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Recensione ASUS ZenFone 4 (ZE554KL)

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We Love Photo.

E’ passato poco più di un anno dal debutto della famiglia ZenFone 3, che ha riscosso un buon successo sul mercato e di cui abbiamo avuto modo di testare la versione Max (QUI trovate la nostra recensione). Ora, ASUS è tornata in campo con il suo nuovissimo ZenFone 4, che come il suo predecessore è disponibile in diverse varianti a seconda delle proprie esigenze e del proprio budget.

Il colosso taiwanese lancia questa nuova serie di smartphone con lo slogan “We Love Photo”, sottolineando quindi come la fotografia sia l’elemento principale intorno a cui ruota il target del produttore, ovvero permettere ai suoi utenti di immortalare paesaggi e catturare i momenti più belli nel miglior modo possibile grazie ad un accurato lavoro sulla fotocamera.

Da possessore soddisfatto del modello ZenFone 3 ZE520KL, perciò, non posso che essere curioso di ciò che ha da offrire il suo nuovo fratello minore (per data di lancio), lo ZenFone 4 ZE554KL. Nel dettaglio, andremo a trattare la versione più potente per quanto riguarda il modello in questione, ovvero quella equipaggiata con 6 GB di RAM e supporto alla tecnologia NFC.

Confezione

La confezione del prodotto, che nel nostro caso differisce da quella originale in quanto si tratta della versione gift, si presenta con una scatola bianca di dimensioni generose ed esteticamente accattivante che riporta, al centro, il logo della famiglia ZenFone 4, ovvero due sagome dello smartphone disposte a formare un cuore che riprendono, appunto, la filosofia dello slogan citato prima. L’effetto sorpresa all’apertura del box è assicurato, in quanto ad accompagnarci alla scoperta del nostro nuovo smartphone c’è una versione leggermente rivisitata di “What A Wonderful World” di Louis Armstrong canticchiata da una voce femminile. Una piccola ed apprezzabile chicca che contribuisce ad incrementare l’attesa di provare il dispositivo.

All’interno della confezione, il telefono è adagiato verticalmente in posizione diagonale fra due supporti di plastica che rendono quasi l’idea di un “trono”. Il contenuto prevede poi gli auricolari, il caricabatterie, un cavo USB 2.0 Type-C e, in uno scomparto apribile, un manuale con le informazioni dello smartphone e l’occorrente per estrarre lo slot in cui inserire la SIM.

Design e costruzione

Lo ZenFone 4 ha dalla sua parte un design elegante e pulito ed è disponibile in tre colorazioni differenti: Midnight Black, Moonlight White e Mint Green. Il corpo è in alluminio realizzato con tecnologia NMT che lo rende più sottile e leggero, mentre sia il display che il retro sono in vetro Gorilla Glass 3 spesso 2.5 mm. Considerando la fascia di prezzo in cui si colloca lo smartphone di ASUS, onestamente, ci saremmo aspettati almeno il Gorilla Glass 4 data la resistenza raddoppiata rispetto alla terza generazione; il telefono, comunque, restituisce sin da subito un senso di grande solidità, simbolo di una qualità costruttiva indubbiamente ottima. Lo stesso, purtroppo, non si può dire per l’ergonomia, che seppur sia buona è minata da un piccolo neo dovuto alla scivolosità del vetro posteriore, il che richiede sempre una presa ben salda e un occhio di riguardo anche alle superfici su cui si poggia il dispositivo. Certo, la soluzione sarebbe l’utilizzo di una cover, ma se siete fra quelli che amano mantenere la veste originale (come il sottoscritto) dovrete farci l’abitudine.

Il modello di ZenFone 4 in questione monta un display 5.5” super IPS+ con risoluzione 1920×1080 che regala un’immagine nitida e pulita oltre a colori naturali e vivi, questo anche grazie al software ASUS Splendid che permette di regolare svariati parametri in base alle proprie preferenze. Anche in questo caso, la compagnia avrebbe potuto puntare su un pannello 2K anziché rimanere ancorata al Full HD, così da offrire una qualità dell’immagine ancora più elevata e poter essere più competitiva con altri produttori.

Frontalmente troviamo una fotocamera da 8 mpx e tre pulsanti touch, tra cui il tasto Home che funziona anche da lettore di impronte digitali utile per sbloccare il dispositivo in alternativa alla classica password, con un riconoscimento che risulta preciso ed immediato. La spia LED per le notifiche è situata “all’interno” dell’altoparlante da cui si ascolta l’interlocutore durante le chiamate. Rispetto allo ZenFone 3, il produttore ha inoltre aggiunto la retroilluminazione ai due pulsanti funzione, rendendo immediatamente individuabile la loro posizione anche negli ambienti bui.

Sul lato inferiore del dispositivo trovano spazio l’altoparlante, il microfono, il jack da 3.5 mm per gli auricolari e l’ingresso per inserire il cavo del caricabatterie, mentre sul lato superiore abbiamo il microfono per la riduzione del rumore. Lo slot in cui inserire le varie schede è collocato sul lato sinistro dello smartphone ed è supportata solamente la nano-SIM, pertanto gli altri formati non sono compatibili. E’ inoltre possibile utilizzare il sistema in modalità dual-SIM, rinunciando però ad una memoria esterna per espandere ulteriormente lo spazio di archiviazione fino ad un massimo di 256 GB. Sul lato destro, invece, troviamo il tasto di accensione e i pulsanti adibiti al controllo del volume. Infine, sul retro del dispositivo trovano spazio il flash e due fotocamere di cui vi andremo a parlare più approfonditamente nella prossima sezione.

Fotocamera

Lo ZenFone 4 vanta una doppia fotocamera posteriore, montando un obiettivo da 12.2 mpx con risoluzione massima 4032×3024 ed uno da 8 mpx 12mm con lente grandangolare ed angolo di visione di 120°.

Per quanto riguarda i video, la fotocamera principale permette di registrare a diverse risoluzioni, tra le quali spiccano il Full HD a 60 fps e il 4K UHD a 30 fps, mentre quella frontale da 8 mpx si “limita” a filmati in Full HD a 30 fps.

In ambito fotografico, la fotocamera primaria da 12.2 mpx ha dalla sua parte il sensore Sony IMX362, che permette di scattare foto di qualità ottima in diurna e molto buona in condizioni di bassa luminosità. Sotto potete visualizzare alcuni scatti in notturna (per mettere veramente alla prova il sensore) con HDR attivo realizzati con ZenFone 3 e ZenFone 4, con quest’ultimo che ne esce vincente grazie ad una migliore luminosità. Ovviamente, i più esperti di fotografia possono utilizzare la modalità Pro che permette di regolare manualmente luminosità, esposizione e altri parametri per realizzare lo scatto perfetto.


Scattata con ASUS ZenFone 4 (12 mpx) – HDR On, Flash Off, Modalità Auto

 

Scattata con ASUS ZenFone 3 (16 mpx) – HDR On, Flash Off, Modalità Auto

Scattata con ASUS ZenFone 4 (12 mpx) – HDR On, Flash Off, Modalità Auto

 

Scattata con ASUS ZenFone 3 (12 mpx) – HDR On, Flash Off, Modalità Auto

Il sensore risulta molto rapido nella messa a fuoco automatica così come nella gestione dei cambi di luce; inoltre, la fotocamera dispone di uno zoom ottico 4x e della funzione di riconoscimento dei volti. Nelle impostazioni è possibile scegliere fra nove filtri ed otto differenti modalità di scatto, tra cui il time-lapse e la risoluzione super a 49 mpx, oltre all’opzione Ritratto che sfoca lo sfondo dando priorità ai visi. Infine, ad illuminare le scene più scure ci pensa un flash Dual LED che può anche essere utilizzato come torcia.

Audio

Lo smartphone di ASUS si appoggia ad un doppio altoparlante per offrire un’esperienza audio di buon livello, con un suono pulito e abbastanza forte anche in presenza di rumori circostanti. Grazie all’equalizzatore, poi, è possibile selezionare fra alcuni profili predefiniti oppure regolare singolarmente le frequenze per creare quello che più si addice al nostro orecchio. Inoltre, grazie alla tecnologia DTS Headphone:X si può godere di un surround virtuale 7.1 con le cuffie, portando la qualità del suono ad un nuovo livello.

Hardware

L’hardware è indubbiamente uno dei punti forti di questo modello di ZenFone 4, che innanzitutto si basa sulla nuova piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 660 64-bit a 14nm. Il processore octa-core, dotato di una CPU Kryo 260 quad-core 2.2 GHz ed una Kryo 260 quad-core 1.8 GHz, risulta decisamente veloce e performante; unito ai 6 GB di RAM LPDDR4X, poi, il risultato in termini di prestazioni è ottimo, in quanto non abbiamo notato freeze o evidenti rallentamenti del sistema anche con svariate applicazioni aperte in background.

La GPU Qualcomm Adreno 512, inoltre, offre buone performance nei giochi, sebbene in quelli più pesanti faccia fatica a reggere le impostazioni grafiche massime. In genere, comunque, il gameplay risulta fluido e permette di godersi a pieno l’esperienza di gioco.

In riferimento alla connettività, troviamo il Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac con banda a 5 GHz, rete dati 4G LTE, Bluetooth 5.0, GPS, Radio FM e tecnologia NFC. Lo spazio di archiviazione interno, infine, è di 64 GB, dei quali 52 GB disponibili per l’utente.

Per le specifiche tecniche complete vi rimandiamo al seguente link: ASUS ZenFone 4 ZE554KL.

Software

A bordo dello ZenFone 4 abbiamo Android 7.1.1 Nougat come sistema operativo, personalizzato da ASUS con la sua nuova interfaccia ZenUI 4.0 che si presenta esteticamente più bella e semplificata rispetto alla ZenUI 3.0. Il software funziona molto bene e risulta essere reattivo e fluido in qualsiasi situazione; la tecnologia OptiFlex, inoltre, velocizza l’avvio di qualsiasi app che andremo ad utilizzare. Come da tradizione, è possibile personalizzare liberamente temi, sfondi, screensaver, icone, widget e quant’altro scegliendo tra un’ampia varietà di opzioni, il tutto per dare il tocco di unicità che più preferiamo al nostro dispositivo.

Fra le applicazioni preinstallate più interessanti troviamo GameGenie, che permette di catturare clip di gioco e fare streaming, Page Marker, grazie al quale possiamo salvare pagine Internet per poter consultare anche offline, e Twin Apps, che permette di accedere con due account contemporaneamente sulla stessa app (ad esempio Facebook). Infine, il browser predefinito per la navigazione in Internet è Google Chrome, che si comporta molto bene e non ha mai dato segni di blocchi improvvisi o crash.

Autonomia

Nonostante sia equipaggiato con un hardware in grado di garantire ottime prestazioni e, di conseguenza, abbastanza energivoro, la batteria da 3300 mAh in polimeri di litio permette allo ZenFone 4 di arrivare tranquillamente a fine giornata con un utilizzo medio, mentre con un utilizzo parecchio intenso avrete bisogno di ricaricarlo almeno una volta nell’arco delle 24 ore. La tecnologia ASUS BoostMaster, comunque, garantisce un’autonomia superiore alla media e grazie alla ricarica rapida si raggiunge il 50% di carica in poco più di mezz’ora se si sfrutta, ovviamente, il caricabatterie fornito dal produttore.

Prezzo

Il modello in questione, al momento della recensione, è acquistabile ad un prezzo medio di circa 500€, abbastanza elevato considerando che le novità rispetto allo ZenFone 3 non sono proprio da urlo. Nel complesso, comunque, il rapporto qualità/prezzo è buono e resterete sicuramente soddisfatti dell’eventuale acquisto di questo smartphone di fascia medio-alta.

Commento finale

In conclusione, questo modello di ZenFone 4 si presenta come uno smartphone solido e dalle ottime prestazioni, anche se un paio di caratteristiche ci hanno fatto storcere un po’ il naso. Se amate fotografare i vostri momenti più belli o i paesaggi, il sistema a doppia fotocamera saprà soddisfare le vostre esigenze, a patto che non cerchiate una qualità eccelsa priva di difetti. Nonostante avrebbe potuto “osare di più” sotto certi aspetti, ASUS è comunque riuscita a realizzare un prodotto molto buono che sicuramente non deluderà le aspettative degli utenti.

Gear.Club Unlimited, Microids ci mostra 3 minuti di gameplay

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In modalità Tabletop di Nintendo Switch.

Microids ha rilasciato oggi un nuovo video gameplay per Gear.Club Unlimited, prossimo racing game in esclusiva Nintendo Switch in arrivo a partire dal 1 dicembre.

