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Destiny, nuovo trailer per la prossima espansione

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We Are Guardians.

Bungie ha pubblicato un nuovo trailer dedicato a Il Re dei Corrotti, prossimo DLC di Destiny in arrivo il 15 Settembre. Activision ha inoltre affermato che chiunque acquisti questa espansione otterrà anche un boost per il personaggio, che permetterà di portare il proprio Guardiano (nuovo o già esistente) direttamente al livello minimo richiesto per poter giocare al DLC. 

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Xbox One, una speciale edizione limitata con Halo 5

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Un modello davvero fantastico.

Che Microsoft avrebbe lanciato una Xbox One particolare in concomitanza con il lancio ufficiale di Halo 5: Guardians lo sapevamo, ma non ci aspettavamo un’edizione così bella. La versione speciale che potete vedere sotto, infatti, sarà ovviamente realizzata in tiratura limitata e vedrà una colorazione grigio-nera con rifiniture in azzurro metallico. Sarà inoltre dotata di suoni di accensione ed espulsione del disco a tema Halo e HDD da 1TB.

Il bundle quindi conterrà la Xbox One in questione, un controller ed una copia digitale di Halo 5: Guardians e sarà acquistabile al prezzo di 499$ a partire dal 20 Ottobre. Coloro che invece vorranno acquistare il controller separatamente, sarà disponibile in due versioni differenti ad un prezzo di 69,99$ a partire dal 29 Settembre:

Xbox One controller – Spartan Locke Theme

Xbox One controller – Master Chief Theme

Xbox-One-Limited-Edition-Halo-5

Mafia III, trailer di annuncio ufficiale

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Il terzo capitolo della serie mostra i primi muscoli.

In occasione della Gamescom 2015, 2K Games ha finalmente mostrato il primo trailer per Mafia III come annunciato qualche giorno fa. Il gioco sarà ambientato alla fine degli anni ’60 e vedrà come protagonista Lincoln Clay, un ex soldato di ritorno dal Vietnam che avrà diversi conti in sospeso con chi ha osato toccare la sua “famiglia”. Il titolo è atteso per un generico 2016 su PS4, Xbox One e PC.

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Destiny, Bungie sta lavorando alla versione PC?

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Annuncio a breve?

Niente di confermato o annunciato da Activision o i ragazzi di Bungie. Sembra però che il team sia alla ricerca di un tester per la compatibilità su PC. Come facciamo a saperlo? Date un’occhiata a questa lista

Dopo Destiny non abbiamo notizie di nuovi progetti in cantiere, quindi, facendo muovere un po’ di ragionamenti, ci sarebbero tutti i presupposti per una versione PC dello shooter online che tanto anima dibattiti di vario genere. Se poi leggete attentamente la descrizione del lavoro come PC tester noterete che esso in sostanza è un esperto hardware che deve controllare la buona qualità del prodotto fatto girare su varie configurazioni. 

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Gamescom 2015 – Conferenza Microsoft: un'occasione mancata?

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Bilanci prima dello show.

Ripercorrere con la mente la conferenza Microsoft di oggi, a freddo, non è facile: da una parte c’è la consapevolezza che nel breve periodo Xbox One ha in serbo una line-up invidiabile, che le rivali difficilmente potranno pareggiare prima dell’arrivo del nuovo anno; dall’altra però, aleggia un senso di insoddisfazione difficile da spiegare senza contestualizzare l’evento. Perché la koelnmesse per la casa di Redmond è stata un’epocale opportunità da sfruttare, una di quelle occasioni davvero più uniche che… rare.

Ma facciamo un passo indietro: l’evento inizia sotto i migliori auspici, con copie tedesche di Rare Replay distribuite a destra e a manca che ci ricordano che oggi è anche la data d’uscita di una delle collection più attese dai retrogamer. Un trailer d’apertura in stile “Nintendon’t” fa subito capire che Phil non scherzava quando diceva che si sarebbe puntato forte sulle esclusive (parlo di Spencer ovviamente, il capoccia della divisione Xbox). In pochi secondi sfilano a schermo le immagini dei giochi che fanno invidia a tutti i non possessori di Xbox One: Halo 5, Tomb Raider, Gears 4, Fable, Forza Motorsport 6. Cinque killer app che da sole popolano i sogni bagnati di milioni di appassionati di videogiochi. Ma quello che viene dopo è ancora meglio: il primo vero video gameplay di Quantum Break. Data di uscita: 5 aprile 2016. Boom!

Tra parentesi sì, avete ragione: il gioco è una figata.

