Home Blog Pagina 195

Recensione Helldivers 2 (PS5), it’s time to take out the alien trash

0
Helldivers 2

A distanza di nove anni dal primo capitolo, Arrowhead Game Studios e Sony riportano sui nostri schermi il franchise di Helldivers. E lo fanno cercando di abbracciare una fetta di pubblico ancora più grande rispetto a quella che apprezzò il capostipite. Come? Passando ad un più “appetibile” e cinematografico sistema di gioco in terza persona.

Helldivers 2, dunque, abbandona la visuale isometrica e i comandi da twin-stick shooter del primo capitolo, proponendosi come un vero e proprio third person shooter. Ma non uno qualsiasi. Uno veramente ben riuscito e che ci ha incredibilmente sorpreso. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura.

Helldivers 2 è disponibile dallo scorso 8 febbraio 2024 su PlayStation 5 e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Per la Super Terra!

Diciamolo subito, Helldivers 2 non ha una trama classica o dei personaggi approfonditi. Non ha niente di quello che canonicamente rientra nell’ambito di un comparto narrativo “standard”.

Il video iniziale è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per capire il contesto ed il mood del gioco. Mette subito in mostra l’evidente vena parodistica della produzione di Arrowhead Game Studios. Potremo citarvi lo scontato Starship Troopers, o la meno scontata puntata dei Simpson in cui la marina militare traviava giovani menti al ritmo di “Yvan Eht Nioj”. Ecco, siamo a quel (geniale) livello.

Insomma, per quanto riguarda la narrativa non c’è molto da dire. Ma permetteteci comunque di fare un plauso agli sviluppatori e a Sony per avere avuto il coraggio di mettere al centro del background del prodotto, e ancora di più della campagna pubblicitaria, la tematica dell’esportazione della democrazia, così difficile da affrontare, soprattutto oggi. A volere ribadire che la nostra industria preferita ha raggiunto un livello tale di maturità da potersi permettere anche queste “piccole denunce”, al pari degli altri media.

Esportare la democrazia non è mai stato così divertente

Helldivers 2 è uno sparatutto cooperativo online in terza persona in cui eliminare minacce aliene grazie ad una grande varietà di armi, corazze e stratagemmi.

Il gunplay, anche e soprattutto grazie all’ottimo utilizzo delle peculiarità del Dualsense, riesce ad essere veramente appagante e viscerale. Debellare la feccia aliena restituisce una scarica di dopamina che genera assuefazione. Anche grazie allo spettacolo visivo che viene proposto a schermo. E non solo per l’eccelsa direzione artistica. Esplosioni, tempeste metereologiche di diversi tipi, scariche di piombo, laser e acidi. Gli effetti di luce e i particellari rendono ogni scontro dannatamente appagante anche dal punto di vista meramente visivo. E in modalità Prestazioni anche a 60 fps piuttosto stabili, al patto di scendere a qualche compromesso per quanto riguarda la risoluzione dell’immagine. Se cercate una analisi più approfondita delle performances tecniche della versione PC non perdetevi la recensione di Helldivers 2 (PC) a cura del nostro Edoardo.

Helldivers 2
Ciao, siamo qui per distruggervi!

La soddisfazione deriva anche dalle sensations restituite dalla cooperazione con altri videogiocatori, magari coordinando le azioni con la chat vocale perfettamente integrata. Helldivers 2, infatti, è un gioco che seppure tecnicamente si possa approcciare da soli, è pensato per essere giocato con altri. E lo mette subito in chiaro. Anche la terza delle nove difficoltà disponibili è cattivissima con chi decide di esportare la democrazia in solitaria.

La sopraggiunta necessità di coordinarsi con altri videogiocatori regala un nuovo strato di pianificazione all’intero paradigma ludico. Oltre alla possibilità di creare delle rudimentali build grazie alle varie corazze che favoriscono alcuni aspetti a discapito di altri, sono gli stratagemmi di cui sopra il vero fiore all’occhiello del gameplay (e game plan) di Helldivers 2. Questi non sono altro che delle abilità speciali dalla potenza devastante ma con limiti di utilizzo e tempi di cooldown, che si attivano premendo sequenze di tasti. Un po’ come facevamo negli anni 90 per immettere i cari vecchi cheats.

Dopo aver superato un brevissimo tutorial, Helldivers 2 ci catapulterà subito nel cuore dell’azione, senza troppe pretese. Ci verrà affidata una nave che fungerà da base operativa da cui gestire tutti i vari potenziamenti, l’equipaggiamento e le missioni.

Helldivers 2
La nostra nave funge da hub di gioco

Tramite il supporto olografico centrale potremo aprire una mappa della galassia, divisa in vari settori, in cui scegliere la prossima missione da affrontare. E in cui ci verranno indicate, oltre ai vari obiettivi speciali, anche le statistiche globali. La necessità di fare squadra di cui prima, unita a questo semplice espediente ha permesso di far prosperare un così forte senso di appartenenza alla community senza precedenti. Situazione fondamentale per il successo di un Game as a Service.

La varietà di missioni è più che discreta, potendo scegliere tra tutti i classici archetipi del genere (eliminazione orda, missioni di scorta, missioni di recupero, etc.). Durante l’esplorazione della mappa (generata proceduralmente) sarà inoltre possibile imbattersi in una miriade di obiettivi secondari o rinvenire sul campo materiali/valute (come i campioni) che serviranno a sbloccare e potenziare tutto il necessario per continuare ad esportare democrazia a livelli di difficoltà sempre maggiori.

A tal proposito, riteniamo la gestione delle tre valute in-game, ottenibili tutte semplicemente affrontando missioni su missioni, perfetta. Regala al videogiocatore e all’esperienza tutta un senso di progressione davvero ben calibrato e stimolante.

Stay in Hell, ‘Divers

Come abbiamo ribadito recentemente nella nostra recensione di Suicide Squad: Kill the Justice League, valutare un Game as a Service pochi giorni dopo il D1 è molto difficile.

La base di partenza ludica è senz’altro ottima, ma non possiamo dimenticare che ad oggi, ad esempio, Helldivers 2 presenta “solo” due tipologie di fazioni nemiche, i Terminidi e gli Automatron. Un Game as a Service vive grazie alla sua community, e gli sviluppatori devono riuscire a far sì che questa resti sui server del gioco anche nei mesi a venire, dopo l’euforia iniziale. Ottima anche l’infrastruttura online, seppure siano presenti, nel momento in cui scriviamo, due grossi problemi.

Prima di tutto, il matchmaking, sulla carta rapidissimo, non funziona come dovrebbe, nonostante i ripetuti hotfix degli sviluppatori. Per entrare in una lobby potranno volerci anche svariati minuti. Fortunatamente una volta che si inizia a giocare il netcode è perfetto, tanto che vi sembrerà di giocare offline. Ed è presente anche il graditissimo crossplay. L’altro riguarda la capacità dei server. Gli sviluppatori probabilmente non si aspettavano il successo che Helldivers 2 sta effettivamente riscuotendo e nei momenti “clou” (ad esempio, nel weekend) è davvero difficile giocare a causa della capacità di carico massima raggiunta dai server.

Successo comunque strameritato, lo ribadiamo, probabilmente anche grazie al price-tag di 39,99€ e alla gestione delle tanto (giustamente) odiate micro-transazioni, per nulla predatoria.

Commento finale

Vogliamo essere sinceri, nemmeno nelle nostre più rosee aspettative ci saremmo aspettati che Helldivers 2 riuscisse ad essere un titolo così dannatamente divertente. L’ottimo gameplay e la sua capacità di farci sentire parte di una squadra, e ancora più in grande di una community, valgono il prezzo del biglietto. Ora è compito degli sviluppatori far crescere la loro creatura, ma ad oggi, pur con qualche problemino relativo alla fruizione che scommettiamo verrà risolto in tempi brevi, riteniamo che Helldivers 2 sia il miglior Game as a Service presente sul mercato. Se non vi siete ancora arruolati, fatelo subito, c’è un sacco di spazzatura aliena da buttare!

Recensione Helldivers 2 (PC), “Per la Democrazia, Feccia Xeno!”

0

Questa, più che una recensione, è un tentativo di riportare per iscritto l’esperienza di Helldivers 2 (PC) allo stesso modo in cui si cercano di stilare le sensazioni di un brano Trash Metal senza che il lettore possa ascoltarlo, cioè uno sforzo titanico, un tentativo di contenere una esplosione (letteralmente) di proiettili, caos, battute mordaci e risate in poche righe. Ma ci proveremo. (Qui invece troverete la nostra recensione della versione PS5 di Helldivers 2).


Versione Testata: Steam


Tra l’omaggio e la parodia

Fin dal video iniziale, realizzato in eccellente MoCap, il third person shooter di Arrowhead si presenta come un omaggio alle famose IP di Starship Troopers e Warhammer 40K, virati, ovviamente, in chiave demenziale, scimmiottando i video propagandistici della Fanteria Mobile del film di Verhoeven (già, a sua volta, una trasposizione più ironica rispetto al romanzo di Heinlein) e il culto imperiale dell’universo di Games Workshop, qui spostato da una teocrazia con, al centro, la figura dell’Imperatore, al culto del “Governo Democratico della Super-Terra”, probabilmente anche un riferimento, caustico e non troppo velato, alle politiche americane di “esportazione della democrazia”.

Dopo il video di reclutamento “OBBLIGATORIO per legge” veniamo proiettati nel tutorial, guidato passo passo e incentrato sul combattimento, dove emergono le meccaniche particolari del gioco, dal fuoco amico (danno al 100% anche a difficoltà molto facile) al “tuffo”, coreografico e a tratti demenziale, ma anche molto utile in situazioni concitate, fino all’uso degli stratagemmi (il vero cuore dell’esperienza), aiuti tattici da richiedere sul campo tramite minigioco e che spaziano dai bombardamenti orbitali alle torrette automatiche, dai campi minati ai droni armati.

Questi ultimi saranno poi acquistabili, previo raggiungimento del relativo livello giocatore, dal menu della nostra nave, che raggiungeremo (e battezzeremo, anche qui, con nomi demenziali proposti del gioco come “Stella del Popolo” o “Maglio del Rappresentante Eletto”) una volta terminato il tutorial. Giunti sulla nostra SES Destroyer [Inserire nome assurdo o inutilmente virile], potremo preparare il nostro arsenale (limitatissimo per le prime missioni) e tuffarci sulla mappa della galassia.

Helldivers 2 (PC)

Make Super-Earth Great Again

La mappa galattica ci presenta le due fazioni (per il momento) contro cui dovremo combattere e delle quali dovremo arrestare l’avanzata verso la Super-Terra, Terminidi (tra i Tiranidi di Warhammer40K e gli Aracnidi di Starship Troopers) e gli Automaton (praticamente una rivisitazione dei Terminators) e i sistemi e sottosistemi in cui si stanno espandendo. Ogni pianeta ha un indicatore di controllo, umano o nemico, aggiornato costantemente in base ai risultati complessivi dei giocatori di Helldivers2.

Questo è uno dei punti forti del titolo di Arrowhead, il ricordarci costantemente del nostro essere parte di uno sforzo collettivo per la liberazione galattica: la mappa ci mostra l’andamento in tempo reale della guerra, il dettaglio su un pianeta selezionato ci informa dei giocatori presenti in missione sulla superficie e, una volta lanciatici con la drop-pod (controllabile in atterraggio e utilizzabile per schiacciare qualche insetto… o alleato), potremo poi vedere in orbita non soltanto le navi nostre e dei nostri tre compagni di squadra, ma anche le Destroyers degli altri giocatori, con tanto di bagliori delle capsule lanciate quando vengono richiesti gli stratagemmi.

