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Firewatch, la versione PC dispone di una feature speciale per le foto catturate in-game

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Stampate i vostri scatti.

E’ ufficialmente disponibile a partire da oggi Firewatch, il nuovo e atteso titolo dello sviluppatore Campo Santo. In un’era dove la Modalità Foto fa scalpore in diversi titoli dove è possibile catturare screenshots di ambientazioni stupende, Firewatch si porta un passo avanti rispetto a tutti permettendo di stampare realmente le immagini scattate all’interno del gioco.

Se siete dei giocatori che hanno occhio per gli scatti in-game, la versione PC include una feature speciale: troverete infatti una fotocamera usa e getta per fotografare qualsiasi cosa vogliate e, al termine del gioco, potrete andare su uno store online apposito proprio per farvi stampare ciò che avete immortalato. Ovviamente, questa feature non è disponibile su PS4.

Le immagini scattate possono essere acquistate a 15$ “per rullino” e le spedizioni sono gratuite in tutto il mondo. Di seguito alleghiamo una foto pubblicata dal sito TechnoBuffalo che dimostra l’effettivo funzionamento di questo servizio (e da cui deriva questa news).

Firewatch Photos Printed

Pokémon, il primo film è disponibile gratuitamente sul sito ufficiale

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Un’altra fantastica sorpresa per i 20 anni della saga.

Il 2016 è un anno speciale per tutti i fan di Pokémon in quanto ricorre il 20° anniversario del franchise, nato appunto nel lontano 1996. Tra le varie sorprese per celebrare questo enorme traguardo, la Pokémon Company ha annunciato che il primissimo film della saga, conosciuto in Italia come Pokémon il film – Mewtwo colpisce ancora o Pokémon il film – Mewtwo contro Mew, è visualizzabile gratuitamente in streaming sul sito ufficiale.

Se siete cresciuti negli anni ’90, potete cliccare sul seguente link per tornare indietro nel passato e godervi l’era della nascita dei Pokémon: Pokémon il film: Mewtwo contro Mew.

Metal Gear Online, emergono i primi dettagli per Cloaked in Silence

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Nuove informazioni per il DLC dedicato a Metal Gear Online.

Konami con un comunicato stampa ufficiale distribuito pochi minuti fa ha finalmente deciso di rendere noti tutti i dettagli relativi al nuovo DLC in arrivo per la modalità online di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, Metal Gear Online. Previsto per Marzo di quest’anno, Cloaked in Silence introdurrà tre nuove mappe multi-giocatore e Quiet come personaggio giocabile. Il DLC sarà disponibile al costo di €3,99, insieme al nuovo DLC verranno poi introdotti gli Appeal Action pack che permetteranno al personaggio di attivare speciali pose.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa a seguire:

KONAMI fornisce i dettagli del DLC ‘Cloaked in Silence’ per METAL GEAR ONLINE

EL SEGUNDO, CALIF. – 9 Febbraio 2016Konami Digital Entertainment, Inc. ha annunciato un DLC con una nuova per METAL GEAR ONLINE, l’esclusiva modalità multiplayer competitiva a squadre di METAL GEAR SOLID V: The Phantom Pain. Il nuovo contenuto, intitolato ‘‘Cloaked in Silence’, è previsto in uscita a Marzo 2016 e contiene nuove mappe, un nuovo personaggio e molti altri contenuti aggiuntivi per l’esperienza multi-player.

‘Cloaked in Silence’ rappresenta l’impegno costante di Konami a migliorare METAL GEAR ONLINE. Il contenuto scaricabile aggiunge tre nuove mappe al gioco multi-player:

Coral Complex: un’ambientazione dedicata alla Motherbase che permette ai giocatori di accedere ad alte torri, di usare contenitori di stoccaggio e altre aree interne come copertura per ottenere un vantaggio tattico. Coral Complex è un insieme di ambientazioni aperte e offre una miriade di nascondigli.
Rust Palace: Situato in Afghanistan, il Rust Palace è un grande edificio a più piani. La natura scheletrica della fatiscente rovina comporta una scarsa copertura, le aree interne sono piene di ambienti polverosi e posizioni per sparare.
Azure Mountain: una pianura in campo aperto sotto il cielo cocente dell’Africa. Un piccolo gruppo di edifici offre una modesta copertura fatta di muri decrepiti e la scarsa vegetazione che circonda la massiccia formazione rocciosa conosciuta localmente come la Culla degli Spiriti.

Il DLC ‘Cloaked in Silence’ di METAL GEAR SOLID ONLINE vede anche il debutto di Quiet come personaggio giocabile. Personaggio già conosciuto in METAL GEAR SOLID V: THE PHANTOM PAIN, Quiet è un cecchino leggendario che può colpire bersagli distanti con una estrema precisione, la sua incredibile velocità di movimento le permette di attivare abilità di salto uniche per superare ostacoli che normalmente richiederebbero l’uso di una scala. Lei può anche nascondersi temporaneamente mentre accelera la sua velocità di movimento.

Il DLC include inoltre le caratteristiche APPEAL ACTION, che attivano una posa esclusiva per il personaggio conosciuta come APPEAL ACTION.
I giocatori possono pre impostare fino a cinque slot differenti per personaggio, con ulteriori pacchetti APPEAL ACTION disponibili all’acquisto nei negozi.

Rilasciato in contemporanea al DLC, ci sarà un aggiornamento gratuito di METAL GEAR ONLINE che includerà SABOTAGE, una nuova missione competitiva. Gli attaccanti dovranno distruggere o usare il fulton sui Missili nemici prima del termine del round. Per accedere ai Missili, gli attaccanti dovranno prima introdursi nei terminali per disattivare la Barriera Elettromagnetica (EM) che li protegge. Una volta che i terminali saranno stati manomessi e la Barriera EM sarà disattivata, i difensori potranno scegliere di riattivare la Barriera EM o di proteggere i missili.METAL GEAR ONLINE

Prezzi dei DLC

Expansion Pack: ‘Cloaked in Silence’ (3 Maps + Quiet) € 3,99
Basic Appeal Pack € 1,99
Battle Appeal Pack € 1,99
Dance Appeal Pack € 1,99
Hero Appeal Pack € 1,99

Dragon Quest Heroes II, prime immagini ufficiali

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Un primo assaggio del sequel.

Square Enix ha pubblicato i primi screenshots ufficiali di Dragon Quest Heroes II: Twin Kings and the Prophecy’s End, sequel diretto del primo capitolo che arriverà su PS4, PS3 e PS Vita il prossimo 27 Maggio in Giappone. Attualmente non sono ancora disponibili dettagli riguardanti il lancio in Occidente, ma nel frattempo gustatevi le immagini della gallery sottostante che mostrano alcuni personaggi, ambientazioni e la mappa di gioco.

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Kingdom Hearts III non sarà l'ultimo capitolo della saga

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La saga di Kingdom Hearts proseguirà anche dopo il terzo capitolo.

