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Recensione Hell Is Us, l’inferno che non ti aspetti

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Hell Is Us

Viviamo un momento in cui i videogiochi non si accontentano più di farci divertire. Vogliono farci riflettere. Vogliono parlarci. A volte anche ferirci un po’. Hell Is Us è uno di quei prodotti che prende questa missione molto sul serio, portandovi dentro un mondo che non vuole solo essere esplorato, ma interpretato, “sentito”, metabolizzato.

Il nuovo titolo di Rogue Factor e Nacon è un’opera atipica, coraggiosa, a tratti quasi ermetica. Non siete qui per salvare il mondo. Siete qui per capire cosa resta di voi quando il mondo è già distrutto.

Ambientato in una nazione immaginaria chiamata Hadea — spezzata da una guerra civile e contaminata da un misterioso disastro sovrannaturale — Hell Is Us vi mette nei panni di Rémi, un uomo tornato a casa in cerca delle sue origini. Ma quella che sembra, all’inizio, una ricerca personale, si trasforma presto in un viaggio tra memoria, identità, lutto e colpa. Perché in un paese lacerato dalla guerra, anche le domande più intime finiscono per intrecciarsi con la storia collettiva. Cercare sé stessi significa inevitabilmente fare i conti con le ferite degli altri.

Noi ci siamo immersi a fondo in Hell Is Us, e sebbene non tutto funzioni perfettamente, l’esperienza ci ha lasciato addosso qualcosa di raro. Qualcosa che somiglia a una cicatrice. Siete curiosi? Non vi resta che continuare la lettura!

Hell is Us è disponibile dallo scorso 4 settembre 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Ricordi, rovine ed altre verità scomode

Quello che Hell Is Us vi propone non è una storia lineare con eroi, villain e risvolti prevedibili. Al contrario, esso vi chiede di ricostruire una verità attraverso frammenti sparsi: fotografie logore, lettere scritte a mano, simboli antichi, sussurri nei boschi e silenzi pesanti. Il protagonista, Rémi, è alla ricerca delle sue origini in un paese che non riconosce più, devastato dalla guerra civile e da un fenomeno soprannaturale che ha portato alla comparsa di creature oscure.

Il vostro compito? Scoprire chi siete, cosa è successo e perché. Ma non aspettatevi che Hell is Us vi racconti tutto chiaramente: dovrete cercare, intuire, leggere tra le righe. Spesso camminerete nel dubbio, domandandovi se una frase criptica di un NPC sia la realtà o solo delirio.

Il vero centro della narrazione, però, non è Rémi: è Hadea stessa. Il paese distrutto, spaccato tra fazioni, ancora intrappolato nella memoria della violenza. Camminando per le sue strade abbandonate, le trincee, i villaggi ridotti in cenere, vi renderete conto che ogni luogo racconta qualcosa. Ma toccherà a voi mettere insieme i pezzi, e spesso farlo farà male. Perché Hell Is Us non parla solo di guerra, parla della perdita, dell’identità, di ciò che resta quando tutto il resto è crollato.

Certo, questo tipo di narrazione non è esente da difetti. In alcuni momenti avremmo voluto un po’ più di concretezza, soprattutto nei subplot secondari, alcuni dei quali si perdono per strada senza un reale payoff. Ma quando la scrittura riesce a colpire nel segno — e succede spesso — Hell Is Us vi entra sotto pelle, lasciandovi lì, fermi, a riflettere su ciò che avete visto… e su ciò che non è stato detto.

Non aprite quella mappa (perché non c’è)

Se state cercando un videogioco classico, fatto di missioni chiare, progressione lineare e HUD pieno di informazioni, ci dispiace: Hell Is Us non fa per voi. Qui si naviga a vista. Letteralmente. Non c’è mini-mappa, non ci sono indicatori a schermo, nessuna freccia luminosa a indicarvi dove andare. L’esplorazione è un atto di fiducia e attenzione. Dovrete leggere il mondo, interpretare segni, ascoltare le parole degli NPC e persino notare piccoli dettagli ambientali.

Hell is Us
Nessuna mini-mappa, solo il vostro intuito

E sapete una cosa? Funziona. Ci siamo sentiti davvero esploratori, non solo esecutori di ordini. Ogni scoperta, ogni strada imboccata alla cieca, ogni oggetto ritrovato ha il sapore dell’autenticità.

Ma questo non deve essere un repellente. La missione principale, pur priva di indicazioni esplicite, è sempre costruita con una logica chiara: con un po’ di attenzione, non ci si blocca mai davvero. Diverso il discorso per le missioni secondarie, spesso più vaghe, criptiche, o legate a elementi ambientali facilmente trascurabili. Se non siete attenti, potreste ritrovarvi a girare a vuoto. Il trade-off è più che ottimale.

Hell Is Us basa gran parte della sua esperienza, dunque, sull’esplorazione e sugli enigmi ambientali. Il videogioco vi spinge a osservare con attenzione ogni angolo, a interpretare simboli, suoni e dettagli che spesso nascondono chiavi per sbloccare nuove aree o per capire meglio la storia. Gli enigmi non sono meri ostacoli meccanici, ma parte integrante del racconto. Alcuni sono ben bilanciati e soddisfacenti, altri invece possono risultare più criptici o meno immediati, e richiedono pazienza e spirito d’osservazione. Questa libertà di approccio significa che il titolo raramente vi prende per mano: dovrete imparare a fidarvi del vostro intuito e a navigare un mondo che non sempre vi dà risposte facili.

Il combattimento, d’altro canto, è la parte meno “identitaria” del pacchetto offerto. Rémi dispone di un set di armi corpo a corpo che potete potenziare. Dimenticatevi le armi da fuoco: qui si combatte con il peso del metallo e la fatica nelle braccia. Ogni scontro è ravvicinato, fisico, crudo. A supportarvi c’è un drone che svolge un ruolo fondamentale non solo nell’esplorazione, ma anche nel combattimento contro i nemici, permettendovi di interagire con i loro punti deboli e difese (e offrendo qualche alternativa a distanza).

Nel scontri dovrete gestire la stamina, leggere i pattern degli avversari, scegliere il momento giusto per colpire o schivare. L’approccio non è frenetico, ma più ragionato. Nulla di nuovo, nulla di eccelso, ma funzionale.

Una delle debolezze più evidenti della produzione, però, per giunta legata in maniera collaterale ai combattimenti, è la varietà nemica. Questi faticano a distinguersi visivamente e come pattern. L’effetto, dopo qualche ora, è una certa ripetitività che coinvolge anche gli encounter più “importanti”. Pochissimi hanno una vera barra della vita o un’identità forte, e ciò che in teoria dovrebbe essere uno scontro unico spesso si risolve in una variazione appena accennata delle routine comportamentali e modelli già visti.

Hell Is Us
Tutti i nemici (o quasi) sono simili

È un peccato, perché in un prodotto con una buona “dose di simbolismo”, ci saremmo aspettati avversari capaci di raccontare qualcosa anche solo con il loro aspetto. Invece, quella che poteva essere una componente memorabile finisce per essere la meno ispirata, almeno sul lungo periodo.

La bellezza della rovina

Dal punto di vista visivo, Hell Is Us colpisce forte. Non per il fotorealismo, ma per la direzione artistica. Hadea è un mondo a pezzi, e si vede. Ogni location racconta qualcosa: villaggi abbandonati, case in rovina, campi di battaglia, foreste che sembrano trattenere il respiro. Non c’è nulla di casuale nel modo in cui gli sviluppatori usano colori, luci, ombre. La palette è desaturata, con accenti cromatici che emergono solo in momenti chiave: un modo sottile ma efficace per guidarvi emotivamente.

L’uso dell’Unreal Engine 5 si sente, soprattutto nei giochi di luce e negli effetti particellari. Ma anche nelle sbavature: animazioni che a volte scattano, cali di frame rate nelle aree più dense, qualche fenomeno di pop-up e alcune texture che tradiscono la natura AA del progetto.

Anche il comparto audio è ben curato. Il sound design ambientale è immersivo: vento, pioggia, crepitii, urla lontane… tutto contribuisce a creare un’atmosfera opprimente. E quando parte la musica, lo fa nel momento giusto, con temi minimali e inquietanti. Non c’è colonna sonora invadente, ma solo note chirurgiche che riecheggiano nei modi e nei momenti opportuni.

Il doppiaggio (in inglese, con sottotitoli in italiano) è buono, anche se non sempre memorabile. Alcune linee recitative mancano di enfasi, specie nei momenti di maggiore pathos. Avremmo gradito testi un po’ più leggibili, specie nei documenti, e una UI meno spartana, ma capiamo che fa parte della filosofia scelta: meno è di più.

Commento finale

Hell Is Us non è un videogioco per tutti. “Non è l’inferno che ti aspetti”. E questo, nel 2025, è un gran complimento. In un’industria che spesso preferisce accontentare piuttosto che rischiare, Rogue Factor ha avuto il coraggio di realizzare un titolo che non cerca di piacere a tutti, ma solo a quelli che sono disposti a mettersi in discussione. Se siete tra questi, vi ritroverete immersi in un’esperienza forte, densa, visivamente potente e narrativamente sfuggente e struggente. Vi perderete, vi arrabbierete, tornerete indietro, rileggerete i vostri appunti, cercherete significati. E, alla fine, vi resterà addosso qualcosa. Una sensazione. Un dubbio. Un messaggio.

Non è perfetto — anzi, a volte è volutamente ruvido, imperfetto, poco chiaro. Ma è autentico. Se siete stanchi dei soliti open world, delle checklist da completare, dei dialoghi scritti con lo stampino, allora Hell Is Us potrebbe essere la boccata d’aria di cui avevate bisogno.

Nintendo Direct del 12 settembre, ecco tutti gli annunci!

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In occasione del preannunciato Direct di oggi, Nintendo ha mostrato numerosi giochi ed ha annunciato il nuovo film di Super Mario.

Proprio il creatore di Mario Shigeru Miyamoto ha dato il via alla presentazione annunciando le attività in programma per il 40º anniversario di Super Mario Bros., pubblicato in Giappone il 13 settembre 1985. Oltre a rivelare che Super Mario Galaxy e Super Mario Galaxy 2 arriveranno su Nintendo Switch il 2 ottobre, Shigeru Miyamoto ha anche annunciato che il nuovo film d’animazione basato sul mondo di Super Mario Bros. sarà intitolato Super Mario Galaxy Il Film.

Il Nintendo Direct completo è disponibile sul canale YouTube di NintendoItalia:

A seguire una lista esaustiva di tutti i giochi annunciati con le rispettive date di uscita!

Giochi annunciati

  • Super Mario Galaxy + Galaxy 2: tornate a esplorare le galassie con grafica migliorata, nuovi contenuti e supporto 4K su Switch 2. In uscita il 2 ottobre 2025.
  • Metroid Prime 4: Beyond: un nuovo viaggio con Samus su un pianeta misterioso. Arriva il 4 dicembre 2025 su Switch e Switch 2.
  • Fire Emblem: Fortune’s Weave: nuovo capitolo strategico della serie in arrivo nel 2026 per Switch 2.
  • Pokémon Pokopia: impersonate un Ditto e trasformate un deserto in un paradiso Pokémon! Uscita nel 2026 su Switch 2.
  • Donkey Kong Bananza – Isola DK + Caccia agli smeraldi: DLC disponibile già da oggi, con demo gratuita.
  • Leggende Pokémon: Z-A + Megadimensione (DLC): nuove megaevoluzioni e contenuti aggiuntivi; uscita 16 ottobre 2025.
  • Super Mario Bros. Wonder – Switch 2 Edition: nuovi minigiochi e miglioramenti, prevista per primavera 2026.
  • Yoshi and the Mysterious Book: avventura con Yoshi e un libro parlante, in arrivo primavera 2026.
  • Tomodachi Life: Una vita da sogno: tornate sull’isola Mii con amici e familiari, primavera 2026.
  • Mario Tennis Fever: modalità nuove, mosse speciali, 38 personaggi giocabili; dal 12 febbraio 2026.
  • DRAGON QUEST VII Reimagined: remake con grafica nuova e miglioramenti vari; debutta il 5 febbraio 2026.
  • Resident Evil Requiem: survival horror per Switch 2; in arrivo il 27 febbraio 2026.
  • Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection: avventure, Monsties e combattimenti a turni; uscita 13 marzo 2026.
  • Hades II – Switch 2 Edition: versione potenziata per Switch 2, uscita in anteprima il 25 settembre 2025.
  • Stardew Valley – Switch 2 Edition: grafica migliorata, co-op locale, update gratuito per chi ha la versione precedente; in arrivo in autunno.
  • FATAL FRAME II: Crimson Butterfly REMAKE: horror giapponese classico rivisitato; inizio 2026.
  • Storm Lancers: roguelike d’azione 2D, disponibile da oggi.
  • PowerWash Simulator 2: campagna nuove, ambientazioni sporche, co-op; in arrivo in autunno.
  • Dinkum: simulazione di vita su un’isola selvaggia; demo da oggi, uscita 6 novembre.
  • Overcooked! 2 – Switch 2 Edition: versione aggiornata con grafica 4K, in arrivo quest’inverno.
  • Human Fall Flat – Switch 2 Edition: livello inedito “Terra dei dolciumi”, supporto multiplayer fino a 8 giocatori; primavera 2026.
  • Lynked: Banner of the Spark: roguelike + life sim in co-op; disponibile da oggi.
  • Virtual Boy – Nintendo Classics: classici per Virtual Boy in arrivo per abbonati Switch Online + Pacchetto Aggiuntivo; disponibile dal 17 febbraio 2026.
  • FINAL FANTASY VII REMAKE INTERGRADE: versione completa con contenuto extra di Yuffie; dal 22 gennaio 2026.
  • DYNASTY WARRIORS: ORIGINS: nuova uscita il 22 gennaio 2026 su Switch 2.
  • Danganronpa 2×2: nuova versione con scenario aggiuntivo; prevista per il 2026.
  • DRAGON QUEST I & II HD-2D Remake: uscita il 30 ottobre 2025.
  • Mortal Kombat: Legacy Kollection: versioni digitali dal 30 ottobre, fisiche dal 12 dicembre 2025.
  • EA SPORTS FC 26, Little Nightmares III, Persona 3 Reload, LEGO Voyagers, Disgaea 7 Complete, Virtua Fighter 5 R.E.V.O., Two Point Museum: tutti annunciati come prossimi titoli da seguire.

Recensione Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale, polvere di stelle

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Dopo il risultato record di oltre sette milioni di copie piazzate in tutto il mondo, Kirby e la terra perduta è il nuovo classico che Nintendo ha risploverato per arricchire la libreria di Switch 2 complice l’espansione Il mondo astrale. E così, l’apprezzatissima odissea della vorace pallina rosa sbarca anche sulla nuova console del gigante di Kyoto con una riedizione che si pone in linea con operazioni che abbiam imparato a conoscere nelle scorse settimane.

A differenza tuttavia di quanto visto con la riedizione degli ultimi The Legend of Zelda (qui la recensione del nostro Riccardo), il ritorno di Kirby e la terra perduta si pone nel solco della Nintendo Switch 2 Edition di Super Mario Party Jamboree. Ed affonda ancor di più le proprie suggestioni nella tradizione vista con il miaviglioso Super Mario 3D World + Bowser’s Fury. Un porting dunque che non solo tira a lucido l’avventura originale dal punto di vista tecnico, ma lo impreziosice con una intrigante espansione esclusiva per Switch 2. Il risultato, lo anticipiamo, non può che essere imperdibile.

Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale è disponibile dal 28 Agosto per Nintendo Switch 2.


Versione testata: Nintendo Switch 2


Ritorno al mondo perduto

Sviluppato dalla storica software house HAL Laboratory, Kirby e la terra perduta è stato uno delle sorprese più sfavillanti del 2022. L’esordio dello storico franchise in un titolo platform adventure completamente tridimensionale si è infatti rivelato una perla di rara bellezza.

Risucchiato da un misterioso portale in un una terra post-apocalittica, Kirby si ritrova a dover salvare i dispersi Waddle Dee di Dream Land combattendo il pericoloso Esercito delle Bestie. L’incontro fortuito con il piccolo Elfilin darà il via ad un’avventura ricca di sorprese e pericoli. Questa semplice premessa narrativa apre le porte all’esplorazione del Nuovo Mondo, una terra affascinante fuori dal tempo sulla quale si è abbattuta qualche sorta di catastrofe lasciando spazio alla natura ed agli animali. Una direzione artistica coloratissima e spumeggiante, che si accompagna con musiche di prim’ordine ed un gameplay mai così appagante.

Artisticamente il titolo è una carezza per gli occhi.

Fulcro dell’esperienza ludica nell’esplorazione dei livelli è la cosidetta Boccomorfosi, ovvero l’abilità di Kirby di ingoiare oggetti di grandi dimensioni assumendone forme ed abilità. Le peculiarità di Kirby restano le stesse di sempre, con la possibilità di acquisire temporaneamente le specificità offensive e difensive dei propri avversari ingeriti. Tuttavia la Boccomorfosi permette al protagonista di diventare, ad esempio, un’automobile, un tubo o un pallone, esplorando un gameplay eterogeneo e ricco dell’inventiva tipica dei titoli della grande N.