Tutto questo collabora armoniosamente a farci sentire parte di un mondo vivo e in costante evoluzione e, anche se indirettamente, parte attiva della comunità dei giocatori di questo frenetico sparatutto co-op.

Helldivers 2 (PC)

Per lo sviluppo e il progresso!

Il sistema di progressione del gioco, di sblocco armi ed estetica è dietro battlepass. Ma prima che vi spaventiate, concittadini, non temete: è gratuito. Sì, anche quello premium. Se acquisterete la versione deluxe del gioco (la “Super-Citizen Edition a 59,99 su Steam e Ps Store) avrete entrambi i battlepass sbloccati di default e qualche extra estetico, ma se deciderete di acquistare la versione standard avrete comunque accesso al BP premium tramite i Crediti Super, acquistabili con denaro reale o… ottenibili direttamente in missione tramite esplorazione e spendendo medaglie (premio di fine battaglia) nel battlepass regolare. Raggiunti i 1000 Crediti potremo decidere di attivare il “Premium Warbond” che contiene armi particolari e skin aggiuntive.

Costruendo in questo modo il sistema di BP, Arrowhead/Sony riesce abilmente a dare senso di progresso e a rimuovere (o, almeno, a limitare ai frettolosi) le micro-transazioni e la sensazione di pay-to-win, in nettissima controtendenza al resto del mondo videoludico, dove ormai la pratica dei battlepass e delle valute premium viene utilizzata tanto dai giochi free to play (nella quale sarebbe ancora comprensibile) quanto dai normali giochi a pagamento.

Helldivers 2 (PC)

“ESPLOSIONI!”

Passando alla parte tecnica (e riguadagnando un minimo di serietà nella recensione), Helldivers 2 (PC) si presenta molto ben rifinito, soprattutto se paragonato alla maggior parte di giochi doppia (e tripla) A degli ultimi anni. Non esente da bug, principalmente grafici e di compenetrazione di piccolissima entità, non presenta però problemi rilevanti e risulta molto ben ottimizzato: testandolo su RTX3070 con I7 di 11esima generazione, con settaggi a ultra e risoluzione 2K, anche nelle scene concitate con (svariate ma mai abbastanza) esplosioni e insetti vivi (troppi) e morti (vedi sopra: esplosioni) gli FPS non scendono sotto i 60, regalandoci azioni fluide e dinamiche. Principale difetto dal punto di vista tecnico sono, forse, il dettaglio grafico di terreni e piante, un po’ scarno, cosa però nettamente compensata dalla loro responsività al giocatore: le esplosioni danneggiano strutture e terreno, lasciandoli “sfregiati” o rasi direttamente al suolo per il resto della missione e le piante, l’erba e la neve (nelle mappe in cui presente) si muovono, piegano e scavano al passaggio delle nostre gambe ed elegantissimo mantello da Helldiver, facendo percepire appieno la pesantezza della nostra armatura (e del nostro dovere verso la Democrazia).

I ragazzi di Arrowhead hanno dedicato particolare cura, giustamente, alla qualità di esplosioni e fumo, ottenendo anche, per estensione, una ottima qualità visiva di nebbia e luci volumetriche, rendendo ogni singolo “botto” una gioia per occhi e orecchie, e andando ad alimentare ulteriormente il desiderio del giocatore di abusare di bombardamenti orbitali e granate, anche solo per la gioia infantile di vedere cose che esplodono.

Il lato sonoro di Helldivers 2 risulta, volontariamente, confusionario, giocando sulla abitudine dei giocatori di sparatutto di sfruttare l’audio direzionale per aiutarsi, inserendo qui, invece, suoni ambientali sibilanti e inquietanti, spesso simili a quelli emessi dai nemici, obbligando il giocatore a restare in tensione e ad affidarsi maggiormente alla vista, avendo però, come piccolo aiuto extra, i crescendo musicali in caso di attacco ravvicinato in combattimento.

Notevole la decisione dei programmatori di inserire di default un text-to-speech che legge di volta in volta (a seconda dell’impostazione) le voci dei menu e i messaggi in chat dei compagni di squadra, permettendo di concentrarsi maggiormente sull’azione e dando maggiore spazio a chi, per un motivo o per l’altro, si trova a non poter usare un microfono in partita.

Conclusione in breve (che devo tornare ad esportare Democrazia)

La discreta difficoltà (a inizio avventura, solo le missioni a molto facile saranno gestibili senza troppi problemi in solitaria) e il gameplay focalizzato sulla cooperazione permettono al TPS di Arrowhead un ottimo livello di sfida, ma senza frustrare i giocatori (anche grazie al sistema di rientri tramite stratagemma), regalando un’esperienza divertente e volutamente caotica, ma sicuramente meno coinvolgente, a meno che non siate amanti delle sfide, se giocata in single player.
Il livello di rigiocabilità promesso da Helldivers 2 (PC), in parte già impostato come Game-As-Service, sembra già elevato in questo momento, lasciando aperta la porta, si spera, a progressive espansioni gratuite e alla introduzione di nemici più vari.

Il comparto tecnico, all’altezza delle aspettative per un gioco doppia/tripla A, perde leggermente su piccoli dettagli, ma risulta più che soddisfacente nel complesso, soprattutto per un titolo, dallo schema comandi e dagli accorgimenti grafici, pensato prima per “mamma” Sony (a proposito, se siete possessori di PlayStation 5 ecco la recensione di Helldivers 2 (PS5) a cura del nostro Vincenzo) e poi per il “rivale” PC, con una ormai insolita pulizia da bug e problemi già a partire dal day one.

Commento finale

Helldivers 2 (PC) vale e, forse perfino, eccede rispetto al prezzo di acquisto di 39,99 (ricordiamo, sia per PC che per PS5) se cercate una sfida impegnativa ma mai frustrante con gli amici, anche soltanto se siete in attesa di nuovi aggiornamenti di Starship Troopers: Extermination Squad o dell’atteso Space Marines 2 e avete voglia di disinfestare un po’ di insetti a colpi di esplosioni. Parliamo di un must-buy per gli amanti degli shooter cooperativi e delle sfide. L’impostazione come Game-As-Service promette longevità. Sconsigliato per i cuori solitari, nonostante il matchmaking rapidissimo.

Recensione Inkulinati, ne ferisce più l’inchiostro della spada

0

Dopo poco più di un anno trascorso in Early Access, lo strategico Inkulinati si presenta ai nastri di partenza con l’obiettivo di affascinare il pubblico. Al di là del buffo nome (quantomeno per il pubblico italiano), l’opera di esordio del team polacco Yaza Games attinge all’immaginario dell’arte medievale come nello stupendo Pentiment o nel trascurabile Saga of Sins. E mescola il tutto ad una infrastruttura strategica a turni, deliberatamente scanzonata ma non per questo superficiale. Tutt’altro.

Pubblicato da Daedalic Entertainment, il progetto Inkulinati parte ancor più da lontano, dopo una fruttuosa campagna Kickstarter capace di raccogliere quasi quattro volte il traguardo fissato dagli sviluppatori (oltre 70.000 dollari a fronte dei 20.000 richiesti). Un gioco di strategia a turni basato su livelli, che ha preso vita dalla carta così come fanno i disegni dei manoscritti medievali con il misterioso inchiostro “vivo”. Curiosi? Ve ne parliamo nella nostra recensione.

Inkulinati sarà disponibile in release completa dal 22 Febbraio su PC (via Steam), Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox Series e Xbox One.


Versione testata: Xbox Series


La cumbia dei marginalia

Se, nell’ultimo periodo, abbiamo avuto modo di vedere titoli adottare lo stile miniaturistico dei manoscritti medievali o rifarsi all’operato del pittore olandese Hieronymus Bosch, Inkulinati sceglie un’altra strada.

Impossibile infatti parlare della produzione di Yaza Games senza soffermarsi anzitutto sulla sua ricercatezza estetica, che riprende la tradizione medievale dei marginalia. Si trattavano di veri e propri meme ante litteram, piccoli disegni buffi ed apertamente irriverenti, che tendevano a farsi gioco della letteratura religiosa e filosofica dei manoscritti dell’epoca. Il team di sviluppo ha deciso di sfruttare questo immaginario per creare qualcosa di particolare, che colpisce e resta impresso per stile ed unicità. E sono proprio i marginalia a trascendere la loro funzione, da mera ispirazione artistica a vero e proprio nucleo ludico della produzione.

La direzione artistica è stupenda.

Ma chi sono gli Inkulinati a cui si riferisce il titolo? Al di là dell’equivocità goliardica che rievoca a noi incorreggibili italiani, si tratta di una crasi tra “ink” (inchiostro) ed “illuminati” (a rievocare gli omonimi manoscritti ricchi di illustrazioni). Così si autodefiniscono i membri di una sorta di setta, composta da artisti capaci di utilizzare l’inchiostro “vivo” in grado di animare le creature disegnate. Nello specifico, il gioco ci mette nei panni di un aspirate maestro Inkulinati che dovrà svelare il mistero di questi poteri ed affrontare lungo il cammino avversari e pericoli.

Un presupposto narrativo molto semplice che tuttavia non impedisce a Yaza Games di calcare la mano con il richiamo a personaggi storici, situazioni deliranti e rappresentazioni ironiche. Insomma, in linea generale il lavoro svolto dal team di sviluppo riesce pienamente ad incantare il giocatore, facendogli abbassare la guardia in attesa di strappargli una risata… per poi punirlo con la rigidità del proprio gameplay, cuore pulsante della produzione.

Hildegard è uno dei personaggi che incontrerete lungo la vostra avventura.

Ed elli avea del cul fatto trombetta

Dopo aver appreso i rudimenti nell’espansiva modalità Accademia, sarà il momento di iniziare il vostro Viaggio nell’omonima modalità.

Qui si avrà l’opportunità di creare e sviluppare il proprio personaggio, decidendo il tipo di percorso da intraprendere, come sviluppare il proprio esercito di creature e come portare avanti l’avventura. Perché se è vero che le regole di gameplay potrebbero riassumersi schematicamente nel disporre adeguatamente le proprie truppe e sconfiggere le avversarie stando attenti al terreno di battaglia, Inkulinati diventa presto molto più articolato. Non solo, com’è lecito, ogni Bestia avrà caratteristiche diverse, ma la disposizione in campo diventerà fondamentale. Questo a causa della conformazione 2D delle mappe, strutturate su più piani verticali e i cui margini diventano letali strapiombi tanto per i nemici quanto per voi. E se la gestione dell’inchiostro diventa imprescindibile per dar vita alle vili creature, è soprattutto lo studio delle loro abilità e delle combo con le specificità del terreno di battaglia che fa davvero la differenza. Anche quando vincere uno scontro diventa più un’equazione matematica che un atto di strategia dettato da statistiche e percentuali.

Tenete sempre d’occhio l’inchiostro.

C’è anche un bel pizzico di roguelite nella struttura generale, visto che le mappe sono generate proceduralmente. Una circostanza che permette al titolo di risultare non solo sempre imprevedibile, con incontri sorprendenti (uno non possiamo tacerlo: occhio al buon vecchio Dante Alighieri), ma anche grandemente rigiocabile. Non vi aspettate tuttavia di completare il titolo al primo colpo. Il percorso verso la vittoria è irto di pericoli e lungo la strada dovrete accumulare risorse e prestigio, gestendo un numero limitato di vite a disposizione. Terminate le vostre quattro possibilità complessive e dovrete ricominciare tutto da capo, magari stavolta cambiando le vostre tattiche.