Tetsuya Nomura, la grande mente dietro alla saga di Kingdom Hearts, ha da poco rivelato qualche nuovo particolare sul futuro di quest’ultima.

Secondo un’intervista rilasciata a NowGamer, Nomura ha rivelato che la saga non si concluderà con Kingdom Hearts III ma che continueranno a uscire nuovi capitoli finchè continueranno a nascere nuove idee nella sua mente perchè, proprio come ha detto lui stesso, Kingdom Hearts non può esistere solo grazie a Disney e che dipende tutto da lui.

Anche se, a essere sinceri, non serviva una sua dichiarazione per capirlo, visto il grande successo della saga. Che Kingdom Hearts diventi una saga quasi infinita come quella di Final Fantasy? Per ora non lo sappiamo ancora ma speriamo solo che la qualità non cali nel corso degli anni e che si fermino prima di cadere in basso uscendo di scena al momento giusto, proprio come hanno fatto i ragazzi di Irrational Games con Bioshock, giusto per fare un esempio.

Prima ora di Gameplay per The Legend of Zelda: Twilight Princess HD

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The Legend of Zelda: Twilight Princess HD si mostra nella prima ora di Gameplay.

Il canale youtube VideoGamerTV ha da poco rilasciato un gameplay di un’ora di The Legend of Zelda: Twilight Princess HD, titolo in arrivo su WiiU entro quest’anno.

Vi lasciamo con il video, che potete trovare in calce alla notizia auguandovi una buona visione.

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Recensione Rise of the Tomb Raider

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Bentornata, Lara!

Versione testata PC.

Seguito ufficiale dell’originale reboot della saga, Rise of the Tomb Raider è finalmente arrivato anche su PC ed è disponibile oramai su Steam dal 28 dello scorso mese. Precedentemente lanciato in esclusiva temporale su Xbox One e Xbox 360, il nuovo titolo avventuristico di casa Crystal Dynamics è pronto a sbalordirci ancora una volta e a regalarci emozioni uniche ed indescrivibili; un vero peccato per i giocatori di casa Sony che, stando alle dicerie, dovranno ancora aspettare parecchio prima che Square Enix decida di far approdare il titolo anche su PlayStation 4.

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Un mare di guai!

Rise of the Tomb Raider non poteva che iniziare in modo migliore; piuttosto che prepararci all’avventura con qualche tedioso tutorial, Crystal Dynamics ha ben pensato di gettarci sin da subito nella mischia, e quale modo migliore per iniziare se non con una scalata? Ci troveremo di fronte ad un invalicabile montagna spazzata da una tempesta di neve e dovremo cimentarci nell’impresa facendo particolare attenzione all’elevato quantitativo di eventi simil-QTE che metteranno a dura prova non solo i nostri riflessi, ma anche la nostra capacità di leggere le situazioni che ci troviamo di fronte, in modo da poter prevedere le eventuali situazioni disastrose che vedranno Lara nei guai più che mai!

Passa poco tempo dall’introduzione al completamento dei primi eventi, quando veniamo subito riportati indietro di qualche settimana a rivedere l’evento scatenante dell’intera vicessitudine: Lara, infatti, non è in pace con se stessa e vuole continuare ad indagare sugli avvenimenti che hanno provocato la morte di suo padre, e per fare ciò si avventurerà prima in Siria, facendo un buco nell’acqua ed affrontando faccia a faccia l’Ordine della Trinità, antagonista di questa avventura, ed infine in Siberia, alla ricerca di un antico manufatto in grado di sconvolgere le sorti e l’equilibrio del mondo intero.

Non voglio rivelarvi oltre, lasciandovi assaporare ogni singolo tratto narrativo della trama che già da subito si rivela essere profonda ed intricata ma che , ahimè, scema nel corso dell’intera avventura. Se dall’inizio, infatti, ci vedremo catturati dagli avvenimenti che sconvolgono la vita di Lara subito dopo gli avvenimenti narrati nel Triangolo del Drago, già da metà avventura vedremo che la fase narrativa comincerà sempre più ad essere meno convincente, fino a passare inesorabilmente in secondo piano.

Da segnalare la scelta dello sviluppatore nel voler inserire alcuni retro-scena importanti ai fini della trama all’interno di documenti, diari e registrazioni che fungono da collezionabili all’interno dell’avventura. Per gli amanti del collezionismo non si tratta di un grande affare, per chi ama invece il lato narrativo dei videogiochi e vuole assaporarne ogni sua sfaccettatura, tuttavia, il processo potrebbe risultare alla lunga tedioso ed estenuante.

Un tremendo mix d’azione!

Crystal Dynamics ha fatto centro ancora una volta con le meccaniche di gioco di Rise of the Tomb Raider; il sistema di gioco già visto nell’originale titolo e reboot della saga, infatti, viene riciclato ed ampliato in ciò che per noi meglio definisce il genere avventuresco e quello d’azione, in un mix di meccaniche che ben si amalgamano dando vita, per certi versi, a qualcosa di simile ad un Gioco di Ruolo.

Le fasi esplorative, infatti, ci permetteranno tramite la raccolta e la caccia di accumulare risorse, necessarie alla creazione di nuovi equipaggiamenti od al potenziamento di quelli da noi già posseduti; non tutte le risorse, però, saranno disponibili dalle prime fasi di gioco e gli equipaggiamenti ed i potenziamenti più efficaci saranno disponibili nel corso dell’avventura, quando sarà possibile ottenere le risorse necessarie alla loro creazione.

Durante le fasi esplorative sarà inoltre possibile avventurarsi in lungo ed in largo nelle aree proposte alla ricerca di sfide, monete – scambiabili con risorse ed equipaggiamenti – ed infine manufatti e documenti utili per incrementare le nostre conoscenze linguistiche – indispensabili per la decifratura dei monoliti – ed il livello della nostra eroina, che ci permetterà di apprendere nuove, utilissime, abilità.

Quest’ultime, infatti, giocheranno un notevole ruolo all’interno dell’avventura: la possibilità di recuperare le frecce utilizzate per abbattere un nemico oppure di stordire un avversario in seguito ad un contrattaco sono infatti tutte abilità che richiederanno punti che potranno essere accumulati solamente effettuando le azioni previste per l’acquisizione di punti esperienza.

Non mancano sparatorie ed avvincenti avversari a condire l’intera produzione, che manca però di quella profondità e caratterizzazione degli stessi a cui c’eravamo abituati per merito del primo capitolo. Poco male, comunque, considerato che il gameplay è di prim’ordine e che anche il sistema di tiro e quello di combattimento corpo a corpo proposti dal titolo si rivelano efficenti ed efficaci nel garantire leggerezza e divertimento a tutte le tipologie di videogiocatori.

L’utilizzo delle coperture e l’attesa del momento giusto per agire sono gli unici momenti in cui la freneticità viene posta a freno, e gli unici frangenti in cui è possibile pianificare la propria strategia di attacco per massimizzare i danni agli avversari e minimizzare quelli ricevuti; in questi stessi frangenti, inoltre, potremo utilizzare barattoli e bottiglie per creare dei letali esplosivi da scagliare contro i nostri nemici.