Gear.Club Unlimited offrirà più di 400 gare (che si svolgeranno lungo 200 tracciati unici), le macchine più incredibili delle migliori case automobilistiche, la personalizzazione del proprio garage e molto altro ancora.

FIFA 18: consigli sul Black Friday del 24 novembre per la modalità Ultimate Team

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I prezzi crolleranno?

Il Black Friday è un evento tradizionalmente americano che si tiene il giorno successivo al Giorno del Ringraziamento. Molte grandi catene sono quindi solite offrire eccezionali promozioni al fine di incrementare le vendite. Negli ultimi 2/3 anni tale fenomeno ha preso piede anche in Italia in particolare sui siti E-commerce più famosi ma anche presso importati catene. Fatta questa piccola premessa, quello che ci interessa sapere in questa sede è cosa offriranno le promozioni di Electronic Arts in FIFA 18.

Il Black Friday è un’occasione molto ghiotta per l’utenza di FIFA Ultimate Team in quando rappresenta la prima vera promozione stagionale che si svolge a ridosso di altri due importanti eventi: il FUTMAS e i TOTY. Durante l’evento, EA rilascierà qualcosa di nuovo ogni 24 ore.

Comunicazione EA del 24/11/17:

Alle 14:00 ora UK quindi alle 15:00 in Italia, rilascio dei primi pack speciali. Si aggiorneranno ogni ora.

Alle 14:30 ora UK quindi le 15:30 in Italia, 1° SBC lampo

Alle 18:00 ora UK quindi alle 19:00 in Italia,  nuovi obiettivi settimanali

Le offerte riguarderanno:

  • Nuovi Pack Promo (pacchetti Jumbo giocatori rari da 100k, pacchetti da 15k e da 25k)
  • Offerte Lampo ogni ora
  • SCR flash
  • Nuove Prime Icons

Quando si terrà il Black Friday?

Il 24 novembre 2017.

Come accaduto gli scorsi anni, ci saranno crolli nel mercato di FUT?

Poiché tanti utenti FUT stanno già iniziando a vendere le loro squadre, ci saranno tantissimi giocatori presenti sul mercato. Quindi aumenterà l’offerta, la domanda dovrebbe comunque restare uguale e i prezzi tenderanno ad abbassarsi, in alcuni casi, anche drasticamente. Nei 10 giorni antecedenti al Black Friday, il mercato scende di un 20/30%. Il picco si raggiungerà ad una settimana esatta dal Black Friday e quindi quando acquistare?

Verosimilmente a ridosso del rilascio dei premi della Weekend League, ovvero il 16 novembre. Dopo il Cyber Monday, ovvero il primo lunedì immediatamente successivo al Black Friday, i prezzi saliranno di nuovo. Attenzione però, la risalità dovrebbe essere veramente lieve, non aspettatevi impennate improvvise dei prezzi in quanto, almeno fino all’arrivo dei TOTY a gennaio, dato che ci saranno davvero parecchi eventi, i prezzi si manterranno più o meno stabili. Se comunque avete intenzione di vendere le vostre squadre, fatelo il prima possibile, altrimenti rischierete di perderci davvero tanti crediti.

N.B. se avete intenzione di giocare la prossima Weekend League, aspettate a vendere. Giocate la Weekend League e poi procedete alla vendita. Perché? Semplice, se riuscite a classificarvi da Oro 1 in su, quello che perderete nella vendita della vostra squadra, dovreste riuscire a recuperarlo attraverso i premi della WL.

Per restare sempre aggiornati sugli andamenti di mercato, vi consigliamo il sito FUTBIN, in quanto vi darà un valutazione giornaliera dei prezzi per ogni singolo giocatore.

Quanto scritto è soltanto frutto di esperienza passate. Ci sono tanti fattori incerti, dei quali non possiamo tener conto e che potrebbero portare a fluttuazioni improvvise dei prezzi.

Consigli in pillole sulla compravendita prima del Black Friday:

  • Fare una lista di giocatori.
  • Segnare il prezzo che volete spendere.
  • Aspettare che il giocatore obiettivo raggiunge il prezzo che vi siete prefissati e acquistarlo immediatamente.
  • Momenti migliori per acquistare: giovedì sera, quando daranno i premi della WL e il lunedì sera, quando molti utenti venderanno le squadre con le quali hanno partecipato alla WL.
  • Cercate di vendere i vostri giocatori prima del 16 novembre.
  • Tenete sempre d’occhio il mercato, in quanto potreste fare davvero dei buoni affari (eventualmente tramite lo sniping del quale vi abbiamo parlato nella guida: trucchi e consigli sulla modalità FUT- Ultimate Team).

Aggiornamento al 24/11/17: Gli investimenti per questa settimana è meglio evitarli in quanto le Prime Icon, rilasciate ieri da EA Sports hanno mischiato le carte in tavola. Cercheremo comunque di aggiornarvi a riguardo e su eventuali SBC e pacchetti che verranno rilasciati nelle prossime ore in FIFA 18.

Consigliati:

IO Interactive è a lavoro su un nuovo capitolo di Hitman

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Cosa attenderà l’agente 47?

In occasione del lancio della GOTY di Hitman, IO Interactive ha comunicato di essere tornata a lavoro su Hitman. Come riportato da VG247.com, è stato direttamente il CEO Hakan Abrak a rivelare la notizia:

Voglio che sappiate che stiamo ottenendo grandi progressi e che abbiamo nuove esaltanti funzioni e novità assolute per la serie che non vediamo l’ora di svelarvi. Dovrete attendere un po’ visto che non abbiamo intenzione di svelare nulla sul nuovo Hitman prima del 2018.”

Le prime informazioni sul titolo arriveranno nel 2018!

Rockstar Games, GTA V è il gioco più venduto di tutti i tempi

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85 milioni di copie distribuite.

GTA V continua ad infrangere record su record. Come riporta DualShockers, Take-Two ha rivelato i risultati finanziari del periodo che terminava il 31 settembre. Oltre al buon numero di vendite per NBA 2K18, quello che risalta all’occhio è il traguardo di vendite raggiunto da GTA V.

L’ultimo capitolo della serie ha infatti raggiunto la quota di 85 milioni di unità vendute, stabilendo il record di gioco più venduto di tutti i tempi.

Oppaidius, raggiunge il 100% su Kickstarter

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L’indie italiano raggiunge il traguardo in meno di una settimana.

Vittorio Giorgi della SbargiSoft, artista e sviluppatore italiano, ha fatto partire la campagna Kickstarter per il suo primo gioco, la visual novel “ecchi” di stampo nipponico, dallo stile “retro” anni ’90, Oppaidius Summer Trouble!

Con l’obiettivo raggiunto in 6 giorni, adesso l’operazione si focalizza sul raggiungimento di alcuni “stretch goal”.

Oppaidius Summer Trouble! tratta di un nerd sempre chiuso in casa, che preferisce di gran lunga passare il tempo coi videogiochi piuttosto che mettere piede fuori dalla sua stanza. Ma, questa estate la sua vita sta per cambiare, dato che è stato praticamente forzato dal suo amico Jimmy a premere il tasto “pausa” sulle sue tendenze agorafobiche per provare a conoscere meglio Serafina, la ragazza dei suoi sogni… che si è appena trasferita alla porta accanto!

Fan dei retro-game, visual novel, e anche chi apprezza un senso dell’umorismo tagliente e auto-ironico, sono invitati a visitare la pagina Kickstarter di Oppaidius Summer Trouble! e a scaricare la demo gratuita, disponibile su Steam e itch.io per PC, Mac e Linux.

Ecco il trailer di preview di Kickstarter per Oppaidius Summer Trouble:

ZOTAC GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme, recensione, analisi termica e guida all’overclock con sostituzione dei thermal pads

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Zotac GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme

BOOST 3.0 ovvero l’overclocking secondo NVIDIA 

NVIDIA con la serie 10 delle sue schede basate sul chipset Pascal, ha completamente cambiato il modo con il quale le sue schede possono essere overcloccate, semplificando decisamente l’intero processo.

L’idea è semplice, permettere a tutti i videogiocatori di sfruttare al massimo la propria scheda senza complicate operazioni. Tradizionalmente infatti la gestione del clock di una scheda è sempre stata, per così dire, lineare. Per aumentare il clock della scheda è necessario un certo voltaggio e questo processo è ben rappresentato dalla classica curva del voltaggio presente in MSI afterburner. Ad ogni punto della curva, che rappresenta un certo voltaggio, corrisponde un certo clock.

Con Boost 3.0 NVIDIA ha mescolato le carte introducendo voltaggio e clock dinamici basati essenzialmente su Power Draw, Thermal Limits e Voltage Limits, ovvero assorbimento energetico, limiti termici e limiti di voltaggio. Il primo indica quanti watt o meglio l’assorbimento complessivo che la scheda avrà a pieno carico; il secondo indica la temperatura massima oltre la quale, al fine di evitarne il danneggiamento, la scheda andrà in thermal throttling, il terzo, come è facile immaginare quanti volts la scheda è autorizzata ad utilizzare. Si tratta di parametri di funzionamento, ma anche e soprattutto di parametri di sicurezza, che permettono un funzionamento corretto e stabile della scheda.

Come è facile immaginare, nonostante il nuovo Boost 3.0 permetta alla gran parte dei videogiocatori di avere una scheda che, in sostanza, si overclocca da sola, le limitazioni imposte da NVIDIA bloccano molte delle potenzialità dei chipset Pascal. Il primo limite è quello del voltaggio, fissato in maniera immutabile a 1.093v. Nessun ABP, ovvero (Authorized Board Partners) è autorizzato a superarlo, tranne che per alcune schede “speciali” come le schede della famiglia MSI Lightning, o le EVGA KingPIN.

L’altro limite è quello all’assorbimento massimo, fissato per le 1080 Ti reference intorno ai 250w (+120%). In questo caso però i produttori sono autorizzati a modificare tali limiti ed, in alcuni casi,  a non imporne affatto (alcune schede ASUS con BIOS XOC, disattivano tutte le limitazioni inerenti assorbimento, voltaggio e limiti termici). Poiché il voltaggio massimo è limitato, la potenza extra che la VGA è autorizzata ad “assorbire” è generalmente non necessaria.

Il limite termico, che di default è fissato a 80 °C e può essere infine alzato fino a 90°C. E’ questo uno dei parametri più importanti, poiché tutta l’energia prodotta genera calore che va dissipato e se questo non è correttamente fatto o per problemi di aerazione nel vostro case, o per problemi di design della vostra scheda, le potenzialità di Pascal verranno generalmente sprecate.  E’ per questo motivo che negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un proliferare di versioni customizzate della stessa scheda, anche da parte dello stesso produttore.

Zotac GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme – la più bella

La Zotac 1080 Ti AMP! Extreme è una delle schede più “belle” in circolazione; il suo design dominato dai grandi led RGB che percorrono tutto l’enorme apparato di raffreddamento della scheda, è indubbiamente spettacolare. Si tratta di led a controllo digitale che possono essere comodamente impostati attraverso l’applicazione FireStorm di Zotac. La Zotac 1080 Ti AMP! Extreme,  se si escludono le versioni KINGPIN e Lightning di cui abbiamo detto, è inoltre una delle schede con clock di base più alto tra quelle in circolazione (Base: 1645 MHz, Boost a 1759 MHz) e soprattutto la più grande, con un ingombro che occupa ben 2,5 slot PCIexpress (quasi tre in realtà), come è possibile verificare dai dati tecnici qui sotto.

Zotac GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme

 

Specifiche tecniche Zotac 1080 Ti AMP! Extreme

GPU: GeForce GTX 1080 Ti
CUDA cores: 3584
Video Memory: 11GB GDDR5X
Memory Bus: 352-bit
Engine Clock:
Base: 1645 MHz
Boost: 1759 MHz
Memory Clock: 11.2 GHz
PCI Express: 3.0
Display Outputs:
3 x DisplayPort 1.4
HDMI 2.0b
DL-DVI-D
HDCP Support: Yes
Multi Display Capability: Quad Display
Recommended Power Supply: 600W
Power Consumption: 320W
Power Input: Dual 8-pin
DirectX: 12 API feature level 12_1
OpenGL: 4.5
Cooling: 3 x 90mm fans
Slot: 2.5-Slot
SLI: Yes, SLI HB Bridge Supported
Supported OS: Windows 10 / 8 / 7
Dimensioni: 325 x 148 x 56.6mm
Accessori:
2 x Dual 6-pin to 8-pin mesh wrapped power adapter
Driver disk
User Manual

Si tratta di una scheda sicuramente estrema che si inserisce in un settore premium, anche per il prezzo (circa 800 euro) per chi cerca il top delle performance. Come tante recensioni nazionali ed internazionali hanno evidenziato, però, le differenti versioni custom della 1080 Ti, hanno prestazioni tutte più o meno simili con una differenza ravvisabile principalmente nel sistema di raffreddamento, che come abbiamo visto svolge con NVIDIA BOOST 3.0 un ruolo fondamentale nelle prestazioni in overclock.