Inkulinati inoltre pensa anche al PvP in locale, permettendo di affrontare amici e familiari per determinare chi è il più grande Maestro. In queste fasi è possibile scegliere il proprio esercito, i Talenti, l’avatar e il campo di battaglia, oltre ad altri parametri e opzioni.

Ovviamente, ciascuna Bestia ha caratteristiche proprie di movimento, attacco e difesa.

Occhio ai margini

Arrivati a questo punto, potreste essere molto attratti da Inkulinati, soprattutto se siete fan degli strategici. Tuttavia dobbiamo soppesare alcuni aspetti della produzione che, forse, non la rendono adatta proprio a tutti.

Anzitutto, Inkulinati da buon strategico ha un numero importante di meccaniche e regole da apprendere. Tuttavia, per sua stessa natura e per il poco spazio che lascia all’errore, dovrete abituarvi non solo a conoscere ogni sfumatura delle vostre armate animalesche, ma anche una precisa idea di come portare avanti uno scontro. C’è, in questo senso, ben poco spazio di manovra ed anche la minima leggerezza può costarvi tremendamente cara. Soprattutto nelle fasi più avanzate, dove i vostri avversari saranno altrettanto minuziosi col proprio inchiostro. Inkulinati non si può definire un titolo difficile, sia chiaro… ma schematico, questo si.

Le fiamme infernali vi costringeranno ad agire rapidamente e sacrificare inevitabilmente alcune Bestie.

E non credete di trovarvi in condizioni migliori all’inizio: infatti, ecco che la meccanica della Noia porta a depotenziare le Bestie che usate più spesso, costringendovi a variare spesso le vostre soluzioni tattiche. Da un lato un’idea interessante, ma dall’altro non esattamente user friendly con un titolo così geometrico. Il tutto viene reso inoltre ancora più incerto dagli eventi cataclismatici, capaci di sovvertire uno scontro in qualsiasi momento. Fiamme infernali improvvise potrebbero, ad esempio, ristringere sempre più i margini delle pagine, costringendovi a dover improvvisare o… capitolare senza grosse colpe.

Anche la contestualizzazione narrativa ci ha lasciati un pochino interdetti. Comprendiamo che la storia non è spesso un fiore all’occhiello del genere, e che soprattutto in questo ambito vince l’intento dissacrante, ma ci sarebbe piaciuto essere più coinvolti nella storia degli Inkulinati.

Da un lato, il titolo è abbastanza blando all’inizio… dall’altro lato, diventa molto impegnativo nelle fasi finali.

Commento finale

Inkulinati arriva finalmente alla sua full release e lo fa con un prodotto tanto affascinante quanto complesso. L’estetica medievale dei marginalia trasmette una personalità unica al progetto, così come un gameplay efficacemente strategico e stratificato. Tuttavia, come per tutti i titoli che decidono di abbracciare al contempo un art design peculiare ed un genere di nicchia, il risultato finale è inevitabilmente un prodotto che non è facile consigliare a tutti. Al di là delle indiscutibili qualità, l’opera di esordio di Yaza Games è un chiaro esempio di quello che il mercato indie sa riservare: soprattutto i fan della tattica dovrebbero buttarci un occhio.

PlayStation Plus Extra e Premium, ecco i nuovi giochi di Febbraio!

0
PlayStation Plus

Sony tramite il PlayStation Blog ha annunciato i giochi che verranno inseriti nei cataloghi Extra e Premium di PlayStation Plus nel mese di Febbraio. Nello specifico, tutti i titoli saranno disponibili dal 20 del mese.

Nuovi giochi PlayStation Plus Extra e Premium

  • Need for Speed Unbound (PS5 – Criterion Games) [QUI la nostra recensione]
    Il mondo è la tua tela in Need for Speed Unbound. Dimostra di avere la stoffa per vincere la Grand, la più importante sfida di corse clandestine di Lakeshore. Corri contro il tempo e supera i poliziotti in astuzia.
  • The Outer Worlds: Spacer’s Chioice Edition (PS5 – Obsidian) [QUI la nostra recensione]
    The Outer Worlds: Spacer’s Choice Edition è la versione definitiva del pluripremiato GdR fantascientifico di Obsidian Entertainment e Private Division.
  • Tales of Arise (PS4 e PS5 – Bandai Namco)
    Rena ha governato Dahna per 300 anni, saccheggiando le risorse del pianeta e negando al suo popolo diritti e dignità. Il nostro racconto ha inizio con l’incontro tra due ragazzi nati su pianeti diversi, ma accomunati dal desiderio di cambiare il proprio destino e scrivere un nuovo futuro. Animato da un variegato cast di personaggi, un sistema di combattimento intuitivo e appagante e da una trama appassionante ambientata in un mondo meraviglioso, Tales of Arise è uno dei massimi esponenti dei giochi di ruolo di scuola giapponese.
  • Assassin’s Creed Valhalla (PS4 e PS5 – Ubisoft Montreal) [QUI la nostra recensione]
    Indossa i panni di Eivor, una leggenda tra i vichinghi. Esplora l’Inghilterra del medioevo razziando i villaggi nemici, espandi l’insediamento del tuo clan e accresci il tuo potere politico per conquistarti un posto tra gli dèi, nel Valhalla.
  • LEGO Worlds (PS4 – TT Games)
    LEGO Worlds è un ambiente aperto di mondi generati proceduralmente e fatti interamente di mattoncini LEGO che puoi controllare liberamente e contribuire a riempire di modelli LEGO. Dai libero sfogo alla tua immaginazione costruendo un mattoncino alla volta o ricorri a grandi strumenti per creare vaste catene montuose e costellare il tuo mondo di isole tropicali. Inserisci anche delle strutture prefabbricate per costruire e personalizzare ogni mondo secondo i tuoi gusti. Serviti di elicotteri, draghi, motociclette e persino di gorilla per le tue esplorazioni e sblocca tesori che miglioreranno la tua esperienza di gioco. Osserva il modo in cui le tue creazioni prendono vita attraverso personaggi e creature che interagiscono con te e tra loro stesse in modi inaspettati. In LEGO Worlds, tutto è possibile!
  • Roguebook (PS4 e PS5 – Abrakam Entertainment)
    Raccogli la sfida di un deckbuilder roguelike con meccaniche uniche, ideato dagli sviluppatori di Faeria e da Richard Garfield, creatore di Magic: The Gathering. Forma una squadra di due eroi, scatena potenti combo e sconfiggi le leggende del Roguebook!

Accanto ai sei titoli di “copertina”, saranno disponibili i seguenti giochi:

  • LEGO Jurassic World (PS4)
  • Rogue Lords (PS4)
  • Tales of Zestiria (PS4)

Nuovi giochi PlayStation Plus Premium

  • Tales of Symphonia (PS4 e PS5 – Bandai Namco)
    Esplora un mondo vivo e complesso pieno di personaggi indimenticabili e vivi una storia ricca di emozioni come mai prima d’ora.

Saranno poi disponibili anche i seguenti titoli:

  • Resistance: Retribution (PS4 e PS5)
  • Jet Rider 2 (PS4 e PS5)
  • Tales of Vesperia (PS4 e PS5)

Xbox, ecco le prime quattro esclusive che diventeranno multipiattaforma: l’annuncio ufficiale con tutti i dettagli

0

Nel corso dell’annunciato podcast, Phil Spencer, Sarah Bond e Matt Booty hanno condiviso le nuove linee della strategia Xbox riguardanti l’approdo multipiattaforma delle proprie esclusive.

L’evento, annunciato nelle scorse ore a margine di una settimana di rumor incessanti, è disponibile integralmente qui di seguito.

L’elefante nella stanza è ovviamente il discorso esclusive, complici i rumor circolati nelle scorse settimane.

A tal riguardo, la decisione ufficiale riguarda ad oggi quattro giochi che arriveranno piattaforme concorrenti (PS5 e Switch). Sebbene non ufficialmente citati, l’industria è unanime nell’averli identificati: si tratta di Hi-Fi Rush e Pentiment, cui seguiranno Sea of Thieves e Grounded. Viene smentita la “fine delle esclusive” o più incisivi cambi di strategia per Xbox, pur avendo dichiarato ai microfoni di The Verge che allo stato attuale non è possibile escludere a priori l’arrivo di ulteriori titoli su piattaforme concorrenti (nella fattispecie, Starfield o Indiana Jones). Spencer ha inoltre riflettuto sullo stato dei titoli esclusivi, dicendosi convinto che da qui a dieci anni diventeranno sempre più rari.

Spencer ha inoltre commentato i recenti tagli di personale (che hanno coinvolto Microsoft ma anche molti altri soggetti dell’industria), osservando che il 2023 è stato un anno molto buono per il settore ma con una scarsa crescita. Proprio per l’obiettivo di generare una crescita si è deciso di espandere i titoli Xbox su altre piattaforme.

Tra gli annunci, Diablo IV è in arrivo su Game Pass a partire dal 28 marzo. In merito al futuro più lontano, è stata confermata l’intenzione di lanciare una Xbox di prossima generazione il cui balzo tecnologico sarà “il più grande mai visto”. Sempre ai microfoni di The Verge, Spencer allude al possibile arrivo di una console portatile, sullo stile di Steam Deck.

Per il tema Game Pass, Microsoft continua a considerarlo un business centrale e redditizio. Vengono promessi tuttora tutti i giochi first party al day one nel Game Pass ed almeno dieci grossi lanci per il 2024.

Epic Games Store, il gioco di corse estreme Dakar Desert Rally in regalo!

0

Come ogni giovedì Epic Games Store regala uno o più giochi gratuiti per il nostro PC, questa settimana prendiamo posto dentro un furgone sportivo, un bolide da rally, o una moto da cross e affrontiamo una delle più grandi sfide motoristiche in Dakar Desert Rally.

Dakar Desert Rally è l’ultima fatica del team portoghese Saber Porto, rappresentazione della corsa multi categoria e multi terreno più prestigiosa -e anche più pericolosa- al mondo, in un prodotto ufficiale che riprendere i nomi dei piloti, i team, e i mezzi degli eventi dal 2020 al 2022 del Rally Dakar.

Gareggiamo in una mappa che riproduce 20.000 km² dei deserti arabi – in una scala 1:5 – tra insidiose tormente, scalando altissime dune di sabbia, o correndo ad altissima velocità lungo strettissime gole. Cerchiamo di trionfare attraverso 30 tappe meticolosamente ricostruite, o gettiamoci nella mischia nella modalità multigiocatore.

Potete fare vostro Dakar Desert Rally in forma gratuita solo sull’ Epic Game Store, creando un account -in caso non l’aveste ancora fatto- e seguendo il corrispettivo link al gioco. Non fatevi sfuggire quest’offerta, che scadrà alle ore 17:00 di giovedì 15 febbraio.

E non perdetevi la live sul nostro canale ufficiale Twitch di 4News.it, per provare assieme a Edoardo “SamaelBecks” Bechis cosa ci propongono questi titoli gratuiti nella nuova rubrica #GiochiXPovery, in onda ogni giovedì alle 18:30.

Physint: pochi dettagli e tante congetture, come potrebbe essere l’erede spirituale di Metal Gear Solid?

