragon X Elite, e 32GB di RAM – possiamo consigliare questo dispositivo solo ai più avventurosi disposti a provare qualcosa sulla carta d’innovativo, o a coloro che sono certi della presenza di un aggiornamento ARM per le loro app preferite.
Pur essendo un portatile con ben pochi difetti dal punto di vista della componentistica hardware – Asus sotto questo profilo ha fatto un lavoro eccellente – i principali difetti sono quindi ascrivibili a Microsoft e agli sviluppatori che ancora tardano nell’abbracciare il futuro del computing basato su ARM.
Il publisher Xbox Game Studios ed il team di sviluppo Obsidian Entertainment hanno annunciato l’apertura dei preordini per Avowed, l’action RPG in prima persona in arrivo il prossimo 18 Febbraio.
I preordini digitali sono ora disponibili per Xbox Series e PC via Microsoft Store, Steam e Battle.net. Il titolo verrà distribuito in un totale di tre edizioni: due versioni digitali (una standard, disponibile anche tramite Game Pass, ed una Digital Premium) ed una steelbook fisica (ma senza disco di gioco, bensì unicamente codice di download).
Nel dettaglio, le edizioni avranno i seguenti contenuti e prezzi.
Standard Edition – $69.99 (o al D1 inclusa nell’Xbox Game Pass)
Gioco base
Digital Premium Edition – $89.99
Gioco base
Cinque giorni di early access
Due pacchetti di skin premium
Accesso al digital art book ed alla soundtrack
Premium Edition SteelBook – $94.99
Gioco base sotto forma di codice di download
Cinque giorni di early access
Due pacchetti di skin premium
Accesso al digital art book ed alla soundtrack
Avowed SteelBook
Mappa di gioco
Sarà possibile in ogni momento effettuare l’upgrade alla versione Digital Premium dalla Standard Edition al costo di $24.99.
Ti diamo il benvenuto nelle Terre viventi, un’isola misteriosa ricca di avventure e pericoli. Ambientato nel mondo immaginario di Eora, già presentato ai giocatori nel franchise di Pillars of Eternity, Avowed è un GDR fantasy d’azione in prima persona creato dal premiato team di Obsidian Entertainment.
Il regno di Aedyr, in una terra lontana, ti ha inviato come emissario alle Terre viventi per indagare su una malattia che si sta diffondendo. L’isola, dominata dalla natura selvaggia, pullula di misteri e segreti, pericoli e avventure, scelte e conseguenze. Scoprirai un legame personale con la terra stessa e un antico segreto che minaccia di distruggere ogni cosa. Riuscirai a salvare questa frontiera sconosciuta e la tua anima dalle forze che minacciano di distruggerle?
Approcciarci alla recensione di Dragon Age: The Veilguard ci ha fatto capire come, qualche mese fa, ci siamo sbagliati. Credevamo fortemente infatti che il titolo più controverso della stagione videoludica sarebbe stato Suicide Squad: Kill the Justice League, a causa delle molteplici circostanze legate al suo sviluppo e rilascio. Il risultato finale, in quell’occasione, ci ha ricordato come un’opera debba essere analizzata senza farsi assordare dal brusio di fondo, cercando di analizzare ciò che si ha davanti e non ciò che si sarebbe voluto avere. Abbiamo sottolineato, giudicando il lavoro di Rocksteady, come fosse il prodotto più complesso da recensire non solo dell’anno ma forse dell’intera generazione. Siamo stati forse avventati in tali dichiarazioni, trovandoci oggi a parlare dell’ultimo lavoro firmato BioWare.
The Veilguard è stato circondato, fin dall’annuncio, da una consistente diffidenza a causa di un percepito allontanamento da alcune delle caratteristiche più amate dai fan della saga. Un’estetica differente da quanto visto in Inquisition, un gameplay apparentemente sempre più orientato all’azione, un world building che sembrava rinnegare le origini dark fantasy del franchise. Dubbi, perplessità, campagne di pessimismo dilagante nei confronti di un progetto miracolosamente condotto in porto da BioWare dopo un’odissea di quasi dieci anni. Nel mezzo, avvicendamenti nella direzione del game design, massicci turnover di staff, frammentazione del ciclo di sviluppo a causa delle altrettanto convulse lavorazioni di Anthem e Mass Effect: Andromeda. Oggi cercheremo di approcciarci a questo progetto nel modo più trasparente possibile: accogliendone al contempo le abbaglianti luci e le ombre più tenebrose.
Dragon Age: The Veilguard è disponibile dal 31 Ottobre su PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.
Versione testata: Xbox Series X
Crocevia del Thedas
Dragon Age, nonostante quello che se ne possa dire, non è mai stata una serie così tanto fortunata o quantomeno costante nella propria direzione di game design.
Nel 2009, Dragon Age: Origins rapì ed ammaliò i fan del dark fantasy con un RPG complesso, ricco e stratificato (al netto di una versione PS3 che ancora oggi grida vendetta). Il merito fu anche di un gameplay tanto articolato da essere più vicino al tatticismo che alla ruolistica tradizionale. Tre anni dopo, Dragon Age II rivoluzionò completamente l’impianto ludico della serie svoltando con decisione verso l’azione. Un capitolo controverso (e particolarmente odiato dai fan), la cui buona scrittura veniva messa in discussione da oggettive carenze strutturali di uno sviluppo probabilmente troppo affrettato. Nel 2014 fu la volta di Inquisition, un episodio di ampio respiro che tentava di posizionarsi ludicamente a metà strada tra i primi due capitoli, graziato da un’ottima sceneggiatura. Nonostante un amore non incondizionato da parte del pubblico (complice un ritmo diluito ed un’accentuata ripetività), il terzo Dragon Age riuscì addirittura ad imporsi sulla concorrenza ottenendo il prestigioso premio di GOTY.