Da una scheda così massiccia, che pubblicizza addirittura 16 fasi (!), ci si aspetterebbe un sistema di raffreddamento perfetto, ed invece, nonostante le dimensioni dell’heatsink e la presenza di ben tre ventole, sin dall’inizio sono emersi alcuni difetti di progettazione soprattutto dal punto di vista termico, che di fatto lasciano sprecate gran parte delle potenzialità della scheda.

La scheda in full load opera ad una temperatura di esercizio intorno ai 66/68 gradi se si lasciano impostate di base tutte le opzioni principali. A questa temperatura, la rumorosità delle ventole si attesta intorno ai 40dB. La scheda insomma si fa sentire ed è decisamente il componente più rumoroso del nostro rig. Le temperature non sono per nulla diverse da quelle delle altre 1080 ti custom di tutti gli altri produttori. Se da un lato questo ci fa stare tranquilli, dall’altro ci chiediamo: a cosa serve questo enorme heat sink, le tre ventole e l’occupare ben tre slot PCI Express se le temperature sono le medesime di altre schede?

Utilizzando un sistema di misurazione della temperatura delle VRM sveliamo immediatamente l’arcano: sotto un piccolo heatsink apposito, le VRM operano in un range compreso tra i 90 ei 100° celsius: siamo ancora al di sotto del range operativo massimo dei componenti, ma è decisamente un valore troppo elevato per una scheda con un sistema di dissipazione di questa portata.

Le ventole

Il primo accorgimento che abbiamo preso per abbassare la temperatura di esercizio della scheda riguarda le ventole. Zotac ha previsto di base su questa scheda l’opzione Fan Stop, che disabilita il funzionamento delle ventole sino a quando la temperatura non raggiunge i 45°C. Se da un lato questa può sembrare un’ottima cosa, in realtà vi porta ad avere una temperatura di base molto più alta rispetto al dovuto. Considerando che le ventole a basso regime di rotazione sono quasi inudibili, la prima cosa che abbiamo fatto è disabilitare, tramite il software FireStorm (menù spectra, scorrete in basso alla voce FAN, disabilitate Fan Stop).

Zotac GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme

Così facendo abbiamo innanzitutto abbassato la temperatura in Idle della scheda, che passa dai 40-43° ai 32-33° con ventole attive. Ovviamente ciò non è sufficiente quando si tratta di abbassare le temperature di esercizio durante benchmark ma soprattutto il gaming. In un ambiente chiuso, soprattutto se il vostro processore è overcloccato, le temperature interne al case possono essere molto alte. Se si decide di overcloccare la scheda grafica, la temperatura dei VRM potrebbe arrivare a sfiorare i 100/110°, ancora nel margine di funzionamento dei componenti, ma una temperatura decisamente troppo alta se si vuole mantenere un clock costante e spingere la scheda e le memorie al massimo delle loro capacità.

Aperta la scheda, ci accorgiamo subito del problema. Zotac in primo luogo ha utilizzato componenti non molto efficienti dal punto di vista energetico. A 1,1v  le temperature generate dai mosfet (hi-side mosfet QN3103 e low side mosfet QN3107) sono incredibilmente alte, sfiorando i 95° con una efficienza davvero molto bassa: 200 A – 25w, 300 A – 45w, 400 A – 62w; Per fare un esempio, la Zotac in oggetto è battuta in efficienza anche dalla Founders Edition, che genera con 200A 20w di calore, con 300A 35w e a 400A 44w. Le 16 fasi promesse dalla scheda, il numero più alto su una scheda 1080ti custom, in realtà ha ben poco senso con mosfet così inefficienti dal punto di vista termico ed energetico.

Questo ha reso necessario adottare una strategia non molto comune in schede di altri produttori. Zotac ha infatti separato il sistema di raffreddamento dei VRM del resto del sistema previsto per memorie e GPU. La scheda come è possibile vedere nelle foto qui sotto, dispone di un grande heatsink che rimane almeno nella parte di destra, praticamente inutilizzato. Le VRM infatti sono dotate di un piccolo (e crediamo non molto efficiente) heatsink autonomo che resta separato dal corpo della scheda.

Zotac GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme

Il problema però non è soltanto questo. Zotac, probabilmente per evitare che i due componenti potessero danneggiarsi a vicenda ha piazzato sull’heatsink principale un piccolo nastro in gomma, che non fa altro che bloccare il flusso di aria proveniente dalle ventole diretto verso l’heat sink del VRM. Ha in pratica isolato le VRM. Si tratta di un problema che purtroppo non è la prima volta che capita in questa generazione di schede NVIDIA, sebbene la prima con il produttore Zotac. In passato già EVGA era incappata con almeno un paio di schede in questo grossolano e banale errore di ingegnerizzazione con le schede EVGA GeForce GTX 1080 ACX 3.0,  EVGA GeForce GTX 1080 FTW DT ACX 3.0, EVGA GeForce GTX 1070 ACX 3.0, e EVGA GeForce GTX 1070 FTW DT ACX 3.0. Dopo un primo intervento del produttore, via update BIOS che in pratica tarpava le ali alle schede impedendo di raggiungere le temperature incriminate, EVGA si è decisa ad effettuare un richiamo delle schede o in alternativa ad inviare a tutti i possessori thermal pads aggiuntivi che andasse a sostituire quelli incriminati.

Zotac GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme

Tornando all’analisi della nostra Zotac, cosa significa quanto detto in termini prestazionali? Se non siete interessati a realizzare un sistema altamente efficiente dal punto di vista energetico, ben poco. Le prestazioni infatti sono in linea con quelle di altre schede della stessa fascia di prezzo, se non superiori, il punto è che che con un sistema di raffreddamento come quello messo in piedi da Zotac, non riuscire a sfruttarlo a pieno e tirare fuori qualche MHz in più è davvero un peccato.

Desiderosi di sfruttare al massimo le potenzialità di una scheda che sulla scehda promettere faville, e che è indubbiamente una delle schede più belle attualmente in circolazione, ci siamo rivolti a FUJIPOLY, forse il maggior produttore mondiale di thermal pads al mondo. I suoi prodotti, tutti di altissima qualità sono utilizzati in quei settori dove è essenziale una corretta dissipazione del calore, nel miglior modo possibile.

Tuttavia orientarsi nel loro immenso catalogo (di cui potete farvi un’idea qui) non è impresa facile. Abbiamo quindi deciso di affidarci direttamente ad un loro esperto spiegando le nostre intenzioni. In poco più di una settimana grazie all’aiuto della straordinaria Patricia Kollarikova, Sales Engineer di Fujipoly Europe Ltd. Eravamo già pronti a provare alcuni prodotti che potessero fare al caso nostro. In particolare la nostra prova è stata effettuata con i seguenti prodotti, tutti appartenenti alla famiglia Fujipoly Sarcon:

Gli ultimi due Thermal Pads, in particolare rappresentano il prodotto con la più alta conducibilità termica presente sul mercato

L’installazione dei pad termici è una operazione non troppo complicata, e almeno in questo caso specifico, non abbiamo dovuto rimuovere sigilli che potessero invalidare in qualche modo la garanzia. Nonostante questo sostituire pasta termica e pads potrebbe essere considerato manomissione della scheda e farebbe quindi decadere la garanzia del produttore. Prima di avventurarvi in una operazione di questo tipo, il nostro consiglio è verificare direttamente con il produttore i termini per la garanzia.

Avendo a disposizione prodotti aventi caratteristiche diverse, prima di procedere all’applicazione è stato necessario studiare un po’ le caratteristiche tecniche dei diversi prodotti. In particolare oltre ad individuare il corretto spessore dei thermal pads utilizzati originariamente dal produttore, è stato necessario valutare su quali dei componenti applicare i Thermal Pads più efficienti, nel nostro caso i Sarcon X-M, in ragione della compressione fornita dal serraggio delle viti.

Una volta rimosso l’heatsink dei VRM, abbiamo proceduto all’applicazione del Sarcon 150x-M, con spessore da 1,5mm direttamente sui VRM, lo stesso thermal pad è stato utilizzato anche per i mosfet della memoria, ma con spessore differente, 2.mm e 1,5mm. In questo specifico case non sarebbe stato necessario in quanto le temperature generate sono molto basse ed in linea con quelle di tutte le altre schede 1080ti (1.35v – 35A – 7 W).

Zotac GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme

Purtroppo non avevamo a disposizione un sample che facesse al caso nostro per la sostituzione dei thermal pads delle memorie. Quelli rimasti a nostra disposizione infatti avevano uno spessore eccessivo e non erano molto comprimibili, il che, una volta montata la scheda, faceva sì che il dissipatore non facesse abbastanza contatto sulla GPU determinando un aumento anomalo delle temperature. Siamo per questo motivo dovuti tornare ai pad originali (che avevamo fortunatamente conservato adeguatamente). Le temperature generali in questo senso avrebbero potuto essere anche migliori sostituendo i pad di memoria originali (di solito quelli usati nella grande produzione hanno un coefficiente di conducibilità tra i 2-3 W/m-K.

Zotac GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme

Prima di applicare un’altro strato di thermal pad sull’heatsink deI VRM (PG80A 13W/m-K, nella foto sotto in blu), in modo da permetterne il contatto con l’heatsink principale e la dissipazione del calore, abbiamo deciso di provare a lasciare l’heat sink libero, senza cioè alcun thermal pad e senza nemmeno il supporto in gomma, in modo da poter valutare l’impatto della sola sostituzione del thermal pad originale sui VRM. In questo modo le ventole hanno la possibilità di passare attraverso l’heatsink e raffreddare l’heatsink del VRM.

Zotac GeForce GTX 1080 Ti AMP! Extreme

La differenza di temperatura del comparto VRM è stata subito evidente con un calo che in full load ha sfiorato i 7/8 gradi, riportando le temperature della scheda ampiamente al di sotto del range di funzionamento originario.

Abbiamo poi ripetuto l’esperimento applicando il PG80A da 2mm tra l’heatsink delle VRM e quello principale della scheda. Anche in questo caso le temperature sono scese, ma in maniera ancora più massiccia. Grazie ad una migliore dissipazione del calore delle VRM, che ora in full load viaggiano con temperature intorno agli 80-85 gradi, contro i 95-100 precedenti, siamo quindi riusciti a modifica completata ad ottenere un calo complessivo che arriva fino ai 15 gradi!  Ricordiamo che una temperatura di 80-85 è pienamente nel range di funzionamento delle VRM.

Cosa comporta questo in termini sostanziali? Come abbiamo spiegato in apertura, la temperatura è uno degli elementi fondamentali del nuovo BOOST 3.0 di NVIDIA; abbassare la temperatura significa poter spingere in overclock la scheda ancora oltre, significa avere maggiore stabilità generale, ma è un vantaggio anche per chi non è intenzionato ad overcloccare manualmente. La scheda a temperature più basse infatti terrà il massimo boost per più tempo, senza cali improvvisi, regalandovi prestazioni decisamente più elevate e più stabilità generale.

Mentre con il sistema termico di fabbrica il boost della scheda supera solo per qualche secondo la soglia dei 2000 MHz, poi attestandosi intorno ai 1930 MHz. Con la mod questi valori cambiano totalmente. Senza alcun ritocco alla curva del voltaggio la scheda tocca i 2033 MHz di boost, attestandosi poi stabilmente sui 2012 mhz si tratta di una differenza di circa 80 MHz, ripetiamo senza alcuna modifica al voltaggio della scheda.

In overclock i risultati sono ancora più sorprendenti. La scheda infatti tocca un boost di 2150, attestandosi poi sui  2088 MHz di frequenza media mentre la temperatura rimane ancorata ai 67° gradi centigradi del core, e agli 86/87°del VRM, il tutto ben inteso in un case chiuso.

