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Marvel Super Heroes 2, ecco il trailer di Kang il Conquistatore

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Un super cattivo capace di viaggiare nel tempo

Warner Bros. Interactive Entertainment,  nel corso del Comic-Con International di San Diego, ha mostrato un nuovo trailer di Marvel Super Heroes 2. ll video in questione mette in luce Kang nella sua ultima battaglia per impadronirsi dell’universo e delle molte altre location Marvel che costituiscono Chronopolis, incluso l’antico Egitto, la New York City del 2099, Wakanda, Xandar e molte altre ancora.

Qui di seguito il trailer:

Ricordiamo che LEGO Marvel Super Heroes 2 sarà disponibile a partire dal 17 novembre 2017 su PlayStation 4, Xbox One e PC. Il gioco verrà rilasciato per Nintendo Switch nei mesi successivi.

Nintendo Switch, arrivano le prime copie pirata dei giochi

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Il mondo della pirateria non va mai in vacanza, e negli ultimi mesi il bersaglio più interessante è stato naturalmente il gioiellino del mercato videoludico: Nintendo Switch.

ll team BigBlueBox, che già ha fatto parlare di sè in ambito Nintendo 3DS qualche anno fa, è riuscito ad eseguire con successo i primi backup dei titoli per Nintendo Switch, ottenendo quindi i file dei giochi, che nelle scorse ore sono stati diffusi in rete.

Tra questi troviamo Mario Kart 8 DeluxeARMS e The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Sembra inoltre che file pubblicati siano già decriptati, in modo tale da nascondere l’ID unico presente nelle cartucce di ogni singolo titolo. Questo, a pochi mesi dall’uscita della console, è preoccupante: vuol dire che è già possibile effettuare il datamining dei giochi per Nintendo Switch.

Al momento comunque i file sono inutilizzabili. In questo momento non è noto sapere se sia stato già trovato un modo per far partire le copie pirata su Nintendo Switch. Se quest’ultimo esiste, ma non è stato annunciato, speriamo vivamente che venga rilasciato il più tardi possibile, per non stroncare le vendite dei videogiochi disponibili per la console dopo così poco tempo.

KONAMI sarà presente alla Gamescom con PES 2018, Metal Gear Survive e Yugioh

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KONAMI sarà presente a gamescom con PES 2018 e METAL GEAR SURVIVE e uno stand dedicato al Gioco di Carte Collezionabili Yu-Gi-Oh!

 

Konami Digital Entertainment B.V. ha annunciato che nell’imminente nuova edizione di gamescom metterà a disposizione del pubblico delle versioni giocabili di PES 2018 e METAL GEAR SURVIVE (hall 6.1/A011), due attesissimi videogiochi dedicati ai generi sport e action. Anche il celebre Gioco di Carte Collezionabili Yu-Gi-Oh! sarà presente con uno stand dedicato (hall 5.2/A030/B031).

“Dove nascono le leggende” è lo slogan PES 2018, titolo che conterrà più miglioramenti rispetto a qualunque altra versione di PES degli ultimi 10 anni, e dove nessun aspetto del gioco è stato tralasciato. Alla base di tutto rimane la famosa giocabilità che permetterà agli utenti di avere il pieno controllo sull’azione di gioco. Il nuovo sistema REAL Capture, garantirà una realistica gestione dell’illuminazione sia negli incontri diurni che notturni, tantissimi elementi sono stati ricreati fedelmente per riprodurre, in ogni minimo dettaglio, prestigiosi stadi come il SIGNAL IDUNA PARK del Borussia Dortmund o il Camp Nou di FC Barcelona. Il continuo successo della serie PES come caposaldo degli eSport continuerà grazie all’inclusione completa della PES LEAGUE nel gioco. PES 2018 sarà pubblicato per le piattaforme PlayStation®4, Xbox One™, PlayStation®3 e Xbox360™ Il 14 settembre 2017. Il gioco sarà disponibile anche per PC (via Steam) in una versione estremamente migliorata in termini di estetica e contenuti, permettendo una qualità generale pari alle controparti console.

METAL GEAR SURVIVE è uno spin-off della serie METAL GEAR che si svolge in un universo alternativo. Il gioco proporrà un gameplay rinnovato caratterizzato da un mix di elementi di azione e stealth, introducendo nuove meccaniche di esplorazione e sopravvivenza e includerà una nuova modalità co-op con il supporto fino a quattro giocatori. I visitatori di gamescom avranno la possibilità di provare l’eccitante esperienza di gioco in modalità co-op. METAL GEAR SURVIVE verrà rilasciato a inizio 2018 per le piattaforme PlayStation®4, Xbox One™ e PC (via Steam).

Nella Hall 5.2 è tempo di duellare; il Gioco di Carte Collezionabili Yu-Gi-Oh! attirerà i visitatori con tornei e duelli dimostrativi basati sulle nuove regole e mostri provenienti dallo Starter Deck Attacco Link, l’ultimo prodotto in commercio che andrà ad aggiungersi all’universo del gioco di carte collezionabili più grande del mondo.

I visitatori di gamescom potranno provare, pad alla mano, due dei titoli più attesi del catalogo KONAMI: PES 2018 e METAL GEAR SURVIVE. Anche i fan dei duelli avranno di che divertirsi grazie a uno stand dedicato a il Gioco di Carte Collezionabili Yu-Gi-Oh!” ha affermato Martin Schneider, General Manager di Konami Digital Entertainment B.V. “Ancora una volta saremo protagonisti della più importante manifestazione videoludica in Europa e sono certo che il pubblico apprezzerà i nostri prodotti”

Gli stand KONAMI a gamescom saranno situati a questi indirizzi: hall 6.1/A011 (PES & MGV) e hall 5.2/A030/B031 (Yu-Gi-Oh!). Lo stand dedicato ai partner e ai media sarà situato nella hall 4.2/C021.

Fonte: comunicato stampa.

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra si mostra in un nuovo trailer

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Direttamente dal Comic-Con International di San Diego

Durante l’evento dedicato a La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra al Comic-Con International di San Diego, la Warner Bros. Interactive Entertainment ha svelato un nuovo trailer della storia rivelando Shelob, uno dei personaggi malvagi più rappresentativi e potenti della Terra di Mezzo, presentandolo in un modo completamente nuovo.

Nel trailer, gli spettatori vedono Shelob, un antico spirito dell’oscurità, acquisire una forma umana per offrire una visione a Talion riguardo alle sorti della Terra di Mezzo e al suo destino. Celebrimbor incoraggia Talion a diffidare della sua profezia, anche se le sorti di Minas Ithil e del mondo degli uomini sono in bilico.

Ricordiamo che La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra sarà disponibile per Xbox One X, Xbox One, PC con Windows 10 (su Windows Store e Steam), PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro a partire dal 10 ottobre 2017.

Sine Mora EX sta per arrivare su PS4, Xbox One e PC

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Ci sarà anche una versione Nintendo Switch

Preparatevi alla tempesta di proiettili, Sine Mora EX, la versione estesa dell’originale Sine Mora, sarà disponibile su PC, Xbox One e PlayStation 4 l’8 agosto 2017.

La versione per Nintendo Switch uscirà più avanti questa estate. Il gioco sarà scaricabile in versione digitale per PC, Xbox One e PlayStation 4. Potrete acquistare, invece, la versione retail per PlayStation 4 e Xbox One l’8 agosto e la versione retail per Nintendo Switch prossimamente.

Recensione ASROCK Fatal1ty AB350 Gaming K4

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In prova ASROCK Fatal1ty AB350 Gaming K4, una delle schede con socket AM4 basate sul chipset B350 più interessanti presenti sul mercato, non soltanto per l’ottimo rapporto qualità prezzo ma anche per alcune scelte che la pongono un gradino sopra altre schede nello stesso segmento di mercato.

Il successo commerciale di Ryzen è oramai un dato di fatto: Il nuovo processore ha ridato slancio all’immagine un po’ appannata di AMD che ora può finalmente competere ad armi pari con Intel e la sua famiglia di processori i7 e i9. Ryzen è tuttavia un importante passo in avanti per la compagnia di Sunnyvale anche perchè determina il pensionamento del socket AM3, che per più di un decennio ha accompagnato i processori di AMD. Il nuovo socket AM4, come abbiamo spiegato nella nostra recensione di Ryzen e del top di gamma 1800x , si accompagna ad alcune innovazioni importanti. Innanzitutto AMD ha spinto decisamente molto sull’integrazione di Southbridge e Northbridge, creando nella sostanza, una architettura molto più simile a quella di un SoC (System on a Chip) in cui è la CPU a gestire tutte le operazioni correlate a SATA, USB, NVMe e  PCiE e ad assegnare le operazioni computazionali in maniera dinamica tra CPU e Socket (southbridge). Il chipset, in senso tradizionale, è ancora presente ma serve solo ad aggiungere maggiore connettività, come più porte SATA, l’USB 3.1 e maggiori linee PCIe.

Trattandosi di una architettura SoC, le differenze quindi tra le diverse piattaforme sono piuttosto limitate. In ogni caso, la gamma AM4 è articolata in cinque prodotti: X370 e B350 rappresentano le soluzioni per la fascia enthusiast e performance, le più interessanti dal punto di vista di una configurazione gaming basata su Ryzen 5 o 7. Tra i due chipset, l’unica differenza sta nella presenza, nel primo, di un maggior numero di linee PCIe per il supporto delle architetture multi GPU di NVIDIA e maggiore connettività ausiliaria.

Sia X370 che B350 invece gestiscono l’overclocking, a seconda delle feature implementate dai diversi produttori di motherboard, rendendo possibile sfruttare il moltiplicatore sbloccato di tutta la famiglia di processori Ryzen 7.

Tra i primi produttori a supportare con grande entusiasmo la nuova piattaforma AMD c’è stata sicuramente AsRock che ha fornito ai processori Ryzen una intera di famiglia di schede madre, da quelle per il mercato entry level, fino alle performanti Taichi basate su chipset X370.  La compagnia di Taiwan, emancipatasi dall’ombra protettiva di Asus da ben 7 anni, è oggi uno dei maggiori produttori di schede madre sul mercato e può contare su una gamma di prodotti quanto mai ampia, capace ieri come oggi  di presentare prodotti altamente innovativi, come la Z87 Extreme11/ac di qualche anno fa, con ben 22 porte SATA, o le prime schede con slot Ultra M.2 slot, o per venire ai giorni nostri, AsRock è stata anche la prima casa ad introdurre switch Plex così da avere più slot PCIe X16 funzionanti in contemporanea.

La scheda in prova, la AsRock Fatal1ty AB350 Gaming K4 si inserisce nella fascia intermedia dell’offerta del produttore per quanto riguarda il socket AM4 e al top per quanto riguarda il chipset B350, fornendo ai gamers cui è espressamente dedicata, un prodotto dalle caratteristiche davvero interessanti ad un prezzo decisamente conveniente. In particolare alcune delle caratteristiche offerte da ASRock sono un unicum, che potrebbero determinarne la scelta rispetto ad altri prodotti della concorrenza.

ASROCK Fatal1ty AB350 Gaming K4 nel dettaglio

La Fatal1ty AB350 Gaming K4  è una scheda basata sul socket B350 che AMD inserisce nella fascia “Performance” come è possibile vedere dal grafico sopra.

Il fattore di forma è ATX con dimensioni equilibrate (30.5 cm x 22.4 cm), mentre il PCB è di colore scuro con piacevoli dettagli e finiture di colore rosso. In una particolare colorazione, che potremmo definire rosso Ferrari, sono anche i dissipatori presenti su tutti i VRM, che richiamano il family feeling tipico delle schede AsRock Fatal1ty. L’attenzione ai particolari estetici, nonostante uno street price tutto sommato economico, di appena 100 euro,  rendono la Fatal1ty AB350 Gaming K4 una scheda particolarmente adatta a configurazioni “gaming”, per un rig anche con componenti in vista.

Sempre il PCB è di alta qualità, in fibra di vetro ad elevato spessore e con un elevato quantitativo di rame, il che garantisce durabilità, resistenza alle torsioni e all’umidità. Il comparto di alimentazione è di buon livello con un controller di alimentazione digitale ISL95712 (4+3fasi 300/450Khz) , valvole da 50A e una circuteria di alimentazione “6”+ 3 fasi, “6” per il vcore e 3 per il SoC. In realtà come vedremo più avanti quando analizzeremo nel dettaglio la circuiteria, sebbene dotata di 6 induttori, lo schema di funzionamento di questa Fatal1ty AB350 Gaming K4 è quello classico delle schede a 3 fasi.

La scheda dispone inoltre di  3 connettori per le ventole, ciascuno dei quali in grado di funzionare sia in modalità DC che PWM e con possibilità di switchare tra le due modalità all’interno del BIOS.

La scheda è inoltre dotata di illuminazione a led rossi, che è possibile controllare dal BIOS, o con l’apposito software in dotazione.

Più connessioni per tutti

Dal punto di vista della connettività, la Fatal1ty AB350 Gaming K4 si distingue dalle altre schede nello stesso segmento di mercato e di prezzo, per la presenza di maggiori opzioni di connettività, in particolare con il secondo slot M.2, il maggior numero di porte SATA3 e porte USB, senza contare la presenza di una utile USB Type-C.

In particolare la scheda è dotata di:

 – 6 porte SATA3 da 6,0Gb/s di cui quattro ruotate di 90° collegate direttamente al southbridge e due normali rivolte verso l’alto controllate da un controller ASMedia.
–  4 slot DRAM DDR4 (per memorie fino a 3200mhz )
–  5 porte USB 3.0
–  2 porte USB 2.0
–  1 porta Type-C
–  2 slot M.2, di cui 1  PCIe Gen3 x4 Ultra M.2 da 32Gb/s  e l’altro x2 da 20Gb/s
–  4 PCI Express 2.0 x1
–  2 slot PCI Express 3.0 x16 di cui uno con socket rinforzato in acciaio per resistere al bending causato dalle schede video più pesanti.
–  4 PCI-E x1, una PCI-E 2.0

Ulteriori opzioni di connettività prevedono:

– 1 x PS/2 per tastiera/mouse
– 1 x D-Sub
– 1 x DVI-D
– 1 x HDMI
– 1 x LAN RJ-45 con LED
– Jack Audio HD: ingresso linea / cassa frontale / microfono

Il comparto audio è gestito tramite un chip Realtek ALC892 e condensatori ELNA audio. Come molte altre schede di questo tipo, il comparto audio è fisicamente separato dal resto della scheda per evitare interferenze con gli altri componenti. Il chipset è in grado di supportare audio multicanale 7.1 ma per farlo è necessario collegare gli input laterali e quelli frontali. Una scelta che sicuramente non privilegia la comodità e il cable management.

Nella scatola sono compresi un I/O shield, due cavi SATA6Gb/s, 2 viti per i dischi M.2, un dvd con i driver e il software, una cartolina e i manuali. Il software incluso prevede: F-Stream, ASRock RGB LED, SoundBlaster Cinema 4, l’APP Shop e l’applicazione Restart to UEFI.

Una scheda diversa dalle altre: le caratteristiche uniche della Fatal1ty AB350 Gaming K4

Come accennavamo nella parte introduttiva di questa recensione, la Fatal1ty AB350 Gaming K4 ha tra le sue caratteristiche alcuni punti di forza che faranno piacere ai gamers e agli appassionati e qualche piccola magagna che tutto sommato ci sentiamo di perdonare.

Innanzitutto AsRock dichiara una configurazione di 6+3 fasi. Questa particolare configurazione è generalmente presente solo su schede di alta gamma, di solito X370, e decisamente molto più costose di quella in prova. Ci siamo perciò molto sorpresi di leggere queste caratteristiche in questa scheda e abbiamo deciso di indagare rimuovendo i due dissipatori. 

Anche osservando da vicino la scheda, ed in particolare il VRM del Vcore (il VRM del SoC non presenta alcuna anomalia con le sue 3 fasi), sono osservabili 6 induttori (i piccoli cubi grigi che abbiamo cerchiato in rosso) con 4 mosfet (in arancio), due nella parte superiore e due nella parte inferiore. Il tutto farebbe pensare effettivamente ad una configurazione a 6 fasi. In realtà AsRock ha ingegnerizzato questa scheda in modo tale che i 4 mosfet e i due induttori lavorino in parallelo. Il driver infatti non può switchare tra gli induttori individualmente ma questi funzionano in sincrono due per volta, raggiungendo, pertanto, le tre fasi comuni a tutte le altre schede in questa fascia di  prezzo.  Il controller di potenza è un Intersil ISL95712 PWM che è coadiuvato nel suo compito da un driver ISL6625 per la CPU e 2 driver per il SOC.