In un quadro complessivo di continue rivoluzioni ed un distacco mai colmato con le caratteristiche primigenee di Origins, The Veilguard segna un nuovo capitolo di questa intricata epopea. Un percorso funestato dalle vicende richiamate in premessa e che, addirittura, vedeva il quarto capitolo della serie divenire un game as a service in un frangente del suo cammino di sviluppo. Una circostanza che ha segnato inevitabilmente il lavoro di BioWare, costretta a dover riconvertire il titolo verso il single player, per un case study di interessante ingegneria inversa. Nei dieci anni trascorsi da Inquisition, quante cose saranno cambiate per giungere a The Veilguard?
Una domanda che si pone alla base anche della premessa narrativa della produzione. Dopo circa un decennio dagli eventi narrati nel precedente capitolo, il menzognero Solas (rivelatosi in realtà la malvagia divinità elfica conosciuta come Dread Wolf) intende perseguire la sottomissione del mondo abbattendo il Velo, una barriera mistica che divide e protegge il mondo reale da una mistica dimensione ostile. Il coraggioso Varric Tethras ed il novellino Rook sono sulle tracce del sordido avversario ma le cose vanno terribilmente male. Nonostante un eroico intervento atto ad interrompere il rituale di Solas, il risultato finale porta alla liberazione di divinità antiche ben più terrificanti e pericolose. Di fronte ad una crisi senza precedenti, gli eroi dovranno reclutare un manipolo di guerrieri impavidi per scongiurare la minaccia.
The Veilguard segna diversi punti di rottura rispetto al passato, soprattutto nel tono della narrazione. Se gli eventi sono interessanti e significativi in termine di lore, lo storytelling assume connotati differenti anche a causa di dialoghi meno inclini al pathos rispetto al passato. Il plot è indubbiamente interessante, così come il cast dei personaggi (forse uno dei prodotti BioWare dove godono del maggior focus), ma il ritmo arranca soprattutto nelle fasi iniziali. Il risultato è un primo impatto decisamente spinoso, aggravato da una contestuale linearità a tratti esasperante. Anche il peso delle decisioni, nella fasi iniziali, viene percepito come poco impattante. A ben vedere, esso è stato effettivamente alleggerito rispetto al passato, pur se anche qui è possibile incappare in nefaste conseguenze o sviluppi inattesi.
Fortunatamente, la produzione BioWare riesce a guadagnare momentum, a crescere sensibilmente (superata la prima decina di ore), ad aprirsi e regalare una grande avventura grazie soprattutto ad una fase finale davvero esaltante.
Here I am, Rook you like a hurricane
Strutturalmente, The Veilguard insegue le stesse riflessioni perseguite da BioWare nel passaggio tra il primo ed il secondo Mass Effect.
L’esplorazione è demandata ad un susseguirsi di aree lineari con mappe aperte. Nella zona nord del Thedas potremo dunque esplorare paludi, città, boschi, rovine antiche e molto altro. Ciascuna di esse contiene una grande abbondanza di punti di interesse. Oltre alla vostra missione principale, troverete tempo per dedicare attenzione agli archi di ciascun companion, di appoggiare le fazioni che incontrete, di esplorare le ambientazioni in cerca di segreti, enigmi da risolvere ed equipaggiamenti. Si tratta di un mondo di gioco meno dispersivo di quello visto in Inquisition, a volte incline ugualmente al backtracking, ma non per questo meno ricco di attività e contenuti (parliamo di oltre cento ore per fare tutto).
Il sistema di combattimento ha fatto un ulteriore passo verso l’action a scapito delle origini più strategiche della serie.
Dove c’è stata una grande rivoluzione è invece nel sistema di combattimento. Per la quarta volta Dragon Age cambia pelle, puntando verso un equilibrio più vicinio a quello degli action adventure. Sempre più lontani sono i tatticismi raffinati di Origins, viceversa si palesa una ispirazione concreta da alcune suggestioni di Final Fantasy XVI (e perché no, anche del God of War norreno).
Rook, l’alter ego completamente personalizzabile del giocatore, è l’unico personaggio sul quale esercitare un controllo diretto. Dopo aver scelto una delle tre classi principali, Veilguard permette di personalizzare il proprio stile di combattimento sviluppandosi all’interno delle specializzazioni di un albero delle abilità. Il sistema è rapido ed eclettico, malleabile a seconda delle circostanze ed incline alle attenzioni difensive tramite parry e contrattacchi. Gli altri membri del party possono essere comandati solo indirettamente, attraverso una pausa tattica che permette di pianificare alcune sequenze di attacco per sfruttare al meglio debolezze elementali ed alterazioni di status. Il risultato finale è davvero divertente e vario, ma con un’avvertenza. Vi consigliamo caldamente di selezionare una difficoltà più impegnativa dello standard. Poiché infatti solo ad alti livelli abbiamo potuto apprezzare le finezze del combat system, le peculiarità di ciascuna build nonché la sfida degli scontri più ardui.
Si tratta di una caratteristica che farà storcere il naso ai fan del primo capitolo? Non lo mettiamo in dubbio, visto quanto si allontana dal titolo del 2009 (come han fatto anche tutti gli altri capitoli della saga). Ma nondimeno sarà apprezzato dai fan degli action RPG.
Aumentate la difficoltà per gustarvi una buona sfida.
Corsi e ricorsi
Anche artisticamente The Veilguard non si nasconde dietro ad un dito e compie delle scelte coraggiose rispetto ai capitoli precedenti.