Salvati tutti i tutti i Waddle Dee l’avventura non finisce, aprendosi dopo i titoli di coda ad un endgame estremamente avvincente tra collezionabili, nuove sfide di combattimento (Kirby e la terra perduta in alcuni frangenti diventa un vero e proprio beat’em’up a scorrimento) ed un segmento di storia inedito che coinvolge Kirby ed Elfilin. Con circa trenta ore complessive di altissima qualità, come è riuscito Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale a migliorare questa eccellente base di partenza?

Gli Astral sono le nuove creaturine da salvare nell’espansione inedita.

Piccola stella senza cielo

La risposta al precedente quesito è semplice nella sua essenzialità: migliorando sotto ogni aspetto l’offerta originaria ed arricchendola con nuovi contenuti.

In questo senso, la Nintendo Switch 2 Edition propone evidenti migliorie tecniche per Kirby e la terra perduta. Nella fattispecie, parliamo di una definizione grafica superiore (sia in modadalità docked, sia in modalità portatile), di una palette cromatica ancora più brillante e, soprattutto, di una fluidità impeccabile. Laddove il titolo del 2022 era stato ottimizzato a 30 fps con alcune difficoltà nei momenti più concitati, la versione del 2025 sostiene senza sforzi i 60 fps grazie all’hardware della nuova console. Vista la tipologia di gioco, pad alla mano la differenza si vede e si sente regalando un’esperienza di livello superiore. Finalmente libera, inoltre, dagli imbarazzi tecnici della versione precedente che non rovinavano l’esperienza, ma che comunque erano evidenti. Un plauso anche dal punto di vista dei caricamenti, adesso estremamente ridotti rispetto al passato.

La Morfomolla è una delle novità introdotte da Il mondo astrale.

La portata più appetitosa della riedizione è ovviamente costituita dall’appendice Il mondo astrale. Si tratta di una modalità parallela all’avventura principale, nella quale Kirby ed Elfilin dovranno impedire l’avverarsi di una terribile profezia legata alla caduta di un meteorite recuperando le piccole creature chiamate Astral. Per fare questo, i nostri eroi dovranno affrontare le insidie dei livelli astrali, rielaborazione di alcuni livelli alterati dal misterioso potere del corpo celeste.

Tra aree inedite, nuovi avversari e Boccomorfosi esclusive (Morfomolla, Morfoingranaggio e Morfocartello), l’espansione si è rivelata gustosa e divertente. Le sorprese non finiscono qui. Il mondo astrale introduce infatti altresì ulteriori collezionabili nonché la Coppa Definitiva Z X, una nuova ed impegnativa boss rush che rappresenta il culmine per testare le proprie abilità di combattimento. Tutto bellissimo ma se proprio vogliamo trovare un difetto, ci sarebbe piaciuto vedere qualche livello extra in più. E magari anche una difficoltà maggiormente tarata verso l’alto per questa espansione.

Alcuni segmenti richiedono attenzione, ma di base la difficoltà continua ad essere accomodante come nel gioco base.

Boccone prelibato

Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale è, senza mezzi termini, il pefetto esempio di come riprorre i grandi classici dell’azienda giapponese sulla sua nuova console.

La riedizione di Jamboree ci aveva convinto fino ad un certo punto, complice contenuti extra non così imperdibili. L’accoppiata composta da Breath of the Wild e Tears of the Kingdom finiva per essere essenzialmente un adeguamento sul versante tecnico. Tuttavia con Kirby le cose sono apparse da subito molto diverse. La nuova versione non è solo il modo migliore per giocare Kirby e la terra perduta, grazie a performance migliori ed una maggiore nitidezza grafica. Ma è anche la sua edizione definitiva grazie alla presenza de Il mondo astrale. Un’espansione, quest’ultima, che si è rivelata in grado di garantire una ulteriore decina di ore di contenuti inediti e stimolanti.

Il mondo astrale è capace di lasciare a bocca aperta.

La produzione si pone dunque sulla stessa falsariga concettuale di quel Super Mario 3D World + Bowser’s Fury che ci aveva fatto innamorare qualche anno fa. Ma anche una continuazione di un trend esplorato anche dalla concorrenza, con l’ottimo Sonic X Shadow Generations. Quello che invece resta identica nel contesto delle Nintendo Switch 2 Edition finora pubblicate è la riflessione sui destinatari di questa produzione.

Da un lato non sussistono dubbi sul carattere definitivo della nuova versione del prodotto HAL Laboratory. Al punto da poter essere serenamente consigliato ad occhi chiusi a tutti gli amanti del genere platform adventure. In questo senso, si tratta di uno dei titoli migliori disponibili su Switch 2, semplicemente imperdibile. Dall’altro lato, che tipo di appeal può avere la riedizione per chi ha già giocato l’originale su Nintendo Switch? A nostro avviso, si tratta di uno dei casi in cui il bis dello spettacolo vale il prezzo del biglietto. Non solo per giocare un titolo tecnicamente migliorato in modo sensibile, ma anche per mettere le mani sulla incantevole espansione proposta. Il prezzo retail continua a non essere dei più accomodanti per chi ha già acquistato l’edizione precedente. Va da sé che, in questi casi, consigliamo di effettuare l’upgrade digitale direttamente tramite eShop.

Rigiocare il titolo con una fluidità migliorata è una goduria.

Commento finale

Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale prosegue il trend del gigante di Kyoto del riproporre i suoi grandi successi degli ultimi anni in una veste migliorata e corredata da nuovi contenuti. In tal senso, la riedizione rappresenta senza ombra di dubbio il punto di riferimento per apprezzare pienamente questo capitolo di grande successo. Le migliorie tecniche rendono tutto più nitido e fluido, mentre l’espansione si dimostra in grado di estendere la longevità del titolo originario introducendo sfide stimolanti e chicche extra. Un titolo imperdibile per tutti i fan dell’onnivora pallina rosa, ma anche per l’intera utenza Switch 2.

Perché sempre più giocatori optano per le carte prepagate: I voucher di moneta elettronica come metodo di pagamento intelligente

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Battlepass Fortnite PowerRangers

Se ti è mai capitato di fissare la schermata di pagamento nel bel mezzo di una partita pensando: “Voglio davvero inserire i dati della mia carta qui?”, non sei il solo. Tra preoccupazioni relative alla sicurezza, commissioni casuali e l’inconveniente che tutto ciò comporta, sempre più giocatori sono alla ricerca di opzioni di pagamento pensate appositamente per il loro modo di giocare.

Ed ecco che entrano in gioco i buoni prepagati in moneta elettronica. Stanno diventando silenziosamente il metodo preferito per le spese digitali, soprattutto tra le persone che giocano regolarmente, spendono spesso e tengono alla loro privacy. Nessun conto collegato, nessuna spesa imprevista, solo un saldo che controlli tu.

Moneta elettronica: Pensata per il modo in cui spendono realmente i giocatori 

La maggior parte dei giocatori non effettua acquisti una tantum di importo elevato. Acquista piccoli articoli (abbonamenti stagionali, valuta di gioco, DLC) distribuiti su più piattaforme. Questo tipo di ecosistema digitale richiede una spesa flessibile che non dia la sensazione di aprire il proprio portafoglio su Internet ogni volta.

La moneta elettronica prepagata si adatta perfettamente a questo mondo. Agisce come un intermediario digitale, offrendo la libertà di pagare dove si desidera, mantenendo al contempo il conto bancario e i dati della carta al sicuro.

Perché il prepagato ha senso proprio ora

C’è stato un cambiamento. I giocatori non cercano solo la velocità, ma pensano anche alla privacy. Con l’aumento delle truffe, delle fughe di dati e dei flussi di pagamento poco chiari, l’idea di fornire il numero della propria carta più volte alla settimana sembra… superata.

Ecco perché sempre più giocatori si rivolgono a soluzioni basate su voucher che non richiedono di condividere informazioni finanziarie personali. Non si tratta tanto di nascondersi, quanto di assumere il controllo.

Prepagato senza problemi

Una delle opzioni prepagate più popolari in circolazione è Flexepin, e per una buona ragione. Funziona su tantissime piattaforme digitali, compresi i giochi, ed è semplicissimo. Si acquista un codice, lo si inserisce e si spende. Nessuna registrazione. Nessun ritardo nella verifica. Nessuna sincronizzazione dell’account.

Ancora meglio, ottenerlo è semplice se si utilizzano mercati digitali affidabili. Acquistare una carta Flexepin su Eneba ti offre un modo veloce e sicuro per ottenere esattamente l’importo che desideri, quando lo desideri.

Non solo privacy

Le carte prepagate come Flexepin aiutano i giocatori a gestire il proprio budget senza pensarci troppo. Carica ciò che puoi spendere e, una volta finito il saldo, hai chiuso. Nessun rimorso dell’acquirente. Nessuna spesa eccessiva accidentale. Solo un saldo prestabilito che si adatta a qualsiasi budget di gioco tu abbia deciso per la settimana (o il mese, a seconda della tua forza di volontà).

Inoltre, è un’ottima opzione per i genitori che gestiscono gli account dei giocatori più giovani o per chiunque voglia fare un regalo senza allegare i propri dati di pagamento.

Perché i giocatori sono i primi a cambiare

Siamo onesti: i giocatori sono i primi ad adottare le novità. Proviamo nuove piattaforme, nuovi sistemi di pagamento e nuovi strumenti molto prima del consumatore medio. Non sorprende quindi che questo passaggio a una spesa prepagata, privata e flessibile stia avvenendo prima in questo settore.

Che si tratti di DLC del primo giorno, skin a sorpresa o quell’energia del “solo un altro round” che si trasforma in una sessione di tre ore, le carte prepagate offrono qualcosa che i pagamenti con carta non possono offrire: tranquillità e zero complicazioni.

Il mondo dei videogiochi continua a diventare sempre più veloce, più digitale e più connesso, ma il modo in cui paghiamo non deve essere stressante. Le carte di moneta elettronica come Flexepin offrono un’esperienza di pagamento che si adatta al modo di pensare dei giocatori: veloce, sicura e alle tue condizioni.

Perché, se il resto della tua vita da giocatore è ottimizzato, perché i pagamenti dovrebbero rimanere fermi al 2009?

Recensione Everybody’s Golf Hot Shots, la saga cult torna in campo tra nostalgia e nuove sfide

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Il nome Everybody’s Golf – o Minna no Golf in Giappone, Hot Shots Golf in America – è legato a doppio filo alla storia delle console PlayStation. Il primo capitolo, uscito nel 1998 e firmato Camelot, portò il golf nelle mani di un pubblico giovane con il suo tono colorato e immediato. Dal secondo episodio in avanti, la serie passò allo studio Clap Hanz, che l’ha custodita fino al 2017 con il capitolo su PS4, sviluppato insieme a Japan Studio. Poi il silenzio: otto anni di assenza, complice la chiusura degli studi coinvolti.

A riportare il brand in vita ci prova oggi il team HYDE, supportato da Bandai Namco e sempre sotto licenza Sony, scegliendo un titolo universale – Everybody’s Golf Hot Shots – per mantenere viva ogni identità regionale. È un ritorno che porta sulle spalle un’eredità pesante: da una parte la nostalgia dei fan, dall’altra la sfida di rendere il golf accessibile e divertente in un mercato dove dominano simulazioni iper-realistiche e produzioni dal taglio hollywoodiano.

Questo ritorno non è solo una mossa commerciale, ma un banco di prova per capire se ci sia ancora spazio per un approccio spensierato a uno sport che altrove viene trattato con estremo rigore. La scelta di lanciare il gioco contemporaneamente su PS5, Nintendo Switch e PC  è significativa: da una parte garantisce a un pubblico vasto l’accesso a un brand che per anni era rimasto confinato alle console Sony, dall’altra impone compromessi tecnici che si riflettono sul prodotto finale. La scommessa di HYDE è chiara: mantenere intatto lo spirito di Everybody’s Golf pur aprendolo a un mercato globale.


Versione testata : Playstation 5


Tre click, tre interfacce: il cuore del colpo

Chi ha già giocato un capitolo della serie sa bene che il sistema dei tre click è il cuore pulsante di Everybody’s Golf: direzione, potenza e precisione in un gesto che condensa tutta la filosofia arcade del franchise. Hot Shots mantiene questa meccanica, ma introduce una gradita novità: la possibilità di scegliere fra tre diverse interfacce. La classica barra orizzontale, la barra curva e i cerchi concentrici in stile PS3. Una scelta che non cambia le statistiche, ma permette a ciascun giocatore di trovare l’impostazione più naturale.

Il colpo resta godibile, la fisica coerente, ma questa volta c’è anche un rovescio della medaglia: l’errore si paga di più. Non centrare lo “0” della barra porta quasi sempre a deviazioni pesanti, con spin e traiettorie che sfuggono al controllo. È un modo per dare più peso alla precisione, ma rischia di risultare frustrante per chi non ha ancora allenato i tempi.

È qui che emerge la filosofia “per tutti” del titolo: puoi avvicinarti con leggerezza, imparando i fondamentali, ma se vuoi davvero eccellere devi padroneggiare ogni dettaglio. La possibilità di personalizzare l’interfaccia è un tocco che fa capire quanto gli sviluppatori abbiano voluto aprire le porte a un pubblico trasversale. Tuttavia, questo sistema più severo nel punire l’imprecisione rappresenta un’arma a doppio taglio: da un lato stimola la crescita e rende ogni vittoria meritata, dall’altro rischia di scoraggiare chi cerca un’esperienza puramente rilassante.

Spin, tiri speciali e fedeltà: crescere è (davvero) giocare

Hot Shots aggiunge al gameplay classico una progressione più marcata. I golfisti iniziano deboli, con statistiche mediocri, ma possono crescere con l’uso costante e con una nuova meccanica di “fedeltà”: più si gioca con un personaggio, più aumenta la sua efficacia. A questo si aggiunge l’opzione di nutrirli con appositi manicaretti, che forniscono bonus temporanei. Un sistema semplice ma capace di stimolare la ripetizione.

Anche i caddy hanno un ruolo più attivo: guadagnando fedeltà possono garantire bonus extra durante le partite, oltre a dispensare consigli che a volte strappano un sorriso. E per rendere l’azione meno prevedibile arrivano i tiri speciali, utilizzabili poche volte per partita ma in grado di ribaltare una buca. È una scelta che rompe il ritmo giusto quando serve, senza mai trasformare il gioco in un party puro.

Questa impostazione porta il giocatore a costruire un rapporto più stretto con i propri avatar, spingendo a investire tempo per farli crescere. È un meccanismo mutuato da altri generi – i giochi di ruolo in primis – che qui trova una declinazione insolita ma efficace. Non tutti apprezzeranno la necessità di grindare per ottenere un roster competitivo, ma è indubbio che la progressione aggiunga longevità e motivi per tornare in campo. Anche i caddy, con le loro animazioni a volte buffe e i bonus improvvisi, diventano parte integrante del divertimento, aggiungendo una dimensione imprevista a un gameplay altrimenti lineare.

Sfida & Tour Mondiale: 30 golfisti, tante storie

La struttura single-player è ampia. In modalità Sfida si affrontano tornei da 6, 9 o 18 buche accumulando punti su un indicatore: riempirlo sblocca la sfida contro il boss di livello. Una volta sconfitto, il nuovo personaggio si unisce al roster, pronto a essere usato nel Tour Mondiale.

Quest’ultima modalità è una sorta di campagna: trenta golfisti, ognuno con la sua mini-storia e dialoghi (skippabili), sfide sempre più ardue e la necessità di migliorare progressivamente le proprie statistiche. La difficoltà cresce rapidamente, costringendo a sperimentare e ad adattarsi. È qui che il gioco mostra il suo volto più meritocratico: non basta colpire bene, bisogna costruire il proprio percorso.

Questo sistema regala un senso di progressione tangibile che va oltre la semplice partita veloce. Affrontare i tornei e i boss diventa un obiettivo a medio termine, spingendo i giocatori a migliorare non solo la tecnica, ma anche la strategia. Ogni golfista sbloccato è un piccolo traguardo che amplia le possibilità di gioco, mentre il Tour Mondiale offre un contenuto narrativo leggero ma sufficiente a giustificare l’avanzamento. È un modo intelligente per stimolare la longevità, pur senza costruire una trama complessa.

Golf Stravagante: quando la buca diventa party

La vera novità di Hot Shots si chiama Golf Stravagante, ed è pensata per le partite in compagnia. Quattro modalità speciali mescolano abilità e caos:

  • Colpi Colorati, che assegnano bonus e malus in base all’atterraggio della pallina, utilizzabili anche contro gli avversari.
  • Mischia, una modalità a squadre con colpi alternati.
  • Furto Mazze, che penalizza con la perdita di una mazza chi ottiene la prestazione peggiore.
  • Esplosivo, un campo minato che devia le palline e lascia crateri-bunker sul percorso.