Nonostante questo, l’ottima fattura degli induttori permette di ottenere risultati comparabili in termini di overclock, rispetto a quelli raggiungibili con schede più costose con chip X370 e questo è già un big win, se si pensa che la scheda è disponibile ad un prezzo di circa 100 euro ed ha più usb, più PCIe, più NVMe  e più SATA di soluzioni concorrenti più costose.

Nel nostro caso in particolare, con un processore Ryzen 1800x siamo riusciti ad ottenere un massimo di 3900mhz stabili con un voltaggio di appena 1.29v. I 3900 sono purtroppo il limite fisico del nostro processore che a frequenze più alte determinava il crash della macchina o l’impossibilità di post.

I dissipatori in alluminio montati su tutti i VRM inoltre, sebbene non particolarmente generosi svolgono con efficacia il proprio dovere, tenendo a bada le temperature che sono tra le più basse registrate con altre schede B350. La Gigabyte AB350 Gaming G1, ad esempio raggiungeva temperature anche di 20/30 gradi superiori a quelle di ASRock pur costando di più , mentre il delta con MSI è di 6-7 gradi a vantaggio della scheda in prova.

Tra le differenze principali esistenti tra il “chipset” B350 e X370, vi è anche l’impossibilità del primo di utilizzare le funzionalità SLI di NVidia. Asrock ha ovviato brillantemente a questa impossibilità fornendo due slot x16 PCI-E 3.0, il primo connesso direttamente alla CPU, mentre il secondo è elettricamente un x4 PCI-E 3.0 che condivide la banda con il secondo slot M.2. In questo modo se non si utilizza lo slot NVMe, risulta possibile aggiungere una seconda scheda grafica Nvidia sfruttando la seconda PCIe presente. Questo risulta particolarmente utile in macchine che hanno necessità di disporre di virtual machines con schede grafiche dedicate.

Altra interessante funzionalità è il supporto all’ I/OMMU, una funzionalità per la verità più utile in ambito server, ma la cui presenza di certo non può che farci piacere.

BIOS

AB350 Gaming K4 , condivide con le sorelle più grandi basate su chipset X370 un Bios molto simile. Il BIOS non offre una versione semplificata e questo è un bene, per quanto ci riguarda, trovando le impostazioni semplificate un vero spreco di tempo: se siete nel BIOS sapete già cosa state facendo e volete avere il massimo controllo su tutto quello che è possibile controllare no?. Dal Menu HWmonitor è possibile accedere al controllo delle ventole, che a differenza dei BIOS Asus, ad esempio, è effettuato attraverso dei menu a tendina in cui è necessario impostare percentuale di velocità delle ventole e temperatura. Ho trovato questa impostazione decisamente più comoda rispetto a quella grafica, perchè mi ha permesso di settare con maggiore precisione il funzionamento delle ventole.

Il menu “Advanced” contiene le opzioni avanzate di AMD, mentre nel menu “OCtweaker” è invece possibile impostare tutte le opzioni di overclock che comprendono: moltiplicatore, voltaggio, attivazione o disabilitazione dell’ SMT, XMP per le ram e un controllo specifico per i timings.

A proposito del voltaggio abbiamo rilevato che mentre con il BIOS AGESA 1.0.0.6 avevamo avuto qualche problema ad impostare un voltaggio superiore ai 1.375, con la scheda che semplicemente non accettava voltaggi superiori, aggiornando all’ultima versione 1.0.0.6a il problema è scomparso.

DDR4

Nei nostri test abbiamo utilizzato due tipi di ram le Corsair Vengeance LPX (CMK16GX4M2B3000C15) equipaggiate con moduli Hynix e le Corsair Dominator 3000 MHz CL15 (CMD16GX4m2b3000C15); entrambe le memorie dispongono di moduli single rank, che dovrebbero garantire velocità di clock più alte. In entrambi i casi, tuttavia, la scheda madre non è riuscita a riconoscere velocità oltre i 2667 MHz. L’aggiornamento ad Agesa 1.0.0.6a ci aspettavamo avrebbe portato anche una maggiore compatibilità con i nostri  moduli, ma questo non è avvenuto. La compatibilità delle memorie, naturalmetne, non  è un problema solo di questa scheda, ma riguarda tutte le schede madre AM4 provate sino ad ora ed è probabilmente imputabile più ad AMD che ai diversi manufacturer che hanno avuto davvero poco tempo per lavorare sulla compatibilità.  Ad oggi, se si escludono le FlareX di G.Skill, le uniche ad essere certificate per processori Ryzen, le memorie sul mercato non sono ancora in grado di riconoscere “AMP”, l’equivalente AMD di XMP. Prima di acquistare i vostri moduli, pertanto, il nostro consiglio è quello di fare un giro sulla pagina che vi abbiamo segnalato e tenere d’occhio la pagina del produttore della scheda madre e la presenza di eventuali aggiornamenti del BIOS AGESA.

In ogni caso 2667Mhz sono una velocità davvero buona, che ci ha permesso anche di tenere più bassi i timings rispetto a quelli dichiarati dal produttore Corsair. Con Ryzen, anzi, questa velocità sembra essere lo sweetspot ideale tra velocità e timings, apprezzabile non soltanto in benchmarks sintetici ma anche in game come vedremo nei grafici più avanti.

Macchina di prova e test

NB. Per il presente test è stata utilizzata una scheda madre retail fornitaci da AsRock identica a quella che potrete acquistare in un qualsiasi store fisico o online. Tale precisazione è d’obbligo visto che alcuni produttori hanno l’abitudine di utilizzare come test sample per le redazioni, nella migliore delle ipotesi, schede fornite di BIOS “riveduti e corretti”, quando non dotate addirittura di componentistica e funzionalità migliorate.
La recensione che leggerete pertanto riguarda un prodotto reale e rispecchia fedelmente ciò che vi troverete di fronte se acquisterete questo prodotto. 

Per il nostro test abbiamo utilizzato il nostro nuovo rig AMD basato sul processore Ryzen 1800x.
Rispetto ai precedenti test effettuati per testare il processore, abbiamo aggiunto al case Thermaltake Core P3 (un case aperto e quindi sprovvisto di ventole) una ventola in estrazione in prossimità dei dissipatori del VCore per avere prestazioni comparabili a quelle che potreste ottenere in un case chiuso tradizionale.  In ogni caso la nostra AsRock ha dimostrato di essere perfettamente a suo agio anche questa ventola aggiuntiva, con temperature più basse della media di altre schede.

Benchmarks Performance 

Poiché non è possibile rilevare differenze di sorta impostando la scheda madre a temperature stock abbiamo deciso di testare la scheda madre, al massimo oc possibile con il nostro processore, 3.9GHZ concentrandoci in particolare sulle differenze registrate con diversi clock di memoria.+

Come abbiamo già chiarito nella nostra recensione dedicata a Ryzen, stante l’interconnessione esistente tra velocità di memoria e bus di sistema (infinity fabric) la velocità delle memorie è fondamentale per ottenere risultati migliori nei benchmark e nei giochi. Soprattutto per The Witcher 3 abbiamo osservato variazioni anche di 10 FPS nel passaggio dalla frequenza 2133 MHz a 2667 MHz. Più che sui risultati massimi però, che nella vita reale lasciano il tempo che trovano, il reale miglioramento lo abbiamo osservato nel frame rate medio che è diventato molto più stabile, testimoniando in maniera inequivocabie come la piattaforma Ryzen prediliga memorie molto veloci.

Tra i titoli utilizzati per i test, GTA V è quello che forse più mette sotto stress il processore. In tutte le situazioni, Ryzen 7 1800X non fa una piega, dimostrando una grande stabilità anche nei frame rate medi che migliorano sensibilmente aumentando la velocità della RAM

The Witcher 3 è particolarmente interessante ai fini che qui ci interessano, perchè è la conferma di quanto abbiamo verificato anche nel test con AIDA64. Le prestazioni del 1800X e, in generale, di  tutti i prodotti della famiglia Ryzen 7 sono influenzati in maniera determinante dalla velocità delle memorie. Mentre su altri prodotti come il 7700K di Intel questa differenza è molto meno marcata (probabilmente a causa dell’alta frequenza di questo processore), su Ryzen utilizzare memorie con alta frequenza e bassi timings è un must. Peccato che, ad oggi, non tutte le ram siano in grado di superare la soglia dei 2666Mhz.

Benchmark I/O 

In questa serie di test effettuati con Atto Disk Benchmark e Crystal Disk Mark abbiamo testato le prestazioni dei due dischi presenti sulla nostra macchina, il 960 EVO NVMe di Samsung  da 256GB e l’SSD HyperX Savage 256 GB:

ATTO DISK BENCHMARK Samsung 960 Evo NVMe

ATTO DISK BENCHMARK HyperX Savage 256Gb

CrystalDiskMark Samsung 960 Evo NVMe

CrystalDiskMark HyperX Savage 256Gb


Temperature in Overclock

Con un moltiplicatore di x39 per il processore e un voltaggio fissato a 1.35v, i consumi del processore si attestano in full load intorno ai 129W di total package rispetto ai 95W in versione stock, le prestazioni crescono sensibilmente con un incremento percentuale che arriva a toccare il 30% in programmi più sensibili alle frequenze e nei giochi. All’incremento delle performance, corrisponde un incremento delle temperature del tutto accettabile, non superando mai i 57° del processore nello stress test AIDA64 (con Stress FPU attivato) con 40° per la motherboard e arrivando a sfiorare i 61° in PRIME95 e SuperPI per il processore  e i 44 per la motherboard. Abbassando il voltaggio a 1.29375v, il valore più basso che ci ha consentito di mantenere stabile la macchina, abbiamo osservato un decremento della temperatura della motherboard a 39° e quella del processore fino a 51° con stress FPU attivato, e 49 senza stress FPU in full load.

Questi dati sono francamente più che positivi, considerando che nella nostra prova con la Gigabyte AB350 Gaming 3 le temperature avevano sfiorato i 70° nel test PRIME.

Conclusioni e giudizio

La ASROCK Fatal1ty AB350 Gaming K4 è una scheda che ci ha sorpreso sotto tanti punti di vista. Innanzitutto la dotazione di connessioni è superiore alla media di altre schede di questo tipo con doppia PCIe X16 di cui una rinforzata in acciaio, doppio controller NVMe e USB type-C ; le capacità di overclock, nonostante come abbiamo visto dei dati di targa un po’ troppo ottimistici, sono sicuramente molto buone grazie all’ottima fattura della circuitazione, perfino  sovrabbondante con doppi induttori in parallelo, che ci ha permesso di overcloccare il nostro processore con assoluta tranquillità fino ai limiti fisici della CPU. Ci hanno molto sorpreso inoltre anche le temperature, che si sono rivelate molto inferiori alla media di prodotti nella stesso segmento di mercato. A voler trovare un difetto possiamo annoverare un supporto alle RAM non proprio ampio (ma in espansione con l’ultimo BIOS AGESA 1.0.0.6a), che in ogni caso ci ha comunque permesso di portare le nostre DDR4 Corsair Dominator a 2667Mhz con timings CL13. Accattivante anche dal punto di vista estetico, la ASROCK Fatal1ty AB350 Gaming K4 è offerta ad un prezzo molto concorrenziale (lo street price è di circa 90 euro) che ci permette di promuoverla e di raccomandarla a tutti.

HyperX presenta le nuove tastiere Alloy Elite e Alloy FPS PRO

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HyperX espande la famiglia di tastiere ALLOY presentando le nuove Alloy Elite e FPS PRO

HyperX ha presentato nella giornata di ieri due nuovi prodotti della famiglia di tastiere gaming Alloy. Si tratta di due prodotti molto interessanti non soltanto per le caratteristiche tecniche, sono infatti entrambe dotate di switch CherryMX, ma anche per un prezzo decisamente concorrenziale.

La prima delle due tastiere presentate, la ALLOY ELITE è anche essa dotata di un robusto telaio in acciaio come tutti i prodotti della famiglia Alloy, ma vi aggiunge una bella retroilluminazione LED rossi a 18 Led e 6 modalità di illuminazione preimpostate. E’ inoltre dotata di pulsanti multimediali con una grande rotellina del volume e pulsanti ad accesso rapido per luminosità, effetti luminosi e modalità Game. E’ inoltre dotata di un pass-through per USB 2.0, tasti WASD color titanio e funzionalità Rollover N-Key.

La HyperX ALLOY FPS PRO, invece, è una tastiera TKL (ten key less) cioè priva del tastierino numerico, per concedere maggior spazio al mouse sulla vostra scrivania, ideale per gli eSports. Ha anche essa una illuminazione rossa a 6 led Effetti luce: 6 modalità LED e 5 livelli di luminosità.

Le due tastiere saranno disponibili a partire dal 21 agosto, a 139 e 99 euro rispettivamente.

Per maggior informazioni vi invitiamo a consultare la pagina ufficiale e a leggere il comunicato qui sotto mentre se volete sapere la nostra opinione sulla HyperX Alloy FPS, potete cliccare qui.

HyperX presenta due nuove tastiere meccaniche dedicate al gaming: Alloy Elite e Alloy TKL FPS Pro

• Gioco a livelli estremi
• Sensazioni tattili eccezionali
• Pensata per gamer da Pc e professionisti degli eSport

Milano – 20 luglio 2017 – HyperX®, divisione di Kingston Technology Company, Inc., il principale produttore indipendente di memorie del mondo, introduce due nuove tastiere meccaniche alla sua pluripremiata linea gaming, scelta da giocatori professionisti di eSport in tutto il mondo: la tastiera HyperX Alloy FPS Pro e la tastiera Alloy Elite. HyperX offre tutti i componenti necessari per la migliore soluzione competitiva di gioco: la nuova tastiera HyperX Alloy vanta tasti meccanici Cherry MX, effetti di retroilluminazione, funzioni 100% Anti-Ghosting e un telaio in robusto acciaio per una ottima sensazione tattile e eccezionali prestazioni gaming.

“Migliorandone la personalizzazione e il comfort, HyperX è orgogliosa di presentare la nuova tastiera Alloy Elite con tasti meccanici Cherry MX, piedini di appoggio removibili e possibilità di personalizzare l’illuminazione. Per gli appassionati di tastiere TKL, abbiamo invece progettato direttamente nei nostri laboratori la nuova Alloy FPS Pro”, ha dichiarato Ignacio Sune, Sales Manager EMEA. “Permette ai giocatori di collegarsi e giocare immediatamente, è infatti possibile accedere alle opzioni di personalizzazione tramite funzioni di tastiera, senza la necessità di software”.

Caratterizzata da un design completamente nuovo, la tastiera meccanica Alloy Elite include l’esclusiva retroilluminazione rossa in perfetto stile HyperX, una potente barra luminosa a 18 LED e 6 modalità di illuminazione LED preimpostate. Alloy Elite è dotata di un robusto telaio in acciaio, tastiera multimediale, una grande rotellina del volume e pulsanti ad accesso rapido per luminosità, effetti luminosi e modalità Game. Alloy Elite include la funzione pass-through per USB 2.0, tasti WASD color titanio e funzionalità Rollover N-Key. Non è necessario l’utilizzo di software, Alloy Elite è pronta per un gioco plug-and-play e include un comodo poggiapolsi scollegabile che riduce la fatica durante le sessioni di gioco più lungo.

La nuova tastiera meccanica HyperX Alloy FPS Pro presenta un layout salva spazio concepito appositamente per ridurre al minimo l’ingombro sul desktop e favorire così i movimenti del mouse, portando il gioco a livelli estremi. Progettato per team professionisti di eSport e appassionati gamer che prediligono un design minimalista e compatto, Alloy FPS Pro è la tastiera ideale per i giocatori sempre in movimento.

“Le tastiere meccaniche HyperX hanno mostrato un vantaggio competitive sin dall’inizio. Le sue caratteristiche e la qualità costruttiva conferiscono il giusto supporto al gioco del nostro team”, ha dichiarato Gabriel “FalleN” Toledo, team leader di CSGO, SK Gaming. “Ogni tasto della nostra tastiera meccanica HyperX offre una perfetta quantità di tensione e di rilascio, evitando così azioni troppo rapide. Le tastiere HyperX hanno un livello di stile, di comfort e di vantaggio tale da portare il nostro gioco a livelli superiori”.

Tastiera meccanica HyperX Alloy Elite caratteristiche e specifiche:
Switch: CHERRY MX
Tipo: Meccanico
Retroilluminazione: Colore singolo – Rosso
Effetti luce: 6 modalità LED e 5 livelli di luminosità
Tipo di connessione: USB 2.0 (2 connettori USB)
Passtrhrough USB 2.0: Si
Frequenza di polling: 1000Hz
Anti-ghosting: 100% anti-ghosting
Rollover dei tasti: modalità N-key
Controlli multimediali: Si
Modalità Game: Si
SO compatibili: Windows® 10, 8.1, 8.7
Tipo di cavo: collegato, intrecciato
Lunghezza: 1.8m
Dimensioni: 444.00mm x 226.8mm x 36.30mm
Peso (tastiera e cavo): 1467g

Tastiera meccanica HyperX Alloy FPS Pro caratteristiche e specifiche:
Switch: CHERRY MX
Tipo: Meccanico
Retroilluminazione: Colore singolo – Rosso
Effetti luce: 6 modalità LED e 5 livelli di luminosità
Tipo di connessione: USB 2.0 (1 connettori USB)
Frequenza di polling: 1000Hz
Anti-ghosting: 100% anti-ghosting
Rollover dei tasti: modalità N-key
Controlli multimediali: Si
Modalità Game: Si
SO compatibili: Windows® 10, 8.1, 8.7
Cavo: Scollegabile, a trama intrecciata
Lunghezza: 1.8m
Dimensioni: Larghezza: 359.00mm x Profondità: 130.00mm x Altezzat: 34.50mm
Peso (tastiera e cavo): 900g

Switch Cherry MX specifiche:
Parametri Marrone Blu Rosso
Forza di attivazione 45 cN 50cN 45 cN
Travel 4.0mm 4.0mm 4.0mm
Forza tattile 55 cN 60 cN N/A
Ciclo di vita 50M 50M 50M

Disponibilità e supporto
La tastiera meccanica HyperX Alloy Elite (139,99 Euro) con swirch Cherry MX blu, rossi e marroni sarà disponibile attraverso il network HyperX (retail e e-tail) a partire dal 21 agosto. La tastier meccanica HyperX Alloy FPS Pro (99,99 Euro) è già disponibile nella versione con switch rossi. Entrambe le tastiere sono coperte da due anni di garanzia e dalla qualità del servizio clienti HyperX.

Recensione Fate/EXTELLA: The Umbral Star Nintendo Switch

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Sarà cambiato qualcosa?

Qualche mese fa ci siamo trovati fra le mani la versione PlayStation 4 di Fate/EXTELLA: The Umbral Star. Per quanti non lo sapessero, il gioco è stato sviluppato da Marvelous ed è un musou, genere tornato tanto di moda nell’ultimo triennio. All’epoca della recensione della versione PlayStation 4, fra alti e bassi avevamo promosso il titolo, non a pieni voti sia chiaro, ma ci aveva convinto quanto basta. Per quanti si aspettano che Marvelous abbia apportato migliorie o ascoltato la fanbase, ci dispiace ma potreste rimanere davvero delusi, perché il gioco è praticamente lo stesso.

Ambientato nell’universo di Fate/EXTRA, a qualche mese dalla conclusione delle vicende narrate nel capitolo pubblicato su PSP, il protagonista è una sorta di avatar il quale si risveglia nel nuovo regno virtuale di SE.RA.PH senza avere alcun ricordo di quanto accaduto precedentemente nella cosiddetta “Holy Grail War” (sicuramente nota ai fan della serie) e che lo vide diventare il nuovo sovrano. Tale introduzione alla trama potrebbe far pensare che sia indispensabile aver giocato a Fate/Extra, per poter comprendere pienamente la trama di The Umbral Star; diciamo che in buona parte potrebbe essere vero, ma non mancheranno in questo capitolo riferimenti e riassunti che permetteranno al giocatore di poter godere a pieno della storia. Le vicende di The Umbral Star si svolgono in un ambiente digitalizzato, che per preservare la Terra è stato realizzato da un super computer sulla Luna; è talmente potente tale super computer dall’essere riuscito a replicare alla perfezione il Santo Graal e tutti gli elementi necessari al completamento del rito.

Per quanto riguarda il gameplay, è rimasto invariato e per un approfondimento maggiore vi rimandiamo alla nostra recensione di qualche mese fa. Qui in sintesi possiamo dirvi che sebbene Marvelous abbia ricercato una struttura meno “pesante” rispetto ad altri esponenti del genere, attraverso missioni brevi ma intense, alla lunga, ormai siamo diventati ripetitivi quando si tratta di musou, il titolo potrebbe stancare. Non tanto per gli scontri, che rappresentano il cuore pulsante della produzione e risultano quindi essere ben fatti, ma per il semplice motivi che bisognerà spostarsi rapidamente nell’arena per portare a compimento le missioni.

Dal punto di vista tecnico, i problemi riscontrati all’epoca non sono cambiati; le ambientazioni sono rimaste piuttosto scarne e simili fra loro e anche i modelli poligonali non sono stati minimamente migliorati e apprezzarli ci risulta difficile anche in versione Nintendo Switch. Buone le animazioni, che attraverso, capriole, salti, combo potentissime e schivate riescono a limitare in parte gli evidenti limiti tecnici di Fate/Extella: The Umbral Star. Inutile dirlo, ma i dialoghi interminabili e le lunghe scene di intermezzo sono presenti anche in questa versione e il tutto va a discapito del ritmo, che diventa lento e noioso. Qualche piccolo problema di framerate a differenza della versione PlayStation 4. Il doppiaggio è interamente in giapponese e i testi a schermo in inglese quindi data la presenza di tantissimi dialoghi, sconsigliamo l’acquisto a quanti non mastichino almeno un po’ la lingua inglese.

Quindi cosa offre in più la versione Nintendo Switch?

Se dal punto di vista del gameplay e della tecnica non c’è nulla di nuovo, le aggiunte significative riguardano la presenza sin da subito di tutti i DLC già usciti e la possibilità, offerta dalla console ibrida di Nintendo di poter giocare sia sulla TV che in modalità portatile. Non è un aspetto da sottovalutare in quanto la versione portatile del gioco, se confrontata a quella offerta da PlayStation Vita risulta per ovvio motivi la migliore per giocare in mobilità.

Commento finale:

Fate/Extella: The Umbral Star Nintendo Switch non offre nulla di nuovo rispetto a quanto visto in altre versioni del gioco. La differenza la fa la presenza di tutti i DLC usciti sulle altre piattaforme e la possibilità di giocare, se confrontata alla mediocre versione PlayStation Vita, alla miglior versione portatile del titolo. Restiamo comunque del parare che non è un gioco per tutti e ci sentiamo di consigliare l’acquisto soltanto ai fan del brand e del genere musou!

NBA 2K18, svelata la colonna sonora completa del gioco

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C’è anche qualcosa di italiano

2K ha oggi svelato la colonna sonora completa di NBA 2K18. I brani, che attraversano diversi generi musicali spaziando dall’Hip Hop al Rock Classico, trasformano l’azione in campo in un’ esperienza definitiva di massimo intrattenimento. La colonna sonora di quest’anno contiene i brani di due mostri sacri della musica rap in Italia. Da una parte le singolari sonorità di SALMO, campione di vendite lo scorso anno con «Hellvisback», che nel gioco proporrà il pezzo 1984, dall’altra Emis Killa , l’introverso rapper nato nella periferia milanese che proporrà invece Cult.

La colonna sonora vanta altri brani degli artisti del momento, inclusi Kendrick Lamar, Future, e X Ambassadors, insieme ai classici Def Leppard, OutKast e Onyx.

Di seguito l’indice completo dei brani:

Feel So Good – Ma$e
Gonna Make You Sweat (Everybody Dance Now) – C + C Music Factory
Hip Hop Hooray – Naughty By Nature
I Can’t Drive 55 – Sammy Hagar
Jungle    – X Ambassadors feat. Jamie N Commons
Pour Some Sugar on Me – Def Leppard
Put Your Hands Where My Eyes Could See – Busta Rhymes
Shook Ones Pt. II – Mobb Deep
Sirius – The Alan Parsons Project
So Fresh, So Clean – OutKast
The Walker – Fitz & The Tantrums
The Zoo – Scorpions
They Reminisce Over You – Pete Rock & C.L.Smooth
Victory  – Puff Daddy feat. Notorious B.I.G. & Busta Rhymes
93′ Til Infinity – Souls Of Mischief
All Of Me – Big Gigantic feat. Logic & ROZES
Am I Wrong – Anderson .Paak feat. ScHoolboy Q
Birdwatching – The Shelters
Can’t Have – Pitbull feat. Steven A. Clark & Ape Drums
Comin Out Strong – Future feat. The Weeknd
Conrad Tokyo – A Tribe Called Quest
Deep End (Tarro Remix)  – THEY.
Do What I Want – Lil U** Vert
Don’t Threaten Me With A Good Time – Panic! At The Disco
HTP – Vintage Lee
Humble – Kendrick Lamar
Know The Ledge – Eric B. & Rakim
Let It Fly – Johnny Stephene
Living Like Khaled – Cousin Stizz
Nas Is Like – Nas
No Lie – Sean Paul feat. Dua Lipa
Portland – Drake ft. Quavo & Travis Scott
Shock Horror – Shy Luv
Slam – Onyx
Stand Back – PnB Rock / A Boogie Wit Da Hoodie
Victory – Joey Bad
Wasatch Front – Dame D.O.L.L.A.
Wrote My Way Out – Nas, Dave East, Lin-Manuel Miranda & Aloe Blacc
Hush – Linda Lind
Aurora – RL Grime
1984 – Salmo
4 Vérités – Take A Mic
Chantaje – Shakira feat. Maluma
CULT – Emiskilla
Feel It – GTA & What So Not feat. Tunji Ige
Fever – Roosevelt
Human (Rudimental Remix) Rag’n’Bone Man feat. Rudimental
Tokyo Drift – Woodie Smalls
Última Jugada – Carlos Jean & Arkano
U Don’t – Double K

Ricordiamo che NBA 2K18 sarà disponibile in tutto il mondo il 15 settembre 2017.

Overwatch: Game of the Year Edition arriverà nei negozi la prossima settimana

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Per festeggiare un grande traguardo

Blizzard ha annunciato oggi che la Overwatch: Game of the Year Edition arriverà nei negozi a partire dal 28 luglio. I nuovi giocatori possono unirsi alla battaglia per il futuro con una speciale versione fisica dello sparatutto a squadre vincitore di oltre 100 premi come miglior gioco dell’anno.

Oltre a tutti gli eroi, mappe e funzioni, Overwatch: Game of the Year Edition include molti extra digitali per i tuoi giochi Blizzard preferiti:

  • 10 Forzieri bonus per Overwatch – Questi 10 Forzieri bonus contengono oggetti casuali che possono essere utilizzati per personalizzare l’aspetto dei tuoi eroi. Tra questi oggetti ci sono modelli, emote, pose vittoriose, battute audio, spray e le introduzioni degli highlight, oltre a crediti con cui acquistare le molte opzioni di personalizzazione.
  • Modelli Origins per Overwatch – Rendi omaggio alla squadra d’assalto originale di Overwatch indossando i modelli vintage Reyes Blackwatch o Comandante Operativo Morrison. Esplora le origini di altri eroi con Bastion Risvegliato, Pharah Capo della Sicurezza e Tracer Slipstream!
  • Ali di Mercy per Diablo III – Sconfiggi le forze demoniache nel Paradiso Celeste e negli Inferi Fiammeggianti con le ali di Mercy. Tutta Sanctuarium saprà della tua fedeltà a Overwatch!
  • Mascotte Piccolo Winston per World of Warcraft – Adorabile, coccolosa e intellettuale, la mascotte Piccolo Winston ti accompagnerà durante le tue avventure su Azeroth.
  • Eroe Tracer per Heroes of the Storm – Entra nel Nexus con Tracer e sorprendi i tuoi nemici in un batter d’occhio.
  • Ritratti di gioco per StarCraft II e dorso delle carte per Hearthstone – Con i ritratti di Tracer, Reaper, Pharah, Winston, Bastion e Soldato-76, diventerai sicuramente un campione del settore Koprulu. Inoltre, potrai duellare su Hearthstone con un dorso ispirato a Overwatch degno di un eroe!

Nintendo Classic Mini potrebbe presto essere realtà

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Diversi indizi a riguardo

Dopo il NES Classic Mini e l’imminente arrivo dello Snes Classic Mini, come riportato da VG247, sono trapelate in rete diversi dettagli in merito ad una possibile versione Classic Mini del Nintendo 64.

Ad alimentare le voci a riguardo, ci ha pensato Nintendo che lo scorso 18 luglio ha depositato presso la European Union Intellectual Property Office una serie di marchi e in particolar modo anche un brevetto relativo al controller N64.

Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma questo piccolo indizio ci fa ben sperare su una possibile versione Classic Mini del Nintendo 64!

Destiny 2, l’open beta inizierà oggi

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Siete pronti?

Manca circa un mese e mezzo all’uscita dell’atteso Destiny 2 e da oggi  i giocatori PlayStation 4 e Xbox One avranno finalmente la possibilità di provare la beta del gioco. A partire dalle 19:00 ore italiane e  fino alle ore 6:00 del 24 luglio sarà possibile accedere alla beta in questione che avrà un peso di 15GB in versione PS4 e di 12,8GB per Xbox One.

I contenuti presenti sono i seguenti: la prima missione della campagna Single Player (Homecoming) e la modalità cooperativa e competitiva.

Ricordiamo che per giocare in modalità online sono necessari sia l’abbonamento al PlayStation Plus e sia Live Gold.

F1 2017, svelate le quattro storiche monoposto McLaren

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Codemasters e Koch Media hanno svelato, attraverso un trailer, le ultime auto classiche presenti in F1 2017, e appartenenti stavolta alla scuderia McLaren.

· 1988 McLaren MP4/4 – guidata da Alain Prost e Ayrton Senna durante la stagione Formula 1™ del 1988. La MP4/4 con motore HONDA é una delle auto Formula Uno più iconiche che siano mai state costruite, che ha vinto tutte le corse, tranne una (15 su 16), detenendo tutte le pole position nella stagione 1988. Si tratta dell’auto che ha portato Senna al suo primo titolo del campionato mondiale.

· 1991 McLaren MP4/6 – Durante la stagione del 1991, questa auto é stata guidata dal detentore del titolo di Campione del Mondo Ayrton Senna e Gerhard Berger, ed era considerata da alcuni come la macchina più competitiva di sempre, in quel momento, ottenendo otto vittorie e dieci pole position con un punteggio di 148 punti, con Senna vincitore del suo terzo e ultimo titolo del campionato mondiale.

· 1998 McLaren MP4-13 – Nella stagione F1 del 1998, la MP4-13 é stata guidata da Häkkinen e David Coulthard dando ancora prova di essere l’auto dominante della stagione, con Häkkinen che ha vinto il suo primo Campionato Piloti e con la McLaren che si è assicurata il suo primo titolo Costruttori dal 1991.

 · 2008 McLaren MP4-23 – la MP4-23 é stata guidata da Lewis Hamilton e Heikki Kovalainen nella stagione 2008, ed é stata l’auto con la quale Hamilton ha vinto il suo primo Campionato Mondiale Piloti in occasione del Gran Premio Brasiliano, superando la Toyota di Timo Glock nell’ultimo angolo del giro finale dell’ultimo gran premio della stagione, reclamando così la quinta vittoria richiesta per vincere il titolo Piloti ad un solo punto dalla Ferrari di Felipe Massa

PES 2018, disponibile la modalità beta

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Siete pronti?

Konami ha annunciato che la beta di PES 2018 è finalmente disponile per le piattaforme PlayStation 4 e Xbox One.

Questa beta gratuita funziona esclusivamente online, include due squadre (Francia e Brasile) e le seguenti modalità di gioco:

CO-OP Online Partite online fino a 3 contro 3
Partita Veloce Partite online 1 contro 1

La demo di PES 2018 rimarrà disponibile fino al 31 luglio 2017

La versione PlayStation 4 non richiede PS Plus, per la versione Xbox One è necessario, invece, l’abbonamento Live Gold

Intel mostra prezzi e lineup dell’intera famiglia di processori X

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Emergono nuovi dettagli sulla lineup di processori della famiglia Intel X, dedicati agli appassionati e ad utenti professionali.

Recentemente Intel ha rivelato alcuni nuovi dettagli sull’ultimo processore della famiglia Intel X presentato, il 7920x. Il processore con 12 core e 24 threads avrebbe un clock di 2.9Ghz, 16,5MB di cache L3 ed un prezzo di 1199$. Stando a questi dati il processore dovrebbe porsi in diretta concorrenza con AMD Threadripper 1920x ( con il quale curiosamente condivide anche anche parte del nome) ma almeno sulla carta tuttavia, il processore AMD sarebbe in vantaggio. Innanzitutto per la frequenza di clock: il processore Ryzen 1920x di AMD avrà infatti un base clock di 3,5 Ghz contro i 2.9Ghz del rivale Intel 7920x. In secondo luogo, il prezzo. AMD ha annunciato che il prezzo del suo Threadripper più economico sarà di 799$, ben 400$ di differenza rispetto alla controparte Intel. Di recente inoltre è emerso un rumor che vorrebbe AMD intenzionata ad offrire un dissipatore a liquido in bundle con il processore, il che farebbe aumentare ulteriormente il valore dell’offerta AMD. In attesa di conoscere ulteriori dettagli su quella che sta diventando una vera e propria sfida senza quartiere, vi invitiamo a dare uno sguardo alla slide qui sotto.

Doom si aggiorna alla versione 6.66

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DLC sbloccati e tante novità

DOOM ha superato la quota di ben due milioni di copie vendute tramite Steam e Bethesda ha annunciato oggi l’arrivo di un nuovo interessante aggiornamento del gioco che va a rendere l’esperienza di gioco definitiva.

Qui di seguito tutte le novità comunicate da Bethesda:

Tutti i DLC multigiocatore sono disponibili per tutti

Abbiamo ritirato il Season Pass di DOOM e reso disponibili i DLC multigiocatore a tutti. Parliamo di tre pacchetti che includono nove tra le nostre migliori mappe, tre armi aggiuntive, tre demoni giocabili aggiuntivi, nuovo equipaggiamento, nuove corazze e altro ancora, senza contare funzionalità come il supporto ai bot, che i giocatori apprezzano ormai dallo scorso anno.

Un nuovo sistema di progressione multigiocatore

Con questo aggiornamento abbiamo cambiato le modalità di sblocco di armi, demoni ed equipaggiamento aggiuntivo e di tutte le opzioni di personalizzazione delle armi. Invece di essere basato sul caso, come il sistema attuale, adesso tutto viene sbloccato soddisfacendo dei requisiti di livello specifici e/o superando le sfide di gioco. Volete un casco in particolare? Lo avrete solo tarando il vostro stile di gioco sui requisiti necessari per ottenerlo. Siamo certi che sia i veterani sia i neofiti apprezzeranno la versatilità e l’efficienza del nuovo sistema di progressione.

Una nota per i giocatori veterani: sappiamo che avete sbloccato numerosi oggetti tramite il sistema attuale e/o l’acquisto dei DLC. Vogliamo assicurarvi che non solo potrete scegliere di conservare tutti questi oggetti, ma anche di sbloccare eventuali elementi non ancora in vostro possesso tramite il nuovo sistema. Per renderlo possibile, riporteremo tutti i veterani al livello 0. Niente panico, poiché questo numero indica esclusivamente il vostro livello. Tutti i giocatori veterani avranno l’opzione di azzerare completamente la propria progressione (e, di conseguenza, tutti gli oggetti ottenuti) e ripartire da capo con il nuovo sistema, OPPURE possono conservare armi, equipaggiamento, demoni e personalizzazioni acquisite o acquistate e sbloccare gli elementi restanti tramite il nuovo sistema. Indipendentemente dalla scelta, i veterani verranno insigniti di una menzione d’onore speciale per celebrare i loro successi nella precedente versione del gioco. Per i pochi che hanno ottenuto il livello Uccisore massimo, abbiamo in serbo una menzione d’onore davvero speciale.

Nuovo sistema delle rune, informazioni sul giocatore più complete e nuova interfaccia utente

Da un punto di vista più legato al gioco in sé, abbiamo sostituito il sistema dei moduli hack con il nuovo sistema delle rune. Come per il sistema delle rune della campagna di DOOM, le rune multigiocatore sono abilità permanenti ottenute dal giocatore e disponibili nella sua dotazione. A differenza dei moduli hack, le rune non necessitano di attivazione e non hanno una scadenza. Le rune sono abilità persistenti che diventano parte integrante del vostro stile di gioco.

Abbiamo modificato gran parte dell’interfaccia di gioco, inclusi messaggi più chiari per sfide, premi e punteggio. La schermata di uccisione è stata interamente riveduta per fornire informazioni più dettagliate sulla morte del giocatore, con dati non soltanto limitati a chi ha inflitto il colpo di grazia, ma anche relativi a tipi di armi e danni combinati che hanno portato alla sua dipartita.

I giocatori scopriranno anche numerosi miglioramenti nei menu e nell’interfaccia utente, inclusi nuovi resoconti post-partita e nuovi dettagli sullo stato dei giocatori nella sala d’attesa, sulle opzioni di progressione e sulle caratteristiche di armi, equipaggiamento e demoni.

Se non avete mai provato DOOM, vogliamo offrirvi l’opportunità di provare uno dei giochi più apprezzati del 2016. A partire dalle 18:00 (ora locale) di giovedì 20 luglio su Xbox One, dalle 19:00 di giovedì 20 luglio su PC e dalle 18:00 giovedì 27 luglio su PlayStation 4, potrete provare DOOM gratuitamente. Distruggete orde di demoni nei primi due livelli dell’acclamata campagna e scatenatevi per ottenere il record in modalità Arcade. Inoltre, avrete accesso illimitato alla modalità multigiocatore e a SnapMap per l’intero weekend. Se deciderete di acquistare il gioco durante il weekend gratuito, tutti i progressi della campagna e della modalità multigiocatore verranno conservati.

non solo vi offriamo la possibilità di provarlo nel weekend gratuito, ma anche di acquistarlo allo straordinario prezzo di 14,99 € (solo acquisto digitale). Parliamo di campagna completa, modalità Arcade, tutti i DLC, infinite ore di SnapMap e modalità multiplayer in cui mettere alla prova le vostre abilità di Uccisore a soli 14,99 €.

EA terrà una conferenza alla Gamescom 2017

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Cosa c’è da aspettarsi?

Electronic Arts, ha annunciato che terrà la sua personale conferenza alla Gamescom di Colonia che ricordiamo si terrà dal 22 al 26 agosto.

La società statunitense ha confermato attraverso il sito ufficiale che oltre all’intrattenimento dal vivo dedicato alle centinai di persone che visiteranno la fiera, è prevista la presenza di diversi pionieri dei videogiochi che produrranno contenuti direttamente dalla EA Business Lounge e ben 400 postazioni di gioco dedicate.

Nel dettaglio:

  • EA Live Show. Collegati su EA.com/it-it/ il 21 agosto alle 18:30 CET/9:30 PDT e sarai tra i primi ad ammirare nuovi gameplay e partite in diretta, oltre a un paio di sorprese che abbiamo preparato.
  • Alla scoperta del gameplay. Dal 22 al 26 agosto, metteremo a disposizione dei giocatori circa 400 postazioni di gioco all’interno dello stand di EA alla gamescom. Chi sarà presente a Colonia, potrà avere un assaggio di Star Wars Battlefront IINeed for Speed PaybackEA SPORTS FIFA 18Battlefield 1: In the Name of the Tsar, oltre ad alcuni dei nostri giochi per dispositivi mobili più famosi tra cui Star Wars Galaxy of Heroes e FIFA Mobile.
  • Intrattenimento dal vivo. Ci saranno un sacco di cose da fare e da vedere allo stand di EA alla Gamescom. Il palco centrale sarà dedicato all’intrattenimento per tutta la durata dell’evento, con approfondimenti sul gameplay, interviste ai produttori, concorsi, musica e altro.
  • Pionieri dei videogiochi. Alcuni dei più influenti creatori di contenuto al mondo produrranno contenuti direttamente dalla EA Business Lounge; registreranno filmati di gameplay, creeranno storie e trasmetteranno tutto in streaming dal palco, con contenuti provenienti da Star Wars Battlefront II, Need for Speed Payback, Battlefield 1, The Sims 4, The Sims Mobile, FIFA Mobile e altri titoli.

 

Annunciata la seconda stagione di The Wolf Among Us

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Il sequel è in sviluppo.

Attraverso il trailer che potete visualizzare sotto, Telltale Games ha ufficialmente annunciato The Wolf Among Us Season 2, che debutterà nel corso del 2018 e ci metterà nuovamente nei panni di Bigby Wolf.

