In mare o in montagna poco importa, c’è sempre una cosa che non può mai mancare: la tecnologia, a farci da compagna preziosissima anche durante le vacanze estive 2017. Il perché è presto detto: oramai siamo talmente abituati da sentirne la mancanza, e anche per un discorso di mera utilità, dato che fra foto e musica oramai passa tutto attraverso le maglie dell’hi-tech.
Persino il nostro cane non può farne a meno, soprattutto quando si è particolarmente attenti nel ritrovare un cucciolo in caso di smarrimento. Quali sono i device hi-tech indispensabili per l’estate 2017?
In viaggio in auto con la tecnologia
Il primo aspetto di una vacanza tecnologica riguarda ovviamente l’automobile, dunque il mezzo che renderà possibile il nostro viaggio, sia esso all’estero o in Italia. Qui sono i navigatori satellitari a farla da padrone: ma come sceglierli? Attenzione soprattutto alle dimensioni del display (meglio optare per qualcosa di visibile come il 5 pollici), alla dotazione delle mappe e alle funzioni aggiuntive, come la compatibilità Bluetooth e la presenza della voce-guida. Sappiate inoltre che in commercio esiste un modello avanzato di navigatore, vale a dire il segnalatore Coyote che oltre alla navigazione offline, particolarmente utile nei tratti di strada più difficili, segnala anche gli autovelox e di conseguenza ci aiuta a monitorare la velocità di crociera.
La vacanza in uno scatto fotografico
Le foto sono il succo di una vacanza, ma occorre anche capire cosa utilizzare per scattarle: meglio lo smartphone o la fotocamera digitale? Il primo è consigliato solo nel caso il cellulare sia di fascia alta, dato che in questi casi la fotocamera ha una qualità pari alle migliori macchine in commercio. Al contrario, la fotocamera digitale professionale consente una qualità di messa a fuoco di molto superiore, e dunque la possibilità di sfruttare opzioni come l’auto-focus, i controlli manuali e ovviamente il set di obiettivi. Gli smartphone, invece, sono molto più veloci e versatili, e possono contare anche su una miriade di app per applicare filtri e per fare post-produzione.
Vacanze da cani: tecnologia per animali
Anche i nostri pet domestici, quando vengono in vacanza con noi, necessitano di un tocco tecnologico: è per la loro sicurezza, e non certo per moda. Ecco che un collare GPS diventa una necessità impellente quando siamo in viaggio con il nostro cane o con il nostro gatto: nel caso dovessero innervosirsi, scappare per paura o per andare all’avventura – alla scoperta di posti nuovi – grazie a questo device saprete sempre dove andare per recuperarli sani e salvi, e senza troppi patemi.
Tecnologia in spiaggia: musica e letture
Rilassarsi in spiaggia non dovrebbe ovviamente essere un problema: casomai, il rischio è che possa subentrare la noia, soprattutto per un cervello abituato a mantenersi attivo. Nell’evenienza è importantissimo poter contare su un altoparlante Bluetooth da connettere allo smartphone, così da poter ascoltare la vostra musica preferita mentre prendete la meritata tintarella, o su un e-reader che vi consenta di concedervi la lettura di un buon e-book, comodamente collocati sulla vostra sdraio in riva al mare. Magari anche un mix di entrambi questi aspetti, così da non farvi mancare proprio niente.
Negli scorsi giorni ci sono state diverse novità in merito ad alcuni titoli targati Bandai Namco.
Qui di seguito tutti i dettagli:
Dragon Ball FighterZ
Durante EVO 2017 è stato annunciato Trunks come personaggio giocabile in Dragon Ball FighterZ (inizio 2018 per PlayStation 4, Xbox One e PC via Steam).
Non solo, sempre durante l’evento è stata annunciata una closed beta per Xbox One e PlayStation 4 che darà la possibilità di provare 9 personaggi del gioco! Le iscrizioni apriranno dal 26 luglio.
Tekken 7
Tekken 7 porterà un altro celebre personaggio nel mondo del gioco: Geese Howard del franchise di Fatal Fury si unirà infatti al roster nell’inverno del 2017 con il lancio del DLC #2.
Naruto To Boruto: Shinobi Striker
I ninja più esperti si sono riuniti per affrontarsi in una serie di combattimenti online 4 contro 4 in vasti scenari 3D e con 4 tipi diversi di Ninjutsu. I personaggi di tipo d’Attacco, come Naruto Uzumaki, Kakashi Hatake e Pain, potranno disporre di attacchi potenti e veloci. Ma Naruto To Boruto: Shinobi Striker includerà anche personaggi di tipo a Distanza, come Sasuke Uchiha, Itachi Uchiha e Konan, noti per i loro attacchi dalla lunga distanza. Mentre Kisame Hoshigaki è un lottatore di tipo Difensivo, in grado quindi di rinforzare le proprie difese. L’ultimo tipo di personaggi, i lottatori di tipo Curativo, come Sakura Haruno, saranno in grado di guarire se stessi e gli altri giocatori.
Le due principali modalità battaglia svelate oggi possono essere giocate anche in 4 contro 4. Nella modalità Battaglia Barriera le squadre vengono divise in Attacco e Difesa, con l’obiettivo di sconfiggere il boss. Nella modalitàBattaglia Bandiera, le squadre di 4 shinobi devono invece catturare la rispettiva bandiera e riportarla nel proprio territorio. Altre modalità secondarie includono scorta, sterminio e dominio, che consentiranno ai giocatori di collaborare con gli amici per completare la missione!
Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno posticipato al 19 gennaio 2018
BANDAI NAMCO Entertainment Europe ha annunciato che la data di uscita diNi no Kuni II: Il Destino di un Regno è stata posticipata al 19 gennaio 2018. Per comunicare questo cambiamento ai fan, Akihiro Hino – amministratore delegato e direttore del famoso videogioco prodotto da LEVEL-5 Inc. – ha realizzato un video disponibile qui:
‘Per essere certi di dare ai fan un prodotto di qualità e un’esperienza di gioco soddisfacente, abbiamo ritenuto opportuno prenderci più tempo per svilupparlo. Mi scuso profondamente con tutti coloro che lo stavano aspettando con trepidazione per novembre. […] In ogni caso, continueremo a dare il nostro meglio per garantirvi dei contenuti single player soddisfacenti e all’altezza delle vostre aspettative.’, queste le parole di Akihiro Hino, amministratore delegato e presidente di LEVEL-5 Inc.
Il video contiene anche ulteriori informazioni riguardo la modalità di gioco online e i premi ricevuti all’E3.
Sopravvivi per qualche ora nel pericoloso universo di The Surge
L’action-RPG hardcore di Deck13 è disponibile da maggio per PlayStation 4, PlayStation 4 Pro, Xbox One, e PC, e da oggi è possibile provare il gioco dall’inizio della storia e addentrarsi nella pericolosa CREO, una mega corporazione che è stata colpita da una devastante catastrofe. La demo, è attualmente disponibile solo per piattaforma PC (via Steam) e verrà resa disponibile più avanti anche per console e permette di giocare per diverse ore e, nel momento in cui sceglierete di continuare l’avventura, il vostro progresso sarà trasferito al gioco completo, permettendovi di riprendere a giocare esattamente dove vi siete fermati!
È da oggi disponibile anche un divertente trailer che mostra le reazioni di alcuni giocatori che hanno accettato la sfida di The Surge.
La nuova concessionaria del marchio Nokia è pronta al lancio del top di gamma Nokia 8
La HMD Global, società di diritto norvegese che dal 2016 detiene l’esclusiva per lo sfruttamento del marchio commerciale Nokia sul mercato degli smartphone, è pronta a lanciare sul mercato il nuovo top di gamma: il Nokia 8.
Il terminale, in ossequio alla politica dell’erede di quella che fu la regina nella commercializzazione di cellulari e smartphone, sarà uno smartphone supportato da sistema operativo Android con caratteristiche tecniche di tutto rispetto.
La sfida principale sembra essere quella di riuscire a piazzare un proprio modello nell’olimpo dei terminali di fascia alta, in quella fascia “top-level” nella quale sembrano essere egemoni Apple e Samsung.
E’ per questo che la HMD Global, come riferito dal blogger @evleaks (Evan Blass) su Twitter, sarebbe pronta al lancio di un terminale con uno schermo da 5,3 polliciAMOLED, una doppia fotocamera da 13 Mpx con ottiche Carl Zeiss, un processore Qualcomm Snapdragon 835 con ben 6 gb di ram nonché la funzione di riconoscimento delle impronte digitali, il tutto in un involucro costituito da materiale pregiato, forse alluminio.
Questa sarebbe la strada scelta dal redivivo marchio Nokia, entrato in sordina e con modelli “vintage” sul mercato, al fine di riguadagnare quella posizione di preminenza e di guida per gli altri smarrita negli anni.
Per il momento non ci resta che apprezzare le immagini rilasciate dal blogger Evan Blass su Twitter che tuttavia propone per il Nokia 8 forme arrotondate già viste e nessuna novità in grado di attirare i nostalgici di Nokia ed impensierire le dirette concorrenti.
Un mouse per ambidestri pensato per soddisfare tutte le esigenze
ASUS Republic of Gamers ha annunciato Pugio, un mouse ottico per giocatori ambidestri totalmente personalizzabile per soddisfare le esigenze dei giocatori più estremi. I tasti laterali sono facilmente configurabili per decidere il layout preferito mentre l’esclusivo sistema push-fit permette all’utente di sostituire gli switch – che vantano una durata di 50 milioni di clic – per scegliere la resistenza al clic preferita. Un sensore ottico a 7200 DPI, illuminazione ASUS Aura RGB con supporto per Aura Sync e un’estetica aggressiva appositamente creata per i gamer, completano la dotazione di questa nuova eccezionale periferica.
Design ergonomico per lunghe sessioni di gioco
I classici mouse per ambidestri con i pulsanti laterali adottano un layout con pulsanti simmetrici per soddisfare sia i giocatori destrorsi sia quelli mancini, evitando così il rischio di cliccare per sbaglio i pulsanti, rischiando di distrarre il giocatore anche quando sono disattivati. Con ROG Pugio, non c’è bisogno di modificare il proprio stile di presa per evitare di premere per sbaglio i tasti. Infatti, Pugio adotta due pulsanti laterali magnetici configurabili su entrambi i lati con cover che possono essere spostate e posizionate solo dove necessario per adattarsi alle singole esigenze del giocatore. I pannelli laterali in gomma con dettagli d’ispirazione Maya contribuiscono ad una presa sicura, stabile e confortevole.
L’esclusivo sistema push-fit adottato dal nuovo mouse permette di installare con facilità uno switch con diversa resistenza allo scatto, semplificando così anche la sostituzione di interruttori consumati o danneggiati e contribuendo a prolungare la durata del mouse.
ROG Pugio garantisce così la migliore esperienza d’uso grazie agli switch di alta qualità Omron, certificati per un ciclo di vita di oltre 50 milioni di clic, superiore di ben 30 milioni di clic rispetto agli switch Omron standard. Per una ancor maggiore personalizzazione, la dotazione del nuovo mouse include una coppia di commutatori Omron giapponesi di elevata qualità per cambiare facilmente la sensibilità al click che desiderano.
Ampio set di opzioni di personalizzazione
L’esclusiva tecnologia di illuminazione ASUS Aura RGB permette di utilizzare una gamma infinita di combinazioni cromatiche per creare straordinarie sincronie ed effetti di luce, permettendo ai gamer di esprimere il proprio stile e sincronizzare gli effetti luminosi del mouse con gli altri prodotti compatibili Aura Sync. ROG Pugio utilizza l’illuminazione Aura RGB in tre aree, tra cui le fasce luminose angolari presenti sul retro del mouse. La sincronizzazione dell’illuminazione tra il mouse Pugio e la tastiera ROG Claymore è immediata: è sufficiente premere il tasto dedicato alla funzione hotkey ROG Sync .
L’intuitivo software ROG Armoury offre il controllo completo sul funzionamento di Strix Evolve, inclusa la possibilità di personalizzare gli effetti luminosi Aura RGB, programmare e ri-mappare le funzioni assegnate a tutti gli otto tasti presenti, regolare le impostazioni delle prestazioni e la calibrazione della superficie di contatto, salvare profili del mouse e molto altro ancora.
La miglior esperienza di gioco
ROG Pugio adotta un avanzato sensore ottico da 7200 DPI, una velocità di tracciamento di 150 IPS e un’accelerazione massimo 30g per garantire la velocità, risoluzione e precisione fondamentale per vincere anche le battaglie più ardue. Il tasto DPI dedicato permette di passare istantaneamente da un livello di sensibilità all’altro, con la presenza di un apposito indicatore che mostra l’attuale impostazione in uso.
Pugio adotta un layout con pulsanti separati che riduce la forza e la distanza di azionamento per ogni singolo clic assicurando una risposta più rapida e più sensibile.
Comodi accessori ROG in dotazione
La dotazione del nuovo mouse include un comodo astuccio ROG per organizzare e proteggere le cover dei tasti laterali inutilizzate, gli switch aggiuntivi e altri accessori, un pratico adesivo ROG e una pratica custodia per trasportare e proteggere il mouse.
Il mouse ROG Pugio è disponibile a un prezzo consigliato di Euro 89,90, Iva inclusa.
SPECIFICHE TECNICHE
Connettività
Via cavo USB 2.0
Risoluzione rilevamento
Sensore ottico 7200 DPI
Velocità rilevamento
150 IPS
Accelerazione rilevamento
30g
Switch
Omron® D2FC-F-K (50M)
Sono inclusi switch giapponesi Omron® D2F-01F aggiuntivi
Compatibilità sistema operativo
Windows 10
Windows 8.1
Windows 7
Dimensioni
12.1 x 6.7 x 4.1cm
Peso
103 grammi senza cavo
Contenuto della confezione
1 x ROG Pugio
1 x astuccio per accessori ROG contenente 2 switch Omron® di fattura giapponese e 2 cover per i tasti laterali
1 x custodia ROG
1 x adesivo con logo ROG
Documentazione
Note
Elenco switch compatibili per socket switch ROG
– swtich Omron® D2F Series: D2F, D2F-F, D2F-01 e D2F-01F
Chiara Ferragni? Oltre che un’esperta di tendenze, è anche un’esperta di “infrazioni”: il motivo? La famosa blogger di moda è infatti abituata a saccheggiare l’armadio del fidanzato Fedez, soprattutto quando si parla di capi maschili e street come ad esempio le felpe, i cappellini da baseball, i bomber e ovviamente le t-shirt in puro stile ghetto. Non solo gli uomini, dunque: l’occasione fa anche le donne ladre.
E questo è un discorso che potrebbe riguardare anche voi: nulla, infatti, vi impedisce di prendere di mira il guardaroba del vostro boyfriend, di privarlo di qualche abito o accessorio, e di utilizzarlo per creare uno stile unico e creativo. Mixando abiti maschili ad abiti femminili, infatti, riuscirete a creare dei look eccentrici ma comunque davvero sensuali. Non ci resta altro da fare, dunque, che creare una vera e propria lista di tutti quegli abiti e componenti appartenenti al vostro lui che – da oggi – non potranno dormire sonni tranquilli.
Guardaroba del fidanzato: quali capi rubare?
Adesso che avete colto tutte le potenzialità del guardaroba del vostro lui, quali sono i capi e gli accessori che meriterebbero di essere depredati ed indossati? Innanzitutto le camicie bianche, dato che rappresentano uno degli abiti maschili più sensuali in assoluto, se indossati da una donna. E poi, le camicie maschili sono anche molto eleganti e possono salvarvi la vita, nel caso doveste uscire senza avere a disposizione il vostro personalissimo armadio.
E le scarpe? Come insegna sapientemente Chiara Ferragni, è un vero trend sfoggiare capi e accessori da uomo dei marchi sportivi più noti, come ad esempio le Nike uomo, acquistabili online su portali come yoox.com. Tutto qui, dunque? No di certo: anche i blazer e i bomber con le toppe – in stile anni 90 – rappresentano un capo d’abbigliamento fantastico per creare un outfit sexy ma anche comodo. E poi, come non citare i maglioni over-size, che potrete utilizzare come vestito intero, facendo risaltare la vostra sensualità senza nemmeno impegnarvi più di tanto? Infine, largo anche ai cappellini con visiera e alle tute.
Dal Gender al No Gender: quando la moda è unisex
La tendenza del vestire maschile, per le donne, rappresenta un ottimo sistema per variare il look, per stare comode e per creare outfit incredibilmente variegati e affascinanti: non è un caso che siano in tantissime le donne che – come la Ferragni – aggrediscono il guardaroba del Fedez di turno per sistemare questo o quel dettaglio. Ma va anche detto che passare dallo stile Gender al No Gender è questione di un attimo: ultimamente sta infatti sorgendo una nuova moda che vede la totale scomparsa di qualsiasi elemento distintivo maschile o femminile negli abiti, creando così una serie di capi indistinguibili.
Va comunque fatta una distinzione fra unisex e No Gender: se nel primo caso si parla più che altro di emancipazione delle donne anche nel vestire (dunque sinonimo di ribellione), nel secondo caso la caduta di genere avviene a monte, dunque l’abito viene specificatamente creato per essere indossato da un individuo prima ancora che da un uomo o da una donna.
Le migliori storie, lette da narratori professionisti e disponibili sull’app
Il binomio estate-viaggi è una certezza: le scuole sono chiuse, le gite fuoriporta riempiono i primi weekend estivi e le vacanze sono sempre più vicine. È tempo di fare la valigia, mettersi in viaggio e raggiungere la meta che abbiamo sognato per tutto l’inverno. Quale modo migliore di trascorrere le lunghe ore in auto, aereo, treno o traghetto, che rilassarsi ascoltando una storia che ti porterà in un mondo lontano? Il viaggio, quello della mente, inizia proprio con Audible – società Amazon leader nell’audio entertainment di qualità – che lo scorso 11 maggio ha festeggiato il suo primo anno in Italia. In occasione dell’arrivo dell’estate, il catalogo disponibile su Audible.it e consultabile sull’app, si riempirà di nuovi titoli imperdibili: dai thriller ai romanzi, dalle serie audio ai gialli, che renderanno ancora più magico e profondo qualunque tipo di viaggio in programma per quest’estate.
Non sai da quale iniziare? Ecco di seguito 5 suggerimenti per tutti i gusti:
Hai in programma un lungo viaggio in auto, magari da Milano a Napoli? Ami le storie forti e coinvolgenti, capaci di tenerti sulle spine fino all’ultimo istante?
SPY STORY LOVE STORY è il thriller che fa per te.
Scritto da Nicolai Lilin, autore del best seller di successo Educazione Siberiana, e letto da Jacopo Venturiero, il romanzo racconta la storia di Alësaera, che quando ha commesso il suo primo omicidio era solo un bambino al quale la vita aveva già tolto tutto. Da anni lavora come killer al servizio di Rakov, adesso però vorrebbe dire basta, essere finalmente libero. Ricco di colpi di scena e suspence, l’audiolibro – della durata di 8 ore e 40 minuti – ti accompagnerà, senza deluderti.
Sei in viaggio dall’aeroporto verso la casa prenotata nel centro di Londra, ma non hai avuto nemmeno il tempo di farti un giro sul web o chiedere consiglio al tuo migliore amico, che ci è appena stato?
TI PORTO IN VIAGGIO ti salverà con veloci consigli da vero “local”.
Realizzata in collaborazione con TBnet – la blogger community di travel influencer più attiva in Italia – Ti Porto in Viaggio è una serie audio originale Audible che ti accompagnerà alla scoperta delle città più belle del mondo. Ogni episodio – della durata di 20 minuti ciascuno – è dedicato a una città del mondo: da Roma a Parigi, da Venezia a Marrakech, passandro proprio per Londra: sarà come avere un amico fidato accanto, alla scoperta delle chicche local che ogni turista fai da te vorrebbe avere… nelle orecchie! E anche dopo l’ascolto, ovunque ti troverai, l’unica cosa che ti resterà da fare sarà preparare lo zaino e pensare subito alla prossima destinazione.
Trascorrerai le tue vacanze tra le acque cristalline della Sardegna e il tragitto sul traghetto da Genova a Porto Torres sembra interminabile?
Sei romantico e ami sognare ad occhi aperti?
TI RICORDI DI ME? è la perfetta ricetta romantica che ti cullerà, insieme alle onde del mare.
Scritto da Sophie Kinsella e letto da Tania De Domenico, l’audiobook racconta la storia di Lexi, che si sveglia improvvisamente in un letto d’ospedale e non ricorda nulla del suo passato recente, marito compreso. Quando torna a casa deve ricostruire tutto da capo, a partire dal rapporto con suo marito, al momento un perfetto sconosciuto. Stravagante, divertente e sorprendente, Ti ricordi di me? – della durata di 10 ore e 17 minuti – ti farà ridere e sognare a tal punto che non ti renderai nemmeno conto di aver raggiunto la Sardegna in un batter d’occhio.
Ami i lunghissimi viaggi in treno e guardare il paesaggio che cambia lentamente fuori dal finestrino? Ti piacciono le storie intense e mai scontate?
Emozionati ascoltando QUALCUNO CON CUI CORRERE
Il best seller di David Grossman, letto da Pierpaolo de Mejo, ti farà conoscere Assaf, un sedicenne timido e impacciato, che inseguendo un cane per le strade di Gerusalemme viene condotto in luoghi impensabili, di fronte a inquietanti personaggi. Fino a incontrare Tamar, una ragazza solitaria e ribelle, con la quale decide di “correre”. Disarmante, commovente e coinvolgente, Qualcuno con cui correre – della durata di 14 ore – ti accompagnerà da Nord a Sud, per esempio da Milano a Palermo, senza che tu non te ne renda nemmeno conto.
Mentre passeggi tra le fresche valli, immerso in un paesaggio da togliere il fiato…
Fatti trasportare in un’altra dimensione da
IL CACCIATORE DI AQUILONI
Per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati.
Oltre a questi nuovi titoli appena descritti, il catalogo italiano di Audible conta 2.800 titoli in lingua italiana e circa 13.000 titoli in altre lingue. Audiobook, ma non solo: serie audio, audiocast, programmi radio, guide turistiche e lezioni di lingua, oltre a numerosi contenuti originali prodotti con il brand Audible Studios. L’offerta di Audible, premium e completamente digitale, è proposta agli utenti italiani attraverso una conveniente offerta “all you can listen”: un pratico abbonamento mensile al costo di 9.99€, gratis per i primi 30 giorni di utilizzo e con accesso illimitato all’intero catalogo. Gli utenti che si abbonano possono scaricare e godere, dai propri smartphone, pc e tablet, migliaia di contenuti audio disponibili a qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, senza interruzioni pubblicitarie, scaricabili e ascoltabili anche quando non si è connessi a Internet.
KOEI TECMO Europe ha condiviso nuove informazioni sui diversi personaggi e sul mondo oppresso dal demone di Nights of Azure 2: Bride of the New Moon, oltre ad un nuovo trailer. Previsto in uscita il 27 Ottobre 2017 per Nintendo Switch, PlayStation 4 e Windows PC via Steam, la seconda release dell’IP ‘Nights of Azure’ esplora il forte legame tra gli amici d’infanzia Aluche, Liliana e Ruenheid, che si ritrovano coinvolti in un intricato progetto del destino.
Quando la malvagia Regina Moon minaccia l’umanità, la giovane sacerdotessa Liliana é destinata a diventare la Sposa del Tempo, un sacrificio necessario per salvare il mondo. Questa cosa crea conflitto tra i suoi due migliori amici e durante una loro lite Aluche, la protagonista, viene uccisa da un demone misterioso. Aluche viene successivamente risvegliata mezzo demone e, ancora poco pratica con le sue nuove abilità, passa dalla città in rovina di Eurulm, sua città natale, dove trova Ruenheid che combatte contro un gruppo di demoni. Oltre ogni speranza si riuniscono e decidono di mettere da parte le loro differenze per combattere insieme per una giusta causa: salvare Liliana e sconfiggere la Regina Moon.
Nella loro pericolosa ricerca Aluche e Ruenheid vengono accompagnati da un unico ed insolito gruppo di alleati tra cui il misterioso dottore della Nuova Curia, Camilla Alucard, ex Cavaliere della Curia, Muveil Folin Lou, un assassino mezzo demone, Veruschka, e il potente Nightlord, Arnice. Combattere a fianco di questi “Gigli” emana semi di improbabili amicizie che sbocciano in legami infrangibili creando anche incredibili abilità prima latenti per tutti i personaggi.
Gli accompagnatori umani non sono gli unici ad aiutare nella Guerra contro la Regina Moon, poiché Aluche é in grado di stringere legami con amici affidabili conosciuti come Servans, come il suo amico di lunga data, Nero, Scharf, il fiabesco, Feuille, il tiratore Shikigami Kaede, la bellissima farfalla, Farfalla, una diabolica ombra, Hexer, e Perle, dalla forma di delfino. Questi Servans vengono classificati in due categorie:Strikers che vengono utilizzati specificatamente per i loro fortissimi attacchi e per l’abilità di trasformarsi in armi e Trickers i quali possono usare i loro poteri per rimuovere gli ostacoli e aprire nuovi percorsi!
Per mostrare i fidati compagni di Aluche e per offrire uno sguardo più approfondito nel mondo scuro e pericoloso del gioco, KOEI TECMO Europe ha reso disponibile un nuovo trailer e una serie di immagini tra cui quelle del bonus DLC disponibile per tutti coloro i quali prenoteranno Nights of Azure 2: Bride of the New Moon sia per Nintendo Switch che per PlayStation 4 (solo per i territori e i rivenditori che partecipano all’iniziativa). Chi prenoterà riceverà, precisamente, uno special pack di contenuti bonus che include tre Servans e un costume speciale per Aluche. I giocatori che acquistano il gioco digitalmente attraverso il PlayStation™Network entro le prime quattro settimane dal lancio riceveranno un esclusivo Custom Theme oltre al bonus DLC fornito dai rivenditori!
Prenotando entrambi i titoli GUST Studios di prossima uscita – Blue Reflection e Nights of Azure 2 – verranno sbloccati costumi speciali che nascono dalla collaborazione tra i due giochi. Aluche di Nights of Azure 2 avrà l’outfit di Hinako di Blue Reflection, e Hinako di Blue Reflection riceverà l’outfit di Aluche di Nights of Azure 2. Coloro i quali ricevono i bonus DLC da entrambi i giochi, sia tramite la prenotazione delle versioni retail, sia durante il periodo di early bonus digitale, oppure tramite una combinazione dei due, può riscattare i costumi di collaborazione tra i due titoli.
Infine, per i fan più affezionati, sarà disponibile una Limited Edition sul NIS America Europe Online Store a partire dalle ore 12pm (noon) BST di giovedì 20 luglio 2017. La Limited Edition include un Artbook con copertina rigida, tre bellissimi poster di tela, un CD con la colonna sonora ufficiale, il DLC bonus di prenotazione e una copia fisica del gioco in una stupenda confezione da collezione.
Life is Strange: Before the Storm ha ricevuto moltissimo supporto fin da quando è stato annunciato all’E3 2017, e proprio nella giornata il team di sviluppo ha annunciato che è disponibile un nuovo video del gioco.
In questo video, vedrete Ashly Burch e Zak Garis parlare della creazione del copione di Before the Storm e di come è stato possibile dare forma al personaggio con cui giocherete, la giovane Chloe Price.
Il video include anche un’intervista con Rhianna Devries, l’attrice che ha prestato la voce alla giovane Chloe in Before the Storm. Rhianna ha lavorato con il direttore del doppiaggio della prima stagione per assicurarsi che l’interpretazione e il livello delle emozioni siano all’altezza del gioco originale.
Il primo dei tre episodi di Life is Strange: Before the Storm si intitola “Svegliati” e sarà disponibile dal 31 agosto 2017 per Xbox One, PlayStation 4 e PC (Steam).
Compaiono in rete nuovi dettagli sull’offerta AMD per gli imminenti Threadripper 1920x e 1950x, i processori a 12 e 16 core, 32MB di cache L3, clock a 4.0ghz e ben 64 linee PCIe .
Secondo alcuni rumor AMD starebbe pensando di lanciare i nuovi processori Threadripper in abbinata ad un sistema di raffreddamento a liquido AIO. Il nuovo dissipatore “stock” permetterà agli appassionati di spingere il processore ancora più in alto con il clock, e di beneficiare delle caratteristiche di XFR, il sistema che regola il clock della CPU in base al sistema di dissipazione equipaggiato. Intel aveva già fatto una mossa simile con i nuovi i9, ma il prezzo offerto da AMD, 799$ e 1000$ rispettivamente per il 1920x e il 1950x, è decisamente molto più allettante dei 1700$ richiesti dalla soluzione Intel, a maggior ragione ora che l’offerta è stata ulteriormente migliorata con l’introduzione di nuovi dissipatori AIO.
Samsung ha annunciato di aver aumentato la produzione di chip da 8GB HBM2, la memoria grafica di nuova concezione già utilizzata da AMD per la sua Vega Frontier Edition e per le immininenti RX VEGA.
La notizia sembrerebbe dunque preannunciare l’arrivo di nuove schede equipaggiate con questo nuovo tipo di memoria, estremamente più veloce delle attuali GDDRX5, e gli analisti pensano che l’aumento di produzione non sia dovuto soltanto all’arrivo delle VEGA ma ad una nuova famiglia di schede grafiche non ancora annunciate, probabilmente da parte di NVIDIA.
La compagnia utilizza in realtà già questi moduli per le sue schede grafiche high-end basate su architettura Volta come la nuova Tesla V100 e quindi è probabile che le prossime GeForce saranno equipaggiate almeno per i modelli più performanti con le nuove HBM2, mentre non mancheranno le versioni basate su memorie GDDR6.
Le nuove GTC 20XX vedranno la luce probabilmente nel 2018 e avranno il compito di fronteggiare le nuove VEGA di AMD. In attesa di maggiori dettagli e nuovi rumors, vi invitiamo a leggere qui gli ultimi dettagli sulle RX Vega in arrivo entro la fine del mese di agosto
La famiglia di portatili Asus Zenbook si arricchisce di un modello extra lusso, Zenbook 3 Deluxe UX490
E’ sicuramente un simbolo del design di Asus, ed ora è ancora più bello e potente. Stiamo parlando di Zenbook 3 Deluxe (mod. UX490) che con un peso appena superiore a 1 chilo e soli 12,9 mm di spessore e un display NanoEdge da 14” ambisce a diventare il portatile più glamour in circolazione.
Le sue specifiche parlano chiaro: processori Intel Core di settima generazione, fino a 16GB di RAM LPDDR3 da 2133MHz, dischi fino a 512 GB PCIe, due porte USB Type-C compatibili con lo standard Thunderbolt quattro altoparlanti Harman Kardon e l’iconico design della scocca unibody in alluminio ne fanno un portatile non solo bello ma anche incredibilmente potente.
Se volete saperne di più vi invitiamo a leggere il comunicato di seguito
Si arricchisce la nota e fortunata serie di ultraportatili ASUS con il nuovo ZenBook 3 Deluxe (UX490)
Il notebook più prestigioso al mondo vanta tecnologia allo stato dell’arte e un esclusivo display NanoEdge da 14” racchiuso nelle dimensioni tipiche di portatile da 13 pollici per offrire la più raffinata sintesi tra portabilità e performance
Cernusco sul Naviglio, 17 luglio 2017. ASUS annuncia la disponibilità di ZenBook 3 Deluxe (UX490), la nuova e ancor più sorprendente versione, di ZenBook 3, il notebook più prestigioso al mondo. ASUS ZenBook 3 Deluxe è davvero stupefacente: incredibilmente sottile e leggero – con un peso appena superiore a 1 chilo e soli 12,9 mm di spessore – vanta un magnifico display NanoEdge da 14” circondato da una cornice ultrasottile e racchiuso in uno chassis elegante, leggero e compatto dalle dimensioni paragonabili a quelle di un laptop standard da 13”, per garantire l’equilibrio perfetto tra portabilità e produttività.
Se la serie ZenBook 3 è stata progettata per fornire prestazioni senza precedenti, ZenBook 3 Deluxe va addirittura oltre, grazie a una dotazione straordinariamente ricca e all’adozione alle più avanzate tecnologie oggi disponibili: dai più recenti e performanti processori Intel® Core™ di settima generazione, fino a ben 16GB di veloce RAM LPDDR3 da 2133MHz e una sezione disco incredibilmente capiente e performante, con SSD PCI Express® (PCIe®) da 512 GB, in assoluto tra i tagli più ampi attualmente reperibili sul mercato. Le funzionalità e la capacità di espansione sono ineguagliabili per un prodotto di questa classe grazie a due porte USB Type-C™ (USB-C™) a segnale ibrido, compatibili con lo standard Thunderbolt™ 3 per trasferimenti dati a 40Gbps e supporto a doppio display UHK 4K e alimentazione integrata. Se tutta questa potenza già non bastasse, ZenBook 3 Deluxe è inoltre compatibile con l’innovativa docking station esterna ROG XG Station 2 che offre tutta la potenza grafica tipica di soluzioni di classe desktop per le esclusive e coinvolgenti esperienze di gioco e di realtà virtuale. Grazie anche al potente sistema audio con quattro altoparlanti Harman Kardon e amplificatore intelligente che restituisce un suono pieno e avvolgente, ZenBook 3 Deluxe non conosce davvero compromessi né limiti di utilizzo, sia in ambito professionale sia domestico.
Capolavoro assoluto di design e tecnologia, sviluppato con un’attenzione scrupolosa per ogni singolo dettaglio, ZenBook 3 Deluxe vanta una scocca unibody anodizzata realizzata in una lega di alluminio derivata dal settore aerospaziale, che lo rende straordinariamente robusto e più resistente del 50% rispetto alle leghe metalliche normalmente utilizzate per i laptop. Disponibile nella raffinata variante di colore Royal Blue è contraddistinto dall’iconica finitura a cerchi concentrici di ispirazione zen sulla cover in metallo spazzolato, esaltata da un elegante profilo metallico dorato e dalla presenza dell’esclusivo logo ASUS color oro.
Una speciale batteria in polimeri di litio a 46Wh ed elevata capacità, assicura a ZenBook 3 Deluxe un’autonomia di ben9 ore di utilizzo continuo, con le porte USB 3.1 di Tipo-C che possono essere utilizzate anche per ricaricare la batteria. Per assicurare prestazioni tanto eccezionali in un volume così ridotto, i progettisti ASUS hanno dotato ZenBook 3 Deluxe di un nuovo, rivoluzionario sistema di raffreddamento che adotta componenti allo stato dell’arte, quali un’innovativa ventola miniaturizzata, realizzata impegnando polimeri liquidi di cristallo dallo spessore record di soli 0,3 mm e heat pipe spesse appena 0,1 mm. L’intero sistema di raffreddamento è alto solo 3 mm e l’aria calda prodotta è convogliata lentamente all’esterno attraverso bocchette di aerazione nascoste nella cerniera, garantendo un raffreddamento efficiente e silenzioso anche durante i picchi di lavoro più elevati.
L’eccezionale display NanoEdge da 14” Full HD è protetto da resistentissimo vetro Corning® Gorilla® Glass 5, vanta ampi angoli di visualizzazione fino a 178° e presenta una cornice ultrasottile – solo 7,46 mm – che rende ancora più ricca l’esperienza visiva grazie all’incredibile rapporto dell’84% tra display e superficie complessiva dello schermo. Le immagini visualizzate sono sempre di altissima qualità, garantite dall’elevato rapporto di contrasto di 1000:1, con neri molto profondi e colori perfettamente realistici, intensi e vibranti grazie a una eccellente nitidezza nella riproduzione dei dettagli e una superba riproduzione dei colori con copertura del 100% della gamma cromatica sRGB. La tecnologia ASUS Tru2Life Video per la ottimizzazione dei video in tempo reale, analizza e ottimizza ciascun pixel di ogni fotogramma per migliorare contrasto, nitidezza e omogeneità nella riproduzione.
Per assicurare un audio altrettanto stupefacente, il team ASUS Golden Ear ha collaborato con lo specialista dei sistemi audio Harman Kardon per realizzare la tecnologia ASUS Sonic Master Premium di nuova generazione: ZenBook 3 Deluxe adotta infatti un esclusivo sistema audio a quattro speaker alimentato da un amplificatore intelligente in grado di creare un suono immersivo e coinvolgente, privo di distorsioni e di qualità propriamente cinematografica.
Progettato per soddisfare le specifiche esigenze dei professionisti in costante movimento, ZenBook 3 ha una tastiera full-size che assicura il massimo comfort nella digitazione grazie all’escursione dei tasti di ben 1,2 millimetri. Per assicurare sempre la massima produttività, ovunque e in qualsiasi condizione di luce, la tastiera è retroilluminata con una raffinata luce dorata per il modello Royal Blue. Alla tastiera si affianca un touchpad con rivestimento in vetro che supporta la tecnologia Windows Precision Touchpad (WPT) per un controllo di assoluta precisione, l’input multi-gesture e la scrittura manuale. Comodamente posizionato nell’angolo superiore destro del touchpad, lo scanner di impronte digitali permette inoltre di accedere in totale sicurezza al proprio sistema in modo pratico e rapido e consente anche l’autenticazione all’utilizzo di singoli programmi.
ASUS ZenBook 3 Deluxe (UX490) è disponibile a un prezzo consigliato di Euro 1.999 IVA inclusa.
SPECIFICHE TECNICHE[1]
CPU
Intel® Core™ i7-7500U di 7a generazione
Display
Display NanoEdge (16:9) da 14”, LED retroilluminato, Full HD (1920×1080), antiriflesso, 100% gamma colore sRGB / cornice ultrasottile da 7,46 mm / rapporto schermo/dimensioni: 84%
Sistema operativo
Microsoft Windows 10 Pro
GPU
Intel® HD Graphics 620
Memoria principale
16GB; LPDDR3 2133MHz
Archiviazione
512 GB SSD PCIe® x4 Gen 3
Connettività
Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth® 4.1
Webcam
VGA
Porte I/O
2 x USB Type-C con Thunderbolt™ 3 (supporta due display 4K UHD con alimentazione)
1 x USB Type-C 3.1 Gen 1 (supporta l’alimentazione)
1 x jack audio combo
Audio
4 x altoparlanti ad elevata qualità, con amplificatore intelligente a 4 canali, tecnologia ASUS SonicMaster Premium e certificazione Harman Kardon
Tastiera e touchpad
Tastiera chiclet full-size retroilluminata con touchpad ricoperta in vetro
Sicurezza
Rilevatore di impronte con supporto per Windows Hello
Batteria
Polimeri di litio, 46W, durata fino a 9 ore1
Adattatore AC
Uscita: 20V DC, 3.25A, 65W
Ingresso: 100 -240V AC, 50/60Hz universale
Dimensioni
329,6 x 210 x 12,9 mm
Peso
1,1 kg
[1] Specifiche, contenuti, prezzi e disponibilità del prodotto possono variare senza preavviso ed essere differenti nei diversi paesi. Le prestazioni effettive possono variare a seconda delle applicazioni, dell’utilizzo, dell’ambiente e altri fattori. Le specifiche complete sono disponibili all’indirizzo http://www.asus.com
Bethesda, tramite un comunicato stampa ufficiale, ha deciso di condividere con tanti nuovi dettagli sulla storia di The Evil Within 2, che ricordiamo sarà disponibile il prossimo autunno su PlayStation 4, Xbox One e PC.
Non vi serve conoscere i fatti di The Evil Within per affrontare The Evil Within 2 e comprendere la sua storia. Tuttavia, se desiderate approfondire la questione, ci abbiamo pensato noi. Tutto ruota intorno a un uomo che lotta contro i suoi demoni (e non solo figurati!) in un mondo distorto per salvare sua figlia. Questa serie di domande e risposte mira a introdurvi alla storia di quest’uomo, allo scopo di prepararvi al meglio per The Evil Within 2. Forse avete dimenticato qualcosa dall’ultima volta che avete giocato al primo titolo e ai due DLC principali (The Assignment e The Consequence), oppure non lo avete giocato affatto. Non è un problema!
Partiremo dal primo gioco e dai due DLC, poi sveleremo qualche dettaglio su The Evil Within 2. Questo documento è una risorsa in divenire per giocatori vecchi e nuovi, perciò continueremo ad aggiornarlo in caso di ulteriori domande all’interno della community.
Prima cosa: chi è l’uomo sempre presente nelle immagini del gioco? Che cosa c’entra con The Evil Within?
Si chiama Sebastian Castellanos… ed è stato tante cose: padre, marito, brillante detective al Dipartimento di Polizia di Krimson City, persona sana di mente. Attualmente, è un alcolista. La prima volta che lo incontriamo in The Evil Within 2, è ancora un detective, ma il resto della sua vita è in crisi.
Sebastian è ancora incredibilmente lucido, ma il suo equilibrio emotivo vacilla e lo porta da un bar all’altro. Comprensibile, forse, dopo tutto quello che ha vissuto. Ha perso la figlia in un tragico incendio (o così crede, ma su questo torneremo in seguito), ha perso il legame con la moglie e viene attirato nel mondo dello STEM. Chiunque ne uscirebbe pazzo.
Ma il Sebastian di cui indosserete i panni nel secondo gioco è molto diverso. È smarrito, confuso. Il suo obiettivo è semplice: sopravvivere. In The Evil Within 2, il mondo è ancora un luogo misterioso in cui lottare per la sopravvivenza, ma stavolta con uno scopo diverso. È Sebastian che decide di tornare nello STEM di sua volontà. Vuole salvare sua figlia, e niente e nessuno potrà impedirglielo.
Che cos’è lo STEM?
Gestito dalla misteriosa organizzazione chiamata “Mobius”, lo STEM è un congegno che permette la condivisione della coscienza. Connettete le menti umane in un mondo alternativo, con una mente che funge da Nucleo centrale, costruisce il mondo e lo controlla in ogni sua parte. Come lo definisce lo scrittore Trent Haaga, “lo STEM è una sorta di Matrix creato da Freddy Krueger”.
Quando Sebastian viene trascinato nello STEM nel primo gioco, affronta orrori inenarrabili in una versione distorta della sua città, Krimson City. Essere torturato e quasi ucciso in un luogo che somiglia, in parte, alla propria casa non ha contribuito al suo stato mentale una volta uscito dall’incubo.
Che cos’è la Mobius?
La Mobius è un’organizzazione segreta, la cui esistenza resta celata all’opinione pubblica. Apparentemente, dispone di risorse illimitate, ed è riuscita perfino a inserire uno dei suoi agenti nella squadra di Sebastian. Forse avete già incontrato il logo della Mobius…
Perché vogliono usare lo STEM?
Nonostante nel primo capitolo delle serie gli intenti della Mobius restino nebulosi, i due DLC (The Assignment e The Consequence) spiegano qualcosa in più. La Mobius dichiara di voler impiegare lo STEM per cambiare il mondo e diventare il nuovo leader dell’umanità, ritenendo lo STEM la chiave per riportare la pace e l’ordine. Tuttavia, gli incidenti visti nei vari episodi della serie non sono stati particolarmente… pacifici.
Perché Sebastian è stato coinvolto in questa follia?
Potrebbe sembrare un classico caso di “persona sbagliata nel posto sbagliato, al momento sbagliato”, ma la verità è molto più complessa. Il coinvolgimento di Sebastian è cominciato quando, insieme alla sua squadra, viene chiamato a indagare sulla scomparsa di alcune persone presso il Beacon Mental Hospital, la stessa clinica dove la Mobius stava sviluppando lo STEM tramite esperimenti immorali atti al perfezionamento del congegno.
Il reale motivo per cui Sebastian si è trovato invischiato in questa vicenda è la presenza di un agente della Mobius infiltratosi nella sua squadra.
Chi era l’agente della Mobius infiltrato nella sua squadra? Perché è questa persona il motivo per cui Sebastian è entrato nello STEM?
L’agente della Mobius era il detective in prova Juli Kidman. Addestrata dallo stesso Sebastian, Juli era davvero insospettabile. Anche lei viene trasferita nello STEM insieme al suo capo, ma per un motivo ben preciso. Juli è la protagonista dei DLC The Assignment e The Consequence.
Juli viene inviata nello STEM per recuperare qualcuno. Sebastian si ritrova coinvolto nella sua missione e viene usato come cavia nel mondo della Mobius: una sorta di danno collaterale nel nome della scienza.
Quindi, Juli Kidman è uno dei cattivi?
Juli è un personaggio complesso. Il primo gioco sembra dipingerla come una figura negativa, ma i DLC forniscono ulteriori informazioni sui suoi reali intenti. Si è unita alla Mobius dopo un’infanzia problematica e ha subito un forte indottrinamento. La Mobius è riuscita a pilotare le sue azioni nel corso del primo gioco tramite un’iniezione somministratale prima di entrare nello STEM. Un esempio di classica manipolazione mentale perpetrata da una corporazione malvagia.
Juli crede che la Mobius l’abbia salvata dalla sua vita precedente. Perfino dopo aver saputo che le avevano mentito riguardo al suo vero ruolo nell’organizzazione (non una risorsa preziosa, ma una pedina sacrificabile), alla fine del primo gioco decide di restare, e all’inizio del seguito lavora ancora per loro. Ovviamente, ha le sue ragioni per comportarsi così, che non derivano dalla cieca fiducia nell’organizzazione.
E ORA… THE EVIL WITHIN 2
Come se la cava Sebastian all’inizio del gioco?
È ancora vivo, ma qualcuno sostiene che questo non sia necessariamente un bene. Probabilmente, lui stesso la pensa così. Dopo i terribili eventi del primo gioco, tornare nel mondo reale avrebbe dovuto essere una passeggiata per il nostro Sebastian. Purtroppo, quando chiede aiuto per sventare i piani della Mobius, nessuno crede alla sua storia. Tutte le persone che potrebbero sostenere la sua tesi sono morte o scomparse. Tutti pensano che abbia perso il senno. Il risultato? Sebastian perde il lavoro.