0

Saranno anni davvero impegnativi per Hideo Kojima ed il suo team. Infatti, dopo l’annuncio di OD e di Death Stranding 2, qualche settimana fa, durante lo State of Play, il leggendario producer giapponese ha ufficialmente svelato «Physint» un gioco action/stealth in stile Metal Gear Solid (qui la recensione della recente MASTER COLLECTION Vol. 1 disponibile per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e Steam). Ma cosa sappiamo di questa nuova interessante IP?

Ma Cos’è Physint?

Kojima afferma di essersi “ammalato” nel 2020, durante la pandemia di COVID-19, e di aver subito un intervento chirurgico. Il creatore ha dichiarato che allora era al suo punto più basso, talmente basso da aver addirittura scritto il proprio testamento. “E’ in quel momento che ho capito che le persone muoiono“, ha spiegato. “Ho compiuto 60 anni l’anno scorso. Tra 10 anni ne compirò 70 anni ma spero di non andare mai in pensione. Detto questo, se gli utenti lo desiderano così tanto, ho pensato che avrei dovuto cambiare un po’ le mie priorità. Voglio ancora fare cose nuove e ho deciso di realizzare un gioco di azione e spionaggio.”

Considerando altresì il ritorno di MGS con la MASTER COLLECTION Vol.1 dello scorso anno, non è così improbabile che proprio questa graditissima apparizione della saga, che lo ha lanciato nell’Olimpo dei grandi, abbia portato il buon Hideo a tornare a lavoro su un titolo simile. Detto questo, Physint non sarà il nome definitivo; si tratta infatti di un “titolo provvisorio” e al momento anche lo sviluppo – in collaborazione con Sony – è ben lontano dal suo inizio e verosimilmente il team si metterà al lavoro dopo il lancio di Death Stranding 2 (che dovrebbe arrivare nei negozi nel 2025). Con ogni probabilità, il gioco in questione andrà ad inaugurare l’attesissima era di PlayStation 6. 

Di conseguenza, sappiamo ancora molto poco della storia del gioco, del gameplay, ecc. Tuttavia, abbiamo alcune informazioni da poter condividere.

Storia

Physint segnerà il ritorno di Kojima al genere dello spionaggio d’azione. C’è da aspettarsi – quindi – una storia simile (ma al contempo inedita) a Metal Gear Solid (serie iniziata nel 1987 e “conclusasi” con Metal Gear Solid V: The Phantom Pain nel 2015). Quando gli è stato chiesto se poteva rivelare maggiori informazioni su Physint, Kojima ha spiegato che Physint sarà un gioco interattivo. I giocatori probabilmente prenderanno decisioni che influenzeranno direttamente i risultati della storia. 

Ha proseguito dicendo che il gioco “sarà anche un film”. Non è un segreto che Kojima abbia un forte interesse per il cinema (tanto da aver dichiarato a più riprese che il suo corpo è composto dal 70% da film) e con Physint l’idea è proprio quella di superare le barriere tra film e videogiochi in termini di immagine, storia, tema, cast, recitazione, suono. Ha altresì aggiunto che: “Se vostra madre dovesse entrare vedervi giocare, penserà che state semplicemente guardando un film.” 

Gioco

Sebbene sappiamo ancora molto poco del gameplay, possiamo fare delle congetture, proprio a partire dal titolo; Physint, sembra una forma abbreviata per indicare “l’intelligenza fisica“. Non è troppo inverosimile, soprattutto considerando che Kojima ha utilizzato una forma abbreviata simile per Sigint – personaggio che i fan ricorderanno per le sue numerose “apparizioni” nella saga di Metal Gear Solid e per aver sviluppato un sistema di intelligenza artificiale per i “Patriots”. 

L’intelligenza artificiale è una tematica attualissima e in forte espansione che Kojima potrebbe sfruttare ed adattare al nuovo gioco dalla sua personalissima prospettiva. Nello specifico il producer ha dichiarato: “Abbiamo in programma di unire tecnologia all’avanguardia e talenti da tutto il mondo per creare qualcosa di mai visto prima“.

Aspettiamoci qualcosa di mai visto prima!

E’ indubbio che Kojima con le sue “opere” abbia più volte innovato il settore. Impossibile non citare – seppur brevemente – l’epico scontro fra Solid Snake e Psycho Mantis in Metal Gear Solid del 1998, che permetteva al membro delle forze speciali FOXHOUND di “leggere i pensieri” del nostro personaggio (o meglio di leggere i dati salvati sulla memory card e di far vibrare quello che allora fu il primo modello di Dualshock). Il tutto impreziosito da un gameplay super innovativo per l’epoca e ancora dannatamente attuale oggigiorno.

Tutti i lavori del producer sono stati una continua evoluzione di quelli precedenti, MGS 2, MGS 3: Snake Eater, MGS 4: Guns of the Patriots, passando per Metal Gear Solid V: The Phantom Pain e fino ad arrivare al più innovativo fra i progetti di Kojima: Death Stranding del 2019. Il gioco che fino ad oggi ha incarnato al meglio l’obiettivo del suo lavoro, quello di eliminare o quantomeno ridurre al minimo le distanze fra film e videogioco, caratterizzato da un gameplay (forse non per tutti), ma molto diverso dai giochi a cui l’industry ci ha abituati negli ultimi anni.

Physint raccoglierà l’eredità di questi capolavori, che possa trattarsi di un open world? Probabile; il gameplay potrebbe essere derivativo e non particolarmente distante da quello di DS, ma per il resto è davvero impossibile sbilanciarsi, proprio perché con Death Stranding, Kojima ha dato un taglio netto a quello a cui ci aveva abituato e con Physint potrebbe fare lo stesso se non addirittura “peggio”, arrivando dove nessun’altro ha osato arrivare prima!

Sviluppo e data di uscita

Stando alle parole di Kojima, lo sviluppo di Physint inizierà presso Kojima Productions dopo Death Stranding 2: On the Beach. Anche se non abbiamo una data di uscita esatta per il sequel con protagonista Sam Porter Bridges (Norman Reedus), conoscendo la reputazione da perfezionista di Kojima, ci sarà da attendere. Sappiamo per certo che il sequel – come anticipato – dovrebbe arrivare nei negozi nel 2025 (probabilmente verso la fine dell’anno). Considerando – in aggiunta – che il lancio di PlayStation 6 è previsto intorno al 2026, se la produzione di Physint inizierà subito dopo l’uscita di DS, potremmo mettere le mani (e giocarlo sull’attesa ammiraglia di casa Sony) fra il 2028 ed il 2030. 

Gruppo LEGO annuncia il nuovo set Disney Biancaneve e i sette nani ispirato al film d’animazione del 1937

0

Oggi il Gruppo LEGO svela l’incantevole set LEGO | Disney Il cottage di Biancaneve e i Sette Nani, un omaggio alla primissima Principessa Disney. Questo pittoresco cottage nella foresta ricrea meticolosamente i dettagli memorabili del film dei Walt Disney Animation Studios, sotto forma di mattoncini.

Basato sul film d’animazione originale Disney del 1937, questo set da 2228 pezzi contiene 10 minifigure, tra cui Biancaneve, i sette nani, il principe, la regina con la mela rossa e gli amici animali che li accompagnano. È incluso anche un pozzo dei desideri con una colomba e la teca di vetro con cui si può riprodurre il risveglio di Biancaneve.

Immerso nella foresta incantata, l’iconico cottage è caratterizzato dalla nostalgia, dalla camera da letto con sette letti, alla stanza con l’organo, il tavolo da cucina, il lavello e la credenza.

Dettagli del prodotto

  • Nome prodotto: LEGO | Disney Il cottage di Biancaneve e i Sette Nani
  • Codice prodotto: 43242 
  • Età: 18+
  • Pezzi: 2228
  • Prezzo: 219,99€
  • Dimensioni: 
    • Altezza: 20 cm
    • Lunghezza: 35 cm
    • Larghezza: 20 cm

Il set LEGO | Disney Biancaneve e la casetta dei sette nani è disponibile dal 1° marzo 2024 nei LEGO Store e su www.LEGO.com  al prezzo di € 219,99.

Xbox annuncia l’Update 5 per Forza Motorsport con l’aggiunta del circuito Nürburgring Nordschleife

0

Xbox annuncia l’aggiornamento Forza Motorsport: Update 5 con l’aggiunta dell’iconico circuito Nürburgring Nordschleife, disponibile su console Xbox, PC Windows, Steam e Xbox Cloud Gaming.

Oltre all’introduzione dell’importante pista sono presenti nuovi contenuti e funzionalità nel gioco con patch e nuovi eventi, di seguito un elenco delle principali novità:

  • L’aggiunta dell’iconico tracciato del Nürburgring Nordschleife, che rappresenta una delle più importanti testimonianze della storia delle corse
  • 4 nuove auto Spotlight
  • 4 nuove auto Car Pass
  • L’introduzione del Career Ringer Tour, per gareggiare con alcune delle più famose e moderne auto tedesche in epiche prove di velocità
  • La nuova Carriera del German Automotive Open Tour
  • Importanti patch e aggiornamenti

Per ulteriori informazioni su Forza Motorsport: Update 5 è possibile consultare Forza.net.

Forza Motorsport è disponibile su Microsoft Store e Steam; per approfondimenti su Forza Motorsport, il franchise Forza e tutto ciò che riguarda Xbox, è possibile visitare Xbox Wire e Forza.net.

Godzilla e Kong – Il Nuovo Impero, i kaiju si alleano nel nuovo trailer ufficiale

0

Warner Bros ha condiviso un nuovo trailer ufficiale per Godzilla e Kong – Il Nuovo Impero, mostrando l’alleanza tra i kaiju di fronte ad un terribile pericolo.

Si tratta del secondo trailer della pellicola, dopo l’esordio dello scorso dicembre. Ve lo proponiamo di seguito grazie all’account ufficiale YouTube di Warner Bros.

L’epica battaglia continua! Dopo lo scontro esplosivo di Godzilla vs. Kong, ecco una nuovissima avventura che vedrà l’onnipotente Kong e il temibile Godzilla combattere fianco a fianco contro una colossale minaccia sconosciuta che si cela nel nostro mondo, mettendo a dura prova la loro stessa esistenza… e la nostra. Godzilla e Kong – Il nuovo Impero approfondisce ulteriormente le storie e le origini di questi due Titani, nonché i misteri di Skull Island, tra gli altri, svelando la mitica battaglia che ha contribuito a forgiare questi esseri straordinari e li ha legati per sempre all’umanità.

Adam Wingard torna a dirigere il film, interpretato da Rebecca Hall (“Godzilla vs. Kong”, The Night House – la casa oscura”), Brian Tyree Henry (“Godzilla vs. Kong”, “Bullet Train”), Dan Stevens (la serie TV “Gaslit”, “Legion”, “La Bella e la Bestia”), Kaylee Hottle (“Godzilla vs. Kong”), Alex Ferns (“The Batman”, “La furia di un uomo – Wrath of Man”, “Chernobyl”) e Fala Chen (“Irma Vep”, “Shang Chi e la leggenda dei Dieci Anelli”).