In attesa di nuovi dettagli in merito, vi lasciamo al video pubblicato:

Recensione Final Fantasy XII: The Zodiac Age

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Una seconda opportunità, nella vita, non la si nega a nessuno. E non devono certamente essere i giocatori a negarla, in ambito videoludico, quando la sentenza è già stata emessa dalla casa di produzione. Così, torna alla ribalta Final Fantasy XII. Sì, quel Final Fantasy “strano”, che dieci anni fa ha così tanto fatto parlare di sé, pur segnando uno dei tasselli dell’era PlayStation 2. Un party guidato dall’intelligenza artificiale, una volta che avevamo impostato le azioni da eseguire? Dove mai si era vista una cosa simile? Final Fantasy XII fu una sperimentazione, una novità nel proprio tempo. E non sempre questi prodotti vengono apprezzati, durante la propria epoca.

È pur vero che la stampa settoriale dell’epoca apprezzò quanto aveva da offrire il titolo di Square Enix, che dopo tutto vantava tra le altre cose una storia davvero interessante e ricca di colpi di scena, nonché una mole di contenuti e segreti da fare invidia anche al recentissimo Final Fantasy XV. Questa è una verità; un’altra verità è che se oggi pubblichi la remastered di un titolo è davvero difficile che la gente non la compri. C’è sete di vecchi giochi, del già visto, pur riproposto ad un colpo d’occhio aggiornato (che vuole pur sempre la sua parte).

Da ultimo, i fan della serie Final Fantasy strepitano un sacco, ma alla fine i giochi li comprano, belli o brutti che li definiscano. E nel periodo “post Final Fantasy XV”, in cui DLC dedicati all’ultima produzione continuano ad uscire, sono comunque affamati di altri titoli legati al brand. In questo, The Zodiac Age è il più simile dei vecchi capitoli al nuovo Final Fantasy XV, dunque matematicamente ha più possibilità di essere apprezzato dai neofiti, che magari si sono avvicinati alla serie solo lo scorso novembre.

A distanza di dieci anni, quindi, vale la pena concedere una seconda opportunità: “Provaci ancora Final Fantasy Numero Dodici”! Kingdom Hearts ha avuto la sua buona (troppa) dose di riedizioni, adesso tocca a te, arricchito del sottotitolo The Zodiac Age e di un nuovo comportato tecnico.

Intrighi, inganni ed eroi

Dieci anni sono tanti, e magari due lustri fa eravate troppo piccoli per andare oltre i combattimenti di Final Fantasy XII e godervi la storia; o semplicemente, dopo tutto questo tempo, ve la siete dimenticata. Faremo il nostro dovere come al solito, e vi racconteremo la vicende (per sommi capi, dato che è una vicenda lunga) e facendo attenzione a non anticipare nulla di rilevante ai fini della trama di gioco.

Se non ve ne siete accorti a suo tempo, vi avvertiamo che la trama di Final Fantasy XII: The Zodiac Age è rivolta ad un pubblico maturo, capace di comprendere e apprezzare appieno ogni singolo tassello del complesso intreccio narrativo, che offre tra le altre cose numerosi spunti di riflessione sul valore del sacrificio e della lealtà, e del senso del dovere. Troveranno spazio gli intrighi politici, le brame di potere e anche le meschine macchinazioni dei cattivi di turno.

Le gesta dei nostri beniamini prendono il via in Dalmasca, un piccolo regno che già nelle battute introduttive del gioco verrà invaso e occupato dall’Impero di Archadia, impegnato in una manovra di espansione dell’impero stesso che mira a fagocitare a lungo termine persino Rozaria, l’altra superpotenza del gioco, e a ottenere l’egemonia su tutta Ivalice. La disfatta della debole Dalmasca è però più rapida e plateale del previsto, in quanto l’assalto avviene poco dopo le nozze dell’amatissima principessa ereditaria col bel principe della vicina nazione di Nabradia.

Mentre quest’ultima viene rasa al suolo, con la morte sia del popolo che dello sposo, Dalmasca è vittima di un ingegnoso complotto dalle impensabili finalità; come risultato, l’anziano sovrano rimane ucciso durante l’apparente tradimento del valente capitano Basch fon Ronsenburg, indignato dalla possibilità di firmare un armistizio con l’invasore. In seguito all’esecuzione del regicida e alla notizia della presunta morte dell’intera dinastia reale, tutti i capitani del regno vengono proclamati traditori e la nazione cade definitivamente nelle mani dell’Impero, il quale incarica l’ambizioso Vayne Solidor, figlio maggiore dell’imperatore, di prenderne le redini nelle vesti di console. Non propriamente l’integrità fatta persona, comunque.

La storica indipendenza di Dalmasca sembra perduta, almeno finché un giovane ladruncolo di nome Vaan (eccovi qui finalmente, nei panni del protagonista), sempre più indispettito dal predominio imperiale che dura ormai da due anni, non deciderà di infiltrarsi nel palazzo reale per rubare la mitica Magilite della Dea, un arcano cimelio in grado di legittimare la linea di successione al trono della dinastia reale. Tale episodio metterà dunque in moto una serie di eventi e concidenze che porteranno Vaan e gli altri protagonisti a svelare gli inganni e i complotti dietro la caduta di Dalmasca, ma soprattutto indirizzeranno la principessa Ashelia, che è ancora viva, verso la riconquista della sovranità.

A tutto Gambit

Fantasy XII: The Zodiac Age a suo tempo si distaccava (e distacca oggi) quasi del tutto dai precedenti episodi e da quelli che lo hanno seguito, sposando una meccanica di gioco molto simile a quelle di un MMORPG. Innanzitutto abbandona la telecamera “fissa” e i combattimenti a turni casuali. L’approccio generale da MMORPG, nel particolare, è unico: il giocatore che può esplorare le macro-aree in cui si suddivide ogni location visitabile, con i nemici chiaramente visibili sullo schermo e quindi a volte evitabili.

Il titolo utilizza un sistema di combattimento in tempo reale di discreta complessità chiamato Active Dimension Battle, costruito attorno a una serie di situazioni e tattiche configurabili attraverso i Gambit. Se questo sistema è attivo, i tre membri del party scelti per combattere attaccano i nemici automaticamente (in caso contrario il videogiocatore può scegliere direttamente quali azioni fargli compiere attraverso il classico menu a tendina), e una linea colorata collegherà il personaggio al suo bersaglio, con il tipo di incantesimo o attacco che sta per usare identificato a vista.

La gestione dei Gambit è quindi uno degli aspetti più importanti del gioco, visto che le sorti delle battaglie, specie quelle più difficili, dipendono dalla “corretta” configurazione dei princìpi che regolano le reazioni dei vari personaggi durante lo scontro. Il Gambit consiste in una serie di parametri che il giocatore acquisisce in modi diversi durante l’avventura e che può poi impostare stabilendo delle vere e proprie priorità comportamentali per ogni singolo personaggio a seconda degli eventi.

Tra le novità più apprezzabili,  sono state aggiunte la possibilità di spostarsi rapidamente all’interno degli scenari, anche durante i combattimenti, premendo il dorsale L1, scelta che abbiamo gradito visto che così si possono tagliare i tempi morti senza perdersi al contempo le parti di trama e i combattimenti più ostici; e poi un sistema di salvataggio automatico intermedio tra le diverse mappe, in modo tale da semplificare la navigazione ed evitare di far ripartire il giocatore da un punto di salvataggio troppo distante in caso di morte prematura. A impreziosire invece ulteriormente l’offerta c’è una modalità Sfida che offre ai fan più preparati la possibilità di affrontare fino a cento scontri in successione mettendo alla prova le proprie abilità nell’organizzare e gestire adeguatamente il party.

Commento Finale

A distanza di 10 anni, il ritorno ad Ivalice è ancora una volta indimenticabile. Troppo ambizioso e moderno all’epoca, il sistema di combattimento e la gestione dei personaggi di Final Fantasy XII The Zodiac Age si presenta oggi in linea con le produzioni standard di quasi tutti gli RPG, allontanando l’effetto “straniante” da parte del giocatore. Se aggiungiamo un comparto tecnico completamento rivisto (anche se di certo non perfetto) e la possibilità di un taglio di prezzo entro Natale, è la volta buona per scoprire (o riscoprire) uno dei capitoli fondamentali della Fantasia Finale di Square Enix.