Commento finale

I thermal pads di Fujipoly fanno insomma egregiamente il loro lavoro, superando delle inefficienze progettuali davvero grossolane per un produttore importante come Zotac e sono sicuramente l’upgrade più efficace che possiate fare non soltanto per rendere meno calda la vostra scheda grafica ma anche, per le ragioni illustrate, più performante, indipendentemente dal fatto che abbiate intenzione di overclockare o meno la scheda. Sulle 1080 Ti infatti i vantaggi dell’overclock andrebbero sempre verificati in game, in quanto all’aumentare del clock non sempre corrisponde un effettivo incremento delle prestazioni di gioco, e solo qualche punto in più nei benchmark sintetici. Superato un certo limite, anzi, un eccessivo overclock  si traduce in una perdita di stabilità che influisce sul punteggio nei benchmarks e sulla resa generale della scheda. Senza contare che a meno di “shunt mod” e sostituzioni del bios di serie per eliminare il power draw limit, vi troverete ad avere a che fare ben presto con il limite di assorbimento energetico e di voltaggio che taglia le frequenze. Per quanto riguarda la Zotac in questione, si tratta di una scheda che tutto sommato fa egregiamente il suo lavoro e lo fa meglio di altre, grazie ad un OC molto spinto già di fabbrica. Tuttavia è una delle 1080ti premium più care in circolazione e da una scheda di questo tipo ci saremmo aspettati il meglio soprattutto sul piano della dissipazione del calore, che è l’unico aspetto che veramente differenzia le diverse custom che hanno più o meno prestazioni reali parogonabili con variazioni nell’ordine del 5/10%. Passi pure l’utilizzo di mosfet non propriamente efficienti (sono gli stessi per la cronaca utilizzati sulle 1070 più economiche sul mercato) tuttavia lasciare inutilizzato un sistema di raffreddamento gigantesco come quello della Zotac 1080 Ti AMP! Extreme e soprattutto ingombrante (quasi tre slot PCI Express) è davvero un errore grossolano che vanifica le potenzialità di questa scheda.  La modifica però ci ha regalato una scheda del tutto nuova, con una corretta dissipazione del calore e capace di offrire prestazioni di assoluto rilievo, probabilmente le più alte tra quelle registrate tra le 1080ti custom (escludendo le varie KingPIN o Lightning che utilizzano un PCB e una circuteria del tutto diversa).

Nintendo Direct di Xenoblade Chronicles 2, tutte le informazioni

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Season-pass, doppiaggio inlglese/giapponese e molto altro.

Si è da poco concluso il Nintendo Direct dedicato a Xenoblade Chronicles 2, la famosa serie RPG realizzata dai ragazzi di Monolith Soft disponibile dal 1 dicembre in esclusiva Nintendo Switch.

Il Nintendo Direct ha mostrato vari elementi del gioco, tra cui le vaste ambientazioni, il sistema di combattimento e i personaggi tramite un nuovo trailer che ci permette di comprendere meglio le vicende alla base del titolo. Faremo così conoscenza di Rex e Pyra e del loro legame speciale.

Ma le novità non si fermano qui. Nel gioco sarà presente la possibilità di scegliere tra doppiaggio Inglese/ Giapponese ( quest’ultimo scaricabile gratuitamente dal Nintendo Eshop) e sono stati confermati i sottotitoli in italiano.

Nintendo inoltre pubblicherà un aggiornamento gratuito per The Legend of Zelda: Breath of the Wild per Nintendo Switch e Wii U che introduce una nuova missione secondaria. Completando la missione, i giocatori potranno ottenere un costume da Rex, protagonista di Xenoblade Chronicles 2, per Link. Questo aggiornamento sarà distribuito dal 9 novembre.

Confermato anche il Season Pass per Xenoblade Chronicles 2, disponibile fin da subito al prezzo di €29,99.

Vediamo di seguito i contenuti presenti nel pass stagionale:

Oggetti di supporto per iniziare al meglio l’avventura –  1 Dicembre 2017
Nuove missioni per la storia principale– Gennaio 2018
Una nuova arma rara– Primavera 2018
Una nuova modalità “sfida” – Estate 2018
Una nuova storia aggiuntiva – Autunno 2018

Per finire, se ve la foste perso, vi lasciamo alla replica del Nintendo Direct sottotitolata in italiano:

Sonic Forces disponibile da oggi per Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One e PC

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sonic

Oggi viene lanciato anche l’episodio gratuito Shadow Add-On e la Day One Patch

Sonic Forces il fast paced platform del team che ha creato Sonic Colors e Sonic Generations, esce oggi su Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One e PC. Il gioco è lanciato con una Day One patch che ha diversi aggiornamenti, tra cui una modifica al sistema ring, che consente ai giocatori di riappropriarsi degli anelli dopo essere stati colpiti.

Per gli appassionati di Shadow, anche l’aggiunta dell’episodio Shadow Add-On sarà disponibile a partire da oggi. L’Add-On si concentra sulla backstory misteriosa tra Shadow e Infinite e include altre tre tappe di Shadow, oltre alla possibilità di vestire i panni di Shadow in oltre 10 Sonic Modern Stage. Quelli che hanno prenotato l’edizione Bonus di Sonic Forces Digital Bonus o l’edizione classica di Sonic Forces Physical Bonus Edition, riceveranno un costume Shadow per il loro Eroe Personalizzabile.

Per quelli che non hanno ancora acquistato Sonic Forces, sono ancora disponibili dei bonus per un periodo di tempo limitato, fra cui il pacchetto SEGA / ATLUS Pack Add-On, che offre una vasta gamma di accessori per ricreare l’aspetto di altre cinque icone SEGA / ATLUS per il tuo Eroe Personalizzabile!

In Sonic Forces, i giocatori sfrecceranno nei panni di Modern Sonic, catapultandosi in stage pericolosi come Classic Sonic e utilizzeranno nuovi e potenti gadget come Eroe Personalizzabile. Le battaglie sono caratterizzate da nemici iconici e potenti nuovi criminali, tra cui il dottor Eggman, Zavok e Metal Sonic che conducono la lotta contro il nemico più potente di Sonic, Infinite.

Intel e AMD si alleano per sfidare Nvidia

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Un’alleanza quasi senza precedenti.

Le indiscrezioni hanno finamente trovato conferma, Intel e AMD, hanno deciso di allearsi per  lanciare insieme l’assalto al settore dei chip per laptop. La partnership non è del tutto inedita, infatti c’è già stato un precedente, esattamente nel 1980. L’obiettivo dell’accordo attuale è quello di porre fine allo strapotere di Nvidia.

Il nuovo chip sarà pensato per laptop sottili e ultraleggeri, riducendo notevolmente l’ingrombro sulla scheda madre, e offrendo nuove soluzioni anche in termini di raffreddamento della macchina. Avrà inoltre abbastanza potenza per garantire performance eccezionali durante le sessioni di gioco. I laptop che monteranno il nuovo chip, non andranno a competere direttamente con quelli che montano i chip Ryzen di AMD. AMD ha infatti specificato che il chip realizzato in collaborazione con la società californiana è indirizzato ai videogiocatori hardcore, mentre i Ryzen ad un pubblico più generico.

A permettere questa unione è la tecnologia Embedded Multi-Die Interconnect Bridge (EMIB) di Intel, che permette di assemblare i componenti in maniera più semplice, in stile mattoncini LEGO per intenderci.

“Il nuovo prodotto farà parte della nostra famiglia Intel Core di ottava generazione e metterà insieme un processore Core ad alte prestazioni della serie H, High Bandwidth Memory di seconda generazione (HBM2) e una GPU di terze parti dedicata personalizzata per Intel, creata dal Radeon Technologies Group di AMD, il tutto in un singolo package”.

I primi prodotti arriveranno nel Q1 del prossimo anno.

Ubisoft, Watch Dogs gratis fino al 13 novembre

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In versione PC.

Ubisoft ha lanciato un’iniziativa davvero interessante. A partire da oggi, 7 novembre e fino al 13 novembre, tutti quelli che accederanno su Uplay al seguente link, potranno aggiungere Watch Dogs in versione PC alla propria libreria virtuale.

Se volete leggere la nostra recensione di Watch Dogs, potete farlo cliccando QUI.

Lucca Comics & Games 2017 con 4news.it, i titoli che abbiamo provato per voi in fiera

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Lucca Comics & Games 2017 si è appena concluso e le emozioni sono ancora forti. L’evento è il non plus ultra per gli amanti di fumetti, cinema e videogames, e come ogni anno soprattutto (ma non solo) a questi ultimi ha guardato la redazione di 4news.it, offrendo un coverage su quanto la fiera lucchese aveva da offrire.

Abbiamo trascorso tre giorni a spasso per la città, visitato i padiglioni di Bandai Namco, Nintendo e KOEI TECMO, con la possibilità di testare con mano alcuni dei titoli più interessanti in arrivo il prossimo anno su PlayStation 4, Xbox One, PC e Nintendo Switch. Tra questi, un occhio di riguardo lo abbiamo avuto per Dragon Ball FighterZ, Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno, A.O.T. 2 e naturalmente Monster Hunter World. Vi raccontiamo le nostre impressioni.

Siamo scesi nell’arena di Dragon Ball FighterZ

Dragon Ball FighterZ è in arrivo il prossimo 25 Gennaio 2018 su quasi tutti i sistemi di gioco, fatta eccezione per il momento per Nintendo Switch (ma si vedrà, secondo noi qualcosa bolle già in pentola). Nell’ultimo periodo sono tante le informazioni che stanno trapelando da parte del publisher, e a Lucca Comics & Games 2017 siamo stati al padiglione di Bandai Namco Europe per prendere posto ad una delle tante postazioni dedicate al titolo.

C’è poco da fare: Dragon Ball FIghterZ è uno dei picchiaduro che aspettiamo con più ansia il prossimo anno. Finalmente la direzione è tornata ad essere quella del 2D duro e puro, abbandonando le ambientazioni poligonali tridimensionali di Dragon Ball Xenoverse. L’effetto nostalgia è immediato, e si accompagna ad uno stile perfetto che immediatamente richiama le illustrazioni del manga e i disegni animati che tanto abbiamo apprezzato da bambini (e non solo).

I personaggi giocabili in fiera erano quelli finora annunciati, fatta eccezione per gli ultimissimi reveal del capitano Ginew, Nappa e compagnia. Abbiamo avuto modo di verificare come le animazioni, le mosse speciali cinematografiche e la reattività dei pg abbiano qualcosa di magistrale: è proprio Dragon Ball, frenetico, vivace, violento, e allo stesso tempo tattico. Le battaglie 3 vs 3 ricordano i primi titoli della serie e gli ultimi Budokai Tenkaichi, le barre delle abilità dei personaggi e il loro ingresso sulla scena vanno sapientemente dosati. La carne al fuoco è tanta, e con tutta probabilità molti nuovi eroi verranno aggiunti al roaster nei prossimi mesi, staremo a vedere. Per il momento è un SI’ gridato a piena voce.

Voglia di giocare la versione completa: 95/100

Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno ci riporta nel regno della poesia

Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno è il sequel dell’RPG di Level-5, arriverà in esclusiva per PlayStation 4 il prossimo 19 Gennaio. La versione demo mostrata al Lucca Comics & Games 2017 è probabilmente anche l’ultima che verrà realizzata da Bandai prima del rilascio ufficiale, e sinceramente stentiamo a credere che possa convincere gli scettici a “fare il salto”.

Ni no Kuni come saga o piace o non piace, c’è poco da fare. Inutile da parte degli sviluppatori di passare verso un action sempre più scoperto, strizzando l’occhio agli occidentali senza tradire gli orientali, che comunque rincontreranno probabilmente i personaggi del primo capitolo. Sì, perchè non solo Ni no Kuni II cambia lo stile dei combattimenti, ma anche i protagonisti. E’ lo stesso mondo di gioco, ma la trama vede avventurieri completamente nuovi impegnati in missioni tutte loro. Tutto ciò non ci impedisce di nutrire valide speranze per il team di sviluppo, ma sentiamo anche un pezzetto del nostro cuore venire meno.

Nella versione presente in fiera erano giocabili ben tre dungeon, peraltro studiati in modo tale da permettere al giocatore di prendere confidenza con il mondo di gioco e con le meccaniche “lente” della serie. Di fatto Ni no Kuni 2 è un RPG lungo, articolato e profondo: difficile esprimere un giudizio provandolo una mezzoretta ad un evento del settore, servono ore ed ore di gioco per testarne la qualità. Al momento tuttavia permane l’idea di un passo indietro e mezzo: i nuovi boss sono sembrati poco ispirati, gli ambienti asfittici, il level design non particolarmente curato. Sarà che da vedere c’è ancora tanto, sarà che la versione testata non è delle più recenti. Eppure sappiamo che questa saga, anche senza lo Studio Ghibli alle spalle, ha ancora molto da dare.