Al netto di ambientazioni sempre ispirate (e che continuano ad offrire inquietanti scorci di dark fantasy, in talune circostanze), il cambio di rotta stilistico è innegabile, così come l’utilizzo di una palette cromatica più accesa e meno plumbea. Siamo nell’ambito della soggettività più sfrenata, pertanto è difficile sostenere una posizione piuttosto che l’altra. Sicuramente The Veilguard ha deciso di osare abbandonando alcuni suoi tratti estetici distintivi in favore di un gusto più “ordinario”, ma non per questo necessariamente meno piacevole.
Il merito è soprattutto del comparto tecnico del quarto Dragon Age. Ci troviamo di fronte ad uno dei titoli meglio ottimizzati nella storia di BioWare, grazie ad un sapiente utilizzo del Frostbite engine. Entrambe le opzioni grafiche disponibili su Xbox Series X permettono di preferire con buoni risultati la qualità grafica (accettando i 30 FPS) alla fluidità maggiore (con 60 FPS tendenzialmente stabili). Non un risultato banale o scontato, soprattutto dopo il travagliato percorso di sviluppo. Impossibile poi non segnalare la splendida resa dei capelli dei personaggi, che incanta con un comportamento ed una resa visiva con pochissimi pari nell’industria videoludica. Ciliegina sulla torta di una ottima presentazione, la colonna sonora con una composizione orchestrale di prim’ordine.
Esteticamente qualcosa è cambiato, ma i frangenti evocativi non mancano.
Arrivati a questo punto, è ferma la necessità di dover tirare le somme. The Veilguard può essere considerato un buon titolo? Come riflettevamo nell’ambito della recensione di Metaphor: ReFantazio, è complesso stabilire se e quanto un RPG può sostenere la prova del tempo, dopo entusiasmi (o delusioni) iniziali. Molto semplice è definire un titolo un capolavoro o una cocente delusione, così come perdersi in disquisizioni tematico-sociali, perdendo di vista quella che dovrebbe essere una pura e semplice valutazione di un titolo.
Il quarto capitolo di Dragon Age mostra i segni di uno sviluppo turbolento e contraddittorio, che ha quasi rischiato di far naufragare miseramente la serie (ed un pò la stessa BioWare). A torto o a ragione, compie delle scelte (ludiche e non) che potrebbero alienare i fan di vecchia data. Ma ogni decisione è figlia di un innegabile sforzo produttivo nei confronti di un progetto complesso, ripreso per i capelli e portato a maturazione. Il risultato finale è, a nostro avviso, un ottimo titolo capace di rivelarsi a tratti evidentemente incoerente (come lo è sempre stata saga) ed a tratti semplicemente eccezionale (soprattutto accettandone le peculiarità). Ai posteri l’ardua sentenza se The Veilguard verrà ricordato come un passo falso o un titolo che, in fin dei conti, ce l’ha fatta.
Commento finale
The Veilguard è un titolo incredibilmente complesso da valutare, nelle more di un contesto di lancio particolarmente elettrico. Da un lato ci sono le oggettive rinunce compiute da BioWare nei confronti di alcune caratteristiche amate dai fan della serie. Dall’altro, non si può non evidenziare la validità del lavoro svolto dal team di sviluppo, capace di salvare un prodotto che negli anni è stato ad un passo dall’oblio eterno. Potrebbe non piacere, potrebbe far infuriare i fan di lunga data e potrebbe deludere chi cercava un titolo simile ai fasti mai replicati di Origins. Tuttavia, per coloro che sapranno apprezzare quanto di buono presente, l’ultimo Dragon Age sarà un’avventura divertente e longeva, con uno dei migliori crescendo nella storia della software house canadese.
Come ogni giovedìEpic Games Store regala uno o più giochi gratuiti per il nostroPC, questa settimana riscopriamo i classici di una delle serie più amate di sempre con Castlevania Anniversary Collection e aiutiamo dei buffi animali a saziare il loro appetito in Snakebird Complete!
La leggendaria serie action platformer di Konami rivive in una raccolta dei suoi più grandi titoli 2D in Castlevania Anniversary Collection. Viviamo le avventure dei cacciatori di vampiri della famiglia Belmont attraverso i grandi classici dell’era NES, SNES, e Game Boy, scoprendo anche il titolo Kid Dracula, nella sua prima apparizione fuori dal territorio giapponese.
Snakebird Complete è la versione definitiva di un puzzle game 2D che ci chiede d’aiutare strani ibridi colorati uccello-serpente, a riempirsi la pancia di succosi frutti, guidandoli attraverso intricati livelli ispirati dalla natura selvaggia. Con oltre 120 rompicapi, e la possibilità d’usare aiuti per risolvere gli enigmi, aiutare i ghiotti pennuti sibilanti è alla portata di tutte le età!
Potete fare vostri Castlevania Anniversary Collection e Snakebird Complete solo sull’ Epic Game Store, creando un account -in caso non l’aveste ancora fatto- e seguendoi corrispettivi link ai giochi.Non fatevi sfuggire quest’offerta, che scadrà alle ore 17:00 digiovedì 21 novembre.
E non perdetevi le live sul nostro canale ufficiale Twitch di 4News.it, in onda ogni giovedì alle 18:30, per scoprire assieme a Edoardo “SamaelBecks” Bechis cosa ci propongono questi, e altri titoli gratuiti nella rubrica #GiochiXPovery.