Da buon secondo capitolo, non mancano inoltre tombe da esplorare e segreti da scoprire, che rappresentano la vetta della produzione targata Crystal Dynamics, ove il level design raggiunge l’apice e dove gli enigmi si fanno sempre più difficili da risolvere, tra mura segrete da distruggere e meccanismi da attivare per poter proseguire all’interno delle stanze fino al raggiungimento del tanto agognato tesoro.

Requisiti di sistema

Requisiti minimi:

Processore: Intel Core i3-2100

Memoria: 6GB RAM

Scheda video: NVidia GTX 650 2GB o AMD Radeon HD 7770 2GB

Hard disk: 25 GB

Sistema operativo:  Windows 7 64-bit

Requisiti consigliati:

Processore: Intel Cor
e i7-3770K

Scheda video: NVidia GTX 980Ti o NVidia GTX 970

Memoria: 8GB RAM

Hard disk: 25 GB

Sistema operativo: Windows 10 64-bit

Configurazioni di prova:

1) Processore: Intel Core i5-6600

Memoria: 16 GB RAM

Scheda Video: NVidia GTX 560Ti

Sistema: Windows 10 64-bit

2) Processore: Intel Core i7-5820K

Memoria: 32 GB RAM

Scheda Video: NVidia GTX 980

Sistema: Windows 10 64-bit

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Abbiamo avuto modo di provare Rise of the Tomb Raider su due configurazioni, la prima descritta poco più sopra, entry level, la seconda invece decisamente high end. Le impostazioni grafiche, che potete voi stessi vedere negli screenshot a sinistra e a destra di questo paragrafo, ci hanno permesso di raggiungere picchi massimi di 35 FPS e picchi minimi di 16 FPS giocando ad una risoluzione di 1440×900 con la configurazione entry level. Nonostante i compromessi, relativi soprattutto alle già citate impostazioni ed alla2016 02 07 00001 risoluzione (avremo preferito poterlo giocare in Full HD), il gioco si mostra graficamente sbalorditivo. Le ambientazioni ed i personaggi raggiungono uno stato di quasi foto-realismo e l’eccellente regia contribuisce a questo aspetto regalandoci primi piani dettagliatissimi e ambientazioni piene di vita. Se la versione entry level ci ha stupiti, potete immaginare la nostra faccia con le impostazioni maxate sulla configurazione high end, come potete voi stesso vedere negli screenshot a fine paragrafo (intenzionalmente di risoluzione più elevata). Rise of the Tomb Raider, in questo caso, è stato giocato in un primo momento con una risoluzione di 1920×1080 ed un Filtro Antialiasing SSAA 4x, garantendoci un minimo prestazionale in grado di mantenersi tra i 20 e i 30 FPS, nel secondo caso, invece, con la riduzione del Filtro Antialiasing da SSAA 4x a SMAA, ci è stato finalmente possibile raggiungere i fatidici 60 FPS fissi nella maggior parte delle situazioni, con cali minimi che raggiungevano i 35 FPS nella fasi più concitate dell’azione.

Abbiamo inoltre avuto modo, con la medesima configurazione, di provare il gioco con risoluzione 2K; in questo caso anche con una configurazione high end come quella utilizzata è necessario intervenire pesantemente sulle impostazioni per poter avere un risultanto stabile intorno ai 50-60 fps. In particolare l’antialiasing è stato impostato su FXAA, il Filtro Anisotropico su 4x, tutte le altre opzioni (ombre, profondità di campo, fogliame dinamico) sono state impostate su On, ovvero lo step iniziale. Si è scelto invece di tenere su Molto alte (corrispondente a Ultra) la qualità delle texture e il livello di dettaglio).ROTRsettings2k 2

Per quanto concerne l’aspetto sonoro, l’immersione all’interno delle varie tipologie di scenari che ci troveremo ad esplorare è garantita, così come la ripetitività dei mugiti di Lara nel corso dell’esplorazione, a tratti divertenti e a tratti molto più che invadenti.

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Commento finale

Rise of the Tomb Raider, lo sapevamo già, si rivela essere all’altezza del suo predecessore, peccando in alcuni campi e controbilanciandosi con miglioramenti in altri. La fase narrativa, ed esempio, sembra da subito essere il punto forte della produzione, per poi essere persa di vista nel corso dell’avventura; d’altro canto il gameplay, pur essendo rimasto immutato nelle sue radici, è capace di regalarci qualche piacevole sorpresa e qualche novità che riesce a dare ulteriore freschezza alla produzione, allegerendola dal peso di un comparto narrativo altalenante e garantendo agli utilizzatori finali ore ed ore di spensieratezza e divertimento, merito anche dell’attenta cura riposta al sistema di tiro ed ai combattimenti corpo a corpo che caratterizzano l’opera. Non dimentichiamoci, poi, la longevità del titolo che, nonostante la sua natura, riesce comunque a superare di gran lunga la media degli altri titoli appartenenti al genere, assestandosi sulla 20ina di ore di gioco, che aumentano a dismisura nel caso in cui ci si voglia cimentare nel completamento al 100% del titolo.

Pro Contro 
– Avventura ed azioni uniti in un mix più esaltante che mai
– Meccaniche di gioco riviste e perfezionate
– Comparto Tecnico da urlo!
– E’ Lara!
– Comparto narrativo altalenante
– I mugiti di Lara!
  Voto Globale: 90 
 
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Recensione The Bug Butcher

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Una volta c’erano i palloncini…

Versione testata PC.

Disponibile ormai da qualche settimana sulla piattaforma digitale di Valve, Steam, The Bug Butcher è la prima, ambiziosa, opera nata dalle menti di Awfully Nice Studios. Il titolo, nella sua semplicità, si mostra come un erede spirituale di Super Pang (Super Buster Bros.), ereditandone le caratteristiche fondamentali ed espandendone le possibilità offerte per merito di un sapiente utilizzo delle possibilità moderne. Scoprite con noi perchè The Bug Butcher è un titolo che nessun amante del genere arcade può lasciarsi sfuggire.

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Infestazione Aliena

In The Bug Butcher il nostro ruolo è abbastanza preciso ed è subito delineato dalle vicessitudini che ci vengono narrate dopo circa i primi 5 secondi di gioco: ci troviamo su di una stazione spaziale infestata dagli alieni ed è nostro compito distruggerli. Subito dopo aver appreso quanto accaduto, verremo introdotti alle semplici meccaniche di gioco da un breve ma esaustivo tutorial che ci permetterà di prendere sin da subito confidenza con il sistema di controllo bidirezionale e col sistema di fuoco. Tutto è pronto per dare il via alla nostra avventura, ma dobbiamo prima introdurre un altro personaggio fondamentale del titolo: l’unico sopravvissuto della stazione spaziale, che sarà nostro dovere difendere, pena la morte.