Voglia di giocare la versione completa: 70/100

Con A.O.T. 2 ci siamo fatti valere contro quei maledetti Giganti

Dopo aver salutato con la manina Mamma Bandai ci siamo avventurati nello stand Koch Media e Koei Tecmo per provare A.O.T. 2 su PlayStation 4, in arrivo in un giorno non meglio precisato del prossimo Marzo 2018. E’ evidente che le rifiniture devono ancora arrivare, e che la beta mostrata rappresenta una fase circa intermedia del processo di sviluppo, ma vogliamo valorizzare il lavoro di Koei Tecmo.

La seria di Attack On Titans è sicuramente di nicchia, ma incredibilmente valida. E se al primo A.O.T. ne seguirà un secondo, rifinito, più accurato, più divertente, il merito è di Koei Tecmo e Koch Media che hanno voluto credere nel progetto. La versione di prova della fiera permetteva di scendere subito in combattimento, perchè è quello il cuore del titolo – anche se non mancheranno trama, missioni e quant’altro, da buon Action RPG che si rispetti.

Il sistema di battaglia contro i maledetti ed infidi Giganti ci è sembrato frenetico, forse un tantino più rapido che tecnico, ma funzionale ed appagante. Scendendo in campo in compagnia dei nostri compagni è possibile mirare ad uno degli arti dei mostri per indebolirli, tranciarli e fare infine letteralmente a pezzi i Giganti. Gli obiettivi di ogni missione/battaglia prevedono anche di soddisfare determinate condizioni: per esempio di non far morire o perdere più di tot alleati, sistema non sempre semplice. Certo il divertimento è assicurato, resta da vedere quando verrà migliorata graficamente la versione di gioco, perchè un lifting è estremamente necessario. E del resto c’è anche tempo.

Voglia di giocare la versione completa: 80/100

Monster Hunter World potrebbe essere il gioco di caccia definitivo

A Lucca Comics & Games 2017, tra le altre cose, ci siamo scontrati con un Barroth, con un Anjanath e con un Rathalos. Non sono i nuovi nipotini di un Paperino preistorico, naturalmente, ma tre bestioni con i fiocchi che popolavano la versione demo di Monster Hunter World. Lo stesso Monster Hunter World che approderà nei negozi il 26 Gennaio 2018 su PlayStation 4 ed Xbox One.

Partiamo dai pregi: un colpo d’occhio niente male, il feeling dei titoli classici della serie, elementi che si accompagnano alla ricerca di uno svecchiamento delle meccaniche, per venire incontro anche ai nuovi giocatori appena arrivati. La salute dei mostri, come al solito, non è indicata a schermo, la reattività anche negli ambienti più ristretti è perfetta, il frame rate ci è sembrato piuttosto stabile (abbiamo testato la versione PlayStation 4, peraltro non completa: tutto sembra promettere bene).

Allo stand il gioco era pensato per offrire 3 missioni in tutto, una per ogni boss, e la salute/i danni offensivi dei mostri sono stati ritoccati per offrire a tutti un’esperienza piacevole che durasse tutto sommato quella manciata di minuti per permettere a tutti di provare il titolo. Speriamo in una versione definitiva che offra un livello di sfida adeguato, come da copione di un buon Monster Hunter. Il pericolo più imminente per World è la ripetitività degli scontri e i dubbi sull’impegno di una versione single player, ma è presto per esprimersi.

Voglia di giocare la versione completa: 85/100.

Recensione Wolfenstein II: The New Colossus

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“Se porti via la libertà agli americani, stai giocando col fuoco. Ci stai proprio gettando sopra benzina.” William B.J. Blazkowicz

Dove eravamo rimasti?

Il mondo ucronico di Wolfenstein vive in una realtà alternativa in cui i nazisti hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale. Tecnologicamente inferiori rispetto alla Germania estremamente ben equipaggiata, gli alleati stanno andando incontro ad una inesorabile sconfitta. Nel 1946, un commando si lancia in un’ultima, disperata operazione, a capeggiarla William B.J. Blazkowicz. La missione non va proprio come previsto e il buon B.J. finisce in un coma dal quale si risveglierà soltanto 14 anni dopo. Ormai il mondo è letteralmente “invaso” dai fott**i nazisti.

Wolfenstein II: The New Colossus, riprende il filo del discorso interrotto alla fine di The New Order. Attenzione: SPOILER. La sconfitta di Deathshead non ha portato ai risultati sperati. I nazisti hanno mantenuto e addirittura ampliato il loro controllo sul mondo. In particolar modo, gli Stati Uniti sono ancora e più che mai sotto il giogo di Hitler e delle sue avanzatissime truppe. Blazkowicz, non è al meglio, lo scontro con Deathshead, avvenuto sul Martello di Eva (il sottomarino rubato ai nazisti), lo ha ferito gravemente, avevamo addirittura temuto la sua dipartita e invece “Terror -Billy” ha la pellaccia dura e dopo un coma durato 5 mesi, Blazkowicz è costretto su una sedia a rotelle.

Dopo la morte di Wilhelm Strasse (Deathshead), Frau Engel, antagonista secondaria del precedente capitolo, viene promossa. Terribilmente sfigurata, Frau Engel farà di tutto per catturare e uccidere B.J.

Benvenuti negli Stati Nazisti D’America

The New Colossus è un action-adventure sparatutto in prima persona, incentrato sulla modalità in single-player. Ricalca i vecchi FPS degli anni 90, mantenendo come The New Order e Old Blood (il DLC) una struttura e delle meccaniche di gameplay di vecchia scuola. I due aspetti principali della produzione targata MachineGames, sono la narrativa e il gameplay. Per quanto riguarda la narrazione, essa si mantiene su livelli qualitativi molto elevati. Non si tratta soltanto di raccontare un dramma, una storia di morte e di terrore globale che ha posto fine a milioni di vite innocenti. Infatti in dosi ancora più massicce rispetto al primo episodio, il black humor, l’ironia per dirla in parole povere che permea il gioco è in totale contrasto con il regime totalitario nazista e le sue feroci azioni.

Gli eventi narrati, seppur surreali e al limite del fantastico, hanno una loro coerenza di fondo e anche grazie a trovate davvero geniali, l’intreccio narrativo risulta essere solido e convincente. Il linguaggio, gli eventi, le situazioni, in stile tarantiniano, sono tutti elementi che ci vengono proposti senza alcun filtro. Non si avverte mai che uno dei citati elementi sia fuori posto o stoni con il contesto di gioco, anzi, ogni battuta, ogni azione, ogni parola è pensata per stare alla perfezione nel mondo ucronico di Wolfenstein. Blazkowicz, il nostro ammazza-nazisti, è un omaccione alto 190 cm e dal peso di 111 chili. Ne ha passate veramente tante. Il suo obiettivo? Non soltanto eliminare la feccia nazista dal pianeta, ma far sì che l’umanità e soprattutto la sua futura famiglia possano vivere in un mondo libero e giusto. Il suo personaggio è stato caratterizzato al meglio, diciamo anche in maniera eccelsa. Non è soltanto un “Ercole” dai capelli biondi, ma un esempio di vita. Mai arrendersi, lottare sempre per ciò che si ama e si crede.

Per quanto invece riguarda il gameplay, The New Colossus riprende le meccaniche di gioco di The New Order. Un FPS frenetico, un arsenale trasportabile ingente, caratterizzato da centinaia e centinaia di munizioni, salute rigenerabile soltanto in parte e una quantità di nemici da crivellare a colpi di proiettili tradizionali e non, notevole. Il gioco in se è suddiviso in due distinte parti, come detto, dopo un coma durato 5 mesi, B.J. sarà costretto inizialmente ad affrontare la feccia nazista su una sedia a rotelle e con un quantitativo di salute davvero limitato. E’ fantastico tentare l’approccio furtivo su una sedia a rotelle, non è limitate, tutt’altro. Ci sentiremo a nostro agio a guidare il vecchio Blazkowicz per il Martello di Eva a trucidare i nazisti. La “costrizione” comunque durerà per una mezz’oretta, dopodiché, attraverso una scelta narrativa che non vi sveleremo, il nostro protagonista riuscirà a tornare sulle sue gambe.

“Mi venga un colpo se crescerò i miei figli in un mondo dominato dai bastardi nazisti”

Da questo momento in poi, il gioco darà il meglio di se. Fra gli aspetti che lo differenziano rispetto a The New Order, c’è sicuramente la mappa. Non avremo soltanto una strada disponibile ma bensì, diverse alternative possibili. Potremo sgattaiolare giù per i condotti e sorprendere un nemico alle spalle, arrampicarci sulle sporgenze, contraddistinte dal colore giallo e aspettare il momento giusto per sventrare di soppiatto un nazista o un supersoldaten, oppure decidere di farci strada ad armi spianate, consapevoli del fatto che i colpi nemici, se ben assestati, ci manderanno diritti al creatore. Inoltre, c’è da tenere in considerazione che per ¾ dell’avventura l’approccio ad armi spianate non ripagherà; la salute di Terror-Billy sarà soltanto del 50% a fronte dell’armatura che arriverà al 200%.

I medikit, sparsi per gli scenari di gioco, seppur in buone quantità, non ci aiuteranno contro i soldati corazzati, gli androidi da combattimento e i droni, portandoci il più delle volte a sentirci “con le spalle al muro”, quasi impotenti. Wolfenstein II, ci chiede di agire in maniera silenziosa, di pianificare al meglio le nostre mosse e aspettare il momento giusto per agire. I nemici, seppur non brillanti dal punto di vista dell’intelligenza artificiale, quando faremo scattare l’allarme, inonderanno letteralmente lo schermo. Sapranno come sorprenderci alle spalle e anche gli Ubercommanders, sapranno darci filo da torcere. A rendere le cose più interessanti nel corso dell’avventura, ci penseranno tre simpatici innesti meccanici. Il costrittore comprime il torace permettendoci di attraversare tubature minuscole, l’ariete, una sorta di corpetto, incrementa la forza bruta e infine l’ultimo, il bipode, estende i nostri arti inferiori, permettendoci approcci sopraelevati e terrorizzando i soldati per un frazione di secondo. Vien da se quindi che a seconda delle abilità aggiuntive che tali innesti ci conferiranno, diversi saranno gli approcci e le possibilità esplorative del titolo.

Una lotta per la libertà

Rispetto a The New Order, sono state introdotte anche alcune quest secondarie. Uccidendo gli Ubercommanders, otterremo una parte del codice enigma da utilizzare a bordo del Martello di Eva nella macchina Enigma per decifrare il codice e conoscere l’esatta ubicazione del comandante. Da qui poi partirà un intermezzo animato, che a bordo di un elivelivolo o di un piccolo sommergibile ci porterà ad affrontare la missione secondaria. Inoltre, sempre a bordo della “Mother Base” potremo entrare in contatto con altri personaggi, i quali ci proporranno diverse attività che ci faranno ottenere delle ricompense. La produzione, trattandosi di un gioco pensato per il single player, punta molto sulla rigiocabilità. Infatti, dopo aver concluso la campagna principale, sicuramente saremo incentivati a rigiocare il titolo, per scegliere approcci diversi, ricercare i tanti collezionabili:  carte stella, giocattoli di Max, bozzetti, oro, dischi e carte della morte o per scoprire alcune cutscenes legate ai personaggi di Wyatt o del fedele Fergus.

Un’arma per ogni occasione

Per quanto riguarda l’armamentario a disposizione, abbiamo 8 armi: le accette, utili negli scontri corpo a corpo, dalla distanza o per aprire i condotti, la fedele pistola, che se potenziata attraverso gli appositi kit, ci permetterà di aggiungere un comodo silenziatore per gli approcci furtivi, la mitragliatrice Maschinenpistole, anch’essa silenziabile, lo Sturmgewehr, comodissimo anche per i colpi dalla distanza, lo Schockhammer, un fucile a pompa con tre canne rotanti, la Kampfpistole a colpo singolo che spara proiettili esplosivi, il Laserkraftwerk, non soltanto utilissimo per aprire grate e casse di ferro, ma anche per abbattere nemici corazzati con pochi colpi, infine le Handgranate e le armi pesanti, quest’ultime le potremo ottenere abbattendo i nemici.

