Secondo alcune voci di corridoio, sembrerebbe che la FIFA abbia individuato in 2K Games il proprio partner commerciale per realizzare il nuovo videogioco di calcio sfruttando la celebre licenza.
A far rimbalzare la notizia è stato, nelle ultime ore, l’insider Kurakasis con un post sibillino su X.
C’è da dire che la fonte sembra essere piuttosto affidabile, dopo aver svelato recentemente il nuovo capitolo di Sonic Generations e Metro VR, così come il titolo ufficiale del titolo dedicato ad Indiana Jones sviluppato da MachineGames.
2K Games è nota per la cura riposta negli sportivi, come visto nella tradizione di NBA 2K ma anche di WWE 2K. La partnership è sembrata, fin dal divorzio con Electronic Arts, abbastanza prevedibile ed inevitabile ed il rumor sembra confermare le sensazioni in questo senso.
Fino ad oggi, non ci sono state notizie ufficiali sul futuro della licenza, anche a causa della richiesta astronomica di un miliardo di dollari declinata da EA poco prima del celebre allontanamento che ha portato alla nascita di EA Sports FC 24.
Restiamo in attesa di sviluppi ufficiali sull’asse tra FIFA e 2K Games.
Suicide Squad: Kill the Justice League è destinato, nel bene e nel male, a diventare un case study per l’industria. Soprattutto quando uno dei team di sviluppo più talentuosi delle ultime generazioni videoludiche, quei Rocksteady capaci di tirar fuori la meravigliosa serie Arkham, si prende quasi una decade per un nuovo progetto. Specialmente quando il prodotto finale non solo prende le distanze dai lavori precedenti per gameplay, ma intraprende una strada tortuosa fatta di spinose scelte narrative ed una dibattuta struttura game as a service. Ed in particolar modo dopo un reveal tiepido, progressivamente esacerbato da un malcontento diffuso tale da costringere al rinvio di un anno del progetto a poche settimane dalla release originaria.
Con premesse di questo tipo, purtroppo non stupisce aver assistito nelle scorse settimane ad una vera e propria gogna mediatica del progetto. Come ha potuto un team di questo calibro piegarsi a logiche di tal misura?Come hanno osato calpestare il lascito dell’Arkhamverse? Perché hanno buttato il loro talento alle ortiche per quasi dieci anni? Un malumore serpeggiante tanto nella community quanto nella stampa internazionale. Ma è davvero tutto come la vox populi afferma? Oppure è un autoconvincimento dettato da ragionamenti più legati a quello che si sarebbe voluto, che non a quello che effettivamente ed oggettivamente abbiamo in mano? Ci siamo presi qualche giorno extra per esplorare a fondo la Metropolis raccontata nel nuovo prodotto Rocksteady e adesso possiamo finalmente raccontarvi gioie e dolori del titolo più controverso e sottovalutato dell’anno.
Suicide Squad: Kill the Justice League è disponibile dal 2 Febbraio per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.
Versione testata: PlayStation 5
È semplice. Dobbiamo… uccidere la Justice League
Manicomio criminale di Arkham. Amanda Waller recluta tra i detenuti della struttura i componenti della Task Force X: l’assassino Deadshot, la criminale Harley Quinn, lo squinternato Capitan Boomerang ed il letale King Shark (direttamente da Belle Reve). Un team improbabile, tenuto insieme dal ricatto: completare l’incarico assegnato o essere terminati dalla bomba impiantata alla base del loro cranio. La loro missione è molto semplice: una volta raggiunta Metropolis, dovranno opporsi all’invasione di Brainiac, già responsabile di distruzione e morte su larghissima scala. C’è però un piccolo e trascurabile problema: il terribile avversario ha corrotto le menti degli eroi della Justice League. Come opporsi alla superiorità tecnologica della forza aliena, ulteriormente rafforzata dalle abilità dei World’s Finest? Beh… uccidendo anzitutto la Justice League, ovviamente.
Il nostro team di disadattati crescerà in affiatamento e relazioni nel corso della storia.
La premessa narrativa alla base di Suicide Squad è al contempo estremamente rischiosa e tremendamente affascinante. Da un lato, l’idea di porre in essere un nuovo capitolo ambientato all’interno dell’ArkhamVerse ha permesso agli sviluppatori di poggiare le proprie basi su fondamenta familiari. Dall’altro lato, è inevitabile aver attirato critiche e malcontenti per un tono diametralmente opposto ai lavori precedenti… ed anche per essere balzati dall’altro lato della barricata, con l’obiettivo dichiarato di uccidere i buoni.
Perché è inutile girarci intorno, ed in fondo è questo l’obiettivo di questa recensione: affrontare di petto gli argomenti caldi e più controversi di questa produzione. Kill the Justice League rovina l’eredità di Arkham? La risposta secca dopo oltre venti ore di campagna principale è un sonoro no. Rocksteady decide infatti di raccontare una vera e propria Crisi in stile DC, con tutti i pregi e difetti che una scelta del genere può provocare nei confronti delle aspettative dei fan dei loro precedenti lavori. Il mondo è sempre lo stesso, gli eroi sono sempre gli stessi ed anche i nemici lo sono. Tuttavia, sono passati molti anni dalla nostra ultima visita a Gotham e stavolta ad essere diverso è l’intero scenario: un’apocalisse in cui non ci sono mezze misure e le scelte da farsi sono tremende. Con l’unica speranza lasciata ad un gruppo di criminali egoisti. Approcciarsi ad una sceneggiatura di questo tipo è complesso, ma Rocksteady non dimentica le proprie origini con una evidente cura nella regia e nella costruzione della lore, appoggiandosi ai classici approfondimenti demandati a registrazioni e file. Insomma: al netto di qualche scelta destinata a far scalpore (probabilmente per sempre, chissà…), la storia di Suicide Squad vi spingerà a restare incollati allo schermo per vederne la conclusione… Ma torneremo su questo punto.
Quando Flash sarà corrotto da Brainiac diventerà estremamente fastidioso… e cattivo.
Dimmi… tu sanguini? Gronderai
Ma cosa è, esattamente, Suicide Squad: Kill the Justice League? Une bestia strana, ve lo concediamo, a tratti contraddittoria in ciò che vuole essere, sospesa a metà tra due aspirazioni.
Da un lato c’è il biglietto di presentazione noto a tutti. Il progetto game as a service destinato ad un supporto duraturo, che sacrifica i dettami ludici della precedente serie Rocksteady sull’altare dell’always online (almeno fino alla patch che permetterà di liberarsi di queste fastidiosissime catene imposte da Warner Bros, come tristemente visto anche inMortal Kombat 1). Un quest design fatto di missioni adatte alla cooperativa, strutturate attorno ad obiettivi da portare a termine rincorrendo l’equipaggiamento migliore, il loot compulsivo ed il potenziamento costante. Dall’altro lato c’è invece la voglia di non rinunciare al DNA dello studio britannico. La strenua difesa dell’ideale cinematografico (anche grazie ad un comparto grafico di prim’ordine), della storia da raccontare, della rilevanza dell’esperienza single player. Un dissidio interiore tra due anime, che si manifesta a tratti con tutta la propria prepotenza… ma che trova altresì un insperato equilibrio.
All’inizio dovrete anzitutto imparare ad usare bene ciascun personaggio. Il gioco sarà buon maestro in questo, tranquilli.
Kill the Justice League è infatti, in sé e per sé, sostanzialmente un looter shooter open world non diverso nella filosofia rispetto ad altri esponenti del genere (potremo citarvi Borderlands, ma oseremo tirando in ballo un certo Diablo). Ma riesce ad esserlo in maniera assolutamente non intrusiva, dando al giocatore un gratificante senso di progressione. Ogni missione, tanto le primarie quanto le secondarie, danno accesso costante ma graduale a nuove funzionalità e contenuti. Viene così meno la bulimica frenesia del “tutto subito”, in favore di una lenta e coerente curva di apprendimento. La mobilità estrema del cast (diversificata a seconda del personaggio), l’utilizzo ottimale delle armi, le migliori tattiche offensive e difensive, la conoscenza del campo di battaglia e dei nemici. Sono tutti aspetti che verranno appresi dai giocatori nel corso di una campagna strutturalmente archetipica, ma mai invasiva nei suoi aspetti più GaaS.