Varietà e divertimento

Se a primo acchito l’offerta di The Bug Butcher potrebbe non essere allettante, basta pochissimo tempo per ricredersi; ciò che credevamo infatti essere l’unico tutorial presente all’interno del gioco, si svela essere soltanto un allenamento di base: all’interno del gioco sono presenti diverse tipologie di mostri ed altrettante diverse tipologie di attacchi di cui potremo usufruire per poterli sconfiggere.

Tanto per iniziare ognuno degli alieni ha l’aspetto di un insetto, segue uno specifico pattern di movimento e rimbalza al contatto con una qualsiasi delle superfici presenti; alcune speciali varianti, inoltre, avranno la possibilità di generare prole oppure di attaccarci facendo uso di speciali “proiettili”, anch’essi con un pattern preciso e predeterminato; altre ancora, invece, avranno come unico obiettivo il nostro particolare alleato e sarà nostro dovere disfarcene il prima possibile per garantirci le migliori possibilità di sopravvivenza.

Per quanto riguarda le diverse possibilità di attacco offerte, avremo accesso ad un vasto arsenale di armi che spazia dalla possibilità di ottenere un Gatling Gun dalla bassa precisione a missili dall’alto potenziale esplosivo in grado di dissolvere più nemici contemporaneamente oppure ancora a raggi laser dalla grande potenza, ma dalla breve durata. Saranno inoltre presenti attacchi speciali in grado di garantirci bonus speciali come, ad esempio, il congelamento dei nostri nemici.

Come in qualsiasi titolo arcade che si rispetti, sarà presente un counter per il punteggio ed ognuno degli alieni da noi ucciso permetterà a quel counter di aumentare di un ammontare predefinito, variabile esclusivamente per merito del moltiplicatore che aumenterà con l’aumentare del numero di nemici uccisi in un breve periodo di tempo e senza essere colpiti. Alla fine di ognuno degli stage proposti, poi, potremo vedercela con la classifica e con gli obiettivi posti dagli sviluppatori che prevedono il raggiungimento di determinati punteggi.

La nostra esperienza con The Bug Butcher non può che essere positiva e si rivela piuttosto bilanciata anche per quanto concerne il livello di difficoltà che non si dimostra mai essere eccessivo, ma che cresce con l’aumentare della nostra abilità; neanche le boss-fight, nel più dei casi, si sono dimostrate eccessivamente ostiche o proibitive e, nel peggiore dei casi, hanno richiesto al massimo un paio di tentativi per poter essere superate.

Infine, per chi soffre di solitudine, è bene sapere che The Bug Butcher permette di affrontare l’intera avventura in modalità cooperativa in compagnia di un altro giocatore, sullo stesso PC e sullo stesso schermo.

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Prodigio? Non proprio…

Dal punto di vista grafico, The Bug Butcher si dimostra per quello che è: una produzione a basso budget; ciò nonostante, però, è davvero notevole il lavoro svolto dagli sviluppatori che sono stati in grado di riprodurre degli ambienti che sembrano rispecchiare la realtà, a patto di voler utilizzare un pizzico di fantasia per poter trasformare le ambientazioni bidimensionali in spazi tridimensionali. Particolare cura nel design dei nemici, sempre diversi ed unici nella loro caratterizzazione.

Nulla di anomalo per quanto concerne il comparto audio, sia nel bene che nel male, The Bug Butcher non spicca particolarmente in questo particolare settore tecnico.

Commento finale

The Bug Butcher è un titolo da non perdere per gli amanti degli Arcade e dei punteggi; l’elevato quantitativo di contenuti presenti all’interno del titolo e la grande varietà di armi e nemici che ci verranno proposti sarà un valido incentivo a continuare l’avventura all’interno della stazione spaziale, che si rivelerà poi essere una sfida sempre crescente. Adatto sia ai solitari che agli amanti della compagnia, The Bug Butcher permette inoltre il gioco in cooperativa locale per due giocatori. Immersivo quanto basta nel suo comparto tecnico, a patto di voler scendere a compromessi con la propria fantasia.

Pro Contro 
– Divertente, vario ed immediato
– Longevo quanto basta
– Una sfida continua, merito della sua natura arcade
– Possibilità di gioco in cooperativa locale
– Potrebbe non essere apprezzato da chi ama una trama di fondo
– Il livello di sfida in continua crescita potrebbe far storcere il naso ai neofiti del genere
  Voto Globale: 85 
 
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AVM, FRITZ!Box 5490 alla FTTH Conference

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Fibra ottica al massimo delle sue potenzialità.

Con un comunicato stampa ricevuto pochi minuti fa, AVM rende nota la propria partecipazione alla FTTH Conference con FRITZ!Box 5490, il top di gamma della compagnia per quanto concerne la tecnologia in fibra ottica, pensato per la connettività del futuro, con la possibilità di agganciarsi direttamente alle prese per Fibra Ottica sfruttando a pieno la tecnologia del futuro Fiber to the Home (FTTH).

Maggiori informazioni nel comunicato stampa a seguire:

FRITZ!Box 5490: AVM partecipa alla FTTH Conference con il top di gamma per la tecnologia in fibra ottica

· Il primo FRITZ!Box per la connettività in fibra ottica super veloce
· Dispositivo ideale per Internet, telefonia, TV, multimedia
· LAN Gigabit e Dual Wireless AC + N per le reti domestiche veloci
· Dotato di USB 3.0, sistema per la telefonia e stazione base DECT
· Nuovo sistema operativo FRITZ!OS 6.50 già incluso

Milano | La fibra ottica è la tecnologia del futuro per navigare alla “velocità della luce”!
La copertura in fibra in Italia è in continua espansione per assicurare la crescita del Paese e per fornire ai consumatori i servizi che soprattutto negli ultimi mesi hanno visto nascere un’offerta cui non è possibile accedere se non si dispone di linee ultra veloci. L’allargamento al Web delle emittenti TV (come Sky e Mediaset), l’arrivo di servizi con contenuti innovativi (come Netflix, Infinity, TimVision, Apple TV), il lancio delle numerose piattaforme multimediali richiedono velocità di banda elevata.

FRITZ!Box 5490 di AVM è il nuovo dispositivo a banda larga che permette una connessione diretta alle prese in fibra ottica (GF-TAE o FTU), basandosi sulla tecnologia attiva point-to-point del futuro, progettata per le connessioni FTTH (Fiber to the Home). Utilizzando il nuovo FRITZ!Box 5490 di AVM si può disporre di una velocità in fibra ottica fino a 1 Gbit/s su rete domestica veloce LAN gigabit e Dual Wireless AC + N per reti ottimizzate. La navigazione in Internet, lo streaming di film, giochi online e molte altre applicazioni possono essere eseguite contemporaneamente.

Inoltre, AVM presenta il nuovo sistema operativo FRITZ! 6.50 e gli ultimi modelli dei ripetitori FRITZ!WLAN, gli adattatori powerline gigabit e le FRITZ!App. I provider hanno già incluso il nuovo FRITZ!Box 5490 nella loro offerta.

E’ il primo router che consente l’accesso diretto a una rete ottica attiva (AON) e integra tutte le caratteristiche che hanno garantito il successo dell’attuale top di gamma per linee DSL, il FRITZ!Box 7490: velocità gigabit, hardware allo stato dell’arte e la versatilità del FRITZ!OS. FRITZ!Box 5490 assicura maggior velocità e portata con un throughput di fino a 1.300 Mbit/s per la WLAN AC e di 450 Mbit/s per la WLAN N. Per una telefonia in qualità HD e la massima comodità, il nuovo 5490 integra un centralino telefonico con segreterie telefoniche, una stazione base DECT per fino a sei telefoni cordless e la possibilità di collegare telefoni analogici, ISDN e IP. Il potente server multimediale trasmette immagini, film e musica in tutta la rete domestica. Le funzioni smart home fruibili tramite il protocollo DECT completano il profilo funzionale del dispositivo. Il FRITZ!Box 5490 supporta il processo di configurazione automatica (provisioning) in linea con il protocollo di gestione WAN-CPE (DSL-Forum TR-069/TR-104), così che gli operatori possano facilmente realizzare servizi Internet, IP-TV e Voice over IP.

Grazie al basso consumo di energia di circa 7 watt in stand-by, il nuovo FRITZ!Box è a elevata efficienza energetica.

Per ulteriori informazioni sulla FTTH Conference: http://www.ftthconference.eu/

Famitsu, i giochi più attesi 08/02

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Dragon Quest XI torna al trono.

Anche questa settimana, come di consueto, il noto magazine giapponese Famitsu ha pubblicato i numeri relativi al suo sondaggio, indetto tra i lettori della rivista, utile a capire i titoli di maggiore risalto all’interno del mercato nipponico. Torna in cima al podio Dragon Quest XI nella sua versione per Nintendo 3DS, seguito subito dopo da Persona 5 (PlayStation 4) e Final Fantasy XV (PlayStation 4); al quarto e quinto posto, rispettivamente, Final Fantasy VII Remake (PlayStation 4) e Dragon Quest XI (PlayStation 4).

A seguire l’intera classifica:

1. [3DS] Dragon Quest XI – 763 voti
2. [PS4] Persona 5 – 651 voti
3. [PS4] Final Fantasy XV – 613 voti
4. [PS4] Final Fantasy VII Remake – 583 voti
5. [PS4] Dragon Quest XI – 540 voti
6. [3DS] Dragon Quest Monsters: Joker 3 – 406 voti
7. [PS4] Kingdom Hearts III – 339 voti
8. [PS4] Star Ocean 5: Integrity and Faithlessness – 326 voti
9. [3DS] Shin Megami Tensei IV Final – 325 voti
10. [PS4] Street Fighter V – 313 voti
11. [PSV] Kan Colle Kai – 311 voti
12. [PS4] Yakuza 6 – 267 voti
13. [PS3] Persona 5 – 260 voti
14. [3DS] Ace Attorney 6 – 236 voti
15. [PS4] Dead or Alive Xtreme 3 – 208 voti
16. [PS4] Dragon Quest Heroes II – 190 voti
17. [3DS] Mega Man Legacy Collection – 189 voti
18. [PSV] Project Setsuna – 180 voti
19. [PS4] Tales of Berseria – 178 voti
20. [WIU] The Legend of Zelda – 169 voti
21. [3DS] Yo-kai Watch 3 – 166 voti
22. [PS4] Project Setsuna – 164 voti
23. [WIU] Zelda: Twilight Princess HD – 163 voti
24. [3DS] Story of Seasons: Good Friends of Three Villages – 162 voti
25. [PS4] Nioh – 152 voti
26. [PSV] SaGa Scarlet Grace – 151 voti
27. [PS4] The Last Guardian – 147 voti
28. [PSV] Summon Night 6 – 146 voti
29. [3DS] Monster Hunter Stories – 133 voti
30. [PSV] Gundam Breaker 3 – 119 voti

Recensione Moco Moco Friends

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A caccia di peluches

Versione testata: 3DS.

Spesso gli sviluppatori si dimenticano che la maggior parte dei videogiocatori sono bambini e quindi creano giochi poco adatti a loro con tematiche abbastanza adulte. Racjin, lo studio che ha sviluppato Final Fantasy Explorers, ha deciso di creare un titolo parecchio facile e infantile per accontentare un po’ tutti senza discostarsi dal genere JRPG.

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Un modo… Zuccheroso.

Nonostante i molteplici dialoghi iniziali la trama non è esattamente il forte di Moco Moco Friends. Moco è una ragazza che si è appena diplomata ed è pronta ad avviare la sua carriera nella collezione di Plushkin, i mostriciattoli veri protagonisti del gioco, con l’obbiettivo di diventarne una maestra.

Una trama non proprio complessa, chiaramente scritta per un pubblico giovanissimo, peccato solo che, nonostante sia un gioco per bambini, qui da noi non sia stato tradotto in italiano ma sia rimasto completamente in inglese e questo potrebbe tenere lontani gli acquirenti principali del gioco, almenoché non siano dei bambini prodigio, in quel caso la questione cambia.

Se siete amanti dei giochi di ruolo giapponesi perché sapete che, quasi tutti, hanno una trama da togliere il fiato sappiate solo che Moco Moco Friends non fa per voi.

A caccia di Plushkin.

La prima cosa che penserete non appena avrete avviato il gioco è “ma questo è l’ennesima copia dei Pokémon”. Ebbene si, è proprio così, e sappiamo tutti che non è nè il primo e, certamente, nemmeno l’ultimo che uscirà, ma si differenzia dal titolo GameFreak per alcuni semplici particolari.

Prima di tutto non dovremo viaggiare per un’intera regione alla ricerca di mostriciattoli da allevare, la nostra “base” sarà infatti una piazza circolare nella quale troveremo negozi vari e la porta d’accesso ai dungeon.
Ebbene si, Moco Moco Friends è un Dungeon Crawler, per quasi tutta l’avventura ci ritroveremo in misteriosi Dungeon alla ricerca di oggetti che ci chiederanno di cercare, nulla di più.

I dungeon saranno davvero corti e lineari, ma saranno disseminati di nemici e li entrano in gioco i Plushkin. Come il resto del gioco anche i combattimenti sono parecchio semplici. Appena inizia il combattimento dovremo lanciare in campo tre creature e per ognuna dovremo decidere se farla attaccare normalmente, se farla difendere o se usare un’attacco elementale (Moco Moco Friends ha un totale di cinque elementi. Erba, Fuoco, Acqua, Luce e Oscurità), nulla di più semplice e intuitivo.

Non sono solo le tematiche ad essere infantili, ma un po’ anche il gameplay visto che il gioco sarà di una semplicità assurda, tranne per qualche boss ogni tanto, quindi vi consigliamo di prenderlo se volete qualcosa di semplice ma di stargli alla larga se cercate qualcosa di più impegnativo.

Colori, solo colori.