Ogni arma, ad esclusione di quelle lasciate dai nemici, potrà essere potenziata, ci sono 3 slot disponibili, con gli appositi kit sparsi nelle mappe di gioco. Ognuna di esse ci aiuterà nel difficile compito di eliminare la piaga nazista dal mondo. Abbiamo approcciato il gioco a tre differenti livelli di difficoltà: Non farmi male, Fatevi sotto e Ora si fa sul serio. Dobbiamo dire che sebbene il livello di difficoltà fosse differente, abbiamo trovato parecchie difficoltà a superare alcuni punti. Un po’ per la scarsità di ripari disponibili, un po’ per la vemenza con cui alcuni nemici ci braccavano e ci colpivano con qualsiasi cosa in loro possesso. I nemici non si sono mai rivelati scaltri, tenderanno a spararci contro e a ripararsi dietro al primo riparo disponibile. Non useranno tattiche di accerchiamento o simili ed infatti è capitato spessissimo che decine di nazisti si mettessero letteralmente in fila pronti ad essere devastanti dalle nostre bocche di fuoco.

La progressione del giocatore è inoltre scandita dai talenti (Furtività, Caos e Tattica), a seconda di cosa faremo, otterremo dei bonus aggiuntivi. Uccidendo un certo quantitativo di nemici di soppiatto, potremo muoverci più velocemente da abbassato, uccidendo gli Ubercommanders, oltre ad avere una porzione di codice enigma, gli allarmi dei comandanti si incepperanno e richiederanno più tempo per essere attivati, uccidendo i nemici con le asce, aumenteremo la capacità massima di asce, uccidendo i nemici con armi pesanti, aumenteremo le munizioni delle armi pesanti staccate dai supporti  e così via.

“Prima di tutto sappiate che non sono un nazista”

Dal punto di vista grafico, Wolfenstein II: The New Colossus non ha niente da invidiare ad altre produzioni. L’engine utilizzato è lo stesso di DOOM e di Dishonored 2, ovvero l‘id Tech 6 che ha permesso agli sviluppatori di realizzare ambientazioni davvero pregevoli, caratterizzate da effetti di luce e particellari impressionati, oltre ad aver portato ad un consistente passo in avanti sul fronte delle animazioni e degli shader, di gran lunga più convincenti e realistici rispetto a The New Order. Alcuni dei problemi della passata produzione però permangono anche in The New Colossus, è evidente la presenza di texture in bassa risoluzione e di modelli poligonali non sempre convincenti. Il colpo d’occhio complessivo però è davvero notevole. Non abbiamo rilevato particolari bug, se non qualche sporadica compenetrazione e qualche soldato che dopo un colpo di pistola finiva a 30 metri più in la. Dal punto di vista sonoro, la colonna sonora è qualcosa di sublime, ogni pezzo musicale è stato pensato per essere riprodotto al momento giusto. Il doppiaggio in italiano è di buona qualità, anche se in alcune battute il buon B.J. ci è sembrato leggermente sottotono rispetto ad altri personaggi. Da rivedere invece il lip-sync spesso fuori sincro.

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Wolfenstein II: The New Colossus
8.7 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4, XBOX One, PC, Switch
Pro
    - Blazkowicz è più in forma che mai
    - Tecnicamente ben fatto
    - Plot narrativo solido e convincente
Contro
    - Intelligenza artificiale poco brillante
    - Ruota per la selezione delle armi ancora troppo macchinosa
Riassunto
Wolfenstein II: The New Colossus lo possiamo considerare come lo sparatutto perfetto. Old style, cazzuto, rozzo, frenetico ma al contempo: profondo, toccante e riflessivo. E' una vera e propria opera d'arte, degna del miglior Quentin Tarantino, caratterizzata da un gameplay appagante e una trama geniale e ricca di colpi di scena, forse un tantino fuori di testa e surreale ma nel complesso coerente con quanto accade nel mondo ucronico di Wolfenstein. Se amate il genere, se amate William Joseph Bazkowicz, noto come Terror-Billy, davvero non potete lasciarvi scappare questa pietra miliare degli sparatutto in single player.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

GUIDA Cuphead, come sconfiggere i boss del mondo 2

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La seconda parte della nostra guida ai boss di Cuphead.

Dopo aver analizzato nella precedente guida i boss del primo mondo di Cuphead torniamo oggi con la seconda parte dedicata questa volta ai boss presenti nel mondo 2, ovvero:

  • Baroness Von Bon Bon
  • Beppi the Clown
  • Djimmi the Great
  • Grim Matchstick
  • Wally Warbles

Baroness Von Bon Bon

Come per quasi tutti i boss di Cuphead anche la battaglia contro la Baronessa Von Bon Bon si dividerà in diverse fasi, per la precisione due, con la prima nettamente più difficile della seconda. Ma andiamo a vederle nel dettaglio:

Fase 1:  Tirapiedi di zucchero

La prima fase contro la Baronessa Von Bon Bon è caratterizzata dallo scontro contro 3 tipi di tirapiedi, su un totale di 5 disponibili,ma l’ordine ed il tipo di nemico che sconterete sarà completamente casuale. Inoltre il primo e secondo scontro contro i tirapiedi sarà accompagnato da piccoli soldati gommosi che dovrete cercare di evitare, rendendo il tutto più complicato.

Vediamo nel dettaglio i possibili mini-boss che potreste scontrare:

  • Macchina lancia-gomme: probabilmente il più facile degli scagnozzi da sconfiggere. Cercate di restare nell’angolo sinistro dello schermo, il più lontano possibile da lui, e continuate a sparare, cercando di evitare le caramelle gommose che lancerà in aria.
  • Jawbreaker: un palla (simile a Pac-man) che si comporterà esattamente come se fosse un missile a ricerca. Cercherà lentamente di venirvi addosso, evitatelo saltando oltre di lui e continuate a sparare.
  • Waffle: Waffle si muoverà in modo del tutto casuale per tutto lo stage. Nel momento in cui si fermerà cercate di allontanarvi il più possibile da lui, perchè il suo attacco risulterà veramente vasto, capace di colpire in ogni direzione.
  • Cupcake: scontro abbastanza tosto. Salterà continuamente per tutto lo scenario e l’unico modo per evitarlo è stargli il più lontano possibile. Cercate di usare anche la piattaforma al centro dell’arena per aiutarvi negli spostamenti.
  • Candy Corn: Con ogni probabilità il boss più difficile di tutti quelli presenti.Candy Corn si muoverà in modo del tutto casuale, risultando difficile da schivare. Come per Cupcake cercate di usare a vostro vantaggio la piattaforma nel centro dell’arena. Inoltre Candy Corn rilascerà nello scenario alcune mini versioni di se stesso, rendendo il tutto ancora più difficile.

Fase 2: Castle Chariot

Una volta sconfitti i 3 scagnozzi della Baronessa Von Bon Bon inizierà questa nuova fase, nettamente più semplice della precedente, in cui la Baronessa salirà sopra il suo castello e vi inseguirà. Saltate sopra la piattaforma volante ed iniziate a sparare al boss.

La baronessa in questa fase avrà 2 tipi di attacco:

  • Mentina rotolante: Il castello vi sputerà contro una gigantesca mentina che rotolerà verso di voi. Cercate di satare oltre, o semplicemente restate sopra la piattaforma per evitarla facilmente.
  • Lancio della testa: la Baronessa Von Bon Bon vi lancerà contro la sua testa, che sarà veramente fastidiosa. vi seguira in continuazione, costringendovi cosi a restare sempre in movimento per evitarla. Continuate a muovervi senza rimanere troppo tempo nello stesso punto e riuscirete a schivarla senza troppi problemi.

Per superare questa fase dovrete sparare alla baronessa, in quanto sparare solo al castello non produrrà alcun danno al boss e alla fine congratulazioni, avrete sconfitto il primo boss presente nel nuovo mondo di Cuphead!

Beppi the Clown

Il secondo boss che affronterete nel nuovo mondo di Cuphead sarà Beppi the Clown. Uno scontro tutt’altro che facile  diviso in 4 fasi.

Fase 1: Autoscontro

Beppi inizierà lo scontro stando all’interno di un autoscontro che userà per spostarsi velocemente verso di voi. In questa fase gli attacchi di Beppi saranno essenzialmente due:

  • Papere: Delle papere a forma di bersaglio fluttueranno lungo tutto lo stage. andare a sbattere contro di loro vi toglierà vita (a meno che non siano le classiche di colore rosa), quindi fate attenzione mentre saltate e cercate di distruggerle per agevolarvi lo scontro.
  • Autoscontro: Beppi muoverà la macchina a sinistra e a destra, cercando di venirvi addosso. Potrete evitare il suo attacco semplicemente saltando oltre la sua vettura.

Dopo pochi colpi Beppi cadrà sul fondo dello stage e passerete alla fase successiva.

Fase 2: Beppi Pallone

Poco dopo essere precipitato Beppi tornerà al centro dello scenario, questa volta sotto forma di Pallone gonfiabile. Cercate di restare il più possibile sotto di lui e sparate alla sua faccia. Beppi in questa fase vi manderà contro dei palloncini a forma di cane (che dovrete schivare) ed un carrello tipico delle montagne russe sul quale dovrete saltare evitando dei manichini seduti nei vari posti.

Una volta che avrete sparato abbastanza volte a Beppi la sua testa esploderà e sarete pronti a passare alla terza fase di questo boss.

Fase 3: Beppi a cavallo

Beppi tornerà sulla scena su di un cavallo meccanico. I suoi attacchi cambieranno in base al colore del cavallo. Se è verde sputerà due ferri di cavallo che voleranno verso l’alto e verso il basso. Se il colore invece è giallo i ferri di cavallo che sputerà saranno molti di più e molto più veloci, anche se sostenzialmente andranno dritti. Per evitare questi attacchi cercate di restare ai lati dello schermo il più possibile.

Ma non sarà per nulla semplice vista anche la presenza in questa fase del carrello delle montagne russe visto nella fase precedente, che vi costringerà a muovervi in continuazione. cercate di concentrarvi il più possibile sui vostri movimenti e sparate quando possibile a Beppi. Una volta che sarà caduto da cavallo inizerà l’ultima fase di questo fastidioso boss.

Fase 4: Beppi giostra

Superata la fase precedente non dovreste avere particolari problemi a concludere quest’ultima. Beppi farà il suo ultimo ritorno nei panni di un Carosello gigante. Dalla sua testa scenderanno delle piattaforme che si muoveranno da sinistra verso destra e sulle quali dovrete saltare. Continuate a saltare di poattaforma in piattaforma continuando a sparare alla faccia di Beppi.

Come nelle precedenti fasi sarà presente il carrello delle montagne russe, inoltre Beppi di tanto in tanto rilascerà dei pinguini che vi attaccheranno dal basso tirandovi delle palle da Baseball. Non appena li vedete distruggete questi ultimi dando a loro la proprità. Continuate a sparare ed in poco tempo avrete sconfitto anche Beppi. Congratulazioni.

Djimmi the Great

Ed ecco tornare anche gli scontri aerei, come è stato nel mondo 1 di Cuphead con Hilda Berg. Questa volta ce la vedremo contro DJimmi the Great, il classico “genio della lampada” in uno scontro composto da 5 fasi.

Fase 1: Djimmi the Great

In questa prima fase Djimmi rimarrà nell’angolo destro dello schermo, attaccandovi con una serie di attacchi casuali. Cercate di non restare vicino di lui perchè vi manderà contro il suo teschio.

Gli altri suoi attacchi saranno casuali ed arriveranno da uno scrigno ai “piedi” del genio:

  • Lancio di gioielli: Djimmi vi lancerà contro una serie di gioielli, che potrete evitare muovendovi lentamente dall’angolo in alto a sinistra verso il basso.
  • Gatti sarcofagi: piccoli sarcofagi a forma di gatto voleranno fuori dalla cassa e rilasceranno uno sciame di piccoli gatti-scarabeo che dovrete evitare usando l’abilità di rimpicciolire l’aereo.
  • Spade: Circa 4 spade usciranno fuori dalla cassa e vi verranno addosso e  cercate di evitarle.

Una volta che avrete recato abbastanza danno a Djimmi passerete alla fase successiva.

Fase 2: Colonne

Djimmi in questa fase non vi attaccherà ma vi ostacolerà creando delle colonne che dovrete cercare di schivare. per passare questa fase sparate alle parti di colonna con il volto di Djimmi.

Ripetete questa azione qualche volta cercando di evitare le spade e le lame presenti nello scenario e passerete alla fase successiva.

Fase 3: Sarcofago

Dopo aver superato la sezione con le colonne Djimmi si trasformerà in un enorme sarcofago. Quando il sarcofago si apre Djimmi vi manderà controqualche piccolo fantasma che vi girerà intorno. In quel momento, cercando di evitare i fantasmi, dovrete sparare alla cosa rossa che esce fuori dal sarcofago, in quanto è l’unico modo per superare questa fase.

Come sempre, una volta colpito abbastanza volte, avrete completato anche questa fase.