Quando si tratta di cuffie da gioco, oggigiorno, non c’è molto che un’azienda possa fare per distinguersi. Offrire un suono di alta qualità, una connettività soddisfacente e poliedrica e una buona durata della batteria sono sicuramente dei fattori determinanti, ma i consumatori, anno dopo anno, diventano sempre più esigenti soprattutto per quanto riguarda le funzionalità extra che un prodotto possa difatti offrire. Dopo le Stealth 600 Gen 3e Stealth 500Gen 3della scorsa estate, Turtle Beach torna nuovamente a far parlare di se grazie alle Stealth 700 Gen 3, le nuove cuffie wireless dell’azienda americana – almeno sulla carta – dovrebbero soddisfare tutti i requisiti previsti e più ricercati dai videogiocatori. Con aggiornamenti che includono una durata della batteria migliorata, trasmettitori CrossPlay Dual da 2,4 GHz e impressionanti driver Eclipse Dual da 60 mm, le Stealth 700 Gen 3 potrebbero essere fra le migliori cuffie da gioco dell’attuale generazione.
Le Turtle Beach Stealth 700 Gen 3 sono disponibili in tre colori: Nero, Blu Cobalto e Bianco. Tuttavia, il Blu Cobalto è disponibile solo per la versione Xbox, mentre il Bianco è disponibile solo per chi possiede una console PlayStation. Le cuffie hanno un costo di € 199,99.
Specifiche tecniche
Cuffie
Connettività: Senza fili, Bluetooth
Doppio driver Eclipse da 60 mm
Risposta in frequenza: 20Hz – 20kHz
Microfono
Uni-Direzionale, Flip-to-Mute
Padiglioni auricolari
Materiale del cuscino auricolare: Tessuto, Similpelle ibrida e Memory foam
Batteria
Polimeri di litio ricaricabile
Confezione di vendita
Cuffie da gioco Stealth 700
Due trasmettitori wireless USB Crossplay
Cavo di ricarica da 0,7 m (da USB-A a USB-C)
Guida rapida
Design e qualità costruttiva
Ciò che ha sempre catturato la nostra attenzione della serie Stealth (e più in generale di Turtle Beach), è la cura nel design. Come avevamo già avuto modo di raccontarvi anche nella nostra recensione delle Atlas Air, Turtle Beach continua a spostare l’asticella in avanti su ciò che possiamo aspettarci dalle cuffie da gioco. Nel caso delle Stealth 700, questa ultima generazione ha visto alcuni notevoli miglioramenti in termini di design rispetto alle iterazioni precedenti. Un design rotondeggiante e senza tanti fronzoli (elegante e moderno) – privo addirittura di illuminazione RGB – che vede l’inclusione di elementi in metallo e di una fascia in plastica che aiutano a creare una cuffia più robusta (rispetto al passato in cui si percepiva una qualità non propriamente eccelsa). Anche la connessione girevole tra la fascia e i padiglioni auricolari vede un bel aggiornamento, consentendo di posizionare comodamente le cuffie attorno al collo quando non sono in uso o di appiattirle direttamente per riporle in un cassetto o zainetto. E sono anche molto comode da indossare (anche per chi indossa gli occhiali), grazie ai padiglioni auricolari realizzati in un ibrido in similpelle, tessuto e con la sempreverde imbottitura in memory foam. L’archetto regolabile assicura una vestibilità sicura e personalizzata, riducendo al minimo i punti di pressione. Chi ha dimensioni della testa o delle orecchie più grandi potrebbe però sentirsi leggermente più stretto. Una piccola cosa che vogliamo sottolineare, però, è il peso complessivo delle cuffie. Il supporto a varie funzionalità wireless con una batteria più capiente e materiali di buona qualità, hanno aggiunto inevitabilmente un po’ di peso extra alla configurazione (parliamo di 410 g). C’è da dire che Turtle Beach sembra aver fatto un lavoro brillante in termini di bilanciamento nell’alleviare questo problema con i suoi cuscinetti auricolari super comodi e il design generalmente ergonomico, ma se siete particolarmente sensibili al peso delle cuffie durante il gioco, è qualcosa che vale la pena tenere a mente (e forse pensare di orientarsi verso opzioni di cuffie più leggere).
Connettività
Le nuove cuffie di Turtle Beach sono dotate di due trasmettitori wireless USB, consentendo un cross-play/passaggio fluido tra la console e il PC con la semplice pressione di un pulsante. Per chi usa quotidianamente entrambi i sistemi, è un bel modo per ridurre le perdite di tempo nel rimuovere il dongle da una porta USB per reinserirlo nell’altra e viceversa. Il passaggio da una sorgente all’altra ha funzionato senza intoppi di sorta. Anche il processo di sincronizzazione iniziale non ha richiesto tempo su console o PC, con quest’ultimo che offre supporto aggiuntivo tramite la suite software Swarm II (disponibile per PC, iOS e Android). Un altro aspetto che ci ha davvero sbalordito è lo scambio di profili, che avviene automaticamente quando si cambia sorgente. I pulsanti programmati e le impostazioni del profilo si scambiano automaticamente, il che è un plus da non sottovalutare. Si tratta di funzionalità semplici ma che cambiano radicalmente le carte in tavola facendo sì che le Stealth 700 siano le uniche cuffie da gioco di cui avrete bisogno.
Come il suo predecessore, Stealth 700 Gen 3 supporta la connettività wireless e Dual Source Bluetooth a 2,4 GHz simultanea. In sostanza, questa tecnologia consente di connettersi e usare un dispositivo Bluetooth mentre si è contemporaneamente connessi a uno dei due trasmettitori wireless da 2,4 GHz. Siamo riusciti ad ascoltare la nostra playlist su Spotify dallo smartphone o di stare in chiamata su Discord durante una sessione diD&D, mentre ascoltavamo l’audio del gioco su PlayStation 5. Il tutto funziona incredibilmente bene senza ritardi o salti.
I padiglioni auricolari ospitano altresì controlli del volume separati per ogni dispositivo in modo da poter controllare i livelli indipendentemente dall’altro. Concentrandoci per un momento sui padiglioni auricolari, Turtle Beach ha scelto di dare ai giocatori un’impressionante quantità di controllo direttamente dall’hardware. Sotto i padiglioni auricolari, infatti, c’è un elenco di controlli e pulsanti assegnabili per migliorare la propria esperienza di gioco. I principali tra questi sono la nuova rotella mappabile e il pulsante modalità. Questi possono essere modificati utilizzando l’app companion Swarm II di Turtle Beach. Il pulsante modalità (mode) consente di selezionare i preset EQ, gestire i controlli multimediali su PC, attivare il noise gate e abilitare il chat boost. Allo stesso modo, la rotella mappabile può comporre il proprio mix di gioco/chat, il monitoraggio variabile del microfono (sidetone), i livelli di boost dei bassi e degli alti e il noise gate. Sul padiglione sinistro troviamo anche la porta di ricarica e il pulsante di accensione.
Qualità del suono
Anche la qualità del suono è incredibile sulle Turtle Beach Stealth 700 Gen 3 grazie ai driver Dual Eclipse da 60 mm. Si tratta di alcuni dei driver più grandi equipaggiabili da una cuffia da gioco, progettati con un woofer e un tweeter distinti per separare le frequenze basse da quelle alte in modo tale da migliorare notevolmente i dettagli audio rispetto ai driver tradizionali. Questi, sono in grado di offrire uno spettro sonoro robusto, ricco e immersivo pur mantenendo i dialoghi distinti e chiari. Dalle sottili sfumature dei suoni ambientali all’impatto esplosivo degli spari, l’audio è ricco e dettagliato. I bassi sono profondi e incisivi, aggiungendo un livello soddisfacente all’esperienza di gioco. Alcuni potrebbero trovare il profilo sonoro leggermente appesantito sui bassi, ma grazie all’app Swarm II, è possibile regolarlo a proprio piacimento. Giocare adHorizon Forbidden West su PC, ad esempio, ha fatto si che le Stealth 700 Gen 3 ci avvolgessero con tutti qui piccoli effetti sonori che lo contraddistinguono, esplosioni roboanti e con una nitidezza dei dialoghi sublime. Le cuffie – in generale – eccellono nel fornire un’esperienza audio cinematografica, in particolare nei giochi con colonne sonore immersive (come God of War: Ragnarök e Senua’s Saga: Hellblade II). Il palcoscenico sonoro è ampio, consentendo di individuare la posizione dei suoni nell’ambiente virtuale. La simulazione del suono surround 7.1, pur non essendo una vera esperienza di suono surround, aggiunge profondità e immersione all’audio. Advanced Superhuman Hearing, infine, offre lo stesso grande vantaggio sul campo di battaglia di Superhuman Hearing, ma ora con un’ulteriore possibilità di regolazione. Nell’applicazione Swarm II è possibile scegliere tra tre diversi livelli preimpostati e regolare l’intensità di Superhuman Hearing, per ottenere il suono perfetto per un’ampia gamma di giochi.
Microfono
Una caratteristica di design che è stata ripresa dalla Gen 2 è il microfono flip-to-mute. Proprio come nella generazione precedente, quando non è in uso, il microfono viene alloggiato nella parte anteriore del padiglione auricolare, fondendosi quasi perfettamente con lo stesso. È un ottima scelta di design e uno dei metodi di silenziamento più funzionali disponibili. Il microfono unidirezionale flip-to-mute è relativamente discreto e utilizza l’algoritmo AI Noise Reduction di Turtle Beach per ridurre i suoni indesiderati. Vi lasciamo alla nostra prova microfono:
App
Con l’app Swarm II di Turtle Beach, l’utente può personalizzare le modalità di ascolto. Le cuffie – pur avendo un suono di default a dir poco fantastico – supportano anche la personalizzazione dell’EQ per coloro che preferiscono ricercare e settare un profilo audio specifico. L’EQ presenta 10 bande e cinque preset EQ.
Durata della batteria
La durata della batteria è uno dei più grandi aggiornamenti che Turtle Beach ha apportato alle Stealth 700 Gen 3. Nei nostri test, le Stealth 700 Gen 2 sono durate – passando da una connettività all’altra e ad un volume medio – quasi ottanta ore, quindi in linea con quanto dichiarato dal produttore. Il nuovo modello supporta anche la ricarica rapida, con una carica di 15 minuti si avranno a disposizione ben tre ore di riproduzione. La durata della batteria delle cuffie è semplicemente eccellente. Probabilmente dureranno così a lungo che vi dimenticherete di caricarle. Se ciò dovesse accadere, la funzione di ricarica rapida è un salvavita che vi permetterà di tornare rapidamente nelle vostre sessioni di gioco.
Commento finale
Nel complesso, quindi, le Turtle Beach Stealth 700 Gen 3 sono delle cuffie da gioco a dir poco eccellenti. Non sono certamente fra le più economiche sul mercato, parliamo comunque di 199,99 € ma se si considerano le caratteristiche delle cuffie e i grandi miglioramenti che portano con se con la terza generazione, il prezzo è più che corretto e sicuramente anche piuttosto competitivo rispetto ad altre opzioni disponibili. Se siete alla ricerca di cuffie caratterizzate da una eccellente durata della batteria, trasmettitori CrossPlay Dual da 2,4 GHz che permettono di switchare tra console e PC e viceversa, impressionanti driver Eclipse Dual da 60 mm per un suono ricco ed immersivo ed un buon comfort, allora queste Stealth 700 Gen 3, fanno senz’altro al caso vostro.
Rebellion Developments ha confermato che il survival action game Atomfall arriverà il 27 Marzo 2025 per PlayStation 5, Xbox Series, PlayStation 4, Xbox One e PC via Steam, Epic Games Store e Microsoft Store. Il titolo sarà inoltre disponibile dal lancio per tutti gli abbonati al Game Pass Premium.
L’annuncio arriva assieme ad un nuovo trailer, nonché ai dettagli relativi alle edizioni prenotabili. Previsto nelle edizioni standard e Deluxe (da 59,99 dollari e 79,99 dollari), la prima sarà disponibile sia fisicamente tramite Fireshine Games che in formato digitale mentre la seconda esclusivamente solo in formato digitale. L’edizione Deluxe includerà il gioco base, il contenuto scaricabile “Enhanced Supply Bundle” (variante esclusiva della pistola, skin per il metal detector e aggiornamenti per il personaggio), tre giorni di accesso anticipato al gioco e l’accesso al contenuto scaricabile “Story Expansion”. I preordini di entrambe le edizioni includono il contenuto scaricabile “Basic Supply Bundle” (variante esclusiva dell’arma da mischia, cache di bottino aggiuntive e una ricetta di oggetti).
Atomfall, un gioco d’azione e di sopravvivenza ispirato a eventi della vita reale, è ambientato cinque anni dopo il disastro nucleare di Windscale nel nord dell’Inghilterra.
Esplora la zona immaginaria di quarantena, rovista, crea, baratta, combatti e scendi a patti in una campagna britannica piena di personaggi bizzarri, misticismo, sette e agenzie governative corrotte.
Creato da Rebellion, lo studio che ha dato vita a Sniper Elite e Zombie Army, Atomfall ti sfiderà a risolvere l’oscuro mistero di ciò che è realmente accaduto.
Mistero guidato dal giocatore: scopri un arazzo di narrazioni intrecciate attraverso l’esplorazione, la conversazione, l’investigazione e il combattimento, dove ogni scelta che fai ha delle conseguenze.
Esplora questa terra verde e sgradevole: la pittoresca campagna britannica, con dolci colline, valli verdeggianti e villaggi rurali nasconde i pericoli che ti aspettano.
Rovista, saccheggia, sopravvivi: dovrai cercare provviste, fabbricare armi e oggetti e combattere disperatamente per sopravvivere!
Combattimento disperato: poiché le armi e le munizioni scarseggiano, in ogni frenetico scontro dovrai unire abilità di tiro e feroce combattimento corpo a corpo. Mantieni la calma per mantenere una mira stabile e assicurati di avere l’energia necessaria per afferrare la mazza da cricket e sferrare il colpo letale.
Ambientazione verdeggiante e sgradevole: la pittoresca campagna britannica, con dolci colline verdi, valli rigogliose e villaggi rurali, nasconde dei pericoli. Esplora rovine controllate da sette, grotte naturali, bunker nucleari e altro ancora mentre esplori questo mondo denso e minaccioso.
Windscale reinventato: una rivisitazione fittizia di un evento del mondo reale, Atomfall trae spunto dalla fantascienza, dall’horror popolare e dagli effetti della Guerra Fredda per creare un mondo che è inquietantemente familiare, ma completamente alieno.
In uno scoop riportato da Entertainment Weekly, sembra confermato che la cantante ed attrice Lady Gaga si unirà al cast della seconda stagione di Mercoledì.
Un ingresso di assoluto interesse nel cast di una delle serie di maggior successo di Netflix, ironicamente divenuta virale anche grazie al famoso balletto della protagonista interpretata da Jenna Ortega sulle note di Bloody Mary (proprio della cantautrice statunitense).
Non sono disponibili ulteriori dettagli sul ruolo interpretato, se non che sta partecipando alle riprese della seconda stagione proprio in questo periodo in Europa.
Nel cast della serie saranno altresì presenti Emma Myers, Luis Guzmán e Catherine Zeta-Jones oltre agli ingressi di Steve Buscemi, Billie Piper e Christopher Lloyd.
Mercoledì 2 arriverà in esclusiva per gli abbonati Netflix nel corso del 2025.
Nell’ambito di una intervista rilasciata a Bloomberg, l’amministratore delegato di Microsoft Game Studios Phil Spencer ha condiviso dichiarazioni importanti sul futuro di Xbox.
Molteplici gli spunti analizzati dal dirigente statunitense, che è passato dall’analisi della sostenibilità del business fino a dichiarazioni interessanti sui futuri progetti multipiattaforma.
Dopo aver rilasciato il primo lotto di giochi Xbox per PlayStation e Nintendo Switch, nonché in vista del lancio di Indiana Jones e l’antico Cerchio anche su PS5 il prosismo Aprile, Spencer si è dichiarato soddisfatto dei risultati. Non solo. L’amministratore delegato ha infatti sostenuto che non esistono linee rosse nel portfolio Xbox che delimitino franchise off limits, aprendo di fatto alla possibilità di assistere in futuro ad ulteriori esclusive Microsoft in arrivo su piattaforme dei competitors.
Tra le altre succose informazioni rilasciate, Spencer ha confermato i lavori in corso su una console portatile. Tuttavia si tratta di un progetto ancora in fase di definizione, distante ancora diversi anni.
In ottica di analisi del mercato, Spencer ha altresì affermato che dopo i dolorosi recenti licenziamenti il business si trova adesso in una condizione migliore e più sostenibile. Nondimeno, ha dichiarato che Xbox è sempre interessata ad ulteriori acquisizioni (anche di nuove tecnologie), laddove si creassero le giuste condizioni od oppurtunità.
L’attesissima serie TV ispirato al capolavoro creato da Ridley Scott nel 1979, Alien arriverà nel 2025 e si intitolerà Alien: Earth. Dopo il successo del film prequel di Predator, Prey nel 2022 e di Alien: Romulus questa estate, Disney e 20th Century Studios hanno iniziato a sviluppare altri progetti basati sui franchise di Alien e Predator, che arriveranno sia in TV che al cinema.
Alien: Romulus si svolge tra il primo e il secondo film originale, in un futuro lontano. La serie TV Alien del regista e scrittore Noah Hawley porterà sul “Pianeta Blu” lo Xenomorfo, l’essere perfetto. Questa idea è stata quasi la base per Alien 3 di David Fincher, e i due film Alien vs. Predator, rispettivamente pubblicati nel 2004 e nel 2007, l’hanno esplorata. Ma l’obiettivo qui è onorare il DNA del franchise di Alien in un’ambientazione diversa, continuando a percorrere e a narrare alcune delle tematiche e degli elementi che Ridley Scott ha tentato di trattare nei due prequel, piuttosto divisivi, Prometheus del 2012 e Alien: Covenant del 2017.
La serie TV Alien di FX è in lavorazione da un po’ di tempo ormai, essendo stata annunciata per la prima volta a dicembre 2020, ma le cose hanno davvero iniziato a scaldarsi quest’anno, con le riprese che stanno ufficialmente giungendo al termine. Inoltre, i fortunati spettatori che sono andati a vedere Romulus hanno potuto dare un’occhiata in anteprima al trailer ufficiale di Alien: Earth, che è stato condiviso qualche giorno fa al grande pubblico. Potete guardarlo qui sotto:
Da quanto sappiamo finora, la serie dovrebbe essere una vera e propria delizia per i fan di Alien, con il regista di Alien, Ridley Scott, coinvolto nel progetto come produttore esecutivo. Oltre a questo, il creatore della serie Noah Hawley ha dichiarato che, sebbene il film sia ambientato tre anni prima di Prometheus, manterrà l’estetica di Alien e Aliens. Ma non aspettatevi di vedere imitazioni dell’iconica Ellen Ripley, perché anche se la serie avrà una protagonista femminile, sarà completamente diversa rispetto a quanto vistosi prima. Per chi conosce – lavorativamente parlando – Noah Hawley, sa benissimo che non scherza quando si tratta di violenza (vedasi Fargo) e che il viaggio di Alien: Earth sarà piuttosto spaventoso.
La trama
Sfortunatamente, non si sa molto sulla trama di Alien: Earth. Tuttavia, sappiamo che la prossima serie TV sarà un prequel dell’Alien originale del 1979. La nuova serie TV di Alien si svolgerà 30 anni prima che Ellen Ripley incontri il suo primo Xenomorfo sulla Nostromo sfortunatamente atterrata su LV-426.
Secondo la sinossi ufficiale: “Quando una misteriosa astronave atterra sulla Terra, una giovane donna (Sydney Chandler) e un gruppo eterogeneo di soldati tattici fanno una scoperta fatale che li mette faccia a faccia con la più grande minaccia del pianeta”. Il personaggio di Chandler, Wendy, è una donna (meta-umano) che ha le fattezze di un adulto e la coscienza di una bambina. Timothy Olyphant interpreta Kirsh, il mentore e allenatore sintetico di Wendy.
È ambientato anche qualche anno prima del film Prometheus, che ha avuto luogo nel 2093. In Prometheus, vediamo diversi scienziati viaggiare sul pianeta LV-223, nella speranza di scoprire le origini dell’umanità dopo aver scoperto una mappa stellare. Tuttavia, invece, scoprono i resti di antiche civiltà che stavano creando armi biologiche e si ritrovano nel sistema Zeta2 Reticuli (ovvero la stessa zona dello spazio in cui l’equipaggio di Ripley è andato e ha accidentalmente riportato a bordo della loro nave un alieno Xenomorfo).
Tuttavia, Alien: Earth non colmerà i vuoti nella timeline di Alien, poiché è ambientato sulla Terra. Come riportato da Deadline, sarà incentrato sulla corsa della Weyland-YutaniCorporationper sviluppare la vita robotica. Sembra che la serie esplorerà in profondità i synth dell’universo di Alien, affrontando la questione dell’intelligenza artificiale e i confini sempre più sfumati tra vita artificiale e umana. Ciò non sta a significare che non vedremo Xenomorfi.
Gli inquietanti extraterrestri faranno la loro apparizione; come ha rivelato Hawley a Deadline: le creature saranno presenti nel prossimo show e faranno un ingresso agghiacciante. Hawley ha aggiunto che: “Non posso dirvi in quali circostanze lo vedrete, ma lo vedrete, e chiuderete la porta a chiave quella notte“.
Il regista ha poi dichiarato, pur astenendosi dall’entrare nei dettagli, che la creatura apparirà diversa da quella che abbiamo visto prima, ma manterrà comunque la stessa silhouette, definendo quel dettaglio “sacrosanto”. Hawley ha aggiunto: “Ma alcuni degli elementi che conosciamo, qualunque sia l’ospite, determinano la creatura finale. Volevo solo giocarci un po’ per renderla spaventosa come dovrebbe essere”.
Non possiamo nemmeno immaginare quale forma mostruosa possa assumere uno Xenomorfo terrestre, ma ci piacerebbe comunque vederlo, quindi restiamo in attesa di ulteriori dettagli sulla trama.
Il cast
Il cast di Alien: Earth è pieno di star che sono apparse in alcuni dei migliori programmi TV in circolazione, come Game of Thrones, Shadow and Bone e Fargo. Potreste riconoscere nomi come Timothy Olyphant (che ha recitato in serie come The Mandalorian e Scream 2) o Alex Lawther (visto in The Last Duel e Andor).
Di seguito la lista completa del cast di Alien: Earth:
Sydney Chandler nel ruolo di Wendy
Alex Lawther nel ruolo di CJ
Samuel Blenkin nel ruolo di Boy Kavalier
Essie Davis nel ruolo di Dame Silvia
Adarsh Gourav nel ruolo di Slightly
Kit Young nel ruolo di Tootles
Timothy Olyphant nel ruolo di Kirsh
Davide Risdahl
Babou Ceesay
Gionata Ajayi
Erana James
Giglio Newmark
Ciao Camille
Adriano Edmondson
Moe Bar-El
Sandra Yi Sencindiver
Quando uscirà?