Il mondo dello STEM nel primo gioco è una versione distorta di Krimson City. È così anche in The Evil Within 2?
No, sarà un mondo dello STEM completamente diverso. Questa volta si chiama “Union”, un luogo alimentato dalla mente del “Nucleo”, Lily, in cui la bambina si è ora smarrita. Sì, quella Lily, la figlia scomparsa di Sebastian, il quale viene mandato a Union per salvarla. Se il primo STEM, nella sua follia, era un posto familiare, Union è esattamente l’opposto: Sebastian non sa nulla di Union, progettato per essere il classico paese felice degli Stati Uniti. Tuttavia, la strada per l’inferno è lastricata delle buone intenzioni della Mobius, e qualcosa di terribile sta accadendo a Union, e il suo piccolo mondo sta cadendo a pezzi. Per esistere, il mondo dello STEM ha bisogno di un Nucleo, ma la scomparsa di Lily ne causa il progressivo deterioramento. Mentre la sua mente si sgretola, anche Union si frammenta. Addio Pleasantville, benvenuta Amityville.
Ci saranno personaggi familiari nel seguito?
Juli Kidman riveste un ruolo importante nella storia, ma, come abbiamo detto, questo mondo dello STEM è diverso da quello del primo gioco. Lo STEM viene creato usando i ricordi della persona che funge da “Nucleo”, e Union nasce dalla mente di una bambina che non è a conoscenza degli eventi del primo gioco. Incontrerete molti personaggi nuovi, ognuno con le proprie motivazioni.
Questo significa che nello STEM ci sono altre persone insieme a Sebastian?
Sebastian è l’ultima speranza della Mobius. Altri agenti sono stati inviati a Union prima di lui, ma possiamo supporre che nessuno di loro sia riuscito a compiere la missione assegnata. Poiché questi agenti non sono mai tornati, la Mobius ritiene Sebastian sia l’unica persona in grado di salvare Union dalla distruzione. A Sebastian non importa nulla di Union, vuole soltanto salvare sua figlia Lily. Purtroppo, il deterioramento del mondo lo costringe a una corsa contro il tempo per trovare Lily prima che la sua mente si smarrisca nello STEM.
Quando Sebastian arriva a Union, la città è in pezzi e gli agenti della Mobius dispersi. Sebastian potrà imbattersi in loro nel corso delle sue esplorazioni. Nell’eventualità che siano ancora vivi, potrebbero assegnargli missioni secondarie che condurranno a nuove armi, risorse o informazioni.
Qual è il ruolo di Juli Kidman in The Evil Within 2?
A differenza del primo gioco, Juli non accompagna Sebastian nello STEM. In The Evil Within 2, si tiene in contatto con lui tramite un comunicatore. Oltre a rappresentare un legame con il mondo reale, Juli è una fonte di informazioni riguardanti Union, Lily e altri agenti della Mobius nello STEM.
Avete altre domande sulla storia del gioco? Scrivete su @TheEvilWithin su Twitter e potremmo aggiungere la vostra domanda a quelle già presenti.
Questo fine settimana, alla Evolution Championship Series (EVO) di Las Vegas, Square Enix Ltd. ha annunciato che sono aperte le iscrizioni per la beta chiusa di Dissidia Final Fantasy NT su PlayStation 4.
Per avere l’opportunità di partecipare alla beta è possibile registrarsi al seguente indirizzo. I giocatori che verranno selezionati riceveranno un’e-mail con i dettagli su come accedere alla beta chiusa e potranno quindi combattere in battaglie 3 vs 3 in celebri arene e chiederanno aiuto ad alcune delle evocazioni più amate della serie, tra cui Ifrit, Shiva e Odino.
Varta è un marchio che non ha bisogno di presentazioni. L’azienda tedesca ha una storia più che centenaria in materia di produzione di batterie e accumulatori. Da qualche anno ha deciso di entrare nel mercato delle Power Bank e dei dispositivi portatili.
Tra le nostre mani abbiamo avuto modo di provare la Slim Power Bank 12000 mAh, un’ottimo accessorio che grazie alla sua grande capacità di ricarica, risulta essere quantomai indispensabile per quanti si trovino spesso in viaggio per affari o per svago.
Confezione
La confezione di vendita è abbastanza minimal, troviamo infatti la Power Bank 12000 mAh con un sofisticato e curato rivestimento in alluminio anodizzato e un cavo Micro USB da 50cm per ricaricare la Power Bank ultrasottile e i nostri dispositivi mobili.
Il design risulta essere moderno, elegante e davvero curato. Certo l’estetica al giorno d’oggi è importante, sicuramente non essenziale se parliamo di un accessorio come una Power Bank, però agli occhi e anche al tatto questa Slim Power Bank risulta essere gradevole e davvero maneggevole.
Caratteristiche tecniche
Il peso del dispositivo è notevole, parliamo di 390 grammi e le misure di 115 x 153 x 13 mm ci costringono a qualche compromesso per quanto riguarda il trasporto della Power Bank. Sicuramente non possiamo inserirla comodamente nelle tasche dei pantaloni però il fatto di essere ultrasottile ci permette di inserirla comodamente in una tracolla, oppure uno zaino, borsetta o di tenerla in mano (a patto di non avere le mani troppo piccole), rendendo quindi il trasporto meno ingombrante di quanto sembri.
I LED, il tasto di accensione e le relative porte sono state posizionate lateralmente. Troviamo una porta USB A 5V/2.4A, una porta USB Type-C 5V/ 3.0A Speed Charging, il tasto di accensione e i quattro LED blu che ci indicano la carica residua della nostra Power Bank.
Prestazioni
La Slim Power Bank Varta 12000 mAh, garantisce prestazioni di ricarica eccellenti. Promette fino a 5 ricariche per smartphone e 2 per il tablet e piena compatibilità per caricare due dispositivi mobili simultaneamente e più di una volta.
Inoltre, la comoda porta USB di tipo C, sebbene il cavo debba essere acquistato a parte, è compatibile con tutti i dispositivi che adottano tale connettore, Nintendo Switch compresa.
Ricarica dei dispositivi
Per quanto riguarda i cicli di ricarica, naturalmente dipende dal dispositivo in questione. Considerando iPhone 6s o il più recente iPhone 7 sarà possibile completare circa cinque ricariche quando la Power Bank è carica al 100%. Ricordiamo che ogni LED rappresenta un 25% di carica. Se invece consideriamo dispositivi con una batteria maggiore, ad esempio Samsung Galaxy S8 potrà essere ricaricato quattro volte, mentre il fratello maggiore S8+ circa 3 volte e mezza. I tempi di ricarica sono più che ragionevoli, in circa 45 minuti è stato possibile ricaricare il Note 4 partendo dal 10% di batteria residua e raggiungendo un buon 71%. Mentre un Samsung Galaxy Tab E ha raggiunto la carica completa in poco meno di 2 ore.
La Power Bank, a seconda della corrente utilizzata si ricarica completamente in circa 9 ore.
Conclusione
La Slim Power Bank 12000 mAh di Varta è in definitiva un accessorio praticamente indispensabile per tutti quelli che necessitano di un boost extra di energia per i propri dispositivi mobili. La sua capienza da ben 12000 mAh permette di ricaricare svariati dispositivi in contemporanea e più di una volta. Il design è davvero ben realizzato e anche dal punto di vista dimensionale non ingombra e può essere trasportata con facilità. Inoltre il prezzo di 39,99 euro, rendono questa Slim Power Bank davvero appetibile rispetto a quelle delle concorrenza.
Prendere un contenuto extra di un videogames, rimpolparlo e venderlo come gioco stand alone. Se a farlo fosse stato una qualsiasi altra software house saremmo qui a parlare di uno “scandalo”, ma se a farlo è Nintendo state sicuri che qualcosa di buono riuscirà a tirarci fuori, o forse no?
Kirby’s Blowout Blast è uno dei titoli nati per celebrare i 25 anni della pallina rosa più conosciuta del pianeta e come il suo predecessore (Kirby Fighters Deluxe) è un gioco solo in digitale venduto ad un prezzo budget, solo 7 euro, proprio per i suoi contenuti limitati.
Kirby contro tutti
Nato da una costola di Kirby Planet Robobot, ovvero il gioco Kirby Sfida 3D, questo ennesimo spin off vede protagonista ovviamente Kirby che, armato solo dei suoi polmoni d’acciaio, dovrà assorbire i nemici e sputarli facendo fuori tutti gli altri avversari nel minor tempo possibile. Assorbendo uno o più nemici (più grossi sono, maggiore sarà la potenza di fuoco ella nostra pallina rosa, si attiverà poi un indicatore di direzione (come nella serie Yoshi) che ci permetterà di orientare il nostro colpo. A seconda della nostra abilità nel completare i livelli, dalla durata piuttosto limitata, circa 2 minuti ciascuno, otterremo delle medaglie: bronzo, argento, oro e platino. L’unico elemento di difficoltà del gioco è quindi rappresentato dal punteggio di completamento dei singoli stage.
Il moltiplicatore punti infatti varierà in maniera considerevole innanzitutto in base al tempo che impiegherete per completare ciascuno dei circa trenta livelli a scorrimento orizzontale e verticale, ma anche raccogliendo bonus, monete, evitando di subire danni, ma soprattutto provando a effettuare il maggior numero di carambole di avversari. Eliminando più nemici contemporaneamente infatti il punteggio massimo verrà raddoppiato o triplicato, oltre naturalmente a rendere più veloce il completamento dello stage. Eliminare più avversari non è sempre cosa semplicissima e occorrerà un minimo di strategia per totalizzare il punteggio più alto, ad esempio calcolando il giusto tempo per sparare fuori il weedle appena risucchiato, oppure evitando di assorbire tutti i nemici in colpo solo per poterli poi far carambolare come un esperto giocatore di bowling.
Il level design come al solito per tutti i giochi HAL Laboratories è molto buono, favorendo l’approccio con strategie diverse e fornendo numerosi bonus utili anche a sbloccare livelli speciali in cui giocherete con alcuni malus come la salute dimezzata e nemici più forti. I quadri hanno tutti una visuale isometrica in 3D e la telecamera ruotando modificherà anche lo scorrimento del livello di gioco da orizzontale a verticale e viceversa. Alla fine di ciascun mondo, poi, non manca il classico boss finale, che dovremo eliminare sempre con la stessa tecnica.
Kirby’s Blowout Blast ha un solo problema è incredibilmente poco longevo, essendo sufficienti un paio d’ore per completarlo e circa 4 per poter totalizzare le medaglie più alte. Certo per 7 euro può valerne la pena ma ci saremmo aspettati sicuramente qualche elemento in più di gioco soprattutto in cambio del completamento con il massimo punteggio.
Commento finale
Kirby’s Blowout Blast è un titolo estivo, che vi regalerà qualche piacevole ora sotto l’ombrellone. Non è di certo il titolo migliore con protagonista Kirby e non vuole nemmeno esserlo. Il suo obiettivo è chiaro, permettervi di divertirvi con spensieratezza cercando di totalizzare il punteggio più alto e effettuando le combo più spettacolari; il prezzo budget oltre ai tanti bonus inseriti da HAL Laboratory aiutano sicuramente a non considerare tanto negativo il fatto di aver preso un minigioco e averlo trasformato in un titolo stand alone. Se amate Kirby e 7 euro di crediti sullo store questo è il titolo da portare sotto l’ombrellone.
Flip Wars arriva su Nintendo Switch con l’intento di arricchire il numero di party game presenti sulla nuova ibrida della Casa di Kyoto. Sviluppato da un piccolo team giapponese con un numero limitato di risorse, è un vero e proprio indie game che prende spunto da quanto di buono hanno da offrire numerosi altri esponenti del genere con meccaniche simile: primo tra tutti il celeberrimo Bomberman.
Proposto a un prezzo tutto sommato contenuto, e già in grado di offrire fin da subito partite in multigiocatore fino a 4 persone, di cui 2 in locale grazie ai Joy Cons smontabili (per partecipare alle partite in compagnia di altri 3 amici occorrerà invece acquistare un paio di Joy Cons in più), Flip Wars non nasconde la sua natura di “videogame in miniatura” ma non per questo merita di essere relegato in seconda categoria senza prima salvare ciò che di buono ha da offrire.
Tessere girevoli, ed è subito party
Flip Wars è un party game e la sua essenza è estremamente semplice, benchè l’applicazione delle regole richieda una certa dose di concentrazione e permetta anche il compiersi di studiate strategie. Il titolo prevede da 1 a 4 giocatori scontrarsi in un’arena, il cui pavimento è composto di mattonelle bianche. Ogni omino-personaggio sarà caratterizzato da un colore particolare (giallo, rosso, blu e verde). Ebbene, oltre a correre all’impazzata di qua e di là, i nostri eroi potranno eseguire uno schianto a terra (una vera e propria sculacciata) facendo così girare le mattonelle (da qui il nome “Flip” Wars, probabilmente) e colorandole della propria tonalità principale.
Vince chi colora più mattonelle del tempo stabilito, o in alternativa chi fa sbalzare più rivali dall’arena prima dello scadere del tempo. Perché sì, eseguendo uno schianto a terra non soltanto faremo colorare le mattonelle bianche, ma se sufficientemente vicini ai nostri rivali potremo farli volare via dalla zona di gioco, così da far loro anche perdere tempo prezioso per colorare la zona di interesse. Naturalmente potrete sbalzarli via sia che lo scopo della partita sia colorare tutto, sia che consista nell’eseguire più “uccisioni” degli altri: ma soltanto nel secondo caso sarà fondamentale. Nel primo potrete anche ignorare tutti i partecipanti e colorare il più possibile. Ma probabilmente saranno loro a farvi desistere dal pacifismo.
Ad arricchire le meccaniche, che risulterebbero altrimenti troppo piatte, sopraggiungono il design delle arene e i potenziamenti rilasciati casualmente durante i combattimenti. Bisognerà tenere d’occhio, nello stesso momento, non soltanto gli avversari pronti a sbalzarvi via (maledetti!) ma anche eventuali ostacoli dell’ambiente circostante; per di più di tanto in tanto compariranno dei gettoni colorati da raccogliere, che vi forniranno bonus (o malus) a seconda del colore. Potrete correre molto più velocemente del solito, ma anche essere rallentati per una decina di secondi. E poi, che dire di un’”immortalità” momentanea, grazie alla quale correre a punire tutti gli altri giocatori prima del termine del suo effetto?
Divertente… per quanto breve
Flip Wars è una produzione indipendente estremamente minimalista. Le modalità di gioco sono davvero poche, e tutte incentrate sul multiplayer locale ed online. Poco male: del resto lo scopo del gioco è proprio quello di divertire con gli amici. Peccato che molte funzionalità al momento siano bloccate e necessitino di un futuro aggiornamento. Ora, 10 euro per un titolo simile vengono spesi tutto sommato volentieri, ma non sarebbe il caso di avvisare l’utente PRIMA dell’acquisto che si tratta di niente più di un’early access?
Non gioca molto a favore della ditta far scoprire da sé all’acquirente che solo un paio di tutte le modalità previste sono per il momento disponibili. Per quanto ci riguarda, avremmo speso volentieri anche il doppio della cifra per un gioco completo, e magari con qualche funzionalità in più. Per esempio quella di poter invitare i propri amici in un party online, magari sfruttando le funzionalità della chat in arrivo su Nintendo Switch.
Dal punto di vista tecnico Flip Wars non eccelle in nulla, ma offre un colpo d’occhio piacevole e colorato (senza eccessi e senza sfarzi) sia in modalità portatile che con Nintendo Switch inserita all’interno del dock. Male per le tracce acustiche, presto dimenticabili e mero contorno di una produzione che non ha curato più del necessario il comparto acustico del proprio titolo. Ma, insomma, siamo onesti, chi è che ha tempo di stare a sentire la musica, in preda a forsennati combattimenti a colpi di tessere da colorare?
In occasione del panel Level Up! The Walt Disney Company’s Video Game Showcase ospitato al D23 Expo, Square Enix ha finalmente rivelato che l’attesissimo Kingdom Hearts 3 uscirà nel corso del 2018 su Playstation 4 e Xbox One.
Durante il panel è stato presentato un nuovo gameplay trailer, dove a un certo punto è arrivata una gradita sorpresa per tutti i fan dell’immaginario Disney: tra i mondi presenti all’interno di Kingdom Hearts 3, infatti, ce ne sarà uno dedicato al celebre Toy Story, in cui avremo l’abilità di guidare anche un mech giocattolo. Il video include nuove cutscene e diverse sequenze di gameplay inedite: ve lo abbiamo riportato in cima alla notizia.
L’uscita di Kingdom Hearts 3 è attesa entro il 2018 sia su Playstation 4 che su Xbox One.
Con la sua piattaforma Ryzen, AMD è tornata a sparigliare le carte di un mercato fermo. In questa recensione di Ryzen 1800X proveremo a spiegarvi come funziona Ryzen e perché i processori Ryzen 7 sono le migliori CPU per le vostre configurazioni, siano esse dedicate al gaming o alla produttività.
Ci sono storie anche nel freddo mondo dell’hardware che ci piace raccontare, come quella di Apple, che spinta sull’orlo del fallimento da un management incompetente, grazie al ritrovato Steve Jobs e a quell’iPod che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di ascoltare la musica, è diventata la compagnia più capitalizzata al mondo, o quella di PlayStation 3, che quasi schiacciata dall’outsider XBOX 360, qualche anno più tardi si è presa la sua rivincita, stracciando letteralmente l’avversaria in termini di vendite.
Questa potrebbe essere una di quelle storie.
Il duopolio AMD/Intel nel mondo delle CPU ha sempre garantito agli utenti grande competitività sia in fatto di prestazioni sia in termini puramente economici con prezzi concorrenziali e incrementi tecnologici di rilievo di generazione in generazione. Questo almeno sino ad un certo punto, quando, complice alcune scelte tecnologiche forse troppo azzardate, la fulgida stella di AMD ha cominciato ad appannarsi.
L’ultimo grande successo commerciale di AMD risale infatti a più di un decennio fa, quando la mitica serie di processori Athlon, rappresentò una alternativa altamente competitiva in termini di performance e soprattutto in termini economici ai Pentium di Intel. Sul finire del 2005, proprio grazie allo straordinario successo dei processori Athlon, la compagnia di Sunnyvale registrò profitti eccezionali e soprattutto una fiducia del pubblico che fece oscillare le granitiche certezze di Intel.
L’arrivo della piattaforma Bulldozer e poi di Vishera, però, segnò l’inizio di un momento davvero complicato per la compagnia che si è protratto fino ad oggi. La famiglia di processori FX basata su un processo produttivo a 32nm (e 28nm poi) introduceva per la prima volta nel mercato consumer un processore a 8 core basato su un’architettura che, sulla carta, avrebbe dovuto avere vita facile contro quella a “soli” quattro core di Intel; l’architettura CMT (Clustered Multi-Threading) si rivelò però molto meno efficiente e performante di quella “Core” di Intel, basata invece su una architettura Simultaneous Multi-Threading (SMT).
Il CMT di AMD, in buona sostanza, permetteva la condivisione di alcune parti del processore con due threads, mentre altre restavano uniche per ciascun thread. Le potenzialità di Bulldozer, pertanto, variavano in ragione dell’ottimizzazione con cui il codice dell’applicazione era scritto. Affidarsi però alla buona volontà degli sviluppatori, tuttavia, non è mai una scelta saggia e la conseguenza fu che ben pochi sviluppatori, anche considerando la minore base installata di processori FX, si cimentarono nell’impresa di ottimizzare i propri prodotti per questa piattaforma.
Fall and Ry(zen)
Incapace di controbattere allo strapotere di Intel sul piano delle prestazioni ma anche sul piano commerciale (in questo settore non sempre il prodotto meno caro vince), per lungo tempo AMD è rimasta alla finestra mentre Intel dettava legge offrendo prodotti che di generazione in generazione aumentavano di prezzo portando ben poche innovazioni dal punto di vista tecnologico.
La promessa piattaforma dei miracoli, “Zen” – nome in codice Summit Ridge -, è rimasta a lungo un miraggio, fino allo scorso mese di dicembre, in occasione dell’evento AMD’s New Horizon quando è stato presentato finalmente Ryzen, un’architettura del tutto nuova e finalmente in grado di competere punto su punto con Intel.
Come testimonia il nome, efficace commistione tra il termine inglese “risen”, risorto, rinato e il nome della piattaforma, Zen appunto, Ryzen è il prodotto della rinascita, quello che dovrebbe garantire ad AMD i fasti di un tempo sia dal punto di vista commerciale che soprattutto dal punto di vista tecnologico, ma per comprendere bene su quali fondamenta si basi l’entusiasmo di Lisa T. Su e compagni è bene fare una piccola premessa.
Com’è e come funziona la piattaforma Ryzen
Abbandonato lo sfortunato CMT della serie FX, la nuova piattaforma è basata su singoli core in grado di operare in multi-threading simultaneo (SMT). Ryzen è basato su una architettura estremamente efficiente a 14nm che permette di tenere consumi e temperature ampiamente al di sotto della media dei processori Intel concorrenti; il TDP di Ryzen non eccede infatti i 95W del processore di punta 1800X, quello oggetto di questa prova, contro i 140W della soluzione Intel 6900K. Ogni core Ryzen è una unità distinta ed autonoma composta da un complesso di 4 sub core chiamato quad-core complex (CCX).
Ciascun core nel CCX può essere disabilitato in modo da non condividere nulla con il suo vicino se non un blocco di 8MB di cache L3 (a differenza di quanto accadeva con Bulldozer). Ciascun core ha la sua cache di secondo livello dedicata di 512KB. Le due unità CCX che fanno parte del Ryzen 7 comunicano tra loro attraverso il sistema di interconnessione ad alta velocità denominato Infinity Fabric, di cui parleremo nel prossimo paragrafo. Il progetto del die e la scalabilità di Infinity Fabric, come vedremo, hanno permesso a AMD di adattare la sua offerta sin da subito per il mercato entry level con i Ryzen 3 fino ai super potenti Threadripper, il cui top di gamma è un processore da ben 16 cores e 32 threads con la assurda quantità di 64 PCI-E lanes.
Infinity Fabric e SenseMI, ripartiamo dalla tecnologia.
La rinascita di AMD, che come una fenice risorge dalle sue ceneri, è durata quattro lunghissimi anni durante i quali la compagnia ha sviluppato due delle idee che ci accompagneranno nel futuro del marchio AMD, ovvero Infinity Fabric e SenseMI.
Prima di parlare di Infinity Fabric è però necessario fare una premessa sull’HyperTransport, il Front Side Bus secondo AMD. HT può essere pensato come l’autostrada che collega le diverse unità IC permettendone la comunicazione tra loro. A differenza del FSB dei processori Intel, che è disegnata per ciascuno dei processori in modo specifico, l’HyperTransport non soltanto è open source ma è anche molto più flessibile, tanto da poter essere utilizzato anche su processori di famiglie diverse. Infinity Fabric rappresenta l’evoluzione del concetto di flessibilità immaginato da AMD, infatti l’Hyper Transport 2.0 porterà questo sistema di comunicazione ad essere utilizzato non soltanto sull’intera gamma di processori Ryzen, dal 7 al 3, ma anche sull’imminente gamma di GPU Vega.
Infinity Fabric permetterà una scalabilità del bus dai 30 ai 50 GBpsper i notebook e fino a 512 GBps per le GPU Vega e potrà essere utilizzato praticamente per ogni futura implementazione delle tecnologie AMD. Permetterà inoltre di implementare le tecnologie SenseMI, di cui vi parleremo più avanti, ed altre come lo sfruttamento di tutta la DRAM presente sia per il SoC che per le GPU su qualsiasi prodotto sviluppato intorno all’Infinity Fabric. Questo ha ricadute anche sull’efficienza della progettazione. Garantendo la cache coherence anche in caso di aumento del numero di processori o di core in una CPU o in una GPU, con l’unico limite della banda, Infinity Fabric permetterà di scalare in alto o in basso il design dei prodotti in poche ore senza spendere ulteriore tempo, risorse e capitale umano nell’operazione. Questo si tradurrà anche per il futuro in prezzi decisamente più contenuti dei prodotti AMD e in una maggiore offerta, capace di adattarsi ad ogni esigenza del mercato.
SenseMI, processori veramente intelligenti.
La svolta dei processori AMD si gioca però tutto intorno alla tecnologia che la compagnia definisce SenseMI.
SenseMI è un set di caratteristiche di apprendimento e adattamento che aiutano i processori Ryzen a offrire prestazioni adeguate a ciascuno degli ambiti di utilizzo, spingendo il clock del processore quando c’è bisogno di potenza bruta o risparmiando energia quando i compiti non richiedono maggiore potenza.
L’architettura AMD Zen sfrutta più di 1000 sensori per misurare le statistiche della macchina con un delta che varia fino a 1mA, 1Mv e 1°C. In questo modo i processori possono godere di un voltaggio che varia in tempo reale modificando anche le frequenze di funzionamento.
In particolare, AMD divide queste funzionalità in quattro macroaree: Pure Power, Precision Boost, eXtended Frequency Range (XFR) e Neural Net Prediction (o Smart Prefetch).
Analizziamole nel dettaglio:
Pure Power
E’ il sistema di sensori smart che monitora costantemente il processore e il sistema, controllando l’assorbimento di risorse, di energia e le temperature regolando il tutto nella maniera più efficiente possibile.
Precision Boost
Il Precision Boost regola la curva di potenza/prestazioni in maniera simile al concorrente Intel Turbo Boost. Utilizzando i suoi sensori, Ryzen è in grado di aumentare di 25 MHz e fino a 100 MHz (solo sulle CPU della serie X, mentre quelle normali avranno un boost di “soli” 50 Mhz) il clock di frequenza del processore quando le applicazioni lo richiedono.
XFR
Collegata alla tecnologia precedente è una delle grandi innovazioni dell’architettura Summit Ridge. L’eXtended Frequency Range permette al processore di cambiare la frequenza di clock in maniera dinamica in base alle temperature di funzionamento. Si tratta di una tecnologia che, insomma, valuta il vostro sistema di raffreddamento, sia esso ad aria, liquido e persino LN2 e regola il funzionamento del processore. E’ fondamentale pertanto, per una macchina AMD Ryzen che funzioni al meglio, un sistema di raffreddamento quanto più efficace possibile.
Neural Net Prediction o Smart Prefetch
E’ una tecnologia del tutto nuova che è il frutto della ricerca di AMD nel campo delle intelligenze artificiali e che porta anche in processori consumer una vera e propria rete neurale. Il funzionamento è, almeno sulla carta, semplice. Il processore costruisce una mappa delle istruzioni e del comportamento delle applicazioni, delle richieste effettuate alla CPU e dei comportamenti dell’utente, precaricando le istruzioni prima che siano necessarie. Ciò aiuta a ridurre notevolmente i tempi di esecuzione delle applicazioni, migliorando di volta in volta le prestazioni generali della macchina.
Un processore “Prosumer”
Nonostante l’integrazione di alcune tecnologie che potrebbero far parte di un processore “PRO”, come lo Smart Prefetch e la presenza di 8 core SMT, l’architettura Ryzen 7 resta principalmente una architettura dedicata al mondo consumer ed enthusiast, lasciando il compito di soddisfare i desideri più nascosti dei feticisti dei core all’imminente Threadripper. A dimostrazione della sua vocazione “prosumer” possiamo citare la presenza di “sole” 24 PCIe lanes, 16 delle quali dedicate alla GPU. Scegliendo la soluzione più avanzata e anche l’unica che permette lo SLI o il Crossfire, la piattaforma chipset X370, le 16 linee dedicate al processore grafico sono divise in due connessioni da 8 linee ciascuna. Le altre linee restano libere per dischi NVMe e altre piattaforme di input mapper. La scelta è insomma in linea con quella fatta da Intel con i suoi chipset Z170 e i Core i7 7700K (sebbene la compagnia offra anche una versione potenziata della piattaforma, la Z270 con 24 linee PCIe e una versione Extreme o Enthusiast, come i Broadwell-E, con ben 40 linee).
A dir la verità, il motivo per cui si dovrebbe optare, almeno sul mercato consumer/gaming/editing leggero, per un sistema con più di 16 linee ci è oscuro, visto anche che per le schede grafiche più potenti attualmente sul mercato, le Pascal di NVIDIA, è sconsigliato uno SLI di più di due GPU; ma si sa, in questo campo spesso è una corsa a “chi più ne ha più ne metta”.
Processore nuovo, socket nuovo
Dopo anni di onorato servizio, AM3 è finalmente andato in pensione. Con Ryzen, infatti, arriva anche un nuovo socket che nelle intenzioni di AMD ci accompagnerà per molto tempo. Il nuovo socket AM4 è però molto diverso dalle soluzioni concorrenti. Con AM4, AMD ha spinto molto sull’integrazione fondendo nella CPU Northbridge e Southbridge; così facendo ha creato, in sostanza, un’architettura molto più simile a quella di un SoC che a quella di un processore tradizionale. E’ il processore Ryzen a gestire tutte le operazioni e a suddividere le performance fra CPU e Southbridge, mentre il socket gestisce direttamente la memoria, per la prima volta la DDR4, il PCIe, l’USB 3.0 e due SATA 6Gb/s. Il chipset, in senso tradizionale, è ancora presente ma serve solo ad aggiungere maggiore connettività come più porte SATA, l’USB 3.1 e maggiori linee PCIe.
Trattandosi di una architettura SoC, le differenze tra le diverse piattaforme sono piuttosto limitate. In ogni caso, la gamma AM4 è articolata in cinque prodotti: X370 e B350 rappresentano le soluzioni per la fascia enthusiast. Tra i due chipset, l’unica differenza sta nella presenza di un maggior numero di linee PCIe per il supporto delle architetture multi GPU SLI di NVIDIA e Crossfire di AMD e maggiore connettività ausiliaria.
Entrambe gestiscono l’overclocking a seconda delle feature implementate dai diversi produttori di motherboard, rendendo possibile sfruttare il moltiplicatore sbloccato di tutta la famiglia di processori Ryzen 7. Anche questa una novità non da poco nel panorama delle CPU enthusiast, visto che nel mondo Intel occorre necessariamente rivolgersi ai prodotti “K” per avere la possibilità di sfruttare in overclock il proprio processore.
Il chipset A320 è invece dedicato alla fascia bassa del mercato, con una soluzione base che non permette l’overclock. Esistono anche le schede della famiglia X300 e A300 che, però, non hanno un vero e proprio chipset aggiuntivo, ma le opzioni di connettività sono solo quelle previste dal SoC nel modo che abbiamo visto.
La gamma Ryzen
Come abbiamo spiegato nei paragrafi precedenti, il grande surplus del progetto Zen è la scalabilità. Grazie a Infinity Fabric, AMD è in grado di cambiare e adattare la sua offerta commerciale a pressochè ogni tasca e grazie a questa possibilità la gamma Ryzen è apparsa sin da subito molto articolata.
Già con un Ryzen 7 1700 a circa 300 euro è possibile portarsi a casa un processore a 8 core, mentre con 500 euro si può optare per il top di gamma, sempre otto core, della famiglia Ryzen 7. Per il processore equivalente in casa Intel, ovvero l’Intel i7 6900k occorre spendere intorno ai 1000 euro, per prestazioni che, seppur superiori in single thread, difficilmente potranno costituire una valida ragione per spendere due volte tanto il prezzo del top di gamma AMD.
La nostra configurazione
AMD 1800X
Prima di dare spazio ai nostri benchmark e alle possibilità offerte dall’overclock occorre spendere qualche parola sulla piattaforma utilizzata.
Per il nostro test abbiamo utilizzato una macchina da gaming costruita ad hoc per poter sfruttare al massimo le potenzialità del top di gamma Ryzen 1800X; in sostanza abbiamo provato ad ottimizzare la scelta dei componenti traendo il massimo da ciascuno di essi.
Ecco le sue caratteristiche nella versione finale.
Innanzitutto abbiamo scelto una scheda madre AsRock basata sul “chipset” B350, la AsRock Fatal1ty AB350 Gaming K4. Per chi non ha intenzione di effetturare uno SLI, scegliere una X370 è nella maggior parte dei casi una spesa accessoria che può invece essere dirottata su altre componenti come, appunto, memorie più performanti. Una scheda B350, viste anche le ridotte funzionalità del “chipset”, è più che sufficiente a soddisfare le esigenze del 90% dell’utenza, mentre la AsRock in questione è tra le schede migliori per quanto riguarda le possibilità di OC.
Tornando alle memorie, le prestazioni di Ryzen, come vedremo nei benchmark, più di ogni altro processore testato sino ad ora sono influenzate dalla velocità della memoria di sistema. Tuttavia, scegliere quelle giuste non è impresa facile. Sebbene negli ultimi tempi la situazione stia migliorando, una serie di incompatibilità dovute principalmente ad una scarsa coordinazione tra i produttori di schede madre e AMD ha impedito di sfruttare a pieno le potenzialità delle DDR4 più evolute. Sulla rete, tuttavia, sono cominciate a comparire in alcuni gruppi di discussione liste di memorie compatibili con Ryzen ed in grado di raggiungere velocità superiori e timings migliorati. Tra le più aggiornate troviamo questa comparsa su reddit, ma anche questa fornita da AMD direttamente. In generale è bene controllare sempre sul sito del produttore quali memorie siano compatibili con la propria scheda madre e a quale velocità. Se le memorie non sono compatibili, infatti, vi troverete costretti a rimanere su una velocità di 2133 MHz se non vorrete incorrere in crash di sistema, instabilità generale e via discorrendo.
Per questa prova abbiamo provato due tipi di memoria, le Corsair Vengeance LPX (CMK16GX4M2B3000C15) equipaggiata con moduli Hynix e le Corsair Dominator 3000 MHz CL15 (CMD16GX4m2b3000C15); entrambe le memorie sono equipaggiate con moduli single rank, che dovrebbero garantire velocità di clock più alte. In entrambi i casi, tuttavia, la scheda madre non è riuscita a riconoscere velccità oltre i 2667 MHz. Mentre nel primo caso, però, siamo riusciti a tenere stabile il sistema solo con timing molto alti, nel caso delle Dominator, dotate di moduli Samsung BDIE, gli unici che garantiscono una compatibilità elevata con il BIOS Agesa, pur non superando la frequenza di 2667 MHz siamo riusciti ad abbassare di molto i timings, fino a raggiungere lo sweetspot di CL13 o 14 con prestazioni praticamente identiche tra i due timings.
Ad oggi, se si escludono le FlareX di G.Skill, le uniche ad essere certificate per processori Ryzen, le memorie sul mercato non sono ancora in grado di riconoscere il “AMP”, l’equivalente AMD di XMP. Prima di acquistare i vostri moduli, pertanto, il nostro consiglio è quello di fare un giro sulla pagina che vi abbiamo segnalato e tenere d’occhio la pagina del produttore della scheda madre e la presenza di eventuali aggiornamenti del BIOS AGESA.
Abbiamo poi utilizzato un disco NVMe Samsung 960 Evo per testare le prestazioni con dischi PCIe, e per le ragioni che vi abbiamo segnalato nella parte descrittiva dell’architettura Ryzen, un sistema di raffreddamento AIO, l’Arctic Liquid Freezer 240.
Benchmarks
I test di stabilità e di benchmark sono stati effettuati utilizzando le ultime versioni disponibili dei software Aida64 Engineer Edition, Cinebench R15 (vers. 0.38), GeekBench, PCMark 11. Le prestazioni in ambito grafico sono state misurate, oltre che ovviamente con i giochi di cui vi diremo appresso, anche con 3Dmark che è in grado di offrirci un quadro piuttosto chiaro di come renderà Ryzen con le DirectX12 grazie a TimeSpy. FiremarkExteme, invece, è una cartina di tornasole per quanto riguarda la resa con le DirectX11.
Con Crystal Disk Mark e Atto Disk Benchmark abbiamo invece misurato la resa con dischi NVMe, un compito che nella piattaforma Zen è passato al processore.
Mozilla Kraken 1.1 ci da invece una indicazione delle capacità di rendering web, indicatore importante per giudicare la funzionalità generale del sistema.
Ryzen in game
Sul lato gaming abbiamo utilizzato titoli piuttosto ostici sia per il carico sulla GPU che per quello sulla CPU, ovvero The Witcher 3 e GTA V, e quest’ultimo in particolare è un osso particolarmente duro per la piattaforma AMD.
Dall’analisi dei dati abbiamo potuto rilevare, soprattutto su The Witcher 3, come il frame rate del gioco sia influenzato più che su ogni altra piattaforma dalla velocità della memoria RAM, con variazione anche di 10 FPS nel passaggio dalla frequenza 2133 MHz a 2667 MHz. Più che sui risultati massimi però, che nella vita reale lasciano il tempo che trovano, il reale miglioramento lo abbiamo osservato nel frame rate medio che è diventato molto più stabile, testimoniando in maniera inequivocabie come la piattaforma Ryzen prediliga memorie molto veloci. Questo è merito del system Bus Infinity Fabric, che come chiarito da AMD è influenzato in maniera determinante dalla velocità delle RAM e dai timings.
Questo dato è utile anche per un’altra considerazione. La piattaforma Ryzen è ancora all’inizio e, come chiarito nei paragrafi precedenti di questa review, ancora molte sono le incertezze dei produttori di motherboard con le memorie più veloci. Negli ultimi mesi, tuttavia, la frequenza di aggiornamenti BIOS è andata crescendo e sebbene con risultati ancora alterni, stiamo cominciando ad osservare decisi miglioramenti soprattutto nell’ottimizzazione e nella compatibilità. In altri termini, i margini di sviluppo dell’ecosistema Ryzen sono davvero elevati e l’impressione è che sino ad ora abbiamo soltanto cominciato ad alzare il coperchio.
Tra i titoli utilizzati per i test, GTA V è quello che forse più mette sotto stress il processore. In tutte le situazioni, Ryzen 7 1800X non fa una piega, dimostrando una grande stabilità anche nei frame rate medi.
The Witcher 3 è particolarmente interessante ai fini che qui ci interessano, perchè è la conferma di quanto abbiamo verificato anche nel test con AIDA64. Le prestazioni del 1800X e, in generale, di tutti i prodotti della famiglia Ryzen 7 sono influenzati in maniera determinante dalla velocità delle memorie. Mentre su altri prodotti come il 7700K di Intel questa differenza è molto meno marcata (probabilmente a causa dell’alta frequenza di questo processore), su Ryzen utilizzare memorie con alta frequenza e bassi timings è un must. Peccato che, ad oggi, il supporto non sia ancora perfetto per tutti i produttori.
DOOM è un altro titolo interessante non tanto per le frequenze medie, che su entrambi i processori testati sono più che buone, quanto piuttosto perchè dimostra il comportamento di Ryzen con API ottimizzate anche per sfruttare la grande capacità di calcolo degli 8 core come appunto le Vulkan. Anche in questo caso, Ryzen ne esce vincitore sia negli FPS massimi che negli FPS medi.
Hitman è stato uno dei titoli più complicati per il processore in esame nei suoi primi giorni di vita. Ora che la piattaforma è decisamente più matura i risultati di Hitman ci dimostano che il Ryzen 1800X è un processore adatto anche al gioco. Certo, il suo rivale 7700K ha uno street price di quasi 100 euro inferiore, ma se al gaming affiancate anche attività produttive in cui potete sfruttare i core aggiuntivi, sono sicuramente soldi ben spesi.
Overclocking 1800X e temperature
AMD con Ryzen 7 ha attuato una politica, se vogliamo, azzardata. A differenza di quanto avviene nel mondo Intel, dove per accedere ai moltiplicatori sbloccati è necessario rivolgersi ai processori con la sigla K, spendendo sensibilmente di più, AMD con Ryzen ha deciso di offrire su tutta la gamma 7 questa possibilità. La scelta sul piano commerciale potrebbe sembrare controproducente visto che in tanti, stando alle informazioni di mercato che ci è stato possibile reperire in rete, anziché optare per i processori più costosi ma più performanti in versione “stock” hanno deciso di optare per il modello più economico, salvo recuperare qualcosa cimentandosi, in molti per la prima volta, con l’OC. Un comportamento che addirittura AMD sembra incentivare mettendo a disposizione dell’utenza un software davvero intuitivo come Ryzen Master.
Nei primi mesi di vita, proprio in virtù di questa possibilità, uno dei processori preferiti dall’utenza è stato proprio il 1700, l’entry level della famiglia 7 che, overcloccato, riesce a garantire performance solo leggermente inferiori a un 1800X, con una differenza di prezzo però che oscilla tra i 150 e 200 euro.
La tabella qui sopra (che trovate completa a questo link) indica i valori medi di overclock della gamma Ryzen, e sebbene il dato non può di certo essere considerato scientifico (anche perché stilato da appassionati e quindi da utenti consapevoli), è utile a darvi una idea di quello che la famiglia 7 è capace di fare e di quali sono state le scelte dei consumatori.
Come si comporta il 1800X?
AMD sembra aver tirato già al massimo il 1800X e, almeno con il nostro esemplare equipaggiato su una B350, non siamo riusciti ad andare oltre i 3900 Mhz, anche spingendo al massimo il voltaggio ad 1.45v. Un risultato buono ma di certo non impressionante. Qualcosina è possibile recuperare disattivando, lato BIOS, l’SMT, ma si tratta di uno stratagemma che ha davvero poco senso in un’ottica di utilizzo reale della macchina visto che disattivando l’SMT le prestazioni nelle applicazioni più comuni crollano sensibilmente.
Con un moltiplicatore di 39 i consumi si attestano in full load intorno ai 129W di total package rispetto ai 95W in versione stock, le prestazioni crescono sensibilmente con un incremento percentuale che arriva a toccare il 30% in programmi più sensibili alle frequenze e nei giochi. Le temperature, invece, sono assolutamente più che regolari non superando mai i 57° nello stresstest AIDA64 e arrivando a sfiorare i 61° in PRIME95 e SuperPI (tutti i test sono stati effettuati con temperatura ambientale controllata di 24°).
Conclusioni e giudizio
Con la famiglia di processori Ryzen, AMD sta seriamente impensierendo l’arci rivale Intel sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista commerciale e di immagine. Partiamo con il primo; Ryzen 1800X, è inutile nasconderlo, è un prodotto eccezionale, carico com’è di novità tecnologiche che mancavano da troppo tempo nel panorama tecnologico oramai appiattito sulla politica del “Tick/Tock” di Intel. Le tecnologie del pacchetto SenseMI giocano un ruolo importante nelle prestazioni, ma è la possibilità di avere a disposizione ben 8 core a fare la differenza. Questa differenza prestazionale è certificata sicuramente dai punteggi in multithreading registrati dalla nostra CPU (pazzesco il risultato in CinebenchR15), ma è tangibile anche nell’utilizzo giornaliero. Renderizzare un video mentre si gioca, effettuare streaming, lasciare in background programmi con un grosso carico sulla CPU mentre si continua a lavorare su altro software, ed in genere lavorare in multitasking senza avvertire la benché minima incertezza, è qualcosa che è possibile fare soltanto grazie ad un processore multi core e in questo Ryzen 7 1800x è perfetto.
La differenza rispetto ai prodotti offerti da Intel è che oggi queste possibilità sono accessibili ad una fascia drasticamente più ampia di persone, grazie ad un prezzo che è quasi 1/3 rispetto a quello del pari grado Intel. E’ questo ci porta al secondo punto, il fattore commerciale. Con un prezzo altamente concorrenziale come quello del 1800x sarà difficile trovare una qualche forma di giustificazione per l’acquisto delle macchine Intel. Soprattutto se si considera che con lo stesso prezzo di uno SkylakeX tra qualche settimana sarà possibile acquistare il Threadripper 1950X con ben 16 core e 32 thread, o il 1920X con 12 core e 24 thread.
Certo, la piattaforma è ancora decisamente acerba e non può essere trascurata una certa “imperizia”, non sappiamo bene imputabile a chi se ad AMD o ai produttori di schede madre nella gestione della compatibilità delle memorie RAM, che come abbiamo detto incide profondamente sulle prestazioni del processore, tuttavia anche dal punto di vista commerciale AMD si è mossa benissimo, offrendo l’immagine di una compagnia rinata dalle sue ceneri con un progetto eccezionale e dal costo contenuto, che ha reso tutto d’un tratto meno fulgida l’immagine della concorrente, colpevole di “tirarsela” un po’ troppo, soprattutto con i prezzi.
Una cosa, comunque, è certa: la strada è segnata, AMD è tornata e noi non potremmo essere più felici.
Il team Xbox ha annunciato che anche quest’anno parteciperà alla Gamescom 2017 a Colonia. Per la prima la prima volta Xbox One X sarà in Europa insieme ad una vasta gamma di titoli giocabili tra cui Forza Motorsport 7, Age of Empires Definitive Edition e Sea of Thieves.
Di seguito i principali appuntamenti che avverranno durante la settimana:
Xbox @gamescom Live
Domenica 20 agosto a partire dalle 21:00 è previsto uno speciale Xbox live show @gamescom, dove verranno presentate le ultime news sul mondo Xbox One X. L’appuntamento sarà inoltre l’occasione per condividere novità, mostrare giochi, parlare con gli sviluppatori e ovviamente giocare ai titoli in arrivo.
Age of Empires @gamescom Live
Lunedi 21 agosto, a partire dalle 21:00 Microsoft celebrerà il ventesimo anniversario di Age of Empires con uno speciale livestream a Cologna. La diretta festeggerà l’importante storia della tanto amata saga per PC e allo stesso tempo permetterà ai fan di dare una prima occhiata al nuovo Age of Empires: Definitive Edition, la versione rimasterizzata dell’autentico classico, annunciata lo scorso mese ad E3.
Xbox Booth @gamescom
Martedì 22 agosto sarà l’apertura ufficiale della gamescom al Koelnmesse, e per tutta la durata della fiera i giocatori potranno toccare con mano per la prima volta Xbox One X all’Xbox Booth – Hall 8 di Koelnmesse, entrata nord.