Fase 4: Pupazzo

In questa fase il genio creerà una marionetta con le sembianze di Cuphead. Come potete immaginare con questa trasformazione Djimmi vi attaccherà sparando proiettili direttamende dalle dita esattamente come farebbe Cuphead.

Concentratevi sul pupazzo e cercate di evitare il cappello del genio che occasionalmente comparirà sullo stage. Una volta colpito abbastanza volte il genio si mostrerà nella sua ultima forma.

Fase 5: Grande Djimmi

Una volta che Big Djimmi apparirà nello scenario indietreggiate il più possibile. Lui muoverà le sue mani in continuazione con movimenti circolari, inoltre accanto a lui si creeranno 3 mini-piramidi che dovrete assolutamente evitare. Ogni volta che le sue mani si muovono correte verso il centro dell’arena per restare al sicuro.

Big Djimmi in questa fase avrà due titpi di attacco, che sapranno essere molto fastidiosi:

  • Raggio dall’occhio: Djimmi occasionalmente lancerà dai suoi occhi dei piccoli raggi a forma di cerchio che lentamente si avvicineranno a voi. Volate lontano da loro per non farvi colpire.
  • Raggio dalle piramidi: Le tre piramidi per tutta la fase fluttueranno intorno a voi nel centro dell’arena. Occasionalmente una delle piramidi aprirà il suo occhio e sparerà in tutte e 4 le direzioni. In questo caso muovetevi in diagonale per evitare il raggio.

Dopo averlo colpito abbastanza volte vi porterete a casa anche questa vittoria!

Wally Warbles

Cuphead vi metterà di fronte ad un nuovo scontro aereo.  Dopo Djimmi the Great questa volta è il turno di Wally Warbles. Per battere Wally Warbles dovremo superare 4 fasi.

Fase 1: Wally Warbles

Wally non è altro che un uccello troppo cresciuto bloccato all’interno di un orologio a cucù. La prima fase dello scontro non sarà molto difficile. Cercate di posizionarvi nel lato basso a sinistra e da li sparate, cercando di fare attenzione agli attacchi di Wally.

Vediamo di seguito i vari attacchi con i quali colpirà in questa fase:

  • Lancio di uova: Come tutti gli uccelli Wally può lanciare fuori dalla sua bocca delle uova veramente grandi, che una volta colpito il fondo dello schermo esplodono, rilasciando scaglie attorno alla zona colpita. il modo migliore di evitare queste uova è spostarsi in alto o in basso a seconda della situazione, restando sempre ai limiti dello schermo.
  • Uccellini: Wally farà comparire dei piccoli uccellini armati di chiodi sopra la propria testa che non esiterà a lanciarvi contro. Le raffiche sono da 4 e schivarli non sarà per nulla complicato.
  • Missili dalle dita: Wally occasionalmente si trasformerà la propria testa in un guanto gigante e lancerà missili dalle dita. Cercate di evitarli restando in movimento.

Una volta che lo avrete colpito abbastanza sarete pronti a passare alla fase successiva.

Fase 2: Attacco di piume

In questa fase Wally avrà un solo attacco (oltre agli uccelli della fase precedente che torneranno anche in questa). Si posizionerà sulla destra dello stage e vi attaccherà lanciandovi contro una marea di piume. Concentratevi esclusivamente sullo schivare le piume e successivamente, non apppena l’uccello finirà la sua mossa, sarà il momento giusto per attaccare. Continuate a schivare le piume e ad attaccare quando Wally si ferma, in men che non si dica avrete superato anche questa fase ed il pennuto “morirà”.

Fase 3: Wally Jr.

Al suo posto in questa fase avremo suo figlio, Wally Jr, che si muoverà in una secie di ufo circondato da uova acuminate.Quest’ultime durante lo scontro si muoveranno verso l’interno e l’esterno dello schermo, e di conseguenza per evitarle dovrete muovervi nella direzione opposta.

Wally Jr avrà anche un altro attacco, che consisterà nello spararvi dei proiettili grazie una piccola ray gun. I proiettili saranno sempre rosa quidi potrete facilmente contrastarli per aumentare l’indicatore degli attacchi super.

Una volta che avrete sconfritto anche Wally Jr, il Wally iniziale farà la sua ultima apparizione nella fase finale dello scontro.

Fase 4: Wally in barella

Per completare facilmente lo scontro cambiate il vostro attacco base con la nuova bomba sbloccata prima dell’inizio del livello. Rimanete nell’angolo alto a sinistra dello schermo e sparate quante più bombe possibili.

In questa fase dovrete fare attenzione agli attacchi dei paramedici accanto a Wally che si dividono in 3 tipi:

  • Lancio di pillole: I paramedici lanceranno delle pillole in aria. Ognuna avrà direzioni differenti, per questo vi consigliamo di restare il più lontano possibile dai paramedici in modo da analizzare meglio dove finiranno le pillole lanciate.
  • Garbage face: La testa di Wally si trasformerà occasionalmente in un bidone della spazzatura e vi lancerà contro appunto della…spazzatura. Evitate tutto ciò che vi tira contro e sperate che npon utilizzi molto questa mossa dal momento che potrebbe rendere lo scontro fin troppo caotico.
  • Attacco di cuore: il cuore di Wally occasionalmente verrà fuori dalla gola e vi lancerà proiettili verso di voi. Quando accade sparate quando potete al cuore e schivate i proiettili rimpicciolendo il vostro aereo.

Superato questi attacchi e colpito a sufficienza Wally morirà definitivamente. Avanti tutta con Cuphead!

Grim Matchstick

Finalmente lo scontro finale del secondo mondo e, purtroppo, anche lo scontro più difficile finora affrontato in Cuphead. La battaglia si dividerà in 3 fasi che metteranno a dura prova la vostra pazienza e resistenza.

Fase 1: Grim Matchstick

Come avevamo annunciato qui le cose iniziano a farsi più difficili. Anche questo scontro come i 2 precedenti si svolgerà in aria, con la differenza però che in questo non potrete fare affidamento sul vostro fido biplano. Dovrete saltare lungo una serie di nuvole create in modo casuale, quindi non sempre adatte o posizionate al meglio per schivare i colpi nemici.

Il nostro consiglio è quello di prendere dimistichezza con queste nuvole ed il pattern di attacco del nemico, in modo da comprendere con vari tentativi le nuvole giuste da utilizzare.

Grim Matchstick è essenzialmente un drago che in questa prima fase presenterà 3 attacchi possibili:

  • Laser dagli occhi: Grim dai suoi occhi vi sparerà contro dei raggi, di cui l’ultimo della serie sarà sempre di colore rosa. Saltate da nuvola in nuvola per evitare i raggi.
  • Colpo di coda: Grim farà passare la coda per qualche istante sotto di voi, per poi alzarla in alto quasi a creare un muro che non dovrete assolutamente colpire. Mossa relativamente semplice da schivare visto che avrete abbastanza tempo per cambiare posizione
  • Palla di fuoco: Grim da buon drago quale è vi potrà lanciare contro anche delle palle di fuoco. Può anche lanciarne due in successione ed il modo migliore per evitarle è quello di attendere fino all’ultimo momento per passarci al di sopra o al di sotto sfruttando le nuvole.

Fase 2: Marcia di fuoco

Grim in questa fase apparirà sulla sinistra tirando fuori la sua lunga lingua. Sopra di essa il drago creerà delle piccole fiammelle che dovrete evitare restando sulle nuvole. Sparate al drago trovando la giusta posizione e state attenti alle fiammelle che vi verranno incontro non appena entrati nel loro raggio di azione. Evitatele quando si avvicinano saltando da nuvola a nuvola, cercando poi il tempismo adatto per coordinare schivate e attacchi al drago.

Fase 3: Hydra

Ed ecco la fase finale ed anche la più difficile di questa boss fight. Grim questa volta vi lancerà a ripetizione delle piccole palle di fuoco che non dovrete assolutamente colpire ma solo evitare.

Cercate di mirare alla testa dell’ Hydra, saltando da nuvola a nuvola e stando contemporaneamente attenti alla testa centrale che si trasformerà in un autentico lanciafiamme, capace di coprire una vasta area dello stage. Cercate quindi di rimanere il meno possibile al centro ed usate al meglio le nuvole.

Dopo molta fatica siamo sicuri che riuscirete a portarvi a casa anche questa vittoria, completando così tutti i boss presenti  nel secondo mondo di Cuphead.

Sperando di essservi stati di aiuto, 4news vi da appuntamento alla prossima parte della guida, dedicara ai boss del mondo 3 di Cuphead.

Guida Assassin’s Creed Origins, dove trovare tutte le Statue di Tolomeo e gli Eremi nascosti

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La prima guida ai collezionabili di Assassin’s Creed Origins.

Il mondo di Assassin’s Creed Origins è uno dei più vasti di sempre, e racchiude tantissimi segreti. Tra i collezionabili del titolo possiamo citare i Papiri, le Statue di Tolomeo, gli Eremi, i materiali per il crafting: tutte elementi di gioco su cui vi forniremo una serie di guide in tempi brevi.

Qui potete trovare intanto tutti i consigli e trucchi per iniziare.

Nota: dal momento che il titolo è stato rilasciato poco tempo fa, su Youtube non è ancora possibile reperire video esplicativi delle fasi più avanzate di gioco. Ci occuperemo di aggiornare l’articolo non appena sarà possibile.

Oggi analizziamo le Statue di Tolomeo e gli Eremi disseminati per l’Egitto. Le Statue di Tolomeo sono strutture edificate dai suoi seguaci in varie regioni del continente. Bayek ha la possibilità di avvicinarsi ad esse e di distruggerle con più colpi consecutivi dell’arma principale. Togliendole di mezzo guadagnerà punti esperienza, utili per salire di livello e potenziarsi. Ma attenzione: se le statue sono presidiate, le guardie vi attaccheranno, il vandalismo non è visto di buon occhio nell’antico Egitto.

Gli Eremi sono invece dei santuari, in numero molto minore, nascosti per la mappa. Sostando presso ciascuno di essi guadagnerete un punto abilità: dunque è assolutamente fondamentale trovarli tutti il prima possibile, così da potenziare il nostro albero delle abilità di Bayek e fargli assumere nuove potenzialità.

Cominciamo con la prima guida, allora!

Dove trovare tutte le Statue di Tolomeo

Statua di Tolomeo N.1 – Siwa

La prima Statua di Tolomeo si trova a Siwa, area iniziale di Assassin’s Creed Origins. Recatevi attraverso il Siwa Nomad Bazaar e proseguite verso nord. Noterete un triangolo formato dall’intersezione di tre diversi sentieri, lasciando scoperta un’area centrale che, appunto, ospita la statua.

Ed eccovi un video, ringraziando Forcedsun Gaming.

Statua di Tolomeo N.2 – Ippodromo

Per distruggere la seconda statua dovrete recarvi a Kanopos. Una volta giunti lì, andate all’Ippodromo Lageion (zona nord della mappa della regione) e con circa cento passi verso nord dovretere un mercato. Tra due strutture vi aspetta la statua.

Ed eccovi un video, ringraziamo Neilypenguin.

Statua di Tolomeo N.3 – Ovest di Alessandria

Questa statua si trova nei pressi del Lago Mareotide, recetevi nella zona nord-ovest del lago, ovvero ad ovest della città di Alssandria. A sud ovest di una baia molto stretta troverete una strada con la statua sul lato destro.

Ed eccovi un video, ringraziamo Neilypenguin.

Statua di Tolomeo N.4 – A Sud della tenuta di Apollodoro

Recatevi a Kanopos, poi alla tenuta di Apollodoro. Ora, uscite dalla tenuta in direzione sud e giunti alla biforcazione proseguite sulla direzione sinistra. Più avanti c’è uno stabile, con la statua accanto ad esso.

Statua di Tolomeo N.5 – Sud di Sais

Recatevi nei territori di Sapi-Res. Proseguendo sulla strada principale per Sais, noterete la statua da distruggere prima di entrare nella città.

Statua di Tolomeo N.6 – Tempio di Hapi

Recatevi nella regione di Ineb-Hedjet, poi alle rovine del tempio di Hapi, ovvero nella zona sud di Kerkasoros. Sul sentiero principale che parte dal tempio troverete la statua di Tolomeo.

Statua di Tolomeo N.7 – Mefkat

A Mefkat, troverete questa statua in un villaggio messo a fuoco dai tolemaici, ad overst dell’area di Mefkat.

Statua di Tolomeo N.8 – Per Ousir

Ancora una volta recatevi nella regione di Ineb-Hedjet, poi nella zona a nord est di Per Ousir, e noterete la statua sul lato ad est della strada principale.