Sono esperimenti che non stravolgono il cuore simulativo, ma aggiungono varietà e leggerezza. In locale o online, sono le modalità che più facilmente trasformano una serata di gioco in un’esperienza corale, fatta di risate e colpi improbabili.

È evidente come gli sviluppatori abbiano voluto ritagliare uno spazio per il multiplayer più spensierato, senza però tradire lo spirito della serie. Golf Stravagante non sostituisce le modalità tradizionali, ma le integra con un tocco di imprevedibilità che ben si sposa con il tono allegro del gioco. In queste partite il confine tra abilità e fortuna si assottiglia, e il risultato è spesso fonte di aneddoti e risate condivise. È forse la parte più riuscita del pacchetto in termini di “novità”, perché mostra la volontà di HYDE di osare, almeno in parte, con idee che rompono la routine.

Campi, fisica e meteo: dove il colpo prende vita

Se c’è un aspetto dove Hot Shots dimostra la sua solidità, è la realizzazione dei campi. Gli sviluppatori hanno riportato in vita classici come Aloha Beach ed Eagle Town, affiancandoli a nuovi percorsi ben caratterizzati. Il motore fisico resta il vero protagonista: ogni colpo è coerente, il rimbalzo sul fairway, l’attrito sull’erba alta, il vento che cambia traiettoria, la pioggia che frena la pallina.

A impreziosire il tutto c’è un convincente ciclo giorno-notte e il meteo dinamico, che aggiungono varietà visiva e tattica. Alcuni elementi, come gli alberi realizzati con texture generate via IA, sono davvero gradevoli. È un comparto solido, che rende ogni buca una piccola sfida da leggere e interpretare.

Si percepisce una cura particolare nella costruzione delle buche, pensate non solo per intrattenere ma anche per stimolare la pianificazione di ogni colpo. Ogni campo ha piccole insidie che richiedono attenzione e, pur senza raggiungere i fasti delle simulazioni più realistiche, restituisce una credibilità sorprendente per un titolo che punta anche alla leggerezza.

Tecnica e UI: il passato che pesa ancora

Il lato tecnico è il punto debole del pacchetto. Su PS5 l’impatto iniziale è buono: HDR, colori vivi, panorami più dettagliati. Ma basta poco per notare i limiti. L’interfaccia è caotica, con icone piccole e disordinate. Le animazioni dei personaggi sono legnose, le cutscene scialbe e incapaci di valorizzare i momenti clou.

Non mancano i glitch: telecamere impacciate, caddy che si muovono a caso, cali di framerate quando il vento picchia forte. La sensazione è quella di un porting multipiattaforma che ha dovuto tenere conto della prima versione Switch, sacrificando la resa su hardware più potente. È un peccato, perché sotto la superficie si sente la voglia di dare di più.

Si ha spesso la sensazione che il comparto tecnico sia rimasto a metà, come se il gioco fosse stato concepito per accontentare tutti i sistemi senza mai spingere davvero su PS5. Non rovina il divertimento, ma limita l’impatto di un titolo che avrebbe meritato più ambizione visiva.

Audio e testi: funziona, ma senza acuti

La colonna sonora accompagna senza strafare: melodie leggere, menù allegri, musiche adatte ai campi. Gli effetti sonori restituiscono bene l’impatto del colpo e l’ambiente circostante, con qualche tocco ambientale riuscito. Le voci restano in inglese, con testi localizzati in italiano: traduzione buona, salvo qualche svista (“Clubs” tradotto come “circoli”) e gergalismi letterali nei dialoghi.

Curiosità: il doppiaggio inglese del personaggio Dino, che inserisce parole italiane con accento improbabile, è tanto comico quanto grottesco. Un dettaglio che non compromette l’esperienza, ma che dice molto sul tono volutamente leggero del pacchetto.

Mancano brani davvero memorabili che possano restare impressi nella mente, ma nel complesso l’audio svolge il suo compito. Si sente che l’attenzione è stata riposta più sugli effetti che sull’ispirazione musicale, mantenendo il tutto piacevole ma lontano dall’eccellenza.

Prezzo, piattaforme e valore: la via prudente

Hot Shots arriva al prezzo di 49,90 €. Non è un titolo premium, ma neanche un prodotto minore: è un gioco “di transizione” che punta ad allargare il pubblico e a soddisfare i fan di lunga data.

Il valore c’è: tra 30 golfisti da sbloccare, modalità single-player, Golf Stravagante, multiplayer locale e online, caddy da potenziare e progressione a lungo termine, il pacchetto offre ore di gioco. Rimane la sensazione che servisse più coraggio: oggi il brand torna, diverte, ma non osa. È un ritorno che scalda il cuore, ma che non lascia intravedere chiaramente il futuro.

Considerando la quantità di contenuti e la cura posta nel mantenere lo spirito della serie, il prezzo appare corretto. Tuttavia, il posizionamento lo mette in diretta concorrenza con produzioni più moderne, rischiando di soffrire in confronto a titoli che puntano su innovazione e freschezza.

Commento finale

Everybody’s Golf Hot Shots è un ritorno degno e piacevole. È un gioco che diverte, premia chi studia vento e pendenze, fa sorridere con la sua estetica giapponese e offre contenuti sufficienti a tener viva l’attenzione. È anche un titolo che resta legato al passato, con una direzione artistica poco ispirata, un comparto tecnico datato e poche vere novità.

È come rivedere un vecchio amico dopo anni: ti fa piacere, ritrovi la complicità, ma capisci che non ha nuove storie da raccontare. E allora ti chiedi se il prossimo incontro sarà ancora un revival, o finalmente un passo in avanti.

La forza del gioco è nella sua capacità di intrattenere senza chiedere troppo, ma proprio questa prudenza ne limita l’impatto. Per i fan storici resta un acquisto quasi obbligato, mentre per i nuovi giocatori è un buon punto di ingresso. Resta da vedere se sarà la base per un vero rilancio.

Recensione borsa a tracolla Subsonic per Nintendo Switch e Switch 2

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In occasione del lancio di Switch 2, la prolifica azienda francese Subsonic ha rinvigorito la propria lineup di periferiche ed accessori pensati per le console Nintendo, come questa intrigante borsa a tracolla. Già negli scorsi mesi abbiamo avuto modo di testare un ampio ventaglio di prodotti del produttore di Limonest, spaziando da ottime sedie da gaming a robusti racing cockpit. Tutti uniti da un minimo comune multiplo: versatile qualità, a prezzi contenuti.

Proprio in quest’ottica, la protagonista della nostra recensione odierna è una shoulder bag disegnata attorno alle console ibride del gigante di Kyoto. Un attestato dell’eterogeneità della proposta del catalogo Subsonic, ma anche un prodotto sorprendentemente utile anche per chi non volesse usarlo per sfruttare fino in fondo la portabilità di Switch e Switch 2.

La travel bag Subsonic è disponibile sul loro sito ufficiale al costo di € 19,99.

Confezione di vendita

Su questo versante, Subsonic non fornisce una vera e propria confezione di vendita per la sua borsa a tracolla. La stessa infatti si presenta direttamente agli acquirenti senza scatole superflue (vista anche la linea generale imposta dal mercato per questa tipologia di prodotti), per far apprezzare da subito materiali costruttivi e design. L’unica particolarità è l’immancabile targhetta in cartoncino, a scopi pubblicitari ed informativi, oltre alle fascette in plastica per ridurre l’ingombro della cinghia.

A nostro avviso si tratta di una modalità presentativa coerente con la proposta. Inoltre, permette da subito di farsi un’idea del prodotto che, per questa categoria merceologica, difficilmente può prescindere da un feedback diretto.

Design e qualità costruttiva

La shoulder bag realizzata da Subsonic si presenta da subito con uno stile inconfondibilmente pensato al mondo nerd e geek.

Disponibile nell’unica colorazione rossa e nera con rifiniture e zip in bianco, la borsa riporta sulla tasca frontale una scritta in pixelart retrò “Game Over”. A nostro avviso, si tratta di un design semplice ma di grande effetto, che non si sofferma troppo su una rigida destinazione del prodotto alla platea degli utenti Nintendo. Invero, la borsa si dimostra funzionalmente ed esteticamente adatta a qualsiasi utilizzo e non “stona” immaginare di usarla con profitto per altri scopi, come ha dimostrato la nostra esperienza di utilizzo.

Sul versante della qualità costruttiva, la travel bag è realizzata nel tradizionale nylon comunemente usato per borse e custodie di dispositivi elettronici. L’articolo è poi corredato da zip resistenti decorate in gomma e, sullo schienale, da un tessuto a rete traspirante. All’interno delle tasche sono presenti imbottiture adatte ad attutire gli urti esterni. Al contrario, non sono presenti divisori interni o ulteriori spazi. Questo potrebbe rappresentare un difetto per i più metodici, dal momento che lascia all’organizzazione personale il compito di ottimizzare le migliori disposizioni. Viceversa, permette altresì una più libera fruibilità nonché eterogeneità nell’esperienza d’uso giornaliera.

L’esperienza di utilizzo

La borsa a tracolla realizzata da Subsonic si è rivelata un prodotto affidabile, comodo e perfettamente adatto all’uso per il quale è stata realizzata.

Nel corso del nostro utilizzo abbiamo avuto modo di testare la sua capienza sia con l’originale Nintendo Switch che con la nuova console, riscontrando spazi ben predisposti. I trasporti si sono dimostrati all’insegna della sicurezza, senza rischi per il device e i suoi accessori.

Si potrebbe far entrare dentro la borsa anche il dock di ricarica di Switch 2, ma sinceramente abbiamo evitato di farlo. L’alloggiamento lo conterrebbe in teoria, ma la borsa potrebbe assumere una forma troppo irregolare per un utilizzo sicuro. Ovviamente, il compagno immancabile per la portabilità delle console Nintendo Switch è una pellicola protettiva o un vetro temperato. Per quanto una borsa possa essere robusta ed ammortizzare gli shock esterni, proteggere lo schermo contro graffi e lesioni ha la priorità anche al costo di una piccola spesa extra.

La tasca più capiente è adatta ad ospitare la console con i joycon connessi, mentre la seconda tasca frontale può essere utilizzata per ospitare caricatori, giochi fisici ed altri accessori (dal pro controller alla cavetteria). Ma gli spazi a disposizioni sono così peculiari e pratici da aver reso la nostra esperienza di utilizzo molto più eterogenea di quanto ci aspettassimo.

Al di là del trasporto delle console Nintendo infatti, abbiamo avuto occasione di utilizzare la borsa a tracolla di Subsonic anche per altri impieghi. Con risultati davvero soddisfacenti. E così, la shoulder bag ha una dimensione ottimale per trasportare tablet e device mobili, ma anche felpe e k-way nonché piccoli bloc notes per appunti ed alcune tipologie di materiale da disegno. Le sue proporzioni diventano assolutamente perfette per portare con sé anche piccoli giochi da tavolo (perché sappiamo quanto gli amanti dei board game abbiano sempre bisogno di soluzioni adatte per trasportare i propri titoli preferiti). Ed ancor più pratico si è rivelato l’uso della borsa per riporre i propri libri e manga preferiti e portarseli serenamente in spiaggia o al parco. Sempre che non si tratti di tomi con dimensioni importanti come Shantaram o Infinite jest, per capirsi.

Gli altri accessori imperdibili Subsonic

Tornando a quanto anticipato in premessa, Subsonic ha arricchito il proprio catalogo con molti articoli interessanti dedicati principalmente a Nintendo Switch 2. Tuttavia, come da tradizione per l’azienda francese, la maggior parte di essi sono perfettamente utilizzabili anche con il predecessore della console giapponese. Altresì, molti altri accessori vantano una compatibilità trasversale che potrebbero renderli ottime scelte anche per gli utenti multipiattaforma.

Uno dei prodotti più interessanti il guscio protettivo ideato per Nintendo Switch 2. Si tratta di una soluzione ultra resistente in grado di proteggere il device da urti e graffi senza scordare ergonomia e praticità. Per esigenze di sicurezza di chi ha necessità di trasportare le console Nintendo per lunghi tragitti, il carrying case Subsonic è una proposta solida. Essa può garantire protezione superiore rispetto alla borsa a tracolla della quale vi abbiamo parlato.

Sul versante delle periferiche invece, Subsonic propone il Wireless Led Controller per console Switch, del quale vi abbiamo parlato con la recensione di Riccardo. Si tratta di “un’ottima scelta per chi cerca un controller economico, ma con funzionalità avanzate e design personalizzabile“. Vi anticipiamo inoltre che vi racconteremo a stretto giro anche le nostre impressioni su due delle periferiche più intriganti del catalogo Subsonic: l’Arcade Stick e il volante Superdrive SV250.

Commento finale

All’interno della vasta proposta dell’azienda francese Subsonic, trovano spazio anche accessori come questa intrigante shoulder bag pensata per Nintendo Switch. Compatta e con un design deliziosamente geek, la borsa a tracolla si è rivelata un prodotto pratico ed incredibilmente versatile. Non solo per le sue dimensioni, perfette per trasportare in comodità e sicurezza tutti i modelli degli console della grande N (compresa la nuova arrivata). Ma anche per una versatilità innegabile, che rende la tracolla adatta per una moltitudine di usi grazie ad una perfetta sintesi tra peso e dimensioni contenute. Un acquisto caldamente consigliato.

I migliori biomi di Minecraft classificati solo in base all’atmosfera

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Diciamoci la verità: quando si è immersi in una sessione di Minecraft, a volte non conta tanto la disponibilità di risorse o la generazione dei mob. Ciò che conta è l’atmosfera. Quel mix indescrivibile di musica, colori e ambiente che ti fa venire voglia di accamparti, costruire una base o semplicemente fare una passeggiata mentre il sole tramonta in una perfezione pixelata.

Dimenticate il bottino raro o l’efficienza. Questa è la classifica dei biomi di Minecraft basata esclusivamente sull’atmosfera.

1. Cherry Grove – La nuova regina dell’accoglienza

Cherry Grove è il paradiso dai toni rosa ciliegio introdotto negli ultimi aggiornamenti, che ha immediatamente conquistato il titolo di “più cottagecore”. I delicati petali di ciliegio che cadono mentre cammini, le tonalità tenui, le dolci colline: è praticamente la risposta di Minecraft a una rilassante bacheca Pinterest.

Aggiungi qualche lanterna, costruisci un cottage e avrai il rifugio definitivo in cui rilassarti. Vorrai mettere radici qui e non andartene mai più.

2. Mushroom Fields – Strani, tranquilli e innegabilmente rilassanti

Nessun mob ostile? check. Funghi giganti? check. Atmosfera leggermente psichedelica che sembra un incrocio tra Minecraft e un film dello Studio Ghibli? Triplo check.

I Mushroom Fields potrebbero non avere il legno o i minerali standard che ti aspetti di trovare in altri biomi, ma se parliamo di energia pura e indisturbata, questo bioma regna sovrano. Vivi su un’isola di mucche fungo e, onestamente, nient’altro ha importanza.

3. Lush Caves – La playlist lo-fi della natura

È come se la natura e la fantasia avessero avuto un figlio e lo avessero chiamato Lush Caves. Bacche luminose, piante dripleaf, cascate e axolotl: c’è bisogno di aggiungere altro? È il paradiso sotterraneo per i costruttori che desiderano un rifugio segreto al riparo dal caos del mondo.

Se vuoi immergerti in una serenità estetica, questo è il posto giusto. Inoltre, acquistando i tuoi gadget in-game utilizzando le carte PCS da piattaforme affidabili otterrai punti bonus: è veloce, facile e ti permette di tornare a costruire il tuo paesaggio da sogno senza perdere un colpo.

4. Badlands – Colori audaci, energia audace

Le Badlands non passano inosservate. Montagne rosse, arancioni e gialle formano tavolati e altipiani drammatici che sembrano un sogno febbrile in alta definizione. È caldo, è secco, ma in qualche modo emana un’energia che ricorda il “Far West che incontra il terrario di design”.

Questo bioma non è accogliente, è sicuro di sé. Non ci si stabilisce qui a meno che non si voglia lasciare il segno. Anche la musica qui è diversa. È meno rilassante e più “Sto creando mentre sembro una leggenda”.

5. Taiga – Calma e croccantezza sottovalutate

Il bioma Taiga è quel ragazzo tranquillo in classe che si rivela essere il più interessante. Ricoperto di neve o di muschio, trasmette una forte energia autunnale da passeggiata nei boschi. I lupi vagano liberamente, i falò brillano nei piccoli villaggi e gli abeti rossi sono un ottimo materiale da costruzione.

La Taiga non si sforza troppo, è semplicemente così. È l’atmosfera perfetta per gli introversi, i survivalisti softcore e gli amanti della flanella.

6. The End – Esistenziale ma in qualche modo bello?

The End non è tranquillo. Non è nemmeno bello secondo gli standard tradizionali. Ma ha una sua atmosfera inquietante e minimalista che colpisce in modo post-apocalittico. Cieli viola, isole galleggianti e una colonna sonora che ricorda i pensieri alle 2 del mattino: “solitudine cosmica”.