Nonostante tutto bisogna dire che il comparto tecnico non è per niente male, i diesgni sono fantastici, sempre dedicati a un pubblico giovanile ma comunque niente male. Niente bug o lag, o almeno noi non ne abbiamo riscontrati, ma con mabietazioni così piccole non potevamo aspettarci altro.

Peccato solo per la colonna sonora che non è riuscita a colpirci quasi per niente e dopo l’ennesima volta che ripetevano la stessa traccia abbiamo deciso di abbassare il volume e di non alzarlo più.

Un’altro difetto è di certo la mancanza di una componente online che avrebbe potuto aumentare di parecchio le ore di gioco, magari con combattimenti e scambi online.

Commento finale

Moco Moco Friends non è un gioco adattao a tutti. Come ho già ripetuto fino allo sfinimento in quasi tutto l’articolo è un gioco adatto a un pubblico giovanissimo, se non fosse per la mancata localizzazione italiana, che può divertire chi, a differenza di chi come noi ha anni e anni di esperienza videoludica sulle spalle, non ha molta affinità con il mondo videoludico e ha bisogno di qualcosa di semplice e leggero.

Pro Contro 
– Perfetto per un pubblico giovane
– Oltre 120 tipi di Plushkin
– Troppo facile
– Dungeon lineari e poco complessi
– La trama è solo di contorno
  Voto Globale: 65 
 
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La versione PC di The Division sarà molto simile a quella console

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Ubisoft vuole che la versione PC di The Division sia vicina alla versione console.

Gli sviluppatori di Tom Clancy’s The Division hanno da poco rilasciato un’intervista al canale youtube Team Epiphany nel quale dichiarano che vorrebbero che la versione PC del titolo che stanno sviluppando sia molto simile a quella console. Ecco le loro parole esatte:

“Una delle cose buone dello sviluppo di The Division è che abbiamo sempre considerato il PC come una piattaforma a parte. Dobbiamo rimanere al passo con le console, infatti non sarebbe giusto spingere una versione molto piu’ potente delle altre. Inogni caso èstato un bene aver scelto di creare una versione dedicata esclusivamente al Personal Computer”.

Per finire vi lasciamo con il video dell’intervista, che potete trovare in calce all’articolo, e vi ricordiamo che Tom Clancy’s The Division debutterà su PlayStation 4, Xbox One e PC l’8 marzo 2016.

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Recensione Sébastien Loeb Rally EVO

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Da grandi campioni, derivano grandi responsabilità

Privati della licenza WRC Rally passata alla Kylotonn Games, i ragazzi della nostrana software house Milestone non si sono di certo persi d’animo e hanno subito messo in cantiere un titolo, con licenze ufficiali, che riuscisse ad elevarsi alla pari con la loro precedente creazione. Il binomio videogiochi-leggende sportive è spesso sinonimo di grandi titoli, e ovviamente Sébastien Loeb Rally Evo non è da meno a questi altri, grazie anche alla stretta collaborazione e ai consigli tecnici dello stesso campione mondiale da cui prende il titolo. Liberi dalla precedente licenza, i ragazzi di Milano hanno scelto un modello di simulazione e fisica molto più rigoroso, aggiungendo inoltre un buon numero di modalità alternative, come Rally Cross, Hillclimb e la Sébastien Loeb Experience che certamente garantiscono una maggiore varietà al gameplay.

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Una radiografia completa al campionato mondiale di rally

Iniziamo questa recensione partendo dal parco auto e tracciati: in SL Rally Evo sono presenti 60 modelli auto di quasi 20 produttori diversi, tutti personalizzabili dal giocatore grazie a diversi tipi di livree, colori, materiali speciali e numeri. E’ possibile sbloccare ogni vettura con la moneta del gioco, che si ottiene dopo ogni gara in base al piazzamento finale. Molto apprezzabili e differenziati a seconda del modello i ‘ruggiti’ di ogni singolo motore, che sentiremo più nitido se si adotta una visuale esterna, mentre sarà più cupo se si preferisce una visuale ad abitacolo, come fossimo dentro al bolide stesso.

Il sistema dei danni è sviluppato in modo discreto e abbastanza punitivo, infatti può influire in modo accentuato sull’andamento della gara in corso, sebbene si limiti esteticamente alla carrozzeria e tecnicamente a sterzo, sospensioni e assi.

Per quanto riguarda i tracciati, sono presenti circa 300 km di piste divisi tra 8 differenti Rally, 5 tracciati Rally Cross e la pista Pikes Peak. Ogni singolo tracciato è capace di fornire un’esperienza di grip con le ruote completamente diversa: ghiaia, fango, polvere, neve e ghiaccio metteranno a dura prova tutti i piloti, che dovranno studiare per bene e adattarsi ad ogni singolo cambiamento, sia esso relativo al terreno oppure meterologico. Tuttavia su alcuni terreni la fisica di gioco non aiuta di certo, rendendo l’auto ingestibile, come fosse senza peso e in balia delle collisioni.

Modalità, gameplay e comparto tecnico

Come detto in precedenza, le modalità principali di gioco sono sono 4: Carriera, Rally Cross, Hillclimb e Sébastien Loeb Experience. La classica modalità carrierà ci permetterà di scalare le vette del mondiale e della classifica rally dalla base, iniziando dai dilettanti, ovviamente con vetture di bassa potenza, fino ad arrivare al campionato principale.

La Sébastien Loeb Experience è una raccolta di tappe speciali che ripercorrono i momenti importanti della carriera sportiva del grande campione, affiancata da un documentario esclusivo sulla sua vita.

Le restanti modalità, che consideriamo di contorno, consistono in cronoscalate e sfide a tempo o ad obbiettivi non proprio degne di nota e che sostanzialmente servono a differenziare un tipo di gameplay che per i neofiti del genere magari risulterebbe noioso a lungo andare.

Il titolo di Milestone è chiaramente sviluppato per essere giocato con volante e pedaliera per essere apprezzato a pieno, ma nonostate ciò si fa giocare egregiamente anche da controller e tastiera malgrado qualche piccolo problemino legato al controsterzo in curve ad alta velocità, che ovviamente è difficile da regolare perfettamente da uno stick o da due pulsanti di tastiera. La responsività dei comandi base di accelerazione e frenata è molto buona e reattiva dando un buon feeling con il gioco, inolte la frenata e rapporti sono completamente personalizzabili dal menù opzioni partendo da un tipo di guida più assistito, con marce e frenata automatiche per i neofiti, fino ad arrivare ad un setting completamente manuale per i puristi del genere.