Statua di Tolomeo N.9 – Torre di Guardia di Hugros Crossing

Rieccovi di nuovo ad Ineb-Hedjet: recatevi nella zona più a nord della regione, quindi vederete la statua situata accanto alla Torre di Guardia di Hugros Crossing. Accanto c’è di nuovo una biforcazione.

Statua di Tolomeo N.10 – Philoteris

Recatevi a Faiyum, dopo di chè nella zona ad ovest di Euhemeria, cioè nell’angolo più a sud di Faiyum.

Statua di Tolomeo N.11 – Kerkasoros

Tornate nella regione di Ineb-Hedjet. A Kerkasoros, vicino ad un piccolo sito in costruzione, troverete la statua di Tolomeo.

Statua di Tolomeo N.12 – Nord-ovest dell’Oasi di Faiyum

Presso l’Oasi di Faiyum, recatevi alla piazza dei greci e poi a sud, sempre nella zona nord-ovest dell’oasi.

Statua di Tolomeo N.13 – Nord di Krokodilopolis

Restando nell’Oasi di Faiyum, recetevi a nord di Krokodilopolis, troverete la statua presso la seconda piazza greca attualmente in costruzione.

Statua di Tolomeo N.14 – Centro di Libue

Partite dalla zona a nord di Siwa, per poi proseguire verso nord verso Libue: noterete la statua di Tolomeo all’intersezione delle vie.

Statua di Tolomeo N.15 – Punto d’osservazione di Udjat Apiary

Recatevi nel territorio di Im-Khent, per poi proseguire verso il punto di osservazione di Udjat Apiary. Ora, partendo da Udjat Apiary, proseguire a sud ovest, vedrete la statua sul sentiero pricipale.

Statua di Tolomeo N.16 – Ouahe

Nel Deserto Isolato, sulla strada per Ouahe, noterete la statua su un lato della via principale.

Statua di Tolomeo N.17 – Tempio di Khonsou

Recetevi nel territorio di Herakleion, poi al villaggio principale, situato a nord. Attraversate quindi il tempio di Khonsou, nella zona all’aperto e più esterna dello stesso troverete la statua.

Statua di Tolomeo N.18 – Cittadella di Pissa Oros

Sempre nel Deserto Isolato, nella zona più ad ovest possibile della mappa, dovrete recarvi ad est per 250 metri circa per trovare la statua.

Statua di Tolomeo N.19 – Sud di Memphis

L’ultima statua di Tolomeo si trova nel territorio di Atef-Pehu, seguite la strada principale a sud partendo da Memphis, noterete la strada sul lato nord del sentiero.

Dove trovare tutti gli Eremi nascosti

Eremo N.1 – Nascondiglio degli Eremiti (Faiyum)

Attraversate il fiume sulla riva ad est del Krokodilopolis a Faiyum, poi seguite la strada costiera verso nord fino a raggiungere una serie di scale dietro una piccola macchia di alberi. Al culmine delle stesse troverete l’eremo.

Eremo N.2 – Cima del monte di Ra Horahkty (Deserto Nero)

Si tratta del nascondiglio di monaci sulla cima più alta dell’Egitto. Raggiungendo infatti la vetta del Ra Horahkty sbloccherete il trofeo “Posso vedere casa mia da quassù”. Scivolate poi oltre le rocce sul lato più a nord della cima.

Eremo N.3 – Demesne di Sekhem (Territorio di Herakleion)

Su un’isola ad ovest di un piccolo canale che scorre sul lato est delle isole della città di Herakleion, c’è una piccola capanne. Attenti ad avvicinarvi, dei leopardi vivono nelle vicinanze.

Eremo N.4 – Ogdamos (Paraitonion)

Il vilaggio abbandonato di Ogdamos si trova nelle valli centrali del Paraitonion. Potete riposarvi all’interno dell’edificio rosso e bianco a nord della città.

Eremo N.5 – Oasi Acquifera (Depressione di Qattara)

Sulle colline ad ovest della Depressione di Qattara troverete una piccola oasi circondata da alberi (e da iene, quindi state attenti). Nel centro della polla d’acqua troverete la zona dove sincronizzare il luogo.

Razer annuncia il mouse Razer Naga Trinity e il keypad Razer Tartarus V2

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Con possibilità di personalizzazione ancora maggiori per titoli come “World of Warcraft” e “Heroes of the Storm”.

Razer, ha annunciato il mouse Razer Naga Trinity e il keypad Razer Tartarus V2. Entrambi personalizzabili, possono adattarsi a una vasta gamma di giochi e stili, in particolare MOBA e MMO.

Razer Naga Trinity, nono discendente della pluripremiata famiglia Razer Naga, è un mouse modulare con tre plate laterali intercambiabili. Gli utenti possono optare per il tradizionale thumb grid da 12 tasti del Razer Naga Chroma progettato per titoli MMO quali “World of Warcraft”, o la rotellina a sette pulsanti del Razer Naga Hex V2 per giochi MOBA e “hack-and-slash” come “Heroes of the Storm” e “Diablo III”. Una nuova configurazione a due pulsanti completa il tris di opzioni, offrendo un tocco minimalista perfetto per tutti gli utilizzi.

Utilizzando la configurazione a 12 tasti, gli utenti hanno a disposizione fino a 19 tasti programmabili da personalizzare.

Razer Naga Trinity è inoltre dotato di un sensore ottico 5G, da 16.000 (DPI) reali con 450 IPS per movimenti più veloci e più precisi del mouse, migliorato rispetto ai suoi predecessori.

Razer Naga Trinity – Mouse gaming modulare per MOBA/MMO

  • Prezzo: €119,99
  • Disponibilità: Solo Razerzone.com: Q4 2017 -Worldwide: Dal Q1 2018

Caratteristiche di prodotto:

  • 3 plate laterali intercambiabili
  • Plate con Razer™ Mechanical Mouse Switch a 2 tasti
  • Plate rotellina con Razer Mechanical Mouse Switch a 7 tasti
  • Plate thumb grid con Razer Mechanical Mouse Switch a 12 tasti
  • Un totale di 19 pulsanti programmabili ottimizzati per MOBA / MMO
  • Thumb grip in gomma
  • Sensore ottico 5G da 16.000 DPI reali
  • Rotellina di scorrimento tilt-click
  • Illuminazione Razer Chroma™ con 16,8 milioni di opzioni di colore personalizzabili
  • Sincronizzazione dei colori tra dispositive
  • Accelerazione 50 G / fino a 450 ips
  • Ultrappolling 1000 Hz / tempo di risposta 1 ms
  • Abilitato Razer Synapse 3
  • Cavo USB in fibra intrecciata da 2,1 m
  • Dimensioni approssimative: 119 mm (Lunghezza) x 74 mm (Larghezza) x 43 mm (Spessore)
  • Peso approssimativo: 120 g con il cavo

Per un controllo di gioco ancora maggiore nel palmo di mano, è possibile optare per il Razer Tartarus V2. Il nuovo gaming keypad ergonomico dispone di 32 tasti completamente programmabili (sette tasti più del suo predecessore) e integra la tecnologia Mecha-Membrana di Razer capace di offrire contemporaneamente un tocco morbido, ammortizzato e un clic nitido e tattile ad ogni attivazione.

Gli utenti possono espandere ulteriormente i comandi con il thumbpad a otto direzioni e la rotellina a tre vie, dando vita a una serie completa di movimenti e infinite combinazioni. È possibile raddoppiare i comandi esistenti utilizzando la modalità Hypershift di Razer, che dà accesso a un set secondario di comandi per le macro, gli shortcut e tutto ciò che può essere sovrapposto alle impostazioni correnti. È possibile creare e salvare più profili di gioco personalizzati nel cloud tramite il Cloud Storage di Razer Synapse 3 (Beta).

Razer Tartarus V2

  • Prezzo: €89,99
  • Disponibilità: Razerzone.com: disponibile – Worldwide: Q4 2017

Razer Tartarus V2 – Caratteristiche di prodotto:

  • Tecnologia Razer™ Mecha-Membrana
  • 32 tasti interamente programmabili
  • Thumbpad e rotellina direzionali a 8 vie programmabili
  • Anti-ghosting
  • Lunghezze macro illimitate
  • Profili di gioco illimitati
  • Ultrapolling 1000Hz
  • Poggiapolso ergonomico
  • Modalità Hypershift per comandi ampliati
  • Abilitato Razer Synapse 3
  • Cavo USB in fibra intrecciata da 2,1 m
  • Dimensioni approssimative: 203 mm (lunghezza) x 153 mm (larghezza) x 60 mm (spessore)
  • Peso approssimativo: 348 g con il cavo

“La personalizzazione è ciò che differenzia le nostre periferiche dalla concorrenza”, afferma Min-Liang Tan, co-fondatore e CEO di Razer. “Questo mouse e keypad si adattano al gamer: al suo gioco e stile preferiti. Da ‘World of Warcraft’ a ‘Heroes of the Storm’, queste periferiche offrono a tutti il livello di controllo desiderato”.

Naga Trinity e Tartarus V2 integrano la tecnologia Razer Chroma, con fino a 16,8 milioni di opzioni di colore. Il remapping dei tasti, la calibrazione della superficie e gli effetti luminosi Razer Chroma sono tutti configurati e controllati tramite Razer Synapse 3 (Beta). Molti giochi famosi consentono l’integrazione dell’illuminazione Razer Chroma.

Il mouse e il keypad sono disponibili su RazerStore.com in Q4 2017.

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Sony: ora è possibile convertire i trofei in credito per il PlayStation Network

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Non saranno però retroattivi.

Come riportato da Dualshockers, Sony ha deciso di avviare, al momento in esclusiva negli Stati Uniti, un programma di ricompese su PS3, PS4 e PS Vita nel collezionare nuovi trofei.

E’ infatti possibile convertire i propri trofei PlayStation in credito per il PlayStation Network e per quanti se lo chiedessero, i vecchi trofei ottenuti non saranno retroattivi.

Ecco i criteri di conversione:

  • 100 Silver trophies – 100 points
  • 25 Gold trophies – 250 points
  • 10 Platinum trophies – 1,000 points

Raggiunti i 1000 punti, avremo un credito di 10 dollari da spendere per i nostri acquisti.

Shadow of the Colossus avrà un nuovo sistema di comandi

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Ma potremo selezionare anche i controlli classici.

Shadow of the Colossus è uno dei classici PlayStation 2 più amati di sempre. Pubblicato in origine nel 2005 e successivamente riproposto in HD su PlayStation 3, è stato, negli scorsi giorni, il protagonista della Paris Games Week.

Infatti, in occasione dell’evento francese Sony ha svelato non soltanto la data di uscita del gioco, fissata al 7 febbraio 2018 su PS4, ma ha anche mostrato tante immagini e video.

Ora, come riportato dal PlayStation Blog, Sony ha deciso di spiegare meglio il nuovo sistema di comandi che renderà l’esperienza di gioco più moderna e semplice. Sarà comunque possibile utilizzare i controlli classici PlayStation 2.

Tra le novità: per saltare premeremo X e non più triangolo, la schivata con il cerchio e non con R1 + triangolo,  la presa invece è ancora attuabile con R2.

Kirby Battle Royale disponibile da oggi su Nintendo 3DS

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Vediamo il trailer di lancio!

Nintendo, tramite il proprio canale Youtube, ha pubblicato un video per celebrare il lancio di Kirby Battle Royale, nuovo titolo dedicato ad una delle sue mascotte più amate, disponibile da oggi.

Annunciato durante il Direct dello scorso settembre, Kirby  è pronto a fare ritorno su Nintendo 3DS in una nuova avventura fortemente votata al multiplayer locale e online.

Inoltre sull’Eshop di Nintendo 3DS è attualmente disponibile una demo del titolo, che vi permetterà di trasferire i salvataggi nella versione completa di Kirby Battle Royale per sbloccare Meta Knight come personaggio giocabile!

Di seguito il trailer del gioco:

Annunciato un Nintendo Direct dedicato a Xenoblade Chronicles 2

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segnatevi la data del 7 novembre!

Nintendo ha da poco ufficializzato un nuovo Direct dedicato questa volta al prossimo titolo della fortunata serie RPG di Monolith Soft: Xenoblade Chronicles 2.

La presentazione si terrà il 7 novembre, alle ore 15.00 e sarà possibile seguirla in straming tramite i canali ufficiali Nintendo.

Di seguito vi lasciamo il link internazionale, non appena sarà disponibile quello in italiano provvederemo ad aggiornarlo: