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Recensione Kiwi Ears Division: debutto convincente nel mondo Over-Ear

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Kiwi Ears, brand sino-orientale già noto per i suoi in-ear monitor di qualità, ha deciso di esplorare nuovi territori con le Division, una cuffia nata espressamente per DJ e proposta ad un prezzo particolarmente aggressivo di circa 50 euro su Amazon. Queste cuffie chiuse quindi, puntano a conquistare la fascia entry-level del mercato professionale, ad un prezzo ancora più basso delle promettenti Ellipse di cui vi abbiamo parlato qui. Ma è davvero possibile realizzare un prodotto competitivo in una categoria così complessa come quella delle cuffie da studio a questo prezzo?

Un Design familiare ma con qualche limitazione

Le Division non nascondono la loro ispirazione progettuale: il design richiama chiaramente le celebrate Audio-Technica ATH-M50x, con padiglioni pieghevoli a 90 gradi e una struttura complessivamente conservativa. La costruzione è prevalentemente in plastica, con inserti metallici limitati alla struttura interna dell’archetto – una scelta comprensibile considerando il target di prezzo, ma che solleva interrogativi sulla durabilità nel lungo termine e per una cuffia professionale è sicuramente un aspetto non trascurabile.

L’ergonomia risulta soltanto discreta: il peso contenuto (circa 250 grammi) e la distribuzione equilibrata rendono l’uso prolungato confortevole, nonostante i cuscinetti non siano particolarmente profondi e soprattutto la dimensione dei padiglioni sia piuttosto piccola anche per orecchie normali. La pelle sintetica (vegan leather) dei pad offre un isolamento passivo discreto, ma le dimensioni contenute dei padiglioni le fanno assomigliare più ad una cuffia “on-ear” che “over-ear” nel fit finale.

Una nota positiva è rappresentata dalla dotazione di accessori: due cavi intercambiabili (uno da 3 metri con sezione spiralata per uso da studio, uno corto con microfono integrato per gaming e chiamate) e l’adattatore da 3.5mm a 6.35mm estendono notevolmente la versatilità d’uso.

Architettura Sonora: Tra Neutralità e Carattere

Dal punto di vista tecnico, le Division utilizzano un singolo driver dinamico da 40mm con impedenza di 32 ohm e sensibilità di 98dB±3dB, caratteristiche che le rendono facilmente pilotabili da qualsiasi sorgente, dagli smartphone ai DAC/amplificatori dedicati.

L’analisi della risposta in frequenza rivela immediatamente il carattere di queste cuffie: contrariamente alle promesse di neutralità da “studio monitor”, le Division presentano una firma sonora deliberatamente colorata, con un boost significativo nell’area sub-bass che si estende fino ai 300Hz circa. Questa scelta progettuale, pur allontanandole dall’ideale di neutralità professionale, conferisce al suono un carattere coinvolgente e piacevole per l’ascolto musicale ma che di certo non farà piacere a chi cerca una cuffia monitor, come appunto i DJ a cui almeno all’apparenza sembra destinata.

Performance Acustiche

Registro Grave

Il punto di forza delle Division risiede indiscutibilmente nel registro grave. Il boost in area sub-bass non è semplicemente quantitativo, ma dimostra una buona qualità timbrica con estensione convincente verso le frequenze più basse. Il mid-bass mantiene definizione e controllo, evitando il fastidioso effetto “one-note” tipico di molte cuffie consumer bassiste. La texture risulta ricca e l’impatto dinamico soddisfacente, rendendo particolarmente coinvolgente l’ascolto di generi elettronici, hip-hop e musica con forte componente ritmica.

Gamma Media

Le frequenze medie rappresentano forse l’aspetto più complesso della Division. La presenza del boost in basso si traduce in una leggera recessione percettiva della gamma media, che tuttavia mantiene una buona naturalezza timbrica. Le voci, sia maschili che femminili, risultano ben posizionate e articolate, anche se occasionalmente possono apparire leggermente arretrate rispetto al fronte sonoro. La risoluzione del dettaglio è superiore alle aspettative per la categoria di prezzo, anche se non raggiunge i livelli di cuffie più costose.

Registro Acuto

Gli acuti delle Division adottano un approccio conservativo ma equilibrato. L’estensione è adeguata senza essere particolarmente brillante, una scelta che favorisce l’ascolto prolungato eliminando praticamente ogni forma di fatica d’ascolto. Il dettaglio è presente ma mai aggressivo, con una gestione della sibilanza particolarmente efficace. Questa caratteristica, pur limitando leggermente l’airiness e la brillantezza complessiva, rende le cuffie adatte anche a registrazioni di qualità non ottimale.

Prestazioni Tecniche

Dal punto di vista della spazialità, le Division offrono un soundstage sorprendentemente ampio per una cuffia chiusa in questa fascia di prezzo. L’imaging è preciso e la separazione strumentale risulta convincente anche su brani complessi, anche se la profondità del palcoscenico rimane limitata dalla natura chiusa del design.

La dinamica è un altro punto di forza: le Division riescono a gestire efficacemente i contrasti tra passaggi soft e fortissimo, mantenendo controllo anche a volumi elevati. L’impedenza ridotta le rende compatibili con qualsiasi sorgente, anche se beneficiano sensibilmente di amplificazione dedicata per esprimere appieno il loro potenziale dinamico.

Confronto con la Concorrenza

Rispetto alle storiche Audio-Technica ATH-M50x, le Division si posizionano come alternativa più moderna e bilanciata, eliminando alcune delle asperità nella gamma alta che caratterizzavano le cuffie giapponesi, pur mantenendo un’impostazione dinamica e coinvolgente. Ovviamente non vogliamo dire che queste Division siano meglio delle ATH-M50x, ma considerando che sono un prodotto che costa circa un terzo delle giapponesi, suonano decisamente bene.

Applicazioni Pratiche e Versatilità

Nonostante il marketing enfatizzi l’uso professionale, la realtà è che le Division eccellono principalmente come cuffie per l’ascolto musicale quotidiano. La colorazione nella risposta in frequenza le rende inadatte per applicazioni di mixing e mastering professionale, dove la neutralità è prerequisito fondamentale.

Tuttavia, per applicazioni semi-professionali come il monitoring durante le sessioni di registrazione, il podcasting o l’editing video, le Division possono rappresentare una soluzione valida, specialmente considerando il prezzo contenuto. La presenza del microfono integrato nel cavo corto estende ulteriormente le possibilità d’uso verso il gaming e le videochiamate. Un altro punto critico, è quello della costruzione. La costruzione prevalentemente plastica solleva inevitabili questioni sulla longevità del prodotto. I meccanismi di rotazione e pieghevole, pur funzionali, non trasmettono la solidità necessaria per un uso intensivo professionale. La possibilità di sostituire i cuscinetti, confermata da alcuni utenti, rappresenta un aspetto positivo per la manutenzione nel tempo.

Commento finale

Le Kiwi Ears Division rappresentano un debutto convincente nel segmento over-ear ( o forse più appropriato dire on-ear) per un brand tradizionalmente focalizzato sugli IEM. Pur non raggiungendo gli standard di neutralità promessi dal marketing “studio monitor”, offrono un’esperienza d’ascolto piacevole e coinvolgente a un prezzo estremamente competitivo.

Il loro principale merito risiede nella capacità di rendere l’ascolto musicale divertente senza scadere nel grottesco, mantenendo un equilibrio timbrico complessivamente credibile. La facilità di pilotaggio e la versatilità d’uso le rendono adatte a un pubblico ampio, dall’appassionato occasionale al content creator che necessita di uno strumento affidabile senza investimenti significativi. Insomma, le Division si configurano come acquisto consigliato per chi cerca cuffie musicali, divertenti e accessibili, ma rappresentano una scelta meno indicata per utenti che necessitano di assoluta neutralità o durabilità professionale. Il loro successo risiede nell’aver trovato un equilibrio convincente tra prestazioni, prezzo e piacevolezza d’ascolto in un segmento di mercato tradizionalmente avaro di proposte valide.

Recensione Kiwi Ears Ellipse: monitor da studio entry level ma non troppo

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Nel panorama sempre più competitivo delle cuffie budget dedicate agli audiofili, le Kiwi Ears Ellipse si presentano come una proposta audace: trasformare la tradizionale concezione del monitor da studio in un prodotto accessibile a tutti, mantenendo però l’integrità tecnica e la precisione necessarie per un utilizzo professionale. Con un prezzo che oscilla tra i 60 e 75 Euro quando in offerta (su Amazon sono disponibili mediamente intorno agli 80-90 euro), queste cuffie semi-aperte promettono di ridefinire gli standard qualitativi della fascia entry-level.

La prima full size over ear

Le Ellipse rappresentano l’ingresso di Kiwi Ears nel mercato delle cuffie full-size, un’azienda che fino ad oggi si era concentrata principalmente sugli IEM con risultati eccellenti. Questa transizione non è casuale: il mercato dei monitor da studio budget ha vissuto una stagnazione negli ultimi anni, dominato da modelli come le Beyerdynamic DT Pro Series e le più recenti FiiO JT1, che avevano stabilito il benchmark qualitativo per la categoria.

L’approccio ingegneristico adottato da Kiwi Ears riflette una comprensione profonda dei compromessi tipici di questa fascia di prezzo. Dove molti produttori sacrificano la neutralità per un sound più accattivante o economizzano sui materiali del driver, le Ellipse tentano di mantenere un equilibrio tra accuratezza scientifica e fruibilità quotidiana.

Unboxing e specifiche

Specifiche Tecniche:

  • Driver: Dinamico 50mm (diaframma composito PU/PEK)
  • Impedenza: 32Ω
  • Sensibilità: 98dB±3dB
  • Risposta in frequenza: 20Hz-20kHz
  • Peso: 280g
  • Cavo: 3m removibile, connettori 3.5mm
  • Prezzo: €60-75

L’esperienza di unboxing non è esaltante. La confezione è di semplice cartone e all’interno non c’è nient’altro che le cuffie, il loro cavo intrecciato, e un adattatore per jack 3,5 mm – 6,35mm. In generale l’impressione è quella di un prodotto piuttosto economico in linea con il costo del cartellino. Si tratta di un aspetto quello dell’esperienza di unboxing che ritroveremo anche per altre cuffie entry level di Kiwi Ears e che a nostro parere ha sicuramente margini di miglioramento. Considerando anche l’ottimo lavoro fatto con le Kiwi Ears Ardor, siamo sicuri che ci si può lavorare.

Costruzione e Materiali

La costruzione delle Ellipse dimostra un’intelligente allocazione dei costi produttivi. L’archetto utilizza acciaio per la struttura portante, garantendo durabilità e stabilità dimensionale, mentre la plastica ad alta densità per i componenti secondari mantiene contenuto il peso complessivo (280 grammi).

I cuscinetti in similpelle rappresentano un compromesso sensato tra comfort, durabilità e impatto acustico. Il materiale, oltre a garantire un sigillo efficace intorno all’orecchio, contribuisce alla risposta dei bassi creando una camera di risonanza controllata. La schiuma interna, pur non raggiungendo la memoria form di prodotti più costosi, offre un sostegno adeguato per sessioni prolungate.

Cablaggio e Connettività

Il sistema di cablaggio removibile da 3.5mm rappresenta una delle scelte più pratiche del progetto. La lunghezza di 3 metri, tipica dei monitor professionali, testimonia l’orientamento studio del prodotto, pur risultando eccessiva per l’uso domestico. La qualità costruttiva del cavo, con guaina in tessuto e connettori robusti, suggerisce una durata adeguata alle aspettative della categoria, quelle della fascia entrylevel.

Architettura Acustica e Principi di Progettazione

Il cuore delle Ellipse è costituito da un driver dinamico da 50mm, implementazione che merita un’analisi approfondita. La scelta di utilizzare un diaframma composito PU (Poliuretano) e PEK (Polieterchetone) non è arbitraria: questi materiali offrono caratteristiche complementari essenziali per una riproduzione fedele. Il PU garantisce flessibilità e risposta ai transienti, mentre il PEK fornisce rigidità strutturale che previene distorsioni indesiderate nelle frequenze medio-acute.

La bobina mobile CCAW (Copper Clad Aluminum Wire) rappresenta un compromesso intelligente tra conduttività e peso. Rispetto al rame puro, il rivestimento in rame su alluminio riduce significativamente la massa mobile del sistema, migliorando la risposta ai transienti senza sacrificare troppo la conduttività elettrica. I magneti N42 ad alte prestazioni completano l’architettura magnetica, fornendo un campo magnetico sufficientemente intenso per un controllo efficace del diaframma.

Design Semi-Aperto

La configurazione semi-aperta delle Ellipse merita particolare attenzione dal punto di vista dell’ingegneria acustica. Il design implementa aperture controllate nella struttura posteriore dell’auricolare, permettendo un flusso d’aria limitato che serve molteplici funzioni: riduce le risonanze interne, migliora l’estensione dei bassi e crea un soundstage più naturale. Tuttavia, questo comporta inevitabilmente una perdita di isolamento passivo, quantificabile in circa 10-15 dB di attenuazione del rumore ambientale.

La griglia posteriore in alluminio, oltre alla funzione estetica, svolge un ruolo cruciale nel controllo delle frequenze. La perforazione precisa permette una fuoriuscita controllata dell’aria, evitando accumuli di pressione che potrebbero colorare negativamente la risposta in frequenza, particolarmente nella regione dei medio-bassi.

Firma Sonora: “neutralità calibrata

Le misurazioni effettuate evidenziano un approccio conservativo ma tecnicamente solido. La curva di risposta mostra un leggero incremento nella regione dei bassi (60-200 Hz), quantificabile in circa 3-4 dB sopra la linea di riferimento neutrale. Questa enfasi è tuttavia controllata e non invade significativamente la regione dei medi, mantenendo la chiarezza vocale e strumentale.

Nella regione dei medi (200 Hz – 2 kHz), le Ellipse dimostrano una linearità sorprendente per la categoria di prezzo. La transizione dai bassi ai medi è graduale, evitando quella “gobba” tipica dei prodotti consumer che tende a mascherare dettagli importanti nel mix. I medio-acuti mostrano una leggera attenuazione intorno ai 4-5 kHz, caratteristica che, pur riducendo leggermente la presenza vocale, contribuisce significativamente al comfort durante sessioni prolungate.

Le Ellipse implementano quello che potremmo definire un “tuning difensivo”. La leggera riduzione degli acuti superiori (8-16 kHz) non solo previene l’affaticamento uditivo ma riflette anche una comprensione delle curve di sensibilità dell’orecchio umano. Questa scelta progettuale si rivela particolarmente efficace per utilizzi professionali prolungati, dove l’accuratezza deve bilanciarsi con la tollerabilità.

La dinamica complessiva, pur non raggiungendo i livelli di modelli più costosi, risulta adeguata per la maggior parte delle applicazioni. La capacità di gestire picchi transitori senza distorsioni evidenti testimonia la qualità dell’implementazione dell’architettura magnetica.

Prestazioni e confronti

FiiO JT1

Il confronto diretto con le FiiO JT1, considerate il riferimento della categoria fino ad oggi, rivela differenze filosofiche interessanti. Le JT1, con la loro configurazione chiusa, privilegiano l’isolamento e l’impatto dei bassi, a scapito però del soundstage e della naturalezza timbrica. Le Ellipse, al contrario, sacrificano l’isolamento per ottenere una presentazione più aperta e ariosa.

Tecnicamente, entrambe utilizzano driver da 50mm, ma con implementazioni diverse. Le JT1 mostrano una maggiore enfasi sui sub-bassi, rendendole più appropriate per generi come EDM o hip-hop. Le Ellipse, con la loro risposta più bilanciata, si dimostrano più versatili attraverso diversi generi musicali, pur perdendo qualcosa in termini di impatto fisico sui bassi più profondi.

Beyerdynamic DT Pro

Il DNA estetico delle Ellipse non nasconde l’ispirazione alle celebri Beyerdynamic DT Pro Series. Tuttavia, le similitudini si fermano al design esteriore. Dal punto di vista acustico, le Ellipse optano per un approccio più moderno e meno caratterizzato rispetto alla tipica “V-shape” Beyerdynamic. Questa scelta le rende più immediate e meno polarizzanti, pur perdendo quella distintività timbrica che caratterizza i prodotti tedeschi.

Applicazioni professionali

Nel contesto di produzione musicale entry-level, le Ellipse si dimostrano strumenti credibili per il monitoring di base. La risposta relativamente piatta consente una prima valutazione del bilanciamento di un mix, anche se la leggera coloritura nei bassi richiede una certa esperienza per essere compensata. Per DJ e podcaster, la configurazione semi-aperta può rappresentare una limitazione in ambienti rumorosi, ma il comfort prolungato e la fedeltà timbrica offrono vantaggi compensativi.

Ascolto Domestico e Gaming

Per l’utenza domestica, le Ellipse eccellono in versatilità. La risposta bilanciata si adatta bene a generi diversi, dalla musica classica al rock, senza richiedere equalizzazioni drastiche. Nel gaming, il soundstage semi-aperto offre un vantaggio tattiche per il posizionamento spaziale, pur con le limitazioni tipiche della categoria in termini di imaging preciso.

Limitazioni e Aree diMiglioramento

L’analisi critica evidenzia alcune aree dove i compromessi imposti dal prezzo si manifestano più chiaramente. L’estensione sui sub-bassi, pur presente, non raggiunge la profondità di modelli chiusi equivalenti. La risoluzione dei dettagli, pur adeguata, non compete con soluzioni planari o elettrostatiche di fascia superiore.

Il controllo dei transienti, elemento cruciale per la precisione temporale, risulta buono ma non eccezionale. In passaggi musicali complessi, si può avvertire una leggera perdita di definizione tra gli strumenti, caratteristica comune in questa fascia di prezzo ma comunque percettibile all’ascolto critico.

Commento finale

Le Kiwi Ears Ellipse rappresentano un’evoluzione significativa nel segmento delle cuffie budget, dimostrando come sia possibile implementare scelte ingegneristiche mature anche con vincoli economici stringenti. Il loro successo potrebbe spingere altri produttori a riconsiderare l’approccio al mercato entry-level, privilegiando l’accuratezza rispetto all’effetto “wow” immediato.

L’integrazione di tecnologie derivate dal mondo IEM (dove Kiwi Ears eccelle) in un prodotto full-size suggerisce potenzialità future interessanti, particolarmente nell’ottimizzazione dei driver e nell’implementazione di crossover più sofisticati. Le Kiwi Ears Ellipse si confermano come una proposta vincente per chi cerca un monitor da studio entry-level che privilegi l’accuratezza e il comfort rispetto all’impatto scenico. La loro capacità di bilanciare compromessi tecnici ed economici le rende un riferimento credibile per la nuova generazione di audiofili attenti al budget, soprattutto se le si porta a casa ad un prezzo intorno ai 60 euro

The Elder Scrolls Online cambia rotta: confermato il nuovo modello a Seasons dal 2026

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Con una presentazione ricca di dettagli e un lungo momento di confronto con la community, ZeniMax Online Studios ha confermato un cambiamento strutturale profondo per The Elder Scrolls Online. A partire dal 2026, il gioco abbandonerà il tradizionale modello basato su capitoli annuali e DLC per adottare un sistema a Seasons trimestrali, pensato per rendere l’esperienza più flessibile, accessibile e reattiva al feedback dei giocatori.

Non si tratta di una semplice riorganizzazione del calendario dei contenuti, ma di una revisione filosofica che tocca progressione, ricompense, monetizzazione, qualità della vita e persino il modo in cui il team intende collaborare con la community nei prossimi anni.

Addio Capitoli, benvenute Seasons: cosa cambia davvero

Il ciclo “Capitolo + DLC” viene ufficialmente archiviato. Al suo posto arriveranno quattro Seasons all’anno, ciascuna della durata di circa tre mesi. Ogni Season potrà includere contenuti molto diversi tra loro: nuove meccaniche, sistemi sperimentali, eventi dinamici, zone temporanee, miglioramenti al gameplay di base o archi narrativi più contenuti.

L’obiettivo dichiarato è duplice. Da un lato ridurre la prevedibilità e la frammentazione dei contenuti, dall’altro permettere al team di iterare più rapidamente sulle novità, correggendo e migliorando ciò che funziona meno senza dover attendere un intero anno. Un aspetto fondamentale è che la maggior parte dei contenuti stagionali sarà gratuita per chi possiede ESO o gioca tramite Game Pass e PlayStation Plus.

Dal punto di vista tecnico, a partire da Update 49 (marzo) tutte le piattaforme riceveranno gli aggiornamenti in simultanea, ponendo fine al consueto sfasamento tra PC e console.

Contenuti gratuiti e integrazione dei DLC storici

Con Update 49, tre DLC storici entreranno ufficialmente a far parte del gioco base: Thieves Guild, Dark Brotherhood e Orsinium. Una scelta che riduce ulteriormente le barriere d’ingresso per i nuovi giocatori e rafforza l’idea di investire nel “core game”.

Rimangono invece separati i vecchi DLC dungeon, che continueranno a essere acquistabili tramite Crown Store o inclusi nell’abbonamento ESO Plus. Non ci saranno nuovi dungeon di gruppo nel 2026: una decisione consapevole per concentrare le risorse su altri sistemi chiave, come le Solo Dungeons e il rinnovamento del combattimento.

Tamriel Tomes: il nuovo battle pass di ESO

Ogni Season introdurrà un Tamriel Tome, una versione rivista del battle pass che punta a essere meno invasiva e più orientata alla scelta del giocatore. Tutti avranno accesso a una traccia gratuita, mentre saranno disponibili due upgrade premium opzionali.

La progressione avverrà tramite sfide settimanali e stagionali, non più giornaliere. I Tome Points ottenuti permetteranno di sbloccare “pagine” e selezionare direttamente le ricompense desiderate, evitando percorsi rigidi. Sarà possibile rerollare singole sfide, inizialmente gratis e poi spendendo oro.

Tra le ricompense confermate figurano cosmetici, stili d’arma, un nuovo set, skill style, casse, arredamenti, Trade Bars e 8.000 Seals of Endeavor per Season, ora integrate nei Tomes. Le ricompense di login giornaliero e gli Endeavor tradizionali vengono infatti rimossi e assorbiti in questo nuovo sistema.

Gold Coast Bazaar: ricompense ottenibili giocando

Accanto ai Tomes debutta il Gold Coast Bazaar, un nuovo negozio in-game basato esclusivamente su ricompense ottenibili giocando. La valuta utilizzata saranno le Trade Bars, guadagnabili soprattutto tramite Tamriel Tomes e attività di gioco, senza possibilità di acquisto con Crowns e senza limiti massimi.

Al lancio saranno disponibili circa 100 oggetti, inclusi cosmetici del passato, ricompense evento e novità assolute, con rotazioni lunghe pensate per ridurre la FOMO. Gli Event Tickets verranno rimossi e convertiti automaticamente in Trade Bars. In futuro, il Bazaar dovrebbe ospitare anche vecchie Crown Crates e i loro contenuti.

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ESO Plus: prezzo invariato, vantaggi ampliati

L’abbonamento ESO Plus manterrà lo stesso prezzo, ma guadagnerà nuovi benefici. Tra questi figurano grant mensili di Tome Points, progressione accelerata nei Tamriel Tomes, bonus aggiuntivi su sistemi come Antiquities ed Exploration e un incremento delle risorse utili come i Transmute Crystals.

Inoltre, ogni 12 mesi cumulativi di abbonamento assegneranno un credito per ottenere gratuitamente un upgrade Premium Plus di una Season a scelta, rafforzando il valore a lungo termine del servizio.

Season 0: prime date e contenuti confermati

La Season 0 prenderà il via il 2 aprile, dopo l’arrivo di Update 49 a marzo. Tra i contenuti principali spicca la Night Market, una Event Zone PvE temporanea ambientata a Fargrave, attiva dal 29 aprile a metà giugno. Si tratta di un’area più impegnativa dell’overland standard, pensata per la cooperazione spontanea e caratterizzata da tre fazioni in competizione.

Le ricompense includeranno una casa del giocatore che si evolve partecipando all’evento, con tanto di banca integrata, e un nuovo tipo di premio funzionale che avrà un impatto diretto sul gameplay. In base al feedback, la Night Market potrà tornare più volte o diventare permanente.

Qualità della vita e modernizzazione del gameplay

Update 49 introdurrà una lunga serie di miglioramenti richiesti da tempo: respec gratuiti direttamente dall’interfaccia, slot outfit condivisi a livello account, riding training accelerato, ritorno dei listing dei guild trader a 30 giorni e l’introduzione di mount acquistabili con oro.

Sul fronte del combattimento, parte un progetto pluriennale di refresh visivo e meccanico. I primi interventi riguarderanno il Dragonknight e la linea Two-Handed, seguiti a giugno da un revamp completo del Werewolf, incluso un nuovo modello femminile. L’obiettivo è rendere il combat più moderno e leggibile senza snaturare la filosofia “play your way”.

Difficoltà, Solo Dungeons e PvP nel 2026

Entro la fine della Season 0 arriverà una Overland Difficulty opzionale, con più livelli selezionabili e ricompense migliorate. Nel 2026 debutteranno anche le Solo Dungeons, versioni dedicate di dungeon esistenti con modalità narrative e sfide più impegnative.

Il PvP riceverà un’attenzione particolare con un nuovo sistema di progressione stagionale, ricompense cosmetiche dedicate, test dei Battleground a tre fazioni e numerosi interventi di qualità della vita su Cyrodiil e sulle mappe esistenti.

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Un’evoluzione, non una rivoluzione

Il messaggio finale del team è chiaro: non si tratta di stravolgere ESO, ma di farlo evolvere in modo più sostenibile e collaborativo. Meno sistemi ridondanti, più ricompense ottenibili giocando, maggiore trasparenza e una roadmap “viva”, pronta ad adattarsi in base al feedback della community.

EA Sports FC 26 – Guida completa ai TOTY (Team of the Year) 2026: Date, giocatori, mercato e consigli pratici per l’evento più atteso dell’anno!

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Ormai ci siamo, l’evento più atteso dai fan di FC 26 è arrivato. I TOTY (Team of the Year) è una delle promozioni più iconiche e influenti di EA Sports FC Ultimate Team. Ogni gennaio, EA celebra i migliori calciatori e calciatrici dell’anno solare precedente con alcune delle carte speciali più forti dell’intero ciclo di gioco.

L’idea alla base è semplice: selezionare un piccolo gruppo di giocatori di livello mondiale che hanno dominato il calcio nell’ultimo anno e premiarli con oggetti ultra-potenziati che spesso rimangono in meta fino alla fine del gioco. A differenza di molte altre promozioni, il TOTY è in parte deciso dalla community tramite un voto globale, il che rende l’evento più simile a una celebrazione di ciò che i fan hanno effettivamente visto e apprezzato.

In FC 26 – come anticipato nella nostra guida di dicembre: EA Sports FC 26 – Guida: Tutto quello che c’è da sapere sui TOTY e come prepararsi al meglio ci saranno ancora una volta squadre TOTY separate per uomini e donne, oltre ai contenuti extra: Icone TOTY, Menzioni d’Onore, SBC speciali, Obiettivi, Evoluzioni e altro ancora. Se volete creare una squadra in Ultimate Team di alto livello o fare mosse di mercato intelligenti, comprendere la struttura e le tempistiche del TOTY è fondamentale.

Data di uscita e programma completo del TOTY FC 26

Il TOTY è solitamente la promozione più grande e lunga del periodo iniziale dell’anno in Ultimate Team. FC 26 segue lo stesso schema, con un rilascio scaglionato per ruoli e tipologie di carte. In base alle informazioni attuali e ai dettagli raccolti dai dati, questa è la tempistica prevista per FC 26 TOTY (le date potrebbero ancora variare leggermente):

  • Martedì 06.01.2026 – 17:00: Rivelazione dei candidati FC 26 TOTY
  • Mer 07.01.2026 – 17:00 a 16.01.2026 – 08:59: Votazione ufficiale della community FC 26 TOTY
  • Mar 13.01.2026 – 17:00: Campagna di riscaldamento TOTY (SBC, pacchetti, obiettivi)
  • Gio 15.01.2026 – 17:00: Presentazione completa delle formazioni TOTY maschili e femminili
  • Ven 16.01.2026 – 19:00 a 18.01.2026: Attaccanti TOTY maschili e femminili nei pacchetti
  • Ven 16.01.2026 – 19:00 a 23.01.2026: TOTY Icons Team 1 nei pacchetti
  • Dom 18.01.2026 – 19:00 a 20.01.2026: Centrocampisti TOTY nei pacchetti
  • Lunedì 19.01.2026 – dalle 19:00 al 23.01.2026: Votazione per il 12° uomo e la 12° donna
  • Martedì 20.01.2026 – dalle 19:00 al 22.01.2026: difensori e portieri TOTY nei pacchetti
  • Martedì 20.01.2026 – dalle 19:00 al 30.01.2026: TOTY Icons Team 2 nei pacchetti
  • Gio 22.01.2026 – 19:00 al 30.01.2026: Tutti i giocatori TOTY e le icone insieme nei pacchetti
  • Ven 23.01.2026 – 19:00: Presentazione del 12° uomo / 12° donna TOTY e menzioni d’onore

Durante questa finestra temporale, quasi ogni aspetto di Ultimate Team viene influenzato: il peso e la tipologia dei pacchetti, i prezzi di mercato, i requisiti delle SBC e persino il modo in cui i giocatori affrontano la Weekend League. È anche il momento in cui molti aprono i pacchetti risparmiati nella speranza di trovare uno o più TOTY.

Poiché la campagna è scaglionata, il momento giusto per aprire i pacchetti è fondamentale. Ad esempio, se si vogliono solo attaccanti, è consigliabile aprirli durante la fase di disponibilità degli stessi nei pack. Se si vogliono ottenere le migliori possibilità di ottenere qualcosa di correlato al TOTY, di solito si aspetta il periodo in cui tutti i giocatori e le Icone TOTY sono presenti insieme nei pacchetti.

Quanti giocatori ci sono nelle squadre FC 26 TOTY?

Il nucleo di ogni Squadra dell’Anno rimane lo stesso: una formazione di 11 giocatori con il modulo 4-3-3, più una carta preferita dai tifosi. In FC 26, la struttura dovrebbe essere questa:

  • 11 giocatori TOTY maschile (3 attaccanti, 3 centrocampisti, 4 difensori, 1 portiere)
  • 11 giocatrici TOTY femminile (3 attaccanti, 3 centrocampisti, 4 difensori, 1 portiere)
  • 1 dodicesimo uomo aggiuntivo per la squadra maschile, deciso tramite votazione in-game
  • 1 dodicesima donna in più per la squadra femminile, deciso tramite votazione in-game

Oltre alla formazione degli XI principali, EA pubblica anche un set di Menzioni d’Onore TOTY. Si tratta di giocatori che si sono comportati brillantemente durante l’anno, hanno ricevuto nomination, ma sono rimasti di poco fuori dalla squadra principale. Le loro carte non sono così eccezionali come quelle TOTY, ma sono comunque significativamente migliori dei normali oggetti speciali.

L’anno scorso sono state assegnate circa 25 Menzioni d’Onore. È probabile che un numero simile caratterizzerà anche FC 26, distribuito su diversi ruoli e campionati, senza essere vincolato a un’unica formazione. Questo li rende opzioni interessanti per squadre ibride e in termini di intesa.

Negli ultimi anni, il TOTY ha integrato anche le carte Icone nell’evento. Si prevede che FC 26 porterà due squadre TOTY Icon separate, ciascuna composta da circa cinque giocatori, più un paio di carte Icon extra sbloccabili tramite SBC o Obiettivi. In totale, possiamo prevedere circa 60-80 carte speciali che saranno aggiunte al gioco durante l’intera campagna TOTY.

GIOCATORI CANDIDATI AL TOTY MASCHILE

Portieri:

  • Alisson
  • Thibaut Courtois 
  • David Raya
  • Gianluigi Donnarumma
  • Manuel Neuer
  • Jan Oblak 
  • Mile Svilar

Difensori:

  • David Raum
  • Jonathan Tah
  • Andrei Rațiu
  • Dean Huijsen
  • Jules Koundé
  • Marcos Llorente
  • Alessandro Bastoni
  • Amir Rrahmani
  • Gabriel
  • Maximilian Mittelstädt
  • Marc Guéhi
  • Marquinhos
  • Micky van de Ven
  • William Saliba
  • Willian Pacho
  • Virgil van Dijk
  • Marc Cucurella
  • Nuno Mendes
  • Denzel Dumfries
  • Nico Schlotterbeck

Centrocampisti:

  • Grimaldo
  • Luis Díaz
  • Michael Olise
  • Ritsu Doan
  • Federico Valverde
  • Frenkie de Jong
  • Lamine Yamal
  • Nico Williams
  • Pedri
  • Raphinha
  • Cole Palmer
  • Evander
  • Jamal Musiala
  • Jude Bellingham
  • Kenan Yıldız
  • Nico Paz
  • Angelo Stiller
  • Declan Rice
  • Felix Nmecha
  • Joshua Kimmich
  • Moisés Caicedo
  • Pierre-Emile Højbjerg
  • Ryan Gravenberch
  • André-Franck Zambo Anguissa
  • Bruno Guimarães
  • Corentin Tolisso
  • João Neves
  • Nicolò Barella
  • Scott McTominay
  • Vitinha
  • Salem Al Dawsari
  • Maghnes Akliouche
  • Mohamed Salah
  • Riccardo Orsolini
  • Riyad Mahrez

Attaccanti:

  • Harry Kane
  • Patrik Schick
  • Serhou Guirassy
  • Ayoze Pérez
  • Julián Alvarez
  • Kylian Mbappé
  • Robert Lewandowski
  • Bradley Barcola
  • Khvicha Kvaratskhelia
  • Son Heung-min
  • Vini Jr.
  • Anders Dreyer
  • Antony
  • Bryan Mbeumo
  • Christian Pulisic
  • Désiré Doué
  • Lionel Messi
  • Cristiano Ronaldo
  • Emanuel Emegha
  • Erling Haaland
  • Jean-Philippe Mateta
  • Karim Benzema
  • Lautaro Martínez
  • Moise Kean
  • Ousmane Dembélé
  • Romelu Lukaku
  • Viktor Gyökeres

GIOCATRICI CANDIDATE AL TOTY FEMMINILE

Portieri:

  • Chiamaka Nnadozie
  • Hannah Hampton
  • Christiane Endler
  • Lorena
  • Constance Picaud

Difensori:

  • Leah Williamson
  • Lauren
  • Kayla Sharples
  • Millie Bright
  • Wendie Renard
  • Tara McKeown
  • Vanessa Gilles
  • Katie McCabe
  • Izzy Rodriguez
  • Olga Carmona
  • Selma Bacha
  • Nerea Nevado
  • Ellie Carpenter
  • Emily Foxtan
  • Giulia Gwinn
  • Lucy Bronze

Centrocampiste:

  • Georgia Stanway
  • Erin Cuthbert
  • Keira Walsh
  • Bernadette Amani
  • Yui Hasegawa
  • Patri Guijarro
  • Taylor Flint
  • Aitana Bonmatí
  • Alexia Putellas
  • Janina Minge

Perché le carte FC 26 TOTY sono così forti

Le carte TOTY sono tra gli oggetti più forti e rari di qualsiasi titolo EA Sports FC, e FC 26 continua questa tendenza. Ecco alcuni dei motivi principali per cui i giocatori le cercano così tanto:

  • Incrementi significativi delle statistiche: gli oggetti TOTY raggiungono regolarmente valutazioni complessive comprese tra 93 e 98. E non si tratta solo dell’overall complessivo: attributi chiave come velocità, tiro, passaggio, dribbling o difesa ricevono aumenti estremi che li posizionano ben al di sopra della maggior parte delle altre carte.
  • Utilizzabilità fino alla fine del gioco (o quasi): una buona carta TOTY può rimanere competitiva fino alla fine (o quasi) del gioco. Ciò sta a significare che potreste non dover sostituire il centrocampista o il terzino TOTY per mesi, anche quando ci saranno nuovi eventi.
  • Prestigio e design: il design delle carte TOTY blu scuro e oro è diventato uno status symbol. Per molti collezionisti, avere uno o più TOTY in squadra è un traguardo piuttosto ambito, anche se non sempre si adatta alla propria formazione preferita o voluta.

A causa della loro rarità, le carte TOTY raggiungono prezzi elevatissimi sul mercato trasferimenti e sono spesso le carte scambiabili più costose del gioco al momento del rilascio. Ecco perché il TOTY è anche un momento cruciale per trader e investitori che vogliono rivendere le carte, acquistarle a basso prezzo durante il crash del mercato e rivenderle in seguito per trarne profitto.

Come ottenere le carte FC 26 TOTY (pacchetti, SBC e mercato)

Esistono solo pochi modi realistici per mettere le mani sugli oggetti TOTY e tutti richiedono fortuna, tempo o un saldo solido di crediti.

La fonte principale di carte TOTY sono i pacchetti. Durante la promozione, le versioni TOTY di un giocatore sostituiscono temporaneamente le carte normali nei pacchetti. Qualsiasi pacchetto che può contenere giocatori ha una probabilità teorica di darvi una TOTY (anche se gli ultimi anni ci hanno fatto comprendere che, pur shoppando pesantemente, non è assolutamente detto che si trovi un TOTY), indipendentemente dal fatto che l’abbiate acquistato con i crediti, utilizzato Punti FC, ricevuto tramite ricompense Division Rivals/Champions o completato SBC e Obiettivi.

Detto questo, il peso del pacchetto è estremamente ridotto. Anche i pacchetti più grandi non garantiscono nulla; aumentano solo leggermente le probabilità di “riuscita” perché includono più giocatori o più giocatori “rari”.

Aprire pacchetti tramite il negozio non vale la pena? A nostro giudizio, assolutamente no. Non importa se si acquistano con i crediti o gli FC Points. L’obiettivo dovrebbe essere quello di completare le SBC aggiornamento che – gratuitamente – vi permettono di farmare varie tipologie di pacchetti OVR. 

Naturalmente, tutte queste SBC richiederanno tempo e carte. Per completarle, aprite i pacchetti di basso livello e fate tutti gli aggiornamenti giornalieri Oro, Argento, Bronzo. Assicuratevi di avere anche un numero adeguato di carte TOTW, non scartatele, non usatele per le SBC dei giocatori esistenti e non vendetele. 

Solitamente, EA rilascia una serie di SBC e Obiettivi a tema durante il TOTY. Questi possono includere:

  • Pacchetti di alto valore non scambiabili o pick scelta giocatori;
  • Giocatori TOTY o Menzioni d’onore TOTY specifici come oggetti non scambiabili;
  • Icone TOTY tramite sfide di costruzione della squadra a lungo termine e costose
  • Evoluzioni che potenziano determinati giocatori per tenere il passo con i TOTY.

Ottenere queste carte può richiedere molto tempo, ma spesso rappresentano il modo più realistico per i giocatori di avvicinarsi alle carte di livello TOTY senza affidarsi alla pura fortuna dei pacchetti.

Se desiderate una carta TOTY specifica, la soluzione più diretta è acquistarla dal mercato. Tutti gli oggetti TOTY acquistati tramite pack sono scambiabili (a meno che non provengano da pacchetti non scambiabili), quindi saranno disponibili sul mercato trasferimenti fin dal primo giorno.

La sfida qui è l’accessibilità economica. I giocatori del TOTY di solito hanno un prezzo che solo i trader più attivi o i giocatori con una solida base di crediti possono permettersi. Durante i primi giorni di lancio, i prezzi possono essere particolarmente elevati. Col tempo, con l’aumento dell’offerta e l’aumento delle persone che acquistano TOTY, i prezzi si stabilizzano, ma raramente diventano economici.

Ecco perché molti giocatori cercano modi per aumentare il loro saldo di crediti prima e durante il TOTY, combinando scambi, ricompense di gioco e risorse esterne per competere nel mercato di fascia alta.

TOTY vs TOTS in FC 26: qual è la differenza?

I nuovi giocatori spesso confondono TOTY (Team of the Year) e TOTS (Team of the Season) perché entrambe sono promozioni di grandi dimensioni con carte notevolmente migliorate. Tuttavia, hanno scopi diversi e coprono periodi di tempo diversi.