Nemmeno il tempo di riprendere fiato e si passa ad un altro titolo interessante: Crackdown 3. Lo sparatutto in terza persona proposto da Microsoft non rompe i ponti con il passato, ma con gli edifici ha tutto un altro approccio. Grazie al cloud computing ogni elemento dello scenario sarà infatti distruttibile al 100%, parola di scout. Anche in questo caso si parla del 2016 come finestra di lancio (o lancio dalla finestra, fate voi).

Il ritmo procede incalzante ed ecco che arriva sul palco l’attesissimo Hideki Kamiya di Platinum Games, che tutti temevamo potesse tornare a casa dopo aver dato del pirla agli amici di Microsoft (ed ho usato un eufemismo). Scalebound, nonostante i problemi di framerate, è uno di quei giochi che non possono lasciare indifferenti: quando vedi un mezzo drago combattere insieme ad un drago contro un altro mostro gigante, beh… Se non ti viene l’impulso di ordinare sul posto una Xbox One hai di sicuro qualcosa che non va amico mio. Poi ti accorgi che bisogna aspettare più di un anno anche per questo e ti prende un po’ di malinconia. Anche perché con Mike Ybarra sul palco lo show rallenta improvvisamente.

D’accordo, ora che si possono registrare anche i programmi tv il concetto di sistema di intrattenimento all-in-one ha più senso, ma non mi puoi sparare draghi e musica tamarra per poi sbassare l’hype con un tipo dalla voce strana che parla di DVR e di una tastierina da attaccare al controller. “No Beethoven non si fa” (cit.). 

Anche se la retrocompatibilità pressoché completa in arrivo a novembre è sicuramente un bel colpo.

Indie che passione!

Ma la fase centrale dello show perde ancora ritmo: si annuncia la season 3 di Killer Instinct per marzo 2016, anche su Windows 10, con Rash di Battletoads che si aggiunge al roster già da oggi. Per il programma indie ID@Xbox sfilano poi sul palco una serie di titoli interessanti: Bloodstained e l’improbabile frusta di Koji Igarashi (parliamone, non la sa nemmeno usare!); Cities Skylines di Paradox; Train Simulator; il platform in stile N64 Yooka-Laylee, di Playtonic Games (non vedo l’ora di avere la mia copia per PC); Worms WMD, che rischia di essere il titolo della serie Worms definitivo; Thimbleweek Park, un punta e clicca vecchia scuola dai creatori di Monkey Island; Ark, il survival con dinosauri domestici che si può già giocare sia in alpha su PC che su Xbox One con il programma Game Preview; Compulsion, infine, è un horror stiloso e catoonesco che, sulle note di London bridge is falling down, promette di spaventare i giocatori fifoni come il sottoscritto (già con il trailer dubito che dormirò…).

A dare il colpo di grazia arrivano poi le DirectX 12, con una tech demo targata Square Enix che mostra come una manciata di accorgimenti software dovrebbero rendere inutile spendere 1000€ per un pc da gaming con i controc… Sì, come no. “In ogni caso è tutta roba che posso avere con qualunque PC da 400/500€ massimo: quando tornate a spiegarmi perché devo comprare una Xbox One? Per fare lo streaming della console su PC? Seriously?” No, la Windows 10 Edition di Minecraft non è un motivo valido, così come non è sufficiente il nuovo titolo Mojang, Cobalt (per quanto si tratti di un gioco assolutamente valido, non lo dubito).

WeLoveVG

Ecco, Dark Souls 3 potrebbe già farmi cambiare idea ed il primo gameplay non delude le aspettative. Ma è multipiattaforma ed esce nel 2016, così come Homefront: The Revolution. Non parliamo poi di Fifa 16: una manciata di leggende per FUT (tra cui Nesta, Gattuso e Zanetti per citare solo i nuovi “italiani”) non sono abbastanza, ma magari è solo il mio punto di vista.

XONELIMITEDCome? Mi spari un Halo 5: Guardians con tanto di video del multiplayer, campionato competitivo e annuncio di una console limited edition? Vacillo, ma ancora non mi hai convinto. Se poi il carico da novanta sono altri multipiattaforma (il tamarrissimo Just Cause 3, Rainbow Six Siege e l’esclusiva temporale Rise of the Tomb Raider) allora non ci siamo ancora. È vero, in mezzo ci sono le straordinarie vetture di Forza Motorsport 6, ma dopo la mezza delusione del 5 Turn 10 deve un attimo riconquistare la fiducia dei videogiocatori.

Non resta che aspettare e sperare allora nella bomba finale. C’è o non c’è? Arriva Bonnie Ross di 343 Industries: c’è! Ma è “solo” Halo Wars 2, il secondo capitolo dello spin-off strategico ispirato al mondo di Halo…

Occasione mancata?

Con Nintendo che continua a non farsi vedere agli appuntamenti importanti e Sony che va in vacanza a Parigi, non è prematuro tracciare un primo bilancio di questa Gamescom 2015. Microsoft, ovviamente, ha già vinto a mani basse in una gara dove concorreva da sola, con una conferenza buona e ricca di contenuti. Ma in un’occasione così favorevole si poteva e si doveva fare di più.

Un’ora di conferenza con
il ritmo della prima mezz’ora ed il 2015 sarebbe stato ricordato come l’anno di Microsoft. Resta invece l’impressione che l’avvento di Windows 10 assottigli ancora di più l’identità “consolara” di One, equiparandola ad un PC di fascia bassa dove i giochi arrivano con un po’ di anticipo. Eppure i motivi per essere orgogliosi possessori della scatolotta Microsoft non mancherebbero. Però… Il però rimane e probabilmente persino Master Chief in persona nutre dei dubbi su questa nuova generazione.

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Dark Souls 3, Bandai Namco mostrerà presto qualcosa di straordinario

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Alla Gamescom ne sapremo di più.

Tramite un breve messaggio pubblicato su Twitter, Bandai Namco ha ammesso di aver in serbo “qualcosa di meraviglioso” per i fan di Dark Souls III: il publisher ha in programma un annuncio alla Gamescom di Colonia, tra poche ore ne sapremo certamente di più. 

Dark Souls 3 è stato annunciato durante lo scorso E3 di Los Angeles, non è escluso che alla fiera tedesca il publisher possa mostrare un nuovo gameplay o magari rivelare la data di lancio, attualmente indicativamente prevista per i primi mesi del 2016 su PC, Xbox One e PlayStation 4.

Rocket League arriverà anche su altre piattaforme

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Non ci sono accordi permanenti con Sony.

Intervistato da GameZone, il marketing manager di Psyonix ha confermato che Rocket League arriverà sicuramente anche su altre piattaforme.
Queste le parole di Jeremy Dunham:
«Il gioco si è rivelato un vero successo e continueremo a dedicarci a Rocket League anche in futuro. Adesso possiamo ampliare il nostro team e grazie a questo saremo in grado di portare il gioco anche su altre piattaforme, cosa che vogliamo assolutamete fare. Sfortunatamente, non so dirvi altro al momento. All’epoca abbiamo deciso di lanciare il gioco solamente su PlayStation 4 e PC per non avere troppi problemi, in fondo siamo una squadra molto piccola (tra gli 8 e i 12 membri) e non potevamo gestire un ciclo di sviluppo lungo e complesso.»
Infine, Dunham specifica che non ci sono limiti di alcun tipo riguardo le piattaforme che potrebbero ospitare Rocket League, Psyonix non ha alcun accordo con Sony Computer Entertainment, il titolo potrebbe quindi arrivare anche su Xbox One o Wii U.

Konami, condizioni di lavoro pessime all'interno dell'azienda

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Licenziamenti per un solo like su Facebook.

Un lungo articolo pubblicato sul Nikkei (e tradotto da un utente di NeoGAF) rivela le condizioni di lavoro all’interno di Konami e svela alcuni retroscena che avrebbero portato all’abbandono di Hideo Kojima.
Secondo quanto riportato dal quotidiano giapponese, i rapporti tra Hideo Kojima e la società si sarebbero incrininati per “colpa” delle manie di perfezionismo del game designer giapponese: Kojima Productions ha rimandato più volte la consegna del prodotto finito e il budget iniziale è lievitato notevolmente fino a raggiungere quota 80 milioni di dollari, cifra decisamente elevata per una produzione giapponese. Questa tesi è stata confermata anche da Rika Muranaka, la quale ha parlato proprio di motivazioni economiche alla base dei problemi sorti tra le due parti.
Il quotidiano riporta inoltre alcuni rumor riguardo le condizioni lavorative dei dipendenti di Konami: a quanto pare il clima in azienda non sarebbe dei migliori, le telecamere sorvegliano i movimenti di ogni assunto, i turni di pausa sarebbero ridotti al minimo e regolati da una speciale tessera, chi effettua una pausa pranzo troppo lunga viene licenziato immediatamente. La compagnia, inoltre, non si farebbe problemi a cacciare o riassegnare ad altri ruoli minori (pulizie o vigilanza) il personale ritenuto incapace di svolgere il proprio lavoro. Molti dipendenti sarebbero stati retrocessi anche solamente per aver messo “mi piace” al post di un collega su Facebook che annunciava il passaggio a una nuova compagnia di sviluppo. È bene chiarire, comunque, che quanto riportato potrebbe non corrispondere a verità dal momento che Konami ha rifiutato di commentare la vicenda.

 

Recensione Skullgirls 2nd Encore

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Mazzate in due dimensioni, come ai vecchi tempi

Versione testata PlayStation 4.

Tra gli anni ’90 e i primi anni Duemila qualsiasi sala giochi e stabilimento balneare degno di nota possedeva un accessorio preposto al divertimento fondamentale: un cabinato dei videogiochi, quelli con levette indistruttibili e bottoni grossi, colorati e cattivi. Quando le cose andavano bene ce n’erano anche più di uno e allora era facile che uno di essi fosse un piacchiaduro. I picchiaduro di una volta, quelli in due dimensioni, con dieci personaggi carismatici che imparavi a conoscere meglio dei tuoi famigliari per battere gli amici. Skullgirls 2nd Encore dei Lab Zero Games è proprio questo: il divertimento violento e colorato di tanti anni fa, ma riproposto in salsa moderna con tutti i vantaggi che ne conseguono. Preparate il secondo controller per un vostro amico: è tempo di picchiarsi senza un domani.

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Fate attenzione a ciò che desiderate

Una leggenda narra l’esistenza dello Skullheart, un manufatto a forma di teschio prodigioso capace di esprimere i desideri di una persona di sesso femminile. Non c’è niente di pervertito in questo (a differenza di qualche dettaglio grafico del gioco in sè), semplicemente esso funziona solo con le donne, ragazzine o vecchiete che siano. Tutto molto bello insomma, se non fosse che nel novantanove virgola nove percento dei casi lo Skullheart si trasforma in un’arma micidiale distruttrice di mondi: se la persona che esprime il desiderio non possiede un cuore puro, ma prova anche in una minuscola percentuale qualcosa di simile all’egoismo, all’individia, all’avidità e consimili, allora esso trasformerà l’ospite in una skullgirl. Vale a dire in un demone dotato di volontà propria e poteri eccezionali, potenzialmente omicida nei confronti di qualsiasi cosa. E questo non è un bene.

Quando in una non meglio definita città americana si rivela la presenza di uno Skullheart a cui si attribuiscono alcuni distastri in cui hanno perso la vita dei cittadini, le nostre ragazze entrano in azione per fermarlo. Le protagoniste, salvo un paio di eccezioni maschili, sono tutte rigorosamente donne formose, letali, violente, ma anche zombificate, non umane o robotiche, che muoiono dalla voglia di picchiare il cattivo di turno che si frappone tra esse e lo skullheart. La loro psiche è anche abbastanza credibile, tanto da ritrovarcisi molto spesso a pensare “beh, dopotutto è giusto che il cattivo venga gonfiato di botte”. La modalità storia permetterà di giocare volta per volta nei panni di ciascuna delle protagoniste, di venire a conoscenza di dettagli preziosi circa il loro passato e le aspettative verso il futuro: ognuna di essere, a prescindere da quella con cui sceglierete di giocare, dopo diversi combattimenti intermezzati dalla narrazione vera propria si ritroverà a sfidare come ultimo nemico lo skullheart in persona.

La narrazione serve fondamentalmente a familiarizzare con i personaggi, tutti ottimamente caratterizzati, e ad apprendere il loro stile di combattimento: la tentazione di saltare i vari discorsi fino al prossimo duello spesso è forte, ma equivale a perdersi un ottimo doppiaggio in lingua inglese e risvolti della storia che possono rivelarsi molto interessanti. Dopottutto se si muore dalla voglia di combattere e basta, c’è l’apposita modalità in singolo e multigiocatore: ma il comparto narrativo soprattutto in un contesto del genere è una vera e propria chicca inaspettata.

Quadrato, salto, cerchio, triangolo, quadrato…

Skullgirls 2nd Encore è un picchiaduro bidimensionale vecchia scuola: è forte sin dall’inizio, almeno per il giocatore occasione, la sensazione che premendo tutto si possa comunque vincere. Il più delle volte a modalità di gioco “facile” questo avviene tranquillamente, ma già a “normale” viene richiesta una decisa attenzione e le cose si complicano all’ennesima potenza negli altri livelli di diffocoltà ancora superiori, riservati agli intenditori del genere. Fondamentale è dunque innanzitutto familiarizzare con i vari personaggi, apprendere il loro stile di combattimento ravvicinato e a distanza, esplorare tutte le mosse possibili da effettuare, suddivise tra colpi potenti e meno potenti: il tutto può lasciare inizialmente assai spaesati, ma l’opzione “tutorial” e la lista delle mosse e combo sono disponibili in qualsiasi momento. Il passo successivo è naturalmente l’apprendimento delle combo dei propri personaggi preferiti, con cui iniziare a macinare nemici su nemici. Se poi avete a disposizione un arcade stick da collegare alla PlayStation, con la precisione e la rapidità che da esso consegue avrete fatto tombola.

La produzione Lab Zero Games si prodiga di modalità di gioco: oltre la storia dei singoli protagonisti c’è la modalità sopravvivenza, in cui i nemici controllati dall’intelligenza artificiale si succederanno implacabili l’uno all’altro fino a stremarvi, oppure un combattimento bonus contro il boss finale nella modalità denominata Marie 300%, in cui se non sarete degli ottimi giocatori la skullgirl vi riempirà di botte senza che possiate fare praticamente nulla per infliggerle il benchè minimo danno. Ancora, si possono creare i propri combattimenti ideali in modalità 1 VS 1, 2 VS 2 o 3 VS 3 contro il computer, al fine di fare pratica o di vedere come quest’ultimo riesce a gestire ed utilizzare personaggi con cui si ha ancora poca praticità. Senza neanche citare il comparto multigiocatore, vi ritroverete a giocare per ore ed ore contro orde di zombie, robot e tizi nerboruti da mettere al tappeto prima che tocchi a voi la medesima sorte.

Nessuno verrà risparmiato

Con un secondo controller è questione di un attimo prendere a botte il vostro migliore amico comodamente nel salotto di casa, con battaglie a tutto schermo e fluidità inalterata: anche nella modalità versus in locale saranno disponibili combattimenti in cui potrete utilizzare fino a tre personaggi contro quelli dell’avversario. Se credete di essere così forti potete provare a giocare con uno solo contro tre dei suoi. Difficilmente vincerete, ma se il miracolo dovesse accadere volete mettere la soddisfazione? Qualora invece il locale non vi soddisfi completamente Skullgirls 2nd Core prevede ovviamente battaglie online in cui potrete malmenare cose e persone provienti dai quattro angoli del globo, con tanto di selezione dettagliata della provenienza. E’ possibile entrare in stanze create dai propri amici, aprire una propria stanza accessibile a chi desiderate, o avviare “partite veloci” con cui sfidare il primo che capita a tiro, proveniente da qualsiasi zona. Purtroppo spesso queste modalità sono “veloci” solo di nome ma richiedono qualche minuto di pazienza di troppo prima di avviarsi, o semplicemente non si avviano affatto data la carenza di giocatori su console casalinghe. Non disperate comunque, perseverando troverete l’avversario tanto agognato.

bellaimmagine

Bello da vedere e da sentire

Skullgirls 2nd Core è divertentissimo da giocare, ma fortunatamente non si scherza neanche sotto il comparto artistico e tecnico. Visivamente parlando gli ambienti giocabili non sono moltissimi e a dire la verità restano anche piuttosto sullo sfondo nel dinamismo dei combattimenti,
ma lo stile cartoonesco e palesemente esagerato delle animazioni, dell’aspetto e delle movenze dei protagonisti saltano immediatamente all’occhio, facendo innamorare soprattutto gli amanti del genere. Le succinte vesti delle eroine alternano sapientemente tonalità calde e fredde, colori freschi e vivaci e altri più smorti, il tutto condito da uno stile orientato verso ambienti e contesti dark, macabri e lovecraftiani, ma inseriti nel contesto della grande metropoli americana. Non stupitevi dunque se troverete uno zombie o una divinità egiziana a spasso tra i tombini e i locali notturni: è tutto normale. Ed è proprio l’innocente normalità che trapela dalla produzione a testimoniare la riuscita di tutta l’orchestrazione.

Anche il comparto sonoro non ha nulla da invidiare a produzioni nettamente più costose (vi ricordiamo che questo gioco costa “solo” venti euro): il doppiaggio è onnipresente, risucito e ben caratterizzato; le musiche di gioco sono suggestive, mai invadenti, adatte ai vari contesti che si presentano, e ben presto vi ritroverete a gridare “it’s showtime!” assieme al telecronista prima di ogni battaglia. Tecnicamente parlanto non ci sono mai rallentamenti nè caricamenti invasivi e la fluidità è semplicemente perfetta, soprattutto tenendo conto che in un piacchiaduro bidimensionale sarebbe un errore imperdonabile e ingiustificabile per la giocabilità.

Commento finale

Skullgirls 2nd Encore è una piccola perla che gli appassionati del genere non possono per alcun motivo lasciarsi scappare, ma che sa affascinare anche chi non  è particolarmente attratto dai picchiaduro duri e puri. Forte del carisma delle sue protagoniste, di un comparto tecnico di prima qualità e di una longevità potenzialmente infinita, offrirà ore ed ore di divertimento in compagnia di amici, nemici, guerrieri accaniti e, soprattutto, delle skullgirls. Non fatevi gonfiare di botte senza combattere valorosamente!

Pro Contro 
– Divertente, frenetico, ipercinetico
– La storia e i personaggi hanno carisma da vendere
– Artisticametne ineccepibile
– Leggermente ostico ad un primo approccio
– I comandi richiedono tempo per essere assimilati in modo ottimale
– Server online migliorabili
  Voto Globale: 80 
 
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Realtà aumentata vs realtà virtuale, quale scegliere?

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Quali sono le differenze? 

Recentemente, Tim Sweeney, fondatore di Epic Games nonché protagonista nello sviluppo del motore grafico Unreal Engine (un esperto in materia grafica, dunque), ha dichiarato che la realtà aumentata sarà l’elemento chiave nello sviluppo tecnologico futuro. 
L’AR, tecnologia scelta da Microsoft per essere integrata nel progetto Hololens, si pone come principale rivale agli altri visori che saranno dotati di un display con realtà virtuale. 
Cosa sono però questi due tipi di nuove realtà? Quali sono le differenze? 
La realtà aumentata, innanzitutto, ha come scopo lo stimolo della nostra percezione sensoriale attraverso l’utilizzo di informazioni trasmesse elettronicamente, altrimenti non percepibili con i nostri 5 sensi. 
Il termine “realtà aumentata”, augmented reality (AR) è stato coniato per la prima volta dal professor Thomas Preston Caudell, esperto in Fisica ed Ingegneria informatica. Gli impulsi indotti dalla realtà aumentata sono volti a rendere una percezione della realtà più nitida e coinvolgente; dunque, le informazioni elettroniche dell’AR tendono ad essere “ridotte” proprio per non far distinguere all’uomo la differenza tra la vita reale e quella elaborata dal visore.
D’altro canto, con la realtà virtuale, le informazioni aggiunte o sottratte nel display tendono ad ingannare i sensi dando l’illusione di trovarsi in una realtà completamente nuova, distorta. 
In conclusione, l’AR ha lo scopo di potenziare la percezione sensoriale mentre il VR ha quello di alterare i sensi, trasportando il soggetto in una nuova realtà.
E’ per questo che Epic Games crede che la realtà aumentata sia la tecnologia del futuro:« Credo che la realtà aumentata sarà la più grande invenzione della nostra era. Una volta che si ha un visore in AR, non si ha più bisogno di nulla, basterà portarlo sempre con voi. Il visore guiderà tutto
Cosa ne pensate voi? Quale credete sarà la miglior tecnologia grafica del futuro?
E se le due tecnologie potessero avere la miglior resa in ambiti diversi? l’AR, per esempio, è stato introdotto la prima volta in ambito militare, dove è ovvio che una perfetta percezione può fare la differenza nelle varie operazioni logistiche. Ma nel gaming è proprio ciò che serve? Forse sì, ma forse alcuni giocatori preferirebbero una realtà virtuale, una realtà più appetibile, una concezione ed un punto di vista nuovo, rispetto a quella aumentata. In fondo, la realtà aumentata la viviamo tutti i giorni, no? Le nostre retine hanno già una bella risoluzione e forse alcuni gamer sono stufi di questa realtà e vorrebbero trasportarsi in un mondo nuovo, provando a percepire le cose in maniera diversa. 

Hoopa e lo scontro epocale: nuovo Pokémon, nuova generazione?

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corocoro8151

Tra speculazioni e speranze per la next-gen

Hoopa e lo scontro epocale è finalmente arrivato nelle sale giapponesi! Si tratta di uno dei film di animazione dedicato ai mostriciattoli Game Freak più atteso dai fan, ma non tanto per l’ansia di vedere Hoopa in azione. O almeno, non solo per questo.

corocoro8151Nei giorni scorsi, infatti, una serie di rumor e immagini avevano rivelato l’esistenza di un nuovo Pokémon e l’uscita nel 2016 di un altro lungometraggio. I partecipanti all’anteprima giapponese del film su Hoopa avevano appena svelato l’esistenza di un trailer di un nuovo film incentrato su Zygarde e così, tra disegni e vignette, su tumblr e altri ritrovi nerd si è iniziato a discutere di una nuova forma del Pokémon stesso. Tutto questo finché CoroCoro, con un’immagine tutt’altro che chiarificatrice, ha pensato bene di alimentare ancora le fiamme della curiosità.

Al lancio ufficiale, però, The Pokémon Company ha fatto un ulteriore passo avanti. Durante il teaser del nuovo film su Zygarde, gli occhi strampalati di un nuovo Pokémon hanno fatto capolino attraverso la O della scritta Pokémon, rivelando un piccolo mostriciattolo verde che, stando alle prime descrizioni dei fan, sembrerebbe il prodotto di una qualche strana mutazione genetica.

Purtroppo al momento non abbiamo immagini del Pokémon, se non tramite i disegni di chi ha partecipato alla proiezione (li trovate in calce all’articolo). Ignoti sono sia il suo nome che la sua identità. Si tratta di una forma alternativa di un Pokémon già esistente? Oppure è qualcosa di inedito che lascerebbe presagire l’arrivo di un nuovo gioco Pokémon? E la nuova forma di Zygarde, se come sembra di Zygarde si tratta, sarà una megaevoluzione, un’archeoevoluzione o, ancora, un meccanismo evolutivo mai visto prima?

Insomma, ipotesi e speculazioni si sprecano: c’è chi spera di tornare presto a Kalos con “Pokémon Z” e chi, addirittura, già parla della settima generazione. Ma di risposte, al momento, non ne abbiamo.

Di certo sappiamo solo che nel 2016 ci sarà un nuovo film e che il febbraio dello stesso anno i Pokémon compiranno 20 anni. Regolate il vostro hype di conseguenza.

Aggiornamento: aggiunta alla galleria la prima immagine del nuovo Pokémon

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Si ringrazia Serebii.net per le immagini.

Quantum Break, possibile annuncio della data di uscita al Gamescom

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Phil Spencer stuzzica i fan.

Molti fan sono impazienti di sapere quando il nuovo sparatutto in terza persona, sviluppato da Remedy Entertainment in esclusiva per Xbox One, uscirà. A questo proposito, un utente di Twitter ha cercato il dialogo con il capo della divisione Xbox, Phil Spencer, sottolineando la difficoltà dell’attesa.
«Avremo finalmente una data di uscita per Quantum Break al Gamescom? L’attesa sta diventando un po surreale
«Lo vedrete martedì, penso che sarete felici.» ha replicato Spencer.
Il primo filmato del gioco è stato rivelato lo scorso anno, sempre al Gamescom, e ci aspettiamo che domani, durante la conferenza di Microsoft che inizierà alle 15, ci sia più materiale da mostrare.
L’uscita comunque dovrebbe essere fissata durante la primavera del prossimo anno. 

Rise of The Tomb Raider, Lara è pronta alla sfida con Fallout 4

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Insieme, per un lancio epico.

Due grandi produzioni condividono la stessa data di uscita: il 10 novembre 2015. Stiamo parlando dell’esclusiva temporale su Xbox One, riguardo la seconda nuova avventura della razziatrice di tombe più conosciuta del mondo videoludico; e il tanto atteso scenario post apocalittico targato Bethesda.

Durante un’intervista per GamingBolt, il Game Director di Rise of the Tomb Raider, Brian Horton ha detto:

“Siamo grandi fan di Fallout, è un grande gioco. Ma noi crediamo di offrire qualcosa di completamente diverso da un punto di vista dell’ esperienza videoludica. Siamo sereni rigaurdo la data di uscita e la qualità del gioco parlerà da sola”.

Certamente il titolo non riuscirà a vendere subito quanto Fallout 4, trattasi di un’esclusiva, mentre Bethesda punta a più versioni fin dal day one. Ma il fatto che si punti a rassicurare l’utenza sulla qualità del titolo è cosa positiva. Inoltre Horton aggiunge che tutti i tipi di fan della saga troveranno gameplay per i loro denti. Gli amanti dell’approccio stealth saranno soddisfati. Altrettanto lo saranno gli amanti dell’azione.

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WRC 5, mostrato in uno screen l’effetto “sporco”

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WRC5 DirtEffect

Fango e detriti.

Bigben Interactive e Kylotonn Games hanno rilasciato un nuovo screenshot riguardo WRC 5, il titolo ufficiale della 2015 FIA World Rally Championship che verrà rilasciato su PC e console Current-gen per l’autunno di quest’anno.

Protagonista di questo screen è l’effetto sporco che promette di soddisfare i maniaci dei dettagli.

WRC5 DirtEffect

 

 

WRC 5, mostrato in uno screen l'effetto "sporco"

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Fango e detriti.

Bigben Interactive e Kylotonn Games hanno rilasciato un nuovo screenshot riguardo WRC 5, il titolo ufficiale della 2015 FIA World Rally Championship che verrà rilasciato su PC e console Current-gen per l’autunno di quest’anno.

Protagonista di questo screen è l’effetto sporco che promette di soddisfare i maniaci dei dettagli.

WRC5 DirtEffect

 

 

Doom, sì al modding, ma con forti limitazioni

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Inconvenienti.

Per chi fosse curioso di sapere se il nuovo Doom sarà personalizzabile all’inverosimile, purtroppo, ci sono brutte notizie.

Durante un’intervista al Quakecon 2015, Pete Hines ha sottolineato che tutto ciò che ha a che fare con il modding del titolo passa attaverso il tool SnapMap. Si tratta di uno strumento capace di creare soltanto piccoli ambienti (interni) e non permettere l’inserimento di texture pack personalizzate. Scordiamoci quindi di spompare il motore grafico come il motore di una Ferrari.

Forse un dato positivo c’è: SnapMap potrà trasferire i piccoli capolavori degli utenti su tutte le piattaforme con poco sforzo.  

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Super Mario Maker, ogni livello verrà controllato da Nintendo

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Volta per volta testeranno la difficoltà.

A partire dal lancio di Super Mario Maker, Nintendo metterà al servizio della comunità diversi moderatori il cui compito sarà quello di organizzare i livelli creati dagli utenti in categorie di difficoltà.
Il titolo sfrutterà un sistema automatico per “misurare” la difficoltà di ogni mondo (basato sul numero di persone che riusciranno a terminare il percorso), ma questo non sarà l’unico modo in cui le creazioni dei videogiocatori saranno valutate. Engadget ha infatti rivelato che un gruppo di moderatori testerà di persona ogni livello e ne determinerà il grado di sfida necessario per completarlo, prima che qualcuno possa scaricarlo.

Fallout 4, 400 ore di gioco previste

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E le sorprese non sono ancora finite.

Jeff Gardiner, produttore capo presso Bethesda, ha recentemente condiviso alcuni indizi sulla longevità di Fallout 4.
Lo sviluppatore ha rivelato che dopo 400 ore di gioco sta ancora trovando elementi e sorprese che non aveva mai visto. Anche se non sappiamo quanto di quel tempo è stato speso con contenuti davvero di valore (missioni secondarie, esplorazione di nuove ambientazioni, etc.), è indubbio che fin dal giorno di annuncio questo titolo abbia mostrato i muscoli dal punto di vista della vastità.
Potremo perderci nel mondo di Fallout 4 a partire dal 10 novembre, con le edizioni PC, Xbox One e PlayStation 4.

DriveClub, 2 milioni di copie vendute

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Traguardi, bei traguardi.

Perviene da Twitter, precisamente questo tweet la notizia che DriveClub nonostante i vari problemi tecnici che hanno afflitto il lancio iniziale, ha venduto oltre 2 milioni di copie in tutti i mercati di riferimento. Ad una domanda specifica, Paul Rustchynsky, il Game Director ha risposto che il target comprende sia le vendite su disco che quelle tramite Digital Download. 

Xbox One, la retrocompatibilità non sarà per tutti i titoli Xbox 360

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Intrecci legali.

Uno degli annunci più commentati di questo E3 2015 è stato quello di Microsoft riguardo la possibilità di giocare ai titoli Xbox 360 direttamente sulla nuova ammiraglia. Purtroppo, come si suol dire: non è tutto oro ciò che luccica, e Kudo Tsunoda di Microsoft ci fa ragionare riguardo tutti i dubbi di una feature che potrebbe camminare zoppa ben presto.

La difficoltà per portare i titoli Xbox 360 sulla nuova avrebbero poco a che fare con il comparto tecnico e quindi il processo necessario di restyling e ottimizzazione. I videogiochi sono legati a un giro di diritti che coinvolge gli sviluppatori e i relativi editori (i publisher, per intenderci). Molte case di sviluppo sono ormai defunte, e con esse anche molti editori: THQ è un esempio.

Il problema di avere le giuste autorizzazioni per mettere mano ai giochi potrebbe rallentare, se non addirittura fermare l’aggiornamento degli stessi per la retrocompatiblità. In soldoni: se non avremo tutta l’immensa libreria Xbox 360 a disposizione sarà poco per problemi tecnici, tanto invece per i problemi legali.