Alcuni giocatori coltivano, altri vengono solo per riflettere sul significato della vita in Minecraft. In entrambi i casi, è un’atmosfera imperdibile.

Non è sempre una questione di bottino

Certo, l’efficienza e la strategia sono importanti. Ma a volte basta camminare nella nebbia pixelata e non pensare a nulla. È questa la magia dei biomi di Minecraft: ognuno ha un’atmosfera, un momento e un piccolo frammento di personalità.

E, che tu stia personalizzando il tuo mondo o facendo scorta di strumenti e accessori cosmetici, è importante spendere in modo intelligente. È qui che entra in gioco Eneba, un mercato digitale che ti permette di ricaricare facilmente utilizzando metodi come le carte PCS e di tornare subito alla tua prossima grande avventura estetica.

Panini, arrivano le card celebrative per i trent’anni di PlayStation

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Sony Interactive Entertainment Italia e Panini hanno annunciato oggi una raccolta esclusiva di card dedicate ai momenti, ai titoli e alle console che hanno segnato la storia di PlayStation.

La collezione verrà distribuita in un numero a tiratura limitata di box, per un set che si articolerà tra carte base, carte rare e carte numerate. Ogni card celebra un frammento di storia e rappresenta un omaggio all’evoluzione del gaming e alle emozioni che i titoli iconici del brand – da Gran Turismo a God of War, fino a The Last of Us – hanno saputo suscitare in milioni di giocatori in tutto il mondo.

Di seguito vi lasciamo al comunicato stampa condiviso sul PlayStation Blog.

Cari gamer,

Trent’anni fa la prima console PlayStation faceva il suo ingresso nelle nostre case.

Oggi, per celebrare questa ricorrenza speciale, abbiamo il piacere di annunciare un progetto esclusivo realizzato in collaborazione con Panini, marchio storico del collezionismo: una raccolta limitata di card dedicate ai momenti, ai titoli e alle console che hanno segnato la storia di PlayStation

Questa edizione speciale ripercorre tre decenni di innovazione e passione attraverso un simbolo senza tempo della memoria condivisa: le grandi collezioni Panini. Ogni card diventa un frammento di storia, un omaggio all’evoluzione del gaming e alle emozioni che i titoli iconici del brand – da Gran Turismo a God of War, fino a The Last of Us – hanno saputo suscitare in milioni di giocatori in tutto il mondo.

Prodotta in sole 4.000 box sigillate, la collezione si articola in tre categorie:

  • 28 Card Base – un viaggio attraverso le cinque generazioni di console PlayStation, dalla leggendaria console PS1 all’attuale PS5.
  • 5 Card Rare – dedicate a videogiochi che hanno ridefinito il concetto di intrattenimento, selezionati per il loro impatto culturale.
  • Card Numerate – una card esclusiva dedicata alla nuova PS5 Pro – 30th Anniversary Edition, in 4 varianti cromatiche con diversa rarità.

Ogni box conterrà 30 card totali: le 28 Base, una Rara e una Numerata.

La raccolta sarà disponibile in esclusiva per il mercato italiano, in tutti i punti vendita di Gamelife e sul sito ufficiale Gamelife. Il lancio ufficiale è previsto per il 29 Settembre, in concomitanza con la data in cui Sony Interactive Entertainment celebra il trentesimo anniversario europeo di PlayStation (29 settembre 1995).

World of Tanks, ecco il rivoluzionario aggiornamento 2.0

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Wargaming ha annunciato il lancio dell’aggiornamento 2.0 per World of Tanks, il più grande e ambizioso aggiornamento nella storia del gioco.

L’aggiornamento introduce 16 nuovi corazzati di livello XI, un’Officina e un’interfaccia utente completamente riprogettate, una modalità PvE basata su una storia e ambientata in una mappa mai vista prima d’ora, un ribilanciamento complessivo di centinaia di veicoli, un matchmaker innovativo e molto altro.

Con l’occasione, anche le ricompense saranno consistenti. Dal momento del rilascio dell’aggiornamento 2.0 fino a metà ottobre, ogni carrista riceverà dei regali epici semplicemente effettuando l’accesso:

  • comandanti veterani (che si sono uniti al gioco prima dell’aggiornamento 2.0): reclameranno un intero ramo dell’Albero tecnologico (dal livello VI al livello X) e un enorme pacchetto di risorse, contenente 2.500 oro, 15.000 Titoli, 10 milioni di crediti, 60 giorni di account Premium e altro.
  • Le nuove reclute (che si sono unite al gioco dopo l’aggiornamento 2.0): riceveranno due interi rami dell’Albero tecnologico (dal livello VI al livello X), tre corazzati Premium aggiuntivi, 60 giorni di account Premium, 6 milioni di crediti e altri bonus che alimenteranno il loro viaggio.

I giocatori che possiedono già tutti i veicoli di livello VI–X riceveranno delle ricompense esclusive all’altezza della loro dedizione. Questi regali faranno in modo che tutti i comandanti siano pronti a combattere in occasione dell’arrivo del livello XI.

Di seguito vi proponiamo una panoramica delle novità in arrivo per il titolo multigiocatore online a squadre dedicato alle battaglie tra corazzati.

  • Corazzati di livello XI: sono stati aggiunti al gioco, per la prima volta nella storia, 16 nuovi veicoli di livello XI, ognuno con meccaniche di gioco uniche e un nuovo sistema di progressione; altri saranno aggiunti in futuro. 
  • Ribilanciamento complessivo dei corazzati: più di 350 veicoli di tutti i livelli sono stati revisionati per rendere i ruoli più chiari e il gameplay più equo.
  • Nuova Officina: l’Officina è diventata una fabbrica di corazzati, in cui i veicoli vengono assemblati, equipaggiati e sono sempre pronti a combattere.
  • Interfaccia utente migliorata: nuova, più comoda, più funzionale e più informativa. 
  • Nuovo matchmaker: ricostruito da zero per rendere più brevi le code, bilanciare meglio le squadre e rendere le battaglie più dinamiche.
  • Nuova mappa: Nordskar, una nuova mappa scandinava che i giocatori hanno a lungo richiesto.
  • Evento PvE: l’operazione “Punto di ebollizione” rappresenta la storia di sfondo per l’arrivo dei veicoli di livello XI, in cui giocatori possono provare tre differenti corazzati di livello XI su un nuovo campo di battaglia.
  • Miglioramento del comparto audio: battaglie ancora più vivide grazie a rumori dei corazzati più potenti e più autentici, registrati da veicoli reali, audio di combattimento più chiaro e un paesaggio sonoro più coinvolgente 

Preparatevi, comandanti, perché World of Tanks è appena entrato in una nuova era.

Per ulteriori informazioni sull’aggiornamento 2.0, visitate il sito ufficiale.

PlayStation Family, l’app è disponibile da oggi per dispositivi iOS ed Android

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A partire da oggi, è ufficialmente disponibile a livello globale, su dispositivi iOS e Android, l’app PlayStation Family.

Si tratta di un modo semplice per i genitori di gestire l’esperienza di gioco dei propri figli direttamente dai dispositivi mobile, confermando l’impegno di Sony Interactive Entertainment a garantire un gioco sicuro per giocatori di tutte le età e per le loro famiglie.

L’app, che si può scaricare su App Store e/o Google Play, offre una nuova esperienza, che include le funzionalità di Parental Control già disponibili sulle console PS5 e PS4, come le impostazioni di tempo di gioco e le di restrizione d’età dei giochi.

Tra le nuove funzionalità, i genitori possono gestire il tempo di gioco dei propri figli tramite report delle attività, avere maggiore visibilità su ciò a cui i bambini stanno giocando e approvare richieste di tempo extra, tutto con un semplice tocco sullo schermo

Di seguito l’annuncio condiviso dal PlayStation Blog.

In Sony Interactive Entertainment ci impegniamo a offrire ai gamer di tutte le età un gioco sicuro, inclusi strumenti pensati per consentire ai genitori di gestire al meglio l’esperienza di gioco dei propri bambini. Questi includono le funzionalità di filtro contenuti attualmente disponibili sulle console PS4 e PS5, come le impostazioni del tempo di gioco e di limitazione dell’età per i giochi. Oggi, siamo felici di annunciare il nostro prossimo passo in questa direzione con PlayStation Family, una nuova app mobile dedicata per il filtro contenuti disponibile per dispositivi iOS e Android*. L’app PlayStation Family verrà lanciata in tutto il mondo a partire da oggi.

L’app PlayStation Family è una nuova esperienza che aiuta i genitori a configurare e gestire l’esperienza di gioco dei bambini su PlayStation direttamente dal proprio dispositivo mobile supportato. L’app include una serie di nuove funzionalità personalizzabili che consentono ai genitori di gestire il tempo di gioco dei bambini, tra cui un report delle attività, una maggiore visibilità sui contenuti a cui giocano i bambini e l’approvazione di richieste di tempo di gioco extra, il tutto con un semplice tocco.

  • Onboarding guidato: goditi un’esperienza guidata e attenta nella configurazione di un account per bambini con l’app PlayStation Family.
  • Notifiche in tempo reale: ricevi notifiche in tempo reale sul titolo a cui un bambino sta giocando. Approva o rifiuta le richieste del bambino di tempo di gioco extra, giochi limitati e comunicazione da un dispositivo mobile: sei tu a decidere.
  • Report delle attività: esamina a colpo d’occhio i report delle attività giornaliere e settimanali. I genitori possono visualizzare informazioni aggiornate sul tempo di gioco e sull’attività di un bambino.
  • Gestione del tempo di gioco: imposta i limiti del tempo di gioco per ogni giorno della settimana. I bambini possono usufruire di una maggiore flessibilità richiedendo un aumento del tempo di gioco dalla console, mentre i genitori possono accettare o rifiutare le richieste da telefono o tablet.
  • Gestione delle spese: gestisci le attività di spesa aggiungendo fondi, visualizzando i saldi e impostando un limite di spesa mensile per gli acquisti del bambino sul PlayStation Store.
  • Filtri contenuti: scegli e configura contenuti adatti all’età con il tocco di un pulsante. Abbiamo incluso dei parametri predefiniti che applicano automaticamente le impostazioni consigliate per le diverse fasce d’età, con la possibilità di modificare ogni impostazione in base alle esigenze specifiche del bambino.
  • Interazioni sociali: personalizza le impostazioni della privacy e le modalità di connessione e gioco del bambino. Gestisci l’accesso alle funzionalità social.

L’app PlayStation Family è disponibile per il download dall’App Store e da Google Play nella maggior parte dei mercati a partire da oggi.

Siamo entusiasti di offrire ai genitori un modo semplice per gestire il gioco dei bambini direttamente dai propri dispositivi mobili. Questo è solo l’inizio della nostra nuova app mobile: intendiamo continuare ad aggiungere miglioramenti all’app PlayStation Family per ottimizzare l’esperienza nel corso tempo. Ci auguriamo che ti piaccia e non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensi.

Nintendo Direct, nuovo ricco appuntamento per il 12 Settembre

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E3 2021

Nintendo ha confermato che il prossimo 12 Settembre verrà trasmesso il nuovo Nintendo Direct, con circa un’ora di novità per Switch e Switch 2.

Come da voci di corridoio, anche quest’anno Nintendo conferma l’appuntamento con un nuovo evento broadcast che si prospetta particolarmente ricco. La durata stimata, di circa sessanta minuti, dovrebbe permettere di dare uno sguardo approfondito ai nuovi titoli in arrivo per le console Nintendo nei prossimi mesi.

Il Direct andrà in onda alle ore 15:00 italiane tramite YouTube ed il sito ufficiale Nintendo.

Cosa ci possiamo attendere? Presumibilmente potrà essere l’occasione per vedere nuovamente in azione Metroid Prime 4 e Kirby Air Riders, tra i prodotti di punta della seconda metà dell’anno Nintendo. Tra i titoli che ci aspettiamo, si piazzano anche Hades 2 ed Il professor Layton e il Nuovo Mondo a vapore. Inoltre, vista la ricorrenza con il 40esimo anniversario di Mario, potrebbe essere possibile assistere all’annuncio della remaster di Super Mario Galaxy 2 o chissà… un piccolo teaser del nuovo capitolo?

Xbox, ecco tutti i dettagli del broadcast in arrivo dal Tokyo Game Show 2025

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Grandi novità in casa Xbox, con l’annuncio del suo ritorno al Tokyo Game Show 2025 con un evento in live streaming previsto per giovedì 25 Settembre.

L’appuntamento, che si terrà alle ore 12:00 del nostro fuso orario, vedrà la presentazione di novità dai team creativi Xbox nonché dai partner in Giappone, in Asia e a livello globale. L’occasione sarà imperdibile per dare uno sguardo ai prossimi titoli del mondo Xbox, ma anche per dare un’occhiata ai progetti in arrivo dall’Asia.

Per i visitatori presenti al Tokyo Game Show, non mancheranno inoltre esperienze dedicate: tra queste, la prima prova pubblica in Asia di Ninja Gaiden 4 presso lo stand Koei Tecmo e la possibilità di testare ROG Xbox Ally e ROG Xbox Ally X allo stand ASUS ROG, in vista del lancio previsto per il 16 Ottobre. Non mancherà infine uno stand di Bethesda per offrire al pubblico prodotti ufficiali dedicati a Fallout, Starfield, Doom e The Elder Scrolls IV: Oblivion.

Maggiori dettagli arrivano direttamente da Xbox Wire. Il sito ufficiale conferma che l’evento sarà trasmesso dai canali ufficiali del TGS nonché di Xbox. Nello specifico per quanto riguarda la lingua italiana, l’evento sarà trasmesso anche nel nostro idioma direttamente dalla pagina YouTube di Xbox Italia.

Cosa possiamo attenderci dall’evento? Un forte indiziato potrebbe essere Forza Horizon 6, per il quale rumor insistenti parlano di un’ambientazione a tema Giappone. Quale miglior evento per un annuncio di questo tipo?

Come diventare più esperti di tecnologia

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man using ipad sitting in front of desk
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Oggi diventare più esperti in ambito tecnologico può migliorare concretamente la vita quotidiana. Che si tratti di lavoro, relazioni sociali o semplicemente di restare informati, non serve essere esperti per tenere il passo. Imparare alcune nozioni di base sugli strumenti digitali, sulla sicurezza online e sulle piattaforme moderne può fare davvero la differenza. Dalla comprensione dei dispositivi alla scoperta di nuovi hobby, migliorare le tue competenze tecnologiche è più facile di quanto sembri.

Impara le basi dei dispositivi digitali

Familiarizzare con smartphone, tablet e computer può aprirti le porte a un mondo di comodità. Parti dalle funzioni base utilizzando uno smartphone o un tablet: effettuare chiamate, inviare messaggi e navigare sul web dal tuo smartphone ti consente di affrontare i primi passi con la tecnologia in maniera meno ingessata, rispetto allo stare davanti ad un PC. I tablet, con la loro interfaccia intuitiva basata sul tocco, sono spesso più facili da usare rispetto ai computer tradizionali, rendendoli ideali per chi è alle prime armi. Una volta che ti senti a tuo agio con queste attività, puoi esplorare gradualmente funzioni più avanzate come il banking online, le videochiamate e il download di app. L’importante è fare piccoli passi e esercitarsi regolarmente, finché tutto diventa naturale.

Scopri app e strumenti utili

Dalle app calendario allo shopping online, gli strumenti digitali possono semplificare notevolmente le attività quotidiane. Gli smartphone moderni sono pieni di applicazioni preinstallate progettate per facilitare la vita: previsioni del tempo, mappe, calcolatrici e fotocamere, solo per citarne alcune. Le app di produttività stanno sostituendo carta e penna per molti utenti. Le piattaforme di shopping online ti permettono di confrontare prezzi, leggere recensioni e fare acquisti comodamente da casa. E non dimenticare le app di intrattenimento: sono un modo divertente per esercitarsi con la tecnologia mentre ci si diverte: da quelle classiche come YouTube passando per quelle più interessanti come Podcast di Apple e Audible di Amazon, per ascoltare audiolibri o trasmissioni audio digitali simili a trasmissioni radiofoniche (i podcast appunto). Alcuni di questi podcast monotematici sono proprio dedicati alla tecnologia e ti permettono di restare aggiornato sulle ultime novità.

Un primo consiglio per utilizzare al meglio gli strumenti digitali è quello di approfondire la conoscenza con l’app calendario e promemoria. Gestire la propria agenda digitale, fissando un appuntamento, una sveglia, creando una lista della spesa, o un promemoria, è un ottimo modo per cominciare a sfruttare il proprio dispositivo portatile in maniera intelligente. Inoltre queste app, come Google Calendar hanno una versione per desktop del tutto simile a quella mobile, quindi, una volta imparata una versione è possibile passare alla versione desktop con semplicità.