In questo senso, le dichiarazioni di Rocksteady sulla perfetta fruibilità del titolo anche ignorando l’opzione multiplayer, ci è sembrata decisamente onesta. Suicide Squad si può giocare ignorando per quasi tutto il tempo gran parte delle finezze statistiche (perlomeno fino all’endgame…), così come studiare il miglior layout e playstyle possibile per ogni membro della Task Force X, per focalizzarsi sulla più pura essenza caciarona e caotica del titolo. Perché si: Kill the Justice League è un autentico casino, ma di quelli divertenti che potrebbe generarvi una genuina assuefazione. L’azione è adrenalinica, scoppiettante, esagerata, stilosa. E quando vi sembrerà di aver visto tutto, il titolo sarà capace di aggiungere un nuovo giocattolo, un nuovo avversario, un nuovo obiettivo da raggiungere. Sebbene strutturalmente ci si limiterà sempre a sparare (e poco altro), la verità è che abbiamo accusato la noia e la ripetitività molto meno di quanto era lecito attendersi… o di quanto si vorrebbe far credere.
Hack è uno dei membri di supporto della Suicide Squad.
Magari torno dentro, così mi puoi salvare!
Arrivati a questo punto, dovrebbe essere facile tirare le somme su Kill the Justice League. Al netto di una storia controversa ma affascinante, di un gameplay concettualmente ripetitivo ma divertente, di una presentazione sgargiante ma tecnicamente impeccabile. Eppure, anche con idee piuttosto chiare, è impossibile ignorare il suo punto di arrivo, ad oggi. Non seguiranno spoiler, ovviamente.
Per sua stessa natura, il cammino di Suicide Squad è infatti destinato a proseguire nel corso del supporto dei prossimi mesi. Rocksteady ha in serbo una roadmap di contenuti gratuiti che si proporrà non solo di aggiungere nuovi obiettivi, ma anche personaggi, missioni, aree di gioco… e capitoli della storia. Senza cadere nell’insidioso terreno degli spoiler, possiamo dirvi che in Kill the Justice League la fine non è che l’inizio. Quando raggiungerete i titoli di coda, saprete che la vostra avventura ha davanti a sé ancora molto da offrire.
Mmm… missioni secondarie a base di un colore verde fluo? Chi potrà mai essere? Chissà…
Al termine della nostra playthrough ci siamo infatti ritrovati davanti ad un autentico marasma di nuovi contenuti da endgame, capaci di estendere grandemente la longevità del titolo fino a raddoppiare serenamente le venti ore impiegate per raggiungere il boss finale. E se alcuni di loro sono semplicemente riproposizioni di vecchie missioni remixate a difficoltà maggiori, non mancano altresì nuovi obiettivi di difficoltà maggiore capace di regalarvi… nuove armi, potenziamenti e funzionalità. Insomma, se il gameplay loop vi ha conquistato, avrete tanto da vedere.
Il problema arrivati a questo punto, semmai è un altro. Quanto la bontà, costanza e varietà dei contenuti in arrivo sarà in grado di elevare le buone basi di Kill the Justice League. Se la prospettiva di avere nuovi membri per la Task Force X è intrigante, la partita si giocherà tuttavia nella capacità, da parte di Rocksteady, di osare nel level design delle nuove aree, nel quest design dei nuovi obiettivi e nella scrittura dei nuovi capitoli della storia. Il team di sviluppo londinese ha tra le mani, con Suicide Squad, la possibilità di scrivere uno dei redemption arc più interessanti degli ultimi anni… oppure di fallire andando a replicare blandamente le stesse idee proposte al lancio. Raramente ci è capitato di essere così in difficoltà nel darvi la nostra opinione su un titolo, con la piena consapevolezza che potrebbe essere totalmente ribaltata (in positivo o negativo) da qui ad un anno. Sarà interessante seguirne gli sviluppi e magari tornare a parlarvene a completamento del progetto per capire se la squadra suicida sarà riuscita nell’impresa.
Metropolis è molto diversa da Gotham.
Commento finale
Suicide Squad: Kill the Justice League è il titolo più difficile da recensire non solo del 2024 ma forse, chissà, dell’intera generazione. Dopo quasi dieci anni d’attesa da Batman Arkham Knight, Rocksteady finalmente torna con un progetto accolto più con un accorato requiem funebre che con un po’ di distaccata freddezza. Giudicato attraverso le lenti del fan deluso da ciò che sarebbe potuto essere questo titolo, sarebbe facile parlare di delusione, andando a marcare in modo iperbolico difetti (esistenti) e meriti narrativi. Ma sforzandosi di giudicare il titolo per ciò che sinceramente vuole essere, non possiamo non riconoscerne gli evidenti valori produttivi, il coraggio del cambio di rotta e, in definitiva, il divertimento e l’intrattenimento che sa regalare. Perché Kill the Justice League è principalmente questo: un titolo che offre un genuino svago, mosso da una trama avvincente ed imprevedibile. Non tutto funziona come dovrebbe e lo spettro della ripetitività aleggia come su qualsiasi altro looter shooter. Ma una cosa è certa: Suicide Squad non è pessimo come bollato dalla communis opinio. Dategli una chance: questa squadra di scalmanati potrebbe sorprendervi e, chissà, magari tra un anno potremo ritrovarci qui a parlare del suo percorso.
Sony Interactive Entertainment è lieta di annunciare che, a partire da oggi, 12 Febbraio,efino a domenica 25 Febbraio, è possibile acquistare il nuovo modello Slim di PlayStation 5 approfittando, per la prima volta, di un’interessante scontistica.
La nuova console, con unità disco, è disponibile al prezzo di 474,99€, invece di 549,99€, con un risparmio pari a 75€ sul prezzo iniziale. Disponibile anche la configurazione in bundle con un secondo DualSense, al prezzo di 534,99€ invece di 609,99€.
Il nuovo design di PS5 presenta una forma più snella e confortevole rispetto alla precedente versione, con un volume e un peso ridotti, rispettivamente, del 30% e del 18%, e un Ultra HD Blu-ray Disc, che per la prima volta è totalmente rimovibile.
Oltre alle nuove specifiche tecniche, PS5 Slim offre a tutti gli appassionati l’opportunità di vivere nuove incredibili avventure, grazie a un’importante libreria di giochi che andrà ad espandersi ulteriormente nei prossimi mesi, con il lancio di titoli come Final Fantasy VII Rebirth, Rise of the Ronin, Stellar Blade, Silent Hill 2 e Death Stranding 2: On the Beach.
La promozione dedicata a PlayStation 5 Slim è attiva presso tutti i rivenditori aderenti all’iniziativa e su Direct PlayStation, lo store online ufficiale targato PlayStation.
Da quanto mostrato, sembra che Deadpool verrà reclutato dalla TVA vista in Loki per una non meglio specificata missione per… salvare l’universo cinematografico MCU!
Il film è diretto da Shawn Levy su una sceneggiatura scritta assieme a Ryan Reynolds, Rhett Reese, Paul Wernick e Zeb Wells. Nel cast troveremo anche Emma Corrin, Morena Baccarin, Rob Delaney, Leslie Uggams, Karan Soni e Matthew Macfadyen. Senza contare i cameo, che si annunciano numerosi e dedicati all’universo cinematografico FOX.
Deadpool & Wolverine arriverà al cinema il prossimo 24 Luglio.
L’ultimo aggiornamento di Counter-Strike 2 ha permesso ai data miner di trovare informazioni riguardanti un nuovo gioco di Half-Life.
La notizia è di quelle capaci di far tremare i polsi ai fan della storica serie Valve. Nello specifico, all’interno dei codici è stata trovata una sigla HLX che potrebbe richiamare il rumor, di qualche tempo fa, legato al progetto Half-Life X.
Mention of another future Valve game in Half-Life universe (codename HLX, similar to HLVR a.k.a. Half-Life: Alyx) pic.twitter.com/GeS8QjOfme
Half-Life: Alyx è stato rilasciato per PC nel 2020 ed è, ad oggi, l’unico nuovo capitolo della serie da quando Half-Life 2: Episode 2 è uscito nel 2007 (peraltro, con una versione per PlayStation VR2 rumoreggiata da tempo). Un anno dopo la sua uscita, file nascosti relativi al fantomatico Half-Life X, sono stati scoperti in un aggiornamento di Dota 2. Dopo anni di silenzio, il gioco sembra essere riapparso riapparso.
Ma cosa potrebbe essere questo titolo? Complesso dirlo, visto che non sono pochi i rumor che rincorrono la serie da lungo tempo su diversi prodotti ambientati nello stesso universo di Half-Life. Neon Prime, noto anche come Citadel, è un presunto nuovo gioco Valve ambientato nel lontano futuro degli eventi narrati in HL2. Potrebbe trattarsi di uno sparatutto in terza persona, si presume con meccanismi di Team Fortress 2, Counter-Strike e Dota. X nel frattempo è molto più misterioso. Potrebbe trattarsi di una versione aggiornata di Alyx o, cosa più interessante, episodi nuovi di zecca.
Febbraio porta con sé una serie di sconti ed offerte interessanti riguardanti PlayStation Plus.
Infatti, i giocatori che hanno effettuato la sottoscrizione al servizio in abbonamento, fino al 14 Febbraio, possono godere di una speciale scontistica su Direct PlayStation. Acquistando due o più articoli dallo store online ufficiale targato PlayStation, per un valore superiore a 100€, verrà applicato uno sconto del 15% sul totale. Un’occasione perfetta per trascorrere un San Valentino a tutto divertimento insieme al proprio “giocatore 2” o per scegliere il regalo perfetto per la Festa degli innamorati, selezionandolo tra le principali periferiche e la vasta gamma di giochi dell’ecosistema PlayStation!
Dallo scorso 6 Febbraio, Marvel’s Spider-Man 2 si è aggiunto al già vastissimo catalogo di titoli in versione di prova, disponibile per tutti gli abbonati al piano Premium di PlayStation Plus! L’ultima fatica di Insomniac Games, che vede Peter Parker e Miles Morales alle prese con la duplice minaccia rappresentata da Kraven e dal terrificante Venom, può essere giocata per un tempo limitato di 2 ore: i trofei e i progressi ottenuti nella versione di prova potranno essere mantenuti in caso di acquisto del gioco completo.
Foamstars, il competitivo e coloratissimo sparatutto per party online di Square Enix, che debutta in esclusiva su PlayStation Plus
Rollerdrome, un potente mix di pattini e sparatorie dallo stile artistico
Steelrising che offre un GDR d’azione con protagonisti degli automi.
Fino all’11 Febbraio, facendo login con il proprio account PSN su PlayStation Store, sarà possibile abbonarsi a PlayStation Plus Extra 12 mesi al prezzo dell’abbonamento Essential (solo per non abbonati).
La serie live action Knuckles arriverà in esclusiva su Paramount+ il prossimo 26 Aprile e la compagnia ha festeggiato l’annuncio con un interessante trailer.
La serie consisterà di sei episodi, rilasciati simultaneamente, e sarà ambientata tra gli eventi del secondo film e della prossima terza pellicola.
Oltre ad Idris Elba nei panni dell’echidna, tornerà Adam Pally nel ruolo di Wade Whipple. Nel cast saranno presenti Stockard Channing (The West Wing), Edi Patterson (The Righteous Gemstones), Scott Mescudi (Don’t Look Up), Ellie Taylor (Ted Lasso), Julian Barratt (Mindhorn), Rory McCann (Game of Thrones), Cary Elwes (Mission: Impossible – Dead Reckoning), Christopher Lloyd (Back to the Future), Paul Scheer (Black Monday) e Rob Huebel (Childrens Hospital). La special guest star Ben Schwartz tornerà nel ruolo di Sonic, così come la special guest star Tika Sumpter riprenderà i panni di Maddie. Colleen O’Shaughnessey sarà presente nel ruolo di special guest star per Tails.
Tutto il team creativo dei film precedenti è tornato per la serie, incluso il regista/produttore esecutivo Jeff Fowler, che ha diretto l’episodio pilota e ha contribuito a trasferire lo stile di animazione cinematografica caratteristico del film in televisione, così come Neal H. Moritz, Toby Ascher, John Whittington e Toru Nakahara, che sono produttori esecutivi insieme a Idris Elba. Altri registi della serie includono Ged Wright, Brandon Trost, Jorma Taccone e Carol Banker.
Knuckles è stata creata per la televisione da John Whittington e Toby Ascher, che sarà lo showrunning durante la produzione. Whittington, che ha scritto Sonic the Hedgehog 2, è il capo sceneggiatore e ha scritto il pilot della serie. Altri scrittori della serie includono Brian Schacter e James Madejski.
Sony Interactive Entertainment e Team NINJA hanno rilasciato il primo di una serie di Developer Diaries dedicati all’imminente action adventure open world Rise of the Ronin.
Il capitolo, intitolato “The Beginning”, mostra le origini del progetto e permette di scoprire l’incredibile viaggio che ha permesso al titolo di prendere vita. Assistete allo sforzo di collaborazione con lo stimato regista e sceneggiatore Keishi Otomo e con il compositore Inon Zur per ricreare meticolosamente il Giappone del XIX secolo con dettagli sbalorditivi.
Inoltre, il PlayStation Blog inglese ha condiviso un inside look dedicato al titolo di Team Ninja, che getta un interessantissimo sguardo a come è stato ricreato il Giappone del 1800.
Giappone, 1863. Dopo tre secoli di oppressione da parte dello shogunato Tokugawa, le Navi nere dell’Occidente si abbattono sui confini della nazione, che cade in uno stato di agitazione. Tra il caos della guerra, i contagi e il fermento politico, un individuo senza nome forgia il proprio destino, reggendo tra le mani le sorti dell’intero Giappone.
Plasma una storia dinamica In quanto ronin, samurai senza padrone, potrai scrivere il tuo destino. Osserva il corso della storia cambiare in base alle tue scelte e ai personaggi con cui decidi di allearti durante il viaggio. Prendi decisioni cruciali per le missioni, tra cui assassinare o proteggere personaggi chiave, e plasma il corso della storia grazie a un elaborato sistema di scelte multiple.
Affronta combattimenti avvincenti e accessibili Dagli storici sviluppatori di Nioh e Ninja Gaiden, Rise of the Ronin offre combattimenti estremamente coinvolgenti ma accessibili, caratterizzati da livelli di complessità adeguati a ogni stile di gioco. Affronta i nemici con una selezione di armi corpo a corpo o resta a distanza grazie alle autentiche armi da fuoco dell’epoca.
Esplora un mondo ispirato alla storia Palcoscenico dello scontro tra oriente e occidente, il periodo “Bakumatsu” preannuncia la fine dello shogunato e l’avvento di una nuova era. Vivi la rivoluzione culturale in un vasto open world, dove incontrerai personaggi chiave che plasmeranno il corso della storia e comuni cittadini in cerca di un faro di speranza nelle tenebre.
Immergiti nel Giappone del XIX secolo con PlayStation 5.
Vivi il combattimento con il feedback aptico grazie ai controller wireless DualSense.
Percepisci con mano il grilletto del tuo moschetto con i grilletti adattivi del controller wireless DualSense.
Immergiti nel mondo che ti circonda, dal trambusto delle strade della capitale ai suoni tranquilli della campagna, grazie all’audio spaziale 3D.
Lanciati nel cuore dell’azione grazie ai fulminei tempi di caricamento della console PlayStation 5.
Esplora una splendida ricostruzione del Giappone del XIX secolo con dettagli mozzafiato.
Novità per due dei progetti più importanti del calendario Ubisoft: Assassin’s Creed Codename RED e Star Wars Outlaws hanno un periodo di uscita.
Questo è ciò che emerge dai documenti finanziari della software house, per cui il nuovo capitolo di Assassin’s Creed dovrebbe arrivare entro la fine di Marzo 2025, mentre Outlaws è atteso entro la fine del 2024.
Si tratta ovviamente di proiezioni ad oggi, che potrebbero subire alterazioni o modifiche. I documenti fanno riferimento al terzo trimestre dell’anno fiscale 2024, in cui RED viene posizionato all’interno dell’anno fiscale 2025, che per Ubisoft va da Aprile 2024 a Marzo 2025. Diversamente, Outlaws dovrebbe farcela entro quest’anno.
All’interno dei report è altresì confermato che l’attuale esclusiva mobile Valiant Hearts: Coming Home arriverà su PlayStation 5, Xbox Series, PlayStation 4, Xbox One, Switch e PC entro fine Marzo.
Con un annuncio affidato ai canali social, Insomniac Games ha condiviso la data di uscita del nuovo free update per Marvel’s Spider-Man 2 contenente, tra gli altri, anche la modalità New Game+.
❗ OUR NEXT UPDATE IS COMING MARCH 7
Our title update for Marvel's #SpiderMan2PS5 arrives next month and adds highly requested features like New Game+, new suits, and more!
L’appuntamento con l’aggiornamento gratuito è per il prossimo 7 Marzo, quando l’action adventure otterrà non solo la modalità New Game+ ma anche nuovi costumi ed altro. Non è chiaro ad oggi a cosa può far riferimento quest’ultima precisazione.
Tornando indietro a qualche mese fa, in occasione del clamoroso furto di informazioni subito da Insomniac, era emersa altresì l’intenzione di fornire un supporto di almeno un anno a Marvel’s Spider-Man 2 con nuove missioni e nemici da affrontare, in modo completamente gratuito. Vedremo se il messaggio condiviso dagli sviluppatori farà riferimento proprio a questo.
Correva l’anno 2005 quando Ryu ga Gotoku arrivò per la prima volta nei negozi nipponici e, diciamocelo con sincerità: anche i più ottimisti non si sarebbero aspettati che sarebbe stato il fecondo seme che avrebbe portato, quasi venti anni dopo, a Like a Dragon: Infinite Wealth.
Riassumere il percorso di una serie di questo tipo è decisamente impresa ardua. Nonostante un successo strepitoso e progressivamente maggiore in terra natia, la serie giunta dalle nostre parti con il nome di Yakuza ha faticato enormemente ad imporsi, tra release tardive ed incassi insoddisfacenti. Mentre il Giappone vedeva un fiorente flusso di capitoli principali e spin off, il grande pubblico dell’Occidente stentava ad apprezzare la serie fino ad arrivare ad un impasse con il quinto capitolo, per anni disperso. Solo un successo insperato e clamoroso di Yakuza 0 nel 2015 ha permesso a Kazuma Kiryu di conquistare lentamente e coraggiosamente il pubblico di tutto il mondo. Quasi dieci anni di successi progressivi fino ad arrivare alla rivoluzione copernicana di Yakuza: Like a Dragon di qualche anno fa: un impianto da JRPG ed un nuovo protagonista principale. A distanza di pochi mesi dal capitolo di collegamento The Man Who Erased His Name, arriva oggi Infinite Wealth che si propone di celebrare le opposte parabole dei due personaggi principali di una saga divenuta storia. E lo fa con il capitolo più grande e stratificato di sempre.
Like a Dragon: Infinite Wealth è disponibile dallo scorso 26 Gennaio su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PlayStation 4, Xbox One, Windows e Steam (PC).
Versione testata: PlayStation 5
Da Yokohama ad Honolulu
Yokohama. Il buon Ichiban lavora in un’agenzia di collocamento, intento ad aiutare segretamente i vecchi componenti degli oramai sciolti grandi clan della yakuza. Un impiego onesto, con l’obiettivo di aiutare e riabilitare persone con un passato complicato, ritrovatesi in povertà e senza lavoro. Un giorno tuttavia, il vento cambia improvvisamente direzione. Ichiban si ritrova a sua volta disoccupato, con una reputazione nuovamente calpestata e, cosa ancora più spiazzante, messo al corrente che la madre a lungo ritenuta morta si trova alle Hawaii. Praticamente costretto dagli eventi, Ichiban vola in direzione Honolulu dove ad attenderlo ci saranno avversità, se possibile, ancor più insidiose. Lo sventurato viene infatti raggirato, finendo col risvegliarsi derubato e completamente nudo su una spiaggia affollata. Inizierà una incredibile successione di eventi, che lo porterà ad incrociare la strada con diverse fazioni tutte alla ricerca della misteriosa donna, tra cui addirittura l’agenzia segreta per la quale lavora il leggendario Kazuma Kiryu.
Una coppia indimenticabile.
Come da tradizione per la serie, anche Infinite Wealth propone una trama attenta e calibrata, in cui il momento faceto e leggero si alterna efficacemente ad attimi estremamente drammatici e potenti. La sceneggiatura ci riesce non solo giocando carte avvincenti e stimolanti, ma anche e soprattutto con una magistrale resa dei personaggi e delle loro storie personali. Lo precisiamo: se siete fan di nuova data, potrete godere delle vicende narrate anche solo avendo giocato il precedente Yakuza: Like a Dragon o ripassandone rapidamente gli eventi principali. Ma solo i fan più sfegatati, che hanno seguito negli anni ogni momento dell’odissea di Kazuma Kiryu prima e di Ichiban Kasuga poi, potranno cogliere ogni sfumatura… ed emozionarsi ancor di più. In questo senso e senza poter dire troppo, possiamo rassicurarvi: il Ryu ga Gotoku Studio non delude neanche in questa occasione, al netto di una fase iniziale che si prende forse del tempo eccessivo per carburare.
Spostare la location principale nell’assolata capitale delle Hawaii ha permesso non solo di realizzare il capitolo più vasto di sempre, ma anche di rinfrescare la presentazione visiva nonché quella tematica. Se impiegherete davvero poco tempo a percepire la vastità del mondo di gioco, altrettanto immediata sarà la ventata di novità rappresentata dalle spiagge di Honolulu e dagli scorci di questa ambita meta turistica. Tecnicamente il gioco fa qualche passo avanti rispetto al precedente capitolo, fermo restando una sostanziale continuità (anche dovuta all’esigenza di dover gestire la natura cross gen), che tuttavia apprezziamo per solidità generale (quantomeno su current). Ma l’approdo fuori dalle coste giapponesi ha permesso al team di affrontare anche nuove tematiche, figlie di un mondo a metà tra Occidente ed Oriente, in cui la società moderna si trova alle prese con difficoltà e problemi assai noti anche dalle nostre parti. Un nuovo encomio dunque per la scrittura, che non cessa mai di stupire e, talvolta, sensibilizzare.
Incredibile vedere Danny Trejo in un capitolo della serie.
Ogni Persona è unica
Non vogliamo svelarvi ogni sorpresa contenuta in un titolo semplicemente enorme come Infinite Wealth, ma possiamo rassicurarvi: la quantità di contenuti è addirittura soverchiante, tra missioni secondarie e attività opzionali, passando per meccaniche vecchie e nuove. La tradizione della serie non solo è rispettata, ma spinta verso nuove ed imprevedibili vette che vi porteranno a macinare un numero positivamente preoccupante di ore. Se avete giocato in passato qualche capitolo della serie potreste immaginare cosa aspettarvi, se siete dei nuovi fan sarete sorpresi. Ma in entrambi i casi, non avete idea della follia dilagante e dei momenti spiazzanti che il team di sviluppo ha riservato per tutti.
Ma di una cosa possiamo parlarvi senza remore, ovvero delle migliorie introdotte al sistema di combattimento. Torna l’istrionico job system del precedente capitolo, in cui i membri del party possono intraprendere professioni a metà tra il reale ed il surreale, così come la strutturazione a turni dell’azione. Se tuttavia in passato tutto appariva piuttosto statico a causa della impossibilità del posizionamento sul campo di battaglia, riducendo attacchi ambientali o circostanziali a mere occasioni fortuite, adesso la situazione è completamente diversa. Infinite Wealth ha infatti introdotto la possibilità di muovere liberamente i personaggi nell’area di combattimento in maniera non dissimile da quanto visto nel bellissimo Mario + Rabbids: Sparks of Hope. Diventa così possibile posizionarsi in modo strategico per sprigionare attacchi concatenati o per interagire con gli altri membri del party, rendendo l’azione più dinamica e divertente. Applausi scroscianti poi per il buon vecchio Kiryu, capace di “rompere” letteralmente le regole della turnazione per usare il suo stile brawl in un contesto prettamente action: geniale.
La dinamicità del sistema di combattimento fa davvero la differenza.
Ad essere rivisto è stato anche il bilanciamento generale, oltre alla introduzione di una serie di migliorie quality of life che rendono di fatto Infinite Wealth non solo un Like a Dragon migliore ma anche un JRPG migliore. Tutto è stato ricalibrato, dal potenziamento delle armi alla gestione dell’equipaggiamento, passando per l’intero sistema di acquisizione fondi economici. Continua a farsi sentire in modo abbastanza evidente l’influsso positivo della serie Persona, con l’affiatamento tra i compagni basato su una versione semplificata del social link capace di sbloccare abilità di coppia.
Particolarmente funzionale e divertente nel suo equilibrio è l’Ereditarietà delle Tecniche, ovvero la possibilità di sfruttare i legami tra personaggi per permettere di sbloccare slot capaci di ospitare mosse provenienti da attività lavorative precedenti. Ne deriva dunque la possibilità di creare build interessanti e diversificate, in un sistema che si intreccia a sua volta con le restanti meccaniche social. Una risorsa, questa come altre, che diventa praticamente fondamentale per gestire la difficoltà media del titolo, che si attesta su un livello più alto del precedente Like a Dragon. Se gli scontri casuali con avversari deboli sono stati gestiti con accorgimenti intelligenti per non tediare i giocatori (con automatismi impostabili), tuttavia gli scontri più importanti e un po’ tutte le boss fight richiederanno la vostra attenzione. Si badi bene però: se anche la difficoltà media è superiore, Infinite Wealth è altresì più sapientemente bilanciato e non vi si riscontrano picchi improvvisi come in passato. Ah, ovviamente tenetevi pronti alla follia più dilagante, complice la fervida immaginazione di Ichiban.
Follia ne abbiamo, tranquilli.
Infinite Sujimon Crossing
Tra le innumerevoli attività presenti in Infinite Wealth, tra vecchi classici ed esilaranti new entry (come una versione Glovo-like del classico arcade Radical Bikers), nel mare magno di sorprese che non vogliamo assolutamente anticiparvi, spiccano tuttavia i Sujimon e la Dondoko Island.
Già presenti nel precedente capitolo, i Sujimon altro non sono che una dissacrante parodia dei Pokémon. Qualsiasi nemico sul vostro cammino infatti potrà essere “catturato”, allenato (e talvolta evoluto) e reso disponibile per battaglie a turni in tutto e per tutto simili a quelle viste nel classico Nintendo. Se già la riproposizione di questa simpaticissima attività secondaria è da salutare con particolare entusiasmo (il collezionismo compulsivo nei monster taming piace a tutti, suvvia… Palworld docet, no?), constatare che sia stata ulteriormente approfondita e raffinata ci ha fatto enormemente piacere. Basti pensare che stavolta avremo a che fare anche con dei veri e propri maestri da sconfiggere… vi ricorda qualcosa? Ah, se poi siete anche fan di Snap, Infinite Wealth potrebbe accontentarvi in qualche modo anche qui.
Tre contro tre, una sfida equa…?
Ma la novità più grande ed inattesa di Infinite Wealth è probabilmente la Dondoko Island.
Prendendo stavolta ispirazione da un altro classico Nintendo, vi ritroverete a gestire una rilettura di Animal Crossing con l’obiettivo di realizzare, in questo caso, il miglior resort possibile. A partire da aree iniziali e compiti modesti, dovremo progressivamente liberare l’isola dal degrado ambientale (e dalla minaccia di fastidiosi ecoterroristi) per trasformarla in un autentico paradiso. Tutto potrà essere curato, dalla creazione e personalizzazione di strutture passando per le attività presenti che possano soddisfare la clientela. Persino le attività più metodiche e tediose richieste dal Tom Nook di turno, come collezionare insetti e raccogliere legna, sono azioni presenti ma gestite con un piglio assolutamente ironico. Andando avanti è addirittura possibile sbloccare una seconda isola, che potrà incrementare le mansioni nonché vi offrirà la possibilità di impiegare proprio i Sujimon tanto per attività produttive ma anche per allenarsi.
Raggiungere il top dei resort tropicali e degli allenatori di creature non è una passeggiata: parliamo, tra Sujimon e Dondoko Island, di oltre trenta o quaranta ore di contenuti… totalmente opzionali! Un quantitativo che si unisce alla longevità comunque alta del titolo al punto che, per vedere e fare tutto, dovreste mettere da parte almeno un centinaio di ore. Un esempio fulgido non solo della ricchezza contenutistica di Infinite Wealth ma anche della passione degli sviluppatori nel continuare, anno dopo anno, ad introdurre meccaniche fresche e completamente folli.
Naturalmente anche gli arredi interni saranno a vostro gusto.
Commento finale
A quasi vent’anni dal primo leggendario capitolo, Like a Dragon: Infinite Wealth ha il sapore, al contempo, di un punto di arrivo e di un nuovo folgorante inizio. Lungi dal volervi svelare qualcosa, ciò che possiamo dire è che il nuovo titolo del Ryu ga Gotoku Studio non solo è, con ogni probabilità, il capitolo migliore della serie. Rappresenta altresì uno dei migliori JRPG del panorama videoludico recente e, ci spingiamo oltre, uno dei primi seri candidati ai GOTY del 2024. Un acquisto obbligato praticamente per tutti ma soprattutto proprio per quei fan che comprarono Yakuza nel lontano 2006 per PlayStation 2: tutto questo è stato possibile anche grazie a voi!
Come ogni giovedìEpic Games Store regala uno o più giochi gratuiti per il nostro PC, questa settimana facciamo amicizia con delle simpatiche ragazze in Doki Doki Literature Club Plus!, e prendiamo un amico e buttiamoci nei dungeons di Lost Caste.
Doki Doki Literature Club Plus! è la versione definitiva della visual novel psicologica che ha sconvolto il mondo del gaming nel 2017. Con nuove storie secondarie, un aggiornamento in Full-HD del suo artstyle, e una completa galleria delle immagini, non esiste modo migliore per fare la conoscenza di Sayori, Natsuki, Yuri e Monika.
Ma facciamo attenzione a non cadere in inganno; questa non è una semplice visual novel in stile anime, e ciò che sveleremo durante la nostra avventura potrebbe turbare le menti più deboli!
Lost Castle è un action rpg in 2D, con elementi rougelike e procedurali, che c’invita a trovare un gruppo di amici fidati e dare battaglia a orde di mostri nell’ormai corrotto Castello di Harwood, che si dice celare uno dei tesori più ricchi mai visti al mondo.
Con oltre 100 oggetti dalle qualità uniche, più di 60 pozioni dagli svariati effetti, sfidiamo la sorte tra le randomiche stanze di un castello maledetto, e utilizziamo le spoglie dei nostri eroi caduti per diventare sempre più forti.
Potete fare vostri Doki Doki Literature Club Plus! e Lost Castle in forma gratuita solo sull’ Epic Game Store, creando un account -in caso non l’aveste ancora fatto- e seguendo i corrispettivi linkai giochi. Non fatevi sfuggire quest’offerta, che scadrà alle ore 17:00 di giovedì 15 febbraio.
E non perdetevi la live sul nostro canale ufficiale Twitch di 4News.it, per provare assieme a Edoardo “SamaelBecks” Bechis cosa ci propongono questi titoli gratuiti nella nuova rubrica #GiochiXPovery, in onda ogni giovedì alle 18:30.
Il regista James Wan e Aquaman stesso, Jason Momoa, ritornano – insieme a Patrick Wilson, Amber Heard, Yahya Abdul-Mateen II e Nicole Kidman – nel sequel del film DC di maggiore successo di tutti i tempi: Aquaman e il Regno Perduto. Il film, è infatti disponibile – dopo l’uscita al cinema di qualche mese fa – per l’acquisto e il noleggio su Apple TV app, Prime Video, YouTube, Rakuten TV, Timvision, Microsoft Film & TV e a noleggio su Sky Primafila e Mediaset Infinity.