Prima di ogni gara tramite un comodo menù di setting possiamo regolare ogni singolo particolare tecnico della nostra auto come durezza sospensioni, pneumatici, coppia, uscita e allungo; uno sbaglio nel setting può compromettere il risultato della gara, quindi è sempre consigliato di studiare bene il tipo di percorso e settare a dovere il proprio veicolo in modo da riuscire a trarne il massimo su ogni tracciato. Si riscontrano diversi problemi per quanto riguarda la fisica: calcolata alquanto male e che non permette alle auto di comportarsi in maniera natulare subito dopo un contatto, persino a velocità non sostenute, dovendo spesso ricorrere al rewind per potere correggere le sfortunate traiettorie. In merito all’intelligenza artificiale, troviamo veri e propri priati della strada ai livelli di difficoltà elevati e nonni arzilli al volante, troppo mosci, a livello medio. Vi è, inoltre, un importante scalino tra il livello di difficoltà medio e il livello di difficoltà subito superiore, che impedisce al giocatore di aumentare il livello di sfida quel tanto che basta da rendere l’esperienza più complessa, ma non frustrante.

Il comparto tecnico è uno dei punti deboli: nella versione PC da noi testata abbiamo notato si un framerate costante a 60fps, ma il titolo gira su un engine grafico palesemente obsoleto. I modelli dell’ambiente e del pubblico, le luci e gli effetti particellari non convincono per nulla pur offrendo un realismo dei tracciati molto fedele agli originali.

SLRally image

Commento finale

Sébastien Loeb Rally Evo offre, per quanto riguarda la simulazione automobilistica, un’esperienza di guida tutto sommato interessante e ricca di vari contenuti. La fedeltà dei tracciati, ricreati tramite mappe satellitali accurate, e la tutto sommato buona giocabilità del titolo  sono però oscurate da un motore grafico ormai vecchio e da una fisica di gioco che non rispecchia i canoni moderni di un gioco simulativo di questo genere, risultando spesso frustrante.
Il team Milanese, con questo titolo, ha gettato le basi per (ri)iniziare a gareggiare con i più grandi brand di questo genere, riuscendo nonostante tutti i problemi a creare un prodotto divertente e con molti più contenuti degli altri titoli sulla pizza. Per il momento ci accontentiamo del grande lavoro svolto dai ragazzi di Milestone, ma sicuramente aspettiamo grandi passi in avanti per i futuri giochi della serie.

Pro Contro 
– Buon numero d
i tracciati
– Molto interessante la Sébastien Loeb Experience
– Roster auto molto ampio
– Motore grafico obsoleto
– Fisica di gioco poco convincente
– Modelli ambientali poco dettagliati
  Voto Globale: 65 
 
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Recensione Lego Marvel Avengers

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L’Universo Marvel “a pezzi”

Versione testata PlayStation 4.

In attesa di deliziarci con la prossima, ennesima, straordinaria licenza, quella di Star Wars The Force Awakens, TTGames propone una summa dell’epopea cinematografica degli Avengers, in salsa Lego. Ripercorrendo la trama della “Fase 2″, quella che si è conclusa con Age of Ultron, Lego Marvel Avengers riesce a rievocare con straordinaria dovizia di particolari e in maniera assolutamente fedele, gli eventi narrati nel film del 2015 e in quello del 2012, offrendo ai giocatori una delle esperienze Lego più divertenti degli ultimi anni. Nell’economia generale dell’opera però, ancora troppo esigui appaiono i tentativi di rimodernare un gameplay che, salvo poche eccezioni, è fermo da quasi 5 anni. Ma procediamo per ordine.

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Il fan service che ci piace

Il titolo si apre con una scena al cardiopalma che rievoca l’attacco alla fortezza del barone Von Strucker, ultima testa pensante dell’organizzazione terroristica Hydra e luogo dove viene custodito il Tesseract, lo scrigno che contiene la Gemma dello Spazio.

Sin dalle prime scene è chiaro l’intento citazionistico dell’opera dello sviluppatore britannico, che ricalca fedelmente la scena di apertura dell’ultimo film corale degli Avengers per poi operare nel corso dell’avventura una serie di rimandi anche al primo film. I due film fungono insomma da struttura portante dell’intero gioco e su di essi si inseriscono poi elementi provenienti dalle monografie cinematografiche dedicate ai Vendicatori, come ad esempio le sequenze mozzafiato sul tetto di un treno, tratte di peso da Capitan America: il primo Avengers o quelle più recenti di Iron Man 3. A miscelare l’esplosivo melting pot di eventi ed episodi, ci pensa la classica ironia dei giochi Lego che, nonostante alcune evidenti banalità, riesce ad offrire qualche sorriso anche ai fan di vecchia data (ad ogni sketch con le galline non vi nascondiamo che rischiavamo di ribaltarci sulla sedia). Dai Chitauri a Ultron, passando per la miriade di missioni secondarie utili a sbloccare nuovi personaggi della storia, Lego Marvel Avengers è un concentrato di azione e situazioni paradossali che ha ben pochi rivali nel panorama dei platform 3D. Da un franchise così importante e costoso d’altronde non era lecito aspettarsi nulla di meno.

Naturalmente i personaggi principali come Iron Man, Hulk, Capitan America e Thor sono quelli che hanno goduto della maggiore attenzione, con un set di armi specifico e enigmi ambientali strutturati in modo da poter esaltare le caratteristiche di ciascuno. Capitan America ad esempio con la carambola del suo scudo può far fuori più nemici contemporaneamente o spegnere incendi che appaiono insuperabili, mentre Tony Stark,  in volo con la sua suite Iron Man classica si diverte a far fuori nemici volanti in sezioni del gioco che assomigliano ad uno shoot-em-up vecchia scuola, con tanto di scudo energetico e power up.   LEGOMarvelsAvengers NYC 11 2 1453831124

Al fianco della storia principale della durata di 7/10 ore, sette grandi aeree open world, ciascuna ispirata ad un particolare film della saga degli Avenger, offrono decine di ore di intrattenimento ulteriore con quest secondarie, corse e collezionabili di cui il gioco è, letteralmente, zeppo. Per farvi un esempio soltanto Tony Stark può sbloccare almeno una decina di suite di Iron Man diverse, ciascuna con le proprie caratteristiche. Se ci aggiungete un roster composto da oltre 100 personaggi, tutti ovviamente tratti dal mondo Marvel potreste pensare ad un’opera titanica, definitiva, insomma un paradiso per gli amanti dei cinefumetti.

Squadra che vince non si cambia

A ben vedere però abilità e caratteristiche si ripetono di continuo, anche per i personaggi più noti, facendo venir meno molto presto la voglia di sbloccare tutti i personaggi, alcuni, tra l’altro, praticamente sconosciuti.
Lego Marvel Avengers insomma quando si comincia a parlare di varietà del gameplay, inizia a mostrare i suoi punti deboli. Il gameplay da quel primo Lego Star Wars comparso ben 10 anni fa è rimasto, infatti, sostanzialmente invariato. Due personaggi a schermo, ciascuno con le proprie abilità utili per risolvere determinati enigmi ambientali ed un solo pulsante per attaccare, appaiono una formula troppo datata per i giocatori moderni, adatta forse a chi si avvicina per la prima volta al mondo LEGO ma non ai fan di vecchia data come chi vi scrive.
I puzzle ambientali, sempre uguali e che si autorisolvono nel momento in cui comincerete a distruggere parti dello scenario, oltre alle poche aggiunte al combat system – come un pulsante per l’abilità secondaria – non sono, lo avevamo già detto nella recensione di Lego Jurassic World, elementi sufficienti a rinverdire un gameplay che andrebbe innovato in maniera più coraggiosa.
Tuttavia alcune novità del gameplay, sebbene non del tutto originali (le avevamo già apprezzate in Marvel Super Heroes), ci fanno ben sperare per il futuro. Su tutte le combo tra i personaggi: Thor può ad esempio scatenare un’onda d’urto in grado di mettere fuori uso i nemici corazzati, battendo il proprio martello sullo scudo di Capitan America, che, deviando il raggio termico di Iron Man, può anche mettere fuori uso più nemici contemporaneamente. Il sistema di attivazione di queste combo (una sorta di pod posto in punti prestabiliti) è però ancora troppo macchinoso per poter essere utilizzato con più frequenza.