Rimani al sicuro online e proteggi i tuoi dati

Sapere come creare password sicure e riconoscere le truffe è fondamentale per acquisire fiducia nel mondo digitale. Le password dovrebbero contenere lettere, numeri e simboli e essere diverse per ogni account. Fai attenzione alle email o ai messaggi che presentano una grammatica incerta e chiedono dati personali o ti invitano a cambiare passoword, soprattutto se sembrano provenire da banche o enti governativi. Le organizzazioni serie non richiedono mai informazioni sensibili via email. Per accertarti della provenienza di una mail, non fermarti al nome visualizzato dal tuo client di posta, ma ricontrolla sempre l’indirizzo email vero e proprio (quello che presenta la chiocciola @ seguita dal nome della banca, dell’ente governativo o della società). Generalmente gli spammer e gli altri malintenzionati, utilizzano account generici come @Live.com, @Gmail.com, @Hotmail.com ecc. poiché è impossibile per loro utilizzare il dominio ufficiale ad esempio di una banca. Anche in questo caso però attenzione, perché potrebbero utilizzare dei nomi simili.

Riconoscere questi segnali ti aiuterà a esplorare il mondo digitale con maggiore tranquillità.

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I siti di slot online rappresentano un modo divertente e interattivo per mettere in pratica le proprie competenze digitali. Offrono interfacce semplici e intuitive, perfette per prendere confidenza con clic, scorrimenti e navigazione tra diverse sezioni di un sito. Iniziare con giochi familiari e coinvolgenti aiuta a superare l’iniziale senso di smarrimento che a volte accompagna l’uso della tecnologia. Inoltre, molte piattaforme integrano funzionalità social come le chat tra utenti, utili per sviluppare anche le abilità di comunicazione online.

iPhone 15: trucchi e consigli per usarlo al livello degli esperti

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Photo by Zana Latif on Pexels.com

L’iPhone 15 e iPhone 15 pro nonostante sia stato commercializzato oramai qualche anno fa rappresenta sicuramente uno degli smartphone più apprezzati del marchio di Cupertino, grazie a funzionalità intelligenti e prestazioni elevate. Le prestazioni di questi due telefoni nei benchmark Antutu e Geekbench, infatti, non si distanziano poi così tanto da quelle di Samsung Galaxy S25, un telefono uscito quasi due anni più tardi. Prestazioni di questo livello sono praticamente più che sufficienti per la quasi totalità degli utenti, senza considerare poi che dal punto di vista del design, questi telefoni sono quasi identici alla più recente versione del telefonino della mela.

Per sfruttarlo al massimo delle sue potenzialità, tuttavia, è necessario conoscerne le funzioni più nascoste e i suggerimenti degli esperti. In questa guida, abbiamo selezionato i migliori trucchi e consigli utili per portare l’utilizzo del proprio dispositivo ai livelli dei professionisti, migliorando produttività, privacy e personalizzazione.

iPhone 15 ricondizionato: qualità garantita con risparmio

Chi desidera accedere alle funzionalità avanzate dell’iPhone 15 senza sostenere il costo dell’acquisto di un cellulare nuovo, può optare per un iPhone 15 ricondizionato, che offre prestazioni equivalenti a quelle di un dispositivo nuovo ma con un prezzo più accessibile.

È importante sottolineare che ricondizionato non significa usato: gli iPhone ricondizionati vengono sottoposti a controlli rigorosi, sostituzione di componenti usurati e aggiornamenti software. Oggi esistono sempre più piattaforme online che offrono un’ampia selezione di modelli certificati, con garanzia e politiche di reso chiare, rappresentando un’alternativa sicura e sostenibile all’acquisto del nuovo.

Sfruttare al meglio Dynamic Island e il chip A16

Una delle principali novità introdotte con iPhone 15 è la Dynamic Island, che consente di interagire in tempo reale con notifiche, timer, chiamate e molto altro e che è stata poi mantenuta anche nelle versioni successive. Personalizzare le applicazioni che possono accedervi e utilizzare app compatibili con API dedicate permette di ottimizzarne l’uso quotidiano.

Il chip A16 Bionic di iPhone 15 e il Apple A17 Bionic a 3nm di iPhone 15 Pro non solo garantiscono velocità e fluidità, ma anche un’efficienza energetica eccellente. Gli utenti esperti consigliano di attivare la modalità “Prestazioni elevate” durante sessioni di editing video o gaming, e di usare shortcut per automatizzare le azioni frequenti, sfruttando app come Shortcuts di Apple.

iPhone 15 Pro official shot

Fotocamera Pro: come ottenere scatti perfetti

Con un sistema a tripla fotocamera da 48 MP, l’iPhone 15 Pro offre prestazioni da reflex. Tra i trucchi degli esperti, si consiglia l’uso del formato ProRAW per scatti di alta qualità e massima lavorabilità in post-produzione.

È utile anche personalizzare i controlli della fotocamera, come la regolazione manuale dell’esposizione e l’utilizzo del blocco fuoco. Un altro consiglio è sfruttare al meglio la modalità notturna, posizionando l’iPhone su una superficie stabile per evitare sfocature.

Batteria e durata: ottimizzare le impostazioni energetiche

Per aumentare la durata della batteria dell’iPhone 15, è fondamentale disattivare le funzioni inutilizzate in background, come l’aggiornamento automatico delle app, Bluetooth costantemente attivo e aggiornamenti push non necessari.

Gli utenti avanzati suggeriscono l’utilizzo delle “Routine energetiche” con l’app Shortcuts per attivare modalità risparmio energetico in determinati contesti, come quando si è in viaggio o in luoghi con scarsa copertura di rete.

Sicurezza e privacy: impostazioni da non sottovalutare

L’iPhone 15 integra numerose funzionalità per la protezione dei dati personali, ma spesso non vengono utilizzate appieno. È consigliabile attivare il “Rapporto sulla privacy delle app” nelle impostazioni, che consente di monitorare il comportamento delle app installate.

Un ulteriore suggerimento è l’utilizzo della verifica in due passaggi per tutte le app compatibili, oltre all’attivazione della funzione “Blocco dispositivo dopo X tentativi errati”, particolarmente utile in caso di furto o smarrimento.

Personalizzazione avanzata con iOS 18

iPhone 15 e 15 Pro hanno ricevuto l’ultimo sistema operativo di Cupertino, iOS 18.6.2, il 20 agosto 2025 che ha introdotto finalmente Apple Intelligence, con funzioni di scrittura assistita, generazione di immagini (Image Playground), emoji personalizzate (Genmoji) e miglioramenti a Siri. Inoltre ora è possibile la personalizzazione avanzata della schermata Home, della schermata di blocco e del Centro di controllo. Tra le altre cose, inoltre, ci sono numerose novità per Foto, Messaggi, Mappe e Wallet e nuove funzioni di privacy e sicurezza migliorate, oltre al supporto di dispositivi come Apple Vision Pro.

Utilizzare l’iPhone 15 come un esperto richiede attenzione ai dettagli, conoscenza delle funzionalità nascoste e volontà di personalizzare l’esperienza. Con i giusti accorgimenti e con questi consigli, insomma, chi ha bisogno di cambiare telefono?

Recensione Space Adventure Cobra – The Awakening, dagli anni ’80 alle nostre console, il ritorno di un cult… nascosto

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Space Adventure Cobra - The Awakening

Quando si parla di eroi della fantascienza giapponese, il nome Cobra potrebbe dire poco al pubblico italiano più giovane, e forse anche a quello più attempato. Negli anni ’80, questo personaggio è stato protagonista di un manga prima e di un anime poi, che fondevano azione a tema spaziale, estetica pulp e uno humour scanzonato tutto particolare. Un pirata galattico dal volto hollywoodiano, armato di un cannone laser al posto del braccio sinistro, con un sigaro sempre acceso e la spavalderia tipica dell’antieroe. Creato dal mangaka Buichi Terasawa, Cobra ha conquistato un piccolo ma appassionato seguito, diventando un’icona di culto… almeno fuori dall’italico stivale.

Space Adventure Cobra – The Awakening non è pensato per rilanciare la serie o attrarre un nuovo pubblico su larga scala. Non si tratta di un’operazione nostalgia con mire commerciali, ma piuttosto di un omaggio dichiarato e appassionato, autoconclusivo e coerente con lo spirito originale. Anche chi non conosce Cobra può trovarci un videogioco piacevole, grazie principalmente all’azione frenetica, mentre gli appassionati riconosceranno un tributo sincero e rispettoso agli anni ’80 e al brand.

Il titolo, sviluppato da Magic Pockets e pubblicato da Microids, è disponibile dallo scorso 26 agosto 2025 su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Amnesia, misteri e guai spaziali

La storia di Space Adventure Cobra – The Awakening è la trasposizione piuttosto fedele dei primi dodici episodi dell’anime originale. Non c’è spazio per reinterpretazioni moderne o ampliamenti dell’universo narrativo. Cobra si risveglia da una lunga stasi, con il volto e l’identità cancellati, per poi scoprire di essere in realtà un leggendario pirata galattico creduto morto. Da lì parte un’avventura che lo porterà a incrociare le Sorelle Reali, chiave di un mistero più grande, mentre affronta la minaccia della Gilda dei Pirati Spaziali e dell’iconico nemico Crystal Bowie.

Il racconto si sviluppa in modo molto lineare, alternando sequenze d’azione a cutscene che sono veri e propri estratti dell’anime originale. Il tono è volutamente vintage, con dialoghi sopra le righe, situazioni assurde e personaggi dalla personalità e dai comportamenti fuori dal comune.

In più momenti, il titolo richiama lo stile narrativo (e visivo) del più famoso Lupin III, con cui condivide non solo l’umorismo scanzonato e la leggerezza d’approccio, ma anche una certa eleganza nel raccontare avventure picaresche, fatte di colpi di scena, fughe rocambolesche e antagonisti sopra le righe. Lo stesso Cobra, con la sua sicurezza disarmante, il sorriso beffardo e l’improbabile fascino da playboy spaziale, sembra quasi un cugino lontano del ladro gentiluomo. A ciò si aggiungono dinamiche che strizzano l’occhio a un erotismo ammiccante, mai volgare, ma comunque presente – come lo era in moltissime produzioni di quegli anni – e che contribuisce a dare al tutto un tono scanzonato ma adulto.

Dritto per dritto, a bombazza

Dal punto di vista ludico, Space Adventure Cobra – The Awakening è un action-platform 2D con qualche sprazzo da metroidvania, che si sviluppa su un ritmo veloce e frenetico. Cobra può saltare, rotolare, schivare, utilizzare il rampino per attraversare sezioni in altezza e, naturalmente, sparare con la sua celebre Psychogun, un’arma versatile che permette di sparare anche colpi curvati e caricati. L’esperienza di gioco alterna combattimenti serrati, esplorazione e sezioni platform, con qualche boss fight ben congegnata.

Nonostante qualche problema nel sistema di controllo — come una fisica del salto non sempre precisa, un puntamento non comodissimo ed alcune mancanze francamente inspiegabili — il gameplay riesce comunque a risultare divertente. Il ritmo rapido e l’azione incalzante compensano alcune imprecisioni, mantenendo alto il coinvolgimento e l’adrenalina. Anche il rampino, seppur talvolta impreciso, aggiunge varietà e dinamismo alle sessioni di gioco.

Space Adventure Cobra - The Awakening
Non c’è tempo per pensare!

Un appunto importante riguarda la mappatura dei comandi di default, che risulta piuttosto scomoda. È altamente consigliato passare subito alla configurazione alternativa, più logica, per migliorare nettamente l’esperienza complessiva.

Il titolo non è frustrante grazie a checkpoint frequenti e caricamenti rapidi, e offre tre livelli di difficoltà per adattarsi a diversi tipi di videogiocatore. Il game design, dunque, pur senza stravolgere il genere, riesce a mantenere un buon equilibrio e ritmo tra azione e navigazione, evitando momenti morti o noiosi. Sono presenti inoltre sezioni particolari, come quelle sott’acqua o le corse contro il tempo, che arricchiscono ulteriormente l’esperienza senza appesantirla.

Spazio, neon e jazz: benvenuti negli ’80

Space Adventure Cobra – The Awakening si presenta con uno stile che richiama in modo efficace l’atmosfera dell’anime originale. Le ambientazioni spaziano tra scenari hi-tech e ambienti più esotici, offrendo una buona varietà cromatica ed una direzione artistica coerente con l’epoca e l’opera di riferimento.

Anche in questo ambito, come già accennato, il confronto con Lupin III ritorna in modo naturale: dallo stile del character design, fino all’uso dei colori e delle animazioni espressive. Cobra sembra muoversi in un mondo animato che fluttua tra pulp, noir e cyberfuturismo, con quella stessa eleganza vintage che ha reso il ladro di Monkey Punch una figura senza tempo.

Il comparto sonoro accompagna l’esperienza con gusto e coerenza. Le musiche, impregnate di sonorità elettroniche retrò e influenze jazz-rock, rievocano perfettamente le atmosfere spaziali anni ’80. Ma è il main theme a sorprendere davvero: una reinterpretazione magistrale del tema originale dell’anime, rivisitato con arrangiamenti moderni ma rispettosi, potente, evocativo e capace di catturare lo spirito avventuroso e irriverente del protagonista. Un brano che da solo riesce a dare un’identità sonora fortissima all’intero progetto. Il doppiaggio è disponibile in giapponese e in inglese, con performance tutto sommato solide. Non è presente la localizzazione italiana, neppure i sottotitoli.

Commento finale

Space Adventure Cobra – The Awakening è un videogioco che non cerca di rianimare un brand dimenticato né di conquistare nuovi fan. Si presenta come un tributo sincero e curato, dedicato ad un personaggio amato da una nicchia di appassionati, confezionato con rispetto e passione. Offre un’esperienza che si regge su un’estetica evocativa, un protagonista carismatico ed una narrazione volutamente retrò, ma non priva di problemi ludici, a causa di un sistema di controllo che non sempre convince fino in fondo. Tuttavia, grazie al ritmo frenetico e ad un’atmosfera ben riuscita, il titolo riesce comunque a intrattenere e a divertire.

Chi si avvicina a Space Cobra Adventure – The Awakening deve farlo consapevole che non troverà un platform rivoluzionario o un “punto di partenza” per il brand nella nostra industry preferita, ma semplicemente un inno ad un pirata spaziale con il sigaro in bocca, il cuore da guascone ed una pistola laser al posto della mano.

Recensione Indiana Jones e L’Ordine dei Giganti: un nuovo mistero sotto Roma

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Quando Indiana Jones e l’Antico Cerchio debuttò nel 2024 prima su Xbox e poi recentemente su PS5, fu accolto come una delle sorprese più riuscite degli ultimi anni. MachineGames riuscì nell’impresa di riportare in vita la magia della trilogia originale di Spielberg e Lucas, catturando lo spirito di Indy con una fedeltà commovente. L’abbiamo raccontato approfonditamente nella nostra recensione, dove il mix di azione, enigmi e suggestioni archeologiche conquistava al primo colpo.

Oggi, con Indiana Jones e L’Ordine dei Giganti, quella formula torna in scena sotto una nuova luce. Ambientato a Roma nel 1937, il DLC affonda le radici nella mitologia dei Nephilim, la leggendaria stirpe di giganti discendenti dagli angeli caduti, già intravista nella campagna principale ma mai pienamente esplorata. L’avventura prende il via nei giardini del Vaticano, dove Indy incontra Padre Ricci, sacerdote enigmatico accompagnato da un pappagallo parlante che diventa subito un elemento memorabile dell’incipit.

Il racconto si concentra sulla ricerca di un elmo appartenuto al misterioso “Crociato Senza Nome”, reliquia nascosta nelle catacombe papali e contesa da un oscuro ordine di cultisti. La trama, pur autoconclusiva, si intreccia con la campagna principale senza strappi evidenti, anche se alcuni dettagli di timeline possono risultare un po’ dissonanti per chi ha già completato il gioco base. Resta comunque una storia affascinante, capace di mescolare archeologia, esoterismo cristiano e tensione narrativa in pieno stile Indiana Jones.


Versione testata : Playstation 5


Puzzle, stealth e combattimenti

Dal punto di vista ludico, L’Ordine dei Giganti non cerca rivoluzioni, ma raffina quanto di buono offerto dal gioco base. Il loop resta lo stesso: esplorazione di ambienti carichi di atmosfera, enigmi da risolvere, stealth teso e combattimenti che scattano quando le cose si mettono male. È un ritmo classico ma collaudato, che alterna momenti di calma e ragionamento a fughe rocambolesche e duelli serrati.

Gli enigmi rappresentano la colonna portante del DLC. Sono più presenti e meglio integrati nel contesto rispetto al gioco base, pur rimanendo in larga parte accessibili. Alcuni colpiscono per creatività, come il puzzle legato allo scorrere dell’acqua attraverso canali decorati da serpenti, ma nel complesso il livello di difficoltà è stato abbassato. Se da un lato questo li rende fruibili a tutti, dall’altro toglie un po’ di quella soddisfazione “alla archeologo” che caratterizzava le sfide più elaborate dell’Antico Cerchio.