Sinossi
Non riuscendo a sconfiggere Aquaman la prima volta, Black Manta, ancora spinto dal bisogno di vendicare la morte di suo padre, non si fermerà davanti a nulla pur di annientare Aquaman una volta per tutte. Questa volta Black Manta, in possesso del potere del mitico Tridente Nero, che scatena una forza antica e malevola, è più temibile che mai. Per sconfiggerlo Aquaman si rivolgerà al fratello imprigionato Orm, l’ex re di Atlantide, per forgiare un’improbabile alleanza. Insieme dovranno mettere da parte le loro divergenze per proteggere il loro regno e salvare la famiglia di Aquaman, e il mondo intero, da una distruzione irreversibile.
Cast
Il cast di Aquaman e il Regno Perduto vede le star del primo capitolo ritornare nei loro ruoli originali: Jason Momoa è ancora Arthur Curry/Aquaman, ora in bilico tra i suoi doveri di Re di Atlantide e di nuovo padre; Patrick Wilson è Orm, fratellastro di Aquaman e sua nemesi, che ora deve affrontare un nuovo ruolo come alleato riluttante del fratello; Amber Heard è Mera, regina di Atlantide e madre dell’erede al trono; Yahya Abdul-Mateen II è Black Manta, impegnato più che mai a vendicare la morte di suo padre distruggendo Aquaman, la sua famiglia e Atlantide; Nicole Kidman torna nel ruolo di Atlanna, una leader feroce e madre con il cuore di un guerriero. Riprendono i loro ruoli anche Dolph Lundgren, che interpreta Re Nereus e Randall Park che ritorna come Dr. Stephen Shin.
Qui di seguito è possibile guardare i primi 10 minuti del film:
Oggi, ATLUS ha annunciato che le vendite mondiali del suo ultimo remake GDR Persona 3 Reload, hanno superato il milione di unità nei primi sette giorni dal lancio. Questo incredibile risultato rende Persona 3 Reload il gioco venduto più velocemente nella storia di ATLUS.
ATLUS e il team di Persona 3 Reload desiderano ringraziare i giocatori di tutto il mondo per il loro continuo supporto e per la calorosa accoglienza del gioco. Il titolo ha attualmente un metascore di 88 su Metacritic e ha ricevuto un feedback positivo sia dai fan di lunga data che dai nuovi arrivati.
Vi ricordiamo che Persona 3 Reload è ora disponibile su Xbox Series X|S, Xbox One, Windows, Steam, PlayStation 5 e PlayStation 4. Persona 3 Reload è disponibile anche su Xbox Game Pass.
Focus Entertainment e Mundfish celebrano l’uscita dell’attesissimo secondo DLC – dopo Annihilation Instinct – di Atomic Heart, “Trapped in Limbo“. Questa accattivante espansione è disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One e PC. Tutti i possessori dell’Atomic Pass, potranno scaricare questo DLC gratuitamente e catapultarsi nel folle e colorato mondo di Limbo, che promette un nuovo e folle gameplay, nemici bizzarri ed emozionanti rivelazioni.
Per festeggiare l’uscita, chi non ha l’Atomic Pass, può approfittare di un succulento sconto fino al 50% su tutte le edizioni di Atomic Heart e sul suo Atomic Pass su Steam!
Dove eravamo rimasti?
Le regole sono cambiate. Trapped in Limbo riprende esattamente da dove termina il gioco principale, esplorando un finale diverso dal primo DLC Annihilation Instinct. I giocatori dovranno destreggiarsi attraverso ostacoli vertiginosi, cercando – al contempo – di svelare i segreti dell’enigmatico mondo di Limbo.
E mentre navigano in questo folle gameplay, raccoglieranno mele per sbloccare abilità e armi, insieme a monete d’oro per accedere a un massimo di 7 skin uniche da utilizzare nella campagna principale.
La colonna sonora originale di Atomic Heart aggiunge un esplosivo Vol.4!
L’uscita del DLCTrapped in Limbo segna anche l’aggiunta del quarto album del gioco alla sua colonna sonora originale, disponibile gratuitamente per tutti gli attuali possessori! Le nuove tracce aiuteranno i giocatori ad immergersi ancora meglio nello strano e sorprendente mondo di Limbo
Trapped in Limbo è ora disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One e PC. Incluso nell’Atomic Pass e nelle edizioni Gold e Premium, Trapped in Limbo è disponibile anche come acquisto indipendente.
Lo State of Play monotematico dedicato a Final Fantasy VII Rebirth ha ospitato un’incredibile presentazione per l’attesissimo JRPG di Square Enix.
Nel corso dei circa venti minuti dell’evento, il secondo capitolo del progetto remake di Final Fantasy VII si è mostrato in forma smagliante, dando spazio a gameplay e suggestioni che hanno lasciato entusiasti i fan del settimo capitolo della fantasia finale.
La demo permette di giocare al prologo flashback ambientato a Nibelheim nei panni di Cloud e Sephiroth, così come un episodio ambientato nell’area open world di Junon (che sarà tuttavia disponibile il 21 Febbraio con un aggiornamento).
I giocatori che avranno un salvataggio della demo potranno sbloccare, nel gioco completo, un Kupo Charm (un accessorio che incrementa il numero degli oggetti risorsa recuperati) ed un Survival Set (una selezione di oggetti per aiutare nell’inizio dell’avventura). Coloro che completeranno l’episodio di Nibelheim potranno decidere di saltare la medesima sessione nel gioco completo.
Di seguito vi proponiamo altresì il trailer finale di Rebirth.
Final Fantasy VII Rebirth arriverà in esclusiva PlayStation 5 il prossimo 29 Febbraio.
Il team di Humble Bundle ha svelato i giochi disponibili per il mese di febbraio nell’abbonamento Humble Choice!
Life is Strange: True Colors – Indaghiamo sulla scomparsa di nostro fratello manipolando le emozioni di chi ci sta accanto, in un avvincente avventura narrativa.
Scorn – Lasciamoci consumare dal body horror, il grottesco, e l’ignoto, in uno shooter adventure in prima persona tanto spaventoso quanto ricco di carisma e situazioni aberranti.
Destroy All Humans! 2: Reprobed – Remake del secondo capitolo della dissacrante serie di action adventures che ci porta nei panni di un clone alieno Furon, nuovamente intento a conquistare la Terra.
Beacon Pines – Esploriamo un libro misterioso impersonando sia il lettore che il protagonista della sua storia, Luka, e risolviamo misteri attraverso una storia con diverse possibilità di scelta.
There Is No Light – Precipitati in un mondo dark fantasy, non ci resterà che combattere orde di nemici mentre ci addentriamo sempre più nell’oscurità del male in un action rpg 2D.
Children of Silentown – Aiutiamo Lucy a indagare sulla scomparsa di diversi abitanti del suo piccolo villaggio immerso nella foresta, ignari di cosa si può celare a ogni incontri.
Oaken – Addentriamoci nella Grande Quercia in questo singolare roguelike tattico, con l’utilizzo di carte e il posizionamento dei nostri su stupende plance di gioco generate proceduralmente.
Snowtopia: Ski Resort Builder – Gestiamo la nostra stazione sciistica, soddisfiamo ogni necessità dei nostri avventori, e puntiamo a diventare la meta preferita per le vacanze invernali di tutti!
In aggiunta avrete anche accesso all’Humble Games Collection -una selezione di titoli accessibili in maniera gratuita-, e fino al 20% di sconto addizionale per qualsiasi gioco acquistato sull’Humble Store. Questi 8 giochi per PC, e i relativi bonus, possono essere vostri sottoscrivendo all’abbonamento Humble Choice al prezzo di soli 9,99€ al mese, oppure a 109€ con il piano annuale, e riscattandoli prima delle 19:00 del 5 marzo 2024!
Pochi minuti fa è stato pubblicato un post sul blog di Sony Interactive Entertainment per celebrare il Safer Internet Day, la giornata di sensibilizzazione dei minori all’utilizzo sicuro e responsabile di Internet e dei nuovi media.
Con oltre 100 milioni di utenti attivi ogni mese, siamo orgogliosi che PlayStation sia la casa di una grande community di appassionati con background differenti. In Sony Interactive Entertainment (SIE), lavoriamo diligentemente per assicurare un ambiente di gioco comodo, sicuro e accessibile. Il nostro approccio alla sicurezza si fonda su tre pilastri: ‘Eseguire’, ‘Controllare’ e ‘Proteggere’, basati su soluzioni tecnologiche innovative e sui feedback e i bisogni della nostra community. In anticipo rispetto al 21° Safer Internet Day, vogliamo celebrare i progressi compiuti in ambito sicurezza online e ricordare a ogni giocatore il ruolo che svolge nella creazione di un ambiente di gioco positivo.