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Una gioia per gli occhi    

Dal punto di vista tecnico, pur non cambiando nulla quanto al motore grafico, già apprezzato in Lego Dimensions e Jurassic World,  Lego Marvel Avengers si dimostra una gioia per gli occhi. Non soltanto i personaggi sono stati modellati alla perfezione, ma anche le ambientazioni dei film degli Avengers sono state ricostruite con una dovizia di particolari impressionante, in grado di restituire a pieno le atmosfere originali della celluloide: su tutte svetta per fedeltà ricostruttiva e densità di elementi a schermo,  la New York dello scontro con i Chitauri e la patria di Thor, Asgaard. Anche la regia di alcune sezioni è davvero  ottima, riuscendo a riarrangiare alla maniera Lego alcune delle più famose scene del film. Buone le musiche originali del film, gli effetti sonori ed il doppiaggio italiano, anche se, purtropppo, non sono stati mantenuti i doppiatori originali delle pellicole, salvo qualche eccezione tra le quali ci è parso di riconoscere quella di Capitan America.

Commento finale

Lego Marvel Avengers è la summa più completa dell’universo cinematografico Marvel.  Un’opera incredibile dal punto di vista ricostruttivo e un fan service, nel senso buono del termine, che farà la gioia di chi ama il mondo Marvel. E’ allo stesso tempo un gioco LEGO nel senso più tradizionale del termine, con i suoi pregi e i suoi difetti e con un gameplay sicuramente divertente per chi si avvicina per la prima volta al mondo dei mattoncini digitali di TTGames, ma che sa troppo di già visto per chi segue la serie da oramai ben più di 10 anni. Nonostante le sue mancanze è però, oggettivamente, uno dei giochi Lego più divertenti degli ultimi tempi. Per tutto quanto detto sino ad ora è un’opera imprescindibile per gli amanti dei giochi LEGO e dei super eroi Marvel, un po’ meno per chi alla ricerca di un’esperienza nuova.

Pro Contro 
– Ricostruzione perfetta dell’Universo Marvel
– Tecnicamente eccezioanale
– Incredibilmente longevo
– Gameplay da rinnovare
– Poca originalità
  Voto Globale: 79
 
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Trailer di Captain America: Civil War ricreato con GTA V

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Trailer di Captain America: Civil War sotto un’occhio diverso.

Non è la prima volta che qualche utente ricrea trailer di film di successo con l’editor di GTA V.
Questa volta possiamo vedere all’opera l’utente Merfish che ha ricreato quasi alla perfezione il trailer di Captain America: Civil War che, vi ricordiamo, arriverà nelle sale italiane il 4 maggio 2016.

Vi lasciamo con il video in calce alla notizia.

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Paragon, nuovo video gameplay

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Facciamo la conoscenza di Kallari.

Epic Games ha pubblicato un nuovissimo video di Paragon, MOBA in sviluppo per PS4 e PC e atteso nel corso del 2016. Il filmato di gioco si concentra sul personaggio di Kallari, del quale vengono mostrate diverse abilità. Secondo quanto riportato nella descrizione del video, il gameplay è ripreso direttamente dalla versione PC.

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The Division, ecco le dimensioni della mappa

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Un paragone con GTA V e Fallout 4.

Quando si parla di RPG o di Open World, uno dei primi dubbi che pervadono le menti dei giocatori è sicuramente quanto sarà vasta la mappa di gioco. A poco più di un mese rimasto al lancio ufficiale, ci chiediamo ancora quanto effettivamente sarà grande l’area di gioco che ci verrà proposta da The Division.

Ebbene, lo YouTuber MarcoStyle ha deciso di pubblicare un video in cui la mappa del gioco viene messa a confronto con altri due colossi nel genere open world, ovvero GTA V e Fallout 4. Il risultato è riassunto nelle due immagini seguenti:

1. Paragonata a GTA V, la Midtown Manhattan di The Division appare più piccola della sola Los Santos, quindi escludendo completamente tutta la Blaine County. Sì, immaginiamo vi stiate già preoccupando perché sostenete che sia davvero “minuscola”, ma prima di tutto ricordate che dovrete girarvela tutta a piedi, niente veicoli (diversamente da GTA V).

Division map 1 

2. Ecco, ora le vostre preoccupazioni cominceranno a svanire: messe a confronto tutte e tre le mappe, The Division risulta addirittura più vasto di Fallout 4, sebbene sembra che la visuale a volo d’uccello sia stata presa ad ingrandimenti differenti (non di molto). E comunque non c’è di che avere paura: ricordiamo che potremo anche esplorare parecchi edifici e anche le stazioni metropolitane di The Division, quindi la mappa si sviluppa sia in orizzontale che in verticale, seppur in minima parte.

Division map 2

 

Di seguito alleghiamo il video completo per chi volesse vedere in modo più dettagliato le dimensioni dell’area di gioco:

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Mirror's Edge: Catalyst, un trailer sulla storia

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Aperte le iscrizioni alla closed beta.

Giornata abbastanza ricca per tutti i fan che attendono Mirror’s Edge: Catalyst. Prima di tutto, EA e DICE hanno pubblicato un nuovissimo trailer focalizzato sulla storia del gioco dove è inoltre possibile vedere Faith in alcune brevi scene di parkour. 

La seconda succosa notizia riguarda l’apertura ufficiale della closed beta per mettere le mani sul titolo (se siete fortunati) prima della sua uscita, che è fissata per il 24 Maggio su PS4, XBOX One e PC. Per iscrivervi alla beta, vi basta andare sul sito ufficiale e selezionare la piattaforma preferita.

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The Division, nuovo video dedicato alle abilità

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Ovvero come adottare strategie differenti.

Ubisoft ha reso disponibile un nuovo trailer per The Division in cui viene spiegato più nel dettaglio l’albero delle abilità, che sarà diviso in tre settori come già sapranno coloro che hanno giocato la closed beta. Il titolo vedrà la luce il prossimo 8 Marzo su PS4, XBOX One e PC e se ancora non avete bene idea di cosa si tratti o non siete convinti dell’acquisto, al seguente link trovate la nostra anteprima: Anteprima The Division.

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