Sul fronte opposto, i combattimenti risultano più punitivi. L’introduzione di cultisti e nemici ritualistici cambia il ritmo degli scontri, che diventano meno legati al conflitto con i nazisti e più immersi nel contesto esoterico. La difficoltà si adatta alla progressione: chi affronta il DLC a campagna inoltrata troverà avversari resistenti e aggressivi, con scontri che possono diventare davvero impegnativi. In alcuni momenti il bilanciamento appare spostato troppo verso la fisicità, riducendo lo spazio per l’astuzia e la fuga, che sono invece da sempre le armi migliori di Indy.

Lo stealth resta centrale, ma persiste l’assenza di veri takedown silenziosi: una mancanza che si avverte, perché vanifica parte della tensione accumulata durante le fasi di infiltrazione. La sensazione è che MachineGames abbia voluto puntare su un mix di tensione e scontri diretti, ma il risultato è a tratti squilibrato. Resta comunque un gameplay solido, capace di restituire quella sensazione da “serial avventuroso” che è marchio di fabbrica della serie.

Un nuovo nemico da affrontare

Uno degli elementi più distintivi de L’Ordine dei Giganti è l’introduzione dei cultisti, figure che segnano una netta differenza rispetto ai nazisti affrontati nel gioco base. Se i soldati del Terzo Reich incarnavano il nemico “storico” per eccellenza, qui MachineGames ha scelto di proporre avversari legati direttamente alla mitologia dei Nephilim, rendendo il conflitto più intimo e coerente con il contesto esoterico della trama.

Questi uomini incappucciati, fanatici e mossi da un credo oscuro, trasmettono un senso di minaccia diverso: meno legato alla guerra e più vicino al fanatismo religioso, con rituali e segreti che si intrecciano all’archeologia e alla leggenda. A livello ludico non cambiano radicalmente il gameplay, ma la loro presenza rende l’atmosfera più cupa e avvolta nel mistero, accentuando la tensione durante le esplorazioni sotterranee. Affrontarli non significa soltanto combattere, ma anche immergersi in un immaginario più inquietante e spirituale, che sposta il tono del DLC verso un registro quasi horror in alcune sequenze.

È una scelta riuscita, perché permette a L’Ordine dei Giganti di differenziarsi dal materiale di base non solo attraverso ambientazioni e puzzle, ma anche con un pantheon di antagonisti che arricchisce l’esperienza e ne rafforza l’identità.

Atmosfera da sotterranei

Se nel gioco base le ambientazioni spaziavano da panorami mozzafiato a siti archeologici di rara suggestione, in questo DLC il tono cambia radicalmente. L’Ordine dei Giganti ci porta nelle viscere di Roma: catacombe oscure, cunicoli stretti, acque stagnanti e cappelle sotterranee illuminate da una luce spettrale. È un contesto più cupo e claustrofobico, meno spettacolare ma incredibilmente evocativo.

Il design ambientale è uno dei punti di forza maggiori del pacchetto. MachineGames ha dimostrato grande attenzione all’environmental storytelling: ogni corridoio, reliquia o affresco sembra raccontare un frammento di storia. Camminare tra le cripte del Vaticano o attraversare canali sotterranei popolati da segreti millenari restituisce un senso di scoperta autentica, che compensa l’assenza di scenari da cartolina.

La scelta cromatica predilige tinte scure e una saturazione ridotta, accentuando la sensazione di oppressione. Non mancano però momenti visivamente memorabili, soprattutto nella sezione finale, che regala uno scorcio capace di rimanere impresso. È un DLC che gioca con la bellezza “nel brutto”, trovando fascino nei dettagli più cupi e nelle ombre di un mondo dimenticato.

Sonoro e presentazione cinematografica

Il comparto audio mantiene lo stile già apprezzato nell’Antico Cerchio. La colonna sonora alterna temi orchestrali avventurosi a passaggi più cupi, capaci di sottolineare l’atmosfera dei sotterranei. Non ci sono brani iconici che si scolpiscono nella memoria, ma l’accompagnamento resta efficace.

Il doppiaggio è di buon livello: la voce di Indy mantiene il carisma necessario, mentre i comprimari – come Padre Ricci – arricchiscono il cast senza mai risultare sopra le righe. Gli effetti sonori lavorano molto sull’ambiente: gocciolii, scricchiolii e riverberi contribuiscono a rendere credibili catacombe e passaggi sotterranei. È un audio che non cerca di sorprendere, ma di immergere, e in questo riesce pienamente.

Anche la presentazione resta fedele al registro cinematico del gioco base: inquadrature curate, cutscene integrate senza spezzare il ritmo, attenzione al dettaglio scenico. Nonostante qualche transizione narrativa un po’ frettolosa, l’insieme funziona e restituisce l’impressione di un vero “capitolo aggiuntivo” della saga.

Longevità e rapporto qualità/prezzo

Con una durata media di 4-6 ore, che può estendersi fino a 7-8 per chi ama esplorare a fondo e completare tutti gli obiettivi, L’Ordine dei Giganti non è certo un contenuto monumentale, ma si difende bene. L’esperienza è concentrata e priva di filler, con un ritmo che alterna esplorazione, puzzle e combattimenti senza diluire troppo la formula.

Il prezzo fissato a 20 euro (o incluso gratuitamente per i possessori della Premium Edition) rende il pacchetto un acquisto più che sensato. Considerando la qualità complessiva, il livello di rifinitura e l’attenzione alla lore, il rapporto qualità/prezzo è ottimo. È un DLC che non si limita a un paio di missioni collaterali, ma che propone un vero e proprio capitolo narrativo aggiuntivo, capace di arricchire l’esperienza dell’Antico Cerchio senza snaturarla.

Commento finale

Indiana Jones e L’Ordine dei Giganti è un DLC che sa cosa vuole essere: un’espansione narrativa solida, capace di raccogliere gli elementi più apprezzati del gioco base e affinarli senza stravolgere la formula. Non è perfetto – i puzzle avrebbero meritato più coraggio e il bilanciamento tra stealth e combattimenti resta da calibrare meglio – ma la scrittura, l’ambientazione e l’atmosfera rendono l’esperienza appagante. È un contenuto che parla direttamente ai fan di Indiana Jones, restituendo ancora una volta quel senso di avventura tra mito, storia e leggenda che ha reso immortale il personaggio. Per chi ha amato l’Antico Cerchio, l’espansione è un acquisto praticamente obbligato, capace di prolungare il piacere dell’avventura con un tassello che arricchisce il mosaico senza forzature. Non sarà un gigante nel panorama dei DLC, ma è senz’altro un’avventura che vale la pena vivere.

Recensione Lost Soul Aside, il sogno di una notte di fine estate

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Lost Soul Aside

Concepito nel 2014 dalla passione e dalla determinazione di Yang Bing, giovane sviluppatore cinese ispirato dall’ormai leggendario trailer di Final Fantasy Versus XIII, Lost Soul Aside sembrava destinato a rimanere un progetto fanmade, uno di quei video virali che fanno scalpore per una settimana e poi si perdono nei meandri della rete. Invece, tra anni di sviluppo solitario, l’ingresso nel programma China Hero Project di PlayStation, e l’arrivo del supporto di UltiZero Games, Lost Soul Aside ha preso forma, anima. Ed è finalmente arrivato nelle nostre case, dopo quasi un decennio.

In un’epoca in cui i soulslike dominano il mercato, Lost Soul Aside emerge come una delle esperienze action più sincere e libere degli ultimi anni. Non perfetto, ma intenso, personale, vivo. Proprio come un sogno. Se volete saperne di più, non vi resta che continuare la lettura.

Lost Soul Aside è disponibile dallo scorso 29 agosto 2025 su PlayStation 5 e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Lottare per ciò che conta

La storia di Lost Soul Aside si apre su un mondo sull’orlo del collasso, dilaniato dalla guerra e dall’invasione dei misteriosi Voidrax, entità interdimensionali dalle origini oscure. In questo contesto di caos e resistenza, impersoneremo Kaser, un giovane combattente che deve salvare la sorella. La sua esistenza prende una piega inaspettata quando, durante un attacco nemico, entra in contatto con Arena, un drago magico che si fonde letteralmente con il suo corpo. Il rapporto simbiotico tra i due diventa il fulcro narrativo e ludico dell’opera: una relazione in equilibrio tra sarcasmo, tensione e progressivo rispetto reciproco.

La narrazione si snoda tra missioni principali, cutscene esagerate e qualche deviazione opzionale. Non è un racconto profondo o rivoluzionario, e in certi momenti scivola nella retorica già vista e rivista: fratelli da salvare, minacce astratte, flashback criptici, villain “pomposi”. Tuttavia, pur con questo limite, la narrativa funge da ottimo collante per le sequenze action, e si lascia seguire con piacere fino ai titoli di coda.

Lost Soul Aside
Dove tutto ha inizio…

Quando il gameplay diventa espressione di sé

Il gameplay è il fulcro di Lost Soul Aside, la componete che regge l’intera struttura, e lo fa con sorprendente consapevolezza. È nel sistema di combattimento che il titolo brilla, mescolando con equilibrio spettacolarità e controllo, azione e strategia, profondità tecnica e accessibilità.

Esso è costruito attorno alla filosofia della totale libertà e fantasia. Kaser dispone di un set di armi mutaforma – spada, spadone, lancia, falce – ognuna con combo, proprietà ed abilità uniche. Ed è possibile cambiare arma al volo, anche durante una combo, concatenando attacchi senza soluzione di continuità.

Questa meccanica, unita alla presenza di un dash che permette di cancellare quasi ogni azione e i recovery frame delle stesse, dà vita ad uno stile di combattimento libero, reattivo. Potrete iniziare un attacco con la spada, interromperlo schivando, richiamare Arena per un suo potere (magie, barriere, cure, power-up e per finire “banali” mosse speciali), e poi continuare con la falce. Tutto si svolge senza stacchi, senza pause, con un flow incredibilmente appagante che premia la sperimentazione. Il paradigma non è solamente “essere efficaci”, ma farlo esprimendo il proprio io, la propria “coreografia”. E quanto ci è mancato tutto questo. A tal proposito, è strana l’assenza di un sistema di valutazione delle performances.

Lost Soul Aside
Le boss fight sono tante e tutte bellissime da giocare

Ciò che sorprende è quanto Lost Soul Aside riesca ad essere godibile sia per chi cerca l’action puro, sia per chi non ha confidenza con questo genere. Chi vuole semplicemente divertirsi con combo base può farlo, anche grazie ad una leggera ibridazione ruolistica che permette di potenziare determinate caratteristiche, al punto da permettere lo sviluppo di elementari build. Ma è altresì vero che chi vuole andare a fondo, imparare le finestre di parata perfetta, sfruttare al massimo il weapons switch e gestire i cancel, troverà una profondità sorprendente. Easy to learn, hard to master, no?

La riuscita di un action game passa anche dall’impostazione dei nemici, ed in Lost Soul Aside è stato svolto un lavoro certosino. I mob presentano moveset variegati, diversi livelli di “robustezza” e i raggruppamenti ed i relativi posizionamenti non sono mai fuori luogo.

Menzione d’onore per le battaglie con i boss ed i mini boss. Sono tra gli highlights assoluti della produzione e sono tantissime: scenografiche, complesse il giusto, con pattern leggibili e mai scorrette. Ed in un gioco dove i particellari sono praticamente onnipresenti, avere un livello di leggibilità tanto ottimale, non è scontato. Ancora di più se pensiamo che questo genere è una bestia difficile da domare a livello di bilanciamento e pacing. Incredibile come il team esordiante guidato da Yang Bing non abbia fatto errori grossolani, in tal senso. Persino le fasi collaterali, quelle necessarie a dare maggior respiro alla produzione, seppur meno rifinite, riescono a preservare il flow veloce ed adrenalinico della produzione, senza mai lasciare spazio a noiosi momenti morti.

Solido ma generico

Ricollegandoci ad uno degli ultimi aspetti analizzati nel paragrafo precedente, Lost Soul Aside è un festival di particellari, esplosioni, colori. Oltre alla già lodata leggibilità dell’azione a schermo, impressionante è la tenuta del framerate che non vacilla mai se non in rari casi (e non nelle battaglie).

Discorso diverso per la parte puramente audiovisiva. Se da un lato è vero che il colpo d’occhio è funzionale, è altresì innegabile che la direzione artistica della produzione sia assolutamente generica (un po’ come in Atlas Fallen). Dagli ambienti, ai nemici, passando per i comprimari. Manca quel quid capace di dare carattere.

Lost Soul Aside
Di bello è bello, ma è tutto così generico

Altrettanto sommario è l’accompagnamento sonoro. Musiche banali e mai d’impatto ed un doppiaggio abbastanza deludente sono innegabilmente legati a doppio filo al budget (ma se bisognava sacrificare qualcosa, bene averlo fatto qui). I dialoghi, addirittura, soffrono di una localizzazione inglese spesso goffa e dissonante. In alcune scene, il doppiaggio rasenta involontariamente il comico: urla fuori tempo, battute prive di contesto, reazioni sopra le righe.

Commento finale

Certe opere si lasciano ammirare da pochi e poi spariscono nell’ombra come fossero sogni fragili, vissuti appena il tempo di una notte di fine estate. Lost Soul Aside è una di queste, che però si permette un lusso raro. Mette al centro il gameplay, la libertà dell’azione e in senso lato l’effervescenza mentale e manuale del videogiocatore. Certo, i limiti non mancano: una narrativa scolastica, una direzione artistica generica, una colonna sonora dimenticabile. Ma sono peccati di produzione, figli di budget e compromessi, non certo di idee o visione.

Lost Soul Aside è un action riuscito, solido, e soprattutto divertente, con un sistema di combattimento che non ha paura di mostrarsi tecnico ma anche inclusivo, accessibile ma anche profondo. Un progetto nato dal cuore, e che quel cuore lo mette in ogni colpo, in ogni parry, in ogni cancel. Un’opera pura, piena di grinta, passione e personalità. Ed è già più di quanto si possa dire di molti altri titoli ben più chiacchierati.

Recensione Hirogami : un eroe con la giusta “carta”

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Quando si parla di platform 3D, il pensiero corre subito a quei grandi classici che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di molti giocatori: i capitoli storici di Mario, le avventure di Crash Bandicoot, la magia di Spyro. Hirogami, sviluppato da Bandai Namco Studios Singapore e Malaysia con il supporto editoriale di Kakehashi Games, cerca di inserirsi proprio in quella tradizione, pur con un’identità estetica e ludica che punta con decisione a distinguersi. Disponibile su PlayStation 5 e PC, il titolo si presenta come un progetto indipendente, sebbene il curriculum degli studi coinvolti racconti esperienze ben più ampie, dal supporto a produzioni come Monster Hunter World e Ace Combat 7 fino al lavoro su Splatoon 3.

Ci troviamo davanti a un gioco che nasce come un ibrido: indipendente per spirito e freschezza, ma con le spalle larghe di un team che ha imparato osservando da vicino i giganti del settore. E questa doppia anima si riflette in ogni aspetto di Hirogami: dall’impatto visivo immediato, fatto di origami colorati e animazioni in stop-motion, alla struttura di gameplay che mescola semplicità di approccio e un livello di sfida sorprendentemente calibrato. Non tutto, però, fila liscio: la mancanza di esperienza specifica del team in questo genere si fa sentire, e alcune scelte legate a telecamera, narrazione e design dei livelli non riescono a raggiungere il livello dei capisaldi del genere. Il risultato è un titolo che incuriosisce e diverte, ma che resta a pochi passi dall’essere memorabile


Versione testata : PlayStation 5


Un eroe di carta contro il Contagio

La trama di Hirogami si apre con la presentazione del protagonista, Hiro, un giovane origami dal carattere timido e indeciso. Nella società degli origami il suo ruolo è quello di intrattenitore, un personaggio che vive per far ridere e rallegrare gli altri attraverso le proprie trasformazioni. Eppure, quando il mondo viene minacciato dal Contagio, una forza oscura che corrompe ogni cosa, sarà proprio Hiro, suo malgrado, a dover assumere il ruolo dell’eroe. A dargli la possibilità di farlo è un ventaglio magico, dono di una divinità antica, capace di purificare gli altari e contenere la diffusione del male.

La storia procede con semplicità: il giocatore affronta un susseguirsi di livelli, ognuno con un obiettivo chiaro e legato al percorso di purificazione del mondo. Non ci sono grandi colpi di scena, e la narrazione resta sullo sfondo per lasciare spazio all’azione. Tuttavia, alcuni elementi narrativi riescono a dare spessore: il carattere fragile di Hiro, costretto a confrontarsi con le proprie paure, trasmette un vago sapore da romanzo di formazione, mentre il contrasto tra leggerezza estetica e minaccia oscura crea un equilibrio interessante.

Il limite più evidente sta però nell’esecuzione. Le cutscene sono poche e poco curate, ridotte a sequenze statiche che non trasmettono la giusta intensità emotiva. I dialoghi, frammentari e poco incisivi, non riescono a valorizzare i comprimari o a dare respiro alla vicenda. Il risultato è una storia che affascina per le premesse ma che fatica a imprimersi nella memoria, un’occasione mancata che lascia l’impressione di un contorno funzionale al gameplay, ma non di un elemento capace di elevarlo.