La sceneggiatura di “Godzilla e Kong – Il nuovo Impero” è di Terry Rossio (“Godzilla vs. Kong”, la serie “Pirati dei Caraibi”), Simon Barrett (“You’re Next”) e Jeremy Slater (“Moon Knight”), da una storia di Rossio, Wingard e Barrett, basato sul personaggio “Godzilla” di proprietà e creato da TOHO Co., Ltd.. Il film è prodotto da Mary Parent, Alex Garcia, Eric Mcleod, Thomas Tull, Jon Jashni e Brian Rogers, mentre i produttori esecutivi sono Wingard, Jen Conroy, Jay Ashenfelter, Yoshimitsu Banno, Kenji Okuhira.

Wingard torna a collaborare con il direttore della fotografia Ben Seresin (“Godzilla vs. Kong”, “World War Z”), lo scenografo Tom Hammock (“Godzilla vs. Kong”, “X: A Sexy Horror Story”, “The Guest”), il montatore Josh Schaeffer (“Godzilla vs. Kong”, “Molly’s Game”), la costumista Emily Seresin (“L’uomo invisibile”, “Top of the Lake – Il mistero del lago”). Le musiche del film sono opera dei compositori Tom Holkenborg (“Godzilla vs. Kong”, “Mad Max: Fury Road”) e Antonio Di Iorio (musica aggiuntiva su “Godzilla vs. Kong”, i film “Sonic”).

Warner Bros. Pictures e Legendary Pictures presentano una produzione Legendary Pictures, un film di Adam Wingard: Godzilla e Kong – Il nuovo Impero. Il film sarà distribuito nelle sale cinamatografiche italiane nel 2024 da Warner Bros. Pictures.

The Fantastic Four, è ufficiale il cast del nuovo film Marvel

0

Dopo infinite voci di corridoio, è stato ufficializzato pochi minuti fa il cast di The Fantastic Four, l’attesissimo film di casa Marvel.

Ad annunciarlo sono state la pagine ufficiali dei Marvel Studios sui social, che hanno colto l’occasione per festeggiare San Valentino. L’annuncio segue di pochi giorni il primo teaser trailer per Deadpool & Wolverine.

Come da insistenti voci dell’ultimo periodo, la famiglia di eroi Marvel sarà così composta: Pedro Pascal nel ruolo di Mr. Fantastic, Vanessa Kirby sarà Sue Storm, Joseph Quinn sarà la Torcia Umana ed Ebon Moss-Bachrach diventerà La Cosa.

Se per Pedro Pascal non c’è bisogno di partecipazioni (per citarne due, ha rivestito il ruolo del Mandaloriano in The Mandalorian e quello di Joel nella serie The Last of Us), Vanessa Kirby è diventata famosa con The Crown per poi passare al cinema con Pieces of a Woman, nonché per i ruoli in Napoleon e nelle saghe di Mission Impossible e Fast & Furious. Joseph Quinn ha invece interpretato l’amato Eddie Munson nella quarta stagione di Stranger Things mentre Ebon Moss-Bachrach è noto per la premiatissima serie The Bear.

The Fantastic Four uscirà ufficialmente nei cinema americani il 25 Luglio 2025. Contestualmente, Thunderbolts è stato spostato al 2 Maggio 2025.

Sea of Thieves su PlayStation e Switch? Il nuovo indizio arriva direttamente da Rare!

0
Sea of Thieves

Nelle ultime settimane si stanno susseguendo sempre più rumor ed indiscrezioni sull’apertura di Microsoft nel portare titoli ora esclusivi su console Nintendo e Sony. I giochi attorno ai quali c’è più buzz sono Starfield, Hi-Fi Rush e Sea of Thieves.

Nelle scorse ore proprio gli sviluppatori di quest’ultimo, i ragazzi londinesi di Rare, tramite la pagina X del titolo, hanno lanciato un criptico messaggio che pare dare consistenza proprio a queste voci:

Le barche a remi sono rosse, E a volte sono blu, Altre volte sono verdi, Occasionalmente possono essere bianche… Aspetta, dove stavamo andando a parare?

I colori ci sembrano proprio dei riferimenti alle varie piattaforme, come spesso accade proprio quando si tratta di teasing et similia. Il verde è ovviamente l’Xbox, il bianco PC, il blu PlayStation, il rosso Nintendo Switch.

Non ci resta che attendere domani sera, visto che alle ore 21:00 italiane verrà trasmesso un video-podcast in cui potremo scoprire il futuro di Xbox. Ed ovviamente non mancheremo di informarvi su tutte le novità più importanti, su Sea of Thieves e non solo!

Creative annuncia la nuova Serie per le casse Creative Pebble X e Pebble Plus

0

Creative Technology annuncia oggi Creative Pebble X e Creative Pebble X Plus, le ultime nate dell’acclamata serie Pebble (qui la nostra recensione delle Pebble Pro) Questi altoparlanti splendidamente sintonizzati sono progettati per trasformare le postazioni di lavoro o di qualsiasi configurazione in un santuario sonoro coinvolgente. Vantando un’impressionante potenza RMS fino a 30 W e una potenza di picco fino a 60 W, sia gli altoparlanti 2.0 che 2.1 promettono un’esperienza di ascolto superiore per musica, film e giochi. Oltre alla loro capacità audio, questi ultimi altoparlanti stupiscono con un’illuminazione RGB personalizzabile, consentendo di creare uno spettacolo di luci pulsanti adatto a qualsiasi stato d’animo. Insieme alle modalità cablate e wireless, questi ultimi altoparlanti rappresentano una scelta eccellente per chi cerca un aggiornamento audio desktop premium.

La firma Sonora di Pebble

La serie Creative Pebble X fa il suo debutto, racchiudendo una potente potenza audio con driver full-range da 2,75″ ottimizzati e personalizzati per un’esperienza di ascolto davvero coinvolgente. Entrambi i modelli vantano l’iconico design rialzato a 45°, meticolosamente angolato per un’esperienza di ascolto ottimizzata.

Portando l’audio a un livello superiore, Creative Pebble X Plus sfoggia un elegante subwoofer con doppi radiatori passivi, progettato per essere sufficientemente compatto da adattarsi perfettamente a qualsiasi configurazione della scrivania. Con funzionalità aggiuntive come Dialog+ e BassFlex, questi ultimi altoparlanti possono offrire bassi potenti e dialoghi parlati cristallini senza compromettere il volume.

Nonostante il loro ingombro ridotto, questi altoparlanti possono avvolgere con una potenza acustica in uscita che arriva fino a 15 W RMS e un picco di 30 W quando collegati a una porta del PC. Se collegati a un adattatore PD da 30 W (o superiore)*, questi altoparlanti brillano davvero poiché possono fornire una potenza di picco fino a 60 W, liberando tutto il loro potenziale audio per un’esperienza di ascolto eccezionale.

Illumina il tuo palcoscenico sonoro senza sforzo

Da oggi si può sperimentare un’esplosione di colori con l’illuminazione RGB personalizzabile, con una tavolozza di 16,8 milioni di tonalità e sei preimpostazioni integrate. È un modo divertente di personalizzare i propri spazi di lavoro, abbinando i loro stili unici per un’esperienza audiovisiva coinvolgente.

Anche la connettività è semplicissima da realizzare, con il supporto per le modalità cablate e wireless, inclusa la riproduzione audio USB, Bluetooth 5.3 e una porta di ingresso AUX universale da 3,5 mm. Inoltre, le doppie porte per cuffie e microfoni aggiungono comodità per le comunicazioni e l’ascolto privato fino a tarda notte.

Per sfruttare tutto il potenziale degli altoparlanti, è possibile scaricare l’app Creative su Windows, che garantisce l’accesso alle tecnologie audio Sound Blaster Acoustic Engine, come Surround, Smart Volume, Bass, Crystallizer ed EQ. È possibile anche personalizzare l’illuminazione RGB e altre funzionalità utilizzando i moduli dell’app Creative, disponibili su Windows, Apple App Store e Google Play Store.

Prezzi e Disponibilità

Creative Pebble X ha un prezzo di EUR 99,99 ed è disponibile per il preordine su Creative.com.

Per ulteriori informazioni, visitare https://creative.com/PebbleX

Creative Pebble X Plus ha un prezzo di EUR 139,99 ed è disponibile per il preordine su https://Creative.com.

Per ulteriori informazioni, visitare creative.com/PebbleXPlus

Xbox pensa ad una console portatile? Le strategie per il futuro di Microsoft e del Game Pass

0

A seguito di alcune voci, non troppo ufficiali ma neanche troppo poco, si intensificano attesa e trepidazione per l’evento Microsoft previsto giovedì 15 febbraio 2024, in cui Phil Spencer e il suo team parleranno ai giocatori riguardo al futuro di Xbox.

In quale direzione andrà la divisione gaming di Microsoft? Quali strategie pensa di adottare per colmare il dislivello tra le piattaforme di casa “verde” e la concorrenza? Ci sarà un cambio di rotta sostanziale rispetto alla formula “giocare ovunque a qualunque cosa” che Xbox Game Pass e xCloud hanno cercato di promuovere negli ultimi anni? Vediamo cosa si sa al momento, così da arrivare preparati ad eventuali rivelazioni.

La prima “indiscrezione” sulla quale potremmo riflettere per immaginare un cambio di passo e di percorso da parte di Microsoft viene da un podcast di XboxEra, dove Nick Baker afferma con relativa sicurezza che “a capo del progetto per il prossimo dispositivo Microsoft non ci sarà Jason Ronald” (responsabile dello sviluppo di Xbox Series X|S), ma che il lavoro verrà invece affidato al team che ha sviluppato Microsoft Surface, una linea di dispositivi portatili (tablet ibridi, lavagnette interattive e mini-PC all-in-one) che Microsoft ha lanciato a partire dal 2012 con l’intenzione di definire nuovi standard in ambito di dispositivi portatili con ambiente Windows.

Questo potrebbe indurre a pensare che Microsoft voglia lanciarsi in direzione di una console portatile o comunque di un nuovo tipo di dispositivo mobile. In tal caso viene da chiedersi quale tipo di innovazione o di miglioria penserebbe di apportare ad un campo dove la concorrenza, specialmente Nintendo, è già piuttosto avanti. Chiaramente è solo un’ipotesi, ma troverebbe conforto in alcune considerazioni riguardo alle acquisizioni fatte da Microsoft (in particolare Activision-Blizzard, che vanta alcuni dei brand mobile più seguiti, come Call of Duty Mobile, Candy Crush e Diablo Immortal) e all’idea, più volte ventilata da Microsoft, di voler aprire un proprio store digitale mobile, in netta concorrenza con quelli di Apple e di Google.

In tal senso è ben noto che Microsoft sperava di potersi avvalere dell’adeguamento di Apple alle direttive europee imposte con il Digital Markets Act (DMA): con l’introduzione di quest’ultimo, la società di Cupertino ha dovuto aprire i suoi dispositivi e sistemi operativi all’introduzione di store digitali di terze parti, ma non è mancato un colpo di coda. Una tassa, imposta agli sviluppatori che distribuiscono su iOS, di 50 centesimi per ogni download annuale eccedente il milionesimo.  Phil Spencer, CEO di Microsoft Gaming ha commentato questa mossa definendola “un passo nella direzione sbagliata”. E’ evidente, dunque, il malcontento di Microsoft riguardo al fatto di non potersi avvantaggiare pienamente di questa picconata alle storiche “politiche protezionistiche” di Apple per diffondere e distribuire a macchia d’olio i suoi prodotti mobile.