Eseguire – Codice di Condotta più comprensibile Il nostro Codice di Condotta funge da guida per i giocatori per garantire una comunità di gioco sana su PlayStation Network (PSN) e, recentemente, abbiamo provveduto ad aggiornarlo per uniformarlo a livello globale. Incoraggiamo tutti i nostri giocatori a dedicare, periodicamente, del tempo alla consultazione del Codice di Condotta e delle politiche contro l’incitamento all’odio, per capire quali comportamenti di gioco risultano accettabili.
Eseguire – Moderazione umana specializzata per una community positiva La moderazione consiste nel determinare se i contenuti segnalati dagli utenti violino il nostro Codice di Condotta e, in tal caso, prendere provvedimenti appropriati. Gli appositi team analizzano costantemente le segnalazioni, occupandosi di messaggi, chat vocali, profili e altri aspetti del gioco online. La verifica avviene in oltre 30 lingue, e tiene conto del contesto culturale e legale del segnalatore. Tutte le azioni intraprese sugli account vengono eseguite solo dopo la verifica del contenuto da parte di un moderatore umano, e sono sempre comunicate all’utente: tra queste, rientrano anche sospensioni temporanee o permanenti. Offriamo anche ai giocatori la possibilità di appellarsi contro una sospensione permanente in 40 paesi, e miriamo a lanciare questa opzione anche per le sospensioni temporanee.
Controllare e Proteggere – Soluzioni per giocatori e tecnologia per fiducia e sicurezza In SIE, lavoriamo attivamente per proteggere i nostri giocatori da esperienze negative, attraverso l’abilitazione di strumenti e funzioni come ‘blocco’, ‘muto’ e ‘segnalazione’. Siamo impegnati a garantire la protezione degli utenti più giovani e vulnerabili, fornendo anche strumenti di “parental control”, che consentono di personalizzare le impostazioni per i propri figli su PSN. Stiamo lavorando in mercati selezionati per testare la tecnologia di verifica dell’età degli utenti al fine di fornire un’esperienza adeguata ai nostri giocatori e per promuovere una comunità online sicura e amichevole.
Ognuno gioca un ruolo in una community positiva di giocatori Mentre il Safer Internet Day viene celebrato solo una volta all’anno, il mondo online è perennemente attivo. Solo con l’impegno di tutti i giocatori possiamo continuare a creare e mantenere un luogo positivo in cui giocare. Puoi trovare ulteriori informazioni sull’impegno di SIE per la sicurezza online, inclusi i partner esterni con cui collaboriamo per educare e informare i nostri giocatori, sul sito web aziendale: Online Safety & Education – Sony Interactive Entertainment.
In un mercato saturo di auricolari wireless, Anker con la sua linea Soundcore continua ad impressionare con auricolari e cuffie dal rapporto qualità prezzo decisamente alto. Gli Anker Soundcore Liberty 4 non sono un’eccezione, rappresentando un’alternativa solida agli AirPods di Apple e ad altri dispositivi di punta di altri produttori, in grado di sorprendere per qualità sonore e funzionalità avanzate. In questa recensione le analizzeremo in dettaglio e vi diremo perché acquistarle e perché no.
Unboxing eDesign
La confezione di vendita in cartone rigido è davvero molto ben fatta e curata, con un’ apertura a libro che da subito ci restituisce la sensazione di un prodotto “premium”. La dotazione è quella standard: oltre al cavetto di ricarica, la manualistica, il case di ricarica e gli auricolari, nella confezione troverete quattro paia di cuscineti in silicone trasparente di diverse misure, anziché le solite tre: Small, Medium 1(già montate sugli auricolari), Medium 2 e Large.
Gli Anker Soundcore Liberty 4 si distinguono per un design ergonomico ed elegante. Il case di ricarica è davvero poco ingombrante e le sue forme arrotondate lo rendono perfetto nella tasca dei jeans. L’apertura a scorrimento permette di accedere alle cuffie anche con una sola mano, sebbene la copertura non sembri particolarmente resistente quando aperta.
Un led luminoso integrato nella sottile striscia in plastica lucida che fa da perimetro al bordo di apertura del case segnala lo stato della carica, rosso se scarico, bianco quando in carica. Le Soundcore Liberty 4 sono disponibili in tre diverse colorazioni, Black midnight, White Cloud e Sky blue, tutte in finutura opaca.
Scorrendo la parte superiore, gli auricolari ci salutano illuminandosi di bianco nella parte del tip in silicone. Il case, infatti, nell’alloggio degli auricolari presenta due piccoli led che segnalano anche l’entrata in pairing mode se nessun dispositivo connesso è nei paraggi o quando si preme il piccolo pulsante posto sul case tra i due auricolari.
L’alloggiamento magnetico degli auricolari è davvero molto resistente tant’è che anche lasciando cadere o capovolgendo e agitando il case aperto, gli auricolari restano ben saldi al proprio posto.
Comfort
I cuscinetti in silicone trasparente “CloudComfort” di queste Soundcore Liberty 4 sono progettati per garantire una vestibilità confortevole e consentire la misurazione della frequenza cardiaca, una delle tante funzionalità extra di queste cuffie. Nella nostra prova abbiamo trovato l’aderenza e il comfort perfetto anche durante l’attività sportiva, resa possibile grazie alla resistenza agli spruzzi d’acqua e al sudore certificata IPX4.
Sul fronte isolamento, non si tratta dei tip in silicone più isolanti che abbiamo avuto modo di provare (questo primato spetta ai Sennheiser Momentum Wireless 3) ma sicuramente tra i più comodi in assoluto e decisamente un buon compromesso tra comfort e funzionalità.
Per quanto riguarda i controlli, gli stessi sono gestibili in maniera piuttosto tradizionale tramite lo stelo: singola pressione per mettere in play/pause la traccia, doppia pressione sull’auricolare destro per rispondere o riagganciare una chiamata, doppia pressione su quello sinistro per ruotare tra ANC, transparency mode e modalità normale. Non siamo grandi fan di questo sistema, tuttavia dobbiamo dire che nel caso delle Liberty 4 il tutto risulta piuttosto funzionale grazie al feedback sonoro che si può avvertire alla pressione.
Tramite l’app Soundcore è inoltre possibile modificarne il comportamento e aggiungere un comando personalizzato attivabile con la tripla pressione sullo stelo, ad esempio per alzare o abbassare il volume, attivare l’assistente vocale ecc.
Sempre in tema di opzioni quality of life, gli auricolari attivano la pausa della traccia quando vengono rimossi dall’orecchio, ed è possibile utilizzarli singolarmente quando l’altro è nel case E’ inoltre possibile settare lo spegnimento automatico delle Liberty 4 dopo un certo periodo di attività (il risveglio non è proprio immediato, ma comunque decisamente gestibile) al fine di migliorare l’autonomia (vedi paragrafo “Autonomia“).
Specifiche Tecniche, funzionalità e vantaggi dell’app Soundcore.
Sul fronte tecnico, gli earbuds Souncore Liberty 4 sono auricolari Bluetooth 5.3 letteralmente imbottiti di funzionalità.
Dalla cancellazione del rumore personalizzabile, alle funzionalità multipoint per il collegamento a più sorgenti (purtroppo niente stream in contemporanea), passando addirittura per un giroscopio che aiuta a mantenere una postura corretta mentre si è seduti davanti al PC e ad un sensore di battito cardiaco che tiene sotto controllo l’attività fisica e il livello di stress, la lista di funzionalità è davvero lunga.
Le Soundcore Liberty 4 adottano un’architettura proprietaria con doppio driver allineato sullo stesso asse, denominata ACAA 3.0, che promette miglioramenti significativi nella resa audio degli alti, soprattutto quando utilizzata con il codec ad alta risoluzione di Sony, LDAC. Quest’ultimo consente la riproduzione di brani musicali fino a 96 kHz/32 bit con una larghezza di banda massima pari a 990 kbps contro i 328kbps massimi del codec SBC (Bluetooth standard) e i 576 kbps di Qualcomm aptX. Questo garantisce agli auricolari anche la certificazione Hi-Res Audio. Gli auricolari supportano inoltre anche il codec Apple AAC.