Gameplay tra origami, ventagli e sfide punitive

Se la narrazione resta in secondo piano, il gameplay rappresenta senza dubbio il cuore pulsante di Hirogami. Alla base troviamo un platform 3D che riprende la struttura dei grandi classici, con una trentina di livelli da affrontare, ognuno con missioni principali da completare e obiettivi secondari che ne arricchiscono la longevità. Hiro può attaccare con il suo ventaglio, in uno stile da hack ’n’ slash “lite”, semplice e immediato, ma la vera originalità risiede nella sua capacità di trasformarsi in diverse forme di origami.

Dal foglio piatto che scivola nelle fessure e sfrutta le correnti d’aria, alla rana capace di salti lunghi e potenti, fino al gorilla dalla forza bruta o all’armadillo che si arrotola per colpire i nemici, ogni trasformazione introduce nuove possibilità offensive ed esplorative. È proprio questa varietà a rendere il gameplay dinamico e mai monotono, con la soddisfazione di scoprire soluzioni sempre nuove a problemi vecchi. Tornare nei livelli già completati per raggiungere aree prima inaccessibili diventa così parte integrante dell’esperienza, in linea con le migliori tradizioni del genere.

Il gioco non è solo esplorazione. Gli scontri con i nemici rappresentano un banco di prova sorprendente: inizialmente semplici, con avversari statici e facilmente gestibili, le battaglie diventano sempre più complesse, introducendo nemici rapidi, esplosivi o capaci di colpire a distanza. La sfida cresce gradualmente, fino a richiedere precisione e padronanza delle trasformazioni per sopravvivere. Gli obiettivi extra, come completare un livello senza subire danni o entro un tempo limite, offrono poi un incentivo concreto ai giocatori più competitivi.

Nonostante qualche frustrazione causata da una telecamera imprecisa, il gameplay riesce a mantenere un equilibrio efficace: accessibile ai neofiti, stimolante per i veterani, capace di regalare ore di divertimento e un senso costante di progressione. È qui che Hirogami dimostra la propria forza, confermandosi un platform solido che, pur con limiti evidenti, sa intrattenere e gratificare.

Un mondo piegato come un foglio: grafica e tecnica

Uno degli aspetti più immediatamente riconoscibili di Hirogami è la sua identità visiva. Tutto nel gioco, dai personaggi agli scenari, è realizzato come se fosse costruito con fogli di carta colorata, in un omaggio costante all’arte degli origami. Hiro stesso, con il suo design elegante e multistrato, cattura lo sguardo e resta impresso come protagonista iconico. A rendere l’esperienza ancora più particolare c’è la scelta di animare i movimenti in stile stop-motion, con scatti volutamente irregolari che simulano il movimento di figure piegate a mano.

Gli scenari inizialmente sorprendono per la loro capacità di trasportare in un mondo “pieghevole”, ma non sempre mantengono la stessa qualità. Dopo i primi colpi d’occhio, infatti, molte ambientazioni finiscono per sembrare ripetitive, perdendo quel dettaglio e quella varietà che ci si aspetterebbe. Un limite che, se da un lato non compromette la giocabilità, dall’altro indebolisce l’impatto complessivo, soprattutto in un genere che fa della fantasia visiva una delle sue colonne portanti.

Sul piano tecnico, il difetto più pesante è rappresentato dalla telecamera, spesso imprecisa e poco reattiva, al punto da trasformare alcune sezioni di platforming in esperienze frustranti. Nonostante questo, il motore di gioco si dimostra stabile, con performance solide e caricamenti rapidi. Unico appunto visivo: la scelta cromatica tende talvolta a una desaturazione eccessiva, che appiattisce la vivacità della tavolozza e smorza l’impatto visivo.

Il fruscio della carta: audio e colonna sonora

Il comparto audio di Hirogami si colloca in un territorio discreto ma funzionale. La colonna sonora accompagna i livelli con temi leggeri, coerenti con l’estetica cartacea e mai invadenti, contribuendo a creare un’atmosfera rilassante e piacevole. Non si tratta di brani memorabili, ma di musiche che sostengono l’azione senza mai distrarre o annoiare.

Anche il doppiaggio segue questa filosofia: sobrio, essenziale, in grado di dare voce ai personaggi senza cercare interpretazioni sopra le righe. Gli effetti sonori, dal fruscio della carta che si piega al colpo del ventaglio che abbatte i nemici, sono resi con cura e danno consistenza all’esperienza. Non siamo di fronte a un comparto audio rivoluzionario, ma a un supporto solido che fa il proprio dovere, mantenendo l’attenzione del giocatore focalizzata sul cuore del titolo: il gameplay.

Longevità e sfide extra per veri perfezionisti

Con circa 30 livelliHirogami offre un’avventura dalla durata contenuta ma ben strutturata. Completare il gioco senza soffermarsi sugli extra non richiede un impegno eccessivo, ma è proprio la ricerca di collezionabili, potenziamenti e obiettivi opzionali a estendere la longevità, trasformando ogni livello in un terreno fertile per la rigiocabilità. Le trasformazioni aggiunte progressivamente incentivano il ritorno sui livelli già visitati, regalando la soddisfazione di scoprire segreti nascosti e nuove strategie per affrontare vecchie sfide.

Dal punto di vista dell’accessibilità, il titolo si rivolge a un pubblico ampio. La difficoltà base non è mai punitiva: anche i giocatori meno esperti possono completare l’avventura senza troppi ostacoli. Ma per chi cerca sfide più ardite, gli obiettivi extra – come completare un livello senza subire danni o entro tempi stringenti – offrono un livello di sfida sorprendentemente elevato. Si tratta di un approccio intelligente, che rende il gioco godibile da tutti senza rinunciare a stimolare i giocatori più competitivi.

Commento finale

Hirogami è un titolo che colpisce per la sua estetica e per la freschezza delle idee, pur senza riuscire a raggiungere le vette dei grandi platform 3D. È un’avventura piacevole, capace di conquistare con le sue trasformazioni originali e il ritmo accessibile, ma che lascia spazio a miglioramenti importanti: una narrazione troppo leggera, ambientazioni talvolta ripetitive e una telecamera che spesso gioca contro il giocatore.

Resta, però, un’esperienza consigliata a chi ama i platform e vuole scoprire qualcosa di diverso dal solito. Non un capolavoro indimenticabile, ma un gioco che sa divertire, rilassare e stimolare con le sue sfide opzionali. In definitiva, un titolo che dimostra come anche un foglio di carta, piegato nel modo giusto, possa trasformarsi in un’avventura capace di restare impressa nella memoria.

Lost Soul Aside – Guida ai trofei

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Lost Soul Aside

Annunciato ormai ben più di 9 anni fa, Lost Soul Aside è finalmente realtà. Ecco a voi la nostra guida ai trofei.

Circa la metà dei trofei è legata alla storia principale. Il resto riguarda collezionabili, attività secondarie e trofei specifici alle diverse difficoltà di gioco.

Per ottenere tutti i trofei, dovrete trovare tutti i seguenti collezionabili: ornamenti, documenti, ricette. Inoltre, sarà necessario craftare tutti gli oggetti, sbloccare tutte le skills, ottenere tutti gli oggetti chiave e potenziare al massimo tutte le armi.

Ci sono anche alcune sfide extra da completare, come ottenere tutte le ricompense nelle Sfide della Dimensione Dispersa e affrontare le Sfide dell’Orda di Boss a difficoltà Alta.

Uno dei trofei più impegnativi richiede di completare il gioco alla difficoltà più alta, ovvero Incubo. A questo si aggiungono trofei d’argento individuali per ogni boss, che dovranno essere sconfitti ad Incubo senza usare alcun oggetto.

Informazioni generali

  • Difficoltà stimata per il platino: 6.5/10
  • Tempo stimato per il platino: 40/50 ore
  • Trofei offline: 38
  • Trofei online: 0
  • Trofei missabili: 0, a fine prima run si sblocca il Seleziona capitoli e potete prendere tutto da lì.
  • Trofei glitchati: 0
  • La difficoltà influisce sui trofei? Sì, dovrete finire il gioco a difficolta Alta e Incubo.
  • Run minime: 3, una per ogni difficoltà, perché quelle superiori si sbloccano solo dopo aver completato la precedente.
  • Free-roam/selezione livelli dopo aver finito il gioco: Sì, a fine prima run si sblocca il Seleziona capitoli.

Road-map

  • Step 1: Durante la vostra prima partita vi conviene prendere familiarità con le meccaniche di gioco e cercare di raccogliere tutti i collezionabili disponibili a difficoltà Normale.
  • Step 2: Dopo aver completato il gioco a difficoltà Normale, potrete caricare il salvataggio completato. Verrete riportati alla Città Imperiale e avrete accesso alla nuova modalità Orda di boss. Ora che avete un equipaggiamento migliore, potete affrontare anche le sfide della Dimensione Dispersa per ottenere gli ornamenti e i Poteri di Arena che si sbloccano superandole. Assicuratevi di completare tutte e 3 le sotto-sfide per ogni Dimensione Dispersa. Successivamente, potrete affrontare tutte le 8 sfide Orda di boss, facendo attenzione a completarle entro il tempo limite. Otterrete anche ulteriori Poteri di Arena.
  • Step 3: Una volta completata e raccolto tutto a Normale, potrete parlare con Liana e accedere al menu Selezione capitoli. Premete R1 per cambiare la difficoltà su Alta e ricominciate dal Prologo. Dovrete completare il gioco dall’inizio alla fine per sbloccare il trofeo e anche per sbloccare la difficoltà Incubo. Tutte le vostre abilità, equipaggiamento e i progressi dei trofei verranno mantenuti, quindi è anche un ottimo momento per raccogliere eventuali oggetti che vi siete persi nella prima run.
  • Step 4: Dopo aver completato il gioco a difficoltà Alta, sbloccherete la possibilità di affrontare la modalità Orda di boss anche a questa difficoltà. Assicuratevi di completare tutte le 8 sfide entro il tempo limite per sbloccare il trofeo. Otterrete anche nuovi ornamenti come ricompensa per queste sfide.
  • Step 5: Una volta completato tutto a difficoltà Alta, potrete parlare con Liana e accedere nuovamente al menu Selezione capitoli. Premete R1 per cambiare la difficoltà su Incubo e iniziate dal Prologo. Proprio come nelle run precedenti, dovrete completare l’intero gioco dall’inizio alla fine per sbloccare il trofeo. Sconfiggete anche i 3 boss legati ai trofei senza usare oggetti.
  • Step 6: Opzionale. Una volta completate tutte e 3 le difficoltà, potrete usare liberamente la Selezione capitoli su qualsiasi difficoltà per recuperare tutto ciò che potreste aver mancato durante le vostre partite.
Lost Soul Aside
Siete pronti? Si parte!

Guida ai trofei

Origine delle stelle
Ottieni tutti gli altri trofei

Ottenete tutti gli altri trofei per sbloccare il trofeo di platino di Lost Soul Aside.

Leggenda suprema
Completa la tua avventura in difficoltà Incubo

La modalità Incubo si sblocca dopo aver completato il gioco a difficoltà Alta.

Per giocare a Incubo, caricate il vostro salvataggio completato, parlate con Liana e selezionate Selezione Capitolo. Da qui, potete accedere alla sezione dedicata alla modalità Incubo e rigiocare l’intero gioco.

Sarà necessario ripartire dall’inizio e affrontare ogni capitolo in ordine cronologico a difficoltà Incubo. Fate riferimento alla build indicata in “Spada consacrata”, anche se a questo punto, essendo potenziati al massimo, non dovreste avere particolari problemi.


Maestro della Dimensione Dispersa
Ottieni tutte le ricompense bonus delle dimensioni disperse

In Lost Soul Aside ci sono 9 Dimensioni Disperse.

Seguite questo video di Skryux per le location esatte:

Nella nostra run abbiamo completato le Dimensioni Disperse con tutte le sotto-sfide man mano che le sbloccavamo, a parte le 2 segnalate, tuttavia vi conviene farle subito prima di finire la prima run, all’inizio del Capitolo 5, perché sarete potenziati e avrete ancora gli ornamenti di Seleria che vi faranno davvero comodo. Questi ultimi vi verranno sottratti appena finita la prima run, perché di fatto sono una sorta di modalità Facile camuffata che viene “inibita”, appunto, a fine prima run.

Usate il nostro video per prendere qualche spunto ma poi virate sulla guida testuale di PowerPyx copiando le sue build in modo da superare tutte le sotto-sfide in maniera molto agile: CLICK!


Meglio di Seleria
Completa tutte le sfide dell’Orda di boss in difficoltà Alta

La modalità Orda di boss si sblocca dopo aver completato il gioco per la prima volta. Potrete parlare con Liana, andare alla scheda Dimensione Dispersa e premere R2 per passare a Orda di boss.

Ci sono in totale 8 sfide. La maggior parte richiede di affrontare 3 boss consecutivamente, ad eccezione delle ultime 2 che ne richiedono solo 2. Non è possibile usare oggetti durante queste sfide, quindi è altamente consigliato equipaggiarvi con Poteri di Arena come Donatore di Forza Vitale e Scudo Fantasma per aumentare le vostre chance di sopravvivenza.

Per sbloccare il trofeo, dovrete completare tutte e 3 le sotto-sfide di ciascuna delle 8 sfide Orda di boss. Le sotto-sfide sono dei tempi da battere. Le prime 8 in meno di 12 minuti, mentre l’ultima in meno di 15 minuti. Questi tempi sono molto generosi, dato che probabilmente ne completerete la maggior parte in meno della metà del tempo richiesto.

L’Orda di boss a difficoltà Alta si sblocca dopo aver completato la rispettiva difficoltà. Parlate con Liana, andate alla scheda Dimensione Dispersa, R2 per passare a Orda di boss, poi R1 per cambiare la difficoltà.

È esattamente la stessa modalità vista a difficoltà Normale, ma questa volta i boss sono nella versione difficoltà Alta. I requisiti restano gli stessi, e la difficoltà, sostanzialmente, non cambierà perché anche voi sarete più forti.

Lost Soul Aside
Completa la tua prima avventura

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Liana, autrice di best-seller!
Completa la tua avventura in difficoltà Alta

La difficoltà Alta si sblocca dopo aver completato il gioco per la prima volta.

Per giocare a questa modalità, caricate il vostro salvataggio completato, parlate con Liana e selezionate Selezione Capitolo. Da qui potrete accedere alla difficoltà Alta e rigiocare l’intero gioco.

Sarà necessario ripartire dall’inizio e affrontare ogni capitolo in ordine cronologico.


Arsenale
Potenzia tutte le armi al livello massimo

Nel gioco ci sono in totale 16 armi suddivise in 4 tipi diversi, tutte quante vi verranno assegnate man mano che proseguite nella storia alla prima run.

Per ottenere il trofeo, dovrete potenziare tutte e 16 le armi al livello massimo, che è il livello 3.

Durante le vostre partite a difficoltà Alta e poi Incubo, i boss che normalmente vi avrebbero dato un’arma vi ricompenseranno invece con una lega (Alta) e un cristallo (Incubo). Potrete usare questi materiali per potenziare l’arma che preferite presso il laboratorio di Liana, accedendo al menu potenziamenti.

Dopo aver potenziato l’ultima arma a difficoltà Incubo usando l’ultimo cristallo, sbloccherete il trofeo.

Tutte le armi, le leghe e i cristalli sono direttamente collegati ai boss della storia, quindi potenzierete tutto naturalmente mentre progredite per gli altri trofei.


Collezionista
Ottieni tutti gli ornamenti

Gli ornamenti sono unici per ogni difficoltà, quindi dovrete raccogliere nuovamente ogni oggetto in tutte e 3 le difficoltà. La location e i modi di ottenimento sono sempre gli stessi, ma dovrete farlo a tutte e tre le difficoltà.

Seguite questo video di Skryux:

Se rigiocate il capitolo per ottenere qualcosa che avete mancato (qualsiasi collezionabile esso sia), non è necessario completarlo tutto: il collezionabile verrà salvato automaticamente nel vostro inventario, anche se cambiate capitolo subito dopo.


Compratore seriale
Acquista tutti gli oggetti chiave dei negozi

Gli oggetti chiave nei negozi sono quelli venduti dai due vendor alla capitale, tra i capitoli. Comprate sempre tutto (anche vendendo i vostri materiali se siete a corto di valuta) in modo da sbloccare il trofeo alla fine delle vostre tre run.

Se rigiocate il capitolo per ottenere qualcosa che avete mancato (qualsiasi collezionabile esso sia), non è necessario completarlo tutto: il collezionabile verrà salvato automaticamente nel vostro inventario, anche se cambiate capitolo subito dopo.


Certificato farmaceutico
Ottieni tutte le ricette di creazione

Seguite questo video di Skryux:

Se rigiocate il capitolo per ottenere qualcosa che avete mancato (qualsiasi collezionabile esso sia), non è necessario completarlo tutto: il collezionabile verrà salvato automaticamente nel vostro inventario, anche se cambiate capitolo subito dopo.