Microsoft e lo shock delle esclusive “sdoganate”

Ma al di là della propensione di Microsoft verso il mobile e potenzialmente verso una console portatile è un’altra la questione che ha catturato l’interesse del pubblico, catalizzandolo verso l’evento del 15 febbraio. Le voci secondo le quali Microsoft avrebbe intenzione di “rinunciare” alle sue più forti esclusive, pubblicandole anche su piattaforme concorrenti, come PS5 e Nintendo Switch.

Se fosse vero, si tratterebbe di una mossa in netta controtendenza a quelle degli ultimi anni in cui era sembrato che Microsoft, con le sue “acquisizioni aggressive” (Bethesda prima, Activision-Blizzard poi), stesse tentando di ridare nuova linfa alle sue piattaforme di gaming, accaparrandosi l’esclusiva di brand importanti (come Fallout o Call of Duty), pubblicando titoli esclusivi (come Starfield e Redfall) e dando filo da torcere alla concorrenza.

Cosa potrebbe essere andato storto? Magari per capirlo possiamo iniziare con l’analizzare un po’ di numeri.

Microsoft e la “parabola” del Game Pass

Nel 2022 era evidente che Microsoft stesse spostando le sue strategie di mercato dalla vendita di console e giochi al Game as a Service: con il servizio in abbonamento Game Pass, il giocatore ha accesso ad un’ampia libreria di titoli, giocabili in streaming e on demand, come accade con servizi televisivi quali Netflix e Amazon Prime. A Maggio del 2022 gli abbonati al Game Pass erano circa 25 milioni e Microsoft si era proposta l’obiettivo di portare questo numero a 100 milioni entro il 2030.

Xbox Game Pass

Il servizio prometteva bene, solo nell’ultimo anno (cioè dal 2021 al 2022) il numero di abbonati era salito da 18 a 25 milioni e con il concreto impegno di Microsoft nel supportarlo, sembrava proprio che la crescita fosse destinata ad essere costante, se non esponenziale.

Poi, però, qualcosa si inceppa. Le due principali esclusive Microsoft, Starfield e Redfall, subiscono significativi ritardi, passando dal 2022 al 2023: nel caso di Starfield questo detta una mancata “opportunità natalizia” che incide non poco sulle vendite e sui guadagni del gioco. La crescita degli abbonamenti si ferma e lo stesso Phil Spencer esprime grande delusione in un comunicato mandato via e-mail ai dirigenti nel 2022: “A quanto pare è probabile che intercorreranno non meno di sedici mesi tra la pubblicazione di una nostra grande esclusiva e l’altra. E’ una situazione disastrosa, considerando tutto quello che abbiamo investito in nuovi studi per finanziare i contenuti del Game Pass.”

A partire da questo momento, Microsoft smette di fornire aggiornamenti agli investitori sul numero di iscritti al Game Pass. Viene stimato che la crescita del numero di abbonamenti negli ultimi due anni (bienni 2022-24) abbia portato la cifra a 33 milioni, solo il 33% in più di quelli nel 2022, a fronte di un obiettivo atteso del 73%.

Dopo aver escluso il raggiungimento degli obiettivi di performance su Game Pass dalla lista di incentivi per l’A.D. Satya Nadella, Microsoft prova a spingere nuovamente sul Game Pass con gli abbonamenti PC e Xbox Series S, ma è anche costretta a ridimensionare i suoi obiettivi riguardanti X-Cloud, che doveva essere un motore trascinante per la crescita di abbonamenti.

In poche parole, allo stato di cose attuale i progetti di Microsoft per la crescita di Game Pass non stanno affatto andando come previsto.

E’ possibile che la distribuzione di esclusive su altre piattaforme sia un disperato gesto per tentare di “dare una maggior copertura” a titoli importanti, resi disponibili a una folla più ampia di giocatori che potrebbero sottoscrivere un abbonamento? O interessarsi a brand che altrimenti trascurerebbero? Che sia un modo per tornare sulla cresta dell’onda del software a spese di una potenziale mancata vendita di piattaforme fisiche?

Quali che siano le motivazioni di questa scelta, se sarà confermata rappresenterà certamente qualcosa che non lascia indifferenti né i fan di Xbox né i suoi impiegati, ponendo serie domande sul futuro di Microsoft come produttore di hardware.

Evento Microsoft: riflessioni e potenziali esiti o conseguenze.

Avrebbe senso che dopo oltre vent’anni passati a produrre hardware per il gaming (e spesso sbandierandone la “superiorità tecnica” e i maggiori investimenti rispetto alla concorrenza) Microsoft decidesse di voltare pagina e dichiarare chiusa l’era delle console proprietarie?

Un simile evento rappresenterebbe certamente un importante scossone del panorama console così come lo conosciamo.

In un recente incontro con gli impiegati, i dirigenti Microsoft sembrerebbero aver rassicurato i dipendenti riguardo al fatto che la produzione di hardware continuerà, ma non si sono lasciati sfuggire una parola riguardo la veridicità delle voci. Voci che affermano che importanti esclusive Microsoft, di cui le prime dovrebbero essere Starfield e Hi-Fi Rush (potenzialmente seguiti da Sea of Thieves e Indiana Jones) starebbero per approdare sulle console della concorrenza. Anche qui la verità sarà chiarita solo all’evento Microsoft.

Su Twitter c’è chi spergiura che Microsoft ha dato l’ok allo sviluppo e al lancio di un nuovo tipo di piattaforma: potrebbe trattarsi, appunto, di una portatile? Di un modello ibrido come Switch della Nintendo? O magari di una Xbox Series X senza disco e “mid-gen”? Come già accaduto nel 2016 con Project Scorpio, Microsoft potrebbe voler dare qualche indiscrezione su un nuovo modello o una nuova piattaforma, ma senza rivelare troppo.

Staremo a vedere. Quello che è certo è che l’evento del 15 febbraio si prospetta un importante appuntamento per ottenere (si spera) risposte a questioni che potrebbero incidere pesantemente sul futuro e sulle direzioni intraprese da Microsoft per la sua divisione gaming. Vale dunque la pena di seguirlo con il fiato un po’ sospeso: sia da parte di coloro che sperano in un mantenimento delle esclusive e di un eventuale rilancio di Xbox, che possa creare nuove motivazioni agli utenti per comprare una console di casa Microsoft; e sia da parte di quelli che invece sperano di veder approdare le esclusive Microsoft anche su altre piattaforme, come Nintendo Switch e PS5.

Su una cosa, comunque, bisogna concordare: in un modo o nell’altro Microsoft è riuscita nell’intento di attirare l’attenzione su questo evento. Non vediamo l’ora di saperne di più.

Rimanete sintonizzati per seguire e conoscere con noi tutte le novità.

Recensione Persona 3 Reload, click boom boom boom

0

Nel lontano 2006, Shin Megami Tensei: Persona 3 si impose con la forza della tranquillità come uno dei migliori e più importanti JRPG di tutti i tempi. In un periodo storico in cui il flusso dei giochi di ruolo poteva beneficiare di una piattaforma, la PlayStation 2, assolutamente in prima linea nella diffusione occidentale del genere, il titolo Atlus cambiò le carte in tavola. Lo fece anzitutto con una storia matura ed un immaginario controverso, ma anche e soprattutto trasmettendo l’idea ludica che trascorrere del tempo con i personaggi avesse un peso specifico rilevante nell’economia generale. Un pò dating, un pò anime, un pò Shin Megami Tensei. Persona 3 fu un successo e segnò il destino di Atlus elevando la serie ad un punto di riferimento dell’intero panorama, con il successivo magnifico quarto capitolo e con il ben noto trionfo raccolto dai Ladri Fantasma in tempi più recenti.

Alla luce degli esperimenti che hanno coinvolto il brand (tra cui l’ultimo intrigante Persona 5 Tactica), non stupisce che Atlus e SEGA abbiano deciso di dare anche una nuova rilettura al terzo episodio creando la sua esperienza definitiva. In un mese che vedrà l’arrivo di un altro remake incredibilmente atteso, sarà riuscito Persona 3 Reload a ritagliarsi uno spazio? Si, decisamente si.

Il titolo è disponibile dallo scorso 2 Febbraio per PC (via Steam), Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4 e PlayStation 5. Inoltre è presente nel catalogo di Xbox Game Pass.


Versione testata: PlayStation 5


Mi sveglio ed è passata solo un’ora

Tatsumi Port Island, scuola superiore di Gekkoukan. La vita scorre regolarmente, scandita dalla routine della campanella che fa da metronomo tra una lezione e l’altra, passando per i brevi momenti aggregativi e le attività dei club scolastici. Tuttavia, c’è qualcosa di particolare che sfugge alla ordinarietà del silenzioso ed innominato protagonista: la capacità di vivere, all’esatto scoccare della mezzanotte, sessanti occulti minuti noti col nome di Ora Buia. Un momento fuori dal tempo e dello spazio in cui le persone scompaiono ed il mondo viene invaso da creature misteriose e pericolosissime. Assieme ad un gruppo di compagni coi quali condividerà tale abilità soprannaturale, le vicende porteranno ad indagare il fenomeno che li accomuna tentando di salvare il mondo. Per farlo, dovranno avventurarsi nella scalata dell’enigmatico Tartaro, una torre gigantesca che appare nell’Ora Buia al posto della loro scuola.

Le tematiche di Persona 3 Reload sono le stesse dell’originale… preparatevi.

Com’era lecito attendersi, la trama di Persona 3 Reload ripercorre perfettamente gli eventi della prima indimenticabile versione del titolo. Anche a distanza di quasi vent’anni, le vicende e soprattutto le tematiche affrontate conservano la loro potenza, lasciando un profondo solco nelle coscienze dei giocatori anche grazie ad una scrittura ulteriormente migliorata. L’impronta esistenzialista, portata alle sue più dure e complesse sfaccettature e conseguenze, è ora come allora un unicum del panorama, soprattutto perché calata in un contesto, quello adolescenziale, al contempo antitetico ed affine. Sotto questo punto di vista, è forse bene precisare che non tutti gli argomenti potrebbero essere adatti ad un pubblico giovane, soprattutto per implicazioni ed immaginario complessivo. Come non ricordare la mai sopita polemica sulla rappresentazione visiva dell’Evoker e del suo metodo di utilizzo…

Ciò che invece è cambiato in Reload è la presentazione estetica complessiva, che ha subito un profondo restyling. Pur mantenendo inalterati i design originali e la palette cromatica (la cui scelta, nei Persona, non è casuale o meramente stilistica), l’influsso dei Ladri Fantasma è ben visibile. Persona 5 Royal ha fatto scuola, cosa che si nota palesemente nei menù, nell’equilibrio con i filmati anime, nell’uso di una regia dinamica. Reload, in questo senso, è indiscutibilmente più bello che mai. E la colonna sonora, ri-arrangiata da Atsushi Kitajoh e con nuove musiche, è parimenti splendida.

Affogo in una lacrima perché il mio destino è autodistruttivo.

La rabbia non ti basta

Ma anche il Tartaro ha subito un grandissimo restyling, forse l’aspetto che richiedeva più fortemente una svecchiata dopo le parziali riletture effettuate in Persona 3 FES e Persona 3 Portable.

L’inquietante torre malvagia dell’Ora Buia è ancora minacciosa ed è rimasta sostanzialmente la stessa nella sua struttura e dimensione. Sono ancora presenti gli oltre cento piani suddivisi in zone progressivamente sbloccabili, così come le ambientazioni continuano ad essere generate proceduralmente. Ad essere cambiata è la presentazione complessiva, che conferisce all’intero Tartaro una personalità molto più delineata (anche se lontana dai palazzi di Persona 5), ma soprattutto le possibilità esplorative.