Gli auricolari, inoltre, supportano lo Spatial Audio in due modalità (selezionabili dall’app Soundcore), fissa o con tracciamento della testa, e due equalizzazioni, “musica” e “filmato”.
Infine, sempre in tema di funzionalità, grazie ad HearID è possibile personalizzare sulla base delle nostre capacità uditive la resa audio degli auricolari. Tramite l’app Soundcore, sarà infatti possibile avviare un test audiometrico piuttosto particolareggiato, che individuerà le frequenze e il volume che siete in grado di percepire ed, in base al risultato, elaborerà una profilo di equalizzazione specifico per il vostro udito.
L’app Soundcore
L’app Soundcore per Android e iOS è un elemento centrale dell’esperienza utente di tutte le cuffie a marchio Soundcore by Anker, poichè offre un controllo avanzato delle numerose funzionalità disponibili su queste Liberty 4. A partire dalla cancellazione del rumore e dalla modalità trasparenza, ad esempio tramite l’app e il test Hear ID di cui vi abbiamo parlato prima, è possibile ottimizzare l’ANC in base alle proprie esigenze. Tramite l’app, inoltre è possibile personalizzare l’equalizzazione delle cuffie tramite un grafico a otto bande, o selezionarne uno specifico tra i tanti preset disponibili.
Il sensore di battito cardiaco integrato negli auricolari è piuttosto preciso ed aiuta a mantenere uno stile di vita sano segnalandovi nella sezione dedicata al benessere e all’attività fisica, oltre al numero di battiti cardiaci, le calorie bruciate, la durata degli esercizi effettuati nella giornata, il livello di fatica e di stress. I dati purtroppo però non vengono condivisi con le altre applicazioni come Salute di Apple, vanificando almeno in parte l’utilità di tali metriche.
Prova d’Ascolto: carattere e generi musicali migliori
Durante la prova d’ascolto, gli auricolari Soundcore Liberty 4 hanno mostrato un carattere sonoro versatile e dinamico con la “signature firm” di Soundcore. La presenza di due driver sovrapposti ACAA 3.0 si traduce in bassi controllati e in alti cristallini. A seconda delle vostre preferenze, potreste trovare però questi auricolari un po’ troppo analitici negli alti e leggermente affaticanti, a causa delle tante sibilanti che vengono accentuate, mentre se cercate un’assoluta precisione e la capacità di ascoltare anche il minimo dettaglio della traccia che state ascoltando, troverete le Liberty 4 decisamente adatte a voi.
Utilizzando l’equalizzazione specifica per il nostro udito “HearID” abbiamo ottenuto un audio decisamente più bilanciato. L’opzione migliore è comunque procedere ad una equalizzazione ad hoc, che amplifichi un po’ la gamma media.
I generi musicali che traggono maggior vantaggio dalla Signature firm Soundcore, sono il rock, l’elettronica e il pop, dove la chiarezza delle voci e la definizione dei singoli strumenti sono fondamentali.
Sul fronte film la resa è eccellente grazie ad un buon imaging e soundstage che, offrendo un palcoscenico sonoro più ampio rende particolarmente godibili sia i contenuti cinematografici e che le registrazioni live. La latenza è sufficiente, anche se forse una maggiore reattività avrebbe aiutato.
Sul fronte gaming le eccellenti qualità audio e soprattutto la capacità di riprodurre la gamma alta in maniera così precisa, oltre al già menzionato ampio soundstage (sempre considerato che si tratta pur sempre di auricolari wireless), le renderebbero perfette per questo scopo, se non fosse per la latenza un po’ troppo alta che le rende non adatte al gaming competitivo. Le abbiamo provate tuttavia su Lenovo Legion Go con HiFi Rush, un gioco single player dove il ritmo e la precisioni sono essenziali, senza riscontrare particolari problemi.
Per quanto riguarda lo spatial audio, le Liberty 4 consentono due modalità di funzionamento, uno che segue la vostra testa, e l’altro fisso. La prima modalità restituisce l’idea di essere ad un concerto o ad un evento dal vivo, per cui girando la testa o muovendosi nell’ambiente si ha l’impressione che la voce o lo strumento provenga dal centro della sala. Si tratta di una sensazione piuttosto divertente e realistica all’inizio, ma se si eccettuano i pochi contenuti studiati per questa modalità, non ne abbiamo ancora compreso l’effettiva utilità.
A differenza di Apple Spatial Audio, inoltre, le Liberty 4 sono capaci di applicare questa modalità di ascolto ad ogni contenuto e non solo a quelliDolby Atmos come invece accade per il prodotto Apple.
ANC
L’ANC degli Liberty 4 è efficace, riducendo in modo significativo il rumore ambientale anche se è piuttosto udibile il rumore bianco introdotto da questa modalità. Per fortuna anche questo è un aspetto che può essere adattato ai vostri gusti e necessità tramite l’app.
Non così efficace, invece, la modalità trasparenza che introduce un seppur leggero disturbo all’audio proveniente dall’esterno.
Microfoni
Per quanto riguarda la qualità dei microfoni, come potete ascoltare dalle registrazioni qui sotto, la qualità audio è buona nella registrazione in studio (audio n.1) con toni molto naturali e aperti (no effetto closed box), mentre sembra soffrire quando si tratta di cancellare i rumori di fondo della stazione di Milano (audio n.2).
Abbiamo inoltre verificato che al 100% del volume di registrazione in Windows, l’audio subiva un importante clipping, come se il gain dei microfoni fosse troppo alto. Registrando con volume max a 80%, il clipping è sparito.
Come sempre, per farvi un’idea delle differenze di queste registrazioni rispetto a quelle ottenute con altri earbuds, può essere utile ascoltare le altre presenti sulla nostra pagina Soundcloud e quella di riferimento registrata con Rode Procaster.
Autonomia
L’autonomia dichiarata dal produttore è di 7 ore con ANC attivo, un valore che nel nostro uso appare credibile. Il volume di questi auricolari, infatti, è davvero molto molto alto, il che rende possibile ascoltarli tranquillamente impostando il volume al 50% conservando una buona pressione sonora. Il case garantisce inoltre almeno due cariche complete degli auricolari.
Commento finale
Le Soundcore Liberty 4 sono auricolari con un eccellente rapporto qualità prezzo. Dotati di decine di funzionalità utili, come il multipoint wireless, l’anc regolabile, il giroscopio e il sensore di battito cardiaco, ci hanno sorpreso per l’ottima qualità audio, soprattutto se si è alla ricerca di auricolari analitici e con una tendenza ad enfatizzare la gamma alta, mentre peccano un po’ quando si tratta di microfoni e latenza. Ad un prezzo di circa 109 euro sul sito ufficiale sono comunque un prodotto che ci sentiamo di raccomandare senza esitazioni soprattutto se cercate auricolari dalle spiccate qualità sonore e ricchi di funzionalità.
Dopo i rumor circolati negli scorsi giorni, stavolta l’ufficialità è arrivata direttamente dai canali social: il nuovo capitolo della saga di Jurassic World si farà.
Lapidario il messaggio condiviso, che riporta la data di uscita prevista che lascia intendere un prossimo avvio delle riprese: il 2 Luglio 2025.
Deadline ha rivelato in esclusiva che David Leitch (regista di John Wick, Deadpool 2 e Bullet Train) è nelle fasi iniziali delle trattative per dirigere il nuovo film. Qualche giorno fa, The Hollywood Reporter ha rivelato invece che David Koepp (storico sceneggiatore dell’indimenticabile film di Jurassic Park diretto da Steven Spielberg) scriverà la sceneggiatura.
Il film “inaugurerà un’era completamente nuova per il franchise” con una storia del tutto inedita, di fatto escludendo la presenza dei protagonisti delle ultime pellicole nonché degli storici interpreti quali Sam Neill, Laura Dern e Jeff Goldblum.
Non è chiaro se l’occasione sarà propizia per un nuovo cambio di nome, dopo il passaggio da Jurassic Park a Jurassic World in occasione della nuova trilogia inaugurata nel 2015 con i personaggi interpretati da Chris Pratt e Bryce Dallas Howard (conclusasi con Il Dominio).