Squadra dell’anno (TOTY):

  • Si concentra sui migliori giocatori del mondo in tutti i campionati dell’anno solare precedente.
  • La selezione si basa sul loro impatto complessivo a livello di club e internazionale da gennaio a dicembre.
  • Include sia gli XI globali maschili che femminili, oltre all’influenza della comunità attraverso un voto mondiale.
  • Si verifica all’inizio del nuovo anno (gennaio) e solitamente introduce alcune delle prime carte veramente finali.

Squadra della stagione (TOTS):

  • Celebra i migliori giocatori della stagione di ogni singolo campionato, come Premier League, La Liga, Bundesliga, ecc.
  • La selezione è legata ai risultati in campionato dall’inizio della stagione (solitamente a fine estate) fino alla fase finale in primavera.
  • Pubblicato come promozione di più settimane più avanti nel gioco (intorno a maggio-giugno) con squadre separate per ogni campionato.
  • Per alcune squadre sono previsti voti della community, ma molte formazioni vengono scelte da EA.

In pratica, il TOTY offre una selezione più ristretta e ultra-elitaria di stelle globali, mentre il TOTS inonda il gioco con un numero enorme di carte potenti che coprono quasi ogni posizione, campionato e budget. Insieme, queste due promozioni definiscono la curva di potenza per gran parte dell’anno di Ultimate Team.

Crollo del mercato TOTY in FC 26 e come trarne profitto

L’espressione “crollo del mercato TOTY” non è solo un meme: è un fenomeno reale e prevedibile che colpisce il mercato trasferimenti ogni gennaio. Capire perché accade può aiutarvi a proteggere i propri crediti e persino a generare profitti.

Diversi fattori scatenano l’incidente:

  • Anticipazione di carte più forti: non appena vengono annunciate le nomination per il TOTY, i giocatori più navigati sanno che alcuni degli oggetti migliori dell’anno sono dietro l’angolo. La power curve aumenta, quindi il valore delle carte più vecchie generalmente diminuisce.
  • Vendita massiva da parte della community: molti utenti iniziano a “incassare” settimane prima del TOTY, vendendo meta card per trasformarle in crediti, così da essere pronti ad acquistare TOTY, completare SBC o sfruttare le promo a tempo. Non esitate a vendere giocatori e altri oggetti scambiabili nel vostro club per ottenere crediti. Avrete bisogno di più crediti e potrete semplicemente riacquistare il giocatore in seguito a un prezzo inferiore, se ne avete davvero bisogno. Tenete d’occhio il mercato e controllate se avete giocatori scambiabili il cui prezzo potrebbe aumentare a causa dei requisiti di Evoluzioni o SBC. A volte i prezzi scendono durante l’orario di apertura dei pacchetti e salgono più tardi, perché domanda e offerta variano.
  • Enorme scorta di carte dai pacchetti conservata: molti giocatori accumulano pacchetti da Rivals, Champions, obiettivi e SBC, per poi aprirli tutti durante il TOTY. Questo inonda il mercato di carte di alto valore e meta, facendo scendere ulteriormente i prezzi.
  • Spinta alla monetizzazione: Il TOTY è una delle promozioni più redditizie di EA. Offerte aggressive sui pacchetti e speciali a tempo limitato aumentano il volume di apertura dei pacchetti, accelerando lo shock dell’offerta.

Il risultato è un forte calo del valore di quasi tutte le carte non TOTY: oggetti meta oro, vecchie promozioni e persino alcune Icone perdono una grossa se non grossissima fetta del loro prezzo. Le vendite dettate dal panico spesso peggiorano il crollo, soprattutto poco prima che la prima squadra TOTY arrivi nei pacchetti e quando la schermata di caricamento TOTY appare nel gioco.

Tuttavia, il mercato non rimane in ribasso per sempre. In genere, i prezzi iniziano a stabilizzarsi e a riprendersi parzialmente con il progredire dell’evento. I giocatori con rating elevato potrebbero persino aumentare di nuovo, poiché le SBC TOTY richiedono squadre numerose. Il picco precedente viene raramente raggiunto di nuovo per la maggior parte delle carte, ma i trader più accorti possono:

  • Vendere le carte meta prima che si verifichi il crollo.
  • Riacquistare giocatori utili o di riserva durante i periodi di crisi più gravi.

Crediti per prepararsi al TOTY

Poiché il TOTY è un evento ad alta pressione, il saldo in crediti spesso determina il tipo di squadra che è possibile creare. La logica è semplice: quando la promozione è attiva, avere monete extra significa poter:

  • Approfittare delle carte sottovalutate messe sul mercato durante le vendite dettate dal panico generale.
  • Completare costose SBC per ottenere le icone TOTY o i pacchetti premium senza prosciugare tutto quello che si ha nel proprio club.
  • Acquistare direttamente carte TOTY specifiche o Menzioni d’onore adatte alla squadra, invece di affidarsi completamente alla fortuna del pacchetto o dei pick.

Naturalmente, i crediti sono solo una parte dell’equazione. Le esperienze di riuscire a trovare almeno un TOTY derivano dalla combinazione di più strategie: trading intelligente, grinding SBC efficiente, buone prestazioni in Champions e Rivals e una solida base di crediti su cui fare affidamento quando arrivano le migliori carte sul mercato.

Consigli pratici per i TOTY

Per concludere, ecco alcuni suggerimenti pratici per aiutarvi a ottenere il massimo da FC 26 TOTY, che il vostro obiettivo sia quello di costruire una squadra da sogno o di realizzare profitti:

  • Pianificate le vendite in anticipo: se avete carte meta costose che non vi piacciono particolarmente o che non usate, valutate di venderle prima del periodo di hype per il TOTY. Il mercato spesso inizia a scendere ben prima che il primo TOTY sia disponibile nei pack.
  • Accumulate pacchetti in maniera intelligente: conservate i pacchetti giocatori scambiabili (e non), di alto livello di Rivals, Champions e tramite gli obiettivi in vista del TOTY, soprattutto in vista del periodo in cui tutti i TOTY e le Icone TOTY sono contemporaneamente nei pacchetti. Non disdegnate i pick giocatori, nel corso degli ultimi anni, i TOTY li abbiamo trovati proprio nei pick. Storicamente, gli attaccanti sono i più difficili da trovare, mentre i difensori tendono ad essere relativamente più facili. Quindi, vi consigliamo di aprire solo pochi pacchetti alla volta per verificare la vostra fortuna e di aprirne la maggior parte durante il rilascio completo della squadra nei pack.
  • Non pagate troppo il primo giorno: i prezzi dei TOTY sono solitamente più alti subito dopo il rilascio. Aspettare qualche giorno può farvi risparmiare un sacco di crediti, a meno che non vogliate davvero essere fra i primi a “sfoggiare” qualche TOTY in squadra.
  • Sfruttate le oscillazioni del mercato: le carte oro e le carte promozionali con rating elevato spesso crollano con il TOTY, per poi rialzarsi quando diventano disponibili le SBC più consistenti e costose. Acquistare durante il calo e vendere quando esce qualche SBC importante, può essere una strategia.
  • Utilizzate i crediti in modo efficace: decidete in anticipo quanto siete disposti a spendere in pacchetti, SBC e acquisti diretti di giocatori.
  • Rimanete informati: seguite fonti attendibili della community, annunci di EA e data miner per aggiornamenti in tempo reale sulle fasi di rilascio, sui contenuti dei pacchetti e sulle nuove SBC. Essere informati in anticipo può essere prezioso.

Se si combinano tempismo, una strategia di crediti sensata e un’idea chiara di quali giocatori si desiderano realmente, FC 26 TOTY può essere più di una semplice ondata di entusiasmo: può essere il momento in cui si costruisce una squadra che vi accompagnerà per il resto del ciclo del gioco.

Altro che remake per il 25° anniversario: un celebre character designer di FF IX lascia Square Enix

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C’è aria di addio nell’ambiente di Square Enix. Toshiyuki Itahana, illustratore e character designer celebre soprattutto per il suo lavoro su Final Fantasy IX, ha ufficialmente lasciato la casa produttrice giapponese alla fine del 2025. Oltre a Final Fantasy IX, Itahana ha contribuito in modo significativo anche alla serie spin-off di Chocobo e ha diretto due titoli, tra cui Final Fantasy Crystal Chronicles: The Crystal Bearers, pubblicato su Wii nel 2009.

La conferma è arrivata direttamente dall’autore tramite un messaggio pubblicato online, in cui ha spiegato le motivazioni dietro una scelta maturata dopo il completamento di tutti gli impegni legati al 25° anniversario di Final Fantasy IX. Anniversario che poteva, tra le altre cose, far vedere la luce al remake, che ora comunque è tornato in fase di lavorazione. La decisione sarebbe nata da una riflessione personale sul futuro, in particolare sulla volontà di disegnare ancora per altri anni.

Il futuro

Concluse le attività di illustrazione e supervisione artistica legate all’anniversario di Final Fantasy IX, Itahana ha dichiarato di provare un forte senso di realizzazione per aver portato a termine il ruolo che gli era stato affidato. Proprio questa sensazione di “capitolo chiuso” lo ha spinto a fare un passo avanti, tracciando una linea netta con il passato e scegliendo di affrontare nuove sfide professionali.

Toshiyuki Itahana d’ora in poi lavorerà come freelance illustrator e continuerà come character designer. Nel suo messaggio ha espresso profonda gratitudine per tutte le opportunità nate nella lunga collaborazione con Square Enix, sottolineando come l’esperienza accumulata lo accompagnerà nella creazione di opere sempre nuove e differenti. Allo stesso tempo, ha ammesso di trovarsi ancora in una fase di transizione, ascoltando consigli e imparando da altri professionisti del settore freelance.

Il producer di Chrono Odissey: “La Beta? Più giocatori del previsto. Ecco cosa abbiamo migliorato”

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Chrono Odissey è uno dei titoli più chiacchierati nel panorama degli MMORPG. Secondo alcuni potrebbe addirittura rivoluzionare questo genere videoludico. Il 20 giugno 2025 c’è stato il primo beta test (durato più di un mese, fino al 30 luglio) per il nuovo titolo a cui stanno lavorando Kakao Games e Chrono Studio. Alla fine del periodo di prova, gli sviluppatori hanno rilasciato una nota bella corposa di oltre 26.000 caratteri con una vasta serie di feedback. Sebbene i contenuti di base fossero ben realizzati, c’erano ancora degli aspetti da migliorare in termini di sensazioni in-game e prestazioni.

La nota, suddivisa in due parti, non è solo è lunga, ma approfondisce anche i dettagli delle modifiche apportate in risposta ai feedback e le intenzioni dietro ciascuna di esse. Sebbene ciò sia molto gradito, le informazioni presentate nella nota sono a volte tecniche e rischiano di essere incomprensibili ai non addetti ai lavori. Pertanto, il sito giapponese di 4Gamer.net ha scelto di condurre un’intervista sul gioco via e-mail con il produttore del titolo, Yun Sang Tae.

Feedback positivi, sorprese e miglioramenti

Queste le sue parole sugli obiettivi del test preliminare di giugno-luglio: “Volevamo comprendere la completezza dei contenuti del gioco, confermare le esigenze dei giocatori e identificare le aree che necessitavano di miglioramenti, analizzando il titolo nel suo complesso. Volevamo raccogliere quanti più feedback possibili con l’obiettivo di migliorare il servizio.”

Sang Tae ha continuato parlando dei giocatori coinvolti nella Beta: “Hanno partecipato più giocatori del previsto, siamo rimasti colpiti dall’elevato livello di interesse per il titolo. La percentuale di giocatori che ha completato la Beta al 100% è stata superiore alle aspettative. Siamo rimasti colpiti dalla concentrazione e dall’abilità dei nostri giocatori. Eravamo piuttosto nervosi perché era la prima volta che mostravamo il gioco a tutti, ma abbiamo potuto percepire grande interesse e tanto affetto.”

Poi, la parte cruciale, i miglioramenti che verranno apportati a Chrono Odissey: “Attraverso un’ottimizzazione generale, abbiamo regolato la latenza di rete per azioni come il parry e la schivata. Inoltre, per compensare la mancanza di reazioni dei personaggi nell’esperienza di combattimento, abbiamo aggiunto reazioni per ogni direzione di attacco e piccoli effetti di respingimento adattati alle caratteristiche delle armi e dei movimenti. Abbiamo anche migliorato il feedback sull’esperienza di combattimento reciproca.”

I contenuti più apprezzati e le boss fight

Sang Tae ha poi fatto riferimento ai contenuti apprezzati di più dai giocatori: “Ho avuto l’impressione che il concept di horror nello spazio e la direzione generale del gioco siano stati ben accolti. In termini di contenuti, la modalità di combattimento 1v1, “Chronogate”, e la funzione “Wanted” sono stati particolarmente apprezzati. L’autore si è poi detto contento dei feedback e dice di voler tenere aperto il dialogo col suo pubblico: “Prevediamo di continuare a comunicare con i giocatori allo stesso modo. Oltre alla Beta a numero chiuso, vogliamo usare il FGT (Focused Group Test) per condurre test dettagliati in un ambiente più organizzato. Per noi il processo di ascolto continuo dei feedback dei giocatori è un pilastro essenziale per sviluppare un gioco.”

Infine, qualche parola sul design del gioco e sulle boss fight: “Abbiamo creato le battaglie con la filosofia del “Facili da giocare, difficili da padroneggiare”. Abbiamo progettato le battaglie tra nemici per renderle eleganti, appariscenti e impegnative. D’altra parte, volevamo che le battaglie contro i boss permettessero ai giocatori di impegnarsi in combattimenti più strategici, su misura per il boss che si affronta in quel momento. Il gioco si basa sul concetto di esplorazione e avventura non lineare. È progettato in modo che i giocatori possano salire di livello non solo attraverso il combattimento, ma anche raccogliendo oggetti e personalizzando il loro personaggio. Crediamo che la velocità di crescita complessiva sia stata generalmente quella prevista.”