Tanto per cominciare, il dungeon crawling non è più demandato ad una visuale in prima persona per schermate fisse (come in una delle precedenti iterazioni di P3) ma è finalmente cementificato attorno ad una più familiare terza persona. Sparisce la controversa meccanica della fatica, permettendo di affrontare l’esplorazione senza il tedio di una eccessiva punizione, e viene introdotto addirittura un dash per velocizzare il ritmo generale.

Il Tartaro adesso è molto più bello da navigare rispetto al passato.

Sul lato del combattimento, ad esempio, ecco le opzioni di autobattle introdotte in P5R (e dallo stesso capitolo, una serie di miglioramenti dedicati alle fusioni delle Persona), una meccanica che permette di passare ad un altro membro del party quando si colpisce una debolezza, e la Teurgia (simile alle classiche Limit Break di un’altra famosa serie JRPG). Ed occhio alle Porte della Monade, passaggi speciali che appaiono in maniera randomica per offrire utili ricompense a patto di sconfiggere avversari più tosti.

Chiariamoci. Il Tartaro è e rimane una proposta più basilare e meno complessa rispetto a quanto visto nei capitoli più recenti. Ma le aggiunte e migliorie la rendono quantomeno una lettura più moderna, facile da navigare e divertente da giocare. Circostanza niente affatto scontata, considerando quanto tempo dovrete passare al suo interno. Semmai, quello che non ci ha propriamente convinto è il complessivo bilanciamento della difficoltà. L’impressione (neanche tanto lieve) è che Reload abbia tarato maggiormente verso il basso l’esperienza complessiva, soprattutto rispetto al capitolo originale. Un po’ per effetto delle introduzioni che vi abbiamo citato, un po’ per abbracciare più facilmente il pubblico odierno (notiamo il ricorrere di un trend visto anche in Persona 5 Tactica). Ma avremo apprezzato un’esperienza, quantomeno a difficoltà normale, un pochino più impegnativa.

Si notano in tante cose gli influssi del successo di Persona 5.

Cinque cellulari nella tuta gold

L’altra anima, quella prettamente sociale, è stata altrettanto migliorata anche se in misura più marginale.

Troverete infatti tutti i Social Link ed eventi del capitolo originario, più qualche aggiunta direttamente dal capitolo portatile. Seguire le attività disponibili è diventato molto più semplice, così come viaggiare rapidamente da un punto all’altro. Particolarmente apprezzata ed user friendly è anche la modalità Riavvolgi, che permette di rivivere momenti passati in caso di errori commessi. Persino gli appuntamenti, una volta piuttosto cringe, sono stati rivisti e resi più coerenti.

Tra le novità è stata inserita l’opportunità di frequentare i membri del party, al di là degli eventi Social Link. Ci si trova così a prepararsi una cenetta rilassante, vedere un programma alla TV e molto altro. Come per i collegamenti sociali tradizionali, anche queste mostrano interazioni uniche legate allo sviluppo dei personaggi a seconda delle linee di dialogo. Un modo intelligente non solo per sviluppare ulteriormente i fantastici personaggi del cast con nuovi dialoghi eccellenti, ma anche un’opportunità per sbloccare abilità passive per affrontare i dungeon del Tartaro.

In Reload è più facile gestire il calendario e gli impegni.

Persona 3 Reload è dunque indiscutibilmente la versione migliore del capolavoro Atlus ma, tristemente, non è altresì la sua iterazione più completa.

Essendo basata sulla release del 2006, mancano da FES l’episodio sequel intitolato The Answer che fornisce un epilogo alle vicende narrate. Da P3P manca invece la possibilità di affrontare la campagna con un alter-ego femminile alternativo, con una storia parzialmente diversa. Mentre comprendiamo l’assenza di quest’ultima variabile, meno facile da digerire è l’idea di non avere a disposizione The Answer. Certo, si potrebbe osservare che è tradizione della saga proporre riedizioni migliorate ma paradossalmente non ufficialmente canoniche… però sarebbe stato bello cogliere l’occasione per creare un capitolo davvero completo, abbandonando le ambiguità. Ancor più se si pensa che voci di corridoio suggeriscono l’arrivo dell’episodio sequel come futuro DLC. Non sappiamo se sarà così, però ecco… è una situazione che si poteva evitare alla radice, a nostro avviso.

Grazie alla funzione Riavvolgi, gli esami diventeranno una passeggiata.

Commento finale

Quando il materiale di partenza è già un capolavoro, un remake capace di migliorarne ulteriormente la formula non può che raggiungere il medesimo status. Anche a distanza di quasi vent’anni, il terzo capitolo principale della serie Atlus dimostra di essere ancora un eccelso JRPG dalla trama fenomenale e dal gameplay assuefacente. Persona 3 Reload prende tutto questo e lo eleva all’ennesima potenza, con una nuova veste grafica, una più fluida gestione dei dungeon ed una serie infinita di miglioramenti. Dopo Like a Dragon: Infinite Wealth, un altro capolavoro firmato SEGA in questo esaltante inizio 2024.

Dead Island 2 arriva su Steam

0
Dead Island

Dead Island 2, l’action RPG in prima persona ambientato in una versione infernale di LA, arriverà su Steam tra due mesi, lunedì 22 aprile. 

Dead Island 2

Con la città in quarantena a causa di un virus letale, sarà il cacciatore, immune al virus, ad intraprendere un epico viaggio pulp, ad incontrare un folle cast di personaggi ed esplorare luoghi noti come Beverly Hills, Venice Beach e Santa Monica per scoprire la verità dietro l’epidemia e chi o cosa si è trasformato.

Uccidere zombie non è mai stato così divertente e i giocatori assisteranno in maniera molto più realistica alle loro uccisioni grazie al sistema F.L.E.S.H. (Fully Locational Evisceration System for Humanoids) di Dambuster, che rende lo smembramento gratificante e gloriosamente cruento.

Per contribuire a questa carneficina, i giocatori possono costruire ed equipaggiare una miriade di armi, mod e abilità che consentono una personalizzazione completa e creazioni folli.

I giocatori incontreranno una moltitudine di tipi di zombie diversi, ognuno con le proprie mutazioni, attacchi e variazioni a tema LA. Se ciò non bastasse, si potrà condividere il divertimento con i propri amici – e farsi due risate con la modalità coop a tre giocatori.

Per celebrare la notizia, è possibile ottenere Dead Island Riptide – Definitive Edition gratuitamente nelle prossime 48 ore (fino alle 15:00 italiane di giovedì 15 febbraio), ed usufruire di uno sconto del 75% su Dead Island: Retro Revenge.

Dead Island 2 è già disponibile per i sistemi Xbox e PlayStation e su Epic Games Store (QUI la nostra recensione).

Il futuro di Xbox, ecco quando si terrà l’atteso evento: sarà svolta multipiattaforma?

0

Come promesso la scorsa settimana, Microsoft ha annunciato l’arrivo di uno speciale evento Official Xbox Podcast per rispondere ai recenti rumors.

L’evento, confermato a mezzo X sul profilo ufficiale di Xbox, riporta data ed orario dell’evento.

L’evento avrà luogo giovedì 15 Febbraio alle ore 21:00 italiane. Si tratterà di un evento in cui interverranno Phil Spencer (amministratore delegato di Microsoft Gaming e responsabile del brand Xbox), Sarah Bond (presidente di Xbox) e Matt Booty (capo di Xbox Game Studios).

Come ricorderete, la settimana scorsa è impazzato il rumor secondo cui sarebbe avvenuto un deciso cambio di rotta nelle politiche aziendali per cui il futuro di Xbox potrebbe affacciarsi con decisione al multipiattaforma. Il rumor, muovendo da Starfield, si era nel corso delle ore esteso anche ad un nutrito numero di esclusive quali i già vociferati Hi-Fi Rush e Sea of Thieves, passando per il nuovo capitolo di Doom ed Indiana Jones and the Great Circle, fino ad arrivare ad autentiche icone come Halo e Gears of War.

Dopo i dietrofront da parte di alcuni leaker, nelle scorse ore The Verge sembra confermare che Xbox si sta preparando al grande passo verso il panorama multipiattaforma a partire da Hi-Fi Rush e Pentiment, per poi espandersi entro la fine dell’anno a Sea of Thieves ed altri titoli ancora da valutare.

La verità è oramai dietro l’angolo. Attendiamo l’evento Xbox che si appresta a scrivere una nuova pagina di storia del nostro media preferito.

Twisters, il cult movie torna a seminare distruzione nel trailer italiano ufficiale

0

In occasione dei festeggiamenti per il 58° Super Bowl, l’epico disaster movie Twisters si è mostrato nel primo trailer ufficiale.

Dai produttori delle saghe di Jurassic Park, Bourne e Indiana Jones, il film è una nuova versione del blockbuster del 1996 ambientato ai nostri giorni. Vi proponiamo di seguito il trailer ufficiale italiano, grazie all’account ufficiale YouTube di Warner Bros.

Diretto da Lee Isaac Chung, regista/sceneggiatore candidato all’Oscar per Minari, in ‘Twisters’ sono protagonisti la candidata ai Golden Globe Daisy Edgar-Jones (La ragazza della palude, Normal People) e Glen Powell (Tutti tranne te, Top Gun: Maverick), due forze opposte che si uniscono per cercare di prevedere, e possibilmente domare, l’immensa potenza dei tornado.

Daisy Edgar-Jones veste i panni di Kate Cooper, ex cacciatrice di uragani segnata dall’incontro devastante con un tornado durante i suoi anni al college. Kate, che ora studia i percorsi degli uragani al riparo nel suo ufficio di New York City, viene spinta a tornare in campo dal suo amico Javi per testare un innovativo sistema di tracciamento. Il suo percorso incrocia quello di Tyler Owens (Powell), un’affascinante e spericolata superstar dei social media che si diverte a postare le sue avventure a caccia di tempeste con il suo gruppo: più sono pericolose, meglio è! Con l’intensificarsi della stagione delle tempeste, si scatenano fenomeni terrificanti mai visti prima e Kate, Tyler e le loro rispettive squadre si ritrovano sulla traiettoria di molteplici sistemi temporaleschi che convergono sull’Oklahoma centrale e che metteranno a dura prova la loro sopravvivenza.

Nel cast anche il candidato ai Golden Globe, Anthony Ramos (Sognando a New York – In The Heights) nel ruolo di Javi, accanto a David Corenswet (l’imminente Superman: Legacy), assieme ad un nuovo ed entusiasmante cast che comprende Brandon Perea nei panni di Nope, Sasha Lane (American Honey), Daryl McCormack (Peaky Blinders), Kiernan Shipka (Le terrificanti avventure di Sabrina), Nik Dodani (Atypical) e la vincitrice del Golden Globe, Maura Tierney (Beautiful Boy).

Dalla Amblin Entertainment, Twisters è prodotto dal candidato all’Oscar, Frank Marshall (le saghe di Jurassic Park e Indiana Jones) e da Patrick Crowley (le saghe di Jurassic Park e Bourne). Scritto da Mark L. Smith, sceneggiatore del film candidato all’Oscar The Revenant, il film sarà nelle sale italiane a partire dal 17 Luglio, distribuito da Warner Bros.

Fanatec lancia Gran Turismo DD Extreme, il sistema di guida a 15Nm

0
Fanatec

Fanatec lancia il sistema Gran Turismo Direct Drive più avanzato in collaborazione con Polyphony Digital: Gran Turismo DD Extreme.


Potrebbe interessarvi anche:

Presentati i nuovi Fanatec ClubSport DD e DD+ con coppia da 12 e 15 Nm


Sviluppato a quattro mani insieme all’azienda giapponese, consociata di Sony Interactive Entertainment, e con la licenza e l’approvazione ufficiale di Sony Interactive Entertainment, Fanatec lancia il Gran Turismo DD Extreme. Si tratta del più potente sistema Direct Drive per Gran Turismo, che combina un volante avanzato con la nuova base motore ClubSport DD+ da 15 Nm, per offrire prestazioni costanti e un Force Feedback incredibilmente realistico.

Gran Turismo DD Extreme è il modo migliore per vivere Gran Turismo 7. Il volante multiuso e completamente rotondo ha un aspetto e una sensazione realistici grazie all’impugnatura in pelle vegana premium e al diametro di 300 mm. Gli input specifici di Gran Turismo sono coperti da quattro stick direzionali a 5 direzioni, mentre il volante è stupefacente grazie ai FlagLED RGB, alla striscia RevLED diffusa, agli anelli LED RGB e al display OLED da 2,7″.

Progettato da zero per il quick release QR2 di ultima generazione, il volante trasmette i dettagli più fini del motore Direct Drive e della tecnologia FullForce di Fanatec alle mani del pilota.

Il cuore pulsante di Gran Turismo DD Extreme è il nuovo ClubSport DD+ Wheel Base, un Direct Drive capace di erogare 15 Nm di potenza, progettato da zero per i piloti di simulazione più esigenti.

Le prestazioni del servomotore ClubSport DD+ e l’elettronica avanzata hanno permesso a Fanatec di mettere a punto il suo comportamento con incredibile precisione. Il volante è vivace nelle mani e comunica i minimi dettagli, pur rimanendo straordinariamente stabile (resistente alle oscillazioni indesiderate).

Il ClubSport DD+ è raffreddato passivamente e progettato in base a requisiti rigorosi, il che lo rende il motore più stabile dal punto di vista termico della sua categoria, garantendo così prestazioni costanti e ininterrotte anche nelle gare più lunghe e impegnative.

Le prestazioni di slew rate leader della categoria, combinate con il potente processore, rendono ogni reazione del motore incredibilmente veloce e dinamica. Ne beneficiano i segnali di force feedback tradizionali e i segnali FullForce migliorati (nei giochi supportati).

La tecnologia FullForce è un nuovo protocollo di Force Feedback creato appositamente ed esclusivamente per Fanatec Direct Drive e per la connessione meccanica del QR2. FullForce sfrutta la risposta istantanea e la totale assenza di zone morte della tecnologia Direct Drive, offrendo vibrazioni ad alta frequenza e un nuovo livello di immersione. È previsto che Gran Turismo 7 supporti FullForce in un futuro aggiornamento del software.

Il pacchetto Gran Turismo® DD Extreme supporta tutti i pedali e gli accessori Fanatec moderni, come il cambio e il freno a mano (tutti venduti separatamente).

Il tutto sarà disponibile sul sito ufficiale al prezzo di 1299,95 euro.

Recensione Banishers: Ghosts of New Eden, fin dove vi spingereste per amore?

0
Ghosts of New Eden

Banishers: Ghosts of New Eden è il più ambizioso progetto di Don’t Nod. Gli sviluppatori francesi, questa volta esplorando la società puritana del New England del 17esimo secolo, periodo caratterizzato dalla paura delle streghe e dell’occulto, hanno voluto raccontarci una nuova e potente storia di amore e dolore che attinge a piene mani dal mito eterno di Orfeo ed Euridice: l’amore è più forte della morte.

In un’intervista rilasciata nei mesi precedenti al lancio del gioco da Stéphane Beauverger, Head of Narration di Don’t Nod, questi ha voluto sottolineare come allo studio francese piaccia “torturare” i videogiocatori obbligandoli a relazionarsi con personaggi dalla moralità sfaccettata. Diciamolo subito, se questo era il loro obiettivo, hanno fatto centro. Grazie ad un sapiente lavoro di scrittura, nonostante la prevedibilità di alcune situazioni, Banishers: Ghosts of New Eden ci ha travolto a livello emotivo. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura!

Banishers: Ghosts of New Eden, edito da Focus Entertainment, sarà disponibile da domani 13 febbraio 2024 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Vi ricordiamo che potete acquistarlo su Amazon al seguente link: CLICK!


Versione testata: PlayStation 5


Una storia d’amore, morte e sacrificio

New Eden, 1695. Antea Duarte e Red Mac Raith sono una coppia di epuratori innamorati. A seguito di una missione disastrosa, Antea viene ferita fatalmente, diventando uno spettro nelle terre selvagge infestate del Nord America. Proprio quelli spettri che tanto disprezza. Il nostro obiettivo, nei panni di entrambi i protagonisti, sarà quello di trovare un modo per liberare Antea dalla sua “nuova situazione”. Ma chi sono gli epuratori? Coloro che hanno il compito di recidere gli aggrovigliati vincoli che legano i vivi e i morti.

La narrativa di Banishers: Ghosts of New Eden, seppure in larga parte “scontata”, è di una potenza dirompente. Ci siamo sentiti più e più volte inermi di fronte a quanto accadeva davanti ai nostri occhi. Per non parlare della scrittura dei personaggi, ricchi di personalità e di sfumature. Dei dialoghi, mai ridondanti e stranianti (come accade spesso in titoli del genere, che di fatto a volte “scordano” le scelte da noi fatte anche solo 5 minuti prima). O del certosino e curatissimo lavoro di ricerca storico-culturale riposto in ogni dettaglio al fine di rendere il background narrativo dannatamente affascinante. Anche grazie all’attenta direzione artistica e all’ottimo comparto sonoro che riescono a trasmettere a pieno l’identità di quei luoghi e di quel mood soprannaturale.

“La vita ai vivi, la morte ai morti”, dunque. Questo il chiaro e semplice mantra che ci viene ribadito sin dalle prime battute di gioco. Ma sicuri sia così “semplice” quando poi si entra nella nostra sfera personale?

Tramite un sistema di scelte sempre chiaro, che addirittura appare troppo didascalico rispetto a ciò che nasconde, dovremo decidere il destino degli abitanti di New Eden. E di conseguenza della nostra amata Antea. Saremo noi a plasmare la storia e tutte le possibili relazioni. Riprendendo la tagline della recensione: fin dove vi spingereste per amore?

Banishers
E voi? Fino a dove siete disposti a spingervi per amore?

Seppure quanto descritto possa sembrarvi “banale” e già visto e rivisto, il modo in cui è stato realizzato ci ha continuamente spiazzato. Già alla prima “scelta”, quando il gioco ci butta in faccia la dura e cruda verità, ci siamo fermati a pensare e a “soffrire”. Come mai prima d’ora in un prodotto del genere.

Ovviamente una produzione che pone il focus narrativo su una struttura simile, plasmabile a piacimento dal videogiocatore, presenta una buona dose di rigiocabilità. Per vedere tutti e 5 i finali possibili dovremo, infatti, cercare di ponderare al meglio tutte le micro e macro scelte. Non abbiamo potuto testare tutto con mano perché il gioco già in prima battuta offre tantissimi contenuti (parliamo di una trentina di ore per una prima run “normale”) ma abbiamo il presentimento che ogni nostra scelta possa avere parecchie conseguenze tangibili.

Ghost of War

Seppure la commistione ludo-narrativa di cui sopra sia il core centrale, come da tradizione Don’t Nod, questa volta gli sviluppatori francesi hanno proposto una parte “action” molto più stimolante rispetto al passato. Già con Vampyr (QUI la nostra recensione) era stato fatto un primo tentativo in tal senso. Ma è con Banishers: Ghosts of New Eden che i passi in avanti sono finalmente tangibili.

Il sistema di combattimento si basa sull’utilizzo alternato dei due protagonisti. Red è un guerriero più convenzionale, con una spada per gli attacchi corpo a corpo, un fucile per gli attacchi a distanza e una fiaccola per una specie di “finisher”. Antea invece sfrutta le sue doti soprannaturali per scatenare attacchi eterei, che siano una sorta di scatto verso il nemico, o un’esplosione che colpisce ad area. Presenti anche alcune finezze più “tecniche”, come parry, perfect dodge e perfect switch.

Sulla carta il sistema di combattimento è funzionale e ben pensato. Tuttavia, risulta un po’ “grezzo” a causa di hitbox non sempre impeccabili, una telecamera poco dinamica e un comparto tecnico che soffre leggermente le situazioni più concitate. Anche selezionando la modalità Prestazioni a 60 fps. E in un paio di occasioni, a dirla tutta, si è addirittura chiuso il gioco. È pure vero che gli sviluppatori hanno promesso una patch al D1, quindi… vedremo.

Ben più grave, però, è la scarsa varietà dei nemici, soprattutto nella prima metà dell’avventura. Avremmo preferito sin da subito una composizione degli encounters più variegata, è inutile nasconderlo. Fortunatamente l’evoluzione molto flessibile dei nostri protagonisti (si possono redistribuire i punti abilità in ogni momento e gratuitamente) e le possibilità di miglioramento dell’attrezzatura consentono di mitigare, in un certo senso, la possibile ripetitività permettendoci di intervenire in prima persona sulla nostra build. A tal proposito, una nota di plauso all’intuizione degli sviluppatori di riempire il gioco di combattimenti opzionali che presentano modificatori. Tale scelta “indirizza” il combattimento verso strade sempre diverse che stimolano la sperimentazione. Queste sfide, inoltre, permettono di potenziare permanentemente le statistiche dei nostri personaggi.

Banishers
La scarsa varietà dei nemici è forse il difetto più grande del gioco

Le abilità eteree di Antea oltre ad aumentare le possibilità offensive e difensive in combattimento, hanno un ruolo ben più importante in relazione all’esplorazione del mondo di gioco. Man mano che avanzeremo nel corso dell’avventura (e in base alle scelte fatte, attenzione) avremo la possibilità di sbloccare nuovi poteri per raggiungere nuove zone, segreti, attrezzature, collezionabili, etc.

Proprio il level design del mondo di gioco è la discriminante meramente ludica che ci ha colpito di più. New Eden è enorme ed e quasi totalmente interconnessa grazie ad un sapiente utilizzo di scorciatoie ed escamotage legati ai poteri eterei di Antea. La composizione delle mappe e l’avanzamento legato a tantissimi piccoli enigmi ambientali, uniti ad un reward system anomalo ma funzionale, in cui la ricerca di materiali è preponderante, ci ha catturato e ci ha fatto avventurare in zone totalmente opzionali per il semplice gusto di esplorare il mondo di gioco.

Banishers: Ghosts of New Eden, insomma, pur con tutti i suoi angoli da smussare, funzionerebbe anche come “semplice” action-RPG a là God of War post-reboot. E pensiamo che questo paragone valga più di mille parole.

Commento finale

Banishers: Ghosts of New Eden è il miglior gioco di Don’t Nod. Ci siamo trovati di fronte ad un titolo emotivamente devastante supportato questa volta da una parte “action” finalmente ben riuscita e appagante, soprattutto grazie all’ottimo lavoro di level design del mondo di gioco. Nonostante le criticità non manchino, come evidenziato nel testo della recensione, pensiamo che questo sia il primo titolo di Don’t Nod che riuscirà a mettere tutti d’accordo.