Alchimia o scienza?
Crea tutti gli oggetti

Vedi “Certificato farmaceutico”.


Culmine del progresso
Impara tutte le abilità

In totale ci sono 147 abilità da imparare distribuite tra le 4 armi, e serviranno molti punti abilità. Tuttavia, visto che il gioco richiede 3 partite complete, dovreste accumulare abbastanza punti abilità per imparare tutte le abilità durante la vostra run a difficoltà Alta.


Esperto della dimensione dispersa
Completa tutte le sfide delle dimensioni disperse

Vedi “Maestro della Dimensione Dispersa”.


Il Dotato supremo
Completa tutte le sfide dell’Orda di boss in difficoltà Normale.

Vedi “Meglio di Seleria”.


Arena perfezionato
Potenzia tutti i poteri di Arena al livello massimo

La maggior parte dei potenziamenti si sbloccano con la storia, alcuni però sono le ricompense delle Dimensioni Disperse o dell’Orda di Boss. Fate riferimento ai relativi trofei. Infine, alcuni potenziamenti devono essere comprati dai due vendor tra i capitoli, alla capitale, alle diverse difficoltà.


Spada consacrata
Sconfiggi Victor in difficoltà Incubo senza usare oggetti

Ecco una guida per affrontare Victor senza usare alcun oggetto durante il combattimento (quindi niente tasti sul D-Pad) a difficoltà Incubo. Fate attenzione a non premerli per errore, altrimenti dovrete ricominciare il combattimento.

Qui sotto troverete una build consigliata che vi aiuterà a restare in vita durante questa boss fight e che funziona bene per quasi tutto il gioco. La scelta dell’arma principale è personale, ma la Spada e la Falce sono quelle consigliate per le loro abilità utili contro i boss.

Arma 1 (DPS principale — consigliata la Falce)

  • Ali di farfalla al massimo: ripristina 20 di salute per attacco contro nemici con effetti di stato, quindi assicuratevi che l’arma applichi un effetto di stato.
  • Drago crescente al massimo: aumenta l’attacco del 12%.
  • Corona di spine al massimo: aumenta l’attacco del 15% contro nemici in break.

Per le statistiche secondarie di tutti gli accessori, scegliete quelle che aumentano la percentuale di break.

La Falce è raccomandata perché infligge danni da break molto velocemente e può danneggiare anche mentre schivate.

Arma 2 (Per la guarigione — consigliata la Spada)

  • Ali di farfalla al massimo: come sopra, cura 20 di salute per attacco contro nemici con effetti di stato.
  • Rose al massimo: cura 60 di salute ogni volta che portate a segno un colpo critico, con un cooldown di 0,5 secondi.
  • Testa di demone al massimo: aumenta la probabilità di critico del 12%.

Per le statistiche secondarie di tutti gli accessori, scegliete quelle che aumentano la probabilità di critico.

La Spada è consigliata per l’abilità che ripristina salute con ogni colpo dell’attacco Assalto Incrociato. Unita agli altri metodi di guarigione dell’arma, è molto utile.

Poteri di Arena

  • Lo scudo è indispensabile: annulla 4 attacchi (se completamente potenziato) e dura 60 secondi se non consumate tutte le cariche.
  • L’albero che ripristina la vita è anch’esso obbligatorio, è l’unico modo per curarvi senza attaccare il boss. Usate questo potere quando il boss è stordito o sta uscendo da uno stordimento, così potrete restare nella sua area d’effetto più a lungo possibile.
  • Il terzo potere è a vostra scelta, in base a quello con cui vi trovate meglio per infliggere danno. La frattura è una buona scelta, ma scegliete quello che preferite.

Ornamenti

  • Anello della natura è molto utile in questo setup perché fa accumulare più velocemente gli effetti di stato. Inoltre aumenta il break del 10% sui nemici con effetti di stato, aiutandovi a fare più danni.
  • L’anello della supremazia velocizza la ricarica di tutto e aumenta la vostra salute massima, rendendo più efficaci i poteri di Arena.
  • Il terzo a vostra scelta.

Ad essere onesti, questa build è micidiale ma a noi non è piaciuta perché troppo “statica”. Se cercate qualcosa di funzionale ma più “attivo”, potete utilizzare la nostra versione “riveduta e corretta”:


Azione scottante alla sorgente
Sconfiggi Zana in difficoltà Incubo senza usare oggetti

Vedi “Spada consacrata”.

Come già detto, ad essere onesti, questa build è micidiale ma a noi non è piaciuta perché troppo “statica”. Se cercate qualcosa di funzionale ma più “attivo”, potete utilizzare la nostra versione “riveduta e corretta”:


Spezzare il ciclo
Sconfiggi Aramon in difficoltà Incubo senza usare oggetti

Vedi “Spada consacrata”.

Come già detto, ad essere onesti, questa build è micidiale ma a noi non è piaciuta perché troppo “statica”. Se cercate qualcosa di funzionale ma più “attivo”, potete utilizzare la nostra versione “riveduta e corretta”:


L’approvazione di Gethya
Raccogli tutti i documenti

La descrizione di questo trofeo è fuorviante. Dice di raccogliere tutti i documenti, e se pensavate che si trattasse solo della categoria “Documenti” all’interno del Diario, beh… ecco che vi spieghiamo la “fregatura”: dovete completare ogni voce nel Diario!

La maggior parte delle entries è legata al proseguire della storia, tuttavia ci sono 28 “documenti” da trovare (4 nel prologo, 4 nel capitolo 1, 3 nel capitolo 2, 4 nel capitolo 3 e 13 nel capitolo 4) ed alcune conversazioni facoltative da avviare (parlate quindi con tutti!) per sbloccare il trofeo.

Seguite questa guida testuale di DualShockers per aiutarvi nella ricerca: CLICK!

Una festa per i poveri
Completa il prologo – Una festa per i poveri

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Fuochi d’artificio esagerati
Completa il prologo – Declino dell’impero

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Prigionia millenaria
Completa il prologo – Una nuova alba

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Sacrificio o pegno
Completa il prologo – Il crollo

Legato alla storia, impossibile da mancare.


L’antico guardiano
Complete il capitolo 1 – Partenza

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Fiamme di furia fusa
Completa il capitolo 1 – Sala di Seleria

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Lago Specchioceleste placido
Completa il capitolo 2 – A fianco del Lago Specchioceleste

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Palazzo divino sigillato
Completa il capitolo 2 – Il palazzo celato

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Città celestiale
Completa il capitolo 2 – Dimensione dell’Aeroflusso

Legato alla storia, impossibile da mancare.


La foglia d’acero della dinastia
Completa il capitolo 3 – Monastero di Brezzassente

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Fiume dell’oblio
Completa il capitolo 3 – Dimensione di Letonix

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Confine innevato
Completa il capitolo 4 – Colosseo di Quadrivincolo

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Miniere abbandonate
Completa il capitolo 4 – Miniere di Pietracremisi

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Città reale collassata
Completa il capitolo 4 – Corte reale di Fortegelo

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Santuario illusorio
Completa il capitolo 4 – Dimensione dell’Entropia

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Il lascito di Seleria
Ripristina il potere di Arena e impara la Guardia con spadone

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Il Corno del Daino celestiale
Ripristina il potere di Arena e impara la Guardia con spada doppia

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Lascito di Letonix
Ripristina il potere di Arena e impara la Guardia con falce

Legato alla storia, impossibile da mancare.


Novizio della dimensione dispersa
Completa la prima sfida della dimensione dispersa

Vedi “Maestro della Dimensione Dispersa”.

Recensione Helldivers 2 (Xbox Series), forze fresche a difesa della Super Terra!

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Se a Febbraio 2024 ci eravamo ripromessi di tenere sott’occhio i progressi di Helldivers 2, il GaaS di successo firmato Arrowhead Game Studios, di sicuro non ci aspettavamo di avere l’occasione di parlarne di nuovo per il lancio del titolo su Xbox Series. Ancor più ironicamente sarebbe stato totalmente imprevedibile immaginare che il titolo pubblicato da Sony sarebbe approdato su console Microsoft lo stesso giorno che l’iconico Gears of War compiva il percorso opposto esordendo su PlayStation 5.

Segno inequivocabile di quanto pochi mesi possano cambiare le logiche di mercato (soprattutto in un’economia spietata come quella che stiamo vivendo), l’arrivo di Helldivers 2 su Xbox segna non solo una pagina significativa nei rapporti tra le grandi compagini del panorama videoludico. Ma anche un intero nuovo capitolo nella storia del titolo cooperativo, che finalmente si apre ad un pubblico tutto nuovo (come caldeggiato da tanti giocatori fin dal clamoroso lancio su console Sony e PC). Scopriamo insieme perché anche gli utenti Microsoft dovrebbero farsi trasportare dall’entusiasmo ed arruolarsi in difesa della Super Terra!

Helldivers 2 è disponibile dal 26 Agosto per Xbox Series, unendosi sul mercato alle versioni PlayStation 5 e PC (via Steam).


Versione testata: Xbox Series X


L’ultima linea di attacco

Parlare di cosa è Helldivers 2 potrebbe sembrare ridondante da parte nostra, avendo già illustrato pregi e difetti del titolo per entrambe le versioni PS5 (con la recensione del buon Vincenzo) e PC (con il parere di Edoardo). Tuttavia non possiamo esimerci dal riassumere brevemente i motivi del grande successo del GaaS pubblicato da Sony.

Rispetto al predecessore, Helldivers 2 abbandona la visuale isometrica e l’impostazione da twin-stick shooter, in favore di un vero e proprio TPS incentrato sulla cooperazione online. La premessa narrativa è molto semplice: la Super Terra è minacciata da razze aliene bellicose e decisamente letali. Per salvaguardare il modello di vita democratico dei terrestri, sarà compito dei giocatori arruolarsi tra le fila degli Helldivers e lottare su pianeti vicini e lontani sparsi tra i settori galattici per combattere una guerra di proporzioni epiche. Manca una vera e propria sceneggiatura fatta e finita, in quanto Arrowhead Game Studios si è prefissata l’obiettivo di raccontare un conflitto a lungo termine, in cui gli aggiornamenti periodici coincidono con nuovi fasi degli scontri tra ribaltamenti di fronte, invasioni repentine, brucianti sconfitte e audaci contrattacchi.

Uniti si vince.

Ciascuna delle missioni richiede il raggiungimento di specifici obiettivi, facendosi largo tra le forze ostili a colpi di armi da fuoco, equipaggiamenti e stratagemmi tattici. Quello che può sembrare un format semplice si è rivelato fin dal lancio un risultato alchemico quasi miracoloso grazie ad un flow impeccabile, un gunplay soddisfacente ed uno spontaneo spirito di cameratismo tra tutti i giocatori. Se avete vissuto il lancio del titolo anche solo bazzicando sui social, avrete memoria dei deliranti reel condivisi dai giocatori. Tra situazioni kafkiane ed inattesi momenti di epicità, Helldivers 2 ha conquistato il pubblico con un sagace mix di gameplay assuefacente, un immaginario che strizza l’occhio a molte produzioni di fantascienza ed un’innata spettacolarità cinematografica.

Rispetto al lancio, il titolo ha aumentato esponenzialmente i propri contenuti tra Titoli di Guerra (set di armi, armature e risorse da sbloccare utilizzando valute ingame o reali), mezzi di trasporto, mech ed una nuova fazione ostile. Gli Illuminati, tecnologicamente avanzati e molto pericolosi, si distinguono rispetto a Terminidi ed Automatons per essere una razza a metà tra zombie e La Guerra dei Mondi. C’è davvero tanto su cui affondare i denti per chi arriva oggi su Helldivers 2.

Ammirare le esplosioni è una delle cose migliori di Helldivers 2.

Nuovi lidi, stessa guerra

Se ludicamente Helldivers 2 è lo stesso titolo amato ed apprezzato su PS5 e PC, anche da un punto di vista tecnico il risultato raggiungo su Xbox Series è pressocché il medesimo.

Anche su Xbox Series sono disponibili due modalità: Prestazioni e Qualità. La prima è renderizzata a 1080p mentre la seconda a 1728p, per una metrica identica rispetto alla versione per console Sony. A livello di prestazioni ci troviamo di fronte ad un revival di quanto già conosciuto, con un risultato genrale identico. La modalità Prestazioni offre 60 fps nelle aree meno stressanti, con cali fino a 40-50 fps durante i combattimenti più caotici. Quando occasionalmente il framerate si abbassa sotto i 40 fps, Xbox riesce a gestire meglio le situazioni grazie ad un VRR più ampio ed una compensazione hardware migliore. Dal canto suo invece, la modalità Qualità a 30 fps è di fatto impeccabile salvo casi isolati (su PS5 il test non era altrettanto stabile).

Imparerete presto a capire quando la fuga è onorevole.

Una ottimizzazione addirittura migliore rispetto alle altre piattaforme? In realtà non proprio. Sebbene le prestazioni siano in pari (e sotto certi punti di vista anche leggermente superiori), a stonare è la palette cromatica. Helldivers 2 su Xbox Series soffre infatti di colori più slavati rispetto alla concorrenza, con un risultato che tende ad essere più “impastato”. Anche la gestione della luminosità non ci ha convinto pienamente, con alcune anomalie anche sotto il versante dell’HDR. Probabilmente occorrerà una patch per migliorare questi aspetti e confidiamo che gli sviluppatori possano risolvere presto.

Discorso a parte per Xbox Series S. Come prevedibile, i compromessi grafici sono maggiori. Abbiamo riscontrato una densità inferiori di elementi e dettagli, oltre ad un po’ di fatica nel caricamento di alcune texture. Anche sotto il punto di vista della risoluzione si è dovuto scende a patti. L’uso del DRS permette infatti di scalare dinamicamente tra 720p e 1080p. Al netto di tutto questo, le performance sia a Qualità sia a Performance, benché meno stabili rispetto a Series X, risultano sostanzialmente in linea con le altre versioni.

I Terminidi sono ancora delle bestiacce schifose e pericolose.

Giustizia per tutti

Il lancio di Helldivers 2 per Xbox Series avviene inoltre in concomitanza con l’arrivo di Nel Cuore dell’Ingiustizia, un grosso aggiornamento con alcune succose novità.

L’update sposta la guerra sui mondi alveare dei Terminidi, popolati da orrori indicibili. Ricchi di segreti e nuove situazioni di gioco, si snodano tra distese lugubri, strutture torreggianti e mostri nel cielo e dal sottosuolo. Creature come lo Scaradrago che attacca in picchiata spargendo una bile ardente. Tuttavia preparatevi a fare i conti con aberrazioni molto più grandi ed inarrestabili… soprattutto senza il supporto dallo spazio. Tra le nuovi missioni si dovranno scortare pozzi petroliferi mobili, localizzare e distruggere i Polmoni dell’alveare e molti altri obiettivi secondari. Disponibile anche un nuovo Titolo di Guerra denominato “Diavoli della Sabbia”, con armi ed equipaggiamenti specifici.

Gli avversari volanti sono terribili da affrontare.

Si tratta di una nuova ondata di contenuti pensati, ad onore della cronaca, più per i giocatori di lungo corso che per l’utenza Xbox. Quest’ultima, inevitabilmente ancora ignara di come gestire i pericoli maggiori di Helldivers 2. Da questo punto di vista, segnaliamo infatti che sebbene il cross platforming sia presente, non è stata implementata la cross progression. Chi inizierà la propria avventura su Xbox, infatti, dovrà iniziare da zero anche se ha già giocato su PS5 o PC. Una scelta forse inevitabile, ma che propone un’altra importante riflessione.

Proprio la circostanza che gli utenti Xbox dovranno iniziare da zero il loro percorso nell’universo di Helldivers 2, potrebbe portare con sé il rischio di ore iniziali confuse e spaesanti. La grande molte di contenuti, la dinamica delle strategie di combattimento e la vastità di equipaggiamenti (da farmare) potrebbe costituire un impatto complesso da gestire. Fortunatamente il bilanciamento regge, così come le difficoltà disponibili. Per coloro che invece vogliono osare le missioni più ardue, potrebbero trovare un’esperienza paradossalmente ancor più spettacolare. Provate con un mix di veterani e novizi, ma occhio che l’impresa sarà ostica.

Alcuni avversari possono essere fatti fuori furbescamente sfruttando le interazioni ambientali giuste.

Commento finale

Helldivers 2 si era rivelato, al momento del lancio, come una delle sorprese più folgoranti della scorsa stagione videoludica. Avvincente, dinamico e tremendamente divertente, il successo di Arrowhead Game Studios giunge finalmente su Xbox Series preservando tutte le sue migliori qualità. Rispetto ad un anno e mezzo fa, il titolo beneficia di tutte le migliorie ed implementazioni, sia a livello di quality of life sia come contenuti. Certamente, chi inizia adesso la propria militanza a difesa della Super Terra potrebbe trovarsi spiazzato dalla quantità di contenuti e dal divario esistente con i giocatori veterani. Ma non temete: il bilanciamento e i meccanismi di cooperazione funzionano ancora a meraviglia, regalando momenti unici dal grande impatto. Per la Democrazia!