Al di là delle note e dei feedback, il pubblico comunque è stato ascoltato e il gioco sembra procedere a pieno regime. Chrono Odissey riuscirà a rivoluzionare il mondo degli MMORPG?

Phanteks lancia la Matrix Series: i case PC diventano tele digitali con display LED integrati

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Phanteks ha annunciato oggi il lancio ufficiale della Matrix Series, una nuova linea di prodotti che promette di trasformare lo chassis del PC in una vera e propria tela digitale. La gamma comprende il flagship Evolv X2 Matrix, il versatile XT View Matrix e il kit di aggiornamento Matrix-600, tutti disponibili a partire da oggi.

L’elemento distintivo di questa serie è l’integrazione di display a matrice LED nascosti dietro uno strato di tessuto di alta qualità. Questa scelta di design non solo ammorbidisce la luce creando un bagliore d’ambiente “premium”, ma permette di visualizzare statistiche di sistema e animazioni mantenendo un look pulito e minimalista quando il display è spento.

Ecco tutti i dettagli sui nuovi prodotti e i prezzi per il mercato europeo.

Il cuore del sistema: App Nexling e impatto zero sulle prestazioni

Uno dei punti di forza più rilevanti per i gamer e gli overclocker è l’efficienza software. L’intera serie è gestita dall’App Nexling, progettata per fornire statistiche in tempo reale (CPU, GPU, ventole), animazioni ed effetti di luce.

A differenza di molti software di gestione RGB che appesantiscono il sistema, Phanteks dichiara che Nexling utilizza hardware dedicato per operare, impattando per meno del 3% sulle risorse della CPU in qualsiasi condizione, indipendentemente dal numero di widget attivi. I widget sono completamente personalizzabili nel layout e nel contenuto, permettendo agli utenti di creare design statici o dinamici tramite un editor integrato.

I Prodotti della Linea Matrix

1. Evolv X2 Matrix: L’ammiraglia

L’Evolv X2 Matrix rappresenta il vertice della serie. Questo chassis reinventa il desktop posizionando un display a matrice da ben 900 LED dietro un tessuto morbido e vetro flottante.

  • Caratteristiche chiave: Include un’architettura di raffreddamento verticale che dirige il flusso d’aria dal basso verso l’alto per GPU e CPU.
  • Design: Offre una gestione dei cavi pulita, accenti D-RGB integrati e supporto per schede madri con connettori posteriori (BTF/Project Zero).
  • Connettività: Il display è alimentato semplicemente tramite un cavo SATA e un header USB 2.0.

2. XT View Matrix: Prestazioni e Personalizzazione

Per chi cerca un equilibrio tra valore e funzionalità, l’XT View Matrix integra un display da 600 LED nel pannello laterale in tessuto.

  • Spazio e Cooling: Supporta le GPU più grandi sul mercato e offre fino a 9 posizioni per ventole da 120mm, con tre ventole M25-120mm D-RGB già incluse.
  • Estetica: Il tessuto intrecciato mantiene il pannello laterale pulito, diffondendo l’illuminazione in modo raffinato.

3. Matrix-600 Upgrade Kit

Phanteks ha pensato anche a chi possiede già un case compatibile. Il kit di aggiornamento Matrix-600 porta la funzionalità del display su chassis come l’XT View e il G400A.

  • Specifiche: Consiste in un array di 600 LED protetto da un tessuto resistente all’usura e ai raggi UV, capace di mostrare statistiche, orario e animazioni custom.

Prezzi e Disponibilità

Tutti i prodotti sono disponibili da oggi, 5 gennaio 2026. Di seguito i prezzi ufficiali per l’Europa (IVA inclusa) comunicati da Phanteks:

ProdottoColorePrezzo (EUR)
Evolv X2 MatrixCharcoal Black / Grey White€199,90
XT View MatrixCharcoal Black / Grey White€119,90
Matrix-600 Upgrade KitCharcoal Black / Grey White€49,90

Promozione di lancio: Per celebrare il debutto dell’Evolv X2 Matrix, ogni acquisto includerà un Nexling Hub in omaggio fino a esaurimento scorte (i clienti globali devono contattare il rivenditore autorizzato per i dettagli sul riscatto).


Cosa ne pensate di questa integrazione tra tessuto e LED? Fatecelo sapere nei commenti a questo articolo.

FF XIV arriva su Switch 2? Il director Naoki Yoshida: “Per favore, attendete…”

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ff xiv personaggi

Quale modo migliore per cominciare il 2026 se non con qualche speculazione? Il gioco in questione è Final Fantasy XIV. Solo pochi giorni fa, il director Naoki Yoshida ha risposto a una domanda dei fan sulla possibilità di vedere il titolo su piattaforme Switch con una enigmatica ma promettente dichiarazione: “Per favore, attendete ulteriori informazioni”. La frase è bastata per riaccendere l’entusiasmo della community e riportare al centro dell’attenzione un’ipotesi che circola ormai da tempo.

Non è la prima volta che Yoshi-P lascia intendere un possibile approdo di Final Fantasy XIV su hardware Nintendo. Durante la Gamescom 2025, ad esempio, il director aveva parlato apertamente di “discussioni positive intavolate con Square Enix riguardo a un port su Switch”. Se l’hardware della console passata potrebbe risultare limitante per un MMO di questo calibro, il discorso cambia quando nel mirino c’è la Switch 2, che secondo molti osservatori avrebbe la potenza necessaria per gestire senza troppi compromessi l’esperienza di Eorzea.

Square Enix ha recentemente aperto a una strategia multipiattaforma. Final Fantasy XIV, per anni disponibile solo su PlayStation e PC, è da poco approdato anche su Xbox Series X/S, e visto l’enorme bacino d’utenza, non sorprenderebbe la decisione dell’azienda giapponese di portarlo anche su Nintendo Switch 2. Solo di recente, del resto, Naoki Yoshida ha rivelato di voler supportare il titolo per altri 10 anni, quindi il ciclo vitale è ancora molto lungo. Forse occorrerà un tempo più breve prima di vedere con certezza il quattordicesimo capitolo della saga di Square Enix su Switch 2, ma bisogna aspettare.

Cosa sappiamo di Pokémon Engine X, il motore grafico della Gen 10

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Nelle ultime ore sono tornate al centro dell’attenzione le indiscrezioni legate ai giochi Pokémon Gen 10, in particolare quelle riguardanti il cosiddetto Pokémon Engine X, citato in alcuni leak condivisi da CentroLeaks su X. L’argomento ha subito generato confusione tra i fan, portando molti a credere che Game Freak stesse lavorando a un motore grafico completamente nuovo per i prossimi giochi principali della serie. Tuttavia, Pokémon Engine X non indica un nuovo motore grafico, ma rappresenta un aggiornamento e una revisione del motore già utilizzato negli ultimi titoli Pokémon. Il framework di riferimento rimane gflib3, l’infrastruttura tecnica impiegata da Game Freak da diverse generazioni, inclusi i giochi più recenti. Pokémon Engine X sarebbe quindi una versione evoluta e potenziata di questo motore, adattata alle nuove esigenze tecniche e all’hardware di prossima generazione.

Non sarà quindi un engine da zero

I miglioramenti attesi per Pokémon la Gen 10 non derivano da una base tecnica completamente nuova, ma da una serie di ottimizzazioni interne, strumenti aggiornati e miglior gestione delle risorse. Il salto qualitativo, quindi, sarebbe reale ma ottenuto attraverso l’evoluzione del motore esistente, non tramite una rivoluzione tecnica totale. In precedenza, alcune indiscrezioni avevano lasciato intendere l’arrivo di un engine completamente nuovo, alimentando aspettative molto alte sul piano tecnologico. Il nome “Pokémon Engine X” ha contribuito a questa interpretazione, facendo pensare a qualcosa di paragonabile all’adozione di un motore esterno o a una ripartenza totale. Le nuove precisazioni chiariscono invece che si tratta di una denominazione interna o informale, utile a identificare il motore aggiornato, ma non una nuova tecnologia indipendente. Bisognerà aspettare il 26 febbraio prima di trarre ulteriori conclusioni.

Hollow Knight Silksong gioco dell’anno, poi… tutti i titoli premiati agli Steam Awards 2025

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Silksong

La Valve Corporation ha annunciato i vincitori per gli Steam Awards 2025, il momento atteso da tanti gamer durante l’anno dove vengono celebrati i titoli più apprezzati dalla community di Steam. Le votazioni (valide per chiunque abbia un account sulla piattaforma) sono avvenute durante il periodo dei saldi invernali. Senza ulteriori indugi, il Premio al Gioco dell’Anno va ad Hollow Knight Silksong. Il titolo di Team Cherry che si porta a casa anche il “Miglior gioco in cui fai pena”, che premia la tenacia dei giocatori anche quando il titolo si fa difficile. Tra gli altri premi, la categoria “Atto d’amore” fa eccezione perché possono essere premiati giochi pubblicati anche negli anni passati. Ed a proposito di anni passati, nel 2024 il gioco dell’anno fu Black Myuth Wukong. Come Silksong, aveva vinto anche il “Miglior gioco in cui fai pena”, ma in più era stato premiato anche come “Miglior gioco dalla trama profonda”.

Tutti i vincitori

Qui sotto potete vedere invece i vincitori nelle 11 categorie degli Steam Awards 2025:

Premio Gioco dell’Anno: Hollow Knight Silksong
Premio Gioco VR dell’Anno: The Midnight Walk
Premio Atto d’amore: Baldur’s Gate III
Premio Miglior gioco su Steam Deck: Hades II
Premio Meglio in compagnia: Peak
Premio Miglior stile grafico: Silent Hill f
Premio Gameplay più innovativo: Arc Raiders
Premio Miglior gioco in cui fai pena: Hollow Knight Silksong
Premio Miglior colonna sonora: Clair Obscur Expedition 33
Premio Miglior gioco dalla trama profonda: Dispatch
Premio Meritato Relax: RV There Yet?

Lo storage è diventato il cuore pulsante dell’AI

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Secondo un’analisi di Western Digital che pubblichiamo in calce, la crescita esponenziale dei dati prevista per il 2029 richiede un cambio di paradigma: l’infrastruttura non deve solo contenere dati, ma accelerare l’innovazione.

A sottolinearlo sono le parole di Carmelo D’Agostino (Principal Engineer – Field Applications Engineering di WD), che evidenziano come lo storage abbia smesso di essere una semplice commodity per diventare un catalizzatore essenziale dell’innovazione.

Con le stime IDC che prevedono una triplicazione dei dati generati a livello globale tra il 2024 e il 2029 (e la conseguente indisponibilità di memorie NAND che in questi ultimi tempi è arrivata a prezzi stellari ndr.) la sfida non riguarda più solo la capacità, ma la complessità, la scalabilità e l’efficienza energetica.

Getflashmemory.info » Memory Apocalypse: How AI Is Wrecking PC RAM and SSD  Prices

Ecco i tre pilastri fondamentali evidenziati da Western Digital per supportare l’era dell’AI:

  • Innovazione “Customer-Centric” e AI-Ready: L’approccio non si limita alle specifiche tecniche, ma alla risoluzione di problemi di business concreti. Le infrastrutture devono supportare l’AI in ogni fase, dall’addestramento all’inferenza, ottimizzando i costi operativi senza necessariamente stravolgere l’hardware esistente.
  • Una gerarchia di storage unificata: Non c’è competizione tra DRAM, Flash e HDD. Western Digital promuove un ecosistema dove ogni tecnologia gioca un ruolo specifico per garantire prestazioni ed efficienza, specialmente in ambienti hyperscale dove l’affidabilità (con target di disponibilità del 99,99%) è critica per evitare perdite milionarie.
  • Cultura dell’eccellenza e sostenibilità: Supportata da oltre 4.500 brevetti e tecnologie proprietarie come HelioSeal®, UltraSMR e OptiNAND™, l’azienda punta a scalare le prestazioni riducendo l’impatto ambientale. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere emissioni nette zero entro il 2032.

Per Western Digital, la partita dell’Intelligenza Artificiale insomma si gioca sulle fondamenta: costruire sistemi resilienti capaci di trasformare i dati in risultati misurabili.

Per maggiori dettagli vi rimandiamo al comunicato stampa qui sotto

Western Digital: le fondamenta dell’economia dei dati nell’era dell’Intelligenza Artificiale

A cura di Carmelo D’Agostino, Principal Engineer – Field Applications Engineering, Western Digital

Milano, 30 dicembre 2025

Il cambiamento dell’economia dei dati

Nell’era dell’Intelligenza Artificiale, lo storage non è una commodity: è un catalizzatore dell’innovazione. Secondo IDC, “la quantità di dati generati a livello globale ogni anno più che triplicherà tra il 2024 e il 2029”.¹ Non si tratta solo di crescita, ma di complessità. Con l’aumento dei carichi di lavoro AI tra cloud, core ed edge, le prestazioni, la scalabilità e l’affidabilità dell’infrastruttura dati stanno diventando requisiti imprescindibili.

In Western Digital consideriamo lo storage come la base strategica dell’era dell’AI. Senza uno storage scalabile e intelligente, anche i modelli più potenti si fermano. Per questo, l’azienda non si limita a costruire unità con capacità sempre maggiori, ma si concentra sullo sviluppo di un portafoglio tecnologico in grado di stimolare l’innovazione oggi e di crescere insieme alle esigenze future.