Alien: Earth sarà disponibile il prossimo anno, probabilmente nella prima metà del 2025. Allo stato attuale, ci si aspetta che Alien: Earth duri più di una stagione, dato che il capo di FX John Landgraf ha dichiarato di essere “piuttosto ottimista” sullo show di Hawley: “Con Alien: Earth vogliamo che si concentri sulla scrittura di almeno due stagioni prima di tornare a una possibile sesta stagione di Fargo”.
[AGGIORNAMENTO] – Alien: Earth (Alien: Pianeta Terra), arriverà nel corso dell’estate 2025, quindi in linea con le voci che già circolavano. A differire, rispetto a quanto trapelato in queste settimane, è la linea temporale. Il nuovo teaser trailer (visionabile in calce) ha svelato che la trama di Alien: Pianeta Terra avrà luogo infatti nel 2120, ben dopo Prometheus e solo due anni prima dello sfortunato incidente della Nostromo. “Nel 2120, la Madre Terra è in attesa”, dice la voce fuori campo del trailer, prima che entrino in scena i suoni e le immagini inquietanti degli Xenomorfi. Cosa sta a significare quanto vistosi nel breve trailer? Diverse le teorie a riguardo fra cui la possibilità che la serie mostri la Nostromo mentre lascia la Terra, o vada ad approfondire come la Weyland-Yutani abbia scoperto gli Xenomorfi.
Creare un posizionamento solido nel B2B significa costruire una reputazione che possa parlare di competenza, affidabilità e unicità. Non basta solo offrire un prodotto o un servizio di ottima qualità, perché è necessario anche comunicare in maniera efficace il valore del brand, distinguendosi dai competitor e diventando un punto di riferimento nel settore. Questa attività richiede una strategia ben definita, coerenza e una forte comprensione delle esigenze del target di riferimento. La capacità di differenziarsi diventa una delle leve più potenti per il successo.
Chi può supportare nella scelta del brand
Per ottenere un posizionamento efficace, è essenziale affidarsi a professionisti che comprendano il mercato B2B e le dinamiche del web marketing. Parklab è una di queste agenzie: specializzata nella realizzazione di siti web, e-commerce, gestione delle pagine social e posizionamento dei brand, offre anche servizi di copywriting SEO e grafica. L’esperienza nel settore rende questa agenzia un partner ideale per chi cerca di dare al proprio marchio una visibilità autentica e di valore.
La consulenza permette di sviluppare strategie personalizzate, costruite sulla base delle specifiche esigenze del cliente e delle caratteristiche del settore di appartenenza. Nel contesto B2B, in cui le relazioni professionali e la fiducia sono essenziali, è importante poter contare su un partner affidabile che si occupi dell’immagine online e offline.
Definire l’identità del brand
Il primo passo per posizionare un brand è la definizione dell’identità. Cosa rende un brand diverso dagli altri? Perché i clienti dovrebbero scegliere proprio un marchio invece che un altro? Rispondere a queste domande è fondamentale per creare una comunicazione coerente e forte. Ogni brand rappresenta una storia unica e per questo motivo bisogna raccontarla in modo avvincente.
L’identità deve rispecchiare i valori dell’azienda, evidenziare i benefici concreti per i clienti e costruire un legame che possa durare nel tempo. È essenziale la coerenza tra l’identità e le promesse fatte ai clienti: ogni elemento del brand, dal logo alla comunicazione, deve riflettere ciò che l’azienda rappresenta.
Il processo di definizione dell’identità richiede una profonda riflessione sui valori e sugli obiettivi dell’azienda, oltre che una conoscenza precisa del target di riferimento. Solo in questo modo sarà possibile costruire un brand capace di entrare in sintonia con il proprio pubblico e di rispondere alle sue aspettative.
La comunicazione è lo strumento principale per creare e trasferire valore nel mercato B2B. Per costruire fiducia e autorevolezza, è possibile predisporre contenuti di qualità, sia per quanto riguarda gli articoli sul blog che in riferimento ai post sui social o alle guide pratiche.
Il contenuto deve essere pensato per rispondere alle esigenze specifiche del pubblico: offrire soluzioni, condividere analisi, dare suggerimenti utili. Un linguaggio semplice e diretto, privo di tecnicismi, aiuta a raggiungere una platea più ampia, creando una relazione più stretta con il target. Il content marketing rappresenta una delle strategie più efficaci per differenziarsi nel mercato B2B.
Mettere a disposizione contenuti informativi e di valore, infatti, permette di posizionarsi come esperti del settore e di guadagnare la fiducia dei potenziali clienti. È importante ricordare che la comunicazione non è un monologo, ma un dialogo: coinvolgere il pubblico, stimolare domande e interazioni, rispondere in modo tempestivo e pertinente rappresentano tutti aspetti che contribuiscono al successo.
La coerenza tra online e offline
Per ottenere risultati reali, è importante mantenere una coerenza tra l’immagine del brand online e offline. Tutti i punti di contatto, dal sito web ai materiali di marketing tradizionali, devono comunicare lo stesso messaggio e gli stessi valori. La coerenza permette di costruire fiducia e riconoscibilità, elementi essenziali nel processo di posizionamento.
Se si collabora con agenzie specializzate, che curano ogni aspetto della comunicazione, si può garantire che il messaggio del brand sia sempre uniforme e di grande impatto. La coerenza, infatti, non riguarda solo gli elementi visivi, ma anche il tono di voce, lo stile comunicativo e i valori trasmessi.