La nostra missione è costruire le fondamenta dell’economia dei dati per l’Intelligenza Artificiale, offrendo soluzioni intelligenti, efficienti, ad alte prestazioni e sufficientemente affidabili da trasformare i dati in risultati concreti per il business. Lo facciamo grazie a una solida competenza scientifica, all’eccellenza ingegneristica e a una collaborazione costante con i clienti, garantendo che ogni innovazione generi un valore realmente misurabile.

Che si tratti di addestrare modelli su larga scala, ottimizzare ambienti cloud ibridi o portare l’analisi dei dati all’edge, Western Digital è un partner affidabile in grado di fare la differenza. Perché lo storage non è una commodity: è il fondamento dell’economia dei dati, sia per il mondo enterprise sia per l’Intelligenza Artificiale.

I principi che guidano Western Digital

I nostri principi sono la base su cui costruiamo fiducia, resilienza e preparazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale:

1. Le esigenze dei clienti

Innovazione incentrata sul cliente: l’innovazione nasce da ciò che i clienti temono di più: le sfide che frenano il progresso, e si conclude con ciò che valorizzano maggiormente: una crescita scalabile. Le soluzioni di storage di Western Digital vengono sviluppate partendo dai risultati di business dei clienti, non solo da specifiche e standard tecnici. Sviluppiamo le nostre tecnologie per aiutare i clienti a risolvere problemi concreti, assicurando che ogni innovazione sia saldamente ancorata alle loro esigenze, soprattutto in una fase di rapido cambiamento tecnologico — Che si tratti di ridurre i costi operativi nei grandi data center o di velocizzare i processi legati all’intelligenza artificiale. Quando sviluppiamo una soluzione, puntiamo a risultati concreti e immediati, in grado di garantire qualità e affidabilità. Per noi, una soluzione è davvero tale solo se aiuta il cliente a far crescere il proprio business.

Infrastrutture pronte per l’AI: le nostre tecnologie sono progettate per supportare l’AI in tutte le sue fasi, dall’addestramento dei modelli all’inferenza, garantendo qualità, scalabilità e compatibilità con ambienti ibridi. Un esempio concreto? Abbiamo aiutato uno dei più grandi produttori di bevande al mondo a sbloccare progetti di efficienza basati sull’AI che erano rimasti fermi da tempo. Come? Aggiungendo 860 TB di capacità con i sistemi Western Digital Ultrastar™ — senza installare nuovi rack, senza riprogettare l’infrastruttura. Solo la giusta base di storage per alimentare l’innovazione.²

Un’unica gerarchia di storage: DRAM, flash, hard disk e archivi non sono tecnologie in competizione: fanno parte dello stesso ecosistema, lavorando insieme per gestire i dati in modo efficiente. Ogni componente ha un ruolo preciso e sfrutta i propri punti di forza per creare una gerarchia di storage completa e bilanciata. Il nostro obiettivo? Accompagnare i clienti nelle sfide di oggi e guidarli verso le soluzioni di domani.

Efficienza su larga scala: In ambienti su larga scala, anche un piccolo problema può trasformarsi in un rischio per il business. Per questo i clienti valutano attentamente ogni scelta, considerando fattori come affidabilità, costi, efficienza energetica e prestazioni. Noi li aiutiamo a trovare la soluzione più adatta alle loro esigenze. Un esempio? Una grande società globale di streaming ha sostituito gli SSD con HDD Western Digital Ultrastar™ per migliorare le prestazioni nelle ore di picco e ridurre i costi complessivi, semplicemente adattando l’architettura di storage ai reali carichi di lavoro.³

Ottimizzazione dell’intero sistema: lo storage è il cuore della gestione dei dati, ma fa parte di un ecosistema che deve bilanciare costi, consumi energetici e prestazioni. Il nostro impegno è garantire il miglior equilibrio possibile, collaborando con i clienti per trovare la soluzione più adatta alle loro esigenze. Seguendo principi di semplicità e affidabilità, rendiamo più facile adottare nuove tecnologie, riduciamo i rischi e offriamo scelta e flessibilità. In questo modo diventiamo un partner di fiducia a lungo termine, condividendo il successo e affrontando insieme le sfide.

2. Qualità e affidabilità

La nostra affidabilità è la chiave per massimizzare la redditività dei clienti. Ogni implementazione è una promessa: Sempre attivi. Sempre disponibili. Sempre affidabili. Progettiamo sistemi pensati per la scalabilità, garantendo continuità operativa e sicurezza dei dati. Per i nostri clienti, un guasto non è solo un inconveniente: può generare una reazione a catena, con petabyte da riequilibrare, ore di interruzione e milioni di dollari di perdite tra ricavi e produttività. In ambienti hyperscale, anche una minima percentuale fa la differenza.

I clienti scelgono Western Digital per la tranquillità. Perché? Perché le nostre unità sono testate secondo gli standard più rigorosi e progettate per garantire prestazioni su larga scala, anche sotto pressione. Dal firmware alla scienza dei materiali, fino alla fisica della registrazione, integriamo la resilienza in ogni livello, offrendo soluzioni robuste e affidabili per le sfide di oggi e di domani.

Ridurre al minimo i guasti e i loro impatti è la nostra priorità. La qualità che progettiamo nei nostri prodotti non è solo una promessa, ma una realtà comprovata. Un esempio? Dropbox raggiunge una durabilità superiore al 99,999999999% e una disponibilità del 99,99% su scala exabyte grazie ai nostri dischi Ultrastar™ SMR. ⁴ Una dimostrazione che l’affidabilità non è teoria: è parte integrante dei nostri processi produttivi, ogni giorno.

Per noi, la partnership non è uno slogan: è il nostro modo di lavorare ogni giorno. Non ci limitiamo a collaborare con gli hyperscaler, ma co-innoviamo insieme a loro, creando soluzioni che generano valore reciproco. Il nostro obiettivo? Guadagnare la fiducia dei clienti offrendo risultati concreti, sostenibili e vantaggiosi per entrambe le parti. È questo lo standard a cui ci impegniamo, sempre.

Quando una nuova capacità di unità diventa disponibile, i clienti possono ridurre il costo per terabyte e aumentare la redditività. Ogni giorno perso tra il lancio di un nuovo drive e la sua introduzione nella produzione è un’opportunità mancata. Per questo collaboriamo con i clienti per ridurre al minimo i tempi di adozione, integrando rapidamente le nuove soluzioni nella loro infrastruttura e massimizzando il valore. Il nostro Systems Integration Test (SIT) Lab offre capacità di test dedicate che replicano gli ambienti di produzione dei clienti hyperscale. Questo ci permette di sviluppare i prodotti in modo integrato e collaborativo, insieme ai clienti, già nella fase di progettazione. Ogni unità viene spinta al limite e testata in condizioni estreme, pensate per simulare i carichi di lavoro più impegnativi. Tutto avviene in laboratori dedicati e isolati, nel pieno rispetto della proprietà intellettuale di ciascun cliente.

3. Una cultura di innovazione e eccellenza

In Western Digital, eccellenza e innovazione non sono eccezioni: sono il nostro modo di lavorare, ogni giorno. L’innovazione è una mentalità che alimenta ogni progresso e ogni byte. Abbiamo reinventato il drive più volte e lo stiamo facendo di nuovo con tecnologie come HelioSeal®, UltraSMR, OptiNAND™ e HAMR. Soluzioni che scalano senza compromettere affidabilità o sostenibilità economica.

Per noi, innovare non è un singolo momento legato a un prodotto: è parte della nostra cultura. Una cultura radicata in oltre 4.500 brevetti attivi, decenni di esperienza in magnetica, integrazione di sistemi e nanofabbricazione. Un team di oltre 300 dottorati, che sa costruire il futuro perché ha già costruito il passato: 6 zettabyte attraverso tre diverse incarnazioni — IBM, HGST e Western Digital.

Spesso si parla di innovazione in termini di prodotto, ma per i nostri clienti conta anche come lo realizziamo. La nostra produzione non è solo all’avanguardia: è progettata per essere efficiente, sostenibile e responsabile lungo tutto il ciclo di vita, a partire dalle prime scelte di design.

Per questo abbiamo fissato obiettivi ambiziosi: emissioni nette zero entro il 2032 e 100% di energia a emissioni zero entro il 2030. Un impegno concreto per un futuro più sostenibile.

Nella nostra organizzazione di prodotto, consideriamo i colleghi della produzione come veri e propri clienti: il loro successo è il successo dei nostri clienti. Progettare in modo più intelligente significa creare benefici concreti: minore impronta di carbonio, riduzione del consumo d’acqua, maggiore utilizzo di materiali riciclati e, in ultima analisi, prodotti tanto responsabili quanto affidabili.

Siamo pronti per l’era dell’intelligenza artificiale

In Western Digital non inseguiamo le mode: costruiamo sostanza. Dietro ogni innovazione c’è una combinazione unica di scienza, ingegneria ed eccellenza operativa, qualità che poche aziende al mondo possono vantare. Non reagiamo all’AI: la affrontiamo con la forza di chi ha fatto dell’innovazione una cultura. Ogni soluzione che progettiamo è pensata per il futuro ed è così che continueremo a guadagnare fiducia, oggi e nei decenni a venire.

Konami sta pensando di far uscire un Silent Hill all’anno

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Konami sembra intenzionata a tornare alla carica con uno dei suoi più grandi successi: Silent Hill. La casa ha giapponese ha un obiettivo chiaro in mente, quello di pubblicare un nuovo gioco della saga ogni anno. A confermarlo è Motoi Okamoto, produttore storico del franchise, che ha parlato apertamente di una strategia pensata per mantenere il brand costantemente sotto i riflettori e avvicinarlo a più persone possibili.

Secondo Okamoto, la tabella di marcia recente dimostra che la serie è “tornata sui binari”. Dopo l’uscita di Silent Hill 2 nell’ottobre 2024, Konami è riuscita a pubblicare Silent Hill f lo scorso settembre. Da qui l’ambizione di Konami, come dice lo stesso Okamoto di fare “circa un titolo all’anno”, includendo progetti già annunciati e altri ancora da svelare al grande pubblico.

I timori dei giocatori

Da un lato c’è l’entusiasmo di rivedere Silent Hill e di poterlo giocare anche con una certa continuità. Dall’altro, il timore che una cadenza annuale possa snaturare una serie che ha sempre fatto dell’attesa, dell’atmosfera e della cura maniacale dei dettagli uno dei suoi punti di forza. Silent Hill non è mai stato un franchise “industriale” (come potrebbe esserlo ad esempio Call of Duty) e volerlo per forza trasformare in una catena di uscite regolari è un rischio evidente.

I progetti ufficialmente confermati sono comunque intriganti. Silent Hill Townfall, sviluppato da No Code, promette un’interpretazione atipica e più sperimentale dell’orrore psicologico. Bloober Team è al lavoro sul remake del primo Silent Hill, annunciato a giugno 2025 e già in sviluppo da tre anni. Resta da capire se Konami riuscirà davvero a sostenere una pubblicazione annuale senza sacrificare l’identità della serie.

Gli Imperdibili di Gennaio 2026 – I migliori film e serie in arrivo al cinema ed in TV

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Con Gennaio 2026 inizia una nuova grande stagione per l’intrattenimento: ecco “Gli Imperdibili” con i nostri consigli sul meglio di film e serie TV in arrivo!

L’obiettivo della collana “Gli Imperdibili”, si badi bene, non è quello di consigliarvi necessariamente tutto ciò che di meritevole uscirà nel mese (qualcosa ci può sfuggire e possiamo sempre prendere dei piccoli granchi… siamo umani!). Tuttavia, l’obiettivo è indicarvi quelli che potrebbero essere i must watch, le produzioni più attese ed interessanti! Troverete appuntamenti direttamente nelle sale cinematografiche, così come produzioni Netflix, Disney+, Prime Video, Apple TV, Paramount+ e chi più ne ha più ne metta!

L’anno nuovo sarà il presupposto per tante nuove proposte per tutti i palati, sia per i fruitori dei servizi streaming sia per gli amanti delle sale cinematografiche. Partendo proprio da questi ultimi, un appuntamento interessante sarà quello dedicato a Una di famiglia – The Housemaid, adattamento su grande schermo dell’omonimo romanzo di successo del 2022 di Freida McFadden. Ma ci sarà anche spazio per SpongeBob – Un’avventura da pirati, 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, Marty Supreme e Return to Silent Hill. Su Netflix, oltre all’immancabile finale di Stranger Things 5 a Capodanno, gli occhi saranno puntati su Bridgerton 4, Il Falsario, I sette quadranti di Agatha Christie e The Rip – Soldi sporchi. Tante proposte anche da parte di Disney+ che vedrà A Thousand Blows 2, Tell Me Lies 3 e Wonder Man. Calendario ricco anche per Apple TV con Hijack 2 e Shrinking 3, mentre per il Gennaio 2026 Paramount+ proporrà Star Trek: Starfleet Academy. Prime Video risponderà con Fratelli demolitori e The Night Manager 2, con Sky/NOW pronte a rispondere con Gomorra – Le Origini e The Paper.

Vi ricordiamo che potete tenere sotto controllo tutte le uscite principali del mese per Netflix dalla nostra rubrica. E adesso, largo ai consigli per Gennaio 2026!

1° Gennaio

  • Stranger Things 5 – Finale (Netflix – Serie TV)
  • La piccola Amélie (Film – Cinema)
  • Lo sconosciuto del grande arco (Film – Cinema)
  • Una di famiglia – The Housemaid (Film – Cinema)
  • NO OTHER CHOICE (Film – Cinema)
  • SpongeBob – Un’avventura da pirati (Film di animazione – Cinema)

2 Gennaio

  • Gigolò per caso: La sex guru (Serie TV – Prime Video)

8 Gennaio

  • La sua verità (Miniserie – Netflix)
  • Girl Taken (Film – Paramount+)
  • Song Sung Blue – Una melodia d’amore (Film – Cinema)

9 Gennaio

  • People we meet on vacation – Un amore in vacanza (Film – Netflix)
  • Teheran 3 (Serie TV – Apple TV)
  • Gomorra – Le Origini (Serie TV – Sky / NOW)
  • A Thousand Blows 2 (Serie TV – Disney+)

11 Gennaio

  • The Night Manager 2 (Serie TV – Prime Video)

13 Gennaio

  • Tell Me Lies 3 (Serie TV – Disney+)

14 Gennaio

  • Hijack 2 (Serie TV – Apple TV)

15 Gennaio

  • La grazia (Film (Cinema)
  • Divine Comedy (Film – Cinema)
  • Prendiamoci Una Pausa (Film – Cinema)
  • 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa (Film – Cinema)
  • I sette quadranti di Agatha Christie (Miniserie – Netflix)
  • Star Trek: Starfleet Academy (Serie TV – Paramount+)

16 Gennaio

  • The Rip – Soldi sporchi

22 Gennaio

  • 2 cuori e 2 capanne (Film – Cinema)
  • Marty Supreme (Film – Cinema)
  • Mercy: Sotto accusa (Film – Cinema)
  • Return to Silent Hill (Film – Cinema)

23 Gennaio

  • Il Falsario (Film – Netflix)

26 Gennaio

  • The Paper (Serie TV – Sky / NOW)

28 Gennaio

  • Fratelli demolitori (Film – Prime Video)
  • School Spirits 3 (Serie TV – Paramount+)
  • Shrinking 3 (Serie TV – Apple TV)
  • Wonder Man (Serie TV – Disney+)

29 Gennaio

  • Bridgerton 4 – Prima parte (Serie TV – Netflix)
  • Ben – Rabbia animale (Film – Cinema)
  • Greenland 2: Migration (Film – Cinema)

Recensione Avatar: Frontiers of Pandora – From the Ashes, rinascere dalle ceneri di Pandora

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From the Ashes

From the Ashes è un titolo che funziona su più livelli. È il nome della nuova espansione, certo, ma è anche una dichiarazione d’intenti che sembra descrivere perfettamente il percorso di Avatar: Frontiers of Pandora nel suo complesso. Un videogioco che, al momento dell’uscita, aveva saputo incantare sul piano visivo, ma che aveva faticato a trovare un equilibrio solido tra narrazione, gameplay e struttura open world. Pandora era magnifica da vedere, meno convincente da vivere nel lungo periodo.

Come aveva notato Riccardo nella nostra recensione del gioco base, l’esperienza risultava spesso altalenante: grande impatto estetico, ma una progressione ludica e narrativa che non riusciva sempre a sostenere l’ambizione del progetto. From the Ashes nasce esattamente da questa consapevolezza. Non si limita ad aggiungere una nuova storia o una manciata di missioni, ma interviene in modo più profondo, cercando di ridefinire il ritmo, il tono e la sensazione generale del prodotto.

Il fuoco che ha devastato Pandora diventa così una metafora del cambiamento: ciò che resta non è solo distruzione, ma terreno fertile per una rielaborazione più matura dell’esperienza. L’espansione si pone come un punto di svolta, una sorta di seconda possibilità concessa a un titolo che ora sembra finalmente sapere cosa vuole essere.

Avatar: Frontiers of Pandora – From the Ashes è disponibile dallo scorso 19 dicembre 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.


Versione testata: PlayStation 5


So’lek e una Pandora ferita

Dal punto di vista narrativo, From the Ashes compie una scelta netta e, soprattutto, efficace: abbandona l’impostazione più impersonale del gioco base per raccontare una storia più intima, dolorosa e focalizzata. Il nuovo protagonista, So’lek, non è un semplice Na’vi coinvolto nel conflitto contro la RDA, ma un guerriero segnato da una perdita profonda, costretto a muoversi in un mondo che porta i segni evidenti della devastazione.

La Foresta di Kinglor, uno dei fulcri dell’espansione, non è più un luogo da esplorare con meraviglia, ma un territorio ferito, annerito dalle fiamme e dalla violenza. Questo cambiamento ambientale ha un peso narrativo concreto: Pandora non fa da sfondo alla storia, ma la racconta attraverso le sue cicatrici. La scrittura insiste meno sull’epica astratta e più sulle conseguenze degli eventi, costruendo un arco narrativo più compatto e coerente.

La progressione è più lineare rispetto al gioco base, ma anche più efficace. Le motivazioni di So’lek sono chiare, il conflitto è personale, e questo rende ogni missione meno dispersiva e più carica di significato. Pur senza raggiungere vette particolarmente complesse o sorprendenti, la narrazione riesce finalmente a sostenere il world-building, offrendo una storia che si lascia seguire con coinvolgimento costante.

Quando il fuoco non distrugge, ma trasforma

È nella struttura ludica che From the Ashes mostra i miglioramenti più evidenti. L’espansione beneficia di una serie di interventi, alcuni legati direttamente all’espansione, altri introdotti tramite aggiornamenti gratuiti, che nel loro insieme migliorano l’esperienza.

Il cambiamento più evidente, seppur arrivato tramite update separato (e gratuito) a inizio dicembre, è l’introduzione della visuale in terza persona, ora utilizzabile liberamente. Questa nuova prospettiva non è solo un’alternativa estetica, ma incide profondamente sul modo di “percepire” Pandora e il proprio personaggio. Il movimento, i combattimenti e l’esplorazione risultano più funzionali, e il legame con l’avatar è finalmente più diretto. In From the Ashes, questa visuale sembra quasi naturale, come se parte del level e game design fossero stati pensati per valorizzarla.

From the Ashes
From the Ashes valorizza la nuova prospettiva in terza persona

Il sistema di combattimento, altro punto debole del gioco base, è stato rifinito in modo sensibile. Le animazioni risultano più fluide, i colpi più leggibili e il feedback è più soddisfacente. Le nuove abilità di So’lek e alcuni scontri più strutturati contribuiscono a rendere le battaglie meno meccaniche e più ragionate, pur restando all’interno di una formula action accessibile. Non si tratta di una rivoluzione, ma di una serie di miglioramenti mirati che, nel complesso, rendono il combat system più solido e meno ripetitivo.

Anche la gestione del loot e delle risorse è stata resa più intuitiva con tutto ciò che questo comporta, in primis un ritmo complessivo molto più “catching”. Sono piccoli dettagli, ma incidono concretamente sulla qualità dell’esperienza, soprattutto nelle fasi più concitate o nelle aree visivamente più “piene”.

Rimangono alcune rigidità tipiche dell’impostazione Ubisoft, quali attività che si ripetono, ma l’impressione generale è quella di un’esperienza finalmente più consapevole dei propri limiti e più attenta a valorizzare i propri punti di forza.

Commento finale

From the Ashes rappresenta il momento in cui Avatar: Frontiers of Pandora trova finalmente una direzione più chiara. Non cancella le incertezze del passato, ma le affronta, trasformandole in un’occasione di crescita. Grazie ad una narrativa più personale, a un gameplay rifinito e a modifiche strutturali che migliorano il ritmo e l’immedesimazione, Pandora riesce a rinascere dalle proprie ceneri, offrendo un’esperienza più matura, più coerente e decisamente più convincente.

Svelato il trailer di Sword and Fairy 4, ma non si sa ancora quando uscirà su pc

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L’editore CubeGame e lo sviluppatore UP Software hanno pubblicato il trailer ufficiale di Sword and Fairy 4: Remake, il gioco di ruolo in single player sviluppato assieme ad Unreal Engine 5. Per chi non fosse familiare con la saga, The Legend of Sword and Fairy 4, conosciuto anche come Sword and Fairy 4 o Paladin 4, è un videogioco di ruolo fantasy d’avventura a tema xianxia sviluppato dalla casa thaiwanese con sede a Shangai, la Softstar Entertainment. È il quinto capitolo della serie di e funge da prequel indipendente del terzo gioco. Il franchise fu talmente influente da essere spesso definito come il Final Fantasy della Cina per il suo impatto culturale. Sword and Fairy 4: Remake arriverà senz’altro su pc, anche se non c’è ancora una data ufficiale.

La trama di Sword and Fairy 4

Yun Tianhe è un giovane che vive da solo sulla cima di una montagna, impegnato in una normale battuta di caccia al cinghiale quando incontra la giovane Han Lingsha. Han appartiene a un clan di profanatori di tombe, che stava tentando di entrare nella tomba dei suoi genitori per distruggerla e spingere Yun a intraprendere un viaggio con lei verso il mondo esterno, per scoprire il passato di suo padre e sua madre. Durante il viaggio, incontrano e fanno amicizia con la figlia adottiva del magistrato di Shouyang, Liu Mengli, che sembra avere legami con il padre di Tianhe, e con un abile e maestro di spada della scuola di Qionghua del Monte Kunlun, Murong Ziying.

Gennaio 2026, ecco tutti i principali giochi in uscita

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Con la promessa di un nuovo anno ricco di emozioni, Gennaio 2026 arriva col passo leggero ma non senza titoli interessanti.

Il 2026 inizia dunque con un ritmo meno forsennato di quello degli scorsi mesi, in preparazione (ve lo anticipiamo) di un Febbraio/Marzo destinato a lasciare il segno sui portafogli dei giocatori. Tra i titoli principali di Gennaio 2026 spicca Code Vein II, nuovo capitolo del soulslike a tinte anime di Bandai Namco. Proprio il mondo degli RPG sarà quello maggiormente rappresentato nelle prossime settimane, con l’arrivo altresì di The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon nonché l’approdo di Final Fantasy VII Remake Intergrade su Xbox Series e Switch 2. Sul lato delle produzioni indipendenti, l’acclamato Dispatch arriverà sulle console Nintendo ed un occhio di riguardo lo riserviamo a Cairn.

Ecco di seguito una lista (con i trailer completi) dei titoli di Gennaio 2026: troverete anche un comodo link per Amazon, per assicurarvi il prezzo più basso disponibile!

7 Gennaio

  • Fairy Tail: Dungeons (Nintendo Switch)

10 Gennaio

  • Code Violet (PlayStation 5)

12 Gennaio

  • Big Hops (PC, PlayStation 5, Nintendo Switch)

15 Gennaio

  • Animal Crossing: New Horizons – Nintendo Switch 2 Edition (Nintendo Switch 2)
  • Cassette Boy (PC, Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch)
  • The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon (PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2)

20 Gennaio

  • Mio: Memories in Orbit (PC, Xbox Series, PlayStation 5, Nintendo Switch 2)

22 Gennaio

  • Arknights: Endfield (PC, PlayStation 5)
  • Dynasty Warriors: Origins (Nintendo Switch 2)
  • Final Fantasy VII Remake Intergrade (Xbox Series, Nintendo Switch 2)

26 Gennaio

  • Highguard (PC, Xbox Series, PlayStation 5)

28 Gennaio

  • Core Keeper – Nintendo Switch 2 Edition (Nintendo Switch 2)
  • The Seven Deadly Sins: Origin (PC, PlayStation 5)
  • Dispatch (Nintendo Switch, Nintendo Switch 2)

29 Gennaio

  • Cairn (PC, PlayStation 5)

30 Gennaio

  • Code Vein II (PC, Xbox Series, PlayStation 5)

Recensione Skate Story, una lezione di resilienza

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Skate Story

Ci sono videogiochi che chiedono di essere compresi. Altri che pretendono di essere “dominati”. Skate Story, invece, chiede una cosa molto più semplice ed allo stesso tempo più difficile: essere vissuto. Un’esperienza onirica, da vivere con il suo ritmo, le sue immagini, le sue strane regole. È, prima di tutto, una lezione di resilienza. Quella silenziosa che nasce dall’adattamento continuo, dall’accettazione dell’urto e dalla capacità di andare avanti nonostante tutto.

L’idea di base potrebbe sembrare quasi banale: uno skate ed un mondo da attraversare a suon di trick. Ma Skate Story non è interessato allo skateboarding come sport, né come disciplina competitiva. Qui lo skate è linguaggio, è mezzo espressivo, è l’unico modo che il protagonista ha per esistere e muoversi in un inferno che non assomiglia a nulla di già visto.

Sviluppato come progetto fortemente autoriale, Skate Story si inserisce in quella zona del medium dove il videogioco smette di essere solo opera ludo-narrativa e diventa esperienza sensoriale a tutto tondo. Un titolo che non ha paura di rallentare, di essere opaco, di risultare talvolta ostinatamente criptico. Ma che, proprio per questo, riesce a costruire un’immaginario forte, coerente, e sorprendentemente intimo, al patto di accettare le sue “assurdità” e perdere l’equilibrio. Letteralmente. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura!

Skate Story, edito da Devolver Digital, è disponibile dallo scorso 08 dicembre 2025 su PlayStation 5 e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Narrazione per attrito

Raccontare la storia di Skate Story è complicato, perché il titolo stesso sembra poco interessato a essere raccontato nei termini classici della narrazione. Non c’è una trama tradizionale. C’è una condizione iniziale, una condanna: siete un demone fatto di vetro e dolore che deve raggiungere la luna e divorarla.

Da qui in poi, tutto si sviluppa per suggestioni. I personaggi che incontrerete non spiegano, alludono. Parlano per frasi brevi, spesso enigmatiche, più vicine a versi in prosa che a dialoghi funzionali. Le ambientazioni non raccontano eventi, ma stati d’animo. Ogni area sembra incarnare una variazione sul tema della solitudine, della fatica, dell’ossessione o della ricerca di uno scopo.

La forza della narrativa di Skate Story sta proprio nel suo rifiuto della chiarezza esplicativa. Non vi prende per mano, non vi dice cosa “sentire”. Vi mette in un contesto suggestivo e vi lascia lì, con lo skate sotto i piedi e il vuoto intorno. È una narrazione che funziona per accumulo: più giocherete, più inizierete a cogliere connessioni, ritorni tematici, simboli che si rincorrono.

Il protagonista stesso è una metafora costante: fragile, trasparente, destinato a rompersi. Ogni caduta non è solo un errore meccanico, ma una conferma della sua natura. Eppure, nonostante questa fragilità, o forse proprio grazie ad essa, il viaggio va avanti. Andare sullo skate diventa un atto di resilienza, un modo per non fermarsi, per continuare a resistere anche quando tutto sembra spingervi a crollare.

Skate Story
L’inferno di Skate Story è dannatamente originale

Non tutti apprezzeranno questa impostazione. Chi cerca una storia definita, leggibile, con un inizio ed una fine ben marcati, potrebbe sentirsi deluso. Ma per chi è disposto ad accettare una narrazione più “emotivo-interpretativa” che logica, Skate Story riesce a essere sorprendentemente incisivo, personale, senza mai risultare vuoto.

Stay on board

Parlare del gameplay di Skate Story come quello di un “gioco di skate” nel senso classico del termine è, in fondo, fuorviante. I trick ci sono, le superfici da grindare anche, ma ridurre l’esperienza ad una lettura puramente meccanica significherebbe perderne il cuore. Skate Story non chiede di essere “masterato”, bensì vuole che ci abbandoniamo al suo flow. È, prima di tutto, un’esperienza ritmica.

L’impatto iniziale è particolare, quasi straniante. Il sistema di controllo richiede qualche momento di assestamento, non perché sia punitivo o eccessivamente complesso, ma perché risponde ad una logica diversa da quella del classico skate game. Sam Eng non chiede tecnicismo, né precisione ossessiva: chiede di ascoltare il ritmo della sua creatura, di seguirla nel suo incedere, di assecondarla.

Bastano poche ore perché questa grammatica alternativa si chiarisca. Quando si smette di forzare l’esecuzione e si inizia a seguire il ritmo, Skate Story apre immediatamente le porte alla sua catarsi sensoriale. Andare sullo skate diventa un gesto naturale, quasi istintivo, in cui accelerazioni, salti e cadute si legano ad una pulsazione costante che attraversa musica, ambienti e movimento. Non conta la perfezione dell’esecuzione, ma la continuità del gesto, il modo in cui si resta dentro al flusso.

Anche gli obiettivi seguono questa filosofia. Non servono a mettere alla prova abilità tecniche, ma a guidare il videogiocatore verso una maggiore sintonia con lo spazio ed il ritmo. Le variazioni introdotte lungo il percorso non spezzano l’esperienza, ma la modulano, offrendo nuovi tempi e nuove sensazioni senza mai trasformare il titolo in una sfida competitiva. Le bellissime boss fight sono il culmine di questa visione.

Skate Story
Fall. Rise. Repeat.

Le cadute, frequenti e inevitabili, dunque, non vengono mai vissute come errori da punire. Sono parte integrante del linguaggio dell’esperienza, momenti di pausa che preparano la ripartenza. In un’esperienza che parla di fragilità e resilienza, anche il gameplay riflette questa tensione: si cade, ci si rialza, e si riprende a “resistere”. Nei momenti migliori, Skate Story riesce a creare uno stato di trance leggera, in cui controllo, musica e movimento si fondono in maniera impagabile.

Un inferno sinestetico

Skate Story è un prodotto che colpisce immediatamente. Il suo stile visivo è astratto, psichedelico, spesso minimalista ma mai povero. Le superfici sembrano vive, i colori pulsano, le geometrie si deformano.

L’inferno che attraversiamo non è un luogo di punizione tradizionale, ma uno spazio mentale. Ogni area ha una sua identità cromatica e visiva, e contribuisce a costruire un mondo coerente nella sua totale stranezza. Non c’è nulla di realistico, ma tutto sembra avere un senso interno, una logica visiva che regge dall’inizio alla fine.

La colonna sonora è parte integrante di questa costruzione. Le tracce accompagnano il movimento, lo amplificano, lo guidano. Non sono semplici sottofondi, ma componenti attive dell’esperienza. In alcuni momenti la musica diventa quasi dominante, trascinando il videogiocatore in uno stato catatonico di pura goduria sinestetica. Skate Story funziona anche grazie alla sua conduzione artistica, totalmente funzionale alla fruizione dell’opera. Bastano immagini e suoni per comunicare ciò che vuole essere.

Commento finale

Skate Story è un’esperienza particolare. È un videogioco che accetta il rischio dell’incomprensione pur di restare fedele alla propria visione. Richiede al videogiocatore di sintonizzarsi sul suo linguaggio e non viceversa. Ma una volta scavalcato (con un banale Ollie) questo piccolo ostacolo, l’opera di Sam Eng riesce a coinvolgere con una naturalezza sorprendente, lasciando emergere una coerenza rara tra intenzione autoriale e risposta sensoriale.

Più che un gioco da “finire”, Skate Story è un esperienza da provare. Un’opera che parla di movimento, di fragilità, di resistenza silenziosa. Ed è proprio qui che Skate Story rivela fino in fondo la sua natura di lezione di resilienza. Non una resilienza eroica o risolutiva, ma una fatta di tentativi, di cadute, di ripartenze imperfette. Una resilienza che non elimina il dolore, ma insegna a conviverci, ad adattarsi ad esso, a continuare a muoversi nonostante la possibilità costante di rompersi.

Un titolo che insegna che il percorso è importante, non solo l’arrivo. Che bisogna stringere i denti e continuare a seguire il flusso con tenacia, anche quando il terreno sembra mancare sotto i piedi. Ed è proprio in questo equilibrio precario tra forma e sensazione che Skate Story trova la sua forza più autentica.

Netflix Gennaio 2026: tutti i film e le serie TV in arrivo

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Passato il Capodanno con l’ultimo atto di Stranger Things, Gennaio 2026 porterà agli abbonati Netflix tanti film e serie TV tra novità e ritorni.

Premesso infatti il finale della serie che più di ogni altra è stata il simbolo di Netflix negli ultimi dieci anni, l’anno nuovo porterà con sé molte produzioni da tenere in considerazione. Una volta conclusa Stranger Things 5, ecco che l’appuntamento più atteso di Gennaio 2026 diventa il rilascio dei primi episodi di Bridgerton 4. Spazio a miniserie promettenti tra cui Fuga, La sua verità e I sette quadranti di Agatha Christie. Con la complicità dei fatti di cronaca di questi giorni Fabrizio Corona: io sono notizia promette di essere un appuntamento polarizzante, mentre tra i film segnaliamo Il Falsario nonché l’approdo (a metà Gennaio) di molte pellicole del franchise di 007.

Netflix sta per condividere il catalogo delle nuove uscite per Gennaio 2026 sulla propria pagina ufficiale, tuttavia sulla piattaforma arriveranno altri prodotti che troverete nell’elenco sottostante.

Troverete inoltre qualche piccolo consiglio sui titoli da tenere in considerazione in grassetto per il Gennaio proposto da Netflix, oppure per le novità del mese di Dicembre laddove vogliate più suggerimenti.

1° Gennaio

  • Il migliore dei mondi (Film)
  • Toro scatenato (Film)
  • Rain Man – L’uomo della pioggia (Film)
  • Il tempo delle mosche (Film)
  • Fuga (Miniserie)
  • L’amore in ufficio (Serie TV)
  • Il mio fidanzato coreano (Serie TV)
  • The Good Doctor 7 (Serie TV)
  • Stranger Things 5 – Finale (Serie TV)

2 Gennaio

  • Synden (Miniserie)

7 Gennaio

  • SHIBOYUGI: Playing Death Games to Put Food on the Table (Serie di animazione)

8 Gennaio

  • La sua verità (Miniserie)

9 Gennaio

  • Machos Alfa 4 (Serie TV)
  • Fabrizio Corona: io sono notizia (Miniserie)
  • Videocracy – Basta apparire (Film)
  • People we meet on vacation – Un amore in vacanza (Film)

11 Gennaio

  • Ghostbusters: Minaccia Glaciale (Film)

14 Gennaio

  • Taskaree – Contrabbando organizzato (Serie TV)

15 Gennaio

  • 007 – Il domani non muore mai (Film)
  • 007 – Spectre (Film)
  • 007 – Zona pericolo (Film)
  • A 007, dalla Russia con amore (Film)
  • Agente 007 – Al servizio segreto di sua maestà (Film)
  • Agente 007 – La spia che mi amava (Film)
  • Agente 007 – Missione Goldfinger (Film)
  • Agente 007 – Moonraker: Operazione spazio (Film)
  • Agente 007 – Si vive solo due volte (Film)
  • Agente 007 – Thunderball (Operazione tuono) (Film)
  • Mai dire mai (Film)
  • No Time to Die (Film)
  • Quantum of Solace (Film)
  • Skyfall (Film)
  • Solar Opposites (Serie di animazione)
  • Il prisma dell’amore (Serie di animazione)
  • Amare e perdere (Serie TV)
  • I sette quadranti di Agatha Christie (Miniserie)

16 Gennaio

  • Come si dice “amore”? (Miniserie)
  • La maschera di ferro (Film)
  • The Rip – Soldi sporchi (Film)

21 Gennaio

  • Kidnapped: il caso Elizabeth Smart (Docufilm)

22 Gennaio

  • Cosmic Princess Kaguya! (Film di animazione)
  • Dalle ceneri 2: La voragine (Film)

23 Gennaio

  • Il Falsario (Film)

29 Gennaio

  • Bridgerton 4 – Prima parte (Serie TV)

Hideo Kojima: “È grazie a Super Mario se oggi lavoro nell’industria dei videogiochi”

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Hideo Kojima, conosciuto principalmente come il padre della saga di Metal Gear e il cui studio di giochi porta persino il suo nome (Kojima Productions), è una delle figure più importanti nel mondo videoludico. Forse addirittura più famoso e importante di Miyamoto, ma senza il quale non ci saremmo molto probabilmente goduti Metal Gear o Death Stranding. In un’intervista a Japanese Wired, Kojima afferma infatti che è stato Super Mario Bros a spingerlo a scegliere una carriera come sviluppatore di videogiochi.

Parola a Kojima

Queste le sue parole sul platform che ha cambiato per sempre la storia dei videogiochi: ““L’ho giocato per un anno intero. Ero uno studente universitario. Saltavo la scuola per giocarci a casa. Senza Super Mario, probabilmente non avrei lavorato in questo settore. Ora però non posso davvero giocarci. È un gioco d’azione a scorrimento laterale. Mario va semplicemente da sinistra a destra. Fondamentalmente salta e basta.

Continua poi: “Non aveva una vera e propria trama ma mi sembrava di essere dentro un’avventura. Quando l’ho visto, ho pensato che quel mezzo (la console, ndr) un giorno avrebbe superato i film. Quella credenza mi ha portato nell’industria dei videogiochi.” Il primo gioco di Super Mario, contrariamente a quanto ritiene Kojima, regge ancora oggi a distanza di quarant’anni. Tuttavia, questo aneddoto sull’autore giapponese è solo uno dei tanti che mostrano quanto Super Mario Bros sia stato importante per lui e per tutti i fan dei videogiochi con cui ci ha fatto crescere e innamorare.

Guarda chi si rivede: la serie animata di Final Fantasy IX tornerà in produzione dopo quattro anni

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Quest’anno è il 25° anniversario dall’uscita di Final Fantasy IX, uno dei capolavori assoluti di Square Enix uscito il 7 luglio del 2000 su Playstation. Dopo un ventennio, vista la crescente popolarità del gioco (e il remake che uscirà a dicembre 2026), si pensò addirittura di trasformarlo in una serie con l’aiuto dello studio parigino di Cyber ​​Group Studios. Nel 2021 annunciò l’intenzione di animare Final Fantasy IX, ma il progetto sembrava destinato a non avere seguito. Complice forse il suo target dichiaratamente giovane, in controtendenza rispetto al pubblico tradizionale della saga – e in particolare del nono capitolo. Come riporta però la rivista francese Écran Total, dopo la chiusura di Cyber Group Studios, la produzione sarebbe stata rilevata da Euro Visual. Adesso la nuova finestra di uscita sarebbe fissata al 2028. Square Enix, al momento, preferisce il silenzio e non ha ancora rilasciato commenti ufficiali né confermato pubblicamente lo stato del progetto.

Il contenuto del report

Il report fatto da Écran Total descrive la serie come un progetto d’animazione 2D rivolto principalmente a un pubblico tra i 6 e i 13 anni. Sarà composta da 13 episodi da 22 minuti ciascuno, in linea con quanto emerso già in passato. La storia non sarebbe un adattamento dell’epopea originale di Gidan e compagni, ma uno spin-off sui figli di Vivi (il personaggio con lo sprite del mago nero dei vecchi giochi, per intenderci). Mel, Koln, Luciola, Théa, Fala e Doc sono gli ultimi maghi neri dei quattro continenti e vivono una vita tranquilla ad Alexandria. Poi, un evento misterioso riporta a galla il tragico retaggio del padre. Questo è quanto sappiamo. Resta ora da capire se e quando Square Enix deciderà di confermare ufficialmente l’esistenza della serie.